Introduzione
Gestire un’agenzia di portierato (o servizi fiduciari/di presidio, reception, controllo accessi, custodia non armata) significa spesso lavorare con margini ridotti, costi fissi rilevanti (personale, turni, sostituzioni, ferie, TFR), incassi non sempre regolari e clienti che pretendono continuità del servizio anche quando pagano in ritardo. In questo contesto, basta poco perché la tensione finanziaria diventi debito “a catena”: prima salti un F24, poi un avviso bonario, poi una cartella o un avviso esecutivo; nel frattempo la banca riduce l’affidamento e l’INPS notifica un avviso di addebito.
Il tema è cruciale perché, quando i debiti riguardano Fisco, INPS e banche, il rischio non è solo economico: può diventare anche operativo (blocco dei conti, pignoramenti su incassi, fermo dei mezzi, perdita di appalti/contratti, crisi di liquidità) e, in alcuni casi, persino penale (ad esempio per omessi versamenti che superano certe soglie, a seconda dell’imposta e della fattispecie). La differenza tra “rimettersi in carreggiata” e “finire sotto esecuzione” spesso la fanno le prime 2–4 settimane dopo la notifica dei primi atti.
Questa guida, aggiornata a gennaio 2026, nasce con un taglio pratico e difensivo: cosa fare subito, quali termini rispettare, quali strumenti usare per impugnare, sospendere, rateizzare, definire o ristrutturare i debiti, e come proteggere la continuità aziendale e familiare.
All’interno trovi: – il quadro normativo e le novità più rilevanti (Statuto del contribuente, contraddittorio preventivo e autotutela, nuove definizioni agevolate e rottamazioni, riforme della riscossione, strumenti di gestione della crisi); – una procedura “passo-passo” da seguire dopo ogni atto (cartella, intimazione, preavviso, avviso INPS, decreto ingiuntivo bancario); – strategie e difese, con esempi numerici e simulazioni tipiche per un’agenzia di portierato; – tabelle riepilogative e una sezione FAQ con casi concreti.
Chi ti guida: Avv. Giuseppe Angelo Monardo e team multidisciplinare
Questa guida integra anche un orientamento operativo sul “come muoversi” con professionisti specializzati. In particolare, l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo viene presentato come: – avvocato cassazionista; – coordinatore di uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti attivi a livello nazionale in diritto bancario e tributario; – Gestore della Crisi da Sovraindebitamento (L. 3/2012), indicato come iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; – professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi); – Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021 (composizione negoziata).
In concreto, l’assistenza tipica in situazioni di debito può includere: analisi dell’atto, verifica di vizi e termini, ricorsi e sospensive, trattative con enti e banche, piani di rientro, definizioni agevolate, e accesso agli strumenti di regolazione della crisi (giudiziali o stragiudiziali).
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Perché un’agenzia di portierato si indebita: mappa dei rischi e dei creditori
Un’agenzia di portierato “si rompe” quasi sempre nello stesso punto: il ciclo incassi/pagamenti non è sincronizzato. Tu paghi stipendi e contributi a date fisse; i clienti pagano a 30/60/90 giorni (o oltre). Se la banca non sostiene più l’anticipo, il debito “esplode” dove fa più male: Fisco e INPS, che hanno strumenti rapidi e aggressivi.
I tre blocchi di debito più frequenti
Debiti fiscali (Agenzia Entrate / Riscossione) – IVA e ritenute (per agenzie con dipendenti e subappalti); – imposte dirette, IRAP; – cartelle, intimazioni, pignoramenti su conto e crediti. Le tutele del contribuente sono state rafforzate con la riforma dello Statuto dei diritti del contribuente (contraddittorio preventivo generalizzato e nuove regole su motivazione, vizi, autotutela).
Debiti INPS – contributi dipendenti e gestione aziendale; – “avvisi di addebito” che diventano (nei fatti) titoli esecutivi con tempi rapidi. INPS indica espressamente termini operativi (pagamento e ricorso) e modalità di gestione dell’avviso di addebito.
Debiti bancari e finanziari – scoperti di conto, affidamenti revocati, leasing (auto e furgoni), finanziamenti per liquidità, anticipo fatture; – segnalazioni in Centrale Rischi, revoche, azioni monitorie (decreto ingiuntivo), pignoramenti. La cornice di tutela (trasparenza e forma contrattuale) si innesta sul Testo Unico Bancario (TUB) e sulle regole anti-usura.
