Consulenza Legale Rottamazione Quinquies

Introduzione

Se ti è arrivata una cartella, un avviso di addebito, un preavviso di fermo o un atto che “sa di riscossione”, la sensazione più frequente è una: urgenza. E spesso è un’urgenza reale, perché una scelta sbagliata (o anche solo un ritardo) può trasformare un debito gestibile in un problema molto più grave: azioni esecutive, pignoramenti, blocchi di pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, limitazioni su appalti e benefici, tensioni con banche e fornitori, e, sullo sfondo, l’impennata di costi accessori (interessi, sanzioni, spese).

In questo contesto, la Rottamazione Quinquies (Legge di Bilancio 2026) è una delle opportunità più importanti per molte persone e imprese—ma è anche una misura molto più selettiva rispetto a rottamazioni precedenti: non “copre tutto”, e soprattutto richiede di capire con precisione quali carichi sono definibili, quali no, e quale sia la strategia complessiva migliore dal punto di vista del debitore.

Questa guida è aggiornata al 31 gennaio 2026 (fuso orario Europa/Roma) e ti accompagna con taglio professionale e pratico: dai requisiti e dalle scadenze della Quinquies, alla procedura passo‑passo dopo la notifica degli atti, fino alle strategie difensive (ricorsi, sospensioni, trattative e soluzioni di ristrutturazione del debito), includendo simulazioni numeriche e una sezione FAQ ampia.

Nel percorso di tutela del debitore, è determinante il supporto di un team che sappia leggere gli atti, ricostruire la storia del debito, isolare i vizi, scegliere il giudice competente e, soprattutto, costruire una soluzione sostenibile (agevolata, rateale, giudiziale o stragiudiziale). Proprio per questo, l’articolo è impostato dal tuo punto di vista: cosa ti conviene fare, in che tempi, e con quali rischi.

In apertura, come richiesto, la presentazione professionale dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti: l’Avv. Monardo si presenta come avvocato cassazionista, coordinatore nazionale di professionisti con competenze in diritto bancario e tributario; inoltre come Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC, ed Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

Nella pratica, l’assistenza “a 360°” significa (in modo concreto): analisi dell’atto e dei carichi, verifica della definibilità in Quinquies, ricostruzione notifiche e decadenze, impostazione di ricorsi e istanze cautelari, richieste di sospensione, trattative con l’agente della riscossione e con gli enti creditori, piani di rientro, e—quando serve—accesso a strumenti giudiziali come le procedure del Codice della crisi o soluzioni di composizione negoziata.

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Quadro normativo aggiornato al gennaio 2026

Che cos’è la Rottamazione Quinquies e perché “non è per tutti”

La Rottamazione Quinquies è una definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199). In sintesi: consente di estinguere determinati carichi affidati alla riscossione pagando solo capitale e spese (esecutive e di notifica), senza corrispondere interessi e sanzioni (nei limiti e con le specificità previste).

La differenza più importante, per te debitore, è che la Quinquies ha un perimetro oggettivo selettivo: riguarda carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 solo se derivano, in particolare, da:

  • omesso versamento di imposte risultanti da dichiarazioni annuali e da attività di liquidazione/controlli automatici o formali (richiami a DPR 600/1973: artt. 36-bis e 36-ter; DPR 633/1972: artt. 54-bis e 54-ter);
  • omesso versamento di contributi INPS, con esclusione di quelli richiesti “a seguito di accertamento”;
  • e, con disciplina peculiare, sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada irrogate da amministrazioni dello Stato (nella struttura della norma: focus su interessi e aggio, non su tutte le componenti).

Conseguenza pratica: se il tuo debito deriva da accertamenti per imposte non dichiarate, recuperi complessi o contestazioni sostanziali, potresti essere fuori dalla Quinquies. Non è un giudizio di “merito” sul tuo caso: è una regola di perimetro. La consulenza serve proprio a classificare correttamente l’origine del carico.

