Laboratorio tarature con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un laboratorio di tarature richiede competenze tecniche, investimenti in apparecchiature di precisione e l’osservanza di normative stringenti. Un aspetto spesso trascurato è la gestione dei debiti tributari, contributivi e bancari, che può diventare una vera minaccia per l’attività. Ricevere cartelle di pagamento, avvisi di addebito o preavvisi di ipoteca genera ansia, soprattutto quando il laboratorio già affronta fluttuazioni di cassa dovute ai ritardi nei pagamenti dei clienti o ai costi degli investimenti. Il rischio è duplice: da un lato le azioni esecutive dell’Agente della riscossione e dell’INPS, dall’altro le pressioni delle banche sui fidi e sui contratti di finanziamento. Ignorare o sottovalutare la questione può portare a blocchi dell’attività, iscrizioni ipotecarie sugli immobili, pignoramenti di macchinari o conti correnti e perfino alla perdita dell’azienda.

In questa guida legale approfondita, aggiornata a febbraio 2026, vengono analizzate le norme e le sentenze più recenti in materia di riscossione e di crisi d’impresa. L’obiettivo è fornire al debitore – in particolare a chi gestisce un laboratorio – gli strumenti per difendersi dal Fisco, dall’INPS e dalle banche. Dopo una panoramica normativa, verranno esposte le procedure passo‑passo per reagire correttamente agli atti notificati, le strategie legali per sospendere o impugnare la pretesa, gli strumenti agevolativi e di composizione della crisi, gli errori da evitare, tabelle di riepilogo, FAQ e simulazioni pratiche.

Perché questo tema è urgente

  • Cartelle esattoriali e avvisi di pagamento vengono notificati sempre più frequentemente a imprese e professionisti, spesso per debiti maturati anni prima. Senza difese tempestive i crediti si trasformano rapidamente in pignoramenti e ipoteche.
  • Le novità legislative introdotte nel 2024–2025 (decreto legislativo n. 110/2024 in materia di riscossione, legge n. 203/2024 sulla rateizzazione contributiva, riforma della giustizia tributaria) impongono di aggiornare le strategie difensive. Ad esempio, il decreto n. 110/2024 prevede che chi dichiara di trovarsi in difficoltà economica e ha somme iscritte a ruolo fino a 120 000 € può chiedere una dilazione fino a 84 rate (2025‑2026), 96 rate (2027‑2028) e 108 rate dal 2029; oltre tale importo si può arrivare a 120 rate mensili .
  • La Corte costituzionale con l’ordinanza n. 81/2024 ha chiarito i limiti di impugnabilità dell’estratto di ruolo , mentre la Corte di cassazione ha emesso decisioni determinanti su avvisi di intimazione (Cass. 17 giugno 2024 n. 16743), pignoramenti (Cass. 16 dicembre 2024 n. 32671) e preavvisi di ipoteca (Cass. 17 settembre 2025 n. 25456). Conoscere questi precedenti aiuta a costruire difese efficaci.
  • La Legge n. 3/2012 (cosiddetta “legge sul sovraindebitamento”) e gli strumenti introdotti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza offrono soluzioni per ristrutturare o cancellare i debiti, ma richiedono una corretta presentazione della domanda e il supporto di professionisti.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un professionista cassazionista con una lunga esperienza nella difesa di contribuenti e imprese sovraindebitate. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti esperti di diritto bancario, finanziario e tributario su tutto il territorio nazionale. Tra le sue qualifiche:

  • Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
  • Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), istituto che assiste i debitori nelle procedure di piano del consumatore e accordi di ristrutturazione;
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, designato per assistere le imprese nella composizione negoziata della crisi.

Lo staff Monardo assicura un’assistenza personalizzata che parte dall’analisi dell’atto ricevuto, prosegue con la valutazione di eccezioni legali (difetti di notifica, prescrizione, difetto di motivazione), la presentazione di ricorsi presso i tribunali tributari o del lavoro, la richiesta di sospensione dell’esecuzione, la trattativa con l’agente della riscossione, l’adesione a rottamazioni o la definizione di piani di rientro. Quando necessario, propone soluzioni giudiziali e stragiudiziali come l’accesso alla procedura di sovraindebitamento o la rinegoziazione dei debiti bancari.

📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.

Contesto normativo e giurisprudenziale

1. La riscossione dei tributi

1.1 Normativa di base

La riscossione dei tributi e delle sanzioni è disciplinata dal D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, integrato da numerose modifiche. Gli articoli principali per il debitore sono:

  • Art. 26: modalità di notifica della cartella di pagamento (raccomandata A/R, posta elettronica certificata – PEC – o notificazione a mani). L’omissione o l’irregolarità della notifica può essere contestata davanti al giudice.
  • Art. 50, comma 2: se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella, l’agente della riscossione deve notificare un avviso di intimazione con l’invito a pagare entro cinque giorni prima di procedere . Tale avviso perde efficacia trascorsi 180 giorni dalla sua notifica .
  • Art. 77, comma 2-bis: l’agente può iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore, ma prima deve notificare il preavviso di iscrizione ipotecaria. La legge definisce il preavviso come un atto “informativo‑sollecitatorio”: informa il contribuente che, a fronte di un debito non pagato, l’agente può procedere all’iscrizione dell’ipoteca e lo invita a saldare entro 30 giorni .
  • Art. 19 del D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546: elenca gli atti impugnabili dinanzi alle Commissioni tributarie (oggi “Corti di giustizia tributaria”), fra cui l’iscrizione ipotecaria e il pignoramento. L’art. 19 comma 3 prevede che, se la cartella o l’intimazione non sono state notificate o sono nulle, la notifica del primo atto esecutivo consente al contribuente di impugnarle congiuntamente .

