Glamping con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

L’attività di glamping, cioè il campeggio di lusso con strutture e servizi di alto livello, è divenuta negli ultimi anni un settore molto attrattivo per investitori e operatori turistici. Tuttavia, come ogni impresa, anche il glamping può trovarsi a fronteggiare debiti fiscali, contributivi e bancari. Le ragioni sono molteplici: investimenti ingenti in strutture e terreni, stagionalità, errori nella gestione o eventi straordinari (pandemie, eventi climatici). Quando il flusso di cassa si riduce, l’imprenditore può accumulare arretrati verso Agenzia delle Entrate‑Riscossione, INPS e banche e rischiare sanzioni, ipoteche, fermi amministrativi o pignoramenti.

Il mese di febbraio 2026 segna un momento cruciale. La recente riforma della riscossione (D.Lgs. 110/2024) e la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) hanno introdotto nuove regole per la notifica delle cartelle e la definizione agevolata dei carichi, mentre la Corte di cassazione ha emesso importanti sentenze su pignoramenti e tutela della prima casa. Allo stesso tempo l’INPS ha chiarito la pignorabilità delle proprie prestazioni con la circolare n. 130/2025 e la normativa sul sovraindebitamento continua a offrire strumenti di protezione. Ignorare queste novità o adottare mosse sbagliate può essere fatale: fermi amministrativi, pignoramenti dei conti correnti, prelievi forzosi di pensioni e perfino la vendita della casa possono colpire l’imprenditore inadempiente.

Perché questo articolo è importante

Errore fatale da evitare: molti imprenditori del glamping sottovalutano gli atti ricevuti dall’Agente della riscossione o dalle banche. Sperare che la situazione “si sistemi da sola” può portare a perdere termini per impugnare una cartella o per aderire a una rottamazione. Una cartella notificata oltre i nuovi termini di legge può essere annullata, ma solo se si solleva la questione in tempo utile . Una sentenza della Cassazione del novembre 2025 ha chiarito che se la banca non versa al Fisco le somme pignorate entro 60 giorni, il pignoramento ex art. 72‑bis perde efficacia . Conoscere queste regole significa trasformare le norme in strumenti di difesa.

Le soluzioni legali che affronteremo

Nel corso di questo articolo analizzeremo:

  • Come verificare la legittimità di cartelle e avvisi (ad esempio controllando se sono state notificate entro i termini previsti dalla riforma della riscossione ).
  • Come impugnare o sospendere atti del Fisco, dalle cartelle agli avvisi di addebito INPS, fino ai pignoramenti presso terzi.
  • Come usare le definizioni agevolate, ad esempio la rottamazione‑quater (ancora attiva per chi rispetta le rate) e la rottamazione‑quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, che consente di estinguere debiti affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 versando solo il capitale e le spese .
  • Come accedere ai piani di rateizzazione previsti dall’art. 19 del DPR 602/1973 e modificati dal D.Lgs. 110/2024, che consentono fino a 120 rate mensili per importi entro 120 mila euro in caso di temporanea difficoltà .
  • Come proteggere la prima casa e i beni essenziali, grazie alle tutele previste dall’art. 76 del DPR 602/1973 e ribadite dalla Cassazione .
  • Come utilizzare le procedure di sovraindebitamento (accordo di composizione, piano del consumatore, liquidazione del patrimonio ed esdebitazione), disciplinate dalla legge 3/2012 e dal Codice della crisi d’impresa, per ottenere la riduzione o l’esdebitazione dei debiti.

Il supporto dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

Affrontare questi temi senza un supporto specialistico è rischioso. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con pluriennale esperienza nel diritto bancario e tributario. Coordina un team di avvocati e commercialisti presenti su tutto il territorio nazionale, capace di:

  • Analizzare la documentazione (cartelle, avvisi, atti giudiziari) e individuare vizi formali o sostanziali.
  • Presentare ricorsi e opposizioni davanti alla Corte di giustizia tributaria, al tribunale civile e agli organi previdenziali.
  • Ottenere sospensioni immediate di pignoramenti, fermi, ipoteche e aste giudiziarie.
  • Negoziare con banche e creditori piani di rientro sostenibili o soluzioni transattive.
  • Gestire procedure di sovraindebitamento in qualità di Gestore della Crisi (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e di Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

Se stai affrontando problemi di debiti con il Fisco, l’INPS o istituti bancari, non aspettare. Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 La riforma della riscossione e i termini di notifica

La riforma della riscossione introdotta dal D.Lgs. 110/2024 (attuativo della delega fiscale prevista dalla L. 111/2023) ha modificato radicalmente i tempi per notificare le cartelle di pagamento. L’art. 2 del decreto stabilisce che l’Agente della riscossione deve notificare la cartella entro nove mesi dalla data di affidamento del carico . Se l’agente non rispetta questo termine perentorio, la cartella è nulla e può essere annullata in sede di ricorso. La Legge 9 agosto 2023 n. 111, nell’art. 18, ribadisce la necessità di notificare tempestivamente le cartelle e prevede la discarica automatica dei ruoli non riscossi entro cinque anni .

Per il contribuente è fondamentale verificare la data di affidamento (indicata nell’estratto di ruolo) e la data di notifica della cartella. Se sono trascorsi più di nove mesi, l’atto può essere contestato per decadenza. La cassazione ha più volte confermato che il mancato rispetto dei termini di notifica comporta l’illegittimità dell’atto.

