Negozio di prodotti tipici con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un negozio di prodotti tipici comporta la soddisfazione di valorizzare le eccellenze locali e di offrire ai clienti sapori autentici. Tuttavia, il mondo delle piccole imprese è anche popolato da sfide fiscali, contributive e finanziarie. Molti imprenditori, specie i titolari di negozi alimentari o botteghe artigiane, si ritrovano a fronteggiare cartelle esattoriali, avvisi di addebito dell’INPS, piani di rientro con le banche e procedure esecutive come pignoramenti di beni o conti correnti. A ciò si aggiunge la crisi economica degli ultimi anni, che ha ridotto i consumi e ha reso difficile onorare le scadenze. Il rischio di sovraindebitamento è alto e le conseguenze possono essere devastanti: fermo amministrativo della merce, ipoteca sulla casa o addirittura chiusura dell’attività.

Questo articolo, aggiornato a febbraio 2026, nasce per fornire una guida completa e pratica su come affrontare i debiti fiscali, previdenziali e bancari quando si gestisce un negozio di prodotti tipici. Illustreremo passo dopo passo cosa accade dopo la notifica di un atto dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, quali sono i termini e i diritti del contribuente, come impugnare o sospendere le richieste di pagamento e quali strumenti alternativi (rottamazione, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione) possono permettere di salvarsi da pignoramenti e ipoteche.

Perché l’argomento è importante

Un’attività commerciale con debiti in essere rischia di subire azioni esecutive che possono bloccarne l’operatività. La normativa in materia di riscossione è complessa e in continua evoluzione: basti pensare alle nuove misure introdotte dal D.Lgs. 110/2024 sulla rateizzazione fino a 120 rate , alla rottamazione quinquies prevista dalla legge n. 199/2025 che annulla sanzioni e interessi per carichi affidati dal 2000 al 2023 , o al pignoramento sprint che permette al fisco di intercettare i pagamenti diretti tramite fatturazione elettronica . Inoltre, recenti sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale hanno ridefinito la portata dei diritti del debitore: la sentenza n. 28520/2025 stabilisce che il pignoramento del conto corrente si estende anche ai fondi in entrata nei 60 giorni successivi , mentre la Corte Costituzionale n. 245/2019 ha dichiarato incostituzionale l’impossibilità di contestare l’estratto di ruolo .

Comprendere queste norme e applicarle correttamente è fondamentale per evitare errori che potrebbero costare caro. Sapere quando una cartella è prescritta, come ottenere la sospensione di un pignoramento o se è possibile accedere alla procedura di sovraindebitamento può fare la differenza tra la chiusura dell’attività e la sua salvezza.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un legale cassazionista con vasta esperienza nel diritto bancario e tributario, riconosciuto a livello nazionale. Coordina un team multidisciplinare composto da avvocati e commercialisti che operano su tutto il territorio italiano. È Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 . Grazie a queste competenze, lo studio è in grado di offrire un supporto completo per affrontare cartelle esattoriali, avvisi di addebito INPS e contenziosi bancari.

Nel corso dell’articolo vedremo come l’Avv. Monardo e il suo staff possono aiutare concretamente: dall’analisi preliminare degli atti alla predisposizione di ricorsi, dalla richiesta di sospensione alle trattative con la banca, sino alla predisposizione di piani di rientro e alla gestione delle procedure di sovraindebitamento. L’obiettivo è fornire soluzioni efficaci, sia giudiziali sia stragiudiziali, nel rispetto della normativa e con un approccio personalizzato.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

1. La riscossione dei tributi e delle contribuzioni: norme fondamentali

La procedura di riscossione dei tributi in Italia è disciplinata, principalmente, dal D.P.R. 602/1973 per i tributi e dal D.Lgs. 46/1999 per i contributi INPS. Quando un contribuente non paga entro i termini, l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AER) o l’ente creditore procede all’iscrizione a ruolo e alla notifica della cartella esattoriale o dell’avviso di addebito INPS. Questi atti sono titoli esecutivi che legittimano l’esattore a intraprendere azioni esecutive come il pignoramento.

Di seguito riassumiamo le principali norme applicabili:

AmbitoNorma di riferimentoDescrizione sintetica
Tributi erarialiD.P.R. 602/1973Disciplina la riscossione dei tributi. Prevede le cartelle esattoriali, i termini di decadenza, le ipoteche e i pignoramenti, comprese le misure di tutela del contribuente come la rateizzazione.
Contributi previdenzialiD.Lgs. 46/1999Regola la riscossione delle entrate erariali e degli enti pubblici. L’INPS emette avvisi di addebito, che hanno valore di titolo esecutivo e sono immediatamente impugnabili al giudice ordinario.
Pignoramento mobiliareCodice di procedura civile (art. 513 c.p.c. e segg.)Descrive la procedura di espropriazione dei beni mobili presso il debitore, prevedendo anche la possibilità di conversione e riduzione del pignoramento.
Pignoramento presso terziArt. 72-bis D.P.R. 602/1973 e art. 546 c.p.c.Permette al fisco di pignorare crediti del debitore presso banche e altri soggetti. Dal 2025 la Cassazione ha chiarito che la banca deve versare anche le somme che pervengono nei 60 giorni successivi .
Pignoramento immobiliareD.P.R. 602/1973, art. 76Fissa le condizioni per il pignoramento della casa: non è pignorabile l’unica abitazione non di lusso in cui il debitore ha la residenza .
IpotecaD.P.R. 602/1973, art. 77 e art. 40-bis T.U.B.L’Agenzia delle Entrate Riscossione può iscrivere ipoteca; il creditore ipotecario non è proprietario del bene. Il debitore può comunque vendere l’immobile e liberarlo dall’ipoteca .
RateizzazioneArt. 19 D.P.R. 602/1973, D.Lgs. 110/2024È possibile rateizzare il debito fino a 120 rate (10 anni) per importi superiori a 120.000 € in presenza di temporanea situazione di difficoltà economica .
RottamazioneLegge 199/2025 (Legge di bilancio 2026)La rottamazione quater/quinquies consente di estinguere i carichi affidati dal 2000 al 2023 pagando solo il capitale e le spese, con cancellazione di sanzioni e interessi .
SovraindebitamentoLegge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019)Prevede procedure come il piano del consumatore, l’accordo di ristrutturazione dei debiti e la liquidazione controllata, che permettono al debitore incolpevole di ripianare i debiti secondo le proprie capacità e ottenere l’esdebitazione.