Cosa si paga e cosa viene “tagliato” nella definizione

La regola di base, per i carichi definibili, è: paghi capitale + spese di esecuzione e notifica; non paghi interessi, sanzioni, interessi di mora ex art. 30 DPR 602/1973, somme aggiuntive INPS ex art. 27, comma 1, D.Lgs. 46/1999, e aggio (come considerato nella norma).

Questa architettura ha un impatto enorme soprattutto su: – cartelle con molte annualità, dove sanzioni e interessi “pesano” quanto (o più) del tributo;
– posizioni INPS non regolarizzate per anni;
– carichi con interessi di mora maturati nel tempo.

Scadenze e rate: il calendario che devi memorizzare

La legge prevede: – domanda/adesione entro il 30 aprile 2026 (solo con modalità telematiche pubblicate dall’agente della riscossione);
pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure rateazione fino a 54 rate bimestrali;
– prime tre rate (se rateizzi) al 31 luglio 2026, 30 settembre 2026, 30 novembre 2026; poi scadenze bimestrali fino al 2035;
– interessi sul rateale al 3% annuo dal 1° agosto 2026;
– l’agente della riscossione rende disponibili nell’area riservata i dati per individuare i carichi definibili;
– alcune regole di decadenza/inefficacia sono costruite su mancato/insufficiente versamento, con soglie legate a rata unica, due rate (anche non consecutive) o ultima rata.

Inoltre, la cronaca istituzionale ha segnalato l’avvio operativo del servizio per la presentazione delle domande e la possibilità di richiedere un prospetto informativo con l’elenco dei carichi definibili.

Partecipazione a procedure di crisi e sovraindebitamento: l’“innesto” con omologhe e falcidie

Un passaggio decisivo (spesso ignorato) è che la legge prevede la possibilità di includere nella definizione agevolata anche carichi inseriti in procedure attivate ai sensi della L. 3/2012 o del Codice della crisi (con pagamento anche “falcidiato” se previsto dall’omologa). Questo significa, in pratica: Quinquies e strumenti di crisi possono dialogare, se progettati bene (e se il carico è nel perimetro Quinquies).

Dalla notifica dell’atto alla scelta strate​gica del debitore

Questa sezione è costruita come una “mappa decisionale”. L’idea non è farti memorizzare leggi: è aiutarti a scegliere cosa fare nei primi giorni, quando le decisioni contano davvero.

Diagramma operativo: la sequenza che riduce gli errori

Ecco un flusso logico (semplificato) che uno studio specializzato applica tipicamente al tuo caso:

Notifica atto (cartella / avviso INPS / atto esecutivo)
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v
Verifica: QUAL È L’ENTE? QUAL È LA NATURA DEL CARICO?
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+–> Se rientra in Quinquies: valutazione strategica (adesione + eventuali tutele)
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+–> Se NON rientra: ricorso / autotutela / rateizzazione / strumenti di crisi
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v
Check notifiche, prescrizione, vizi propri dell’atto e del titolo
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v
Scelta: (A) definire (Quinquies) (B) rateizzare (C) impugnare (D) crisi/sovraindebitamento
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v
Misure urgenti: sospensione, cautelare, blocco esecuzioni, trattativa

Il punto critico è che la Quinquies, da sola, non sostituisce la difesa: spesso è una parte di una strategia più ampia (ad esempio: definire i carichi “rottamabili” e contestare quelli “non rottamabili”, oppure definire una parte e rateizzare il resto).

Il primo bivio: il tuo debito è “definibile” in Quinquies?

Dal punto di vista del debitore, la domanda corretta non è “ho una cartella: posso rottamare?”. La domanda corretta è: il carico deriva da omesso versamento dichiarativo/controlli o da accertamento?; è INPS da omesso versamento o da accertamento?; è una sanzione del Codice della strada e chi l’ha irrogata?

