INTRODUZIONE
Gestire un’impresa biomedicale in Italia significa confrontarsi quotidianamente con normative complesse, investimenti in ricerca e sviluppo e un mercato fortemente regolato. Quando il fatturato rallenta o i pagamenti si accumulano, i debiti verso Fisco, INPS e banche possono diventare un macigno capace di bloccare la continuità aziendale. Un’azienda biomedicale in sofferenza deve attivarsi tempestivamente per evitare pignoramenti, ipoteche, sospensioni del DURC e per difendersi da richieste talvolta ingiustificate. La Corte di Cassazione ha ribadito che cartelle esattoriali notificate senza indicare l’oggetto e il contenuto dell’atto non interrompono la prescrizione e non sono valide ; analogamente, in materia di contributi INPS la Cassazione ha chiarito che è l’ente previdenziale a dover provare la regolare notifica degli avvisi di addebito, pena la prescrizione del credito . Comprendere diritti e strategie di difesa è quindi fondamentale.
Questo articolo vuole essere una guida pratica e aggiornata (gennaio 2026) per le aziende biomedicali che si trovano in difficoltà economica. Dopo una panoramica delle principali norme e sentenze recenti, verranno illustrati passo per passo i procedimenti di riscossione e i termini per impugnare, le strategie di difesa più efficaci nei confronti di Fisco, INPS e istituti bancari, gli strumenti di definizione agevolata (rottamazione‑quinquies) introdotti dalla legge di bilancio 2026 e le soluzioni di sovraindebitamento e composizione negoziata della crisi. L’obiettivo è fornire un quadro esaustivo per consentire all’imprenditore di individuare la miglior strategia di tutela, evitare errori e recuperare la continuità aziendale.
Chi può aiutarti: lo Studio dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista specializzato in diritto bancario e tributario. Coordina un team multidisciplinare composto da avvocati e commercialisti attivi a livello nazionale.
- Cassazionista: può patrocinare le cause dinanzi alla Corte di Cassazione e alle altre giurisdizioni superiori.
- Gestore della Crisi da Sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia: ha competenze specifiche nella gestione delle procedure previste dalla Legge 3/2012 (piano del consumatore, accordo di composizione della crisi, liquidazione controllata del patrimonio) e del Codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019).
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC): si occupa di predisporre e depositare piani e accordi presso il tribunale competente, assistendo i debitori nell’iter giudiziale.
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021: affianca l’imprenditore nel percorso di composizione negoziata della crisi previsto dal legislatore, coordinando i tavoli con creditori pubblici (Agenzia delle Entrate, INPS) e privati (banche, fornitori).
Grazie alla combinazione di competenze legali e contabili, l’Avv. Monardo e il suo staff possono offrire un’assistenza completa che spazia dall’analisi delle cartelle esattoriali e degli avvisi di addebito alla predisposizione di ricorsi, istanze di sospensione, trattative stragiudiziali con le banche, piani di rientro e soluzioni concorsuali. Ogni pratica viene esaminata in modo personalizzato per individuare vizi formali, contestare prescrizioni o errori di calcolo e strutturare una strategia difensiva efficace. Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo utilizzando il modulo in fondo all’articolo per richiedere una valutazione legale immediata e personalizzata.
CONTESTO NORMATIVO E GIURISPRUDENZIALE
Diritti fondamentali del contribuente
La difesa dell’azienda biomedicale parte dalla conoscenza dei propri diritti. Lo Statuto del contribuente (Legge 212/2000) impone che ogni atto dell’amministrazione finanziaria sia motivato e contenga l’indicazione del responsabile del procedimento, dei termini e dell’autorità cui ricorrere . In mancanza di motivazione la cartella può essere annullata. Il D.P.R. 600/1973 e il D.P.R. 602/1973 disciplinano la liquidazione, l’accertamento e la riscossione delle imposte dirette e indirette. Il D.Lgs. 546/1992 regola il processo tributario, prevedendo termini perentori per ricorsi e la possibilità di sospendere la riscossione in caso di fondati motivi.
Anche il D.Lgs. 472/1997 merita attenzione: stabilisce che le sanzioni tributarie hanno funzione afflittiva e non sono trasmissibili agli eredi . Questo principio, ribadito dalla Cassazione con l’ordinanza n. 8684/2025, permette agli imprenditori di contestare la pretesa di sanzioni su carichi prescritti o comunicati tardivamente. Inoltre, l’art. 20, comma 3, dello stesso decreto dispone che le sanzioni e gli interessi accessori si prescrivono in cinque anni; la Cassazione ha riaffermato che il termine ordinario decennale si applica solo ai tributi, mentre per sanzioni e interessi resta quello quinquennale .
La disciplina del sovraindebitamento e il Codice della crisi
Per le aziende biomedicali sovraindebitate esistono procedure volte a bilanciare la tutela dei creditori con il risanamento del debitore. La Legge 3/2012 definisce sovraindebitamento l’incapacità di adempiere alle obbligazioni in modo duraturo per colpa non imputabile al debitore. L’art. 6 prevede che possono accedere alla procedura i debitori non soggetti a fallimento, come le micro‑imprese e i consumatori . Il debitore può proporre un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione con i creditori (art. 7), depositando una proposta che, se omologata dal tribunale, consente di sospendere le azioni esecutive e bloccare pignoramenti e ipoteche per 120 giorni . Il piano può prevedere la falcidia dei debiti, la moratoria fino a un anno e la cessione di asset non essenziali. La legge è stata integrata dal Codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019), entrato pienamente in vigore nel luglio 2022 e successivamente modificato. Il Codice introduce l’obbligo di segnalazione degli indizi di crisi, la nomina dell’OCC e nuove procedure semplificate per la ristrutturazione.
La composizione negoziata della crisi d’impresa
Il D.L. 118/2021, convertito con modificazioni nella legge 147/2021, ha introdotto la composizione negoziata della crisi. Questa procedura, alternativa al fallimento, consente all’imprenditore in crisi di attivare un percorso assistito da un esperto indipendente per negoziare con i creditori soluzioni idonee al risanamento dell’azienda. Il decreto ha sospeso l’entrata in vigore di alcune disposizioni del Codice della crisi e ha istituito l’albo degli esperti. Secondo un’analisi di Fisco e Tasse, la composizione negoziata mira a prevenire l’insolvenza e a favorire la prosecuzione dell’attività, prevedendo il coinvolgimento dei creditori pubblici e la possibilità di richiedere misure protettive . L’Avv. Monardo, in qualità di esperto negoziatore, assiste l’imprenditore nella predisposizione dell’istanza e nella gestione del tavolo negoziale con Fisco e banche.
