Introduzione
Gestire un’azienda di pneumatici comporta non solo l’attenzione alla qualità del prodotto e all’evoluzione del mercato, ma anche il rispetto degli obblighi fiscali, contributivi e finanziari. Molte imprese, specialmente le micro e piccole aziende attive nella rivendita e riparazione di pneumatici, si ritrovano travolte da debiti verso il Fisco, l’INPS e le banche. In questi casi i rischi sono concreti: cartelle di pagamento, ipoteche, pignoramenti dei conti e dei crediti presso terzi, blocco dei conti correnti e fermo dei beni strumentali possono mettere in ginocchio l’attività. È essenziale conoscere gli errori da evitare e le soluzioni legali a disposizione per proteggere l’azienda e le proprie finanze.
Questo articolo costituisce una guida professionale e aggiornata (gennaio 2026). Esamina le leggi vigenti, illustra la giurisprudenza più recente e fornisce indicazioni operative per difendersi e ristrutturare i debiti. Il taglio è giuridico‑divulgativo ma con un’impostazione pratica: le norme sono spiegate con un linguaggio chiaro e vengono proposti strumenti concreti per la risoluzione delle crisi debitorie.
Presentazione dello studio legale
Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con pluriennale esperienza in materia bancaria, tributaria e di diritto della crisi d’impresa. Coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti che operano su tutto il territorio nazionale. È Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) ed è Esperto Negoziatore per la crisi d’impresa ex D.L. 118/2021. L’Avv. Monardo e i suoi collaboratori assistono imprenditori, professionisti e consumatori nella gestione e nella risoluzione dei debiti con l’Erario, gli enti previdenziali e le banche.
Lo studio offre:
- Analisi dell’atto e della posizione debitoria: esame delle cartelle di pagamento, delle intimazioni, dei pignoramenti e degli atti cautelari per individuare eventuali vizi di forma o di notifica.
- Ricorsi e opposizioni: predisposizione di ricorsi al giudice tributario o civile per impugnare cartelle, ipoteche, fermi amministrativi o pignoramenti.
- Sospensioni delle procedure esecutive e trattative con l’Agenzia delle Entrate–Riscossione, l’INPS e le banche per ottenere la sospensione dei pagamenti e definire piani di rientro.
- Piani di rientro, rottamazioni e definizioni agevolate: consulenza per aderire alle varie rottamazioni (ad esempio la Rottamazione‑quater e le riaperture dei termini) e definire rateazioni ai sensi dell’art. 19 DPR 602/73.
- Soluzioni giudiziali e stragiudiziali: assistenza nella procedura di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, liquidazione controllata), nella composizione negoziata della crisi e nella transazione fiscale.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
La normativa italiana offre numerosi strumenti per la tutela del debitore, ma è necessario conoscerli e invocarli correttamente. In questa sezione vengono illustrati i riferimenti più rilevanti per chi gestisce un’azienda di pneumatici e si trova in difficoltà con il fisco, l’INPS o le banche.
1. Cartelle di pagamento, ruoli e procedure esecutive
1.1 Notifica delle cartelle e impugnazione
Le cartelle di pagamento sono gli atti con cui l’Agenzia delle Entrate–Riscossione (AdER) richiede il pagamento dei tributi e dei contributi non versati. La notifica deve avvenire a mezzo di posta elettronica certificata (PEC) o tramite ufficiale giudiziario e raccomandata. Se la cartella non viene regolarmente notificata, il contribuente può opporvisi. La giurisprudenza ha chiarito che l’estratto di ruolo non è di per sé impugnabile: il ricorso è ammissibile solo in presenza di un pregiudizio qualificato e nei casi tassativamente previsti dall’art. 12 comma 4‑bis DPR 602/73. Con la sentenza 20624/2025, la Corte di Cassazione ha ribadito che l’impugnazione dell’estratto di ruolo è consentita solo quando la mancata notifica della cartella impedisce al contribuente di partecipare a gare pubbliche, di ottenere pagamenti da enti pubblici, di usufruire di benefici amministrativi, o crea ostacoli all’accesso a finanziamenti o cessioni d’azienda .
È dunque fondamentale verificare la regolare notifica della cartella e la sussistenza di un concreto pregiudizio prima di promuovere il ricorso.
1.2 Pignoramento dei crediti verso terzi (art. 72‑bis DPR 602/1973)
L’art. 72‑bis DPR 602/1973 disciplina il pignoramento esattoriale semplificato. La norma consente all’agente della riscossione di ordinare direttamente al terzo (come la banca o il cliente dell’azienda) di versare le somme dovute al debitore fino a concorrenza del credito erariale. Il terzo deve pagare entro sessanta giorni dalla notifica per le somme già maturate e alle rispettive scadenze per le somme future . In caso di inottemperanza, si applicano le sanzioni previste dall’art. 72 DPR 602/1973 .
La recentissima sentenza Cass. 28520/2025 ha chiarito che il pignoramento non si limita a bloccare il saldo presente sul conto corrente ma si estende anche ai crediti maturati nei 60 giorni successivi alla notifica. Ciò significa che anche un conto corrente privo di fondi può essere pignorato: la banca, in qualità di terzo pignorato, è obbligata a trattenere e versare tutte le somme accreditate entro sessanta giorni . Il periodo di 60 giorni (spatium deliberandi) costituisce quindi una finestra in cui il conto è sotto stretta sorveglianza fiscale. La stessa sentenza evidenzia che, in base all’art. 546 c.p.c., la banca deve bloccare le somme presenti e future e versarle all’AdER .