2. Sentenze rilevanti della Cassazione e della Corte Costituzionale

La giurisprudenza è un punto di riferimento essenziale per comprendere come interpretare le norme. Di seguito presentiamo alcune sentenze recenti (aggiornate al 2025 e 2024) che incidono direttamente sulla materia:

  1. Cassazione, Sez. III Civile, n. 28520/2025 – Stabilisce che il pignoramento del conto corrente ai sensi dell’art. 72-bis D.P.R. 602/1973 si estende non solo alle somme presenti al momento del pignoramento ma anche a quelle che arrivano nei 60 giorni successivi. Tale periodo, definito spatium deliberandi, non è un “tempo di grazia” ma un periodo entro il quale la banca deve bloccare e versare le somme incassate .
  2. Cassazione, Sez. I Civile, ord. 9549/2025 – Riguarda il piano del consumatore. La Corte ha stabilito che i creditori non hanno diritto di voto; il giudice può omologare il piano anche contro la volontà dei creditori, valutando la meritevolezza e la convenienza della proposta. I crediti privilegiati possono essere degradati a chirografari quando il valore del bene non è sufficiente .
  3. Cassazione, Sez. I Civile, n. 29746/2025 – Ha escluso che l’amministratore e socio che si è prestato come fideiussore della propria società possa accedere alla procedura di sovraindebitamento come consumatore. Le obbligazioni sorte in ambito imprenditoriale non sono considerate debiti di consumo .
  4. Cassazione, Sez. VI Civile, ord. 1861/2025 – Ha ritenuto legittimo l’accertamento induttivo nei confronti di un negozio di prodotti tipici che non aveva annotato le rimanenze di magazzino. Anche chi ha contabilità semplificata deve indicare il valore delle rimanenze per categoria; la loro assenza giustifica l’accertamento .
  5. Cassazione, Sez. Unite, n. 34075/2024 – Ha stabilito che il pignoramento di un bene conferito in trust deve essere notificato al trustee, altrimenti l’atto è nullo .
  6. Corte Costituzionale, sent. 245/2019 – Ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che impediva al contribuente di impugnare l’estratto di ruolo privo di cartella notificata, ampliando le tutele nei confronti del fisco .

3. Decadenza e prescrizione

I debiti fiscali e contributivi sono soggetti a termini di decadenza e prescrizione. È fondamentale verificare tali termini per contestare atti illegittimi:

  • Decadenza – Indica il termine entro cui l’ente deve notificare l’atto (accertamento, avviso di addebito o cartella). Ad esempio, per IRPEF e IVA l’accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo; per i contributi INPS entro il terzo anno; per l’IMU entro il secondo anno . La notifica oltre i termini comporta la nullità dell’atto.
  • Prescrizione – Riguarda il tempo massimo entro cui può essere chiesto il pagamento dopo la notifica. I tributi erariali si prescrivono generalmente in 10 anni, i contributi previdenziali e le sanzioni in 5 anni . Anche il termine di prescrizione può essere interrotto da atti dell’AER; occorre quindi verificare se l’ente ha effettuato atti interruttivi regolari.

4. Rateizzazione dei debiti (Art. 19 D.P.R. 602/1973 e D.Lgs. 110/2024)

La norma consente di pagare i debiti in più rate: fino a 72 rate mensili (6 anni) in via ordinaria, e fino a 120 rate (10 anni) per importi superiori a 120.000 € quando il debitore dimostra una temporanea situazione di difficoltà economica . La riforma del 2024 introduce parametri oggettivi come l’ISEE per le persone fisiche o i coefficienti di crisi per le imprese, e prevede che in caso di decadenza dal piano non sia più possibile ottenere una nuova rateizzazione per lo stesso debito.

5. Rottamazione quater e quinquies (Legge 199/2025)

La Legge 199/2025 (legge di bilancio 2026) ha introdotto la rottamazione quinquies per i carichi affidati all’AER dal 2000 al 31 dicembre 2023. La misura consente di pagare solo capitale e spese cancellando sanzioni e interessi, con possibilità di versare in unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali (9 anni) con un interesse del 3% a partire dal 1° agosto 2026 . È previsto che le prime tre rate scadano il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026 . La norma si applica ai debiti derivanti da omesso versamento di imposte risultanti da dichiarazioni (artt. 36-bis e 36-ter D.P.R. 600/1973, 54-bis e 54-ter D.P.R. 633/1972) o a contributi INPS non derivanti da avvisi di accertamento . Non rientrano i carichi riferiti a sentenze di condanna della Corte dei Conti, multe stradali e altre tipologie specifiche. La rottamazione quater/quinquies offre un’importante opportunità per chi gestisce un negozio di prodotti tipici e ha accumulato debiti negli anni, permettendo di rientrare con importi più sostenibili.

6. Nuove procedure di pignoramento e pignoramento sprint

Nel 2025 è stata introdotta una procedura di pignoramento sprint che permette all’Agenzia delle Entrate Riscossione di intercettare pagamenti e crediti tramite le piattaforme di fatturazione elettronica. Il decreto consente all’AER di conoscere in tempo reale i flussi in entrata e agire immediatamente senza preavviso . Inoltre, il limite di 5.000 € per il pignoramento diretto dei crediti verso le pubbliche amministrazioni è stato eliminato. Questa misura rappresenta un salto di efficienza per l’esattore ma riduce i margini di difesa per i contribuenti: è quindi fondamentale monitorare costantemente la posizione debitoria e intervenire prima che l’ente proceda.

