Centro assistenza elettrodomestici con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un centro di assistenza per elettrodomestici richiede competenze tecniche e organizzative; tuttavia, perfino aziende ben strutturate possono trovarsi sommerse da debiti fiscali, contributivi o bancari. Le ragioni sono molteplici: carenze di liquidità, crisi di mercato, errori di gestione, contenziosi con clienti o fornitori. Queste situazioni compromettono la continuità aziendale e, se non affrontate tempestivamente, possono sfociare in azioni esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi), blocco dei conti bancari o addirittura la chiusura dell’attività.

Questo articolo, aggiornato a febbraio 2026, fornisce un’analisi completa della disciplina italiana in materia di riscossione e sovraindebitamento, offrendo strumenti pratici per difendersi. Verranno analizzate le leggi vigenti (D.P.R. 602/1973, D.Lgs. 33/2025, Codice della crisi d’impresa), le sentenze più recenti della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale e le soluzioni alternative per definire i debiti.

Perché è urgente agire

Un centro assistenza indebitato rischia:

  • Pignoramenti presso terzi: se l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (AdeR) blocca i crediti vantati dall’impresa verso clienti o conti bancari, l’attività non percepirà i compensi, compromettendo la liquidità. La Cassazione, con ordinanza n. 6/2026, ha ribadito che il pignoramento ex art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 (oggi art. 170 D.Lgs. 33/2025) deve essere notificato anche al debitore; la notifica al solo terzo rende l’atto inesistente .
  • Ipoteca legale: l’AdeR può iscrivere ipoteca sugli immobili aziendali per debiti superiori a 20 000 €. L’atto presuppone la notifica di cartelle e intimazione di pagamento; se questi passaggi mancano, l’ipoteca è illegittima e può essere rimossa .
  • Fermo amministrativo dei veicoli: i mezzi aziendali possono essere bloccati se il debito non viene regolarizzato entro 60 giorni dal preavviso. Il fermo è illegittimo se manca il preavviso o se il veicolo è strumentale all’attività .
  • Interessi bancari illegittimi: molte aziende pagano tassi usurari o anatocistici (capitalizzazione di interessi su interessi). La giurisprudenza ribadisce che la clausola anatocistica nei contratti di conto corrente è nulla se non conforme alla delibera CICR 9 febbraio 2000; la Cassazione, ordinanza n. 31778/2025, ha affermato che la banca può modificare il contratto solo con il consenso del cliente e che la pattuizione di pari periodicità è peggiorativa se non accettata per iscritto .
  • Contenziosi INPS: i debiti previdenziali, se non pagati, consentono all’INPS di iscrivere fermi e ipoteche; tuttavia, la prescrizione quinquennale prevista dalle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 23397/2016) continua ad applicarsi: senza titolo giudiziale, il credito si prescrive in cinque anni .

Soluzioni legali da conoscere

Nel corso dell’articolo approfondiremo:

  1. Valutazione degli atti e opposizioni: verifica della regolarità di cartelle, avvisi, intimazioni e pignoramenti; eccezioni di nullità o inesistenza; ricorsi davanti al giudice tributario o ordinario.
  2. Rateizzazione ex art. 19 D.P.R. 602/1973: possibilità di dilazionare i debiti fino a 120 rate; presentando l’istanza, l’AdeR sospende nuove azioni esecutive .
  3. Definizioni agevolate (Rottamazione‑quinquies 2026): la Legge di Bilancio 2026 consente di estinguere i debiti affidati all’AdeR dal 2000 al 2023 senza sanzioni e interessi, presentando domanda entro il 30 aprile 2026 e pagando in un’unica soluzione o in massimo 54 rate bimestrali .
  4. Strumenti di sovraindebitamento: accordi di ristrutturazione, piani del consumatore, liquidazione controllata ed esdebitazione del debitore incapiente (artt. 278‑283 del Codice della crisi), utili per società e persone fisiche non fallibili .
  5. Tutela nei confronti delle banche: contestazione di interessi usurari o anatocistici e nullità delle fideiussioni omnibus; la Cassazione n. 29805/2025 ha stabilito che la nullità delle clausole anticoncorrenziali del modello ABI non si estende automaticamente alle fideiussioni specifiche, e chi invoca l’antitrust deve fornire la prova dell’illecito .
  6. Consulenza professionale: come l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare possono analizzare la posizione debitoria, impugnare gli atti e negoziare piani di rientro.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con pluriennale esperienza in diritto bancario, tributario e della crisi d’impresa. Coordina un team nazionale di avvocati e commercialisti che assistono imprese e privati in tutta Italia. È:

  • Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012), iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia.
  • Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC).
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

La sua struttura multidisciplinare offre:

  • Analisi degli atti: verifica della legittimità di cartelle, intimazioni, fermi, ipoteche e pignoramenti.
  • Ricorsi e opposizioni: predisposizione di ricorsi al giudice tributario o ordinario, istanze di sospensione e opposizioni a esecuzione e cautelari.
  • Trattative con l’AdeR e le banche: richiesta di rateizzazioni o definizioni agevolate, transazioni fiscali e bancarie, revisione dei contratti.
  • Predisposizione di piani del consumatore e accordi di ristrutturazione.
  • Difesa giudiziale e stragiudiziale per bloccare azioni esecutive, ipoteche, fermi e tutelare il patrimonio aziendale.

