Società Di Recruiting Con Debiti: Cosa Fare Per Difendersi Da Fisco, Inps E Banche

Introduzione

Le società di recruiting (incluse quelle che operano nella selezione del personale o, più spesso, nella somministrazione e gestione di personale) sono imprese ad altissima intensità di flussi: incassano da clienti con tempi spesso lunghi, ma devono pagare rapidamente stipendi, ritenute, IVA e contributi. Quando la liquidità si contrae, il rischio non è solo “avere debiti”, ma subire azioni rapide e invasive: pignoramenti su conto corrente, blocco di crediti verso clienti (pignoramenti presso terzi), iscrizioni di ipoteca, fermi, verifiche ex art. 48-bis D.P.R. 602/1973 che congelano pagamenti da Pubbliche Amministrazioni. In parallelo, le banche riducono affidamenti e chiedono rientri, aggravando la crisi di cassa.

Da debitore/contribuente, la regola aurea è questa: non aspettare che il debito “si sistemi da solo”. Oggi, tra accertamenti esecutivi, avvisi di addebito INPS e riscossione digitalizzata, i tempi di reazione sono più stretti: si passa dalla notifica alla tutela esecutiva in pochi mesi (o anche settimane, se la posizione è già “a ruolo” o se scattano procedure accelerate).

In questa guida (aggiornata a gennaio 2026), vedremo le principali soluzioni legali, dal punto di vista di chi deve difendersi:

  • come leggere gli atti ricevuti e non perdere i termini;
  • quando usare autotutela, quando fare ricorso e quando chiedere sospensioni;
  • come sfruttare rateazioni e definizioni agevolate (inclusa la nuova Rottamazione-quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026);
  • come trattare con le banche (piani di rientro, rinegoziazioni, contestazioni mirate);
  • come usare gli strumenti della crisi d’impresa per bloccare azioni esecutive e negoziare in modo protetto (misure protettive, transazione fiscale e contributiva, accordi, concordato, soluzioni “minori”).

Avv. Giuseppe Angelo Monardo e team multidisciplinare

Questa guida è scritta con taglio pratico e difensivo, in linea con l’approccio di Avv. Giuseppe Angelo Monardo, avvocato cassazionista, che coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti attivo a livello nazionale, con focus su diritto bancario e tributario. È inoltre Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) ed è Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021 (convertito in L. 147/2021), strumento cardine della composizione negoziata.

In concreto, Avv. Monardo e il team possono aiutarti con:

  • analisi immediata dell’atto (cartella, intimazione, avviso di accertamento esecutivo, avviso di addebito INPS, preavviso ipoteca/fermo, pignoramento);
  • impostazione di ricorsi e domande cautelari di sospensione;
  • istanze di autotutela (obbligatoria o facoltativa) e strategie di “debloccaggio” rapido;
  • gestione di rateazioni e scelta tra rateazione e/o definizione agevolata;
  • trattative con Agenzia Entrate-Riscossione, INPS e banche (piani di rientro, transazioni, ristrutturazioni);
  • attivazione di soluzioni stragiudiziali e giudiziali (misure protettive, accordi, concordati, strumenti CCII) per proteggere conti, crediti, immobili e continuità aziendale.

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Quadro normativo e rischi specifici per società di recruiting

Perché il recruiting “entra in crisi” prima di altri settori

Nelle società di recruiting i debiti “pericolosi” non sono solo quelli verso fornitori, ma soprattutto quelli verso:

  • Erario: ritenute/IVA/IRAP/IRES, debiti da dichiarazioni e controlli automatizzati;
  • INPS (e talvolta INAIL): contributi su lavoro dipendente, somme aggiuntive e accessori;
  • banche e finanziatori: affidamenti a revoca, anticipi su fatture, factoring, mutui e finanziamenti chirografari/garantiti, spesso assistiti da fideiussioni di soci/amministratori.

Il problema è che Fisco e INPS sono creditori “istituzionalmente attrezzati” a intervenire con leve amministrative ed esecutive: la rateazione è possibile, ma la decadenza dai piani o l’inazione può sfociare in vincoli e pignoramenti. Inoltre, la presenza di debiti può innescare blocchi di pagamenti da parte di Pubbliche Amministrazioni mediante verifica inadempimenti ex art. 48-bis D.P.R. 602/1973 (tema molto concreto se lavorate con enti pubblici o società a controllo pubblico).

I “tre fronti” della difesa: riscossione, contenzioso, crisi d’impresa

Per difendersi in modo efficace bisogna distinguere tre piani (che possono anche coesistere):

  • Riscossione: riguarda cartelle e carichi affidati ad Agenzia Entrate-Riscossione, pignoramenti “esattoriali”, ipoteche e fermi. Qui contano moltissimo le regole su rateazione, sospensioni e definizioni agevolate.
  • Contenzioso tributario: riguarda l’impugnazione degli atti fiscali davanti alla Corte di giustizia tributaria (ex Commissioni tributarie, riformate). Il ricorso ordinario resta, ma sono cambiate varie regole del processo (anche a seguito del D.Lgs. 220/2023).
  • Crisi d’impresa (CCII): quando i numeri non reggono, il punto non è più “contestare il singolo atto”, ma mettere un cappello protettivo sull’intera esposizione e negoziare in modo ordinato (banche + Fisco + INPS + fornitori). Qui entrano misure protettive, composizione negoziata e (se necessario) soluzioni concorsuali.

