Catering aeroportuale con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un servizio di catering aeroportuale o una società di ristorazione collegata agli aeroporti richiede organizzazione, efficienza e grande attenzione agli adempimenti fiscali e contributivi. Si tratta di attività che operano su volumi considerevoli, con margini spesso compressi dagli alti costi del personale e dalle forniture specializzate. Nel contesto economico attuale, caratterizzato da instabilità dei flussi di cassa, incremento dei costi energetici e aumento dei tassi di interesse, è frequente che le imprese del comparto catering accumulino debiti verso l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, l’INPS o gli istituti bancari. Un accumulo di cartelle di pagamento, avvisi di addebito o decreti ingiuntivi può sfociare in fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti e blocco dei conti, mettendo a rischio la sopravvivenza della società.

Lo scopo di questo articolo è fornire un approfondimento giuridico‑divulgativo completo e aggiornato al febbraio 2026 sugli strumenti normativi e giurisprudenziali che il debitore può utilizzare per difendersi in caso di debiti fiscali, contributivi e bancari. Saranno analizzati il quadro normativo (dalla Legge 3/2012 alla riforma organica del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e al D.L. 118/2021 sulla composizione negoziata), le pronunce più recenti della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale, nonché le procedure per impugnare atti dell’Agente della riscossione, sospendere l’esecutività dei carichi e accedere a strumenti agevolativi come la rottamazione quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Il punto di vista è quello del contribuente, che deve conoscere i propri diritti per scegliere la difesa più efficace.

Chi può aiutarti: l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff

Per affrontare efficacemente debiti complessi serve assistenza professionale altamente specializzata. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista con una solida esperienza nel diritto bancario, tributario e delle procedure concorsuali. Coordina un team multidisciplinare composto da avvocati e commercialisti, con competenze consolidate a livello nazionale. Tra le sue qualifiche spiccano:

  • Cassazionista: abilitato al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori, può seguire le controversie tributarie e civili fino alla Corte di cassazione e alla Corte costituzionale.
  • Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia. Questa qualifica consente di accompagnare il debitore nelle procedure di composizione della crisi presso gli Organismi di composizione della crisi (OCC).
  • Professionista fiduciario di un OCC: l’avvocato opera in sinergia con gli Organismi di composizione della crisi riconosciuti dal Ministero della Giustizia, predisponendo piani del consumatore e accordi di ristrutturazione.
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 (convertito nella L. 147/2021). È iscritto negli elenchi degli esperti negoziatori e può seguire la procedura di composizione negoziata introdotta dal nuovo Codice della crisi.

Grazie a queste competenze, l’Avv. Monardo e il suo staff possono:

  • Analizzare ogni atto (cartella di pagamento, avviso di accertamento, decreto ingiuntivo) e verificare vizi di notifica, decadenze e prescrizioni;
  • Impugnare cartelle e avvisi dinanzi alla giustizia tributaria o al tribunale ordinario, predisponendo ricorsi e memorie difensive fondati su vizi formali e sostanziali;
  • Richiedere la sospensione dell’atto esecutivo in pendenza di giudizio, evitando fermi amministrativi, pignoramenti o ipoteche;
  • Negoziare piani di rientro con banche e fornitori, valutando rateazioni o definizioni agevolate;
  • Proporre soluzioni giudiziali e stragiudiziali come piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, procedure di esdebitazione e liquidazione controllata;
  • Affiancare l’imprenditore nella procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa introdotta dal D.L. 118/2021;
  • Tutela del patrimonio personale dei soci e degli amministratori, valorizzando la limitazione di responsabilità e le garanzie normative.

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1 – Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Normativa di riferimento in materia fiscale e contributiva

La tutela del contribuente di fronte a debiti fiscali e contributivi poggia su una serie di norme primarie e codici speciali. È fondamentale conoscerle per comprendere i margini di difesa.

Disposizioni in materia di accertamento e riscossione

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi): disciplina le modalità di accertamento. L’articolo 39 consente all’Agenzia delle Entrate di rettificare i redditi d’impresa quando emergono incongruenze tra la dichiarazione e le scritture contabili. In particolare, l’ufficio può procedere alla rettifica se l’incompletezza o falsità delle dichiarazioni risulta da verbali, questionari, atti esibiti o esibiti da terzi ; questi elementi costituiscono la base giuridica per gli accertamenti “analitico‑induttivi”.
  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Riscossione delle imposte sul reddito): regola la fase di riscossione coattiva. L’art. 25 stabilisce che la cartella di pagamento deve indicare gli estremi dell’atto presupposto, ma – secondo la giurisprudenza di Cassazione – è sufficiente che contenga circostanze univoche che consentano al contribuente di identificare l’atto . L’art. 26 prevede che la notifica della cartella possa avvenire anche tramite PEC . Queste norme rappresentano il fondamento per contestare cartelle nulle per difetto di motivazione o notifica.
  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR): definisce il reddito d’impresa e di lavoro dipendente. L’art. 51 TUIR qualifica il reddito di lavoro dipendente come quello che “il lavoratore percepisce anche sotto forma di mance o utilità” , principio richiamato dalla Cassazione nella sentenza n. 26512/2021 (v. infra).
  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (Contenzioso tributario): disciplina termini e competenze per i ricorsi contro atti dell’Agenzia delle Entrate. L’art. 19 elenca gli atti impugnabili, mentre gli articoli successivi stabiliscono che l’opposizione contro cartelle e avvisi deve essere proposta entro 60 giorni dalla notifica.
  • Statuto del contribuente (L. 212/2000): introduce principi di trasparenza, buona fede e cooperazione tra fisco e contribuente. Stabilisce che l’Amministrazione deve motivare gli atti e garantire il contraddittorio.
  • D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33 (Testo unico versamenti e riscossione): entrato in vigore il 1° settembre 2025, riordina la materia dei versamenti e della riscossione. Tra le novità, l’art. 7 impone al committente che affida appalti superiori a 200.000 euro di verificare che l’impresa appaltatrice abbia versato correttamente le ritenute. In caso contrario, deve sospendere il pagamento dei corrispettivi e avvisare l’Agenzia delle Entrate ; la sospensione preclude l’azione esecutiva dell’appaltatore .
  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 116: definisce le sanzioni civili per omissione ed evasione contributiva. In caso di ritardato pagamento dei contributi la norma prevede una sanzione annua pari al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (massimo 40 % dell’importo dovuto) . In caso di evasione contributiva tramite omissioni o false registrazioni, la sanzione annuale sale al 30 %, con un limite massimo del 60 % . La stessa legge introduce riduzioni delle sanzioni se il debitore denuncia spontaneamente il debito e regolarizza i versamenti .
  • D.Lgs. 112/1999, art. 17: riguarda la remunerazione del servizio di riscossione (aggio). La Corte costituzionale, con la sentenza n. 46/2025, ha ritenuto legittima l’abolizione dell’aggio con riferimento ai carichi affidati dopo l’entrata in vigore della riforma, stabilendo che essa non è retroattiva .
  • Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026): introduce la rottamazione‑quinquies, definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 . Il vantaggio consiste nel pagare solo capitale e spese di notifica, beneficiando dello stralcio di sanzioni, interessi, interessi di mora e aggio . Le norme si applicano anche a contributi previdenziali INPS, ma non ai contributi richiesti a seguito di accertamento .