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1 Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Riscossione esattoriale e procedure coattive

La riscossione dei tributi avviene secondo il D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, tuttora vigente in molte parti ma progressivamente sostituito dal Testo unico sulla riscossione (D.Lgs. 24 marzo 2025 n. 33) la cui entrata in vigore è graduale. Le norme più rilevanti per il nostro tema sono:

NormaArgomentoCommento
Art. 25 D.P.R. 602/1973Cartella di pagamentoLa cartella è il titolo esecutivo emesso dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. Deve riportare l’importo, la causale, le sanzioni e le modalità di pagamento. La notifica deve avvenire entro 1 anno dalla consegna del ruolo; decorsi 60 giorni senza pagamento l’ente può procedere con l’esecuzione.
Art. 6 e 6‑bis Statuto del contribuente (L. 212/2000)Diritto all’informazione e contraddittorioLe amministrazioni fiscali devono redigere modelli e istruzioni comprensibili e informare il contribuente, fornendo lo schema degli atti almeno 60 giorni prima dei termini . Il nuovo art. 6‑bis (D.Lgs. 219/2023) introduce il principio del contraddittorio: prima dell’atto definitivo l’ufficio deve inviare una comunicazione di irregolarità e concedere almeno 60 giorni per rispondere; l’atto finale deve motivare perché le osservazioni sono state accolte o respinte .
Art. 19 D.P.R. 602/1973RateizzazioneL’AdeR, su richiesta, può concedere la dilazione del debito. Per importi fino a 120 000 € le rate possono essere 84 (domande 2025‑2026), 96 (2027‑2028) o 108 (dal 2029). Oltre 120 000 € si può arrivare a 120 rate . La presentazione della domanda sospende le nuove azioni esecutive e interrompe la prescrizione fino al rigetto; il piano decade se non si pagano otto rate anche non consecutive .
Art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 / art. 170 D.Lgs. 33/2025Pignoramento presso terziL’AdeR può ordinare a terzi (banche, clienti, comuni) di pagare i crediti dovuti al contribuente direttamente all’erario. La Cassazione ha precisato che l’atto deve essere notificato anche al debitore; la notifica al solo terzo rende l’atto inesistente e non sanabile . Il pignoramento dà al terzo 60 giorni per versare i crediti esistenti o futuri.
Art. 77 D.P.R. 602/1973IpotecaL’AdeR può iscrivere ipoteca sui beni immobili del debitore per debiti oltre 20 000 €. Deve essere preceduta dalla notifica della cartella e dell’intimazione di pagamento. Se manca questa sequenza o l’iscrizione è sproporzionata al debito, l’ipoteca è impugnabile .
Art. 86 D.P.R. 602/1973Fermo amministrativoL’ente può disporre il fermo di veicoli per debiti non pagati. Il contribuente deve essere preavvisato 30 giorni prima; se il veicolo è strumentale al lavoro o adibito a trasporto di disabili, il fermo è illegittimo .
Art. 48‑bis D.P.R. 602/1973Compensazione con crediti della PAQuando un’azienda vanta crediti verso la pubblica amministrazione, l’AdeR può bloccare il pagamento fino al soddisfacimento del debito fiscale. È possibile proporre opposizione se il debito è prescritto o non dovuto.
Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019 e successive modifiche)SovraindebitamentoDisciplina unitaria per imprese e consumatori non soggetti a fallimento. Gli articoli 278‑283 regolano la liquidazione controllata e l’esdebitazione del soggetto incapiente (c.d. “fresh start”), introdotta dal D.Lgs. 83/2022 e perfezionata dal D.Lgs. 136/2024 .
Legge di Bilancio 2026 (L. n. …/2025)Rottamazione‑quinquiesPrevede la definizione agevolata delle cartelle: possono essere estinti i debiti affidati all’AdeR dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 senza sanzioni né interessi di mora. La domanda deve essere presentata online entro il 30 aprile 2026 e il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali in 9 anni .

1.2 Giurisprudenza recente

1.2.1 Notifica del pignoramento esattoriale

La Cassazione, con l’ordinanza n. 6 del 2026, ha interpretato l’art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 (ora art. 170 D.Lgs. 33/2025). La Corte ha affermato che:

  • Il pignoramento presso terzi deve essere notificato al debitore esecutato oltre che al terzo pignorato; la notifica al solo terzo comporta l’inesistenza dell’atto, non sanabile nemmeno se il debitore lo apprende successivamente .
  • Tale vizio priva di efficacia il pignoramento e impedisce l’interruzione della prescrizione. Il principio amplia le garanzie del contribuente e può portare all’annullamento di numerosi pignoramenti notificati in modo irregolare.

1.2.2 Anatocismo e interessi bancari

La delibera CICR 9 febbraio 2000 consente la capitalizzazione degli interessi nei rapporti bancari solo a determinate condizioni: pari periodicità tra interessi a debito e a credito, previa modifica del contratto e approvazione scritta del cliente. La giurisprudenza recente ha ribadito tali requisiti:

  • La Cassazione, con ordinanza n. 31778/2025, ha affermato che la banca non può modificare unilateralmente le clausole di capitalizzazione; qualora la pari periodicità sia “evidentemente peggiorativa”, il correntista deve prestare consenso scritto .
  • Il Tribunale di Milano, sentenza n. 5064/2025, ha confermato l’illegittimità delle clausole anatocistiche applicate prima dell’entrata in vigore dell’art. 25 D.Lgs. 342/1999 e della delibera CICR; la banca deve provare di aver comunicato per iscritto al cliente la modifica e l’introduzione della capitalizzazione; in mancanza, gli interessi sono nulli .
  • Le Sezioni Unite n. 15130/2024 hanno chiarito che il piano di ammortamento “alla francese” (rate costanti con quota interessi decrescente) non integra anatocismo e non viola il divieto, salvo il rispetto del Tasso Effettivo Globale (TEG).

1.2.3 Fideiussioni bancarie

Molte aziende hanno sottoscritto fideiussioni omnibus secondo il modello ABI, con clausole di reviviscenza, sopravvivenza e pagamento “a prima richiesta”. La Banca d’Italia, nel 2005, ha ritenuto anticoncorrenziali tali clausole e l’AGCM ha confermato il parere. La giurisprudenza ha oscillato tra la nullità integrale della fideiussione e la nullità parziale. La Cassazione, con ordinanza n. 29805/2025, ha precisato che:

  • La natura anticoncorrenziale di alcune clausole del modello ABI riguarda solo quel modello; la nullità non si estende automaticamente alle fideiussioni specifiche stipulate tra banca e cliente .
  • Chi eccepisce la nullità della garanzia deve dimostrare l’illecito antitrust; non può avvalersi di una presunzione e deve provare che, senza quelle clausole, non avrebbe sottoscritto il contratto .
  • Il provvedimento richiama l’art. 1957 c.c. e il principio della validità del contratto salvo clausole nulle. Questa pronuncia riduce la portata delle contestazioni automatiche e implica un esame più dettagliato della singola fideiussione.

