Comunicazione Di Irregolarità Per Detrazione Per Figli A Carico Indicata In Misura Superiore Al Dovuto: Difesa Legale

Introduzione

Ricevere una comunicazione di irregolarità dell’Agenzia delle Entrate per aver indicato una detrazione per figli a carico superiore al dovuto può essere un’esperienza angosciante. Spesso i contribuenti scoprono l’anomalia solo quando arriva l’«avviso bonario», l’atto di cortesia con cui l’Amministrazione finanziaria invita a regolarizzare l’imposta dovuta e le sanzioni entro termini molto stringenti. Ignorare l’avviso può trasformarsi rapidamente in una cartella esattoriale con sanzioni piene, interessi e possibili misure cautelari (fermo amministrativo, ipoteca o pignoramento). Comprendere perché si riceve questa comunicazione, quali sono i diritti del contribuente e come difendersi è quindi fondamentale per evitare di pagare somme non dovute e preservare il proprio equilibrio economico.

L’oggetto di questa guida è la detrazione per figli a carico disciplinata dall’art. 12 del TUIR. Dal 2025 il legislatore ha rivoluzionato il panorama delle detrazioni familiari: i figli minori di 21 anni non beneficiano più di alcuna detrazione perché assistiti dall’Assegno unico universale, mentre il bonus residuo riguarda solo i figli di età compresa tra 21 e 29 anni o, senza limiti d’età, i figli con disabilità riconosciuta. La determinazione dell’importo spettante non è fissa, ma dipende dal reddito complessivo dei genitori e da precisi limiti di reddito del figlio, che se superati fanno decadere l’agevolazione per l’intero anno . Un calcolo errato o la mancata comunicazione di variazioni anagrafiche (ad esempio il compimento del trentesimo anno) generano frequenti irregolarità.

Nel corso dell’articolo verranno presentate tutte le soluzioni legali per difendersi. Illustrare come contestare l’avviso bonario, come chiedere la rateizzazione, quali procedure alternative sono disponibili (esdebitazione, piani del consumatore, concordato minore), come funziona il ravvedimento operoso e quali sono le ultime sentenze della Cassazione. La guida è aggiornata al 16 giugno 2026 e riporta le modifiche introdotte dai decreti legislativi n. 108/2024 (riforma della riscossione), n. 87/2024 (riforma delle sanzioni) e n. 136/2024 (Terzo correttivo al Codice della crisi).

Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e come può aiutarvi

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con tanti anni di esperienza nel diritto tributario e bancario. Coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti con competenze consolidate su tutto il territorio nazionale. Oltre a patrocinare dinanzi alla Corte di Cassazione, è:

  • Gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, abilitazione indispensabile per assistere privati e imprese nelle procedure di sovraindebitamento ;
  • Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), con il compito di assistere i debitori nella predisposizione delle domande e nelle trattative con i creditori ;
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, figura che favorisce la ristrutturazione stragiudiziale dei debiti e il risanamento delle micro‑imprese.

Grazie alle competenze congiunte di avvocati e commercialisti, lo Studio Legale Monardo offre un supporto completo: analisi dell’atto e del merito della pretesa tributaria, ricorsi in Commissione tributaria, sospensione e annullamento in autotutela, trattative per piani di rientro, difesa nei giudizi esecutivi, predisposizione di procedure di composizione della crisi e gestione della fiscalità nei rapporti familiari. Il nostro obiettivo è proteggere il contribuente da sanzioni sproporzionate e studiare la strategia migliore per definire il debito o ottenere l’annullamento integrale.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

Normativa sulla detrazione per figli a carico

L’art. 12 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) regola le detrazioni per carichi di famiglia. Dopo l’introduzione dell’Assegno unico universale (D. Lgs. 230/2021), la disciplina è stata profondamente modificata. Dal 1º gennaio 2025 le detrazioni spettano solo per i figli di età tra 21 e 29 anni oppure, senza limiti d’età, per i figli con disabilità grave. L’articolo prevede:

  • Importo base di 950 euro per ogni figlio tra 21 e 29 anni. L’importo non è fisso ma decresce in modo proporzionale al reddito complessivo del genitore secondo la formula: 950 × (95 000 – reddito complessivo) / 95 000 . Se il reddito supera 95 000 euro, la detrazione si azzera;
  • Innalzamento della soglia: per ogni figlio oltre il primo, la soglia di 95 000 euro aumenta di 15 000 euro. Esistono maggiorazioni per figli con disabilità e per nuclei con almeno quattro figli;
  • Limiti di reddito del figlio: il figlio è considerato fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo annuo non supera 4 000 euro fino a 24 anni e 2 840,51 euro oltre i 24 anni . Superare anche di poco tale limite fa perdere la detrazione per l’intero anno ;
  • Ripartizione tra i genitori: la detrazione spetta al 50 % a ciascun genitore o può essere attribuita interamente al genitore con reddito più elevato previa dichiarazione, per evitare che il genitore incapiente perda il beneficio . La Corte di Cassazione ha chiarito che questa ripartizione permane anche quando i figli diventano maggiorenni: non occorre un nuovo accordo perché la ripartizione stabilita da separazione o divorzio continua a valere ;
  • Abolizione oltre i 30 anni: dal 1º gennaio 2025 le detrazioni cessano definitivamente al compimento del trentesimo anno per i figli non disabili .

Assegno unico e rapporto con le detrazioni

L’Assegno unico e universale (AUU), introdotto dal D. Lgs. 230/2021 e operativo dal 2022, assorbe e sostituisce le detrazioni per figli fino a 21 anni. È «unico» perché riunisce diverse prestazioni (ANF, bonus bebè, detrazioni minori) ed è «universale» perché spetta a tutti i nuclei familiari, anche con ISEE elevato. Secondo l’INPS, l’assegno può essere richiesto per ogni figlio fino a 21 anni e senza limiti d’età in caso di disabilità; per i maggiorenni tra 18 e 21 anni è necessario che il figlio sia studente, in tirocinio o percepisca un reddito inferiore a 8 000 euro annui . L’importo dipende dall’ISEE e dal numero di figli; nel 2026 l’ISEE massimo per ottenere l’importo pieno è 46 582,71 euro . La normativa stabilisce l’incompatibilità tra l’assegno unico e la detrazione IRPEF: quando il figlio percepisce l’assegno unico (fino a 21 anni), non è possibile applicare la detrazione .