1.2 La cartella di pagamento e i suoi elementi essenziali

La cartella di pagamento, disciplinata dall’art. 25 del DPR 602/1973, è il documento con cui l’Agente della riscossione intima al debitore di pagare le somme dovute. Deve contenere l’indicazione dell’ufficio competente, del numero e dell’anno del ruolo, degli importi dovuti (imposte, interessi, sanzioni, aggio) e l’invito a pagare entro 60 giorni . Se mancano tali elementi o se la cartella è priva di motivazione specifica, il debitore può impugnarla dinanzi alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni dalla notifica. Trascorso il termine, la cartella diviene definitiva e l’agente può procedere con misure cautelari o esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti).

1.3 Pignoramento presso terzi e limiti

L’art. 72‑bis del DPR 602/1973 regola il pignoramento dei crediti del debitore verso terzi (conto corrente, crediti presso clienti, ecc.). L’atto di pignoramento può essere notificato dall’Agente della riscossione al terzo, ordinandogli di versare direttamente al concessionario le somme dovute dal debitore:

  • Le somme già maturate devono essere versate entro 60 giorni dalla notifica;
  • Le somme future devono essere versate alle relative scadenze .

La Cassazione, con sentenza n. 28520 del 27 ottobre 2025, ha ribadito che l’ordine di pagamento deve riguardare anche le somme che maturano nei 60 giorni successivi. La banca, in qualità di terzo pignorato, non deve soltanto bloccare il saldo presente ma anche custodire e versare al Fisco i nuovi accrediti entro il termine. In caso contrario, l’intero pignoramento perde efficacia . Brocardi spiega in maniera divulgativa che anche se il conto corrente è vuoto, nei 60 giorni successivi qualsiasi somma accreditata (stipendio, bonifico, ecc.) viene “fagocitata” dall’Agente della riscossione . Dopo il sessantesimo giorno, se il terzo non ha pagato, l’agente deve procedere a un nuovo pignoramento nelle forme ordinarie.

1.4 Impignorabilità della prima casa e limiti all’ipoteca

L’art. 76 del DPR 602/1973 vieta l’espropriazione dell’unico immobile di proprietà del debitore che costituisce l’abitazione principale, a condizione che non appartenga alle categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A/9) e che l’importo totale dei debiti non superi 120 mila euro . La Cassazione, con ordinanza n. 32759/2024, ha confermato che l’Agente della riscossione non può procedere al pignoramento della prima casa del contribuente se questi possiede un solo immobile che costituisce la sua residenza e il debito è inferiore a 120 mila euro . Se i debiti superano tale soglia o l’immobile non è l’abitazione principale, l’agente può iscrivere ipoteca (art. 77) e successivamente avviare l’espropriazione, ma solo dopo che siano trascorsi sei mesi dall’iscrizione .

1.5 Limiti alla pignorabilità di stipendi, pensioni e prestazioni INPS

L’art. 545 del codice di procedura civile stabilisce i limiti alla pignorabilità dei crediti da lavoro, pensione e prestazioni assistenziali. La circolare INPS n. 130 del 30 settembre 2025 ha fornito un quadro sistematico delle norme, distinguendo tra pignorabilità assoluta e pignorabilità parziale:

  1. Impignorabilità assoluta: Sono impignorabili i crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o sostentamento e le somme erogate per malattia, maternità, paternità e congedi parentali . Tali prestazioni hanno funzione assistenziale e non possono essere aggredite dai creditori.
  2. Pignorabilità parziale: Gli stipendi, i salari e tutte le indennità sostitutive della retribuzione (NASpI, cassa integrazione, mobilità, ecc.) sono pignorabili entro i limiti previsti dall’art. 545 c.p.c. In generale, un quinto dell’importo può essere pignorato per debiti tributari . Se concorrono crediti alimentari, la quota può salire fino alla metà . La circolare ribadisce che questi limiti non possono essere superati nemmeno per i debiti verso l’INPS.

La Cassazione ha sottolineato che la ratio di questi limiti è garantire al debitore una vita dignitosa e che le eccezioni alla regola generale di responsabilità patrimoniale integrale non sono suscettibili di interpretazione analogica .

1.6 Procedure di sovraindebitamento e tutele per i piccoli imprenditori

La Legge 3/2012 (come modificata dal D.Lgs. 14/2019 e dal D.L. 28/2020) disciplina le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento per consumatori, professionisti e piccoli imprenditori. Queste procedure consentono di ristrutturare o estinguere i debiti, bloccando le azioni esecutive e permettendo al debitore di ripartire. Sono quattro gli strumenti principali:

  1. Accordo di composizione della crisi: È un accordo con i creditori, proposto tramite un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), che prevede il pagamento parziale dei debiti in cambio di una remissione delle somme residue. L’art. 8 stabilisce che la proposta può prevedere qualsiasi forma di ristrutturazione, anche tramite cessione di crediti futuri . Se i beni del debitore non sono sufficienti, la proposta deve essere garantita da terzi .
  2. Piano del consumatore: Destinato ai debitori non imprenditori, consente di ristrutturare i debiti mantenendo l’abitazione principale. La proposta può includere la falcidia dei debiti da cessione del quinto e il rimborso delle rate del mutuo sulla casa se il debitore è in regola . Il giudice valuta l’ammissibilità e omologa il piano con decreto. Dalla data di omologazione i creditori anteriori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive .
  3. Liquidazione controllata del patrimonio: Il patrimonio del debitore viene liquidato sotto il controllo del tribunale per soddisfare i creditori. Alla fine, il debitore può chiedere l’esdebitazione.
  4. Esdebitazione del debitore incapiente: Consente al debitore persona fisica meritevole, che non ha beni o redditi sufficienti, di essere liberato dai debiti residui una sola volta. Il giudice concede l’esdebitazione se il debitore ha collaborato, non ha commesso frodi e ha cercato un’occupazione. Restano esclusi i debiti per mantenimento, risarcimento da illecito e alcuni debiti fiscali . È prevista la revoca del beneficio in caso di comportamento doloso .

