Accertamento fiscale a un’azienda spurghi industriali: come difendersi subito e bene

Introduzione: l’urgenza di reagire a un accertamento fiscale

Quando la Guardia di Finanza o gli uffici delle entrate bussano alla porta di un’azienda specializzata in spurghi industriali, l’imprenditore si trova improvvisamente davanti a un accertamento fiscale. L’azienda – impegnata nello smaltimento di fanghi, liquami e rifiuti pericolosi – diventa oggetto di controlli su fatturazione, registrazioni contabili, utilizzo di subappalti e corretta applicazione dell’IVA. Anche piccoli errori o ritardi, se sommati, possono portare all’emissione di atti di accertamento con contestazioni di imposte dirette, IVA, contributi e sanzioni. L’impatto economico e reputazionale è enorme: in caso di ritardi nei pagamenti, possono scattare ipoteche, fermi amministrativi o pignoramenti. La gestione di rifiuti industriali espone inoltre a controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dell’Ispettorato del lavoro, rendendo ancora più complessa la difesa.

Perché è così importante muoversi subito? Perché gli atti impositivi diventano immediatamente esecutivi, senza passare per la cartella di pagamento. L’articolo 29 del D.L. 78/2010 ha introdotto l’accertamento esecutivo, con cui l’avviso di accertamento è anche titolo per la riscossione; l’Agente della riscossione può iscrivere ipoteca o procedere al pignoramento senza ulteriori avvisi. Ignorare l’atto o sbagliare i termini per le impugnazioni equivale a subire passivamente una misura cautelare. In particolare, il D.P.R. 602/1973 consente il fermo amministrativo dei veicoli (art. 86) e l’iscrizione di ipoteca sugli immobili (art. 77) dopo la scadenza di 60 giorni dalla notifica della cartella e per importi superiori a 20.000 euro . Alcuni veicoli essenziali per l’attività d’impresa sono però esclusi dal fermo ; conoscere queste eccezioni può salvare il mezzo con cui la ditta esegue i lavori.

L’esperienza dimostra che molte contestazioni fiscali nascono da errori procedurali: mancato contraddittorio, termini non rispettati, notifica irregolare. La Corte di cassazione ha più volte affermato che la tutela del contribuente deriva dall’obbligo per l’amministrazione di instaurare un contraddittorio effettivo, pena la nullità dell’accertamento . Dal 2024 la riforma introdotta dal D.Lgs. 219/2023 ha inserito l’art. 6‑bis nello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000), stabilendo che tutti gli atti autonomamente impugnabili devono essere preceduti da un contraddittorio “informato ed effettivo”, con un preavviso di almeno 60 giorni . Chi non è informato di questo diritto perde una formidabile occasione per far valere le proprie ragioni.

Lo scopo di questo articolo è offrire una guida completa, aggiornata a dicembre 2025, per le aziende di spurghi industriali che ricevono un accertamento fiscale. Vedremo quali sono le norme applicabili, le procedure da seguire, le strategie di difesa, le alternative per la definizione agevolata dei debiti e le soluzioni per la crisi d’impresa. Il punto di vista è quello del debitore/contribuente: l’obiettivo è proteggere l’azienda e salvaguardare l’attività, prevenendo blocchi e misure cautelari. Alla fine dell’articolo troverai FAQ pratiche, tabelle sintetiche, simulazioni numeriche e consigli per evitare errori.

Chi siamo: l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team

L’autore di questo articolo, Avv. Giuseppe Angelo Monardo, è avvocato cassazionista, esperto di diritto tributario e bancario. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti operante su tutto il territorio nazionale, specializzato nel contenzioso fiscale, nella gestione di crisi da sovraindebitamento e nel diritto delle imprese. L’Avv. Monardo è:

  • Cassazionista: abilitato al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori.
  • Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della L. 3/2012 (ora confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza). È iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC).
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, incarico formalizzato con la disciplina della composizione negoziata e del piano di risanamento.

Il suo studio fornisce assistenza per:

  1. Analisi dell’atto di accertamento: verifica di vizi, irregolarità nelle notifiche, violazioni del contraddittorio o carenza di motivazione.
  2. Ricorsi e sospensioni: predisposizione di ricorsi al giudice tributario con richiesta di sospensione per evitare effetti esecutivi immediati.
  3. Trattative con l’Agenzia delle Entrate Riscossione: proposte di rateazione, definizione agevolata, transazione fiscale e adesione all’accertamento.
  4. Piani di rientro e soluzioni giudiziali/stragiudiziali: concordati preventivi, piani del consumatore, composizione negoziata e accordi di ristrutturazione, finalizzati a preservare l’attività dell’azienda e la continuità.

📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Le fonti della disciplina tributaria

Per comprendere come difendersi da un accertamento, è fondamentale conoscere le norme che regolano il potere ispettivo dello Stato e i diritti del contribuente. Le principali fonti da considerare sono:

