Introduzione
La disinfestazione non è solo un servizio essenziale per proteggere la salute pubblica e l’integrità degli edifici, ma anche un’attività economica a elevato rischio fiscale. Le imprese di disinfestazione e derattizzazione operano spesso con appalti pubblici e privati, utilizzano molta manodopera e, in alcuni casi, ricevono pagamenti in contanti. Tutti questi elementi attirano l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza perché aumentano le occasioni di evasione o irregolarità. Un accertamento fiscale può essere devastante per un’impresa: comporta recupero di imposte, sanzioni fino al 200 % del tributo, interessi, rischi di denuncia penale, blocco dei conti e procedure esecutive. Spesso gli avvisi di accertamento si fondano su presunzioni (medie di settore, parametri ISA, movimenti bancari) e gli ispettori ricostruiscono induttivamente il reddito usando l’art. 39 del D.P.R. 600/1973, l’art. 55 del D.P.R. 633/1972 e gli elementi acquisiti in sede di verifica . In questi casi la difesa tempestiva e strutturata è fondamentale.
Nel corso dell’articolo verranno illustrate le norme principali (D.P.R. 600/1973, D.P.R. 633/1972, D.Lgs. 546/1992, D.Lgs. 218/1997, L. 212/2000 “Statuto del contribuente”, D.Lgs. 83/2022 e altri), le più recenti pronunce della Corte di Cassazione e le circolari dell’Agenzia delle Entrate. Verrà poi spiegato come reagire alla notifica di un avviso di accertamento o di un processo verbale di constatazione, quali termini rispettare, come impugnare l’atto, sospendere la riscossione, definire il debito o ricorrere agli strumenti alternativi (rottamazioni, saldo e stralcio, definizioni agevolate, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione). Troverete simulazioni numeriche, tabelle riepilogative e una lunga sezione di domande e risposte.
L’avvocato Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff
Per affrontare un accertamento fiscale è spesso necessario l’intervento di professionisti specializzati sia nel diritto tributario sia negli aspetti contabili e societari. L’avvocato Giuseppe Angelo Monardo è cassazionista e coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti che operano a livello nazionale nel campo del diritto bancario e tributario.
- Cassazionista: l’avv. Monardo può patrocinare cause davanti alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori, prerogativa fondamentale quando occorre impugnare una sentenza tributaria.
- Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012): è iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e ha lunga esperienza nella gestione delle procedure di composizione della crisi, tutela del patrimonio e piani di rientro.
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC): ciò garantisce competenza nell’accompagnare le imprese nelle procedure di regolazione dei debiti.
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ex D.L. 118/2021: questa figura, introdotta dalla riforma della crisi d’impresa, assiste l’imprenditore nelle trattative con creditori e Fisco per evitare il fallimento.
Lo Studio Monardo offre assistenza completa: analisi dell’atto e della documentazione, predisposizione dei ricorsi, richiesta di sospensione della riscossione, negoziazione con l’Agenzia delle Entrate, elaborazione di piani di rientro, accesso alle procedure di definizione agevolata o di sovraindebitamento, tutela giudiziale e stragiudiziale. L’esperienza combinata di avvocati e commercialisti permette di valutare non solo la legittimità delle pretese fiscali ma anche l’impatto patrimoniale e finanziario sull’impresa.
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1. Quadro normativo per le imprese di disinfestazione
1.1 Normativa generale sull’accertamento
Le verifiche fiscali e l’accertamento dei redditi sono disciplinati principalmente dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 per le imposte sui redditi e dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 per l’IVA. L’art. 32 del D.P.R. 600/1973 attribuisce agli uffici delle imposte un ampio ventaglio di poteri: possono eseguire accessi e ispezioni (art. 33), invitare il contribuente a comparire, chiedere documenti, inviare questionari e acquisire dati da banche e altre istituzioni . I dati bancari acquisiti costituiscono base legale per la rettifica se il contribuente non dimostra la loro irrilevanza o non indica il beneficiario dei prelievi . L’art. 33 disciplina l’accesso domiciliare e prevede che la Guardia di Finanza possa entrare in azienda per esaminare scritture e documenti.
L’art. 52 del D.P.R. 633/1972 regola gli accessi ai locali aziendali ai fini IVA: è necessaria un’autorizzazione dell’ufficio (o del Pubblico Ministero se si tratta di locali destinati anche all’abitazione) che indichi motivi e finalità. La Corte di Cassazione ha recentemente affermato che, se l’autorizzazione è motivata per relationem (cioè facendo riferimento alla richiesta dell’Ufficio), l’amministrazione finanziaria deve produrre sia l’autorizzazione sia la richiesta in giudizio; in caso contrario l’atto impositivo basato su quell’accesso è nullo . In tema di contraddittorio endoprocedimentale, la Cassazione ha precisato che, per l’IVA, l’amministrazione ha l’obbligo di instaurare un contraddittorio prima di emettere l’avviso; se manca, l’atto è invalido purché il contribuente specifichi le argomentazioni che avrebbe potuto far valere .