7. Salvaguardia dell’unica casa e ipoteche

L’art. 76 D.P.R. 602/1973, modificato dal D.L. 69/2013, prevede che non può essere pignorata l’unica abitazione del debitore se è l’unico immobile di proprietà, non di lusso e nel quale il debitore risiede anagraficamente . Tuttavia, l’AER può iscrivere ipoteca sull’immobile per importi superiori a 20.000 €. L’ipoteca non attribuisce proprietà al creditore; il bene può essere venduto liberamente, ma resta il vincolo di garanzia a meno che il debito non venga saldato o trascritto l’acquisto dal nuovo proprietario .

8. Tutela dei beni mobili e strumentali

Il pignoramento mobiliare prevede che l’ufficiale giudiziario possa recarsi presso il negozio e vincolare i beni presenti. È importante sapere che solo i beni effettivamente di proprietà del debitore sono aggredibili. Beni di terzi presenti nel locale possono essere esclusi se si dimostra la proprietà con adeguata documentazione (fatture, comodati, leasing). Le attrezzature e i beni strumentali indispensabili per l’attività (es. registratori di cassa, frigoriferi, bilance) possono essere pignorati solo nei limiti di un quinto , lasciando al commerciante gli strumenti necessari per continuare a lavorare.

9. Pignorabilità di stipendi, pensioni e sussidi

Nel caso in cui il negoziante abbia anche un reddito da lavoro dipendente o percepisca una pensione, è utile sapere che la quota pignorabile va da un decimo a un quinto a seconda dell’importo e dell’esistenza di altri pignoramenti. In caso di pignoramento dello stipendio, si calcola sull’importo netto al momento dell’ordinanza . I sussidi come la NASpI sono pignorabili con limitazioni, mentre l’assegno sociale non è pignorabile. L’art. 48-bis D.P.R. 602/1973 prevede che l’Agenzia debba verificare l’esistenza di crediti del contribuente verso la pubblica amministrazione prima di procedere.

10. Sovraindebitamento e procedure concorsuali minori

Le piccole imprese e i consumatori che non possono accedere al fallimento (oggi liquidazione giudiziale nel Codice della crisi) possono ricorrere alle procedure di sovraindebitamento previste dalla Legge 3/2012 e dal D.Lgs. 14/2019. Queste procedure permettono di proporre ai creditori un piano di pagamento sostenibile e di ottenere l’esdebitazione del residuo. Le principali procedure sono:

  • Piano del consumatore – Destinato alle persone fisiche non imprenditori. Può essere omologato senza il voto dei creditori; il giudice valuta la meritevolezza e la convenienza .
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti – Richiede l’approvazione dei creditori con il 60% dei voti e consente il pagamento parziale dei debiti.
  • Liquidazione controllata del patrimonio – Prevede la liquidazione dei beni del debitore con esdebitazione finale.
  • Esdebitazione dell’incapiente – Consente la liberazione dai debiti per il soggetto privo di beni e incapace di offrire alcuna utilità ai creditori, se dimostra la buona fede .

11. Obblighi contabili e accertamento fiscale

Anche gli esercizi commerciali con contabilità semplificata sono tenuti a conservare adeguata documentazione contabile e a indicare il valore delle rimanenze di magazzino. La Cassazione ord. 1861/2025 ha affermato che l’assenza di inventari legittima l’Agenzia delle Entrate a procedere con un accertamento induttivo . Pertanto, mantenere la contabilità in ordine è una forma di prevenzione contro contestazioni fiscali.

Procedura passo-passo dopo la notifica dell’atto

Quando il titolare di un negozio di prodotti tipici riceve un atto dall’Agenzia delle Entrate Riscossione o dall’INPS, è essenziale reagire tempestivamente seguendo un iter logico. In questa sezione descriviamo il percorso tipico dal primo avviso fino al pignoramento, con un focus sui diritti del debitore.

1. Notifica dell’accertamento o dell’avviso di addebito

  • Avviso di accertamento – L’Agenzia delle Entrate, dopo una verifica, emette un avviso di accertamento per recuperare tributi dovuti (IVA, IRPEF, IRES). Questo atto deve essere notificato entro i termini di decadenza (5 anni dalla dichiarazione per imposte dirette/IVA). L’avviso può contenere l’intimazione al pagamento entro 60 giorni. A volte precede l’iscrizione a ruolo; altre volte si accompagna alla cartella (per i cosiddetti accertamenti esecutivi).
  • Avviso di addebito INPS – L’INPS invia l’avviso quando rileva un’omissione contributiva. Tale avviso è titolo esecutivo e consente all’ente di iscrivere ipoteca o procedere al pignoramento senza passare dalla cartella. L’opposizione deve essere proposta entro 40 giorni davanti al giudice del lavoro.

2. Iscrizione a ruolo e cartella esattoriale

Se il debito non viene pagato o impugnato, l’ente iscrive a ruolo l’importo dovuto, generando la cartella esattoriale. Quest’ultima viene notificata tramite raccomandata A/R, PEC o messo comunale. La cartella contiene gli estremi del debito, le sanzioni e gli interessi. A questo punto il contribuente ha 60 giorni per pagare o presentare ricorso davanti alla Commissione Tributaria (oggi Corte di Giustizia Tributaria). Trascorsi 60 giorni senza pagamento, la cartella è esecutiva e l’AER può attivare le procedure cautelari (fermi, ipoteche) ed esecutive (pignoramenti).

3. Verifica degli elementi essenziali

Appena ricevuto l’atto, è essenziale verificare:

  1. La notifica – Va controllato se l’atto è stato notificato correttamente (indirizzo giusto, raccomandata con ricevuta, PEC valida). Errori nella notifica possono rendere l’atto nullo.
  2. Il termine di decadenza o prescrizione – Verificare se l’atto è stato emesso nei tempi previsti: ad esempio, i contributi INPS notificati dopo tre anni dalla scadenza sono decaduti .
  3. Il dettaglio del debito – Controllare se l’importo richiesto è corretto. Spesso le cartelle emesse tramite procedure automatizzate ex art. 36-bis D.P.R. 600/1973 contengono errori o mancano di adeguata motivazione, rendendole impugnabili .
  4. Presenza di altre procedure – Verificare se sono già state iscritte ipoteche, fermi amministrativi o se vi sono piani di rateizzazione in corso.

