Azienda di cogenerazione con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un’azienda di cogenerazione richiede investimenti significativi in macchinari, infrastrutture e personale. La cogenerazione (produzione combinata di energia elettrica e calore) gode di incentivi ma è anche esposta a forti oscillazioni del mercato energetico. In questo contesto è facile accumulare debiti tributari, previdenziali e bancari. Una cartella di pagamento inattesa può paralizzare l’attività, e un pignoramento può bloccare i flussi finanziari necessari a mantenere gli impianti in funzione. Sottovalutare un avviso di accertamento o confidare in una “tregua fiscale” senza conoscere i requisiti può condurre alla perdita di preziose agevolazioni. Affrontare tempestivamente i debiti è essenziale per salvare l’azienda, evitare sanzioni penali e utilizzare gli strumenti di tutela previsti dalla legge.

In questo articolo approfondito – aggiornato a febbraio 2026 – analizziamo tutto ciò che un imprenditore o amministratore di una società di cogenerazione deve sapere per difendersi da Agenzia delle Entrate, INPS e banche. Il taglio è pratico e giuridico: spiegheremo le norme vigenti, le più recenti sentenze della Cassazione e della Corte costituzionale, le procedure passo‑passo e le strategie difensive. L’obiettivo è permettere al lettore di comprendere i propri diritti, evitare errori comuni e sfruttare al meglio le soluzioni negoziate o giudiziali.

L’articolo è stato elaborato in collaborazione con avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista con esperienza vastissima. L’avvocato coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati in diritto bancario e tributario, opera come Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della L. 3/2012 iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, è professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC) ed è iscritto come esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. In qualità di cassazionista, ha accesso a tutti i gradi di giudizio e coordina professionisti in grado di assistere imprese in tutta Italia.

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  • Chiede sospensioni della riscossione e blocco delle procedure esecutive tramite istanze al giudice competente.
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  • Presenta piani del consumatore, accordi di ristrutturazione dei debiti o liquidazione controllata per ridurre i debiti e salvaguardare l’azienda.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Debiti fiscali e previdenziali: norme generali

L’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) riscuote tributi e contributi affidati dagli enti impositori (Agenzia delle Entrate, Regioni, Comuni, INPS, INAIL). Le richieste di pagamento si presentano in forma di cartelle esattoriali, avvisi di addebito INPS, atti di accertamento esecutivi o avvisi bonari. In caso di mancato pagamento, si passa a pignoramenti presso terzi, iscrizione di ipoteca sugli immobili o fermi amministrativi.

Le norme chiave da conoscere sono:

  1. Art. 545 c.p.c. (crediti impignorabili): stabilisce che stipendi, pensioni e indennità di fine rapporto sono pignorabili nei limiti di un quinto per debiti tributari; inoltre, la parte del salario o pensione pari a due volte l’assegno sociale è impignorabile, e solo l’eccedenza può essere aggredita . Lo stesso articolo prevede che le somme accreditate su conto corrente derivanti da pensioni o stipendi non possano essere pignorate per l’importo corrispondente a tre volte l’assegno sociale .
  2. D.L. 118/2021 e successive integrazioni: ha introdotto la composizione negoziata della crisi e l’esperto negoziatore. L’articolo 2 stabilisce che l’imprenditore in squilibrio economico‑finanziario può chiedere alla Camera di Commercio la nomina di un esperto indipendente per valutare un piano di risanamento . L’esperto facilita le trattative con i creditori per individuare una soluzione, anche tramite cessione di rami d’azienda . La piattaforma telematica nazionale offre un test pratico e un protocollo di conduzione . L’imprenditore può chiedere misure protettive che sospendono azioni esecutive e cautelari: una volta pubblicata l’istanza, i creditori non possono acquisire diritti di prelazione né iniziare o proseguire azioni esecutive .
  3. Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII): le procedure di sovraindebitamento consentono ai soggetti non fallibili (tra cui le imprese agricole e le società non assoggettabili a liquidazione giudiziale) di accedere a varie soluzioni. L’art. 67 CCII (piano del consumatore/accordo di ristrutturazione dei debiti) prevede che il debitore, con l’assistenza dell’OCC, presenti un piano che può proporre la soddisfazione parziale e differenziata dei crediti e la liberazione delle esdebitazioni entro cinque anni . L’art. 268 CCII istituisce la liquidazione controllata: i creditori possono richiedere l’apertura della liquidazione se il debitore è insolvente, ma il procedimento non si apre per debiti inferiori a 50.000 € . Alcuni beni sono esclusi dalla liquidazione e l’apertura sospende gli interessi . L’art. 283 CCII disciplina l’esdebitazione del sovraindebitato incapiente: un debitore persona fisica che non può offrire utilità può ottenere, una sola volta, la liberazione dai debiti residuali a condizione di dimostrare la propria buona fede e che eventuali risorse sopraggiunte entro quattro anni vengano destinate ai creditori .
  4. Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) – “Tregua fiscale”:
  5. Definizione agevolata degli avvisi bonari (commi 153‑159). Le somme risultanti dal controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi possono essere definite con pagamento dell’imposta, degli interessi e delle addizionali, mentre le sanzioni si riducono al 3% . I versamenti possono essere effettuati in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2023 o in rate fino a 20 rate trimestrali .
  6. Stralcio dei debiti fino a 1.000 € (commi 222‑230): dal 31 marzo 2023 i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, di importo residuo fino a 1.000 €, sono automaticamente annullati . Per i carichi delle amministrazioni diverse dallo Stato lo stralcio riguarda solo interessi e sanzioni, salvo rinuncia dell’ente .
  7. Definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione (“rottamazione‑quater”) (commi 231‑252): consente di estinguere i debiti dal 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo capitale e spese di riscossione, senza sanzioni né interessi. La domanda telematica andava presentata entro il 30 aprile 2023 e il pagamento poteva essere rateizzato fino a 18 rate .
  8. Rottamazione‑quinquies (Legge n. 199/2025 – Bilancio 2026): la legge di bilancio 2026 ha riaperto la rottamazione per i carichi affidati tra il 2000 e il 2023 (“rottamazione‑quinquies”), consentendo di estinguere i debiti tributari e contributivi pagando solo imposta e diritti: il contribuente può scegliere tra versamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o rate fino a 54 rate bimestrali (circa nove anni), con interessi al 3% . La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 . Per i debiti relativi a dichiarazioni omesse o inesatte sono escluse le sanzioni amministrative penali.
  9. Riammissione alla rottamazione‑quater (Legge 15/2025): chi aveva aderito alla rottamazione‑quater ma non ha pagato una o più rate scadute al 31 dicembre 2024 può rientrare nella sanatoria presentando domanda entro il 30 aprile 2025; le rate non pagate possono essere versate entro 31 luglio 2025 o in 10 rate fino al 2027, con interessi al 2% .
  10. Cassazione e giurisprudenza recente:
  11. Cass. n. 22914/2024 ha esaminato se il privilegio fondiario in favore delle banche sopravvive dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi. La Corte ha affermato che il privilegio ex art. 41 TUB continua a operare e ha ribadito che nella liquidazione controllata il creditore fondiario può procedere autonomamente all’esecuzione senza attendere l’esito della procedura . .
  12. Cass. n. 34150/2024 ha stabilito che nei piani del consumatore e negli accordi di ristrutturazione dei debiti è possibile differire il pagamento dei crediti privilegiati oltre un anno, purché i creditori possano esprimersi sul piano . La sentenza valorizza la flessibilità delle procedure di sovraindebitamento e ammette dilazioni più lunghe se i privilegiari sono tutelati.
  13. Cass. Ord. 26548/2025 ha annullato una cartella perché l’ufficiale giudiziario non aveva indicato le ricerche effettuate prima di dichiarare l’irreperibilità del destinatario nella notifica semplificata ex art. 60 DPR 600/1973; l’uso di un modulo prestampato senza attestare gli accertamenti viola la legge . La Corte ha cassato la sentenza impugnata e rinviato al giudice di merito .
  14. Corte costituzionale n. 216/2025 ha ritenuto legittimo l’art. 69 L. 153/1969, che consente all’INPS di pignorare un quinto della pensione per recuperare contributi non versati o indebiti. La Corte ha affermato che il limite di impignorabilità pari al doppio dell’assegno sociale previsto dall’art. 545 c.p.c. non si applica ai crediti INPS, trattandosi di una normativa speciale volta a salvaguardare il sistema previdenziale . Il sacrificio imposto al pensionato è ritenuto proporzionato e non discriminatorio , e la Corte ha dichiarato non fondata la questione di legittimità .

