Introduzione
Negli ultimi anni migliaia di imprese attive nell’isolamento termico e nella posa di cappotti termici hanno beneficiato degli incentivi fiscali introdotti con l’ecobonus e, in particolare, con il Superbonus 110 %. Il boom delle agevolazioni ha però generato uno scenario complesso: normative in continuo mutamento, controlli fiscali serrati, limiti alla compensazione dei crediti e, per molte aziende, debiti importanti verso erario, INPS e banche.
Le conseguenze possono essere devastanti. L’Agenzia delle Entrate e l’INPS hanno intensificato accertamenti e recuperi su cessioni del credito, sconti in fattura e congruità delle spese; gli istituti di credito, limitati nella capacità di compensare i crediti d’imposta, bloccano i finanziamenti e chiedono rientri immediati; le cartelle esattoriali e le intimazioni di pagamento rischiano di sfociare in pignoramenti di conti e immobili. Senza una strategia legale tempestiva, molte imprese sono destinate alla paralisi.
In questo articolo forniremo un vademecum giuridico aggiornato a gennaio 2026 su come difendersi da fisco, INPS e banche se la tua azienda si occupa di cappotti termici e lavori di efficientamento energetico. Analizzeremo le norme applicabili, le più recenti sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, le procedure da seguire dopo la notifica di un atto, gli strumenti difensivi (ricorsi, sospensioni, rateizzazioni, rottamazioni, accordi di ristrutturazione), nonché le soluzioni alternative per la gestione della crisi d’impresa. Ogni sezione contiene riferimenti ufficiali e consigli pratici.
Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con tanti anni di esperienza in diritto bancario e tributario. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti che operano su tutto il territorio nazionale. Tra i suoi ruoli:
- Cassazionista in diritto bancario e tributario;
- Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia (Legge 3/2012);
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC);
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, figura introdotta per agevolare la composizione negoziata delle crisi aziendali .
L’Avv. Monardo e il suo staff offrono assistenza per:
- analisi degli atti dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS;
- redazione di ricorsi presso le Corti di giustizia tributaria;
- richiesta di sospensione immediata della riscossione;
- trattative stragiudiziali e piani di rientro con banche e creditori;
- procedure giudiziali e stragiudiziali di composizione della crisi (piani del consumatore, concordati minori, accordi di ristrutturazione);
- difesa contro pignoramenti, ipoteche, sequestri e revoche.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Bonus edilizi e limiti alla compensazione dei crediti
Superbonus ed ecobonus (DL 34/2020 e successive modifiche)
Il Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) ha introdotto il Superbonus 110 %, permettendo di trasformare le detrazioni fiscali per interventi di efficientamento energetico in crediti d’imposta cedibili. L’articolo 121 consente ai beneficiari di optare, in alternativa alla detrazione, per:
- sconto in fattura praticato dall’esecutore dei lavori, che genera un credito d’imposta cedibile a terzi;
- cessione del credito a istituti di credito o intermediari finanziari .
Il credito ceduto può essere ulteriormente ceduto o utilizzato in compensazione con debiti fiscali . Tuttavia la normativa richiede un visto di conformità e l’asseverazione tecnica sulla congruità delle spese .
Norme anti-frode e sequestro dei crediti
L’aumento delle frodi legate al Superbonus ha portato a numerosi interventi normativi e giurisprudenziali. La Corte di Cassazione ha chiarito che la sola creazione di un credito d’imposta inesistente costituisce truffa aggravata ai danni dello Stato, anche se il credito non viene compensato . Nella sentenza n. 45868/2024 la Suprema Corte ha sottolineato che l’agevolazione prevista dall’art. 121 DL 34/2020 era stata richiesta senza interventi reali; la cessione di crediti fittizi integra il reato di truffa aggravata . La Cassazione ha inoltre evidenziato che il danneggiato è lo Stato e che la frode si consuma con la generazione del credito fittizio, indipendentemente dall’effettivo incasso .
Una diversa pronuncia (Cass. 9833/2024) ha riconosciuto la legittimità del sequestro preventivo dei crediti d’imposta: anche il cessionario che detiene crediti illegali può subire il sequestro, a prescindere dalla propria responsabilità, poiché il sequestro preventivo mira a evitare l’ulteriore circolazione di beni connessi al reato . La Corte ha precisato che il cessionario risponde solo per l’utilizzo irregolare del credito, ma ciò non esclude la possibilità di sequestro .
Restrizioni alla compensazione con debiti previdenziali (DL 39/2024 e legge di bilancio 2026)
Le difficoltà delle banche nel monetizzare i crediti d’imposta hanno indotto il legislatore a limitare la compensazione tra crediti fiscali e debiti previdenziali. L’art. 4‑bis del D.L. 39/2024 ha vietato, dal 1° gennaio 2025, alle banche e alle imprese di assicurazione di utilizzare i crediti da bonus edilizi per pagare i contributi INPS e i premi INAIL . In caso di violazione è prevista la sanzione del 30 % oltre al recupero delle somme indebitamente compensate .
La Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) aveva inizialmente esteso a tutti i professionisti il divieto di compensazione dei crediti d’imposta con debiti previdenziali; il Senato, tuttavia, ha eliminato tale divieto. Pertanto, dal 23 dicembre 2025, i professionisti possono nuovamente compensare i crediti d’imposta maturati per bonus edilizi con contributi INPS e INAIL . Restano invece valide due limitazioni:
- a partire dal 1° luglio 2026, i soggetti finanziari (banche e assicurazioni) non potranno compensare crediti d’imposta diversi da quelli derivanti dalla liquidazione delle imposte per pagare contributi previdenziali ;
- il divieto di compensazione opera quando il contribuente ha ruoli o accertamenti esecutivi affidati alla riscossione per importi superiori a 50 000 euro, soglia ridotta rispetto ai precedenti 100 000 euro .
Queste restrizioni riducono la “tax capacity” degli intermediari e hanno ricadute dirette sulle imprese fornitrici di cappotti termici che hanno effettuato lo sconto in fattura e attendono la cessione dei crediti.
Agevolazioni fiscali solo per imprese edilizie (Cass. 26928/2025)
Con la sentenza n. 26928 del 7 ottobre 2025, la Corte di Cassazione ha chiarito che le agevolazioni fiscali previste dall’art. 7 del “Decreto Crescita” (DL 34/2019) sono riservate alle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare. Le società di investimento a capitale fisso (Sicaf) che acquistano fabbricati per la successiva riqualificazione non possono beneficiare della riduzione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, perché il beneficio spetta solo alle imprese edilizie che svolgono direttamente l’attività di costruzione . Questa interpretazione, basata su una lettura letterale della norma, restringe il perimetro soggettivo delle agevolazioni e incide sulle società che intendono investire nel settore dei cappotti termici attraverso appalti a terzi.
1.2 Prescrizione delle cartelle e intimazione di pagamento
Cartelle esattoriali e prescrizione quinquennale per le sanzioni
Una questione ricorrente per le imprese indebitate riguarda la prescrizione. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 7408/2025, ha ribadito che, in assenza di una sentenza passata in giudicato, il termine di prescrizione per le sanzioni tributarie è quinquennale ai sensi dell’art. 20, comma 3, del D.Lgs. 472/1997 . La stessa ordinanza ha ricordato che la prescrizione è interrotta da qualsiasi richiesta di pagamento che manifesti la volontà del creditore di far valere il proprio diritto, come l’intimazione di pagamento .
Intimazione di pagamento e perdita del beneficio della prescrizione (Cass. 28706/2025)
La Cassazione n. 28706/2025 ha introdotto un principio fondamentale per chi riceve un’intimazione di pagamento ex art. 50 DPR 602/1973: se il contribuente non impugna l’intimazione entro 60 giorni, perde la possibilità di eccepire la prescrizione maturata prima della notifica . Secondo la Corte, la prescrizione non è automatica: per farla valere occorre impugnare tempestivamente l’atto; in caso contrario, il debito iscritto a ruolo si cristallizza . La sentenza fornisce anche una tabella di riferimento sui termini di prescrizione: 10 anni per molte imposte statali, 5 anni per tributi locali e contributi INPS/INAIL, 3 anni per il bollo auto .
1.3 Debiti con l’INPS
I debiti previdenziali per contributi INPS e INAIL seguono regole simili a quelle fiscali. Gli importi risultanti dalle dichiarazioni annuali o dagli accertamenti possono essere iscritti a ruolo e riscossi tramite cartelle esattoriali. Ai sensi del D.Lgs. 46/1999 (riscossione dei contributi), l’INPS affida i crediti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La prescrizione quinquennale prevista dal D.Lgs. 472/1997 per le sanzioni si applica anche ai contributi previdenziali . Il contribuente può chiedere la rateizzazione dell’importo dovuto e, se i debiti sono iscritti a ruolo, può aderire alla definizione agevolata (rottamazione).
1.4 Debiti bancari: usura e anatocismo
Divieto di anatocismo e clausole nulle
Molti imprenditori scoprono di aver pagato interessi illegittimi sui finanziamenti bancari. L’art. 1283 del codice civile stabilisce che gli interessi scaduti possono produrre interessi (anatocismo) soltanto dal giorno della domanda giudiziale o in virtù di accordo successivo alla loro scadenza, purché gli interessi siano dovuti da almeno sei mesi . Il Testo Unico Bancario (TUB) impone che i contratti bancari siano redatti per iscritto e determinino il tasso di interesse; se la clausola manca, il tasso applicabile è quello dei BOT . La delibera CICR del 9 febbraio 2000, adottata in attuazione dell’art. 120 TUB, ha permesso la capitalizzazione degli interessi solo se vi è parità di periodicità tra interessi debitori e creditori .
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 425/2000, ha dichiarato incostituzionale l’art. 25, comma 3, D.Lgs. 342/1999 nella parte in cui legittimava l’anatocismo retroattivo per i vecchi contratti. La Cassazione ha precisato che, per i contratti stipulati prima del 9 febbraio 2000, le clausole anatocistiche sono nulle se non espressamente pattuite; la banca deve dimostrare l’esistenza di una pattuizione scritta .
Orientamenti recenti della Cassazione
L’ordinanza n. 27460/2025 ha riepilogato i principi in materia di anatocismo. La Corte ha ribadito che, a seguito della declaratoria di incostituzionalità, la capitalizzazione degli interessi in contratti antecedenti alla delibera CICR è ammessa solo se il correntista ha espresso la propria volontà, con pattuizione scritta e parità di periodicità . La sentenza ha anche richiamato precedenti decisioni (es. Cass. 9140/2020) che sanciscono la nullità delle clausole anatocistiche non pattuite per iscritto e la necessità di una modifica contrattuale non peggiorativa .
