Rottamazione-quinquies e DURC: Cosa Sapere Prima Di Sbagliare

Introduzione

Se gestisci un’impresa, un cantiere, un appalto o anche solo una posizione lavorativa che dipende da incentivi o agevolazioni contributive, il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) non è un “pezzo di carta”: è spesso la chiave di accesso a pagamenti, subappalti, bonus e, in generale, alla continuità operativa. Un DURC “irregolare” può bloccare l’attività nel momento peggiore: quando devi incassare una fattura dalla PA, partecipare a una gara, ottenere un SAL, chiedere un incentivo o evitare una contestazione su lavori già eseguiti.

Da qui la domanda cruciale — e molto concreta — che molti debitori/contribuenti si fanno nel 2026: aderire alla “Rottamazione-quinquies” consente di ottenere il DURC regolare “in automatico”?
La risposta, in sintesi giuridica, è: l’adesione può consentire il rilascio del DURC, ma non è un automatismo “incondizionato”. L’effetto opera solo entro determinati confini normativi (quali debiti rientrano, quali no), e soprattutto a condizione che siano rispettati anche gli altri requisiti di regolarità contributiva previsti dalla disciplina del DURC on line. Inoltre, c’è un rischio poco compreso: anche una sola rata pagata in ritardo/insufficiente può far annullare i DURC rilasciati in virtù della definizione, indipendentemente dal fatto che la “decadenza” dalla rottamazione si produca (per la quinquies) con regole diverse.

In questa guida, aggiornata al 30 gennaio 2026, analizziamo il quadro normativo e (nei limiti delle fonti istituzionali accessibili) quello giurisprudenziale essenziale, con un’impostazione pratica dal punto di vista del debitore: cosa succede dopo l’adesione, come prevenire un DURC negativo, quali scadenze non sbagliare, quali difese attivare se l’irregolarità deriva da debiti non sanabili con la quinquies.

Chi può aiutarti concretamente. In un contesto così tecnico e “a rischio blocco”, è spesso decisiva una regia unica tra diritto tributario, previdenziale e strumenti di gestione della crisi. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo (cassazionista) coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti operativi a livello nazionale nel diritto bancario e tributario; è inoltre Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) ed Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021.
In pratica, lui e il suo team possono assisterti con: analisi dell’atto e della posizione (anche ai fini DURC), richieste documentali/estratti, ricorsi e sospensive, trattative e piani di rientro, gestione di fermi/ipoteche/pignoramenti, soluzioni stragiudiziali e giudiziali (inclusi strumenti del Codice della crisi).

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Rottamazione-quinquies: chi può aderire e quali effetti produce

La base normativa al 30 gennaio 2026

La Rottamazione-quinquies è introdotta dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di bilancio 2026), art. 1, commi 82-101.
La norma, rispetto alle rottamazioni “classiche”, ha un perimetro molto mirato: non riguarda “tutti i carichi” indistintamente, ma quelli derivanti da specifiche tipologie di omesso versamento e con specifiche esclusioni per i contributi accertati.

Quali debiti rientrano davvero (e quali restano fuori)

Rientrano (in base al comma 82) i debiti dei singoli carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 che derivano:
– dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e da attività di liquidazione automatizzata/controllo formale (richiami agli artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973, e 54-bis e 54-ter DPR 633/1972);
– dall’omesso versamento di contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Questo è il primo “snodo” per il DURC: se la tua irregolarità contributiva deriva da contributi INPS/INAIL/Casse non compresi (es. da verbale ispettivo/accertamento, o da periodi non ricompresi, o non affidati all’agente), l’adesione alla quinquies potrebbe non bastare a renderti “regolare”.

Cosa si paga e cosa si “abbrucia” nella quinquies

Il comma 82 stabilisce che i debiti definibili possono essere estinti senza corrispondere:
– interessi e sanzioni affidati all’agente;
– interessi di mora;
– (per i contributi) sanzioni e somme aggiuntive ex D.Lgs. 46/1999;
– le somme maturate a titolo di aggio;
pagando invece:
capitale;
spese per procedure esecutive e notifica della cartella.