  1. Costituzione: l’art. 24 tutela il diritto di difesa in ogni stato e grado del procedimento. La Corte di cassazione ha affermato che l’attività della Guardia di Finanza in materia tributaria ha natura amministrativa e che la salvaguardia del diritto di difesa è garantita nel successivo contenzioso .
  2. D.P.R. 600/1973 (accertamento delle imposte sui redditi): l’art. 33 disciplina le attribuzioni della Guardia di Finanza, che può procedere ad accessi, ispezioni e verifiche con gli stessi poteri degli uffici finanziari . Il co. 2 consente l’accesso agli sportelli bancari per acquisire dati in presenza di autorizzazione motivata . Le violazioni di questi articoli non comportano l’inutilizzabilità delle prove, poiché non esiste un principio generale di inutilizzabilità nel diritto tributario .
  3. D.P.R. 633/1972 (IVA): gli articoli 52 e 63 disciplinano le ispezioni ai fini IVA e la collaborazione della Guardia di Finanza. Essi richiamano, per analogia, le regole dell’art. 33 del D.P.R. 600/1973.
  4. Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000): l’art. 12 disciplina le ispezioni fiscali nei locali del contribuente, imponendo che siano svolte nel rispetto della dignità e che il contribuente sia informato delle ragioni e dei tempi della verifica . Il comma 7 prevede che l’atto impositivo non possa essere emanato prima di 60 giorni dalla notifica del processo verbale di constatazione (PVC), salvo casi di urgenza . La riforma del 2023 ha introdotto l’art. 6‑bis, imponendo un contraddittorio preventivo obbligatorio con preavviso di almeno 60 giorni .
  5. D.Lgs. 218/1997 (accertamento con adesione): disciplina la procedura di definizione concordata dell’accertamento. L’art. 6 comma 2‑bis, riformato nel 2024, consente al contribuente di chiedere l’adesione entro 30 giorni dalla comunicazione del progetto di accertamento e entro 15 giorni dalla notifica dell’avviso .
  6. D.P.R. 602/1973 (riscossione): contiene le regole per il fermo amministrativo (art. 86), l’ipoteca (art. 77) e il pignoramento presso terzi (art. 72‑bis). L’art. 86 consente il fermo dei veicoli dopo un preavviso di almeno 30 giorni, salvo esenzioni per mezzi strumentali, disabili o servizi pubblici . L’art. 77 ammette l’iscrizione di ipoteca per debiti superiori a 20.000 euro; l’espropriazione immobiliare è possibile solo se il debito supera 120.000 euro e dopo sei mesi dall’ipoteca . L’art. 72‑bis consente all’Agente della riscossione di intimare al terzo (es. banca, cliente) il pagamento diretto entro 60 giorni, con effetti analoghi al pignoramento .
  7. Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII): introdotto dal D.Lgs. 14/2019, è stato modificato dal D.L. 118/2021 e successivi decreti (D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024). Prevede strumenti per la crisi, tra cui composizione negoziata, concordato semplificato e procedure di sovraindebitamento per consumatori e piccole imprese, consentendo la sospensione delle azioni esecutive e la ristrutturazione dei debiti .

1.2 Giurisprudenza recente (2024‑2025)

La Corte di cassazione e la giurisprudenza di merito hanno fornito nel biennio 2024‑2025 importanti chiarimenti interpretativi, cruciali per le aziende di spurghi industriali:

  1. Utilizzabilità delle prove acquisite irregolarmente – Con sentenza Cassazione n. 8452/2025, la Suprema Corte ha ribadito che nel processo tributario non esiste un principio generale di inutilizzabilità delle prove acquisite irregolarmente. Solo se l’acquisizione viola diritti fondamentali (libertà personale, domicilio) si applica l’art. 191 c.p.p.; altrimenti gli elementi raccolti restano utilizzabili . La natura amministrativa delle indagini della Guardia di Finanza e la tutela del contraddittorio nel contenzioso garantiscono il diritto di difesa .
  2. Contraddittorio endoprocedimentale – La Corte, con ordinanza n. 287/2025, ha stabilito che i 60 giorni per presentare osservazioni decorrono dalla notifica di nuove contestazioni o argomentazioni, non dalla prima consegna del PVC . Questo principio impedisce all’Amministrazione di anticipare i termini e consente al contribuente di replicare pienamente.
  3. Soglie per l’ipoteca e la pignorabilità – Secondo la Cassazione, l’ipoteca ex art. 77 D.P.R. 602/1973 può essere iscritta per debiti superiori a 20.000 euro (co. 1‑bis). Tuttavia, l’espropriazione immobiliare è ammessa solo se l’importo supera 120.000 euro . Alcune sentenze del 2025 (nn. 24714/2025 e 15567/2025) sostengono la legittimità dell’ipoteca anche sotto il limite di 120.000 euro, poiché ha natura cautelare e non esecutiva . La giurisprudenza, però, rimane divisa; molte pronunce (Cass. 17234/2023, 993/2021) estendono il limite dei 120.000 euro all’ipoteca, ritenendola preparatoria all’espropriazione .
  4. Pignoramento presso terzi (art. 72‑bis D.P.R. 602/1973) – La Cassazione n. 9728/2025 ha chiarito che l’ordinanza di pagamento a terzi comporta un litisconsorzio necessario tra debitore, creditore e terzo. Se uno di questi manca, il giudice deve integrare il contraddittorio . Altra pronuncia del 2025 ha affermato che la sospensione dei termini prevista dal D.L. 18/2020 (Cura Italia) non si applica alle intimazioni ex art. 72‑bis; il terzo deve pagare entro 60 giorni, altrimenti l’ordine diventa inefficace e occorre iniziare un nuovo pignoramento .
  5. Cartelle e intimi di pagamento – Con sentenza n. 20476/2025 la Cassazione ha stabilito che l’intimazione di pagamento deve essere impugnata nei termini previsti; se il contribuente non lo fa, il debito diventa definitivo e non può essere contestato per prescrizione .
  6. Fermo amministrativo – Il fermo dei veicoli non è un atto esecutivo ma una misura di garanzia; viene iscritto dopo preavviso e limita la disponibilità del mezzo . Sono esclusi i veicoli destinati al trasporto di disabili, quelli strumentali all’impresa e quelli adibiti a servizi essenziali . La circolazione del veicolo fermato comporta sanzioni gravi e sequestro se persistente .
  7. Rottamazione-quater e riammissione 2025 – La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha introdotto la “rottamazione‑quater”, estesa dalla Legge n. 15/2025 che ha riaperto i termini di adesione. I benefici consistono nel pagamento dei soli importi a titolo di capitale e rimborsi per spese di riscossione, senza interessi e sanzioni . I debiti devono essere compresi nei carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 . I contribuenti decaduti per mancato pagamento delle rate entro il 2024 possono presentare domanda di riammissione online entro il 30 aprile 2025 , scegliendo tra pagamento in unica soluzione o fino a 10 rate con scadenze fino al novembre 2027 .
  8. Contraddittorio e riforma fiscale – Il D.Lgs. 220/2023 (attuazione della delega fiscale 111/2023) ha digitalizzato il processo tributario e introdotto la conciliazione in cassazione, ma soprattutto ha reso obbligatorio il contraddittorio preventivo e la telematizzazione degli atti, con efficacia dal 1 settembre 2024 .
  9. Composizione negoziata e procedure concorsuali – Il D.Lgs. 136/2024 (correttivo ter) ha semplificato l’accesso alla composizione negoziata e al concordato. È possibile attivare la procedura anche in stato di squilibrio finanziario; l’esperto negoziatore può proporre l’esdebitazione parziale e trattare con l’erario . L’accesso è esteso alle imprese in crisi che vogliono preservare la continuità, riducendo la soglia di consenso al 60 % dei creditori . Per i consumatori e i piccoli imprenditori restano il piano del consumatore e il concordato minore, con possibilità di ottenere la cancellazione dei debiti residui (esdebitazione) .