1.2.4 Prescrizione dei contributi INPS

I debiti contributivi verso l’INPS si prescrivono in cinque anni se non esiste un titolo giudiziale definitivo. Le Sezioni Unite della Cassazione (sent. 23397/2016) hanno stabilito che l’impugnazione tardiva della cartella comporta solo l’intangibilità del credito, ma non la conversione del termine di prescrizione da quinquennale a decennale. La giurisprudenza successiva, compresa la Cassazione del 2024‑2025, conferma l’applicazione della prescrizione quinquennale . Perciò, le aziende possono eccepire la prescrizione se l’INPS richiede contributi oltre i cinque anni dalla notifica.

1.2.5 Sovraindebitamento ed esdebitazione

Il Codice della crisi d’impresa (CCII) unifica le procedure di sovraindebitamento e introduce l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283). La guida di Addiopignoramenti spiega che il CCII, con i correttivi del D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024, ha ridefinito la disciplina; l’istituto consente al debitore meritevole, incapace di offrire ai creditori alcuna utilità, di ottenere il totale azzeramento dei debiti residui .

In sintesi, la giurisprudenza recente tutela maggiormente il contribuente e offre spazi per contestare atti illegittimi o prescritti. Tuttavia, è necessario agire entro i termini e con l’assistenza di professionisti esperti per non perdere i benefici.

2 Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto esattoriale

Per un centro assistenza indebitato, conoscere la sequenza temporale degli atti e i termini per le impugnazioni è fondamentale. Di seguito un percorso pratico.

2.1 Ricezione della cartella di pagamento

  1. Verifica della notifica: controllare che la cartella sia stata notificata correttamente tramite posta certificata o messo notificatore. Se la notifica è viziata (ad es. consegna a persona non autorizzata o indirizzo errato), l’atto è nullo.
  2. Controllo dei dati: verificare l’importo del tributo, delle sanzioni e degli interessi; confrontare con le dichiarazioni presentate e con eventuali versamenti effettuati.
  3. Termine di 60 giorni: entro 60 giorni dalla notifica il debitore deve pagare o presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria (ex Commissione tributaria). Oltre tale termine, l’importo diventa definitivo (salvi i casi di nullità o prescrizione).
  4. Richiesta di rateizzazione: se non si può pagare l’intero importo, presentare subito domanda ex art. 19 D.P.R. 602/1973; l’AdeR sospende nuove azioni e rilascia un piano di rientro .
  5. Valutazione della prescrizione: verificare l’anno di riferimento del tributo; se sono decorsi oltre cinque anni per contributi INPS o dieci per tributi erariali non notificati, eccepire la prescrizione.
  6. Analisi delle irregolarità: controllare se l’atto manca di contraddittorio (art. 6‑bis Statuto del contribuente) o di motivazione; se sì, chiedere l’annullamento.

2.2 Intimazione di pagamento

Dopo la cartella, l’AdeR può notificare un’intimazione di pagamento (art. 30 D.P.R. 602/1973), che assegna 5 giorni per pagare. L’intimazione è presupposto necessario per iscrivere ipoteca o effettuare pignoramenti. In questa fase:

  • Verificare la data: l’intimazione deve seguire la cartella; se è stata emessa oltre un anno dopo la cartella senza motivazione, potrebbe essere illegittima.
  • Chiedere una sospensione: se si è già presentato ricorso o richiesta di rateizzazione, chiedere alla Direzione provinciale AdeR la sospensione delle procedure.

2.3 Ipoteca e fermo amministrativo

Se il debito non è pagato entro 60 giorni dalla cartella o 5 giorni dall’intimazione, l’AdeR può iscrivere ipoteca o disporre fermo amministrativo. Prima di procedere:

  • Verificare l’importo: l’ipoteca può essere iscritta solo per debiti superiori a 20 000 € e deve essere proporzionata alla somma dovuta .
  • Controllare la sequenza degli atti: se la cartella o l’intimazione non sono stati notificati o sono nulli, l’ipoteca è illegittima.
  • Opposizione al fermo: il fermo deve essere preceduto da un preavviso di 30 giorni; se il veicolo è strumentale all’attività, presentare opposizione e chiedere la sospensione .

2.4 Pignoramento presso terzi (art. 72‑bis/170)

Il passo successivo è il pignoramento presso terzi, cioè l’ordine rivolto a banche, clienti o amministrazioni di versare direttamente all’AdeR i crediti dovuti all’azienda.

  1. Notifica obbligatoria al debitore: la Cassazione n. 6/2026 ha stabilito che la notifica al solo terzo è inesistente; dunque, verificare se il pignoramento è stato notificato all’azienda. Se non lo è stato, proporre opposizione per far dichiarare la nullità .
  2. Termine di 60 giorni: il terzo ha 60 giorni per pagare i crediti esistenti e per versare quelli che matureranno in futuro (fino a concorrenza del debito).
  3. Opposizione ex art. 615 o 617 c.p.c.: se il pignoramento è illegittimo o l’azienda ha già rateizzato/contestato il debito, presentare opposizione al giudice dell’esecuzione.
  4. Richiesta di riduzione o restrizione: in caso di ipoteca o pignoramento su immobili, è possibile chiedere la riduzione della somma garantita o la restrizione dell’ipoteca a una sola porzione del bene; il pagamento delle prime rate del piano di rateizzazione consente di chiedere la riduzione .

