Azienda di odontoiatria (struttura) con debiti: cosa fare per difendersi da fisco, INPS e banche

Introduzione

Gestire un’azienda odontoiatrica non significa soltanto garantire cure ai pazienti o investire in tecnologie all’avanguardia. Dietro ogni struttura ci sono anche conti correnti, finanziamenti per attrezzature, adempimenti fiscali e contributivi, rapporti con fornitori e banche. Quando l’equilibrio finanziario si rompe, il rischio che il debito travolga lo studio dentistico e il suo titolare diventa concreto: cartelle esattoriali, avvisi di addebito, solleciti bancari o decreti ingiuntivi possono bloccare i conti o portare al pignoramento di strumenti e incassi. Nel contesto attuale, con normative in continua evoluzione e procedure sempre più rapide, è fondamentale conoscere i propri diritti e le opportunità offerte dall’ordinamento per prevenire azioni esecutive e salvaguardare il patrimonio.

In questo articolo – aggiornato al 23 gennaio 2026 e basato su fonti normative e giurisprudenziali italiane – verranno illustrati gli strumenti legali a disposizione di un imprenditore che gestisce un studio dentistico o una clinica odontoiatrica e che si trova sommerso dai debiti. Parleremo di cartelle di pagamento e avvisi di addebito, di come contestarli nei termini previsti, di come richiedere la rateizzazione o la definizione agevolata (rottamazione), di come fermare un pignoramento attivando le procedure di composizione della crisi d’impresa o del sovraindebitamento. Saranno analizzate le strategie difensive praticabili sia nei confronti della pubblica amministrazione (Agenzia delle Entrate, INPS) sia verso le banche e altri creditori privati. Verranno inoltre descritte le procedure introdotte dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e le novità della Legge di Bilancio 2026, che ha istituito la rottamazione‑quinquies.

Chi è l’avvocato che ti guida in questa materia

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un professionista con esperienza vastissima nel diritto bancario e tributario. Cassazionista e coordinatore di uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti, è Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, ed è professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). È inoltre esperto negoziatore della crisi d’impresa secondo il D.L. 118/2021. Lo studio da lui diretto opera su tutto il territorio nazionale e offre assistenza legale e fiscale integrata per analizzare gli atti, valutare l’esistenza di vizi o termini decadenziali, redigere ricorsi e opposizioni, richiedere la sospensione di pignoramenti, negoziare con banche e creditori, predisporre piani di rientro e accordi di ristrutturazione.

Se hai ricevuto cartelle esattoriali, avvisi di addebito INPS o solleciti bancari e temi di perdere la tua attività odontoiatrica, agisci subito: la tempestività è una delle chiavi per bloccare le procedure esecutive. L’Avv. Monardo e il suo team possono offrirti una consulenza personalizzata e individuare la strategia più adatta al tuo caso.

📩 Contatta ora l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione immediata e riservata.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

Per comprendere come difendere uno studio di odontoiatria dai debiti è necessario esaminare la normativa italiana in materia di riscossione fiscale, contributiva e bancaria. In questa sezione vengono riepilogate le fonti di legge, i principali articoli e le sentenze più significative che regolano cartelle di pagamento, avvisi di addebito, pignoramenti e procedure concorsuali.

1.1 Cartella di pagamento (Agenzia delle Entrate – Riscossione)

La cartella di pagamento è l’atto con cui l’agente della riscossione ingiunge al contribuente di pagare tributi, imposte e altri crediti iscritti a ruolo. È disciplinata dagli articoli 24 e 25 del D.P.R. 602/1973. L’art. 25 stabilisce i termini di decadenza entro cui la cartella deve essere notificata: per i carichi derivanti dal controllo automatizzato (art. 36‑bis) e dal controllo formale (art. 36‑ter) il concessionario deve notificare la cartella entro il 31 dicembre del terzo o del quarto anno successivo alla dichiarazione. Il portale giuridico Brocardi ricorda che, ai sensi dell’art. 25, comma 1, lettera a), la cartella esattoriale per somme dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del TUIR deve essere notificata entro il 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione; in caso contrario, il contribuente può eccepire la decadenza . Inoltre, il Decreto‑Legge 34/2020 (art. 157, co. 3) ha prorogato di 14 mesi i termini di decadenza per le cartelle relative alle dichiarazioni degli anni 2017 e 2018 .

Al momento della notifica, la cartella deve indicare il ruolo divenuto esecutivo, l’ordine di pagamento, la motivazione e la data in cui la somma è diventata esigibile . Il pagamento va eseguito entro 60 giorni dalla notifica; se il contribuente non paga, l’agente può avviare la procedura esecutiva (pignoramento, ipoteca, fermo amministrativo) previo avviso di intimazione ai sensi dell’art. 50 del D.P.R. 602/1973 . Il contribuente può contestare la cartella davanti alla Commissione Tributaria entro 60 giorni, eccependo vizi di notificazione, prescrizione del credito o decadenza. In caso di irregolarità, la cartella può essere annullata.

1.2 Avviso di addebito INPS

Dal 1° gennaio 2011 l’INPS emette un avviso di addebito per la riscossione dei contributi previdenziali non versati, sostituendo di fatto la cartella di pagamento. L’avviso ha valore immediatamente esecutivo e viene notificato al debitore via PEC, raccomandata, messi comunali o agenti di polizia municipale . Il pagamento deve avvenire entro 60 giorni dalla notifica utilizzando il bollettino RAV allegato; trascorso tale termine l’avviso diventa titolo esecutivo e l’Agente della Riscossione procede al recupero forzoso . Per gli avvisi emessi fino al 31 dicembre 2021 sono dovuti oneri di riscossione pari al 3 % se il pagamento avviene entro 60 giorni o al 6 % oltre tale termine; dal 1° gennaio 2022 la quota di aggio è stata abolita, restando a carico del debitore solo le spese esecutive e di notifica .