Normativa sulla crisi d’impresa e sul sovraindebitamento

  • Legge 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento): introduce procedure per consumatori, professionisti e piccoli imprenditori indebitati. La legge prevede tre strumenti: (1) accordo con i creditori (necessaria l’adesione del 60 % dei creditori), (2) piano del consumatore (omologato dal giudice, non richiede il consenso dei creditori) e (3) liquidazione del patrimonio . Le procedure sono gestite dall’Organismo di composizione della crisi (OCC), che assiste il debitore nella predisposizione del piano .
  • D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza): sostituisce la Legge fallimentare, prevedendo un sistema unitario di strumenti di allerta, composizione assistita e procedure concorsuali. L’entrata in vigore, inizialmente prevista nel 2020, è stata rinviata al 15 luglio 2022 dal D.L. 118/2021 . Il codice contiene la liquidazione giudiziale (che sostituisce il fallimento), il concordato preventivo con varie classi di creditori, e procedure semplificate per le imprese minori.
  • Decreto‑legge 24 agosto 2021, n. 118, convertito in Legge 21 ottobre 2021, n. 147: introduce la composizione negoziata della crisi d’impresa, una procedura volontaria attivabile dall’imprenditore in difficoltà. La relazione illustrativa pubblicata sul sito del Ministero della Giustizia evidenzia che il decreto nasce per fornire alle imprese strumenti per prevenire o gestire situazioni di squilibrio economico causate dalla pandemia . La procedura prevede la nomina di un esperto negoziatore e consente la presentazione di proposte ai creditori con misure protettive automatiche.
  • D.L. 24 marzo 2024, n. 19 (convertito con modificazioni nella L. 56/2024) – Misure urgenti per l’attuazione del PNRR: ha modificato l’art. 116 della Legge 388/2000, riducendo le sanzioni contributive e introducendo un tasso di interesse al 3 % per la rateazione dei debiti contributivi.

1.2 Giurisprudenza recente

Per costruire una difesa efficace è necessario conoscere le pronunce più recenti delle Corti superiori, che interpretano la normativa e fissano principi vincolanti.

Corte di Cassazione

  • Sentenza Cassazione n. 26512/2021Tassazione delle mance: la Suprema Corte ha stabilito che le mance percepite dai lavoratori di servizi di ristorazione e catering devono essere incluse nella base imponibile IRPEF come redditi di lavoro dipendente. La decisione si fonda sull’art. 51 TUIR, che considera reddito di lavoro dipendente tutto quanto il lavoratore percepisce “anche sotto forma di liberalità” . Ciò significa che le imprese del catering devono registrare correttamente le mance e versare i relativi contributi e imposte.
  • Ordinanza Cassazione n. 21128/2025Motivazione e notifica delle cartelle: la Corte ha precisato che la cartella di pagamento è valida se consente al contribuente di identificare l’atto presupposto, anche senza allegare integralmente l’avviso di accertamento . La notificazione tramite PEC è ammessa dall’art. 26, comma 2, d.P.R. 602/1973 . La Corte ha inoltre ribadito che la mancanza di sottoscrizione non comporta nullità se l’atto è riferibile all’ente impositore .
  • Ordinanza Cassazione n. 27118/2025 (9 ottobre 2025) – Accertamento induttivo e presunzioni: la Corte ha confermato che l’amministrazione finanziaria può procedere ad accertamento induttivo ai sensi dell’art. 39, comma 2, D.P.R. 600/1973, basandosi su presunzioni gravi, precise e concordanti; tuttavia, deve rispettare il contraddittorio e motivare adeguatamente l’atto .
  • Ordinanza Cassazione n. 259/2024Contributi INPS e prescrizione: la Cassazione ha ricordato che i crediti contributivi si prescrivono in cinque anni se l’INPS non notifichi l’avviso di addebito; la notifica della cartella interrompe la prescrizione ma non la trasforma in decennale se il contributo non è accertato con sentenza passata in giudicato.
  • Cassazione Sezioni Unite n. 2098/2025Cartelle e avvisi mai impugnati: le Sezioni Unite hanno affermato che il mancato ricorso avverso la cartella rende definitivo il debito, ma non trasforma automaticamente i termini di prescrizione; gli effetti dell’interruzione vanno valutati caso per caso.
  • Ordinanza Cassazione n. 32598/2014Rateazione e reato di omesso versamento: se il contribuente ottiene una rateizzazione non è automaticamente esclusa la responsabilità penale per omesso versamento delle ritenute fiscali; l’estinzione del reato richiede il pagamento integrale del debito.