2.5 Ricorso e tutela giurisdizionale

Le principali azioni giudiziali sono:

  • Ricorso tributario: si propone entro 60 giorni dalla notifica della cartella o dell’avviso; si può ottenere la sospensione dell’atto se sussiste danno grave e irreparabile.
  • Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.): contro pignoramenti o ipoteche illegittimi; si propone al giudice ordinario entro 20 giorni dall’esecuzione o dalla conoscenza dell’atto.
  • Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.): riguarda vizi formali del titolo o del pignoramento; termine di 20 giorni dalla notifica.
  • Revoca o sospensione cautelare: si può chiedere al giudice di sospendere le procedure in presenza di gravi motivi (vizi dell’atto, prescrizione, ecc.).

È essenziale allegare tutta la documentazione (cartelle, avvisi, piani di rateizzazione, pagamenti effettuati) e farsi assistere da professionisti, poiché errori procedurali o termini non rispettati precludono la tutela.

3 Difese e strategie legali

3.1 Eccezioni di nullità e inesistenza

La prima linea di difesa consiste nell’individuare vizi formali o sostanziali degli atti di riscossione. Fra i principali:

  1. Omessa notifica: se la cartella, l’intimazione o il pignoramento non sono stati notificati correttamente, gli atti sono nulli. La Cassazione 6/2026 considera inesistente il pignoramento notificato al solo terzo .
  2. Mancanza di contraddittorio: l’art. 6‑bis Statuto del contribuente impone all’amministrazione di instaurare un contraddittorio preventivo e motivare le ragioni dell’atto . Se manca, l’atto può essere annullato.
  3. Difetto di motivazione: la cartella deve indicare il tributo, la norma violata, il calcolo degli interessi e la fonte del credito. La mancanza di motivazione è motivo di annullamento.
  4. Ipoteca o fermo non proporzionati: l’ipoteca deve essere proporzionata al debito; se l’immobile vale molto più dell’importo dovuto, è possibile chiedere la riduzione .
  5. Prescrizione: eccepire la prescrizione quinquennale dei contributi INPS o la prescrizione ordinaria decennale dei tributi.
  6. Cartelle annullate in autotutela: se l’ente annulla una cartella, le successive procedure (ipoteche, fermi, pignoramenti) decadono; occorre depositare la prova dell’annullamento.

3.2 Rateizzazione e ristrutturazione del debito

La rateizzazione è uno strumento essenziale per un centro di assistenza con debiti. Vantaggi:

  • Sospensione delle azioni esecutive: la richiesta di rateizzazione blocca nuovi pignoramenti e sospende il fermo amministrativo .
  • Dilazione fino a 10 anni: per debiti oltre 120 000 €, l’AdeR può concedere fino a 120 rate mensili; per debiti inferiori, 84 rate (domande 2025‑2026), 96 (2027‑2028), 108 (dal 2029) .
  • Riduzione di ipoteche e fermi: pagando la prima rata, il contribuente può chiedere la riduzione delle garanzie reali .

Per ottenere la rateizzazione occorre dimostrare di trovarsi in temporanea difficoltà (per le rate ordinarie) o in grave e comprovata difficoltà (per rate superiori). È consigliabile allegare bilanci, dichiarazioni fiscali, flussi di cassa e ogni documento che evidenzi la capacità di sostenere le rate.

3.3 Definizioni agevolate (Rottamazione‑quinquies e stralcio)

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la Rottamazione‑quinquies delle cartelle. Caratteristiche principali:

  • Ambito soggettivo: possono aderire i contribuenti (persone fisiche e società) con carichi affidati all’AdeR dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Sono compresi i debiti relativi a imposte, contributi INPS, IVA, imposta di bollo, multe. Sono esclusi i carichi da recupero di aiuti di Stato e i crediti derivanti da condanne della Corte dei conti.
  • Benefici: estinzione dei debiti con pagamento del solo capitale e delle spese esecutive; sono annullate sanzioni, interessi di mora e aggio.
  • Domanda entro il 30 aprile 2026: la domanda va presentata online, con SPID/CIE o attraverso modulo pubblico. Occorre indicare le cartelle che si intendono definire e dichiarare la rinuncia ai contenziosi relativi .
  • Pagamenti: versamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in un massimo di 54 rate bimestrali (9 anni) con interessi al 3 % annuo . In caso di mancato pagamento della rata unica o di due rate anche non consecutive, si decade dal beneficio.
  • Effetti sulle procedure: l’AdeR non avvierà nuove procedure cautelari o esecutive e non proseguirà quelle avviate, salvo che non ci sia già stato l’incanto; eventuali fermi e ipoteche rimangono ma possono essere ridotti dopo il pagamento delle prime rate .
  • Compatibilità con la rateizzazione: chi ha un piano di rateizzazione può includere i carichi nella rottamazione; le rate già pagate restano acquisite a titolo definitivo.

Oltre alla rottamazione, esistono altri strumenti di definizione agevolata (ad esempio gli stralci automatici dei micro‑debiti) previsti da norme precedenti, ma al febbraio 2026 l’iniziativa più vantaggiosa è la Rottamazione‑quinquies.

3.4 Sovraindebitamento: accordo di ristrutturazione, piano del consumatore e liquidazione controllata

Per le imprese non fallibili (società di persone, ditte individuali, professionisti) e per le persone fisiche, il Codice della crisi prevede diverse procedure. In un contesto di centro assistenza con debiti, la scelta dipende dal volume del debito, dalla capacità di rimborso e dalla composizione patrimoniale.

3.4.1 Accordo di ristrutturazione dei debiti

  • Destinatari: imprenditori non soggetti a liquidazione giudiziale (vecchio fallimento) e professionisti.
  • Contenuto: consiste in una proposta ai creditori (compreso l’Erario) di pagamento parziale e/o dilazionato, basata su un piano attestato da un professionista. L’accordo deve essere approvato dalla maggioranza dei crediti e omologato dal Tribunale.
  • Effetti: blocco delle azioni esecutive, riduzione del debito, possibilità di falcidiare IVA e ritenute (falcidia fiscale) in virtù della sentenza della Corte Costituzionale n. 245/2019 che ha riconosciuto la falcidiabilità dell’IVA nei piani del consumatore .
  • Vantaggi per le imprese di assistenza: consente di proseguire l’attività, preservare l’occupazione e ristrutturare il debito con piani fino a 5 anni, prorogabili di un ulteriore anno.