Legge di bilancio 2026 e Rottamazione‑quinquies
La legge di bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha introdotto la Definizione agevolata delle cartelle – nota come Rottamazione‑quinquies. La misura consente di estinguere i carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 derivanti da imposte dichiarate ma non versate e da contributi previdenziali dovuti all’INPS, escludendo quelli derivanti da accertamento . Sono ammessi anche coloro che sono decaduti da precedenti rottamazioni, purché i carichi rientrino nell’ambito applicativo della nuova misura. La definizione consente di pagare solo l’imposta o il contributo, senza sanzioni né interessi di mora ; l’eventuale pagamento rateale prevede interessi al 3% a decorrere dal 1° agosto 2026 .
La domanda deve essere presentata telematicamente entro il 30 aprile 2026 e il contribuente può scegliere se pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in un massimo di 54 rate bimestrali; le prime tre rate scadono il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026 . La presentazione della domanda sospende i termini di prescrizione e decadenza, blocca nuove procedure esecutive e impedisce l’iscrizione di nuovi fermi o ipoteche fino alla scadenza della prima rata . La decadenza dalla rottamazione si verifica in caso di mancato pagamento dell’unica rata o di due rate anche non consecutive . L’articolo 4 della legge chiarisce che, nel caso di rottamazione rateale, ogni rata non può essere inferiore a 100 euro .
Un ulteriore approfondimento pubblicato da Ottopagine.it evidenzia che la platea dei beneficiari è più ristretta rispetto al passato: sono ammessi solo i debiti derivanti da imposte dichiarate e non versate, contributi previdenziali e sanzioni per violazioni del Codice della strada, mentre restano escluse le cartelle derivanti da accertamenti fiscali e i carichi regolarizzati nella Rottamazione‑quater . L’articolo sottolinea che la domanda può essere presentata online con SPID o CIE e che l’Agenzia comunicherà l’esito entro il 30 giugno 2026; l’omesso pagamento della prima rata o di due rate comporterà la perdita dei benefici .
Tasso di interesse legale e novità sui contributi INPS
Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 10 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il tasso di interesse legale è stato ridotto al 1,60% annuo con decorrenza dal 1° gennaio 2026 . Tale misura incide su molteplici aspetti:
- Ravvedimento operoso: la riduzione del tasso legale comporta l’abbassamento degli interessi dovuti per la regolarizzazione di omessi o tardivi versamenti, calcolati giorno per giorno .
- Sanzioni civili per omesso versamento di contributi: le sanzioni civili per omessi o tardivi versamenti dei contributi previdenziali possono essere ridotte fino al tasso legale (ora 1,6%) in presenza di incertezze interpretative, eventi eccezionali o crisi aziendali .
- Interessi non determinati per iscritto: per i capitali concessi in mutuo e per gli interessi che concorrono al reddito d’impresa, la misura legale dell’1,6% rappresenta il parametro di riferimento .
L’INPS, con la circolare n. 157 del 30 dicembre 2025, ha comunicato che il tasso del 1,60% si applica ai contributi con scadenza di pagamento dal 1° gennaio 2026 e alle prestazioni pensionistiche e di fine servizio erogate dalla stessa data .
Giurisprudenza recente su cartelle esattoriali, contributi e interessi bancari
La Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale hanno emanato numerose decisioni nel 2025 e 2026 che incidono sulla difesa del debitore. Ecco i principali orientamenti da conoscere:
- Non trasmissibilità delle sanzioni fiscali – La Cassazione ha ribadito che le sanzioni tributarie hanno carattere personale e non si trasmettono agli eredi, richiamando l’art. 8 del D.Lgs. 472/1997 . Questo principio tutela l’imprenditore che subentra in azienda per successione.
- Invalidità delle notifiche non motivate – L’art. 7 dello Statuto del contribuente impone che ogni avviso o cartella indichi in modo chiaro l’oggetto, le ragioni della richiesta e il responsabile del procedimento . La Cassazione ha annullato cartelle non motivate o prive dell’indicazione dell’oggetto perché non idonee a interrompere la prescrizione ; per interrompere la prescrizione l’ente deve depositare la copia dell’atto notificato e dimostrare il collegamento tra la raccomandata e la pretesa .
- Prescrizione dei contributi INPS – L’ordinanza Cass. n. 30478/2025 ha chiarito che l’INPS deve provare la regolare notifica degli avvisi di addebito; in caso contrario la prescrizione quinquennale del credito contributivo si perfeziona . La Corte ha confermato che l’inosservanza dei requisiti di notifica (mancanza di timbro postale, data o riferimenti) comporta l’inammissibilità del ricorso e la decadenza dell’ente .
- Automaticità e prescrizione dei contributi – Con l’ordinanza n. 348/2026 la Cassazione ha precisato che il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali (art. 2116 c.c.) trova un limite nell’art. 27 del R.D.L. 636/1939. I contributi previdenziali si prescrivono in cinque anni, che decorrono dal 21 del mese successivo al maturare del diritto alla retribuzione, e la denuncia del lavoratore non raddoppia il termine .
- Prescrizione delle cartelle esattoriali – L’ordinanza n. 6916/2025 ha chiarito che la decadenza dal termine per proporre opposizione a una cartella non converte il termine di prescrizione breve (quinquennale per sanzioni e interessi) in quello ordinario decennale; il termine decennale si applica solo ai tributi iscritti a ruolo se fondati su titolo giudiziale definitivo . La Corte ha ribadito che per le sanzioni e gli interessi delle cartelle non supportate da sentenza passata in giudicato resta valido il termine quinquennale .
- Prescrizione del contributo per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) – Con l’ordinanza n. 398/2026 la Cassazione ha stabilito che il contributo SSN è soggetto a prescrizione quinquennale; l’onere di provare il contenuto dell’atto notificato per interrompere la prescrizione grava sull’ente, il quale deve depositare una copia dell’atto con codici identificativi e riferimenti temporali . Se dall’avviso di ricevimento non è possibile desumere l’oggetto dell’atto, non opera la presunzione di conoscenza e la pretesa si estingue .
