Introduzione
Nel panorama edilizio italiano la figura del demolitore edile è spesso associata a grandi cantieri, lavori complessi e margini economici importanti. Tuttavia, dietro la gestione operativa di un’impresa di demolizione si celano anche pesanti obblighi fiscali e contributivi: ogni pagamento omesso può trasformarsi rapidamente in cartelle esattoriali, ipoteche, fermi amministrativi o pignoramenti. Gli errori di pianificazione tributaria o la contrazione del mercato possono esporre il demolitore a situazioni di sovraindebitamento che mettono a rischio non solo la continuità aziendale ma anche il patrimonio personale. Questo articolo si propone di fornire una guida completa e aggiornata (gennaio 2026) per i demolitori edili e per chiunque si trovi in condizioni di indebitamento verso il fisco o le banche, illustrando le norme di riferimento, le sentenze più recenti, le procedure da seguire e gli strumenti di difesa disponibili.
Perché leggere questo articolo
Affrontare un debito tributario o bancario senza conoscere i propri diritti può portare a conseguenze irreparabili: ipoteche illegittime, blocco dei mezzi da lavoro, azioni esecutive per somme non dovute. La giurisprudenza ha chiarito che la cancellazione di una società non esonera i soci dall’azione del fisco se sussistono debiti tributari ; allo stesso tempo, le procedure di rottamazione e sovraindebitamento permettono di ridurre gli importi dovuti e di ripartire. Recenti sentenze della Corte di Cassazione hanno fornito principi utili per contestare pignoramenti su conti correnti , obbligo di preavviso prima dell’iscrizione di ipoteca e condizioni per l’esdebitazione . Conoscere queste norme significa poter agire tempestivamente per difendersi.
Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un professionista iscritto all’Albo degli Avvocati e abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori (Cassazione e Consiglio di Stato). Coordina uno staff multidisciplinare formato da avvocati tributaristi, civilisti e commercialisti presenti su tutto il territorio nazionale. L’avvocato:
- è cassazionista e vanta anni di esperienza nel contenzioso bancario e tributario;
- coordina professionisti esperti a livello nazionale nel diritto bancario e tributario;
- è Gestore della Crisi da Sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
- è professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi), struttura autorizzata a seguire le procedure di composizione delle crisi di sovraindebitamento;
- ricopre la funzione di Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021, supportando imprenditori e professionisti nella gestione della composizione negoziata.
Grazie a queste competenze l’Avv. Monardo e il suo team sono in grado di:
- analizzare gli atti (cartelle di pagamento, pignoramenti, intimazioni, ipoteche) per individuare vizi di notifica, difetti di motivazione, decadenze o prescrizioni;
- presentare ricorsi presso la Commissione Tributaria, il giudice civile o il tribunale della crisi;
- ottenere sospensioni delle procedure esecutive e bloccare pignoramenti e fermi amministrativi;
- gestire trattative con Agenzia delle Entrate‑Riscossione e con gli istituti di credito per piani di rientro o accordi transattivi;
- elaborare piani di ristrutturazione, piani del consumatore e soluzioni giudiziali o stragiudiziali per la cancellazione o la riduzione dei debiti.
Al termine di questa lettura potrai comprendere quali sono gli strumenti giuridici più adatti alla tua situazione e, se necessario, contattare l’avvocato per una valutazione personalizzata e immediata.
📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.
1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Responsabilità del socio e del titolare dell’impresa di demolizione
Un demolitore edile può operare come impresa individuale, società di persone (snc/sas) o società di capitali (srl/spa). Nel momento in cui l’attività accumula debiti con il fisco o con le banche occorre distinguere:
- Responsabilità illimitata: per imprese individuali e società di persone il titolare risponde con tutto il proprio patrimonio. La cessazione dell’attività o la cancellazione dell’impresa non fa venir meno i debiti preesistenti.
