Azienda chimica fine con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Nel panorama industriale italiano le aziende chimiche fine rappresentano un pilastro tecnologico fondamentale: producono intermedi per farmaci, molecole speciali per elettronica, soluzioni a elevata innovazione. Tuttavia, sono anche soggetti ad alto rischio finanziario per gli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, i costi di adeguamento normativo e le oscillazioni dei prezzi delle materie prime. È sufficiente una commessa annullata o un rallentamento dei pagamenti dei clienti per creare debiti verso il fisco, l’INPS e le banche che, se non gestiti, sfociano in cartelle, pignoramenti e ipoteche. L’obiettivo di questo articolo è fornire a imprenditori e amministratori di società chimiche le soluzioni legali e operative per difendere l’azienda e preservare la continuità aziendale.

Affronteremo gli strumenti offerti dall’ordinamento italiano, dalle impugnazioni delle cartelle alla rateizzazione dei debiti fiscali, dalle procedure di composizione negoziata della crisi introdotte dal D.L. 118/2021 all’utilizzo di rottamazioni e definizioni agevolate per estinguere i debiti con sconti su sanzioni e interessi. Approfondiremo anche le tutele contro l’INPS per contestare avvisi di addebito e iscrizioni a ruolo, le azioni di difesa nei confronti delle banche (nullità di fideiussioni, opposizione ai pignoramenti esecutivi, rinegoziazione di contratti), e le opportunità offerte dalla Legge 3/2012 per i soggetti in stato di sovraindebitamento. Tutto il contenuto è aggiornato al mese di gennaio 2026 e basa le proprie indicazioni su fonti normative e giurisprudenziali ufficiali: leggi, decreti legislativi, circolari dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, professionista cassazionista e avvocato tributarista con tanti anni di esperienza, coordina un team multidisciplinare composto da avvocati esperti in diritto bancario e tributario, dottori commercialisti e consulenti del lavoro. È Gestore della Crisi da Sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia ai sensi della Legge 3/2012, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Il suo studio segue imprese a livello nazionale con particolare attenzione al settore chimico e industriale, affiancando gli imprenditori nella fase di analisi dell’atto, nella predisposizione di ricorsi e opposizioni, nelle trattative con gli enti pubblici e nella definizione di piani di rientro sostenibili. Grazie alla collaborazione tra avvocati e commercialisti, è possibile elaborare soluzioni sia giudiziali sia stragiudiziali, valutando la convenienza delle diverse opzioni e ottimizzando i flussi finanziari.

Se sei un imprenditore o un amministratore di un’azienda chimica che si trova in difficoltà, contatta subito l’Avv. Monardo e il suo staff per una valutazione legale personalizzata e immediata. La tempestività nel reagire ai primi atti di riscossione è fondamentale per evitare il blocco della produzione, i pignoramenti dei conti e l’iscrizione di ipoteche sugli immobili aziendali.

Contesto normativo e giurisprudenziale

Per predisporre una strategia efficace è necessario conoscere le norme che regolano la riscossione dei debiti fiscali, contributivi e bancari. In questa sezione riepiloghiamo le leggi e le sentenze più importanti.

Riscossione dei tributi: DPR 602/1973

Il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 disciplina la riscossione delle imposte sui redditi e i procedimenti coattivi. L’art. 19 consente al contribuente di chiedere la rateizzazione delle somme iscritte a ruolo: l’agente della riscossione può concedere fino a 72 rate mensili se il contribuente dimostra temporanea obiettiva difficoltà; per debiti oltre 50 000 euro occorre documentare la situazione economica . In caso di gravi difficoltà, la rateizzazione può arrivare a 120 rate . Durante l’istruttoria, l’agente non può iniziare nuove azioni esecutive e, se la rateizzazione è concessa, la procedura esecutiva in corso viene sospesa .

L’art. 72-bis dello stesso decreto consente all’agente della riscossione di procedere a pignoramento diretto presso terzi: l’atto può contenere l’ordine al terzo (banca o cliente) di pagare il credito direttamente all’agente entro 60 giorni per i crediti già maturati o alle scadenze per quelli futuri . È un procedimento stragiudiziale rapido che bypassa il giudice dell’esecuzione; la giurisprudenza definisce questa forma una “esecuzione forzata amministrativa”. Se il terzo non paga, l’agente può procedere con le ordinarie forme di espropriazione .

L’art. 77 disciplina l’iscrizione di ipoteca sugli immobili del debitore. Dopo la riforma del 2011, l’agente deve notificare un preavviso di iscrizione ipotecaria (art. 77 comma 2‑bis). Con l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 25456/2025 è stato chiarito che la comunicazione preventiva deve contenere solo l’indicazione del credito (an e quantum), senza indicare gli immobili su cui sarà iscritta l’ipoteca; l’individuazione del bene avverrà solo al momento della formalizzazione dell’iscrizione . Questa pronuncia ribadisce che l’agente ha discrezionalità nel scegliere quale bene colpire, ma deve rispettare l’obbligo di motivazione sulla sussistenza del credito.

Contributi previdenziali: D.Lgs. 46/1999 e circolari INPS

Il decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 ha riformato la riscossione dei contributi INPS e INAIL, affiancandola alla disciplina dei tributi. L’art. 17 stabilisce che la riscossione coattiva delle entrate degli enti pubblici, anche previdenziali, avviene mediante ruolo . L’art. 24 prevede che i contributi o premi dovuti e non versati sono iscritti a ruolo con sanzioni e somme aggiuntive ; l’ente può inviare un avviso bonario e, in caso di mancato pagamento entro 30 giorni, procede all’iscrizione . Il contribuente può presentare richiesta di dilazione prima dell’iscrizione a ruolo; durante l’istruttoria non vengono avviate azioni esecutive .

L’art. 25 fissa i termini di decadenza per l’iscrizione: entro il 31 dicembre dell’anno successivo al termine per il versamento o, in caso di accertamento, entro l’anno successivo alla notifica . I contribuenti possono proporre ricorso entro 40 giorni dalla notifica della cartella al giudice del lavoro, che può sospendere l’esecuzione per gravi motivi . Inoltre, nell’ambito del rapporto con l’INPS, il contribuente può, nei 60 giorni previsti per il pagamento, pagare, chiedere dilazione, non pagare, o proporre ricorso .

Una circolare dell’INPS del 1999 (Circolare n. 224) chiarisce che, prima dell’iscrizione a ruolo, il contribuente può chiedere la dilazione; l’atto di pignoramento non costituisce atto esecutivo e l’ente non può iniziare l’esecuzione fino alla decisione dell’istanza . La stessa circolare spiega che la riscossione avviene tramite ruoli anche per le sanzioni amministrative e che l’opposizione alla cartella va proposta al giudice del lavoro .

Sovraindebitamento: Legge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa

La Legge 3/2012 disciplina gli strumenti di composizione della crisi da sovraindebitamento per soggetti non fallibili (consumatori, professionisti, piccole imprese). L’art. 6 definisce lo stato di sovraindebitamento come la situazione di perdurante squilibrio tra obbligazioni e liquidità che impedisce di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni . L’art. 7 consente al debitore di proporre un accordo di ristrutturazione o un piano del consumatore se non è soggetto a procedure concorsuali e non ha già utilizzato tali strumenti negli ultimi tre anni . L’art. 8 stabilisce che il piano può prevedere la moratoria di un anno per i creditori muniti di privilegio e che devono essere saldati almeno il 20 % dei chirografari . L’art. 10 prevede che, dopo il deposito della proposta e della documentazione, il giudice può disporre la sospensione delle azioni esecutive per 120 giorni .

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), entrato in vigore in maniera definitiva nel 2023, definisce la crisi come lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza e si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa . L’insolvenza è lo stato in cui il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni , mentre il sovraindebitamento riguarda consumatori, professionisti, imprenditori minori, start‑up innovative e altri soggetti non assoggettabili a procedure concorsuali . Queste definizioni sono fondamentali per stabilire la legittimità di accesso agli strumenti di composizione.

Composizione negoziata della crisi: D.L. 118/2021

Il Decreto‑legge 24 agosto 2021, n. 118 ha introdotto la composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa, uno strumento volontario e stragiudiziale che consente all’imprenditore di avviare trattative con i creditori sotto la guida di un esperto indipendente. L’art. 2 stabilisce che l’imprenditore in squilibrio patrimoniale o economico-finanziario può chiedere al segretario della Camera di Commercio la nomina di un esperto quando è ragionevolmente perseguibile il risanamento . L’esperto ha il compito di agevolare le trattative tra l’imprenditore e i creditori per individuare una soluzione, anche mediante il trasferimento di azienda o di rami d’azienda .

L’art. 3 del decreto istituisce una piattaforma telematica nazionale gestita dalle Camere di Commercio che mette a disposizione checklist, test di fattibilità e un protocollo per la conduzione delle trattative . Viene istituito un elenco di esperti: possono essere iscritti gli avvocati e i commercialisti con almeno cinque anni di iscrizione che documentino esperienza in ristrutturazioni aziendali . Queste figure, come l’Avv. Monardo, assumono il ruolo di Esperto negoziatore per accompagnare l’imprenditore nella ricerca di un accordo con fisco, banche e fornitori, evitando l’apertura di procedure concorsuali più gravose.