- Anatocismo bancario – La Cassazione (ordinanza n. 27460/2025) ha ribadito che la capitalizzazione degli interessi è valida solo se pattuita espressamente e con pari periodicità per interessi creditori e debitori . Per i contratti di conto corrente anteriori al 2000, la banca che vuole applicare l’anatocismo deve provare l’avvenuta stipulazione di un nuovo accordo scritto post‑2000 . L’ordinanza segna una svolta nel contenzioso bancario, offrendo agli imprenditori la possibilità di recuperare interessi illegittimamente capitalizzati.
Questi orientamenti giurisprudenziali sono essenziali per costruire una strategia difensiva solida e aggiornare la valutazione della posizione debitoria.
PROCEDURA PASSO PER PASSO DOPO LA NOTIFICA DELL’ATTO
Quando un’azienda biomedicale riceve un avviso di accertamento, un avviso di addebito INPS, una cartella esattoriale o un’intimazione di pagamento, deve seguire una procedura rigorosa per tutelare i propri diritti. Di seguito una guida dettagliata.
1. Verifica della notifica
- Controllo della modalità di notifica: accertarsi che l’atto sia stato notificato mediante raccomandata A/R, PEC o ufficiale giudiziario; verificare la presenza di ricevute e la correttezza dell’indirizzo. La Cassazione ha chiarito che la semplice ricevuta di ritorno senza indicazione dell’oggetto non basta a dimostrare la notifica .
- Verifica del contenuto: l’atto deve contenere la descrizione chiara del credito, l’indicazione della norma violata, il responsabile del procedimento e la firma del funzionario . In assenza di questi elementi l’atto è nullo.
- Rilevazione dei termini: annotare la data di notifica perché da essa decorrono i termini per presentare ricorso o aderire alla definizione agevolata. Secondo il D.Lgs. 546/1992 e il D.P.R. 602/1973 i termini sono di 60 giorni per le imposte erariali, 40 giorni per gli avvisi INPS, 30 giorni per le multe stradali e 20 giorni per il pignoramento presso terzi .
2. Valutazione dei vizi formali e sostanziali
- Controllare la prescrizione: verificare se sono decorsi i termini di prescrizione. Per i tributi erariali il termine è di 10 anni solo se esiste un titolo giudiziario definitivo; altrimenti si applica la prescrizione quinquennale per sanzioni e interessi . Per i contributi INPS il termine è di 5 anni e decorre dalla scadenza del contributo ; la Cassazione ha precisato che l’ente deve provare la notifica .
- Motivazione insufficiente: se l’avviso o la cartella non spiegano le ragioni della pretesa (descrizione del debito, calcolo degli interessi, riferimento normativo), si può eccepire la nullità per difetto di motivazione. La Corte di Cassazione ha annullato cartelle prive dell’oggetto .
- Errata intestazione o importo: spesso le cartelle riportano codici fiscali errati, importi duplicati o calcoli inesatti degli interessi. Un commercialista può verificare la correttezza dei conteggi e individuare eventuali pagamenti già effettuati.
- Notifica irregolare: se l’avviso è stato consegnato a persona diversa dal rappresentante legale o inviato alla sede errata, si può contestare la notifica e chiedere l’annullamento.
3. Scelta della strategia
Dopo aver analizzato l’atto, l’imprenditore deve decidere come procedere. Le opzioni includono:
- Istanza in autotutela: richiesta all’ente creditore (Agenzia Entrate, INPS, Comune) per l’annullamento dell’atto in presenza di vizi evidenti (prescrizione, errore materiale). È gratuita e può sospendere i termini per il ricorso.
- Ricorso al giudice: presentare un ricorso alla Corte di giustizia tributaria (per i tributi) o al tribunale ordinario (per l’INPS) entro i termini previsti. Il ricorso può essere accompagnato da un’istanza di sospensione dell’esecutività per bloccare immediatamente pignoramenti o fermi amministrativi.
- Adesione a definizioni agevolate: se sussistono i requisiti, aderire alla rottamazione‑quinquies per estinguere i carichi senza sanzioni e interessi . È necessario presentare la domanda entro il 30 aprile 2026 e scegliere il piano di pagamento più adatto .
- Rateizzazione ordinaria: chiedere all’Agenzia Entrate Riscossione la dilazione fino a 72 rate mensili. La richiesta deve essere motivata e corredata da documenti che dimostrino la temporanea situazione di difficoltà.
- Transazione fiscale (art. 63 Codice della crisi): nell’ambito di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione, è possibile proporre una falcidia del debito tributario e contributivo con pagamento parziale o dilazionato. Occorre presentare un piano attestato e ottenere il voto favorevole della maggioranza dei crediti.
- Procedura di sovraindebitamento: se l’azienda è qualificata come micro‑impresa e non è fallibile, può accedere a un piano del consumatore o a un accordo di ristrutturazione ex legge 3/2012, con la sospensione delle azioni esecutive per 120 giorni . L’Avv. Monardo, in qualità di Gestore della Crisi, può predisporre la proposta e depositarla presso l’OCC.
- Composizione negoziata: attivare la procedura prevista dal D.L. 118/2021 per negoziare con i creditori e ottenere misure protettive. Un esperto negoziatore come l’Avv. Monardo assiste l’imprenditore nella redazione del piano di risanamento e nella gestione delle trattative .
4. Bloccare le azioni esecutive
Durante la valutazione e la presentazione del ricorso, è importante evitare che l’Agente della Riscossione proceda con fermi amministrativi, pignoramenti presso terzi o ipoteche. Gli strumenti utili sono:
- Istanza di sospensione al giudice: nel ricorso tributario si può richiedere la sospensione dell’esecutività dell’atto se esistono gravi motivi. La commissione decide in via cautelare; in caso di accoglimento, tutte le azioni esecutive sono sospese fino alla sentenza.
- Istanza di sospensione all’Agenzia della Riscossione: in caso di richiesta di rottamazione o di rateizzazione, l’agente sospende nuove procedure fino all’esito dell’istanza.