Il rischio “operativo”: quando il debito blocca il lavoro
Per un’agenzia di portierato spesso il vero pericolo non è “pagare di più”, ma non poter più erogare il servizio: – pignoramento del conto incassi → difficoltà a pagare stipendi e turni; – blocco linee di credito → impossibilità di anticipare costi del personale; – pregiudizi su gare/contratti → esclusioni o mancati rinnovi (in particolare nel settore pubblico o para-pubblico). Su questo punto è importante ricordare che la disciplina dell’impugnabilità dell’estratto di ruolo è stata irrigidita (l’estratto non è impugnabile, salvo pregiudizi qualificati), con pronunce della Corte costituzionale.
Il risultato pratico è che bisogna agire prima che la situazione diventi “un problema di continuità”.
Quadro normativo e novità aggiornate a gennaio 2026
Questa sezione serve a darti la “mappa” delle norme che, in pratica, determinano cosa puoi fare e con quali strumenti.
Statuto del contribuente: contraddittorio preventivo e autotutela
Il D.Lgs. 219/2023 (pubblicato in GU 3 gennaio 2024, in vigore dal 18 gennaio 2024) ha modificato profondamente la Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) introducendo: – contraddittorio preventivo generalizzato per gli atti autonomamente impugnabili (pena annullabilità), con obbligo di comunicare uno schema di atto e concedere almeno 60 giorni per controdeduzioni; e una regola di “slittamento” dei termini di decadenza se il contraddittorio si avvicina alla scadenza.
– definizione dei casi in cui non sussiste il diritto al contraddittorio (atti automatizzati/automatizzati, pronta liquidazione e controllo formale, e casi di fondato pericolo per la riscossione), da individuare con decreto MEF.
– autotutela obbligatoria (nuovo art. 10-quater) in presenza di “manifesta illegittimità” (errore di persona, errore di calcolo, errore sul tributo, mancata considerazione di pagamenti, ecc.) anche senza istanza, con limiti (es. giudicato favorevole all’amministrazione o decorso di un anno dalla definitività dell’atto per mancata impugnazione).
– autotutela facoltativa (art. 10-quinquies) oltre i casi obbligatori.
Perché ti interessa come debitore?
Perché, se l’atto è viziato o sproporzionato, oggi hai più “manovra” per costruire una difesa che non sia solo “pagare e basta”: contraddittorio, accesso agli atti, motivazione più rigorosa, autotutela (anche obbligatoria in alcuni casi).
Definizioni agevolate e rottamazioni: la rottamazione-quinquies e le riaperture
Aggiornamento essenziale per gennaio 2026: la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di bilancio 2026) ha introdotto una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione (comunemente richiamata come “Rottamazione-quinquies”).
Punti operativi chiave (in sintesi): – riguarda carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2024;
– domanda entro il 30 aprile 2026;
– pagamento in unica soluzione o in rate (con una scansione temporale prevista dalla legge), con effetti tipici di definizione agevolata (abbattimento di alcune componenti, secondo la disciplina specifica).
Inoltre, nel 2025 è stata prevista la riammissione alla precedente definizione agevolata (cd. rottamazione-quater) per chi era decaduto, attraverso un intervento inserito nella legge di conversione del DL “termini” (L. 21 febbraio 2025, n. 15). In particolare: – debitori decaduti al 31 dicembre 2024 per mancato/insufficiente/tardivo pagamento possono essere riammessi presentando la dichiarazione entro il 30 aprile 2025;
– pagamento: unica soluzione entro 31 luglio 2025 oppure fino a 10 rate con calendario definito dalla norma (31 luglio e 30 novembre 2025; poi 2026–2027).
Traduzione pratica: nel 2026 non puoi ragionare solo in termini di “rateizzo ordinario”: devi verificare se il tuo debito rientra in una definizione agevolata più conveniente (o se conviene combinare definizione agevolata + rateazione dei residui).
Rateizzazione: le nuove regole e l’orizzonte 2025–2029
La rateizzazione dei carichi è stata oggetto di riforme e rimodulazioni. In particolare, la disciplina dell’art. 19 DPR 602/1973 (rateazione) è stata aggiornata prevedendo, per alcune annualità, piani fino a 120 rate (con scaglioni temporali).
Dal punto di vista del debitore, questo è decisivo perché: – una rateizzazione impostata correttamente può bloccare o sospendere (o rendere più difficile) alcune azioni aggressive, a seconda della fase; – ti consente di riportare sotto controllo il debito pubblico e riorientare la liquidità sul lavoro corrente.
Riscossione e impugnazione dell’estratto di ruolo
Negli ultimi anni è stata progressivamente limitata la possibilità di impugnare l’estratto di ruolo. La Corte costituzionale, con ordinanza (ECLI e testo disponibile sul sito della Corte), ha richiamato il principio secondo cui l’estratto di ruolo non è impugnabile, mentre ruolo e cartella invalidamente notificata possono essere impugnati solo in casi di pregiudizio qualificato (ad esempio appalti).