1.3 Specificità delle aziende di spurghi industriali

Le imprese che operano nel settore degli spurghi e dei servizi ambientali hanno alcune peculiarità che possono incidere sull’accertamento fiscale:

  • Appalti pubblici e subappalti: molte attività vengono svolte per conto di comuni, aziende municipalizzate, consorzi di bonifica. L’applicazione del reverse charge e la ritenuta sugli appalti richiedono corretta gestione dell’IVA. Errori nella fatturazione o nella registrazione dei costi portano a contestazioni.
  • Gestione dei rifiuti pericolosi: le spese per smaltimento e le autorizzazioni ambientali devono essere documentate. Il mancato rispetto del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambiente) può generare sanzioni non solo fiscali ma anche penali.
  • Mezzi strumentali: autospurghi e cisternette sono essenziali per l’attività; la loro iscrizione nel pubblico registro automobilistico li rende potenzialmente soggetti a fermo amministrativo. Tuttavia il D.P.R. 602/1973 esclude dal fermo i veicoli strumentali all’attività professionale .
  • Volume d’affari elevato: per le imprese con fatturati consistenti l’Agenzia delle Entrate applica il monitoraggio fiscale; eventuali anomalie nei volumi di rifiuti trattati rispetto ai ricavi dichiarati attivano le indagini finanziarie.

Comprendere queste peculiarità aiuta a preparare la difesa e ad impostare la strategia più idonea.

2. Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto

2.1 Tipologie di atti e loro caratteristiche

Prima di analizzare i termini e i rimedi, occorre distinguere i tipi di atti che la ditta può ricevere:

Tipo di attoDescrizione sinteticaTermini di impugnazione
Avviso di accertamento ordinarioAtto con cui l’ufficio determina maggiori imposte o IVA, imponendo interessi e sanzioni. Fino al 2011 non era immediatamente esecutivo.60 giorni dalla notifica per proporre ricorso al giudice tributario.
Avviso di accertamento esecutivoIntrodotto dal D.L. 78/2010: l’avviso costituisce anche titolo esecutivo e mette in mora il contribuente, con possibilità di iscrizione a ruolo e di misure cautelari.60 giorni per impugnare; decorso infruttuosamente, l’agente può iscrivere ipoteca o procedere al fermo/pignoramento.
Avviso di liquidazioneRiguarda imposte di registro, ipotecaria e catastale.60 giorni dalla notifica.
Avviso bonario (comunicazione di irregolarità)Deriva da controllo automatizzato/ex comunicazioni 36‑bis. Non è impugnabile ma consente il pagamento con riduzione delle sanzioni; in mancanza segue la cartella.30 giorni per pagare; 30 o 60 giorni per fornire chiarimenti a seconda dell’imposta.
Cartella di pagamentoTitolo con cui l’Agente della riscossione riscuote crediti. Dal 2011 non serve più per gli avvisi esecutivi.60 giorni dalla notifica per impugnare; altrimenti l’atto diventa definitivo e possono essere avviate misure cautelari.
Intimazione di pagamentoAtto successivo alla cartella, con cui l’Agente intimita il pagamento entro cinque giorni. Secondo la Cassazione n. 20476/2025, se non impugnato il debito diventa definitivo .60 giorni dalla notifica (ma in genere si impugna contestualmente alla cartella).

2.2 Avvio della verifica e preavviso di accertamento

  1. Accesso presso l’azienda – Gli ispettori della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Entrate si presentano presso la sede operativa con un ordine di servizio che riporta i motivi della verifica. L’art. 12 dello Statuto del contribuente stabilisce che il contribuente deve essere informato del motivo, dell’ambito e dei tempi previsti . È importante richiedere copia dell’ordine di servizio e annotare le generalità dei verificatori.
  2. Durata del controllo – La durata deve essere limitata al minimo necessario e, per le imprese di spurghi con magazzini e mezzi sparsi su più cantieri, i controlli possono essere prolungati. Il contribuente ha diritto a far verbalizzare eventuali difficoltà o contestazioni.
  3. Verbale giornaliero e PVC – Al termine del controllo si redige un verbale giornaliero e, se si riscontrano irregolarità, viene redatto il Processo Verbale di Constatazione (PVC). Questo documento riepiloga le contestazioni e costituisce la base dell’accertamento. La notifica del PVC fa decorrere i 60 giorni per presentare osservazioni ai sensi dell’art. 12 comma 7 dello Statuto .
  4. Preavviso di accertamento – Con l’introduzione dell’art. 6‑bis (D.Lgs. 219/2023), l’ufficio deve comunicare al contribuente una bozza del provvedimento prima di emettere l’avviso. La comunicazione deve indicare le motivazioni e consentire almeno 60 giorni per formulare osservazioni . L’atto emanato senza contraddittorio è nullo. Il contribuente deve quindi inviare, entro i termini, una memoria difensiva con documenti e motivazioni; la mancata risposta può precludere argomentazioni in giudizio.

2.3 Risposta al PVC e adesione

  1. Redazione delle osservazioni – Le osservazioni devono contestare in modo puntuale le riprese fiscali (ad esempio, riprova dei costi, giustificazione di ricavi non dichiarati, corretta applicazione dell’IVA). È consigliabile farsi assistere da un professionista per individuare vizi di forma (mancata motivazione, contraddittorio incompleto, errori di calcolo). È possibile allegare perizie tecniche (ad esempio certificazioni per il corretto smaltimento dei rifiuti) e contratti.
  2. Accertamento con adesione – L’art. 6 del D.Lgs. 218/1997 permette al contribuente di definire la lite con l’ufficio prima dell’emissione dell’avviso. La riforma del 2024 prevede un termine di 30 giorni dalla comunicazione del progetto di accertamento e di 15 giorni dalla notifica dell’avviso per presentare istanza di adesione . L’adesione consente di ottenere una riduzione delle sanzioni a un terzo e di rateizzare il pagamento fino a otto rate trimestrali per debiti oltre 50.000 euro. Per le aziende di spurghi, la definizione può riguardare contestazioni su costi di carburante, manutenzioni e smaltimento.
  3. Conclusione dell’adesione – Se si raggiunge l’accordo, si firma un atto di adesione e si versa l’imposta dovuta entro 20 giorni; la sanzione ridotta deve essere pagata per almeno un terzo. In caso di mancato accordo, l’ufficio emette l’avviso definitivo.