- Misure protettive della composizione negoziata: con l’apertura della composizione negoziata, l’imprenditore può chiedere al tribunale misure che impediscano ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive, preservando l’operatività aziendale.
- Accesso al DURC: la rottamazione‑quinquies prevede che, durante la sospensione, il debitore non sia considerato inadempiente ai fini del rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) ; ciò consente all’azienda biomedicale di continuare a partecipare a gare pubbliche e ottenere rimborsi.
DIFESE E STRATEGIE LEGALI CONTRO FISCO, INPS E BANCHE
Difendersi dal Fisco
- Prescrizione e decadenza: eccepire la prescrizione quinquennale per sanzioni e interessi e verificare che le cartelle siano state notificate entro cinque anni dalla notifica dell’atto presupposto . La decadenza dal termine per impugnare non prolunga il periodo di prescrizione .
- Vizi di motivazione: contestare le cartelle prive di oggetto o con motivazione generica. La Cassazione ha annullato le notifiche senza indicazione dell’atto interruttivo e ha stabilito che l’ente deve produrre copia dell’atto .
- Errori di calcolo: richiedere la rideterminazione degli importi quando il calcolo degli interessi è errato o è stato applicato un tasso superiore a quello legale. Dal 1° gennaio 2026 il tasso legale è dell’1,6% , mentre per la rottamazione le rate sono gravate dal 3% .
- Compensazione crediti/debiti: opporre in compensazione i crediti derivanti da rimborsi fiscali o da transazioni con la pubblica amministrazione; ciò può ridurre il debito residuo.
- Transazione fiscale: in sede di concordato preventivo o ristrutturazione dei debiti, proporre all’erario un pagamento parziale e dilazionato (ad esempio, 20‑30% del debito in 4‑5 anni) in cambio dell’estinzione delle sanzioni. La proposta deve essere asseverata da un professionista e sottoposta all’approvazione del giudice.
Difendersi dai debiti INPS
- Verifica dell’avviso di addebito: l’avviso deve contenere gli elementi essenziali e gli estremi della violazione. Se privo di data, timbro o riferimenti, è nullo .
- Prescrizione quinquennale: eccepire la prescrizione se sono trascorsi più di cinque anni dal maturare del contributo o dall’ultimo atto interruttivo; la denuncia del lavoratore non raddoppia il termine . In mancanza di notifica valida, la pretesa si estingue .
- Interessi e sanzioni civili: richiedere la riduzione delle sanzioni civili al tasso legale (1,6%) in presenza di eventi eccezionali o crisi aziendale . È possibile ottenere la riduzione fino allo 0,1% in caso di procedure concorsuali.
- Rateizzazione o rottamazione: l’azienda può rateizzare gli avvisi di addebito INPS (fino a 60 rate) o inserirli nella rottamazione‑quinquies se rientrano nei carichi 2000‑2023 . La presentazione della domanda sospende gli obblighi di pagamento delle dilazioni in corso .
Difendersi dalle banche
- Verifica dei contratti di finanziamento e conto corrente: controllare che le clausole relative agli interessi siano state accettate per iscritto e che esista la pattuizione di anatocismo. La Cassazione ha stabilito che la capitalizzazione degli interessi è valida solo se prevista contrattualmente con periodicità simmetrica e che per i vecchi contratti occorre un nuovo accordo scritto .
- Contestazione dell’anatocismo e usura: qualora la banca abbia calcolato interessi composti senza pattuizione o ad un tasso superiore al tasso soglia antiusura, si può richiedere la restituzione degli interessi illegittimi e ottenere la rideterminazione del saldo. Gli imprenditori che hanno sottoscritto contratti di apertura di credito o leasing possono avvalersi di perizie econometriche per quantificare le somme da recuperare.
- Segnalazioni in Centrale Rischi: in caso di segnalazioni illegittime è possibile chiedere la rettifica o la cancellazione in presenza di contestazioni fondate. La banca deve comunicare con preavviso l’iscrizione in centrale rischi e informare il debitore.
- Ristrutturazione del debito bancario: negoziare con l’istituto di credito la rinegoziazione del mutuo, la riduzione del tasso, la sospensione delle rate o l’allungamento della durata. La partecipazione di un advisor legale favorisce la conclusione di accordi transattivi.
Strategie integrate e ruolo del professionista
La difesa efficace nasce dall’integrazione delle diverse strategie. Un professionista esperto analizza parallelamente i debiti fiscali, previdenziali e bancari, individua i vizi formali, calcola la prescrizione e propone un piano globale che può includere rottamazione, transazione fiscale, piani di ristrutturazione e cause giudiziali. L’Avv. Monardo, insieme ai commercialisti dello studio, redige i ricorsi, gestisce le trattative e fornisce assistenza in tribunale. Un approccio multidisciplinare consente di ottenere risultati concreti, ad esempio:
- Annullamento di cartelle per difetto di notifica o prescrizione.
- Riduzione consistente dei debiti INPS grazie alla prova mancante della notifica .
- Recupero di interessi bancari indebitamente capitalizzati .
- Accesso alla rottamazione‑quinquies per estinguere debiti a condizioni vantaggiose .
- Omologazione di accordi di ristrutturazione con falcidia di debiti fiscali e contributivi.
STRUMENTI ALTERNATIVI E AGEVOLAZIONI
Rottamazione‑quinquies e definizione agevolata (Legge 199/2025)
La rottamazione‑quinquies è la quinta definizione agevolata introdotta dal legislatore. Può rappresentare un’opportunità per le aziende biomedicali con carichi accumulati fino al 2023. Vantaggi principali:
- Condono di sanzioni e interessi: si pagano solo imposta e contributo, con esclusione di sanzioni, interessi di mora e aggio .
- Possibilità di includere carichi decaduti da precedenti rottamazioni: purché rientranti nell’ambito temporale 2000‑2023 .
- Rateizzazione fino a 9 anni: con massimo 54 rate bimestrali; le prime tre scadono il 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026 .
- Sospensione delle procedure esecutive e della prescrizione: dalla presentazione della domanda fino al pagamento della prima rata .
Limiti e condizioni:
- Possono essere inseriti solo i debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e derivanti da imposte dichiarate, contributi INPS (non da accertamento) e sanzioni stradali . .
- Sono esclusi i carichi derivanti da accertamenti, da avvisi bonari e gli importi regolarizzati con la rottamazione‑quater .