1.2 La riforma della riscossione (D.Lgs. 110/2024)

Il decreto legislativo 29 luglio 2024 n. 110, adottato in attuazione della delega fiscale, ha riordinato il sistema nazionale della riscossione. Le principali novità sono:

  • Nuova pianificazione annuale dell’attività di riscossione, con raggruppamento dei crediti per codice fiscale .
  • Discarico automatico dei carichi non riscossi entro il quinto anno dall’affidamento (salvo procedure esecutive o accordi di ristrutturazione) .
  • Riaffidamento dei carichi: se dopo il discarico emergono nuovi elementi patrimoniali o reddituali del debitore, l’ente creditore può affidare nuovamente i carichi all’agente .
  • Controlli e responsabilità dell’agente della riscossione .
  • Nuove regole sul preavviso di ipoteca: l’agente deve notificare la cartella anche ai coobbligati solidali prima dell’esecuzione, non basta il solo avviso di intimazione .
  • Dilazione dei pagamenti: l’art. 19 del D.P.R. 602/1973 è stato modificato. Il contribuente che dichiara temporanea difficoltà e ha debiti fino a 120 000 € può ottenere una rateazione fino a 84 rate per le richieste presentate nel 2025‑2026, 96 rate per quelle del 2027‑2028 e 108 rate dal 2029 . Se documenta la difficoltà e il debito supera 120 000 €, può chiedere fino a 120 rate mensili, indipendentemente dalla data della richiesta .
  • Sospensione della prescrizione per i coobbligati solidali: se il debitore ottiene la rateazione, la prescrizione del credito si sospende anche per i coobbligati .
  • Compensazione tra rimborsi e debiti: l’agente può notificare al contribuente una proposta di compensazione tra il debito iscritto a ruolo e le somme a rimborso .

1.3 Definizioni agevolate e rottamazioni

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse misure di “pace fiscale”, tra cui rottamazioni e definizioni agevolate. La rottamazione‑quater (Legge di bilancio 2023 n. 197/2022) ha permesso di estinguere i debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo l’imposta e le spese notifica, senza interessi e sanzioni. La definizione agevolata 2025, proposta nella bozza di legge delega e oggetto di un dossier del Senato, estenderebbe la sanatoria ai debiti affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 permettendo di scegliere fino a 120 rate con prima rata al 31 luglio 2025 e senza interessi né sanzioni . Anche se la legge è in corso di approvazione, il riferimento evidenzia la direzione delle politiche di riscossione.

1.4 Avviso di intimazione e pignoramento: giurisprudenza recente

  • Cassazione, Sezioni Unite, 14 aprile 2020 n. 7822: ha stabilito che la conoscenza del primo atto esecutivo (pignoramento) è equipollente a una valida notifica della cartella o dell’intimazione. Se il contribuente non ha ricevuto la cartella, può impugnarla unitamente al pignoramento .
  • Cassazione, 17 giugno 2024 n. 16743: ha chiarito che l’avviso di intimazione non rientra tra gli atti elencati dall’art. 19 del D.Lgs. 546/1992; dunque il contribuente non è obbligato a impugnarlo immediatamente per contestare la prescrizione. È sufficiente attendere una successiva intimazione o azione esecutiva per eccepire la prescrizione .
  • Cassazione, Sez. Tributaria, 16 dicembre 2024 n. 32671: ha affermato che, se la cartella non è stata notificata, il contribuente deve impugnare il atto di pignoramento presso terzi (ex art. 19, comma 1, lett. d, D.Lgs. 546/1992) poiché la notifica del pignoramento ha valore equipollente alla notifica della cartella e consente di esercitare il diritto di difesa . In altri termini, impugnare solo l’intimazione non consente di far valere vizi della cartella se il termine di decadenza è scaduto.

1.5 Preavviso di ipoteca: contenuto e Cassazione 2025

Il preavviso di iscrizione ipotecaria non è l’ipoteca ma una comunicazione che deve precedere l’iscrizione di almeno 30 giorni. La legge richiede che contenga alcune informazioni essenziali, ma non è un atto esecutivo. La Cassazione (ordinanza n. 25456 del 17 settembre 2025) ha precisato che il preavviso è valido se contiene due soli elementi:

  • Il titolo del debito: indicazione della cartella o dell’avviso che ha generato il debito;
  • L’entità del credito: importo complessivo dovuto, comprensivo di sorte, sanzioni e interessi .

Non è necessaria alcuna specificazione dell’immobile da ipotecare. La comunicazione, secondo la Corte, serve solo a informare il debitore del debito e a sollecitare il pagamento; quindi, la mancata indicazione del bene non ne comporta la nullità .

1.6 Impugnabilità dell’estratto di ruolo

L’estratto di ruolo è la copia del ruolo esattoriale rilasciata dall’agente della riscossione. Per anni i contribuenti lo impugnavano per contestare l’esistenza di cartelle mai notificate. Il D.L. 146/2021 ha introdotto all’art. 12 del D.P.R. 602/1973 il comma 4‑bis, limitando l’impugnabilità dell’estratto: è possibile opporsi solo se l’omessa notifica pregiudica la partecipazione a gare o il pagamento di rimborsi. La Corte costituzionale (ordinanza n. 81/2024) ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate, confermando la validità della norma . Ciò significa che, salvo casi particolari, il contribuente non può più ricorrere contro l’estratto di ruolo ma deve attendere la notifica di un atto esecutivo.

2. La riscossione dei contributi INPS/INAIL

2.1 Avviso di addebito

A differenza delle cartelle esattoriali, i contributi previdenziali sono riscossi mediante l’avviso di addebito, che ha natura di titolo esecutivo e sostituisce la cartella. Secondo l’INPS:

  • L’avviso può essere notificato tramite PEC, raccomandata A/R, messi comunali o polizia locale .
  • Il pagamento deve avvenire entro 60 giorni; trascorso tale termine il debito è affidato all’agente della riscossione con l’aggravio di spese .
  • Fino al 31 dicembre 2021 era dovuto un compenso di riscossione (3% o 6% dell’importo a seconda del tempo di pagamento); dal 2022 restano solo le spese di notifica .
  • Entro 40 giorni dalla notifica il debitore può proporre opposizione al giudice del lavoro; il giudice può sospendere l’esecuzione, ma la sospensione deve essere comunicata all’agente .