1.2 Debiti bancari e rapporti contrattuali con gli istituti di credito

Le società di cogenerazione di norma ricorrono a finanziamenti bancari per costruire o ammodernare gli impianti. I contratti di mutuo e leasing sono tutelati dall’art. 2748 c.c. e, in caso di insolvenza, le banche possono iscrivere ipoteca e agire in via esecutiva. Tuttavia anche questi contratti sono soggetti a controllo di legittimità: pratiche di anatocismo, interessi usurari o clausole vessatorie possono essere contestate.

Una recente tendenza giurisprudenziale riconosce l’applicazione del Tasso Soglia (Legge 108/1996) ai contratti di leasing finanziario. L’imprenditore può domandare in giudizio la riduzione degli interessi usurari e la restituzione di quanto pagato in eccesso. Inoltre, l’art. 120 TUB vieta la capitalizzazione degli interessi non espressamente pattuita. In ambito di crisi d’impresa, l’art. 41 TUB consente alla banca munita di garanzia ipotecaria di procedere autonomamente all’esecuzione sul bene, ma solo per i crediti fondiari qualificati; la Cassazione ha precisato che questo privilegio coesiste con le procedure concorsuali .

1.3 Crediti INPS e INAIL

I contributi previdenziali e assistenziali sono dovuti dai datori di lavoro per dipendenti e collaboratori. L’INPS, come l’Agenzia delle Entrate, può emettere avvisi di addebito immediatamente esecutivi. Se il datore di lavoro non paga, l’INPS iscrive a ruolo il credito e chiede all’agente della riscossione di procedere. Le particolarità sono:

  • Aggressione della pensione: come chiarito dalla Corte costituzionale, per i crediti INPS non si applicano i limiti dell’art. 545 c.p.c. ma il regime speciale dell’art. 69 L. 153/1969, che consente il pignoramento di un quinto della pensione .
  • Avviso di addebito: per essere valido deve contenere gli estremi della pretesa contributiva. È impugnabile entro 40 giorni davanti al tribunale del lavoro. La mancata indicazione degli atti presupposti può comportare la nullità.
  • Rottamazione e definizione agevolata: le misure di rottamazione si applicano anche ai contributi INPS, con alcune particolarità: sono esclusi dalla definizione agevolata i contributi derivanti da accertamenti ispettivi, mentre sono inclusi i contributi risultanti da dichiarazioni del datore di lavoro .

2. Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica

Quando l’azienda riceve un atto esattoriale o un pignoramento, è importante non farsi prendere dal panico. Segue un percorso procedurale che offre più occasioni di difesa. Di seguito una guida passo‑passo per le principali tipologie di atti.