Per le sanzioni CdS (violazioni codice della strada) la regola è diversa: l’applicazione è limitata a interessi e aggio (quindi la “parte sanzionatoria” resta); è un punto spesso frainteso dai debitori.

Scadenze e rate: la mappa che incide sul DURC

Domanda/adesione: entro 30 aprile 2026, con modalità esclusivamente telematiche pubblicate dall’agente della riscossione.
Comunicazione importi: entro 30 giugno 2026 l’agente comunica ammontare dovuto e rate; ogni rata non può essere inferiore a 100 euro.
Pagamento: in unica soluzione entro 31 luglio 2026, oppure fino a 54 rate bimestrali con scadenze predeterminate (31/07/2026, 30/09/2026, 30/11/2026; poi 6 scadenze annue dal 2027; ultime rate fino al 31/05/2035).
Interessi rateali: dal 1° agosto 2026, al tasso del 3% annuo; e non si applica l’art. 19 DPR 602/1973 alle rate della definizione.

Effetti protettivi immediati dopo la domanda (molto utili anche per “sopravvivere” fino al DURC)

A seguito della presentazione della domanda, per i carichi oggetto:
– sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza;
– sono sospesi (fino alla prima/unica rata) gli obblighi di pagamento di precedenti dilazioni in essere;
– non si iscrivono nuovi fermi e ipoteche (salvi quelli già iscritti);
– non si avviano nuove esecuzioni e non si proseguono quelle già avviate, salvo asta già con primo incanto positivo;
– e, punto chiave: il debitore non è considerato inadempiente ai fini degli artt. 28-ter e 48-bis DPR 602/1973;
– inoltre, ai fini DURC, “si applica l’art. 54 del D.L. 50/2017”.

In altre parole: la legge costruisce un “corridoio di protezione” tra domanda e prima rata, che però va maneggiato con precisione, perché un errore di pagamento può avere un impatto immediato sul DURC (come vedremo).

Decadenza dalla definizione e revoca automatica delle vecchie rateazioni

Due passaggi operativi spesso ignorati:
31 luglio 2026: le dilazioni sospese (per i debiti definibili) sono automaticamente revocate e non possono essere concesse nuove dilazioni ex art. 19 DPR 602/1973 per quei debiti; è una scelta legislativa che può “spiazzare” chi vuole tenere in vita la rateazione ordinaria come paracadute.
Decadenza dai benefici della definizione: la norma prevede che la definizione non produce effetti e riprendono termini e riscossione in caso di mancato/insufficiente versamento dell’unica rata, di due rate anche non consecutive, oppure dell’ultima rata.

Questo “meccanismo a due rate” (per la decadenza) è diverso dal meccanismo dell’annullamento del DURC ex art. 54 D.L. 50/2017 (che può scattare anche per una sola rata). Ed è qui che nascono i rischi pratici.

DURC on line: requisiti, funzionamento e cause di irregolarità

Che cos’è davvero il DURC “on line” e cosa certifica

Il DURC “on line” è disciplinato dal D.M. 30 gennaio 2015 (Ministero del Lavoro, di concerto con MEF e Ministro per la semplificazione).
La verifica è telematica e “in tempo reale” verso INPS, INAIL e — per l’edilizia — Casse edili, e il documento positivo sostituisce il DURC richiesto per finalità tipiche (sovvenzioni, appalti, SOA, ecc.).

Validità e ricadute operative: 120 giorni che valgono oro

Il documento generato da esito positivo ha validità di 120 giorni dalla data della verifica ed è consultabile tramite le applicazioni predisposte dagli enti.
Dal punto di vista del debitore, questo significa: se riesci a “portarti a regolare” oggi, conservi (di norma) una finestra di 120 giorni di operatività, utile per incassi o gare. Ma attenzione: l’art. 54 D.L. 50/2017 prevede un annullamento dei DURC rilasciati in forza della definizione agevolata se non paghi correttamente una rata: un DURC “valido 120 giorni” può quindi essere travolto dall’annullamento.

