Società di consulenza fiscale con debiti: cosa fare per difendersi da Fisco, INPS e banche

Introduzione

Una società di consulenza fiscale che si ritrova con debiti verso Fisco, INPS e banche vive una crisi “a tripla pressione”: da un lato gli atti impositivi e di riscossione (cartelle, intimazioni, ipoteche, pignoramenti), dall’altro i titoli contributivi (avvisi di addebito INPS e relativa esecuzione), dall’altro ancora la tensione bancaria (revoca affidamenti, decreti ingiuntivi, escussione fideiussioni). Il rischio concreto è perdere controllo del tempo: sforare termini, non attivare tutele cautelari, subire pignoramenti su conti e crediti verso clienti, o “saltare” strumenti più convenienti (rateizzazioni o definizioni) per mera inerzia.

Nel 2025–2026 il quadro operativo per il debitore è diventato più tecnico e, in alcuni punti, più “rapido”: il Testo unico versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025) riordina le regole e ribadisce snodi cruciali (60 giorni dalla cartella; intimazione entro 5 giorni se è passato un anno; soglie e garanzie per ipoteca ed espropriazione; limiti di pignorabilità su stipendi; ecc.), mentre la Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) introduce la rottamazione-quinquies con calendario e regole di decadenza proprie, e affianca misure che incidono sull’aggressione dei crediti verso terzi (in particolare, un canale informativo collegato ai dati delle fatture).

In questo scenario, l’obiettivo del debitore non è “resistere a oltranza”, ma difendersi in modo strategico: contestare gli atti viziati, chiedere sospensioni quando serve, negoziare piani e transazioni dove conviene, e – se la crisi è strutturale – attivare strumenti di regolazione della crisi (anche con misure protettive) prima che pignoramenti e revoche bancarie rendano impossibile la continuità.

In quest’ottica si colloca l’attività dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti, con approccio nazionale e integrato tra diritto tributario e bancario. L’Avv. Monardo è cassazionista, coordina professionisti esperti a livello nazionale nel diritto bancario e tributario, è Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, è professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi), ed è Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021 (istituto oggi innestato nel quadro del Codice della crisi, con disciplina di composizione negoziata e misure protettive).

In concreto, l’assistenza può riguardare: analisi tecnica dell’atto e dei vizi di notifica/motivazione; ricorsi e istanze cautelari; sospensioni amministrative o giudiziali; trattative con Agenzia Entrate-Riscossione e con banche; piani di rientro; accesso a rottamazioni/definizioni; e – quando necessario – attivazione di strumenti di composizione della crisi (composizione negoziata, accordi di ristrutturazione, concordato minore/consumatore, liquidazione controllata, esdebitazione).

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Quadro normativo e giurisprudenziale aggiornato a gennaio 2026

Riscossione e atti “chiave” dopo il riordino 2024–2025

Per una società con debiti fiscali, la bussola oggi passa (anche) dal Testo unico in materia di versamenti e di riscossione (D.Lgs. 33/2025), che riordina e ripubblica in forma sistematica molte regole storicamente collocate nel DPR 602/1973. Il TU chiarisce (fra l’altro):

  • la cartella di pagamento e il suo contenuto (intimazione a pagare entro 60 giorni) e i termini di notifica a pena di decadenza;
  • quando l’esecuzione può iniziare (dopo 60 giorni) e quando serve un’intimazione ad adempiere entro 5 giorni (se è trascorso un anno dalla notifica della cartella senza avvio dell’esecuzione);
  • la disciplina dell’ipoteca (soglia ≥ 20.000 euro e obbligo di preavviso di 30 giorni);
  • la disciplina del fermo dei beni mobili registrati (preavviso, 30 giorni; difesa per bene strumentale);
  • l’espropriazione immobiliare (divieto sulla “prima casa” non di lusso se unica e adibita a residenza; soglia > 120.000 euro; necessità di ipoteca e attesa di almeno 6 mesi);
  • il pignoramento dei crediti verso terzi in forma semplificata (ordine al terzo di pagare; riferimento a somme maturate prima della notifica e alle successive scadenze);
  • i limiti di pignorabilità su stipendi e la regola dell’“ultimo emolumento” accreditato su conto;
  • la dilazione (rateizzazione) e i suoi effetti protettivi: sospensione prescrizione/decadenza, stop a nuovi fermi/ipoteche (salvi quelli già iscritti) e stop a nuove esecuzioni, oltre a regole di decadenza dal piano (8 rate) e alla conseguenza “drastica” che il carico non è nuovamente rateizzabile dopo decadenza;
  • la sospensione amministrativa della riscossione (facoltativa dell’ufficio, con interessi al 4,5% annuo sulle somme sospese risultate poi dovute) e la sospensione legale (ex L. 228/2012: istanza del debitore entro 60 giorni dal primo atto utile, con sospensione immediata delle iniziative e possibili effetti di annullamento “di diritto” se l’ente non risponde entro 220 giorni).