Per un’agenzia di portierato questo tema è concreto: se hai rapporti con committenti strutturati o pubblici, l’iscrizione a ruolo può generare un danno immediato. Devi quindi impostare la difesa non solo sul debito, ma sul pregiudizio.
Pignoramento di stipendi e crediti di lavoro: limiti specifici nella riscossione
Per il debitore imprenditore può essere rilevante anche il pignoramento di crediti derivanti da lavoro/compensi. Il DPR 602/1973 prevede limiti specifici di pignorabilità su stipendi/salari e indennità (art. 72-ter).
INPS: avviso di addebito e termini operativi
INPS descrive l’avviso di addebito come atto con cui viene richiesto il pagamento di crediti contributivi e che può essere seguito da azioni di recupero. Nella guida ufficiale INPS sono richiamati i termini e le modalità di gestione (pagamento, ricorso, e conseguenze).
Banche: cornice normativa minima per difendersi
Per i debiti bancari, tre pilastri sono sempre rilevanti: – TUB (D.Lgs. 385/1993) e obblighi di forma/trasparenza contrattuale (es. art. 117).
– Legge anti-usura (L. 108/1996).
– regole attuative CICR/MEF in materia di interessi (anatocismo) come da documentazione MEF (decreto/atti attuativi).
Questi riferimenti non significano “fare causa alla banca per forza”, ma sapere cosa controllare prima di firmare rientri, transazioni o riconoscimenti di debito.
Cosa fare subito dopo la notifica di un atto: procedura passo-passo e scadenze
Questa è la sezione più importante se hai già atti in mano. L’errore tipico è “aspettare di avere i soldi” o “non aprire la PEC”: nel debito pubblico e previdenziale, il tempo è parte del debito.
Regola d’oro operativa: prima blocca il rischio, poi discuti il merito
In pratica, devi lavorare su due binari paralleli: – binario A (urgenza): evitare pignoramenti, fermi, ipoteche, blocchi di conto e di incassi; – binario B (merito): contestare errori, ridurre importi, accedere a definizioni agevolate, costruire un piano sostenibile.
Checklist immediata delle prime 72 ore
Appena ricevi un atto (cartella, intimazione, preavviso, avviso di addebito INPS, decreto ingiuntivo bancario), fai subito: – estrazione e salvataggio di tutta la documentazione (PEC, relata, allegati, ricevute); – ricostruzione dei debiti in un foglio unico (capitale, sanzioni, interessi, aggio/spese, date notifica, ente); – verifica se esistono definizioni agevolate attive e se sei in tempo (nel 2026, attenzione alla rottamazione-quinquies e ai carichi 2000–2024).
– valutazione urgente: hai conto principale pignorabile? incassi da committenti concentrati? stipendi in uscita a breve?
Se senti che stai perdendo il controllo, la priorità è impostare una strategia che riduca il rischio “conto bloccato”.
Che cosa succede di solito in una crisi da debiti pubblici
Senza entrare in dettagli inutilmente tecnici, lo schema tipico è: – atto “bonario” o controllo → se ignorato, si arriva a iscrizione a ruolo o atto esecutivo; – cartella/atto esecutivo → se non paghi/impugni, partono misure cautelari/esecutive (a seconda del caso); – se il debito è previdenziale, l’avviso INPS è spesso più rapido come “innesco” di recupero.
Contraddittorio preventivo: come usarlo (quando c’è)
Se ricevi uno schema di atto (tipicamente precede un atto impugnabile), hai almeno 60 giorni per controdedurre e/o chiedere accesso agli atti, con regole sulla non adozione dell’atto prima della scadenza e sul differimento dei termini di decadenza.
Dal punto di vista del debitore, questo è un momento strategico per: – far emergere errori di calcolo, duplicazioni, presupposti sbagliati; – chiedere un ridimensionamento prima che l’atto sia “definitivo” e vada in riscossione; – preparare la successiva fase (ricorso/sospensiva) già con elementi probatori.
Autotutela: quando conviene provarla prima del ricorso
Con l’autotutela obbligatoria (art. 10-quater Statuto) l’amministrazione deve annullare o rinunciare all’imposizione nei casi tipici di manifesta illegittimità (errori evidenti, mancata considerazione pagamenti, ecc.).
Attenzione: l’autotutela non è un “tasto magico” che sospende sempre i termini. Dal punto di vista difensivo, spesso si fa così: – autotutela immediata per “errori macroscopici”; – in parallelo preparazione del ricorso (se i termini corrono e il rischio è alto); – richiesta di sospensione (vedi sotto) se l’atto è già in riscossione.