Per le imprese con mutui o linee di credito, contestare usura e anatocismo può comportare il ricalcolo del saldo e la riduzione del debito. È necessario analizzare i contratti, ricostruire il piano di ammortamento e verificare il rispetto delle soglie di usura stabilite dalla Legge 108/1996.
1.5 Normativa sulla crisi da sovraindebitamento e strumenti di ristrutturazione
Legge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa
La Legge 27 gennaio 2012, n. 3, introdotta per combattere usura ed estorsione, ha disciplinato la composizione della crisi da sovraindebitamento. L’articolo 7 consente al debitore in stato di sovraindebitamento di proporre ai creditori, con l’ausilio di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), un accordo di ristrutturazione che preveda scadenze e modalità di pagamento anche ridotte rispetto all’importo originario . Il piano può prevedere la soddisfazione integrale o parziale dei crediti privilegiati e deve garantire il pagamento dei tributi dell’Unione europea, dell’IVA e delle ritenute . Al piano può essere affiancato un gestore nominato dal giudice per liquidare i beni del debitore .
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), entrato in vigore nel luglio 2022 e successivamente modificato, ha riorganizzato le procedure di sovraindebitamento, introducendo il piano del consumatore (per soggetti non imprenditori), l’accordo di composizione della crisi (ora “concordato minore”) e la liquidazione controllata del patrimonio. La norma consente anche l’esdebitazione del debitore incapiente, che cancella i debiti irreversibili .
Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021)
Con il D.L. 118/2021, convertito nella L. 147/2021, è stata introdotta la composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa, un percorso volontario e riservato finalizzato al risanamento. L’imprenditore può accedere tramite una piattaforma telematica e viene assistito da un Esperto negoziatore terzo e indipendente, iscritto in appositi elenchi presso le camere di commercio . L’esperto agevola le trattative con i creditori e può proporre misure come la moratoria dei debiti e la ristrutturazione del passivo. La procedura è stragiudiziale ma può sfociare in accordi omologati dal tribunale.
1.6 Tabella riepilogativa delle principali normative
| Normativa / sentenza | Oggetto / principio | Riferimenti |
|---|---|---|
| DL 34/2020 (art. 121) | Introduce il Superbonus 110 %, consente la cessione del credito e lo sconto in fattura . | DL 34/2020, art. 121. |
| Cass. 45868/2024 | La creazione di un credito d’imposta inesistente integra il reato di truffa aggravata; la frode si consuma con la cessione del credito, anche senza compensazione . | Sentenza Cassazione n. 45868/2024. |
| Cass. 9833/2024 | È legittimo il sequestro preventivo dei crediti d’imposta collegati a frodi sul Superbonus; il sequestro può colpire il cessionario anche se non responsabile . | Sentenza Cassazione n. 9833/2024. |
| DL 39/2024, art. 4‑bis | Vietata la compensazione dei crediti da bonus edilizi con debiti contributivi per banche e assicurazioni dal 1° gennaio 2025; sanzione del 30 % . | DL 39/2024, art. 4‑bis. |
| Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) | Iniziale divieto di compensazione per tutti i professionisti poi eliminato; rimane il divieto per banche a partire dal 1° luglio 2026 e la riduzione della soglia di ruoli scaduti a 50 000 euro . | L. 199/2025, art. 26. |
| Cass. 26928/2025 | Le agevolazioni fiscali del Decreto Crescita spettano solo alle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare; escluse le Sicaf . | Sentenza Cassazione n. 26928/2025. |
| Cass. 7408/2025 | Prescrizione quinquennale per le sanzioni tributarie; la prescrizione è interrotta da qualsiasi richiesta di pagamento . | Ordinanza Cassazione n. 7408/2025. |
| Cass. 28706/2025 | L’intimazione di pagamento va impugnata entro 60 giorni; chi non impugna perde la possibilità di far valere la prescrizione . | Ordinanza Cassazione n. 28706/2025. |
| Art. 1283 c.c. e art. 117‑120 TUB | Divieto di anatocismo salvo pattuizione successiva; obbligo di contratti bancari scritti; nullità delle clausole anatocistiche non pattuite . | Codice civile, art. 1283; TUB art. 117‑120. |
| Cass. 27460/2025 | Capitalizzazione degli interessi nei contratti ante 2000 ammessa solo con pattuizione scritta e parità di periodicità; nullità delle clausole non pattuite . | Ordinanza Cassazione n. 27460/2025. |
| Legge 3/2012, art. 7 | Accordo di ristrutturazione dei debiti e soddisfazione dei crediti con l’ausilio dell’OCC . | L. 3/2012, art. 7. |
| Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) | Riforma delle procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata, esdebitazione) . | D.Lgs. 14/2019 e successive modifiche. |
| D.L. 118/2021 | Introduzione della composizione negoziata con l’Esperto negoziatore; accesso tramite piattaforma; finalità di risanamento . | D.L. 118/2021 convertito in L. 147/2021. |
2. Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica dell’atto
2.1 Notifica di un avviso di accertamento o di una cartella esattoriale
- Ricezione dell’atto – L’Agenzia delle Entrate o l’INPS notificano alla società un avviso di accertamento o una cartella esattoriale. L’atto contiene l’imponibile accertato, le sanzioni e gli interessi.
- Controllo dei termini – L’avviso di accertamento deve essere impugnato entro 60 giorni davanti alla Corte di giustizia tributaria. La cartella esattoriale può essere impugnata entro 60 giorni per motivi formali (difetto di notifica, prescrizione, difetti della cartella).