2.1 Notifica di cartella di pagamento o avviso di addebito

  1. Ricezione dell’atto: la cartella o l’avviso deve essere notificato presso la sede legale o via PEC. Se l’ufficiale giudiziario non trova il destinatario, deve indicare le ricerche effettuate; in caso contrario la notifica è nulla, come ribadito dalla Cassazione . La cartella indica l’importo dovuto e la causale (imposte, IVA, ritenute, contributi, sanzioni e interessi).
  2. Verifica dei termini: per le cartelle relative a tributi statali o contributi previdenziali, il contribuente ha 60 giorni per proporre ricorso alla Commissione tributaria o al tribunale del lavoro. Per gli avvisi di addebito INPS il termine è 40 giorni.
  3. Richiesta di sospensione: se la cartella contiene errori evidenti (ad esempio duplicazione del pagamento), è possibile chiedere all’agente della riscossione la sospensione in via amministrativa, allegando la prova del pagamento o dell’annullamento dell’atto. L’ente impositore deve rispondere entro 220 giorni.
  4. Impugnazione in giudizio: il ricorso deve essere depositato presso la Commissione tributaria provinciale o il tribunale del lavoro, allegando l’atto impugnato e le prove. L’assistenza di un avvocato è obbligatoria per importi superiori a 3.000 €.
  5. Effetti dell’impugnazione: la presentazione del ricorso non sospende automaticamente la riscossione. È necessario chiedere la sospensione giudiziale, dimostrando il periculum (danno grave) e il fumus boni iuris (fondamento della pretesa). La sospensione impedisce l’avvio di pignoramenti.

2.2 Avviso di accertamento esecutivo

L’Agenzia delle Entrate può emettere avvisi di accertamento che diventano esecutivi dopo 60 giorni dalla notifica. L’avviso contiene un primo invito al pagamento (entro 60 giorni) e, se non pagato, viene trasmesso all’agente della riscossione. Il contribuente può presentare accertamento con adesione entro 30 giorni per ridurre le sanzioni e pagare in rate.

2.3 Pignoramento presso terzi o fermo amministrativo

Se la società non paga entro i termini, l’agente della riscossione può notificare un pignoramento presso terzi (es. banche, clienti). Il pignoramento è eseguito mediante intimazione al terzo a non pagare somme superiori al credito pignorato. L’atto va notificato anche al debitore. Il pignoramento di stipendi e pensioni deve rispettare i limiti dell’art. 545 c.p.c. (un quinto per i tributi; doppio assegno sociale) .

Nel caso di fermo amministrativo su autoveicoli, l’agente iscrive il fermo al PRA e notifica l’atto. Per contestare il fermo è necessario dimostrare l’infondatezza del credito o l’illegittimità della procedura (ad es. notifica errata).

2.4 Ipoteche e iscrizione al Registro immobiliare

Per debiti superiori a 5.000 € l’agente della riscossione può iscrivere ipoteca sugli immobili della società. L’ipoteca è iscritta solo dopo un preavviso di trenta giorni. L’impugnazione può essere proposta davanti al giudice ordinario o alla Commissione tributaria, contestando la legittimità del debito o la mancanza del preavviso.

2.5 Azioni della banca

In presenza di finanziamenti bancari non pagati, la banca può attivare azioni giudiziali per recuperare il credito. Se è presente un’ipoteca, potrà avviare la esecuzione immobiliare. Tuttavia, nelle procedure concorsuali e nel sovraindebitamento, la banca deve concorrere con gli altri creditori. Solo per i crediti fondiari sussiste il privilegio ex art. 41 TUB che consente alla banca di proseguire l’esecuzione per soddisfare il proprio credito .

3. Difese e strategie legali

3.1 Verifica della legittimità degli atti

La prima difesa è esaminare attentamente la cartella o l’avviso. L’avv. Monardo effettua un’analisi tecnico‑giuridica per individuare vizi formali e sostanziali. Tra i principali motivi di annullamento vi sono:

  1. Notifica irregolare: se l’atto non è stato consegnato correttamente o non contiene l’attestazione delle ricerche dell’ufficiale giudiziario. La Cassazione ha annullato un’ipoteca per mancanza di indicazione delle ricerche di irreperibilità .
  2. Prescrizione: i tributi si prescrivono in 10 anni per le imposte erariali e in 5 anni per INPS e INAIL. La prescrizione può essere interrotta solo da atti idonei; altrimenti il debito si estingue.
  3. Carente motivazione: l’atto deve indicare l’origine del debito e gli estremi degli avvisi precedenti; la mancanza di motivazione comporta la nullità.
  4. Calcolo errato: spesso gli interessi di mora o le sanzioni sono calcolati in modo sbagliato; con la rottamazione alcuni accessori possono essere cancellati.
  5. Sovrapposizione di ruoli: può accadere che l’INPS iscriva un avviso già riscosso dall’Agenzia delle Entrate; in tal caso è possibile chiedere l’annullamento per doppia imposizione.

3.2 Ricorso e sospensione giudiziale

Il ricorso deve contenere l’esposizione dei fatti, i motivi di diritto e le richieste (annullamento totale o parziale, rideterminazione della pretesa). È importante allegare la prova dell’avvenuta notifica e eventuali documenti contabili. Il giudice può sospendere la riscossione se ritiene sussistente il fumus boni iuris e il periculum in mora; ad esempio, può sospendere l’esecuzione di un pignoramento sui conti dell’azienda per evitare il blocco dell’attività produttiva.

3.3 Trattativa con Agenzia delle Entrate e INPS

L’Agenzia delle Entrate e l’INPS hanno l’interesse a recuperare il credito senza sopprimere l’azienda. Con l’assistenza di un professionista è possibile avviare una definizione stragiudiziale: ciò può comportare la rateizzazione dei debiti, la rinuncia a parte delle sanzioni o l’inclusione nella rottamazione. È importante presentare una documentazione precisa (bilanci, piani di rientro, proiezioni finanziarie) per dimostrare la sostenibilità del pagamento.

3.4 Utilizzo della composizione negoziata e misure protettive

Per le imprese con squilibrio economico, la composizione negoziata ex D.L. 118/2021 permette di affrontare la crisi in modo consensuale. L’imprenditore chiede alla Camera di Commercio la nomina di un esperto indipendente quando risulta ragionevolmente perseguibile il risanamento . Una volta nominato, l’esperto agevola le trattative con i creditori e può proporre ristrutturazioni del debito, cessioni di rami d’azienda e soluzioni negoziate. È possibile richiedere misure protettive: dal giorno della pubblicazione dell’istanza i creditori non possono iniziare né proseguire azioni esecutive sui beni aziendali . Le misure sono concesse dal tribunale, durano fino alla fine delle trattative e non bloccano i pagamenti correnti (stipendi, fornitori) . Questo strumento è prezioso per evitare pignoramenti mentre si negozia con l’INPS o la banca.