Definizioni agevolate e rottamazioni: Legge 197/2022 e successive

La Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023) ha introdotto la “rottamazione quater” (definizione agevolata) per i debiti affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. L’art. 1, commi 231‑252, stabilisce che il contribuente può estinguere i carichi versando solo il capitale e le spese per la notifica e l’esecuzione, con l’abbuono di sanzioni, interessi e aggio . Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2023 o in un massimo di 18 rate in cinque anni, con le prime due del 10 % ciascuna . Il contribuente deve presentare una dichiarazione entro il 30 aprile 2023; a seguito della presentazione, le procedure esecutive e cautelari sono sospese e non possono essere iscritti nuovi fermi o ipoteche .

La stessa Legge 197/2022 ha previsto la possibilità di definire i ruoli INPS alle stesse condizioni. Una successiva nota dell’INPS (accordo con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro) ha chiarito che, per i debiti oggetto di rottamazione, il Durc rilasciato dalla piattaforma “Durc On Line” risulterà regolare dal momento della presentazione della domanda .

Nel 2025 è stata introdotta la “rottamazione quinquies” con la Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2025), che consente di definire i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con pagamento in un’unica rata entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate in 9 anni; i debiti derivanti da accertamento esecutivo restano esclusi . La legge prevede un tasso d’interesse del 3 % e un termine di decadenza al primo ritardo di due rate; come per la quater, la presentazione della domanda sospende le azioni esecutive .

Queste misure rappresentano una opportunità da valutare attentamente: l’azienda chimica, aderendo in tempo, può ridurre sensibilmente il costo del debito, ottenere la sospensione dei pignoramenti e mantenere la regolarità contributiva.

Giurisprudenza rilevante

Oltre all’ordinanza n. 25456/2025 sul preavviso di ipoteca, richiamata sopra, segnaliamo alcune sentenze della Corte di Cassazione che interessano il nostro tema:

  • Responsabilità degli ex soci: la sentenza Cass. civ., Sez. 5, n. 3625/2025 ha confermato che, dopo la liquidazione e cancellazione di una società, l’Agenzia delle Entrate può rivolgersi agli ex soci per i debiti fiscali rimasti insoluti, in base all’art. 2495 c.c. e all’art. 36 comma 3 del DPR 602/1973. La Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite n. 6070/2013, secondo cui la cancellazione determina solo un fenomeno successorio e i soci rispondono nei limiti di quanto riscosso .
  • Pignoramento speciale: le sentenze di legittimità più recenti (Cass. n. 28513/2025) hanno dichiarato inefficace il pignoramento immobiliare o presso terzi se il creditore non deposita le copie conformi del precetto e del pignoramento entro i termini; ciò rafforza la posizione del debitore, che può sollevare opposizione per carenza di documentazione.
  • Nullità delle fideiussioni bancarie: la giurisprudenza 2023‑2025 ha approfondito la nullità parziale delle fideiussioni omnibus che riproducono lo schema ABI censurato dalla Banca d’Italia nel 2005; diverse pronunce hanno rimesso alle Sezioni Unite la questione circa l’applicabilità alle fideiussioni specifiche. Questa tematica, pur non direttamente tributaria, è rilevante per le aziende che hanno prestato garanzie personali ai propri istituti di credito.

Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto di riscossione

Quando l’azienda riceve un avviso di accertamento esecutivo, una cartella di pagamento o un avviso di addebito INPS, è essenziale seguire una procedura rigorosa per tutelarsi. Di seguito descriviamo in ordine cronologico le fasi operative.

1. Verifica dell’atto e dei termini di impugnazione

  1. Esamina la notifica: verifica la data e il mezzo di notifica (PEC, raccomandata, messo). Controlla se l’atto è stato notificato al legale rappresentante o alla sede legale. Un’errata notifica può rendere nullo l’atto.
  2. Controlla la prescrizione e la decadenza: per le imposte dirette, la cartella deve essere emessa entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è diventato definitivo; per i contributi INPS, l’iscrizione a ruolo deve avvenire entro l’anno successivo al termine di versamento .
  3. Verifica la motivazione: la cartella deve indicare la norma applicata, il periodo d’imposta, la descrizione delle sanzioni e degli interessi. Nei preavvisi di ipoteca o pignoramento deve essere indicato almeno il credito e l’entità .
  4. Calcola i termini per il ricorso: per gli atti dell’Agenzia delle Entrate si hanno 60 giorni dalla notifica; per gli avvisi di addebito INPS 40 giorni . Nel frattempo è possibile chiedere la sospensione in via amministrativa o giudiziale.

2. Istanza di sospensione e richiesta documentale

Dopo la notifica, per evitare azioni esecutive immediate, occorre:

  • Presentare istanza di sospensione all’agente della riscossione: la legge consente di chiedere la sospensione in presenza di ricorso o se si riscontrano vizi formali (es. doppio pagamento, prescrizione, annullamento giudiziale). L’istanza va motivata e corredata da documenti; entro 220 giorni l’agente deve rispondere.
  • Richiedere all’ente impositore l’estratto di ruolo e la copia integrale del fascicolo: è fondamentale per controllare l’esistenza del titolo esecutivo e la corretta iscrizione.
  • Valutare la possibilità di definizione agevolata: se rientra nelle finestra della rottamazione, conviene sospendere l’impugnazione e aderire al condono. Ricorda che l’adesione comporta la rinuncia ai ricorsi pendenti .

3. Scelta della forma di opposizione

A seconda del tipo di atto e delle censure, la difesa può essere articolata in diverse sedi:

  • Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria: per cartelle derivanti da imposte, il ricorso va presentato entro 60 giorni dinanzi alla CGT competente, con pagamento del contributo unificato. È possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione quando vi sia un danno grave e irreparabile (art. 47 D.Lgs. 546/1992).
  • Opposizione ex art. 615 c.p.c. o 617 c.p.c.: se l’atto è un pignoramento o un’ipoteca, si può proporre opposizione davanti al Tribunale ordinario competente (esecuzione immobiliare) contestando la regolarità formale. La giurisprudenza ritiene che, per l’esecuzione fiscale, le opposizioni agli atti esecutivi vadano proposte al giudice tributario quando il vizio attiene al titolo o alla procedura .
  • Ricorso al giudice del lavoro per contributi previdenziali: gli avvisi di addebito INPS e le cartelle relative a contributi vanno impugnati dinanzi al giudice del lavoro entro 40 giorni .

4. Valutazione di un piano di rientro o di rateizzazione

Se l’azienda riconosce il debito ma non può pagare in un’unica soluzione, è possibile:

  • Chiedere la rateizzazione all’Agenzia Entrate Riscossione: presentando l’istanza entro 60 giorni dalla notifica, l’esecuzione è sospesa fino alla risposta. Fino a 72 rate mensili (6 anni) per difficoltà temporanea o fino a 120 rate (10 anni) in caso di comprovata situazione economica grave . Per importi superiori a 50 000 euro è necessario allegare l’ISEE aziendale e la documentazione contabile.
  • Chiedere la dilazione all’INPS: prima dell’iscrizione a ruolo, il contribuente può chiedere la dilazione dei contributi; la richiesta deve essere presentata all’ente impositore e, in caso di accoglimento, l’iscrizione al ruolo viene sospesa .
  • Negoziare con le banche: se l’azienda ha esposizioni bancarie, può richiedere la ristrutturazione del debito con accordi di rinegoziazione, consolidamento o moratoria dei mutui. È consigliabile farlo nell’ambito della composizione negoziata, così da coinvolgere i creditori in un accordo globale.

5. Ricorso agli strumenti di composizione e alle procedure concorsuali minori

Per le aziende in crisi strutturale, la semplice impugnazione o rateizzazione potrebbe non bastare. In tal caso occorre valutare strumenti più incisivi:

  1. Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021): l’imprenditore in squilibrio può attivare la procedura tramite la piattaforma delle Camere di Commercio. Con l’aiuto dell’esperto negoziatore, l’impresa predispone un piano di risanamento, formula proposte ai creditori e può ottenere misure protettive dal Tribunale (sospensione di azioni esecutive e cautelari) . Le trattative possono sfociare in un accordo con i creditori, una convenzione di moratoria, un concordato semplificato o la liquidazione del patrimonio.
  2. Accordo di ristrutturazione dei debiti (Codice della crisi): riservato agli imprenditori che esercitano attività commerciale e presentano proposte ai creditori che rappresentano almeno il 60 % dei crediti; l’accordo viene omologato dal tribunale.
  3. Concordato preventivo e concordato in continuità: l’impresa propone un piano ai creditori, che può prevedere la prosecuzione dell’attività. Il tribunale concede la protezione e nomina un commissario giudiziale.
  4. Procedure di sovraindebitamento (Legge 3/2012): applicabili agli imprenditori minori e ai professionisti. Consentono di presentare un accordo di composizione o un piano del consumatore; la legge prevede la possibilità di richiedere l’esdebitazione del sovraindebitato al termine della procedura, liberandolo dai debiti residui .