1.3 Limiti di impignorabilità (art. 545 c.p.c.)
L’art. 545 c.p.c. stabilisce quali crediti sono impignorabili o pignorabili nei limiti. Sono impignorabili i crediti alimentari, salvo che per cause di alimenti e con l’autorizzazione del giudice . Sono altresì impignorabili i sussidi di grazia o sostentamento e i sussidi per maternità, malattia o funerali erogati da casse di assicurazione o enti di assistenza . Stipendi, salari, indennità e pensioni possono essere pignorati soltanto entro un quinto per i tributi e per ogni altro credito . Le somme dovute a titolo di pensione sono impignorabili per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro; la parte eccedente è pignorabile nei limiti di legge . Inoltre, quando tali somme sono accreditate su conto corrente, il pignoramento può colpire solo l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, se l’accredito è antecedente alla notifica; per gli accrediti successivi valgono i limiti ordinari . Un pignoramento eseguito oltre questi limiti è parzialmente inefficace .
La conoscenza di tali limiti è essenziale per contestare un pignoramento e chiedere al giudice la riduzione o la revoca dell’atto.
1.4 Rateizzazione dei debiti iscritti a ruolo (art. 19 DPR 602/1973, modificato dal D.Lgs. 110/2024)
La dilazione dei pagamenti è uno strumento fondamentale per le aziende che intendono regolarizzare la propria posizione senza subire azioni esecutive. Il decreto legislativo 29 luglio 2024, n. 110, in attuazione della riforma della riscossione, ha modificato l’art. 19 DPR 602/73 prevedendo un numero maggiore di rate e una disciplina differenziata a seconda dell’importo del debito.
Secondo il decreto del MEF del 27 dicembre 2024, che attua le modifiche dell’art. 19, l’Agenzia delle Entrate–Riscossione concede la dilazione “su semplice richiesta del contribuente che dichiari di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico‑finanziaria” per debiti fino a 120.000 euro. In particolare, per le richieste presentate nel biennio 2025‑2026 il pagamento può essere ripartito fino a 84 rate mensili; per quelle presentate nel 2027‑2028 fino a 96 rate; e a partire dal 1° gennaio 2029 fino a 108 rate . Per debiti superiori a 120.000 euro, la ripartizione può arrivare fino a 120 rate mensili; anche per importi inferiori si può ottenere fino a 120 rate se si dimostra la reale difficoltà . Il decreto individua inoltre i parametri per valutare la temporanea difficoltà e gli eventi in cui essa si presume sussistente .
Una dilazione regolarmente concessa consente di bloccare le procedure esecutive e di evitare ipoteche o pignoramenti: il pagamento della prima rata sospende i fermi amministrativi e consente al debitore di proseguire l’attività. .
2. Norme sulla crisi da sovraindebitamento e sull’esdebitazione (Legge 3/2012)
La Legge 3/2012 (aggiornata con il Codice della crisi d’impresa e le successive riforme) disciplina le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento. Queste procedure sono aperte alle imprese non assoggettabili a fallimento (come molte aziende artigiane e dei servizi, inclusi i gommisti) e alle persone fisiche.
- Finalità e definizioni (Art. 6) – La legge consente al debitore di concludere un accordo con i creditori o di presentare un piano del consumatore per superare il sovraindebitamento . Lo scopo è porre rimedio a situazioni di squilibrio tra le obbligazioni e il patrimonio liquidabile, permettendo al debitore di ristrutturare i debiti in base alle proprie reali possibilità .
- Accordi di composizione e piano del consumatore (Art. 7) – Il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione con l’ausilio di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Il piano può prevedere la suddivisione in classi dei creditori, scadenze e modalità di pagamento, eventuali garanzie e anche la liquidazione dei beni . I crediti con privilegio o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente se viene assicurato ai creditori un pagamento almeno pari a quello ottenibile mediante la vendita dei beni . Tuttavia, per i tributi costituiti da risorse proprie dell’Unione europea, l’IVA e le ritenute operate e non versate, la legge consente solo la dilazione e non la riduzione dell’importo .
- Accesso ripetuto e requisiti – Il piano non è ammissibile se il debitore ha già fatto ricorso alla procedura nei cinque anni precedenti, se ha fornito documentazione incompleta o se è soggetto a altre procedure concorsuali .
- Esdebitazione (Art. 14‑terdecies) – Al termine della liquidazione o del piano, il debitore persona fisica può ottenere la liberazione dai debiti residui: l’esdebitazione. Per beneficiare di questo istituto deve aver cooperato correttamente alla procedura, non deve aver già ottenuto un’esdebitazione negli otto anni precedenti, e non deve essere stato condannato per reati tributari o di bancarotta . L’esdebitazione non copre i debiti per alimenti, i danni da fatto illecito e le sanzioni penali o amministrative , né i debiti fiscali accertati successivamente a causa di nuovi elementi . Il giudice dichiara inesigibili i crediti non soddisfatti se sono rispettate le condizioni e l’esdebitazione può essere revocata in caso di frode .
Queste norme offrono importanti vie d’uscita: con l’assistenza di un professionista, l’imprenditore può presentare un piano, farlo omologare dal tribunale e ottenere la liberazione dai debiti residui.
3. Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021)
Il Decreto‑Legge 24 agosto 2021, n. 118, convertito con modificazioni dalla Legge 147/2021, ha introdotto la composizione negoziata della crisi d’impresa. Si tratta di una procedura stragiudiziale che mira a prevenire l’insolvenza, favorire il risanamento e consentire all’azienda di proseguire l’attività.
L’art. 2 del decreto stabilisce che l’imprenditore commerciale o agricolo in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico‑finanziario può chiedere al segretario della Camera di commercio la nomina di un esperto indipendente quando vi sia una ragionevole possibilità di risanamento . L’esperto facilita le trattative tra l’imprenditore, i creditori e altri soggetti interessati per individuare una soluzione alla crisi, anche mediante la cessione dell’azienda o di rami d’azienda .