3.4.2 Piano del consumatore

  • Destinatari: persone fisiche non imprenditori e imprenditori agricoli; nel 2024 la giurisprudenza ha ammesso l’accesso anche a ex soci o amministratori che hanno prestato garanzie personali.
  • Contenuto: proposta di pagamento ai creditori con soddisfazione proporzionale e sostenibile in funzione del reddito; non richiede l’approvazione dei creditori ma solo l’omologazione del Tribunale.
  • Vantaggi: possibilità di ottenere la falcidia integrale del debito fiscale e contributivo, come riconosciuto dalla Corte Costituzionale n. 245/2019 e confermato dalla Cassazione .
  • Applicabilità al centro assistenza: può essere utile per i soci o i titolari che hanno debiti personali derivanti da garanzie o da fisco.

3.4.3 Liquidazione controllata del patrimonio

  • Destinatari: debitori non imprenditori o imprenditori sotto soglia.
  • Funzionamento: simile alla liquidazione fallimentare; un liquidatore realizza i beni e ripartisce il ricavato.
  • Esdebitazione: dopo la chiusura, il debitore meritevole può ottenere l’esdebitazione dei debiti residui; l’istanza deve essere presentata entro l’anno dalla chiusura della procedura .
  • Beneficio dell’incapiente: art. 283 CCII consente al debitore che non può offrire alcuna utilità di ottenere il totale azzeramento dei debiti (fresh start), monitorato per quattro anni; se sopravvengono utilità superiori al 10 %, il beneficio può essere revocato.

3.4.4 Concordato minore

Per imprese minori e professionisti è prevista la procedura di concordato minore, che consente di proporre un piano di risanamento con falcidia dei creditori e prosecuzione dell’attività. È utile per centri assistenza strutturati come società di persone o S.r.l. semplificate.

3.5 Tutela nei confronti delle banche

3.5.1 Verifica dei contratti di conto corrente e finanziamento

Molte imprese pagano interessi usurari o clausole anatocistiche illegittime senza rendersene conto. Per difendersi:

  1. Analisi del contratto: verificare se nel contratto sono previste clausole di capitalizzazione degli interessi; se la stipula è anteriore al 9 febbraio 2000, la clausola è nulla; se è successiva, deve rispettare la delibera CICR (pari periodicità e comunicazione scritta).
  2. Calcolo del TAEG/TEG: confrontare i tassi applicati con i tassi soglia antiusura determinati trimestralmente dal Ministero dell’Economia; se superano la soglia, gli interessi sono usurari e non dovuti.
  3. Controllo di CMS e spese: molte banche applicavano commissioni di massimo scoperto (CMS) illegittime; la Cassazione ha dichiarato la nullità di tali clausole e la conseguente ripetizione di indebito.
  4. Contestazione giudiziale: se emergono tassi usurari o anatocistici, proporre azione per accertare la nullità delle clausole, la ripetizione degli interessi pagati e la rideterminazione del saldo.

3.5.2 Fideiussioni omnibus e garanzie personali

Per ottenere prestiti o fidi, spesso i soci hanno firmato fideiussioni omnibus secondo il modello ABI. Alla luce della giurisprudenza:

  • Non tutte le fideiussioni sono automaticamente nulle. La nullità riguarda le clausole anticoncorrenziali del modello ABI (reviviscenza, sopravvivenza, pagamento a prima richiesta), che possono essere espunte.
  • È necessario dimostrare l’illecito antitrust e la corrispondenza della fideiussione al modello ABI . In assenza di prova, la fideiussione resta valida .
  • È consigliabile incaricare un consulente per analizzare la fideiussione, verificare se rientra nel modello ABI e proporre ricorso per nullità parziale o totale.

3.6 Altre strategie: transazioni fiscali e accordi stragiudiziali

Oltre ai rimedi giudiziari, sono sempre possibili accordi stragiudiziali con l’AdeR, l’INPS o le banche. In molti casi, soprattutto quando l’azienda dimostra di poter recuperare l’attività, l’ente concede riduzioni o sospensioni. Le principali soluzioni sono:

  • Transazione fiscale (art. 63 D.Lgs. 14/2019): nell’ambito di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione, si possono ridurre i debiti fiscali e contributivi, con il voto dell’ente e l’omologazione del tribunale.
  • Transazione bancaria: negoziazione con la banca per rinegoziare tassi, allungare i piani e ottenere stralci sugli interessi; spesso è preferibile un accordo stragiudiziale rispetto alla causa.
  • Utilizzo di garanzie statali: nel 2023‑2025, il Fondo di garanzia per le PMI e il Fondo per la rinegoziazione hanno facilitato l’accesso a finanziamenti agevolati; l’impresa può richiederli per consolidare i debiti a tassi più bassi.

4 Strumenti alternativi per la definizione del debito

4.1 Rottamazione‑quinquies: riepilogo schematizzato

CaratteristicaDescrizione breveRiferimenti
OggettoDebiti affidati all’AdeR dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 per tributi, contributi INPS, IVA, multeLegge di Bilancio 2026
BeneficiAnnullati sanzioni, interessi di mora e aggio; si paga solo il capitale e le spese
DomandaDeve essere presentata online entro il 30 aprile 2026; l’adesione implica la rinuncia al contenzioso
PagamentoUnica soluzione entro il 31 luglio 2026 o fino a 54 rate bimestrali in 9 anni; interessi al 3 % annuo; perdita del beneficio se si saltano due rate
EffettiSospensione di nuove procedure esecutive, ma ipoteche e fermi esistenti rimangono; non si è inadempienti ai fini del DURC

4.2 Rateizzazione ex art. 19: riepilogo

Importo del debitoNumero massimo di rate (domande 2025‑2026)Note
≤ 120 000 €84 rate mensili (7 anni)Richiede dichiarazione di temporanea difficoltà economica
> 120 000 €Fino a 120 rate mensili (10 anni)Necessaria dimostrazione di grave e comprovata difficoltà economica
Nuove domande 2027‑202896 rateIntroduce maggiore flessibilità
Nuove domande dal 2029108 rate

I piani di rateizzazione prevedono interessi di dilazione (intorno al 4 %), ma consentono la sospensione delle azioni esecutive e la riduzione delle garanzie una volta pagata la prima rata . Il mancato pagamento di otto rate anche non consecutive comporta la decadenza e la ripresa dell’esecuzione .