Il contribuente può impugnare l’avviso di addebito entro 40 giorni davanti al Giudice del lavoro; il giudice può sospendere l’esecuzione e, se del caso, accogliere il ricorso . L’impugnazione può riguardare vizi formali (mancata indicazione del credito o dell’anno di riferimento), prescrizione del contributo o errori nell’iscrizione dei versamenti. In alternativa al ricorso giudiziale, è possibile presentare all’INPS una domanda di sospensione o annullamento dell’avviso in autotutela, tramite il servizio telematico disponibile sul sito istituzionale .

1.3 Pignoramenti, fermi e ipoteche

Quando un contribuente non paga una cartella o un avviso di addebito, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione può procedere al pignoramento dei beni mobili e immobili o dei crediti presso terzi. Il pignoramento presso terzi consente all’agente di ordinare a banche, datori di lavoro o altri debitori di versare le somme dovute direttamente all’erario. Il Codice di procedura civile disciplina questa procedura agli articoli 543 e seguenti ; la banca deve custodire le somme sul conto del debitore e versare quanto maturerà nei 60 giorni successivi alla notifica , come ribadito dalla Cassazione nella sentenza n. 28520 del 27 ottobre 2025 . Anche se il conto è vuoto, le somme accreditate durante il periodo di custodia vengono automaticamente sequestrate e trasferite all’erario .

Il pignoramento speciale disciplinato dall’art. 72‑bis del D.P.R. 602/1973 consente alla Riscossione di ordinare al terzo di versare il credito direttamente al concessionario: il pagamento deve avvenire entro 60 giorni per le somme già maturate e alle scadenze naturali per quelle future . La banca non può rifiutarsi: la Cassazione ha stabilito che deve trattenere e versare anche gli accrediti successivi, trasformando il conto in una “gabbia fiscale” . Tuttavia, il contribuente può interrompere la procedura presentando una domanda di rateizzazione o aderendo a una definizione agevolata (rottamazione); il pagamento della prima rata sospende i pignoramenti in corso e i fermi amministrativi .

1.4 Definizione agevolata e rottamazioni

Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto più volte per consentire ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo senza pagare sanzioni e interessi. La rottamazione‑quater, prevista dalla Legge 197/2023 (Legge di Bilancio 2023) e prorogata con la Legge 15/2025 di conversione del D.L. 202/2024, permetteva di pagare solo l’imposta e un aggio ridotto; i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024 per mancato o tardivo pagamento possono essere riammessi effettuando il versamento della prima rata entro il 31 luglio 2025 (con 5 giorni di tolleranza) . Il saldo può essere versato in un’unica soluzione o in dieci rate semestrali; il piano prevede scadenze al 31 luglio e 30 novembre 2025, quindi al 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre degli anni 2026 e 2027 .

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una nuova definizione agevolata denominata rottamazione‑quinquies. Secondo la nota della Confcommercio (aggiornata al 20 gennaio 2026), la rottamazione‑quinquies consente di estinguere i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 senza pagare sanzioni, interessi di mora e aggio . Possono aderire anche i contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni, purché le cartelle rientrino nel perimetro della nuova misura ; sono esclusi invece i debiti già saldati in occasione della rottamazione‑quater . L’adesione va presentata entro il 30 aprile 2026 e riguarda imposte dirette, IVA, IRAP e contributi INPS, salvo i crediti accertati successivamente . La domanda può essere inviata tramite area riservata o area pubblica del portale dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione; il contribuente può richiedere il prospetto informativo dei debiti definibili e procedere al pagamento in più rate .

L’articolo 23 della Legge di Bilancio 2026 stabilisce inoltre che, dal momento in cui l’Agenzia delle Entrate – Riscossione riceve l’istanza di rottamazione‑quinquies, sono sospese automaticamente le azioni esecutive: pignoramenti presso terzi, ipoteche e fermi amministrativi vengono bloccati senza bisogno di ulteriori provvedimenti . L’effetto protettivo opera per tutti i carichi definibili e impedisce all’agente di avviare nuove esecuzioni . Questo scudo si estende anche alle somme già sequestrate: l’istanza sospende il pignoramento presso terzi e consente di recuperare le somme bloccate se la banca è informata per tempo .

1.5 Codice della crisi d’impresa e procedura di sovraindebitamento

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) – entrato pienamente in vigore nel luglio 2022 – ha riformato le procedure concorsuali e introdotto nuovi strumenti per la gestione delle crisi delle piccole imprese e dei debitori civili. La riforma ha modificato la precedente Legge 3/2012 sul sovraindebitamento, sostituendo le procedure di “piano del consumatore” e “accordo di composizione della crisi” con le nuove procedure di ristrutturazione dei debiti del consumatore e concordato minore. Il concetto di sovraindebitamento rimane: si tratta della situazione in cui un debitore non riesce più a far fronte ai propri impegni con regolarità .

Secondo la guida dell’Agenzia Risoluzione Debiti aggiornata al 2026, la procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore prevede la presentazione di un piano di pagamenti sostenibile basato sul reddito e sul patrimonio del debitore: il piano deve essere approvato dal giudice e non richiede il voto dei creditori . Possono accedervi i privati, i lavoratori dipendenti, i pensionati e anche professionisti o imprenditori con debiti personali . Il concordato minore, invece, è riservato alle imprese e alle partite IVA non fallibili: richiede l’approvazione dei creditori (almeno il 50 % dei crediti) e consente la continuità dell’attività . I soggetti non fallibili sono quelli che negli ultimi tre esercizi non hanno superato 300.000 euro di attivo patrimoniale, 200.000 euro di ricavi e 500.000 euro di debiti .