Queste procedure sospendono le azioni esecutive in corso dal momento della presentazione della proposta. Per i piccoli imprenditori e professionisti del glamping, l’accesso a un piano del consumatore o a un accordo può salvare l’attività evitando pignoramenti e vendite coatte dei beni.

1.7 Codice della crisi d’impresa e composizione negoziata

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019, in vigore dal 15 luglio 2022) ha riformato profondamente il diritto concorsuale. Per le imprese sopra soglia, il codice prevede strumenti come il concordato preventivo, la liquidazione giudiziale e la composizione negoziata della crisi. Quest’ultima, introdotta dal D.L. 118/2021, consente all’imprenditore in stato di crisi (ma non ancora insolvente) di attivare una procedura stragiudiziale assistito da un esperto negoziatore. L’esperto aiuta le parti a trovare soluzioni condivise con banche, fornitori e fisco per ristrutturare i debiti e salvare l’azienda. L’Avv. Monardo, oltre a essere Gestore della crisi da sovraindebitamento, è abilitato come Esperto negoziatore della crisi d’impresa e può quindi assistere anche società del settore glamping.

2. Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto

2.1 Ricezione della cartella o dell’avviso di addebito

Quando un imprenditore riceve una cartella di pagamento (Agenzia delle Entrate‑Riscossione) o un avviso di addebito INPS, deve agire con tempestività:

  1. Verifica degli elementi essenziali: accertarsi che la cartella indichi chiaramente le somme dovute, l’ente creditore, il codice atto e contenga l’intimazione a pagare entro 60 giorni . In assenza di tali elementi, la cartella è nulla.
  2. Controllo dei termini di notifica: calcolare i nove mesi dalla data di affidamento del ruolo. Se la cartella è stata notificata dopo la scadenza, è possibile richiederne l’annullamento .
  3. Richiesta dell’estratto di ruolo: accedere al fascicolo del contribuente o richiedere all’Agente della riscossione l’estratto di ruolo per verificare la data di carico e il dettaglio dei singoli tributi.
  4. Valutazione dei vizi: individuare eventuali errori nel calcolo degli interessi, prescrizione dei tributi (ad esempio, l’IVA si prescrive in 10 anni, le imposte sui redditi in 10 anni, i contributi INPS in 5 anni), duplicazioni o mancanza di motivazione.

2.2 Scelta della strategia entro 60 giorni

Entro 60 giorni dalla notifica, il debitore ha diverse opzioni:

  • Pagamento integrale: estingue il debito, evitando sanzioni e interessi di mora ulteriori. Può essere effettuato tramite i canali indicati nella cartella (posta, banca, online).
  • Rateizzazione ordinaria: se il contribuente è in temporanea difficoltà ma può pagare, può chiedere la dilazione ai sensi dell’art. 19 del DPR 602/1973. Dopo la riforma del 2024, per debiti fino a 120 mila euro si può ottenere fino a 84 rate mensili per richieste presentate nel 2025‑2026 senza dover produrre documentazione . Per importi superiori o richieste successive, le rate possono arrivare a 96 o 108 mensili, e in casi di accertata impossibilità fino a 120 rate .
  • Definizione agevolata (rottamazione): se è aperto un periodo di definizione agevolata (come la rottamazione‑quater o la rottamazione‑quinquies), si può aderire compilando la domanda online entro le scadenze. La domanda sospende i termini di 60 giorni.
  • Ricorso alla Corte di giustizia tributaria: se si riscontrano vizi sostanziali (es. mancata notifica dell’atto presupposto, prescrizione, nullità della cartella), è possibile proporre ricorso entro 60 giorni (per tributi e contributi) o 40 giorni (per sanzioni stradali). Il ricorso va notificato sia all’ente impositore che all’Agente della riscossione.
  • Procedura di sovraindebitamento: se il debito è ingente e l’impresa non è in grado di farvi fronte, si può valutare l’accesso alle procedure di cui alla legge 3/2012 (piano del consumatore, accordo, liquidazione). Il deposito della proposta sospende gli interessi e blocca le azioni esecutive .

2.3 Misure cautelari: fermo amministrativo e ipoteca

Se il debitore non paga né propone ricorso o domanda di definizione, trascorsi i 60 giorni l’Agente della riscossione può adottare misure cautelari:

  • Fermo amministrativo: blocco dei veicoli intestati al debitore, impedendone la circolazione. Il fermo è iscritto nel Pubblico Registro Automobilistico. Pagando il debito o rateizzandolo, l’Agente sospende il fermo .
  • Ipoteca legale: per debiti superiori a 20 mila euro, l’Agente può iscrivere ipoteca sugli immobili. Trascorsi almeno sei mesi dall’iscrizione, e se il debito supera 120 mila euro, può procedere all’espropriazione (salvo il divieto della prima casa) .

2.4 Pignoramento presso terzi

Se il debitore continua a non pagare, l’Agente può notificare un pignoramento presso terzi (conto corrente, crediti verso clienti, canoni di locazione). L’atto deve essere notificato sia al terzo che al debitore; in mancanza, è nullo. La banca o il terzo è obbligato a versare all’Agente le somme presenti e quelle future, nei limiti di 60 giorni .

Il giudice dell’esecuzione non interviene: il pignoramento ex art. 72‑bis è una procedura speciale che consente al Fisco di incassare senza processo esecutivo. Tuttavia, il debitore può presentare opposizione agli atti esecutivi davanti al tribunale entro 20 giorni per contestare il vizio di notifica o l’inesistenza del debito. La Cassazione, con l’ordinanza n. 28520/2025, ha chiarito che se la banca non versa entro 60 giorni, il pignoramento perde efficacia e l’Agente deve procedere con un nuovo atto .

