Introduzione
Gestire una azienda di ascensori comporta investimenti importanti, margini stretti e obblighi rigorosi: dalle certificazioni tecniche alla manutenzione, dai contratti di appalto ai rapporti con fornitori, dipendenti e istituti di credito. In questo scenario le tensioni di liquidità possono sfociare in debiti verso il Fisco, l’INPS o le banche. Una cartella di pagamento non pagata nei termini può diventare pignoramento di conti e immobili, un avviso di addebito INPS può paralizzare l’azienda, mentre rate bancarie insolute possono culminare in azioni giudiziali o revoca degli affidamenti. Non agire tempestivamente espone l’imprenditore a fermi amministrativi, ipoteche e perfino al fallimento.
Questa guida offre un percorso aggiornato a gennaio 2026, focalizzato sulle azioni esecutive e difensive relative ai debiti societari. Mostreremo cosa prevede la legge, quali sono i tempi per impugnare atti e come sfruttare le varie definizioni agevolate (rottamazione quinquies, rateizzazione, piani del consumatore e altre procedure della Legge 3/2012 e del Codice della crisi d’impresa) per ridurre o annullare il debito. Illustreremo inoltre le recenti sentenze della Corte di Cassazione, come quella che estende gli effetti del pignoramento su conto corrente anche alle somme affluite entro i sessanta giorni , le norme sulla responsabilità degli ex soci dopo la cancellazione della società e l’importanza di contestare le notifiche irregolari . Alla fine troverete tabelle riepilogative, simulazioni numeriche, risposte ai quesiti più frequenti e consigli pratici.
Chi siamo: l’avvocato Monardo e il suo staff
Lo studio legale dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo nasce dall’esperienza dell’omonimo fondatore. L’Avv. Monardo è avvocato cassazionista, coordinatore di un team multidisciplinare formato da avvocati tributaristi, penalisti, consulenti del lavoro e commercialisti presenti su tutto il territorio nazionale. È Gestore della Crisi da Sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; è professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 . Questa esperienza gli consente di combinare le competenze giuridiche con quelle economico‑contabili e negoziali.
Come possiamo aiutare
Ogni situazione debitoria richiede un’analisi puntuale: il nostro staff verifica la legittimità delle cartelle, controlla i termini di decadenza e prescrizione, ricostruisce i rapporti bancari ed elabora strategie su misura. Possiamo:
- Analizzare gli atti: esaminiamo cartelle di pagamento, avvisi di addebito, intimazioni e pignoramenti per verificare vizi di notifica o calcoli errati.
- Proporre ricorsi e sospensioni: presentiamo ricorsi alle Commissioni tributarie o ai giudici del lavoro per ottenere l’annullamento o la sospensione degli atti. Nei casi urgenti, chiediamo la sospensione ex art. 19 D.Lgs 546/1992.
- Negoziare con l’agente della riscossione: formuliamo istanze di rateizzazione o domande di rottamazione (quater/quinquies) per pagare il solo capitale, ottenendo la cancellazione di interessi e sanzioni.
- Attivare procedure di sovraindebitamento: elaboriamo piani del consumatore o accordi di ristrutturazione previsti dalla Legge 3/2012 e ora confluiti nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, consentendo la riduzione del debito e l’esdebitazione finale .
- Difendere da banche e finanziarie: rinegoziamo mutui, leasing e affidamenti, opponendoci alle azioni giudiziarie e contestando l’usura o l’anatocismo.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
Responsabilità societaria e dei soci
Cancellazione della società – L’art. 2495 c.c. stabilisce che, dopo l’approvazione del bilancio finale di liquidazione, i liquidatori richiedono la cancellazione della società dal registro. Da quel momento l’ente si estingue; i creditori insoddisfatti possono agire contro i soci, ma solo nei limiti delle somme da essi riscosse in base al bilancio finale, e contro i liquidatori se il mancato pagamento è dovuto a colpa di questi ultimi . Le Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 3625 del 2025 hanno chiarito che l’ex socio non risponde dell’intero debito della società cancellata, ma solo nei limiti di quanto percepito in sede di liquidazione; spetta al Fisco provare che il socio abbia concretamente ricevuto beni o somme .
Concorso di persone nelle violazioni tributarie – L’art. 9 del D.Lgs 472/1997 dispone che quando più persone concorrono in una violazione, ciascuna è soggetta alla sanzione prevista per la violazione commessa. Se l’infrazione consiste in un’omissione dovuta a più obbligati congiunti, la sanzione è unica e il pagamento di uno libera gli altri . La Cassazione (sentenza n. 7948/2025) ha ribadito che anche il professionista (ad esempio il commercialista della società) può essere responsabile per concorso in frodi fiscali, senza che sia necessario dimostrare un suo profitto personale .
Cartella di pagamento e avviso di addebito INPS
La procedura di riscossione coattiva è disciplinata dal D.P.R. 602/1973. L’articolo 24 prevede l’emissione della cartella di pagamento in seguito all’iscrizione a ruolo dei tributi; l’articolo 25 stabilisce che l’agente della riscossione deve notificarla entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (quarto anno per l’accertamento formale e secondo anno per l’accertamento definitivo). Il contribuente deve pagare entro sessanta giorni dalla notifica, trascorsi i quali l’agente può avviare il pignoramento . La cartella deve essere notificata con modalità che assicurino la tracciabilità: l’art. 26 impone la notifica tramite ufficiale giudiziario, messo comunale o raccomandata A/R; la Corte di Cassazione ritiene nulla la cartella se manca la prova della notifica .
Dal 2011, per i contributi previdenziali e assistenziali è stato introdotto l’avviso di addebito INPS: è un titolo esecutivo immediatamente idoneo alla riscossione che sostituisce la cartella. Ai sensi dell’art. 30 del D.L. 78/2010, l’avviso di addebito deve essere pagato entro sessanta giorni, trascorsi i quali l’INPS può avviare l’esecuzione forzata. Il contribuente può impugnarlo entro quaranta giorni davanti al giudice del lavoro.