- Intimazione di pagamento – Se la cartella non è pagata o impugnata, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invia un’intimazione di pagamento ex art. 50 DPR 602/1973. Come chiarito dalla Cassazione n. 28706/2025, occorre impugnare questo atto entro 60 giorni per non perdere il beneficio della prescrizione .
- Iscrizione a ruolo e azioni esecutive – Trascorsi i termini, i debiti diventano definitivi e l’Agente della riscossione può procedere a pignoramenti di conti bancari, crediti verso clienti, auto o immobili. Prima dell’esecuzione, il debitore riceve un preavviso di fermo amministrativo o un preavviso di ipoteca.
2.2 Pignoramento del conto corrente e dei crediti verso terzi
- Pignoramento presso terzi (art. 72‑bis DPR 602/1973) – Consente all’Agenzia della riscossione di pignorare direttamente il conto corrente dell’azienda o le somme dovute da clienti. L’ordinanza n. 7408/2025 ricorda che la prescrizione delle cartelle è interrotta dalla notifica dell’atto di pignoramento .
- Diritti del debitore – Il debitore può impugnare il pignoramento davanti al giudice dell’esecuzione entro 20 giorni, contestando la prescrizione, l’infondatezza del titolo, il difetto di notifica o l’illegittimità dell’atto.
2.3 Notifica di avviso di addebito INPS
Per i contributi previdenziali, l’INPS emette un avviso di addebito avente natura di titolo esecutivo. L’atto va impugnato entro 40 giorni davanti al giudice del lavoro o, se la controversia è contributiva, davanti alla Corte di giustizia tributaria. L’INPS affida successivamente il credito all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per la riscossione coattiva.
2.4 Accertamenti sulle cessioni del credito
Le imprese che hanno applicato lo sconto in fattura o hanno ceduto crediti da bonus edilizi sono soggette a verifiche della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate. Le contestazioni più frequenti riguardano:
- mancanza di documentazione tecnica (asseverazioni, APE, pratiche ENEA);
- opere non effettivamente eseguite o non “trainanti”;
- incongruità dei costi o massimali di spesa;
- cessioni del credito a soggetti non legittimati;
- errori formali nella compilazione dei modelli telematici.
In caso di accertamento, l’impresa deve presentare memorie difensive, dimostrare la congruità delle spese e, se necessario, impugnare l’atto entro i termini.
3. Difese e strategie legali
3.1 Contestazione dell’accertamento e della cartella
- Vizi formali – Verificare la regolarità della notifica, la competenza dell’ufficio, la motivazione dell’atto, l’esistenza di firme digitali, la corretta indicazione degli anni d’imposta. In caso di notifica irregolare l’atto è nullo.
- Eccezione di prescrizione – Controllare i termini di prescrizione: 10 anni per imposte erariali, 5 anni per tributi locali, contributi e sanzioni, 3 anni per bollo auto . Eccepire la prescrizione nell’atto introduttivo; se arriva un’intimazione di pagamento, impugnarla entro 60 giorni .
- Vizi sostanziali – Nel caso di accertamenti su Superbonus ed ecobonus, dimostrare l’esecuzione reale dei lavori e la congruità delle spese, presentare asseverazioni e visti di conformità, contestare presunzioni e automatismi. Per i contributi previdenziali, verificare la correttezza delle basi di calcolo, l’applicazione delle aliquote, eventuali sgravi.
- Sospensione della riscossione – Presentare istanza di sospensione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione in presenza di ricorso pendente o di errori nell’atto. L’Agente della riscossione deve sospendere le azioni esecutive se l’atto è oggetto di contestazione.
3.2 Rateizzazione e definizioni agevolate
Le imprese possono chiedere la rateizzazione delle cartelle esattoriali per importi fino a 120 000 euro senza necessità di documentare la situazione economica; per importi superiori è richiesta la prova della temporanea situazione di difficoltà. Le rate possono arrivare fino a 72 mesi, prorogabili a 120 in situazioni di grave e comprovata difficoltà.
Rottamazione‑quater (Legge 197/2022) e rottamazione‑quinquies (Legge 199/2025)
- Rottamazione‑quater: introdotta dalla legge di bilancio 2023, ha permesso di estinguere i debiti iscritti a ruolo dal 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo capitale e un aggio ridotto; la misura si è conclusa nel 2024.
- Rottamazione‑quinquies: la legge di bilancio 2026 ha introdotto una nuova definizione agevolata (art. 1, commi 82‑101, L. 199/2025). Possono aderire i contribuenti con carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da omesso versamento di imposte e contributi . Sono ammessi anche coloro che sono decaduti dalle rottamazioni precedenti; sono invece esclusi i debiti già inseriti in piani di pagamento della rottamazione‑quater regolarmente pagati .
Per estinguere i debiti occorre versare il capitale e le spese di notifica, mentre sono abbonate sanzioni e interessi . È possibile pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in un massimo di 54 rate bimestrali; in caso di rateizzazione si applicano interessi al 3 % annuo dal 1° agosto 2026 . La domanda di adesione si presenta online entro il 30 aprile 2026 .
3.3 Difesa nei confronti dell’INPS
- Eccezioni di merito – Controllare che i contributi richiesti siano effettivamente dovuti, verificare eventuali esoneri (es. agevolazioni contributive per imprese in zone terremotate), contestare il calcolo degli interessi.