La procedura di accertamento vera e propria è regolata dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (processo tributario) che stabilisce termini e modalità dei ricorsi, nonché dall’art. 15 dello stesso decreto che disciplina le spese di giudizio. Il D.Lgs. 218/1997 introduce l’accertamento con adesione e le definizioni agevolate. Il D.Lgs. 471/1997 contiene le sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie.
Lo Statuto dei diritti del contribuente (Legge 212/2000) garantisce importanti tutele: l’art. 12 prevede che gli accessi si svolgano solo per esigenze effettive, devono essere motivati, avvenire durante l’orario di attività e arrecare minore turbativa possibile . Il contribuente deve essere informato delle ragioni della verifica, può farsi assistere da un professionista e può far esaminare i documenti presso lo studio del proprio consulente . La permanenza della Guardia di Finanza non può superare 30 giorni lavorativi prorogabili di altri 30 (15+15 giorni per imprese in contabilità semplificata) . Il contribuente può rivolgersi al Garante del contribuente se i verificatori agiscono in modo scorretto . Dopo il processo verbale di chiusura, l’impresa ha sessanta giorni per presentare osservazioni; l’avviso di accertamento non può essere emesso prima della scadenza, salvo casi di particolare urgenza .
1.2 Normativa speciale per i servizi di disinfestazione
Il settore disinfestazione (Ateco 81.29.10) rientra fra i servizi di pulizia specializzata. È stato interessato da importanti modifiche IVA con la Legge 190/2014 (stabilità 2015), che ha introdotto il reverse charge per determinate prestazioni di pulizia. L’art. 17, comma 6, del D.P.R. 633/1972 stabilisce che il debitore d’imposta (chi deve versare l’IVA) è il cessionario/committente nelle operazioni indicate. La lettera a-ter estende il reverse charge alle prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative ad edifici . Tuttavia l’Agenzia delle Entrate, nella circolare 14/E del 27 marzo 2015, ha chiarito che le attività di disinfestazione identificate dal codice ATECO 81.29.10 sono escluse dal reverse charge: la disinfestazione, ancorché resa su edifici, resta soggetta all’IVA ordinaria . La classificazione Ateco 81.29.10 comprende la disinfezione e disinfestazione di edifici, ma la circolare precisa che tali prestazioni continuano a essere fatturate con l’IVA normale .
È utile distinguere fra attività di pulizia generale (81.21.00), pulizia specializzata (81.22.02) e disinfestazione (81.29.10). Solo le prime due, se eseguite su edifici e per clienti soggetti passivi IVA, possono rientrare nel reverse charge; la disinfestazione no .
Per le imprese di disinfestazione occorre inoltre considerare:
- Ritenuta d’acconto del 4 % per i condomìni: l’art. 25‑ter del D.P.R. 600/1973 impone al condominio di versare una ritenuta del 4 % sui corrispettivi pagati per prestazioni relative a contratti di appalto con imprese di pulizia e disinfestazione . L’impresa deve indicare la ritenuta in fattura e potrà portarla in detrazione. Se la ritenuta non è operata, l’Agenzia può recuperare le imposte a carico dell’impresa.
- Onere della prova e ricostruzione induttiva: l’art. 39 del D.P.R. 600/1973 autorizza l’Amministrazione a determinare i ricavi in modo induttivo se le scritture sono inattendibili. L’art. 55 del D.P.R. 633/1972 fa lo stesso per l’IVA. Le imprese di disinfestazione sono spesso oggetto di ricostruzioni basate su medie di settore, costi del personale, ore di lavoro, quantità di prodotto usato, incrocio con dati bancari e A.T.E.C.O. .
- Contabilità e documentazione: i costi per personale, prodotti chimici, attrezzature, automezzi e carburante sono deducibili solo se inerenti all’attività. La Cassazione ha ribadito che il contribuente deve provare l’inerenza di ogni costo e la mancanza di documentazione porta alla rettifica .
1.3 Novità legislative 2024‑2025
Con la riforma fiscale attuata dal D.Lgs. 156/2023 e dai decreti legislativi attuativi del 2024‑2025, sono stati introdotti importanti strumenti:
- Concordato preventivo biennale (CPB): permette agli operatori di accettare il reddito proposto dall’amministrazione per due periodi d’imposta, ottenendo certezza e riduzione dei controlli.
- Regime ISA precompilato: gli indici sintetici di affidabilità saranno proposti dall’Agenzia, e l’impresa potrà aderire per evitare accertamenti.