4.3 Esdebitazione del debitore incapiente

L’esdebitazione dell’incapiente consente a un debitore privo di beni e redditi di ottenere l’esdebitazione totale dei debiti residui. Secondo l’art. 283 CCII:

  • Requisiti: il debitore deve essere persona fisica, meritevole (senza frodi o colpa grave) e non deve essere in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, nemmeno in prospettiva . Il beneficio è ammesso solo una volta nella vita.
  • Procedura: l’istanza va presentata tramite un OCC; il giudice verifica l’assenza di atti in frode e dispone l’esdebitazione. Se nei quattro anni successivi sopravvengono redditi che consentano di soddisfare i creditori per almeno il 10 %, il giudice può revocare il beneficio.
  • Vantaggi per il titolare di un centro assistenza: consente di azzerare debiti personali derivanti da garanzie o da ex attività cessate, offrendo un nuovo inizio.

4.4 Accordi di ristrutturazione e piani del consumatore

Il Codice della crisi permette di proporre ai creditori accordi di ristrutturazione e piani del consumatore. Vantaggi:

  • Falcidia fiscale: grazie alla sentenza n. 245/2019 della Corte Costituzionale, è possibile ridurre IVA e altre imposte nei piani .
  • Prosecuzione dell’attività: l’impresa può continuare la propria attività durante la procedura, proteggendo il patrimonio e i posti di lavoro.
  • Gestione unitaria dei debiti: è possibile inserire debiti fiscali, contributivi, bancari, fornitori e ottenere un’unica soluzione di pagamento sostenibile.

4.5 Altre definizioni agevolate

Oltre alla rottamazione quinquies, l’AdeR pubblica periodicamente stralci automatici dei micro‑debiti e misure di condono. È importante monitorare i provvedimenti legislativi annuali perché potrebbero riaprire termini per la rottamazione o prevedere ulteriori stralci.

5 Errori comuni e consigli pratici

5.1 Errori da evitare

  1. Ignorare la cartella: non aprire la posta o la PEC non fa sparire il debito; trascorsi 60 giorni l’atto diventa definitivo.
  2. Pagare senza verificare: molti debitori pagano somme indebitamente maggiorate da interessi anatocistici o usurari; occorre sempre verificare i tassi applicati e contestare eventuali clausole illegittime .
  3. Sottovalutare i termini: i ricorsi e le opposizioni hanno termini perentori (60 giorni per il ricorso tributario, 20 giorni per l’opposizione agli atti esecutivi); un giorno di ritardo comporta l’inammissibilità.
  4. Fare “da soli”: la normativa è complessa e in continua evoluzione; affidarsi a consulenti inesperti o scaricare modelli standard può essere pericoloso.
  5. Non considerare l’esdebitazione: molti debitori continuano a pagare rate minime per anni senza risolvere; in certi casi l’esdebitazione dell’incapiente offre un azzeramento immediato e legittimo dei debiti .

5.2 Consigli utili

  1. Richiedere immediatamente il prospetto debitorio: l’AdeR mette a disposizione un prospetto con tutte le cartelle e gli importi; questo consente di valutare le priorità.
  2. Documentare tutto: conservare ricevute di notifiche, prove di pagamento, piani di rateizzazione e qualsiasi comunicazione con l’AdeR o le banche.
  3. Analisi professionale: far analizzare i contratti bancari, verificare la legittimità delle clausole, calcolare gli interessi dovuti e l’eventuale usura.
  4. Valutare la rottamazione: se il debito comprende sanzioni e interessi, la rottamazione quinquies può rappresentare un risparmio significativo.
  5. Scegliere la procedura di sovraindebitamento più adatta: confrontare i vantaggi dell’accordo di ristrutturazione, del piano del consumatore e della liquidazione controllata; tenere conto della possibilità di continuare l’attività e della falcidia dei tributi.
  6. Monitorare le scadenze legislative: le norme sulla rottamazione e sulla rateizzazione cambiano quasi ogni anno; controllare le novità può offrire opportunità inattese.
  7. Mantenere un comportamento leale: collaborare con l’OCC, fornire documentazione completa, non compiere atti in frode; la buona fede è requisito essenziale per tutte le procedure.

6 Domande frequenti (FAQ)

6.1 Quali debiti rientrano nella Rottamazione‑quinquies?

Sono inclusi i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 per tributi erariali (IRPEF, IRES, IVA), contributi INPS, imposta di bollo, multe stradali e altre sanzioni amministrative. Restano esclusi i debiti per recupero di aiuti di Stato e le somme dovute a seguito di condanne della Corte dei conti .

6.2 Se ho già un piano di rateizzazione posso aderire alla rottamazione?

Sì. È possibile includere nella domanda di rottamazione le cartelle oggetto di rateizzazione. Le rate già versate restano acquisite e verranno detratte dal debito residuo. È importante indicare nel modulo l’intenzione di rinunciare al contenzioso relativo a quelle cartelle .

6.3 Cosa succede se perdo due rate della rottamazione?

La perdita del beneficio è automatica: in caso di mancato pagamento dell’unica rata o di due rate, anche non consecutive, si decade dalla definizione agevolata; gli importi già versati restano acquisiti e l’AdeR riprenderà le procedure esecutive .

6.4 Posso bloccare un pignoramento se ho chiesto la rateizzazione?

Sì. La presentazione della domanda di rateizzazione sospende le nuove azioni e consente la sospensione delle procedure in corso, purché non sia stato ancora assegnato il credito o venduto il bene . È consigliabile depositare la domanda al giudice dell’esecuzione per ottenere la sospensione.