- Rateazione – L’INPS consente la rateizzazione degli avvisi di addebito in caso di temporanea difficoltà. È possibile presentare istanza motivata e allegare documentazione economico‑finanziaria.
- Definizione agevolata – I contributi previdenziali rientrano nella rottamazione‑quinquies se affidati all’Agente della riscossione .
3.4 Difesa nei confronti delle banche
- Analisi del contratto e del piano di ammortamento – Verificare la presenza di clausole anatocistiche; se non espressamente pattuite, esse sono nulle. Ricostruire il saldo nominale “corretto” applicando l’art. 1283 c.c. e la normativa anti‑usura.
- Contestazione degli interessi usurari – Confrontare i tassi applicati con la soglia di usura stabilita trimestralmente dalla Banca d’Italia (Tasso Effettivo Globale Medio – TEGM); in caso di superamento, richiedere la restituzione degli interessi e la ricalcolazione del debito.
- Azione in ripetizione di indebito e opposizione a decreto ingiuntivo – Se la banca ha emesso un decreto ingiuntivo, proporre opposizione chiedendo la rideterminazione del saldo e invocando la nullità delle clausole illegittime.
- Ristrutturazione del debito bancario – Negoziare con l’istituto un piano di rientro; se la banca rifiuta, ricorrere a strumenti come l’accordo di ristrutturazione ex art. 182‑bis L.F. (sostituito dal concordato minore nel Codice della crisi) o la composizione negoziata.
3.5 Composizione della crisi e procedure concorsuali
Piano del consumatore
Destinato alle persone fisiche non imprenditori. Il debitore, assistito da un OCC, presenta un piano di rimborso che può prevedere la falcidia dei debiti. Il giudice verifica la meritevolezza e omologa il piano. È applicabile a soci di imprese individuali che abbiano cessato l’attività.
Concordato minore (ex accordo di composizione)
Rivolto a imprenditori sotto soglia (ricavi inferiori a 200 000 € negli ultimi tre anni, debiti inferiori a 500 000 €, attivo < 300 000 €). Prevede un accordo con i creditori, gestito dall’OCC, e l’eventuale liquidazione di parte dei beni. Può includere la continuazione dell’attività con un piano di ristrutturazione.
Liquidazione controllata e esdebitazione
Se il debitore non può proporre un piano sostenibile, può chiedere la liquidazione controllata del patrimonio. Il giudice nomina un liquidatore che vende i beni e distribuisce il ricavato ai creditori. Dopo tre anni il debitore ottiene l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui. È prevista anche la esdebitazione dell’incapiente, che consente di cancellare i debiti a chi non possiede beni da liquidare .
Composizione negoziata con l’Esperto negoziatore
Le imprese che non rientrano nelle procedure di sovraindebitamento possono attivare la composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021. Attraverso la piattaforma telematica gestita dalle camere di commercio, l’imprenditore nomina un esperto che lo assiste nelle trattative con creditori e banche . Il percorso può concludersi con un accordo di ristrutturazione, con un piano attestato di risanamento o con il ricorso a procedure concorsuali.
4. Strumenti alternativi per gestire i debiti
4.1 Rottamazioni e definizioni agevolate
- Definizione agevolata “Rottamazione‑quater” (art. 1, commi 231‑252, L. 197/2022) – Permette di estinguere i carichi affidati all’Agente della riscossione fino al 30 giugno 2022 pagando il capitale e un aggio ridotto. I debiti per bonus edilizi sono inclusi. Le prime due rate sono scadute a ottobre e novembre 2023; chi è decaduto può aderire alla rottamazione‑quinquies.
- Definizione agevolata “Rottamazione‑quinquies” (art. 1, commi 82‑101, L. 199/2025) – La legge di bilancio 2026 consente di estinguere i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 pagando solo capitale e spese di notifica . Possono aderire anche coloro che sono decaduti dalla rottamazione‑quater .
- “Definizione agevolata degli avvisi bonari” – Prevede lo sconto delle sanzioni e degli interessi per avvisi bonari (pre‑cartella) relativi alle dichiarazioni 2022 e 2023. I debiti possono essere pagati in un massimo di 20 rate trimestrali.
- Saldo e stralcio dei debiti per contribuenti in grave difficoltà economica – Destinato a persone fisiche con ISEE inferiore a 20 000 €; consente di pagare una percentuale ridotta del debito. Non è applicabile alle imprese.
4.2 Piani del consumatore e concordati minori
Vantaggi
- sospensione delle azioni esecutive (pignoramenti, ipoteche);
- riduzione del debito e dilazione dei pagamenti;
- coinvolgimento di tutti i creditori in un’unica procedura;
- possibilità di liberarsi definitivamente dai debiti con l’esdebitazione.
Limiti
- requisiti patrimoniali e soglie di accesso;
- necessità di dimostrare la meritevolezza (assenza di colpa grave nell’indebitamento);
- costi legati all’OCC e all’assistenza professionale.
4.3 Accordi di ristrutturazione dei debiti e transazioni con le banche
Gli accordi di ristrutturazione del debito (art. 182‑bis L.F.), pur confluiti nel concordato minore, restano uno strumento importante per imprese di maggiori dimensioni. Richiedono l’assenso del 60 % dei creditori e l’attestazione di un professionista indipendente. In ambito bancario, gli imprenditori possono negoziare piani di rientro che prevedano l’allungamento delle scadenze, la riduzione dei tassi o la trasformazione di linee di credito a revoca in finanziamenti a medio termine.