Un avvocato esperto può analizzare questi elementi, proporre un’istanza di autotutela all’ente creditore e preparare l’eventuale ricorso. Spesso bastano semplici irregolarità (omessa firma digitale, carenza di motivazione, notifica viziata) per ottenere l’annullamento totale o parziale del debito.

4. Facoltà di ricorso e opposizione

Se si rilevano vizi, il debitore può proporre:

  • Ricorso tributario – Entro 60 giorni dalla notifica della cartella o dell’avviso esecutivo. Si deposita presso la Corte di Giustizia Tributaria competente. L’avvocato può chiedere la sospensione dell’esecuzione presentando domanda cautelare; la Corte decide in camera di consiglio.
  • Opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi – Nel caso di pignoramenti già avviati, l’opposizione ex art. 615 c.p.c. o art. 617 c.p.c. deve essere presentata al giudice dell’esecuzione entro 20 giorni dalla notifica del primo atto esecutivo.
  • Ricorso al giudice del lavoro – Per l’avviso di addebito INPS. L’opposizione deve essere presentata entro 40 giorni.

5. Rateizzazione, rottamazione e definizioni agevolate

In assenza di vizi o quando il ricorso non è la strada migliore, il debitore può chiedere all’AER:

  • Rateizzazione ordinaria – Fino a 72 rate mensili. Richiede la domanda tramite portale dell’AER o presentazione allo sportello. È automaticamente accolta se l’importo è entro 60.000 €. Per importi maggiori occorre allegare documenti che provano la temporanea difficoltà.
  • Rateizzazione straordinaria – Fino a 120 rate in presenza di temporanea difficoltà economica e debiti oltre 120.000 € . Si calcola l’importo della rata in base al reddito e alla capacità di rimborso.
  • Rottamazione – La rottamazione quinquies consente di estinguere i carichi pagando solo capitale e spese . La domanda deve essere presentata entro i termini stabiliti dalla legge (generalmente entro aprile/maggio dell’anno successivo). È compatibile con la rateizzazione, ma in caso di mancato pagamento anche di una sola rata si perde il beneficio.
  • Saldo e stralcio – Per chi versa in grave e comprovata difficoltà economica e con ISEE inferiore a 20.000 €, la legge in passato ha previsto la possibilità di pagare una percentuale ridotta del debito. Al 2026 non è stato prorogato, ma potrebbe essere riproposto in future leggi di bilancio.

6. Pignoramento mobiliare

Se il debito non viene pagato e l’ente non concede sospensione, l’AER può richiedere all’ufficiale giudiziario di procedere con il pignoramento mobiliare presso il negozio. La procedura si articola così:

  1. Notifica del pignoramento – L’ufficiale giudiziario, con l’assistenza di un funzionario dell’AER, si reca presso il locale. L’avviso di pignoramento deve contenere l’indicazione del debitore, del titolo esecutivo (cartella o avviso), del legale rappresentante e dei beni potenzialmente pignorabili.
  2. Individuazione dei beni – Vengono individuati i beni mobili di proprietà del debitore. I beni di terzi, se dimostrati con documenti, non sono pignorabili; le attrezzature indispensabili sono pignorabili solo entro il limite di un quinto .
  3. Verbalizzazione – L’ufficiale redige un verbale con l’elenco dei beni, il loro valore stimato e la data dell’eventuale vendita. Il debitore può contestare immediatamente l’appartenenza dei beni.
  4. Conversione del pignoramento – Prima della vendita, il debitore può presentare istanza di conversione (art. 495 c.p.c.) offrendo una somma pari al valore dei beni pignorati. Il giudice può concedere il pagamento in rate non oltre i 12 mesi. Ciò evita la vendita e consente di recuperare i beni, spesso a un costo inferiore.

7. Pignoramento presso terzi (conti correnti e crediti)

Il pignoramento presso terzi riguarda soprattutto conti correnti e crediti commerciali. La procedura prevede:

  1. Notifica dell’atto di pignoramento al terzo (es. banca, cliente) – L’AER invia un atto che dichiara il credito vantato dal contribuente e intima al terzo di non pagare al debitore ma di versare al fisco. Per i conti correnti la banca deve bloccare immediatamente l’importo fino alla concorrenza del debito.
  2. Effetti del pignoramento bancario – La Cassazione ha chiarito che il pignoramento si estende alle somme che si accreditano sul conto nei 60 giorni successivi . In pratica, il conto rimane “congelato” e tutte le entrate vengono dirottate all’AER fino a concorrenza del debito. Questo può paralizzare la gestione dell’attività: conviene pertanto attivarsi preventivamente richiedendo la rateizzazione o il ricorso.
  3. Udienza di assegnazione – Trascorsi 60 giorni, se il debitore non paga, il giudice fissa l’udienza per assegnare le somme. Il terzo (banca) deve dichiarare il saldo del conto. Il giudice assegna le somme al creditore e libera l’eventuale eccedenza. Se il conto è intestato a più persone (conto cointestato), la quota pignorabile è pari alla quota del debitore.

8. Pignoramento immobiliare

È la forma più grave di esecuzione: comporta il pignoramento e la successiva vendita dell’immobile. Tuttavia, la legge stabilisce alcune tutele per il debitore:

  • Immobiles non pignorabili – L’unica abitazione di residenza, non di lusso, se è l’unico immobile del debitore, non può essere pignorata . Se invece possiede altri immobili, l’unica abitazione è pignorabile.
  • Ipoteca – Prima del pignoramento l’AER iscrive ipoteca quando il debito supera 20.000 €. L’ipoteca non conferisce proprietà al creditore ; il bene può essere venduto ma resta gravato dal vincolo. In caso di pignoramento, l’immobile viene venduto all’asta e il ricavato va a saldare il debito.