2.4 Notifica dell’avviso e ricorso

  1. Avviso esecutivo – Se l’accordo non si perfeziona, l’ufficio notifica l’avviso di accertamento o di rettifica. L’atto indica la sommatoria di tributi, sanzioni e interessi e costituisce titolo esecutivo. L’azienda ha 60 giorni per presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale; il termine è sospeso dal 1° agosto al 31 agosto (sospensione feriale). Il ricorso deve indicare le ragioni di diritto e di fatto, chiedere eventualmente la sospensione dell’esecutività e indicare l’organo designato a ricevere notifiche.
  2. Mediazione e reclamo – Per controversie fino a 50.000 euro, la mediazione è obbligatoria: il ricorso assume valore di reclamo; l’Agenzia ha 90 giorni per formulare una proposta di mediazione. Se il contribuente la accetta, le sanzioni sono ridotte al 35 %. Per importi superiori, la mediazione non è obbligatoria ma può essere richiesta.
  3. Sospensione dell’esecutività – Contestualmente al ricorso si può chiedere la sospensione dell’atto se l’esecuzione può causare un danno grave e irreparabile. Il giudice decide entro 180 giorni (o 30 giorni in casi urgenti). È fondamentale allegare documentazione che dimostri l’irreparabile pregiudizio (blocchi dei mezzi, perdita di appalti, impossibilità di svolgere l’attività).

2.5 Dal ricorso alle misure cautelari

  1. Iscrizione a ruolo e delega all’Agente della riscossione – Anche se si presenta ricorso, l’Agenzia delle Entrate iscrive a ruolo le somme e delega l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AER). Quest’ultima può intraprendere misure cautelari (ipoteca, fermo, pignoramento) a meno che il giudice abbia concesso la sospensione.
  2. Fermo amministrativo dei veicoli – L’Agente notifica un preavviso di fermo con cui invita il pagamento entro 30 giorni e avverte che, in mancanza, il veicolo sarà iscritto al PRA come fermato . Il preavviso indica l’importo dovuto e la possibilità di chiedere la rateazione o di dimostrare che il veicolo è strumentale . Se non si paga né si dimostra l’esenzione, l’AER iscrive il fermo; il veicolo non può essere venduto o demolito e la circolazione comporta sanzioni .
  3. Ipoteca su immobili – Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella (o dell’avviso esecutivo), per debiti superiori a 20.000 euro l’AER può iscrivere ipoteca ex art. 77. Deve però inviare una comunicazione preventiva al debitore, che può presentare osservazioni o pagare entro 30 giorni. Secondo la giurisprudenza prevalente, l’espropriazione immobiliare è possibile solo se il debito supera 120.000 euro e se sono passati almeno sei mesi dalla iscrizione . L’ipoteca ha natura cautelare e può essere contestata per sproporzione o irregolarità procedurale .
  4. Pignoramento presso terzi – L’art. 72‑bis consente all’AER di intimare al terzo (ad esempio un committente che deve pagare un corrispettivo per un servizio di spurgo) di versare direttamente al Fisco le somme dovute al debitore. L’ordine di pagamento ha effetti immediati: se il terzo non ottempera entro 60 giorni, l’atto perde efficacia e l’AER deve avviare un nuovo pignoramento . Secondo la Cassazione n. 9728/2025, nel giudizio di opposizione devono essere presenti debitore, creditore e terzo .
  5. Pignoramento mobiliare e immobiliare – In assenza di pagamento, l’AER può pignorare crediti futuri (canoni, acconti di appalto), beni mobili registrati e immobili. L’impresa di spurghi deve quindi monitorare eventuali fermi e ipoteche per reagire tempestivamente.

3. Difese e strategie legali

3.1 Contestazione dell’accertamento

Contestare efficacemente un accertamento significa attaccare sia i vizi formali che i vizi sostanziali dell’atto. Le principali eccezioni sono:

  1. Violazione del contraddittorio – Se l’ufficio non ha inviato il preavviso di accertamento o non ha rispettato i 60 giorni previsti dall’art. 6‑bis, l’atto è nullo . La mancanza di un contraddittorio effettivo è motivo di annullamento, come riconosciuto dalla Cassazione. Per le aziende di spurghi, la comunicazione tardiva del progetto di accertamento può impedire di fornire prove relative alle spese di smaltimento.
  2. Motivazione carente – L’avviso deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche su cui si fonda la pretesa fiscale. La mancata esplicitazione di calcoli, indici e normative rende l’atto annullabile. Ad esempio, se l’ufficio contesta l’applicazione del reverse charge senza indicare le fatture o i contratti, si può eccepire la violazione dell’art. 7 L. 212/2000.
  3. Violazioni della procedura di verifica – Accessi eseguiti senza autorizzazione o in assenza dell’imprenditore possono essere censurati; tuttavia, la giurisprudenza esclude l’inutilizzabilità delle prove salvo violazione di diritti fondamentali . Ciò non impedisce di contestare eventuali eccessi di potere o abusi.
  4. Infedeltà delle presunzioni – Gli accertamenti induttivi si basano su presunzioni e su indicatori di redditività. È possibile contestare la congruità degli studi di settore o dei nuovi indici di affidabilità (ISA), dimostrando specificità del settore: ad esempio, costi elevati per gestione dei fanghi, tariffe calmierate negli appalti pubblici, tempi di manutenzione dei mezzi.
  5. Doppia imposizione e detrazione IVA – Per le imprese di spurghi industriali che operano con l’estero o in regime di reverse charge, occorre verificare la corretta applicazione dell’IVA. In molti casi l’ufficio contesta l’errata detrazione dell’IVA sui carburanti o sui materiali di consumo; la difesa può dimostrare la legittimità attraverso documenti e normative comunitarie.
  6. Prescrizione e decadenza – Controllare la decadenza dell’azione accertativa (generalmente entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della dichiarazione) e la prescrizione dei tributi (10 anni per IVA e imposte dirette). Un avviso notificato oltre i termini è annullabile; nei giudizi successivi, però, la Cassazione ha affermato che l’intimazione di pagamento non può essere contestata per prescrizione se non impugnata .