4.4 Piani di risanamento attestati (art. 67 L.F.)
Il piano di risanamento attestato permette di ristrutturare i debiti mediante un accordo con i creditori e un attestatore indipendente che certifica la veridicità dei dati aziendali. È uno strumento flessibile, non soggetto all’omologazione giudiziale ma protetto dalla revocatoria fallimentare.
5. Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare la notifica – Non sottovalutare un avviso di accertamento o un’intimazione di pagamento. Come stabilito dalla Cassazione, l’intimazione va impugnata entro 60 giorni per non perdere la possibilità di far valere la prescrizione .
- Pagare senza controllare – Prima di versare è fondamentale verificare la validità dell’atto, la prescrizione e l’esattezza degli importi. Spesso le cartelle contengono errori di calcolo.
- Non conservare la documentazione – In materia di Superbonus e cappotti termici è essenziale conservare fatture, asseverazioni tecniche, APE, visti di conformità, bonifici parlanti. La mancanza di un solo documento può portare alla revoca della detrazione.
- Affidarsi a professionisti non specializzati – Le questioni bancarie, fiscali e previdenziali richiedono competenze specifiche. Rivolgersi a un team che integri avvocati, commercialisti e tecnici energetici consente di evitare errori.
- Trascurare la posizione bancaria – Contestare anatocismo e usura può ridurre sensibilmente il debito con la banca. Verificate i contratti e fate ricalcolare il saldo.
- Non pianificare la crisi – Le procedure di sovraindebitamento o la composizione negoziata richiedono tempo. Attivarsi quando l’azienda è già pignorata limita le soluzioni disponibili. Pianificate in anticipo con l’assistenza di un esperto negoziatore.
6. Tabelle riepilogative
6.1 Termini di prescrizione delle cartelle esattoriali
| Tipo di debito | Esempi | Termine di prescrizione |
|---|---|---|
| Imposte statali | IRPEF, IVA, IRES, imposta di registro, IRAP | 10 anni (salvo termini specifici) |
| Tributi locali e contributi | IMU, TARI, TASI, canone unico, contributi INPS/INAIL | 5 anni |
| Sanzioni | Sanzioni tributarie, interessi di mora | 5 anni |
| Bollo auto | Tassa automobilistica | 3 anni |
6.2 Principali strumenti difensivi
| Strumento | Caratteristiche principali | Benefici |
|---|---|---|
| Ricorso alla Corte di giustizia tributaria | Va presentato entro 60 giorni dall’avviso di accertamento o cartella; si possono eccepire vizi formali e sostanziali | Può annullare l’atto o ridurre l’imposta dovuta |
| Istanza di sospensione della riscossione | Rivolta all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione in pendenza di ricorso | Blocca temporaneamente pignoramenti e fermi |
| Rateizzazione ordinaria | 72 rate (fino a 120 in casi gravi) per debiti fiscali e previdenziali | Diluisce il debito nel tempo |
| Rottamazione‑quinquies | Estinzione dei debiti affidati dal 2000 al 2023 pagando solo capitale e spese | Abbuono di sanzioni e interessi |
| Piano del consumatore | Procedura di sovraindebitamento per persone fisiche | Riduzione del debito con omologazione del giudice |
| Concordato minore | Procedura per imprenditori sotto soglia | Ristrutturazione dell’azienda e falcidia del debito |
| Composizione negoziata | Nomina di un esperto negoziatore per trattare con i creditori | Soluzione riservata e flessibile per risanare l’impresa |
| Azioni contro la banca (anatocismo/usura) | Verifica dei contratti, richiesta di rimborso degli interessi illegittimi | Riduzione del saldo e recupero di somme versate |
7. Domande frequenti (FAQ)
- La mia impresa ha ricevuto una cartella esattoriale per contributi INPS. Posso impugnarla?
Sì. L’avviso di addebito o la cartella devono essere impugnati entro 40/60 giorni dinanzi al giudice competente. Controlla i vizi formali (notifica, motivazione), la prescrizione e la corretta determinazione dei contributi. Ricorda che la prescrizione quinquennale per sanzioni e contributi decorre dalla notifica e si interrompe con l’intimazione .
- Ho ceduto crediti da Superbonus a una banca; ora l’Agenzia contesta le asseverazioni. Posso essere accusato di truffa?
La Cassazione n. 45868/2024 ha stabilito che la creazione di crediti inesistenti integra il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, indipendentemente dalla compensazione . Tuttavia, se i lavori sono stati effettivamente eseguiti e correttamente asseverati, puoi dimostrarne la validità e difenderti. Consulta un avvocato per predisporre la documentazione.
- La banca può sequestrare i crediti ceduti se non ho commesso frodi?
Sì. La Cassazione ha confermato che il sequestro preventivo dei crediti d’imposta è valido anche nei confronti del cessionario estraneo al reato . Tuttavia, il cessionario risponde solo per l’utilizzo irregolare del credito. Occorre verificare la propria posizione e tutelarsi.
- È ancora possibile compensare i crediti d’imposta con i contributi INPS?
Attualmente sì per professionisti e imprese diverse da banche e assicurazioni. Il Senato ha eliminato il divieto di compensazione previsto dalla bozza della legge di bilancio 2026 . Dal 1° luglio 2026, però, banche e assicurazioni non potranno utilizzare crediti diversi da quelli da liquidazione delle imposte per pagare contributi .