Tra le novità più importanti introdotte dal Codice c’è la esdebitazione senza utilità: il giudice può cancellare i debiti residui di un sovraindebitato meritevole una sola volta nella vita anche se la soddisfazione dei creditori è nulla o irrisoria . Il debitore deve comunque segnalare eventuali sopravvenienze nei quattro anni successivi e destinare almeno il 10 % dei nuovi utili ai creditori .

1.6 Sentenze recenti della Cassazione e della Corte Costituzionale

Le pronunce della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale forniscono indicazioni importanti per la tutela del contribuente. Oltre alla sentenza n. 28520/2025 sul pignoramento del conto corrente , la Cassazione ha più volte ribadito che l’omessa notifica dell’avviso bonario per i redditi a tassazione separata comporta la nullità dell’iscrizione a ruolo . La Suprema Corte ha anche chiarito che per l’avviso di addebito INPS il termine di 40 giorni per ricorrere è perentorio; un’impugnazione tardiva rende l’atto definitivo.

Anche la Corte Costituzionale ha intervenuto sui temi della riscossione. Con sentenza n. 190/2024 ha dichiarato incostituzionale l’automatismo che escludeva la sospensione dei pignoramenti in presenza di definizioni agevolate, affermando che la tutela del diritto di difesa impone la possibilità di sospendere l’esecuzione quando il contribuente abbia avviato la procedura di rottamazione. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della riscossione mediante pignoramento presso terzi, purché siano rispettati i termini e le garanzie previste dal D.P.R. 602/1973.

2. Procedura passo‑passo: cosa fare dopo la notifica di una cartella o di un avviso

Quando uno studio dentistico riceve un atto della riscossione, ogni giorno conta. Di seguito viene illustrato il percorso pratico da seguire per verificare la legittimità del debito, impugnare l’atto e bloccare eventuali azioni esecutive.

2.1 Verificare la notifica e i termini

  1. Data di notifica: annota il giorno in cui ricevi la cartella o l’avviso di addebito (PEC, raccomandata o notifica a mano). I termini per il pagamento e l’impugnazione decorrono da quella data. Per la cartella l’obbligo di pagamento è di 60 giorni , mentre per l’avviso di addebito INPS è previsto il pagamento entro 60 giorni e l’impugnazione entro 40 giorni .
  2. Controllare la regolarità della notifica: verifica se l’atto è stato notificato correttamente (per es. via PEC all’indirizzo registrato in INI‑PEC o mediante raccomandata a/r). Errori nella notifica (indirizzo errato, mancanza dell’avviso di ricevimento, mancanza della relata) possono determinare la nullità dell’atto.
  3. Esaminare i termini di decadenza: accertati che la cartella sia stata notificata entro i termini previsti dall’art. 25 del D.P.R. 602/1973. Per i tributi derivanti da dichiarazioni presentate nel 2019, la cartella deve essere stata notificata entro il 31 dicembre 2023 , salvo proroghe dovute all’emergenza Covid‑19 .
  4. Verificare la prescrizione: molti crediti tributari e contributivi si prescrivono entro cinque anni. Se la cartella viene notificata dopo la prescrizione, è possibile eccepire l’estinzione del debito.

2.2 Analizzare il merito del debito

  1. Verifica delle somme richieste: confronta l’importo indicato nell’atto con le tue dichiarazioni fiscali e contributive. Può accadere che l’Agenzia delle Entrate calcoli erroneamente interessi o applichi sanzioni non dovute.
  2. Controllo dell’avviso bonario: per i redditi a tassazione separata l’Agenzia deve inviare un avviso bonario prima della cartella; la Cassazione ha dichiarato nullo il ruolo se l’avviso non è stato inviato .
  3. Richiesta di accesso agli atti: puoi richiedere copia del fascicolo all’Agenzia delle Entrate – Riscossione per verificare il ruolo e gli atti presupposti. Spesso mancano la motivazione, il calcolo degli interessi o la dimostrazione dell’avvenuta notifica.

2.3 Presentare ricorso

  1. Ricorso contro la cartella: va presentato entro 60 giorni dalla notifica davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado. Il ricorso deve contenere l’indicazione degli atti impugnati, le ragioni di illegittimità, i documenti allegati e la richiesta di sospensione cautelare. In molti casi conviene eccepire la nullità dell’atto per vizi di notifica o decadenza, chiedendo contestualmente la sospensione dell’esecutività.
  2. Ricorso contro l’avviso di addebito INPS: il termine è di 40 giorni e la competenza è del Giudice del lavoro . L’opposizione può essere proposta per vizi formali, prescrizione, mancanza di motivazione o errori nei calcoli. Il giudice può sospendere l’esecuzione e, se accoglie il ricorso, annullare l’avviso.
  3. Opposizione agli atti esecutivi: se il pignoramento è già stato avviato, è possibile ricorrere al giudice dell’esecuzione per contestare l’atto entro 20 giorni dalla sua conoscenza (artt. 615 e 617 c.p.c.). L’opposizione consente di bloccare la vendita o l’assegnazione dei beni.