- Riforma del contraddittorio (D.Lgs. 219/2023): abroga il comma 7 dell’art. 12 dello Statuto del contribuente e introduce l’obbligo generalizzato di contraddittorio per tutti gli atti che comportano una pretesa tributaria, con sospensione dell’avviso fino alla scadenza del termine per le osservazioni. Le modifiche si applicano agli atti emessi dal 30 aprile 2024; il nuovo art. 12 prevede però che, in casi eccezionali, l’Ufficio possa derogare previo provvedimento motivato .
- Rottamazione-quater e definizione agevolata liti pendenti: la legge di bilancio 2024 ha riaperto i termini per la rottamazione delle cartelle affidate all’Agenzia Entrate Riscossione fra 2000 e 2023 e per la definizione agevolata dei giudizi tributari pendenti in Cassazione.
- Decreto correttivo 2025 (D.L. 84/2025 conv. L. 108/2025): modifica l’art. 12 dello Statuto del contribuente, precisando che l’avviso di accertamento deve essere preceduto dalla comunicazione di irregolarità e la permanenza dei verificatori non può superare 15 + 15 giorni per le imprese in contabilità semplificata .
2. Procedura di accertamento: cosa succede e quali termini rispettare
2.1 Dalla verifica al processo verbale di constatazione (PVC)
Il percorso inizia con la selezione del contribuente da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza sulla base degli indici di rischio (scostamenti dagli ISA, anomalie nei versamenti, segnalazioni, incrocio dei dati). L’Ufficio invia un invito al contraddittorio o effettua un accesso in azienda. L’accesso deve essere autorizzato e motivato; l’impresa ha diritto di conoscere le ragioni, farsi assistere da un professionista e far verbalizzare ogni osservazione . Il personale rimane in azienda al massimo 30 giorni (raddoppiabili) o 15 + 15 per contabilità semplificata .
Durante la verifica, i funzionari possono:
- Richiedere documenti (art. 32 D.P.R. 600/1973): libri contabili, fatture, contratti, registri del personale, documentazione bancaria .
- Inviare questionari e richieste di chiarimenti.
- Effettuare indagini finanziarie su conti correnti, previa autorizzazione del direttore regionale; i dati bancari sono posti a base dell’accertamento se il contribuente non fornisce prova contraria .
- Accedere nei locali con autorizzazione ex art. 52 D.P.R. 633/1972; se l’accesso è domiciliare (sede che coincide con la casa) occorre l’autorizzazione del PM .
Al termine delle operazioni, i verificatori redigono il processo verbale di constatazione (PVC), che contiene i rilievi e le violazioni. In molti casi, soprattutto se i rilievi sono gravi, il PVC è preceduto da un verbale interlocutorio. È fondamentale presentare osservazioni e documenti entro 60 giorni dalla notifica del PVC (termine introdotto originariamente dal comma 7 dell’art. 12 dello Statuto). Secondo la Cassazione, l’avviso di accertamento emanato prima di tale scadenza è nullo salvo casi urgenti . Con la riforma 2023 il comma 7 è stato abrogato, ma il principio del contraddittorio obbligatorio è stato trasfuso nel nuovo art. 6-bis dello Statuto: l’Ufficio deve notificare un invito al contraddittorio con indicazione dei rilievi e concedere un termine minimo di 60 giorni per le controdeduzioni.
2.2 Dall’invito al contraddittorio all’avviso di accertamento
Dopo aver valutato le osservazioni, l’Ufficio può archiviare la pratica, emettere un avviso di accertamento con adesione (proposta di definizione) oppure procedere con un avviso di accertamento. Quest’ultimo deve essere motivato: la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e di diritto, i metodi di ricostruzione, l’eventuale utilizzo di presunzioni e la normativa applicata. La mancata motivazione o l’assenza di elementi essenziali (autorizzazioni, deleghe, firma) comporta nullità.
L’avviso di accertamento reca anche:
- L’imposta accertata (IRPEF/IRES, IRAP, IVA), le sanzioni e gli interessi.
- I termini e le modalità per il pagamento (avviso bonario o iscrizione a ruolo) e per l’impugnazione.
- L’indicazione dell’organo giurisdizionale competente (Corte di Giustizia Tributaria provinciale) e dei termini per ricorrere.
L’avviso può essere notificato al contribuente tramite pec, raccomandata A/R, ufficiale giudiziario o messo speciale dell’Agenzia. È possibile notificare l’avviso anche agli ex soci di una società estinta; la Cassazione ha chiarito che l’estinzione della società comporta il difetto di capacità processuale ma l’obbligazione tributaria può essere trasferita sui soci, purché l’atto indichi i presupposti .