- Cosa succede se non pago le rate della rottamazione‑quinquies?
La definizione agevolata decade in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata. I versamenti effettuati sono considerati acconto sulle somme dovute e riprendono le azioni di riscossione.
- Posso presentare un piano del consumatore se la mia è un’impresa individuale?
Se hai cessato l’attività e non sei soggetto a procedure fallimentari, puoi accedere al piano del consumatore. In alternativa, se l’impresa è ancora attiva ma rientri nelle soglie del concordato minore, puoi proporre quest’ultima procedura.
- Quanto tempo impiega la procedura di sovraindebitamento?
Dipende dal tipo di procedura. Il piano del consumatore e il concordato minore richiedono mediamente 6‑8 mesi per essere omologati; la liquidazione controllata dura almeno tre anni. È fondamentale attivarsi per tempo.
- Cosa posso fare se la banca minaccia la revoca degli affidamenti?
Avvia un’analisi del contratto per contestare anatocismo e usura; negozia un piano di rientro e valuta la composizione negoziata della crisi. Se necessario, ricorri all’accordo di ristrutturazione dei debiti.
- È possibile recuperare gli interessi pagati in eccesso alla banca?
Sì. Se le clausole anatocistiche non sono state pattuite per iscritto o se i tassi applicati superano la soglia di usura, è possibile agire per la ripetizione dell’indebito e ottenere la restituzione degli interessi .
- La mia società ha forma di S.r.l.; posso utilizzare la composizione negoziata?
Sì. La composizione negoziata è aperta a tutte le imprese. Accedi tramite la piattaforma telematica e richiedi l’assistenza di un esperto negoziatore per trattare con i creditori .
- Che differenza c’è tra rottamazione e saldo e stralcio?
La rottamazione consente di estinguere i debiti pagando capitale e spese, abbonando sanzioni e interessi. Il saldo e stralcio, invece, consente di pagare solo una percentuale del debito in presenza di difficoltà economica (ISEE basso) ma non è destinato alle imprese.
- Come posso sospendere un pignoramento del conto aziendale?
Presenta un’istanza di sospensione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e, se necessario, un ricorso in opposizione al giudice dell’esecuzione. Se stai aderendo alla rottamazione o hai un ricorso pendente, la riscossione deve essere sospesa.
- È possibile contestare una cartella dopo molti anni?
Solo se la prescrizione non è stata interrotta. Verifica eventuali notifiche (intimazioni, solleciti) che possono aver interrotto i termini . In ogni caso, l’azione va intrapresa entro 60 giorni dall’ultimo atto ricevuto.
- Come si calcolano le rate nella rottamazione‑quinquies?
Le rate sono bimestrali; il numero massimo è 54 (9 anni). Il debito residuo viene diviso per le rate scelte, applicando l’interesse del 3 % annuo dal 1° agosto 2026. Ogni rata non può essere inferiore a 100 €. L’Agente della riscossione mette a disposizione un prospetto con il calcolo.
- Cosa succede ai crediti fiscali incagliati?
Gli istituti di credito, a causa della riduzione della “tax capacity”, acquistano meno crediti. Le imprese che hanno praticato lo sconto in fattura devono attendere la monetizzazione; in mancanza, possono compensare i crediti con i propri debiti (se non appartengono a soggetti vietati) o cederli a terzi. È importante monitorare le normative sulla compensazione .
- Le Sicaf possono beneficiare del Superbonus?
Le Sicaf possono beneficiare del Superbonus come committenti, ma non delle agevolazioni dell’art. 7 DL 34/2019 riservate alle imprese di costruzione. La Cassazione ha chiarito che la riduzione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali spetta solo a imprese edilizie .
- Il sequestro preventivo può essere disposto sui crediti d’imposta già utilizzati?
Secondo la Cassazione n. 9833/2024, il sequestro preventivo può essere disposto anche se i crediti sono stati compensati o se l’operazione non è stata utilizzata a fini fraudolenti, purché esista un collegamento con il reato .
- Cos’è l’esdebitazione dell’incapiente?
È una procedura prevista dal Codice della crisi che consente di cancellare completamente i debiti a chi non possiede beni né reddito sufficiente. Il giudice accerta lo stato di incapienza e, dopo un periodo di prova, ordina l’esdebitazione .
- Posso aderire alla rottamazione se ho già un piano rateizzato?
Sì. È possibile inserire nella rottamazione‑quinquies i debiti residui di un piano rateizzato in corso. Le rate già versate saranno considerate acconto e l’importo residuo verrà calcolato secondo le nuove regole.
- Se ho un contenzioso pendente posso aderire alla rottamazione?
Sì. L’adesione non preclude la prosecuzione del contenzioso. Tuttavia, se il ricorso viene rigettato e il debito si consolida, la definizione agevolata consente di ridurre le somme dovute.
8. Simulazioni pratiche e numeriche
8.1 Calcolo di un debito fiscale con rottamazione‑quinquies
Scenario: L’impresa “TermoCasa S.r.l.” ha ricevuto una cartella esattoriale nel 2024 per IRPEF e IVA relative al 2018, con importo complessivo di 100 000 €, così suddiviso:
- Capitale: 60 000 €
- Sanzioni: 25 000 €
- Interessi di mora e aggio: 15 000 €
Soluzione classica (senza definizione agevolata):
Pagando in 72 rate, l’azienda dovrebbe versare l’intero importo maggiorato degli interessi di rateizzazione (circa 3 %), per un totale di circa 103 000 € in cinque anni.