L’art. 3 del decreto prevede l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale gestita dalle Camere di commercio sotto la vigilanza del Ministero della giustizia. La piattaforma mette a disposizione una lista di controllo, un test pratico per verificare la ragionevole perseguibilità del risanamento e un protocollo di conduzione . Presso ogni capoluogo di regione viene formato un elenco di esperti nel quale sono iscritti avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro con esperienza in ristrutturazioni aziendali .
La composizione negoziata è uno strumento volontario che permette all’imprenditore di gestire la crisi lontano dal tribunale. Gli esperti nominati possono proporre soluzioni come la moratoria dei debiti, la conversione del debito in capitale o la cessione di rami di azienda. L’obiettivo è salvare l’attività ed evitare il fallimento.
4. Rottamazioni e definizioni agevolate dei carichi iscritti a ruolo
Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto varie misure di definizione agevolata (Rottamazione, Saldo e stralcio, Rottamazione quater e possibili future quinquies) per ridurre il carico fiscale e consentire ai contribuenti di chiudere i debiti pagando solo il capitale e le spese di notifica.
L’art. 1, commi 231‑252, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di bilancio 2023) ha introdotto la Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Secondo la norma, i contribuenti possono estinguere i debiti versando solo le somme dovute a titolo di capitale e rimborso spese delle procedure esecutive, senza interessi, sanzioni o aggio . La misura, denominata “Rottamazione‑quater”, riguarda tutti i carichi affidati all’agente della riscossione, inclusi quelli contenuti in cartelle non notificate, quelli oggetto di rateizzazione o sospensione e quelli già interessati da precedenti rottamazioni . I debitori devono indicare nella dichiarazione di adesione l’eventuale pendenza di giudizi e assumere l’impegno a rinunciarvi; l’estinzione del giudizio è subordinata al pagamento delle rate .
Il comma 3‑bis del D.L. 202/2024, convertito nella Legge 15/2025, ha riaperto i termini della rottamazione‑quater per i contribuenti decaduti dal beneficio a causa del mancato pagamento. Inoltre, l’art. 12‑bis D.L. 84/2025, convertito nella Legge 108/2025, ha chiarito che l’estinzione del giudizio si verifica con il versamento della prima rata: il giudice deve dichiarare l’estinzione d’ufficio una volta depositata la prova del pagamento . Nel 2026 è prevista una possibile Rottamazione‑quinquies, ma al momento restano in vigore le regole della quater.
Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto
Quando un’azienda di pneumatici riceve una cartella di pagamento o un altro atto di riscossione, è essenziale agire tempestivamente. Ecco la procedura da seguire.
1. Verifica della notifica e degli elementi formali
- Controllo della notifica: verificare che la cartella o l’avviso di accertamento sia stato notificato correttamente (tramite PEC o raccomandata A/R). La mancanza di notifica rende l’atto inesistente o invalido; in assenza di regolare notifica, non decorrono i termini di impugnazione.
- Verifica dei contenuti: la cartella deve indicare con chiarezza il codice tributo, l’anno di riferimento, l’ente creditore, l’importo e le modalità di pagamento. L’estratto di ruolo non è sufficiente a dimostrare il debito; l’impugnazione dell’estratto è ammessa solo se vi è un pregiudizio qualificato .
- Termine per impugnare: il ricorso contro la cartella di pagamento deve essere proposto entro 60 giorni dalla notifica davanti al giudice tributario (per tributi erariali e contributi) o al giudice ordinario (per multe e sanzioni amministrative). Se l’atto da impugnare è un estratto di ruolo, occorre dimostrare l’assenza di notifica e l’esistenza di un pregiudizio.
2. Fase di accertamento e atti successivi
Dopo l’accertamento e la formazione del ruolo, l’AdER può procedere con diversi atti:
- Avviso di intimazione: se la cartella non è pagata entro 60 giorni dalla notifica, l’agente della riscossione invia l’intimazione di pagamento. Questo atto preannuncia le misure cautelari ed esecutive (ipoteca, fermo, pignoramento) ed è anch’esso impugnabile entro 60 giorni.
- Fermo amministrativo: l’AdER può iscrivere un fermo sui veicoli dell’azienda. Il fermo viene sospeso con il pagamento della prima rata della rateizzazione .
- Iscrizione di ipoteca: per debiti superiori a 20.000 euro l’AdER può iscrivere ipoteca sugli immobili senza necessità di autorizzazione del giudice. È possibile impugnare l’ipoteca se la cartella non è stata notificata o se l’importo è inferiore alla soglia.
- Pignoramento diretto presso terzi: tramite l’atto di pignoramento ex art. 72‑bis DPR 602/73, l’AdER può intimare al terzo (banca, cliente, committente) di versare le somme entro 60 giorni . Il pignoramento colpisce anche le somme future che maturano nello spatium deliberandi . Il contribuente può opporsi all’atto eccependo, per esempio, la mancata notifica della cartella o la prescrizione del credito.
3. Termini e prescrizione dei debiti
I debiti tributari si prescrivono in base alla tipologia:
- Imposte dirette (IRPEF, IRES) e IVA: la prescrizione è decennale se derivano da sentenze passate in giudicato; quinquennale per sanzioni amministrative. Tuttavia la notifica della cartella interrompe il termine di prescrizione, che ricomincia a decorrere dalla notifica dell’intimazione o di un successivo atto esecutivo.
- Contributi INPS: la prescrizione è quinquennale. Per i contributi previdenziali non pagati, l’ente può iscrivere il ruolo entro cinque anni dalla scadenza; dopo la notifica, il termine è interrotto.