Termini di decadenza e prescrizione
La distinzione tra decadenza e prescrizione è fondamentale. La decadenza riguarda il termine entro il quale l’amministrazione deve attivarsi per emettere e notificare l’atto; la prescrizione incide invece sul diritto di credito. Secondo un articolo di sintesi del SIULP, il termine di prescrizione per la riscossione dei tributi è di dieci anni per la quota capitale (art. 2949 c.c.) e cinque anni per sanzioni e interessi (art. 20 D.Lgs 472/1997 e art. 2948 c.c.); tali termini sono stati confermati dalla Cassazione con ordinanza n. 27093/2022 . Per i contributi INPS e INAIL, l’art. 3, comma 9 della Legge 335/1995 prevede che si prescrivono in dieci anni se anteriori al 1° gennaio 1996 o se è intervenuta denuncia del lavoratore, e in cinque anni per i contributi successivi; dopo l’emissione della cartella, il credito contributivo si prescrive comunque in cinque anni . Tali termini possono essere interrotti da atti di notifica validamente eseguiti.
Composizione della crisi, esdebitazione e strumenti negoziali
La Legge 3/2012 ha introdotto procedure per i soggetti sovraindebitati che non hanno accesso al fallimento: il piano del consumatore, l’accordo di ristrutturazione dei debiti e la liquidazione del patrimonio. Questi strumenti consentono al debitore onesto ma sfortunato di proporre ai creditori un pagamento parziale e di ottenere l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui . La disciplina è confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs 14/2019) che, dopo vari rinvii, è entrato pienamente in vigore dal 15 luglio 2022. Nel 2024 e nel 2025 sono stati emanati due correttivi (D.Lgs 83/2022 e D.Lgs 136/2024) che hanno semplificato le procedure e previsto l’esdebitazione del debitore incapiente: il debitore persona fisica che non può offrire alcuna utilità ai creditori può chiedere l’esdebitazione una sola volta, a condizione di aver collaborato lealmente.
Il Decreto Legge 118/2021, convertito nella Legge 147/2021, ha introdotto la composizione negoziata della crisi: l’imprenditore in difficoltà può chiedere la nomina di un esperto negoziatore che lo assista nel dialogo con creditori, banche e Fisco, al fine di evitare la crisi e favorire la continuità aziendale. La norma prevede un portale telematico e un registro degli esperti presso le camere di commercio . L’Avv. Monardo è tra i professionisti abilitati come esperto negoziatore e può assistere le aziende di ascensori in questo percorso.
Rottamazione delle cartelle: dalla “quater” alla “quinquies”
La strategia di recupero delle entrate dello Stato è stata affiancata da numerose definizioni agevolate che permettono al contribuente di pagare solo l’imposta senza sanzioni e interessi. La Legge 197/2022 (Legge di bilancio 2023) ha introdotto la rottamazione quater; la Legge 199/2025 (Legge di bilancio 2026) ha lanciato la rottamazione quinquies, valida per i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Secondo i commi 82‑101 della legge, i debiti possono essere estinti pagando solo il capitale e le spese di notifica, mentre interessi di mora, sanzioni e aggio sono integralmente condonati . La procedura consente la dilazione fino a 54 rate bimestrali e prevede l’esclusione dei carichi già inseriti in un piano quater regolarmente pagato al 30 settembre 2025. La presentazione della domanda sospende automaticamente le azioni esecutive e l’agente deve comunicare l’esito entro il 30 giugno 2026.
Pignoramento e tutela del conto corrente
L’art. 72‑bis del D.P.R. 602/1973 consente all’agente della riscossione di pignorare somme dovute dal terzo (di solito una banca) al debitore, con un ordine di pagamento diretto. La Corte di Cassazione con sentenza n. 28520/2025 ha stabilito che il vincolo si estende anche alle somme che affluiscono sul conto corrente entro i sessanta giorni successivi alla notifica, periodi tradizionalmente destinati allo spatium deliberandi per il terzo . L’interpretazione ha suscitato critiche perché assimila il pignoramento speciale (procedura stragiudiziale) al pignoramento ordinario, compromettendo il diritto di difesa del debitore e imponendo alla banca di trattenere anche le future rimesse . Sapere che la Cassazione ha esteso l’effetto del pignoramento alle somme sopravvenute permette al debitore di valutare rapidamente la richiesta di rateizzazione o la proposizione di opposizione all’esecuzione.
Notifica irregolare e fermo amministrativo
Un atto di riscossione privo di notifica valida è annullabile. L’articolo 26 DPR 602/1973 stabilisce che la cartella deve essere notificata con mezzi idonei a certificare la ricezione. L’assenza di documentazione che provi la notifica rende illegittimi gli atti successivi, come il fermo amministrativo sul veicolo aziendale. Il sito CrisiFiscale d’Impresa ricorda che «la cartella di pagamento è il titolo che dà origine all’intera procedura; senza la sua corretta notifica viene meno il presupposto stesso del fermo» . Il contribuente può chiedere l’accesso agli atti per verificare la notifica e, se assente, proporre ricorso per ottenere l’annullamento del fermo e la rimozione del vincolo.
Nuovo Testo Unico della Riscossione e proroghe
Nel marzo 2025 è stato approvato il D.Lgs 33/2025 che avrebbe dovuto riunire la normativa sulla riscossione in un Testo Unico in vigore dal 1° gennaio 2026. Una tabella di raccordo pubblicata dallo Studio Marino rileva però che l’entrata in vigore è stata posticipata al 1° gennaio 2027 dal Decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (c.d. “milleproroghe”) . Fino al 2026 continuano quindi ad applicarsi le regole del DPR 602/1973 e del D.Lgs 46/1999.