Corte costituzionale

  • Sentenza Corte costituzionale n. 46/2025Abolizione dell’aggio e legittimità costituzionale: la Corte ha dichiarato legittima l’abolizione dell’aggio per i carichi affidati dopo l’entrata in vigore della riforma. Ha precisato che la riforma non è retroattiva: gli agii già maturati restano dovuti .
  • Sentenza Corte costituzionale n. 209/2024Sanzioni contributive e principio di proporzionalità: la Corte ha giudicato eccessive le sanzioni civili per omissione contributiva previste dall’art. 116 L. 388/2000 prima dell’intervento del D.L. 19/2024 e ha invitato il legislatore a ridurle. La successiva riforma, infatti, ha introdotto un tasso di interesse fisso al 3 % per la rateazione e ridotto i tassi di maggiorazione.

Circolari e provvedimenti amministrativi

  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 1/2020: chiarisce che, per i contratti di appalto superiori a 200.000 euro, i committenti devono verificare il versamento delle ritenute e sospendere i pagamenti in caso di omissione .
  • Circolare INPS n. 82/2024: illustra il nuovo regime sanzionatorio per omissione ed evasione contributiva dopo le modifiche apportate dalla Legge 56/2024. Prevede un tasso del 3 % annuo sulla rateazione e riduzioni delle sanzioni in presenza di autocorrezione.
  • Messaggio INPS n. 2876/2025: ricorda che gli avvisi di addebito devono essere notificati entro cinque anni per interrompere la prescrizione e che gli interessi sono dovuti solo al tasso legale.

2 – Procedura passo‑passo: cosa succede dopo la notifica dell’atto

2.1 Differenza fra cartelle, avvisi di accertamento e avvisi di addebito

Cartella di pagamento (Agenzia delle Entrate‑Riscossione)

La cartella è l’atto con cui l’Agente della riscossione intima il pagamento di un tributo o di un contributo iscritto a ruolo. Contiene l’indicazione del capitale, degli interessi e delle sanzioni. La cartella deve essere notificata entro due anni dall’affidamento del carico all’agente e deve indicare l’atto presupposto . Può essere notificata tramite messo notificatore, posta raccomandata o PEC .

Avviso di accertamento (Agenzia delle Entrate)

È l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate determina un maggior tributo rispetto a quanto dichiarato. Può essere emesso a seguito di verifica fiscale o in via sintetica (redditometro). L’avviso deve contenere la motivazione e l’indicazione degli elementi su cui si basa. Dopo la notifica, l’atto è esecutivo e può essere riscosso trascorsi 60 giorni.

Avviso di addebito (INPS)

È l’atto mediante il quale l’INPS accerta e intima il pagamento di contributi previdenziali. A differenza dell’avviso bonario, l’avviso di addebito ha efficacia immediata e può essere iscritto a ruolo se non impugnato. I termini per l’impugnazione sono brevi (40 giorni), e la competenza è del tribunale del lavoro; per i contributi iscritti a ruolo la competenza è della giustizia tributaria.

2.2 Termini per il ricorso

Tipo di attoAutorità competenteTermine per ricorsoNorma di riferimento
Cartella di pagamentoGiudice tributario (Corte di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado)60 giorni dalla notificaArt. 19, D.Lgs. 546/1992
Avviso di accertamentoGiudice tributario60 giorni dalla notifica (ridotti a 30 per accertamenti esecutivi ai sensi del D.L. 78/2010)Art. 19, D.Lgs. 546/1992
Avviso di addebito INPSTribunale del lavoro (competenza del giudice ordinario)40 giorni dalla notificaArt. 24, L. 241/1981; art. 9, D.Lgs. 546/1992
Decreto ingiuntivo della bancaTribunale competente per territorio40 giorni dalla notifica per proporre opposizioneArtt. 633 e 641, c.p.c.
Ipoteca/fuoco amministrativoGiudice tributario60 giorni dalla notifica (il preavviso di iscrizione ipotecaria è atto autonomamente impugnabile)Cass. Sez. U. n. 7822/2019

Il rispetto dei termini è fondamentale: la decadenza dal termine rende definitivo il debito e riduce drasticamente le possibilità di contestarlo. Anche se il contribuente desidera aderire a una rottamazione o a una definizione agevolata, è consigliabile impugnare l’atto nei termini per evitare decadenze.

2.3 Cosa verificare subito

Dopo aver ricevuto un atto, occorre effettuare alcune verifiche preliminari:

  1. Legittimità della notifica: controllare data, modalità (posta, messo, PEC) e correttezza dell’indirizzo. La Cassazione ha confermato che la notifica a mezzo PEC è valida se l’atto è consegnato all’indirizzo del destinatario . Se la notifica è inesistente o nulla, l’atto può essere annullato.
  2. Prescrizione e decadenza: verificare se l’Agenzia delle Entrate o l’INPS hanno rispettato i termini per l’accertamento e la riscossione (ad esempio, la prescrizione quinquennale dei contributi). La mancata notifica di un avviso interrompe la prescrizione ma non la rende decennale.
  3. Motivazione: verificare che l’atto indichi gli elementi di fatto e di diritto su cui si fonda. La Cassazione richiede che la cartella consenta al contribuente di individuare l’atto presupposto, anche senza allegarlo .
  4. Calcolo delle somme: controllare che interessi e sanzioni siano applicati correttamente. Le sanzioni per omissione contributiva non possono superare il 40 % del contributo .
  5. Esatta individuazione del soggetto: nel settore catering molte società fanno parte di gruppi o network; occorre verificare che il debito sia riferibile alla persona giuridica corretta e che non vi siano errori nell’attribuzione del codice fiscale.

2.4 La sospensione dell’esecutività

In pendenza di ricorso il contribuente può chiedere la sospensione dell’atto esecutivo per evitare pignoramenti o iscrizioni ipotecarie. Nel processo tributario la sospensione (cautelare) può essere richiesta con l’atto introduttivo; il giudice decide in camera di consiglio. Nel contenzioso INPS la sospensione può essere concessa dal giudice del lavoro.