Requisiti di regolarità e “scostamento non grave”

Nel quadro del D.M. 30 gennaio 2015, la verifica riguarda pagamenti scaduti (con regole temporali) e la regolarità “sussiste comunque” in alcune ipotesi, tra cui:
rateizzazioni concesse da INPS/INAIL/Casse edili o dagli agenti della riscossione;
– sospensioni legislative dei pagamenti;
– compensazioni/crediti amministrativi;
– contenziosi amministrativi o giudiziari pendenti fino a determinati esiti;
– carichi affidati all’agente per i quali sia disposta sospensione della cartella/avviso di addebito a seguito di ricorso giudiziario.

È inoltre prevista una soglia: lo scostamento non è “grave” se pari o inferiore a € 150, comprensivi di eventuali accessori.
Sul piano della prassi, il tema è stato oggetto anche di interpello ministeriale (2025), ma per l’operatività del 2026 la regola di base che devi assumere come “prudenziale” è quella testuale: se il residuo contributivo/accessori supera la soglia, rischi l’irregolarità.

Cosa succede se non sei regolare: “invito a regolarizzare” e tempi strettissimi

Se non è possibile attestare la regolarità in tempo reale, INPS/INAIL/Casse edili trasmettono via PEC un invito a regolarizzare, con indicazione analitica delle cause.
Il debitore può regolarizzare entro 15 giorni dalla notifica dell’invito; l’invito blocca ulteriori verifiche e produce effetti per le interrogazioni intervenute nel termine (con limiti temporali indicati dalla norma).

Dal punto di vista del debitore: quei 15 giorni sono spesso la “zona rossa”. Se hai aderito alla rottamazione e la piattaforma DURC non ha ancora recepito la posizione (o ci sono debiti non inclusi), devi agire immediatamente: o paghi/definisci, o attivi difese/istanze, o rischi un DURC negativo.

Cause ostative ulteriori per benefici (non solo debiti)

Il D.M. 30 gennaio 2015 contempla anche ipotesi ostative alla regolarità ai fini del godimento di benefici normativi e contributivi (con riferimento a violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro, accertate con provvedimenti definitivi, ecc.), con rinvio all’allegato A.
Ciò implica un punto giuridico importante: anche con un debito “sistemato” con la rottamazione, potrebbero permanere ostatività diverse (a seconda delle specifiche finalità e della disciplina applicabile nel caso concreto).

La regolarità DURC dopo l’adesione alla Rottamazione-quinquies

La regola di legge che risponde alla domanda

La Legge 199/2025 collega espressamente, tra gli effetti successivi alla domanda di definizione, l’applicazione della disciplina di cui all’art. 54 del D.L. 50/2017 “ai fini del rilascio del DURC”.

L’art. 54, a sua volta, dispone che il DURC, “nel caso di definizione agevolata di debiti contributivi”, è rilasciato a seguito della presentazione della dichiarazione di volersi avvalere della definizione, ricorrendo gli altri requisiti di regolarità del D.M. 30 gennaio 2015.

Quindi, sul piano strettamente normativo:

Aderire alla Rottamazione-quinquies può consentire il rilascio del DURC dopo la presentazione della domanda, ma non è un automatismo assoluto; è un automatismo “condizionato” (debiti contributivi definibili + altri requisiti DURC).

Che cosa significa “automatico” nella pratica

Nella comunicazione comune, “automatico” può significare due cose diverse:

1) Automatico come effetto giuridico: presento la domanda e la norma mi considera regolare (se ricorrono le condizioni). Questo è sostanzialmente vero, perché la legge rinvia all’art. 54 e l’art. 54 ha un meccanismo di rilascio collegato alla presentazione della dichiarazione, ma con riserva sugli altri requisiti.