3.2 Difesa contro l’ipoteca e il fermo amministrativo

  1. Verifica dei presupposti e della soglia – Prima di iscrivere un’ipoteca su un bene immobile, l’AER deve attestare che il debito supera i 20.000 euro e deve notificare una comunicazione preventiva. Se la comunicazione manca o indica un importo inferiore, l’ipoteca è nulla. Per l’espropriazione immobiliare, la soglia sale a 120.000 euro ; molti giudici estendono tale limite anche all’ipoteca . L’azienda può contestare la sproporzione dell’ipoteca se il valore del bene supera di molto il debito e se l’immobile è utilizzato come ufficio o magazzino.
  2. Impugnazione dell’ipoteca – Il ricorso va presentato al giudice tributario entro 60 giorni dalla comunicazione o entro 60 giorni dalla conoscenza dell’iscrizione. L’atto può essere impugnato per: carenza di motivazione; mancata notifica della cartella; prescrizione; mancato rispetto dei termini; sproporzione; violazione del contraddittorio; sovrapposizione con procedure concorsuali. È opportuno chiedere la sospensione dell’efficacia per evitare la pubblicità negativa.
  3. Esenzione dal fermo – Per i veicoli strumentali all’attività, il contribuente deve fornire prova entro 30 giorni dalla notifica del preavviso . Può allegare documentazione che dimostri l’uso esclusivo del veicolo per la prestazione di spurghi, come libretto con codice A, contratti di appalto e registro di cantiere. Una volta dimostrata l’essenzialità, l’AER deve revocare l’atto. Se iscritto, il fermo può essere contestato con ricorso al giudice ordinario (credito tributario) o al giudice tributario, chiedendo la sospensione.

3.3 Difesa contro il pignoramento presso terzi

  1. Verifica della regolarità dell’ordine di pagamento – L’ordine ex art. 72‑bis deve indicare l’importo, il presupposto, i riferimenti normativi e i termini. Deve essere notificato simultaneamente al debitore e al terzo. La Cassazione ha ritenuto che, in assenza di uno dei soggetti, il giudice deve integrare il contraddittorio ; quindi un ordine notificato solo al terzo è nullo.
  2. Impugnazione – L’opposizione va proposta entro 60 giorni dalla notifica presso il tribunale ordinario, perché l’ordine di pagamento è assimilato al pignoramento. Si può eccepire la nullità per vizi formali, la prescrizione, l’inesistenza del credito, l’applicabilità di crediti privilegiati (ad esempio l’azienda di spurghi vanta crediti non pignorabili per spese di smaltimento). Nel caso di crediti futuri, si può eccepire che la somma non è ancora esigibile.
  3. Terzo pignorato – Il terzo ha l’obbligo di dichiarare entro 60 giorni se e quanto deve pagare; se non lo fa, è considerato debitore in proprio. Con le ordinanze del 2025 la Cassazione ha precisato che la sospensione dei termini per emergenza sanitaria non si applica a questo termine ; dopo 60 giorni l’ordine è inefficace e l’AER deve procedere con un nuovo pignoramento.

3.4 Strategie di negoziazione con l’Agenzia delle Entrate Riscossione

  1. Rateazione del debito – Per importi iscritti a ruolo, è possibile richiedere la rateazione fino a 72 rate mensili (o 120 in casi di comprovata difficoltà). La richiesta sospende le misure cautelari in atto; in caso di fermo amministrativo, l’iscrizione rimane ma non produce effetti durante il piano. È fondamentale presentare tempestivamente la domanda per evitare l’avvio dell’esecuzione.
  2. Definizione agevolata (rottamazione‑quater) – La definizione consente di estinguere i carichi affidati all’AER tra il 2000 e il 30 giugno 2022 pagando solo capitale e spese di riscossione, senza sanzioni né interessi . Sono inclusi i debiti già inseriti in precedenti rottamazioni decadute . La Legge n. 15/2025 ha riaperto i termini per chi è decaduto per mancato pagamento fino al 31 dicembre 2024: la domanda va presentata entro il 30 aprile 2025 ; i pagamenti iniziano il 31 luglio 2025 e possono essere diluiti fino a 10 rate . Attenzione: il mancato pagamento di una rata comporta la perdita dei benefici e l’importo versato viene considerato acconto .
  3. Transazione fiscale – Nell’ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione, è possibile proporre all’erario il pagamento parziale e differito dei tributi. La transazione richiede l’approvazione degli organi della procedura e dell’Agenzia delle Entrate e prevede la sospensione delle azioni esecutive.
  4. Accordi con i creditori strategici – Un’azienda di spurghi lavora spesso con enti pubblici che pagano con ritardo. In caso di pignoramento presso terzi, è consigliabile negoziare con l’ente pubblico il pagamento diretto al Fisco (per evitare contenziosi) oppure chiedere un anticipo per far fronte al debito. Alcuni enti possono interloquire con l’AER per definire la posizione.

3.5 Difesa nelle fasi processuali successive

  1. Giudizio di primo grado – La Commissione tributaria provinciale decide sulla fondatezza dell’accertamento. È fondamentale depositare memorie illustrative, documentazione tecnica, perizie e giurisprudenza a sostegno. L’udienza può svolgersi in presenza o da remoto; dal 2024 il processo è completamente telematico con depositi digitali .
  2. Appello – Se l’esito è sfavorevole, si può proporre appello alla Commissione tributaria regionale entro 60 giorni dalla notifica della sentenza. L’appello può riguardare questioni di fatto e di diritto e richiede la riproposizione delle eccezioni non esaminate.
  3. Cassazione – Per motivi di legittimità si può proporre ricorso in Cassazione. L’Avv. Monardo, cassazionista, assiste i clienti in questa fase complessa. Il D.Lgs. 220/2023 ha introdotto la conciliazione in Cassazione, che consente di definire la lite con l’Agenzia prima della decisione .
  4. Giudizi paralelli – In caso di impugnazione di cartelle o di ipoteche, può sorgere conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e tributario. La strategia deve valutare quale giudice è competente (es. opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. o ricorso tributario).