2.2 Rateazione dei debiti contributivi (normativa fino al 2025)

L’INPS prevede la rateizzazione in fase amministrativa per i debiti contributivi non ancora affidati alla riscossione. Secondo la normativa vigente:

  • Il debitore può ottenere la dilazione fino a 24 rate mensili; in casi eccezionali (ad esempio calamità naturali, procedure concorsuali, temporanea carenza di liquidità) il Ministero del Lavoro può autorizzare l’estensione a 36 rate .
  • In presenza di oggettiva incertezza dell’obbligo contributivo o responsabilità di terzi, la dilazione può arrivare a 60 rate .
  • La rateazione comporta il pagamento di interessi di dilazione e la rinuncia a eccezioni e impugnazioni relative ai debiti rateizzati .
  • Il mancato pagamento di due rate anche non consecutive comporta la decadenza dal beneficio e il trasferimento del debito all’agente della riscossione .

2.3 Nuova rateazione 2026 (Legge 203/2024 e decreto MLPS/MEF 2025)

La legge 30 dicembre 2024 n. 203 (legge di bilancio 2025) ha delegato il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia ad adottare un decreto per consentire la rateazione dei debiti INPS e INAIL fino a 60 mesi. Il decreto congiunto MLPS‑MEF, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 278 del 29 novembre 2025, stabilisce che:

  • La rateazione riguarda solo le somme non ancora affidate alla riscossione e mira a semplificare le procedure .
  • Se il debito non supera 500 000 €, il contribuente può ottenere fino a 36 rate mensili dichiarando una temporanea difficoltà economico‑finanziaria .
  • Per debiti superiori a 500 001 €, la rateazione può estendersi a 60 rate in presenza di comprovate difficoltà .
  • È possibile richiedere una nuova rateazione anche se è in corso una precedente dilazione .
  • La domanda dovrà essere presentata esclusivamente via telematica; i dettagli applicativi saranno fissati da INPS e INAIL entro 60 giorni .

Queste nuove regole offrono una valvola di sfogo ai laboratori che hanno accumulato contributi non versati; tuttavia occorre monitorare l’adozione delle circolari esecutive.

3. Crisi d’impresa, sovraindebitamento e negoziazione

3.1 Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021)

La composizione negoziata della crisi d’impresa, introdotta con il D.L. 24 agosto 2021 n. 118, convertito in legge n. 147/2021 e confluito nel Codice della crisi d’impresa, è un percorso volontario e riservato per tutte le imprese in difficoltà:

  • L’imprenditore richiede la nomina di un esperto indipendente tramite una piattaforma nazionale. L’esperto facilita le trattative con i creditori per individuare soluzioni sostenibili (accordi di ristrutturazione, cessioni di rami d’azienda, moratorie) .
  • La procedura è stragiudiziale, l’imprenditore conserva la gestione e il controllo dell’azienda e non si apre un concorso dei creditori .
  • Possono accedere anche imprese agricole e microimprese; non esistono limiti dimensionali, rendendo lo strumento idoneo ai laboratori di tarature.

L’Avv. Monardo, in quanto esperto negoziatore, può assistere il debitore nell’attivazione della procedura, nella predisposizione del piano e nelle trattative con banche e fornitori.

3.2 Procedura di sovraindebitamento (Legge 3/2012)

La Legge 27 gennaio 2012 n. 3 (modificata dal Codice della crisi) disciplina le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento per i debitori non fallibili (consumatori, professionisti, imprenditori minori). L’art. 6 prevede che la procedura consenta al debitore di accordarsi con i creditori e superare la condizione di squilibrio . La legge definisce “sovraindebitamento” come lo squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile che determina l’incapacità del debitore di far fronte ai debiti in modo regolare .

Gli strumenti previsti sono tre:

  1. Piano del consumatore: rivolto alle persone fisiche, consente di proporre ai creditori un piano di rientro assistito dall’OCC. L’art. 7 richiede che il piano indichi tempi e modalità di pagamento, classifichi i creditori e illustri eventuali garanzie . Il tribunale valuta la meritevolezza e omologa il piano.
  2. Accordo di ristrutturazione dei debiti: destinato a imprenditori minori e professionisti; richiede l’approvazione dei creditori che rappresentano almeno il 60% dei debiti. Una volta omologato, è vincolante per tutti.
  3. Liquidazione del patrimonio: comporta la cessione dei beni del debitore e la distribuzione del ricavato; può essere richiesta in alternativa o a seguito del piano/accordo e si conclude con l’esdebitazione (cancellazione dei debiti residui). La legge consente l’esdebitazione al termine della procedura, permettendo un “fresh start” per ripartire.

Per le società (come i laboratori) che non rientrano nella definizione di consumatore ma sono sotto la soglia di fallibilità, l’accordo di ristrutturazione e la liquidazione del patrimonio sono strumenti utili.

Procedura passo‑passo: cosa fare dopo la notifica di un atto

1. Cartella di pagamento dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione

  1. Ricezione: la cartella deve essere notificata tramite PEC, raccomandata o messo notificatore. Verificare data e modalità; se la notifica è a mezzo PEC, controllare che la ricevuta di consegna sia intestata all’indirizzo corretto.
  2. Verifica del contenuto: la cartella deve indicare gli estremi dell’atto che ha originato il debito (avviso di accertamento o ruolo), l’importo di imposta, sanzioni, interessi e spese e i termini per il pagamento.
  3. Termine per il pagamento: entro 60 giorni si può versare l’intero importo oppure rateizzare (vedi paragrafo sulla dilazione). Il pagamento entro il termine evita l’iscrizione di ipoteca o pignoramenti.
  4. Eccezioni da valutare:
  5. Notifica inesistente o nulla (indirizzo errato, raccomandata senza avviso di ricevimento, notifica a persona non legittimata). La giurisprudenza ammette l’opposizione contro la cartella e i successivi atti in mancanza di notifica .
  6. Prescrizione: i tributi erariali si prescrivono in dieci anni (imposte dirette, IVA) o cinque anni (contributi INPS) dalla data in cui il tributo è diventato definitivo. Verificare se la cartella sia stata notificata oltre il termine.
  7. Vizi di motivazione: se l’atto non espone l’origine del debito o non allega gli atti presupposti.
  8. Impugnazione: entro 60 giorni dalla notifica si può proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria competente. L’istanza può essere proposta anche tramite PEC.
  9. Richiesta di sospensione: unitamente al ricorso si può chiedere la sospensione dell’esecuzione se vi è pericolo di danno grave e irreparabile.

