Introduzione
Gestire un’azienda di estrusione plastica comporta investimenti importanti in impianti, energia e personale. L’andamento altalenante dei mercati, l’aumento dei costi delle materie prime e le normative sempre più stringenti spesso spingono le imprese verso una situazione di indebitamento. Quando il debito riguarda il Fisco, l’INPS o le banche, le conseguenze possono essere gravissime: iscrizioni a ruolo, pignoramenti, ipoteche, interessi passivi e aggravi che mettono a rischio la continuità aziendale e il patrimonio dei soci. È quindi fondamentale conoscere i diritti del contribuente e le strategie legali per difendersi, soprattutto alla luce delle numerose novità normative e giurisprudenziali intervenute fino a gennaio 2026.
In questo articolo analizziamo in modo approfondito cosa può fare un’azienda di estrusione plastica in difficoltà finanziaria per bloccare o contestare le pretese di Agenzia delle Entrate-Riscossione, INPS e istituti bancari. Tratteremo i principali strumenti di tutela (ricorsi, sospensioni, rottamazioni, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, esdebitazione), le sentenze più recenti della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale e le norme aggiornate (Legge 3/2012, Codice della crisi d’impresa, D.Lgs. 46/1999, Legge di bilancio 2026). Il taglio sarà pratico e orientato al punto di vista del debitore, evidenziando gli errori più comuni da evitare e suggerendo le migliori strategie difensive.
Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
Per affrontare con efficacia il tema è importante affidarsi a un professionista con comprovata esperienza nel diritto bancario e tributario. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista, coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti con competenze a livello nazionale ed è:
- Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
- Professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi), con esperienza nella gestione di accordi e piani del consumatore;
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa secondo il D.L. 118/2021, con capacità di condurre trattative e piani di risanamento in favore delle imprese;
Grazie alla sua esperienza, l’Avv. Monardo e il suo staff offrono assistenza completa: dall’analisi degli atti e della documentazione alla redazione di ricorsi contro cartelle esattoriali o avvisi di addebito, dalla richiesta di sospensive alla negoziazione con banche e agenti della riscossione, fino alla predisposizione di piani di rientro o soluzioni concorsuali (accordi di ristrutturazione, piani del consumatore, esdebitazione). L’obiettivo è sempre quello di tutelare il patrimonio dell’imprenditore e dell’azienda e di trovare la strada più vantaggiosa per uscire dalla crisi.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Il quadro dei debiti fiscali
1.1.1 Iscrizione a ruolo e cartelle di pagamento
La riscossione delle imposte è disciplinata principalmente dal D.P.R. 602/1973 e dal D.Lgs. 46/1999. L’articolo 24 del D.Lgs. 46/1999 stabilisce che i crediti degli enti previdenziali (INPS) e fiscali vengono iscritti in un ruolo con sanzioni e interessi; l’ente creditore può inviare un avviso bonario e, se il pagamento non avviene entro 30 giorni, procede all’iscrizione a ruolo entro sei mesi . La norma precisa che il contribuente può impugnare il ruolo dinanzi al giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica della cartella; il giudice può sospendere l’esecuzione per gravi motivi .
Gli atti della riscossione possono essere contestati per vizi formali (mancata indicazione degli estremi dell’atto, carenza di motivazione, mancanza di sottoscrizione) o per vizi sostanziali (prescrizione del credito, difetto di notifica, decadenza). È indispensabile controllare con attenzione la data di notifica e il contenuto dell’atto: la Corte di Cassazione ha chiarito che ai fini dell’interruzione della prescrizione l’Amministrazione deve provare il contenuto dell’atto spedito; un semplice avviso di ricevimento non è sufficiente . La mancanza di prova sull’identità dell’atto rende la notifica invalida e il debito prescritto.
L’avviso di pagamento inviato tramite PEC è un ulteriore punto critico. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 15710/2025, ha stabilito che l’invio da un indirizzo PEC non iscritto in INI-PEC non comporta automaticamente la nullità dell’atto: il contribuente deve dimostrare in concreto di essere stato pregiudicato dall’irregolarità. Ciò significa che, sebbene l’errore del mittente possa costituire vizio, bisogna provare la violazione del diritto di difesa.
1.1.2 Termini per impugnare e norme procedurali
Le controversie tributarie sono regolate dal D.Lgs. 546/1992. L’articolo 21 stabilisce che il ricorso contro un atto impositivo va presentato entro 60 giorni dalla notifica . L’atto di ricorso deve contenere tutti gli elementi di cui all’articolo 18 (indicazioni dell’atto impugnato, motivi, prove) e deve essere depositato presso la Commissione tributaria competente entro 30 giorni dalla notifica al resistente . L’omessa proposizione del ricorso rende definitivo l’atto, con conseguente irripetibilità dei vizi.
È dunque fondamentale monitorare i termini e, se necessario, presentare un’istanza di sospensione per evitare l’esecuzione coattiva durante il giudizio. Il ricorso può riguardare cartelle di pagamento, avvisi di accertamento, avvisi di addebito INPS, ipoteche, fermi amministrativi e ogni atto che comporti pretese tributarie o contributive.
1.1.3 Rottamazioni e definizioni agevolate
Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse definizioni agevolate che permettono di saldare i debiti fiscali riducendo o azzerando sanzioni e interessi. La Legge di bilancio 2023 (L. 197/2022) ha previsto la cosiddetta rottamazione-quater (art. 1, commi 231‑252), che consente ai contribuenti di pagare solo le imposte e le spese di notifica, senza sanzioni e interessi di mora; per le multe stradali si paga solo l’aggio e gli interessi . Il pagamento poteva avvenire in un’unica soluzione o fino a 18 rate, con scadenze a partire da ottobre 2023 e interessi al 2% .
La Legge 15/2025, di conversione del D.L. 202/2024, ha riammesso i contribuenti decaduti dalla rottamazione-quater; chi non aveva versato le rate entro il 31 dicembre 2024 poteva presentare la domanda entro il 30 aprile 2025 e pagare in un’unica soluzione o in 10 rate, con scadenze fino al 30 novembre 2027 .
Con la Legge 199/2025 (Bilancio 2026) è stata introdotta la rottamazione-quinquies. L’articolo 1, comma 96, dispone che rientrano nella definizione agevolata anche i debiti inclusi in procedure di sovraindebitamento o di crisi d’impresa, a condizione che il piano omologato preveda il pagamento integrale delle somme dovute all’Erario . Il comma 97 prevede che, per le multe stradali, la definizione riguarda solo interessi e aggio . Il comma 98 riconosce la prededucibilità delle somme necessarie alla definizione agevolata . I commi successivi elencano i ruoli definibili e le esclusioni, consentendo di regolarizzare anche precedenti definizioni non concluse . Questo strumento può essere molto utile per un’azienda in difficoltà, poiché permette di liberarsi di debiti fiscali con uno sconto significativo.
1.2 Debiti previdenziali: INPS
1.2.1 Termini di prescrizione e iscrizione a ruolo
I contributi previdenziali sono soggetti a specifici termini di prescrizione. La Legge 335/1995 ha fissato un termine ordinario di 5 anni per la prescrizione dei contributi dovuti all’INPS, con la possibilità di estendere il termine a 10 anni quando è un lavoratore o un superstite a segnalare il mancato versamento e l’Istituto emette un atto interruttivo . Ciò significa che, salvo atti interruttivi validi, l’INPS non può recuperare contributi dovuti per periodi antecedenti ai 5 anni dalla notifica dell’atto. La verifica dell’esistenza di atti interruttivi (diffida, avviso di addebito, raccomandata con ricevuta) è essenziale per eccepire la prescrizione.
Il D.Lgs. 46/1999 (articoli 24 e 25) disciplina l’iscrizione a ruolo dei crediti previdenziali. L’articolo 24 prevede che, in caso di mancato pagamento a seguito di avviso bonario, l’ente previdenziale iscrive a ruolo i crediti entro sei mesi e che il debitore può opporsi al ruolo davanti al giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica . L’articolo 25 stabilisce che l’iscrizione a ruolo deve avvenire entro il 31 dicembre dell’anno successivo al periodo di competenza, salvo sospensioni per ricorsi o autotutela .
1.2.2 Avviso di addebito e difesa del contribuente
Dal 2011 l’INPS non invia più cartelle di pagamento ma avvisi di addebito, che assumono efficacia esecutiva decorsi 60 giorni dalla notifica. L’avviso di addebito può essere impugnato dinanzi al giudice del lavoro per contestare la debenza dei contributi, la prescrizione, la carenza di motivazione o la notifica. Come per i debiti fiscali, il controllo della notifica è fondamentale: se la notifica avviene via posta senza prova del contenuto, può essere nulla . È consigliabile anche chiedere la sospensione giudiziale dell’esecuzione per evitare pignoramenti durante il contenzioso.
La prescrizione può essere eccepita anche in via stragiudiziale, presentando un’istanza di annullamento in autotutela. In assenza di risposta dell’INPS, la questione può essere portata in giudizio. Ricordiamo che, ai sensi delle norme sopra citate, il termine quinquennale decorre dalla data in cui il contributo doveva essere pagato e non dalla data di iscrizione a ruolo .