2.4 Rateizzazioni e sospensioni

Se non sussistono vizi per ottenere l’annullamento, è possibile rateizzare il debito. L’Agenzia delle Entrate – Riscossione concede piani di rateizzazione ordinari fino a 72 rate mensili (6 anni) e straordinari fino a 120 rate (10 anni) per importi superiori a 60.000 € e comprovata temporanea difficoltà. Il pagamento della prima rata determina la sospensione delle procedure esecutive: fermi amministrativi e pignoramenti in corso vengono revocati se tutti i debiti oggetto del fermo sono inseriti nel piano .

Per i debiti INPS, l’avviso di addebito può essere rateizzato presentando una domanda al competente agente della riscossione; la rateazione può arrivare fino a 36 rate e il pagamento sospende l’esecuzione.

2.5 Aderire alla definizione agevolata (rottamazione)

La definizione agevolata consente di estinguere i debiti pagando solo l’imposta e una quota minima di interessi. Per la rottamazione‑quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, occorre presentare l’istanza entro il 30 aprile 2026. Possono essere inclusi nella domanda i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 relativi a imposte, IVA e contributi previdenziali . La domanda può comprendere anche le cartelle delle precedenti rottamazioni in cui il contribuente è decaduto . L’adesione sospende automaticamente i pignoramenti, le ipoteche e i fermi amministrativi .

In caso di adesione, la somma dovuta può essere pagata in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate di importo variabile; le prime tre scadono nel 2026 e le successive in cinque anni. Se non si paga una rata, si decade dalla rottamazione e riprendono le azioni esecutive.

2.6 Attivare le procedure di sovraindebitamento o di composizione della crisi d’impresa

Quando il debito è di importo tale da mettere a rischio la continuità dello studio dentistico, la strada più efficace può essere quella delle procedure concorsuali. Grazie al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il titolare dello studio o la società di gestione possono accedere a strumenti pensati per i soggetti non fallibili.

  1. Ristrutturazione dei debiti del consumatore: riservata a persone fisiche con debiti personali. Prevede la presentazione di un piano di pagamenti sostenibile rispetto al reddito e al patrimonio, senza il voto dei creditori . Il giudice approva il piano e, se vengono rispettate le rate, i debiti residui possono essere cancellati.
  2. Concordato minore: destinato ad artigiani, professionisti e piccole imprese. Il debitore propone ai creditori un piano che deve essere approvato almeno dal 50 % dei crediti . Permette la continuazione dell’attività e la ristrutturazione dell’indebitamento con un taglio dei debiti e un eventuale periodo di moratoria.
  3. Liquidazione controllata del sovraindebitato: consente la liquidazione del patrimonio sotto la supervisione di un OCC. Al termine, il debitore ottiene l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui.
  4. Esdebitazione senza utilità: destinata a debitori meritevoli incapienti; il giudice può cancellare tutte le obbligazioni anche in assenza di soddisfazione dei creditori . Il beneficiario deve però comunicare eventuali utilità sopravvenute nei quattro anni successivi e destinare parte dei nuovi redditi al pagamento dei creditori .

Per accedere a queste procedure occorre rivolgersi a un Organismo di composizione della crisi (OCC) e nominare un gestore. L’Avv. Monardo, in quanto gestore iscritto negli elenchi ministeriali e fiduciario di un OCC, può assistere il debitore nella predisposizione della domanda e nella presentazione del piano.

3. Difese e strategie legali

La miglior difesa è una strategia integrata che consideri il quadro normativo, la situazione finanziaria dello studio dentistico e gli obiettivi del professionista. Di seguito alcune leve difensive da considerare.

3.1 Contestare la legittimità del debito

  1. Vizi di notifica: se la cartella o l’avviso non sono stati notificati correttamente, è possibile chiederne l’annullamento. I tribunali tributari hanno annullato numerosi atti per la mancanza della relata di notifica o per l’utilizzo di indirizzi PEC errati.
  2. Decadenza e prescrizione: verifica se la cartella è stata notificata oltre i termini previsti dall’art. 25 D.P.R. 602/1973 . Se il credito è prescritto, puoi chiederne la cancellazione. Talvolta l’agente notifica un preavviso di fermo o un avviso di intimazione: questi atti non interrompono la prescrizione.
  3. Mancanza di motivazione: la cartella deve specificare il ruolo, l’imposta dovuta, gli interessi e la data di esigibilità . L’avviso di addebito INPS deve indicare il periodo di riferimento e il calcolo dei contributi . La mancanza di elementi essenziali rende l’atto nullo.
  4. Prescrizione delle sanzioni amministrative: le sanzioni tributarie si prescrivono dopo cinque anni dalla violazione; se l’agente emette la cartella oltre il termine, la sanzione non può essere riscossa.

3.2 Richiedere la sospensione dell’esecuzione

La sospensione può essere ottenuta in sede giudiziale o amministrativa:

  • Sospensione cautelare in giudizio: nel ricorso tributario o nel ricorso al giudice del lavoro, il debitore può chiedere la sospensione dell’atto impugnato. Il giudice, valutata la fondatezza del ricorso e il pericolo nel ritardo, può sospendere l’esecutività della cartella o dell’avviso.
  • Sospensione in autotutela: è possibile presentare all’INPS o all’Agenzia delle Entrate – Riscossione una richiesta motivata di sospensione, ad esempio per doppia iscrizione a ruolo, pagamento già avvenuto o sgravio in autotutela. L’ente può sospendere l’esecuzione fino alla verifica.
  • Sospensione automatica tramite rottamazione: la rottamazione‑quinquies blocca automaticamente le azioni esecutive al momento della presentazione dell’istanza .