Procedura passo‑passo: cosa succede dopo la notifica dell’atto
Una volta ricevuto un atto (cartella di pagamento, avviso di addebito, intimazione di pagamento o pignoramento), è essenziale agire rapidamente per evitare l’aggravarsi del debito e la perdita di diritti. Seguendo questa procedura passo‑passo, l’imprenditore può capire quali azioni intraprendere.
1. Verifica della notifica e della decadenza
- Data di notifica: annotare la data in cui è stata ricevuta la cartella o l’avviso. Il termine per il pagamento o per il ricorso decorre dalla notifica e non dalla data riportata sull’atto.
- Validità della notifica: controllare che la notifica sia avvenuta tramite raccomandata A/R, PEC o messo notificatore autorizzato. Se non si trova l’avviso o l’atto non è firmato, è probabile che vi sia un vizio di notifica .
- Termini di decadenza: verificare che la cartella sia stata emessa nei termini (entro il 31 dicembre del terzo anno per il controllo automatizzato o del quarto anno per il controllo formale ). Se l’atto è tardivo, si può eccepire la decadenza.
- Termini di prescrizione: valutare se il credito sia prescritto (dieci anni per imposte e cinque anni per sanzioni e interessi ; cinque anni per contributi INPS dopo l’emissione della cartella ). In presenza di prescrizione, si può richiedere l’annullamento.
2. Analisi dell’importo e dei vizi formali
- Controllo dei calcoli: spesso le cartelle contengono errori di somma o applicano interessi non dovuti; confrontare l’importo con le dichiarazioni fiscali o con i versamenti effettuati.
- Motivazione dell’atto: verificare che l’atto rechi una motivazione sufficiente. Per l’avviso di addebito INPS è necessaria l’indicazione del periodo di riferimento e della norma violata; in mancanza, il titolo è nullo.
- Responsabilità dei soci e degli amministratori: se la società è stata cancellata dal registro, verificare se l’atto è indirizzato ai soci. Ricordare che i soci rispondono solo nei limiti di quanto ricevuto .
- Vizi di notifica o inesistenza dell’atto: la mancanza di prova della notifica consente di eccepire la nullità; in caso di cartella mai notificata è possibile bloccare anche il fermo amministrativo .
3. Scelta dello strumento difensivo
Ricorso tributario – Il ricorso contro cartelle, accertamenti e intimazioni va proposto entro sessanta giorni (40 giorni per avvisi di addebito INPS) dalla notifica dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. Il ricorso consente di chiedere la sospensione dell’esecuzione e l’annullamento del debito. In pendenza di giudizio è possibile aderire alla definizione agevolata, se prevista.
Ricorso al giudice del lavoro – Per gli avvisi di addebito INPS, il ricorso si propone entro 40 giorni. Si contesta la legittimità del titolo, il calcolo dei contributi e l’eventuale prescrizione. Il giudice può sospendere la riscossione.
Opposizione all’esecuzione (ex art. 615 c.p.c.) – Se viene notificato un pignoramento (su conto corrente, immobile, credito), il debitore può opporsi entro venti giorni dall’esecuzione sostenendo l’inesistenza del titolo o l’estinzione del credito. Nel caso di pignoramento ex art. 72‑bis, è possibile eccepire che il vincolo non può estendersi alle somme future se manca un provvedimento di assegnazione .
Opposizione agli atti esecutivi (ex art. 617 c.p.c.) – Contro vizi formali dell’atto (ad esempio, errori nella notifica o nell’ammontare), l’opposizione va proposta entro venti giorni dalla notifica. Si può richiedere la sospensione del pignoramento o del fermo.
4. Richiesta di rateizzazione o rottamazione
Se non è opportuno impugnare, è possibile chiedere una rateizzazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. I debiti fino a 120.000 € possono essere rateizzati fino a 72 rate mensili senza necessità di presentare la documentazione sulla difficoltà economica; oltre tale soglia occorre attestare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio.
La rottamazione consente di estinguere il debito con notevoli sconti: la rottamazione quinquies (2026) prevede il pagamento della sola imposta e delle spese, con dilazione bimestrale fino a 54 rate, l’esclusione dei debiti relativi alle sentenze della Corte dei conti e il divieto di definire carichi già compresi in una rottamazione quater regolarmente pagata . Per aderire occorre presentare domanda entro la scadenza fissata dalla legge (31 maggio 2026) e versare la prima rata entro il 31 luglio 2026. La presentazione della domanda sospende immediatamente le procedure esecutive.
5. Valutazione di procedure concorsuali o di sovraindebitamento
Se il debito è eccessivo e mette in pericolo la continuità aziendale, l’imprenditore può accedere a procedimenti come:
- Composizione negoziata della crisi: si accede tramite il portale istituzionale nominando un esperto negoziatore ; consente di sospendere le azioni esecutive e di negoziare con i creditori un piano di ristrutturazione.
- Piano del consumatore (per imprenditori non fallibili): consente di pagare i debiti in misura proporzionata al reddito residuo e di ottenere l’esdebitazione .
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: prevede il consenso della maggioranza dei creditori e l’omologazione del tribunale; può prevedere falcidie e dilazioni.
- Liquidazione controllata: per chi non può proporre un piano sostenibile; si mette a disposizione il proprio patrimonio ai creditori per ottenere l’esdebitazione.
- Esdebitazione del debitore incapiente: introdotta con il correttivo 2022, consente al debitore persona fisica privo di beni di ottenere la cancellazione dei debiti una sola volta, purché abbia cooperato lealmente .
La scelta della procedura richiede un’analisi tecnico-contabile; lo staff dell’Avv. Monardo assiste nella predisposizione della documentazione, nel confronto con l’OCC e nella redazione della proposta da sottoporre ai creditori.