2) Automatico come effetto informatico immediato: presento la domanda e il sistema DURC on line “si aggiorna” istantaneamente. Questo non è garantito dalla legge come “istantaneità tecnica”; la norma prevede il rilascio collegato alla presentazione e, in art. 54, prevede anche comunicazioni tra agente della riscossione ed enti per il riscontro dei pagamenti e l’annullamento dei DURC in caso di irregolarità di pagamento.

Conseguenza pratica: se ti serve un DURC oggi (per una gara domani o per un SAL), devi gestire anche il rischio di disallineamento temporaneo tra domanda e verifica telematica.

Il grande equivoco: “decadenza” dalla quinquies vs “annullamento” del DURC

Ecco il punto più delicato (e potenzialmente devastante per l’operatività):

  • La Legge 199/2025 prevede la perdita di efficacia della definizione in caso di mancato/insufficiente versamento dell’unica rata o di due rate (anche non consecutive) o dell’ultima rata.
  • L’art. 54 D.L. 50/2017 prevede invece che in caso di mancato/insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata del piano, “tutti i DURC rilasciati” in attuazione del meccanismo vengono annullati dagli enti preposti alla verifica.

Tradotto dal lato del debitore: potresti non essere ancora “decaduto” dalla rottamazione quinquies (perché hai saltato solo una rata), ma potresti comunque vederti annullare il DURC ottenuto grazie alla rottamazione. È un rischio operativo enorme: perdi DURC e quindi lavori/pagamenti, proprio mentre stai tentando di rientrare.

Tre scenari tipici (e come ragiona la norma)

Scenario A — Debito contributivo INPS definibile + nessun’altra pendenza:
Se il tuo debito contributivo è effettivamente tra quelli definibili (omesso versamento INPS affidato all’agente, non da accertamento) e sei regolare sugli altri fronti, la presentazione della domanda può consentire il DURC.

Scenario B — Debito definibile, ma hai anche altri debiti contributivi non inclusi:
Il rilascio è condizionato al fatto che ricorrano gli altri requisiti del D.M. 30 gennaio 2015. Se hai un altro debito INPS/INAIL/Cassa edile scaduto (non rateizzato, non sospeso, non in contenzioso “utile”), il DURC può risultare negativo comunque.

Scenario C — Debito INPS da accertamento/verbale ispettivo:
La quinquies esclude i contributi INPS “richiesti a seguito di accertamento”. Quindi l’adesione potrebbe non incidere sulla causa concreta dell’irregolarità (non la “porta dentro” la definizione).

Cosa fare se il DURC resta negativo nonostante la domanda

Dal punto di vista difensivo, un piano prudente include:

  • conservare prova della dichiarazione di adesione (data/ora, ricevuta telematica, elenco carichi);
  • se arriva un invito a regolarizzare (15 giorni) reagire subito: o dimostrare che la causa è stata “assorbita” dalla definizione e chiedere verifica/aggiornamento, oppure regolarizzare le posizioni non coperte (rateazione, pagamento, sospensione giudiziale, ecc.).
  • se l’irregolarità è contestabile (per esempio per carico prescritto, notifica viziata, importi errati), valutare strumenti di tutela compatibili con l’urgenza DURC (istanza di sospensione, ricorso, ecc.), sapendo che per alcune posizioni la regolarità può “sussistere” in pendenza di contenzioso, ma è una materia tecnica e dipende dalla tipologia di credito e dalla fase.

Procedura passo passo e strategie difensive del debitore

Di seguito trovi una guida operativa “a prova di urgenza”, pensata per chi deve preservare o ripristinare il DURC nel più breve tempo possibile.