Gennaio 2026: aggiornamenti normativi che cambiano la strategia

Nel 2025–2026 sono entrate (o sono state annunciate) novità decisive:

  • Nuove regole di rateazione (richieste dal 1° gennaio 2025): fino a 84 rate “a semplice richiesta” per importi fino a 120.000 euro (domande 2025–2026) e fino a 120 rate con richiesta documentata, con parametri e documentazione fissati dal D.M. 27 dicembre 2024 e dalla riforma dell’art. 19 D.P.R. 602/1973 operata dal D.Lgs. 110/2024.
  • Rottamazione-quinquies (Legge di Bilancio 2026, L. 30 dicembre 2025 n. 199): nuova definizione agevolata per carichi 2000–2023, ma non per tutti i debiti: è mirata (imposte da dichiarazioni e controlli automatizzati; contributi INPS da omesso versamento, con esclusioni). Prevede pagamento entro 31 luglio 2026 o fino a 54 rate bimestrali sino al 2035 e interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026.
  • Proroga del Testo Unico versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025): la sua applicazione dal 1° gennaio 2026 è stata rinviata al 1° gennaio 2027 dal D.L. 31 dicembre 2025 n. 200 (Milleproroghe 2026). In pratica, nel 2026 molte regole operative restano ancora ancorate al sistema tradizionale (D.P.R. 602/1973 e correlati).
  • Autotutela “riformata” nello Statuto del contribuente: oggi esiste un’autotutela obbligatoria (art. 10-quater L. 212/2000) e un’autotutela facoltativa (art. 10-quinquies), con istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate (Circolare 21/E del 7 novembre 2024). Per molte imprese indebitate questa è una leva pratica per sbloccare errori “evidenti” senza attendere un processo.

Cosa succede dopo la notifica: procedura passo‑passo, termini e diritti

Qui parliamo del “dopo”: la società di recruiting riceve un atto (o scopre un debito via PEC/cassetto fiscale/area riservata). La risposta efficace è una procedura standardizzata.

Passo operativo immediato: classificare l’atto

Gli atti più comuni sono:

  • Avviso di accertamento esecutivo (Agenzia Entrate): nasce già “pensato” per concentrare accertamento e riscossione; è disciplinato, tra l’altro, dall’art. 29 D.L. 78/2010.
  • Cartella di pagamento / intimazione / atti di riscossione: carichi affidati a Agenzia Entrate-Riscossione (o concessionario).
  • Avviso di addebito INPS (titolo esecutivo): dal 1° gennaio 2011 la riscossione dei crediti INPS avviene mediante avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.
  • Preavviso di fermo / iscrizione ipotecaria / pignoramento presso terzi: attenzione perché questi atti spesso segnalano che la fase “bonaria” è finita e siamo nella fase “aggressiva”.

Termini chiave da non perdere

Nel lavoro difensivo, i termini sono ciò che separa una difesa efficace da una difesa “tardiva”.

Per il contenzioso tributario, la regola base rimane: ricorso entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato (art. 21 D.Lgs. 546/1992).

Per l’INPS, in via generale:

  • l’avviso di addebito è opponibile entro 40 giorni dalla notifica (richiamo dell’INPS all’art. 24, comma 5, D.Lgs. 46/1999).

Per l’accertamento esecutivo, la logica è:

  • l’atto contiene l’intimazione al pagamento entro il termine utile per ricorrere, e la riscossione si “aggancia” all’atto stesso (art. 29 D.L. 78/2010).

Diritti minimi del contribuente/debitore

In modo pratico, i diritti che devi sempre “pretendere” (e che, se violati, possono fondare autotutela/ricorso) sono:

  • chiarezza dell’atto (motivazione, importi, periodi, causali);
  • corretta notifica (PEC, raccomandata, modalità; qui spesso si gioca una parte importante delle difese);
  • contraddittorio e garanzie procedimentali quando previste;
  • possibilità di utilizzare strumenti deflattivi e/o rateazioni se ricorrono i presupposti.

In ambito INPS, ad esempio, la legge prevede che l’avviso di addebito contenga elementi essenziali “a pena di nullità” (art. 30 D.L. 78/2010).

Una roadmap pratica in 72 ore

Senza fare teoria, una società di recruiting indebitata dovrebbe svolgere questa micro‑procedura entro tre giorni lavorativi:

1) Raccogliere tutti gli atti (PEC, raccomandate, estratti, comunicazioni INPS, e-mail da banche, notifiche su piattaforme).
2) Costruire la timeline: data notifica → scadenza ricorso → scadenza pagamento → eventuale affidamento ad AER → atti cautelari/esecutivi.
3) Separare debito “contestabile” da debito “negoziabile”: non tutto si impugna; molte posizioni vanno gestite con rateazioni/definizioni.
4) Attivare subito la leva più “rapida”: a seconda del caso può essere l’autotutela, la rateazione, una misura protettiva, o un ricorso con sospensiva.

Questa logica è essenziale perché, nel 2026, gli strumenti di rateazione e definizione agevolata sono diventati più strutturati ma anche più “condizionati” (decadenze, esclusioni, parametri).

Difese e strategie contro Fisco e Agenzia Entrate‑Riscossione

Questa sezione è costruita come “cassetta degli attrezzi” dal punto di vista del debitore.

Autotutela tributaria aggiornata: obbligatoria e facoltativa

Dopo la riforma, lo Statuto del contribuente prevede:

  • autotutela obbligatoria (art. 10-quater L. 212/2000), quando l’atto presenta vizi “tipizzati” e gravi al punto da imporre l’annullamento in tutto o in parte;
  • autotutela facoltativa (art. 10-quinquies L. 212/2000), fuori dai casi di obbligatorietà: l’Amministrazione può comunque annullare/ritirare, ma (in sintesi) ha un margine più ampio.