Difese e strategie legali contro Fisco, INPS e banche
Questa sezione è costruita con un obiettivo: mettere il debitore in condizione di scegliere la combinazione più efficace tra contestazione, sospensione, rateizzo, definizione, ristrutturazione.
Difendersi dal Fisco e dalla riscossione
Strategia difensiva “a imbuto”
Per debiti fiscali e di riscossione, la difesa efficace di solito segue un imbuto: 1) Verifica vizi e calcoli (notifica, motivazione, presupposti, errori evidenti).
2) Scelta dello strumento: autotutela (obbligatoria/facoltativa), contraddittorio, ricorso.
3) Gestione del rischio: sospensione, rateizzazione, definizione agevolata.
Difese “classiche” ma ancora decisive
Vizi di motivazione e prova
La riforma dello Statuto ha rafforzato l’idea che gli atti devono indicare in modo più analitico presupposti e mezzi di prova, pena annullabilità.
Contraddittorio preventivo ignorato
Se l’atto era soggetto a contraddittorio e ti è arrivato “senza schema”, la difesa può concentrarsi sul vizio procedimentale (annullabilità).
Autotutela obbligatoria per errori evidenti
Se c’è errore di persona, errore di calcolo, mancata considerazione pagamenti, ecc., la norma prevede l’obbligo di intervenire.
Rateizzazione come strumento di “difesa della continuità”
La rateizzazione (art. 19 DPR 602/1973) è spesso il primo strumento che salva l’operatività perché riduce il rischio di azioni aggressive immediate. Nel testo vigente è previsto l’orizzonte di rate fino a 120, con scaglioni temporali (2025–2026, 2027–2028, dal 2029).
Quando la rateizzazione è davvero utile (per un’agenzia di portierato): – quando il debito è “grande” ma gli incassi futuri sono stabili (contratti di presidio continuativi); – quando hai pochi clienti “grossi” e temi pignoramenti presso terzi (incassi bloccati); – quando devi evitare effetti collaterali (perdita di affidamenti bancari, reputazione, rating).
Errore tipico: chiedere una rata bassa senza valutare il rischio di decadenza.
Una strategia seria imposta una rata sostenibile con margine (non “al centesimo”), altrimenti un imprevisto (malattia, insolvenza cliente) ti fa decadere e ti ritrovi peggio di prima.
Definizione agevolata nel 2026: quando conviene
Nel 2026 la leva più forte è verificare la rottamazione-quinquies per carichi 2000–2024 con domanda entro 30 aprile 2026.
In termini pratici, può convenire quando: – la componente sanzionatoria/aggi e interessi è alta; – il debito è composto da molte cartelle vecchie; – vuoi “pulire” la posizione per tornare bancabile o partecipare a contratti.
Difendersi dall’INPS: avviso di addebito, ricorsi e accordi
INPS, nel suo documento informativo, chiarisce la logica dell’avviso di addebito e le conseguenze.
Perché l’INPS è spesso il creditore più pericoloso
Per un’agenzia di portierato, i contributi sono “debito sensibile” perché: – sono legati a dipendenti (quindi rischio complessivo più alto); – l’INPS si muove spesso prima e con atti standardizzati; – il mancato pagamento può innescare ulteriori problemi (DURC, rapporti con committenti, ecc.).
Cosa controllare nell’avviso INPS
Anche senza fare “teoria”, i controlli difensivi tipici sono: – periodo contributivo corretto e duplicazioni; – correttezza imponibili e qualificazione dei rapporti; – corretta imputazione di pagamenti già effettuati (qui può entrare anche la logica di autotutela/annullamenti amministrativi, se ci sono errori evidenti).
Pagare, rateizzare o impugnare?
Il percorso dipende da due variabili: – il debito è “giusto” ma non sostenibile → si lavora su rateazioni/accordi e sulla gestione crisi; – il debito è sbagliato o gonfiato → serve impostare opposizione/ricorso (con termini molto rigidi, secondo disciplina applicabile).
La guida ufficiale INPS è il primo riferimento operativo per capire cosa fare e come muoversi sull’atto.
Difendersi dalle banche: negoziazione, contestazioni e protezione della liquidità
La banca, a differenza del Fisco, ha spesso un comportamento “contrattuale”: può negoziare, ma può anche reagire in modo rapido (revoca affidamento, rientro, decreto ingiuntivo).
Primo obiettivo: evitare la spirale “revoca affidamento → insolvenza totale”
Per un’agenzia di portierato il punto critico è che la banca (“anche solo per prudenza”) può: – ridurre o revocare fidi su conto; – chiedere rientri rapidi; – bloccare anticipi su fatture.
Se il tuo cash flow dipende da anticipi, devi prevenire questa spirale con: – un piano credibile di rientro; – una strategia sul debito pubblico (rate/definizioni) che renda prevedibile il fabbisogno; – se necessario, strumenti di regolazione della crisi (vedi sezione successiva).