Mappa essenziale delle scadenze quinquies (da non sbagliare)

  • Entro 30 aprile 2026: invio dichiarazione di adesione.
  • Entro 30 giugno 2026: comunicazione delle somme e del piano rateale (rata minima 100 euro).
  • 31 luglio 2026: prima rata / unica soluzione; da qui dipendono anche effetti su vecchie rateazioni (revoca automatica per i debiti definibili) e, di riflesso, la tenuta del tuo “assetto” di regolarità.

Diagramma di flusso pratico (debiti–rottamazione–DURC)

Obiettivo: trasformare “irregolare” → “regolare” in modo stabile (non solo per ottenere un DURC, ma per non perderlo).

Debito contributivo / carico AdER?
|
v
È definibile in quinquies (comma 82)?
|————————|
Sì No
| |
v v
Presenta adesione Rateizza / paga / contesta
(entra in art.54 DL50/2017) (DM 30/01/2015 art.3-4)
|
v
Verifica: esistono altri debiti o cause ostative?
|————————|
No Sì
| |
v v
DURC regolare (120 giorni) Invito a regolarizzare (15 giorni)
| |
v v
Pagamenti puntuali rate! Regolarizza o attiva difese
(attenzione: 1 rata saltata (pena DURC negativo)
= annullamento DURC)

Riferimenti normativi principali del flusso: Legge 199/2025 (scadenze, effetti su DURC, decadenza) + D.M. 30 gennaio 2015 (requisiti/invito/validità) + art. 54 D.L. 50/2017 (rilascio e annullamento DURC in caso di rate irregolari).

Strategia legale “a due binari”: regolarità immediata + difesa di merito

Quando il DURC è urgente, spesso conviene separare:

Binario rapido (salvare l’operatività):
– rateazioni dove possibile (DM 30 gennaio 2015 riconosce la regolarità in presenza di rateizzazioni concesse);
– definizione agevolata (quinquies) se applicabile e tempestiva;
– gestione dell’invito a regolarizzare (15 giorni).

Binario di merito (ridurre/azzerare il debito nel medio periodo):
– contestare cartelle/ruoli/avvisi se viziati; nel tributario si applica la disciplina del processo di giustizia tributaria, organizzata nel D.Lgs. 546/1992 (testo vigente nel sistema di giustizia tributaria);
– per i crediti contributivi, la disciplina della riscossione e delle opposizioni ha regole proprie (D.Lgs. 46/1999).

Attenzione: la rateazione ordinaria (art. 19 DPR 602/1973) e le sue interazioni con la quinquies

Sul piano difensivo, la rateazione ex art. 19 DPR 602/1973 è spesso usata per ottenere regolarità (anche ai fini DURC) perché il D.M. 30 gennaio 2015 include la regolarità “in caso di rateizzazioni concesse”.
Ma la quinquies introduce un punto tecnico: per i debiti definibili, dopo la domanda, le vecchie rateazioni vengono sospese e poi revocate automaticamente al 31 luglio 2026, e non si possono accordare nuove dilazioni ex art. 19 per quei debiti.

Quindi, come debitore, devi decidere prima se “saltare” sulla quinquies o mantenere la rateazione ordinaria, valutando:
– urgenza DURC e prevedibilità dei flussi di cassa;
– rischio annullamento DURC se salti una sola rata;
– sostenibilità del piano bimestrale lungo (fino al 2035).

Strumenti alternativi e combinazioni utili

Quando la rottamazione non basta (o non è sostenibile), il debitore ha altre strade, spesso combinabili.

Sovraindebitamento e Codice della crisi

La Legge 199/2025 prevede espressamente che possano essere compresi nella definizione anche debiti oggetto di procedure ex L. 3/2012 (storica) o delle procedure del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), con possibilità di pagamento anche “falcidiato” secondo decreto di omologazione.

Questo è un passaggio strategico: se sei già in un percorso di composizione della crisi, la quinquies può diventare uno strumento “integrabile” nel piano, ma con attenzione alla coerenza tra scadenze della definizione e cronoprogramma del tribunale/OCC.