2. Avviso di intimazione (art. 50 D.P.R. 602/1973)

L’avviso di intimazione invita a pagare entro cinque giorni. Seguire questi passaggi:

  1. Controllare la data della cartella: se è trascorso più di un anno dalla notifica, l’avviso è obbligatorio; altrimenti la procedura è nulla.
  2. Verificare la conformità: l’avviso deve essere redatto secondo il modello ministeriale, indicare la cartella a cui si riferisce e l’importo .
  3. Decidere se impugnare: secondo la Cassazione 2024 non è necessario impugnare l’intimazione per eccepire la prescrizione . Tuttavia, dopo la riforma del 2025 alcune sentenze (ordinanza n. 25456/2025) equiparano l’avviso di intimazione all’avviso di mora; conviene impugnare se si ritiene prescritta la cartella.
  4. Preparare l’opposizione: l’azione rientra nel ricorso tributario (art. 19 D.Lgs. 546/1992) o nell’opposizione agli atti esecutivi se si contesta il pignoramento.

3. Preavviso di ipoteca

  1. Leggere attentamente: la comunicazione deve indicare il titolo del debito (cartella/avviso) e l’importo . La legge non richiede che venga individuato l’immobile; quindi non costituisce un vizio se il bene non è specificato .
  2. Verificare la tempistica: l’iscrizione dell’ipoteca può avvenire solo dopo 30 giorni dalla notifica del preavviso. Se l’iscrizione avviene prima, è nulla.
  3. Motivi di opposizione:
  4. Mancata notifica della cartella o dell’avviso di intimazione.
  5. Prescrizione del credito.
  6. Carenza di competenza dell’agente (ad esempio importi sotto 20 000 € non consentono l’ipoteca fiscale).
  7. Presentare ricorso: l’iscrizione ipotecaria è impugnabile entro 60 giorni dinanzi alla Corte di giustizia tributaria.

4. Pignoramento e primi atti esecutivi

Se il debito non viene pagato, l’agente può procedere con pignoramenti mobiliari, immobiliari o presso terzi (ad esempio sui crediti verso clienti). Le azioni da compiere sono:

  1. Esame del pignoramento: verificare la notifica. Se la cartella non è mai stata notificata, il pignoramento costituisce la prima conoscenza del debito e può essere impugnato entro 60 giorni .
  2. Opposizione agli atti esecutivi: si propone davanti alla Corte di giustizia tributaria per contestare vizi formali della cartella o dell’intimazione.
  3. Accordo con il creditore: in alcuni casi è possibile chiedere all’agente la conversione del pignoramento in rateizzazione versando una somma pari a un quinto del credito e garantendo la restante parte.
  4. Verifica dell’iscrizione ipotecaria: nei pignoramenti immobiliari l’ipoteca deve essere stata preceduta dal preavviso; in caso contrario è nulla.

5. Avviso di addebito INPS e riscossione contributiva

  1. Notifica: controllare la modalità di notifica e l’indicazione dell’importo; se mancano gli estremi del contributo o la notifica è irregolare, l’atto è impugnabile.
  2. Pagamento o ricorso: il debito deve essere pagato entro 60 giorni; entro 40 giorni può essere proposto ricorso al tribunale del lavoro con domanda di sospensione .
  3. Rateazione: prima che il debito sia affidato alla riscossione, è possibile chiedere la dilazione fino a 24, 36 o 60 rate a seconda delle condizioni . Dal 2026, in base al decreto MLPS/MEF 2025, si potrà richiedere fino a 60 rate per debiti superiori a 500 001 € .
  4. Esame del DURC: le irregolarità contributive compromettono l’emissione del Documento Unico di Regolarità Contributiva, necessario per lavorare con la pubblica amministrazione. Fare richiesta di rateazione permette di ottenere un DURC “in corso di validità”.

6. Rapporti con le banche

Oltre ai debiti fiscali e contributivi, molti laboratori hanno esposizioni con istituti di credito sotto forma di mutui, leasing o aperture di credito. Le banche, in caso di inadempimento, possono avviare esecuzioni immobiliari e pignoramenti. Per evitare ciò:

  1. Esaminare i contratti di finanziamento: verificare la presenza di clausole vessatorie o tassi usurari. Il Codice civile (art. 1284), la legge sull’usura (L. 108/1996) e la giurisprudenza permettono di contestare gli interessi eccedenti il tasso soglia e recuperare le somme pagate in eccesso.
  2. Valutare la procedura di rinegoziazione: in caso di difficoltà temporanea, è possibile richiedere la rimodulazione del mutuo o la sospensione delle rate. Molti contratti includono piani di rientro o clausole di moratoria.
  3. Ricorrere a strumenti di composizione: l’accordo di ristrutturazione dei debiti e la composizione negoziata sono estendibili ai debiti bancari, poiché coinvolgono tutti i creditori. Con l’assistenza dell’esperto è possibile ottenere tagli del debito o allungamento delle scadenze.
  4. Verificare l’esistenza di garanzie personali o fideiussioni: spesso le banche richiedono fideiussioni redatte con moduli predisposti dall’ABI. Nel 2017 la Banca d’Italia ha dichiarato illegittime le clausole uniformi di fideiussione conformi allo schema ABI; pertanto è possibile chiedere la nullità delle fideiussioni e liberare il garante.

Difese e strategie legali

1. Contestare vizi di notifica e di motivazione

Molti debiti derivano da cartelle mai notificate o notificate a indirizzi errati. Se il laboratorio non ha ricevuto l’atto, può contestarne l’inesistenza o la nullità dinanzi alla Corte di giustizia tributaria. La notifica irregolare comporta l’invalidità dell’atto e dei successivi. È essenziale procurarsi la prova della mancata notifica (ad esempio chiedendo all’Agenzia delle Entrate la copia della relata), perché dopo la riforma del 2021 l’estratto di ruolo non è più impugnabile salvo casi limitati .