Qui la consulenza tecnica conta, perché la stessa “cartella” può contenere più componenti: alcune definibili, altre no. La legge prevede che l’agente metta a disposizione i dati per individuare i carichi definibili e che il debitore manifesti volontà con dichiarazione telematica, scegliendo anche il numero di rate (entro plafond massimo).

Il secondo bivio: definire senza contestare o contestare senza definire?

Il dilemma più frequente è questo: “se rottamo, perdo il diritto di difendermi?”. Giuridicamente, la risposta non è uguale per tutti, perché dipende: – dal tipo di vizio che vuoi far valere (vizio “proprio” dell’atto, prescrizione, difetto di notifica, ecc.);
– dallo stato di eventuali giudizi pendenti;
– dagli effetti sospensivi o interruttivi previsti dalla scelta fatta.

La Quinquies è uno strumento di “chiusura agevolata”: se il tuo obiettivo è ridurre il costo complessivo e chiudere, ha senso. Se il tuo obiettivo è far cadere totalmente il debito, serve verificare se ci sono basi solide di contestazione (ad esempio: prescrizione maturata, notifica inesistente, incompetenza dell’ente, difetto radicale di motivazione, ecc.).

I termini pratici: qualità dell’atto e “finestra” decisionale

Per i rapporti col Fisco, i termini di risposta sono spesso legati a finestre di 60 giorni per impugnazione (nel processo tributario tradizionale), ma dal 1° gennaio 2026 il quadro è influenzato anche dal Testo unico della giustizia tributaria (D.Lgs. 175/2024) che ha riordinato la materia (con abrogazioni e trasposizioni). In concreto, per il debitore, la regola operativa rimane: non aspettare; impostare la strategia entro le prime settimane è ciò che spesso evita la “fase esecutiva”.

Per l’INPS, il termine per ricorrere contro un avviso di addebito è indicato come 40 giorni dalla notifica e l’INPS descrive anche sospensione/annullamento e rateazione nei propri servizi.

Per le violazioni del Codice della strada, la giurisprudenza ha sviluppato un sistema di impugnazioni e “opposizioni recuperatorie” con termini anche più stretti in certe ipotesi (da valutare caso per caso), motivo per cui è rischioso considerare la cartella “solo tributaria” se nasce da sanzioni stradali.

Difese e strategie legali per impugnare, sospendere, contestare o definire il debito

La regola chiave del 2024–2026: estratto di ruolo e impugnazioni “selettive”

Un punto spesso decisivo nelle strategie difensive è: posso fare causa subito o devo aspettare un atto successivo?.

La normativa sulla riscossione a mezzo ruolo, come riformata, prevede che l’estratto di ruolo non sia impugnabile, e che ruolo/cartella invalidamente notificata possano essere impugnati solo se il debitore dimostra un pregiudizio qualificato, con un elenco di casi (appalti, pagamenti pubblici e verifiche, perdita benefici, procedure di crisi, operazioni di finanziamento, cessione d’azienda).

Questa regola è centrale, perché: – evita contenziosi “preventivi” privi di interesse ad agire;
– impone di costruire documentalmente il pregiudizio (ad esempio: banca che nega finanziamento, stazione appaltante, verifiche di pagamento PA, ecc.);
– sposta molte difese sull’impugnazione del primo atto effettivamente lesivo (fermo, ipoteca, pignoramento, intimazione, ecc.), se non ricorrono i casi di pregiudizio.

Sul piano costituzionale, la disciplina dell’impugnabilità selettiva dell’estratto di ruolo (versione precedente della norma) è stata oggetto di decisione della Corte costituzionale, che ha dichiarato inammissibili alcune questioni e ha ricostruito l’equilibrio tutela/interesse ad agire.

Sospensione dell’esecuzione: quando si può chiedere e perché è spesso la “prima mossa”

Se sei in una fase in cui il rischio è l’esecuzione (pignoramento, fermo, ipoteca), la priorità pratica è spesso ottenere una sospensione.