3.5 Piano del consumatore e accordo di ristrutturazione (art. 67 CCII)

Se l’impresa non è fallibile, può ricorrere alle procedure di sovraindebitamento del CCII. Il piano del consumatore consente di proporre ai creditori un pagamento parziale dei debiti con la previsione di dilazioni fino a cinque anni . Il giudice omologa il piano se ritiene equo il trattamento dei creditori. La Cassazione ha affermato che il pagamento dei crediti privilegiati può essere differito oltre un anno se i creditori partecipano e non subiscono un danno .

L’accordo di ristrutturazione dei debiti funziona in modo simile ma richiede l’adesione della maggioranza dei creditori. È adatto a imprenditori con patrimonio più consistente. L’esperienza dell’OCC e dell’avv. Monardo permette di predisporre piani credibili e ottenere l’omologa.

3.6 Liquidazione controllata (art. 268 CCII)

Quando l’impresa è insolvente e non può perseguire un piano di risanamento, la liquidazione controllata consente di liquidare il patrimonio in modo ordinato. Può essere richiesta dal debitore o dai creditori, ma non si apre se i debiti sono inferiori a 50.000 € . Alcuni beni sono esclusi (stipendi, crediti impignorabili) e gli interessi sono sospesi . La liquidazione protegge il debitore da azioni individuali e consente di chiudere l’azienda senza fallire.

3.7 Esdebitazione del sovraindebitato incapiente (art. 283 CCII)

In casi estremi, un imprenditore persona fisica può beneficiare dell’esdebitazione del sovraindebitato incapiente: se non ha patrimonio e non può offrire utilità ai creditori, il tribunale può cancellare i debiti residui, una sola volta, se il soggetto ha agito con diligenza e non ha determinato la situazione con colpa grave . Se entro quattro anni sopraggiungono nuovi beni, questi devono essere destinati ai creditori . Questa misura rappresenta un “fresh start” per l’imprenditore persona fisica, ma è applicabile solo in casi estremi.

3.8 Contenzioso con le banche

Le banche sono soggetti forti ma non invincibili. L’avv. Monardo analizza i contratti di mutuo e leasing per verificare l’eventuale presenza di interessi usurari rispetto al tasso soglia usura; in tal caso, gli interessi devono essere eliminati e la banca è tenuta a restituire il surplus. Verifica inoltre la presenza di anatocismo (capitalizzazione illegittima degli interessi) e di clausole vessatorie. Se la banca ha applicato commissioni di massimo scoperto non pattuite, esse possono essere contestate. In alcuni casi è possibile chiedere il ricalcolo del saldo e ottenere una riduzione significativa del debito.

Se la banca ha iscritto ipoteca su un immobile dell’azienda, l’art. 41 TUB consente l’esecuzione autonoma per il creditore fondiario. Tuttavia, la Cassazione ha ribadito che il privilegio coesiste con le procedure concorsuali e non impedisce al debitore di utilizzare gli strumenti di sovraindebitamento . Una corretta strategia può prevedere la negoziazione di un accordo con la banca in parallelo alle procedure con Fisco e INPS.

3.9 Protezione della pensione e dei salari

Per i debiti tributari e contributivi, lo Stato può pignorare stipendi e pensioni nei limiti di un quinto . Tuttavia, la parte pari a due volte l’assegno sociale è impignorabile . In presenza di più crediti (alimentari, fiscali e ordinari) la somma complessiva pignorabile non può superare la metà. Per i crediti INPS il limite generale non si applica e vige la regola speciale che consente il pignoramento di un quinto della pensione . Il datore di lavoro deve verificare i limiti e opporsi in caso di violazioni.

4. Strumenti alternativi e agevolazioni

4.1 Rottamazione‑quater (2023)

La rottamazione‑quater, introdotta dalla Legge 197/2022, ha permesso di pagare i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 versando solo il capitale e le spese di riscossione. Le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio sono stati azzerati . La domanda doveva essere inviata entro il 30 aprile 2023; il pagamento poteva avvenire in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate. L’adesione comportava la rinuncia ai giudizi pendenti e la sospensione delle procedure esecutive. Per chi non ha versato le rate nei termini, la Legge 15/2025 ha previsto la riammissione (vedi paragrafo 4.3).

4.2 Rottamazione‑quinquies (2026)

La Legge n. 199/2025, approvata a dicembre 2025 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026, ha varato la rottamazione‑quinquies. Si tratta di una nuova definizione agevolata per i carichi affidati tra il 2000 e il 31 dicembre 2023. Il contribuente paga solo l’imposta (o il contributo) e gli oneri di riscossione, con esclusione integrale di sanzioni e interessi . Tra le caratteristiche più rilevanti:

  • Domanda telematica entro il 30 aprile 2026 .
  • Prima rata o saldo entro il 31 luglio 2026; possibilità di rateizzare in 54 rate bimestrali (9 anni), con interessi al 3% .
  • Applicazione anche ai contributi INPS derivanti da dichiarazioni dei datori di lavoro, ma esclusione dei contributi da accertamenti ispettivi.
  • Inclusione dei carichi affidati dal 2000 al 2023; i carichi esclusi da precedenti rottamazioni possono essere ripresentati, con la possibilità di definire i debiti residui.

Per un’azienda di cogenerazione con debiti importanti, la rottamazione‑quinquies rappresenta l’opportunità di ridurre notevolmente l’esposizione, liberando risorse per investire negli impianti. Un professionista può aiutare a calcolare l’importo dovuto e presentare correttamente la domanda.

4.3 Riammissione alla rottamazione‑quater

Chi ha aderito alla rottamazione‑quater e non ha pagato le rate dovute entro il 31 dicembre 2024 può rientrare nella procedura grazie alla Legge 15/2025 (conversione del D.L. 202/2024). La riammissione è limitata ai carichi già inclusi nella precedente dichiarazione e richiede la presentazione di una nuova istanza telematica entro il 30 aprile 2025. Le rate non pagate possono essere versate in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025 o in 10 rate distribuite tra luglio 2025 e novembre 2027, con interessi al 2% . In caso di omesso o tardivo pagamento di due rate, si decade dal beneficio e il debito viene ripristinato.