Difese e strategie legali per debiti fiscali, previdenziali e bancari
Contestare la legittimità dell’atto
La prima difesa consiste nel contestare la validità dell’atto. Si può eccepire:
- Vizio di notifica: se l’atto non è stato notificato al contribuente o è stato consegnato a un indirizzo errato, la cartella è nulla e anche gli atti successivi (fermo, ipoteca, pignoramento) devono essere annullati .
- Decadenza: la cartella notificata oltre il terzo/quarto anno dalla dichiarazione è decaduta . Per gli avvisi di addebito, occorre verificare che l’INPS abbia emesso l’atto entro cinque anni dalla maturazione del credito.
- Prescrizione: il diritto a riscuotere le somme si prescrive in dieci anni per l’imposta e cinque anni per sanzioni, interessi e contributi dopo la cartella . Se sono decorsi questi termini senza atti interruttivi, il credito si estingue.
- Errore di calcolo o di persona: capita che la cartella riporti importi già versati o intestati a soggetti diversi (ad esempio alla società estinta). Presentando prova del pagamento o della cancellazione societaria, si può ottenere l’annullamento.
Richiedere la sospensione
Quando c’è urgenza di fermare un pignoramento o un fermo amministrativo, è possibile chiedere la sospensione amministrativa all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dimostrando che il debito è stato pagato o che l’atto è affetto da errori evidenti. In alternativa, si può ottenere una sospensione giudiziale presentando ricorso o opposizione con richiesta di sospensione inaudita altera parte. La sospensione è essenziale per evitare la vendita del bene pignorato.
Rateizzare o definire il debito
Quando non è conveniente impugnare l’atto (perché il debito è certo e non prescritto), la soluzione migliore è rateizzare o definire. La rateizzazione consente di spalmare il pagamento su 72 o 120 rate, mentre la definizione agevolata riduce l’importo da pagare. Grazie alla rottamazione quinquies, un’azienda può ottenere risparmi considerevoli: se, ad esempio, ha un debito di 100.000 € in cartelle riferite a IRPEF e IVA, il capitale è spesso intorno al 60–70 %; con la rottamazione si versano circa 60.000–70.000 € (senza sanzioni e interessi) suddivisi in 54 rate bimestrali. L’adesione evita pignoramenti futuri e non richiede garanzie.
Utilizzare la composizione negoziata
Per le aziende strutturate come quella di ascensori, la composizione negoziata è uno strumento prezioso. Presentando l’istanza sulla piattaforma ministeriale, si ottiene la nomina di un esperto che favorisce la trattativa con i creditori. Durante la procedura l’imprenditore mantiene la gestione, può richiedere misure protettive (sospensione dei pignoramenti e del pagamento di alcuni debiti), proporre la cessione di rami d’azienda o l’affitto e rinegoziare i contratti. È indispensabile predisporre un piano di risanamento basato su flussi di cassa realistici e sull’analisi patrimoniale. L’intervento di un avvocato esperto aiuta a impostare la trattativa in modo convincente e a evitare la responsabilità per mala gestio.
Avviare procedure di sovraindebitamento
Quando l’azienda non è fallibile (società di persone o ditta individuale) ma il debito è insostenibile, si possono utilizzare le procedure previste dalla Legge 3/2012. Nel piano del consumatore, riservato alle persone fisiche, il tribunale può imporre ai creditori una falcidia del debito in base alle reali capacità di pagamento . L’accordo di ristrutturazione richiede l’adesione dei creditori che rappresentano almeno il 60 % dei debiti. La liquidazione controllata comporta la vendita dei beni e la distribuzione del ricavato, con successiva esdebitazione. Queste procedure sono gestite dall’Organismo di composizione della crisi (OCC) e richiedono la nomina di un gestore: l’Avv. Monardo, essendo gestore della crisi, può assistere il cliente dalla fase di predisposizione della domanda fino all’omologazione e all’esdebitazione finale.
Difendersi dai pignoramenti bancari
La difesa dagli atti di pignoramento sui conti correnti o sui crediti verso terzi richiede tempestività:
- Controllare il titolo: se il pignoramento deriva da una cartella mai notificata o decaduta, è illegittimo .
- Eccepire l’inapplicabilità della sentenza 28520/2025: la Cassazione ha esteso l’effetto del pignoramento ex art. 72‑bis alle somme sopravvenute, ma la dottrina ne critica la validità perché il pignoramento speciale è stragiudiziale e privo di contraddittorio . In sede di opposizione all’esecuzione si può sostenere che l’estensione alle somme future viola il principio di proporzionalità.
- Presentare istanza di riduzione o conversione: il debitore può chiedere al giudice la riduzione del pignoramento o la sua conversione in una somma da versare in rate mensili, offrendo idonee garanzie.
- Negoziare con la banca: in presenza di fido o mutuo scaduto, è utile proporre un piano di rientro, eventualmente assistito da garanzie aggiuntive. Un avvocato specializzato può verificare la presenza di interessi usurari o anatocistici e contestarne la legittimità.
Rapporti con le banche e ristrutturazione del debito bancario
Le aziende di ascensori investono molto in macchinari e impianti, spesso finanziati da leasing e mutui ipotecari. Quando gli incassi diminuiscono, la rata può diventare insostenibile. Ecco alcune strategie:
- Verificare i tassi applicati: i contratti bancari devono rispettare il tasso soglia antiusura e il divieto di anatocismo. Se emergono tassi superiori, si può chiedere la riduzione del debito o l’annullamento delle clausole usurarie.
- Negoziare una moratoria: molte banche concedono sospensioni o allungamenti del mutuo; con la nuova normativa sul credito, gli accordi transattivi possono prevedere l’estinzione a saldo e stralcio o la ristrutturazione con garanzie reali.
- Accedere al Fondo di garanzia per le PMI: la legge di bilancio 2026 ha rifinanziato il fondo per concedere garanzie fino al 90 % sui nuovi finanziamenti. Può essere utile per consolidare i debiti e rinegoziare tassi più bassi.