In generale, gli strumenti sono tre: – sospensione amministrativa (istanze all’ente o all’agente della riscossione, specie in caso di errori macroscopici o pagamenti già eseguiti);
sospensione giudiziale (cautelare in giudizio tributario o in giudizio ordinario a seconda della materia/atto);
sospensione “di sistema” per effetto dell’adesione a una procedura agevolativa che la preveda (aspetto particolarmente rilevante nelle definizioni agevolate).

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 114/2018, ha inciso in modo significativo sul perimetro delle opposizioni in materia di esecuzione esattoriale, dichiarando parzialmente illegittima la disciplina che impediva l’opposizione ex art. 615 c.p.c. in certe controversie successive alla notifica del titolo/atto prodromico. Per il debitore, questo si traduce in una tutela più effettiva contro esecuzioni ingiuste.

Contestare la pretesa: vizi tipici che uno studio specializzato cerca (con ottica difensiva)

Dal punto di vista operativo, i vizi che più spesso “reggono” una difesa (o una trattativa forte) sono:

  • notifica: inesistenza, nullità, notifiche a soggetti non legittimati, indirizzi errati, irreperibilità non gestita correttamente;
  • decadenze: termini di notifica/azione scaduti (dipende dalla natura del tributo o della sanzione);
  • prescrizione: soprattutto su contributi/sanzioni amministrative e alcune entrate;
  • vizi propri dell’atto: motivazione insufficiente, difetto degli elementi essenziali, mancata indicazione di informazioni obbligatorie;
  • errori di calcolo: interessi, duplicazioni, pagamenti non scomputati;
  • inclusione di carichi non dovuti: ad esempio, pretese già annullate o sospese.

Sull’obbligo di chiarezza e motivazione degli atti (in una prospettiva di tutela del destinatario), è riferimento costante lo Statuto dei diritti del contribuente, in particolare sull’esigenza che l’atto indichi presupposti e ragioni e che rechi informazioni per l’esercizio della difesa.

Definire il debito: come usare la Quinquies senza “autogol”

Quando la Quinquies è applicabile, la strategia difensiva tipica non è “aderisco e basta”. È:

1) selezionare i carichi effettivamente definibili;
2) calcolare il vantaggio economico reale (capitale + spese vs totale richiesto);
3) valutare la sostenibilità delle scadenze;
4) coordinare Quinquies con eventuali rateazioni in corso o contenziosi;
5) predisporre un piano “B” in caso di rigetto o di non definibilità di una parte dei carichi.

Elemento delicato: la legge prevede effetti in tema di pagamenti già effettuati (non rimborsabilità e imputazioni) e richiede, in certi casi, comunque la manifestazione di volontà per ottenere gli effetti della definizione, anche se il “dovuto agevolato” risulta già integralmente versato.

Strumenti alternativi alla Quinquies e gestione del sovraindebitamento

Rateizzazione ordinaria: quando è migliore della rottamazione (anche se “meno conveniente”)

Non sempre “sconto massimo” significa “scelta migliore”. Per molti debitori, la priorità è tenere in piedi la continuità aziendale o la stabilità familiare: serve una rata mensile sostenibile, non una definizione teoricamente conveniente ma insostenibile.

La riforma della riscossione ha innovato la disciplina della dilazione: è stato previsto un sistema di rate più lungo (84 rate nel 2025–2026, 96 nel 2027–2028, 108 dal 2029, con possibilità di arrivare a 120 rate in alcune condizioni). La sintesi governativa della riforma evidenzia proprio questo ampliamento e l’obiettivo di semplificazione/favor per il contribuente in temporanea difficoltà.

Dal punto di vista difensivo, la rateizzazione ordinaria è spesso l’“airbag” che: – blocca l’emergenza esecutiva;
– consente di respirare e valutare altri strumenti;
– riduce il rischio di errori “irreversibili” propri delle definizioni agevolate con decadenze rigide.