1.3 Debiti bancari: anatocismo e usura
1.3.1 Il divieto di anatocismo (interessi composti)
L’anatocismo è la capitalizzazione degli interessi, ossia la produzione di interessi su interessi scaduti. In Italia è generalmente vietato dall’articolo 1283 del Codice Civile, che consente agli interessi scaduti di produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o in forza di convenzione posteriore alla loro scadenza, e solo se gli interessi sono dovuti da almeno sei mesi . La norma tutela il debitore impedendo che il debito cresca in modo esponenziale per effetto dell’interesse composto.
La disciplina bancaria è stata integrata dal Testo Unico Bancario (TUB), il cui articolo 120 vieta che gli interessi a debito producano ulteriori interessi (salvo gli interessi moratori) e prevede la medesima periodicità nel conteggio degli interessi a debito e a credito . Gli interessi si calcolano al 31 dicembre e diventano esigibili dal 1º marzo dell’anno successivo; il cliente può autorizzare la banca ad addebitarli sul conto, trasformandoli in capitale, ma può revocare tale autorizzazione in qualsiasi momento .
La giurisprudenza ha affrontato più volte il tema dell’anatocismo. Con la sentenza delle Sezioni Unite n. 15130/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che nel mutuo con ammortamento alla francese non vi è anatocismo: gli interessi delle rate non sono calcolati sugli interessi maturati precedentemente ma sull’intero capitale e pertanto la clausola non è nulla . La decisione conferma che l’ammortamento alla francese, pur prevedendo la maggior incidenza degli interessi nelle prime rate, non viola il divieto dell’articolo 1283 c.c.
1.3.2 La legge anti-usura e il problema dell’usura sopravvenuta
Il fenomeno dell’usura si verifica quando il tasso di interesse applicato supera il tasso soglia determinato ai sensi dell’articolo 2 della Legge 108/1996. Secondo questa norma, il Ministro del Tesoro, su proposta della Banca d’Italia, determina trimestralmente i tassi effettivi globali medi (TEGM); il tasso usurario si ottiene aumentando il TEGM di un quarto e aggiungendo quattro punti percentuali, senza che la differenza possa superare otto punti . Se il tasso di interesse pattuito supera tale soglia, l’articolo 644 c.p. prevede la nullità della clausola e l’applicazione del tasso legale.
La Cassazione ha più volte ribadito che l’usura va valutata al momento della conclusione del contratto, non durante la sua esecuzione (cosiddetta usura sopravvenuta). L’ordinanza n. 32076/2025 ha confermato che l’usura sopravvenuta non è rilevante: il superamento del tasso soglia successivamente alla stipula non determina la nullità degli interessi, salvo che le parti abbiano previsto adeguamenti automatici al variare del tasso che portino il tasso oltre la soglia . Pertanto, nella contestazione dei debiti bancari è essenziale analizzare i contratti alla data di sottoscrizione e verificare l’eventuale superamento del tasso soglia.
1.4 Sovraindebitamento e Codice della crisi
1.4.1 Definizione di sovraindebitamento
La Legge 3/2012 ha introdotto la disciplina del sovraindebitamento, ora confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII). L’articolo 6 della legge originaria definisce lo stato di sovraindebitamento come una condizione di “perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile, che determina la rilevante difficoltà ad adempiere o la definitiva incapacità di adempiere” . Inoltre, la norma distingue tra debitore civile, consumatore (colui che contrae debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale) e impresa minore . Queste distinzioni sono fondamentali per l’accesso agli istituti previsti.
L’articolo 7 della legge permetteva al debitore di proporre un accordo di composizione della crisi o un piano del consumatore, indicando modalità di pagamento, eventuali garanzie e trattamento dei crediti privilegiati; il piano doveva prevedere la soddisfazione dei crediti fiscali e contributivi almeno pari al valore realizzabile dagli stessi in caso di liquidazione . Dopo la riforma del Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) e D.Lgs. 83/2022, tali istituti sono stati riordinati nelle procedure di concordato minore, piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, liquidazione controllata ed esdebitazione del debitore incapiente.
1.4.2 Concordato minore e piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore
Il concordato minore (artt. 74‑86 CCII) permette all’imprenditore sotto-soglia (con debiti inferiori a determinati limiti) o al professionista di proporre un accordo ai creditori tramite l’OCC, con possibilità di continuità aziendale. Il piano deve garantire il pagamento integrale dei crediti impignorabili (come stipendi) e deve soddisfare i crediti tributari e previdenziali per un importo almeno pari al valore di liquidazione. L’omologazione è subordinata alla percentuale di adesione dei creditori e può essere omologata in cramming down qualora la maggioranza si opponga.
Il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (artt. 67‑73 CCII), invece, è riservato ai soggetti non fallibili che hanno assunto debiti per bisogni personali o familiari. Il piano non richiede l’assenso dei creditori ed è omologato se non risulta irragionevole; è molto utile per gli imprenditori individuali che hanno garantito debiti aziendali con il proprio patrimonio.
1.4.3 Liquidazione controllata ed esdebitazione
Il D.Lgs. 136/2024 ha riformato la liquidazione controllata, procedimento che consente la realizzazione dei beni del debitore sotto il controllo del tribunale e dell’OCC. Questa procedura, modellata sulla liquidazione giudiziale, è finalizzata al soddisfacimento dei creditori e alla liberazione del debitore. Tra le novità più rilevanti vi è l’istituto dell’esdebitazione, ossia la cancellazione dei debiti residui dopo la liquidazione dei beni, concessa se il debitore ha collaborato e non ha commesso atti in frode. La giurisprudenza e dottrina sottolineano che la riforma mira a facilitare la seconda possibilità e a ridurre lo stigma del fallimento .
1.5 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Il D.L. 118/2021, convertito in Legge 147/2021, ha introdotto la composizione negoziata per gli imprenditori in squilibrio patrimoniale o economico, ma non ancora insolventi. L’imprenditore può richiedere la nomina di un esperto indipendente tramite la piattaforma delle Camere di commercio; l’esperto assiste nelle trattative con creditori e istituzioni per raggiungere un accordo stragiudiziale. Le norme prevedono significative misure protettive: una volta pubblicato l’avvio nel registro delle imprese, nessun creditore può iniziare o proseguire azioni esecutive e non può essere dichiarato il fallimento (oggi liquidazione giudiziale) finché dura la negoziazione . La richiesta di misure protettive può essere presentata al tribunale con il supporto dell’esperto (art. 7) , e in caso di accettazione vengono sospesi interessi moratori e obblighi di ricapitalizzazione (artt. 8‑9, 14) .
La composizione negoziata è particolarmente indicata per le PMI che vogliono evitare la procedura concorsuale e salvaguardare la continuità aziendale. Può sfociare in contratti con gli istituti di credito, piani attestati o convenzioni di moratoria. Può anche preludere alla presentazione di un concordato semplificato o alla liquidazione controllata qualora non si raggiunga un accordo.
1.6 Giurisprudenza della Cassazione e della Corte Costituzionale rilevante
Per fornire un quadro aggiornato e completo, è opportuno citare alcune delle sentenze più recenti che hanno inciso sulla materia:
- Cassazione, Sezioni Unite, 8 maggio 2024, n. 15130: ha stabilito che l’ammortamento alla francese non determina anatocismo, poiché gli interessi sono computati sul capitale residuo e non su interessi precedentemente maturati .
- Cassazione, ordinanza 16 gennaio 2025, n. 398: ha sancito che, ai fini dell’interruzione della prescrizione, la Pubblica Amministrazione deve dimostrare il contenuto dell’atto spedito. Non è sufficiente il solo avviso di ricevimento della raccomandata .
- Cassazione, ordinanza 5 giugno 2025, n. 15710: ha precisato che la notifica via PEC da un indirizzo non iscritto in INI‑PEC non comporta la nullità automatica dell’atto; il destinatario deve provare la concreta lesione del diritto di difesa.
- Cassazione, Sezione I, 15 dicembre 2025, n. 32076: ha ribadito che l’usura deve essere valutata al momento della stipula del contratto; l’usura sopravvenuta non rileva se non è previsto un meccanismo di adeguamento che porti il tasso oltre la soglia .
- Corte Costituzionale, varie decisioni (es. sentenza n. 174/2015) hanno affermato la legittimità della cartella di pagamento se non pregiudica il diritto di difesa; la Consulta ha inoltre evidenziato che le norme sulla prescrizione e sulle sanzioni amministrative devono rispettare i principi di ragionevolezza e proporzionalità.
Queste pronunce dimostrano l’importanza di impugnare gli atti che presentano vizi e di aggiornarsi costantemente sulle evoluzioni giurisprudenziali.
2. Procedura passo-passo dopo la notifica dell’atto
Quando un’azienda di estrusione plastica riceve un avviso di accertamento, una cartella di pagamento, un avviso di addebito INPS o una richiesta di rientro da parte di una banca, è essenziale seguire una procedura ordinata per preservare i propri diritti. Di seguito un cronoprogramma che integra le norme illustrate:
- Verifica immediata della notifica: controllare la data di ricezione e l’identità del mittente (posta, PEC, ufficiale giudiziario). La prova dell’avvenuta consegna deve essere certa; se la notifica è via PEC da indirizzo non autorizzato, contestare l’irregolarità riportando l’ordinanza n. 15710/2025. Se la notifica è postale, richiedere la prova del contenuto del plico: la Cassazione ha stabilito che non basta la ricevuta .