6.5 Il pignoramento presso terzi va notificato anche a me?

Sì. La Cassazione n. 6/2026 ha ribadito che la notifica al solo terzo pignorato rende l’atto inesistente. Pertanto, se non si riceve la notifica, il pignoramento può essere impugnato e dichiarato nullo .

6.6 Un’ipoteca può essere iscritta per qualsiasi importo?

No. L’art. 77 D.P.R. 602/1973 prevede che l’ipoteca può essere iscritta solo per debiti superiori a 20 000 € e deve essere preceduta dalla notifica della cartella e dell’intimazione di pagamento. La giurisprudenza ritiene illegittime le ipoteche sproporzionate o prive di notifica .

6.7 Il fermo amministrativo può essere disposto senza preavviso?

No. È necessario un preavviso di 30 giorni che permetta al debitore di regolarizzare il debito. Il fermo è inoltre illegittimo se il veicolo è strumentale all’attività dell’impresa o se il veicolo serve a trasportare una persona con disabilità .

6.8 Cosa significa anatocismo bancario?

L’anatocismo è la capitalizzazione degli interessi, cioè quando gli interessi maturati producono a loro volta interessi. Secondo l’art. 1283 c.c. è vietato, salvo diversa previsione di legge o accordo post‑maturazione. La delibera CICR 9 febbraio 2000 consente la capitalizzazione purché vi sia pari periodicità e consenso scritto. La Cassazione ha precisato che la modifica unilaterale è illegittima e che il cliente deve accettare la clausola .

6.9 Posso contestare gli interessi anatocistici applicati prima del 2000?

Sì. Le clausole di capitalizzazione antecedenti alla delibera CICR 9 febbraio 2000 sono nulle. La giurisprudenza riconosce il diritto del correntista di recuperare gli interessi illegittimamente addebitati . È necessario ricalcolare il saldo e promuovere l’azione di ripetizione.

6.10 Le fideiussioni omnibus sono sempre nulle?

No. La Cassazione n. 29805/2025 ha chiarito che la nullità delle clausole anticoncorrenziali del modello ABI non si estende automaticamente alle fideiussioni specifiche; chi contesta deve dimostrare la corrispondenza al modello ABI e l’illecito antitrust . Pertanto, è opportuno analizzare ogni garanzia caso per caso.

6.11 I contributi INPS si prescrivono in dieci anni?

No. In assenza di titolo giudiziale definitivo, i contributi si prescrivono in cinque anni; la Cassazione ha confermato che l’impugnazione tardiva della cartella non converte il termine in decennale . È quindi possibile eccepire la prescrizione quinquennale nei giudizi con l’INPS.

6.12 Cos’è l’esdebitazione del debitore incapiente?

È la procedura che consente al debitore persona fisica che non può offrire ai creditori alcuna utilità di ottenere la cancellazione totale dei debiti residui. Prevista dall’art. 283 CCII, richiede buona fede e comporta il monitoraggio dei redditi per quattro anni .

6.13 Quando conviene il piano del consumatore?

Il piano del consumatore è indicato per persone fisiche con reddito regolare e debiti misti (fisco, banche, fornitori). Non richiede l’approvazione dei creditori ed è omologato dal tribunale. Permette la falcidia di tributi e contributi, come riconosciuto dalla Corte Costituzionale .

6.14 È possibile tutelarsi dai debiti bancari solo attraverso la causa?

No. Spesso è preferibile una trattativa con la banca per rinegoziare il debito, ottenere la riduzione degli interessi e modificare le garanzie. Tuttavia, qualora la banca applichi tassi usurari o clausole vietate, la causa può portare alla restituzione degli interessi e alla rideterminazione del saldo.

6.15 Come influisce la Rottamazione‑quinquies sul DURC?

La presentazione della domanda di rottamazione e il pagamento delle rate impediscono che il debitore sia considerato inadempiente ai fini del rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC). Ciò consente di partecipare a gare pubbliche e ottenere certificazioni .

6.16 Cosa accade se il centro assistenza è costituito come S.r.l.?

Le norme sulla riscossione e sulla sovraindebitamento si applicano anche alle società di capitali. Tuttavia, la responsabilità dei soci è limitata: le azioni di riscossione colpiscono il patrimonio della società. Per i debiti personali (garanzie, fideiussioni) i soci possono accedere al piano del consumatore o all’esdebitazione.

6.17 È possibile cumulare la rateizzazione con l’esdebitazione?

Sì. Durante la procedura di sovraindebitamento si possono inserire rateizzazioni in corso; il giudice valuterà se il piano è sostenibile e potrà ridurre ulteriormente il debito.

6.18 Quanto dura la procedura di sovraindebitamento?

La durata varia: il piano del consumatore e l’accordo di ristrutturazione richiedono mediamente 6‑12 mesi per l’omologazione; la liquidazione controllata dura 2‑3 anni; l’esdebitazione dell’incapiente può essere riconosciuta entro pochi mesi, ma il monitoraggio dura quattro anni. La tempestività nel presentare la domanda è determinante.

6.19 Gli interessi usurari comportano la restituzione di tutte le somme pagate?

Se il tasso applicato supera la soglia usura, gli interessi sono considerati non dovuti e possono essere restituiti. Tuttavia, non sempre l’intero finanziamento è nullo; occorre chiedere in giudizio la rideterminazione del saldo e la ripetizione dell’indebito.

6.20 Come funziona la compensazione con crediti verso la PA?

Se il centro assistenza vanta crediti verso la pubblica amministrazione (es. per contratti di manutenzione), l’AdeR può sospendere il pagamento e trattenere le somme per compensare i debiti fiscali (art. 48‑bis D.P.R. 602/1973). È possibile presentare istanza all’ente per dimostrare la non debenza o la prescrizione del debito e ottenere il pagamento del credito.