Nel caso di cartelle bancarie (es. decreti ingiuntivi), il ricorrente può chiedere la sospensione ex art. 649 c.p.c., dimostrando il fumus boni iuris (probabile fondatezza) e il periculum in mora (pericolo di danno grave e irreparabile).

2.5 Come si svolge il processo tributario

Il processo tributario si divide in due gradi di merito (Corte di Giustizia Tributaria di primo grado e di secondo grado) e nel ricorso per Cassazione. La fase introduttiva prevede la notifica del ricorso all’Agenzia delle Entrate o all’Agente della riscossione. Il ricorrente deve depositare l’atto, le prove e l’istanza di sospensione. Le udienze sono generalmente cartolari: la decisione viene emessa sulla base degli atti scritti, con possibilità di discussione orale.

Nel giudizio tributario è fondamentale allegare prova documentale: contratti, estratti contabili, bilanci e ogni elemento utile a dimostrare la correttezza della contabilità aziendale. In materia di contributi INPS la competenza è del giudice ordinario; la procedura segue le regole del rito del lavoro.

3 – Difese e strategie legali contro fisco, INPS e banche

3.1 Contestazione delle cartelle e degli avvisi

Vizi formali

Le cartelle e gli avvisi possono essere annullati per vizi formali, ossia relativi alla procedura di notifica o alla redazione dell’atto. Tra i vizi più frequenti:

  • Notifica nulla o inesistente: notifica effettuata a un indirizzo errato, a una PEC non presente in INI‑PEC oppure senza prova della consegna. Le sentenze di Cassazione ribadiscono che la validità della notifica via PEC richiede la prova della consegna al destinatario .
  • Mancata o insufficiente motivazione: cartella priva di indicazioni sul tributo o sull’atto presupposto. È essenziale contestare la violazione dell’art. 7 L. 212/2000 (statuto del contribuente), che impone la motivazione degli atti.
  • Difetto di sottoscrizione: la cartella non è firmata dal funzionario competente. Anche se la Cassazione ritiene che la mancanza di sottoscrizione non comporti nullità quando l’atto è inequivocabilmente riferibile all’ente , la giurisprudenza di merito ha annullato cartelle prive di firma.
  • Errore nell’intestatario: attribuzione del debito a un soggetto diverso dal contribuente reale (per esempio, confusione tra società del gruppo). Questi vizi possono essere fatti valere sin dal primo grado.

Vizi sostanziali

Riguardano la fondatezza del tributo o del contributo. Ad esempio:

  • Erronea qualificazione del reddito: la Cassazione n. 26512/2021 ha imposto di tassare le mance come reddito di lavoro dipendente . Se l’ufficio utilizza questa sentenza per accertare redditi non dichiarati, il contribuente può contestare l’assenza di prove documentali o la mancata contabilizzazione per cause non imputabili al datore di lavoro.
  • Accertamenti induttivi infondati: l’art. 39 D.P.R. 600/1973 consente l’accertamento induttivo solo in presenza di gravi indizi . Se l’ufficio si limita a parametri medi di settore senza dimostrare incongruenze specifiche, l’avviso è annullabile.
  • Errori di calcolo: somme calcolate erroneamente, interessi applicati oltre il tasso previsto, aggio calcolato anche per carichi non soggetti.
  • Inammissibilità del cumulo: l’Agenzia delle Entrate non può combinare rottamazione e sanzioni ordinarie; se il contribuente ha aderito a definizioni agevolate, eventuali sanzioni pregresse devono essere abbuonate.

Difesa nei confronti dell’INPS

In materia di contributi i principali profili di contestazione riguardano:

  • qualificazione del socio lavoratore: l’INPS considera lavoratore abituale il socio che svolge attività all’interno della società. Tuttavia, il socio deve essere iscritto solo se l’attività è prevalente e continuativa. La difesa può dimostrare che il socio svolge funzioni meramente gestionali, occasionali o marginali.
  • prescrizione quinquennale: se l’avviso di addebito non è notificato entro cinque anni, il credito si prescrive. Una volta notificata la cartella, la prescrizione si interrompe ma non diventa decennale se il credito non è accertato con sentenza.
  • Sanzioni proporzionate: la sanzione per omissione contributiva non può superare il 40 % del contributo , mentre per evasione il limite è il 60 % . Se l’INPS applica sanzioni maggiori, è possibile chiederne la riduzione.
  • Compensazione contributi: i contributi possono essere compensati con crediti fiscali se l’impresa è in regola con il Durc. Il testo unico D.Lgs. 33/2025 prevede procedure di compensazione centralizzata che possono alleggerire l’esposizione.

Difesa nei confronti delle banche

Le società di catering aeroportuale spesso ricorrono a linee di credito per finanziare gli acquisti e il circolante. Quando il debito non viene pagato, la banca può emettere decreto ingiuntivo o procedere al pignoramento del conto. Le principali difese sono:

  • Eccezione di anatocismo e usura: analizzando il contratto di mutuo o di conto corrente è possibile contestare l’applicazione di interessi anatocistici (interessi su interessi) o tassi usurari. La Cassazione ha affermato la nullità delle clausole anatocistiche applicate trimestralmente se non espressamente pattuite.
  • Segnalazioni a Centrale rischi: le segnalazioni errate o eccessive in centrale rischi possono essere contestate, chiedendo il risarcimento del danno reputazionale.
  • Fideiussioni nullità: le fideiussioni redatte sulla base dello schema ABI del 2002 sono state dichiarate contrarie alla normativa antitrust dalla Banca d’Italia. Può essere chiesto l’annullamento della fideiussione.
  • Negoziazione con la banca: spesso è preferibile negoziare un accordo di ristrutturazione del debito, magari nell’ambito della composizione negoziata, per evitare l’aggressione ai beni aziendali.

3.2 Ricorso e mediazione tributaria

Per le controversie di valore fino a 50.000 euro è obbligatoria la mediazione tributaria. Il ricorso deve essere presentato all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso l’atto; il contribuente può formulare proposte di rideterminazione del debito. Se non si raggiunge l’accordo entro 90 giorni, si prosegue con il ricorso davanti al giudice.