Per le imprese di disinfestazione (società di persone, S.r.l., cooperative) l’avviso può riguardare più tributi e più periodi d’imposta. Se l’accertamento è fondato su medie di settore (indici e parametri), l’Ufficio deve specificare perché le presunzioni sono gravi, precise e concordanti . In caso contrario, il contribuente può contestare l’atto.
2.3 Impugnazione dell’avviso: termini e modalità
Se il contribuente non intende aderire all’accertamento con adesione o alla definizione, può impugnare l’avviso davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado. Il termine per il ricorso è di 60 giorni dalla notifica dell’atto. La sospensione feriale (dal 1° al 31 agosto) si applica solo ai termini processuali e non a quelli amministrativi.
Il ricorso deve contenere:
- L’atto impugnato (in allegato).
- L’esposizione dei fatti e dei motivi di diritto: vizi formali (nullità per mancanza di firma, notifica irregolare, violazione del contraddittorio), vizi di merito (inesistenza o infondatezza della pretesa, illegittimità della ricostruzione induttiva, errata applicazione dell’IVA).
- L’indicazione delle prove e dei documenti.
- L’istanza di sospensione dell’esecutività: il ricorrente può chiedere la sospensione del pagamento durante il processo se dimostra il periculum (danno grave e irreparabile) e il fumus boni iuris (fondato motivo).
- La nomina del difensore e la procura alle liti.
Il ricorso va notificato all’Agenzia delle Entrate via PEC o tramite ufficiale giudiziario e depositato (anche telematicamente) presso la Corte tributaria con la prova dell’avvenuto pagamento del contributo unificato.
2.4 La fase di mediazione e il reclamo
Per gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate di valore fino a 50 000 euro (soglia 2025), è obbligatoria la fase di reclamo e mediazione (art. 17-bis D.Lgs. 546/1992). Il ricorso si considera reclamo e l’Ufficio ha 90 giorni per formulare una proposta di mediazione. Il contribuente può accettarla (riducendo sanzioni e interessi) o rigettarla; solo dopo il decorso di 90 giorni si instaura il processo.
2.5 Ricorso in secondo grado e in Cassazione
La sentenza di primo grado può essere appellata entro 60 giorni dalla notifica. Il giudizio prosegue in Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado (ex CTR). La decisione di secondo grado è impugnabile in Cassazione per violazione di legge, vizi della motivazione e altri motivi limitati. L’Avv. Monardo, essendo cassazionista, può assistere il contribuente anche in questa fase.
3. Difese e strategie legali per le imprese di disinfestazione
3.1 Verificare la legittimità dell’atto
- Controllo delle formalità: l’avviso deve essere firmato dal funzionario competente e recare la delega alla firma. La Cassazione ha ribadito che l’assenza della delega o della prova dell’autorizzazione rende nullo l’atto .
- Motivazione sufficiente: l’avviso deve riportare i presupposti di fatto e di diritto. Una motivazione generica (“medie di settore”, “incongruenza rispetto a ISA”) senza indicare i criteri di calcolo è insufficiente.
- Contraddittorio endoprocedimentale: verificare se l’Ufficio ha notificato un invito al contraddittorio e se ha atteso il termine per le osservazioni. L’inosservanza rende nullo l’atto per l’IVA e, dopo la riforma, anche per le imposte dirette .
- Autorizzazione all’accesso: se l’accertamento deriva da un accesso domiciliare ex art. 52 D.P.R. 633/1972, deve essere prodotta in giudizio anche la richiesta dell’Ufficio; altrimenti la prova degli indizi gravi è insufficiente e l’accertamento è nullo .
- Avviso notificato a società estinta: la massima Cassazione n. 23939/2025 ha stabilito che l’avviso notificato a una società estinta è nullo per difetto di capacità processuale; i soci non possono essere chiamati a rispondere se l’atto presupposto è nullo .
3.2 Dimostrare l’infondatezza della ricostruzione
Gli accertamenti induttivi o analitico-induttivi si basano su presunzioni gravi, precise e concordanti. Spesso l’Amministrazione applica percentuali di ricarico standard, costi medi per intervento, rapporto ore/lavoratore, confronto fra fatturato e dati bancari. Il contribuente può difendersi:
- Documentazione puntuale: fatture, contratti di appalto, schede di intervento, rapporti di servizio, distinte orarie, pagamenti tracciati, contratti con subappaltatori.
- Prova della congruità dei costi: dimostrare l’acquisto di prodotti (insetticidi, derattizzanti) e attrezzature con fatture e prove di pagamento; giustificare eventuali costi elevati (ad esempio, acquisto di automezzi) con piani di investimento.
- Banche e movimenti finanziari: per i versamenti in contanti o i prelievi contestati, indicare il beneficiario e fornire prova della tracciabilità (art. 32 D.P.R. 600/1973) .