3.3 Negoziare con banche e fornitori

Molti studi dentistici contraggono prestiti per acquistare macchinari, ristrutturare le strutture o finanziare campagne di marketing. Le banche spesso richiedono garanzie reali (ipoteche sugli immobili, pegni su attrezzature) o fideiussioni personali. Se il flusso di cassa non consente di rispettare le scadenze, è opportuno avviare una trattativa con l’istituto di credito per rinegoziare le condizioni del finanziamento (tasso, durata, sospensione delle rate). Il titolare dello studio può proporre un piano di rientro che consenta di mantenere l’attività senza incorrere in sofferenze bancarie e segnalazioni in Centrale Rischi.

In alcuni casi è possibile ricorrere all’accordo di ristrutturazione dei debiti previsto dal Codice della crisi d’impresa: l’accordo, omologato dal tribunale, vincola tutte le banche e i creditori aderenti. Per i debiti garantiti da fideiussioni, occorre valutare la possibilità di liberare i garanti tramite l’esdebitazione o il concordato minore.

3.4 Salvaguardare i beni dello studio

Gli immobili e le attrezzature rappresentano l’asset principale di una clinica odontoiatrica. È possibile tutelarli attraverso strumenti legittimi, come la separazione patrimoniale (costituzione di un trust o fondo patrimoniale), l’intestazione a società di persone giuridiche distinte o l’utilizzo dell’affitto d’azienda. Tuttavia, tali soluzioni devono essere adottate con largo anticipo e non devono configurare atti in frode ai creditori.

4. Strumenti alternativi: soluzioni giudiziali e stragiudiziali

Oltre al ricorso o alla sospensione, l’ordinamento offre numerosi strumenti per chi intende regolarizzare o estinguere i debiti senza soccombere. Vediamo i principali.

4.1 Rateizzazione ordinaria e straordinaria

La rateizzazione consente di dilazionare il pagamento delle cartelle fino a 72 rate mensili (ordinaria) o fino a 120 rate (straordinaria). La richiesta va presentata tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione; occorre dimostrare la temporanea difficoltà finanziaria. Il pagamento della prima rata sospende fermi e pignoramenti e impedisce nuove azioni esecutive, purché le rate siano versate regolarmente.

4.2 Rottamazione‑quinquies

L’adesione alla rottamazione‑quinquies è uno dei rimedi più interessanti del 2026. Questa misura riguarda i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e consente di estinguere il debito senza versare sanzioni, interessi e aggio . Possono partecipare anche i contribuenti decaduti da precedenti definizioni agevolate . Per aderire occorre presentare la domanda entro il 30 aprile 2026 utilizzando il servizio online e scegliere se pagare in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate . Dal momento della presentazione, tutti i pignoramenti, le ipoteche e i fermi amministrativi vengono sospesi automaticamente . Se il contribuente perde il beneficio (mancato pagamento di una rata), le somme già versate restano acquisite e riprendono le azioni esecutive.

4.3 Riammissione alla rottamazione‑quater

La riammissione prevista dalla Legge 15/2025 consente ai contribuenti decaduti dalla rottamazione‑quater di regolarizzare la posizione pagando entro il 31 luglio 2025 . È possibile versare l’importo in un’unica soluzione o fino a dieci rate, con scadenze semestrali fino al 2027 . La riammissione permette di conservare i benefici dell’agevolazione (stralcio di sanzioni e interessi) e sospende le azioni esecutive fino a eventuale decadenza.

4.4 Saldo e stralcio dei mini‑debiti

La legge prevede periodicamente lo stralcio dei debiti di importo residuo fino a 1.000 euro relativi a ruoli affidati tra il 2000 e il 2015. Lo stralcio è automatico e non richiede domande; riguarda sia tributi che contributi previdenziali. Per debiti superiori, è possibile negoziare il saldo e stralcio attraverso accordi con l’Agenzia delle Entrate – Riscossione o tramite un OCC.

4.5 Procedure di crisi e sovraindebitamento

I professionisti che esercitano l’attività di odontoiatria come liberi professionisti o tramite società di persone possono accedere al concordato minore o alla ristrutturazione dei debiti del consumatore. Queste procedure consentono di proporre un piano ai creditori e, una volta omologato, di ottenere l’esdebitazione. È fondamentale rivolgersi a un OCC e presentare un progetto serio e realistico; il giudice valuterà la meritevolezza del debitore e la fattibilità del piano.

4.6 Esdebitazione e esdebitazione senza utilità

L’esdebitazione è la procedura che consente al debitore di ottenere la cancellazione dei debiti residui al termine del piano. Nel concordato minore e nella ristrutturazione dei debiti del consumatore l’esdebitazione è automatica se il debitore ha adempiuto integralmente agli obblighi previsti. L’esdebitazione senza utilità (o del debitore incapiente) permette di cancellare tutti i debiti di un soggetto privo di patrimoni e redditi anche quando non è stata realizzata alcuna soddisfazione dei creditori, a condizione che il debitore sia meritevole e aggiorni la propria situazione economica nei quattro anni successivi .

5. Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare gli atti: uno degli errori più frequenti è non aprire le PEC o non ritirare le raccomandate. La notifica produce i suoi effetti anche se il destinatario non prende visione dell’atto; ignorare la cartella o l’avviso fa perdere i termini per la contestazione.
  2. Pagare senza controllare: spesso i contribuenti pagano immediatamente la cartella per paura di ulteriori sanzioni. Prima di pagare conviene far analizzare l’atto da un professionista per verificare vizi o prescrizioni.
  3. Rivolgersi tardi a un avvocato: i ricorsi hanno termini perentori (60 giorni per le cartelle, 40 giorni per gli avvisi INPS). Attendere troppo può rendere l’atto definitivo e aprire la strada alle procedure esecutive. Consultare subito un avvocato consente di predisporre il ricorso e chiedere la sospensione.
  4. Non sfruttare le agevolazioni: molti imprenditori non aderiscono alle rottamazioni perché credono di non potersele permettere. In realtà, queste definizioni eliminano sanzioni e interessi e permettono di rateizzare il dovuto in tempi lunghi ; inoltre sospendono immediatamente le azioni esecutive .
  5. Pensare che il conto vuoto sia al sicuro: la Cassazione ha chiarito che, dopo la notifica del pignoramento, il conto diventa una “gabbia fiscale” e la banca deve trattenere e versare al fisco anche gli accrediti successivi . È quindi inutile svuotare il conto o chiuderlo dopo la notifica; occorre agire sul pignoramento stesso.

6. Tabelle riepilogative

Di seguito alcuni schemi sintetici delle norme, dei termini e degli strumenti difensivi. Le tabelle riportano informazioni in forma di parole chiave e numeri; per una descrizione completa, si rimanda al testo.

Tabella 1 – Termini di pagamento e di impugnazione

AttoRiferimento normativoTermine pagamentoTermine impugnazioneAutorità competente
Cartella di pagamentoart. 24–25 D.P.R. 602/197360 giorni dalla notifica60 giorni dalla notificaCorte di Giustizia Tributaria
Avviso di addebito INPSart. 30 D.L. 112/1999; art. 1, c. 15, L. 234/202160 giorni dalla notifica40 giorniGiudice del lavoro
Pignoramento presso terziart. 72‑bis D.P.R. 602/1973; artt. 543 ss. c.p.c.non applicabile20 giorni per opposizione agli atti (art. 617 c.p.c.)Giudice dell’esecuzione
Rottamazione‑quinquiesArt. 23 L. Bilancio 2026Scadenze indicate nel piano (max 18 rate)Ricorso avverso diniego entro 60 giorniCorte di Giustizia Tributaria
Concordato minoreArtt. 74 ss. D.Lgs. 14/2019Termine e rate stabilite dal pianoOpposizione dei creditori entro 20 giorniTribunale

Tabella 2 – Strumenti difensivi e requisiti

StrumentoBenefici principaliRequisiti essenzialiNote
Rateizzazione ordinariaPagamento in 72 rate; sospensione dei pignoramentiDifficoltà finanziaria temporanea; importi < 60.000 €Richiesta online a AdeR
Rateizzazione straordinariaFino a 120 rate; sospensione esecuzioniDebito > 60.000 €; comprovata impossibilità di pagareNecessario fornire documentazione redditi
Rottamazione‑quinquiesEstinzione senza sanzioni e interessi ; sospensione automatica delle esecuzioniCarichi affidati 2000–2023; domanda entro 30 aprile 2026Pagamento in max 18 rate
Riammissione rottamazione‑quaterRecupero benefici rottamazioneDecadenza al 31 dicembre 2024; pagamento prima rata entro 31 luglio 202510 rate semestrali fino al 2027
Ristrutturazione debiti del consumatorePiano sostenibile senza voto creditori ; esdebitazioneDebitore persona fisica non fallibileOccorre OCC e giudice
Concordato minorePiano votato dai creditori (≥50 %) ; esdebitazioneImprese/partite IVA non fallibiliContinuazione dell’attività
Esdebitazione senza utilitàCancellazione totale debitiDebitore incapiente e meritevoleUnica volta nella vita

7. Domande frequenti (FAQ)

1. Cosa devo fare se ricevo una cartella di pagamento? – Per prima cosa verifica la data e la modalità della notifica e annotala. Hai 60 giorni per pagare o presentare ricorso . Controlla se l’atto è stato notificato nei termini di decadenza previsti dall’art. 25 D.P.R. 602/1973 e se contiene tutti gli elementi essenziali. Rivolgiti a un professionista per valutare eventuali vizi e chiedere la sospensione.

2. Qual è la differenza tra cartella e avviso di addebito? – La cartella è emessa dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione per tributi e imposte; l’avviso di addebito è emesso dall’INPS per contributi previdenziali. Entrambi sono titoli esecutivi, ma l’avviso ha efficacia immediata e il termine per ricorrere è di 40 giorni .

3. In quanto tempo può essere contestato un avviso di addebito? – L’opposizione va proposta entro 40 giorni dalla notifica davanti al Giudice del lavoro . Oltre tale termine, l’avviso diventa definitivo e l’INPS può procedere al pignoramento.

4. Cosa succede se non pago la cartella entro 60 giorni? – Decorso il termine, l’Agente della Riscossione può iscrivere ipoteca, notificare un preavviso di fermo o procedere al pignoramento dei beni e dei crediti . È consigliabile chiedere la rateizzazione o presentare ricorso prima dell’avvio delle procedure esecutive.

5. Posso rateizzare i debiti fiscali e contributivi? – Sì. L’Agenzia delle Entrate – Riscossione concede piani di rateizzazione fino a 72 rate mensili (ordinaria) o 120 rate (straordinaria). Per i contributi INPS è possibile chiedere la rateazione dell’avviso di addebito, sospendendo l’esecuzione .

6. Cosa significa “rottamazione”? – È una definizione agevolata che consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando solo l’imposta e rinunciando a sanzioni, interessi e aggio. La rottamazione‑quinquies riguarda i carichi affidati dal 2000 al 2023 e richiede la presentazione di un’istanza entro il 30 aprile 2026.