Sul piano operativo, l’Agenzia delle Entrate ha emanato istruzioni operative (Circolare 21/E del 7 novembre 2024) che sono molto rilevanti per l’impresa indebitata perché chiariscono logiche e flussi interni.

Quando conviene l’autotutela (strategia difensiva)?
Conviene quando:

  • l’errore è evidente (duplicazione, soggetto errato, calcolo manifestamente sbagliato, pagamento già effettuato, prescrizione/decadenza chiara);
  • il tempo è poco e vuoi provare un canale “amministrativo rapido” prima di un contenzioso (o in parallelo, senza affidarti solo a quello).

Attenzione: l’autotutela non è un “ricorso mascherato”. Se il tema è complesso (valutazioni, ricostruzioni, interpretazioni), spesso bisogna strutturare un ricorso, anche per chiedere la sospensione giudiziale.

Ricorso tributario: cosa cambia con la riforma del contenzioso

Il processo tributario resta disciplinato dal D.Lgs. 546/1992, ma con riforme significative (D.Lgs. 220/2023, in vigore dal 4 gennaio 2024).

Due punti pratici, molto concreti per chi ha debiti:

  • Termine ricorso: conferma del termine ordinario di 60 giorni dalla notifica (art. 21 D.Lgs. 546/1992).
  • Reclamo-mediazione: l’istituto è stato abrogato con decorrenze che il MEF ha chiarito (comunicato MEF sulla decorrenza dell’abrogazione). Questo conta perché, per alcune annualità/transizioni, il contribuente potrebbe ancora trovarsi in regimi “ponte”.

Rateizzazione “nuova” dal 2025: difesa principale contro azioni esecutive

Per molte società di recruiting, la rateazione è la prima vera difesa “anti‑pignoramento”, perché crea (se correttamente presentata) una finestra di protezione e può spegnere procedure in corso al pagamento della prima rata.

Con la riforma del sistema nazionale della riscossione (D.Lgs. 110/2024) è stato riscritto l’art. 19 D.P.R. 602/1973. Il cuore pratico è:

  • Per debiti ≤ 120.000 euro per singola richiesta: rateazione a semplice richiesta fino a:
  • 84 rate mensili se domanda nel 2025–2026;
  • 96 rate mensili se domanda nel 2027–2028;
  • 108 rate mensili dal 2029.
  • Rateazione documentata (temporanea obiettiva difficoltà):
  • fino a 120 rate mensili per importi > 120.000 euro;
  • per importi ≤ 120.000 euro: da 85 a 120 rate (domande 2025–2026), con soglie progressive negli anni successivi.

Il D.M. 27 dicembre 2024 definisce parametri, indici e documentazione: per imprese e soggetti diversi da persone fisiche, conta l’indice di liquidità e l’Indice Alfa (rapporto tra debito complessivo e valore della produzione, con formule e documenti richiesti).

Effetti “protettivi” della richiesta e della prima rata: la parte che interessa davvero al debitore

Il testo aggiornato dell’art. 19 (come riportato nelle note dell’art. 13 D.Lgs. 110/2024) chiarisce effetti fondamentali:

  • dalla presentazione della richiesta e fino a rigetto/decadenza:
  • sospensione termini di prescrizione/decadenza;
  • divieto di nuove iscrizioni di fermi e ipoteche (salvi quelli già iscritti);
  • divieto di avvio di nuove procedure esecutive.
  • pagamento della prima rata: determina l’estinzione delle procedure esecutive già avviate, a condizioni (non deve essersi tenuto incanto positivo; non deve esserci già istanza di assegnazione; nel pignoramento presso terzi non deve esserci dichiarazione positiva/assegnazione già emessa).
  • decadenza: nel nuovo assetto, si decade se nel corso del periodo di rateazione non si pagano otto rate, anche non consecutive; inoltre il carico non può essere nuovamente rateizzato.

Questi tre punti (scudo temporaneo + prima rata che può spegnere azioni + regola dura sulla decadenza) sono la “spina dorsale” della difesa di chi deve evitare che AER blocchi i flussi bancari di un’impresa di recruiting.

Documentazione per imprese: cosa serve davvero

Per una società di recruiting (tipicamente SRL), il D.M. 27 dicembre 2024 richiede:

  • prospetto per determinare Indice di liquidità e Indice Alfa;
  • copia dell’ultimo bilancio depositato; se il bilancio è “vecchio” (>12 mesi) o serve un aggiornamento, relazione economico‑patrimoniale recente (≤6 mesi) redatta secondo criteri civilistici e approvata;
  • per soggetti diversi dalle società di capitali, prospetti sottoscrivibili da professionisti qualificati (avvocati, commercialisti, revisori; in alcuni casi anche consulenti del lavoro o tributaristi in specifiche condizioni).

Definizioni agevolate: Rottamazione-quater e (nuova) Rottamazione-quinquies

Per una società di recruiting indebitata, le rottamazioni sono strumenti difensivi perché consentono di:

  • spegnere accessori (sanzioni/interessi/aggio in certe misure);
  • ottenere una sospensione di nuovi fermi/ipoteche e dell’avvio di nuove esecuzioni;
  • recuperare “agibilità” per DURC e per pagamenti pubblici (non inadempienza ex 48-bis), se la norma lo prevede.