- Analisi del contenuto: individuare la natura dell’atto (accertamento, cartella, avviso di addebito) e i riferimenti normativi. Verificare se l’atto è motivato e se riporta gli estremi dell’iscrizione a ruolo, gli interessi e le sanzioni. Controllare se l’atto è stato emesso nel rispetto dei termini di decadenza e prescrizione (5 anni per INPS ; 8 o 10 anni per tributi erariali a seconda della notifica).
- Calcolo del termine per il ricorso: segnare la scadenza per proporre ricorso (60 giorni per atti tributari ; 40 giorni per avvisi di addebito ; 30 giorni per opposizioni a decreto ingiuntivo bancario). Se la scadenza cade in un giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno successivo non festivo. Concomitanti definizioni agevolate (rottamazioni) richiedono l’invio della domanda entro i termini previsti (ad esempio 30 aprile 2025 per la riapertura della rottamazione-quater ).
- Valutazione delle difese: con l’assistenza dell’avvocato, valutare se contestare l’atto per:
- Prescrizione o decadenza: se il credito è prescritto (ad esempio contributi oltre 5 anni senza atti interruttivi ) o se l’atto è stato notificato oltre i termini.
- Nullità della notifica: difetto di sottoscrizione, mancanza di motivazione, illegittimità dell’indirizzo PEC.
- Illegittimità degli interessi o delle sanzioni: anatocismo vietato ; interessi di mora o tassi usurari .
- Errori materiali: importi errati, mancata considerazione di versamenti effettuati.
- Ricorso o istanza in autotutela: se emergono vizi sostanziali, proporre ricorso alla Commissione tributaria o al giudice del lavoro entro i termini, chiedendo la sospensione. In caso di errori evidenti, presentare un’istanza di autotutela all’ente impositore: se accolta, l’atto viene annullato; se respinta, rimane la via giudiziale.
- Richiesta di sospensione dell’esecuzione: contestualmente al ricorso, depositare un’istanza di sospensione per evitare pignoramenti. La Commissione tributaria o il giudice del lavoro valuteranno la sussistenza di gravi motivi e potranno sospendere l’efficacia del titolo .
- Esame delle soluzioni agevolate: considerare la possibilità di aderire a rottamazioni o definizioni agevolate (rottamazione-quinquies ). Questi strumenti permettono di pagare solo l’imposta e le spese di notifica senza sanzioni e interessi, con rateazioni fino a 4 anni e prededucibilità delle somme . La domanda deve essere presentata tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione nei termini previsti.
- Valutazione di procedure concorsuali: se la situazione finanziaria dell’azienda è grave, può essere opportuno avviare un concordato minore o un piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore tramite OCC, che consentono di ridurre i debiti e proteggere il patrimonio . La scelta dipende dalla natura dei debiti e dalla capacità di offrire un piano sostenibile ai creditori.
- Composizione negoziata: per aziende ancora in continuità ma con squilibri, valutare l’avvio della composizione negoziata; la pubblicazione garantisce la sospensione delle azioni esecutive e la possibilità di negoziare con banche e fornitori .
- Monitoraggio e negoziazione con le banche: rinegoziare i finanziamenti bancari, controllare l’applicazione corretta degli interessi secondo l’art. 120 TUB e verificare eventuali clausole di anatocismo o tassi usurari . In caso di contestazione, agire tramite mediazione civile o giudizio ordinario.
3. Difese e strategie legali
L’adozione di una strategia efficace richiede la combinazione di più strumenti legali. Di seguito analizziamo le principali difese e strategie pratiche per un’azienda di estrusione plastica alle prese con debiti fiscali, contributivi e bancari.
3.1 Eccezione di prescrizione e decadenza
La prescrizione è l’istituto che estingue un diritto per il mancato esercizio nel tempo stabilito dalla legge. Nel caso dei tributi e dei contributi INPS, i termini variano:
- Tributi erariali: la prescrizione ordinaria è decennale; tuttavia, per i tributi supportati da accertamento definitivo, il termine può ridursi a 5 anni. È essenziale verificare se l’ultimo atto interruttivo sia valido e se si configuri l’ipotesi della c.d. “cartella fantasma”.
- Contributi INPS: come abbiamo visto, il termine è di 5 anni salvo atti interruttivi validi . Qualora il lavoratore abbia denunciato il mancato versamento, il termine si estende a 10 anni ma solo se l’INPS emette un atto interruttivo .
- Sanzioni amministrative: per le multe stradali, il termine di prescrizione è quinquennale. Le rottamazioni possono azzerare le sanzioni, ma il debito prescritto rimane inesigibile.
Far valere la prescrizione richiede un’attenta analisi degli atti notificati: spesso l’INPS o l’Agenzia della Riscossione non forniscono documenti completi e la contestazione può essere effettuata chiedendo l’esibizione della copia integrale del ruolo.
3.2 Contestazione della notifica
La notifica dell’atto è un requisito fondamentale. Vizi ricorrenti sono:
- Notifica inesistente: ad esempio, avviso di ricevimento sprovvisto del contenuto del plico; la Cassazione ha affermato che in tal caso la notifica non è idonea a interrompere la prescrizione .
- Notifica via PEC da indirizzo non valido: l’irregolarità non comporta nullità automatica, ma è necessario dimostrare la violazione del diritto di difesa.
- Notifica a persona non abilitata o indirizzo errato: se l’impresa ha sede legale altrove, la notifica effettuata presso una sede secondaria può essere nulla.
La contestazione deve essere sollevata nel primo atto difensivo; in caso contrario, può essere sanata.
3.3 Difesa contro gli interessi anatocistici e usurari
Con i debiti bancari, è fondamentale verificare se gli interessi applicati violano il divieto di anatocismo o superano la soglia di usura. Le azioni più frequenti sono:
- Ricalcolo del mutuo o del conto corrente: affidandosi a un perito, si può ricostruire il piano di ammortamento verificando che gli interessi siano calcolati secondo la normativa (art. 1283 c.c., art. 120 TUB) .
- Contestazione di clausole nulle: se il contratto prevede la capitalizzazione degli interessi contraria alla legge, la clausola è nulla e gli interessi indebitamente addebitati possono essere restituiti. La Cassazione ha escluso l’anatocismo nell’ammortamento alla francese , ma clausole di capitalizzazione trimestrale o anticipata possono essere illecite.
- Verifica usura: confrontare il tasso di interesse applicato con il tasso soglia pubblicato trimestralmente dal Ministero del Tesoro . Se il tasso pattuito supera la soglia, gli interessi sono nulli e il mutuo resta gratuito per la parte eccedente. L’usura va valutata al momento della stipula .
- Rinegoziazione o ristrutturazione del debito: in caso di contratti usurari o con anomalie, si può chiedere la rinegoziazione oppure adire il giudice per la declaratoria di nullità della clausola e la restituzione degli interessi.
3.4 Rottamazioni e definizioni agevolate
Le rottamazioni consentono di regolarizzare debiti fiscali e contributivi a condizioni vantaggiose. Per un’azienda in crisi possono essere il primo passo per ridurre l’esposizione. Le principali caratteristiche sono:
- Rottamazione-quater (L. 197/2022): permette di pagare solo imposta e spese di notifica per i ruoli dal 2000 al 30 giugno 2022, escludendo interessi di mora e sanzioni . Rate fino a 18 mensilità con interessi al 2% .
- Rottamazione-quater riaperta (L. 15/2025): consente ai decaduti di rientrare pagando entro il 31 luglio 2025 o in 10 rate .
- Rottamazione-quinquies (L. 199/2025): estende la definizione ai debiti inclusi in procedure di sovraindebitamento o di crisi d’impresa , prevede la prededucibilità delle somme e stabilisce che per le multe stradali si paga solo interessi e aggio . Il piano può essere diluito in 4 anni.
È importante controllare se i debiti rientrano nelle definizioni ammesse e presentare la domanda online entro la scadenza fissata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In caso di adesione a rottamazione, è comunque possibile proporre ricorso per i ruoli non coperti o per eccepire vizi non sanati.
3.5 Procedure di composizione della crisi (accordi e piani)
3.5.1 Concordato minore e piano del consumatore
Se la rottamazione non basta o non è possibile, un’azienda può ricorrere alle procedure del sovraindebitamento. Il concordato minore, previsto dagli articoli 74‑86 CCII, consente alle imprese minori di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione con la supervisione dell’OCC. Il piano può prevedere la continuazione dell’attività e la cessione di parte del patrimonio e permette di stralciare i debiti non soddisfatti integralmente, compresi quelli fiscali e contributivi, purché siano pagati per un importo almeno pari al valore di realizzo .
Il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore si applica a imprenditori individuali e a persone fisiche che hanno debiti non professionali. Non richiede l’approvazione dei creditori e viene omologato se il giudice ritiene che il debitore possa adempiere. È indicato per chi ha garantito i debiti dell’azienda con beni personali (fideiussioni, ipoteche).