9. Verifica dei contratti bancari e tutela contro le banche

Spesso i debiti della piccola impresa derivano anche da finanziamenti bancari e affidamenti. È importante verificare:

  1. Tassi usurari o anatocismo – Controllare se i tassi applicati superano la soglia usura e se gli interessi sono stati capitalizzati illegittimamente.
  2. Fideiussioni – Molti imprenditori firmano fideiussioni omnibus. Alcune clausole conformi allo schema ABI 2002 sono state dichiarate nulle dall’Antitrust; è possibile ottenere la revoca o la riduzione delle pretese.
  3. Contratti di leasing – Verificare se il riscatto finale è eccessivo e se il contratto può essere rinegoziato.

L’analisi legale dei contratti bancari permette di ottenere la riduzione del debito o la restituzione di somme indebitamente pagate. Lo studio dell’Avv. Monardo collabora con consulenti tecnici per le perizie bancarie.

Strategie di difesa e soluzioni legali

Per difendersi da fisco, INPS e banche non basta conoscere la normativa: è necessario mettere in atto una serie di azioni coordinate. In questa sezione descriviamo le principali strategie e strumenti a disposizione del debitore.

1. Analisi dell’atto e ricorso

Il primo passo è l’analisi dettagliata dell’atto ricevuto (cartella, avviso di addebito, atto di pignoramento). Occorre verificare se sussistono vizi di notifica, decadenza, prescrizione o carenza di motivazione. Una volta individuati i vizi, si può proporre:

  • Ricorso per Cassazione – In casi di illegittimità della sentenza di merito o violazione di legge.
  • Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria – Contro cartelle e avvisi di accertamento entro 60 giorni.
  • Opposizione agli atti esecutivi – Nel caso in cui la procedura esecutiva sia viziata.

L’obiettivo non è solo vincere la causa ma anche ottenere la sospensione dell’esecuzione. In molti casi la semplice presentazione del ricorso permette di bloccare pignoramenti e fermi amministrativi fino alla decisione del giudice.

2. Sospensione e dilazione

Oltre alla sospensione giudiziale, esistono altri strumenti:

  • Istanza di sospensione amministrativa – Presentata all’AER per sospendere la riscossione in attesa di definizione di un contenzioso (es. ricorso in Cassazione) o di un’istanza di autotutela.
  • Dilazione (rateizzazione) – Come già visto, può essere ordinaria o straordinaria. È importante non decadere dalle rate: due rate non pagate comportano la revoca del beneficio e la ripresa dell’esecuzione.
  • Conversione del pignoramento – Offre la possibilità di trasformare la procedura esecutiva in un pagamento dilazionato su cauzione.

3. Trattative con la banca

Quando i debiti riguardano finanziamenti bancari, occorre avviare una trattativa stragiudiziale con la banca. Le strategie includono:

  • Rinegoziazione del mutuo – Adeguare tasso e durata, ridurre la rata mensile.
  • Saldo e stralcio – Proporre il pagamento di una somma inferiore al debito residuo in un’unica soluzione, in cambio dell’estinzione integrale del debito. Richiede solitamente l’intervento di un legale e la dimostrazione della difficoltà economica.
  • Accordo di ristrutturazione – Nel contesto delle procedure di sovraindebitamento per l’imprenditore minore o per le società; consente di pagare in modo proporzionale ai propri mezzi e bloccare le azioni esecutive.

4. Strumenti alternativi per la risoluzione del debito

Rottamazione e definizione agevolata

Oltre a rateizzazione e ricorsi, la rottamazione quinquies rappresenta un’opportunità unica. Pagando il solo capitale e le spese, si elimina una parte consistente del debito . È adatta a chi ha un debito accumulato con l’AER tra il 2000 e il 2023 e vuole regolarizzare la propria posizione con una spesa sostenibile. Occorre presentare la domanda entro i termini previsti dalla legge e rispettare le scadenze.

Sovraindebitamento

La Legge 3/2012 e il Codice della crisi offrono quattro procedure principali:

  1. Piano del consumatore – È destinato alla persona fisica che non agisce in qualità di imprenditore. Non richiede l’approvazione dei creditori; il giudice valuta la meritevolezza. È particolarmente utile per il titolare di un negozio che ha chiuso l’attività e oggi vive come privato con debiti residui .
  2. Concordato minore (ex accordo di ristrutturazione) – Richiede l’approvazione dei creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti. Consente all’imprenditore minore di mantenere l’attività.
  3. Liquidazione controllata – Dispone la liquidazione dei beni del debitore. È utile quando non esistono piani di rientro sostenibili. L’esdebitazione finale consente un nuovo inizio.
  4. Esdebitazione dell’incapiente – Prevede la liberazione dai debiti per chi non possiede beni né redditi. Serve dimostrare la buona fede e l’assenza di cause di inammissibilità (ad esempio, condanne per bancarotta fraudolenta o truffa). Questa procedura rappresenta l’ultima àncora di salvezza per chi ha perso tutto .

Concordato preventivo e Composizione negoziata della crisi

Per gli imprenditori che non rientrano nelle procedure di sovraindebitamento, il nuovo Codice della crisi prevede strumenti come:

  • Concordato preventivo – Consente all’imprenditore di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione con continuità aziendale o liquidatorio. L’imprenditore deve depositare una proposta e un piano attestato da un professionista indipendente. La procedura sospende le azioni esecutive.
  • Composizione negoziata della crisi – Introdotta dal D.L. 118/2021. Consiste in un percorso volontario assistito da un esperto negoziatore (come l’Avv. Monardo) che aiuta l’imprenditore a raggiungere un accordo con i creditori senza passare dal tribunale. L’esperto verifica la fattibilità del piano e, in caso di successo, si evita la dichiarazione di liquidazione giudiziale.

5. Protezione del patrimonio e prevenzione

Difendersi dalle aggressioni del fisco e delle banche significa anche gestire il proprio patrimonio in modo oculato. Alcune strategie preventive includono:

  • Separazione dei beni – Nel caso di coniugi, la scelta del regime di separazione può evitare che i debiti di un coniuge coinvolgano i beni dell’altro.
  • Trust e strumenti fiduciari – Il conferimento di beni in trust, se fatto per finalità lecite e non fraudolente, può proteggere il patrimonio dagli attacchi. Tuttavia, eventuali pignoramenti devono essere notificati al trustee .
  • Assicurazione per la tutela legale – Copre le spese legali in caso di controversie con l’AER o con banche.