Rottamazione-quater (L. 197/2022, commi 231 ss.): riguarda carichi affidati 2000–30 giugno 2022, con estinzione senza sanzioni/interessi/aggio, pagando capitale e spese; prevedeva pagamento entro 31 ottobre 2023 o fino a 18 rate (con interessi al 2% annuo dal 1° novembre 2023), con sospensioni e blocco nuove azioni durante la procedura.

Rottamazione-quinquies (L. 199/2025, Legge di Bilancio 2026): nel 2026 è la novità più “fresca” e rilevante. Attenzione: non è una rottamazione “onnicomprensiva”, ma una definizione mirata. In sintesi:

  • carichi affidati 1° gennaio 2000 – 31 dicembre 2023;
  • per imposte da omesso versamento risultanti da dichiarazioni e da attività di controllo automatizzato/ formale (artt. 36-bis e 36-ter D.P.R. 600/1973; artt. 54-bis e 54-ter D.P.R. 633/1972) e contributi INPS da omesso versamento, esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento;
  • si pagano capitale e spese, senza interessi e sanzioni;
  • pagamento entro 31 luglio 2026 o fino a 54 rate bimestrali fino al 31 maggio 2035; in caso di rateazione, interessi 3% annuo dal 1° agosto 2026;
  • presentazione domanda entro 30 aprile 2026;
  • dopo la domanda: sospensione prescrizione/decadenza, stop a nuove ipoteche/fermi (salvi esistenti), stop nuove esecuzioni e blocco prosecuzione di esecuzioni in corso salvo primo incanto positivo; “non inadempiente” per 28-ter e 48-bis; applicazione di regole per DURC.

Messaggio chiave (difensivo): per una società di recruiting, la Rottamazione-quinquies è particolarmente interessante quando i debiti sono “da flusso” (omessi versamenti da dichiarazioni e controlli automatici) e vuoi massimizzare lo sconto su accessori. Ma richiede un’analisi seria dei carichi definibili e, soprattutto, della sostenibilità delle rate nel tempo.

Difese e strategie contro INPS

L’INPS è spesso il “killer silenzioso” delle imprese di recruiting, perché il debito contributivo cresce rapidamente e si collega a DURC, appalti, rapporti commerciali e, soprattutto, a un titolo esecutivo molto incisivo.

Avviso di addebito INPS: perché è pericoloso

L’art. 30 D.L. 78/2010 stabilisce che, dal 1° gennaio 2011, il recupero delle somme dovute all’INPS avviene mediante notifica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo. L’avviso deve contenere elementi essenziali a pena di nullità.

Questo significa che, se l’impresa non reagisce:

  • l’INPS (e/o l’agente della riscossione) può arrivare rapidamente a misure esecutive;
  • i margini di manovra non sono “politici”, ma strettamente regolati da atti e termini.

Termine di opposizione: la regola dei 40 giorni

L’INPS chiarisce nelle proprie circolari che l’avviso di addebito può essere opposto entro 40 giorni dalla notifica, richiamando l’art. 24 D.Lgs. 46/1999.

Per il debitore questo è un punto critico: nel recruiting, le PEC si accumulano; perdere 40 giorni è molto facile, e spesso irreversibile.

Strategie difensive tipiche su INPS

Dal punto di vista del debitore, ci sono tre linee principali:

Difesa di merito (contestare l’an o il quantum)
Esempi tipici:

  • periodi contributivi ricostruiti male;
  • qualificazioni errate (es. inquadramenti e imponibili);
  • errori su sanzioni/somme aggiuntive;
  • sovrapposizioni con ruoli già pagati.

Qui, la difesa è “tecnica”: serve ricostruzione, documenti, spesso consulenza del lavoro e contabile.

Difesa procedurale (vizi dell’atto)
Se mancano gli elementi essenziali previsti dalla legge o ci sono vizi di notifica, la difesa può diventare più “rapida” (ma va verificata sul caso).

Difesa finanziaria (gestire la riscossione)
Quando il credito è sostanzialmente dovuto, la difesa migliore è spesso:

  • rateizzare (quando possibile, anche coordinandosi con AER);
  • cercare soluzioni di crisi che includano debito contributivo (transazione e strumenti CCII).

Questo è particolarmente vero se la priorità è salvare continuità e flussi, evitando pignoramenti su conti e crediti.

DURC e debiti INPS: cosa devi mettere in conto

La regolarità contributiva è spesso un requisito “commerciale” oltre che amministrativo. Le definizioni agevolate e alcune norme sulla riscossione prevedono effetti sul DURC (ad esempio, nella rottamazione-quater e nella rottamazione-quinquies è richiamata l’applicabilità di regole specifiche ai fini del rilascio del DURC).

Per una società di recruiting, questo punto è vitale se:

  • lavora con PA o società pubbliche;
  • ha commesse dove il DURC è condizione di pagamento o di permanenza in gara.

Banche: contestazioni, trattative e gestione delle garanzie

Quando una società di recruiting entra in sofferenza, la banca spesso:

  • riduce o revoca affidamenti a revoca;
  • chiede rientri su anticipi fatture;
  • “congela” nuove erogazioni;
  • valorizza garanzie personali (fideiussioni di soci/amministratori);
  • innesca decadenze dal beneficio del termine (a seconda del contratto).

La difesa non è “fare guerra alla banca sempre e comunque”: la difesa utile è selettiva, con due obiettivi:

  • stabilizzare i flussi (evitare rientri immediati impossibili);
  • ridurre o ristrutturare l’esposizione in modo sostenibile.