Cosa controllare prima di firmare qualunque “piano di rientro” bancario
Qui il debitore spesso commette l’errore più costoso: firma riconoscimenti di debito e piani senza verificare: – la documentazione contrattuale (forma/transparenza) e la coerenza con il TUB (es. art. 117 sul requisito di forma scritta e consegna di copia).
– l’eventuale presenza di costi e interessi “anomali” (in ottica anti-usura, L. 108/1996).
– la disciplina sugli interessi e le modalità di produzione/contabilizzazione, collegata alle regole attuative ex art. 120 TUB (atti attuativi CICR/MEF).
Punto pratico: non significa che “ogni contratto è nullo”, ma che prima di trasformare un debito da contestabile a “riconosciuto e consolidato”, va effettuato un controllo tecnico (giuridico + contabile).
Negoziazione difensiva: cosa chiedere e cosa evitare
In una negoziazione con banca, spesso il debitore ha vantaggi se: – propone un piano sostenibile e documentato (incassi, contratti, margini, interventi su costi); – collega il piano a misure concrete sul debito pubblico (rate/rottamazione), così la banca vede che non arriverà un pignoramento che “brucia” il piano.
Cosa evitare: – promesse irrealistiche (“pago tutto in 6 mesi” senza base); – nuove garanzie personali che spostano il rischio sulla famiglia senza una vera chiusura del debito; – riconoscimenti di debito onnicomprensivi senza riserva (se ci sono profili da verificare).
Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni, piani e procedure di crisi
Qui entriamo nella “cassetta degli attrezzi” che, nel 2026, un’agenzia di portierato indebitata deve considerare seriamente. L’idea è semplice: se la somma dei debiti è strutturalmente superiore alla tua capacità di pagamento, non basta rateizzare “a caso”: serve una soluzione di ristrutturazione.
Definizione agevolata 2026: rottamazione-quinquies
La Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) disciplina una nuova definizione agevolata per carichi 2000–2024, con domanda entro 30 aprile 2026 e regole dettagliate su scadenze e modalità di pagamento.
Quando usarla in modo intelligente: – come “pulizia” del pregresso per liberare cassa e tornare in linea; – come leva negoziale con banca (dimostrare riduzione del rischio esecutivo); – come parte di un piano più ampio (rottamazione + rateizzazione residui + rinegoziazione finanziamenti).
Riammissione alla definizione precedente
La L. 15/2025 ha previsto una finestra di riammissione per chi era decaduto dalla definizione agevolata 2022 (L. 197/2022), con dichiarazione entro 30 aprile 2025 e nuovo calendario di pagamenti.
Questa informazione resta utile nel 2026 per due motivi: – per verificare se hai correttamente rispettato i piani di riammissione (eventuali decadenze); – per capire come si è evoluto il tuo “storico” con l’agente della riscossione e quali opzioni restano.
Composizione negoziata della crisi: quando conviene per un’agenzia di servizi
La composizione negoziata nasce con il D.L. 118/2021 (convertito in L. 147/2021) ed è entrata nel sistema come strumento volontario di risanamento tramite piattaforma e nomina di un esperto indipendente.
Per un’agenzia di portierato, il punto di forza è che consente di: – aprire un tavolo con banche e creditori “ordinari”; – cercare soluzioni concordate (dilazioni, moratorie, ristrutturazioni); – lavorare sulla continuità aziendale, mentre metti in sicurezza i debiti pubblici.
Non è un “condono”: è un percorso per evitare che il debito diventi insolvibilità.
Procedure di sovraindebitamento e CCII
Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) disciplina in modo organico strumenti di gestione della crisi, con modifiche successive (es. D.Lgs 83/2022 e correttivi come D.Lgs 136/2024).
In chiave “debitore”, il nodo è capire cosa sei: – imprenditore (anche piccolo) → strumenti dipendono da dimensioni e requisiti; – ditta individuale o ex imprenditore → può aprirsi la strada a strumenti di ristrutturazione/liquidazione con esdebitazione.
In ogni caso, quando il debito pubblico e previdenziale è troppo alto, questi strumenti diventano spesso l’unica via per: – bloccare la frammentazione delle azioni esecutive; – costruire un piano unitario; – ottenere, a certe condizioni, una liberazione dai debiti residui (esdebitazione).
Scelta strategica: rateizzazione vs definizione vs ristrutturazione
Una regola pratica: – rateizzazione: ottima se il debito è sostenibile e vuoi “comprare stabilità”; – definizione agevolata/rottamazione: ottima se la componente sanzioni/interessi è alta e hai capacità di pagamento programmabile; – crisi d’impresa/sovraindebitamento: necessaria se la struttura del debito supera la tua capacità reale (non quella “sperata”).