4.4 Stralcio dei debiti fino a 1.000 € e definizione agevolata degli avvisi bonari

Per importi modesti, la Legge 197/2022 ha previsto lo stralcio automatico dei carichi residui fino a 1.000 €, affidati agli agenti della riscossione tra il 2000 e il 2015: dal 31 marzo 2023 i carichi statali fino a 1.000 € sono stati annullati senza necessità di domanda . Per i carichi di Comuni e altri enti l’annullamento riguarda solo interessi e sanzioni . La stessa legge ha previsto la definizione agevolata degli avvisi bonari: il contribuente può pagare l’imposta e gli interessi, mentre le sanzioni sono ridotte al 3% . Il pagamento può avvenire in unica soluzione o in rate fino a 20 trimestri .

4.5 Definizione agevolata degli avvisi di accertamento

Sempre la Legge 197/2022 ha introdotto una forma di definizione degli atti di accertamento: chi riceve un avviso di accertamento può versare le somme dovute (imposta, interessi e sanzioni ridotte) entro 30 giorni dalla notifica per chiudere il contenzioso. Questa misura, non strutturale, consente di risparmiare sulle sanzioni e di rateizzare il pagamento.

4.6 Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione

Come illustrato al paragrafo 3.5, il piano del consumatore e l’accordo di ristrutturazione sono strumenti del CCII che consentono di proporre ai creditori il pagamento parziale dei debiti. La Cassazione ha chiarito che il pagamento dei crediti privilegiati può essere posticipato oltre un anno ; ciò consente di destinare le risorse all’investimento industriale prima di pagare le banche o l’INPS. Nel piano del consumatore non è richiesto l’accordo della maggioranza dei creditori; tuttavia il giudice deve accertare che il piano non comporti un sacrificio eccessivo per i privilegiari.

4.7 Liquidazione controllata e esdebitazione

La liquidazione controllata (art. 268 CCII) consente di chiudere l’attività liquidando i beni, evitando la dichiarazione di fallimento. È consigliabile quando l’impresa non ha prospettive di risanamento. Il tribunale nomina un liquidatore che vende i beni e ripartisce il ricavato. L’esdebitazione del sovraindebitato incapiente (art. 283 CCII) permette, dopo la liquidazione, di cancellare i debiti residui se il debitore non ha beni e agito con buona fede.

4.8 Composizione negoziata (D.L. 118/2021) e misure protettive

L’istituto della composizione negoziata è particolarmente adatto alle aziende di cogenerazione che hanno potenziale di risanamento. Il procedimento prevede:

  1. Nomina dell’esperto: l’imprenditore presenta l’istanza alla Camera di Commercio; l’esperto viene scelto tra professionisti con esperienza in ristrutturazioni aziendali .
  2. Predisposizione di un piano di risanamento: la piattaforma telematica offre un test di praticabilità e un protocollo; l’imprenditore elabora un piano con l’aiuto dell’esperto.
  3. Richiesta di misure protettive: con l’istanza è possibile chiedere la sospensione delle azioni esecutive; i creditori non possono acquisire garanzie né intraprendere azioni giudiziali . I lavoratori sono esclusi dalle misure protettive .
  4. Conferma delle misure: il tribunale fissa un’udienza per confermare, modificare o revocare le misure, ascoltando le parti e l’esperto . Se l’istanza non viene depositata nel termine, le misure cessano .
  5. Conclusione delle trattative: se si raggiunge un accordo, questo può essere omologato e attuato; in caso contrario, l’esperto dichiara la chiusura della procedura.

L’avv. Monardo, in qualità di esperto negoziatore riconosciuto ai sensi del D.L. 118/2021, assiste l’imprenditore nella predisposizione dell’istanza e nella gestione delle trattative. Grazie alla rete di professionisti sul territorio, è in grado di coordinare consulenti tecnici, periti e commercialisti per elaborare un piano credibile che persuada l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e le banche ad aderire.

4.9 Strumenti bancari: rinegoziazione, moratoria e saldo e stralcio

Oltre alle procedure pubblicistiche, le società di cogenerazione possono trattare direttamente con le banche. Gli istituti di credito, in ottica di gestione del rischio, accettano spesso la rinegoziazione dei mutui con allungamento della durata e riduzione della rata. In alternativa si può proporre una moratoria temporanea dei pagamenti, soprattutto se si dimostra la capacità di riprendere la regolarità grazie al risparmio fiscale derivante dalla rottamazione. Infine, per situazioni critiche, è possibile proporre un accordo di saldo e stralcio: la banca accetta di incassare una somma ridotta rispetto al credito nominale, pur di evitare la procedura giudiziale. La buona riuscita di tali trattative dipende dalla capacità di presentare un piano industriale credibile e dalla corretta valutazione dei beni dati in garanzia.

5. Errori comuni e consigli pratici

5.1 Errori da evitare

  • Ignorare le notifiche: non aprire una cartella o un avviso di addebito è l’errore più grave. Anche una notifica apparente potrebbe contenere termini perentori; la mancata reazione comporta la definitività del debito e l’avvio delle procedure esecutive.
  • Sottovalutare le scadenze: le procedure di rottamazione, riammissione e definizione hanno scadenze rigide. Per esempio, per la rottamazione‑quinquies occorre presentare la domanda entro il 30 aprile 2026 ; chi lo fa in ritardo perde l’opportunità.
  • Pagare importi non dovuti: spesso l’azienda si affretta a pagare un debito per evitare il pignoramento, ma potrebbe usufruire di una sospensione o contestare la pretesa. Pagare senza analisi espone al rischio di non recuperare quanto versato.
  • Non verificare interessi e sanzioni: molte cartelle contengono sanzioni e interessi illegittimi. La rottamazione consente di cancellare tali importi . È un errore pagare l’intero importo senza verificare le agevolazioni.
  • Dimenticare la previdenza: alcuni imprenditori pensano che i contributi INPS siano meno gravi dei tributi fiscali. In realtà l’INPS dispone di strumenti rapidi (avviso di addebito) e può pignorare la pensione oltre i limiti del c.p.c. . Ignorare i contributi può comportare la decadenza dai benefici.
  • Affidarsi al fai‑da‑te: le norme fiscali e bancarie cambiano spesso. Un professionista aggiornato può evitare errori. La mancata assistenza legale può portare alla decadenza da un rimedio o alla mancanza di prova di notifica.