OCC e registro ministeriale

Per chi valuta procedure di composizione della crisi/sovraindebitamento, è centrale il ruolo degli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) e dei professionisti collegati. Il Ministero della Giustizia mantiene un registro degli OCC.

Composizione negoziata d’impresa

Per imprese in crisi che devono trattare con più creditori (privati e pubblici), la composizione negoziata è stata introdotta dal D.L. 118/2021 (poi coordinato con la disciplina della crisi d’impresa).
In una logica “difensiva”, può servire a costruire accordi e sospensioni che stabilizzano la posizione (anche rispetto a flussi e scadenze), ma non sostituisce automaticamente i requisiti DURC: va coordinata con pagamenti/rateazioni e con l’eventuale definizione agevolata.

Tabelle operative, esempi numerici e FAQ

Tabella di sintesi: scadenze e snodi che incidono sul DURC

PassaggioData/termine (quinquies)Cosa cambia per teImpatto DURC
Presentazione domandaentro 30 aprile 2026attivi sospensioni e beneficiattiva rinvio ad art. 54 DL 50/2017 (DURC) se debiti contributivi definibili
Comunicazione importientro 30 giugno 2026conosci piano ufficiale; rata ≥ 100 €programmazione pagamenti: fondamentale evitare anche un solo ritardo
Prima rata / unica31 luglio 2026snodo su revoca rateazioni pregresseda qui inizia la “tenuta” del DURC: una rata irregolare può annullare DURC
Interessi ratealidal 1° agosto 20263% annuoincide sul costo del rientro e sulla sostenibilità

Tabella di sintesi: quando la regolarità “sussiste” nel DURC on line

SituazioneRegolarità DURC (principio)Fonte
Rateizzazione concessa (INPS/INAIL/Casse/Agente)regolarità “sussiste comunque”D.M. 30/01/2015, art. 3
Scostamento non grave ≤ 150 € incl. accessoriregolarità “sussiste”D.M. 30/01/2015, art. 3
Invito a regolarizzare15 giorni per sanareD.M. 30/01/2015, art. 4
Definizione agevolata debiti contributivirilascio a seguito domanda, se altri requisitiart. 54 D.L. 50/2017

Simulazione numerica: quanto costa (indicativamente) la quinquies e perché incide sul DURC

Esempio 1 (cartella definibile):
– Capitale (imposte/contributi): € 10.000
– Sanzioni: € 3.000
– Interessi/aggio: € 1.300
– Spese notifica + esecutive: € 220

Totale “a ruolo”: € 14.520
Con la quinquies, per definizione agevolata, paghi capitale + spese (non sanzioni/interessi/aggio): € 10.220.

Se scegli 54 rate bimestrali (interesse 3% annuo dal 1° agosto 2026), il costo complessivo può aumentare per interessi (la legge prevede interessi in caso di pagamento rateale).
Una stima “finanziaria” indicativa, con rata bimestrale costante, porta a una rata di circa € 216 e interessi complessivi nell’ordine di € 1.400–1.500 sull’intero piano (numero puramente esemplificativo: la rateizzazione effettiva è determinata nella comunicazione ufficiale, con arrotondamenti e regole interne).

Perché questa simulazione è importante per il DURC?
Perché se la rata è sostenibile, il tuo rischio di “saltare” un pagamento cala; e saltare una sola rata può annullare i DURC rilasciati in virtù della definizione.

Errori comuni (e come evitarli)

Molti problemi non nascono dalla legge, ma dalla gestione:

  • Confondere “debito definibile” con “qualunque debito”: la quinquies è mirata e per INPS esclude contributi da accertamento.
  • Pensare che basti la domanda per sempre: la tenuta del DURC dipende dai pagamenti; e l’art. 54 può far annullare i DURC anche per una sola rata irregolare.
  • Lasciare scadere l’invito a regolarizzare (15 giorni): spesso è l’anticamera del DURC negativo.
  • Non considerare che al 31 luglio 2026 le vecchie rateazioni sui debiti definibili vengono revocate automaticamente: rischio “vuoto” se non paghi la prima rata.

