Introduzione
L’accertamento fiscale è un momento delicato per qualunque impresa, ma lo è ancora di più per le aziende che operano nella videosorveglianza. Questo settore, per sua natura, gestisce grandi quantità di dati sensibili, installa apparecchiature che possono riprendere i dipendenti e mantiene rapporti con numerosi clienti pubblici e privati: tutti elementi che attirano l’attenzione del Fisco e richiedono un rigore assoluto nella tenuta della contabilità e nella compliance privacy e sicurezza sul lavoro. Un avviso di accertamento o una verifica in azienda possono costare caro; oltre alle sanzioni tributarie, la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate possono segnalare irregolarità anche ad altri organismi (Garante privacy, Ispettorato del lavoro, Prefettura), con il rischio di revoca delle autorizzazioni, sospensione dell’attività e responsabilità penale per il titolare.
L’urgenza di reagire è dunque massima: non basta aspettare e sperare che tutto si risolva da sé. Al contrario, è essenziale:
- Analizzare l’atto: verificare la legittimità della notifica, la presenza della firma del dirigente, la motivazione e gli allegati obbligatori (art. 42 D.P.R. 600/1973). Se il Fisco ha depositato l’atto per relationem senza allegare la richiesta di autorizzazione, l’accertamento è nullo .
- Far valere il contraddittorio: con il D.Lgs. 219/2023 e l’art. 6 bis dello Statuto del contribuente, dal 30 aprile 2024 l’Agenzia è tenuta a convocare il contribuente prima di emettere l’atto, indicando le ragioni e concedendo almeno 60 giorni per osservazioni .
- Contestare vizi e illegittimità: molti avvisi sono annullabili perché basati su presunzioni non gravi, perché la contabilità è stata ricostruita senza rispettare la procedura o perché sono stati acquisiti documenti coperti da segreto professionale senza l’autorizzazione del Pubblico Ministero .
- Valutare strumenti deflattivi: accertamento con adesione, definizione agevolata (rottamazione quater) e altre forme di accordo consentono di ridurre le sanzioni fino a un terzo e dilazionare il debito; ma occorre agire nei tempi previsti.
- Proteggere i dati: una videosorveglianza installata senza accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro viola l’art. 4 dello Statuto dei lavoratori e il GDPR e può comportare multe dell’autorità garante ; anche queste violazioni possono emergere durante le verifiche fiscali.
Chi può assisterti
Per muoversi tra norme così articolate serve un professionista esperto. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista e coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti attivi in tutta Italia nel diritto bancario, tributario e nella gestione delle crisi d’impresa. In particolare:
- È cassazionista, quindi può assistere il cliente in tutti i gradi di giudizio sino alla Corte di Cassazione.
- Ricopre il ruolo di Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia ai sensi della L. 3/2012.
- È professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, quindi può attivare strumenti come la composizione negoziata e il concordato minore.
- Collabora con commercialisti specializzati in procedure concorsuali e fiscalisti esperti nella gestione di contenzioso tributario e definizioni agevolate.
Grazie a questa struttura, l’Avv. Monardo è in grado di:
- Analizzare l’avviso o il processo verbale di constatazione, evidenziando vizi formali e sostanziali.
- Presentare istanze di accertamento con adesione, mediazione tributaria o autotutela per ottenere l’annullamento o la riduzione del debito.
- Redigere ricorsi alle Corti di Giustizia Tributaria e gestire la difesa in ogni grado.
- Negoziare con l’Agenzia delle Entrate o l’Agenzia delle Entrate Riscossione per sospendere le procedure esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi) e ottenere piani di rientro o rateizzazioni.
- Attivare strumenti di composizione della crisi: accordi di ristrutturazione, piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata, esdebitazione.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Le norme dell’accertamento fiscale
1.1.1 Avviso di accertamento e requisiti formali
L’avviso di accertamento è l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate rettifica in aumento l’imponibile dichiarato dal contribuente. Affinché sia valido deve rispettare i requisiti previsti dall’art. 42 del D.P.R. 600/1973 (disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi). Tra gli elementi indispensabili:
- Firma del dirigente: l’atto deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o da un delegato, a pena di nullità .
- Motivazione: occorre indicare con chiarezza i fatti, gli importi, le ragioni giuridiche dell’accertamento e i criteri utilizzati. Se la motivazione rimanda a documenti non conosciuti dal contribuente, questi devono essere allegati . La Cassazione ha ribadito che l’amministrazione non può integrare la motivazione in sede contenziosa (ordinanza 21875/2025) e che l’avviso è nullo se i documenti richiamati non sono prodotti .
- Indicazione delle aliquote e del tributo: devono essere specificati imponibile, aliquote applicate e imposte dovute, per consentire la difesa.
Per l’IVA le medesime regole valgono attraverso l’art. 52 del D.P.R. 633/1972, che disciplina accessi, ispezioni e verifiche e prevede l’obbligo dell’autorizzazione per l’ingresso in locali destinati all’esercizio di arti o professioni, nonché il coinvolgimento dell’autorità giudiziaria quando vi sia opposizione o sia necessario acquisire documenti coperti da segreto .
1.1.2 Diritti del contribuente e contraddittorio endoprocedurale
L’art. 7 dello Statuto del contribuente (Legge 212/2000) stabilisce che gli atti dell’amministrazione finanziaria devono contenere l’indicazione dell’ufficio e del funzionario responsabile, nonché essere motivati. L’art. 12 prevede che i controlli fiscali debbano svolgersi nel rispetto dei diritti di riservatezza e dell’integrità aziendale.
Con il D.Lgs. 219/2023 (attuativo della legge delega 111/2023) è stata introdotta una nuova norma, art. 6-bis dello Statuto, che dal 30 aprile 2024 rende obbligatorio il contraddittorio prima dell’emissione di qualunque atto non automatizzato. L’Agenzia deve inviare un invito che indichi:
- i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche dell’accertamento;
- il termine, non inferiore a 60 giorni, entro cui presentare osservazioni o documenti;
- la possibilità di richiedere un incontro .
Il DM 24 aprile 2024 (G.U. n. 100 del 30/04/2024) ha individuato gli atti esclusi dall’obbligo: quelli automatizzati, gli avvisi derivanti da controlli già partecipati dal contribuente, gli accertamenti con adesione e le definizioni agevolate .