La carenza di motivazione si verifica quando la cartella non riporta l’origine del debito, non indica gli atti presupposti o contiene errori di calcolo. La giurisprudenza richiede che l’avviso di intimazione contenga il riferimento alla cartella e che quest’ultima sia allegata o richiamata. Nel caso di preavviso di ipoteca, come visto, è sufficiente l’indicazione del titolo del debito e dell’importo .

2. Eccepire la prescrizione

Ogni credito ha un termine di prescrizione: ad esempio, i tributi erariali si prescrivono in dieci anni, le sanzioni amministrative in cinque anni, i contributi INPS in cinque anni. Se l’agente notifica atti esecutivi oltre tali termini, il laboratorio può eccepire la prescrizione. La Cassazione 2024 ha precisato che l’eccezione può essere sollevata anche impugnando un intimazione successiva .

3. Richiedere la sospensione e il riesame

In presenza di motivi validi, il debitore può chiedere all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione la sospensione legale (ad esempio quando ha già pagato il tributo o ha ottenuto la sospensione giudiziale) o la sospensione amministrativa (per errore di persona, omessa sgravio, prescrizione, sentenza favorevole). La richiesta interrompe le azioni esecutive fino all’esito dell’istruttoria.

4. Rateizzazione e definizioni agevolate

Accedere alla rateizzazione permette di diluire il pagamento e bloccare le procedure esecutive. Con il decreto n. 110/2024 si possono ottenere piani fino a 84, 96, 108 o 120 rate a seconda dell’importo e dell’anno di richiesta . È importante rispettare puntualmente le scadenze: il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, comporta la decadenza. Per i debiti contributivi si applicano le regole INPS illustrate.

Le rottamazioni e le definizioni agevolate consentono di pagare solo l’imposta e le spese, eliminando sanzioni e interessi . Tuttavia hanno scadenze ravvicinate e richiedono il pagamento dell’intero importo dovuto per i tributi che non rientrano nella sanatoria. L’Avv. Monardo può verificare se il laboratorio rientra nelle definizioni agevolate e presentare la domanda entro i termini.

5. Ricorsi giudiziali e opposizioni

  • Ricorso tributario: si propone entro 60 giorni dalla notifica della cartella, dell’intimazione, dell’iscrizione ipotecaria o del pignoramento. Il ricorso deve essere motivato e documentato; è possibile chiedere la sospensione e, in caso di vittoria, il rimborso delle spese.
  • Opposizione al giudice del lavoro: per gli avvisi di addebito INPS, entro 40 giorni. L’assistenza di un avvocato è obbligatoria.
  • Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) e opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.): quando il pignoramento è già in corso. Ad esempio, se il laboratorio ritiene che l’iscrizione ipotecaria sia nulla per mancata notifica del preavviso, può proporre opposizione entro termini stringenti.

6. Strategie bancarie: anatocismo, usura e rinegoziazione

  1. Anatocismo: molte banche capitalizzano gli interessi passivi trimestralmente, generando ulteriori interessi (anatocismo). A seguito della delibera CICR del 2016, l’anatocismo è vietato se non previsto da un contratto sottoscritto dopo l’entrata in vigore della norma. È possibile chiedere la restituzione degli interessi illegittimi.
  2. Usura bancaria: confrontare il tasso applicato con il tasso soglia pubblicato trimestralmente dal MEF. Se il TAEG supera il tasso soglia, il contratto è usurario e il debitore ha diritto alla restituzione degli interessi pagati e alla riduzione del debito.
  3. Nullità delle fideiussioni: se la banca ha richiesto una fideiussione conforme allo schema ABI censurato dalla Banca d’Italia, la clausola può essere dichiarata nulla. In questo caso il fideiussore può essere liberato.
  4. Piano di rientro e ristrutturazione: con la composizione negoziata o l’accordo di ristrutturazione dei debiti, il laboratorio può ottenere una riduzione del tasso, una moratoria sulle rate o l’allungamento della durata. È fondamentale presentare un piano sostenibile che dimostri la capacità di generare flussi di cassa.

7. Accesso alle procedure di sovraindebitamento

Se la situazione debitoria è insostenibile, il laboratorio può accedere alle procedure della Legge 3/2012. I passi sono:

  1. Rivolgersi a un OCC: individuare l’organismo nel cui circondario è la sede del laboratorio. L’Avv. Monardo, come professionista fiduciario, può presentare l’istanza e predisporre la documentazione.
  2. Redigere il piano o l’accordo: per i laboratori costituiti come società di persone o imprese minori è possibile proporre un accordo di ristrutturazione; per i titolari individuali il piano del consumatore.
  3. Elenco dei creditori e attestazione di veridicità: il piano deve includere l’elenco dettagliato di creditori, debiti, garanzie e patrimonio .
  4. Omologazione e attuazione: una volta approvato dal tribunale, il piano diventa vincolante. Il mancato rispetto comporta la decadenza e il ritorno delle azioni esecutive.
  5. Esdebitazione: al termine della procedura e dopo aver adempiuto agli obblighi previsti, il debitore ottiene l’esdebitazione residua e può ripartire.

Strumenti alternativi e agevolativi

1. Transazioni fiscali e accordi quadro con l’Agenzia delle Entrate

Oltre alle rateazioni ordinarie, è possibile negoziare transazioni fiscali in sede di concordato preventivo o accordi di ristrutturazione. In questi casi, l’Agenzia può accettare un pagamento ridotto rispetto all’intero importo, purché la proposta sia più conveniente della liquidazione giudiziale. Con la riforma del 2023 la transazione fiscale è stata estesa anche alle procedure di sovraindebitamento per imprese minori.

2. Compensazione tra crediti e debiti

Il decreto n. 110/2024 prevede che l’agente della riscossione possa proporre al debitore la compensazione tra il debito iscritto a ruolo e i rimborsi fiscali spettanti . Questa modalità permette di estinguere parzialmente il debito senza esborso di denaro. Per i laboratori che vantano crediti IVA o per imposte dirette, la compensazione può rappresentare una soluzione immediata.