Per il debitore questo significa una cosa semplice ma decisiva: la difesa non è “solo” fare ricorso. È anche scegliere lo strumento più utile tra sospensione, rateizzazione, definizioni agevolate o crisi d’impresa, monitorando soglie e tempi in modo quasi “ingegneristico”.

Contraddittorio e Statuto del contribuente: cosa aiuta davvero il debitore (e cosa no)

Dal 18 gennaio 2024 lo Statuto del contribuente (L. 212/2000) è stato modificato introducendo il nuovo art. 6-bis: in linea di principio, gli atti autonomamente impugnabili davanti al giudice tributario devono essere preceduti da un contraddittorio “informato ed effettivo”, a pena di annullabilità. Il contribuente deve ricevere lo schema di atto con un termine non inferiore a 60 giorni per controdedurre e ottenere accesso agli atti; se i tempi si sovrappongono alle decadenze, la norma prevede anche un meccanismo di “slittamento” del termine di decadenza (fino a 120 giorni).

Attenzione però: per una società già “in riscossione”, è essenziale non illudersi. Il decreto MEF del 24 aprile 2024 ha elencato gli atti esclusi dall’obbligo di contraddittorio; tra questi, spiccano ruoli e cartelle, gli atti cautelari ed esecutivi e “ogni altro atto” di Agenzia Entrate-Riscossione per il recupero delle somme affidate. Tradotto: la riscossione non aspetta il contraddittorio preventivo; il contraddittorio incide soprattutto sugli atti “a monte” (impositivi) e su altri specifici provvedimenti, non sugli atti tipici di recupero del carico.

È comunque molto utile, in una difesa “da debitore”, conoscere anche le nuove regole sulla motivazione e trasparenza degli atti: ad esempio, lo Statuto impone che taluni atti della riscossione che costituiscono “primo atto” di una pretesa indichino per gli interessi tipologia, norma di riferimento, criterio, tassi e decorrenze. Sono dettagli che, in concreto, diventano terreno di contestazione quando l’atto è oscuro o “standardizzato”.

Rottamazione-quinquies e Legge di bilancio 2026: opportunità + trappole operative

La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio 2026) introduce una nuova definizione agevolata, spesso chiamata “rottamazione-quinquies”. In sintesi, riguarda specifici carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, derivanti da omessi versamenti da dichiarazioni e da liquidazioni/controlli automatizzati (36-bis/36-ter, 54-bis/54-ter), e include anche omessi versamenti di contributi INPS (con esclusione di quelli richiesti “a seguito di accertamento”). L’estinzione avviene senza interessi e sanzioni, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio, pagando capitale e spese.

La domanda si presenta entro il 30 aprile 2026; il pagamento può essere in unica soluzione entro 31 luglio 2026 oppure fino a 54 rate bimestrali (con calendario che arriva a maggio 2035), con interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026 in caso di rateazione. La perdita dei benefici scatta anche per mancato/insufficiente versamento di una rata unica o di due rate anche non consecutive, o dell’ultima rata.

C’è un passaggio molto importante per società in crisi: la legge prevede che la rottamazione possa includere carichi rientranti in procedure ex L. 3/2012 o nel Codice della crisi (piano del consumatore/concordato minore) con possibilità di pagamento anche falcidiato secondo il decreto di omologa.

Infine, la stessa legge (Bilancio 2026) rafforza la “capacità informativa” funzionale a pignoramenti presso terzi: viene previsto un flusso in cui l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dell’agente della riscossione i dati relativi alla somma dei corrispettivi delle fatture emesse da debitori iscritti a ruolo (e coobbligati) verso uno stesso soggetto nei sei mesi precedenti, per analisi mirate all’avvio di procedure esecutive presso terzi. Per una società di consulenza fiscale – tipicamente basata su fatture e crediti verso clienti – questo è un punto di attenzione strategica: significa che i crediti commerciali possono diventare più “aggredibili” in modo selettivo e rapido.

INPS: avviso di addebito, titolo esecutivo e termini di opposizione

Sul fronte previdenziale, il debitore deve distinguere bene le forme di recupero. L’art. 24 del D.Lgs. 46/1999 disciplina l’iscrizione a ruolo dei crediti previdenziali e, soprattutto, stabilisce che contro l’iscrizione a ruolo il contribuente può proporre opposizione al giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica della cartella; il giudizio segue il rito previdenziale (artt. 442 ss. c.p.c.) e il giudice può sospendere l’esecuzione per gravi motivi.

Quanto ai tempi di pagamento, un documento INPS (Messaggio n. 4131/2021) chiarisce che, per gli avvisi di addebito ex art. 30 D.L. 78/2010, resta fermo il termine ordinario di 60 giorni dalla notifica per il pagamento, anche quando per le cartelle 2021 era stato previsto un termine straordinario di 150 giorni.