L’introduzione del contraddittorio anticipato ha rafforzato le garanzie difensive ma, come evidenziato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNDCEC), presenta alcune criticità: tempi brevi per dossier complessi, rischio di gestioni standardizzate e sovrapposizione con altri istituti .
1.1.3 Procedura di accesso, ispezione e sequestro
Durante una verifica fiscale la Guardia di Finanza o l’Agenzia possono eseguire accessi in azienda, ispezioni e verifiche. L’art. 52 D.P.R. 633/1972 e l’art. 33 D.P.R. 600/1973 autorizzano l’ingresso nei locali destinati all’esercizio di attività economiche e la ricerca di documenti. Tuttavia:
- Per entrare in abitazioni private è necessaria l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica.
- Se durante l’accesso vengono rinvenuti documenti coperti da segreto professionale (per esempio contratti con clienti soggetti a segreto investigativo), gli ispettori devono sigillare il plico e chiedere entro dieci giorni l’autorizzazione all’apertura al giudice. La Cassazione, con l’ordinanza n. 16795/2025, ha stabilito che tale autorizzazione deve intervenire dopo che il contribuente ha fatto valere il segreto, non prima .
- Le autorizzazioni per accessi domiciliari devono essere motivate; se l’autorità giudiziaria si limita a richiamare per relationem la richiesta della Guardia di Finanza senza allegarla, l’atto è nullo (Cass. 25049/2025) .
1.1.4 Presunzioni e conti inattendibili
Gli accertamenti possono essere analitico‑induttivi: quando la contabilità risulta incompleta, falsa o inattendibile, il Fisco può ricostruire i redditi con presunzioni semplici (art. 39 D.P.R. 600/1973), purché gli indizi siano gravi, precisi e concordanti. La Cassazione, con l’ordinanza n. 27118 del 9 ottobre 2025, ha ribadito che se la contabilità è inattendibile l’Agenzia può superare i dati ufficiali e basarsi sulle presunzioni; in tal caso l’onere della prova si inverte: sarà il contribuente a dover dimostrare la correttezza delle scritture . Questa inversione dell’onere della prova, pur legittima, richiede la massima cura nel mantenere registrazioni attendibili per non trovarsi costretti a dimostrare un fatto negativo (l’inesistenza di ricavi occultati) .
1.1.5 Rapporti tra giudizio penale e tributario
Il d.lgs. 74/2000 in materia di reati tributari è stato modificato dal d.lgs. 87/2024. La Cassazione, con ordinanza n. 1144/2025, ha chiarito che l’efficacia della sentenza penale assolutoria nel processo tributario è limitata ai casi di sentenze dibattimentali irrevocabili; non opera invece per le sentenze di non luogo a procedere in udienza preliminare . Ciò significa che un assolvimento penale in fase preliminare non impedisce all’Agenzia delle Entrate di recuperare le imposte.
1.2 Normativa specifica per le imprese di videosorveglianza
Le società che installano sistemi di videosorveglianza devono rispettare non solo la normativa fiscale generale ma anche le regole sulla protezione dei dati personali e sul controllo a distanza dei lavoratori:
- GDPR (Regolamento UE 2016/679) e Codice privacy (d.lgs. 196/2003): la videosorveglianza costituisce trattamento di dati personali e può essere effettuata solo per finalità legittime, con base giuridica adeguata, minimizzazione dei dati e trasparenza. Il Garante privacy ha più volte sanzionato imprese che installavano telecamere senza informativa o con finalità generiche. Nel provvedimento n. 331 del 4 giugno 2025 l’Autorità ha evidenziato che la videosorveglianza deve essere legittima, necessaria e proporzionata, e che i sistemi idonei a monitorare i lavoratori richiedono accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato .
- Statuto dei lavoratori (art. 4 L. 300/1970): vieta l’uso di apparecchiature per il controllo a distanza dell’attività dei dipendenti salvo che sussistano esigenze organizzative o di sicurezza e sia stato raggiunto un accordo con le rappresentanze sindacali o ottenuta l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro. Il provvedimento del Garante n. 201 del 10 aprile 2025 ha sanzionato un ente pubblico che aveva installato telecamere senza informare adeguatamente i dipendenti e senza VIPD (Valutazione d’Impatto), ribadendo l’obbligo di informative precise, valutazione d’impatto e accordo sindacale .
- Art. 114 Codice privacy: rimanda all’art. 4 dello Statuto dei lavoratori, specificando che il datore di lavoro deve rispettare le procedure previste per evitare il controllo a distanza non autorizzato.
L’inosservanza di queste norme comporta sanzioni amministrative, sospensione dell’attività e può essere rilevata durante un accesso fiscale: la Guardia di Finanza, accedendo ai locali, potrebbe segnalare al Garante l’esistenza di telecamere abusive con ricadute penali e civilistiche per l’impresa di videosorveglianza.
1.3 Normativa sulla riscossione e definizioni agevolate
La riscossione dei tributi è disciplinata dalla Legge di bilancio 197/2022 e dalle leggi successive. Gli strumenti più rilevanti per gestire i debiti derivanti da accertamento sono:
1.3.1 Rottamazione quater
La definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 30 giugno 2022 (c.d. rottamazione quater) è stata introdotta dall’art. 1, commi 231 ss., della Legge 197/2022. Consente di estinguere i debiti senza pagare sanzioni, interessi di mora e aggio: il debitore versa solo il capitale e le spese esecutive . Il pagamento può essere effettuato:
- in unica soluzione entro il 31 ottobre 2023;
- oppure in 18 rate: le prime due da versare entro il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023; le successive rate trimestrali da febbraio 2024 a novembre 2027 .
In caso di mancato pagamento di una rata si decade dalla definizione; tuttavia la legge riconosce una tolleranza di cinque giorni. La decima rata è scaduta il 30 novembre 2025 con tolleranza fino al 9 dicembre 2025 . La legge n. 108/2025 di conversione del d.l. 84/2025 ha inserito l’art. 12‑bis nel d.l. n. 84/2025, interpretando l’art. 1, comma 236, della l. 197/2022 nel senso che l’estinzione del giudizio tributario avviene con il pagamento della prima rata e che il giudice deve dichiararla d’ufficio su richiesta delle parti .