3. Rottamazioni, stralci e definizioni agevolate

Le misure di pace fiscale non sono sempre previste, ma quando vengono introdotte offrono opportunità importanti. La rottamazione‑quater e la definizione agevolata 2025 (non ancora definitiva) consentono di estinguere debiti decennali con il pagamento del solo capitale . È consigliabile monitorare costantemente eventuali decreti attuativi e rivolgersi a professionisti per presentare le domande.

4. Previdenza: condoni e saldo e stralcio dei contributi

Anche nell’ambito previdenziale sono stati previsti interventi di saldo e stralcio. In passato la legge 145/2018 (pace contributiva) ha permesso di sanare i debiti INPS fino a 1 000 € annullandoli d’ufficio. Altre misure sono state annunciate nella legge di bilancio 2025, ma occorrerà attendere i decreti attuativi.

5. Incentivi per la ristrutturazione delle PMI

Il Fondo per la prevenzione del sovraindebitamento delle famiglie e delle PMI, istituito presso il Ministero dell’Economia, concede garanzie e contributi per favorire la rinegoziazione dei debiti con banche e fornitori. Inoltre, il Fondo di garanzia per le PMI (art. 1, L. 662/1996) copre parte del rischio nei finanziamenti concessi a imprese in difficoltà ma con un piano di risanamento credibile.

Errori comuni e consigli pratici

Gestire i debiti è complesso; ecco gli errori più frequenti e i consigli pratici per evitarli:

  1. Ignorare gli atti notificati: non aprire o non leggere le PEC e le raccomandate è l’errore peggiore. Ogni atto ha termini perentori; superati i termini, difendersi diventa più difficile.
  2. Pagare senza verificare: molti contribuenti pagano la cartella per timore, senza verificare se il debito è prescritto, duplicato o già pagato. Un controllo accurato può far emergere errori e portare all’annullamento dell’atto.
  3. Non chiedere la sospensione: in presenza di motivi validi (ricorso pendente, sgravio, rateazione) è possibile ottenere la sospensione delle azioni esecutive. Non farlo comporta il rischio di pignoramenti.
  4. Gestire autonomamente procedure complesse: l’accesso alle procedure di sovraindebitamento o alla composizione negoziata richiede competenze legali e contabili. Un piano sbagliato può essere rigettato dal tribunale.
  5. Omettere la verifica delle fideiussioni: molte garanzie bancarie sono invalide; contestarle può liberare i garanti e alleggerire il debito.
  6. Confondere rottamazioni e rateazioni: la rottamazione prevede il pagamento di tutto il capitale in poche rate, mentre la rateazione ordinaria diluisce il debito ma non elimina sanzioni e interessi. Scegliere l’opzione sbagliata può creare problemi di liquidità.
  7. Non programmare il cash flow: la rateizzazione è efficace solo se supportata da un piano finanziario realistico. Prima di chiedere 120 rate occorre valutare se il laboratorio sarà in grado di sostenere le rate nel lungo periodo.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Principali atti della riscossione e termini di impugnazione

AttoRiferimento normativoContenuto essenzialeTermine per il ricorso
Cartella di pagamentoArt. 26, D.P.R. 602/1973Titolo esecutivo con indicazione del debito, sanzioni e interessi60 giorni dalla notifica
Avviso di intimazioneArt. 50, comma 2, D.P.R. 602/1973Invito a pagare entro 5 giorni; fa decadere dopo 180 giorni60 giorni se si impugna; non obbligatorio
Preavviso di ipotecaArt. 77, comma 2-bis, D.P.R. 602/1973Comunicazione informativa‑sollecitatoria; indica il titolo e l’importo60 giorni dalla notifica per impugnare l’iscrizione
Iscrizione ipotecariaArt. 77, D.P.R. 602/1973Iscrizione sui beni immobili dopo 30 giorni dal preavviso60 giorni dal perfezionamento
Pignoramento presso terziArt. 72-bis, D.P.R. 602/1973Atto di espropriazione su crediti e somme del debitore60 giorni; contestazione ex art. 19, comma 1, lett. d, D.Lgs. 546/1992
Avviso di addebito INPSArt. 30, D.L. 78/2010Titolo esecutivo per contributi previdenziali40 giorni al giudice del lavoro

Tabella 2 – Dilazioni e rateazioni

Ente / NormaImporto del debitoNumero di rateCondizioni
Agenzia delle Entrate‑Riscossione (D.Lgs. 110/2024)Fino a 120 000 €84 rate (richieste 2025–2026); 96 rate (2027–2028); 108 rate (dal 2029)Dichiarazione di temporanea difficoltà
Oltre 120 000 €Fino a 120 rateDocumento che provi l’obiettiva difficoltà
INPS – dilazione amministrativa (fino al 2025)Debiti contributivi24 rate; prorogabile a 36 per calamità; 60 per incertezza o terziInteresse di dilazione; rinuncia alle eccezioni
INPS/INAIL – decreto MLPS/MEF 2025Fino a 500 000 €Fino a 36 rateDichiarare temporanea difficoltà
Oltre 500 001 €Fino a 60 rateDifficoltà comprovata; domanda via telematica

Tabella 3 – Strumenti di composizione della crisi

StrumentoDestinatariCaratteristicheVantaggi
Composizione negoziataTutte le imprese, senza limitiProcedura volontaria e confidenziale con nomina di un esperto indipendenteMantiene la continuità aziendale; negoziazione stragiudiziale con i creditori
Piano del consumatore (L. 3/2012)Persone fisiche e imprenditori minoriProposta ai creditori con assistenza dell’OCC; approvata dal tribunaleRateazione sostenibile e riduzione dei debiti; esdebitazione finale
Accordo di ristrutturazioneProfessionisti, imprenditori minori, società non fallibiliRichiede l’adesione del 60% dei creditori; omologato dal tribunaleBlocco delle azioni esecutive; riduzione del debito
Liquidazione del patrimonioTutti i debitori non fallibiliVendita dei beni con distribuzione ai creditoriEsdebitazione residua e “fresh start”