Composizione negoziata della crisi d’impresa: perché conta anche per i debiti fiscali

La composizione negoziata nasce come strumento volontario e stragiudiziale per imprese in squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, introdotto dal D.L. 118/2021 (convertito) e gestito con supporto delle Camere di Commercio (piattaforma nazionale, nomina dell’esperto indipendente). Il Ministero della Giustizia descrive l’istituto e l’inserimento nel Codice della crisi, con strumenti e attività collegati.

Per il debitore, la composizione negoziata è utile perché: – consente una cornice protetta per trattare con creditori (banche, fornitori, fisco);
– può ridurre la probabilità di azioni “a catena” (pignoramenti e blocchi), se gestita tempestivamente;
– può preparare soluzioni più strutturate (ristrutturazioni, accordi) quando la sola rateizzazione non basta.

Procedure di sovraindebitamento e Codice della crisi: piani del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata, esdebitazione

Per persone fisiche e micro‑debitori, gli strumenti del “sovraindebitamento” (oggi inglobati nel Codice della crisi, con evoluzioni rispetto alla L. 3/2012) sono centrali: permettono di proporre piani, ottenere omologhe e, in certe condizioni, arrivare all’esdebitazione.

Qui la Quinquies diventa uno strumento “combinabile”: la norma prevede l’inclusione dei carichi definibili anche se già inseriti in procedimenti di sovraindebitamento o crisi, con pagamento secondo quanto previsto in omologa, anche in forma falcidiata.

In pratica, uno studio specializzato può: – valutare se chiudere parte del debito con Quinquies;
– e gestire il residuo (o i carichi non definibili) con un percorso di ristrutturazione/esdebitazione.

Tabelle operative, simulazioni numeriche e FAQ

Tabelle riepilogative essenziali

Tabella A — Requisiti Quinquies: cosa rientra (e cosa devi controllare)

AreaRientra in Quinquies se…Punto di attenzione pratico
Imposte “da dichiarazione”carichi 2000–2023 da omesso versamento risultante da dichiarazioni e controlli automatizzati/formaliverificare se la voce nasce da controllo automatizzato/formale o da accertamento sostanziale
Contributi INPSomesso versamento INPS non derivante da accertamentodistinguere “omesso versamento” vs “accertamento contributivo”
Codice della strada (Stato)sanzioni irrogate da amministrazioni dello Stato, con disciplina limitata a interessi e aggiocapire chi ha irrogato e cosa è definibile (non sempre “tutto”)
Carichi già in procedure di crisiammessi se definibili e gestiti secondo omologacoordinare con OCC/tribunale e con l’agente

Tabella B — Scadenze chiave Quinquies

AdempimentoScadenza
Presentazione dichiarazione di adesione30 aprile 2026
Comunicazione importi (esito)entro 30 giugno 2026 (informazione operativa riportata in fonti giornalistiche istituzionali)
Prima (o unica) rata31 luglio 2026
Interessi sul ratealedal 1° agosto 2026 al 3% annuo
Durata massima ratefino a 54 rate bimestrali, fino al 2035

Tabella C — Confronto “strumenti difensivi” (prospettiva debitore)

StrumentoQuando conviene davveroProContro
Quinquiescarichi definibili + obiettivo chiusura a costo ridottotaglio sanzioni/interessi, rate lungheperimetro selettivo; decadenza per inadempienze; non risolve carichi esclusi
Rateizzazione ordinariacarichi non definibili o necessità di rata mensileaccesso spesso più “progressivo”; utile anti‑emergenzacosto complessivo maggiore; non cancella sanzioni/interessi pregressi
Ricorso/impugnazionevizi solidi (notifica, prescrizione, decadenza, motivazione, ecc.)possibile annullamento totale/parziale; leva negozialetempi/risks; serve gestione cautelare
Composizione negoziataimpresa con crisi reversibile e bisogno di trattative ordinatecornice strutturata; supporto espertorichiede documenti/trasparenza; non è “automaticamente protettiva”
Sovraindebitamento/CCIIinsolvenza o squilibrio non risolvibile con rateomologa, falcidie, esdebitazionepercorso giudiziale/parametri rigorosi