2.5 Pignoramento di stipendi, pensioni e prestazioni INPS

Per pignorare stipendi e pensioni l’Agente deve rivolgersi al datore di lavoro o all’INPS. Il pignoramento è disciplinato dall’art. 545 c.p.c. e dai chiarimenti della circolare INPS n. 130/2025: un quinto dello stipendio o della pensione è la quota ordinariamente pignorabile . Per prestazioni assistenziali come malattia e maternità vige l’impignorabilità assoluta . In caso di cumulo di cause (tributi e alimenti), la quota può salire fino alla metà .

Il datore di lavoro o l’INPS devono trattenere e versare le somme all’Agente entro il termine previsto; se omettono, diventano personalmente responsabili. Anche per questi pignoramenti si applica il termine di 60 giorni per i versamenti relativi a somme maturate prima della notifica.

3. Difese e strategie legali

3.1 Contestare la notifica e la decadenza

Una delle difese più efficaci consiste nel controllare la tempestività e la correttezza della notifica della cartella o dell’avviso di addebito. L’art. 2 del D.Lgs. 110/2024 impone la notifica entro nove mesi dall’affidamento ; la mancata osservanza comporta la nullità dell’atto. Inoltre occorre verificare se l’atto presupposto (es. avviso di accertamento) è stato notificato o è decaduto. Spesso l’Agente procede al recupero sulla base di ruoli formati oltre i termini di legge, specialmente per tributi iscritti diversi anni prima.

Esempio: Un proprietario di glamping riceve nel gennaio 2026 una cartella per IVA 2018 affidata alla riscossione nell’aprile 2025. La cartella è notificata a febbraio 2026. Essendo trascorsi solo dieci mesi dall’affidamento, la notifica rispetta il termine. Ma se fosse arrivata dopo gennaio 2027, si potrebbe eccepire la decadenza.

3.2 Impugnare la cartella o l’avviso di addebito

Se si riscontrano vizi, è fondamentale presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria (per tributi e contributi) o al giudice ordinario (per multe stradali) entro 60 giorni dalla notifica. Il ricorso sospende la riscossione se si chiede la sospensione cautelare, dimostrando il fumus boni iuris (probabilità di vittoria) e il periculum (danno grave). In caso di importi elevati, conviene farsi assistere da un avvocato cassazionista che conosca la giurisprudenza di Cassazione.

3.3 Opposizione agli atti esecutivi e opposizione a precetto

Se l’Agente procede con il pignoramento ex art. 72‑bis senza aver notificato correttamente l’atto al debitore o se il debito è inesistente, si può proporre opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. entro 20 giorni. In questa sede è possibile far valere la nullità della notifica, la prescrizione o l’illegittimità del pignoramento. La Cassazione ha ribadito che il mancato rispetto del termine di 60 giorni per il versamento da parte del terzo rende inefficace il pignoramento .

3.4 Sospensione delle procedure esecutive

Il contribuente può ottenere la sospensione della riscossione in varie situazioni:

  • Istanza di autotutela: presentata all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione o all’ente creditore per segnalare errori manifesti (pagamenti già effettuati, omonimia, prescrizione). Se accolta, l’ente sospende l’azione.
  • Istanza di sospensione ai sensi dell’art. 12‑bis L. 3/2012: quando si deposita un piano del consumatore o un accordo di composizione, il giudice può sospendere i procedimenti esecutivi in corso .
  • Rateizzazione: il pagamento della prima rata del piano di ammortamento determina l’estinzione delle procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi) purché non sia stato già fissato l’incanto .

3.5 Strategie per evitare l’espropriazione della casa

Se l’immobile è l’unica abitazione del contribuente e rientra nelle categorie catastali ordinarie, la legge ne vieta l’espropriazione per debiti tributari inferiori a 120 mila euro . Anche in presenza di debiti superiori, è possibile evitare la vendita forzata ricorrendo a:

  • Rateizzazione: una volta accordata la dilazione e pagata la prima rata, l’Agente non può procedere al pignoramento.
  • Rottamazione: aderendo a una definizione agevolata, il contribuente blocca le procedure cautelari e paga solo il capitale con un piano rateale.
  • Piano del consumatore o accordo di composizione: omologando un piano, il giudice sospende le azioni esecutive e consente di continuare a pagare il mutuo della prima casa . Le rate del mutuo ipotecario possono essere rimborsate alle scadenze previste se il debitore è in regola o ottiene l’autorizzazione del giudice .

3.6 Proteggere i conti correnti aziendali

Gli imprenditori del glamping gestiscono incassi attraverso conti correnti aziendali. Il pignoramento di tali conti può paralizzare l’attività. Alcune strategie difensive:

  • Verificare la regolarità dell’atto: l’Agente deve notificare l’atto di pignoramento sia alla banca che al debitore. In caso di omissione, l’atto è nullo.
  • Controllare la decorrenza del termine di 60 giorni: se la banca versa dopo il termine, il pignoramento è inefficace .
  • Richiedere la rateizzazione o la rottamazione: l’adesione a una definizione agevolata o la concessione di un piano di dilazione impedisce l’utilizzo di ulteriori pignoramenti per i debiti inclusi.
  • Costituire un fondo impignorabile: depositare gli incassi su un conto intestato a una società terza che non sia debitrice può proteggere temporaneamente i flussi (valutando però gli aspetti fiscali e di legittimità). In ogni caso occorre agire nel rispetto della legge per evitare contestazioni di simulazione o frode.