7. La rottamazione blocca i pignoramenti? – Sì. L’art. 23 della Legge di Bilancio 2026 prevede che la presentazione dell’istanza di rottamazione‑quinquies sospenda automaticamente tutte le azioni esecutive, compresi pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi .

8. Posso aderire alla rottamazione se sono decaduto da una precedente? – Sì. La rottamazione‑quinquies consente l’adesione anche a chi è decaduto da precedenti rottamazioni, a condizione che i carichi rientrino nel periodo 2000–2023 . Inoltre la Legge 15/2025 consente la riammissione alla rottamazione‑quater pagando la prima rata entro il 31 luglio 2025 .

9. Qual è la differenza tra ristrutturazione dei debiti del consumatore e concordato minore? – La ristrutturazione dei debiti del consumatore è riservata alle persone fisiche con debiti personali e non richiede il voto dei creditori; il piano è approvato dal giudice . Il concordato minore è rivolto a imprese e partite IVA non fallibili e necessita del consenso dei creditori (almeno il 50 %) .

10. Quando è possibile ottenere l’esdebitazione? – L’esdebitazione scatta al termine del piano di ristrutturazione o del concordato minore se il debitore ha rispettato gli obblighi previsti. Esiste anche l’esdebitazione senza utilità, che cancella tutti i debiti del debitore incapiente meritevole .

11. I beni dello studio dentistico possono essere pignorati? – Sì. Le attrezzature e gli arredi possono essere pignorati se iscritti a bilancio come beni strumentali. Tuttavia, è possibile tutelarli con atti di separazione patrimoniale o con procedure concorsuali. Il pignoramento di beni strumentali è vietato solo per le aziende agricole o artigiane entro determinati limiti di valore.

12. La banca può sequestrare lo stipendio accreditato sul conto? – In presenza di pignoramento esattoriale, la banca deve trattenere le somme accreditate sul conto del debitore e versarle all’Agente della Riscossione entro 60 giorni . Per bloccare il pignoramento, è necessario presentare un ricorso o aderire alla rottamazione.

13. Che succede se non ricevo la comunicazione della riammissione? – Puoi scaricare la comunicazione delle somme dovute accedendo all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione . La comunicazione indica l’importo da versare e le scadenze.

14. Posso estinguere il debito con una transazione privata con l’Agenzia delle Entrate? – L’Agenzia non può negoziare transazioni individuali al di fuori delle procedure previste dalla legge. Tuttavia, la rottamazione e le rateizzazioni sono strumenti normativi che consentono un pagamento agevolato. Per debiti di rilevante importo è possibile valutare il ricorso a un accordo di ristrutturazione dei debiti attraverso il Codice della crisi.

15. È possibile attivare la procedura di sovraindebitamento per una società che gestisce un poliambulatorio dentistico? – Se la società è “non fallibile” (es. società di persone o professionista associato) e rientra nei limiti di ricavi, attivo e debiti previsti , può accedere al concordato minore. In alternativa, se si tratta di una società fallibile, dovrà fare ricorso al concordato preventivo o ad altre procedure del Codice della crisi d’impresa.

16. Le garanzie personali dei soci o del titolare sono sempre escutibili? – Le fideiussioni personali prestano garanzia alla banca e agli altri creditori. Tuttavia, nelle procedure di sovraindebitamento è possibile includere anche i fideiussori nella ristrutturazione. La Cassazione ha affermato che il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore non può essere esteso ai fideiussori d’impresa, ma il concordato minore consente di regolare le garanzie con il consenso dei creditori.

17. Cosa succede ai pignoramenti quando presento un’istanza di concordato minore? – L’ammissione al concordato comporta la sospensione delle azioni esecutive individuali. I pignoramenti già avviati vengono sospesi, salvo che sia già avvenuta l’assegnazione del bene. I creditori devono presentare le domande di insinuazione al passivo.

18. Quali sono i costi di una procedura di sovraindebitamento? – I costi variano in base alla complessità del caso, al numero dei creditori e al tipo di procedura. È necessario versare un compenso all’OCC, oltre ai diritti di cancelleria e alle parcelle dei professionisti. Talvolta la Legge riconosce l’ammissione al gratuito patrocinio.

19. È possibile richiedere un prestito per pagare il debito? – Ottenere credito durante una crisi è difficile. Prima di ricorrere a finanziamenti con tassi elevati, valuta la rateizzazione o la rottamazione. Un prestito personale può essere vantaggioso solo se consente di estinguere il debito con uno sconto e con un tasso inferiore a quello applicato dall’agenzia della riscossione.

20. Come può aiutarmi l’Avv. Monardo? – L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e Gestore della crisi da sovraindebitamento, coordina un team di avvocati e commercialisti specializzati nel diritto bancario e tributario . Il suo studio analizza gli atti, verifica la legittimità delle pretese, redige ricorsi, assiste nelle trattative con le banche e predispone piani di rientro e procedure di sovraindebitamento. Contattalo per una consulenza personalizzata.

8. Simulazioni pratiche

Per comprendere meglio come applicare gli strumenti illustrati, proponiamo alcuni esempi basati su casi reali. I dati sono ipotetici e servono solo a scopo informativo.

8.1 Studio dentistico con debito fiscale e contributivo

Scenario: lo studio odontoiatrico “Sorriso S.r.l.” riceve una cartella per IVA e IRPEF arretrate di 40.000 €, oltre a un avviso di addebito INPS per contributi di 20.000 €. Le somme derivano dalle dichiarazioni 2019 e 2020. La società non dispone della liquidità necessaria e teme il pignoramento delle attrezzature.