Giurisprudenza costituzionale recente utile in difesa “da debitore”

Nel contenzioso legato alla riscossione e all’impugnabilità di taluni atti, è utile ricordare la posizione della Corte costituzionale sul tema dell’estratto di ruolo e dei casi tassativi di impugnazione del ruolo/cartella non validamente notificata: l’Ordinanza n. 81/2024 dichiara la manifesta inammissibilità per difetti dell’ordinanza di rimessione, ma ricostruisce il senso della norma (estratto di ruolo non impugnabile, salvo specifici pregiudizi). È un richiamo “pratico” perché, nella strategia difensiva, occorre spesso costruire l’interesse ad agire e scegliere il veicolo processuale corretto.

Sul piano probatorio, la Sentenza n. 137/2025 affronta la disciplina dell’art. 32 DPR 600/1973 sulla preclusione a favore del contribuente dei documenti non esibiti in risposta agli inviti dell’ufficio: tema che impatta direttamente su come una società deve gestire gli inviti e le richieste documentali per non “bruciarsi” prove in giudizio.

Cosa accade dopo la notifica: la procedura passo-passo per Fisco, AdER e INPS

Questa è la parte più “operativa”: se sei una società di consulenza fiscale con debiti, il vero rischio non è solo il debito, ma l’inerzia. La riscossione lavora per fasi, e ogni fase ha una sua finestra di reazione.

Identifica subito che atto hai ricevuto

Per una difesa efficace, devi classificare l’atto in una di queste famiglie:

  • Atto impositivo (avviso di accertamento, liquidazione, recupero credito d’imposta, ecc.): di norma è qui che si discute il “merito” del tributo.
  • Atto di riscossione (cartella, intimazione, preavviso/atto di fermo, preavviso/atto di ipoteca, pignoramento presso terzi, ecc.): qui molte difese sono su “vizi propri” dell’atto e sulla regolarità della sequenza notificatoria.
  • Titolo contributivo previdenziale (INPS: avviso di addebito/cartella contributiva): giurisdizione ordinaria-lavoro, termini specifici.

Sbagliare categoria significa spesso sbagliare giudice o termini.

Cartella di pagamento: cosa succede e quando parte l’esecuzione

La cartella contiene l’intimazione a pagare entro 60 giorni dalla notifica, con avvertimento che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata.

Decorso inutilmente il termine, l’agente della riscossione può procedere a espropriazione forzata. Se però l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella, serve un ulteriore avviso con intimazione ad adempiere entro 5 giorni (e l’avviso perde efficacia trascorso un anno). Questo dato è cruciale quando intendi contestare un pignoramento “tardivo” o verificare se mancava un passaggio obbligatorio.

Ipoteca: soglia, preavviso e impatto reale

L’ipoteca può essere iscritta sugli immobili del debitore/coobbligati per un importo pari al doppio del credito; l’agente può iscriverla anche prima delle condizioni dell’espropriazione, ma solo se il credito complessivo non è inferiore a 20.000 euro e deve notificare una comunicazione preventiva: 30 giorni per pagare prima dell’iscrizione.

Questo significa: se ricevi un preavviso, non aspettare “la prossima rata”. È la finestra in cui puoi: pagare, rateizzare, sospendere o contestare (anche per vizi di notifica del presupposto).

Fermo (veicoli e beni mobili registrati): difesa “strumentalità”

Il fermo dei beni mobili registrati segue analoga logica: scaduto inutilmente il termine per pagare, l’agente può disporre il fermo; la procedura parte con una comunicazione preventiva che avverte: se non paghi entro 30 giorni, sarà eseguito il fermo senza ulteriore comunicazione. Qui c’è un’arma specifica del debitore professionale: dimostrare entro quel termine che il bene è strumentale all’attività d’impresa o professione.

Per una società di consulenza fiscale, il fermo dell’auto usata per visite clienti, trasferte, adempimenti, può essere devastante: l’istanza va preparata prima che il fermo venga iscritto.

Pignoramento presso terzi: conti, clienti, crediti

Il pignoramento dei crediti verso terzi consente all’Agente di inserire, in luogo della citazione ordinaria, l’ordine al terzo di pagare direttamente all’Agente fino a concorrenza del credito. Le somme già maturate prima della notifica vanno pagate entro 60 giorni dalla notifica dell’atto; le altre alle rispettive scadenze.

Per stipendi e indennità da lavoro, la regola per l’agente della riscossione è a scaglioni: 1/10 fino a 2.500 euro, 1/7 tra 2.500 e 5.000, e restano fermi i limiti più rigidi dell’art. 545 c.p.c. per importi oltre 5.000; inoltre, se le somme sono accreditate su conto, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all’ultimo emolumento accreditato.

Nel 2026, per una società che fattura consulenze e ha crediti verso clienti, va letta con attenzione anche la previsione della Bilancio 2026: i dati aggregati delle fatture emesse verso lo stesso soggetto nei sei mesi precedenti possono essere messi a disposizione dell’agente della riscossione per analisi mirate al pignoramento presso terzi. È un segnale: il credito verso clienti diventa un bersaglio “razionalizzato”.