Nel caso di avvisi di addebito INPS non è prevista la mediazione; si ricorre direttamente al giudice del lavoro.

3.3 Sospensione legale della riscossione e sgravio

Oltre alla sospensione giudiziale, esiste una sospensione legale prevista dagli art. 1 e 3 del D.L. 146/2021: l’Agente della riscossione deve sospendere le attività esecutive quando il debitore dimostra di aver presentato una domanda di definizione agevolata o di aver aderito a un piano del consumatore. Inoltre, se l’atto è manifestamente illegittimo (ad esempio, cartella già pagata o errata), si può richiedere direttamente all’Agente lo sgravio.

4 – Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate, piani del consumatore, esdebitazione

4.1 La rottamazione quinquies 2026

La rottamazione quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) rappresenta la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle. Vediamo i punti salienti:

  • Ambito temporale: sono definibili i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, indipendentemente dalla data di notifica .
  • Debiti ammessi: imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, carichi derivanti da controllo automatico e formale, e contributi previdenziali INPS (esclusi quelli accertati con avviso di addebito) .
  • Vantaggi: pagamento del solo capitale e delle spese di notifica; abbuono di sanzioni, interessi, interessi di mora e aggio . Per le sanzioni del Codice della strada, si paga solo la quota sanzionatoria principale, senza interessi .
  • Modalità di pagamento: è possibile pagare in unica soluzione o in massimo 20 rate. Il tasso di interesse sulle rate è del 3 % annuo a decorrere dal 1° agosto 2026 (previsto dall’art. 1, comma 106, L. 199/2025).
  • Decadenza: il mancato versamento anche di una sola rata comporta la perdita dei benefici e la ripresa della riscossione; le somme versate sono trattenute a titolo di acconto.

La rottamazione quinquies va valutata attentamente perché può portare notevoli risparmi ma non conviene in presenza di vizi dell’atto che renderebbero nullo l’intero debito. Per questo è opportuno contestare l’atto nei termini e, solo in seguito, valutare se aderire alla definizione agevolata.

4.2 Saldo e stralcio e stralcio automatico

Oltre alla rottamazione quinquies, la Legge di Bilancio 2026 prevede:

  • Saldo e stralcio dei carichi delle persone fisiche in difficoltà economica: applicabile ai soggetti con ISEE inferiore a 20.000 euro. Consente di pagare una percentuale del capitale (dal 16 % al 35 %) su carichi fino a 30.000 euro.
  • Stralcio automatico dei carichi fino a 1.000 euro: previsto per i carichi affidati dal 2000 al 2015; comporta la cancellazione automatica senza adempimenti del debitore.

4.3 Rateazione ordinaria e straordinaria

Se il debito non rientra nella definizione agevolata o se il contribuente preferisce un piano di rientro, è possibile chiedere la rateazione ordinaria (fino a 72 rate mensili) o la rateazione straordinaria (fino a 120 rate) presso l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. La rateazione comporta l’applicazione degli interessi di mora e dell’aggio (oggi eliminato sui nuovi carichi), ma evita azioni esecutive.

4.4 Procedure di sovraindebitamento (Legge 3/2012)

Per le piccole imprese, i professionisti e i consumatori, la Legge 3/2012 offre tre strumenti:

  1. Accordo con i creditori: prevede la proposta di un piano di ristrutturazione dell’intero debito con adesione di almeno il 60 % dei creditori. L’OCC svolge un ruolo di garante e predispone la relazione .
  2. Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche che non esercitano attività imprenditoriale. Non richiede il consenso dei creditori ma deve essere omologato dal giudice . Può prevedere falcidie sui debiti e la ristrutturazione con pagamento a rate.
  3. Liquidazione del patrimonio: il debitore mette a disposizione tutti i propri beni per soddisfare i creditori. Alla fine della procedura può ottenere l’esdebitazione.

La procedura è gestita da un gestore della crisi nominato dall’Organismo di composizione della crisi (OCC). L’Avv. Monardo, come gestore della crisi, assiste il debitore nella preparazione della domanda, nella redazione del piano e nelle trattative con i creditori.

4.5 Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021)

Le aziende più strutturate, come le società di catering aeroportuale, possono accedere alla composizione negoziata, prevista dal D.L. 118/2021 e ora parte integrante del Codice della crisi. La procedura è volontaria e consiste in:

  1. Istanza online: l’imprenditore accede al portale delle Camere di commercio e deposita la domanda di nomina dell’esperto negoziatore. Devono essere allegati i dati aziendali, il bilancio e la situazione patrimoniale.
  2. Nomina dell’esperto: una commissione presso la Camera di commercio nomina un esperto indipendente che assisterà l’imprenditore nelle trattative. L’Avv. Monardo è iscritto nell’elenco degli esperti e può assumere questo ruolo.
  3. Incontro con i creditori: l’esperto convoca i principali creditori (banche, fornitori, Agenzia delle Entrate, INPS) e verifica la disponibilità a negoziare. Durante le trattative l’imprenditore può chiedere misure protettive del patrimonio, come la sospensione delle azioni esecutive.
  4. Piano di risanamento: il risultato può essere un accordo di ristrutturazione, un piano attestato di risanamento, la conversione in concordato semplificato o la liquidazione giudiziale. La procedura è flessibile e mira a prevenire l’insolvenza.

La composizione negoziata è una soluzione utile per le imprese con debiti bancari significativi: consente di rinegoziare i mutui, sospendere temporaneamente i pagamenti e salvaguardare la continuità aziendale.

4.6 Accordi di ristrutturazione e concordato preventivo

Alle società che superano i requisiti per il sovraindebitamento si applicano le procedure del Codice della crisi:

  • Accordi di ristrutturazione dei debiti: stipulati con i creditori che rappresentano almeno il 60 % dei crediti. Prevedono moratorie, falcidie e conversione dei debiti in capitale. Se i creditori rappresentano il 30 %, l’accordo può essere omologato anche senza l’adesione degli altri (accordo ad efficacia estesa).
  • Concordato preventivo: può essere liquidatorio o in continuità aziendale. Consente di pagare i creditori in percentuale e di proseguire l’attività. Per le imprese di catering con debiti bancari elevati il concordato in continuità consente di mantenere i contratti con gli aeroporti e con le compagnie aeree.