7 Simulazioni pratiche

Per comprendere l’impatto delle diverse soluzioni, riportiamo alcune simulazioni ipotetiche basate su numeri realistici per un centro assistenza elettrodomestici.

7.1 Simulazione A – Debito fiscale e contributivo con rottamazione

Situazione: la società Alfa S.r.l. (centro assistenza) ha ricevuto cartelle per un totale di 80 000 € di cui 50 000 € di imposte (IRES, IVA), 10 000 € di sanzioni, 8 000 € di interessi e aggio e 12 000 € di contributi INPS. Le cartelle sono state affidate nel 2018, 2019 e 2021.

Opzione: presentare la domanda di Rottamazione‑quinquies entro il 30 aprile 2026.

Calcolo:

  • Capitale tributi e contributi: 50 000 € + 12 000 € = 62 000 €.
  • Sanzioni, interessi e aggio vengono annullati.
  • Versamento in 54 rate bimestrali (9 anni) con interesse al 3 %. Ogni rata: 62 000 € / 54 ≈ 1 148 €. Con interessi la rata può arrivare a 1 200 €.
  • Pagando la prima rata (1 200 €) il centro può chiedere la riduzione dell’ipoteca iscritta su un magazzino e la sospensione dei pignoramenti in corso.

Risultato: risparmio immediato di 18 000 € (sanzioni e interessi) e sostenibilità del piano; possibilità di continuare l’attività.

7.2 Simulazione B – Rateizzazione per debito elevato

Situazione: Beta S.n.c. ha un debito erariale di 200 000 € per IVA non versata dal 2022. L’azienda non può accedere alla rottamazione perché il carico è del 2024.

Opzione: richiedere la rateizzazione straordinaria ex art. 19.

Calcolo:

  • Importo: 200 000 €.
  • Possibilità di ottenere fino a 120 rate mensili (10 anni) grazie alla comprovata situazione di grave difficoltà .
  • Rata mensile: 200 000 € / 120 ≈ 1 666 € + interessi di dilazione (~4 %).
  • La presentazione della richiesta sospende i pignoramenti su un furgone e su crediti verso clienti.
  • Dopo il pagamento della prima rata, l’azienda può chiedere la restrizione dell’ipoteca su un capannone.

Risultato: dilazione sostenibile che evita la vendita forzata dei beni; possibilità di definire il debito nel medio periodo.

7.3 Simulazione C – Sovraindebitamento e piano del consumatore

Situazione: il titolare Gamma, persona fisica, ha chiuso la propria ditta individuale di assistenza dopo la pandemia; rimangono 40 000 € di debiti fiscali e 30 000 € verso la banca. Non possiede immobili né beni rilevanti; ha un reddito da lavoro dipendente di 1 500 € al mese.

Opzione: presentare un piano del consumatore.

Calcolo:

  • Il piano prevede il pagamento del 20 % dei debiti in 5 anni tramite trattenuta di 300 € al mese. Il restante 80 % viene falcidiato (28 000 €).
  • L’IVA e le imposte vengono ridotte in base alla sentenza della Corte Costituzionale n. 245/2019 .
  • Non occorre l’approvazione dei creditori; il tribunale valuta la sostenibilità e l’assenza di colpa grave.
  • Dopo l’omologazione, le procedure esecutive vengono sospese e, al termine del piano, Gamma ottiene l’esdebitazione.

Risultato: riduzione significativa del debito e protezione del reddito; possibilità di ripartire senza pignoramenti.

7.4 Simulazione D – Esdebitazione del debitore incapiente

Situazione: Delta, ex socio accomandatario, ha debiti personali per 100 000 € derivanti da fideiussioni e cartelle, ma non ha redditi né patrimonio. Ha tentato la liquidazione controllata senza ricavare somme sufficienti.

Opzione: richiedere l’esdebitazione del debitore incapiente.

Calcolo:

  • Dimostrare al giudice che non esistono beni e che le fideiussioni sono state escusse; fornire documentazione sullo stato di disoccupazione.
  • L’art. 283 CCII consente di ottenere l’esdebitazione anche se si è già usufruito di una procedura di sovraindebitamento, purché non si ricevano utilità entro quattro anni .
  • Se entro quattro anni Delta percepirà un reddito sufficiente a soddisfare i creditori per almeno il 10 %, il beneficio potrà essere revocato.

Risultato: cancellazione totale dei debiti residui e possibilità di ricominciare. Tale soluzione è radicale e richiede la meritovolezza del debitore.

8 Conclusioni e call to action

La gestione di un centro di assistenza per elettrodomestici esige attenzione non solo alla qualità del servizio ma anche alla corretta gestione finanziaria. I debiti verso il fisco, l’INPS e le banche possono mettere a rischio la continuità aziendale; tuttavia, la normativa italiana offre strumenti efficaci per difendersi e risolvere la situazione.

Le sezioni precedenti hanno illustrato:

  • L’importanza di verificare la regolarità degli atti di riscossione (cartelle, ipoteche, pignoramenti) e di eccepire la nullità o la prescrizione quando ne ricorrono i presupposti.
  • Le opportunità offerte dalla rateizzazione e dalla Rottamazione‑quinquies, che permettono di estinguere i debiti con sconti significativi su sanzioni e interessi .
  • L’efficacia delle procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, liquidazione controllata ed esdebitazione) per ridurre o cancellare i debiti e continuare l’attività .
  • Le cautele contro l’anatocismo e le fideiussioni omnibus, nonché la possibilità di recuperare interessi illegittimi e di limitare la responsabilità personale .

Agire tempestivamente è fondamentale: ogni giorno di ritardo può comportare la perdita di termini per ricorrere, l’aggravamento degli interessi e l’avvio di procedure esecutive irreversibili.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare offrono assistenza specializzata per:

  • Analizzare la posizione debitoria e individuare le irregolarità.
  • Presentare ricorsi e opposizioni per sospendere pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi.
  • Negoziare rateizzazioni, rottamazioni e transazioni con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, l’INPS e le banche.
  • Elaborare piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e istanze di esdebitazione.
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