INPS: opposizione e giudice competente

Se l’atto riguarda contributi previdenziali iscritti a ruolo/cartella, ricordati che l’opposizione va al giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica e può essere disposta sospensione per gravi motivi.
Se invece hai un avviso di addebito (titolo esecutivo), il tempo di pagamento resta 60 giorni dalla notifica (salvo eccezioni normative puntuali).

Difese e strategie legali contro Fisco e Agenzia Entrate-Riscossione

Qui entriamo nel cuore: cosa puoi fare (e in quale ordine) quando la tua società è già “dentro” la macchina della riscossione.

Check-list immediata del debitore: prima di tutto, “metti in sicurezza” il tempo

Quando arriva un atto, la prima cosa non è scrivere: è calcolare. Per esempio:

  • ricorso tributario: 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato (es. cartella impugnata per vizi propri o ruolo/cartella nei casi ammessi);
  • sospensione dell’atto impugnato: va chiesta con istanza motivata, anche nel ricorso o con atto separato, e la Corte fissa in tempi stretti;
  • sospensione legale della riscossione: dichiarazione entro 60 giorni dal primo atto utile, con obbligo di documentare cause tipiche (prescrizione/decadenza, sgravio, sospensione, sentenza, pagamento);
  • preavviso ipoteca/fermo: 30 giorni per evitare iscrizione con pagamento o difesa strumentalità;
  • rottamazione-quinquies: domanda entro 30 aprile 2026, prima rata/soluzione entro 31 luglio 2026 (se aderisci).

Questa è la differenza tra difesa “reattiva” e difesa “governata”.

Ricorso tributario e sospensione: la coppia che salva il conto corrente

Se l’atto è impugnabile davanti al giudice tributario, il ricorso va proposto entro 60 giorni. La regola chiave, per chi ha urgenza, è la sospensione dell’atto impugnato: se dall’atto può derivarti un danno grave e irreparabile, puoi chiedere la sospensione; il Presidente fissa la camera di consiglio entro 30 giorni, e in caso di eccezionale urgenza può disporre una sospensione provvisoria. L’ordinanza cautelare ha regole di impugnazione molto strette (15 giorni).

Per una società di consulenza fiscale, la prova del “danno grave” spesso si costruisce su: blocco liquidità, impossibilità di pagare dipendenti/fornitori, rischio di cessazione, rischio di revoca affidamenti bancari per segnalazioni o pignoramenti, impatto reputazionale e contrattuale. La cautelare non è un “optional”: è lo strumento che, se ben motivato, può congelare l’emorragia mentre si discute il merito.

Sospensione amministrativa e sospensione legale: due leve “extra processo”

La sospensione amministrativa è facoltà dell’ufficio: il ricorso contro il ruolo non sospende automaticamente la riscossione, ma l’ufficio può disporla fino alla sentenza di primo grado con provvedimento motivato; se poi la somma risulta dovuta, maturano interessi al 4,5% annuo.

La sospensione legale (ex L. 228/2012) è invece un meccanismo “da debitore” molto pratico quando hai una ragione documentale forte: entro 60 giorni dal primo atto di riscossione utile o da un atto cautelare/esecutivo, presenti una dichiarazione documentata; il concessionario deve sospendere immediatamente; se l’ente creditore non risponde entro 220 giorni, scatta l’annullamento di diritto delle partite (con limiti e eccezioni). Attenzione: documentazione falsa = sanzione amministrativa pesante (100–200% con minimo).

Rateizzazione 2025–2026: quando conviene e perché è una “misura difensiva” (non solo finanziaria)

La rateizzazione oggi non è solo una dilazione: è spesso la misura più rapida per bloccare nuove azioni.

Il sistema, per somme fino a 120.000 euro, consente “su semplice richiesta” (autodichiarazione difficoltà) piani fino a 84 rate mensili per richieste 2025–2026; poi si sale per anni successivi (96 nel 2027–2028; 108 dal 2029). Per importi superiori a 120.000 euro, fino a 120 rate. Con documentazione della difficoltà, anche per importi fino a 120.000 euro puoi ottenere piani con un minimo di rate (85–120 nel 2025–2026).

Il punto difensivo è nel comma 7: dalla presentazione della richiesta e fino al rigetto o decadenza: – si sospendono prescrizione e decadenza; – non possono essere iscritti nuovi fermi e ipoteche (salvi quelli già iscritti); – non possono essere avviate nuove procedure esecutive.

In più, il pagamento della prima rata può determinare l’estinzione di procedure esecutive già avviate (con condizioni: niente incanto positivo, niente assegnazione già avanzata, ecc.).

Attenzione alla decadenza: nel corso della rateazione, se manchi otto rate (anche non consecutive) decadi automaticamente; l’importo residuo diventa immediatamente riscuotibile e, regola durissima, il carico non può essere nuovamente rateizzato.
Per questo una rateizzazione va impostata su cassa realistica, non “di speranza”.

Rottamazione-quinquies 2026: strategia corretta per società con debiti “misti”

La rottamazione-quinquies è appetibile se il tuo debito è appesantito da sanzioni/interessi e rientra nel perimetro (omessi versamenti da dichiarazioni, controlli automatizzati, e INPS per omessi versamenti non da accertamento).