È fondamentale attuare queste misure prima che i debiti degenerino. Una volta iniziata l’esecuzione, è più difficile spostare o proteggere i beni senza incorrere in violazioni di legge (es. revocatoria).

Errori comuni e consigli pratici

Spesso i titolari di piccole imprese commettono errori che aggravano la loro situazione. Ecco i più frequenti e come evitarli:

  1. Ignorare gli atti ricevuti – Molti imprenditori accantonano la cartella nella speranza che il problema si risolva da sé. Ciò comporta la decadenza dei termini per il ricorso e l’avvio delle procedure esecutive. Agire subito è la prima difesa.
  2. Pagare senza verificare – I contribuenti pagano quanto richiesto senza controllare la correttezza degli importi e la legittimità dell’atto. Una verifica professionale può rivelare errori e far risparmiare migliaia di euro.
  3. Assumere consulenti non specializzati – La materia fiscale e bancaria è complessa; rivolgersi a chi non ha specifica competenza può portare a errori procedurali. È preferibile affidarsi a un avvocato cassazionista esperto come l’Avv. Monardo.
  4. Saltare le rate – Nelle rateizzazioni e rottamazioni, saltare una rata comporta la decadenza dal piano. È essenziale programmare i pagamenti e, se necessario, chiedere la sospensione.
  5. Confondere decadenza e prescrizione – Decadenza e prescrizione sono termini diversi. Confondere i due può portare a contestazioni infondate. Affidarsi a un professionista per calcolarli correttamente è la soluzione migliore.
  6. Sottovalutare i beni strumentali – Pensare che l’ufficiale giudiziario non possa toccare alcuna attrezzatura è un errore; la legge consente di pignorare fino a un quinto dei beni strumentali .
  7. Non monitorare i flussi di cassa – Con il pignoramento sprint, l’AER può bloccare immediatamente i pagamenti tramite fatturazione elettronica . Tenere sotto controllo i flussi e predisporre conti dedicati può evitare l’azzeramento improvviso.

Tabelle riepilogative

Per rendere più chiari i concetti illustrati, presentiamo alcune tabelle riassuntive con termini, sanzioni e strumenti difensivi. Le tabelle sono sintetiche e non sostituiscono l’analisi di un professionista.

Tabella 1 – Termini di decadenza e prescrizione principali

Tipo di debitoDecadenza dell’attoPrescrizione del titoloNorma di riferimento
Imposte dirette (IRPEF, IRES) e IVA31 dicembre del 5º anno successivo alla presentazione della dichiarazione10 anniD.P.R. 600/1973, art. 43; D.P.R. 602/1973
Contributi INPS31 dicembre del 3º anno successivo alla scadenza5 anniD.Lgs. 46/1999; L. 335/1995
IMU, TASI, Tari31 dicembre del 2º anno successivo al tributo5 anniLegge n. 296/2006
Sanzioni amministrativeVaria a seconda della materia; generalmente 5 anni5 anniCodice della strada; L. 689/1981
Contributi INAIL31 dicembre del 2º anno successivo5 anniD.Lgs. 38/2000

Tabella 2 – Strumenti di tutela e requisiti

StrumentoDestinatariRequisiti principaliVantaggi
Ricorso tributarioTutti i contribuentiPresentazione entro 60 giorni dalla notifica; pagamento del contributo unificatoPossibilità di annullare o ridurre il debito; sospendere l’esecuzione
Rateizzazione ordinariaContribuenti con debiti fino a 60.000 €Nessun documento aggiuntivo richiestoFino a 72 rate mensili; non incide sui beni
Rateizzazione straordinariaDebiti oltre 120.000 € o in temporanea difficoltà economicaDocumentazione sul reddito e sui bilanci; ISEEFino a 120 rate; evita l’esecuzione
Rottamazione quinquiesCarichi dal 2000 al 2023Presentazione domanda entro i termini; pagamento prime tre rateCancella sanzioni e interessi; fino a 54 rate
Piano del consumatorePersone fisiche non imprenditoriMeritevolezza e sostenibilità del pianoOmologazione anche senza voto dei creditori ; esdebitazione finale
Accordo di ristrutturazioneImprenditori minori e professionistiAssenso del 60% dei crediti; attestazione di fattibilitàSospende azioni esecutive; consente la continuità
Liquidazione controllataDebitori incapienti o con beniPresentazione dell’istanza all’OCC; inventario dei beniEsdebitazione finale; chiusura totale del debito

Tabella 3 – Tipologie di pignoramento e caratteristiche

Tipo di pignoramentoBeni/crediti colpitiCaratteristiche principaliDifese possibili
MobiliareBeni mobili presenti nel negozio: merce, arredi, attrezzatureL’ufficiale giudiziario può pignorare i beni di proprietà del debitore; beni di terzi esclusi; beni strumentali pignorabili solo fino a 1/5Dimostrazione di proprietà dei beni; richiesta di conversione
Presso terzi (bancario)Conti correnti, crediti verso clienti, stipendiLa banca blocca le somme presenti e quelle future per 60 giorni ; lo stipendio è pignorabile da 1/10 a 1/5Ricorso per vizi; rateizzazione; riduzione della quota
ImmobiliareImmobili del debitoreNon può essere pignorata l’unica casa di residenza non di lusso ; l’ipoteca è iscritta sopra i 20.000 €Opposizione all’esecuzione; esame della notifica; vendita diretta con liberazione

Domande frequenti (FAQ)

In questa sezione rispondiamo alle domande più comuni dei titolari di negozi di prodotti tipici alle prese con debiti fiscali, contributivi e bancari.