6. Verifiche con le banche e tutele contro le garanzie

Le esposizioni bancarie rappresentano una parte significativa dell’indebitamento delle imprese chimiche. È fondamentale analizzare i contratti di mutuo, leasing e fideiussione. Alcuni punti da considerare:

  • Fideiussioni omnibus e nullità delle clausole ABI: molti contratti di fideiussione riproducono clausole standard predisposte dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) che sono state giudicate anticoncorrenziali dalla Banca d’Italia (Provvedimento del 2 maggio 2005) e, conseguentemente, la Cassazione ha ritenuto nulle tali clausole se applicate “a valle” nei contratti stipulati dalle banche. Nei casi in cui la fideiussione ricalchi integralmente lo schema ABI, si può eccepire la nullità parziale e richiedere la liberazione del garante.
  • Opposizione al precetto e al pignoramento della banca: in presenza di vizi (mancata notifica del titolo esecutivo, interessi usurari, anatocismo), è possibile proporre opposizione e chiedere la sospensione dell’esecuzione. La Cassazione ha ribadito che il pignoramento immobiliare è inefficace se il creditore non deposita le copie conformi degli atti .
  • Rinegoziazione e moratoria: molte banche aderiscono ai protocolli ABI per la sospensione delle rate dei mutui (es. sospensione del mutuo fino a 24 mesi) e per la ristrutturazione dei finanziamenti. La rinegoziazione può essere facilitata all’interno della composizione negoziata della crisi.

Difese e strategie legali

In questa sezione proponiamo le principali difese che l’imprenditore può utilizzare per contrastare fisco, INPS e banche.

1. Eccezioni formali e vizi degli atti

  • Eccezione di carenza di motivazione: la cartella deve riportare gli estremi della norma, l’imposta dovuta e gli interessi. La mancanza rende l’atto nullo. Nei preavvisi di ipoteca l’indicazione degli immobili non è necessaria secondo la Cassazione ; tuttavia deve essere indicato con precisione il credito.
  • Diffida per omessa notifica del ruolo: se il contribuente non ha ricevuto l’avviso bonario o l’estratto di ruolo, può eccepire la violazione del diritto di difesa.
  • Prescrizione e decadenza: i debiti fiscali prescrivono in 10 anni dalla notifica della cartella, ma la decadenza per l’iscrizione a ruolo è di 3 anni. Per i contributi INPS il termine di decadenza per l’iscrizione è l’anno successivo .
  • Carenza di legittimazione passiva: nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate pretenda il pagamento dagli ex soci, si può eccepire la mancanza di attivo residuo nella liquidazione; la Cassazione ha però chiarito che gli ex soci rispondono nei limiti di quanto riscosso .
  • Violazione del contraddittorio: in materia di accertamento bancario, la mancanza di contraddittorio obbligatorio (art. 12 comma 7 L. 212/2000) può comportare la nullità dell’avviso di accertamento; per le accise su prodotti chimici, il contraddittorio è imprescindibile.

2. Strategie sostanziali

  • Definizione agevolata: aderire alla rottamazione quater o quinquies consente di ridurre l’onere finanziario, abbandonare le liti pendenti e sospendere pignoramenti e ipoteche . È importante verificare se i carichi rientrano nelle date e presentare la domanda entro i termini.
  • Rateizzazione: richiedere la rateizzazione tempestivamente blocca l’avvio di nuove procedure. È opportuno scegliere tra il piano ordinario (72 rate) e il piano straordinario (120 rate) in base alla liquidità; in presenza di diversi carichi si possono cumulare più piani.
  • Transazioni fiscali nei concordati: la composizione negoziata e i concordati preventivi consentono di proporre ai creditori pubblici una falcidia dei tributi e delle sanzioni; l’Agenzia delle Entrate deve valutare la convenienza rispetto alla liquidazione e non può opporsi in modo irragionevole.
  • Rinegoziazione con le banche: proporre un piano di rientro globale coinvolgendo banche, fornitori e fisco; l’esperto negoziatore del D.L. 118/2021 favorisce l’accordo e può ottenere misure protettive.
  • Esdebitazione e liberazione del patrimonio: tramite la procedura di sovraindebitamento o la liquidazione controllata è possibile ottenere la liberazione dai debiti residui, permettendo all’imprenditore di ripartire.

3. Strumenti alternativi specifici per le aziende chimiche

Le imprese chimiche hanno esigenze particolari legate alla continuità produttiva e ai vincoli ambientali. Si suggeriscono alcune strategie ulteriori:

  • Utilizzare la normativa sulle agevolazioni ambientali: molte normative europee e nazionali prevedono crediti d’imposta per investimenti in innovazione green, riduzione delle emissioni e economia circolare. Questi crediti possono compensare debiti fiscali.
  • Ricorso alle garanzie SACE e ai fondi Simest: per ristrutturare l’esposizione bancaria si possono chiedere garanzie statali sui finanziamenti finalizzati alla ricerca e all’internazionalizzazione.
  • Valutare la cessione di rami d’azienda: nei piani di composizione negoziata o nei concordati, la cessione di rami non strategici può generare liquidità per soddisfare i creditori privilegiati (fisco e INPS) e preservare il core business.

Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate, piani del consumatore e accordi di ristrutturazione

Questa sezione analizza le opzioni a disposizione del contribuente per definire il debito in modo agevolato.

Definizione agevolata (rottamazione quater e quinquies)

Nome dello strumentoPeriodo dei carichi ammessiCondizioni di pagamentoBeneficiTermini per aderire
Rottamazione quaterCarichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022Pagamento di capitale e spese; sconto di sanzioni, interessi e aggio; rate massimo 18 in 5 anniSospensione azioni esecutive, non iscrizione nuovi fermi/ipoteche, regolarità DURCDomanda entro 30 aprile 2023 (proroghe per zone alluvionate)
Rottamazione quinquiesCarichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 (esclusi accertamenti esecutivi)Pagamento di capitale e spese; interesse al 3 %; fino a 54 rate (9 anni)Sospensione procedure, regolarità DURC, possibilità di riammissione per chi ha perso la quaterPresentazione domanda entro 30 aprile 2026

Definizioni agevolate per contenziosi e liti pendenti

Oltre alle rottamazioni, il legislatore ha introdotto nel 2023 e 2024 diverse sanatorie per definire le liti fiscali e gli avvisi bonari:

  • Ravvedimento speciale: pagamento integrale delle imposte con sanzione ridotta del 3 % e rate in otto anni. Utile per regolarizzare errori dichiarativi.
  • Definizione delle liti pendenti: possibilità di chiudere i contenziosi tributari in Cassazione o in secondo grado pagando una percentuale dell’imposta (40 % in Cassazione, 15 % in appello). L’azienda chimica può valutare l’adesione quando la lite riguarda questioni tecniche come accise, IRES o IVA.
  • Stralcio dei mini‑ruoli: cancellazione d’ufficio dei carichi fino a 1 000 euro affidati dal 2000 al 2015.

Piani del consumatore, accordi di composizione e liquidazione controllata

Per gli imprenditori individuali o le società di persone che non rientrano nelle procedure concorsuali maggiori, la Legge 3/2012 offre tre strumenti:

  1. Accordo di composizione della crisi: consente di proporre un piano di ristrutturazione ai creditori, con la possibilità di falcidiare i debiti, prevedere la moratoria e cedere beni. È necessario il voto favorevole dei creditori rappresentanti almeno il 60 % dei crediti e l’omologazione del tribunale .
  2. Piano del consumatore: rivolto a consumatori e piccoli imprenditori; non richiede il voto dei creditori ma l’approvazione del giudice; il debitore deve dimostrare la meritevolezza e l’esposizione al sovraindebitamento .
  3. Liquidazione controllata del patrimonio: in mancanza di prospettive di risanamento, il debitore può chiedere la liquidazione dei beni per soddisfare i creditori, con la possibilità di ottenere l’esdebitazione a fine procedura.

Concordato preventivo e accordi di ristrutturazione dei debiti

L’accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 57 e seguenti del Codice della crisi) è destinato agli imprenditori commerciali: prevede la negoziazione con almeno il 60 % dei creditori e l’omologazione giudiziale; può contenere una transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS. Il concordato preventivo, invece, si basa su un piano che può prevedere la continuità aziendale e offre al debitore la protezione del tribunale durante le trattative. Entrambi gli strumenti richiedono la relazione di un professionista indipendente (attestatore) e sono utilizzabili dalle imprese chimiche di dimensioni medio-grandi.

Errori comuni e consigli pratici

Gli imprenditori spesso commettono errori che aggravano la situazione. Ecco i più frequenti e come evitarli.