Trattativa efficace: cosa serve per negoziare davvero

Una banca ragiona su documenti e prospettive. Se ti presenti con “non posso pagare”, la risposta naturale è “rientra”. Se ti presenti con un piano, puoi ottimizzare.

Checklist documentale tipica (da debitore):

  • bilanci, situazione contabile aggiornata;
  • aging crediti verso clienti (soprattutto se i clienti sono pochi e grandi);
  • flussi di cassa previsionali (anche a 13 settimane);
  • elenco completo debiti fiscali e contributivi (perché la banca teme pignoramenti);
  • misure attivabili: rateazioni già concesse, definizioni agevolate, eventuali protezioni CCII.

Le nuove regole di rateazione (84/120 rate) e le definizioni agevolate possono essere “armi negoziali”: dimostrano che stai mettendo ordine nella parte pubblicistica e riducono il rischio di esecuzioni a sorpresa, purché tu resti in regola con le rate.

Contestazioni bancarie: quando hanno senso (e quando no)

Un contenzioso bancario “classico” (anatocismo, usura, trasparenza) non è sempre la scelta giusta nella crisi di un recruiter, perché:

  • richiede tempo e consulenze tecniche;
  • spesso non produce liquidità immediata;
  • può irrigidire i rapporti quando servirebbe una rinegoziazione.

Tuttavia, alcune contestazioni mirate possono essere utili come leva di trattativa, se supportate da analisi seria:

  • nullità/parziali nullità di clausole;
  • contestazione di interessi e commissioni;
  • verifica della corretta escussione o escutibilità delle garanzie.

Questo lavoro deve essere “chirurgico”: non trasformare la crisi di cassa in una guerra giudiziaria senza obiettivo.

Coordinamento con Fisco e INPS: la banca teme il “pignoramento sul conto”

La banca sa che AER può bloccare i conti o colpire crediti. Per questo, se vuoi difenderti davvero, devi coordinare:

  • rateazione corretta (e pagamento prima rata, quando serve spegnere esecuzioni);
  • gestione di rottamazioni/definizioni (che bloccano nuove azioni durante la fase di adesione e pagamento iniziale);
  • eventuali strumenti CCII con misure protettive (quando la crisi è ampia).

Crisi d’impresa e sovraindebitamento: soluzioni giudiziali e stragiudiziali per bloccare azioni esecutive e ristrutturare

Quando il debito “pubblico + bancario” è superiore alla capacità di rimborso realistica, continuare con micro‑soluzioni può diventare un errore. In questi casi, l’unico modo realmente difensivo è spostare la gestione del debito su un perimetro di crisi, con strumenti che:

  • proteggono il patrimonio (misure protettive);
  • consentono di negoziare con banche e creditori pubblici in modo ordinato;
  • integrano anche la componente fiscale e contributiva con regole specifiche (transazione fiscale e contributiva, cram-down).

Misure protettive nella composizione negoziata: scudo temporaneo

Il CCII consente all’imprenditore di chiedere misure protettive del patrimonio (art. 18): l’istanza è pubblicata nel registro imprese e, dalla pubblicazione, i creditori non possono iniziare o proseguire azioni in contrasto con le misure.

Per una società di recruiting, questo può fare la differenza tra:

  • continuare a pagare stipendi e lavorare (mantenendo i flussi);
  • subire un pignoramento sui crediti verso clienti che “uccide” la continuità.

Transazione fiscale e contributiva negli accordi di ristrutturazione: art. 63 CCII (testo vigente)

L’art. 63 CCII (testo vigente) disciplina la proposta di pagamento parziale o dilazionato di tributi e contributi, e contiene anche regole di “cram-down” (omologazione anche senza adesione del Fisco/enti pubblici) a condizioni rigorose.

Punti chiave (in ottica difensiva):

  • il debitore può proporre pagamento parziale/dilazionato di tributi e contributi sorti fino alla data della proposta;
  • l’attestatore deve valutare convenienza/non deteriorità rispetto alla liquidazione giudiziale;
  • il tribunale può omologare anche senza adesione di Fisco/enti se ricorrono condizioni (tra cui: accordo non liquidatorio, quota rilevante di altri creditori aderenti, trattamento non deteriore rispetto a liquidazione, soglie minime di soddisfacimento 50% in certe condizioni o 60% in altre, oltre interessi di dilazione al tasso legale);
  • sono previste cause ostative rilevanti: ad esempio, quando il debito deriva prevalentemente da omessi versamenti ripetuti o da condotte fraudolente/false documentazioni, con criteri quantitativi.

Questa parte è essenziale: significa che il sistema non premia chi “sceglie” di non versare sistematicamente, ma può proteggere chi è caduto in crisi di liquidità reale e vuole ristrutturare seriamente.

Trattamento dei crediti tributari e contributivi nel concordato: art. 88 CCII (testo vigente)

Nel concordato preventivo, l’art. 88 CCII consente di proporre pagamento parziale/dilazionato di tributi e contributi, nel rispetto della non inferiorità rispetto a quanto realizzabile in liquidazione, con regole di parità di trattamento tra creditori di grado e classi, e con attestazione sulla convenienza/non deteriorità.

È cruciale anche il comma 2-bis: il tribunale può omologare il concordato anche senza adesione di amministrazione finanziaria o enti previdenziali quando l’adesione è determinante per le percentuali e, sulla base della relazione, la proposta è conveniente o non deteriore rispetto all’alternativa liquidatoria.