3.7 Difendersi da banche e finanziarie

Oltre ai debiti tributari e contributivi, gli operatori di glamping spesso hanno finanziamenti bancari per l’acquisto di tende, strutture e terreni. In caso di ritardo nei pagamenti, la banca può chiedere la risoluzione del contratto e agire in via esecutiva. Per difendersi:

  • Verificare la validità delle clausole: molte volte i contratti contengono interessi usurari o anatocistici vietati dalla legge. Un’analisi tecnica può portare alla riduzione del debito.
  • Proporre un accordo di ristrutturazione del debito: nell’ambito delle procedure di sovraindebitamento o della composizione negoziata, il debitore può offrire alla banca un piano di rimborso ridotto che preveda la falcidia del capitale.
  • Impugnare il decreto ingiuntivo: se la banca ottiene un decreto ingiuntivo, il debitore ha 40 giorni per opporsi e contestare le somme.

4. Strumenti alternativi di definizione dei debiti

4.1 Rottamazione‑quater e riammissione

La rottamazione‑quater, introdotta dalla Legge 197/2022 e prorogata più volte, permette di definire i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo il capitale, gli interessi da dilazione e le spese di notifica. Chi ha aderito deve rispettare le scadenze: nel 2026 sono previste rate al 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre; il mancato pagamento di una rata comporta la decadenza. I contribuenti decaduti per mancato pagamento possono chiedere la riammissione, ma solo se il legislatore rinnova tale possibilità. Ad oggi (febbraio 2026) la riammissione alla rottamazione‑quater era prevista entro aprile 2025 e non risulta riaperta.

4.2 Rottamazione‑quinquies (Legge 199/2025)

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto una nuova definizione agevolata dei carichi denominata rottamazione‑quinquies. Questa misura riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 relativi a:

  • Imposte dichiarate e non versate, anche a seguito di controlli automatizzati (artt. 36‑bis e 36‑ter DPR 600/1973) e liquidazioni IVA (artt. 54‑bis e 54‑ter DPR 633/1972);
  • Contributi previdenziali INPS non versati (esclusi quelli derivanti da accertamento);
  • Sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada irrogate dalle Prefetture .

Possono essere inclusi anche i carichi già oggetto delle prime tre rottamazioni, del saldo e stralcio o della rottamazione‑quater per i quali il contribuente è decaduto . Sono esclusi i carichi per i quali, alla data del 30 settembre 2025, tutte le rate della rottamazione‑quater risultano pagate .

Modalità di adesione: la domanda va presentata online entro il 30 aprile 2026 attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. È possibile scegliere tra:

  • Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026;
  • Pagamento rateale fino a 54 rate bimestrali (9 anni) con scadenze differenziate: prima rata 31 luglio 2026, seconda rata 30 settembre 2026, terza rata 30 novembre 2026; dalla quarta alla 51ª rata scadenze bimestrali, e ultime tre rate a gennaio‑maggio 2035 .

Le rate sono soggette a un interesse del 3 % annuo a decorrere dal 1° agosto 2026 . L’importo minimo di ciascuna rata è 100 euro .

Decadenza: la definizione diventa inefficace se non si paga la rata unica o se si omettono due rate anche non consecutive . In tal caso le somme versate restano a titolo di acconto e riprendono vigore i termini di prescrizione e decadenza. Inoltre i carichi non sono più rateizzabili ai sensi dell’art. 19 DPR 602/1973 .

Vantaggi: il contribuente paga solo il capitale, le spese per le procedure esecutive e i diritti di notifica; non sono dovute le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio . Per le sanzioni stradali non si pagano neppure gli interessi e le maggiorazioni .

4.3 Preannunciato saldo e stralcio 2026

Il dibattito politico ha ventilato l’introduzione nella Legge di Bilancio 2026 di un saldo e stralcio per i debiti di minore entità, legato alla situazione economica (ISEE) del debitore . Tuttavia, al 2 febbraio 2026 tale misura non è stata approvata. È quindi prudente concentrarsi sulle definizioni agevolate esistenti (rottamazione‑quinquies) e sulle procedure ordinarie.

4.4 Rateizzazione straordinaria e rinegoziazione dei debiti

Oltre alle definizioni agevolate, l’imprenditore può chiedere piani di rateizzazione straordinari. Il D.Lgs. 110/2024 ha esteso da 72 a 84, 96, 108 o 120 il numero massimo di rate, a seconda dell’anno di presentazione e dell’entità del debito . Per debiti inferiori o uguali a 120 mila euro, la richiesta può essere presentata senza documentazione di difficoltà (se entro il 2026); per importi superiori è necessario dimostrare l’impossibilità a pagare . Durante la rateizzazione l’Agente sospende le procedure cautelari ed esecutive.

4.5 Procedure di sovraindebitamento: piano del consumatore e accordo

Se i debiti complessivi sono insostenibili, le procedure di sovraindebitamento offrono la possibilità di ristrutturare i debiti con la tutela del tribunale. Piano del consumatore e accordo di composizione consentono di proporre ai creditori un rimborso parziale, con falcidia del capitale e dei debiti da cessione del quinto . Una volta omologato, il piano sospende tutte le azioni esecutive e obbliga i creditori nonostante l’eventuale voto contrario . Gli imprenditori del glamping possono utilizzare il piano del consumatore se non svolgono attività d’impresa o se i debiti sono principalmente personali; in alternativa, per le società si applicano le procedure del Codice della crisi.

4.6 Esdebitazione del debitore incapiente

Un’ultima possibilità è l’esdebitazione del debitore incapiente prevista dall’art. 14‑quaterdecies L. 3/2012. Il giudice concede la liberazione dai debiti residui se il debitore persona fisica meritevole non può offrire alcuna utilità ai creditori. La richiesta può essere presentata una sola volta e l’esdebitazione non opera per debiti di mantenimento, risarcimenti da illecito e alcuni debiti fiscali . La revoca è possibile se il debitore nasconde beni o commette frodi .

5. Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare le notifiche: pensare che una cartella o un avviso di addebito possa essere accantonato è pericoloso. Trascorsi i termini di legge, l’atto diventa definitivo e non può più essere contestato. Controllare subito la data di notifica e agire entro 60 giorni.
  2. Aspettare l’ultimo giorno per aderire alla rottamazione: le definizioni agevolate hanno scadenze perentorie (30 aprile 2026 per la rottamazione‑quinquies). È consigliabile presentare la domanda con anticipo per evitare problemi tecnici o documentali.
  3. Pagare spontaneamente senza consultare un esperto: a volte la cartella contiene importi prescritti o già pagati. Pagare senza verifica significa rinunciare a un possibile annullamento o riduzione.
  4. Non richiedere l’estratto di ruolo: l’estratto di ruolo consente di conoscere la data di affidamento e la natura dei tributi. È la base per eccepire la decadenza della notifica .
  5. Confondere rateizzazione e rottamazione: la rateizzazione comporta il pagamento di imposta, interessi e sanzioni, mentre la rottamazione azzera sanzioni e interessi. Confondere i due istituti può portare a scelte sfavorevoli.
  6. Utilizzare conti correnti personali per l’attività: per gli imprenditori è consigliabile separare i conti aziendali da quelli personali. In caso di pignoramento, i conti personali possono essere aggrediti per debiti dell’impresa.
  7. Non conservare le ricevute: le prove di pagamento sono fondamentali per evitare duplicazioni di ruolo. Senza ricevuta non si può dimostrare il pagamento e ottenere la discarica.

6. Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Termini e norme principali

NormaContenuto essenzialePunti chiave
Art. 2 D.Lgs. 110/2024Termini per la notifica delle cartelleLa cartella deve essere notificata entro 9 mesi dall’affidamento del ruolo; la violazione comporta la decadenza .
Art. 25 DPR 602/1973Cartella di pagamentoDeve contenere ufficio competente, numero del ruolo, importi e intimazione a pagare entro 60 giorni .
Art. 72‑bis DPR 602/1973Pignoramento presso terziOrdina al terzo di pagare le somme maturate e future entro 60 giorni; l’atto può essere emesso dall’Agente senza intervento del giudice .
Art. 76 DPR 602/1973Impignorabilità della prima casaProibisce l’espropriazione dell’unico immobile non di lusso adibito a residenza per debiti <120 mila euro .
Art. 545 c.p.c.Limiti alla pignorabilità di stipendi e pensioniStipendi e pensioni sono pignorabili fino a un quinto; prestazioni assistenziali come malattia e maternità sono impignorabili .
Art. 8 L. 3/2012Contenuto dell’accordo/piano del consumatoreLa proposta può prevedere ristrutturazione dei debiti e falcidia delle cessioni del quinto .
Art. 12‑bis L. 3/2012Omologazione del piano del consumatoreIl giudice fissa l’udienza entro 60 giorni dal deposito; la proposta sospende azioni esecutive .
Art. 14‑quaterdecies L. 3/2012Esdebitazione del debitore incapientePrevede la liberazione dai debiti residui per il debitore meritevole; esclusi debiti per mantenimento e illeciti .

Tabella 2 – Rottamazione‑quinquies (L. 199/2025)

AspettoRegola
Periodi dei carichi ammessiDebiti affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
Tipologie di debiti ammessiImposte dichiarate e non versate (artt. 36‑bis, 36‑ter DPR 600/1973; art. 54‑bis, 54‑ter DPR 633/1972); contributi previdenziali non versati; sanzioni del Codice della strada
Inclusione di debiti già oggetto di rottamazioniPossibile includere carichi di precedenti rottamazioni e saldo e stralcio per cui si è decaduti
EsclusioneCarichi con rate della rottamazione‑quater regolarmente pagate al 30 settembre 2025
Scadenza per la domanda30 aprile 2026
Modalità di pagamentoUnica soluzione entro 31 luglio 2026 o fino a 54 rate bimestrali (9 anni)
Interessi3 % annuo a partire dal 1° agosto 2026
DecadenzaMancato pagamento della rata unica o di due rate, anche non consecutive
BeneficiStralcio di sanzioni, interessi di mora e aggio; per multe stradali cancellazione anche degli interessi

Tabella 3 – Limiti di pignorabilità delle prestazioni INPS (circolare 130/2025)

PrestazioneRegimeLimite
Sussidi di grazia, malattia, maternità, paternità, congedi parentaliImpignorabilità assolutaNon pignorabili
Assegni familiari, assegno per il nucleo familiareImpignorabili salvo cause di alimentiImpignorabili, salvo recupero di assegni indebitamente erogati
Indennità sostitutive della retribuzione (NASpI, CIG, indennità di disoccupazione)Pignorabilità parzialePignorabili entro un quinto per debiti tributari o contributivi ; fino alla metà in caso di concorso di crediti alimentari
PensioniPignorabilità parzialeLa quota pignorabile è un quinto; si applicano gli stessi limiti delle retribuzioni