- Valutare l’esdebitazione: per l’imprenditore individuale che abbia chiuso l’attività e non abbia beni, è possibile chiedere l’esdebitazione del debitore incapiente .
Strumenti alternativi: definizioni agevolate, rottamazioni, piani di rientro
Rottamazione quinquies e altre definizioni
Il 2026 vede la contemporanea presenza di più definizioni agevolate. Ecco un riepilogo dei principali strumenti:
| Strumento | Normativa | Debiti ammessi | Vantaggi principali |
|---|---|---|---|
| Rottamazione quater | Legge 197/2022 | Carichi affidati fino al 30 giugno 2022; per chi ha aderito e rispetta le rate | Pagamento integrale del capitale e delle spese; condono totale di sanzioni e interessi. |
| Rottamazione quinquies | Legge 199/2025, art. 1 commi 82‑101 | Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, esclusi quelli già ricompresi nella quater regolarmente pagata | Condono di interessi, sanzioni e aggio; pagamento in 54 rate bimestrali; sospensione automatica delle azioni esecutive . |
| Saldo e stralcio per persone fisiche | D.L. 4/2019 convertito in L. 26/2019 | Debiti tributari e contributivi di contribuenti con ISEE < 20.000 € | Pagamento di una percentuale del capitale in funzione del valore ISEE; condono totale di sanzioni e interessi. |
| Definizione agevolata dei controlli automatizzati | Legge 145/2018 e successive proroghe | Avvisi bonari per controlli ai sensi degli artt. 36‑bis e 36‑ter DPR 600/1973 e 54‑bis DPR 633/1972 | Pagamento di tributi e riduzione degli interessi al 3 %; possibilità di rateizzare in 20 rate trimestrali. |
Per ciascun strumento occorre valutare l’entità del debito, le scadenze (la quinquies richiede domanda entro il 31 maggio 2026), la compatibilità con altre sanatorie e la convenienza nel lungo periodo. Lo studio dell’Avv. Monardo assiste nella compilazione e nella presentazione delle istanze, monitorando l’esito e verificando eventuali rigetti.
Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione
Quando il debito riguarda soprattutto finanziamenti bancari e fornitori, i piani del consumatore e gli accordi di ristrutturazione sono strumenti efficaci per ridurre l’esposizione. Nel piano del consumatore, riservato agli imprenditori non fallibili e ai privati, si presenta al giudice un piano di pagamenti sostenibile basato sul reddito familiare e sul valore dei beni. I creditori non possono opporsi ma hanno diritto a osservazioni; se il giudice ritiene il piano congruo lo omologa e il debitore diventa esdebitato alla fine dei pagamenti .
L’accordo di ristrutturazione richiede l’adesione dei creditori che rappresentano almeno il 60 % dei debiti. Può prevedere la cessione di beni, la trasformazione di crediti in capitale, l’intervento di terzi (nuovi soci). Una volta omologato, l’accordo è vincolante per tutti i creditori; in caso di inadempimento possono essere avviate azioni esecutive.
Liquidazione controllata ed esdebitazione del debitore incapiente
Se l’imprenditore non ha la capacità di offrire un piano, può accedere alla liquidazione controllata: si apre una procedura innanzi al Tribunale in cui il patrimonio viene venduto per soddisfare i creditori. Al termine, la persona fisica può ottenere la esdebitazione per i debiti non soddisfatti. Dal 2022 è stata introdotta la esdebitazione del debitore incapiente, riservata a chi non possiede beni né redditi e non è in grado di pagare; l’esdebitazione può essere chiesta una sola volta nella vita, a condizione di aver adempiuto agli obblighi informativi e di non aver cagionato il sovraindebitamento con dolo o colpa grave .
Accordi stragiudiziali con banche e fornitori
Oltre agli strumenti previsti dalla legge, è possibile negoziare accordi stragiudiziali. Ad esempio:
- Transazione fiscale e contributiva: in pendenza di una procedura concorsuale o di composizione, si può proporre all’Agenzia delle Entrate e all’INPS una riduzione dei debiti fiscali e previdenziali. La transazione è vincolante se approvata dalla maggioranza dei creditori e omologata dal tribunale.
- Accordo di ristrutturazione con i fornitori: per garantire la continuità delle forniture di componenti e manutenzione, l’azienda di ascensori può proporre un piano di rientro che preveda pagamenti dilazionati e incentivi (interessi convenzionali, garanzie reali). È opportuno redigere l’accordo per iscritto e valutare eventuali clausole di risoluzione.
- Operazioni di finanza straordinaria: la vendita di un ramo d’azienda (ad esempio il settore di manutenzione) o l’ingresso di nuovi soci può generare liquidità utile a saldare i debiti. In questi casi è fondamentale fare una due diligence e valutare l’impatto fiscale.
Errori comuni e consigli pratici
Gestire un debito fiscale o bancario richiede lucidità. Ecco alcuni errori frequenti che l’imprenditore deve evitare e i consigli pratici per affrontare la crisi:
- Ignorare gli atti: molte aziende cestinano le cartelle credendo che si tratti di semplici avvisi. Ignorare un atto significa perdere il diritto di ricorrere entro i termini.
- Pagare senza verificare: prima di pagare, è bene controllare se l’atto è prescritto o decaduto. Pagare un debito prescritto equivale a rinunciare a un diritto.
- Confondere decadenza e prescrizione: la decadenza riguarda la tempestività dell’amministrazione; la prescrizione estingue il diritto. Confonderle può portare a ricorsi infondati.
- Presentare ricorsi generici: un ricorso senza motivi specifici viene rigettato. Occorre contestare punti precisi (vizio di notifica, prescrizione, errata imputazione).
- Aspettare la fine del contenzioso per aderire alle sanatorie: spesso le definizioni agevolate richiedono la rinuncia ai ricorsi pendenti; presentare la domanda troppo tardi può escludere dalla rottamazione.