Soluzione con rottamazione‑quinquies:
- Importo dovuto: solo capitale (60 000 €) e spese di notifica. Sanzioni e interessi di mora sono abbonati .
- Opzione: 54 rate bimestrali da 60 000 €/54 ≈ 1 111 € ciascuna, con interessi al 3 % annuo dal 1° agosto 2026.
Risparmio: circa 40 000 € (sanzioni + interessi) + risparmio sull’aggio. La rottamazione si rivela quindi conveniente.
8.2 Esempio di impugnazione di un’intimazione di pagamento
Scenario: L’Agenzia delle Entrate-Riscossione notifica a “EcoIsolamenti S.r.l.” un’intimazione di pagamento il 15 ottobre 2025 per cartelle relative agli anni 2014–2016. I debiti risultano prescritti (più di 5 anni per tributi locali e contributi). L’azienda non aveva ricevuto altri atti dal 2019.
Azioni:
- Analisi della notifica e verifica delle ricevute di consegna: non risultano atti interruttivi successivi al 2019.
- Presentazione di ricorso entro 60 giorni dinanzi alla Corte di giustizia tributaria eccependo la prescrizione quinquennale per sanzioni e contributi .
- Richiesta di sospensione della riscossione: il giudice può sospendere il pignoramento e la cartella in attesa della decisione.
- In assenza di ricorso, l’azienda perderebbe il diritto di eccepire la prescrizione .
Risultato atteso: Il giudice accoglie l’eccezione di prescrizione e annulla la cartella; l’azienda non dovrà pagare alcunché.
8.3 Simulazione di contestazione del contratto bancario
Scenario: “Isolamenti Verdi S.r.l.” ha stipulato un mutuo chirografario nel 2013. La banca applica la capitalizzazione trimestrale degli interessi senza pattuizione scritta. Dopo 10 anni, la società ha pagato 150 000 € di interessi.
Azioni:
- Recupero del contratto e dei prospetti di maturazione interessi.
- Calcolo del saldo al netto dell’anatocismo, applicando l’art. 1283 c.c. e la delibera CICR; nei contratti antecedenti al 2000 l’anatocismo è vietato senza pattuizione espressa .
- Presentazione di azione di ripetizione di indebito alla banca per ottenere la restituzione degli interessi non dovuti (si stimano 40 000 €).
- Negoziazione di un piano di rientro con il nuovo saldo (debito ridotto) o opposizione a eventuale decreto ingiuntivo.
Risultato atteso: Rimborso parziale degli interessi e riduzione del debito residuo con la banca, migliorando la liquidità dell’azienda.
8.4 Utilizzo della composizione negoziata
Scenario: L’impresa “GreenCoat S.r.l.” ha un fatturato di 3 milioni di euro ma è sovraindebitata per 1,2 milioni di euro con fisco, INPS e banche. Non rientra nel concordato minore ma vuole evitare la liquidazione.
Azioni:
- Accesso alla piattaforma di composizione negoziata con l’assistenza dell’Esperto negoziatore .
- Predisposizione del piano di risanamento: analisi finanziaria, riduzione dei costi, cessione di rami d’azienda non strategici.
- Trattativa con i creditori: proposta di moratoria per 12 mesi e riduzione del tasso sui mutui; richiesta di dilazione con l’Agenzia delle Entrate; adesione alla rottamazione per i carichi affidati.
- Verifica della sostenibilità del piano da parte dell’esperto e presentazione al tribunale per l’omologa (se necessario).
Risultato atteso: Ottenimento della moratoria dai creditori, riduzione del carico fiscale tramite rottamazione, ristrutturazione del debito bancario. L’azienda evita la liquidazione e avvia un percorso di risanamento.
9. Conclusione
Le imprese specializzate in cappotti termici e nel miglioramento dell’efficienza energetica hanno contribuito alla riqualificazione del patrimonio edilizio grazie a Ecobonus e Superbonus. Tuttavia, la normativa in continua evoluzione, le restrizioni alla compensazione dei crediti e i controlli intensificati stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di molte realtà imprenditoriali. Per le aziende con debiti è fondamentale agire tempestivamente e con metodo:
- verificare ogni atto dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, eccependo vizi e prescrizioni;
- impugnare l’intimazione di pagamento entro 60 giorni per non perdere il beneficio della prescrizione ;
- aderire alle definizioni agevolate come la rottamazione‑quinquies per ridurre drasticamente i debiti ;
- contestare gli interessi illegittimi applicati dalle banche e negoziare piani di rientro;
- valutare soluzioni di ristrutturazione attraverso piani del consumatore, concordati minori o composizione negoziata.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare offrono un supporto completo: analisi degli atti, ricorsi tributari, difesa nei confronti dell’INPS, contestazioni bancarie, predisposizione di piani di risanamento, accesso alla composizione negoziata e rappresentanza davanti alle Sezioni unite della Cassazione. Il loro approccio integra competenze legali, fiscali e tecniche (ingegneri e commercialisti) per fornire soluzioni efficaci e personalizzate.
Il messaggio principale è che non esiste una situazione senza via d’uscita. Con le giuste strategie legali e finanziarie è possibile bloccare pignoramenti e azioni esecutive, ridurre i debiti e salvare la propria impresa. Agire in fretta è la chiave per evitare di subire passivamente decisioni irrevocabili.
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