- Contrasto alle medie di settore: produrre bilanci e dati personalizzati, per dimostrare che l’impresa opera in nicchie con margini diversi. Se l’Ufficio usa parametri di pulizie generiche, si può contestare l’applicazione a disinfestazioni che richiedono maggiori costi di materiali e personale specializzato.
- Consulenze di parte: presentare perizie tecniche che dimostrino la specificità degli interventi (ad esempio, trattamenti infestanti su grandi stabilimenti) e i maggiori costi sostenuti.
3.3 Vizi procedurali: omissioni, termini e notifiche
- Violazione del termine dilatorio (60 giorni): se l’avviso è emesso prima dello spirare del termine per le osservazioni al PVC, il contribuente può eccepire la nullità.
- Difetto di prova sull’autorizzazione alle indagini bancarie: la Cassazione ha affermato che l’amministrazione deve produrre l’autorizzazione e la richiesta in giudizio; in caso contrario, l’acquisizione dei dati è illegittima .
- Nullità per mancata sottoscrizione: l’avviso deve essere firmato e indicare il responsabile del procedimento.
- Notifica irregolare: se l’atto è notificato a un indirizzo errato o senza PEC valida, la notifica è nulla.
- Motivazione per relationem senza allegati: se l’avviso richiama il PVC senza allegarlo, è nullo.
3.4 Accertamento con adesione e definizioni agevolate
L’accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997) consente al contribuente di definire la pretesa prima del contenzioso ottenendo la riduzione a 1/3 delle sanzioni. Dopo la notifica del PVC o dell’invito al contraddittorio, il contribuente può presentare istanza; l’Ufficio convoca la parte entro 15 giorni. L’accordo definisce la base imponibile e blocca le future contestazioni.
La conciliazione giudiziale (art. 48 D.Lgs. 546/1992) consente di definire la lite durante il processo con riduzione delle sanzioni al 40 %. La mediazione ex art. 17-bis va proposta per atti sotto i 50 000 euro.
Negli ultimi anni, il legislatore ha introdotto varie definizioni agevolate (rottamazioni):
- Rottamazione-quater (D.L. 34/2023 conv. L. 56/2023): permette di estinguere i debiti iscritti a ruolo dal 2000 al 2022 pagando solo il tributo e gli interessi legali, ma senza sanzioni né interessi di mora.
- Saldo e stralcio (Legge di bilancio 2019 e riaperture 2024): riservato a contribuenti con ISEE inferiore a 20 000 euro; consente di estinguere i ruoli derivanti da omessi versamenti dichiarati pagando una percentuale ridotta.
- Definizione liti pendenti: la legge di bilancio 2024 consente di definire i giudizi tributari pendenti versando una percentuale variabile a seconda del grado di soccombenza.
Il consulente deve valutare con attenzione la convenienza della definizione (spesso la rottamazione esclude la possibilità di recuperare somme versate in eccesso o di dedurre costi).
3.5 Strumenti di tutela del patrimonio e gestione della crisi
Per le imprese di disinfestazione che subiscono un accertamento particolarmente pesante, può essere necessario ricorrere a strumenti di gestione della crisi:
- Piano del consumatore o liquidazione controllata (L. 3/2012): per imprenditori individuali o soci illimitatamente responsabili. Permette di ottenere la ristrutturazione del debito e l’esdebitazione residua, previa approvazione del giudice. L’avv. Monardo, gestore della crisi, può predisporre la domanda presso l’OCC.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti e concordato minore (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza): destinati a piccoli imprenditori e professionisti. Consentono di proporre ai creditori (compreso l’erario) un piano di pagamento con falcidia dei debiti.
- Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021): strumento extragiudiziale per negoziare con i creditori con l’assistenza di un esperto negoziatore; l’avv. Monardo è qualificato come esperto negoziatore.
L’accesso a tali procedure comporta la sospensione delle azioni esecutive e delle misure cautelari (pignoramenti, ipoteche). L’esperienza interdisciplinare dello Studio Monardo consente di integrare la difesa tributaria con la tutela del patrimonio.
4. Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare gli inviti: non rispondere ai questionari o agli inviti al contraddittorio è controproducente. La Cassazione ha confermato che la mancata risposta legittima l’amministrazione a procedere induttivamente .
- Non conservare la documentazione: occorre mantenere archiviati per almeno 10 anni tutti i documenti contabili, contratti, fatture di acquisto di prodotti chimici, libretti di manutenzione degli atomizzatori, etc.
- Utilizzare pagamenti in contanti: è preferibile utilizzare metodi tracciabili. I prelevamenti e i versamenti in contanti non giustificati vengono considerati ricavi non dichiarati .