3.5.2 Liquidazione controllata e esdebitazione
Quando non è possibile proporre un concordato o un piano, il debitore può chiedere la liquidazione controllata. Questa procedura, riformata dal D.Lgs. 136/2024, comporta la vendita di tutti i beni del debitore, la distribuzione del ricavato ai creditori secondo l’ordine di prelazione e, al termine, la concessione dell’esdebitazione. L’esdebitazione cancella i debiti residui, offrendo una seconda chance imprenditoriale. È concessa se il debitore ha agito con buona fede, non ha compiuto atti in frode e ha collaborato con l’OCC .
3.5.3 Composizione negoziata della crisi
Per un’azienda di estrusione plastica ancora operativa ma in difficoltà, la composizione negoziata può rappresentare un’alternativa meno traumatica. L’imprenditore presenta domanda di nomina dell’esperto tramite la piattaforma online e, una volta avviata, può chiedere al tribunale la concessione di misure protettive (sospensione delle azioni esecutive e cautelari) . Durante le trattative l’azienda mantiene la gestione ordinaria, ma deve informare l’esperto per atti straordinari. La procedura può portare alla rinegoziazione dei debiti, alla proroga dei finanziamenti e alla riduzione dei canoni. Alla fine, se non si raggiunge un accordo, è possibile ricorrere al concordato semplificato o alla liquidazione controllata.
3.6 Azioni stragiudiziali e negoziazione con banche e fornitori
Spesso la soluzione più efficace è la trattativa stragiudiziale. Con l’assistenza di un legale esperto è possibile:
- Rinegoziare i contratti di mutuo e leasing, ottenendo la riduzione dei tassi o la sospensione temporanea dei pagamenti;
- Concordare piani di rientro con fornitori per dilazionare i debiti commerciali;
- Utilizzare la mediazione civile per contestare anatocismo e usura, evitando il contenzioso giudiziale e riducendo tempi e costi;
- Richiedere al giudice la riduzione del tasso di interesse in caso di tassi usurari riconosciuti.
Le banche sono spesso disposte a trattare per evitare cause lunghe e costose. Tuttavia è indispensabile presentare una perizia e un’analisi approfondita del contratto.
3.7 Errori da evitare e consigli pratici
- Ignorare gli atti: non rispondere o non impugnare entro i termini rende l’atto definitivo e consente al creditore di procedere con pignoramenti e ipoteche.
- Pagare senza verificare: versare somme senza controllare la prescrizione o la legittimità del debito può precludere future contestazioni.
- Affidarsi a soluzioni “fai da te”: le procedure sono complesse e richiedono competenze legali. È sempre opportuno avvalersi di un professionista.
- Non documentare la propria situazione: per accedere a concordati o piani è necessario dimostrare la reale situazione patrimoniale. Manca
- Trascurare la prova documentale: per eccepire usura, anatocismo o prescrizione serve una perizia tecnica e la copia integrale dei contratti e dei ruoli. Conservare sempre la documentazione contabile.
- Non considerare le procedure alternative: rottamazioni, concordati e composizione negoziata rappresentano opportunità per abbattere il debito. Non valutare tutte le opzioni può comportare il fallimento dell’azienda.
Seguire questi consigli permette di ridurre il rischio di perdere diritti e di affrontare la crisi con maggiore consapevolezza.
4. Strumenti alternativi: rottamazioni, piani del consumatore, esdebitazione e altre soluzioni
4.1 Rottamazioni e definizioni agevolate
Le rottamazioni sono state illustrate in precedenza, ma riepiloghiamo qui le principali caratteristiche in maniera comparativa.
| Strumento | Debiti ammessi | Vantaggi | Termini e scadenze | Norme di riferimento |
|---|---|---|---|---|
| Rottamazione-quater | Ruoli affidati dal 1º gennaio 2000 al 30 giugno 2022 | Abbuono di sanzioni e interessi di mora; pagamento solo di imposta, aggio e spese di notifica | Domanda entro il 30 aprile 2023; rate fino a 18 rate (proroga con L. 15/2025) | Art. 1, commi 231‑252, L. 197/2022; D.L. 51/2023; L. 15/2025 |
| Rottamazione-quinquies | Tutti i ruoli affidati fino al 30 giugno 2023; debiti inseriti in procedure di sovraindebitamento o crisi d’impresa | Prededucibilità delle somme ; sconto su interessi e aggio per multe | Domanda entro la data fissata dall’Agenzia (probabilmente 30 aprile 2026); pagamento in 4 anni | Comma 96‑100, art. 1, L. 199/2025 |
| Saldo e stralcio (pregressi) | Debiti fiscali di contribuenti in grave e comprovata difficoltà economica (ISEE fino a 20 000 €) | Pagamento ridotto al 16‑35% del debito; cancellazione integrale di sanzioni e interessi | Ormai non più attivabile (riferimento all’anno 2019) ma utile come precedente | D.L. 119/2018 |
4.2 Concordato minore e piano del consumatore
| Procedura | Soggetti | Necessità di consenso dei creditori | Vantaggi | Norme |
|---|---|---|---|---|
| Concordato minore | Imprese minori, professionisti, start‑up innovative | Richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori, salvo cramming down | Permette di salvare l’impresa e ridurre i debiti; tutela il patrimonio grazie alle misure protettive e sospende le esecuzioni | Artt. 74‑86 CCII; Legge 3/2012 art. 7 |
| Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore | Persone fisiche e imprenditori individuali con debiti non professionali | Non serve l’approvazione dei creditori; il giudice verifica la fattibilità | Possibile stralcio notevole dei debiti; tutela la prima casa; sospende le azioni esecutive | Artt. 67‑73 CCII |
| Liquidazione controllata | Debitori non soggetti a procedure fallimentari | Non necessita consenso; prevede la vendita di tutti i beni | Conduce all’esdebitazione se il debitore è meritevole | Artt. 268‑283 CCII; D.Lgs. 136/2024 |
| Esdebitazione del debitore incapiente | Persone fisiche prive di beni | Non richiede procedura di liquidazione; prevede la cancellazione dei debiti senza soddisfazione dei creditori | Possibilità di ripartire da zero; applicabile in casi limitati | Art. 283 CCII |
4.3 Composizione negoziata e accordi stragiudiziali
La composizione negoziata, analizzata sopra, è concepita per prevenire la crisi. Attraverso la piattaforma telematica si accede a un check‑up aziendale, si compila una check‑list di adempimenti e si richiede la nomina di un esperto. Il procedimento prevede la possibilità di:
- Sospendere le azioni esecutive e i termini di alcune obbligazioni ;
- Ricorrere al tribunale per misure protettive (art. 7) ;
- Negoziare con creditori banche, fornitori e fisco;
- Accedere a incentivi fiscali (es. deducibilità integrale dei componenti negativi e neutralità fiscale delle sopravvenienze attive ).
L’accordo stragiudiziale può essere formalizzato in contratti di ristrutturazione, piani attestati o convenzioni di moratoria. È consigliabile quando l’impresa è ancora in bonis ma prevede difficoltà future.
4.4 Fondo di garanzia e strumenti finanziari
Le PMI con debiti bancari possono valutare l’accesso al Fondo di garanzia per le PMI e alla Sezione speciale per la ristrutturazione, che consentono di ottenere finanziamenti garantiti o di ristrutturare passività con intervento pubblico. Inoltre, strumenti come leasing finanziario, factoring e reverse factoring possono migliorare la liquidità a breve. La consulenza di un commercialista esperto è indispensabile per scegliere lo strumento idoneo.
5. Domande frequenti (FAQ)
- Cosa succede se non pago una cartella esattoriale?
Se non paghi o non impugni la cartella entro 60 giorni, la cartella diventa definitiva e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare fermi amministrativi, ipoteche o pignoramenti. Puoi richiedere una rateazione o aderire a rottamazioni per ridurre l’importo.
- Entro quanto tempo posso impugnare un avviso di addebito INPS?
L’avviso di addebito va impugnato davanti al giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica .
- Che differenza c’è tra prescrizione e decadenza?
La prescrizione estingue il diritto del creditore per il decorso del tempo senza che il credito sia stato rivendicato; la decadenza è la perdita del diritto a compiere un atto (es. notifica del ruolo) entro un termine perentorio. La prescrizione può essere interrotta; la decadenza no.
- Posso contestare la notifica di una cartella via PEC?
Sì. Se l’avviso proviene da un indirizzo non iscritto in INI‑PEC, devi dimostrare che l’irregolarità ti ha impedito di difenderti.
- Quanto tempo ha l’INPS per richiedere contributi arretrati?
In generale l’INPS ha 5 anni per recuperare i contributi; il termine si estende a 10 anni solo se un lavoratore segnala l’omissione e l’INPS emette un atto interruttivo .
- Cos’è l’anatocismo e come si riconosce?
L’anatocismo è la capitalizzazione degli interessi: gli interessi scaduti producono a loro volta interessi. È vietato salvo casi previsti dall’art. 1283 c.c. (domanda giudiziale o accordo successivo alla scadenza) . Nei contratti bancari va verificato se gli interessi maturati sono sommati al capitale e producono ulteriori interessi.
- Il mutuo con ammortamento alla francese è anatocistico?
No. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che l’ammortamento alla francese non configura anatocismo perché gli interessi sono calcolati sul capitale residuo e non su interessi già maturati .
- Come si calcola la soglia di usura?