1.3.2 Definizioni agevolate di liti pendenti e atti del contenzioso
La legge 197/2022 prevede anche la definizione delle liti pendenti (commi 186‑205): versando una percentuale del valore della lite (dal 15% al 100% a seconda del grado di giudizio e dell’esito), il contribuente può chiudere il contenzioso.
Nel 2025 il governo ha varato ulteriori sanatorie: il d.l. 202/2024, convertito nella legge 15/2025, ha introdotto una nuova definizione agevolata per le liti fiscali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, prevedendo il pagamento del 40% del tributo e l’estensione della definizione alle entrate degli enti territoriali. La legge 108/2025 ha precisato i profili processuali dell’estinzione.
1.3.3 Accertamento con adesione
L’accertamento con adesione è disciplinato dal D.Lgs. 218/1997. Il contribuente che abbia subito un accesso o ricevuto un avviso può presentare domanda all’ufficio per formulare una proposta d’accertamento. Secondo la giurisprudenza e la prassi esposta da operatori del settore:
- la domanda può essere presentata prima o dopo la notifica dell’avviso ;
- l’ufficio ha 15 giorni per convocare il contribuente e proporre l’accordo ;
- se viene raggiunto un accordo, il contribuente versa le somme dovute entro 20 giorni (o in un massimo di 8 rate trimestrali) ;
- la presentazione della domanda sospende per 90 giorni i termini di ricorso e di pagamento ;
- le sanzioni vengono ridotte a un terzo del minimo previsto dalla legge .
L’accertamento con adesione consente di chiudere la fase amministrativa evitando il contenzioso giudiziario, ma richiede la disponibilità dell’ufficio a trattare e la partecipazione attiva del contribuente.
1.3.4 Ravvedimento operoso e altre regolarizzazioni
Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) permette di regolarizzare spontaneamente violazioni tributarie riducendo sanzioni e interessi. Nel 2025 sono entrate in vigore nuove regole (c.d. ravvedimento speciale) che consentono di regolarizzare le imposte non pagate relative agli anni 2021‒2022 versando il tributo e una sanzione pari al 6% in dieci rate.
Altre regolarizzazioni includono il concordato preventivo biennale per le imprese di minori dimensioni, la cooperative compliance per i soggetti con volume d’affari superiore a 1 miliardo, e l’istituto del ravvedimento operoso frazionato per l’IVA.
1.3.5 Strumenti di composizione della crisi
Per le imprese e i titolari che non riescano a pagare i debiti tributari sono previsti strumenti concorsuali e di sovraindebitamento disciplinati dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII – d.lgs. 14/2019) e successive modifiche:
- Accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 57 CCII): l’imprenditore in crisi può stipulare un accordo con creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti, da omologare in tribunale. L’accordo deve assicurare il pagamento integrale dei creditori non aderenti entro 120 giorni dall’omologazione e deve essere corredato da una relazione di un professionista indipendente .
- Concordato minore (artt. 73‑80 CCII): destinato agli imprenditori minori e professionisti. La Cassazione n. 28574/2025 ha precisato che la proposta deve rispettare l’ordine delle cause legittime di prelazione e la par condicio tra i creditori; la violazione di tali regole è causa di inammissibilità .
- Piano del consumatore (art. 67 CCII): riservato ai debitori persone fisiche che non hanno debiti derivanti da attività professionali o imprenditoriali. Il Tribunale di Terni (30 ottobre 2025) ha ribadito che un ex imprenditore non può utilizzare il piano per debiti professionali .
- Liquidazione controllata (artt. 80 ss. CCII): consente di liquidare il patrimonio con l’assistenza di un liquidatore nominato dal giudice.
- Esdebitazione dell’incapiente (art. 14 della L. 3/2012): permette al debitore che abbia concluso una procedura di sovraindebitamento senza soddisfare tutti i creditori di ottenere l’esdebitazione; occorre dimostrare buona fede e cooperazione .
Tali strumenti possono liberare dalle pretese tributarie residue e consentire la prosecuzione dell’attività.
2. Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto
Quando un’impresa riceve un processo verbale di constatazione (PVC) o un avviso di accertamento, il tempo per reagire è limitato. Questa sezione illustra il percorso operativo da seguire per non perdere diritti e per scegliere la migliore strategia difensiva.
1. Verifica della notifica e acquisizione degli atti.
– Assicurarsi che l’atto sia stato notificato presso la sede legale o il domicilio fiscale mediante ufficiale giudiziario o posta elettronica certificata (PEC).
– Richiedere copia integrale del fascicolo amministrativo, compresi gli allegati e gli atti richiamati (art. 42 D.P.R. 600/1973). In mancanza, l’avviso è impugnabile.
2. Analisi della motivazione e dei presupposti.
– Controllare se le contestazioni si fondano su controlli incrociati, su presunzioni o su differenze tra ricavi dichiarati e movimentazioni finanziarie.
– Verificare la attendibilità della contabilità: errori formali possono essere contestati; ma se le scritture sono solide, si può ribaltare la presunzione e la prova rimane a carico del Fisco.
– Valutare se i dati contabili siano stati ricostruiti con metodi analitico‑induttivi e se gli indizi siano effettivamente gravi, precisi e concordanti .
3. Verifica della procedura di accesso.
– Controllare la regolarità dell’autorizzazione per gli accessi domiciliare: deve essere motivata; l’assenza dell’allegato contenente la richiesta dell’amministrazione determina la nullità dell’atto .
– Accertare se sia stato consentito al personale invocare il segreto professionale e se l’apertura dei plichi sia stata autorizzata dal giudice .
4. Richiesta di contraddittorio.
– Se l’invito non è stato ricevuto, si può sollevare l’eccezione di violazione dell’art. 6 bis dello Statuto e chiedere l’annullamento.
– Se l’invito è stato ricevuto, occorre predisporre osservazioni e documentazione da presentare entro 60 giorni. Può essere utile un incontro con l’ufficio per chiarire i punti controversi.