4.7 Esdebitazione e liquidazione controllata per imprenditori incapienti

La Legge 3/2012 e il Codice della crisi disciplinano l’esdebitazione: l’estinzione dei debiti residui a beneficio del debitore meritevole che ha messo a disposizione il proprio patrimonio. Dal 2020 è prevista l’esdebitazione dell’imprenditore incapiente: se l’impresa ha cessato l’attività, non possiede beni sufficienti e i debiti non superano 30.000 euro, può essere esdebitato senza liquidazione (c.d. “fresh start”), previa verifica della meritevolezza.

5 – Errori comuni e consigli pratici

5.1 Errori da evitare

  1. Ignorare la notifica: non aprire la raccomandata o la PEC non fa sparire il problema. La notifica perfeziona l’atto e fa decorrere i termini per l’impugnazione.
  2. Pagare immediatamente senza verificare: molti contribuenti versano somme richieste da cartelle anche quando contengono errori. È opportuno far analizzare l’atto da un professionista prima di pagare.
  3. Confondere il termine di ricorso: per i contributi INPS il termine è di 40 giorni e il ricorso si presenta al giudice ordinario, non al giudice tributario.
  4. Trascurare le sanzioni: le sanzioni contributive sono riducibili e, in alcuni casi, non dovute. Occorre verificare la corretta applicazione dell’art. 116 L. 388/2000 .
  5. Aspettare la rottamazione sperando nello stralcio: aderire a una definizione agevolata non sempre conviene. Se l’atto è nullo, la rottamazione comporta la rinuncia ai motivi di ricorso.
  6. Sottovalutare le responsabilità personali: gli amministratori di società di capitali possono rispondere personalmente per omessi versamenti IVA, ritenute d’acconto e contributi. È necessario attivarsi tempestivamente.
  7. Non informare i soci e i creditori: la collaborazione con i partner commerciali e finanziari è essenziale per trovare soluzioni condivise (piani di rientro, rinegoziazioni). Nascondere la situazione peggiora la posizione negoziale.

5.2 Consigli pratici

  • Organizzare la contabilità: mantenere registrazioni accurate di fatture, ricevute e movimenti bancari. Un archivio puntuale consente di difendersi da accertamenti induttivi.
  • Monitorare la posizione debitoria: richiedere periodicamente l’estratto di ruolo e la posizione debitoria INPS per individuare tempestivamente cartelle non notificate.
  • Richiedere rateazioni tempestive: se non si può pagare immediatamente, chiedere la rateazione nei termini consente di bloccare fermi e ipoteche.
  • Rinegoziare i finanziamenti: con le banche è spesso possibile ottenere ristrutturazioni del debito, conversione in mutui a tasso fisso o sospensione delle rate. Un avvocato esperto può gestire la trattativa.
  • Utilizzare gli strumenti del Codice della crisi: attivare la composizione negoziata o il piano del consumatore prima che la situazione degeneri.
  • Consultare un professionista: la normativa è complessa e in continua evoluzione; un professionista aggior nato può trovare vizi che sfuggono al contribuente.

6 – Tabelle riepilogative

6.1 Norme principali e loro contenuto

NormaContenuto essenzialeCitazione
D.P.R. 600/1973, art. 39L’Ufficio può rettificare i redditi d’impresa se la dichiarazione risulta incompleta o inesatta; l’accertamento analitico‑induttivo richiede presunzioni gravi e concordanti
D.P.R. 602/1973, artt. 25‑26La cartella di pagamento deve indicare l’atto presupposto; la notifica può avvenire tramite posta, messo o PEC
L. 212/2000Statuto del contribuente: garantisce il diritto di essere informati e di partecipare al contraddittorio
L. 388/2000, art. 116Sanzioni per omissione contributiva (fino al 40 %) ed evasione (fino al 60 %); possibilità di riduzione in caso di denuncia spontanea
L. 3/2012Introduce procedura di sovraindebitamento: accordo con creditori, piano del consumatore, liquidazione
D.L. 118/2021 – L. 147/2021Composizione negoziata della crisi d’impresa; consente di negoziare con i creditori con l’assistenza di un esperto
L. 199/2025Rottamazione quinquies: definizione dei carichi dal 2000 al 2023; abbuono di sanzioni, interessi e aggio
Codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019)Introduce liquidazione giudiziale, concordato preventivo, accordi di ristrutturazione; entrata in vigore dal 15 luglio 2022

6.2 Termini e strumenti difensivi

Fase/attoStrumento di difesaTermini
Notifica cartella / avvisoRicorso alla C.G.T. con richiesta di sospensione60 giorni (cartelle e avvisi)
Notifica avviso di addebito INPSOpposizione al tribunale del lavoro40 giorni
Notifica decreto ingiuntivo bancarioOpposizione davanti al tribunale40 giorni
Riscossione in pendenza di ricorsoSospensione giudiziale o legaleRichiesta contestuale al ricorso
Debiti risalenti (carichi 2000‑2015 fino a 1.000 euro)Stralcio automaticoNessun adempimento
Debiti rientranti nella rottamazione quinquiesPresentazione domanda di adesione all’Agente della riscossioneTermine indicato nella L. 199/2025 (30 aprile 2026)
Debiti contributivi contestatiRichiesta rateazione e riduzione sanzioni (art. 116 L. 388/2000)Entro 120 giorni dalla notifica

7 – Domande e risposte (FAQ)