  1. Ignorare gli atti notificati: non aprire la PEC o ignorare la raccomandata porta alla scadenza dei termini per impugnare. Sempre controllare e annotare la data di notifica.
  2. Pagare senza verificare: molte cartelle contengono importi prescritti o già pagati. Prima di versare, richiedere l’estratto di ruolo e confrontare gli importi.
  3. Chiedere la rateizzazione troppo tardi: la richiesta va presentata prima dell’inizio dell’esecuzione; se l’atto esecutivo (es. pignoramento) è già stato notificato, l’istanza potrebbe essere respinta .
  4. Non allegare la documentazione: per ottenere una rateizzazione superiore a 72 rate, è indispensabile fornire il bilancio, il piano di rientro e l’indice DSCR (debt service coverage ratio).
  5. Sottovalutare la procedura INPS: spesso si impugnano le cartelle tributarie ma si dimenticano gli avvisi di addebito INPS; questi ultimi vanno contestati al giudice del lavoro entro 40 giorni .
  6. Trascurare le fideiussioni: i soci o gli amministratori che hanno firmato garanzie personali rischiano pignoramenti dei beni personali. Occorre verificare la validità delle clausole e, se possibile, eccepire la nullità.
  7. Non pianificare la cassa: l’adesione a rottamazioni e rateizzazioni richiede risorse finanziarie costanti; predisporre un business plan per evitare decadenze.
  8. Agire da soli: la normativa è complessa e in continua evoluzione; affidarsi a un team di avvocati e commercialisti consente di individuare errori, predisporre ricorsi efficaci e negoziare con le banche.

Tabelle riepilogative

Sintesi dei principali termini e rimedi

Atto o proceduraTermini di impugnazioneAutorità competenteStrumento difensivoNorme di riferimento
Cartella di pagamento (Fisco)60 giorni dalla notificaCorte di Giustizia TributariaRicorso con richiesta di sospensione; rateizzazione art. 19 DPR 602/73Art. 19 e 26 DPR 602/73; D.Lgs. 546/1992
Avviso di addebito INPS40 giorni dalla notificaGiudice del lavoroOpposizione, richiesta di dilazione prima della formazione del ruoloD.Lgs. 46/1999, artt. 24‑26
Preavviso di ipoteca30 giorni per pagare o opporsiGiudice tributario (ricorso) o giudice ordinario per vizi formaliEccezione di carenza di motivazione; richiesta sospensioneArt. 77 DPR 602/73; Cass. 25456/2025
Pignoramento presso terzi60 giorni per proporre opposizioneGiudice tributario se riguarda vizi del titolo; giudice ordinario per vizi esecutiviEccezione di nullità per mancato deposito copie; richiesta di sospensioneArt. 72‑bis DPR 602/73
Istanza di rateizzazione60 giorni dalla notifica della cartellaAgenzia Entrate RiscossionePiano fino a 72 rate (standard) o 120 rate (straordinario)Art. 19 DPR 602/73
Domanda di composizione negoziata (D.L. 118/2021)Nessun termine fisso; consigliabile presentare appena emergono segnali di crisiCamera di Commercio – piattaforma telematicaNomina di esperto indipendente; misure protettive; accordo con creditoriD.L. 118/2021

Tabelle di confronto delle procedure di sovraindebitamento

StrumentoSoggetti ammessiCaratteristicheVantaggi
Accordo di composizione della crisiConsumatori, imprenditori minori, professionistiRichiede il voto dei creditori (60 %); piano attestato; possibile falcidia di debiti fiscali e contributiviBlocca azioni esecutive per 120 giorni; consente moratoria e ristrutturazione dei debiti privilegiati
Piano del consumatoreConsumatori e imprenditori individualiNon richiede voto dei creditori; il giudice valuta la meritevolezza e la fattibilitàTempistiche ridotte; tutela la prima casa; possibilità di esdebitazione
Liquidazione controllataTutti i debitori non fallibiliVendita del patrimonio con supervisione di un liquidatore; eventuale liberazione dai debiti residuiConsente l’esdebitazione del debitore e la chiusura definitiva dei debiti

Domande frequenti (FAQ)

  1. Cosa succede se non impugno una cartella entro 60 giorni?
    Dopo il termine, la cartella diventa definitiva. È possibile solo chiedere la rateizzazione o aderire a definizioni agevolate. Eventuali vizi formali potranno essere fatti valere solo tramite opposizione agli atti esecutivi.
  2. È possibile evitare l’iscrizione di ipoteca pagando solo una parte del debito?
    Sì, presentando domanda di rateizzazione o aderendo alla rottamazione prima della scadenza del preavviso. L’agente non può iscrivere ipoteca se la rateizzazione viene concessa e si pagano regolarmente le rate .
  3. Come si calcolano le rate nella rateizzazione?
    Le rate sono costanti mensili; per piani ordinari il massimo è 72 rate (6 anni), per piani straordinari 120 (10 anni). Gli interessi di dilazione sono fissati dalla legge (attualmente 4,5 % circa) e variano in base al tasso legale.
  4. Posso cumulare più cartelle in un unico piano di rateizzazione?
    Sì, è possibile chiedere la rateizzazione cumulativa; tuttavia se una cartella è già stata rateizzata e si decade dal piano, tutte le cartelle rientrano nel debito complessivo.
  5. Che differenza c’è tra avviso di addebito INPS e cartella esattoriale?
    L’avviso di addebito INPS è esso stesso titolo esecutivo: dopo 60 giorni dalla notifica può essere iscritto a ruolo e pignorato senza passare per l’Agenzia Entrate Riscossione. La cartella esattoriale, invece, è emessa dall’agente della riscossione sulla base di un ruolo.
  6. È possibile sospendere un avviso di addebito INPS?
    Può essere chiesta la sospensione al giudice del lavoro presentando ricorso entro 40 giorni e dimostrando la fondatezza dei motivi. In alternativa, l’INPS può sospendere la riscossione in attesa della decisione amministrativa .
  7. Cosa accade se perdo una rata della rottamazione quater?
    La decadenza comporta la perdita dei benefici e il ripristino dell’intero debito con sanzioni e interessi. Tuttavia la legge prevede una tolleranza di cinque giorni e la possibilità di riammissione per determinate casistiche .
  8. È vero che il Durc risulta regolare dopo aver presentato la rottamazione?
    Sì, una nota dell’INPS del 2025 ha chiarito che il Durc online mostra “regolare” fin dal momento della presentazione della domanda di definizione agevolata .
  9. Chi decide sulla sospensione dell’esecuzione durante il ricorso tributario?
    La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado decide con ordinanza sul ricorso cautelare; deve valutare la gravità e irreparabilità del danno e la fondatezza del ricorso.
  10. Posso pagare i debiti fiscali compensandoli con crediti IVA?
    Se possiedi crediti IVA certificati, puoi compensarli nel modello F24 anche per il pagamento delle rate; occorre però verificare i limiti di compensazione per ruoli superiori a 1 500 euro (necessaria certificazione).
  11. Le banche possono agire immediatamente sui beni personali dei soci?
    Solo se i soci hanno sottoscritto fideiussioni o garanzie. È possibile impugnare la garanzia se contiene clausole vessatorie o se ricalca lo schema ABI dichiarato illegittimo.
  12. Esiste un limite minimo di debito per l’iscrizione di ipoteca?
    Sì, l’agente della riscossione può iscrivere ipoteca solo per debiti superiori a 20 000 euro (art. 77 DPR 602/73).
  13. Cosa succede se l’azienda viene cancellata dal registro delle imprese?
    L’Agenzia delle Entrate può comunque richiedere il pagamento agli ex soci nei limiti di quanto ricevuto in liquidazione .
  14. Posso presentare un’istanza di adesione alla rottamazione se ho già rateizzato?
    Sì, ma devi essere in regola con i pagamenti delle rate precedenti al momento della domanda; in caso contrario la domanda non è accolta.
  15. La composizione negoziata della crisi è pubblica?
    Sì, la domanda viene pubblicata nel registro delle imprese, ma il contenuto delle trattative resta riservato; le misure protettive sono pubblicate nel registro per informare i creditori.
  16. Cosa comporta l’apertura della liquidazione controllata?
    La nomina di un liquidatore che gestisce la vendita dei beni e ripartisce il ricavato tra i creditori. Il debitore può chiedere l’esdebitazione al termine della procedura.
  17. Qual è il ruolo dell’esperto nella composizione negoziata?
    L’esperto ha compiti di facilitazione; non prende decisioni ma formula proposte, verifica la fattibilità del piano e può segnalare l’eventuale inattitudine dell’impresa al risanamento .
  18. I debiti per accise e imposte ambientali rientrano nelle rottamazioni?
    Sì, se sono stati affidati all’agente della riscossione nelle date previste; occorre verificare l’oggetto del ruolo.
  19. Cosa succede se l’INPS notifica un avviso di addebito senza avviso bonario?
    La procedura è legittima perché l’INPS può iscrivere a ruolo i crediti contributivi senza inviare un preavviso; tuttavia, l’ente può scegliere di inviare un avviso bonario come previsto dall’art. 24 D.Lgs. 46/1999 .
  20. La casa dell’imprenditore è sempre protetta?
    La prima casa è impignorabile per l’Agenzia delle Entrate solo se il contribuente è persona fisica e l’immobile non è di lusso; tuttavia, nelle procedure concorsuali e nelle fideiussioni la protezione non si applica sempre. È dunque fondamentale la corretta pianificazione.