- Responsabilità limitata: per le srl e spa i soci rispondono nei limiti dei conferimenti, ma l’art. 2495 c.c. e l’art. 36 del DPR 602/1973 consentono al fisco di perseguire gli ex soci dopo la liquidazione. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 3625/2025) hanno affermato che l’Agente della riscossione può agire verso i soci anche oltre le somme ricevute in liquidazione quando residuano debiti tributari .
1.2 Notifica dell’atto e requisiti di legittimità
Per poter avviare una procedura di riscossione l’Agente della riscossione deve notificare correttamente gli atti. La mancata notifica o la notifica irregolare determina l’illegittimità della cartella o dell’ipoteca. Le norme di riferimento sono:
- Art. 19 del D.Lgs. 546/1992: elenca gli atti impugnabili (ruoli, cartelle, intimazioni di pagamento, iscrizioni ipotecarie). La notifica può essere contestata entro 60 giorni.
- Art. 50 DPR 602/1973: prima di procedere al pignoramento, l’Agente deve inviare l’intimazione di pagamento. Secondo la Cassazione, l’omissione rende nulla l’iscrizione ipotecaria .
- Art. 77 DPR 602/1973: prevede l’iscrizione d’ipoteca solo dopo 60 giorni dalla notifica della cartella e dell’intimazione. La Cassazione (ord. 4526/2022) ha ribadito che la mancanza del preavviso di ipoteca rende nulla l’ipoteca .
1.3 Pignoramenti e conti correnti
Il pignoramento presso terzi è regolato dagli artt. 72‑bis e 72‑ter del DPR 602/1973. La Cassazione (sentenza n. 28520/2025) ha stabilito che il pignoramento del conto corrente disposto dal fisco vincola anche i versamenti successivi al momento della notifica e il saldo negativo non impedisce la trattenuta . Ciò comporta che, dopo la notifica del pignoramento, ogni somma accreditata sul conto del demolitore viene girata all’Agente della riscossione nei limiti del debito, a meno che non si ottenga la sospensione giudiziale o la revoca.
Occorre ricordare che il pignoramento presso terzi è una forma di espropriazione forzata disciplinata anche dal Codice di procedura civile (art. 543 ss.). L’atto con cui l’Agente della riscossione notifica il pignoramento al terzo (ad esempio la banca) deve contenere:
- la sommaria descrizione del credito per cui si procede;
- l’invito al terzo a non disporre delle somme fino a concorrenza del credito;
- la citazione del debitore a comparire dinanzi al giudice dell’esecuzione.
È fondamentale che l’importo indicato nell’atto di pignoramento sia congruo rispetto al debito residuo. In presenza di somme eccedenti o di pignoramenti multipli, il debitore può sollevare eccezioni di eccessiva cautela. Inoltre, se il pignoramento incide su stipendi o pensioni, si applicano i limiti previsti dall’art. 545 c.p.c. (quota pignorabile pari a un quinto). Le disposizioni fiscali derogano in parte a tali limiti ma la giurisprudenza ha ribadito il principio di proporzionalità.
Oltre ai conti correnti, la riscossione può pignorare crediti verso terzi (ad esempio pagamenti dovuti da committenti per lavori di demolizione). In tal caso l’atto di pignoramento viene notificato al committente, che diventa custode delle somme. Il demolitore deve vigilare affinché tali crediti non vengano compromessi da vizi formali.
1.4 Rottamazioni e definizioni agevolate
Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse forme di definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Dopo la “rottamazione quater” (Legge 197/2022) per i debiti affidati fino al 30 giugno 2022 , la Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha previsto la rottamazione quinquies per i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 . Con la nuova rottamazione:
- si possono estinguere i debiti versando solo il capitale e le spese di notifica, cancellando sanzioni, interessi e aggio ;
- è possibile pagare in un’unica soluzione (entro il 31 luglio 2026) oppure in 54 rate bimestrali (9 anni), con le prime tre rate a luglio, settembre e novembre 2026 ;
- la domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026, esclusivamente online ;
- dopo la presentazione dell’istanza, sono sospese le azioni esecutive: non possono essere avviati nuovi fermi o ipoteche, né proseguite le procedure esecutive in corso ;
- la decadenza avviene in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive .
1.5 Sovraindebitamento e Legge 3/2012
La Legge 3/2012, riformata dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019, in vigore dal 2022), disciplina le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento. Secondo l’art. 6 della legge sono sovraindebitati coloro che non riescono a far fronte alle proprie obbligazioni, pur essendo esclusi dalle procedure concorsuali maggiori . La normativa consente tre principali strumenti:
- Piano del consumatore (ora “piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore”) per i debitori che non svolgono attività imprenditoriale. L’accordo può prevedere il pagamento parziale dei creditori privilegiati e deve rispettare i requisiti di meritevolezza .
- Concordato minore (ex “accordo di ristrutturazione”): riservato a imprenditori minori, professionisti e imprese familiari; consente di proporre ai creditori un pagamento parziale anche delle somme privilegiate, con possibilità di moratorie .
- Liquidazione controllata: porta alla vendita dei beni del debitore ma consente l’esdebitazione dopo la distribuzione dell’attivo.
La procedura prevede la nomina di un gestore della crisi iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; spetta a lui redigere il piano, attestare la veridicità dei dati e controllare il rispetto degli obblighi. Inoltre, l’art. 14‑terdecies disciplina l’esdebitazione, ossia la cancellazione dei debiti residui a condizione che il debitore abbia cooperato, non abbia distratto beni e abbia soddisfatto parzialmente i creditori .
Le modifiche introdotte dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) hanno ampliato l’accesso alle procedure a categorie prima escluse, come gli imprenditori agricoli e i professionisti. La possibilità di presentare un concordato familiare consente ora ai membri della stessa famiglia di proporre un unico piano, ripartendo il debito in base alle capacità di ciascun componente. L’obiettivo della legge è quello di favorire il “fresh start”, cioè la ripartenza dell’imprenditore onesto, e ridurre il ricorso all’economia sommersa.
Altrettanto rilevante è la distinzione tra la procedura di liquidazione controllata (in cui i beni vengono venduti) e la esdebitazione senza utilità (destinata al debitore incapiente). Quest’ultima è stata introdotta nel 2021 per permettere alle persone prive di reddito e patrimonio di liberarsi dei debiti in tempi relativamente brevi. La Corte di Cassazione ha precisato che l’esdebitazione non può essere negata a chi ha agito con correttezza e non ha già beneficiato di analogo procedimento negli ultimi sette anni.
1.6 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Il D.L. 118/2021, convertito con modifiche, ha introdotto la composizione negoziata per le imprese in difficoltà. L’imprenditore, anche artigiano o demolitore edile, può richiedere la nomina di un esperto indipendente per negoziare con i creditori e trovare soluzioni per la continuità aziendale . Una volta pubblicata l’istanza, il tribunale può concedere misure protettive che sospendono nuove azioni esecutive e impediscono ai creditori di acquisire garanzie reali sui beni dell’impresa . Le trattative possono portare a un accordo di ristrutturazione o alla conversione della procedura in un concordato preventivo o in un’altra procedura di crisi.
1.7 Orientamenti giurisprudenziali recenti
Numerose sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale influiscono sulla gestione dei debiti del demolitore:
- Cassazione, Sentenza n. 25946/2024: il giudice deve valutare il complesso dei risultati della procedura di sovraindebitamento e non può negare l’esdebitazione basandosi esclusivamente sulla percentuale di soddisfacimento dei creditori .
- Cassazione, Sentenza n. 28520/2025: il pignoramento ex art. 72‑bis DPR 602/1973 blocca tutte le somme presenti e future sul conto corrente; la banca deve girare alla riscossione anche i versamenti successivi .
- Cassazione, Ord. n. 4526/2022: l’iscrizione di ipoteca è nulla senza la previa intimazione di pagamento e il preavviso di ipoteca . Questa pronuncia rafforza la difesa contro le ipoteche iscritte senza preavviso.