- Trascurare gli effetti del pignoramento: dopo la notifica del pignoramento, le somme sul conto sono vincolate; prelevare o movimentare i fondi può configurare reato. Meglio presentare opposizione o istanza di rateizzazione.
- Non documentare la crisi: per accedere alle procedure di sovraindebitamento occorrono bilanci, dichiarazioni dei redditi, elenco dei creditori e prospetto delle entrate. Mantenere la documentazione aggiornata è indispensabile.
- Usare i conti personali per le attività aziendali: questo può generare confusione patrimoniale e rendere più facile per i creditori aggredire i beni personali. È preferibile mantenere separati i conti e utilizzare forme di protezione patrimoniale (fondo patrimoniale, trust, società).
- Sottovalutare il ruolo dei professionisti: difendersi da Fisco, INPS e banche richiede competenze specifiche; affidarsi a un avvocato esperto evita errori che possono costare tempo e denaro.
Tabelle di sintesi
Principali termini e riferimenti normativi
| Atto o istituto | Normativa | Termine di notifica | Termine per ricorrere/pagare | Effetti |
|---|---|---|---|---|
| Cartella di pagamento | Art. 24‑26 DPR 602/1973 | Entro il 31 dicembre del terzo o quarto anno dalla dichiarazione | Pagamento entro 60 giorni; ricorso entro 60 giorni | Trascorso il termine l’agente può iscrivere ipoteca o pignoramento. |
| Avviso di addebito INPS | Art. 30 D.L. 78/2010 | Entro 5 anni dalla maturazione del credito | Pagamento entro 60 giorni; ricorso al giudice del lavoro entro 40 giorni | Titolo esecutivo immediato; in caso di mancato pagamento segue il pignoramento. |
| Prescrizione tributi | Art. 2949 c.c.; art. 20 D.Lgs 472/1997 | Non applicabile | 10 anni per imposte; 5 anni per sanzioni e interessi | Estinzione del diritto di credito se il Fisco non interrompe la prescrizione. |
| Prescrizione contributi INPS | Art. 3, co. 9 Legge 335/1995 | Non applicabile | 10 anni per contributi anteriori al 1996 o denunciati; 5 anni per contributi successivi | Dopo la cartella, il credito si prescrive in 5 anni se non vengono notificati atti interruttivi. |
| Rottamazione quinquies | Legge 199/2025, art. 1, co. 82‑101 | domanda entro 31 maggio 2026 | Versamento prima rata entro 31 luglio 2026; fino a 54 rate | Condono di sanzioni, interessi e aggio . |
Principali procedure di sovraindebitamento
| Procedura | Destinatari | Condizioni | Vantaggi |
|---|---|---|---|
| Piano del consumatore | Persone fisiche non imprenditrici o imprenditori minori | Debiti non legati a attività d’impresa prevalente; occorre dimostrare la meritevolezza | Pagamento proporzionato alle capacità; esdebitazione al termine . |
| Accordo di ristrutturazione | Imprese minori e professionisti | Approvazione di almeno il 60 % dei creditori; attestazione della fattibilità | Possibilità di falcidiare il debito; sospensione delle azioni esecutive. |
| Liquidazione controllata | Persone fisiche e imprenditori non fallibili | Insolvenza accertata; insufficienza di patrimoni | Vendita del patrimonio; esdebitazione residua. |
| Esdebitazione del debitore incapiente | Persone fisiche senza beni né reddito | Una sola volta nella vita; collaborazione del debitore | Cancellazione immediata di tutti i debiti non colpevoli . |
| Composizione negoziata | Imprese in crisi | Nomina di un esperto; domanda sul portale | Trattative assistite; sospensione misure esecutive . |
Domande frequenti (FAQ)
1. Ho ricevuto una cartella di pagamento per tributi locali risalenti a più di dieci anni fa: sono ancora dovuti?
Dipende. Il diritto alla riscossione dell’imposta comunale (ad esempio TARI o IMU) si prescrive in cinque anni (art. 2948 n. 4 c.c.). Se però il Comune ha notificato atti interruttivi (avvisi, solleciti) entro i cinque anni, la prescrizione ricomincia. Occorre verificare la cronologia delle notifiche; in mancanza di atti, il debito è prescritto e può essere annullato .
2. Cosa succede se non pago la cartella entro 60 giorni?
Dopo 60 giorni dalla notifica la cartella diventa esecutiva: l’agente della riscossione può iscrivere ipoteca su immobili, procedere a fermo amministrativo dei veicoli o notificare un pignoramento . Per evitare l’esecuzione è possibile chiedere la rateizzazione o aderire alla rottamazione; in caso di errori formali o prescrizione si può presentare ricorso.
3. L’INPS mi ha notificato un avviso di addebito: ho solo 40 giorni per ricorrere?
Sì. L’avviso di addebito è un titolo immediatamente esecutivo e il ricorso va proposto entro 40 giorni al giudice del lavoro, a differenza delle cartelle fiscali che prevedono 60 giorni. Nel frattempo è comunque possibile chiedere la rateizzazione all’INPS per sospendere l’esecuzione.
4. La società è stata cancellata dal registro: posso essere perseguito per i debiti?
Solo in parte. Ai sensi dell’art. 2495 c.c., i creditori possono agire contro i soci nei limiti di quanto ricevuto in sede di liquidazione . La Cassazione ha precisato che il Fisco deve provare che l’ex socio ha percepito somme; in assenza di prova, l’azione non è ammessa .
5. Posso rateizzare i debiti bancari come le cartelle?
Le rateizzazioni con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione seguono regole specifiche; per i debiti bancari occorre negoziare direttamente con la banca. Le banche non sono obbligate a concedere rateizzazioni, ma spesso accettano piani di rientro se il cliente dimostra di poter rispettare le scadenze. È consigliabile chiedere l’intervento di un avvocato per verificare eventuali violazioni (usura, anatocismo) e per formulare una proposta sostenibile.