FAQ pratiche

Aderire alla Rottamazione-quinquies mi dà il DURC regolare automaticamente?
Ti può consentire il rilascio a seguito della presentazione della domanda, ma solo se ricorrono gli altri requisiti di regolarità previsti dal D.M. 30 gennaio 2015.

Qual è la scadenza per presentare la domanda?
Entro 30 aprile 2026.

Quando saprò quanto devo pagare?
L’agente comunica entro 30 giugno 2026 importo complessivo e rate (rata minima 100 euro).

Quando devo pagare la prima rata?
Il 31 luglio 2026 (prima rata/ unica).

Se salto una rata, perdo subito la rottamazione?
La perdita degli effetti (decadenza) è collegata a mancato/insufficiente pagamento dell’unica rata, di due rate (anche non consecutive) o dell’ultima rata.

Se salto una sola rata, posso perdere il DURC?
Sì: l’art. 54 prevede annullamento dei DURC rilasciati in attuazione dell’art. 54 se c’è mancato/insufficiente/tardivo pagamento dell’unica rata o di una rata del piano.

Il DURC positivo vale 120 giorni anche se sono in rottamazione?
Il DURC positivo ha validità di 120 giorni, ma se opera un annullamento ex art. 54 (rate irregolari) può essere travolto.

Se ho un debito INPS da verbale ispettivo, la quinquies mi aiuta sul DURC?
La quinquies, per i contributi INPS, esclude quelli richiesti a seguito di accertamento: quindi potrebbe non coprire la causa dell’irregolarità.

Cosa succede se il sistema DURC mi manda un invito a regolarizzare?
Hai un termine non superiore a 15 giorni dalla notifica per regolarizzare; scaduto il termine, viene comunicata la risultanza negativa.

Posso “guadagnare tempo” grazie alla domanda di quinquies?
Sì: la domanda sospende prescrizione/decadenza e blocca nuove esecuzioni/fermi/ ipoteche (salvo già iscritti), e ti considera non inadempiente ai fini di 28-ter e 48-bis DPR 602/1973; ma non sostituisce la necessità di rispettare le scadenze della definizione.

Se avevo una rateazione AdER, cosa accade dopo la domanda?
Gli obblighi di pagamento da precedenti dilazioni vengono sospesi fino alla scadenza della prima/unica rata della definizione.

E poi?
Al 31 luglio 2026, per i debiti definibili, le dilazioni sospese sono automaticamente revocate e non sono concedibili nuove dilazioni ex art. 19 DPR 602/1973 per quei debiti.

La quinquies include anche debiti in sovraindebitamento o Codice della crisi?
Sì, la legge prevede la possibilità di includere debiti rientranti in procedure ex L. 3/2012 o nel Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019), con pagamento anche falcidiato se previsto in omologa.

Se ho solo “accessori” (sanzioni/interessi) e non capitale, posso comunque avere DURC?
La disciplina DM parla di € 150 comprensivi di accessori per scostamento non grave. Se superi la soglia, prudenzialmente devi considerare il rischio dios conservare l’irregolarità.

Perché il DURC può restare negativo anche dopo la domanda?
Perché l’art. 54 richiede che ricorrano “gli altri requisiti di regolarità” del DM (quindi assenza di altre pendenze non coperte o non rateizzate).

Che ruolo hanno le rateizzazioni nel DURC?
Sono uno degli strumenti più efficaci: il DM considera regolare la posizione in presenza di rateizzazioni concesse.

Se ho bisogno di un DURC urgente per una gara/appalto, posso fare qualcosa subito?
Sì: lavorare su rateizzazioni, pagamenti mirati, gestione invito a regolarizzare, e valutare accuratamente se la quinquies è sostenibile (perché una rata irregolare può annullare il DURC).