Ogni trimestre il Ministero del Tesoro pubblica i tassi effettivi globali medi per diverse categorie di prestiti. Il tasso usurario si ottiene aumentando il tasso medio di un quarto e aggiungendo quattro punti percentuali, senza che la differenza superi otto punti .
- Se il tasso supera la soglia durante il rapporto (usura sopravvenuta), posso contestarlo?
La Cassazione (ordinanza n. 32076/2025) ha ribadito che l’usura va valutata al momento della stipula; l’usura sopravvenuta non è rilevante , a meno che il contratto preveda meccanismi di adeguamento che portino il tasso oltre la soglia.
- Quali sono i vantaggi della rottamazione-quinquies?
- Permette di saldare i debiti pagando solo l’imposta e le spese di notifica; include anche debiti rientranti in procedure di sovraindebitamento o crisi d’impresa , e le somme necessarie sono prededucibili .
- Posso aderire alla rottamazione se ho già un piano del consumatore?
- Sì. Il comma 96 della L. 199/2025 ammette che i debiti compresi in piani di sovraindebitamento possano essere oggetto di definizione agevolata , purché il piano omologato garantisca il pagamento delle somme dovute.
- Cosa succede se non pago le rate della rottamazione-quater?
- Decadi dalla definizione e l’intero debito residuo torna esigibile con sanzioni e interessi. La L. 15/2025 ha concesso la riammissione per chi era decaduto al 31 dicembre 2024, previa presentazione della domanda entro il 30 aprile 2025 .
- Qual è la differenza tra concordato minore e liquidazione controllata?
- Il concordato minore mira a ristrutturare il debito e proseguire l’attività; richiede l’approvazione dei creditori e comporta il pagamento, anche parziale, dei debiti . La liquidazione controllata comporta invece la vendita dei beni, la cessazione dell’attività e l’esdebitazione finale .
- Cosa devo fare per avviare una composizione negoziata?
- Devi accedere alla piattaforma delle Camere di commercio, compilare il test di verifica e la check‑list, presentare la domanda e versare il contributo. La richiesta viene valutata e, se accettata, viene nominato un esperto che assisterà nelle trattative .
- Posso proteggere la mia casa dai creditori?
- Se sei un imprenditore individuale o un socio che ha prestato garanzie, il piano del consumatore può prevedere la salvaguardia della prima casa. Inoltre, in alcune regioni vigono normative sull’impignorabilità della prima casa per debiti tributari, ma bisogna valutare caso per caso.
- Le procedure di sovraindebitamento cancellano anche i debiti con le banche?
- Sì. I debiti bancari possono essere inclusi in un concordato minore o in un piano del consumatore, e in caso di liquidazione controllata possono essere parzialmente soddisfatti con conseguente esdebitazione per la quota non pagata.
- È possibile ottenere la sospensione di un pignoramento in attesa dell’esito del ricorso?
- Sì. Puoi chiedere la sospensione dell’esecuzione al giudice competente dimostrando gravi motivi e l’esistenza di un ricorso pendente .
- Devo per forza fallire se non riesco a pagare i debiti?
- No. Oggi esistono molte alternative: rottamazioni, rateazioni, piani del consumatore, concordato minore, composizione negoziata e liquidazione controllata. Con l’assistenza di un professionista è possibile trovare la soluzione adatta senza ricorrere alla procedura concorsuale classica.
- Quanto dura una procedura di liquidazione controllata?
- Dipende dal patrimonio da liquidare e dal numero di creditori. Mediamente può durare 4‑5 anni. Al termine, se il debitore è meritevole, ottiene l’esdebitazione .
- Quanto costa un ricorso tributario?
- Oltre agli onorari dell’avvocato, devi versare il contributo unificato (variabile in base al valore della controversia) e eventuali spese di notifica. Le spese possono essere recuperate se il ricorso viene accolto.
6. Simulazioni pratiche e esempi numerici
Per rendere più chiara l’applicazione delle norme, presentiamo alcune simulazioni. I numeri sono esemplificativi e non sostituiscono una valutazione personalizzata.
6.1 Calcolo della rottamazione-quinquies per un debito fiscale
Scenario: l’azienda Alfa S.r.l., attiva nel settore dell’estrusione plastica, ha ricevuto cartelle per IVA e IRES relative agli anni 2018‑2022 per un ammontare originario di 150 000 €. Dopo sanzioni e interessi, l’importo iscritto a ruolo ammonta a 230 000 €. L’azienda valuta la rottamazione-quinquies.
- Quota capitale: 150 000 €.
- Sanzioni e interessi di mora: 80 000 €.
- Spese di notifica e aggio: 10 000 €.
Con la rottamazione-quinquies, l’azienda paga solo quota capitale e spese (sanzioni e interessi vengono condonati). L’importo da versare è quindi:
150 000 € (capitale) + 10 000 € (spese) = 160 000 €.
Grazie alla possibilità di rateizzare in 4 anni, l’azienda può pagare 16 rate da 10 000 €. Le rate sono trimestrali (febbraio, maggio, luglio, novembre) e sono applicati interessi al 2%. Il risparmio rispetto al debito originario (230 000 €) è di 70 000 € (circa il 30%).
Se l’azienda avesse già un concordato minore omologato che prevede il pagamento integrale del debito fiscale, potrebbe comunque aderire alla rottamazione, ottenendo un vantaggio economico e la prededucibilità delle somme .
6.2 Verifica della prescrizione dei contributi INPS
Scenario: l’azienda Beta S.r.l. riceve nel gennaio 2026 un avviso di addebito INPS per contributi del 2018 pari a 50 000 €. L’avviso non fa riferimento ad alcun precedente atto interruttivo.
- Termine di prescrizione: 5 anni (dal gennaio 2019 al gennaio 2024) .
- Data notifica avviso: gennaio 2026.
Poiché sono trascorsi più di 5 anni dalla scadenza dei contributi, il debito è prescritto. L’azienda può impugnare l’avviso per far dichiarare l’estinzione del credito. Se l’INPS non dimostra atti interruttivi validi (ad esempio diffide inviate e ricevute), il giudice annullerà l’avviso.
6.3 Contestazione per usura su un mutuo
Scenario: l’azienda Gamma S.r.l. sottoscrive nel 2021 un mutuo ipotecario di 500 000 € con tasso fisso del 9%. Il TEGM per quella categoria di prestiti nel trimestre di stipula era del 6%; la soglia usuraria (TEGM + 25% + 4 punti) era dell’11,5%. Il tasso del 9% non supera la soglia; tuttavia, la banca applica commissioni di massimo scoperto e costi assicurativi che portano il TAEG reale al 12%.
- La verifica dell’usura deve considerare tutti gli oneri, inclusi spese, commissioni e premi assicurativi. Se il TAEG supera la soglia, gli interessi sono nulli.
- Nella simulazione il tasso del 12% supera la soglia dell’11,5%; pertanto, il contratto può essere impugnato per usura. Ai sensi dell’art. 644 c.p. e della Legge 108/1996 , l’azienda può chiedere la restituzione degli interessi pagati e l’applicazione del tasso legale, riducendo notevolmente l’esposizione.
La banca potrebbe difendersi sostenendo che la soglia deve essere calcolata al momento della stipula e che non vi è usura sopravvenuta . Tuttavia, le commissioni occulte vanno incluse nel TAEG fin dall’inizio. È quindi indispensabile rivolgersi a un perito e a un avvocato specializzato.
7. Conclusione: agire tempestivamente e affidarsi a professionisti
La gestione dei debiti con il Fisco, l’INPS e le banche è una sfida complessa per qualsiasi azienda, in particolare per quelle del settore estrusione plastica, dove gli investimenti e i margini di guadagno sono elevati. Le numerose modifiche normative e giurisprudenziali degli ultimi anni hanno ampliato le opportunità di difesa ma anche le insidie procedurali. Abbiamo visto come sia possibile contestare le pretese ingiuste invocando la prescrizione, i vizi di notifica o l’illegittimità degli interessi; come la legge offra strumenti per ridurre il debito (rottamazioni, piani del consumatore, concordato minore, esdebitazione) e come le banche siano chiamate a rispettare norme stringenti su anatocismo e usura.
L’esperienza dimostra che il tempismo è fondamentale: ogni atto comporta termini perentori per l’impugnazione e per l’adesione alle definizioni agevolate. Lasciare trascorrere i termini equivale a rinunciare ai propri diritti. È quindi essenziale attivarsi immediatamente dopo aver ricevuto una cartella o un avviso, verificare la legittimità dell’atto e valutare tutte le possibili strategie.
In questo percorso un ruolo decisivo è svolto dall’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e dal suo staff. Grazie alla sua competenza come avvocato cassazionista, Gestore della crisi da sovraindebitamento, professionista fiduciario di un OCC ed esperto negoziatore della crisi d’impresa, l’Avv. Monardo può offrire un’assistenza a 360°: dall’analisi preliminare degli atti, alla predisposizione di ricorsi e sospensive, alla negoziazione con banche e agenzie fiscali, fino alla redazione di piani di rientro o di procedure di sovraindebitamento. Il punto di vista sempre orientato alla difesa del debitore consente di salvaguardare il patrimonio e, quando possibile, preservare la continuità aziendale.
📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: insieme al suo staff di avvocati e commercialisti valuterà la tua situazione, individuerà i vizi degli atti ricevuti, imposterà le strategie difensive più efficaci e ti accompagnerà in ogni fase della procedura, giudiziale o stragiudiziale. Agisci ora per proteggere la tua azienda e il tuo futuro.
Questo articolo è aggiornato a gennaio 2026 e si basa su fonti normative e giurisprudenziali ufficiali (Cassazione, Corte Costituzionale, leggi e decreti). È consigliabile consultare un professionista per valutare la propria posizione specifica.
8. Rapporti con il Fisco: controlli, accertamenti e strumenti di difesa
La relazione con l’Amministrazione finanziaria non si esaurisce nella fase di riscossione: spesso i problemi cominciano con un controllo fiscale o un avviso di accertamento. Le aziende di estrusione plastica, per la natura dell’attività (investimenti in macchinari, cospicue scorte di materie prime, energia), possono essere oggetto di verifiche su detrazioni IVA, ammortamenti, transfer pricing, intercompany e crediti d’imposta. È quindi utile conoscere le fasi e i rimedi.
8.1 Tipologie di accertamento
- Accertamento analitico: l’ufficio analizza i ricavi e i costi dichiarati e procede a rettifiche specifiche. Ad esempio, può contestare la deducibilità di un bene strumentale o l’aliquota IVA applicata.
- Accertamento induttivo: l’Ufficio determina il reddito sulla base di presunzioni quando la contabilità è inattendibile. Nel settore dell’estrusione plastica può basarsi sul consumo di energia o sul rapporto tra materia prima lavorata e prodotto finito.
- Accertamento da studi di settore/ISA: si confrontano i dati dell’azienda con quelli di imprese simili; scostamenti significativi possono determinare un accertamento.
- Accertamento con adesione: consente di definire l’imposta con riduzione delle sanzioni; l’azienda può aderire all’accertamento e pagare entro 20 giorni la prima rata, evitando la contestazione giudiziale.
8.2 Difendersi dall’accertamento
- Istanza di autotutela: prima della notifica dell’accertamento definitivo, è possibile presentare una memoria difensiva o un’istanza di annullamento all’ufficio, allegando documenti e spiegazioni. In caso di errori evidenti, l’ufficio può annullare o correggere l’atto.
- Accertamento con adesione: permette di ridurre le sanzioni a un terzo e di rateizzare l’imposta fino a 8 rate trimestrali. È uno strumento da valutare quando le contestazioni sono fondate, ma consente di evitare contenziosi e interessi di mora.
- Ricorso al giudice tributario: se non si raggiunge un accordo, resta la via del ricorso entro 60 giorni . È importante chiedere la sospensione e motivare l’infondatezza delle pretese, ad esempio per carenza di motivazione o violazione di norme.
- Mediazione obbligatoria: per controversie di valore fino a 50 000 €, occorre presentare un reclamo-mediazione all’Agenzia prima di ricorrere al giudice. La mediazione può portare a una riduzione delle sanzioni e a una soluzione negoziata.
- Definizioni agevolate delle liti pendenti: recenti leggi di bilancio (ad esempio L. 197/2022 e successive) hanno previsto la possibilità di definire le controversie pendenti, pagando un importo ridotto o pari al valore controverso. Nel 2023 è stato previsto il pagamento del 5% per le liti in cui l’Agenzia ha perso in primo grado; dal 2024 sono state introdotte ulteriori misure da valutare.
8.3 Crediti d’imposta e bonus fiscali
Molte imprese di estrusione hanno beneficiato di crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 o per spese energetiche. In caso di difficoltà, il Fisco può recuperare il credito se l’investimento non viene mantenuto o se i requisiti non vengono rispettati. È possibile difendersi dimostrando la correttezza dell’investimento o ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso.
È fondamentale conservare tutta la documentazione tecnica e fiscale che attesti l’inerenza dei beni all’attività produttiva. In caso di recuperi eccedenti, si può proporre ricorso e chiedere la sospensione.
9. Rapporti con l’INPS: ispezioni e verifiche contributive
Oltre agli avvisi di addebito, l’INPS effettua ispezioni per verificare la corretta contribuzione dei lavoratori. L’azienda di estrusione, con un organico spesso composto da operai altamente specializzati, deve prestare attenzione alle normative su orari, straordinari, contratti a termine, solidarietà contributiva nei subappalti.
9.1 L’ispezione INPS
L’ispezione può essere disposta dall’INPS, dall’Ispettorato del lavoro o su segnalazione di un lavoratore. Gli ispettori richiedono libri paga, fogli presenze, contratti di lavoro e POS (posizione aziendale). L’esito può essere:
- Verbale di conformità: l’azienda risulta in regola.
- Verbale unico di accertamento e notificazione: emergono irregolarità (omesso versamento di contributi, lavoro nero, errata classificazione). Questo verbale costituisce il presupposto per l’emissione dell’avviso di addebito.
9.2 Difesa in caso di verbale di accertamento
Alla notifica del verbale l’azienda può:
- Presentare osservazioni: entro 30 giorni è possibile inviare deduzioni scritte con documenti che dimostrano la regolarità. In alcuni casi l’INPS accoglie le osservazioni.
- Chiedere la rateazione: se il debito è riconosciuto, si può richiedere il pagamento rateale direttamente all’INPS (fino a 60 rate mensili).
- Impugnare l’avviso di addebito: come visto, l’avviso può essere impugnato in tribunale per eccepire vizi formali o sostanziali, prescrizione o mancanza di notifica .
- Valutare soluzioni concorsuali: se l’importo è elevato e l’azienda non può pagare, è possibile ricorrere alle procedure di sovraindebitamento.
9.3 Solidarietà negli appalti e responsabilità del committente
Le aziende che subappaltano lavori (ad esempio la manutenzione degli impianti) devono ricordare che l’art. 29 D.Lgs. 276/2003 prevede la responsabilità solidale del committente per i contributi non versati dall’appaltatore nei confronti dei lavoratori impiegati. Il committente deve verificare che l’appaltatore sia in regola con i versamenti contributivi (Documento Unico di Regolarità Contributiva, DURC). In mancanza, l’INPS può recuperare i contributi dal committente.
10. Rapporti con le banche: mutui, leasing, factoring e contenzioso
Le aziende di estrusione plastica fanno ampio ricorso al credito bancario per finanziare macchinari, materie prime e capitali circolanti. Oltre a mutui e scoperti di conto, si utilizzano leasing e factoring. È importante conoscere i propri diritti e le tutele normative.
10.1 Mutui ipotecari e ammortamento
- Tipologie: a tasso fisso, variabile, misto. Nel mutuo a tasso variabile, l’andamento dei tassi di riferimento (Euribor) incide sulla rata; in periodi di rialzo, la rata aumenta sensibilmente. Per le aziende con marginalità ridotta, ciò può generare insolvenza.
- Piani di ammortamento: in Italia sono diffusi il piano alla francese e quello all’italiana. Come già evidenziato, la Cassazione ha ritenuto legittimo l’ammortamento alla francese .
- Estinzione anticipata: la legge permette di estinguere il mutuo in anticipo versando il capitale residuo e una commissione (massimo 1% in alcune fattispecie). Per i contratti conclusi dopo il 2017, la commissione può essere nulla.
- Surroga e rinegoziazione: è possibile trasferire il mutuo a un’altra banca (surroga) senza costi o negoziare nuove condizioni con la propria banca.
10.2 Leasing
Il leasing finanziario consente di utilizzare beni strumentali (estrusori, impianti) pagando un canone periodico; al termine si può acquistare il bene pagando il prezzo di riscatto. In caso di difficoltà, il mancato pagamento delle rate comporta la risoluzione del contratto e la perdita dei canoni versati. È tuttavia possibile chiedere la rinegoziazione o proporre un concordato che salvi il contratto.
10.3 Factoring e reverse factoring
- Factoring: la cessione dei crediti commerciali ad una società di factoring permette di ottenere liquidità immediata. Attenzione alle commissioni e agli interessi che potrebbero avvicinarsi alla soglia di usura.
- Reverse factoring: è l’istituto bancario a pagare i fornitori della tua azienda. Anche qui, il costo del servizio deve essere contrattualizzato e può essere contestato se usurario.
10.4 Contenzioso bancario
Le controversie bancarie possono riguardare:
- Clausole abusive nei contratti: patti chiari e clausole vessatorie possono essere dichiarati nulli se non negoziati individualmente.
- Mancata trasparenza: la banca deve fornire al cliente tutte le informazioni su costi e rischi (Bankit. disposizioni di vigilanza). L’assenza di prospetti o la scarsa chiarezza comporta la nullità dell’operazione.
- Anatocismo e usura: come visto, possono portare alla restituzione di somme versate indebitamente.
Le controversie si risolvono attraverso:
- Ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF): organismo stragiudiziale che decide su controversie fino a 200 000 €; non è necessario l’assistenza di un legale ma è consigliata.
- Mediazione civile: obbligatoria prima di agire in giudizio per contratti bancari. La mancata partecipazione senza giustificato motivo può essere sanzionata.
- Azione giudiziaria: per casi complessi o importi elevati, si agisce in tribunale. È necessario depositare una perizia econometrica.
11. Procedure concorsuali nel dettaglio
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) ha introdotto e riformato le procedure concorsuali. Di seguito una panoramica approfondita.