5. Valutazione degli strumenti deflativi.
– Entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso si può presentare domanda di accertamento con adesione: ciò sospende il termine per ricorrere per 90 giorni. L’ufficio formula la proposta; se accettata, il pagamento avviene entro 20 giorni o in otto rate trimestrali e le sanzioni sono ridotte a un terzo .
– In alternativa si può aderire alla definizione agevolata se ricorrono i presupposti (rottamazione quater, definizione di liti pendenti).
6. Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria.
– Se l’accordo non viene raggiunto o se si ritiene l’atto nullo, occorre presentare ricorso entro 60 giorni (90 in alcuni casi) dalla notifica dell’avviso o dal rigetto dell’istanza. Il ricorso va depositato presso la Corte di Giustizia Tributaria competente.
– È possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione dell’atto se vi è pregiudizio grave e irreparabile.
7. Tutela patrimoniale e sospensioni.
– Per evitare pignoramenti o iscrizioni ipotecarie si possono presentare istanze di sospensione all’Agente della riscossione e avviare trattative per un piano di rateizzazione.
– La legge consente di sospendere le procedure per 120 giorni se si attiva la composizione negoziata della crisi d’impresa o la richiesta di omologazione di un accordo di ristrutturazione; l’Avv. Monardo, come esperto negoziatore e gestore della crisi, può attivare queste procedure.
8. Scelte strategiche.
– In base alla solvibilità e alle prospettive dell’impresa si sceglie tra: pagamento integrale, definizione agevolata, accertamento con adesione, ricorso giudiziale, ricorso agli istituti di composizione della crisi.
– Per le società di videosorveglianza l’immagine e l’affidabilità sono cruciali; perciò è spesso preferibile evitare contenziosi che possano pregiudicare i rapporti con la Prefettura o i clienti pubblici, puntando su soluzioni stragiudiziali; tuttavia nei casi di vizi gravi dell’atto conviene adire il giudice per ottenere l’annullamento.
3. Difese e strategie legali per l’impresa di videosorveglianza
Una volta analizzate le norme e la procedura, occorre individuare le linee di difesa più efficaci. Le particolarità delle aziende di videosorveglianza impongono di considerare sia i profili fiscali sia quelli privacy e labour.
3.1 Contestazioni formali dell’atto
1. Mancanza di motivazione – Se l’avviso non indica i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche, ovvero rimanda a documenti non allegati, l’atto è nullo; inoltre l’amministrazione non può integrare la motivazione dopo l’emissione .
2. Violazione del contraddittorio – Dal 30 aprile 2024 l’invio dell’invito al contraddittorio è obbligatorio; la sua assenza comporta l’annullamento dell’atto. Anche in precedenza la giurisprudenza richiedeva il contraddittorio per i tributi armonizzati (IVA) in forza del principio unionale di buona amministrazione.
3. Irregolarità dell’accesso – Se non vi è autorizzazione per l’ingresso in locali abitativi o la richiesta non è allegata, l’accertamento è nullo . In caso di documenti coperti da segreto professionale, la mancata richiesta di autorizzazione al giudice comporta l’inutilizzabilità delle prove .
4. Errata imputazione dei ricavi – La ricostruzione dei ricavi mediante presunzioni deve basarsi su elementi gravi, precisi e concordanti; eventuali errori nel calcolo possono essere contestati.
5. Violazioni privacy – Se l’accertamento scaturisce da una segnalazione del Garante o include contestazioni sull’uso delle telecamere, occorre verificare la legittimità della raccolta delle prove: una registrazione ottenuta in violazione dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori non è utilizzabile in giudizio.
3.2 Difese sostanziali: presunzioni e costi
Le imprese di videosorveglianza sostengono costi elevati per apparecchiature, personale, formazione e procedure autorizzative. In caso di accertamento basato su costi considerati indeducibili o ricavi presunti, si può opporre che:
- Le spese per telecamere, DVR, software di registrazione sono deducibili in quanto strumentali all’attività e devono essere riconosciute come beni ammortizzabili.
- Le spese per licenze e rinnovi di autorizzazioni Prefettizie costituiscono costi deducibili.
- I costi per la protezione dei dati (Privacy officer, analisi d’impatto, cartellonistica, procedure di anonimizzazione) sono spese necessarie per la conformità normativa.
Inoltre, se il Fisco presume ricavi non dichiarati in base al numero di impianti installati o ai corrispettivi medi di mercato, occorre fornire prova contraria attraverso contratti, fatture, listini e registrazioni contabili. La Cassazione 27118/2025 inverte l’onere della prova solo quando la contabilità è palesemente inattendibile ; mantenere scritture complete e registrazioni di ogni commessa è quindi fondamentale.
3.3 Strategie processuali
1. Accertamento con adesione – In molti casi è vantaggioso proporre l’adesione: consente di ridurre le sanzioni a un terzo e di dilazionare il pagamento. Per le imprese di videosorveglianza, che spesso hanno flussi di cassa regolari grazie ai canoni di manutenzione, la rateazione trimestrale è gestibile e permette di preservare le licenze.
2. Mediazione e autotutela – Per controversie fino a 50.000 euro è obbligatoria la mediazione tributaria. Contestualmente si può presentare istanza in autotutela se si ravvisano errori palesi; ad esempio, l’errata indicazione del codice fiscale o la duplicazione di importi.
3. Ricorso – Quando l’atto presenta vizi sostanziali o le presunzioni non sono gravi, occorre ricorrere alla Corte di Giustizia Tributaria. In giudizio si possono sollevare eccezioni di nullità per difetto di motivazione, violazione del contraddittorio, mancato rispetto delle autorizzazioni o per illegittimo utilizzo di registrazioni video. Si può chiedere la sospensione cautelare.
4. Eccezioni penali – In presenza di ipotesi di reato (ad esempio dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti) è necessario coordinare la difesa tributaria con quella penale. La sentenza penale dibattimentale di assoluzione ha efficacia di giudicato nel processo tributario, ma non quella emessa in udienza preliminare . Perciò, se la procura archivia il procedimento, il Fisco può comunque recuperare le imposte.