- Debiti verso le banche: per prestiti e mutui la prescrizione ordinaria è decennale, ma può essere interrotta da atti di costituzione in mora o dalla domanda giudiziale.
È opportuno verificare se i termini sono decorsi per chiedere la declaratoria di prescrizione e la cancellazione della cartella.
4. Contestazione e sospensione dell’atto
Se l’azienda rileva irregolarità (mancata notifica, prescrizione, vizi formali), può presentare:
- Istanza di sospensione in autotutela all’AdER: chiedere la sospensione del pagamento dimostrando l’irregolarità. L’AdER deve rispondere entro 220 giorni; se non risponde, la richiesta si intende respinta e il debitore può proporre ricorso al giudice.
- Ricorso al giudice tributario: impugnare la cartella, l’intimazione o l’ipoteca entro 60 giorni. È possibile chiedere la sospensione del provvedimento in via cautelare.
- Opposizione al pignoramento: se l’AdER ha già pignorato i crediti, il debitore può proporre opposizione agli atti esecutivi entro 20 giorni dall’atto o dal primo atto in cui ha avuto conoscenza della procedura. Può eccepire, fra l’altro, la mancata notifica delle cartelle sottese, l’inesistenza del credito, la prescrizione o l’eccesso del pignoramento rispetto ai limiti dell’art. 545 c.p.c. . L’opposizione si propone al giudice dell’esecuzione o al tribunale competente.
Difese e strategie legali
1. Contestare la cartella e l’intimazione
Una volta verificata la regolarità dell’atto, è possibile contestare:
- Mancata o irregolare notifica: la cartella deve essere notificata all’indirizzo PEC dell’azienda o, in mancanza, tramite servizio postale all’ultima residenza legale. Se la notifica è inesistente o nulla, la cartella può essere annullata.
- Vizi di motivazione e di calcolo: la cartella deve indicare con precisione gli importi e i riferimenti. La mancanza di tali indicazioni comporta nullità.
- Prescrizione: se il credito è prescritto (ad esempio dopo cinque o dieci anni senza atti interruttivi), il giudice accoglie l’eccezione e annulla il debito.
- Responsabilità di terzi: se la cartella è emessa per debiti dell’ex titolare o derivanti da un acquisto d’azienda, è possibile contestare la solidarietà nel pagamento.
2. Difendersi dal pignoramento e dalle misure cautelari
- Verificare i limiti di pignorabilità: invocare l’art. 545 c.p.c. per proteggere crediti impignorabili o ridurre l’importo pignorato . Ad esempio, per le pensioni il pignoramento non può eccedere la quota di un quinto della parte eccedente l’importo doppio dell’assegno sociale .
- Contestare la notifica delle cartelle sottese: il pignoramento è valido solo se tutte le cartelle precedenti sono state regolarmente notificate. In caso contrario, si può chiedere la revoca.
- Chiedere la rateizzazione: la presentazione della domanda di dilazione ex art. 19 DPR 602/73 sospende l’esecuzione. Con il pagamento della prima rata cessano i fermi e il pignoramento .
- Impugnare la permanenza del vincolo oltre i 60 giorni: la sentenza 28520/2025 ha affermato che la banca deve vincolare le somme solo per i 60 giorni successivi alla notifica ; trascorso il termine, il pignoramento perde efficacia se il terzo non ha versato, e l’AdER deve emettere un nuovo atto.
3. Rateizzazione e piani di pagamento
L’AdER concede piani di rateizzazione ordinari o straordinari. Grazie alle modifiche del 2024, è possibile ottenere fino a 84 rate per debiti fino a 120.000 euro e fino a 120 rate per importi maggiori . I contribuenti decaduti dal piano possono presentare una nuova richiesta se pagano almeno il 10% del debito residuo. La rateizzazione consente di:
- sospendere i fermi amministrativi e i pignoramenti;
- evitare l’iscrizione di ipoteca;
- pagare importi sostenibili (non inferiori a 50 euro a rata);
- dimostrare all’INPS e alle banche la volontà di regolarizzare la posizione.
È importante presentare la domanda correttamente, allegando la documentazione patrimoniale e reddituale per dimostrare la temporanea difficoltà. La consulenza di un professionista aiuta a scegliere il piano più adatto e ad evitare la decadenza.
4. Rottamazioni e definizioni agevolate
Per chi non riesce a pagare l’intero debito, le rottamazioni offrono l’opportunità di chiudere la posizione pagando solo il capitale e le spese. La Rottamazione‑quater, introdotta dalla Legge 197/2022, consente di estinguere i carichi affidati dal 2000 al 30 giugno 2022 versando il capitale senza interessi e sanzioni . Possono essere inclusi anche carichi rateizzati o oggetto di precedenti definizioni . La dichiarazione di adesione comporta l’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti e la sospensione degli stessi . In caso di mancato pagamento, il debitore decade dal beneficio, ma il legislatore ha previsto la riammissione per chi si è trovato in difficoltà (comma 1 art. 3‑bis D.L. 202/2024) .
Nel 2026 è al vaglio la Rottamazione‑quinquies, che potrebbe estendere il numero delle rate a 96 in 8 anni. Tuttavia, fino all’entrata in vigore della nuova misura, restano applicabili le scadenze della quater: rate semestrali fino al 30 novembre 2025, con tolleranza di 5 giorni . È quindi sconsigliato attendere la quinquies senza pagare le rate della quater.
5. Transazione fiscale e accordi con le banche
Quando il debito riguarda imposte dirette o IVA ed è già pendente un procedimento concorsuale (come il concordato preventivo), è possibile accedere alla transazione fiscale: il Fisco accetta un pagamento ridotto o dilazionato dei tributi e rinuncia a sanzioni e interessi. La transazione deve essere omologata dal tribunale.