Simulazioni pratiche e numeriche

Le simulazioni seguenti sono “realistiche” ma esemplificative: lo scopo è farti vedere la logica economica e temporale, non sostituire un conteggio ufficiale (che dipende dai carichi, dalle spese, e dalla comunicazione dell’agente).

Simulazione 1: imposta dichiarata non versata (carico definibile)

Scenario:
– capitale (imposta) = € 10.000
– sanzioni e interessi iscritti a ruolo = € 4.000
– interessi di mora maturati = € 800
– aggio = € 600
– spese di notifica/esecutive = € 120

Totale “ordinario” richiesto (semplificando): € 15.520.

In Quinquies paghi: capitale (€ 10.000) + spese (€ 120) = € 10.120.
Taglio economico stimato: € 5.400 (sanzioni/interessi/mora/aggio).

Rate bimestrali (massimo 54): € 10.120 / 54 ≈ € 187,41 a rata (oltre interessi sul rateale dal 1° agosto 2026 secondo quanto previsto).

Commento difensivo: con rate così basse, la Quinquies è spesso più sostenibile di una dilazione ordinaria, ma l’errore tipico è non verificare che il carico sia davvero da omesso versamento dichiarativo/controllo automatico/formale.

Simulazione 2: contributi INPS omessi (carico definibile solo se non da accertamento)

Scenario:
– contributi omessi = € 24.000
– somme aggiuntive e accessori (nel ruolo) = € 7.500
– spese = € 150

In Quinquies, se rientra (omesso versamento non da accertamento), il meccanismo mira a escludere le somme aggiuntive ex D.Lgs 46/1999 e altre componenti indicate, pagando capitale + spese.

Importo stimato Quinquies: € 24.150.
Rata bimestrale (54): € 447,22 circa + interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026.

Commento difensivo: il punto più delicato è la qualificazione “accertamento vs omesso versamento”. Un errore qui porta a fare affidamento su una definizione non applicabile (e quindi a non impostare alternative in tempo).

Simulazione 3: mix di carichi definibili e non definibili (strategia “a doppio binario”)

Scenario: una cartella contiene: – € 8.000 imposta da liquidazione automatica (definibile)
– € 6.000 recupero per accertamento sostanziale (non definibile)

Strategia tipica: – Quinquies sul carico definibile (€ 8.000 + spese)
– rateizzazione ordinaria o ricorso sul carico non definibile (a seconda dei vizi).

Qui la consulenza serve anche a evitare un errore operativo frequente: “bloccare” pagamenti su una rateizzazione preesistente senza verificare quali carichi siano effettivamente inseriti nella domanda e quali restino fuori.

FAQ operative: 20 domande che un debitore si pone davvero

La Quinquies vale per tutte le cartelle?
No. È selettiva: riguarda carichi 2000–2023 ma solo se derivano da specifiche tipologie (omessi versamenti dichiarativi/controlli, INPS senza accertamento e alcune sanzioni Codice della strada statali).

Posso includere solo alcune cartelle e non tutto?
La norma e le istruzioni operative indicano che l’agente mette a disposizione i carichi definibili e la dichiarazione riguarda quelli inseriti nella richiesta. Operativamente, la selezione parziale è parte integrante della strategia.

Entro quando devo fare domanda?
Entro il 30 aprile 2026.

Quando pago la prima rata?
Il pagamento in unica soluzione (o prima rata) è fissato al 31 luglio 2026.

Quante rate posso scegliere?
Fino a 54 rate bimestrali.

Che interessi pago sulle rate?
La legge prevede interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026 in caso di pagamento rateale.