5. Protezione dei dati e del lavoro – Se il Fisco contesta anche violazioni in materia di videosorveglianza, conviene regolarizzare immediatamente l’impianto: ottenere l’autorizzazione sindacale, aggiornare l’informativa, eseguire la valutazione d’impatto e nominare un DPO. Dimostrare l’avvenuta regolarizzazione riduce l’entità delle sanzioni del Garante e rafforza la difesa.
3.4 Strategie negoziali e concorsuali
Se l’impresa non è in grado di pagare l’intero importo accertato, è necessario valutare gli strumenti di gestione della crisi:
- Accordi di ristrutturazione dei debiti: permettono di negoziare con i creditori (inclusa l’Agenzia delle Entrate) un piano di pagamento con stralcio parziale. Deve essere approvato dal 60% dei creditori e omologato; i creditori non aderenti devono essere pagati integralmente entro 120 giorni . L’accordo può prevedere finanziamenti prededucibili, che la Cassazione 26620/2025 riconosce solo se erogati dopo l’entrata in vigore della norma (31 maggio 2010).
- Concordato minore: destinato a imprenditori sotto soglia (ricavi annui inferiori a 700.000 euro e debiti non superiori a 3 milioni). La proposta deve rispettare l’ordine delle cause legittime di prelazione; il mancato rispetto comporta l’inammissibilità .
- Piano del consumatore: non applicabile ai debiti da attività imprenditoriale; perciò l’ex imprenditore di videosorveglianza che chiude la società ma ha debiti fiscali pregressi non può utilizzare il piano del consumatore .
- Esdebitazione dell’incapiente: consente di liberarsi dai debiti residui dopo aver adempiuto a una procedura di composizione della crisi, a condizione di aver agito in buona fede .
L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi e negoziatore, può strutturare piani che combinano definizioni agevolate e procedure concorsuali, consentendo all’impresa di proseguire l’attività e salvaguardare licenze e contratti.
4. Strumenti alternativi alla contesa: rottamazioni, piani di rientro e composizione negoziata
Questo capitolo approfondisce i principali strumenti a disposizione del debitore per risolvere il debito tributario con soluzioni “stragiudiziali” o concorsuali, con particolare attenzione all’utilizzo pratico per le imprese di videosorveglianza.
4.1 Rottamazione quater e definizioni agevolate
Vantaggi:
- Elimina sanzioni e interessi: si paga solo il tributo e gli oneri di riscossione .
- Consente il pagamento a rate (fino a 18 rate in 5 anni), con scadenze trimestrali; la decima rata scadeva il 30 novembre 2025 ed era considerata tempestiva se pagata entro il 9 dicembre 2025 .
- Sospende le misure esecutive: se si aderisce e si paga la prima rata, decadenze e fermi vengono sospesi.
Requisiti e procedura:
- Presentare la domanda entro i termini (ormai decorso per la quater, ma il legislatore potrebbe riaprire i termini con nuove leggi).
- Attendere la comunicazione delle somme dovute da parte dell’Agente della riscossione.
- Pagare la prima o unica rata. Ai sensi dell’art. 12‑bis, introdotto dalla l. 108/2025, il giudizio tributario si estingue con il pagamento della prima rata e il giudice ne prende atto su richiesta delle parti .
La rottamazione è utile per i debiti già affidati all’Agente della riscossione. Per i nuovi accertamenti, occorre attendere l’iscrizione a ruolo.
4.2 Saldo e stralcio e altre sanatorie
Il saldo e stralcio introdotto dal d.l. 119/2018 (legge 136/2019) è destinato alle persone fisiche con ISEE inferiore a 20.000 euro e consente di cancellare le cartelle relative a imposte non versate pagando una percentuale del capitale (35%, 20% o 16% a seconda dell’ISEE). Nel 2025 non sono state prorogate nuove edizioni, ma potrebbe essere reintrodotto.
4.3 Accertamento con adesione e mediazione
Già trattato al paragrafo 1.3.3, l’accertamento con adesione permette di chiudere la fase amministrativa. La mediazione tributaria è obbligatoria per atti fino a 50.000 euro.
4.4 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Introdotta dal D.L. 118/2021 e disciplinata nel CCII, la composizione negoziata è una procedura riservata alle imprese in difficoltà che consente di trattare con i creditori in via riservata, con l’assistenza di un esperto nominato dalla Camera di Commercio. Il deposito dell’istanza sul portale consente di:
- ottenere misure protettive che sospendono azioni esecutive e cautelari per 120 giorni;
- negoziare moratorie e ristrutturazioni, anche con l’Agenzia delle Entrate;
- concludere contratti ed atti straordinari previa autorizzazione del tribunale.
La composizione negoziata è particolarmente utile per imprese di videosorveglianza con debiti elevati ma con un business ancora redditizio: consente di evitare pignoramenti e salvare la reputazione aziendale.
4.5 Accordi di ristrutturazione e concordato minore
Come visto, l’accordo di ristrutturazione (art. 57 CCII) richiede l’adesione del 60% dei crediti e garantisce il pagamento integrale dei non aderenti. Per le società di videosorveglianza, spesso con pochi creditori istituzionali (banche, Erario), è più semplice negoziare un accordo rispetto a un concordato preventivo ordinario.
Il concordato minore (artt. 73‑80 CCII), disponibile per l’imprenditore minore, permette di proporre un piano di pagamento parziale ai creditori; ma la Cassazione ha stabilito che non si possono derogare le cause legittime di prelazione e che il piano deve rispettare l’ordine dei privilegi .
4.6 Esdebitazione dell’incapiente e liquidazione controllata
Dopo la chiusura di una procedura di sovraindebitamento (accordo, piano o liquidazione), il debitore che non sia riuscito a pagare tutti i creditori può chiedere l’esdebitazione: il giudice verifica la buona fede, l’assenza di dolo e la cooperazione del debitore e cancella il debito residuo .
La liquidazione controllata consente di liquidare i beni in eccesso sotto il controllo del tribunale; al termine, se il ricavato non copre tutti i debiti, si può richiedere l’esdebitazione.
Queste procedure, benché complesse, offrono una “seconda opportunità” e possono essere attivate dall’Avv. Monardo in qualità di gestore della crisi.