4. Strumenti alternativi per risolvere il debito

4.1 Rottamazione-quater e definizione agevolata

La “rottamazione‑quater” è lo strumento principale per chi ha carichi affidati alla riscossione prima del 30 giugno 2022. Ecco le caratteristiche chiave:

  • Ambito soggettivo: tutti i contribuenti (società, ditte individuali, persone fisiche) con debiti iscritti a ruolo per tributi, contributi Inps e sanzioni amministrative (comprese multe) possono aderire.
  • Debiti inclusi: sono compresi anche i debiti oggetto di precedenti definizioni (rottamazione ter, saldo e stralcio) decadute . Restano esclusi i carichi affidati dopo il 30 giugno 2022 e quelli derivanti da condanne penali.
  • Benefici: pagamento solo di capitale, aggio e spese di procedura; annullamento di interessi di mora, sanzioni e interessi iscritti a ruolo .
  • Domanda: deve essere presentata telematicamente sul sito dell’AER, indicando le cartelle da rottamare. La Legge n. 15/2025 ha riaperto i termini per i decaduti entro il 31 dicembre 2024; la domanda scade il 30 aprile 2025 .
  • Pagamento: scelta tra versamento in unica soluzione (31 luglio 2025) o in massimo dieci rate semestrali, scadenti dal 31 luglio 2025 al 30 novembre 2027 . È possibile optare per l’addebito diretto su conto corrente.
  • Mancato pagamento: comporta la perdita dei benefici; le somme versate sono trattenute a titolo di acconto e le azioni esecutive riprendono .

4.2 Saldo e stralcio e sanatoria per micro‑cartelle

Oltre alla rottamazione-quater, la Legge 2023 ha previsto la cancellazione d’ufficio dei debiti fino a 1.000 euro (art. 1 co. 222 L. 197/2022). I carichi affidati fino al 2015 sono annullati automaticamente. Per i carichi tra 1.000 e 5.000 euro, è prevista una definizione agevolata con pagamento del solo capitale; la procedura non è stata prorogata nel 2025 ma può essere oggetto di nuove leggi di Bilancio.

4.3 Transazione fiscale e concordati nell’ambito della crisi d’impresa

Le imprese di spurghi che si trovano in crisi possono usufruire degli strumenti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII):

  1. Composizione negoziata – Istituita dal D.L. 118/2021, consente all’imprenditore in crisi o in semplice squilibrio finanziario di chiedere la nomina di un esperto negoziatore che affianca l’azienda nell’elaborare un piano di risanamento e nel negoziare con i creditori. L’accesso è consentito anche in presenza di debiti fiscali e contributivi; il D.Lgs. 136/2024 ha abbassato la soglia di consenso dei creditori al 60 % e ha previsto la possibilità di transazione fiscale . Durante la procedura, l’impresa può ottenere misure protettive che sospendono ipoteche e pignoramenti.
  2. Concordato semplificato o minore – Per microimprese e imprenditori individuali, il concordato minore (ex art. 74 CCII) permette di proporre ai creditori un piano di pagamento con falcidia dei debiti e la continuazione dell’attività. È previsto il voto dei creditori e l’omologazione del giudice. Il piano del consumatore riguarda le persone fisiche con debiti consumeristici; consente di dilazionare il pagamento e ottenere la esdebitazione residua . Questa procedura può essere utile per i soci o per i piccoli imprenditori titolari di ditte di spurghi.
  3. Accordi di ristrutturazione dei debiti (ARD) – Prevedono un’intesa con i creditori rappresentanti almeno il 60 % dei crediti. L’accordo omologato consente di falcidiare le somme dovute e prevede la sospensione delle azioni esecutive.

4.4 Piano del consumatore e esdebitazione per l’imprenditore

Il piano del consumatore (art. 69 CCII) si rivolge a persone fisiche sovraindebitate che non esercitano attività imprenditoriale. Nel settore dei spurghi può riguardare i soci che hanno prestato fideiussioni o i privati titolari di ditte individuali cessate. Il piano permette di proporre un pagamento rateizzato in funzione delle risorse disponibili; una volta omologato, il giudice dispone la liberazione dai debiti residui (esdebitazione). Esistono anche procedure semplificate di esdebitazione senza utilità, per soggetti che non hanno reddito né patrimonio: i debiti sono cancellati senza pagamenti .

4.5 Esempi e simulazioni pratiche

Per comprendere meglio l’impatto degli strumenti alternativi, di seguito tre esempi numerici:

  1. Rottamazione-quater: l’azienda Alfa Spurghi ha carichi affidati alla riscossione per un totale di 120.000 euro (capitale 80.000 euro, interessi e sanzioni 40.000 euro) relativi a IVA 2018‑2021. Con la rottamazione-quater pagherà solo 80.000 euro (capitale) più l’aggio e le spese di 4.000 euro, quindi 84.000 euro. Se sceglie il pagamento rateale, potrà diluire la somma in 10 rate da 8.400 euro l’una, scadenti tra luglio 2025 e novembre 2027. Se non paga una rata, perderà la definizione e i versamenti saranno imputati a titolo di acconto .
  2. Composizione negoziata: la società Beta Spurghi ha debiti per 600.000 euro, di cui 300.000 con l’Agenzia delle Entrate. Avvia la composizione negoziata nominando un esperto; durante il percorso ottiene la sospensione delle azioni esecutive e negozia con l’Erario un pagamento del 50 % del debito fiscale in 5 anni. Ottiene l’approvazione del 60 % dei creditori e il tribunale omologa l’accordo .
  3. Concordato minore: l’imprenditore individuale Gamma Spurghi accumula debiti fiscali e bancari per 150.000 euro. Presenta un concordato minore offrendo ai creditori il 40 % in tre anni con proseguimento dell’attività. Il piano è approvato e, dopo aver adempiuto, il tribunale dispone l’esdebitazione residua. L’imprenditore potrà ripartire senza i debiti pregressi .