La rottamazione “cancella” automaticamente ipoteche e fermi già iscritti?
No: la legge blocca nuove iscrizioni, ma fa salvi fermi e ipoteche già iscritti alla data di presentazione.

Dopo aver pagato tutto, cosa succede ai residui?
Dopo il pagamento delle somme dovute, l’agente della riscossione è automaticamente discaricato dell’importo residuo; e trasmette agli enti creditori elenchi entro termini indicati.

Giurisprudenza e prassi istituzionale essenziale

Giurisprudenza essenziale (selezione ragionata)

Nel perimetro delle fonti istituzionali accessibili e rilevanti al tema:

  • Corte costituzionale, sentenza n. 29/2018 (legittimità costituzionale della disciplina della “rottamazione dei ruoli” nel contesto della riforma della riscossione): utile per inquadrare la natura “straordinaria” e discrezionale delle definizioni agevolate.
  • Corte costituzionale, ECLI:IT:COST:2019:32 (richiami alla sentenza n. 29/2018 e ratio della disciplina sulla definizione agevolata tramite ruolo).
  • Corte costituzionale, sentenza n. 141/2022 (sui meccanismi di definizione agevolata del contenzioso e profili costituzionali): rilevante per comprendere logiche e limiti delle “pacificazioni fiscali”.
  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria 29 febbraio 2016 (sentenze n. 5 e 6/2016): principi su regolarità contributiva e “regolarizzazione postuma” in ambito appalti, spesso determinanti quando il DURC condiziona gare e contratti pubblici.
  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria 25 maggio 2016, n. 10: profili su DURC, giurisdizione e accertamento incidentale nell’ambito delle procedure di gara.
  • Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, ordinanza 11 settembre 2024 n. 24428 (in tema di rottamazione-quater e riflessi processuali sull’estinzione del giudizio): utile per la strategia difensiva nel contenzioso tributario quando si valuta una definizione agevolata (pur non essendo una sentenza “DURC-centrica”).

Prassi amministrativa essenziale (DURC e definizione)

  • D.M. 30 gennaio 2015: disciplina primaria del DURC on line (requisiti, invito a regolarizzare, validità 120 giorni).
  • Art. 54 D.L. 50/2017: disciplina il rilascio del DURC in caso di definizione agevolata di debiti contributivi e l’annullamento dei DURC in caso di rate irregolari.
  • Ministero del Lavoro – pagina “Interpelli”: conferma l’esistenza dell’interpello 13 ottobre 2025, n. 3/2025 su DURC e “scostamento non grave”, rilevante per l’interpretazione prudenziale della soglia e degli accessori.

Conclusione

A gennaio 2026, la regola giuridicamente più solida è questa:

Aderire alla Rottamazione-quinquies può consentire di ottenere un DURC regolare dopo la presentazione della domanda, ma non è un “automatico” assoluto.
È un automatismo condizionato: deve trattarsi di debiti contributivi effettivamente definibili, e devono sussistere gli altri requisiti previsti per la regolarità contributiva; inoltre devi pianificare i pagamenti perché una sola rata irregolare può portare all’annullamento dei DURC rilasciati in forza della definizione.

Il valore concreto di una difesa tempestiva sta qui: prevenire l’irregolarità (e gli inviti a regolarizzare), scegliere lo strumento più adatto (quinquies, rateazione, contenzioso, crisi), e — quando serve — bloccare o gestire azioni esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi) e i rischi di “collasso operativo” legati al DURC.

Ribadisco: in questo terreno la differenza la fa la tempestività e la capacità di coordinare profili tributari, contributivi e di crisi. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare (cassazionista; Gestore della Crisi; professionista fiduciario OCC; Esperto Negoziatore ex D.L. 118/2021) possono intervenire concretamente per analizzare la tua posizione, verificare quali carichi siano davvero definibili, predisporre istanze e difese, negoziare piani sostenibili e — se necessario — attivare soluzioni giudiziali e stragiudiziali.

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