2. Procedura passo‑passo per la difesa del demolitore edile
Quando un demolitore riceve un atto della riscossione o una comunicazione dalla banca deve agire con tempestività. Di seguito si espone una procedura passo‑passo utile a tutelare i propri diritti.
2.1 Ricezione della cartella o dell’intimazione
- Verifica della notifica: accertare che l’atto sia stato notificato secondo le forme previste (posta raccomandata, PEC o messo notificatore). Ogni vizio di notifica (indirizzo errato, mancanza di relata) può comportare la nullità dell’atto.
- Controllo della motivazione: la cartella deve indicare gli estremi del ruolo, il periodo d’imposta, la base imponibile e gli interessi. La mancata indicazione degli estremi dell’atto presupposto (ad esempio l’avviso di accertamento) ne comporta l’invalidità.
- Calcolo dei termini: dalla notifica della cartella decorrono due termini distinti:
- 60 giorni per proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Il ricorso va notificato all’ente impositore e all’Agente della riscossione e successivamente depositato presso la Commissione competente con la prova della notifica e il versamento del contributo unificato.
- 60 giorni per pagare prima che l’agente possa procedere alla riscossione coattiva. Trascorso tale termine, l’Agente può inviare l’intimazione di pagamento e, dopo 5 giorni dalla scadenza, avviare il pignoramento o l’ipoteca. È quindi fondamentale monitorare le scadenze e non confondere il termine per il ricorso con quello per il pagamento.
- Intimazione di pagamento: se il debitore non paga nei 60 giorni, l’Agente invia l’intimazione ex art. 50 DPR 602/1973. L’intimazione deve contenere l’importo dovuto, la minaccia di avviare l’esecuzione e il termine (5 giorni) per adempiere prima di procedere. Decorso questo termine, l’agente può avviare il pignoramento o iscrivere ipoteca. Gli atti successivi senza la previa intimazione sono nulli .
2.2 Esame del debito e valutazione degli strumenti
Il demolitore, con l’aiuto di un professionista, deve:
- analizzare l’importo dovuto distinguendo imposta, sanzioni e interessi;
- verificare l’anzianità del debito e valutare se è prescritto: i tributi erariali si prescrivono in 10 anni, quelli locali in 5 anni;
- controllare eventuali vizi formali (mancanza di firma, difetto di competenza, notifica tardiva);
- valutare se rientra nelle definizioni agevolate (rottamazioni) o nelle procedure di sovraindebitamento;
- verificare i contratti bancari (mutui, leasing) per clausole abusive o tassi usurari.
Analisi approfondita del ruolo: il ruolo è l’elenco dei debiti trasmesso dall’ente impositore all’Agente della riscossione. Verificare l’esatta corrispondenza tra l’atto impositivo originario (avviso di accertamento o di liquidazione), gli interessi calcolati e le eventuali riduzioni già concesse (per esempio in sede di adesione o conciliazione). In alcuni casi, dopo il pagamento in forma rateale, il ruolo può essere sgravato parzialmente; se lo sgravio non è stato registrato, è possibile chiedere l’aggiornamento.
Verifica della prescrizione: oltre ai termini ordinari, è possibile eccepire la prescrizione anche quando l’Agente non ha notificato atti interruttivi per oltre dieci anni. La giurisprudenza ritiene che la notifica della cartella non interrompa la prescrizione se non è seguita da atti concreti di riscossione. Pertanto, in presenza di cartelle molto vecchie e mai sollecitate, è opportuno eccepire la prescrizione quinquennale o decennale.
Esame dei gravami ipotecari: l’Agenzia potrebbe avere iscritto ipoteca sui beni immobili dell’impresa. Va verificata la regolarità dell’iscrizione, il valore del bene e l’eventuale possibilità di chiedere la riduzione ex art. 2872 c.c. qualora l’ipoteca ecceda di un terzo il debito.