- La presentazione della domanda deve avvenire entro il 30 aprile 2026; la prima rata scade il 31 luglio 2026 .
- La decadenza dai benefici interviene se non viene pagata la prima rata o se due rate anche non consecutive non vengono versate .
Saldo e stralcio per persone fisiche in grave e comprovata difficoltà economica
In passato il legislatore ha introdotto il saldo e stralcio (Legge 145/2018) per i contribuenti in grave difficoltà economica con ISEE inferiore a 20.000 euro. Tale misura non è stata prorogata al 2026 ma potrebbe essere riproposta in futuro. Essa consentiva di estinguere i debiti fiscali e contributivi versando un importo ridotto, pari al 16%, 20% o 35% della somma dovuta a seconda del reddito.
Definizione delle liti pendenti
La legge di bilancio 2023 aveva previsto la definizione agevolata delle liti pendenti con l’Agenzia Entrate mediante pagamento di un importo ridotto e la rinuncia al contenzioso. Nel 2026 non sono state introdotte nuove definizioni delle liti pendenti, ma è possibile che ulteriori provvedimenti stabiliscano condoni parziali o definizioni agevolate. Le aziende devono monitorare eventuali normative future e valutare la convenienza.
Transazione fiscale e accordi di ristrutturazione
Il Codice della crisi d’impresa consente di proporre all’erario e agli enti previdenziali una transazione fiscale all’interno di concordati preventivi e accordi di ristrutturazione dei debiti. L’imprenditore può chiedere la falcidia delle imposte e dei contributi, dilazioni sino a 10 anni e la rinuncia alle sanzioni. È necessario depositare un piano attestato da un professionista indipendente e ottenere l’approvazione dei creditori. La transazione può essere uno strumento efficace per ridurre drasticamente il debito e continuare l’attività.
Procedure di sovraindebitamento ex Legge 3/2012
Per le micro‑imprese e i professionisti che non rientrano nella nozione di imprenditori commerciali, la Legge 3/2012 offre tre procedure:
- Piano del consumatore: riservato alla persona fisica che agisce per fini non professionali; consente di proporre un piano di rientro con durata fino a 10 anni e la falcidia dei debiti chirografari. È necessaria la relazione di un Gestore della Crisi che attesti la fattibilità della proposta.
- Accordo di composizione della crisi: rivolto all’imprenditore non fallibile; prevede la ristrutturazione dei debiti con il consenso della maggioranza dei creditori e l’omologazione del tribunale. Al momento del deposito, il giudice può sospendere le azioni esecutive e cautelari per 120 giorni .
- Liquidazione controllata del patrimonio: consente al debitore di liberarsi dei debiti attraverso la liquidazione dei beni non essenziali sotto la supervisione dell’OCC. Al termine della procedura, l’eventuale debito residuo può essere cancellato tramite l’esdebitazione.
Il vantaggio delle procedure di sovraindebitamento risiede nella possibilità di ottenere la sospensione delle azioni esecutive, di definire i debiti in misura ridotta e di ripartire con un nuovo inizio. Tuttavia, richiedono la collaborazione di un professionista che assista il debitore nella predisposizione della domanda e nelle interlocuzioni con il tribunale.
Composizione negoziata della crisi
La composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021 consente all’imprenditore di avviare un percorso assistito da un esperto indipendente per ristrutturare i debiti. L’azienda biomedicale può:
- Presentare un’istanza sulla piattaforma telematica nazionale, allegando un piano di risanamento e l’elenco dei creditori.
- Ottenere misure protettive, come il divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive e l’inibizione dell’acquisizione di pegni e ipoteche.
- Concludere accordi con Fisco e INPS, prevedendo la riduzione di sanzioni e interessi e la dilazione dei pagamenti.
- Accedere a finanziamenti prededucibili o a misure temporanee di sostegno, come il pagamento dei fornitori strategici o la sospensione di contratti onerosi.
Questa procedura si svolge in modo riservato e mira al risanamento dell’impresa, evitando l’insolvenza. L’Avv. Monardo, come esperto negoziatore, accompagna l’imprenditore nella predisposizione del piano, nella negoziazione con i creditori e nella richiesta di misure protettive.
ERRORI COMUNI E CONSIGLI PRATICI
Affrontare debiti con Fisco, INPS e banche può generare stress e portare a decisioni frettolose. Di seguito alcuni errori frequenti e consigli pratici per evitarli:
- Ignorare le comunicazioni: non aprire cartelle o avvisi può sembrare un modo per rimandare il problema, ma comporta la decadenza dai termini di ricorso e l’attivazione di procedure esecutive. È fondamentale prendere visione immediata degli atti e annotare le scadenze.
- Pagare immediatamente senza verifiche: molti imprenditori, per paura di aggravare la situazione, pagano somme non dovute. Prima di versare, occorre verificare la correttezza dell’atto e valutare la prescrizione o la possibilità di rottamazione.
- Utilizzare modelli generici di ricorso: ogni atto ha peculiarità proprie; usare modelli standard può far perdere difese importanti. È consigliabile farsi assistere da un avvocato specializzato che valuti i vizi specifici e moduli la strategia.
- Non calcolare l’impatto finanziario delle rate: nelle definizioni agevolate è importante considerare la sostenibilità delle rate e l’eventuale incidenza degli interessi (3% per la rottamazione). Rate troppo elevate possono portare alla decadenza e rendere vano lo sforzo .
- Trascurare le altre posizioni debitorie: concentrarsi solo sul Fisco o sulla banca può determinare la revoca di fidi o il blocco del DURC. Occorre elaborare un piano complessivo che integri tutte le posizioni.
- Agire senza un professionista: la normativa e la giurisprudenza sono in continua evoluzione. Un consulente aggiornato può individuare opportunità che un imprenditore potrebbe non conoscere (ad esempio, eccezione di prescrizione, rottamazione, transazione fiscale). L’Avv. Monardo e il suo staff supportano l’azienda in ogni fase.