Comunicazioni di irregolarità ex art. 36‑bis DPR 600/1973

Il controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi è disciplinato dall’art. 36‑bis del DPR 600/1973. L’Agenzia delle Entrate confronta i dati dichiarati con quelli presenti nei propri archivi (sostituti d’imposta, anagrafe tributaria, modelli 730 precompilati) e, in caso di scostamenti, liquida direttamente l’imposta dovuta. Tra le anomalie più frequenti rientrano le detrazioni per figli a carico calcolate in misura superiore al dovuto . Quando emerge un’irregolarità, l’ufficio invia una comunicazione, detta anche avviso bonario, nella quale indica le somme dovute (imposta, sanzioni e interessi) e invita il contribuente a fornire chiarimenti o a regolarizzare entro un termine.

La normativa prevede che:

  • La comunicazione deve riportare i motivi dell’anomalia e i calcoli effettuati;
  • Il contribuente dispone di 60 giorni per fornire i documenti o chiedere la correzione; il termine era di 30 giorni ma è stato esteso dal D. Lgs. 108/2024 ;
  • La mancata risposta comporta che i dati risultanti dal controllo si considerano definitivamente dichiarati dal contribuente ;
  • Se il contribuente paga entro i 60 giorni beneficia di una riduzione delle sanzioni (un terzo delle sanzioni piene); se si avvale della rateizzazione, la prima rata va versata entro lo stesso termine ;
  • Qualora la comunicazione sia trasmessa al commercialista o all’intermediario che ha presentato la dichiarazione, il termine per pagare è elevato a 90 giorni .

È importante precisare che l’omissione della comunicazione è un’irregolarità procedurale, ma non determina automaticamente la nullità della successiva cartella di pagamento. La Cassazione richiede che il contribuente dimostri il concreto pregiudizio subito per ottenerne l’annullamento . Anche la comunicazione di irregolarità è impugnabile davanti al giudice tributario, benché la sua impugnazione sia facoltativa. La più recente ordinanza della Cassazione n. 7226/2026 ha stabilito che l’avviso bonario rappresenta un atto autonomamente impugnabile ma che l’unico atto soggetto all’onere di impugnazione è la cartella di pagamento; il contribuente può quindi scegliere se contestare subito l’avviso o attendere la cartella .

Controllo formale ex art. 36‑ter DPR 600/1973

Oltre al controllo automatizzato, l’art. 36‑ter del DPR 600/1973 disciplina il controllo formale delle dichiarazioni. L’ufficio può richiedere al contribuente la documentazione che giustifica le detrazioni e le deduzioni, verificando la correttezza di scontrini, fatture e certificazioni. La norma prevede che:

  • Il controllo deve essere completato entro il secondo anno successivo alla presentazione della dichiarazione ;
  • L’amministrazione può escludere o ridurre detrazioni se la documentazione non supporta quanto dichiarato ;
  • Il contribuente è invitato a fornire chiarimenti e documenti entro 60 giorni (anche in questo caso il termine era 30 giorni e viene esteso dal D. Lgs. 108/2024) ;
  • Al termine del contraddittorio, l’ufficio invia l’esito del controllo con la richiesta delle somme dovute; il pagamento entro 60 giorni consente la riduzione delle sanzioni.

Modifiche dei decreti legislativi 108/2024 e 87/2024

La riforma della riscossione approvata con il D. Lgs. 108/2024 ha un impatto diretto sulle comunicazioni di irregolarità. Il decreto ha previsto:

  • La sostituzione del termine di 30 giorni con 60 giorni per pagare o fornire chiarimenti dopo la notifica delle comunicazioni ex art. 36‑bis e 36‑ter ;
  • L’estensione a 90 giorni quando la comunicazione è trasmessa a un intermediario ;
  • La possibilità di rateizzare le somme iscritte nella comunicazione mantenendo la riduzione delle sanzioni, purché la prima rata sia versata entro 30 giorni ;
  • Il rinvio dell’iscrizione a ruolo fino allo scadere di tali termini.

Contestualmente, il D. Lgs. 87/2024 ha riformato il sistema sanzionatorio, riducendo la sanzione per omesso versamento dal 30 % al 25 % e prevedendo un cumulo giuridico che permette di applicare un’unica sanzione ridotta anziché la somma delle singole sanzioni . La stessa riforma estende le riduzioni alle sanzioni derivanti da comunicazioni di irregolarità: chi paga entro i nuovi termini beneficia di una sanzione ridotta a un terzo (circa 8,33 % del tributo) o a due terzi in caso di invio a intermediari.

Altre fonti normative e giurisprudenza

  1. Legge 212/2000 – Statuto dei diritti del contribuente: l’art. 6 impone all’amministrazione di comunicare al contribuente le irregolarità prima di iscrivere a ruolo le somme dovute, concedendo un termine per fornire spiegazioni; questa previsione costituisce la base del contraddittorio preventivo.
  2. Cassazione 34186/2021: ha precisato che per verificare se un familiare è a carico si deve considerare il reddito complessivo dell’intero periodo d’imposta, non rilevando la data in cui il reddito è prodotto . La sentenza conferma che basta superare la soglia anche per un solo giorno perché la detrazione decada, anticipando il principio poi recepito dalla Legge di Bilancio 2025.
  3. Cassazione 15224/2025: ha stabilito che quando i genitori separati o divorziati hanno stabilito la ripartizione della detrazione durante la minore età del figlio, la stessa proporzione si applica anche dopo il compimento dei 18 anni senza necessità di un nuovo accordo . La decisione evita che l’Agenzia contesti il diritto del genitore affidatario a detrarre la quota spettante.
  4. Cassazione 7226/2026: ha confermato la facoltatività dell’impugnazione dell’avviso bonario. Il contribuente può impugnare direttamente la cartella esattoriale; la mancata impugnazione dell’avviso non costituisce acquiescenza .
  5. Riforma della riscossione (D. Lgs. 110/2024): a partire dal 2025 è possibile rateizzare i debiti iscritti a ruolo in 84 rate mensili fino al 2026 e fino a 120 rate con documentazione, con decadenza dopo 8 rate non pagate . Dal 2029 le rate massime saliranno a 108. Inoltre, dal 2026 i crediti non riscossi entro 5 anni saranno restituiti all’ente creditore (discarico automatico).