Analisi:

  1. Verifica della cartella: si accerta che la cartella è stata notificata nel novembre 2024 per un debito 2019. L’art. 25 del D.P.R. 602/1973 stabilisce che la cartella deve essere notificata entro il quarto anno successivo (31 dicembre 2023) ; pertanto, la notifica è tardiva. Viene presentato ricorso e il giudice accoglie l’eccezione di decadenza, annullando la cartella.
  2. Verifica dell’avviso di addebito: l’avviso INPS è stato notificato a dicembre 2025. Il titolare presenta ricorso entro 40 giorni contestando la prescrizione di parte del credito. Il giudice del lavoro sospende l’esecuzione e accoglie parzialmente il ricorso, riducendo il debito a 12.000 €.
  3. Rateizzazione e rottamazione: la società aderisce alla rottamazione‑quinquies per il residuo fiscale e contributivo. Presenta l’istanza entro aprile 2026 e ottiene un prospetto che prevede il pagamento di 12.000 € in otto rate da 1.500 €. Gli interessi e le sanzioni sono stralciati . La presentazione dell’istanza sospende tutti i pignoramenti .

Risultato: lo studio paga 12.000 € anziché 60.000 € e mantiene la continuità dell’attività. Le attrezzature non vengono pignorate e la reputazione professionale è salva.

8.2 Libero professionista odontoiatra con debiti bancari

Scenario: un dentista individuale ha contratto un mutuo chirografario di 100.000 € per l’acquisto di macchinari. A causa di un calo della clientela, non riesce a pagare le rate. Ha inoltre una cartella di 10.000 € per IRAP e un avviso INPS di 8.000 €.

Strategia:

  1. Trattativa con la banca: il professionista, assistito dall’Avv. Monardo, presenta un piano di rientro con estensione della durata del mutuo da 5 a 10 anni e riduzione del tasso di interesse. In cambio, concede un’ipoteca di secondo grado sul proprio immobile. La banca accetta la rinegoziazione per evitare una procedura esecutiva.
  2. Ristrutturazione debiti del consumatore: il dentista accede alla procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore. Presenta un piano che prevede il pagamento di 40.000 € alla banca in 7 anni e l’integrale pagamento dei debiti tributari e contributivi mediante la rottamazione. Il giudice approva il piano e concede la sospensione dei pignoramenti. Alla fine del piano, il professionista ottiene l’esdebitazione per le somme resid ue.

Risultato: grazie al piano omologato, il dentista mantiene l’attività e paga i debiti in modo sostenibile; le garanzie personali dei familiari non vengono escusse.

8.3 Poliambulatorio odontoiatrico in forma societaria

Scenario: una società di persone gestisce un poliambulatorio con cinque riuniti. A causa di investimenti errati e di un contenzioso con un fornitore, la società accumula debiti: 200.000 € verso banche, 50.000 € verso fornitori, 70.000 € di debiti fiscali e 30.000 € di contributi INPS. La società rientra nei limiti per essere non fallibile (ricavi < 200.000 € e debiti < 500.000 €) .

Soluzione:

  1. Concordato minore: la società, assistita dall’OCC, presenta un concordato minore che prevede la continuità dell’attività. Offre ai creditori il pagamento di 100.000 € in 5 anni, finanziato dai flussi futuri dello studio. Il piano viene approvato dal 60 % dei creditori e omologato dal tribunale .
  2. Esdebitazione: dopo l’adempimento del piano, la società ottiene l’esdebitazione per i debiti residui. I soci restano liberi dalle garanzie personali e possono continuare l’attività. Le banche accettano la riduzione del credito per evitare una lunga procedura concorsuale.

Risultato: il poliambulatorio resta aperto, conserva i posti di lavoro e paga i creditori in misura sostenibile. La procedura evita la liquidazione forzata e la perdita della reputazione.

9. Conclusione

Gestire una clinica odontoiatrica richiede competenze non solo cliniche ma anche giuridiche e finanziarie. Quando emergono debiti con il fisco, l’INPS o le banche, è fondamentale conoscere le regole della riscossione, i termini per impugnare gli atti e le opportunità offerte da rateizzazioni, rottamazioni e procedure di sovraindebitamento. Il quadro normativo italiano, come abbiamo visto, è ricco di strumenti che consentono di difendersi: dalla contestazione delle cartelle tardive alle opposizioni contro l’avviso di addebito INPS , dalle rateizzazioni alle definizioni agevolate , fino alle procedure del Codice della crisi d’impresa . La recente rottamazione‑quinquies sospende immediatamente i pignoramenti e consente di saldare i debiti pagando solo l’imposta .

La chiave del successo è agire tempestivamente e con un piano chiaro. Molti errori derivano dall’ignorare gli atti o dal pensare che “prima o poi si sistemerà”: al contrario, il tempo gioca a favore dell’agente della riscossione. Per questo è consigliabile rivolgersi a professionisti esperti. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare offrono una consulenza completa: analizzano cartelle e avvisi, propongono ricorsi e domande di sospensione, negoziano con banche e fornitori, predispongono piani di rientro e di ristrutturazione e accompagnano i debitori nelle procedure di sovraindebitamento. Grazie alla sua esperienza come cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento e esperto negoziatore della crisi d’impresa , l’Avv. Monardo può intervenire rapidamente per bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e salvare la tua attività odontoiatrica.

Non aspettare che sia troppo tardi:

📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata. La tua tranquillità finanziaria e la continuità del tuo studio dentistico sono beni preziosi: proteggili con gli strumenti legali che la legge mette a disposizione.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!