Nel 2026 l’errore più grande è usare questi strumenti “a caso”. La strategia corretta li combina in modo coerente con: – cash flow reale; – rischio esecutivo; – obiettivo (salvare l’azienda o chiudere con esdebitazione).
Tabelle riepilogative, simulazioni pratiche e FAQ
Tabelle operative
Tabella dei principali strumenti difensivi nel 2026
| Problema | Strumento principale | Quando conviene | Effetto pratico |
|---|---|---|---|
| Atto fiscale “forte” in arrivo | Contraddittorio preventivo (schema di atto) | Se l’atto è impugnabile e non rientra tra le esclusioni | Ti dà almeno 60 giorni per difenderti e può posticipare termini di decadenza |
| Errore evidente (persona, calcolo, pagamenti ignorati) | Autotutela obbligatoria | Se l’errore è “manifesto” | Può eliminare l’atto senza dover “litigare” per mesi |
| Debito a ruolo non sostenibile tutto insieme | Rateizzazione art. 19 | Se hai flussi futuri e vuoi evitare shock | Piano fino a 120 rate (con scaglioni temporali) |
| Molte cartelle vecchie 2000–2024 | Rottamazione-quinquies (Bilancio 2026) | Se vuoi abbattere una parte del carico secondo regole di definizione | Domanda entro 30 aprile 2026; pagamento in unica soluzione o rate |
| Decaduto da rottamazione precedente | Riammissione (L. 15/2025) | Se eri decaduto al 31/12/2024 | Nuova dichiarazione e piano rate fino a 10 |
| INPS: avviso di addebito | Pagare/ricorrere/accordi | Se è corretto ma non sostenibile o è errato | Verifica termini e difese; l’atto può portare a recupero coattivo |
| Crisi strutturale (debiti > capacità reale) | Composizione negoziata / CCII | Se vuoi salvare azienda o chiudere ordinatamente | Tavolo negoziale o procedura unitaria per ristrutturare |
Tabella “pignoramento e protezione del reddito”
| Situazione | Norma/strumento | Nota difensiva |
|---|---|---|
| Pignoramento su stipendi/salari (riscossione) | Limiti specifici ex art. 72-ter DPR 602/1973 | Verifica soglie e corretta applicazione dei limiti |
| Pregiudizio da iscrizione a ruolo (appalti ecc.) | Impugnazione solo con pregiudizio qualificato (estratto non impugnabile) | Devi provare il danno concreto/attuale (Corte cost.) |
Simulazioni numeriche tipiche
Le simulazioni che seguono sono esempi realistici (non consulenza), utili per capire come ragionare.
Simulazione “agenzia SRL con 12 addetti, debiti misti”
Dati (ipotesi): – Debito a ruolo (cartelle) 95.000 € – Debito INPS (avviso addebito) 38.000 € – Scoperto bancario revocato 60.000 € – Incassi medi mensili: 110.000 € – Costi fissi (personale + oneri + struttura): 100.000 € – Margine operativo medio: 10.000 €/mese
Problema reale: con 10.000 €/mese “liberi”, non puoi pagare 193.000 € in tempi brevi. Se ti pignorano incassi o conto, salta il pagamento stipendi.
Strategia difensiva coerente (esempio): 1) Debito a ruolo 95.000 €: verificare rateizzazione fino a piano sostenibile (es. 84–120 rate a seconda dei requisiti e anno di richiesta) per stabilizzare il rischio.
2) Valutare rottamazione-quinquies se i carichi rientrano (2000–2024): potrebbe ridurre la componente complessiva e rendere la rata più bassa a parità di flusso.
3) INPS 38.000 €: verifica errori e valutare rate/accordi; se errato, impostare difesa tempestiva.
4) Banca: negoziare rientro “compatibile” con piano pubblico (rate/rottamazione), portando evidenza che l’azienda sta stabilizzando la riscossione. (Cornice: TUB e regole trasparenza, prima di firmare qualunque riconoscimento.)
Obiettivo numerico: liberare almeno 5.000–7.000 €/mese per il rientro bancario e 3.000–5.000 €/mese per il pubblico (a seconda della rata), lasciando un margine di sicurezza.
Simulazione “ditta individuale di portierato: blocco del conto”
Dati (ipotesi): – cartelle 28.000 € – pignoramento in arrivo su conto con saldo medio 6.000 € – incassi da 2 committenti (80% del fatturato) su un unico conto
Rischio: se il conto è pignorato, non paghi fornitori e non anticipi costi turni.