Procedura passo‑passo: cosa fare quando arriva la comunicazione

Quando si riceve una comunicazione di irregolarità per detrazione in eccesso, è essenziale agire con metodo. Di seguito una procedura in sette passaggi che il contribuente o il suo consulente legale dovrebbero seguire.

1 – Leggere attentamente l’atto e annotare i termini

L’avviso bonario indica i dati identificativi della dichiarazione, la voce contestata, l’importo dell’imposta non versata, la sanzione calcolata (già ridotta) e gli interessi. Verificare subito:

  • La data di spedizione o ricezione (via PEC, raccomandata o area riservata del cassetto fiscale);
  • Il termine entro cui presentare osservazioni o effettuare il pagamento. Dal 2025 il termine è 60 giorni o 90 giorni se la comunicazione arriva tramite l’intermediario ;
  • Se è prevista la possibilità di pagare a rate e il numero di rate consentito (tipicamente massimo 8 rate trimestrali per importi inferiori a 5 000 euro).

2 – Verificare la correttezza della detrazione

Occorre controllare perché la detrazione è stata ritenuta non spettante:

  1. Età del figlio: la detrazione spetta solo tra i 21 e i 29 anni e oltre tale età solo in presenza di disabilità. Se nella dichiarazione è stata indicata una detrazione per un figlio che ha compiuto 30 anni nel corso dell’anno, l’Agenzia può disconoscerla integralmente .
  2. Limite di reddito del figlio: verificare che il reddito complessivo del figlio non superi 4 000 euro fino a 24 anni o 2 840,51 euro oltre i 24 anni ; anche un solo euro oltre la soglia fa perdere il diritto per tutto l’anno .
  3. Ripartizione tra i genitori: controllare se l’irregolarità deriva da una doppia detrazione da parte di entrambi i genitori o dal mancato rispetto della ripartizione 50/50. La Cassazione 15224/2025 ha confermato che la ripartizione stabilita continua a valere dopo la maggiore età del figlio .
  4. Cumulabilità con l’Assegno unico: se il figlio percepisce l’Assegno unico sotto i 21 anni, non si ha diritto alla detrazione IRPEF . In tal caso l’irregolarità è corretta e sarà necessario restituire l’importo.

3 – Raccolta della documentazione e invio di osservazioni

Se si ritiene che l’irregolarità sia infondata o parziale, occorre raccogliere la documentazione comprovante il diritto alla detrazione (certificazioni ISEE, certificati di frequenza universitaria, contratti di lavoro del figlio, accordi di separazione, documenti sull’handicap). Entro 60 giorni dall’avviso inviare all’Agenzia:

  1. Istanza di autotutela: una memoria in cui si dimostra, con documenti allegati, che l’anomalia è infondata. L’autotutela può portare all’annullamento o alla rettifica della comunicazione;
  2. Richiesta di annullamento o riduzione: in molti casi l’Agenzia riconosce l’errore nel calcolo e annulla o riduce la pretesa, soprattutto se si dimostra che la detrazione era corretta o spettava solo parzialmente;
  3. Richiesta di rateizzazione: se l’importo è elevato e l’irregolarità è fondata, si può chiedere la rateizzazione; la prima rata deve essere versata entro il termine di 60 giorni .

Il contribuente può inviare l’istanza via PEC o tramite la sezione “Civis” del sito dell’Agenzia delle Entrate; per importi elevati o casi complessi è consigliabile farsi assistere da un professionista.

4 – Valutare il ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso (art. 13 D. Lgs. 472/1997) consente di regolarizzare l’imposta non pagata versando una sanzione ridotta proporzionata al tempo trascorso. Dal 1º settembre 2024 la sanzione ordinaria per omesso versamento è passata dal 30 % al 25 % . Le principali ipotesi di ravvedimento sono:

TipologiaTermine temporaleSanzione ridotta
Ravvedimento brevePagamento entro 30 giorni dalla scadenza1/10 del minimo: 3 % del tributo ; nei primi 15 giorni la sanzione si riduce ulteriormente allo 0,1 % per ogni giorno di ritardo .
Ravvedimento lungo (o annuale)Dal 31º al 90º giorno successivo1/9 del minimo (3,33 %) .
Oltre 90 giorniFino al termine di presentazione della dichiarazione1/8 del minimo (3,75 %) .
Oltre l’annoFino a due anni1/7 del minimo (4,29 %) .
Dopo la contestazioneSuccessivamente all’accertamento1/5 del minimo (6 %) .

La riforma 2024 prevede ulteriori riduzioni: se il pagamento avviene entro 90 giorni la sanzione si dimezza, mentre entro 15 giorni si riduce a 1/15 per ogni giorno . Queste riduzioni si applicano anche alle somme richieste in seguito a comunicazioni di irregolarità.

5 – Impugnazione dell’avviso bonario

Se l’Agenzia non accoglie l’istanza di autotutela o se si ritiene la pretesa illegittima, si può impugnare l’avviso bonario dinanzi al giudice tributario. Anche se l’avviso non è incluso tra gli atti elencati dall’art. 19 D. Lgs. 546/1992, la giurisprudenza ammette l’impugnazione degli atti che esprimono una pretesa tributaria definitiva. L’ordinanza Cassazione 7226/2026 ha chiarito che l’impugnazione è facoltativa: il contribuente può attendere la cartella di pagamento e contestarla in quella sede . Tuttavia, impugnare subito può evitare l’iscrizione a ruolo e l’applicazione delle sanzioni piene.