2.3 Scelta della difesa amministrativa o giudiziale
2.3.1 Ricorso tributario
Il ricorso contro cartelle, avvisi e iscrizioni ipotecarie si propone alla Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni dalla notifica. Il ricorso deve contenere:
- i motivi di illegittimità (vizi di notifica, prescrizione, mancata motivazione);
- la prova dell’avvenuta notifica (per evitare l’inammissibilità);
- l’istanza di sospensione cautelare per bloccare l’esecuzione.
Il giudice, in presenza di fumus boni iuris e periculum in mora, può sospendere la riscossione fino alla decisione nel merito. In caso di rigetto, è possibile appellare entro 60 giorni alla Commissione Tributaria Regionale.
2.3.2 Opposizione al pignoramento e all’ipoteca
In caso di pignoramento presso terzi o ipoteca illegittima, il debitore può proporre opposizione ex art. 615 c.p.c. (opposizione all’esecuzione) o ex art. 617 c.p.c. (opposizione agli atti esecutivi) davanti al tribunale civile. Motivi frequenti:
- pignoramento su conto corrente senza intimazione preventiva ;
- eccesso nell’importo pignorato (superiore a un quinto dello stipendio o oltre il saldo reale);
- mancata comunicazione del preavviso di iscrizione ipotecaria ;
- pignoramento su beni impignorabili (es. attrezzature indispensabili per l’attività artigiana, fino a un certo valore).
Procedura: l’opposizione deve essere proposta entro 20 giorni dalla notifica dell’atto esecutivo (per l’opposizione agli atti) o dall’inizio dell’esecuzione (per l’opposizione all’esecuzione). Il ricorso deve essere depositato al tribunale competente e notificato all’Agente della riscossione. Il giudice fissa un’udienza in cui valuta la sospensione. È possibile chiedere un’ordinanza urgente inaudita altera parte quando sussiste un pericolo imminente per il patrimonio.
2.3.3 Trasformazione in piani di rientro, istanze di autotutela o saldo e stralcio
La legge consente di richiedere piani di dilazione ordinari fino a 72 rate mensili (o 120 per comprovata difficoltà economica). È possibile anche presentare un’istanza di saldo e stralcio per estinguere il debito pagando una percentuale stabilita dalla legge; attualmente tale istituto è riservato a determinate tipologie di contribuenti in condizioni di grave e comprovata difficoltà.
In alternativa al contenzioso, è possibile presentare un’istanza di autotutela all’ufficio che ha emesso il ruolo o la cartella, chiedendo lo sgravio per errori materiali o duplicazioni. L’amministrazione può procedere all’annullamento senza necessità di ricorrere al giudice. L’autotutela è particolarmente utile quando il debito è palesemente inesistente o già estinto.
2.4 Presentazione dell’istanza di rottamazione quinquies
Per aderire alla definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, il demolitore deve:
- accedere all’area riservata sul sito di Agenzia delle Entrate‑Riscossione;
- compilare la dichiarazione di adesione indicando i carichi da definire;
- scegliere se pagare in un’unica soluzione o a rate (fino a 54 rate bimestrali );
- inviare la domanda entro il 30 aprile 2026 ;
- attendere la risposta dell’Agenzia con il prospetto delle somme dovute (capitale e spese) e delle rate.
Effetti dell’istanza: dalla data di presentazione l’Agente della riscossione sospende i termini di prescrizione e decadenza e non può avviare né proseguire procedure esecutive . Il DURC rimane regolare fino al pagamento della prima rata .
2.5 Attivazione della procedura di sovraindebitamento
Se il debito non è gestibile con le definizioni agevolate o i piani di rientro e il demolitore non dispone di risorse sufficienti, è possibile intraprendere una procedura di sovraindebitamento. I passi sono:
- Nomina del Gestore: rivolgersi all’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) competente; l’OCC designa un gestore iscritto che assiste il debitore nella raccolta della documentazione.