5. Errori comuni e consigli pratici

Le aziende che ricevono un accertamento fiscale commettono spesso errori per mancanza di informazioni o per superficialità. Di seguito alcuni dei più frequenti e i consigli per evitarli:

  1. Ignorare le comunicazioni – Non leggere le pec e le raccomandate con le notifiche significa perdere i termini per difendersi. Attivare un sistema di gestione della posta certificata e incaricare un professionista di monitorare le scadenze.
  2. Pagare senza verificare – Alcuni contribuenti pagano immediatamente per “chiudere la pratica”. In realtà, verificando la legittimità dell’atto e partecipando al contraddittorio, si possono ottenere significative riduzioni o l’annullamento della pretesa.
  3. Sottovalutare l’importanza del contraddittorio – Molti imprenditori non presentano osservazioni al PVC, perdendo la possibilità di far valere deduzioni. È fondamentale depositare una memoria tecnica dettagliata entro 60 giorni .
  4. Non chiedere la sospensione – In caso di ipoteca o pignoramento, non chiedere la sospensione espone l’azienda al rischio di blocco dei mezzi o dei conti. Occorre presentare subito ricorso con istanza cautelare.
  5. Rivolgersi a consulenti non specializzati – Le procedure tributarie sono complesse; affidarsi a professionisti senza esperienza specifica può portare a errori fatali. Meglio scegliere avvocati e commercialisti esperti in diritto tributario.
  6. Sottovalutare la crisi d’impresa – Continuare l’attività senza un piano di risanamento può aggravare la posizione. Utilizzare la composizione negoziata o il concordato minore consente di ristrutturare i debiti e preservare l’azienda.

6. Domande frequenti (FAQ)

1. Cosa devo fare immediatamente se ricevo un avviso di accertamento?

Leggere attentamente l’atto e verificarne la data di notifica. Contattare subito un professionista per analizzare i motivi della pretesa. Se si tratta di un avviso esecutivo, presentare ricorso entro 60 giorni e richiedere la sospensione dell’esecutività.

2. L’accertamento può essere basato su prove acquisite irregolarmente?

La Cassazione ha chiarito che nel processo tributario non esiste un principio generale di inutilizzabilità delle prove acquisite irregolarmente. Solo se la violazione riguarda diritti costituzionali (domicilio, libertà personale) si applica l’art. 191 c.p.p. . Tuttavia, eventuali irregolarità procedurali possono essere eccepite per dimostrare l’illegittimità dell’accertamento.

3. È vero che ho 60 giorni di tempo per presentare osservazioni al PVC?

Sì. L’art. 12 comma 7 dello Statuto del contribuente e le riforme introdotte dall’art. 6‑bis prevedono un termine di 60 giorni dalla notifica del PVC o dalla comunicazione del progetto di accertamento per presentare osservazioni . Tale termine decorre anche in caso di nuove contestazioni notificate successivamente .

4. Cosa succede se l’ufficio non mi manda il preavviso di accertamento?

L’atto è nullo. L’art. 6‑bis dello Statuto impone il contraddittorio informato ed effettivo per tutti gli atti impugnabili. Se l’ufficio non invia la bozza dell’atto o non concede 60 giorni per rispondere, l’avviso definitivo può essere annullato.

5. Posso aderire all’accertamento dopo aver ricevuto l’avviso definitivo?

Sì, ma entro 15 giorni dalla notifica dell’avviso e solo se l’avviso è stato preceduto dalla comunicazione del progetto . Oltre tale termine, la richiesta di adesione è inammissibile. È consigliabile presentare l’istanza di adesione già nella fase del preavviso per ottenere maggiori benefici.

6. Un veicolo utilizzato per i servizi di spurgo può essere sottoposto a fermo amministrativo?

No, se è dimostrato che il veicolo è strumentale all’attività. L’art. 86, comma 2, del D.P.R. 602/1973 esclude dal fermo i mezzi usati per l’esercizio dell’attività di impresa o professione . È necessario presentare la documentazione entro 30 giorni dalla notifica del preavviso.

7. L’ipoteca può essere iscritta se il debito è inferiore a 20.000 euro?

No. L’art. 77, comma 1-bis, stabilisce che l’ipoteca può essere iscritta solo per crediti superiori a 20.000 euro. Molti giudici ritengono inoltre che debba essere rispettata la soglia di 120.000 euro prevista per l’espropriazione .

8. Cosa fare se ricevo un ordine di pagamento a terzi (art. 72‑bis)?

Verificare che l’ordine sia stato notificato anche al debitore e che contenga l’indicazione del credito. È possibile impugnarlo entro 60 giorni davanti al tribunale ordinario se manca il contraddittorio o se il credito contestato è inesistente. Ricorda che il terzo deve adempiere entro 60 giorni; trascorso questo termine, l’ordine è inefficace .

9. Come si calcola il termine di prescrizione dei tributi?

La decadenza per l’accertamento di IVA e imposte sui redditi è generalmente di 5 anni (fino al 31 dicembre del quinto anno successivo). La prescrizione dei tributi è invece decennale. Le cartelle di pagamento si prescrivono in 10 anni; tuttavia, se l’intimazione di pagamento non è impugnata, il debito diventa definitivo .

10. Quali sono i costi di un ricorso tributario?

Il costo comprende il contributo unificato (variabile in base all’importo contestato), i compensi professionali e l’eventuale cauzione per la sospensione (dal 30 % al 50 % del tributo). Le spese sono rimborsate se il ricorrente vince. Molti studi, come quello dell’Avv. Monardo, offrono preventivi chiari e possibilità di rateizzazione.

11. È possibile conciliare in Cassazione?

Dal 2024 la conciliazione è ammessa anche in Cassazione grazie al D.Lgs. 220/2023 . Le parti possono proporre un accordo che chiuda la lite con riduzione delle sanzioni e interessi. È una procedura nuova che richiede l’assistenza di un avvocato cassazionista.

12. I procedimenti penali influenzano l’accertamento fiscale?

Sì. Nel settore degli spurghi, il conferimento di rifiuti pericolosi in modo illecito può integrare reati ambientali. La Cassazione penale può trasmettere gli atti all’Agenzia delle Entrate per recuperare imposte evase. Tuttavia, la responsabilità penale e quella tributaria restano distinte: l’assoluzione in sede penale non comporta automaticamente l’annullamento dell’accertamento.