TABELLE RIEPILOGATIVE
Tabella 1 – Principali norme e benefici per il debitore
| Norma/Provvedimento | Ambito e contenuto essenziale | Benefici per il debitore |
|---|---|---|
| Statuto del contribuente (L. 212/2000) | Impone la motivazione degli atti, la chiarezza sull’oggetto e l’indicazione del responsabile | Possibilità di eccepire la nullità per difetto di motivazione e richiedere l’annullamento dell’atto |
| D.Lgs. 472/1997, art. 20 e art. 8 | Fissa la prescrizione quinquennale per sanzioni e interessi e stabilisce la non trasmissibilità delle sanzioni | Eccezione di prescrizione; esclusione della responsabilità degli eredi |
| Legge 3/2012 | Introduce il sovraindebitamento: piano del consumatore, accordo di composizione, liquidazione controllata | Sospensione delle azioni esecutive per 120 giorni; falcidia dei debiti; esdebitazione finale |
| D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi) | Coordina le procedure concorsuali e integra le norme sul sovraindebitamento | Permette la transazione fiscale e la continuità aziendale |
| D.L. 118/2021 | Introduce la composizione negoziata della crisi | Consente la negoziazione assistita e l’ottenimento di misure protettive |
| Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) | Istituisce la Rottamazione‑quinquies con pagamento di imposta e contributo senza sanzioni | Estinzione dei carichi 2000‑2023; pagamento rateale fino a 9 anni; sospensione delle azioni esecutive |
| Decreto MEF 10/12/2025 | Fissa il tasso di interesse legale all’1,6% dal 1° gennaio 2026 | Riduce gli interessi nei ravvedimenti operosi e nelle sanzioni civili per i contributi |
| Cass. 27460/2025 (anatocismo) | Stabilisce che la capitalizzazione degli interessi è valida solo con accordo scritto e periodicità simmetrica | Consente di recuperare interessi illegittimi; rafforza la posizione contro le banche |
| Cass. 30478/2025 (contributi INPS) | Richiede all’INPS di provare la notifica dell’avviso di addebito per interrompere la prescrizione | Possibilità di eccepire la prescrizione quinquennale e annullare l’atto |
| Cass. 348/2026 (prescrizione contributi) | Limita il principio di automaticità e chiarisce che la prescrizione quinquennale decorre dal 21 del mese successivo | Definisce il termine di decorrenza e impedisce raddoppi del termine |
| Cass. 398/2026 (cartelle SSN) | Stabilisce che il contributo SSN è soggetto a prescrizione quinquennale e che l’onere di dimostrare l’atto interruttivo spetta all’ente | Rafforza la difesa contro cartelle notificate con buste vuote o prive di oggetto |
| Cass. 6916/2025 (cartelle esattoriali) | Afferma che l’estinzione dell’azione non comporta la conversione del termine di prescrizione breve in decennale; distingue tra tributi, sanzioni e interessi | Permette di eccepire la prescrizione quinquennale anche quando è scaduto il termine di ricorso |
Tabella 2 – Termini e scadenze principali
| Tipo di atto o procedura | Termine per impugnare / aderire | Fonte e note |
|---|---|---|
| Avviso di accertamento fiscale | 60 giorni dalla notifica | D.Lgs. 546/1992; occorre depositare ricorso alla Corte di giustizia tributaria |
| Avviso di addebito INPS | 40 giorni dalla notifica | D.Lgs. 46/1999; possibilità di sospendere la riscossione con ricorso |
| Cartelle esattoriali relative a sanzioni amministrative (multe) | 30 giorni | L. 689/1981; ricorso al giudice di pace |
| Pignoramento presso terzi | 20 giorni | Necessario depositare opposizione all’esecuzione |
| Istanza di rottamazione‑quinquies | entro il 30 aprile 2026 | Legge di bilancio 2026 |
| Pagamento unica soluzione rottamazione | 31 luglio 2026 | Prima rata |
| Prime tre rate rottamazione | 31 luglio 2026; 30 settembre 2026; 30 novembre 2026 | Altre 51 rate bimestrali da gennaio 2027; interessi 3% |
| Termine prescrizione contributi INPS | 5 anni dal 21 del mese successivo al diritto alla retribuzione | Cass. 348/2026 |
| Termine prescrizione sanzioni e interessi | 5 anni | D.Lgs. 472/1997 e Cass. 6916/2025 |
| Omessa o irregolare notifica | Prescrizione quinquennale, con onere della prova a carico dell’ente | Cass. 398/2026 |
DOMANDE FREQUENTI (FAQ)
1. Cosa succede se non pago una cartella esattoriale entro i termini?
Se la cartella non viene pagata né impugnata entro 60 giorni (per imposte), l’Agente della Riscossione può iscrivere fermi amministrativi o ipoteche, pignorare i conti e procedere alla riscossione coattiva. Tuttavia, il mancato ricorso non converte il termine di prescrizione breve in quello decennale: le sanzioni e gli interessi continuano a prescriversi in cinque anni . È comunque consigliabile verificare la prescrizione e valutare l’adesione alla rottamazione‑quinquies.
2. In quali casi posso contestare una cartella per difetto di notifica?
Puoi contestare la cartella se manca la ricevuta di ritorno, se l’indirizzo è errato o se l’avviso non contiene l’oggetto e il contenuto del credito. La Cassazione ha stabilito che l’ente deve depositare una copia dell’atto notificato e dimostrare il collegamento con la raccomandata; in caso contrario la notifica non interrompe la prescrizione .
3. Come si calcola la prescrizione dei contributi INPS?
La prescrizione è quinquennale e decorre dal 21 del mese successivo a quello in cui matura il diritto alla retribuzione . Per interromperla l’INPS deve notificare un atto valido; la semplice ricevuta di ritorno non è sufficiente .
4. È possibile includere i contributi INPS nella rottamazione‑quinquies?
Sì, ma solo i contributi previdenziali dovuti e non versati comunicati all’Agente della Riscossione entro il 31 dicembre 2023 . Sono esclusi i contributi derivanti da avvisi di accertamento. La domanda va presentata telematicamente entro il 30 aprile 2026 e consente di estinguere il debito senza sanzioni né interessi.
5. Cosa succede se salto una rata della rottamazione?
La decadenza dalla rottamazione si verifica se non paghi la prima rata o se ometti il versamento di due rate anche non consecutive . In tal caso i versamenti effettuati sono considerati acconti e tornano dovute sanzioni e interessi. È quindi fondamentale pianificare i pagamenti.