Cosa succede se salto una rata?
La disciplina della decadenza/inefficacia è legata al mancato/insufficiente versamento della rata unica o di due rate (anche non consecutive) o dell’ultima rata (in caso di rateizzazione). Questo rende essenziale pianificare e automatizzare i pagamenti.

Esiste una “tolleranza 5 giorni” come in altre rottamazioni?
Nel testo normativo della Quinquies (commi 82 e seguenti) la decadenza è strutturata sulle due rate/ultima rata e non è riportata, nelle porzioni pubblicate e richiamate istituzionalmente qui, una clausola identica a quella spesso citata per altre definizioni. In ogni caso, dal punto di vista difensivo, considera le scadenze come perentorie finché non hai un riscontro ufficiale dell’agente nella comunicazione delle somme dovute o in FAQ istituzionali.

Se ho già pagato una parte del debito, perdo quei soldi?
Le somme già versate restano acquisite e non sono rimborsabili; ai fini del calcolo agevolato si tiene conto di quanto già pagato per capitale e spese come previsto dalla norma.

La Quinquies blocca pignoramenti e ipoteche?
La norma prevede effetti sospensivi e limitazioni di iniziative di riscossione rispetto ai carichi oggetto di dichiarazione. In concreto, la tutela va gestita con attenzione: se sei in prossimità di un’azione esecutiva, si imposta anche una strategia cautelare.

Se il mio debito nasce da un accertamento (imposte non dichiarate) posso rottamare?
In linea di principio, la Quinquies è costruita su omessi versamenti da dichiarazioni/controlli e non su accertamenti sostanziali: serve verifica puntuale del carico.

I tributi comunali (IMU/TARI) rientrano automaticamente?
Non automaticamente. La Quinquies è agganciata all’origine dei carichi indicati dalla norma; molte entrate locali restano in una disciplina diversa e spesso fuori dal perimetro selettivo previsto.

Posso aderire se sono decaduto da precedenti rottamazioni?
La legge contempla la possibilità di includere anche debiti già oggetto di precedenti definizioni decadute, con condizioni e limiti specifici (da verificare sul singolo carico).

E se invece ero in regola con la rottamazione precedente al 30 settembre 2025?
La norma prevede un’esclusione per debiti per i quali, a quella data, risultavano versate le rate scadute entro la medesima data (per la rottamazione precedente, nei limiti normativi). Questo è un punto tecnico che va verificato con le posizioni effettive.

Come capisco se un carico INPS è “da omesso versamento” o “da accertamento”?
Serve leggere l’ente creditore, la causale e l’origine dell’iscrizione (ruolo/avviso). In caso di dubbio, si acquisiscono estratti, atti, e documentazione INPS.

Se mi arriva un avviso di addebito INPS, cosa devo fare entro 40 giorni?
Valutare ricorso al giudice del lavoro e/o istanze di sospensione/annullamento secondo le modalità indicate, perché l’INPS esplicita il termine e le possibilità di sospensione e rateazione.

Posso difendermi se scopro una cartella solo dall’estratto di ruolo?
La disciplina attuale limita l’impugnabilità dell’estratto; tuttavia ruolo/cartella possono essere impugnati in presenza di pregiudizi qualificati (inclusi crisi d’impresa, finanziamenti, cessione d’azienda) e resta la tutela contro atti effettivamente lesivi.

La Corte costituzionale cosa ha detto sulla tutela del debitore in esecuzione esattoriale?
Con la sentenza n. 114/2018 ha dichiarato parzialmente illegittima la disciplina che impediva opposizioni ex art. 615 c.p.c. in alcune controversie successive alla notifica degli atti prodromici, rafforzando la tutela effettiva.

Se ho un’impresa e la banca mi blocca il credito per carichi a ruolo, posso fare qualcosa subito?
Sì: la normativa sugli atti impugnabili prevede, tra i pregiudizi, anche operazioni di finanziamento e cessione d’azienda; occorre documentare il pregiudizio e scegliere l’azione corretta.