  1. Sono una società di catering aeroportuale e ho ricevuto una cartella per IVA non versata. Posso impugnarla?
    Sì. Le cartelle possono essere impugnate dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni dalla notifica. Occorre verificare la corretta notifica, la motivazione e l’eventuale prescrizione. In caso di vizi l’atto può essere annullato.
  2. La cartella non è firmata: è nulla?
    La giurisprudenza di Cassazione ritiene che l’omessa sottoscrizione non comporta nullità se l’atto è riconducibile all’ente . Tuttavia, molti giudici di merito hanno annullato cartelle non firmate. È quindi opportuno far valere il vizio.
  3. Quanto tempo ho per impugnare un avviso di addebito INPS?
    40 giorni dalla notifica. L’opposizione si propone al tribunale del lavoro competente.
  4. Posso aderire alla rottamazione quinquies e contestare la cartella?
    Tecnicamente sì, ma bisogna fare attenzione: se si aderisce alla rottamazione si rinuncia ai motivi di ricorso. È consigliabile presentare il ricorso nei termini e, solo in seguito, valutare se definire il debito.
  5. La rottamazione quinquies include i contributi INPS?
    Sì, ma solo i contributi iscritti a ruolo derivanti da omessi versamenti dichiarativi. Non sono inclusi i contributi richiesti a seguito di accertamento .
  6. Quali sono i vantaggi della composizione negoziata rispetto al concordato?
    La composizione negoziata è meno invasiva e più rapida; permette di negoziare con i creditori sotto la guida di un esperto, con misure protettive sin dall’avvio e senza passare immediatamente da un tribunale. È indicata per imprese ancora in continuità.
  7. Le mance corrisposte ai camerieri devono essere tassate?
    Secondo la Cassazione n. 26512/2021 le mance fanno parte del reddito di lavoro dipendente e devono essere assoggettate a IRPEF e contributi . Le imprese devono quindi registrarle e pagarne le imposte.
  8. Cosa accade se non pago una rata della rateazione?
    Il mancato pagamento di una rata della rateazione ordinaria o della rottamazione comporta la decadenza dal beneficio e la ripresa immediata della riscossione per l’intero importo dovuto.
  9. Esiste un termine di prescrizione per i debiti bancari?
    I crediti bancari derivanti da mutui o finanziamenti si prescrivono in 10 anni; per i contratti di conto corrente la prescrizione è decennale per il saldo di chiusura. I decreti ingiuntivi interrompono la prescrizione.
  10. Le banche possono pignorare il mio conto senza preavviso?
    In presenza di un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo o mutuo non pagato) la banca può procedere al pignoramento dopo aver notificato l’atto di precetto. È possibile opporsi entro 40 giorni.
  11. Se pago solo una parte del debito, la sanzione contributiva diminuisce?
    La sanzione è proporzionale all’importo non versato. Pagando entro 120 giorni dalla notifica e denunciando spontaneamente l’omissione si riduce la sanzione .
  12. Come si calcola l’aggio?
    Per i carichi affidati fino al 2021 l’aggio era pari al 3 % del debito; la L. 199/2025 lo ha abolito per i carichi affidati dal 2022 in poi. La Corte costituzionale ha giudicato legittima l’abolizione .
  13. È possibile rottamare multe stradali?
    Sì, ma con regole particolari: nella rottamazione quinquies si paga la quota sanzionatoria principale senza interessi e aggio .
  14. Sono socio di una srl di catering; l’INPS mi chiede i contributi. Come difendermi?
    Occorre dimostrare che la tua attività non è abituale e prevalente; presentare documenti che attestino il tuo ruolo amministrativo e la presenza di dipendenti . La prescrizione quinquennale potrebbe essere maturata.
  15. Cosa succede se la società di catering è in perdita ma ha immobili ipotecati?
    È possibile valutare il concordato preventivo con cessione degli immobili o la liquidazione controllata. In alternativa, la composizione negoziata consente di negoziare con i creditori per ristrutturare il debito mantenendo gli immobili strumentali.
  16. Posso accedere al piano del consumatore pur essendo titolare di una piccola società?
    Se svolgi attività imprenditoriale in forma individuale con volumi ridotti, potresti rientrare nella definizione di “debitore non fallibile” e accedere al piano del consumatore. In caso contrario, puoi optare per l’accordo di composizione della crisi.
  17. Un decreto ingiuntivo bancario può essere sospeso?
    Sì. È possibile chiedere la sospensione ex art. 649 c.p.c. dimostrando l’illegittimità dell’ingiunzione (per esempio, tassi usurari o anatocismo). In tal caso, la banca non potrà procedere a pignoramenti durante la sospensione.
  18. Qual è il ruolo dell’OCC nelle procedure di sovraindebitamento?
    L’Organismo di composizione della crisi nomina il gestore, assiste il debitore nella redazione del piano, certifica i dati e vigila sul rispetto delle scadenze. È un ente terzo che assicura imparzialità.
  19. Cosa succede se la composizione negoziata fallisce?
    Se non si raggiunge un accordo, l’imprenditore può accedere a un concordato semplificato o richiedere la liquidazione giudiziale. L’esperto negoziatore redige una relazione che sarà utilizzata nel procedimento successivo.
  20. Le società di catering aeroportuale sono soggette a controlli specifici?
    Sì. Oltre ai controlli fiscali e contributivi, le società che operano negli aeroporti sono sottoposte a verifiche sulla sicurezza alimentare, sulla gestione dei rifiuti e sul rispetto delle norme aeroportuali. In caso di irregolarità, i debiti possono estendersi a sanzioni amministrative e sospensioni delle concessioni.

8 – Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere l’effetto delle diverse strategie, proponiamo alcune simulazioni basate su casi tipici di società di catering.