Per i debiti bancari (mutui o affidamenti), è utile avviare una trattativa stragiudiziale con l’istituto di credito: si può chiedere una rinegoziazione dei tassi, un allungamento della durata o una moratoria temporanea. La legge sul crisi d’impresa consente agli imprenditori di proporre ai creditori accordi di ristrutturazione che, se omologati, sono vincolanti anche per i creditori dissenzienti.
6. Sovraindebitamento e piani del consumatore
Le imprese artigiane, le ditte individuali e gli imprenditori agricoli che non possono accedere al concordato preventivo possono ricorrere alle procedure di sovraindebitamento. Le principali opzioni sono:
- Accordo di ristrutturazione: con l’aiuto dell’OCC si redige un piano che prevede il pagamento parziale dei debiti in un periodo determinato. Il piano deve essere approvato dai creditori rappresentanti la maggioranza del credito e omologato dal tribunale. Può prevedere la vendita di asset o l’apporto di un terzo garante .
- Piano del consumatore: rivolto al debitore persona fisica che ha contratto debiti esclusivamente per esigenze extra‑imprenditoriali (ad esempio il titolare che ha garantito finanziamenti personali). Il piano viene predisposto dall’OCC e omologato dal giudice anche senza l’accordo dei creditori, a condizione che sia fattibile e che i creditori ricevano una soddisfazione non inferiore a quella ottenibile in caso di liquidazione .
- Liquidazione controllata: consiste nella vendita dei beni del debitore per soddisfare i creditori. Al termine, il debitore può ottenere l’esdebitazione .
L’esdebitazione consente di liberarsi definitivamente dai debiti residui: è concessa se il debitore ha cooperato lealmente e se sono stati soddisfatti almeno in parte i creditori . Non è concessa per debiti fiscali accertati successivamente e per sanzioni penali .
7. Composizione negoziata della crisi
Per le aziende ancora in attività ma in difficoltà si può valutare la composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021. L’imprenditore, assistito da un esperto, dialoga con i creditori per individuare soluzioni che evitino l’insolvenza, come la moratoria, la conversione del debito o la cessione di asset . La procedura ha il vantaggio di essere volontaria e riservata; inoltre, la legge prevede misure protettive automatiche: la sospensione delle azioni esecutive e cautelari per il tempo necessario alle trattative. In questo contesto, l’Esperto Negoziatore assume un ruolo decisivo: assiste l’imprenditore nella redazione del piano e media fra le parti per raggiungere un accordo.
Strumenti alternativi e soluzioni
1. Rateizzazione INPS e definizioni agevolate dei contributi
Per i debiti contributivi verso l’INPS è possibile chiedere una rateazione ordinaria o straordinaria. Le rateizzazioni ordinarie (art. 1 D.Lgs. 452/1994) concedono fino a 60 rate mensili; quelle straordinarie arrivano a 120 rate se il debito supera 50.000 euro e vi è grave crisi. Il pagamento della prima rata consente di ottenere la regolarità contributiva (DURC). La Legge di bilancio 2026 prevede inoltre, in via transitoria, la compensazione dei crediti d’imposta con i debiti INPS, ma la bozza della legge di bilancio potrebbe abolire questa possibilità a decorrere dal 2026.
È opportuno seguire con attenzione le circolari INPS e consultare un professionista per accedere alle misure di esdebitazione contributiva.
2. Concordati minori e accordi di ristrutturazione
Il Codice della crisi d’impresa prevede procedure semplificate per le piccole imprese (c.d. concordati minori). Tali istituti consentono di presentare un piano ai creditori e, con il 60% dei consensi, ottenere l’omologa. Gli accordi di ristrutturazione previsti dall’art. 57 del CCII permettono agli imprenditori che superano i limiti per l’accesso al concordato di accordarsi con i creditori che rappresentano almeno il 30% dei crediti e di estendere l’efficacia dell’accordo ai creditori dissenzienti.
3. Saldo e stralcio e transazione con le banche
Negli anni passati sono state emanate norme (DL 119/2018, DL 34/2019) che hanno consentito il saldo e stralcio dei debiti fiscali delle persone fisiche in grave e comprovata difficoltà economica: versando solo una percentuale del debito, il contribuente chiudeva la posizione e cancellava l’ipoteca. Sebbene non siano più in vigore, un nuovo saldo e stralcio potrebbe essere inserito nelle prossime leggi di bilancio.
Per i debiti con le banche, oltre alla rinegoziazione, è possibile proporre un saldo e stralcio stragiudiziale: un accordo transattivo in cui la banca accetta il pagamento di una somma inferiore a quella dovuta, spesso grazie all’intervento di un terzo finanziatore. Un avvocato esperto in diritto bancario può verificare la presenza di anomalie nei tassi (usura, anatocismo) e contestare clausole vessatorie per ridurre il debito.
4. Altri strumenti: fondi patrimoniali, trust e protezione del patrimonio
Per proteggere i beni personali e aziendali, la legge consente di utilizzare strumenti di pianificazione patrimoniale:
- Fondo patrimoniale: consente ai coniugi di destinare beni immobili o titoli a fronte dei bisogni della famiglia. I beni vincolati sono impignorabili per i debiti non contratti per esigenze familiari.
- Trust: trasferisce la proprietà dei beni a un trustee a beneficio di uno o più soggetti. Se istituito prima della nascita del debito e in assenza di frode, il trust offre una protezione efficace.
- Polizze vita e piani di accumulo: certe somme investite in prodotti assicurativi sono impignorabili ai sensi dell’art. 1923 c.c.