Punti operativi essenziali:

  • la domanda entro 30 aprile 2026 non è un dettaglio: è l’accesso o la perdita dello strumento;
  • il piano massimo è 54 rate bimestrali, con calendario già fissato dalla norma;
  • decadenza se manchi due rate non consecutive (o l’ultima): quindi serve un “piano di cassa blindato”;
  • se ci sono giudizi pendenti su carichi inclusi, nella dichiarazione indichi i giudizi e ti impegni a rinunciare; nelle more del pagamento della prima o unica rata, i giudizi sono sospesi e l’estinzione si perfeziona con il versamento della prima rata.

Per una società di consulenza fiscale, la rottamazione può anche diventare leva di “normalizzazione” nei rapporti con la PA e con il sistema bancario, perché riduce l’alea di azioni esecutive e, soprattutto, riduce la dimensione del debito “impresentabile” per rating e affidamenti.

Crediti verso clienti e rischio pignoramento: perché nel 2026 devi “ripensare” incassi e contratti

Nella consulenza fiscale, il vero patrimonio spesso non è l’immobile: è il portafoglio clienti e i flussi di fatture. Il legislatore 2026 ha previsto che, per analisi mirate al pignoramento presso terzi, l’Agenzia delle entrate metta a disposizione dell’agente della riscossione dati aggregati sulle fatture emesse verso lo stesso soggetto nei sei mesi precedenti.

Sul piano difensivo questo suggerisce azioni concrete: – mappare i principali debitori/committenti (rischio di pignoramento presso terzi); – prevedere clausole contrattuali e procedure interne su contestazioni e scadenze (per evitare che un pignoramento “svuoti” l’incasso del mese); – anticipare la gestione con rateizzazione o strumenti di crisi prima che l’agente colpisca i crediti più “puliti”.

Non è allarmismo: è gestione del rischio basata su norme nuove.

Difese e strategie legali contro INPS

Primo bivio: contributi “in riscossione” o avviso di addebito?

Molte società fanno confusione e perdono tempo. Se ti trovi davanti a una cartella/ruolo contributivo: – l’opposizione va al giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica, notificando anche ente impositore e concessionario;
– il giudice può sospendere l’esecuzione per gravi motivi.

Se invece hai un avviso di addebito INPS (titolo esecutivo), il termine di pagamento ordinario è 60 giorni dalla notifica.

La strategia cambia completamente: nel primo caso ragioni spesso su iscrizione a ruolo; nel secondo su titolo esecutivo e difese immediate.

Rottamazione-quinquies e debiti INPS: quando può aiutare davvero

La Bilancio 2026 include, nei debiti definibili, anche contributi INPS da omesso versamento (con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento).

Questo può diventare un “pezzo” della strategia complessiva se: – hai debiti INPS “da cassa” (omessi versamenti) e non da verbali/accertamenti; – vuoi ridurre l’appesantimento da somme aggiuntive/interessi e riparti con piano lungo.

In più, la stessa disciplina prevede effetti importanti: ad esempio, richiama la regola sul DURC collegata a definizioni/dilazioni per regolarità contributiva.
(Operativamente: si verifica caso per caso, ma il principio è che la regolarizzazione/adesione può incidere sul rilascio DURC).

Difese tipiche in opposizione INPS: merito + forma + prescrizione

Senza entrare in schemi preconfezionati (che rischiano l’antiplagio e sono spesso inefficaci), le difese ricorrenti – lato debitore – sono:

  • prescrizione/decadenza del credito contributivo (da documentare bene per eventuale sospensione legale in riscossione);
  • contestazione del merito (base imponibile, inquadramento, periodi, duplicazioni);
  • vizi di notifica e di sequenza (anche qui: si ragiona per prove, non per slogan).

La disciplina della sospensione legale prevede espressamente la possibilità di chiedere sospensione documentando prescrizione/decadenza antecedente alla formazione del ruolo, sgravio, sospensione amministrativa/giudiziale, sentenza di annullamento o pagamento.

Difese e strategie legali contro banche e creditori privati

Una società di consulenza fiscale con debiti bancari spesso ha due problemi contemporanei: – debito “societario” (mutui, affidamenti, leasing); – debito “personale” di soci/amministratori per fideiussioni.

La difesa deve affrontare entrambi o rischia di salvare la società e perdere il patrimonio personale (o viceversa).

Tutela immediata: capire se stai andando verso decreto ingiuntivo e pignoramento

Nel momento in cui la banca revoca affidamenti o dichiara decadenza dal beneficio del termine, la traiettoria tipica è: messa in mora → decreto ingiuntivo → precetto → pignoramento. La difesa utile è quella tempestiva: raccolta contratti, estratti, piani ammortamento, verifica interessi e costi, e preparazione della strategia (opposizione, sospensione, transazione).

In parallelo, se la banca punta sulle garanzie personali, la “partita” si sposta sul garante.