Soluzione difensiva tipica: – rateizzazione immediata (se ottenibile) per mettere “ordine”;
– valutazione di definizione agevolata se rientri (rottamazione-quinquies) e se è sostenibile;
– riorganizzazione bancaria: separare conti operativi (ove legittimo e tracciabile) e pianificare incassi/pagamenti, evitando di accumulare liquidità “inutile” sul conto principale in fasi ad alto rischio.
Simulazione “pignoramento stipendio/amministratore: limiti”
Se l’amministratore (o socio) subisce pignoramento su redditi, entrano in gioco limiti specifici dell’art. 72-ter DPR 602/1973 per la riscossione.
Esempio: reddito netto mensile 1.900 €. La trattenuta deve rispettare i limiti normativi: errori su soglia e percentuale sono contestabili.
Simulazione “rottamazione-quinquies vs rateizzazione ordinaria”
Dati (ipotesi): – debito a ruolo complessivo 70.000 €, di cui: – 45.000 € “tributo” – 25.000 € sanzioni/interessi/aggi (ipotesi)
Con sola rateizzazione paghi tutto (70.000 + ulteriori interessi di dilazione). Con definizione agevolata (se rientri e secondo regole applicabili) potresti ridurre parte del carico, ma devi rispettare domanda e calendario (30 aprile 2026).
Scelta correta: non “ideologica”, ma basata su flusso. Se non reggi le scadenze, la definizione può diventare un boomerang.
FAQ pratiche
Sezione pensata per chi ha atti in mano e deve decidere subito.
Posso ignorare la PEC se non ho soldi?
No. La PEC e le notifiche fanno partire termini e rischi. Se perdi i termini, il debito diventa più difficile da contestare e più facile da aggredire.
Ho ricevuto uno “schema di atto”: devo rispondere?
Se lo schema precede un atto impugnabile, il contraddittorio è parte della garanzia: hai almeno 60 giorni per controdedurre o chiedere accesso agli atti.
Se il Fisco non mi ha dato il contraddittorio, l’atto è nullo?
La disciplina parla di annullabilità (non necessariamente “nullità assoluta”): il vizio va fatto valere nei modi e tempi corretti.
Quando conviene l’autotutela?
Quando l’errore è evidente (persona, calcolo, pagamenti ignorati). Nei casi tipizzati, l’autotutela è obbligatoria.
L’autotutela sospende i termini per ricorrere?
Non sempre. Difensivamente si valuta se agire in parallelo (autotutela + ricorso/sospensiva) per non farsi “scadere” il diritto.
Nel 2026 esiste una nuova rottamazione?
Sì: la Legge di bilancio 2026 prevede una definizione agevolata (rottamazione-quinquies) per carichi affidati 2000–2024, con domanda entro 30 aprile 2026.
Sono decaduto dalla rottamazione precedente: posso rientrare?
Nel 2025 è stata prevista una riammissione per i decaduti entro il 31 dicembre 2024, con dichiarazione entro 30 aprile 2025 e calendario rate definito.
INPS: l’avviso di addebito è già “esecutivo”?
È un atto forte con capacità di innescare recupero; INPS chiarisce gestione e conseguenze operative nella guida ufficiale.
Se non pago INPS rischio di perdere contratti?
In pratica sì, perché entrano in gioco profili di regolarità contributiva (DURC) e affidabilità verso committenti. È un rischio da gestire subito.
Posso impugnare l’estratto di ruolo per contestare una cartella mai notificata?
La regola generale è che l’estratto non è impugnabile; l’impugnazione del ruolo/cartella “assunta invalidamente notificata” è ammessa solo in casi di pregiudizio qualificato (Corte cost.).
Come blocco un pignoramento sullo stipendio?
Dipende da chi pignora e dalla fase; in riscossione valgono limiti specifici di pignorabilità ex art. 72-ter DPR 602/1973, quindi si controlla anche la correttezza della quota trattenuta.
Possono pignorarmi gli incassi dei clienti?
Sì: quando l’aggressione avviene presso terzi (committenti), il rischio è la paralisi del cash flow. Qui la strategia più efficace è prevenire con rate/definizioni e, se necessario, strumenti di crisi.
La banca mi chiede un piano di rientro: firmo?
Prima verifica contratto e condizioni minime: trasparenza/forma (TUB) e profili anti-usura. Firmare “al buio” può trasformare un problema gestibile in un vincolo definitivo.
Se ho firmato un riconoscimento di debito, posso ancora contestare?
Dipende dal contenuto e dalle clausole. In generale, riconoscimenti e transazioni riducono lo spazio difensivo: ecco perché vanno preparati con verifica preventiva.
Cos’è la composizione negoziata e quando serve?
È uno strumento volontario per negoziare con i creditori con l’aiuto di un esperto, introdotto dal D.L. 118/2021 (conv. L. 147/2021). Utile se vuoi salvare l’impresa attraverso accordi strutturati.