- Non comunicare le variazioni societarie: fusioni, trasformazioni o scioglimenti devono essere comunicati tempestivamente; l’estinzione della società non evita la notifica dell’accertamento ai soci .
- Trascurare le ritenute e l’IVA corretta: nella disinfestazione la ritenuta del 4 % per i condomìni e l’IVA ordinaria sono obbligatorie; applicare il reverse charge in modo errato espone a sanzioni e alla perdita del diritto di detrazione .
- Affidarsi a consulenti improvvisati: la materia tributaria è complessa e in continua evoluzione; è fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati e aggiornati.
5. Tabelle riepilogative
| Tema | Norme e note essenziali | Riferimenti |
|---|---|---|
| Poteri degli uffici | Accessi e richieste di documenti; questionari; indagini bancarie; provvedimenti motivati; facoltà di accedere ai locali con autorizzazione | Art. 32 D.P.R. 600/73 |
| Diritti del contribuente | Informazione sulle ragioni della verifica; assistenza di un professionista; esame dei documenti presso il consulente; limite di permanenza 30 giorni (15 per contabilità semplificata); contraddittorio e termine per osservazioni | Art. 12 L. 212/2000 |
| Reverse charge | Applicabile ai servizi di pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento relativi a edifici; escluso per la disinfestazione (codice Ateco 81.29.10) che resta soggetta a IVA ordinaria | Art. 17, comma 6, lett. a‑ter D.P.R. 633/72 |
| Ritenute su corrispettivi | Condomini sostituti d’imposta devono operare ritenuta d’acconto del 4 % su corrispettivi pagati per pulizie e disinfestazione | Art. 25‑ter D.P.R. 600/73 |
| Termine per ricorso | 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento; fase di mediazione obbligatoria per atti fino a 50 000 € | D.Lgs. 546/1992 |
| Nullità per assenza di autorizzazione | L’autorizzazione all’accesso domiciliare deve essere prodotta insieme alla richiesta; in caso contrario il provvedimento è nullo | Cass. ord. n. 25049/2025 |
| Contraddittorio endoprocedimentale | Obbligatorio per IVA e, dopo la riforma 2023, generalizzato a tutti i tributi; la sua omissione rende nullo l’atto se il contribuente dimostra quali difese avrebbe presentato | Cass. ord. n. 16873/2024 |
| Estinzione della società | La cancellazione dal registro imprese prima della notifica dell’avviso determina nullità dell’atto nei confronti della società; i soci possono essere chiamati solo con un nuovo atto a loro intestato | Cass. ord. n. 23939/2025 |
6. Domande frequenti (FAQ)
1. Ho ricevuto un processo verbale di constatazione: devo aspettare l’avviso?
Sì. Il PVC non è immediatamente esecutivo. Hai 60 giorni per presentare osservazioni e documenti aggiuntivi. Solo dopo (salvo casi urgenti) l’Agenzia potrà emettere l’avviso di accertamento .
2. Posso assistere alla verifica senza un professionista?
È consigliabile farsi assistere da un avvocato o commercialista. Tuttavia puoi partecipare personalmente e far inserire nel verbale tutte le tue osservazioni; hai diritto a ricevere copia del verbale .
3. Cosa succede se non rispondo a un questionario?
La mancata risposta consente all’Ufficio di presumere che i redditi non dichiarati siano maggiori e legittima l’accertamento induttivo. È quindi opportuno rispondere con precisione e produrre documenti .
4. La disinfestazione è soggetta a reverse charge?
No. La circolare 14/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate ha escluso i servizi di disinfestazione dal reverse charge. Anche se l’attività è svolta su edifici, l’IVA deve essere indicata in fattura come operazione ordinaria .
5. I condomìni devono operare la ritenuta sui servizi di disinfestazione?
Sì. L’art. 25‑ter D.P.R. 600/1973 prevede una ritenuta del 4 % sui corrispettivi versati da condomìni a imprese di pulizia o disinfestazione .
6. Posso dedurre i costi per automezzi e attrezzature?
Sì, ma devi dimostrare l’inerenza all’attività. La Cassazione ha ribadito che l’impresa deve provare che l’operazione è finalizzata alla produzione di reddito . L’acquisto di un veicolo di lusso o di un immobile non strettamente legato all’attività può essere contestato.
7. Quando è nullo un avviso di accertamento?
Quando manca la firma dell’ufficiale competente, l’autorizzazione all’accesso, la motivazione, o quando è emesso a una società estinta . È nullo anche se non rispetta il contraddittorio obbligatorio o se l’Ufficio non produce l’autorizzazione del PM per l’accesso domiciliare .
8. Qual è il termine per impugnare l’avviso?
Hai 60 giorni dalla notifica. Se l’avviso è di importo inferiore a 50 000 € devi presentare reclamo e mediazione. I termini sono sospesi durante i 90 giorni di mediazione.