Per il debitore, in parole semplici: se il piano è serio e “migliore” della liquidazione, ci sono spazi per non essere ostaggio del voto del creditore pubblico (ma le condizioni sono tecniche e vanno costruite bene).

Sovraindebitamento: quando è rilevante per il recruiting

Molti imprenditori del recruiting operano con strutture piccole o in forme “miste” (società + garanzie personali). In questi casi, anche se l’impresa usa strumenti CCII, spesso rimangono in piedi:

  • debiti personali del socio/amministratore (fideiussioni bancarie, debiti fiscali personali, cartelle “da garante”);
  • situazioni in cui l’impresa rientra in procedure “minori”.

Il CCII contiene una sezione specifica sulle procedure di sovraindebitamento (ristrutturazione dei debiti del consumatore; concordato minore). Il collegamento con le definizioni agevolate è esplicito: la rottamazione-quater, ad esempio, ammette l’inclusione di carichi rientranti anche in procedimenti di sovraindebitamento (L. 3/2012 e CCII).

Inoltre, l’ecosistema OCC e Gestori è regolato dal Ministero della Giustizia, con registri consultabili (utile per verificare professionalità e abilitazioni).

Nota di aggiornamento su “Testi Unici” fiscali e riscossione

Nel 2025 è stato approvato il Testo Unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025), che avrebbe dovuto applicarsi dal 1° gennaio 2026. Tuttavia, il D.L. 31 dicembre 2025 n. 200 (Milleproroghe 2026) ha rinviato l’applicazione al 1° gennaio 2027 (art. 4, comma 4).

Per il debitore, tradotto: nel 2026 il quadro della riscossione resta in larga parte ancorato alle regole “storiche” (D.P.R. 602/1973 e riforme innestate), quindi le strategie illustrate qui restano operative.

Tabelle, FAQ, simulazioni numeriche, giurisprudenza aggiornata e conclusione

Tabelle operative di sintesi

Tabella di orientamento sui termini essenziali

Atto ricevutoTermine “tipico” da segnare subitoForo/strumento principale
Avviso di accertamento esecutivo (Agenzia Entrate)60 giorni per ricorrere (regola generale del processo tributario)Ricorso tributario + eventuale sospensiva; valutare rateazione/definizione se non contestabile
Ricorso tributario (atto impugnabile)60 giorni dalla notificaArt. 21 D.Lgs. 546/1992
Avviso di addebito INPS40 giorni (opposizione)Giudice competente in materia previdenziale; valutare anche piani e strumenti crisi
Istanza rateazione AER (2025–2026)subito, prima di escalationArt. 19 come modificato (84 rate “semplici”; fino a 120 rate documentate); prima rata può spegnere esecuzioni in corso in certe condizioni
Adesione rottamazione-quinquiesentro 30 aprile 2026Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025, art. 1 commi 82 ss.

Fonti: processo tributario e termine ricorso ; avviso addebito INPS e termine 40 giorni ; rateazione e effetti ; rottamazione-quinquies .

Tabella rateazione AER dal 2025: cosa cambia per una società di recruiting

Tipo richiestaImporto per singola richiestaDomanda 2025–2026Condizione
“Semplice richiesta”≤ 120.000 €fino a 84 rate mensilidichiarazione di temporanea difficoltà
“Documentata”≤ 120.000 €da 85 a 120 ratedifficoltà documentata con parametri
“Documentata”> 120.000 €fino a 120 ratedifficoltà documentata

Fonti: modifica art. 19 D.P.R. 602/1973 via D.Lgs. 110/2024 (art. 13) ; D.M. 27 dicembre 2024 (definizioni, indici e documenti) .

FAQ operative

Sezione pensata dal punto di vista del debitore (imprenditore, amministratore, HR manager o CFO di una società di recruiting).

Ho ricevuto una cartella o un avviso: devo pagare subito?
Non sempre. Prima devi capire se l’atto è contestabile (vizi, errori, prescrizione, calcoli) o se è sostanzialmente dovuto. Se è contestabile, valuta ricorso (60 giorni nel tributario) o autotutela. Se è dovuto ma non sostenibile, la priorità è una rateazione o una definizione agevolata per evitare escalation.

Se presento la rateazione, mi “salva” dal pignoramento?
La disciplina aggiornata prevede che dalla presentazione della richiesta e fino a rigetto/decadenza non possano essere avviate nuove procedure esecutive e non si iscrivano nuovi fermi/ipoteche (salvi quelli già iscritti). Inoltre, in determinate condizioni, il pagamento della prima rata può estinguere procedure esecutive già avviate.

Quante rate posso ottenere nel 2026?
Per debiti fino a 120.000 euro per domanda: fino a 84 rate mensili “a semplice richiesta” se la domanda è nel 2025–2026; fino a 120 rate con richiesta documentata; per importi superiori a 120.000 euro, fino a 120 rate mensili con richiesta documentata.

Come si documenta la difficoltà per una SRL di recruiting?
Il D.M. 27 dicembre 2024 richiede prospetti su indice di liquidità e Indice Alfa, bilancio depositato (o relazione economico‑patrimoniale recente in alternativa) e, per certe categorie, sottoscrizioni di professionisti qualificati.

Se salto qualche rata, cosa succede?
Nel nuovo art. 19 (come modificato), la decadenza scatta in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive; il debito residuo diventa immediatamente riscuotibile e il carico non può essere nuovamente rateizzato.