6. Quali sono i vantaggi della composizione negoziata rispetto alla procedura di sovraindebitamento?
La composizione negoziata è rivolta alle imprese commerciali e consente di negoziare con i creditori in modo riservato, ottenendo misure protettive e la continuazione dell’attività . Le procedure di sovraindebitamento ex Legge 3/2012 sono invece riservate a soggetti non fallibili come micro‑imprese e professionisti e comportano un maggiore coinvolgimento del tribunale con l’omologazione di un piano o accordo . Entrambi gli strumenti prevedono la sospensione delle azioni esecutive e la possibilità di falcidia, ma richiedono requisiti differenti.
7. Posso recuperare gli interessi indebitamente capitalizzati dalla banca?
Sì. La Cassazione ha stabilito che l’anatocismo è valido solo se esiste un accordo scritto e con periodicità simmetrica . Per i contratti anteriori al 2000 la banca deve provare la stipula di un nuovo accordo; in mancanza, il cliente può chiedere la restituzione degli interessi calcolati illegittimamente .
8. Come posso ottenere la sospensione del DURC in presenza di debiti?
La presentazione della domanda di rottamazione‑quinquies sospende fino alla scadenza della prima rata gli obblighi di pagamento delle dilazioni in corso e consente il rilascio del DURC . Analogamente, la composizione negoziata e le procedure di sovraindebitamento possono comportare la sospensione del DURC mediante le misure protettive concesse dal tribunale.
9. Cosa prevede la transazione fiscale?
La transazione fiscale consente di proporre al Fisco il pagamento parziale e rateizzato dei debiti fiscali e contributivi nell’ambito di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione. Occorre presentare un piano attestato da un professionista che dimostri la convenienza della proposta rispetto alla liquidazione. Con l’omologazione il debito residuo viene stralciato.
10. È possibile rateizzare un avviso di addebito INPS senza fare ricorso?
Sì, l’INPS consente la rateizzazione ordinaria degli avvisi di addebito fino a 60 rate; è necessario presentare domanda motivando la temporanea difficoltà economica. In presenza di procedimenti giudiziali o di istanza di rottamazione, la rateizzazione può essere sospesa.
11. Quando conviene presentare un’istanza in autotutela?
L’autotutela è opportuna quando l’atto presenta vizi evidenti (mancanza di motivazione, doppia imposizione, errori di calcolo). È una procedura informale che, se accolta, evita il giudizio. Tuttavia, non sospende i termini per il ricorso; pertanto, è consigliabile presentare l’istanza contestualmente al ricorso.
12. Cos’è l’esdebitazione?
L’esdebitazione è l’effetto liberatorio che segue la chiusura della procedura di sovraindebitamento o di liquidazione controllata: i debiti residui non soddisfatti vengono cancellati e il debitore ottiene una “seconda chance”. È concessa solo in presenza di condotta collaborativa e dopo la soddisfazione minima dei creditori.
13. Cosa cambia con il tasso legale all’1,6%?
La riduzione del tasso legale incide sugli interessi calcolati nei ravvedimenti operosi e nelle sanzioni civili per omesso versamento di contributi. Dal 1° gennaio 2026 gli interessi giornalieri diminuiscono, riducendo il costo complessivo dei debiti . Per i contratti bancari, l’abbassamento del tasso legale incide sul tasso soglia antiusura e sulla determinazione degli interessi moratori.
14. Quali debiti non possono essere inseriti nella rottamazione‑quinquies?
Restano esclusi i debiti derivanti da avvisi di accertamento, i carichi relativi a recupero di aiuti di Stato, i dazi e le accise, nonché i carichi già regolarizzati con la rottamazione‑quater, a condizione che alla data del 30 settembre 2025 risultino versate tutte le rate .
15. In caso di saldo e stralcio non pagato, posso accedere alla rottamazione‑quinquies?
Sì. I contribuenti decaduti dal saldo e stralcio o dalle rottamazioni precedenti possono aderire alla rottamazione‑quinquies per le stesse tipologie di debiti . È quindi possibile recuperare la posizione inserendo i carichi residui nella nuova sanatoria.
16. Cosa succede se l’INPS non dimostra la notifica dell’avviso di addebito?
Secondo la Cassazione n. 30478/2025, l’ente previdenziale deve provare la regolare notifica dell’avviso di addebito; se non riesce, il credito si prescrive e l’atto è nullo . Il debitore può eccepire la prescrizione in giudizio e ottenere l’annullamento.
17. È possibile impugnare un’ipoteca iscritta su un bene aziendale?
Sì. L’ipoteca iscritta dall’Agenzia Riscossione può essere impugnata se la cartella a cui si riferisce è nulla, prescritta o non è stata preceduta dall’avviso di intimazione previsto dall’art. 50 D.P.R. 602/1973. Inoltre, l’ipoteca è illegittima se il debito è inferiore a 5.000 euro o se il bene è strumentale all’attività.
18. Cosa succede se presento la domanda di rottamazione ma dimentico di allegare i documenti?
Secondo le istruzioni dell’Agenzia Riscossione, la domanda presentata dall’area pubblica richiede la convalida di un link entro 72 ore e l’invio della documentazione di riconoscimento . Se non completi la procedura, la domanda è annullata e devi ripresentarla.
19. Il DURC resta regolare durante la composizione negoziata?
Sì. Le misure protettive della composizione negoziata inibiscono la decadenza dal DURC. Anche la legge di bilancio 2026 ha previsto la sospensione del DURC fino alla scadenza della prima rata nella rottamazione .
20. Posso chiedere la rateizzazione del debito bancario insieme alla transazione fiscale?
Sì. Nella predisposizione di un piano di ristrutturazione dei debiti è possibile combinare la transazione fiscale con accordi stragiudiziali con le banche. Ciò consente di ridurre il carico fiscale, di abbattere gli interessi bancari e di allungare le scadenze, salvaguardando la continuità aziendale.
SIMULAZIONI PRATICHE E NUMERICHE
Per illustrare concretamente le strategie descritte, proponiamo alcune simulazioni che mostrano come un’azienda biomedicale può ridurre il proprio indebitamento e riprendere la normalità.