Il Codice della crisi mi riguarda anche se sono piccolo?
Sì, perché il CCII disciplina strumenti applicabili a varie tipologie di debitori, con correttivi e aggiornamenti successivi.
Se non riesco più a pagare nulla, esiste un’uscita legale?
Sì: in presenza di crisi strutturale, gli strumenti del CCII possono consentire ristrutturazione/liquidazione e, a determinate condizioni, liberazione dai debiti residui (esdebitazione), evitando l’esecuzione “a pezzi”.
Qual è l’errore più comune del debitore?
Aspettare. Il secondo errore è fare scelte isolate (solo banca o solo Fisco) senza un piano unitario: i creditori si “parlano” attraverso i flussi di cassa.
Come scelgo tra rateizzazione e rottamazione-quinquies?
Dipende dalla sostenibilità delle scadenze e dalla composizione del debito. La rottamazione ha regole e calendario: se non le rispetti, rischi di peggiorare la posizione.
Serve per forza un avvocato?
Non sempre per una pratica semplice, ma quando hai più creditori (Fisco + INPS + banca) e rischio esecutivo, l’intervento professionale serve a evitare errori irreversibili (decadenze, riconoscimenti, scelte incompatibili).
Giurisprudenza istituzionale più recente e conclusioni operative
Sentenze e provvedimenti istituzionali recenti da tenere a mente
Di seguito una selezione di decisioni e fonti istituzionali rilevanti (aggiornamento a gennaio 2026), utili per orientare la difesa del debitore/contribuente:
- Corte costituzionale, Ordinanza n. 81/2024: conferma l’impostazione per cui l’estratto di ruolo non è impugnabile, e la diretta impugnazione del ruolo/cartella “assunta invalidamente notificata” è ammessa solo in presenza di pregiudizio qualificato.
- D.Lgs. 219/2023 (Statuto del contribuente): introduce contraddittorio preventivo (schema di atto e minimo 60 giorni), rafforza motivazione e disciplina autotutela obbligatoria (art. 10-quater) e facoltativa (art. 10-quinquies).
- MEF, Decreto 24 aprile 2024 (GU 30 aprile 2024): individua gli atti per cui non sussiste il diritto al contraddittorio ai sensi dell’art. 6-bis L. 212/2000.
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio 2026): disciplina la nuova definizione agevolata (“rottamazione-quinquies”) per carichi 2000–2024 e domanda entro 30 aprile 2026.
- Legge 21 febbraio 2025, n. 15 (conversione DL termini): art. 3-bis sull’istituto di riammissione alla definizione agevolata 2022 per decaduti al 31 dicembre 2024.
- INPS (guida istituzionale sull’avviso di addebito): indicazioni operative su gestione dell’atto, pagamento e ricorsi (punto di partenza essenziale per il debitore).
- Gazzetta Ufficiale – D.Lgs. 385/1993 (TUB) e L. 108/1996 (anti-usura): riferimenti di base per verifiche difensive su debiti bancari, piani di rientro, interessi e costi.
Conclusione
Se hai un’agenzia di portierato con debiti, la priorità non è “resistere psicologicamente”: è agire tecnicamente e in fretta. Fisco, INPS e banche non sono creditori “equivalenti”: hanno tempi, strumenti e leve diverse. Se li affronti separatamente, rischi la trappola classica: paghi uno e l’altro ti pignora; rateizzi male e decadi; firmi un rientro bancario e poi arriva la riscossione sul conto.
Nel 2026 hai però più strumenti reali rispetto al passato: – uno Statuto del contribuente rafforzato (contraddittorio preventivo, motivazione più rigorosa, autotutela obbligatoria in casi tipici);
– una nuova definizione agevolata (rottamazione-quinquies) che può cambiare radicalmente l’equilibrio del debito 2000–2024;
– possibilità di costruire (se necessario) una strategia strutturale con strumenti di regolazione della crisi (composizione negoziata e CCII).
La scelta decisiva è tempestività + metodo: analisi dell’atto, verifica di vizi e termini, sospensive quando servono, trattative e piani sostenibili, e – se la situazione è strutturalmente compromessa – accesso agli strumenti di crisi prima che l’esecuzione disintegri l’azienda.
Ribadisco il punto operativo: un professionista specializzato può intervenire per bloccare azioni esecutive, contestare le pretese illegittime, gestire rateizzazioni/definizioni e impostare soluzioni giudiziali o stragiudiziali. In questa prospettiva, l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff (avvocati e commercialisti) vengono indicati come riferimento con competenze in diritto bancario-tributario, gestione del sovraindebitamento e crisi d’impresa.
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