7. FAQ – Domande frequenti

  1. Sono titolare di un glamping con debiti fiscali: se non pago la cartella posso perdere la mia unica casa? Se la casa è l’unico immobile di proprietà, non di lusso e adibito a residenza, l’Agente della riscossione non può espropriarla per debiti inferiori a 120 mila euro . In caso di debiti superiori, la casa può essere ipotecata e successivamente espropriata, ma è possibile evitarlo rateizzando il debito o aderendo a una definizione agevolata.
  2. Cosa significa che la cartella deve essere notificata entro nove mesi? La riforma del 2024 impone che l’Agente notifichi la cartella di pagamento entro nove mesi dall’affidamento del ruolo . Se il termine viene superato, la cartella è nulla e può essere annullata in sede di ricorso.
  3. Ho ricevuto un pignoramento del conto corrente ma il saldo è a zero. Sono al sicuro? No. La Cassazione ha stabilito che per 60 giorni dalla notifica, la banca deve custodire anche le somme future accreditate e versarle all’Agente . Qualsiasi somma entrata nel conto nei 60 giorni sarà prelevata.
  4. Posso usare i soldi sul conto durante il pignoramento? Durante i 60 giorni il conto è bloccato per l’importo dovuto. Ogni accredito è vincolato. Dopo i 60 giorni, se la banca non ha versato, il pignoramento perde efficacia , ma l’Agente può emettere un nuovo atto.
  5. Qual è la differenza tra rateizzazione e rottamazione? La rateizzazione (art. 19 DPR 602/1973) consente di dilazionare il pagamento dell’intero debito (imposta, interessi, sanzioni e aggio), mentre la rottamazione azzera sanzioni, interessi di mora e aggio. La rottamazione‑quinquies consente il pagamento in 54 rate bimestrali .
  6. Posso includere tutte le cartelle nella rottamazione‑quinquies? Sono ammessi i carichi affidati tra il 2000 e il 2023 relativi a imposte e contributi dichiarati ma non versati, nonché le multe stradali . Sono esclusi i debiti derivanti da accertamenti, le sanzioni penali e i carichi con rate della rottamazione‑quater regolarmente pagate .
  7. Cosa succede se non pago una rata della rottamazione‑quinquies? Il mancato pagamento di una rata (o di due rate non consecutive) fa decadere dalla definizione; le somme versate restano a titolo di acconto e tornano applicabili sanzioni e interessi .
  8. Sono in difficoltà, posso ottenere una rateizzazione senza documentare la mia situazione? Per i debiti fino a 120 mila euro, nel 2025‑2026 è possibile ottenere fino a 84 rate mensili senza allegare documentazione di difficoltà . Per importi maggiori serve dimostrare la temporanea impossibilità.
  9. In che modo il piano del consumatore può aiutarmi? Permette di ristrutturare i debiti con un progetto sostenibile, che può includere la falcidia dei debiti da cessione del quinto e il mantenimento della prima casa . Una volta omologato, sospende tutte le azioni esecutive .
  10. Posso chiedere l’esdebitazione se non ho nulla da offrire ai creditori? Sì, l’art. 14‑quaterdecies consente la liberazione dai debiti residui al debitore meritevole che non può offrire alcuna utilità. Tuttavia, l’esdebitazione è concessa una sola volta e non copre i debiti per mantenimento, risarcimento da illecito e alcuni debiti fiscali .
  11. La banca può pignorare il mio stipendio per un debito con loro? Anche la banca deve rispettare i limiti dell’art. 545 c.p.c.; non può pignorare più di un quinto dello stipendio per debiti ordinari. I crediti alimentari hanno precedenza e possono ridurre ulteriormente la quota a disposizione.
  12. Se pago la prima rata della rateizzazione, si blocca il fermo amministrativo sull’auto? Sì. Il pagamento della prima rata sospende il fermo amministrativo e fa cessare le procedure esecutive in corso, purché non sia stato già effettuato l’incanto .
  13. La rottamazione cancella i punti patente per le multe stradali? No. La rottamazione quinquies cancella gli interessi e le maggiorazioni, ma non elimina le sanzioni accessorie come la decurtazione dei punti o la sospensione della patente.
  14. Quanto tempo ho per oppormi a un pignoramento ex art. 72‑bis? L’opposizione agli atti esecutivi deve essere presentata entro 20 giorni dalla conoscenza dell’atto. Tuttavia, è consigliabile agire subito per ottenere la sospensione.
  15. Cosa fa l’Esperto negoziatore della crisi d’impresa? L’esperto negoziatore (figura prevista dal D.L. 118/2021) aiuta l’imprenditore e i creditori a trovare un accordo extragiudiziale che eviti il fallimento. Può proporre soluzioni come la ristrutturazione dei debiti, la vendita di rami d’azienda o la conversione dei crediti in capitale. L’Avv. Monardo è abilitato come esperto negoziatore e può assistere le imprese del glamping.

8. Simulazioni pratiche e numeriche

8.1 Caso 1 – Glamping con debiti fiscali e bancari

Scenario: L’azienda “Sole e Luna Glamping S.r.l.” ha accumulato debiti di 80 000 euro verso l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (IVA e IRAP non versate), 40 000 euro di contributi INPS per i dipendenti e un finanziamento bancario residuo di 150 000 euro per l’acquisto delle tende. Il Fisco notifica una cartella di 120 000 euro nel gennaio 2026. L’azienda possiede un terreno con 10 tende di lusso e la casa del titolare è l’unica abitazione familiare.