11.1 Concordato preventivo e accordi di ristrutturazione dei debiti
Il concordato preventivo (artt. 84‑120 CCII) è riservato alle imprese che superano determinate soglie di fatturato o debito (imprese medio‑grandi). Permette di presentare un piano di risanamento ai creditori con pagamento parziale dei debiti. Può essere:
- In continuità aziendale: l’azienda prosegue l’attività e utilizza i ricavi per soddisfare i creditori.
- Liquidatorio: l’azienda cessa l’attività e vengono venduti i beni.
Al concordato si affiancano gli accordi di ristrutturazione (artt. 57‑64 CCII), patti tra imprenditore e creditori che diventano efficaci con l’omologazione del tribunale e producono gli stessi effetti del concordato. Esistono accordi agevolati (con adesione del 30% dei creditori) e accordi di moratoria.
11.2 Concordato semplificato per liquidazione del patrimonio
Introdotto nel 2022, consente all’imprenditore che non raggiunge l’accordo nella composizione negoziata di presentare un piano per la vendita diretta dei beni; i proventi sono distribuiti ai creditori con criteri semplificati e il debitore ottiene l’esdebitazione. È utile quando l’azienda non può più proseguire ma vuole evitare la liquidazione giudiziale.
11.3 Liquidazione giudiziale e fallimento
La liquidazione giudiziale sostituisce il vecchio fallimento. Si apre con sentenza su ricorso di creditore, pubblico ministero o debitore. Comporta l’espropriazione del patrimonio e l’esercizio dell’azione sociale da parte del curatore. Per le aziende di estrusione plastica, la liquidazione giudiziale è l’ultima ratio, da evitare attraverso concordati e composizioni.
Gli amministratori e i soci possono incorrere in responsabilità penale per bancarotta semplice o fraudolenta se compiono atti di distrazione o preferenza indebita. È quindi fondamentale gestire con trasparenza la fase prefallimentare.
11.4 Esdebitazione e procedure per l’incapiente
Oltre alle procedure ordinarie, il CCII ha introdotto l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283). Questo istituto consente alle persone fisiche che, pur avendo agito con diligenza, non dispongono di beni da liquidare, di ottenere la cancellazione dei debiti. Non è applicabile alle società ma può interessare i soci o amministratori che hanno prestato garanzie.
12. Obblighi degli amministratori e responsabilità personali
Gli amministratori di una società di capitali devono vigilare sulla continuità aziendale e adottare tempestivamente misure idonee a superare la crisi. Il Codice della crisi impone:
- Adeguati assetti organizzativi: l’art. 2086 c.c., come modificato, obbliga gli amministratori ad adottare assetti che rilevino tempestivamente la crisi e permettano di adottare gli strumenti di gestione.
- Segnalazione degli indizi di crisi: gli organi di controllo (revisori, sindaci) devono segnalare agli amministratori le situazioni di squilibrio; gli amministratori devono agire senza indugio avviando la composizione negoziata o altra procedura.
- Responsabilità per malagestio: se gli amministratori continuano l’attività aggravando il dissesto, possono essere chiamati a rispondere dei danni verso la società, i creditori e i soci. Durante la composizione negoziata sono esonerati da responsabilità solo se seguono le indicazioni dell’esperto.
- Responsabilità tributaria e previdenziale: gli amministratori possono rispondere in proprio per omessi versamenti di ritenute e contributi, in caso di dolo o colpa grave. È quindi necessario monitorare i versamenti e ricorrere a piani di rientro quando necessari.
La consapevolezza di tali obblighi permette agli amministratori di agire per tempo e di evitare conseguenze personali.
13. Aspetti fiscali nelle procedure di crisi
Le procedure concorsuali e di sovraindebitamento hanno effetti fiscali specifici. È opportuno tenerli presenti per evitare sorprese.
13.1 Prededucibilità e trattamento dei crediti tributari
Nelle procedure concorsuali, i crediti tributari e contributivi sono privilegiati, ma in molte procedure è previsto che il pagamento avvenga almeno nella misura in cui tali crediti sarebbero soddisfatti in caso di liquidazione . In alcuni casi (piani del consumatore), il giudice può autorizzare anche una soddisfazione parziale.
La Legge 199/2025 ha previsto che le somme necessarie alla definizione agevolata (rottamazione-quinquies) siano prededucibili : ciò significa che vengono pagate prima di altri debiti nella procedura e che possono essere considerate costi deducibili dal reddito d’impresa.
13.2 Tassazione delle sopravvenienze attive
Quando un debito è ridotto (ad esempio attraverso accordi di ristrutturazione o piani omologati), la differenza tra il debito originario e quello ristrutturato può costituire sopravvenienza attiva. Tuttavia, l’art. 88 TUIR prevede l’esenzione da tassazione per le sopravvenienze derivanti da procedure concorsuali. In caso di ristrutturazione stragiudiziale, l’esenzione è subordinata alla certificazione di un professionista indipendente. È quindi importante strutturare gli accordi in modo da ottenere l’esenzione.
13.3 IVA nelle procedure concorsuali
L’IVA rappresenta un costo particolare: il debitore non può detrarla se non è stata pagata. In molte procedure concordatarie, l’IVA sui pagamenti ai creditori chirografari viene trattata come credito prededucibile; tuttavia, la normativa richiede attenzione per evitare duplicazioni. È consigliabile coinvolgere un commercialista esperto in fiscalità concorsuale.
14. Ulteriori FAQ (21‑30)
- Posso pagare i debiti tributari a rate senza rottamare?
- Sì. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione consente la rateazione ordinaria fino a 72 rate mensili (6 anni) per debiti fino a 120 000 € o con dimostrazione di temporanea difficoltà economica. In caso di importi superiori, è necessaria documentazione contabile. Per le imprese in crisi, la rateazione può arrivare a 120 rate (10 anni) su richiesta motivata.
- Se aderisco alla rottamazione-quater, posso inserire anche i contributi INPS?
- Sì, la rottamazione-quater include anche i contributi affidati all’Agente della riscossione fino al 30 giugno 2022, ma il pagamento avviene secondo le regole della definizione (solo imposta e spese). Restano esclusi i contributi richiesti direttamente dall’INPS con avviso di addebito.
- Posso subire un pignoramento del conto corrente senza preavviso?
- L’Agente della riscossione deve notificare l’intimazione di pagamento 30 giorni prima di avviare il pignoramento presso terzi. In alcuni casi (es. debiti per IVA non versata) l’autorità giudiziaria può autorizzare il pignoramento immediato, ma è necessario un titolo esecutivo.
- Cosa comporta il fermo amministrativo sui macchinari?
- Il fermo amministrativo può essere disposto solo su veicoli iscritti al PRA. Per bloccare macchinari industriali occorre l’ipoteca o il pignoramento. Il fermo impedisce la circolazione ma non la vendita; tuttavia, pregiudica l’uso e quindi l’attività produttiva.
- Come posso proteggere i beni strumentali da un pignoramento?
- Puoi presentare ricorso urgente per dimostrare che i beni sono essenziali per l’attività e chiedere la sostituzione con un’altra garanzia (es. polizza fideiussoria). In alternativa, l’adesione a procedure concorsuali o la composizione negoziata sospende le esecuzioni .
- Le sanzioni INAIL seguono la stessa prescrizione dei contributi INPS?
- Le sanzioni per premi assicurativi INAIL sono soggette alla prescrizione quinquennale ai sensi dell’art. 25 D.Lgs. 46/1999 . È possibile eccepire la prescrizione se l’avviso di addebito arriva oltre i 5 anni.
- È vero che la prima casa non può essere pignorata dall’Agente della riscossione?
- La legge prevede che l’Agenzia non possa pignorare l’unica abitazione di residenza se non di lusso e se il debitore non possiede altri immobili. Tuttavia, resta possibile l’iscrizione di ipoteca per debiti superiori a 20 000 €. Inoltre, la banca o altri creditori privati possono procedere al pignoramento.
- Che differenza c’è tra mediazione e composizione negoziata?
- La mediazione è un procedimento stragiudiziale per specifiche controversie (bancarie, locazioni, ecc.) e si conclude con un accordo assistito da un mediatore. La composizione negoziata è un istituto finalizzato alla ristrutturazione dell’impresa in crisi, con l’assistenza di un esperto e misure protettive.
- Cosa significa cramming down nel concordato minore?
- È il meccanismo con cui il giudice può omologare il concordato minore nonostante il voto contrario di una parte dei creditori, se ritiene che il piano garantisca comunque il miglior soddisfacimento possibile.
- Come posso capire se sono in stato di crisi o di insolvenza?
- Il CCII definisce lo stato di crisi come probabilità di futura insolvenza e quello di insolvenza come incapacità di soddisfare regolarmente le obbligazioni. Indicatori di crisi sono: flussi di cassa negativi, ritardato pagamento di debiti tributari o salariali, indici della piattaforma “Crisi d’impresa” (es. DSCR). È consigliabile rivolgersi a un professionista per una diagnosi.
15. Il ruolo dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e delle figure professionali
Le procedure di sovraindebitamento e di composizione negoziata non possono essere gestite dal debitore in autonomia: la legge prevede l’intervento di figure professionali accreditate che garantiscono trasparenza e tutela di tutte le parti. Conoscere il ruolo dell’OCC e delle figure coinvolte aiuta l’imprenditore a orientarsi.