Approfondimenti sulla disciplina fiscale, contributiva e bancaria

Per raggiungere una piena comprensione delle tutele, è utile analizzare in modo più dettagliato la disciplina dell’accertamento tributario, le norme che regolano l’azione dell’INPS e le specificità delle garanzie bancarie. Questo approfondimento serve a fornire agli imprenditori chimici un quadro completo delle leggi applicabili e delle possibili contestazioni.

Il ciclo di accertamento tributario

L’azione dell’Amministrazione finanziaria nei confronti delle imprese si articola in una serie di fasi. Conoscere tali fasi permette di intervenire tempestivamente per ridurre l’esposizione e prevenire sanzioni.

  1. Dichiarazione e controllo automatizzato – Le aziende chimiche presentano annualmente le dichiarazioni dei redditi (IRES), dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Il D.P.R. 600/1973 e il D.P.R. 633/1972 disciplinano rispettivamente le imposte sui redditi e l’IVA. L’Agenzia delle Entrate effettua un primo controllo automatizzato ex art. 36‑bis (per le imposte sui redditi) e 54‑bis (per l’IVA), verificando la coerenza dei dati e segnalando eventuali errori attraverso i c.d. avvisi bonari. Nel caso in cui l’azienda rilevi errori, può correggerli spontaneamente mediante il ravvedimento operoso, usufruendo di riduzioni sulle sanzioni (D.Lgs. 472/1997 art. 13) e scongiurando contestazioni successive.
  2. Accertamento con adesione – Se emergono irregolarità non sanate, l’Ufficio può emettere un avviso di accertamento in rettifica o di accertamento parziale. Prima di procedere alla notifica dell’atto definitivo, l’Amministrazione può invitare l’azienda al contraddittorio per un accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997). L’accordo riduce le sanzioni del 50 % e consente il pagamento dilazionato in quattro rate trimestrali. Per le società chimiche è un’opportunità per chiudere la verifica con costi contenuti e limitare le liti.
  3. Avviso di accertamento esecutivo – Dal 2011 gli avvisi di accertamento sono divenuti immediatamente esecutivi (art. 29 D.L. 78/2010). Se non impugnati entro 60 giorni, diventano titolo per la riscossione e l’Agenzia delle Entrate trasmette il carico all’Agente della riscossione senza necessità di emettere la cartella. Le imprese devono dunque prestare particolare attenzione alla decorrenza dei termini per presentare ricorso o per aderire ad un pagamento agevolato.
  4. Ruolo e cartella di pagamento – Nel regime ordinario, dopo l’accertamento definitivo, l’Ufficio iscrive a ruolo l’imposta dovuta. La cartella di pagamento deve specificare gli estremi del ruolo e la normativa di riferimento. Vizi nella formazione del ruolo (es. iscrizione oltre i termini di decadenza ) costituiscono motivo di annullamento.
  5. Autotutela e annullamento in via di revoca – Anche dopo la notifica di un atto definitivo, il contribuente può presentare istanza in autotutela per chiedere la correzione di errori manifesti (es. doppia imposizione, calcolo errato del tributo). L’Ufficio può annullare o revocare l’atto per giustizia e buon andamento della Pubblica Amministrazione; è un rimedio utile per risolvere errori evidenti senza arrivare in giudizio.

Statuto dei diritti del contribuente

La Legge 212/2000, nota come Statuto del contribuente, fissa i principi generali a tutela dei contribuenti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria. I principali articoli sono:

  • Art. 2 (riserva di legge): nessuna prestazione patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge; l’Agenzia non può esigere somme se non previste da una norma.
  • Art. 6 (obbligo di motivazione): gli atti devono indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche. La mancanza di motivazione comporta l’illegittimità dell’atto e può essere contestata in giudizio.
  • Art. 7 (conoscibilità degli atti): i provvedimenti devono indicare l’autorità alla quale è possibile ricorrere e il termine per farlo.
  • Art. 12 (contraddittorio): durante i controlli, l’Ufficio deve invitare il contribuente al contraddittorio; il mancato rispetto di questo obbligo comporta la nullità dell’accertamento, secondo la giurisprudenza di Cassazione (es. Cass. n. 18184/2013).
  • Art. 10 (principio di collaborazione e buona fede): l’Amministrazione deve comportarsi in modo trasparente e non può richiedere adempimenti superflui.

L’imprenditore che rilevi violazioni di questi principi può presentare ricorso. È utile farlo evidenziare nel ricorso difensivo per rafforzare le proprie ragioni.

Riscossione delle imposte ambientali e delle accise nella chimica

La produzione chimica fine richiede spesso l’utilizzo di solventi, alcool e altre sostanze soggette ad accisa. La materia è disciplinata dal Testo Unico Accise (D.Lgs. 504/1995). Le imprese devono ottenere licenze e depositi fiscali, presentare denunce mensili e versare le accise dovute. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli effettua ispezioni e, in caso di irregolarità, può applicare sanzioni elevate. È possibile, però, recuperare le accise versate in eccesso o non dovute attraverso le procedure di rimborso. L’azienda deve presentare domanda entro due anni dal pagamento indebito e dimostrare l’effettivo utilizzo del prodotto in esenzione. In caso di contestazione, è possibile ricorrere davanti al giudice tributario.

Le misure cautelari del fisco: fermo amministrativo, ipoteca e pignoramento

Le principali misure cautelari previste dal DPR 602/1973 sono il fermo amministrativo dei beni mobili registrati (es. automezzi), l’iscrizione di ipoteca e il pignoramento. Ognuna presenta caratteristiche specifiche e può essere contestata.

  1. Fermo amministrativo – Ai sensi dell’art. 86 DPR 602/73, l’agente della riscossione può disporre il fermo dei veicoli del debitore con preavviso di 30 giorni. Il fermo è iscritto al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e impedisce la circolazione del veicolo. È contestabile se il debito è inferiore a 800 euro o se è stato richiesto un piano di rateizzazione. L’azienda che impiega veicoli per trasportare prodotti chimici può chiedere la sospensione per motivi di sicurezza o per garantire la continuità della catena produttiva.
  2. Ipoteca – L’art. 77 prevede che per debiti superiori a 20 000 euro l’agente possa iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore. Come visto, la notifica del preavviso deve indicare il credito, ma non l’immobile . L’azienda può opporsi se il debito è prescritto, se non raggiunge la soglia o se è in corso un piano di rateizzazione.
  3. Pignoramento presso terzi e pignoramento immobiliare – Oltre al pignoramento diretto ex art. 72‑bis , l’agente può procedere a pignoramento immobiliare. A differenza dell’esecuzione ordinaria, il pignoramento fiscale non richiede l’intervento del giudice per la notifica dell’atto. Tuttavia, la giurisprudenza impone che il debitore sia informato dell’esistenza del debito e che siano rispettate le regole di notifica. La Cassazione ha dichiarato inefficace il pignoramento se l’Agente non deposita le copie conformi del precetto e del pignoramento .

Normativa contributiva e tutela del lavoratore

Oltre alla riscossione dei contributi, il legislatore prevede tutele per i dipendenti. Quando l’azienda non versa i contributi, i dipendenti hanno diritto a rivolgersi all’INPS per far valere il proprio credito. L’INPS si surroga nella posizione del lavoratore e può agire in via amministrativa. Le aziende chimiche devono monitorare la posizione contributiva e utilizzare gli ammortizzatori sociali in caso di crisi temporanea (FIS, Cassa integrazione ordinaria e straordinaria). La regolarità contributiva è inoltre necessaria per partecipare a gare e accedere ai finanziamenti pubblici; la rottamazione e la rateizzazione, come visto, consentono di ottenere il Durc regolare .

Norme bancarie e tutela del consumatore nel rapporto banca–impresa

Le norme di diritto bancario si sono evolute per proteggere il debitore da clausole abusive e pratiche scorrette. Alcuni riferimenti importanti:

  • Usura e anatocismo: la legge 108/1996 vieta l’applicazione di tassi usurari; il superamento del tasso soglia comporta la nullità delle clausole sugli interessi usurari e la restituzione degli interessi versati. L’anatocismo (capitalizzazione trimestrale degli interessi) è legittimo solo se espressamente pattuito e se la banca pratica la stessa capitalizzazione per gli interessi a credito.
  • Fideiussioni ABI: come anticipato, le clausole standard previste dallo schema ABI (art. 2, 6 e 8) sono state ritenute anticoncorrenziali. Le banche che le hanno riprodotte integralmente nei contratti di garanzia possono essere chiamate a restituire le somme percepite illegittimamente. Le Sezioni Unite della Cassazione dovranno chiarire l’applicabilità della nullità anche alle fideiussioni specifiche; nel frattempo, è prudente eccepire la nullità in via giudiziale.
  • Trasparenza bancaria: il Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993) impone l’obbligo di consegnare al cliente i contratti e la documentazione informativa. Eventuali mancanze danno diritto alla nullità delle clausole non negoziate.