L’utilizzo di questi strumenti richiede pianificazione preventiva e non deve essere finalizzato a frodare i creditori; in caso contrario, è impugnabile.
Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare le comunicazioni dell’AdER o dell’INPS: non aprire le PEC o le raccomandate non elimina il debito; anzi, può accelerare l’esecuzione. Apri sempre le notifiche e rivolgiti subito a un professionista.
- Aspettare la “nuova rottamazione”: rinviare i pagamenti in attesa di norme future (come la rottamazione quinquies) è rischioso. Le misure vigenti prevedono scadenze precise e la decadenza comporta la perdita di ogni agevolazione .
- Firmare piani di rientro senza valutarne la sostenibilità: un piano troppo oneroso porta alla decadenza e riattiva le azioni esecutive. Occorre calibrare l’importo delle rate sulla capacità di pagamento, magari usufruendo del massimo numero di rate previsto .
- Non controllare la prescrizione: pagare cartelle prescritte è un errore comune. Verifica sempre la data della notifica e il decorso dei termini.
- Affrontare la banca da soli: le trattative con gli istituti di credito sono complesse; l’assistenza di un avvocato esperto in diritto bancario può portare a condizioni più favorevoli e scoprire eventuali illeciti (usura, anatocismo).
- Confondere i ruoli: l’estratto di ruolo non è un atto impugnabile salvo pregiudizio . Evita ricorsi inutili e concentra le energie sulle contestazioni efficaci.
- Non sfruttare la composizione negoziata: molte imprese in crisi rinviano l’uso degli strumenti di risanamento. La composizione negoziata consente di negoziare con i creditori e salvare l’azienda .
- Trascurare i diritti su stipendi e pensioni: i limiti di impignorabilità dell’art. 545 c.p.c. proteggono una quota di stipendio o pensione ; verificare se il pignoramento li ha rispettati può portare alla riduzione dell’importo.
Tabelle riepilogative
1. Limiti di pignorabilità e impignorabilità (art. 545 c.p.c.)
| Categoria di credito | Pignorabilità | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Crediti alimentari | Impignorabili salvo cause di alimenti con autorizzazione del giudice | art. 545 c.p.c. commi 1‑2 |
| Sussidi (grazia, sostentamento, maternità, malattie, funerali) | Impignorabili | art. 545 c.p.c. commi 1‑2 |
| Stipendi, salari, indennità | Pignorabili nella misura di 1/5 per tributi o altri crediti | art. 545 c.p.c. comma 3 |
| Pensioni | Impignorabili fino al doppio dell’assegno sociale; la parte eccedente è pignorabile entro 1/5 | art. 545 c.p.c. comma 7 |
| Somme accreditate su conto prima del pignoramento | Pignorabili solo per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale | art. 545 c.p.c. comma 8 |
2. Rateizzazione dei debiti iscritti a ruolo (art. 19 DPR 602/73 – novità 2024)
| Importo del debito | Richieste presentate nel 2025‑2026 | 2027‑2028 | Dal 1° gennaio 2029 | Riferimento |
|---|---|---|---|---|
| ≤ 120.000 euro | fino a 84 rate mensili | fino a 96 rate mensili | fino a 108 rate mensili | D.M. MEF 27/12/2024 art. 19 DPR 602/73 |
| > 120.000 euro | fino a 120 rate mensili | fino a 120 rate mensili | fino a 120 rate mensili | D.M. MEF 27/12/2024 art. 19 DPR 602/73 |
3. Procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012)
| Procedura | Destinatari | Presupposti | Caratteristiche | Riferimenti |
|---|---|---|---|---|
| Accordo di ristrutturazione | Debitori non fallibili (imprese artigiane, professionisti, consumatori) | Stato di sovraindebitamento; maggioranza dei creditori favorevoli | Piano proposto con l’ausilio dell’OCC; pagamento parziale dei debiti; omologa del tribunale | art. 6‑7 L. 3/2012 |
| Piano del consumatore | Persone fisiche con debiti non imprenditoriali | Sovraindebitamento; meritevolezza; reddito sufficiente | Piano predisposto dall’OCC, omologato dal giudice anche senza accordo dei creditori | art. 6‑7 L. 3/2012 |
| Liquidazione controllata | Debitori che non possono accedere agli altri istituti | Sovraindebitamento non risolvibile con piano o accordo | Vendita dei beni con soddisfacimento parziale dei creditori; possibile esdebitazione finale | art. 14‑terdecies L. 3/2012 |
| Esdebitazione | Debitori persone fisiche dopo liquidazione | Rispetto delle condizioni previste; cooperazione; soddisfazione parziale dei creditori | Cancellazione dei debiti residui; esclusi i debiti per alimenti, danni da illecito e sanzioni | art. 14‑terdecies |
Domande e risposte frequenti (FAQ)
- Sono un gommista e ho ricevuto una cartella esattoriale con importo elevato. Cosa devo fare?
Verifica innanzitutto la regolarità della notifica e l’esattezza degli importi. Se la cartella è stata notificata via PEC, scarica la prova di avvenuta consegna. Se notata per posta, verifica la data e il destinatario. Successivamente valuta con un professionista se impugnare l’atto per vizi formali o prescrizione oppure se accedere alla rateizzazione o alla rottamazione. - Posso impugnare l’estratto di ruolo senza avere ricevuto la cartella?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che l’estratto di ruolo non è autonomamente impugnabile; il ricorso è ammesso solo se la mancata notifica della cartella impedisce al contribuente di partecipare a gare, ottenere pagamenti o accedere a finanziamenti . - Se il mio conto corrente è a zero, possono pignorarlo?