Ho un pignoramento in corso: pagare la prima rata può sbloccare?
La norma prevede l’estinzione delle procedure esecutive precedentemente avviate al pagamento della prima rata, con limitazioni: se c’è già stato incanto positivo, istanza di assegnazione o assegnazione crediti, la situazione cambia. Va valutato sul caso concreto.

La banca può “bloccarmi” se ho debiti fiscali?
La banca tende a ridurre affidamenti se percepisce rischio esecutivo (pignoramenti). Per questo, rateazioni e definizioni agevolate spesso migliorano anche il dialogo bancario: riducono il rischio di aggressioni sul conto e rendono prevedibili i flussi.

Che cos’è la Rottamazione-quinquies e perché mi interessa nel 2026?
È una definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 per carichi affidati 2000–2023, su imposte da dichiarazioni/controlli automatizzati e contributi INPS da omesso versamento (con esclusioni). Consente di pagare capitale e spese senza interessi e sanzioni, con domanda entro 30 aprile 2026 e pagamento entro 31 luglio 2026 o fino a 54 rate bimestrali fino al 2035.

La Rottamazione-quinquies blocca ipoteche e pignoramenti?
Dalla presentazione della dichiarazione, la legge prevede sospensioni e divieti: stop a nuove ipoteche/fermi (salvi quelli già iscritti), stop a nuove esecuzioni e blocco prosecuzione di esecuzioni avviate salvo primo incanto positivo; inoltre non sei considerato inadempiente per 28-ter e 48-bis e si applicano regole sul DURC.

Posso usare insieme rateazione e rottamazione?
Sì, ma con attenzione. Le definizioni agevolate spesso sospendono obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni fino a certe scadenze e possono revocare automaticamente dilazioni su specifici carichi; bisogna coordinare le posizioni e scegliere i carichi da includere.

Ho debiti INPS: posso contestare l’avviso?
Sì, ma devi rispettare i termini: l’INPS indica opponibilità entro 40 giorni dalla notifica (richiamo art. 24 D.Lgs. 46/1999). Prima ancora, verifica se l’avviso contiene gli elementi essenziali previsti dall’art. 30 D.L. 78/2010.

Perché il DURC è così importante nel recruiting?
Perché spesso è condizione di partecipazione e pagamento in appalti/rapporti con PA e soggetti pubblici. Le definizioni agevolate richiamano espressamente effetti ai fini del DURC.

Che cosa sono le misure protettive e quando convengono?
Sono misure del CCII che proteggono temporaneamente il patrimonio durante trattative (es. composizione negoziata), evitando che azioni dei creditori compromettano il risanamento. L’art. 18 CCII disciplina richiesta e pubblicazione.

Posso ristrutturare anche debiti fiscali e contributivi in CCII?
Sì. Il CCII prevede transazione su crediti tributari e contributivi negli accordi (art. 63) e trattamento nel concordato (art. 88), con regole e, in certe condizioni, possibilità di omologazione anche senza adesione del creditore pubblico.

La riforma dell’autotutela mi aiuta davvero?
Sì, soprattutto se l’atto ha vizi evidenti. Esiste autotutela obbligatoria (art. 10-quater) e facoltativa (art. 10-quinquies), con istruzioni operative dell’Agenzia (Circolare 21/E/2024).

Nel 2026 è cambiata la disciplina generale della riscossione con il Testo Unico?
Il Testo Unico versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025) doveva applicarsi dal 1° gennaio 2026, ma il D.L. 31 dicembre 2025 n. 200 ha rinviato l’applicazione al 1° gennaio 2027.

Se scopro un debito solo “a sistema” (estratto/area riservata), posso impugnare?
La giurisprudenza ha posto limiti all’impugnabilità dell’estratto di ruolo; tema delicato che richiede valutazione caso per caso (anche in base al tipo di pregiudizio e all’atto sottostante).

Meglio trattare o fare ricorso?
Dipende: se l’atto è sbagliato o illegittimo, il ricorso è spesso necessario per bloccare definitivamente. Se il debito è corretto ma insostenibile, l’obiettivo è negoziare (rateazione/definizione/crisi d’impresa) per salvare flussi e continuità.

Simulazioni pratiche e numeriche

Le simulazioni sono semplificate (non sostituiscono un calcolo su estratti di ruolo e piani ufficiali), ma servono per capire la logica difensiva.

Simulazione A: SRL recruiting con 95.000 € a ruolo (AER) nel 2026

Scenario
– Debito iscritto a ruolo: 95.000 € (capitale + accessori già iscritti).
– L’impresa vuole evitare azioni esecutive e stabilizzare il cash flow.

Strategia 1: rateazione “semplice” 84 rate (domanda nel 2026)
Con importo ≤ 120.000 €, nel 2026 puoi ottenere fino a 84 rate mensili “a semplice richiesta”.

  • rata media (solo capitale, per semplificazione): 95.000 / 84 ≈ 1.131 €/mese (poi vanno considerati interessi di rateazione secondo disciplina applicabile e ripartizione effettiva).

Vantaggio difensivo
– dalla domanda: stop a nuove procedure esecutive e a nuove ipoteche/fermi (salvi quelli già iscritti);
– se nel frattempo c’è un pignoramento, la prima rata può estinguere l’esecuzione se ricorrono le condizioni della norma.

Rischio
– se salti 8 rate (anche non consecutive) decadi e non puoi rateizzare di nuovo quel carico.