5. Errori comuni e consigli pratici
1. Sottovalutare la notifica – Molti contribuenti ignorano la PEC o ritirano la raccomandata in ritardo. L’avviso diventa definitivo trascorsi 60 giorni; al contribuente conviene reagire subito.
2. Non controllare i vizi formali – La mancanza di firma, la carenza di motivazione o l’assenza di allegati possono invalidare l’atto. Verificare sempre la presenza della firma del dirigente e degli atti richiamati.
3. Non chiedere il contraddittorio – Dal 2024 è un diritto. Presentare osservazioni e documenti può convincere l’ufficio a rivedere l’accertamento.
4. Contabilità disordinata – Schede mancanti, fatture smarrite o prima nota incompleta facilitano le presunzioni del Fisco. Tenere una contabilità ordinata è la migliore difesa contro l’inversione dell’onere della prova .
5. Registrazioni video non regolari – Telecamere senza autorizzazione sindacale o informativa possono essere sanzionate dal Garante e inficiare le prove. Adeguare l’impianto alle regole del GDPR e dello Statuto dei lavoratori .
6. Evitare il professionista – Il fai-da-te in materia fiscale è pericoloso. Un avvocato e un commercialista esperti possono individuare soluzioni come l’accertamento con adesione o la definizione agevolata, riducendo il debito e prevenendo il contenzioso.
7. Ignorare le definizioni agevolate – Non aderire alla rottamazione quater o alle liti pendenti quando se ne ha diritto comporta la perdita di una grande opportunità.
8. Non valutare la crisi d’impresa – Accumulare debiti senza attivare gli strumenti di composizione può portare al fallimento. Intervenire per tempo con un accordo di ristrutturazione o un concordato minore salva l’azienda.
6. Tabelle riepilogative
6.1 Norme e giurisprudenza rilevanti
| Norma/Sentenza | Oggetto | Parole‑chiave |
|---|---|---|
| Art. 42 D.P.R. 600/1973 | Requisiti formali dell’avviso di accertamento (firma, motivazione, allegati) | Avviso, firma, motivazione |
| Art. 6 bis Statuto del contribuente (L. 212/2000) | Contraddittorio obbligatorio prima dell’atto; invito con motivazione e termine di 60 giorni | Contraddittorio, invito |
| DM 24 aprile 2024 | Elenco degli atti esclusi dal contraddittorio (atti automatizzati, controlli già partecipati, accertamento con adesione) | Eccezioni |
| Cass. 21875/2025 | Divieto di integrazione postuma della motivazione dell’avviso | Motivazione, nullità |
| Cass. 16795/2025 | Segreto professionale; l’autorizzazione del PM deve intervenire dopo l’invocazione del segreto | Accesso, segreto |
| Cass. 25049/2025 | Nullità dell’accesso domiciliare se l’autorizzazione è motivata per relationem senza allegare la richiesta | Accesso, autorizzazione |
| Cass. 27118/2025 | Contabilità inattendibile; il Fisco può usare presunzioni e invertire l’onere della prova | Presunzioni, onere |
| Cass. 1144/2025 | Efficacia nel processo tributario della sentenza penale dibattimentale; esclusione per il non luogo a procedere | Giudicato penale |
| Garante privacy provv. 4 giugno 2025 | Video sorveglianza; necessità di accordo sindacale e rispetto GDPR | Videosorveglianza, privacy |
| Garante privacy provv. 10 aprile 2025 | Sanzione per telecamere senza informativa specifica e senza VIPD; obbligo di accordo sindacale | Informativa, telecamere |
| Art. 57 CCII | Accordi di ristrutturazione; 60% dei creditori e pagamento integrale dei non aderenti in 120 giorni | Accordi, ristrutturazione |
| Cass. 28574/2025 | Concordato minore; rispetto delle cause legittime di prelazione; inammissibilità della proposta in caso contrario | Concordato minore |
| Trib. Terni 30 ottobre 2025 | Piano del consumatore inammissibile per debiti professionali | Piano del consumatore |
| Cass. 26620/2025 | Finanziamenti prededucibili nell’accordo di ristrutturazione; applicazione solo a finanziamenti successivi al 31 maggio 2010 | Prededuzione |
| Art. 14 L. 3/2012 | Esdebitazione del debitore incapiente; requisiti di buona fede e collaborazione | Esdebitazione |
| L. 108/2025 art. 12‑bis | Estinzione del giudizio tributario con il pagamento della prima rata della definizione agevolata | Rottamazione quater |
6.2 Scadenze principali dell’accertamento e degli strumenti di difesa
| Fase/strumento | Termine (indicativo) | Note |
|---|---|---|
| Ricezione avviso di accertamento | 60 giorni per presentare ricorso | Il termine decorre dalla notifica; sospeso se si presenta domanda di adesione (90 giorni) |
| Contraddittorio preventivo | ≥60 giorni per presentare osservazioni | L’ufficio deve inviare l’invito prima dell’atto; eccezioni previste dal DM 24/04/2024 |
| Domanda di accertamento con adesione | Entro 60 giorni dalla notifica | Sospende i termini di ricorso per 90 giorni |
| Pagamento dell’accordo con adesione | 20 giorni dalla sottoscrizione | Possibile in 8 rate trimestrali |
| Domanda di definizione agevolata (rottamazione) | Scadenza fissata dalla legge (31 ottobre 2023 per la quater) | Pagamento in 18 rate; tolleranza di 5 giorni |
| Rate della rottamazione quater | Scadenze trimestrali (febbraio, maggio, luglio, novembre) | La decima rata (30 novembre 2025) era pagabile entro il 9 dicembre |
| Attivazione di una procedura di crisi (accordo, concordato, ecc.) | Variabile | Consente di sospendere azioni esecutive per 120 giorni e di trattare i debiti |
6.3 Strumenti di composizione della crisi
| Strumento | Destinatari | Requisiti principali | Vantaggi |
|---|---|---|---|
| Accordo di ristrutturazione (art. 57 CCII) | Imprenditori | Approvazione di creditori che rappresentino ≥60% dei crediti; relazione attestatore; pagamento integrale dei non aderenti entro 120 giorni | Stralcio parziale, sospensione azioni esecutive, eventuale prededuzione finanziamenti |
| Concordato minore (artt. 73‑80 CCII) | Imprenditori minori (<700 000 € fatturato) | Proposta deve rispettare prelazioni; approvazione creditori; omologazione; possibile liquidazione parziale | Ristrutturazione debito con pagamento parziale; tutela patrimonio familiare |
| Piano del consumatore (art. 67 CCII) | Consumatori | Debiti non derivanti da attività professionale; attestazione di fattibilità | Riduzione del debito; salvaguardia dei beni essenziali; non applicabile a imprenditori |
| Liquidazione controllata | Debitori sovraindebitati | Nomina di liquidatore; inventario dei beni | Liquidazione del patrimonio con garanzie; accesso successivo all’esdebitazione |
| Esdebitazione dell’incapiente | Debitore persona fisica incapace | Buona fede; collaborazione; incapienza | Cancellazione dei debiti residui |