13. Posso pagare a rate le somme derivanti da un accertamento con adesione?

Sì. L’atto di adesione prevede il pagamento immediato di almeno un terzo delle imposte e la possibilità di rateizzare la restante somma fino a otto rate trimestrali (o 12 rate se i tributi sono superiori a 50.000 euro). Il pagamento della prima rata produce l’estinzione del giudizio.

14. Cosa succede se la ditta è già in crisi e non può pagare?

È consigliabile valutare l’accesso alla composizione negoziata o al concordato minore. L’azienda può presentare domanda di nomina di un esperto negoziatore e ottenere la sospensione delle azioni esecutive . Nei casi più gravi, l’apertura di una procedura concorsuale consente di ridurre i debiti e ripartire.

15. Esistono aiuti o bonus per le imprese che investono in macchinari ecologici?

La legge di Bilancio 2025 ha prorogato il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0, che può riguardare anche gli autospurghi dotati di sistemi di depurazione tecnologici. L’investimento deve essere realizzato entro il 31 dicembre 2025 e comporta una percentuale di detrazione sull’imposta lorda. È opportuno consultare un commercialista per l’applicazione.

16. Posso proporre reclamo se l’ipoteca è iscritta su un immobile che non mi appartiene più?

In questo caso si può proporre opposizione al giudice ordinario (ex art. 619 c.p.c.) per far dichiarare l’improprietà e cancellare l’ipoteca. È necessario dimostrare il passaggio di proprietà avvenuto prima dell’iscrizione.

17. Che succede se l’ordine di pagamento a terzi riguarda una commessa con la pubblica amministrazione?

Gli enti pubblici sono soggetti all’art. 48‑bis D.P.R. 602/1973, che impone di verificare eventuali debiti prima di pagare. Se l’ordine ex art. 72‑bis interviene su un credito verso la P.A., l’ente deve pagare il Fisco entro 60 giorni o dichiarare l’esistenza di vincoli. Il mancato pagamento del terzo può comportare responsabilità per danni erariali.

18. Cosa può fare l’Avv. Monardo per la mia azienda?

L’Avv. Monardo e il suo team sono specializzati nel difendere aziende contro accertamenti, ipoteche, pignoramenti e procedure esecutive. Offrono un’analisi personalizzata dell’atto, propongono ricorsi, trattative con l’Agenzia delle Entrate, piani di rateizzazione o definizione agevolata, e assistono nelle procedure di crisi d’impresa. Inoltre, coordinano professionisti esperti in diritto bancario e tributario per proteggere l’azienda anche in caso di crisi finanziaria.

19. Posso ottenere la cancellazione dell’ipoteca se l’accertamento è annullato?

Sì. Se il giudice annulla l’avviso di accertamento o la cartella, tutte le misure cautelari decadono. È necessario comunicare la sentenza all’AER e chiedere la cancellazione; se l’ente non provvede entro 30 giorni, si può adire il giudice per ottenere l’ordine di cancellazione .

20. Come posso prevenire future contestazioni?

Attivare un sistema di controllo interno: revisione periodica delle scritture contabili, formazione del personale sulla normativa fiscale e ambientale, consulenza continua con un professionista. È consigliabile predisporre un modello di organizzazione e controllo che tenga conto delle procedure di sicurezza, smaltimento rifiuti e tracciabilità.

Conclusione

Affrontare un accertamento fiscale per un’azienda di spurghi industriali richiede competenza, tempestività e strategia. La normativa tributaria italiana è articolata e in continua evoluzione: la riforma del contraddittorio, la digitalizzazione del processo tributario e le misure di definizione agevolata hanno modificato profondamente il rapporto tra contribuente e Fisco. Le imprese che non si adeguano rischiano sanzioni, ipoteche, fermi amministrativi e persino la compromissione della continuità aziendale.

In questa guida abbiamo illustrato:

  • Le norme e la giurisprudenza più rilevanti: dal D.P.R. 600/1973 al D.P.R. 602/1973, dallo Statuto del contribuente alle recenti sentenze della Cassazione . Conoscere queste fonti consente di individuare vizi e illegittimità.
  • La procedura da seguire dopo la notifica di un atto: contraddittorio, osservazioni, adesione, ricorso, richiesta di sospensione, difesa contro ipoteche, fermi e pignoramenti.
  • Le strategie di difesa: contestazione dei vizi formali, controllo dei termini, impugnazione dell’ipoteca e del pignoramento, negoziazione con l’AER e utilizzo delle procedure di crisi d’impresa.
  • Gli strumenti alternativi: rottamazione-quater, definizione agevolata, transazione fiscale, composizione negoziata, concordato minore e piani del consumatore, per chiudere i debiti o rilanciare l’azienda.
  • Esempi pratici e FAQ per chiarire dubbi e fornire consigli concreti alle imprese.

L’importanza di agire tempestivamente non può essere sottolineata abbastanza. Molti contribuenti, erroneamente, attendono la cartella di pagamento o ignorano l’avviso di accertamento; ciò consente all’Agenzia delle Entrate Riscossione di iscrivere ipoteca o fermo e di pignorare crediti. Solo una reazione immediata, con la presentazione di ricorsi ben motivati e la richiesta di sospensione, può evitare danni irreparabili.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff di avvocati e commercialisti sono al fianco delle imprese di spurghi in questa battaglia. In qualità di cassazionista, Gestore della crisi da sovraindebitamento, professionista fiduciario di un OCC ed esperto negoziatore, l’Avv. Monardo combina competenze giuridiche e fiscali per offrire soluzioni personalizzate, sia in sede di contenzioso sia in ambito stragiudiziale. Il suo team valuta ogni dettaglio degli atti, interviene per sospendere ipoteche e fermi, negozia con il Fisco e struttura piani di risanamento in grado di salvare l’azienda.

📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff sapranno analizzare la tua situazione, individuare le migliori strategie difensive e aiutarti a bloccare fermi, ipoteche, pignoramenti e cartelle. Agire ora è la chiave per proteggere il tuo lavoro, la tua reputazione e il futuro della tua azienda.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!