5.2 Consigli pratici

  • Raccogliere la documentazione: conserva le PEC, le raccomandate e le ricevute relative agli avvisi. È necessario dimostrare l’eventuale notifica irregolare.
  • Effettuare un check‑up debitorio: chiedi a un professionista di elaborare un quadro complessivo dei debiti tributari, previdenziali e bancari. Un’analisi organica permette di scegliere tra ricorso, rottamazione o piani di ristrutturazione.
  • Valutare la rottamazione o la definizione agevolata: se il debito rientra nei periodi e nei limiti previsti, la rottamazione comporta un notevole risparmio . Un avvocato può calcolare l’importo dovuto e predisporre la domanda.
  • Considerare la composizione negoziata: se l’azienda è in squilibrio ma ancora vitale, la composizione negoziata offre protezione dai creditori e consente di negoziare soluzioni sostenibili .
  • Non trascurare la banca: valuta la possibilità di rinegoziare il mutuo o di contestare eventuali interessi usurari. Un piano di rientro condiviso con la banca permette di evitare l’ipoteca giudiziaria.
  • Monitorare le scadenze legislative: le “tregue fiscali” sono previste a tempo. Mantieniti informato sulle nuove leggi (come la rottamazione‑quinquies) consultando un professionista.

6. Tabelle riepilogative

6.1 Strumenti di definizione agevolata e crisi d’impresa

StrumentoRiferimento normativoPeriodo/TermineBenefici principali
Rottamazione‑quaterLegge 197/2022, commi 231‑252Domanda entro 30 aprile 2023. Max 18 ratePagamento di capitale e spese di riscossione senza sanzioni e interessi
Rottamazione‑quinquiesLegge 199/2025 (Bilancio 2026)Domanda entro 30 aprile 2026. Prima rata 31 luglio 2026. Fino a 54 ratePagamento della sola imposta/contributo; esclusi sanzioni e interessi; applicabile ai contributi INPS
Riammissione rottamazione‑quaterLegge 15/2025Domanda entro 30 aprile 2025. Rate fino a novembre 2027Possibilità di recuperare i benefici della rottamazione per chi è decaduto
Stralcio ≤ 1.000 €Legge 197/2022, commi 222‑230Automatico dal 31 marzo 2023Annullamento dei debiti residui fino a 1.000 € (solo interessi/sanzioni per enti diversi dallo Stato)
Definizione avvisi bonariLegge 197/2022, commi 153‑159Opzione entro 31 marzo 2023 o 20 ratePagamento di imposta e interessi con sanzioni ridotte al 3%
Composizione negoziataD.L. 118/2021, art. 2Istanza alla Camera di CommercioNomina di un esperto; misure protettive; sospensione azioni esecutive
Piano del consumatoreCCII art. 67Piano e istanza al giudicePagamento parziale dei debiti; dilazioni; protezione dai creditori
Liquidazione controllataCCII art. 268Debiti > 50.000 €Liquidazione ordinata dei beni; sospensione degli interessi; esclusione di beni impignorabili
Esdebitazione incapienteCCII art. 283Dopo la liquidazioneCancellazione dei debiti residui per il debitore persona fisica meritevole

6.2 Termini per impugnare gli atti

Atto/ProceduraAutorità competenteTermine di impugnazione
Cartella di pagamento (tributi)Commissione tributaria provinciale60 giorni dalla notifica
Avviso di addebito INPSTribunale del lavoro40 giorni dalla notifica
Avviso di accertamento esecutivoCommissione tributaria60 giorni (adesione entro 30 giorni)
Preavviso di ipotecaCommissione tributaria / giudice ordinario30 giorni per opporsi
Atto di pignoramentoGiudice dell’esecuzione20 giorni per opposizione agli atti esecutivi

7. Domande frequenti (FAQ)

1. Cos’è la rottamazione‑quinquies e a chi si applica?

La rottamazione‑quinquies è la nuova definizione agevolata introdotta dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025). Si applica ai carichi affidati dal 2000 al 31 dicembre 2023 e consente di pagare solo l’imposta o il contributo, eliminando sanzioni e interessi . Possono aderire anche i datori di lavoro per i contributi INPS derivanti da dichiarazioni.

2. Devo pagare per forza la prima rata della rottamazione‑quinquies entro il 31 luglio 2026?

Sì. La normativa prevede che il pagamento del saldo o della prima rata avvenga entro il 31 luglio 2026 . Il mancato pagamento comporta la decadenza dal beneficio e l’agente della riscossione può riprendere l’esecuzione.

3. Posso includere nella rottamazione anche i debiti derivanti da controlli ispettivi INPS?

No. La rottamazione quinquies include i contributi dichiarati dal datore di lavoro ma esclude quelli accertati dagli ispettori. Per questi ultimi bisogna valutare ricorsi o rateazioni ordinarie.

4. Ho aderito alla rottamazione‑quater ma ho saltato due rate: posso rientrare?

Sì. La Legge 15/2025 consente la riammissione, ma solo per i carichi già inclusi nella precedente rottamazione. È necessario presentare la domanda entro il 30 aprile 2025 e pagare le rate insolute entro luglio 2025 o dilazionarle in 10 rate .

5. Che differenza c’è tra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione?

Il piano del consumatore è destinato ai debitori persone fisiche e non richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori; il giudice verifica l’equità e omologa il piano . L’accordo di ristrutturazione è aperto anche a imprenditori e richiede l’assenso dei creditori che rappresentano la maggioranza dei debiti. Entrambi consentono la falcidia e la dilazione dei debiti.