7. FAQ (Domande frequenti)
1. Cos’è un avviso di accertamento?
L’avviso di accertamento è l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate rettifica i redditi dichiarati e determina maggiori imposte. Deve essere motivato, firmato e notificato al contribuente.
2. Cosa devo fare se ricevo un avviso?
Leggi attentamente l’atto; verifica la firma del dirigente e la motivazione; richiedi gli allegati; consulta un professionista. Entro 60 giorni puoi presentare ricorso o domanda di accertamento con adesione.
3. Sono obbligato a presentare osservazioni nel contraddittorio?
Il contraddittorio è un diritto: puoi decidere di non presentare osservazioni, ma in tal caso perdi l’occasione di correggere o ridurre l’accertamento. Dal 30 aprile 2024 l’invito al contraddittorio è obbligatorio per gli avvisi non automatizzati .
4. Cosa succede se l’Agenzia non mi convoca prima di emettere l’atto?
La mancata attivazione del contraddittorio comporta la nullità dell’avviso. In giudizio puoi eccepire la violazione dell’art. 6 bis dello Statuto del contribuente.
5. L’Agenzia può entrare nella mia abitazione per la verifica?
Solo con autorizzazione del Procuratore della Repubblica e per esigenze motivate. La Cassazione 25049/2025 ha annullato un accesso domiciliare perché l’autorizzazione era motivata per relationem senza allegato .
6. Cosa fare se gli ispettori vogliono aprire documenti coperti da segreto professionale?
Puoi opporre il segreto; gli ispettori sigillano i documenti e richiedono al giudice l’autorizzazione. L’autorizzazione deve arrivare dopo l’eccezione: in caso contrario, la prova è inutilizzabile .
7. Posso registrare gli ispettori durante l’accesso?
Sì, a scopo di documentare le operazioni, purché non interferisca con la verifica e nel rispetto della privacy. Tuttavia non puoi diffondere le immagini senza consenso.
8. Quando conviene l’accertamento con adesione?
Quando vi sono errori materiali o quando si vuole evitare un contenzioso. Offre la riduzione delle sanzioni a un terzo e la rateazione fino a otto rate .
9. Cosa succede se non pago una rata della rottamazione quater?
Decadi dai benefici e devi pagare l’intero debito con sanzioni e interessi; le somme versate restano a titolo di acconto .
10. Posso ancora aderire alla rottamazione quater nel 2025?
I termini ordinari sono scaduti, ma le leggi successive (d.l. 202/2024 e l. 108/2025) hanno previsto la riammissione per chi era decaduto con pagamento entro il 30 aprile 2025. Bisogna verificare eventuali riaperture future.
11. Che differenza c’è tra rottamazione e saldo e stralcio?
La rottamazione consente di pagare il capitale senza sanzioni e interessi; il saldo e stralcio, riservato a persone con ISEE basso, prevede il pagamento di una percentuale del capitale.
12. Le registrazioni delle mie telecamere possono essere usate dal Fisco contro di me?
Se installate in violazione dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori e del GDPR (ad esempio senza accordo sindacale o informativa), le registrazioni sono illegittime e non utilizzabili; inoltre rischi sanzioni dal Garante .
13. Posso usare il piano del consumatore per debiti fiscali della mia azienda?
No. Il piano del consumatore è riservato a debiti personali non legati all’attività professionale; un ex imprenditore non può utilizzarlo per debiti d’impresa .
14. Quali requisiti servono per l’accordo di ristrutturazione?
Occorre la maggioranza del 60% dei crediti, un piano attestato da professionista indipendente e la garanzia di pagamento integrale dei non aderenti entro 120 giorni .
15. Se l’accertamento mi porta al dissesto, posso liberarmi dei debiti?
Sì, dopo aver concluso una procedura di sovraindebitamento (accordo, concordato minore o liquidazione) puoi chiedere l’esdebitazione; devi dimostrare buona fede, incapienza e collaborazione .
16. Quali sanzioni privacy rischia un’impresa di videosorveglianza?
Il Garante privacy può comminare multe fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato per violazioni gravi del GDPR. L’installazione di telecamere senza accordo sindacale comporta sanzioni amministrative e la sospensione dell’impianto .
17. Posso contestare l’accertamento se l’Agenzia ha usato registrazioni di terzi?
Sì: occorre verificare la liceità della fonte. Se le registrazioni provengono da sistemi di videosorveglianza non autorizzati, sono prove inutilizzabili; inoltre l’Agenzia deve dimostrare la loro provenienza.
18. Se pago la prima rata della definizione agevolata, il processo tributario si estingue?
Sì, l’art. 12‑bis introdotto dalla l. 108/2025 stabilisce che l’estinzione del giudizio si realizza con il pagamento della prima rata; il giudice deve dichiararla su richiesta .
19. Serve l’assistenza di un avvocato per la rottamazione?
Non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata: un professionista può verificare se il carico è rottamabile, controllare eventuali vizi e proporre ricorsi per le somme non dovute.
20. L’Agenzia può ispezionare i nostri dispositivi informatici?
Sì, gli ispettori possono esaminare i file aziendali; tuttavia devono rispettare la privacy e non possono acquisire dati coperti da segreto professionale o personale senza autorizzazione. La duplicazione di dati deve essere eseguita con verbale e con la possibilità di far valere i propri diritti.