Usura e trasparenza: usare fonti ufficiali per contestazioni tecniche (quando ci sono i presupposti)

In ambito bancario, un filone difensivo possibile (da valutare con perizia) riguarda usura e corretta determinazione dei tassi/costi. La Banca d’Italia illustra il quadro dei TEGM e la metodologia di rilevazione ai sensi della L. 108/1996; i decreti “tassi soglia” sono pubblicati e affissi dagli intermediari.

Il Dipartimento del Tesoro (MEF) pubblica periodicamente i decreti sui tassi soglia; a fine 2025 risulta pubblicato l’aggiornamento per il trimestre di gennaio (quindi utile per l’operatività 2026).

Fideiussioni “modello ABI”: perché è un tema difensivo concreto

Molte società di servizi hanno ottenuto credito solo con fideiussioni omnibus. È quindi rilevante conoscere il Provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005 della Banca d’Italia, relativo allo schema contrattuale ABI per fideiussioni a garanzia delle operazioni bancarie. Questo provvedimento è uno snodo tecnico-giuridico spesso richiamato nelle contestazioni di clausole.

Sul versante giurisprudenziale, la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 41994/2021 è frequentemente richiamata in tema di nullità parziale di fideiussioni conformi allo schema ABI (da verificare caso per caso e con attenzione al periodo e al testo effettivamente sottoscritto).

Qui il punto pratico è: non basta dire “è fideiussione ABI”. Serve confrontare il tuo modulo/contratto con lo schema, identificare clausole e periodo, e costruire domanda e difesa coerenti.

Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni, crisi d’impresa, sovraindebitamento ed esdebitazione

Quando il debito è troppo grande per essere gestito con ricorso + rateizzazione, la vera difesa del debitore è passare a strumenti “di sistema”, cioè di regolazione della crisi, che consentono di: – bloccare iniziative individuali (misure protettive); – ristrutturare debiti con banche e Fisco (anche con transazione); – arrivare, nei casi estremi, a esdebitazione.

Composizione negoziata: perché è spesso la prima scelta per una società ancora “viva”

Il Codice della crisi disciplina la composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa: l’imprenditore può chiedere la nomina di un esperto quando si trova in squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che rende probabile crisi o insolvenza.

Elemento chiave per chi vuole evitare che AdER e banche “chiudano la partita” con esecuzioni: le misure protettive. L’art. 18 consente di chiedere misure protettive del patrimonio e prevede effetti sul decorso di prescrizioni e decadenze, e limiti alla pronuncia di apertura della liquidazione giudiziale durante la negoziazione (salvo revoca delle misure).

Per una società di consulenza fiscale, la composizione negoziata ha senso quando: – il portafoglio clienti esiste e genera margini; – il problema è “debito storico + stress di cassa”, non assenza di lavoro; – serve tempo protetto per rifinanziare, rinegoziare, transare (anche con AdER/INPS in coordinamento).

Accordi di ristrutturazione e transazione fiscale/contributiva: ridurre e dilazionare debiti pubblici

Gli accordi di ristrutturazione dei debiti richiedono (in linea generale) creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti e sono soggetti ad omologazione.

Nell’ambito delle trattative, l’art. 63 consente al debitore di proporre pagamento parziale o dilazionato di tributi e contributi (transazione su crediti tributari e contributivi) in modo coerente con la regolazione della crisi.

Questi strumenti sono spesso il “ponte” tra debito fiscale e bancario: non risolvi l’uno senza l’altro. L’Avv. Monardo, come Esperto Negoziatore, può intervenire proprio in questa area: negoziazione strutturata, protezione, omologa e sostenibilità.

Sovraindebitamento e OCC: quando passare alle procedure “minori” (ma potentissime)

Per soggetti in sovraindebitamento (e per persone fisiche collegate alla società: soci, amministratori, garanti), il Codice della crisi prevede strumenti specifici:

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore: il consumatore sovraindebitato, con l’ausilio dell’OCC, propone un piano a contenuto libero anche con soddisfacimento parziale.
  • Concordato minore: per debitori sovraindebitati non consumatori (es. piccoli imprenditori/professionisti), quando consente proseguire attività.
  • Liquidazione controllata: procedura liquidatoria per sovraindebitamento, attivabile anche in pendenza di esecuzioni.
  • Esdebitazione del sovraindebitato incapiente: per persona fisica meritevole incapiente, accesso una sola volta, con regole di “recupero” se sopravvengono utilità.

Non è teoria: la stessa rottamazione-quinquies consente di includere carichi in procedure ex L. 3/2012 o nel Codice della crisi, con pagamento secondo omologa (anche falcidiato).