Liti fiscali e nuova giustizia tributaria

Nel 2022 il legislatore ha riformato la giustizia tributaria prevedendo l’istituzione delle Corti di Giustizia Tributaria di primo e secondo grado, con magistrati togati. Tra le novità, rilevano:

  • Conciliazione rafforzata: durante il giudizio di primo grado, le parti possono proporre la conciliazione e ottenere una riduzione del 40 % delle sanzioni. In appello la riduzione è del 50 %.
  • Mediatori tributari: le controversie fino a 50 000 € devono essere precedute da un’istanza di mediazione; l’istanza sospende i termini del ricorso e può sfociare in un accordo con riduzione delle sanzioni.
  • Giudice monocratico: per le liti fino a 3 000 € un giudice decide in forma semplificata; ciò accelera i tempi per i contribuenti.

Approfondimento su concordato preventivo e piani attestati di risanamento

Il concordato preventivo e i piani attestati sono strumenti concorsuali che permettono alle imprese di gestire la crisi e, in alcuni casi, di evitare la liquidazione giudiziale (fallimento).

  • Concordato preventivo in continuità – Regolato dagli artt. 84 e seguenti del Codice della crisi d’impresa, consente all’imprenditore di presentare un piano che preveda la prosecuzione dell’attività. L’azienda chimica può salvaguardare posti di lavoro e know‑how tecnologico. Il piano deve prevedere la soddisfazione dei creditori con almeno il 20 % per i chirografari o, se inferiore, dimostrare che i creditori avrebbero ricevuto meno in caso di liquidazione. Gli investitori esterni possono finanziare il piano (c.d. fresh money) con prelazione.
  • Piani attestati di risanamento (art. 56 Codice crisi) – Sono accordi stragiudiziali certificati da un professionista indipendente (attestatore) che ne attesta la veridicità dei dati e la fattibilità; non richiedono l’omologazione del tribunale e consentono l’esecuzione degli atti senza essere esposti a revocatorie fallimentari. L’azienda chimica può utilizzarli per ristrutturare i debiti bancari e fiscali con l’assenso di creditori che rappresentano almeno il 60 % dei crediti.
  • Accordi di ristrutturazione (art. 57) – Consentono di definire accordi con i creditori che rappresentano il 60 % dei crediti e necessitano di omologazione del tribunale. Possono includere la transazione fiscale; se l’Agenzia delle Entrate rifiuta l’accordo, il tribunale può comunque omologarlo se ritiene che la proposta sia più conveniente della liquidazione.

Casi particolari: imprese chimiche con consorzi di bonifica e normative ambientali

Le aziende chimiche sono spesso soggette a contributi dei consorzi di bonifica e a tributi speciali per la gestione dei rifiuti. In molti casi questi contributi sono stati oggetto di contenziosi; la Corte Costituzionale ha più volte esaminato la legittimità del tributo di bonifica. Nel 2024 la Corte (sentenza n. 76/2024) ha ribadito che il contributo è legittimo solo se il consorzio dimostra il beneficio diretto e specifico dell’opera di bonifica. Le aziende devono quindi verificare se esiste un beneficio concreto; in caso contrario, possono opporsi alla cartella.

Ulteriori FAQ

  1. Cosa succede se l’Agenzia delle Entrate iscrive un’ipoteca per un debito inferiore a 20 000 €?
    L’iscrizione è illegittima e può essere impugnata; la legge fissa la soglia minima di 20 000 € .
  2. Posso aderire alla rottamazione se ho un processo penale in corso per reati tributari?
    Sì, la definizione agevolata riguarda il rapporto tributario e non pregiudica la responsabilità penale; tuttavia, il pagamento integrale del tributo è condizione attenuante in sede penale.
  3. Quando conviene proporre la transazione fiscale nel concordato preventivo?
    Conviene quando il debito erariale rappresenta una quota significativa del passivo e l’impresa intende proseguire l’attività. La transazione fiscale consente di ridurre sanzioni e interessi e di spalmare il debito su più anni.
  4. Le società estere con sede in Italia possono accedere alla composizione negoziata?
    Sì, se la sede effettiva (centro degli interessi principali) è in Italia; l’imprenditore deve essere iscritto nel registro delle imprese italiano.
  5. La rateizzazione può essere revocata?
    Sì, in caso di mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive (per le rate ordinarie) o di due rate consecutive nella rottamazione; la revoca comporta la decadenza e l’esigibilità immediata del debito .
  6. Cosa accade se il creditore bancario cede il credito a un fondo speculativo?
    L’impresa resta debitrice nei confronti del cessionario; tuttavia, può far valere le stesse eccezioni opposte al cedente, incluse usura e anatocismo. La cessione non comporta la perdita dei diritti.
  7. Posso chiedere l’esdebitazione dopo la liquidazione del patrimonio?
    Sì, la Legge 3/2012 prevede la possibilità per il debitore meritevole di essere esdebitato una volta conclusa la liquidazione; ciò consente di ripartire senza debiti residui.
  8. Qual è la differenza tra concordato semplificato e concordato preventivo?
    Il concordato semplificato (art. 18 D.L. 118/2021) è riservato agli imprenditori che, dopo la composizione negoziata, non riescono a raggiungere un accordo con i creditori ma dimostrano che la liquidazione del patrimonio è l’unica soluzione. Prevede procedure più snelle e ridotti controlli giudiziali.
  9. È possibile impugnare l’estratto di ruolo?
    Sì, la giurisprudenza ha ammesso l’impugnazione dell’estratto di ruolo per contestare debiti non ancora notificati; è possibile proporre ricorso per far valere la prescrizione o l’annullamento dell’atto presupposto.
  10. Posso sospendere l’esecuzione con il ricorso al TAR?
    No, il giudice amministrativo non è competente in materia di riscossione dei tributi. È necessario rivolgersi al giudice tributario o al giudice ordinario a seconda della natura dell’atto.

Normativa europea e internazionale rilevante per le imprese chimiche

Sebbene l’articolo si concentri sulle procedure di riscossione in Italia, le imprese chimiche operano in un contesto globalizzato e devono confrontarsi con norme europee e internazionali che incidono sul profilo finanziario e fiscale. Conoscere queste normative permette di prevenire sanzioni e di cogliere opportunità di agevolazione.

Regolamento REACH (CE n. 1907/2006) e CLP

Il Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) impone ai produttori e importatori di sostanze chimiche l’obbligo di registrare le sostanze presso l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA). Le aziende devono redigere dossier di sicurezza e valutare l’uso delle sostanze lungo la catena di approvvigionamento. Il mancato rispetto comporta sanzioni amministrative e il divieto di commercializzazione. Queste sanzioni, benché non fiscali, possono generare debiti e portare a ruoli coattivi. Le imprese devono prevedere nei piani di ristrutturazione anche i costi della compliance REACH.

Il Regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging) stabilisce le regole per la classificazione e l’etichettatura dei prodotti chimici. Le violazioni possono comportare il sequestro delle merci, sanzioni e la necessità di distruzione dei lotti. Dal punto di vista fiscale, tali costi possono essere dedotti ma devono essere documentati; la mancata contabilizzazione può portare a contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Normativa ambientale e fiscale sulle emissioni (ETS e carbon tax)

Le aziende chimiche rientrano spesso nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS). L’obbligo di acquistare quote per le emissioni di CO₂ incide sui costi aziendali. L’Unione Europea sta introducendo il Meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (CBAM) per tassare le importazioni di prodotti ad alta intensità di carbonio; le imprese devono tenere traccia delle importazioni e registrare i pagamenti. Le spese per l’acquisto delle quote ETS e per la compliance CBAM sono deducibili ai fini IRES ma necessitano di una corretta documentazione contabile. In assenza di registrazioni, l’Agenzia delle Entrate può contestare la deducibilità e imporre sanzioni.

Normativa IVA internazionale e commercio intra‑UE

Le operazioni transfrontaliere di beni chimici sono soggette alla normativa IVA europea: il regime di cessioni intracomunitarie (esenti con obbligo di integrazione), l’acquisto intracomunitario (reverse charge) e l’esportazione (non imponibile). La Direttiva 2008/8/CE, recepita in Italia, stabilisce che la cessione intracomunitaria è esente se il bene è spedito in un altro Stato membro e il cedente possiede il VIES del cliente. La mancata prova del trasporto o l’assenza di dichiarazioni Intrastat può comportare l’emissione di avvisi di accertamento e il recupero dell’IVA.

Le imprese che importano sostanze da paesi extra UE devono pagare dazi doganali e IVA all’importazione. In alcune regioni (es. depositi IVA) si può differire il pagamento dell’IVA; ciò migliora la liquidità ma richiede una gestione corretta dei conti. L’esportazione verso paesi terzi è non imponibile, ma occorre conservare la dichiarazione doganale per evitare contestazioni.