6. Che differenza c’è tra decadenza e prescrizione?
La decadenza riguarda i termini entro cui l’amministrazione deve notificare gli atti (ad esempio, la cartella entro il 31 dicembre del terzo anno); trascorso il termine, l’atto è inefficace e può essere impugnato . La prescrizione riguarda invece il diritto del Fisco a riscuotere: se non vengono notificati atti interruttivi per dieci anni (imposta) o cinque anni (sanzioni e interessi), il credito si estingue .
7. È possibile cumulare la rottamazione quater e la quinquies per gli stessi debiti?
No. La legge dispone che i debiti inseriti nella rottamazione quater e regolarmente pagati al 30 settembre 2025 non possono essere nuovamente definiti con la quinquies . È possibile aderire alla quinquies solo per i debiti non ancora definiti o per i quali si è decaduti dalla quater.
8. Cosa accade se salto una rata della rottamazione quinquies?
Il mancato pagamento di due rate anche non consecutive determina la decadenza dalla definizione agevolata. In tal caso tornano dovuti interessi e sanzioni e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può riprendere le azioni esecutive. È quindi fondamentale pianificare le scadenze e valutare l’importo delle rate prima di aderire.
9. Se l’estratto di ruolo non contiene la cartella, posso impugnare l’intimazione?
Sì. È illegittima l’intimazione di pagamento che non è preceduta da una cartella validamente notificata. Il contribuente può chiedere l’annullamento dell’intimazione e delle misure esecutive, perché la cartella è il presupposto indispensabile della riscossione .
10. Le somme versate in esecuzione possono essere recuperate?
Se il giudice annulla la cartella o dichiara la prescrizione, il contribuente ha diritto a ottenere la restituzione delle somme indebitamente versate, comprese le spese e gli interessi legali. La richiesta va presentata all’agente della riscossione; in caso di silenzio, si può ricorrere al giudice tributario.
11. In caso di pignoramento del conto corrente, i bonifici futuri sono bloccati?
Secondo la Cassazione (sentenza n. 28520/2025) l’ordine di pagamento emesso dall’agente vincola le somme presenti sul conto alla data della notifica e quelle affluite nei successivi sessanta giorni . Pertanto i bonifici ricevuti entro due mesi sono bloccati e versati all’agente. In sede di opposizione si può contestare questa interpretazione e chiedere la restituzione delle somme future.
12. Il fermo amministrativo dell’automezzo aziendale può essere impugnato?
Sì. Il fermo può essere impugnato per vizi di notifica, prescrizione o perché l’automezzo è strumentale all’attività. La giurisprudenza riconosce la possibilità di sospendere o annullare il fermo se il veicolo è essenziale per la produzione e il trasporto dei materiali. Occorre depositare un ricorso con richiesta di sospensione.
13. Posso accedere al piano del consumatore se sono socio di una società di persone?
Dipende. Il socio illimitatamente responsabile può accedere al piano del consumatore solo per debiti personali non legati all’attività d’impresa predominante. Se il debito deriva dalla società, occorre utilizzare l’accordo di ristrutturazione o la liquidazione controllata, perché questi strumenti si applicano all’imprenditore commerciale.
14. Cosa sono le misure protettive nella composizione negoziata?
Sono misure concesse dal tribunale, su richiesta dell’imprenditore, per impedire ai creditori di avviare o proseguire azioni esecutive durante le trattative. Possono includere il divieto di iscrivere ipoteche giudiziali, la sospensione di contratti o l’impossibilità di escutere garanzie. Le misure protettive hanno durata iniziale di quattro mesi, prorogabili, e richiedono la valutazione dell’esperto .
15. È possibile impugnare una sanzione irrogata al commercialista della società?
Sì. L’art. 9 D.Lgs 472/1997 prevede la responsabilità per concorso nelle violazioni tributarie . Tuttavia il professionista può dimostrare la propria estraneità o l’assenza di dolo, contestando la sanzione. La Cassazione (sentenza n. 7948/2025) ha precisato che non occorre dimostrare il profitto personale ma è sufficiente il contributo alla violazione .
16. Qual è la differenza tra liquidazione controllata e liquidazione giudiziale (fallimento)?
La liquidazione controllata è una procedura di sovraindebitamento riservata a soggetti non fallibili (piccoli imprenditori, professionisti, consumatori); prevede la vendita del patrimonio e l’esdebitazione del residuo. La liquidazione giudiziale (ex fallimento) si applica alle imprese che superano i limiti di cui all’art. 2 CCI (ricavi superiori a 200.000 €, attivo superiore a 300.000 € e debiti superiori a 500.000 €) e comporta l’esercizio provvisorio, la nomina di curatori e la possibile responsabilità penale degli amministratori. L’imprenditore deve valutare attentamente la soglia dimensionale.
17. Se la cartella riguarda multe stradali posso aderire alla quinquies?
Sì, ma la definizione riguarda solo interessi e aggio, non il capitale della multa. La rottamazione abbuona le maggiorazioni ma non l’importo base della sanzione per violazione del codice della strada, che resta dovuto .
18. Quanto dura la procedura di composizione negoziata?
La durata è variabile: la legge prevede che l’esperto trasmetta una relazione al termine delle trattative, che normalmente si concludono entro 180 giorni, prorogabili. Se l’accordo si raggiunge, si procede all’esecuzione del piano; in caso contrario si possono attivare altre procedure (concordato semplificato o liquidazione giudiziale). È importante presentare la domanda tempestivamente per ottenere le misure protettive.
19. Le azioni del Fisco si sospendono con la semplice domanda di rottamazione?
Sì. Con la presentazione della domanda di rottamazione quinquies, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sospende le azioni esecutive e cautelari fino all’esito della procedura . Tuttavia, se la domanda viene rigettata o il contribuente non paga le rate, l’ente può riprendere le azioni.