8.1 Simulazione di rottamazione quinquies

  • Situazione di partenza: una società di catering ha tre cartelle iscritte a ruolo:
  • Cartella A: IVA non versata 2018, capitale 50.000 €, sanzioni 10.000 €, interessi 5.000 €, aggio 1.200 €.
  • Cartella B: IRAP 2019, capitale 20.000 €, sanzioni 4.000 €, interessi 2.000 €, aggio 480 €.
  • Cartella C: contributi INPS 2020, capitale 15.000 €, sanzioni 3.000 €, interessi 1.500 €, aggio 360 €.
  • Totale nominale: 50.000 + 10.000 + 5.000 + 1.200 + 20.000 + 4.000 + 2.000 + 480 + 15.000 + 3.000 + 1.500 + 360 = 112.540 €.
  • Applicazione della rottamazione: secondo la L. 199/2025, la società paga solo il capitale e le spese di notifica. Supponendo spese di notifica pari a 400 € complessive, l’importo dovuto è 50.000 + 20.000 + 15.000 + 400 = 85.400 €. Le sanzioni, gli interessi e l’aggio (27.140 €) sono stralciati .
  • Pagamento rateale: se la società sceglie 20 rate, paga 4.270 € ogni semestre (tasso del 3 % annuo). In assenza di rottamazione avrebbe dovuto pagare l’intero importo con aggio e interessi; il risparmio è evidente.

8.2 Simulazione di accertamento induttivo e difesa

Un’impresa di catering aeroportuale riceve un avviso di accertamento per l’anno 2022, con contestazione di ricavi non dichiarati per 100.000 €. L’Agenzia delle Entrate si basa su:

  • incongruenze tra acquisti di materie prime (documentati per 400.000 €) e ricavi dichiarati (450.000 €), sostenendo che la percentuale di ricarico tipica del settore è del 200 %;
  • segnalazioni di pagamenti in contanti non registrati.

Difesa:

  • Contestare l’uso di parametri medi: il D.P.R. 600/1973 consente l’accertamento induttivo solo se sussistono presunzioni gravi, precise e concordanti ; parametri statistici non sono sufficienti.
  • Dimostrare la reale marginalità: presentare documenti che attestino sconti praticati ai clienti aeroportuali, costi elevati di logistica e smaltimento, scarti di cibo.
  • Portare testimoni (clienti, fornitori) e contratti che giustificano i prezzi.

Risultato: in sede di mediazione tributaria l’Agenzia riconosce l’erroneità della percentuale di ricarico e riduce i ricavi contestati a 20.000 €, con pagamento di 4.000 € di imposte e 1.200 € di sanzioni (falcidiate nella successiva rottamazione).

8.3 Simulazione di accertamento contributivo sui soci

Tre soci amministratori di una società di catering ricevono un avviso di addebito per contributi artigiani per 60.000 € (20.000 € a testa) relativi a tre anni. L’INPS ritiene che siano soci lavoratori perché non sono dipendenti e la società non ha personale.

Difesa:

  • Produrre statuto sociale e verbali che dimostrino che i soci si occupano della strategia e non dell’esecuzione.
  • Presentare contratti di appalto che mostrino che la preparazione dei pasti è affidata a una ditta terza.
  • Eccepire la prescrizione quinquennale per due annualità e la mancata prova dell’attività abituale.

Esito: il giudice del lavoro accoglie il ricorso, annulla l’avviso per due anni prescritti, riduce l’importo a 10.000 € per il terzo anno e applica la sanzione ridotta al 5,5 % (tasso ufficiale + 5,5 punti) .

9 – Sentenze aggiornate dalle fonti istituzionali

Di seguito si riassumono alcune pronunce ufficiali rilevanti, consultabili sui siti istituzionali di Cassazione, Corte costituzionale o del Ministero della Giustizia:

  • Cass., Sez. V, ord. n. 21128/2025: la cartella di pagamento è valida se consente al contribuente di identificare l’atto presupposto; la notifica via PEC è legittima .
  • Cass., Sez. V, ord. n. 27118/2025: l’accertamento induttivo richiede presunzioni gravi, precise e concordanti; non può basarsi su semplici scostamenti dai parametri di settore .
  • Cass., ord. n. 26512/2021: le mance percepite dai lavoratori del settore ristorazione rientrano nella base imponibile IRPEF .
  • Cass. Sez. Unite n. 2098/2025: l’omessa impugnazione di una cartella non trasforma la prescrizione breve in decennale; occorre valutare gli atti interruttivi.
  • Cass., ord. n. 32598/2014: la rateazione del debito non esclude la punibilità per omesso versamento di ritenute fiscali.
  • Corte costituzionale, sent. n. 46/2025: legittima l’abolizione dell’aggio; effetto non retroattivo .
  • Corte costituzionale, sent. n. 209/2024: sanzioni contributive ex art. 116 L. 388/2000 eccessive; il legislatore deve rispettare il principio di proporzionalità.

Conclusione

Nel settore del catering aeroportuale, le dinamiche dei pagamenti, l’alta incidenza del personale e la complessità delle commesse rendono le imprese particolarmente esposte a debiti fiscali, contributivi e bancari. Le normative vigenti offrono strumenti efficaci per difendere il debitore: ricorsi, sospensioni, rottamazioni, accordi di ristrutturazione e procedure di sovraindebitamento. Le pronunce di Cassazione e Corte costituzionale chiariscono i confini della potestà impositiva e riconoscono al contribuente il diritto a un contraddittorio effettivo, a notifiche regolari e a sanzioni proporzionate.

È fondamentale agire tempestivamente: la maggior parte delle tutele richiede l’impugnazione dell’atto entro termini ristretti. Ogni situazione è diversa e va valutata alla luce delle circostanze concrete. L’assistenza di professionisti esperti consente di individuare i vizi dell’atto, di contestare gli accertamenti e di scegliere lo strumento più conveniente (ricorso, rottamazione, accordo di ristrutturazione, composizione negoziata).

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare di avvocati e commercialisti sono pronti a mettere a disposizione competenze aggiornate in materia di diritto tributario, bancario e concorsuale. Grazie alla qualifica di gestore della crisi e di esperto negoziatore, possono assisterti nella presentazione di piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e procedure di composizione negoziata, oltre a rappresentarti davanti alla Corte di Cassazione. Con un’analisi precisa degli atti, ricorsi mirati e strategie di negoziazione, è possibile bloccare azioni esecutive, pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi, ridurre i debiti e salvaguardare l’attività.

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