Sì. La sentenza 28520/2025 ha chiarito che il pignoramento esattoriale si estende anche ai crediti che maturano nei 60 giorni successivi alla notifica. La banca deve bloccare e versare all’AdER tutte le somme accreditate in quel periodo . - Quali somme sono impignorabili?
Sono impignorabili i crediti alimentari, i sussidi di sostentamento, i sussidi per maternità, malattie o funerali. Stipendi e pensioni sono pignorabili solo entro un quinto; le pensioni sono inoltre protette fino al doppio dell’assegno sociale . - La rateizzazione sospende i pignoramenti?
Sì. La presentazione della domanda di rateizzazione ex art. 19 DPR 602/73 e il pagamento della prima rata sospendono l’azione esecutiva e i fermi amministrativi . - Quante rate posso ottenere con la nuova disciplina?
Fino a 84 rate per richieste fino al 2026 e per importi fino a 120.000 euro; fino a 96 rate per richieste 2027‑2028; fino a 108 rate dal 2029. Per debiti oltre 120.000 euro si possono avere fino a 120 rate . - Cosa succede se salto una rata della rottamazione‑quater?
La decadenza è automatica. Se non paghi o paghi in ritardo le rate della rottamazione, perdi i benefici e il debito originario torna a essere dovuto per intero. Tuttavia, la legge ha previsto finestre di riammissione per i decaduti che pagano le rate arretrate . - Posso ricorrere alla procedura di sovraindebitamento se gestisco una società di capitali?
No. La procedura è riservata agli imprenditori non fallibili (imprese minori, lavoratori autonomi, professionisti e persone fisiche). Le società di capitali devono utilizzare le procedure concorsuali del Codice della crisi (concordato preventivo, accordo di ristrutturazione o liquidazione giudiziale). - Che differenza c’è tra accordo di ristrutturazione e piano del consumatore?
L’accordo di ristrutturazione richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori e si applica anche alle imprese; il piano del consumatore è riservato alle persone fisiche con debiti non professionali e può essere omologato dal giudice anche senza l’approvazione dei creditori . - Come funziona l’esdebitazione?
Dopo la chiusura della liquidazione o l’esecuzione del piano, il debitore può chiedere al giudice di liberarlo dai debiti residui. Deve dimostrare di aver collaborato, di non aver ottenuto altra esdebitazione negli ultimi otto anni e di aver soddisfatto almeno parzialmente i creditori . L’esdebitazione non copre i debiti fiscali accertati successivamente e le sanzioni . - Cosa prevede la composizione negoziata della crisi?
L’imprenditore che si trova in squilibrio può chiedere a un esperto nominato dalla Camera di commercio di facilitare le trattative con i creditori per trovare una soluzione di risanamento . La procedura è volontaria, garantisce la sospensione delle azioni esecutive e può portare a una moratoria o a una ristrutturazione del debito. - L’INPS può bloccare il DURC se ho una rateizzazione in corso?
No. Se la rateizzazione è regolare, il DURC resta valido. È importante pagare puntualmente le rate per non perdere la regolarità contributiva e per evitare che l’INPS avvii il recupero coattivo. - Come posso proteggere il mio patrimonio personale?
Puoi valutare strumenti come il fondo patrimoniale o il trust per destinare beni a finalità specifiche. Tuttavia, tali strumenti devono essere costituiti prima della nascita del debito e non devono essere utilizzati per frodare i creditori; in caso contrario, possono essere revocati. - È possibile contestare gli interessi e gli oneri applicati dalla banca?
Sì. Un avvocato specializzato può verificare la presenza di anatocismo o usura nei contratti di mutuo o nei conti affidati. Se vengono rilevate irregolarità, è possibile ottenere la restituzione degli interessi illegittimi e la rinegoziazione del prestito. - Quali sono i rischi di non agire tempestivamente?
Ritardare l’azione può comportare: perdita dei termini per impugnare la cartella, iscrizione di ipoteca, fermo dei veicoli, pignoramento dei conti e dei crediti, aumento del debito per interessi e aggio. Agire subito consente invece di contestare i vizi, ottenere la sospensione e accedere alle procedure agevolate. - Posso includere debiti bancari nella procedura di sovraindebitamento?
Sì. I debiti bancari possono essere inseriti nel piano del consumatore o nell’accordo di ristrutturazione. La banca partecipa come creditore e deve attenersi alle decisioni del giudice o alle condizioni negoziate. - È necessario l’intervento di un professionista per accedere alla sovraindebitamento?
Sì. Le procedure di sovraindebitamento richiedono l’assistenza di un OCC e di professionisti qualificati. L’Avv. Monardo, gestore della crisi, può guidarti nella scelta della procedura più adatta e nella predisposizione del piano. - Se cedo l’azienda di pneumatici, rimango responsabile dei debiti fiscali?
Dipende. In caso di cessione d’azienda, l’acquirente risponde dei debiti fiscali iscritti nei libri contabili fino alla concorrenza del prezzo pagato. Tuttavia, il cedente resta responsabile solidale se non ha chiesto il certificato dei carichi pendenti. È consigliabile, prima della cessione, ottenere dal fisco la certificazione dei debiti e inserire nel contratto clausole di manleva. - È possibile sospendere le procedure esecutive mediante il ricorso in Cassazione?
No. Il ricorso in Cassazione non sospende automaticamente l’esecuzione. È necessario ottenere una sospensione del giudice dell’esecuzione o aderire a una procedura di definizione agevolata che preveda la sospensione del processo . - Cosa succede se la banca non versa le somme pignorate entro 60 giorni?
La Cassazione ha affermato che decorso il termine, il pignoramento esattoriale perde efficacia e l’AdER deve notificare un nuovo atto. Il terzo inadempiente può essere comunque responsabile verso il Fisco, ma il debitore può eccepire l’inefficacia del vincolo e chiedere la restituzione delle somme.