20. È possibile cumulare la composizione negoziata con la rottamazione?
In linea di principio sì, perché la composizione negoziata non impedisce di aderire alle definizioni agevolate. Tuttavia, nella pratica occorre coordinare i due strumenti: l’imprenditore può presentare domanda di rottamazione per ridurre il debito fiscale e contemporaneamente avviare la composizione negoziata per ristrutturare i debiti bancari e commerciali. Sarà il team legale a suggerire la sequenza più opportuna.
Simulazioni pratiche e numeriche
Simulazione A: Azienda di ascensori con debito fiscale di 120.000 €
Supponiamo che un’azienda di ascensori abbia ricevuto cartelle relative a IVA e IRAP per complessivi 120.000 €, di cui 80.000 € di imposta, 25.000 € di sanzioni e 15.000 € di interessi. L’azienda decide di aderire alla rottamazione quinquies.
- Calcolo dell’importo dovuto: con la quinquies si paga solo l’imposta (80.000 €) e le spese di notifica (stimiamo 2.000 €). Le sanzioni (25.000 €) e gli interessi (15.000 €) sono condonati . Totale da versare: 82.000 €.
- Numero di rate: è possibile ripartire il pagamento in 54 rate bimestrali (9 anni). L’importo di ciascuna rata sarà pari a 82.000 € / 54 ≈ 1.518,52 € ogni due mesi.
- Vantaggi: l’azienda risparmia 40.000 € tra sanzioni e interessi; le azioni esecutive sono sospese fin dalla presentazione della domanda; i conti correnti non sono pignorabili durante la procedura.
- Rischi: il mancato pagamento di due rate comporta la decadenza e il ripristino di sanzioni e interessi. Occorre quindi pianificare i flussi di cassa per non perdere i benefici.
Simulazione B: Avviso di addebito INPS di 30.000 €
Un’impresa riceve un avviso di addebito per contributi non versati pari a 30.000 €, riferiti agli anni 2018–2020. I contributi sono soggetti alla prescrizione quinquennale (essendo successivi al 1° gennaio 1996) .
- Verifica dei termini: l’INPS ha notificato l’avviso a marzo 2026; pertanto i contributi relativi al 2018 sono prescritti, mentre quelli del 2019–2020 non lo sono. Si può quindi contestare parzialmente l’avviso, chiedendo l’annullamento della quota prescritta (circa 10.000 €).
- Impugnazione: il ricorso va presentato entro 40 giorni al giudice del lavoro. È consigliabile contestare anche eventuali sanzioni aggiuntive, chiedendo la rateizzazione per la parte residua.
- Esito possibile: il giudice potrebbe ridurre il debito a 20.000 € e consentire il pagamento in cinque anni; l’azienda risparmia 10.000 € e ottiene una dilazione.
Simulazione C: Pignoramento di conto corrente
L’agente della riscossione notifica un pignoramento ex art. 72‑bis a una società di ascensori il 1° febbraio 2025 per un debito di 50.000 €. Il saldo del conto alla data della notifica è 10.000 €; nei successivi sessanta giorni arrivano bonifici per altri 20.000 €.
- Applicazione della sentenza 28520/2025: la banca, seguendo l’interpretazione della Cassazione, versa all’agente non solo i 10.000 € ma anche i 20.000 € ricevuti entro sessanta giorni .
- Opposizione: la società, ritenendo illegittimo il secondo versamento, propone opposizione all’esecuzione sostenendo che il pignoramento speciale deve limitarsi al saldo iniziale e che l’estensione alle somme future viola il principio di proporzionalità .
- Esito possibile: il giudice, valutando le argomentazioni, potrebbe sospendere l’esecuzione sulla base delle critiche dottrinali e giurisprudenziali e ordinare la restituzione dei 20.000 € o la loro conversione in rate.
Simulazione D: Accordo di ristrutturazione con i fornitori
Una società di ascensori ha debiti per 200.000 € verso fornitori di componenti (cavi, centraline) e 150.000 € verso banche. Il flusso di cassa annuo è di 80.000 € e l’attivo immobilizzato ammonta a 300.000 €.
- Composizione negoziata: la società presenta istanza di composizione negoziata. L’esperto verifica la fattibilità del risanamento: propone di vendere un magazzino del valore di 100.000 € per pagare in parte i fornitori, di rateizzare il restante debito in 5 anni e di convertire 50.000 € di crediti in quote societarie per un fornitore disposto a investire nell’azienda.
- Trattativa con la banca: l’istituto accetta di allungare il mutuo residuo da 5 a 10 anni, riducendo la rata mensile. In cambio chiede garanzie ipotecarie sul nuovo magazzino e sul parco ascensori.
- Risultati: la società riduce i debiti a 100.000 €, mantiene la continuità e preserva l’occupazione. L’accordo viene omologato dal tribunale e, a conclusione del piano, gli eventuali debiti residui possono essere oggetto di esdebitazione.
Conclusione
Gestire i debiti fiscali, previdenziali e bancari è una sfida complessa che richiede competenze multidisciplinari. Nel 2026 il quadro normativo offre numerosi strumenti per difendersi: dalla contestazione dei vizi di notifica alla verifica della prescrizione , dalla rottamazione quinquies con condono di sanzioni e interessi alle procedure di sovraindebitamento e alla composizione negoziata . Le recenti sentenze della Cassazione, come quella che limita la responsabilità degli ex soci e quella che estende il pignoramento alle somme sopravvenute , impongono di aggiornare costantemente le strategie difensive.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare sono pronti ad assistere le aziende di ascensori in ogni fase: dall’analisi degli atti alla presentazione dei ricorsi, dalla negoziazione con banche e Fisco alla predisposizione di piani di rientro sostenibili. Agire tempestivamente è la chiave per bloccare pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi, salvaguardando il patrimonio aziendale e familiare.
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