Strategia:

  1. Verifica della cartella: il legale controlla che la cartella sia stata emessa entro nove mesi dall’affidamento. Dall’estratto di ruolo risulta che il carico è stato affidato nell’aprile 2025: la notifica di gennaio 2026 è tempestiva.
  2. Richiesta di rateizzazione: grazie al nuovo art. 19 DPR 602/1973, si può ottenere un piano di 84 rate mensili per il debito fiscale di 120 000 euro senza allegare la documentazione di difficoltà . L’importo della rata (escludendo interessi) sarà circa 1 430 euro al mese. La rateizzazione sospende le procedure esecutive, impedendo il pignoramento dei conti.
  3. Rottamazione‑quinquies per le cartelle pregresse: l’azienda ha altre cartelle del 2021 e 2022. Aderisce alla rottamazione‑quinquies entro il 30 aprile 2026, inserendo carichi per 30 000 euro. Pagherà il capitale in 54 rate bimestrali (circa 555 euro a rata), risparmiando su sanzioni e interessi .
  4. Accordo con la banca: tramite l’esperto negoziatore, si propone alla banca un piano di rientro decennale con il pagamento di 1 200 euro mensili, in parte coperto dai ricavi futuri. La banca accetta la ristrutturazione per evitare la procedura concorsuale.
  5. Tutela della casa: la casa del titolare è l’unico immobile familiare. Anche se il debito complessivo supera 120 mila euro, la casa non può essere pignorata perché non di lusso e il proprietario può rateizzare i debiti . Nel piano del consumatore viene previsto il pagamento integrale del mutuo.

Risultato: grazie alla rateizzazione e alla rottamazione, l’azienda riduce l’esposizione annuale, evita i pignoramenti e mantiene la casa. La ristrutturazione del debito bancario consente di continuare l’attività di glamping.

8.2 Caso 2 – Pignoramento del conto corrente

Scenario: Marco, titolare di un glamping in forma individuale, deve 25 000 euro di contributi INPS. Non avendo pagato, riceve un atto di pignoramento ex art. 72‑bis sul suo conto personale il 1° ottobre 2025. Il saldo al momento della notifica è di 500 euro. Il 30 ottobre riceve un bonifico di 3 000 euro da un tour operator.

Interpretazione legale:

  • La banca, quale terzo pignorato, è tenuta a versare all’Agente i 500 euro presenti al momento della notifica e i 3 000 euro accreditati nei 60 giorni successivi .
  • Marco non può disporre dei 3 000 euro; il “periodo di cattura” dura fino al 30 novembre 2025. Se la banca non versa entro il 30 novembre, il pignoramento diventa inefficace e l’Agente dovrà notificare un nuovo atto .
  • Marco può chiedere la rateizzazione del debito INPS (art. 19 DPR 602/1973), ottenendo 84 rate da circa 300 euro. Il pagamento della prima rata sospende il pignoramento. In alternativa può aderire alla rottamazione‑quinquies se il carico rientra nel periodo ammesso.

8.3 Caso 3 – Esdebitazione del debitore incapiente

Scenario: Lucia, ex dipendente in pensione, investe nel 2022 in un microglamping con due tende. A causa della pandemia e di un’alluvione perde tutte le prenotazioni e si indebita per 60 000 euro con l’Agenzia delle Entrate, 10 000 euro con l’INPS e 30 000 euro con una banca. Non ha altri beni oltre a una modesta abitazione intestata al marito e percepisce una pensione di 900 euro al mese.

Soluzione:

  1. Lucia presenta domanda di liquidazione controllata del patrimonio, cedendo i diritti sulle attrezzature. Dopo la vendita rimangono debiti residui per 80 000 euro.
  2. Grazie all’art. 14‑quaterdecies, Lucia chiede l’esdebitazione come debitore incapiente. Fornisce la documentazione prevista (elenco creditori, atti compiuti, dichiarazioni dei redditi) .
  3. Il giudice verifica che Lucia non ha commesso frodi, ha cooperato con l’OCC e non ha beneficiato di esdebitazioni negli otto anni precedenti. Con decreto dichiara inesigibili i debiti residui .

Risultato: Lucia è liberata dai debiti e può vivere dignitosamente con la pensione. L’esdebitazione non copre eventuali debiti per multe stradali o risarcimenti, ma nel suo caso non ve ne sono. Se in futuro le sue entrate aumentassero significativamente, il beneficio potrebbe essere revocato .

9. Conclusione

Il settore del glamping offre opportunità straordinarie ma espone gli operatori a rilevanti rischi finanziari. L’incrocio tra investimenti elevati, stagionalità e normative complesse può generare una tempesta perfetta di debiti verso il Fisco, l’INPS e le banche. Tuttavia, l’ordinamento italiano mette a disposizione una cassetta degli attrezzi di difese e soluzioni: dal controllo dei termini di notifica alla rateizzazione straordinaria, dalle definizioni agevolate (rottamazione‑quinquies) alle procedure di sovraindebitamento e all’esdebitazione.

Il tempismo è fondamentale. Una cartella impugnata oltre i termini diventa definitiva; un pignoramento non contestato blocca i conti per 60 giorni; una rata non pagata fa decadere dalla rottamazione. Per questo è essenziale rivolgersi a professionisti capaci di leggere gli atti, elaborare strategie e negoziare con i creditori. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti uniscono competenze in diritto bancario, tributario e fallimentare alla qualifica di Gestore della crisi da sovraindebitamento e Esperto negoziatore della crisi d’impresa.

Con l’assistenza dell’Avv. Monardo puoi:

  • Ricevere un’analisi personalizzata delle cartelle e dei contratti bancari.
  • Presentare ricorsi efficaci per annullare o sospendere gli atti illegittimi.
  • Aderire alle definizioni agevolate entro i termini, risparmiando su sanzioni e interessi.
  • Ottenere rateizzazioni sostenibili che proteggono la prima casa e i conti correnti.
  • Accedere a piani del consumatore, accordi di composizione o procedure di esdebitazione per liberarti definitivamente dai debiti.

Non lasciare che la situazione degeneri. Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo team sapranno valutare la tua posizione e difenderti con strategie concrete e tempestive. Con la giusta assistenza potrai uscire dalla crisi e far rifiorire la tua attività di glamping.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!