Simulazioni pratiche
1. Rottamazione‑quater su debito di 50.000 euro
Un’azienda di pneumatici ha cartelle esattoriali per un totale di 50.000 euro, di cui 35.000 di capitale e 15.000 tra sanzioni e interessi. Con la Rottamazione‑quater, l’azienda deve versare solo il capitale e le spese, cioè 35.000 euro più circa 1.000 euro di diritti di notifica. L’importo può essere suddiviso fino a 18 rate (4 rate il primo anno pari al 10% ciascuna e 14 rate nei successivi 3 anni). Se la prima rata è versata puntualmente, i giudizi pendenti sono sospesi e saranno estinti con il pagamento integrale .
Supponendo un tasso d’interesse legale sulle rate pari al 0%, l’azienda pagherà:
- Anno 1: quattro rate da 3.600 euro circa;
- Anno 2‑4: rate semestrali da circa 2.500 euro.
Il risparmio ottenuto rispetto al debito originario (50.000 euro) è pari a 15.000 euro di sanzioni e interessi. Se l’azienda non paga due rate consecutive, decade dai benefici e dovrà versare l’intero importo originario con sanzioni e interessi.
2. Rateizzazione ordinaria ai sensi dell’art. 19 DPR 602/73
Un gommista ha un debito fiscale di 90.000 euro. Con la nuova disciplina (richiesta presentata nel 2025), può richiedere una rateizzazione fino a 84 rate mensili . Supponendo che la rateizzazione sia concessa in 7 anni (84 rate) e che l’Agenzia applichi un tasso di interesse al tasso legale (1,25% annuo), la rata iniziale sarà di circa 1.200 euro mensili. Con il pagamento della prima rata cessano i fermi e i pignoramenti. Se il debitore dimostra una grave difficoltà, potrebbe ottenere un aumento del numero di rate fino a 120 .
3. Piano del consumatore
Il titolare di una piccola officina di pneumatici ha debiti personali per 80.000 euro (mutuo, finanziamenti, tributi). Non riesce a pagare, ma possiede un reddito stabile di 1.800 euro al mese. Con l’aiuto dell’OCC può presentare un piano del consumatore che prevede:
- pagamento di 400 euro al mese per 5 anni (24.000 euro);
- cessione di un’auto del valore di 8.000 euro;
- intervento di un garante che versa 10.000 euro.
Il totale offerto ai creditori è pari a 42.000 euro su 80.000. Il piano, se ritenuto conveniente rispetto alla liquidazione, viene omologato. Al termine il debitore può ottenere l’esdebitazione e ripartire .
4. Pignoramento presso terzi e opposizione
L’AdER notifica al cliente principale dell’azienda un atto di pignoramento per 30.000 euro. Il cliente deve versare le somme dovute all’azienda direttamente all’AdER entro 60 giorni . L’azienda scopre che le cartelle alla base del pignoramento non sono state notificate. Con l’aiuto dell’avvocato presenta opposizione agli atti esecutivi eccependo la nullità della notifica e il superamento dei limiti di impignorabilità. Il giudice accoglie l’opposizione, revoca il pignoramento e condanna l’AdER alle spese di lite.
5. Composizione negoziata della crisi
Una società in nome collettivo che gestisce diversi punti vendita di pneumatici subisce un calo di fatturato e accumula debiti per 500.000 euro (tributi, contributi e fornitori). L’amministratore, temendo l’insolvenza, chiede la nomina di un esperto ai sensi del D.L. 118/2021 . Con l’aiuto dell’esperto avvia trattative con l’AdER, l’INPS e la banca. Le proposte includono:
- moratoria di 12 mesi sui mutui;
- conversione di parte dei debiti in partecipazioni societarie da parte di un investitore;
- rateizzazione dei debiti fiscali in 120 rate con rinuncia agli interessi;
- rinegoziazione dei contratti di fornitura.
Durante le trattative, il tribunale concede le misure protettive che sospendono i pignoramenti e le ipoteche. Dopo tre mesi di negoziazione, si raggiunge un accordo. Grazie alla composizione negoziata, l’azienda evita la liquidazione e prosegue l’attività con un debito ristrutturato.
Conclusione
Gestire una azienda di pneumatici richiede competenze imprenditoriali e una gestione attenta dei rapporti con il fisco, l’INPS e le banche. Quando sorgono debiti, è fondamentale agire tempestivamente, conoscere le norme vigenti e utilizzare gli strumenti legali disponibili. La normativa italiana offre molteplici possibilità: dalla rateizzazione dei debiti iscritti a ruolo , alle rottamazioni , fino alle procedure di sovraindebitamento e alla composizione negoziata . Le sentenze recenti hanno chiarito limiti e opportunità: l’estratto di ruolo è impugnabile solo in presenza di pregiudizio , il pignoramento esattoriale si estende ai crediti maturati nei 60 giorni successivi , e le pensioni e gli stipendi sono protetti da limiti di impignorabilità .
L’esperienza di un professionista è determinante per scegliere la strategia più adatta: contestare gli atti viziati, ottenere la sospensione delle procedure esecutive, accedere alla rateizzazione o alla rottamazione, predisporre un piano di ristrutturazione o un piano del consumatore, e infine ottenere l’esdebitazione.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff di avvocati e commercialisti sono a disposizione per offrire consulenza personalizzata. Grazie alla competenza maturata nella materia tributaria e bancaria, alla qualifica di Gestore della crisi da sovraindebitamento e Esperto Negoziatore, lo studio può analizzare la tua posizione, individuare i vizi degli atti, gestire le trattative con l’AdER, l’INPS e le banche e predisporre piani di rientro sostenibili.
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