Convenzioni per evitare la doppia imposizione

Molte aziende chimiche italiane appartengono a gruppi internazionali. Le convenzioni contro la doppia imposizione (modellate sul modello OCSE) evitano che i dividendi, interessi e royalties siano tassati due volte. L’impresa deve verificare l’applicabilità della ritenuta ridotta o della esenzione totale. Un errato trattamento può generare contestazioni e richiedere il rimborso o il credito d’imposta. Ad esempio, l’Italia ha convenzioni con Svizzera, Stati Uniti, Germania e molti altri paesi; la corretta applicazione può determinare significativi risparmi.

GDPR e cybersecurity

Le aziende chimiche gestiscono dati sensibili su brevetti e formule. Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (UE 2016/679) impone misure tecniche e organizzative per proteggere i dati personali. Sebbene non riguardi direttamente la riscossione, le sanzioni per violazione del GDPR sono elevate e possono incidere sul patrimonio aziendale. Nel 2024 l’Autorità Garante italiana ha irrogato sanzioni alle imprese chimiche per la mancata adozione di misure di protezione dei dati dei dipendenti. Queste sanzioni sono iscritte a ruolo dall’Agenzia delle Entrate e seguono la stessa procedura di riscossione delle imposte. Pertanto, è opportuno includere la protezione dei dati nelle politiche di compliance.

Corporate governance e compliance per le imprese chimiche

La prevenzione del sovraindebitamento e delle liti passa anche attraverso un adeguato sistema di controllo interno e di corporate governance. Le società chimiche, per la natura rischiosa dell’attività, devono adottare processi strutturati di gestione dei rischi.

Modelli di organizzazione e gestione (D.Lgs. 231/2001)

Il D.Lgs. 231/2001 disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati commessi a vantaggio o nell’interesse dell’ente. I reati presupposto includono l’evasione fiscale, i reati ambientali e i reati contro la salute e sicurezza. L’adozione di un modello di organizzazione, gestione e controllo e la costituzione di un Organismo di Vigilanza possono esonerare la società dalla responsabilità. In caso di violazioni, l’ente rischia pesanti sanzioni pecuniarie e interdittive; inoltre, le condanne possono comportare il pagamento di somme iscritte a ruolo. Implementare il modello 231 è quindi non solo un obbligo etico ma anche un investimento per prevenire debiti futuri.

Sistema di controllo di gestione e early warning

Il Codice della crisi d’impresa richiede agli amministratori di dotarsi di assetti organizzativi e contabili adeguati a rilevare tempestivamente la crisi. Ciò significa predisporre un piano industriale, proiezioni di cassa, indicatori di allerta (DSCR, indice di liquidità, rotazione magazzino), e monitorare i flussi finanziari. Gli amministratori che omettono di istituire tali assetti rispondono civilmente per i danni causati ai creditori. Inoltre, l’azienda può essere segnalata all’OCC e costretta a intraprendere la composizione negoziata. In ambito chimico, la volatilità delle materie prime e la complessità normativa richiedono un monitoraggio continuo.

Compliance ambientale e di sicurezza

Le imprese chimiche devono rispettare normative su sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e ambiente (D.Lgs. 152/2006). Gli organi di controllo (ASL, Arpa, Carabinieri del NOE) possono irrogare sanzioni che confluiscono nei ruoli. Inoltre, il mancato rispetto può comportare la sospensione o revoca di autorizzazioni (AIA, AUA), con danni economici ingenti. Integrare la compliance ambientale nel sistema di gestione evita stop produttivi e contenziosi.

Coordinamento con le figure professionali

Una corretta governance prevede la collaborazione sinergica tra amministratore delegato, direttore finanziario, responsabile della qualità, responsabile della sicurezza e consulenti esterni (avvocati, commercialisti, ingegneri ambientali). L’Avv. Monardo sottolinea l’importanza di creare un tavolo di crisi che includa tutte le funzioni aziendali per valutare ogni aspetto del debito e decidere la strategia (ricorso, definizione agevolata, composizione negoziata, concordato).

Esempi numerici avanzati

Per aumentare la comprensione delle diverse soluzioni legali, proponiamo ulteriori simulazioni che coinvolgono più variabili finanziarie tipiche del settore chimico.

Simulazione 4: gestione di un avviso di accertamento esecutivo IVA

Scenario: Epsilon S.r.l. riceve un avviso di accertamento esecutivo per 150 000 € di IVA non versata nel 2023, oltre a sanzioni del 30 % (45 000 €) e interessi di mora (10 000 €). L’avviso diventa esecutivo trascorsi 60 giorni dalla notifica.

  1. Verifica dei presupposti: si accerta che l’omissione è dovuta a un ritardo di pagamento del cliente straniero; l’IVA doveva essere pagata con il meccanismo del reverse charge. L’azienda possiede la documentazione ma l’Agenzia ritiene che non sia sufficiente.
  2. Ricorso al giudice tributario: Epsilon presenta ricorso entro 60 giorni, contestando la legittimità dell’atto per violazione del contraddittorio (nessuna richiesta di chiarimenti) e per erronea applicazione del regime IVA intracomunitario. Chiede la sospensione dell’esecuzione e presenta istanza di definizione agevolata in via subordinata.
  3. Valutazione economica: se l’azienda aderisce alla rottamazione (ipotizziamo sia prorogata), potrebbe pagare solo il capitale IVA (150 000 €) + notifica, risparmiando sanzioni e interessi. Se invece attende l’esito del ricorso, rischia la notifica del pignoramento.
  4. Decisione: l’azienda, in accordo con l’esperto, opta per la definizione agevolata per la parte non contestata e prosegue la lite per la differenza. Riduce così l’esposizione e mantiene la liquidità per gli investimenti in ricerca.

Simulazione 5: impugnazione di un avviso di addebito INPS per contributi non versati

Scenario: Zeta S.a.s. non versa i contributi INPS per alcuni soci lavoratori per un importo di 80 000 €. L’INPS notifica un avviso di addebito con intimazione di pagamento entro 60 giorni.

  1. Analisi: il consulente del lavoro individua che una parte dei contributi è prescritta perché relativa a periodi antecedenti a 5 anni. Inoltre, l’INPS non ha tenuto conto della riduzione contributiva per il lavoro notturno prevista dal contratto collettivo chimico.
  2. Ricorso al giudice del lavoro: Zeta presenta ricorso entro 40 giorni, chiedendo la sospensione dell’avviso e allegando la documentazione che attesta la prescrizione parziale e la riduzione contributiva.
  3. Possibile definizione: Zeta valuta la domanda di rateizzazione e, qualora fosse introdotta, una definizione agevolata dei contributi; l’INPS potrà sospendere l’iscrizione a ruolo in attesa della decisione giudiziaria o amministrativa. .
  4. Esito: il giudice riconosce la prescrizione per 20 000 € e invita le parti a transigere per il resto con rateizzazione. Zeta risparmia sanzioni e interessi e mantiene la regolarità contributiva.

Simulazione 6: nullità parziale di fideiussione

Scenario: Eta Spa ha firmato con la banca una fideiussione omnibus di 500 000 € in favore della società chimica controllata Theta S.r.l., produttrice di additivi. La banca chiede l’escussione della fideiussione a seguito del mancato pagamento di Theta.

  1. Analisi del contratto: l’avvocato riscontra che la fideiussione riproduce integralmente lo schema ABI del 2003 con clausole di reviviscenza e pagamento a semplice richiesta, già ritenute anticoncorrenziali dalla Banca d’Italia.
  2. Impugnazione: Eta Spa propone opposizione al decreto ingiuntivo emesso dalla banca, eccependo la nullità parziale della fideiussione.
  3. Cassazione: benché la questione sia ancora dibattuta, diverse sentenze (es. Cass. 29810/2017, Cass. 41994/2023) hanno riconosciuto la nullità delle clausole e la riduzione del debito.
  4. Rinegoziazione: la banca, alla luce del rischio processuale, offre una transazione: riduce il debito a 200 000 € e concede un piano di rientro in 48 rate. Eta Spa accetta e salvaguarda il patrimonio degli amministratori che avevano prestato garanzie personali.

Simulazione 7: early warning e composizione negoziata preventiva

Scenario: Theta S.r.l., start‑up chimica con alto potenziale, registra un calo improvviso di liquidità a causa di una controversia internazionale. Gli amministratori notano che il DSCR scende sotto 1 (incapacità di coprire il servizio del debito con i flussi di cassa futuri).

  1. Attivazione degli assetti: il CdA convoca immediatamente il consiglio e analizza gli indicatori: margine operativo negativo, ritardi nei pagamenti dei fornitori e nel versamento dell’IVA.
  2. Segnalazione dell’organo di controllo: il collegio sindacale, obbligato ai sensi dell’art. 14 del Codice della crisi, segnala la situazione e invita gli amministratori ad attivare la composizione negoziata.
  3. Procedimento: Theta presenta istanza alla Camera di Commercio e viene nominato un esperto. Durante le trattative, Theta ottiene dai creditori la sospensione temporanea dei pagamenti e dalla banca la moratoria di 12 mesi sul finanziamento. L’INPS sospende l’iscrizione a ruolo in attesa del piano .
  4. Soluzione: entro sei mesi Theta conclude un accordo con i creditori e ottiene il finanziamento di un investitore esterno. Evita così la liquidazione e riprende la produzione.