- Raccolta documenti: bilanci, dichiarazioni dei redditi, elenco dei creditori, credenziali bancarie, beni patrimoniali. Il Gestore verifica l’attualità dei debiti e valuta la meritevolezza.
- Redazione del piano: a seconda del tipo di procedura (piano del consumatore, concordato minore o liquidazione controllata) si propone un piano di pagamento proporzionato alle possibilità del debitore, con eventuale vendita di beni non essenziali.
- Deposito in tribunale: il gestore deposita la proposta presso il tribunale competente; il giudice convoca l’udienza per l’omologazione; i creditori possono esprimersi.
- Omologazione e esecuzione: se omologato, il piano diventa obbligatorio per tutti; eventuali azioni esecutive vengono sospese. Terminato il pagamento e rispettati gli obblighi, il debitore ottiene l’esdebitazione .
2.6 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Per imprese individuali o societarie che desiderano preservare la continuità aziendale ma sono in difficoltà, la composizione negoziata rappresenta uno strumento flessibile. L’imprenditore:
- Accede alla piattaforma telematica istituita dal Ministero della Giustizia, inserendo documenti contabili e piani di risanamento .
- Richiede la nomina di un esperto che facilita le trattative con i creditori .
- Può richiedere al tribunale misure protettive per sospendere azioni esecutive e impedire la costituzione di nuove garanzie .
- Concorda con i creditori un piano che può includere moratorie, conversione dei debiti, cessione di rami d’azienda o ristrutturazioni. In caso di accordo, l’impresa prosegue l’attività; in mancanza, il procedimento può sfociare in altre procedure concorsuali.
3. Difese e strategie legali
3.1 Verifica dei vizi dell’atto
Molte cartelle di pagamento e ipoteche vengono annullate non per il merito del tributo ma per irregolarità formali. Tra le principali eccezioni invocabili:
- Difetto di notifica: la notifica deve essere effettuata presso la sede legale o il domicilio fiscale; la notifica a un indirizzo diverso o l’assenza della relata rendono nulla la cartella.
- Incompetenza dell’ufficio: l’atto deve essere firmato dal funzionario competente e indicare gli estremi dell’autorizzazione.
- Decadenza o prescrizione: i ruoli devono essere emessi entro 3 anni per IVA e imposte dirette (5 anni se accertamento parziale) e notificati entro 2 anni dal ruolo. La cartella notificata oltre i termini è impugnabile.
- Mancata motivazione: le cartelle devono indicare chiaramente la base imponibile, l’aliquota applicata e gli estremi dell’atto presupposto.
- Inesistenza dell’intimazione: l’iscrizione ipotecaria o il pignoramento senza l’invio della previa intimazione è nullo .
Assenza di indicazione del responsabile del procedimento: l’art. 7 della Legge 212/2000 (Statuto del contribuente) prevede che ogni atto dell’amministrazione finanziaria indichi il responsabile del procedimento. L’omissione può determinare l’annullamento della cartella. La giurisprudenza è divisa sulla nullità assoluta, ma molti giudici riconoscono il vizio.
Difetto di delega: l’atto deve essere firmato da un funzionario titolato; se la firma è apposta da un soggetto privo di delega, il provvedimento è nullo. Occorre quindi richiedere copia della determina dirigenziale che attribuisce la firma.
3.2 Contestazione di interessi usurari e anatocismo
I demolitori si finanziano spesso tramite mutui e leasing; è fondamentale verificare se i tassi applicati dalle banche superino la soglia di usura o siano calcolati con anatocismo (capitalizzazione degli interessi). In caso affermativo, è possibile agire:
- mediante un’azione di ripetizione dell’indebito per recuperare gli interessi illegittimamente pagati;
- attraverso un’opposizione al decreto ingiuntivo o al pignoramento intrapreso dalla banca;
- con la richiesta di sospendere il piano di ammortamento e ricalcolare il debito.
La giurisprudenza riconosce il diritto del cliente bancario di ottenere la restituzione degli interessi usurari e la riduzione del debito residuo.