Domande frequenti (FAQ)

  1. Che differenza c’è tra cartella di pagamento e avviso di addebito INPS?
    La cartella di pagamento è emessa dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione per tributi e sanzioni; l’avviso di addebito è emesso dall’INPS e costituisce titolo esecutivo per i contributi previdenziali . Entrambi devono essere notificati e possono essere impugnati entro i termini. La cartella può essere rateizzata con l’agente della riscossione, mentre l’avviso di addebito può essere rateizzato direttamente con l’INPS.
  2. L’avviso di intimazione va impugnato subito?
    La Cassazione 2024 ha affermato che l’avviso di intimazione non rientra tra gli atti impugnabili elencati dall’art. 19; pertanto non occorre impugnarlo immediatamente . È possibile attendere un successivo pignoramento e sollevare la prescrizione. Tuttavia, sentenze più recenti (2025) equiparano l’avviso di intimazione all’avviso di mora; impugnarlo può evitare la cristallizzazione del debito.
  3. Cosa devo controllare in un preavviso di ipoteca?
    Verificare che indichi il titolo del debito (cartella o avviso) e l’importo complessivo . Non è necessario che indichi l’immobile da ipotecare; la Cassazione ha stabilito che l’identificazione del bene non è requisito di validità . Occorre inoltre verificare che l’iscrizione ipotecaria avvenga dopo 30 giorni dalla notifica.
  4. È possibile annullare un’ipoteca fiscale?
    Sì, se manca la notifica della cartella o del preavviso, se il debito è inferiore a 20 000 €, se il bene ipotecato è l’unica abitazione del debitore e non è di lusso, o se il credito è prescritto. In tali casi si può ricorrere al giudice tributario.
  5. Quali sono i termini di prescrizione dei debiti tributari?
    In generale, dieci anni per le imposte erariali (Irpef, Ires, Iva), cinque anni per multe e sanzioni amministrative, cinque anni per i contributi INPS. La prescrizione si interrompe con la notifica degli atti o con il pagamento di rate.
  6. Come funziona la rateazione fino a 120 rate introdotta dal D.Lgs. 110/2024?
    Se il laboratorio dichiara temporanea difficoltà e il debito iscritto a ruolo non supera 120 000 €, può richiedere fino a 84 rate (2025‑2026), 96 rate (2027‑2028) o 108 rate (dal 2029) . Se il debito è superiore e la difficoltà è documentata, si può arrivare a 120 rate . La domanda va presentata all’agente della riscossione con la documentazione richiesta; il mancato pagamento di cinque rate comporta la decadenza.
  7. È ancora possibile impugnare l’estratto di ruolo?
    Dopo il D.L. 146/2021 la possibilità di impugnare l’estratto è stata limitata: è ammesso il ricorso solo se l’omissione della notifica pregiudica la partecipazione a gare o l’erogazione di rimborsi. La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità, confermando la norma . Pertanto, in genere occorre attendere la notifica dell’atto esecutivo.
  8. Quali documenti servono per chiedere la rateazione INPS?
    Occorre presentare la domanda con il modulo predisposto, l’elenco dei debiti, l’attestazione della difficoltà finanziaria e la dichiarazione di non avere cause pendenti. Per rateazioni superiori a 24 rate bisogna allegare la documentazione contabile e, dal 2026, la dichiarazione sostitutiva con l’indicazione dei redditi e dei beni patrimoniali. Per i nuovi piani fino a 60 rate (debiti oltre 500 001 €), i requisiti verranno definiti dall’INPS e dall’INAIL .
  9. Che cos’è la composizione negoziata e come si avvia?
    È una procedura stragiudiziale che consente alle imprese in difficoltà di negoziare con i creditori la ristrutturazione del debito con l’aiuto di un esperto indipendente. L’imprenditore presenta domanda tramite una piattaforma, allegando documenti contabili e un piano di risanamento. L’esperto verifica la fattibilità delle soluzioni e convoca i creditori .
  10. Posso aderire alla rottamazione se ho già una rateazione?
    Sì, ma l’adesione comporta la decadenza della precedente rateazione. Nella rottamazione bisogna pagare integralmente le rate dovute secondo le scadenze previste; in caso di mancato pagamento si perde il beneficio.
  11. È possibile sospendere il pignoramento?
    La sospensione può essere ottenuta presentando un ricorso con domanda cautelare alla Corte di giustizia tributaria se esistono gravi motivi. In alternativa, l’agente della riscossione può sospendere la procedura se il debitore dimostra l’esistenza di un errore o la pendenza di un giudizio.
  12. Come posso difendermi dalle banche se ho firmato una fideiussione?
    Verificare se la fideiussione contiene le clausole standard previste dallo schema ABI del 2003 (clausole di reviviscenza, rinuncia al beneficio di escussione, deroga all’art. 1957 c.c.). La Banca d’Italia ha ritenuto tali clausole anticoncorrenziali; ciò può rendere la fideiussione parzialmente nulla e liberare il garante.
  13. Cosa succede se non pago due rate della dilazione?
    Per le rateazioni dell’INPS basta il mancato pagamento di una rata per la decadenza; per l’Agenzia delle Entrate si decade dopo il mancato pagamento di cinque rate (anche non consecutive). In entrambi i casi il debito viene affidato agli agenti della riscossione e riprendono le azioni esecutive.
  14. È possibile chiedere la compensazione tra credito IVA e debito iscritti?
    Sì, se vi sono rimborsi fiscali spettanti. Il decreto n. 110/2024 prevede una procedura per compensare automaticamente i rimborsi con i debiti iscritti a ruolo . La compensazione può essere richiesta anche in sede di transazione fiscale.
  15. Se presento un piano del consumatore posso continuare l’attività?
    Sì, la procedura di sovraindebitamento consente al consumatore o all’imprenditore minore di continuare la propria attività, salvo la liquidazione del patrimonio. In caso di accordo di ristrutturazione o di composizione negoziata, l’impresa conserva la gestione ed evita il fallimento.
  16. Il preavviso di ipoteca deve indicare l’immobile?
    No. La Cassazione 2025 ha stabilito che il preavviso è valido anche senza l’indicazione dell’immobile; deve contenere solo il titolo e l’importo . Pertanto l’assenza dell’indicazione del bene non costituisce vizio.
  17. Posso presentare domanda di sovraindebitamento se ho già un pignoramento?
    Sì, l’apertura della procedura di sovraindebitamento sospende le azioni esecutive. Tuttavia, occorre che il ricorso sia ammissibile e che sia nominato l’OCC. È importante agire rapidamente per evitare la vendita dei beni.
  18. Quanto dura la procedura di composizione negoziata?
    La durata dipende dalla complessità della situazione e dalla disponibilità dei creditori. In genere dura da quattro a dodici mesi. Durante la procedura, l’imprenditore può chiedere misure protettive per evitare azioni cautelari o conservative dei creditori.
  19. È possibile uscire dall’elenco dei cattivi pagatori?
    Dopo la regolarizzazione del debito e la chiusura della procedura di sovraindebitamento, il nome del debitore viene cancellato dalle banche dati negative. È possibile, con l’assistenza dell’avvocato, inviare una richiesta di cancellazione alle centrali rischi.
  20. Come posso contattare l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo?
    Basta compilare il modulo di contatto in fondo a questa pagina o chiamare lo studio al numero indicato. L’avvocato e il suo team valuteranno immediatamente la tua posizione e ti proporranno la strategia più adatta.