6. È vero che i crediti tributari hanno sempre priorità su quelli bancari?

No. In sede di esecuzione individuale e di procedure concorsuali i crediti tributari godono di privilegi generali, ma i crediti fondiari garantiti da ipoteca possono essere soddisfatti autonomamente dalle banche in virtù dell’art. 41 TUB . Tuttavia, le sentenze recenti evidenziano che anche il privilegio fondiario deve coordinar­si con le procedure concorsuali.

7. Posso ottenere la cancellazione totale dei debiti con la liquidazione controllata?

La liquidazione controllata non cancella di per sé i debiti; serve a ripartire equamente il patrimonio. Tuttavia, dopo la chiusura della liquidazione, se il debitore persona fisica non ha beni e dimostra buona fede, può chiedere l’esdebitazione del sovraindebitato incapiente, che cancella i debiti residui .

8. La composizione negoziata blocca tutti i creditori?

Sì, ma solo se il tribunale conferma le misure protettive. Dalla pubblicazione dell’istanza, i creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sui beni aziendali . Tuttavia, i crediti dei lavoratori sono esclusi dalle misure .

9. Che succede se l’INPS mi pignora la pensione per contributi non versati?

La Corte costituzionale ha stabilito che l’INPS può pignorare un quinto della pensione per recuperare contributi non versati o prestazioni indebitamente percepite . La soglia di impignorabilità dell’art. 545 c.p.c. (doppio assegno sociale) non si applica in questo caso .

10. Come si calcola l’assegno sociale per i limiti di pignoramento?

L’assegno sociale è un importo stabilito annualmente dall’INPS. Nel 2026 è pari a circa 534 € mensili; pertanto la parte impignorabile del salario o della pensione per debiti tributari è due volte questo importo (circa 1.068 €). Solo la parte eccedente può essere pignorata .

11. Posso contestare un contratto di leasing per usura?

Sì. Se il tasso effettivo globale supera il tasso soglia stabilito trimestralmente dalla Banca d’Italia, il contratto è affetto da usura e gli interessi non sono dovuti. È consigliabile far analizzare il contratto da un esperto per calcolare il TEG.

12. L’avviso di addebito INPS può essere impugnato anche senza pagare?

Sì. L’impugnazione dell’avviso di addebito non richiede pagamento preventivo; il ricorso al tribunale del lavoro sospende la riscossione se il giudice lo ritiene fondato. È possibile richiedere un provvedimento d’urgenza per sospendere l’esecuzione.

13. Cosa accade se non rispetto i termini della rateizzazione accordata con l’Agenzia delle Entrate?

Il mancato pagamento di cinque rate anche non consecutive comporta la decadenza dalla rateizzazione, la perdita dei benefici e la ripresa dell’esecuzione. Nelle rottamazioni quater e quinquies la decadenza può avvenire dopo il mancato pagamento di due rate.

14. Posso utilizzare la procedura di sovraindebitamento anche se ho debiti fiscali elevati?

Sì. Le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, liquidazione controllata) comprendono anche i debiti fiscali e contributivi. L’Agenzia delle Entrate partecipa come creditore e può subire la falcidia se le condizioni sono eque e se la legge lo consente (cram‑down fiscale introdotto nel 2024). Il professionista occuperà di negoziare con l’ente.

15. Quando conviene avviare la composizione negoziata rispetto ad altre soluzioni?

La composizione negoziata conviene quando l’azienda è ancora redditizia ma ha problemi di liquidità temporanei. Offre protezione immediata e possibilità di negoziare con i creditori. Se invece la situazione è compromessa o i debiti sono troppo elevati rispetto al patrimonio, può essere preferibile il piano del consumatore o la liquidazione controllata.

16. Quali documenti servono per avviare il piano del consumatore?

Occorrono l’elenco dei creditori, la descrizione della situazione patrimoniale, la lista dei beni, l’indicazione del reddito e delle spese e un piano di pagamento. Bisogna allegare l’attestazione dell’OCC sulla fattibilità del piano e depositare le dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni.

17. I debiti bancari possono essere inseriti nella rottamazione?

No. La rottamazione riguarda solo i carichi affidati agli agenti della riscossione (tributi e contributi). I debiti con le banche vanno trattati con accordi di ristrutturazione, moratorie o transazioni private.

18. Qual è la differenza tra sospensione amministrativa e sospensione giudiziale della cartella?

La sospensione amministrativa è concessa dall’agente della riscossione su richiesta del contribuente quando sussistono motivi evidenti (doppio pagamento, sgravio) e blocca temporaneamente l’esecuzione. La sospensione giudiziale è disposta dal giudice nell’ambito di un ricorso e richiede la dimostrazione del fumus boni iuris e del periculum; è più forte e dura fino alla decisione del merito.

19. Posso chiedere la compensazione tra crediti e debiti fiscali?

Sì. Il contribuente può compensare debiti fiscali con i crediti d’imposta maturati (IVA, IRES, ecc.), entro i limiti previsti dalla legge. È necessario presentare il modello F24 e verificare che il credito sia certo, liquido ed esigibile. La compensazione non è ammessa per debiti iscritti a ruolo se sono scaduti i termini per il pagamento.

20. A chi posso rivolgermi per un supporto professionale?

Puoi contattare l’avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team. Essendo cassazionista e gestore della crisi da sovraindebitamento, conosce le novità normative e giurisprudenziali e può consigliarti la soluzione migliore. Fornisce assistenza in tutta Italia grazie alla collaborazione con commercialisti ed esperti del settore.

8. Simulazioni pratiche

8.1 Caso A: grande azienda di cogenerazione con debiti plurimi

Scenario: una società di cogenerazione con 30 dipendenti ha accumulato:

  • Debiti tributari: 500.000 € (IVA e IRES) relativi agli anni 2020‑2023, già iscritti a ruolo.
  • Contributi INPS: 80.000 € per omessi versamenti dal 2022.
  • Mutuo bancario ipotecario: 700.000 €, con rata mensile di 12.000 €.