  1. Ho ricevuto una cartella esattoriale per IVA non versata cinque anni fa: è ancora valida? – Dipende dal momento in cui l’Agenzia delle Entrate ha notificato l’avviso di accertamento. Se la cartella è stata notificata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione, è valida; altrimenti può essere impugnata per decadenza .
  2. Posso impugnare un estratto di ruolo anche senza aver ricevuto la cartella? – Sì. La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma che impediva di contestare l’estratto di ruolo senza cartella . Oggi è possibile proporre ricorso dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria.
  3. Cosa succede se non pago le rate della rateizzazione? – Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio della rateizzazione. Il debito torna immediatamente esigibile e l’AER può avviare il pignoramento.
  4. La rottamazione quinquies cancella davvero sanzioni e interessi? – Sì, la legge prevede che per i carichi affidati dal 2000 al 2023 si paghi solo il capitale e le spese . Tuttavia, in caso di pagamento rateale, sono dovuti gli interessi del 3% dal 1° agosto 2026 .
  5. I beni strumentali del negozio possono essere pignorati? – Sì ma con limiti: l’ufficiale giudiziario può pignorare solo un quinto delle attrezzature indispensabili . È comunque possibile chiedere la conversione pagando il controvalore.
  6. Cosa fare se l’INPS mi notifica un avviso di addebito per contributi non versati? – Verifica la notifica e i termini. Puoi proporre opposizione entro 40 giorni davanti al giudice del lavoro. Se il debito è corretto, puoi richiedere la rateizzazione o partecipare alla rottamazione (se rientra nei periodi ammessi).
  7. Come posso evitare il pignoramento del conto corrente? – Puoi agire preventivamente chiedendo la rateizzazione o ricorrendo contro l’atto. Quando il pignoramento è già notificato, entro 60 giorni puoi ricorrere e ottenere la sospensione. Ricorda che la banca deve bloccare anche le somme future .
  8. Una sola casa di proprietà può essere pignorata? – No, se si tratta dell’unica abitazione non di lusso in cui risiedi anagraficamente . Se possiedi altri immobili, l’unica abitazione può essere pignorata.
  9. Se vendo un immobile ipotecato dalla banca, cosa succede all’ipoteca? – L’ipoteca è un diritto reale di garanzia; non conferisce proprietà alla banca . Per vendere, è necessario saldare il debito o trasferire l’ipoteca al nuovo acquirente. L’atto di vendita libera l’immobile solo se l’ipoteca viene cancellata.
  10. Un fideiussore di una società può accedere al piano del consumatore? – Secondo la Cassazione n. 29746/2025, il socio e amministratore che si è prestato come fideiussore per i debiti societari non può essere considerato consumatore . Dovrà ricorrere ad altre procedure (accordo di ristrutturazione o liquidazione controllata).
  11. Nel piano del consumatore i creditori votano? – No. La Cassazione n. 9549/2025 ha stabilito che i creditori non hanno diritto di voto; il giudice può omologare il piano anche contro la loro volontà .
  12. È vero che l’AER può pignorare direttamente le fatture emesse? – Sì. Con il pignoramento sprint l’AER può intercettare i pagamenti provenienti dalle pubbliche amministrazioni e da altri clienti tramite il sistema di fatturazione elettronica . È quindi importante regolarizzare la propria posizione il prima possibile.
  13. Posso accedere alla rottamazione se il mio debito deriva da contravvenzioni stradali? – Le multe stradali rientrano nella rottamazione solo in parte e con aliquote ridotte. Tuttavia la rottamazione quater/quinquies si applica principalmente ai tributi erariali e ai contributi risultanti da dichiarazioni. Occorre verificare il testo normativo e l’elenco dei carichi ammessi.
  14. È possibile rottamare gli avvisi di addebito INPS? – Sì, se i contributi non versati non derivano da atti di accertamento e rientrano nel periodo 2000–2023 . I debiti oggetto di accertamento invece non sono rottamabili.
  15. Se ho un debito con la banca e non riesco a pagare la rata del mutuo, cosa rischio? – La banca può iscrivere ipoteca e procedere all’espropriazione dell’immobile. È consigliabile rinegoziare il contratto o proporre un saldo e stralcio prima che la banca avvii il pignoramento. Ricorda che l’ipoteca non dà alla banca la proprietà .
  16. Che succede se l’ufficiale giudiziario mi trova negozio chiuso? – L’ufficiale giudiziario può procedere a un nuovo accesso. Se non trova nessuno, può depositare l’atto presso il comune. È sempre meglio concordare un appuntamento per evitare la vendita indiscriminata della merce. Puoi anche far trovare la documentazione che prova la proprietà di terzi.
  17. È possibile richiedere l’esdebitazione senza liquidare i beni? – Sì, attraverso l’esdebitazione dell’incapiente prevista dal Codice della crisi per chi non ha beni e dimostra la buona fede . In questo caso non vi è liquidazione e i debiti vengono cancellati.
  18. Cosa devo fare se ricevo un pignoramento su un conto cointestato? – La banca può bloccare solo la quota riferibile al debitore (di norma il 50%). Tuttavia, se la provenienza delle somme è interamente del debitore, l’AER può chiedere l’intero saldo. È consigliabile separare i conti e dimostrare la provenienza dei fondi.
  19. Quanto tempo dura la procedura di sovraindebitamento? – Dipende dal tipo di procedura. Un piano del consumatore può concludersi in 6–12 mesi, mentre la liquidazione controllata può durare diversi anni. La fase iniziale di composizione della crisi dura circa 3–4 mesi per la predisposizione della relazione da parte dell’OCC.
  20. Il negozio può continuare a operare durante la procedura di sovraindebitamento? – Sì. Le procedure come il concordato minore e l’accordo di ristrutturazione permettono di proseguire l’attività. Nel piano del consumatore, se il negozio viene ceduto, il ricavato confluisce nel piano di pagamento ma non vieta di aprire una nuova attività sotto altra forma giuridica.

Simulazioni pratiche e casi studio

Per comprendere meglio l’applicazione delle regole, presentiamo alcune simulazioni che riproducono situazioni reali affrontate da negozianti di prodotti tipici.