Per proporre ricorso occorre:

  1. Presentare il ricorso entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso (30 giorni prima delle modifiche 2024);
  2. Pagare il contributo unificato (variabile in base all’importo contestato);
  3. Depositare la prova della notifica all’ufficio e la documentazione a sostegno.

Una volta instaurato il giudizio, il contribuente può richiedere la sospensione dell’atto. In molti casi, soprattutto quando l’irregolarità riguarda il calcolo della detrazione o la ripartizione tra genitori, le commissioni tributario provinciali accolgono i ricorsi.

6 – Controllare la cartella esattoriale e valutare la rateizzazione

Se il contribuente non agisce sulla comunicazione o se l’Agenzia non accoglie le osservazioni, al termine dei 60/90 giorni l’imposta, le sanzioni e gli interessi vengono iscritti a ruolo e si riceverà la cartella di pagamento. A questo punto:

  • È ancora possibile impugnare la cartella entro 60 giorni per contestare la pretesa (ad esempio per difetti di notifica, prescrizione, errori di calcolo). La Cassazione conferma che l’onere di impugnazione grava solo sulla cartella ;
  • Si può chiedere la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. Con la riforma 2024 il numero massimo di rate mensili è stato portato a 84 rate per le domande presentate nel 2025‑2026 e potrà salire a 120 rate con documentazione di temporanea difficoltà . La decadenza avviene dopo 8 rate non pagate, mentre prima erano 5 ;
  • Grazie alla riforma della riscossione, i crediti non riscossi entro 5 anni vengono restituiti all’ente creditore (discarico automatico), alleggerendo il peso del debito residuo ;
  • È possibile sfruttare eventuali definizioni agevolate se previste dalla legge di bilancio. Nel 2026 la “rottamazione‑quinquies” è scaduta il 30 aprile 2026 e pertanto non risulta attiva al momento della redazione.

7 – Valutare le procedure di sovraindebitamento e altre soluzioni

Se la comunicazione di irregolarità è solo uno dei tanti debiti che gravano sul contribuente, potrebbe essere utile attivare uno strumento di regolazione della crisi da sovraindebitamento disciplinato dal Codice della crisi (D. Lgs. 14/2019 e successive modifiche). Le principali procedure sono:

  1. Ristrutturazione dei debiti del consumatore: rivolta al consumatore (colui che agisce per scopi non imprenditoriali) e consente di proporre ai creditori un piano di rimborso sostenibile; il Terzo correttivo (D. Lgs. 136/2024) ha specificato che il consumatore può ristrutturare solo debiti non connessi alla sua eventuale attività di impresa ;
  2. Concordato minore: destinato alle microimprese e professionisti. Consiste nella proposta ai creditori di soddisfazione, anche parziale, attraverso risorse interne o esterne. Il decreto correttivo ha vietato le domande “in bianco” e ha rafforzato la protezione della prima casa, permettendo al debitore di continuare a pagare il mutuo senza perdere l’immobile ;
  3. Liquidazione controllata: procedura in cui i beni del debitore vengono liquidati sotto la supervisione del tribunale. Con le modifiche 2024, la moratoria dei debiti privilegiati può durare fino a due anni ;
  4. Esdebitazione del debitore incapiente: prevista quando il debitore non ha alcun patrimonio e un reddito inferiore al minimo vitale (pari all’assegno sociale più la metà, cioè circa 702 euro mensili per una persona sola). Il procedimento consente di ottenere la cancellazione immediata dei debiti e, se nei quattro anni successivi si ricevono beni per almeno il 10 % dei debiti, questi dovranno essere distribuiti ai creditori . La procedura è utilizzabile una sola volta nella vita e richiede la nomina di un gestore della crisi.

Difese e strategie legali

Verifica tecnica e consulenza specializzata

Prima di intraprendere qualsiasi azione è fondamentale affidarsi a un professionista che conosca le norme aggiornate e sappia analizzare il merito della pretesa. Il nostro studio esegue:

  • Analisi del modello 730/unico e della certificazione ISEE per verificare la correttezza dei dati dichiarati;
  • Ricostruzione del nucleo familiare: verifica di residenza, stato civile, accordi di separazione e affidamento;
  • Controllo dei redditi del figlio: calcolo dei redditi da lavoro dipendente, da borse di studio, da stage, eventuali redditi a cedolare secca o da regimi forfetari ;
  • Verifica dell’applicazione dell’Assegno unico e della cessazione delle detrazioni per i figli sotto i 21 anni .

Questa analisi preliminare consente di capire se l’irregolarità è fondata, se è possibile fornire spiegazioni documentali o se conviene definire l’importo richiesto.

Come rispondere all’avviso bonario

  1. Istanza di autotutela ben motivata: l’autotutela non ha termini perentori ma deve essere presentata entro 60 giorni per evitare l’iscrizione a ruolo. È consigliabile argomentare su base normativa (art. 12 TUIR, art. 36‑bis/ter, legge 212/2000) e giurisprudenziale (Cass. 15224/2025) e allegare certificazioni, buste paga e contratti che dimostrano il diritto alla detrazione.
  2. Richiesta di sospensione: se l’avviso è palesemente errato o se la documentazione presentata dimostra la spettanza della detrazione, è possibile chiedere la sospensione del pagamento in attesa della revisione.
  3. Valutazione di rateizzazione: quando l’importo non è contestabile ma è eccessivo per il bilancio familiare, si può richiedere un piano di rateizzazione. Per importi fino a 120 000 euro bastano 84 rate mensili, per importi maggiori servono 120 rate con documentazione .