Ulteriori domande frequenti (FAQ) – Parte terza

  1. Come influisce il REACH sul bilancio e sulle tasse?
    I costi di registrazione e compliance REACH sono deducibili come costi di esercizio; occorre capitalizzarli se riferiti a impianti o a progetti pluriennali. Il mancato adempimento comporta sanzioni, che, se iscritte a ruolo, seguono le regole del DPR 602/1973.
  2. È possibile rateizzare una sanzione ambientale?
    In generale, le sanzioni amministrative possono essere rateizzate secondo le disposizioni contenute nel codice della strada e, per le sanzioni ambientali, nel D.Lgs. 152/2006; spesso l’ente concedente (Regione, Comune) consente piani di rientro. Se la sanzione viene iscritta a ruolo, si applica l’art. 19 DPR 602/73.
  3. Le accise possono essere condonate?
    Le sanatorie fiscali generalmente non includono le accise, che restano dovute integralmente. Tuttavia, alcune definizioni agevolate possono estendere la rottamazione ai carichi doganali se affidati all’Agente della riscossione.
  4. Come funzionano le sanzioni per violazione del GDPR?
    L’Autorità Garante può irrogare sanzioni fino al 4 % del fatturato globale; una volta definitive, le sanzioni vengono iscritte a ruolo e riscosse come un tributo, con possibilità di rateizzazione.
  5. L’acquisto di quote ETS è deducibile ai fini IRES?
    Sì, i costi sostenuti per acquistare quote di emissione possono essere dedotti come costi dell’esercizio; tuttavia, se le quote vengono rivendute, generano plusvalenza tassabile.
  6. Cosa succede se non viene presentato il modello Intrastat?
    L’omessa presentazione dei modelli Intrastat comporta una sanzione da 500 a 1 000 €. Se la violazione perdura per più periodi, l’Agenzia può emettere avvisi di accertamento per recuperare l’IVA dovuta.
  7. Le imprese chimiche possono beneficiare del Patent Box?
    Il regime Patent Box consente la deduzione maggiorata dei costi di ricerca e sviluppo per la valorizzazione di brevetti e know‑how. Nel 2024 è stato riformato consentendo la maggiorazione al 110 % dei costi ammissibili. È un’agevolazione che riduce l’IRES e può migliorare la capacità di pagamento dei debiti.
  8. Quali accorgimenti prendere nella rinegoziazione dei contratti bancari?
    È importante analizzare la forma dei tassi (fisso/variabile), verificare l’assenza di clausole abusive, richiedere la rinegoziazione in forma scritta e, ove possibile, ottenere il supporto di consorzi di garanzia come il Fondo Centrale di Garanzia. La rinegoziazione deve essere integrata nel piano di risanamento presentato ai creditori.
  9. In caso di insolvibilità della società madre estera, i creditori italiani possono agire sui beni italiani?
    Sì, se la società madre ha beni in Italia e la procedura concorsuale viene riconosciuta; tuttavia, i creditori italiani devono insinuarsi nel passivo della procedura estera. Le azioni esecutive individuali potrebbero essere sospese ai sensi del Regolamento europeo sulle procedure di insolvenza.
  10. Come si trattano i contributi dei consorzi di bonifica?
    Se l’azienda contesta l’assenza di beneficio, può proporre ricorso entro 60 giorni dalla notifica della cartella. È consigliabile allegare perizie che dimostrino l’inutilità dell’opera di bonifica. Le sentenze della Corte Costituzionale confermano che senza beneficio il tributo non è dovuto.

Simulazioni pratiche e numeriche

Per concretizzare le strategie discusse, presentiamo alcune simulazioni e calcoli.

Simulazione 1: rateizzazione di un debito fiscale

Scenario: l’azienda Beta S.r.l., che produce intermedi chimici, riceve una cartella di pagamento per 300 000 € relativa a IVA e IRES. La società attraversa una temporanea difficoltà di liquidità a causa dell’aumento dei costi dell’energia.

  1. Richiesta di rateizzazione: Beta presenta entro 60 giorni una domanda di rateazione ordinaria.
  2. Valutazione dell’agente: l’Agenzia concede 72 rate mensili (6 anni) perché la difficoltà è ritenuta temporanea.
  3. Calcolo della rata: 300 000 € ÷ 72 ≈ 4 166,67 € al mese, più interessi di rateazione (supponiamo 4 % annuo). L’interesse mensile si calcola su debito residuo. Nei primi 12 mesi gli interessi sono circa 12 000 €; il costo complessivo del piano è circa 312 000 €.
  4. Vantaggi: nessuna iscrizione di ipoteca, sospensione dei pignoramenti, mantenimento della regolarità contributiva.

Simulazione 2: adesione alla rottamazione quater

Scenario: Gamma Spa, azienda chimica innovativa, ha ruoli affidati all’agente della riscossione per un totale di 200 000 € (capitale 140 000 €, sanzioni e interessi 60 000 €).

  1. Presentazione domanda: entro il termine, Gamma presenta la domanda indicando tutti i carichi.
  2. Calcolo del debito: paga solo 140 000 € + spese di notifica, risparmiando 60 000 € di sanzioni e interessi .
  3. Rateizzazione: sceglie 18 rate; le prime due del 10 % (14 000 € cadauna) da versare a luglio e novembre 2023; le restanti 16 ripartite in 4 anni (8 750 € ogni scadenza) con interesse del 2 % .
  4. Effetti: sospensione delle procedure esecutive e nessuna iscrizione di ipoteca, regolarità del DURC .

Simulazione 3: composizione negoziata con banche e fisco

Scenario: Delta S.r.l., impresa chimica fine con 50 dipendenti, manifesta squilibrio finanziario dovuto a ritardi nei pagamenti e investimenti non ammortizzati. I debiti sono:

  • Agenzia Entrate Riscossione: 500 000 € (IVA, IRES);
  • INPS: 120 000 €;
  • Banche: mutuo di 1 000 000 € con rata mensile di 15 000 €, garanzie fideiussorie degli amministratori.
  • Attivazione della composizione negoziata: Delta accede alla piattaforma e richiede la nomina di un esperto. Presenta un piano di risanamento basato su: cessione di un ramo non strategico per 300 000 €, aumento di capitale, rateizzazione dei debiti fiscali.
  • Incontri con i creditori: l’esperto coordina tavoli con l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e le banche. Viene concordato un accordo con i creditori fiscali per pagare 500 000 € in 120 rate, con rinuncia a parte delle sanzioni.
  • Rinegoziazione del mutuo: la banca accetta di ridurre la rata a 10 000 € mensili per i primi due anni, posticipando le rate finali, e di svincolare la fideiussione di un amministratore in cambio di una garanzia ipotecaria su un capannone.
  • Misure protettive: il tribunale concede la sospensione di pignoramenti e ipoteche per la durata delle trattative.
  • Conclusione: Delta chiude l’accordo in 8 mesi, evita il fallimento e mantiene i posti di lavoro. L’esperto certifica la fattibilità e il tribunale omologa il piano.

Conclusione

L’azienda chimica fine con debiti verso fisco, INPS e banche si trova di fronte a uno scenario complesso ma non privo di soluzioni. Il quadro normativo e giurisprudenziale italiano, pur severo, offre numerosi strumenti di tutela: dall’impugnazione tempestiva delle cartelle alla rateizzazione, dalle definizioni agevolate alla composizione negoziata della crisi. La Legge 3/2012 e il Codice della crisi d’impresa consentono ai soggetti non fallibili di presentare accordi di ristrutturazione e piani del consumatore, con la possibilità di ottenere l’esdebitazione. La Legge 197/2022 e la successiva Legge 199/2025 hanno introdotto rottamazioni che permettono di saldare i debiti con sconti sulle sanzioni e sospensione delle azioni esecutive .

Le principali strategie difensive consistono nel contestare i vizi degli atti, sfruttare i termini di decadenza e prescrizione, richiedere la rateizzazione e aderire alle sanatorie. In caso di crisi strutturale, la composizione negoziata consente di coinvolgere fisco, INPS e banche in un unico tavolo e di ottenere misure protettive. È importante non trascurare la posizione dei soci e degli amministratori, soprattutto se hanno prestato fideiussioni; la giurisprudenza recente offre spazi per contestare le clausole abusive. Infine, la pianificazione finanziaria e la consulenza professionale sono essenziali per evitare decadenze e sfruttare al meglio le opportunità normative.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare offrono un supporto completo in questo percorso: dalla valutazione dell’atto e dell’estratto di ruolo, alla predisposizione di ricorsi e opposizioni, dalle trattative con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS alla rinegoziazione con le banche, fino alla predisposizione di piani di rientro e di accordi di composizione nella procedura negoziata della crisi. La loro esperienza come Gestori della crisi da sovraindebitamento e Esperti negoziatori garantisce un approccio integrato e tempestivo.

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