9. Posso rateizzare le imposte accertate?
Sì. È possibile chiedere la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate o, se l’atto è già iscritto a ruolo, all’Agenzia Entrate Riscossione. In genere sono previste fino a 8 rate trimestrali, ma in caso di gravi difficoltà economiche si possono ottenere fino a 72 rate mensili.
10. Cosa fare se ricevo un pignoramento dopo l’avviso?
Puoi chiedere la sospensione della riscossione presentando ricorso e istanza di sospensione. Inoltre puoi valutare la rottamazione o, se il debito è insostenibile, l’accesso alla procedura di sovraindebitamento con il supporto dell’avv. Monardo.
11. È possibile transigere con l’Agenzia?
Sì. La transazione fiscale è ammessa nell’ambito dei concordati e degli accordi di ristrutturazione. Inoltre la conciliazione giudiziale consente di definire la lite con riduzione delle sanzioni.
12. Le somme versate a titolo di acconto durante la verifica possono essere recuperate?
Se l’accertamento viene annullato in giudizio, hai diritto al rimborso delle somme versate. Occorre presentare apposita istanza di rimborso entro i termini previsti.
13. Quali sono i rischi penali?
Se l’imposta evasa supera determinate soglie (per l’IVA 50 000 €, per l’IRES/IRPEF 150 000 €), il contribuente può essere denunciato per dichiarazione fraudolenta o infedele (D.Lgs. 74/2000). In caso di uso di fatture per operazioni inesistenti, il rischio è la reclusione da 4 a 8 anni. È quindi fondamentale prevenire la contestazione o regolarizzare la posizione.
14. Posso chiedere la sospensione della verifica se manca la motivazione?
Puoi eccepire l’assenza di motivazione e chiedere al Garante del contribuente di intervenire, ma non puoi impedire la verifica. L’obiezione sulla motivazione rileva in sede di ricorso.
15. È vero che la Guardia di Finanza può restare in azienda solo 15 giorni?
Dipende dal regime contabile. Per le imprese in contabilità ordinaria il limite è 30 giorni prorogabili di altri 30; per la contabilità semplificata è 15 + 15 .
16. Quali documenti devo conservare per difendermi?
– Contratti di appalto;
– Fatture di vendita e di acquisto;
– Registri IVA;
– Libretti paga e contratti del personale;
– Documentazione sui prodotti chimici (schede di sicurezza, quantità utilizzate);
– Movimenti bancari;
– Preventivi e rapporti di intervento.
17. La disinfestazione in ambito agricolo è soggetta a reverse charge?
No. Il reverse charge si applica solo alle prestazioni relative a edifici e solo per le attività elencate nella lettera a-ter (pulizia, demolizione, installazione impianti, completamento). La disinfestazione resta a IVA ordinaria .
18. Posso definire il debito pagando solo l’imposta senza sanzioni?
Sì. Con la rottamazione-quater puoi pagare solo il tributo e gli interessi legali su ruoli affidati fino al 2022. Per gli avvisi non ancora iscritti a ruolo puoi chiedere l’accertamento con adesione (sanzioni al 33 %).
19. Posso utilizzare la compensazione con crediti fiscali?
In alcuni casi sì, ma occorre verificare che i crediti siano certi, liquidi ed esigibili. La compensazione non è consentita per i tributi iscritti a ruolo con cartella esattoriale se vi sono ruoli definitivi.
20. L’estinzione della società mi libera dai debiti fiscali?
No. La Cassazione ha chiarito che l’estinzione della società rende nullo l’avviso notificato alla società, ma non elimina l’obbligazione dei soci se l’imposta è stata accertata nei loro confronti con nuovo atto . È quindi consigliabile chiudere correttamente le posizioni fiscali prima della cancellazione.
7. Simulazioni pratiche
7.1 Ricostruzione del reddito di un’impresa di disinfestazione
Supponiamo che la Delta Disinfestazioni S.r.l. abbia dichiarato per l’anno 2023 (periodo di imposta 2023) i seguenti dati:
- Ricavi dichiarati: 350 000 €
- Costi dichiarati (personale, prodotti, spese generali): 280 000 €
- Utile dichiarato: 70 000 €
- Ore di manodopera registrate: 5 200
- Fatture emesse: 150
- Movimenti bancari: versamenti in contanti per 50 000 € e prelevamenti per 40 000 €
Durante la verifica, la Guardia di Finanza riscontra che:
- Il costo del personale appare sottostimato rispetto alle ore di lavoro dichiarate (5 200 ore corrispondono a circa 3 lavoratori a tempo pieno; l’impresa ne ha dichiarati 2).
- Alcune fatture per acquisto di prodotti chimici non sono state esibite.