Impugnazione della cartella di pagamento

Nel caso in cui la cartella contenga gli stessi errori dell’avviso bonario o venga notificata senza aver inviato la comunicazione, è possibile proporre ricorso alla Commissione tributaria entro 60 giorni. Tra i motivi di ricorso figurano:

  • Violazione del contraddittorio: mancata comunicazione preventiva (art. 6 Statuto del contribuente);
  • Vizi di notifica: invio a indirizzo errato, notifica tramite posta ordinaria senza raccomandata, mancato rispetto dei termini;
  • Errore nel merito: calcolo errato della detrazione, mancata considerazione della disabilità del figlio, errore nel reddito del figlio o nel riparto tra i genitori;
  • Prescrizione o decadenza: la cartella deve essere notificata entro i termini previsti (normalmente 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione).

La cartella può essere impugnata anche se non è stata impugnata la comunicazione, come ribadito dalla Cassazione 7226/2026 . È tuttavia consigliabile agire già sull’avviso per beneficiare delle sanzioni ridotte.

Ricorso in appello e patrocinio in Cassazione

Se la Commissione tributaria respinge il ricorso, è possibile proporre appello entro 60 giorni dalla notifica della sentenza. La fase di appello permette di sottoporre a nuovo esame la documentazione e le eccezioni. In caso di soccombenza, l’ultima istanza è il ricorso in Cassazione, che deve essere predisposto da un avvocato cassazionista. L’Avv. Monardo, in quanto cassazionista, può rappresentare il contribuente dinanzi alla Suprema Corte per far valere errori di diritto, violazioni di legge o vizi motivazionali.

Soluzioni stragiudiziali: transazioni e accordi con l’Agenzia

Oltre al contenzioso, esistono forme di mediazione che consentono di definire la pretesa senza arrivare a sentenza. In particolare, l’Agenzia delle Entrate può accettare un accordo conciliativo in cui si paga una somma ridotta rispetto alla sanzione originaria. Anche i pagamenti spontanei dopo la comunicazione, se accompagnati da istanza motivata, possono portare alla riduzione delle sanzioni.

Strumenti alternativi per la gestione del debito

Le comunicazioni di irregolarità possono mettere in crisi il bilancio familiare, soprattutto se si sommano ad altri debiti fiscali o bancari. In questi casi, oltre ai ricorsi, è opportuno valutare strumenti di composizione della crisi.

Piani del consumatore e ristrutturazione dei debiti

Il piano del consumatore, introdotto dal Codice della crisi (art. 67 ss.), consente a chi non svolge attività d’impresa di proporre al tribunale un piano di rimborso pluriennale che tiene conto del reddito disponibile e assicura il soddisfacimento dei crediti in misura non inferiore alla liquidazione. Il decreto correttivo ha chiarito che possono accedere alla procedura solo i debitori che agiscono per scopi estranei all’attività professionale e che le domande “in bianco” sono vietate . Il piano deve essere attestato da un gestore della crisi e omologato dal giudice.

La ristrutturazione dei debiti del consumatore è analoga ma permette un taglio delle passività in misura maggiore: prevede la possibilità di falcidiare la parte non rimborsabile dei debiti e di proseguire nel pagamento dell’eventuale mutuo sulla prima casa .

Concordato minore

Il concordato minore (art. 74 CCII) è riservato a microimprese, professionisti e imprenditori agricoli. La proposta deve assicurare un soddisfacimento non inferiore rispetto a quello ottenibile con la liquidazione. L’ultima riforma ha ribadito che nel concordato minore non è possibile derogare all’ordine delle cause di prelazione e che l’apporto di finanza esterna deve essere reale . Il decreto ha anche chiarito che le domande devono essere complete e non “prenotative” .

Liquidazione controllata e esdebitazione

La liquidazione controllata consente al debitore di mettere a disposizione il proprio patrimonio per soddisfare i creditori sotto il controllo del tribunale. Le modifiche del 2024 hanno esteso la possibilità di sospendere i pagamenti dei crediti privilegiati fino a due anni e hanno previsto la prededuzione dei compensi dei professionisti che assistono il debitore .

La esdebitazione del debitore incapiente è una procedura straordinaria introdotta per chi non possiede alcun patrimonio e percepisce un reddito inferiore al minimo vitale. Il Movimento Consumatori spiega che la soglia per il 2026 è pari all’assegno sociale maggiorato della metà: circa 702 euro mensili per una persona sola; se il nucleo familiare è più grande, la soglia cresce secondo i parametri ISEE . Quando il debitore rientra in questa categoria, può chiedere la cancellazione integrale dei debiti. Nel quadriennio successivo, se riceve un’eredità o beni che coprono almeno il 10 % dei debiti, dovrà destinarli ai creditori . La procedura è esperibile una sola volta nella vita e richiede la presenza di un gestore della crisi.

Differimento e rottamazioni

Periodicamente il legislatore introduce misure straordinarie per definire i carichi esattoriali (cosiddette rottamazioni). Nel 2026 era in vigore la rottamazione‑quinquies per i carichi affidati dal 2000 al 2023; la domanda doveva essere presentata entro il 30 aprile 2026 e permetteva di pagare solo l’imposta, senza sanzioni e interessi, in un massimo di 54 rate (9 anni) . Poiché la finestra si è chiusa, non è più possibile aderire, ma chi ha presentato domanda può proseguire nei pagamenti fino al 2035. In assenza di nuove sanatorie, conviene puntare su ravvedimento, ricorsi o strumenti di sovraindebitamento.