Tabelle operative, FAQ, simulazioni numeriche, giurisprudenza recente e conclusione

Tabelle riepilogative

TemaRegola/termine chiave (2026)Fonte ufficiale
Ricorso tributario60 giorni dalla notifica dell’atto impugnatoTU Giustizia tributaria, art. 67
Sospensione cautelare in giudizio tributarioistanza per danno grave; camera di consiglio entro 30 gg; reclamo/impugnazione 15 ggTU Giustizia tributaria, art. 96
Cartella: pagamento60 giorni dalla notificaTU Versamenti e riscossione, art. 101
Intimazione dopo un annose espropriazione non iniziata entro un anno, avviso con intimazione entro 5 giorniTU Versamenti e riscossione, art. 146
Ipotecasoglia ≥ 20.000 €; preavviso 30 ggTU Versamenti e riscossione, art. 178
Fermo veicolipreavviso 30 gg; difesa per bene strumentaleTU Versamenti e riscossione, art. 187
Espropriazione immobiliareno “prima casa” unica non di lusso; soglia > 120.000 €; ipoteca + 6 mesiTU Versamenti e riscossione, art. 177
Pignoramento crediti verso terziordine al terzo; somme pregresse entro 60 ggTU Versamenti e riscossione, art. 170
Limiti pignorabilità stipendio/esattoriale1/10 fino 2.500; 1/7 fino 5.000; oltre limiti art.545 c.p.c.; “ultimo emolumento” su conto esclusoTU Versamenti e riscossione, art. 171
Rateizzazione (≤ 120.000 €)fino 84 rate mensili per richieste 2025–2026; effetti “protettivi” su fermi/ipoteche/esecuzioniTU Versamenti e riscossione, art. 105
Decadenza rateizzazione8 rate non pagate (anche non consecutive) → decadenza; carico non nuovamente rateizzabileTU Versamenti e riscossione, art. 105
Sospensione legale riscossioneistanza entro 60 gg; sospensione immediata; annullamento di diritto se nessuna risposta entro 220 gg (con limiti)TU Versamenti e riscossione, art. 120
Rottamazione-quinquiesdomanda entro 30/04/2026; pagamento 31/07/2026 o 54 rate bimestrali; interessi 3% annui da 1/8/2026; decadenza se 2 rate non pagateL. 199/2025, art. 1 commi 82–95
“Fatture” e pignoramento presso terzidati aggregati fatture emesse nei 6 mesi precedenti a disposizione dell’agente per analisi mirateL. 199/2025, art. 1 commi 117–118
Opposizione INPS su ruolo/cartella40 giorni al giudice del lavoro; possibile sospensione per gravi motiviD.Lgs. 46/1999, art. 24

FAQ operative

Posso impugnare sempre l’estratto di ruolo?
In generale no: la disciplina limita l’impugnabilità e la Corte costituzionale ha ricostruito la norma che esclude l’impugnabilità dell’estratto di ruolo, ammettendo casi tassativi di impugnazione diretta del ruolo/cartella non validamente notificata quando c’è un pregiudizio qualificato.

Se ricevo una cartella, quanto tempo ho per reagire?
La cartella contiene intimazione a pagare entro 60 giorni; per il contenzioso tributario, il ricorso va proposto entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato (per le ipotesi impugnabili).

Dopo 60 giorni possono pignorarmi subito?
La regola generale è che l’agente procede a espropriazione forzata dopo 60 giorni, salvo dilazione o sospensione; se però l’espropriazione non inizia entro un anno, deve precedere un avviso con intimazione entro 5 giorni.

Possono mettere ipoteca se devo meno di 20.000 euro?
No: la norma indica la soglia minima complessiva di 20.000 euro.

Devono avvisarmi prima dell’ipoteca?
Sì: comunicazione preventiva con 30 giorni per pagare prima dell’iscrizione.

E prima del fermo auto?
Sì: comunicazione preventiva e 30 giorni; puoi anche dimostrare la strumentalità del bene all’attività entro quel termine.

Se rateizzo, mi bloccano comunque con fermi e ipoteche?
Dalla richiesta e fino a rigetto/decadenza non possono iscrivere nuovi fermi/ipoteche (salvi quelli già iscritti) e non possono avviare nuove procedure esecutive.

Se perdo la rateizzazione posso rifarla?
In caso di decadenza per mancato pagamento di 8 rate, il carico non può essere nuovamente rateizzato (regola generale).

Come posso fermare un’azione di riscossione se ho già pagato o ho uno sgravio?
Puoi ricorrere alla sospensione legale della riscossione presentando dichiarazione documentata entro 60 giorni dal primo atto utile (o atto cautelare/esecutivo), indicando pagamento/sgravio/sospensione/sentenza/prescrizione ecc.

Se l’ente non risponde alla sospensione legale cosa succede?
Decorso il termine di 220 giorni senza comunicazioni, le partite possono essere annullate di diritto (con limiti ed eccezioni previste dalla norma).

Quali limiti ha il pignoramento dello stipendio da parte di AdER?
1/10 fino a 2.500 euro; 1/7 tra 2.500 e 5.000; oltre, restano fermi i limiti dell’art. 545 c.p.c.; su conto, l’ultimo emolumento accreditato è escluso dagli obblighi del terzo.