Simulazione 1 – Calcolo della rottamazione‑quinquies
L’azienda “BioMed S.r.l.” ha ricevuto cartelle di pagamento per un totale di € 120.000, così suddivise:
- IVA e IRAP non versata (2008‑2013): € 50.000 di imposta; € 20.000 di interessi e sanzioni.
- Contributi INPS (2012‑2015): € 30.000 di contributo; € 10.000 di sanzioni.
- Multa stradale (2014): € 1.000 di sanzione; € 200 di interessi.
Tutte le cartelle sono state affidate all’Agente della riscossione entro il 2016. L’azienda ha già aderito a una rottamazione precedente ma è decaduta. Valutiamo l’adesione alla rottamazione‑quinquies:
- Sono ammessi tutti i carichi perché rientrano nel periodo 2000‑2023 e derivano da imposte dichiarate, contributi e sanzioni stradali .
- Grazie alla rottamazione, l’azienda pagherà solo l’imposta e il contributo, escludendo € 30.000 di sanzioni e interessi. Il totale dovuto sarà € 80.000 (50.000 + 30.000 + 0,11.000?*). Le sanzioni stradali sono pagate per intero, ma gli interessi sono azzerati.
- Se la società sceglie il pagamento dilazionato in 54 rate bimestrali, ogni rata sarà di circa € 1.481 (80.000 ÷ 54). Gli interessi al 3% annuo saranno applicati solo a partire dal 1° agosto 2026 , quindi le prime tre rate non conterranno interessi. L’azienda dovrà versare la prima rata il 31 luglio 2026.
- In caso di mancato pagamento di due rate, i benefici decadono e l’azienda dovrà pagare integralmente le sanzioni e gli interessi arretrati . È quindi importante verificare la sostenibilità del piano prima di aderire.
Simulazione 2 – Contestazione di una cartella per mancanza di oggetto
La “Medical Device S.p.A.” riceve nel gennaio 2026 una cartella esattoriale relativa al contributo per il Servizio Sanitario Nazionale del 2010. La cartella è stata notificata con raccomandata nel 2013, ma l’avviso di ricevimento non indica l’oggetto dell’atto. La società, assistita dall’Avv. Monardo, eccepisce la prescrizione quinquennale e la nullità della notifica.
Durante il giudizio, l’INPS non produce una copia dell’atto notificato e non dimostra che la raccomandata conteneva effettivamente la richiesta di pagamento. La Corte di Cassazione, richiamando l’ordinanza 398/2026 , accoglie il ricorso e dichiara prescritto il credito. La società ottiene così l’annullamento della cartella e non deve pagare né l’imposta né le sanzioni.
Simulazione 3 – Contestazione di un avviso di addebito INPS
La “LabTech S.r.l.” riceve nel 2025 un avviso di addebito INPS per contributi del 2018. La società verifica che l’avviso non riporta la data di notifica né il timbro postale e decide di impugnarlo. In giudizio l’INPS non dimostra la regolare notifica; la Cassazione, applicando i principi dell’ordinanza 30478/2025 , dichiara la prescrizione del credito. La società ottiene la cancellazione del debito e può richiedere il DURC.
Simulazione 4 – Recupero di interessi bancari illegittimi
La “BioInnovations S.r.l.” ha stipulato nel 1998 un contratto di apertura di credito con capitalizzazione trimestrale degli interessi. Dal 2001 in poi, la banca ha continuato ad applicare l’anatocismo senza sottoscrivere un nuovo accordo. Nel 2025 la società, assistita dallo studio, chiede la restituzione degli interessi illegittimi. Il tribunale, facendo riferimento all’ordinanza Cass. 27460/2025 , dichiara illegittima la capitalizzazione per assenza di pattuizione scritta e condanna la banca a restituire € 80.000 di interessi indebitamente percepiti. La società ottiene anche l’azzeramento della segnalazione in centrale rischi.
Simulazione 5 – Accordo di ristrutturazione e transazione fiscale
“BioCare Cooperativa” opera nel settore della produzione di dispositivi medici. Nel 2025 accumula debiti per € 1,5 milioni, di cui € 600.000 verso l’erario, € 300.000 verso l’INPS e € 600.000 verso banche. L’azienda non è più in grado di far fronte alle scadenze ma possiede un portafoglio di ordini importanti. Su consiglio dello studio, la cooperativa presenta una proposta di accordo di ristrutturazione ai sensi del Codice della crisi, accompagnata da una transazione fiscale. Il piano prevede:
- pagamento del 40% dei debiti fiscali e contributivi in 7 anni;
- falcidia degli interessi e delle sanzioni grazie alla transazione fiscale;
- pagamento del 60% dei debiti bancari con dilazione a 10 anni e riduzione dei tassi;
- prosecuzione dell’attività con cessione di un ramo non core.
Il tribunale omologa l’accordo riconoscendo la convenienza per i creditori rispetto alla liquidazione. Le azioni esecutive vengono sospese, la cooperativa mantiene il DURC e ottiene nuovi finanziamenti per investire in ricerca.
CONCLUSIONE
Un’azienda biomedicale con debiti può sentirsi schiacciata tra imposte, contributi previdenziali e rate bancarie. Tuttavia, la legge offre molteplici strumenti per difendersi e ripartire. La giurisprudenza recente ha rafforzato la posizione del contribuente, imponendo alle amministrazioni di notificare atti completi e motivati , sancendo la prescrizione quinquennale per sanzioni e contributi e vietando l’anatocismo senza accordo scritto . La legge di bilancio 2026 consente di estinguere i debiti mediante la rottamazione‑quinquies , mentre la composizione negoziata e le procedure di sovraindebitamento offrono soluzioni di lungo periodo. Agire tempestivamente, con l’assistenza di professionisti qualificati, è fondamentale per evitare pignoramenti e ipoteche, preservare il patrimonio aziendale e mantenere la continuità.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti sono a disposizione per analizzare la tua situazione e individuare la strategia migliore. Grazie all’esperienza maturata in diritto bancario e tributario, alla qualifica di Gestore della Crisi e di Esperto negoziatore, lo Studio può assisterti in ogni fase: dall’analisi degli atti alla presentazione di ricorsi, dalla redazione di piani di rientro alla negoziazione con i creditori. Non aspettare che la situazione peggiori: contatta subito l’Avv. Monardo per una consulenza personalizzata e difenditi con strumenti legali concreti e tempestivi.