Errori comuni e consigli pratici

Durante l’analisi delle comunicazioni di irregolarità emergono spesso errori ricorrenti che causano la perdita della detrazione o sanzioni inutili. Conoscere questi errori aiuta a evitarli:

  1. Non considerare l’età del figlio: molti contribuenti continuano a detrarre anche dopo il compimento dei 30 anni o per figli sotto i 21 anni che percepiscono l’Assegno unico . È necessario aggiornare la dichiarazione ogni anno.
  2. Superare il limite di reddito del figlio: i limiti (4 000 euro e 2 840,51 euro) includono anche redditi da stage, borse di studio, rendite finanziarie e redditi da locazione. Un errore di pochi euro fa perdere l’agevolazione .
  3. Ripartizione errata tra i genitori: spesso entrambi i genitori detrarre il 50 % della spesa quando non ne hanno diritto (ad esempio, se uno è incapiente). È possibile trasferire l’intera detrazione al genitore con reddito più elevato .
  4. Mancata comunicazione al sostituto d’imposta: se si cambia la ripartizione, occorre informare il datore di lavoro o l’INPS affinché applichi la detrazione corretta; altrimenti la precompilata risulterà sbagliata.
  5. Ignorare l’avviso bonario: trascorsi 60/90 giorni, la cartella con sanzioni piene è inevitabile. Anche se si ritiene di avere ragione, è meglio inviare una memoria difensiva per sospendere l’iscrizione a ruolo.
  6. Presentare istanze generiche: l’autotutela deve essere motivata con riferimenti normativi e giurisprudenziali; allegare documenti e richiamare, ad esempio, la Cassazione 15224/2025 può fare la differenza.
  7. Non chiedere la rateizzazione: pagare in un’unica soluzione potrebbe essere insostenibile; la rateizzazione permette di mantenere la sanzione ridotta se richiesta nei termini .
  8. Sottovalutare le procedure di sovraindebitamento: molti contribuenti ignorano queste procedure perché pensano siano solo per falliti; in realtà, piani del consumatore e concordati minori offrono soluzioni sostenibili a fronte di debiti complessivi troppo elevati.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Età, limiti di reddito e importi di detrazione

Fascia di età del figlioLimite di reddito del figlioImporto base della detrazioneNote
0‑20 anniNessuna detrazioneSostituita dall’Assegno unico universale .
21‑24 anni4 000 € annui950 € × (95 000 – reddito complessivo)/95 000Soglia di reddito fissata a 95 000 €; la detrazione si azzera oltre.
25‑29 anni2 840,51 € annui950 € × (95 000 – reddito complessivo)/95 000La soglia di 95 000 € aumenta di 15 000 € per ogni figlio successivo; se il figlio supera il limite anche di 1 €, si perde la detrazione per tutto l’anno .
30 anni e oltre (senza disabilità)Nessuna detrazioneDal 1º gennaio 2025 la detrazione è abolita .
Disabili (qualsiasi età)2 840,51 €1 220 € (importo maggiorato)La detrazione non ha limiti d’età; per figli disabili maggiorenni l’importo aumenta e la soglia di reddito è quella ordinaria .

Tabella 2 – Termini e scadenze fondamentali

ProcedimentoTermini ordinariNote
Comunicazione di irregolarità (art. 36‑bis)60 giorni per pagare o presentare osservazioni; 90 giorni se comunicazione via intermediarioPagamento con sanzioni ridotte a un terzo; possibile rateizzazione se la prima rata è versata entro il termine .
Controllo formale (art. 36‑ter)60 giorni per fornire documentiL’ufficio deve completare il controllo entro il secondo anno successivo alla dichiarazione .
Ricorso contro avviso bonario60 giorni dalla notificaImpugnazione facoltativa; la mancata impugnazione non preclude il ricorso contro la cartella .
Cartella di pagamento60 giorni per impugnare o rateizzareDecadenza rate dopo 8 rate non pagate .
Ravvedimento operosoDa 15 giorni a 2 anni a seconda della violazioneSanzioni ridotte dal 3 % al 6 % con ulteriori riduzioni per pagamenti entro 90 o 15 giorni .
Esdebitazione dell’incapienteSenza limiti temporali; una sola volta nella vitaRichiede che il reddito sia inferiore al minimo vitale (es. 702 €/mese per una persona sola) .

Tabella 3 – Sanzioni e riduzioni

ScenarioSanzione ordinariaSanzione ridotta in caso di pagamento entro i termini
Omissione del pagamento dopo controllo automatizzato (pre 1/09/2024)30 % del tributo non versato10 % (1/3 del 30 %) se pagato entro il termine; ulteriori riduzioni con ravvedimento.
Omissione del pagamento dopo controllo automatizzato (post 1/09/2024)25 % del tributo8,33 % (1/3 del 25 %) se pagato entro 60 giorni; 16,67 % (2/3 del 25 %) se comunicazione via intermediario.
Ravvedimento breve3 % del tributo (1/10 del 30 %) o 2,5 % (1/10 del 25 %) a seconda della data; ulteriori riduzioni per pagamenti entro 15 giorni .
Ravvedimento lungo (31–90 giorni)3,33 % del tributo .
Ravvedimento oltre i due anni / post contestazioneFino al 6 % del tributo .

Tabella 4 – Strumenti per la gestione del debito

StrumentoDestinatariCaratteristiche principaliRiferimenti
Rateizzazione cartelleContribuenti con debiti iscritti a ruoloMax 84 rate (120 con documentazione) per le domande 2025‑2026; decadenza dopo 8 rate non pagate; discarico automatico dopo 5 anni .Art. 19 DPR 602/1973 e riforma D. Lgs. 110/2024.
Ravvedimento operosoTutti i contribuentiRegolarizza omessi versamenti con sanzioni ridotte dal 3 % al 6 % ; ulteriori riduzioni per pagamenti tempestivi .Art. 13 D. Lgs. 472/1997; D. Lgs. 87/2024.
Piano del consumatorePrivati non imprenditoriPresentazione di un piano attestato dal gestore della crisi; divieto di domanda “in bianco”; protezione della prima casa; taglio dei debiti non rimborsabili .Artt. 67 ss. CCII (D. Lgs. 14/2019) e correttivi 2024.
Concordato minoreMicroimprese e professionistiProposta ai creditori con soddisfacimento non inferiore alla liquidazione; divieto di deroghe all’ordine delle prelazioni; richiede apporto di finanza esterna .Art. 74 CCII e correttivi 2024.
Liquidazione controllataDebitori con patrimonio da liquidareLiquidazione del patrimonio sotto controllo del tribunale; moratoria su crediti privilegiati fino a due anni; prededuzione dei compensi professionali .Artt. 268 ss. CCII.
Esdebitazione dell’incapienteDebitori senza patrimonio e con reddito sotto il minimo vitaleCancellazione integrale dei debiti; obbligo di destinare ai creditori beni ricevuti entro 4 anni se superano il 10 % del debito .Art. 282 CCII.