15.1 Organismo di Composizione della Crisi (OCC)
L’OCC è un ente terzo, iscritto presso il Ministero della Giustizia, che ha il compito di:
- Ricevere la richiesta di accesso alle procedure di sovraindebitamento da parte del debitore;
- Nominare il gestore della crisi, che avrà il compito di assistere il debitore nella predisposizione della proposta di accordo o del piano del consumatore;
- Vigilare sull’operato del gestore e garantire il rispetto delle norme.
Gli OCC possono essere costituiti da ordini professionali (dottori commercialisti, avvocati, notai) o da enti pubblici e privati. Essi assicurano la terzietà e la professionalità del gestore.
15.2 Gestore della crisi
Il gestore della crisi è il professionista incaricato di:
- Analizzare la situazione finanziaria del debitore, verificando debiti, attivi, creditori e cause di prelazione;
- Predisporre la proposta di accordo o il piano del consumatore, indicando i tempi e le modalità di soddisfacimento dei creditori;
- Assistere il debitore nelle trattative con i creditori e nella predisposizione di eventuali garanzie;
- Curare la fase di esecuzione del piano e vigilare sul rispetto degli impegni assunti;
- Redigere la relazione dell’OCC per il giudice, contenente la descrizione della situazione patrimoniale e l’esito delle trattative.
Il gestore deve essere imparziale e indipendente; è retribuito con compensi determinati secondo il decreto del Ministero della Giustizia. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, come indicato, è Gestore della crisi da sovraindebitamento e esperto negoziatore, quindi possiede le competenze per condurre queste procedure.
15.3 Esperto della composizione negoziata
Nella procedura di composizione negoziata, la Camera di commercio nomina un esperto indipendente. Questi:
- Aiuta l’imprenditore ad eseguire l’autovalutazione e il test di sostenibilità;
- Propone soluzioni per il risanamento, comprese cessioni di rami d’azienda, accordi di moratoria, aumento di capitale;
- Facilita la comunicazione con i creditori e redige report periodici;
- Può proporre la richiesta di misure protettive al tribunale .
L’esperto deve essere iscritto in appositi elenchi e possedere competenze in materia di diritto societario, bancario e concorsuale. L’imparzialità è garantita dalla nomina da parte della Camera di commercio.
15.4 Commercialista e consulente fiscale
Oltre al gestore e all’esperto, il supporto del commercialista è imprescindibile. Egli provvede a:
- Tenere la contabilità in modo conforme alle norme civilistiche e fiscali;
- Predisporre situazioni patrimoniali e business plan per la verifica della crisi;
- Assistere nelle trattative con l’Agente della riscossione e con le banche per rateazioni e ristrutturazioni;
- Calcolare le imposte e verificare la corretta applicazione di crediti d’imposta, ammortamenti e incentivi.
L’azione coordinata di avvocato, gestore e commercialista è quindi necessaria per una strategia vincente.
16. Controlli ambientali e doganali nel settore dell’estrusione plastica
Oltre agli aspetti fiscali e finanziari, le aziende di estrusione plastica devono affrontare obblighi ambientali e normative doganali legate all’importazione di materie prime (polimeri, additivi) e all’export dei prodotti finiti. La mancata osservanza può comportare sanzioni pecuniarie e penali, che si aggiungono ai debiti esistenti.
16.1 Responsabilità ambientale e gestione dei rifiuti
- Rifiuti di produzione: l’estrusione di plastica genera sfridi, scarti e residui. La normativa (D.Lgs. 152/2006) impone l’iscrizione al registro dei produttori di rifiuti e la tenuta del registro di carico e scarico. Il mancato smaltimento presso impianti autorizzati può comportare sanzioni penali.
- RAEE e imballaggi: se l’azienda produce componenti utilizzati in apparecchiature elettriche o imballaggi, deve rispettare gli obblighi di finanziamento dei sistemi collettivi e di contribuzione al CONAI.
- Autorizzazione alle emissioni: l’estrusione implica l’utilizzo di macchinari che emettono sostanze in atmosfera. Serve un’autorizzazione integrata ambientale (AIA) o una autorizzazione alle emissioni a seconda della dimensione dell’impianto. Il rinnovo deve avvenire periodicamente; la mancanza può portare a fermo produttivo.
16.2 Normative doganali e importazione
L’approvvigionamento di polimeri può avvenire anche da Paesi extra-UE. Le normative doganali prevedono dazi, controlli di conformità e certificazioni (ad esempio REACH). Il mancato pagamento dei dazi comporta l’iscrizione a ruolo di imposte doganali, assimilate a imposte indirette e quindi riscuotibili con le modalità previste dal D.P.R. 602/1973. È quindi consigliabile interfacciarsi con un doganalista per evitare contestazioni.
16.3 Certificazioni e standard di qualità
Per competere sui mercati internazionali, le aziende di estrusione devono ottenere certificazioni (ISO 9001, ISO 14001) che richiedono investimenti e costi. In caso di crisi, tali standard possono essere difficili da mantenere. Tuttavia, la perdita delle certificazioni può comportare la risoluzione di contratti e quindi ulteriori perdite. Inserire questi aspetti nel piano di ristrutturazione è fondamentale.
17. Altre simulazioni di piani e accordi
17.1 Piano del consumatore per socio garante
Scenario: Tizio è socio e garante dell’azienda Delta S.r.l., debitrice di 300 000 € verso l’Agenzia delle Entrate e 200 000 € verso una banca. A causa della crisi, l’azienda propone un concordato minore ma Tizio resta esposto per la fideiussione.
- Patrimonio personale: casa di abitazione del valore di 200 000 €, reddito da lavoro dipendente di 1 800 € mensili.
- Debiti personali: 10 000 € di carte di credito.
Tizio può proporre un piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore. Prevede di:
- Mantenere la casa di abitazione (bene impignorabile nel piano se il giudice lo ritiene necessario). Usa parte del reddito per pagare i creditori in 5 anni, versando 600 € al mese.
- Il piano offre a banca e fisco 36 000 € complessivi (7 200 € l’anno per 5 anni), pari al 7,2% del debito. È inferiore al debito originario, ma il giudice può omologarlo se ritiene che sia quanto Tizio può ragionevolmente pagare.
- Al termine, otterrà l’esdebitazione dei debiti residui.
Questo esempio mostra come i soci o fideiussori possano liberarsi dai debiti personali senza perdere la casa.
17.2 Concordato minore con continuità per azienda di estrusione
Scenario: la società Epsilon S.r.l., con 20 dipendenti, ha un fatturato di 3 milioni di euro ma è fortemente indebitata. I debiti totali sono 2 milioni (1,2 milioni verso banche, 400 000 € verso il Fisco, 400 000 € verso fornitori). Gli asset includono macchinari dal valore di 1 milione e ordini in essere per 4 milioni di euro.
La società decide di presentare un concordato minore con continuità:
- Proposta ai creditori: pagamento del 40% dei debiti chirografari in 5 anni, grazie ai flussi derivanti dai nuovi ordini; pagamento integrale dei debiti privilegiati fiscali e dei crediti da lavoro con l’aiuto di finanziamenti soci.
- Business plan: dimostra che, grazie a investimenti in macchinari più efficienti, il margine operativo aumenterà del 10% annuo e consentirà il pagamento delle rate concordatarie.
- Voto dei creditori: la maggioranza dei creditori (per valore) approva. Alcuni creditori bancari si oppongono, ma il giudice omologa in cramming down perché la proposta garantisce un miglior soddisfacimento rispetto alla liquidazione .
- Effetti: vengono sospesi pignoramenti e ipoteche. La società continua l’attività, salva i posti di lavoro e, al termine, cancella il 60% dei debiti chirografari.
18. Nuove FAQ (31‑35)
- Che cos’è il test pratico del CCII per la verifica della crisi?
- È un test elaborato dal CNDCEC che analizza indici come flussi di cassa, indebitamento a breve, DSCR (Debt Service Coverage Ratio) e margini. Se gli indicatori superano determinate soglie, è consigliato avviare la composizione negoziata.
- Posso cedere l’azienda durante la procedura di composizione negoziata?
- Sì, ma l’atto deve essere autorizzato dal tribunale su richiesta dell’esperto, che valuta se la cessione è funzionale alla continuità o alla migliore soddisfazione dei creditori .
- Le banche devono continuare a erogare credito durante la composizione negoziata?
- Non sono obbligate, ma possono concedere nuova finanza, che è assistita da privilegio e prededucibilità se prevista dal tribunale. Questo incentiva le banche a supportare il risanamento.
- È possibile includere debiti fiscali in un accordo di ristrutturazione dei debiti?
- Sì. L’accordo può prevedere il pagamento parziale dei tributi, purché l’Erario riceva un trattamento almeno pari a quello di una liquidazione giudiziale. Spesso è necessario il parere positivo dell’Agenzia, ma il giudice può omologare l’accordo nonostante il dissenso se il trattamento è equo.
- Cosa succede se non rispetto gli impegni presi in un piano del consumatore?
- Il giudice può revocare l’omologazione e i creditori tornano a poter agire per l’intero debito. Eventuali somme già versate non vengono restituite. È quindi fondamentale elaborare un piano sostenibile.