Caso 1 – Pignoramento del conto corrente con fatturazione elettronica

Scenario: Un negozio di prodotti tipici riceve una cartella di 25.000 € per IVA non versata nel 2020. Non effettua ricorso entro 60 giorni. Nel marzo 2026 l’AER invia un atto di pignoramento alla banca. Il conto corrente è usato per incassare i pagamenti tramite fatturazione elettronica.

Procedura: La banca blocca immediatamente il saldo di 5.000 € presente sul conto. Nei 60 giorni successivi entrano pagamenti per altri 10.000 €. La banca, applicando la sentenza di Cassazione 28520/2025 , deve versare all’AER anche queste somme. In totale il pignoramento si chiude con l’assegnazione di 15.000 €. Il negoziante non riesce più a pagare fornitori e rischia la chiusura.

Soluzione: Se fosse stata presentata tempestivamente la domanda di rateizzazione, il conto non sarebbe stato pignorato. Una volta avviato il pignoramento, il commerciante può proporre un ricorso al giudice dell’esecuzione chiedendo la sospensione, ma i tempi sono stretti. È quindi fondamentale agire subito.

Caso 2 – Rateizzazione straordinaria e rottamazione

Scenario: Una bottega ha debiti con l’AER per 150.000 € (somma di più cartelle). Il titolare dimostra di avere un ISEE di 12.000 € e una temporanea difficoltà dovuta al calo del turismo. Presenta domanda di rateizzazione straordinaria in 120 rate da circa 1.250 € . Nel frattempo, la legge di bilancio introduce la rottamazione quinquies.

Procedura: Grazie alla rottamazione, il debito si riduce a 100.000 € (capitale e spese). Il commerciante può scegliere se estinguere in un’unica soluzione (con sconto) o convertire le rate. Opta per 54 rate bimestrali da circa 1.850 €. Il carico mensile è simile, ma l’importo complessivo da pagare diminuisce.

Soluzione: La combinazione di rateizzazione e rottamazione rappresenta una strategia efficace. È importante monitorare le leggi di bilancio per cogliere tali opportunità.

Caso 3 – Pignoramento mobiliare e conversione

Scenario: L’AER pignora i beni di un negozio per un debito di 30.000 €. Tra i beni vi sono un banco frigorifero del valore di 10.000 € e uno scaffale da 2.000 €. Il titolare dimostra che il frigorifero è indispensabile per conservare i salumi e invoca la protezione del bene strumentale .

Procedura: L’ufficiale giudiziario accetta di pignorare solo un quinto del valore del frigorifero (2.000 €). Il titolare richiede la conversione del pignoramento offrendo 2.500 € da versare in 6 rate. Il giudice autorizza la conversione e i beni vengono liberati. Il negozio continua a operare senza interruzione.

Soluzione: La conoscenza dei limiti di pignorabilità dei beni strumentali consente di salvaguardare l’attività. La conversione è uno strumento flessibile e poco conosciuto.

Caso 4 – Sovraindebitamento con piano del consumatore

Scenario: Un negoziante ha chiuso il negozio e ora lavora come dipendente. Ha debiti con AER per 60.000 € e con la banca per 40.000 € derivanti da un finanziamento. Non può accedere al concordato perché non esercita più l’attività.

Procedura: Presenta un piano del consumatore attraverso l’OCC. Propone di pagare 20.000 € in 5 anni (circa 333 € al mese) prelevati dal suo stipendio. Il giudice valuta la meritevolezza e la convenienza. Nonostante l’opposizione della banca, il piano viene omologato perché i creditori non hanno diritto di voto . Il debitore restituisce quanto concordato e ottiene l’esdebitazione dei restanti 80.000 €.

Soluzione: Il piano del consumatore permette di ottenere una significativa riduzione del debito, purché si dimostri la buona fede e la capacità di pagamento. È un rimedio potente per ex imprenditori.

Caso 5 – Accertamento induttivo e rimanenze

Scenario: Un negozio di prodotti tipici con contabilità semplificata non indica il valore delle rimanenze a fine anno. L’Agenzia delle Entrate effettua un accertamento induttivo. Il commerciante contesta, sostenendo che la contabilità semplificata non prevede l’inventario.

Procedura: La Cassazione ord. 1861/2025 afferma che anche chi utilizza la contabilità semplificata deve indicare le rimanenze per categoria; l’assenza di tali dati legittima l’accertamento . Il giudice conferma l’atto.

Soluzione: Per evitare accertamenti induttivi, è opportuno tenere un registro delle rimanenze suddivise per categorie (ad esempio, salumi, formaggi, vino) e conservarlo con le fatture di acquisto. In caso di contenzioso, la documentazione dimostra la correttezza dei ricavi dichiarati.

Conclusione

Gestire un negozio di prodotti tipici in Italia è un lavoro entusiasmante ma pieno di insidie. I debiti fiscali, contributivi e bancari possono mettere a rischio l’attività e il patrimonio personale dell’imprenditore. Tuttavia, la normativa offre numerose possibilità di difesa e di risanamento: dalla verifica della legittimità degli atti alla rateizzazione, dalla rottamazione alle procedure di sovraindebitamento, fino alle trattative con le banche.

Abbiamo visto come sia fondamentale agire con tempestività, impugnare gli atti viziati, conoscere i termini di decadenza e prescrizione e sfruttare le opportunità offerte dalle leggi, come la rottamazione quinquies e la rateizzazione straordinaria . È importante sapere che i crediti possono essere pignorati anche per le somme future, come nel caso dei conti correnti , e che l’unica casa di abitazione è protetta in determinate condizioni .

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti hanno maturato una vasta esperienza nel diritto bancario e tributario. Come cassazionista, Gestore della crisi da sovraindebitamento e professionista fiduciario di un OCC , l’Avv. Monardo è in grado di assistere gli imprenditori in tutte le fasi: dall’analisi degli atti al ricorso, dalle trattative con l’AER e le banche alle procedure di sovraindebitamento. Lo studio offre una consulenza personalizzata, valutando la situazione debitoria complessiva e proponendo soluzioni su misura.

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