Qual è l’errore più grave che vedi spesso nei debitori che provano a fare da soli?
Due errori ricorrenti: (1) scambiare la Quinquies per una sanatoria “universale”; (2) perdere tempo e attivarsi solo quando arriva l’atto esecutivo, quando invece la strategia si costruisce prima.

Se la Quinquies non si applica al mio caso, ho comunque alternative?
Sì: rateizzazione, ricorsi mirati, sospensioni, composizione negoziata, strumenti del Codice della crisi e, per persone fisiche, percorsi di sovraindebitamento/esdebitazione.

Giurisprudenza istituzionale essenziale e aggiornata

Di seguito una selezione di pronunce e fonti istituzionali particolarmente rilevanti, utili per orientare difese e strategie (con focus su riscossione, impugnazioni, tutela del debitore e interesse ad agire).

  • Corte costituzionale, sentenza n. 190/2023 (deposito 17 ottobre 2023): questioni su art. 12, comma 4‑bis, DPR 602/1973 (impugnabilità estratto di ruolo e casi di pregiudizio), con ricostruzione del quadro e riferimenti alla giurisprudenza di legittimità.
  • Corte costituzionale, sentenza n. 114/2018 (deposito 31 maggio 2018): disciplina delle opposizioni ex artt. 615 e 617 c.p.c. nell’esecuzione esattoriale; parziale illegittimità dell’art. 57 DPR 602/1973 per rafforzare la tutela giurisdizionale.
  • Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 26283/2022 (pubblicazione 6 settembre 2022): interesse ad agire e impugnabilità in tema di ruolo/cartella conosciuti tramite estratto di ruolo; principio richiamato in rassegne ufficiali della Corte.
  • Corte di Cassazione, Sezione II, ordinanza n. 10268/2023 (18 aprile 2023): inammissibilità dell’impugnazione diretta dell’estratto di ruolo anche per sanzioni Codice della strada; richiamo al quadro normativo e alla natura “non impugnabile” dell’estratto.

Sul piano normativo, come cornice operativa aggiornata: – Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 82 e seguenti (Rottamazione Quinquies): perimetro, importi dovuti e calendario rateale.
D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110, e in particolare la modifica dell’art. 12 DPR 602/1973: perimetro delle impugnazioni e pregiudizi qualificati.

Conclusione

La Rottamazione Quinquies è una misura potente, ma “chirurgica”: non è una sanatoria universale, e proprio per questo richiede una lettura tecnica dei carichi, delle causali e della storia notificatoria. Se rientri nel perimetro, può consentirti di pagare solo capitale e spese con un piano lungo fino al 2035, riducendo drasticamente sanzioni e interessi. Se non rientri—o se rientri solo in parte—esistono comunque strade difensive concrete: rateizzazioni, ricorsi mirati, sospensioni, e percorsi di ristrutturazione del debito (fino all’esdebitazione nei casi previsti).

La vera differenza, però, la fa il tempismo: agire nei primi giorni dopo la notifica è spesso ciò che impedisce l’escalation (pignoramenti, ipoteche, fermi, blocchi, contenziosi seri). E in questa fase la consulenza specialistica non è un “di più”: è ciò che ti evita errori irreversibili (come scegliere una definizione non applicabile, perdere termini o sottovalutare un atto esecutivo).

Ribadendo le competenze indicate nella presentazione iniziale (cassazionista; Gestore della Crisi da Sovraindebitamento; fiduciario OCC; Esperto Negoziatore ex D.L. 118/2021), l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team possono intervenire in modo integrato per analizzare gli atti, impostare ricorsi e sospensioni, trattare con creditori e con l’agente della riscossione, e costruire strategie legali tempestive per bloccare o prevenire azioni esecutive come pignoramenti, ipoteche, fermi e ulteriori cartelle.

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Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

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