Simulazione pratica: laboratorio con debiti fiscali e contributivi

Scenario

Il laboratorio “Precisione S.r.l.”, con sede in Calabria, ha ricevuto nel dicembre 2025:

  • una cartella di pagamento da 70 000 € relativa a Irpef e Irap 2015;
  • un avviso di intimazione per la medesima cartella (notificata nel gennaio 2024, quindi oltre un anno);
  • un preavviso di iscrizione ipotecaria per un importo complessivo di 120 000 € (comprendente altre cartelle pregresse);
  • un avviso di addebito INPS di 40 000 € per contributi non versati negli anni 2019‑2020.

La società, che ha macchinari per un valore di 200 000 € e un immobile, fattura circa 300 000 € all’anno ma ha sofferenza di liquidità dovuta a clienti morosi. Deve decidere come agire.

Analisi e strategia

  1. Cartella di pagamento: il laboratorio verifica la notifica; la cartella è stata notificata tramite PEC. È necessario controllare se il termine di dieci anni per la prescrizione (sanzioni 2015) sia spirato. Poiché la cartella è stata notificata nel 2024, non è prescritta. Tuttavia, l’importo può essere rateizzato fino a 120 rate poiché il totale dei ruoli supera 120 000 € e la società può documentare la difficoltà economica .
  2. Avviso di intimazione: è stato notificato nel gennaio 2026, più di un anno dopo la cartella; pertanto era necessario. La società ha cinque giorni per pagare; decide di presentare il ricorso per contestare parte delle sanzioni e chiedere la sospensione dell’esecuzione. Grazie alla giurisprudenza 2024, può sollevare la prescrizione solo se emergono altri atti non notificati.
  3. Preavviso di ipoteca: l’importo supera 20 000 €, quindi l’ipoteca è legittima. Il preavviso non indica l’immobile ma solo l’importo; ciò non costituisce vizio . La società decide di evitare l’iscrizione richiedendo la dilazione di 120 rate.
  4. Avviso di addebito INPS: entro 60 giorni decide di rateizzare. Poiché il totale contributivo è 40 000 €, può ottenere fino a 36 rate in base alla normativa vigente e, dopo l’entrata in vigore del decreto MLPS/MEF 2025, chiederne l’estensione a 60 rate .
  5. Composizione negoziata: per evitare l’esecuzione sui macchinari e trattare con le banche (che chiedono il rientro dei fidi), la società avvia la procedura di composizione negoziata con l’assistenza dell’Avv. Monardo. Presenta un piano di risanamento che prevede: (a) rateizzazione fiscale e contributiva; (b) moratoria di 24 mesi sui finanziamenti bancari; (c) cessione di un ramo non strategico; (d) utilizzo degli incentivi del Fondo di garanzia. I creditori si mostrano disponibili; l’esperto ritiene il piano sostenibile.
  6. Risultato: l’esecuzione viene sospesa; la società ottiene una dilazione di 120 rate per i debiti fiscali, di 36 rate (poi 60) per i contributi e la ristrutturazione del debito bancario. L’immobile e i macchinari restano liberi da ipoteca giudiziaria. Dopo cinque anni, se rispetta il piano, la società potrà dirsi al sicuro.

Conclusione

Avere debiti con il Fisco, l’INPS o le banche non significa essere condannati a perdere il proprio laboratorio di tarature. La normativa italiana, pur severa, offre molteplici strumenti per difendersi e rientrare nei pagamenti: rateazioni anche lunghe, definizioni agevolate, sospensioni, piani del consumatore e composizioni negoziate. Conoscere le regole aggiornate e le sentenze della Cassazione permette di evitare errori e sfruttare ogni possibilità.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff sono specializzati nell’assistere imprenditori, professionisti e privati in difficoltà economica. La loro esperienza in ambito tributario, bancario e fallimentare, unita alla qualifica di gestore della crisi e di esperto negoziatore, garantisce un approccio concreto e personalizzato. Attraverso l’analisi degli atti, la proposizione di ricorsi, la negoziazione con i creditori e l’accesso alle procedure di sovraindebitamento, lo studio aiuta i debitori a bloccare azioni esecutive, evitare ipoteche e pignoramenti e a ristrutturare il debito.

Non rimandare: ogni giorno che passa restringe i margini di manovra e rende più difficile una soluzione favorevole. Rivolgersi tempestivamente a un professionista permette di cogliere le opportunità normative (rottamazioni, rateazioni straordinarie, nuovi piani di 60 o 120 rate) e di impostare un piano di rientro sostenibile.

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