8. Simulazioni pratiche
8.1 Simulazione di accertamento con adesione
Caso: una società di videosorveglianza riceve un avviso di accertamento per 100.000 euro di maggior imponibile, con sanzioni pari al 100% dell’imposta (50.000 euro) e interessi per 10.000 euro.
| Voce | Importo originario |
|---|---|
| Maggior imponibile | 100.000 € |
| Imposta (ipotizziamo aliquota 24% IRES) | 24.000 € |
| Sanzioni (100%) | 24.000 € |
| Interessi | 2.400 € |
| Totale | 50.400 € |
La società presenta domanda di accertamento con adesione. Dopo il contraddittorio, l’Ufficio accoglie parte delle osservazioni e riduce l’imponibile a 80.000 €.
| Voce | Importo dopo adesione | Note |
|---|---|---|
| Imponibile concordato | 80.000 € | riduzione del 20% |
| Imposta | 19.200 € | 24% di 80.000 € |
| Sanzioni (1/3 del minimo) | 6.400 € | riduzione a 1/3 |
| Interessi | 1.920 € | |
| Totale da versare | 27.520 € |
Il pagamento può avvenire entro 20 giorni o in 8 rate trimestrali da 3.440 euro ciascuna. La società risparmia 22.880 euro rispetto all’atto originario e chiude la controversia.
8.2 Simulazione di rottamazione quater
Caso: un imprenditore individuale nel settore videosorveglianza ha cartelle esattoriali relative agli anni 2012‑2020 per un importo complessivo di 60.000 euro, costituito da:
- Capitale: 30.000 €
- Sanzioni: 20.000 €
- Interessi e aggio: 10.000 €
Con la rottamazione quater non sono dovute sanzioni, interessi e aggio . Il debito definibile è quindi 30.000 € + spese esecutive (supponiamo 1.000 €).
| Modalità di pagamento | Rata | Importo |
|---|---|---|
| Unica soluzione (entro 31/10/2023) | 31.000 € | |
| 18 rate | Prime due rate (10% ciascuna) | 3.100 € cad. |
| 16 rate successive (5%) | 1.550 € cad. |
Se il contribuente ha aderito e paga regolarmente, il giudizio tributario relativo alle cartelle si estingue con il versamento della prima rata .
8.3 Simulazione di accordo di ristrutturazione
Caso: una S.r.l. di videosorveglianza ha debiti complessivi per 400.000 € (200.000 € verso banche, 120.000 € verso il Fisco, 80.000 € verso fornitori). La società presenta un accordo di ristrutturazione con il 60% dei creditori. La proposta prevede:
- Pagamento integrale dei fornitori entro 120 giorni.
- Abbattimento del 40% dei debiti bancari e fiscali, con saldo del residuo in 5 anni.
- Finanziamento prededucibile di 100.000 € per sostenere la continuità aziendale.
Dopo l’omologazione, l’Agenzia delle Entrate non può avviare azioni esecutive; se l’accordo viene eseguito, i debiti residui sono cancellati. Le banche e l’Erario accettano la riduzione perché la proposta è più conveniente rispetto alla liquidazione.
Conclusione
L’accertamento fiscale è un appuntamento inevitabile per le imprese, ma non è una condanna. Nel settore della videosorveglianza, dove l’incrocio di norme fiscali, privacy e lavoro rende tutto più complesso, è fondamentale conoscere i propri diritti e agire tempestivamente.
Le norme analizzate dimostrano che la motivazione dell’avviso, il contraddittorio anticipato, il rispetto delle procedure di accesso e la tenuta corretta della contabilità sono i pilastri di una difesa efficace. Le pronunce più recenti della Cassazione (ordinanze 21875/2025, 16795/2025, 27118/2025, 25049/2025) rafforzano la posizione del contribuente, riconoscendo l’invalidità degli atti privi di motivazione, il rispetto del segreto professionale e la necessità di autorizzazioni specifiche .
Altrettanto importanti sono gli strumenti per definire o dilazionare il debito: rottamazione quater, definizione delle liti pendenti, accertamento con adesione, accordi di ristrutturazione, concordato minore, piano del consumatore (solo per debiti non professionali) ed esdebitazione. Tali istituti consentono di ridurre notevolmente l’esposizione e talvolta di estinguere completamente il debito, a patto di rispettare i requisiti e le scadenze.
Infine, l’impresa di videosorveglianza deve sempre considerare la compliance privacy: telecamere installate senza accordo sindacale o senza valutazione d’impatto comportano multe e invalidano le prove raccolte .
Perché rivolgersi all’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’avvocato cassazionista Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff di avvocati e commercialisti rappresentano una risorsa strategica per chi riceve un avviso di accertamento:
- Competenza trasversale: coniuga diritto tributario, bancario e crisi d’impresa, indispensabile per le imprese di videosorveglianza che operano in un settore regolamentato e ad alta tecnologia.
- Esperienza nazionale: coordina professionisti in tutta Italia e ha maturato pratica in contenziosi complessi e definizioni agevolate.
- Gestore della crisi e negoziatore: può attivare strumenti concorsuali e negoziali (accordo di ristrutturazione, concordato minore, composizione negoziata) salvaguardando la continuità aziendale.
- Cassazionista: assicura assistenza anche nella fase di legittimità dinanzi alla Suprema Corte.
Con un supporto mirato è possibile annullare avvisi viziati, ridurre il debito tramite adesioni o sanatorie, sospendere le azioni esecutive e impostare piani di rientro compatibili con la realtà aziendale.
🔎 Riassumendo:
- Leggi attentamente l’avviso e verifica vizi formali e procedurali.
- Utilizza il contraddittorio anticipato per spiegare la tua posizione.
- Mantieni una contabilità completa e conforme; documenta ogni contratto e transazione.
- Adegua gli impianti di videosorveglianza al GDPR e allo Statuto dei lavoratori.
- Valuta soluzioni deflative e procedure di composizione della crisi.
- Rivolgiti a professionisti qualificati per evitare errori irreparabili.
Call to action
📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff sapranno valutare la tua situazione, individuare i vizi dell’accertamento e difenderti con strategie legali concrete e tempestive, sia in via amministrativa che giudiziale. Agisci ora per proteggere la tua impresa di videosorveglianza da sanzioni, pignoramenti e interruzioni dell’attività.