La “rottamazione-quinquies” mi conviene sempre?
Non sempre: conviene se il tuo carico rientra nel perimetro e se hai sostenibilità reale (decadenza se non paghi una rata unica o due rate non consecutive).

Quando devo presentare domanda di rottamazione-quinquies?
Entro il 30 aprile 2026.

Qual è il massimo numero di rate nella rottamazione-quinquies?
Fino a 54 rate bimestrali.

Posso includere debiti in procedure di sovraindebitamento/crisi?
Sì: la norma prevede l’inclusione di carichi in procedure ex L. 3/2012 o nel Codice della crisi, con pagamento anche falcidiato secondo omologa.

Per l’INPS entro quanto devo fare opposizione alla cartella contributiva?
Entro 40 giorni al giudice del lavoro.

L’avviso di addebito INPS ha sempre 150 giorni come le cartelle “pandemiche”?
No: l’INPS chiarisce che gli avvisi di addebito restano fuori dall’estensione 150 giorni e mantengono 60 giorni per il pagamento.

Il contraddittorio preventivo vale anche per cartelle e atti AdER?
In prima applicazione, il decreto MEF include ruoli, cartelle e atti AdER fra gli atti esclusi dall’obbligo di contraddittorio preventivo.

Perché nel 2026 devo stare più attento ai crediti verso clienti?
Perché la Bilancio 2026 prevede che i dati aggregati delle fatture emesse (per soggetto nei sei mesi) siano messi a disposizione dell’agente per analisi mirate al pignoramento presso terzi.

Simulazioni pratiche e numeriche

Simulazione rottamazione-quinquies (stima orientativa)
Supponiamo un carico definibile composto da 30.000 euro di capitale (imposte/IVA) e che, senza definizione, includa 10.000 euro di sanzioni e 5.000 euro di interessi. Se rientra nella definizione, paghi capitale + spese, senza sanzioni/interessi di mora/aggio (salvo interessi di rateazione al 3% annuo dal 1° agosto 2026).
Con 54 rate bimestrali, l’importo medio può risultare nell’ordine di alcune centinaia di euro a rata (la quantificazione puntuale è quella comunicata dall’agente entro 30 giugno 2026).

Simulazione pignoramento stipendio (Agente della riscossione)
Stipendio netto 2.100 euro → pignorabile fino a 1/10 ≈ 210 euro/mese.
Stipendio 4.200 euro → pignorabile fino a 1/7 ≈ 600 euro/mese.
Per accredito su conto: l’obbligo del terzo non si estende all’ultimo emolumento accreditato.

Simulazione “prima casa” e debito fiscale
Se la società (o il garante persona fisica) ha un’unica abitazione adibita a residenza, non di lusso, l’agente non dà corso all’espropriazione immobiliare su quell’unico immobile; tuttavia può iscrivere ipoteca se supera soglia e preavviso, e per altri immobili/beni la tutela non vale.

Selezione di giurisprudenza e fonti istituzionali recenti da tenere “in fondo al fascicolo” del debitore

Corte costituzionale, Ordinanza n. 81/2024: tema estratto di ruolo e impugnazione diretta del ruolo/cartella invalidamente notificata in casi tassativi; ordinanza dichiarata manifestamente inammissibile per difetto motivazionale del rimettente, con richiamo al bisogno di riformare il sistema notifiche.

Corte costituzionale, Sentenza n. 137/2025: disciplina della preclusione probatoria ex art. 32 DPR 600/1973 (documenti non esibiti in risposta agli inviti dell’ufficio e loro utilizzabilità a favore del contribuente).

Statuto del contribuente (L. 212/2000), come modificato da D.Lgs. 219/2023: introduzione dell’art. 6-bis sul contraddittorio preventivo; motivazione rafforzata e indicazioni sugli interessi negli atti di riscossione “primo atto”.

MEF, Decreto 24 aprile 2024 (atti esclusi dal contraddittorio): inclusione di ruoli/cartelle e atti AdER tra gli atti esclusi in prima applicazione.

Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio 2026): rottamazione-quinquies (commi 82–95) e flusso dati “fatture” per analisi mirate a pignoramento presso terzi (commi 117–118).

Conclusione

Se la tua società di consulenza fiscale è indebitata, la difesa efficace non è una singola mossa, ma un percorso tecnico: identificare l’atto e i termini, scegliere tra ricorso e sospensione, usare rateizzazione o sospensione legale per “raffreddare” l’esecuzione, valutare rottamazione-quinquies quando il carico è definibile e sostenibile, e – quando il debito è strutturale – attivare strumenti del Codice della crisi (composizione negoziata, accordi, transazione fiscale/contributiva, sovraindebitamento) prima che pignoramenti e revoche bancarie rendano la crisi irreversibile.

Il tempo è la risorsa più preziosa del debitore: ogni giorno perso può significare un preavviso trasformato in fermo, un preavviso trasformato in ipoteca, o un credito verso cliente trasformato in pignoramento presso terzi. Nel 2026, con l’evoluzione degli strumenti informativi e l’assetto dei testi unici, questo è ancora più vero.

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La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

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