Problema: l’azienda ha subìto un calo dei ricavi per l’aumento del costo del gas e non riesce a pagare le rate. L’agente della riscossione ha iscritto ipoteca sull’impianto e sta per procedere al pignoramento. La banca minaccia l’escussione della garanzia.

Soluzione proposta:

  1. Ricorso contro la cartella: l’avv. Monardo verifica la validità delle notifiche e richiede la sospensione giudiziale per il pignoramento. In parallelo chiede all’Agenzia delle Entrate lo sgravio di interessi e sanzioni tramite la rottamazione‑quinquies, che riduce il debito a circa 350.000 € (solo imposte e aggio). Il pagamento sarà in 54 rate bimestrali da circa 6.500 € .
  2. Definizione agevolata dei contributi INPS: alcuni contributi sono derivanti da dichiarazioni; possono essere inclusi nella rottamazione quinquies, riducendo il debito a circa 60.000 € senza sanzioni.
  3. Composizione negoziata con misure protettive: la società presenta istanza alla Camera di Commercio per la nomina di un esperto. Viene ottenuta la sospensione delle procedure esecutive sui beni aziendali . L’esperto negozia con la banca la rinegoziazione del mutuo, prorogando il rimborso a 20 anni e riducendo la rata a 6.000 €.
  4. Accordo di ristrutturazione dei debiti: con l’aiuto dell’OCC si prepara un accordo che prevede il pagamento del 60% dei debiti chirografari in 5 anni; la banca accetta un saldo e stralcio con pagamento di 500.000 € a fronte di 700.000 € nominali, grazie alla garanzia ipotecaria e all’effetto della rottamazione.
  5. Risultato: l’azienda continua l’attività, mantiene i posti di lavoro e rimborsa i debiti in modo sostenibile. Gli interessi e le sanzioni sono drasticamente ridotti e la banca evita una lunga procedura giudiziaria.

8.2 Caso B: piccola società con debiti contenuti

Scenario: una cooperativa che gestisce un impianto di cogenerazione da biomasse ha:

  • Debito residuo con Agenzia delle Entrate: 8.000 € per un avviso bonario dell’anno 2021.
  • Debito con INPS: 1.500 € per contributi di un lavoratore.

Soluzione:

  1. Stralcio automatico: i carichi inferiori a 1.000 € affidati dal 2000 al 2015 sono automaticamente annullati . L’azienda verifica se alcune sanzioni residue rientrano in questo stralcio, ottenendo la cancellazione di 500 € di interessi.
  2. Definizione avviso bonario: la cooperativa aderisce alla definizione agevolata, paga l’imposta e gli interessi, mentre la sanzione è ridotta al 3% . L’importo totale da versare scende a circa 7.200 € in 20 rate trimestrali .
  3. Rateizzazione INPS: il contributo residuo di 1.500 € viene rateizzato in 12 mesi; non sono previste sanzioni aggiuntive perché la cooperativa ha versato un acconto.
  4. Risultato: i debiti vengono gestiti senza procedure esecutive. L’azienda sfrutta lo stralcio per importi minimi e mantiene l’operatività.

8.3 Caso C: reimmissione nella rottamazione‑quater

Scenario: un imprenditore individuale aveva aderito alla rottamazione‑quater per un debito di 50.000 €, ma non ha pagato le rate di dicembre 2023 e maggio 2024. A causa della decadenza, l’Agenzia delle Entrate gli chiede il pagamento integrale con sanzioni.

Soluzione:

  1. Riammissione: grazie alla Legge 15/2025, l’imprenditore presenta la domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025 . Decide di pagare il dovuto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025, beneficiando della cancellazione delle sanzioni e degli interessi.
  2. Verifica delle notifiche: l’avv. Monardo verifica che le notifiche siano valide; in caso contrario chiede l’annullamento della cartella. Ottiene una sospensione giudiziale per evitare il pignoramento.
  3. Piano del consumatore: parallelamente viene predisposto un piano del consumatore che prevede il pagamento del 60% dei debiti chirografari in 3 anni. La Commissione tributarica approva il piano.
  4. Risultato: l’imprenditore evita la procedura esecutiva e ottiene la cancellazione delle sanzioni. La riammissione lo rimette in regola con la rottamazione e gli consente di proseguire l’attività.

9. Conclusioni

In un mercato energetico sempre più complesso, le società di cogenerazione devono affrontare sfide finanziarie, normative e tecnologiche. Avere debiti con il Fisco, l’INPS o le banche non significa essere condannati al fallimento. La normativa italiana offre numerosi strumenti per difendersi, ristrutturare i debiti e tornare a competere. La chiave è agire tempestivamente, conoscere i propri diritti e farsi assistere da professionisti esperti.

In questo articolo abbiamo illustrato le principali leggi, circolari e sentenze che regolano la riscossione e il sovraindebitamento, dalle norme sull’impignorabilità dei salari , alle procedure di composizione negoziata , fino alle rottamazioni e alle definizioni agevolate . Abbiamo spiegato la procedura da seguire dopo la notifica di una cartella, le difese e le strategie legali disponibili, gli strumenti alternativi e gli errori da evitare. Le simulazioni pratiche dimostrano che con un piano ben strutturato è possibile ridurre il debito, salvare l’azienda e garantire la continuità produttiva.

Perché agire subito? Perché molte opportunità hanno termini perentori: la rottamazione‑quinquies scade il 30 aprile 2026 , la riammissione alla rottamazione‑quater scade il 30 aprile 2025 , e i ricorsi alle cartelle devono essere presentati entro 60 giorni. Inoltre, più tempo passa, maggiori sono gli interessi e le sanzioni che si accumulano.

L’avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team sono pronti ad assisterti in ogni fase: dalla verifica delle notifiche all’elaborazione di piani di ristrutturazione, dalla presentazione delle domande di rottamazione alla negoziazione con le banche. Grazie alla sua esperienza come cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento e esperto negoziatore, saprà individuare la strategia più efficace per la tua azienda di cogenerazione.

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