Domande e risposte (FAQ)

1. Cos’è una comunicazione di irregolarità?
È una comunicazione inviata dall’Agenzia delle Entrate dopo il controllo automatizzato o formale (artt. 36‑bis e 36‑ter DPR 600/1973) che segnala differenze tra quanto dichiarato e i dati in possesso dell’Amministrazione. L’avviso invita il contribuente a pagare le somme dovute o a fornire chiarimenti entro 60/90 giorni .

2. Devo impugnare obbligatoriamente l’avviso bonario?
No. La Cassazione ha stabilito che la comunicazione di irregolarità è impugnabile ma non obbligatoriamente; l’onere di impugnazione ricade sulla cartella di pagamento . Tuttavia, contestare subito l’avviso può evitare l’iscrizione a ruolo e beneficiare della sanzione ridotta.

3. Qual è il termine per pagare la comunicazione?
Il termine è di 60 giorni dalla ricezione; sale a 90 giorni se l’avviso è notificato all’intermediario .

4. Posso rateizzare l’importo richiesto?
Sì. L’Agenzia delle Entrate consente la rateizzazione in massimo 8 rate trimestrali; la prima rata deve essere versata entro 60 giorni. Se non si rispettano le rate, si perde la riduzione delle sanzioni.

5. Cosa succede se non rispondo all’avviso?
Dopo i 60/90 giorni, le somme non versate vengono iscritte a ruolo e notificate tramite cartella di pagamento con sanzioni piene. Sarà necessario impugnare la cartella entro 60 giorni per far valere eventuali vizi.

6. Come si calcola la detrazione per un figlio di 26 anni?
L’importo teorico è 950 euro moltiplicato per il rapporto fra (95 000 – reddito complessivo) e 95 000 . Se il reddito complessivo è 40 000 euro, la detrazione sarà circa 550 euro. Va poi ripartita al 50 % o attribuita interamente a uno dei genitori previa comunicazione .

7. Cosa succede se mio figlio compie 30 anni?
Dal 2025 la detrazione per figli a carico cessa definitivamente al compimento dei 30 anni, salvo disabilità . Anche se il figlio compie 30 anni a dicembre, la detrazione non spetta per tutto l’anno.

8. Posso detrarre se il figlio lavora con contratto di apprendistato?
Dipende dal reddito. Se il reddito complessivo annuale non supera 4 000 euro (per i figli fino a 24 anni) o 2 840,51 euro (oltre 24 anni) , la detrazione spetta. Altrimenti, si perde per l’intero anno.

9. Se ricevo l’Assegno unico, posso anche detrarre?
No. L’Assegno unico sostituisce completamente le detrazioni per figli fino a 21 anni . L’unico caso di cumulabilità riguarda i figli disabili oltre i 21 anni. .

10. Cosa fare se la comunicazione riporta un errore nel reddito del figlio?
Occorre inviare entro 60 giorni un’istanza di autotutela con i documenti che attestano il reddito corretto (CU, 730 del figlio, certificazioni). L’Agenzia rettificherà la comunicazione.

11. Quando conviene avvalersi del ravvedimento operoso?
Il ravvedimento è utile se ci si accorge dell’errore prima della comunicazione o se si riceve una comunicazione ma si preferisce chiudere la pendenza senza contenzioso. Consente di pagare con sanzioni ridotte dal 3 % al 6 % .

12. Il datore di lavoro può recuperare la detrazione errata?
Sì. Se l’errore deriva da una detrazione applicata dal sostituto d’imposta, quest’ultimo deve recuperare le somme indebitamente detratte nelle buste paga successive e versarle all’Erario. Per evitare responsabilità, è opportuno comunicare tempestivamente al datore di lavoro le variazioni.

13. Devo comunicare l’accordo di riparto della detrazione all’Agenzia delle Entrate?
Non occorre comunicare all’Agenzia, ma è necessario indicare correttamente il riparto nella dichiarazione. Se i genitori si accordano per attribuire l’intera detrazione a uno di loro, devono barrare l’apposita casella nel modello 730 e informare i propri sostituti d’imposta .

14. È possibile annullare la cartella se la comunicazione non è stata inviata?
L’omissione della comunicazione è un vizio procedurale ma non comporta automaticamente la nullità della cartella; occorre dimostrare il pregiudizio subito . Tuttavia, può costituire elemento per ottenere l’annullamento o la riduzione della sanzione in sede giudiziale.

15. Posso chiedere l’esdebitazione se ho solo debiti fiscali?
Sì, a patto di non avere patrimonio e di percepire un reddito inferiore al minimo vitale. La esdebitazione dell’incapiente è ammessa anche per debiti tributari e previdenziali, ma può essere richiesta una sola volta nella vita .

16. La rateizzazione sospende le azioni esecutive?
Sì. Una volta concessa la rateizzazione, l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione non può avviare nuove procedure cautelari o esecutive fino a eventuale decadenza. Tuttavia, se il contribuente è già soggetto a fermo o ipoteca, la rimozione richiede il pagamento di un numero minimo di rate.

17. Cosa succede se il figlio risiede all’estero?
Dal 2025 non è più possibile dichiarare a carico i familiari residenti all’estero a meno che non siano cittadini UE/SEE con residenza in uno Stato che scambia informazioni fiscali. La detrazione è riservata ai figli che risiedono stabilmente in Italia .

18. È possibile cumulare detrazione e bonus Renzi o trattamento integrativo?
Sì. La detrazione per figli a carico è compatibile con il trattamento integrativo (ex bonus Renzi), sempreché il reddito complessivo non superi le soglie previste dalla normativa.