- I versamenti in contanti non sono stati giustificati (nessuna indicazione del soggetto beneficiario).
- Gli indici ISA del settore 81.29.10 evidenziano un volume d’affari medio di 450 000 € per imprese con 3 dipendenti.
L’Ufficio ricostruisce i ricavi induttivamente applicando ai costi dichiarati la percentuale di ricarico di settore (40 %); considera i versamenti in contanti come ricavi non dichiarati e nega la deducibilità di 20 000 € di costi. Determina così:
- Ricavi accertati = (Costi dichiarati + costi non deducibili) × (1 + 40 %) + versamenti non giustificati = (280 000 € + 20 000 €) × 1,40 + 50 000 € = 420 000 € + 50 000 € = 470 000 €
- Maggior ricavo rispetto al dichiarato: 470 000 € – 350 000 € = 120 000 €
Applicando l’aliquota IRES del 24 % e l’IRAP del 3,9 %, oltre all’IVA al 22 %, l’Agenzia contesta:
- Maggior IRES: 120 000 € × 24 % = 28 800 €
- Maggior IRAP: 120 000 € × 3,9 % = 4 680 €
- IVA omessa (presunto volume di affari non fatturato 50 000 € × 22 %): 11 000 €
- Sanzioni (minimo 90 % per l’IRES e 100 % per l’IVA) e interessi.
Difesa: la società può contestare la ricostruzione induttiva portando prove:
- Contratti che giustificano la riduzione di personale (appalti subappaltati ad altre imprese);
- Fatture di acquisto mancanti (da reperire presso i fornitori);
- Spiegazione dei versamenti in contanti (prestiti dei soci);
- Dati tecnici che dimostrano costi elevati per interventi specialistici (nidi di termiti).
Se le prove convincono l’Ufficio, la rettifica potrebbe ridursi a 30 000 € di ricavi non dichiarati. In fase di adesione le sanzioni sarebbero ridotte del 66 %; in conciliazione del 60 %. Valutando anche i costi legali, potrebbe essere conveniente definire la controversia con l’accertamento con adesione.
7.2 Applicazione errata del reverse charge
Scenario: la Beta Pest Control s.n.c. esegue lavori di disinfestazione e pulizia per conto di una grande società. Emette fatture senza esporre IVA, applicando il reverse charge. L’Agenzia controlla e rileva che si tratta di prestazioni di disinfestazione (codice Ateco 81.29.10), escluse dal reverse charge . Poiché l’IVA non è stata addebitata, la società committente non l’ha versata.
L’Ufficio emette avviso di accertamento per il recupero dell’IVA non versata (22 %) e commina la sanzione del 30 % per infedele dichiarazione.
Difesa:
- Dimostrare che le prestazioni riguardavano anche servizi di pulizia rientranti nel reverse charge e che l’IVA era stata versata per la parte esclusa.
- Chiedere l’applicazione del regime di non sanzionabilità previsto dalla circolare 14/E per le irregolarità commesse entro il 27 marzo 2015 .
- Chiedere l’accertamento con adesione e la riduzione delle sanzioni.
8. Conclusione
L’accertamento fiscale è un momento critico per qualsiasi impresa di disinfestazione. Il settore, pur essenziale per la salute pubblica, è considerato a rischio dall’Amministrazione finanziaria. Le norme consentono agli uffici poteri invasivi di accesso e indagine (art. 32 D.P.R. 600/1973, art. 52 D.P.R. 633/1972), ma impongono anche garanzie per il contribuente: motivazione dell’accesso, contraddittorio, assistenza professionale, limite temporale alla verifica . Il contribuente deve conoscere i propri diritti per poterli esercitare efficacemente.
Nel 2024‑2025 la normativa è stata riformata, generalizzando l’obbligo di contraddittorio e introducendo nuovi strumenti di concordato preventivo e definizione agevolata. È cambiata anche la disciplina del reverse charge: la disinfestazione resta esclusa e deve applicare l’IVA ordinaria , mentre i condomìni continuano a operare la ritenuta d’acconto del 4 % . La Cassazione ha chiarito vari profili: nullità degli avvisi notificati a società estinte , obbligo di produrre l’autorizzazione all’accesso domiciliare , contraddittorio endoprocedimentale per l’IVA .
Agire tempestivamente è essenziale. Alla ricezione del PVC o dell’avviso di accertamento è opportuno rivolgersi a un professionista per analizzare i vizi formali, predisporre le osservazioni e valutare la convenienza di un ricorso o di un accordo. L’avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team, grazie alla competenza cassazionista e all’esperienza nella crisi d’impresa, possono assistere le imprese di disinfestazione in ogni fase: dalla verifica alla mediazione, dal ricorso alle procedure di sovraindebitamento.
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