Simulazione B: SRL recruiting con 160.000 € a ruolo: accesso 120 rate e calcolo Indice Alfa

Scenario
– Debito oggetto di richiesta: 160.000 € (>120.000).
– Valore della produzione (voce A1+A3+A5 ex art. 2425 c.c.) dell’ultimo bilancio: 1.500.000 €.
– Debito residuo già in rateazione: 0 €.

Indice Alfa
Il D.M. 27 dicembre 2024 definisce l’Indice Alfa come:
[(debito oggetto richiesta + debito residuo già rateizzato) / valore della produzione] × 100.

Quindi: (160.000 / 1.500.000) × 100 = 10,67.

Dalla tabella (Allegato 2): per importi >120.000 €, il numero massimo di rate concedibili dipende dallo scaglione dell’Indice Alfa (es. >10 e <=55 → 72 rate).

Lettura difensiva
Molti debitori pensano “>120.000 = 120 rate”. In realtà, per imprese, la rateazione dipende dai parametri (Indice di liquidità e Indice Alfa). Devi quindi costruire bene la documentazione e verificare lo scaglione.

Simulazione C: usare la Rottamazione-quinquies su debiti “da omesso versamento” (imposte e INPS)

Scenario
– Carichi 2000–2023 (definibili) per 70.000 € di capitale imposte e 30.000 € di contributi INPS omessi (non da accertamento).
– Accessori (sanzioni, interessi, aggio) stimati a 35.000 €.

Con rottamazione-quinquies
Paghi capitale + spese, senza interessi e sanzioni/aggio (per i profili indicati), e puoi rateizzare fino a 54 rate bimestrali, con interessi 3% annuo dal 1° agosto 2026.

Logica difensiva
Se la società ha margini per pagare capitale in modo dilazionato, lo “sconto” sugli accessori può liberare risorse per:

  • stipendi e continuità;
  • pagamenti bancari minimi per evitare revoche;
  • investimento per recuperare margini.

Giurisprudenza più aggiornata da fonti istituzionali autorevoli

Di seguito una selezione di decisioni utili (da usare come “tracce” difensive, da adattare al caso concreto con un professionista). Ho indicato Corte/Ente e riferimento.

Corte di Cassazione (Sezioni Unite e Sezioni semplici), ambito riscossione/atti impugnabili

  • Cassazione civile, Sezioni Unite, sentenza 6 settembre 2022, n. 26283 (limiti e condizioni di impugnabilità collegati all’“estratto di ruolo” e alla conoscenza del debito): riferimento utile quando scopri debiti senza aver ricevuto notifica valida.
  • Cassazione civile, Sez. V, ordinanza 2 settembre 2024, n. 23528 (temi su comunicazione preventiva e profili impugnatori in materia di ipoteca esattoriale): utile in presenza di preavvisi e contestazioni su contenuto/impugnabilità.
  • Cassazione civile, Sez. V, ordinanza 17 ottobre 2024, n. 27000 (iscrizione ipotecaria e requisiti/effetti della comunicazione preventiva): rilevante per difese su ipoteca e passaggi procedurali.
  • Cassazione civile, Sez. V, ordinanza 20 giugno 2024, n. 17031 (collegamenti tra iscrizione ipotecaria e rateazione/gestione del debito): utile quando si incrociano ipoteca e domanda di dilazione.
  • Cassazione civile, sentenza 27 ottobre 2025, n. 28520 (pignoramento presso terzi “speciale” ex art. 72-bis D.P.R. 602/1973 e limiti/efficacia dell’ordine al terzo nel tempo): utile per difese e strategie quando AER pignora crediti verso clienti o somme da terzi.

Corte Costituzionale, ambito crisi/sovraindebitamento

  • Corte Costituzionale, sentenza 19 gennaio 2024, n. 6 (questioni di legittimità su profili della liquidazione controllata e rapporti con procedure concorsuali; utile per comprendere la cornice costituzionale del sovraindebitamento e dell’accesso alle procedure): riferimento importante per chi valuta soluzioni CCII.

Nota operativa: le sentenze vanno sempre “lette” nel loro contesto fattuale e normativo; la massima utile per te è quella che si adatta al tuo tipo di atto (ipoteca, pignoramento presso terzi, estratto ruolo, ecc.) e al tuo obiettivo (sospendere, annullare, rateizzare, ristrutturare).

CONCLUSIONE

Una società di recruiting indebitata non deve pensare “ho un problema contabile”: ha un problema giuridico-finanziario dove tre attori (Fisco, INPS, banche) possono agire in modo simultaneo e aggressivo. La differenza tra un’azienda che sopravvive e una che viene paralizzata sta in tre decisioni tempestive:

  • capire subito l’atto e i termini (60 giorni nel tributario; 40 giorni su INPS; finestre per rateazione/definizione);
  • attivare la difesa più adatta: autotutela quando l’errore è evidente; ricorso quando serve una tutela piena; rateazione quando il debito è reale ma sostenibile; definizione agevolata quando puoi ottenere “sconto” sugli accessori;
  • se la crisi è sistemica, usare gli strumenti della crisi d’impresa (misure protettive, transazione fiscale e contributiva, accordi, concordato) per bloccare azioni esecutive e negoziare in modo protetto con banche e creditori pubblici.

In questo quadro, l’assistenza di un professionista non è un “extra”: è ciò che consente di bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi e cartelle con strumenti corretti e nei tempi giusti. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, Gestore della Crisi iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, fiduciario OCC ed Esperto Negoziatore ex D.L. 118/2021, insieme al suo team di avvocati e commercialisti, può valutare la tua posizione, costruire una strategia difensiva integrata e attivare soluzioni concrete, anche d’urgenza.

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