19. Il figlio con disabilità può lavorare senza perdere la detrazione?
Sì, purché il suo reddito complessivo non superi 2 840,51 euro (o la soglia di 4 000 euro se under 24). Per i figli con disabilità l’età non costituisce limite .

20. Se l’errore è del CAF o del commercialista, chi paga?
La responsabilità ricade in primis sul contribuente, ma il professionista risponde nei confronti del cliente per i danni derivanti da errori professionali. È possibile richiedere al CAF/commercialista il rimborso delle somme versate a causa del loro errore.

Simulazioni pratiche e numeriche

Esempio 1 – Irregolarità per superamento del reddito del figlio

Scenario: Il sig. Mario, residente in Calabria, ha presentato la dichiarazione dei redditi 2025 indicando il figlio Luca, 25 anni, come fiscalmente a carico. Il reddito complessivo di Mario è 40 000 euro. Nel corso del 2025 Luca ha percepito 3 000 euro da un contratto di collaborazione e 500 euro da interessi bancari. Il limite per i figli oltre i 24 anni è 2 840,51 euro ; avendo superato la soglia anche solo di 659,49 euro, la detrazione non spetta per l’intero anno .

Conseguenze: L’Agenzia rileva l’irregolarità tramite controllo automatizzato e invia un avviso bonario richiedendo la restituzione della detrazione (ad esempio 500 euro) più sanzione ridotta al 8,33 % e interessi. Mario, informato dallo studio legale, sceglie di pagare entro 60 giorni; la sanzione applicata è 8,33 % perché la comunicazione rientra tra quelle post 1/09/2024 . L’importo dovuto sarà circa 500 € + 41,65 € di sanzione + interessi (es. 1,6 % annuo calcolato sui mesi di ritardo).

Esempio 2 – Ripartizione della detrazione tra genitori separati

Scenario: Anna e Marco sono separati. Nel 2024 hanno concordato che Marco detrae il 100 % della detrazione per la figlia Giulia (23 anni) perché Anna è incapiente. Nel 2025 Giulia compie 24 anni e comincia a lavorare part‑time, percependo 3 800 euro. Marco continua a detrarre il 100 %. L’Agenzia contesta l’eccesso della detrazione perché Giulia ha superato il limite di 2 840,51 euro per i figli oltre i 24 anni .

Soluzione: Marco può dimostrare che al momento della dichiarazione non conosceva l’entità del reddito di Giulia. Chiede una riduzione della sanzione per buona fede e restituisce l’importo attraverso il ravvedimento operoso. Se Anna avesse detratto una quota residuale, la Cassazione 15224/2025 conferma che l’accordo di riparto resta valido anche dopo il raggiungimento della maggiore età . Lo studio legale consiglia di aggiornare annualmente l’accordo di riparto e di verificare il reddito del figlio.

Esempio 3 – Irregolarità per età del figlio

Scenario: Lucia indica nel 730/2025 il figlio Giuseppe, 29 anni, come a carico e applica la detrazione. Giuseppe compie 30 anni il 10 novembre 2025. L’avviso bonario contesta la detrazione per tutto l’anno perché, come previsto dalla legge di bilancio 2025, la detrazione cessa al compimento del trentesimo anno .

Soluzione: Purtroppo la normativa non consente proporzioni annuali; il compimento dei 30 anni determina la perdita della detrazione per tutto l’anno. Lucia dovrà restituire l’importo detratto con sanzione ridotta se paga entro 60 giorni.

Esempio 4 – Contestazione infondata e ricorso in commissione

Scenario: Il sig. Roberto riceve una comunicazione per detrazione eccessiva su due figli universitari di 22 e 24 anni. L’Agenzia sostiene che i figli hanno percepito un reddito superiore alla soglia, includendo anche una borsa di studio. In realtà la borsa di studio è esente da tassazione e non rileva ai fini del limite di reddito. Roberto presenta un’istanza di autotutela senza esito e quindi impugna l’avviso bonario.

Soluzione: In giudizio, lo studio legale contesta che i redditi derivanti da borse di studio universitarie sono esenti e non concorrono al limite dei 4 000/2 840,51 euro. La commissione tributaria accoglie il ricorso e annulla la pretesa. Roberto evita la restituzione della detrazione e le sanzioni.

Esempio 5 – Utilizzo della procedura di sovraindebitamento

Scenario: La sig.ra Maria riceve una comunicazione per detrazione in eccesso, ma ha già accumulato altri debiti fiscali e mutui arretrati. Non ha sufficienti entrate per far fronte al pagamento immediato. Lo studio propone la ristrutturazione dei debiti del consumatore: Maria presenta un piano al tribunale prevedendo la restituzione parziale dei debiti in sei anni, continuando a pagare il mutuo sulla prima casa . Il giudice omologa il piano. Maria paga la quota concordata per la comunicazione di irregolarità in base alla capienza del piano e ottiene la falcidia dei debiti eccedenti.

Conclusione

Le comunicazioni di irregolarità relative alla detrazione per figli a carico rappresentano uno strumento di controllo ormai capillare. Con le riforme del 2024 e del 2025, i termini per rispondere sono stati estesi a 60/90 giorni e le sanzioni sono state ridotte, ma la complessità delle regole sui figli maggiorenni, sull’Assegno unico e sui limiti di reddito rende facile commettere errori. È importante comprendere che l’avviso bonario non è solo un “invito a pagare”, ma un atto che può essere controllato, corretto e impugnato.

In questa guida abbiamo illustrato l’intero percorso: dalla verifica tecnica della detrazione al ravvedimento operoso, dalle strategie di difesa alla rateizzazione e agli strumenti di composizione della crisi. Abbiamo citato le più recenti sentenze della Cassazione che confermano la possibilità di impugnare l’avviso bonario, la continuità della ripartizione tra genitori separati e l’obbligo di considerare il reddito del figlio sull’intero anno . Le tabelle riepilogative e le simulazioni numeriche consentono di orientarsi tra limiti di reddito, formule di calcolo e sanzioni.

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