La strategia di contestazione passa attraverso una perizia econometrica che ricostruisce il piano di ammortamento applicando i tassi legali e verificando l’inclusione di commissioni, spese e mora. Molti contratti di leasing e finanziamenti per l’acquisto di macchinari di demolizione prevedono clausole di anatocismo (capitalizzazione degli interessi infrannuali) che sono vietate se non espressamente pattuite e con preavviso al cliente. Nei contratti di conto corrente va verificato anche il tasso di usura trimestrale (tasso soglia) determinato dalla Banca d’Italia. Se il tasso effettivo globale supera il tasso soglia, gli interessi sono nulli e il cliente è tenuto a restituire solo il capitale.
È consigliabile agire in via giudiziale con l’assistenza di un consulente tecnico e chiedere la sospensione dell’esecuzione se è in corso un pignoramento. Le cause bancarie richiedono spesso tempi lunghi ma possono portare a significative riduzioni del debito, permettendo al demolitore di risanare la propria posizione e destinare le risorse al pagamento dei tributi.
3.3 Sospensione delle azioni esecutive
Il ricorso tributario o l’adesione alle definizioni agevolate consentono di ottenere la sospensione delle procedure. Inoltre, l’art. 47 del DPR 602/1973 prevede la possibilità di concedere una dilazione straordinaria, sospendendo l’esecuzione per tutto il periodo di rateazione. Nelle procedure di sovraindebitamento e composizione negoziata, la legge prevede l’automatico blocco delle azioni esecutive. È importante richiedere tempestivamente al giudice o all’Agente della riscossione la sospensione per evitare pignoramenti su conti e beni indispensabili per l’attività.
In sede di contabilità aziendale, può essere opportuno costituire un fondo per contenziosi destinato a fronteggiare eventuali sospensioni non concesse. Inoltre, la sospensione non impedisce al fisco di iscrivere ipoteca sui beni fino al doppio del debito; è pertanto utile chiedere la riduzione o la cancellazione dell’ipoteca per eccesso di cautela.
3.4 Transazioni fiscali e accordi stragiudiziali
In alcune circostanze è possibile definire la controversia tramite transazioni fiscali (art. 182‑ter l.fall. e art. 63 del Codice della crisi) o accordi stragiudiziali con l’Agenzia delle Entrate. Tali accordi prevedono la remissione parziale delle sanzioni e degli interessi e piani di pagamento adattati alla capacità reddituale. Anche con le banche è possibile negoziare la rinegoziazione di mutui e leasing, prevedendo riduzioni del debito, moratorie e ristrutturazioni.
La transazione fiscale è autorizzata dal tribunale nell’ambito di procedure concorsuali (concordato preventivo, liquidazione giudiziale) o piani di sovraindebitamento. Consiste nel proporre all’erario un pagamento parziale dei tributi, con la rinuncia a interessi e sanzioni. L’Agenzia valuta la convenienza dell’accordo in rapporto alla prospettiva di recupero coattivo. Un progetto ben strutturato e certificato da un professionista aumenta le possibilità di accettazione. Anche il ricorso all’adesione (accertamento con adesione) in fase di accertamento può evitare il contenzioso, riducendo le sanzioni di un terzo.
3.5 Esdebitazione e riabilitazione
L’esito finale della procedura di sovraindebitamento è l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui. L’art. 14‑terdecies della Legge 3/2012 prevede che il debitore ottenga l’esdebitazione se:
- ha cooperato con l’OCC fornendo tutte le informazioni richieste;
- non ha fornito documentazione incompleta o reticente;
- non ha beneficiato dell’esdebitazione nei 7 anni precedenti;
- ha pagato almeno una parte dei creditori .
Il giudice può comunque negare l’esdebitazione se accerta che il debitore ha aggravato la propria posizione con atti di frode o se ha eluso il fisco. Una recente sentenza del 2024 ha chiarito che il giudice deve valutare l’intero procedimento e non esigere una soglia minima di soddisfacimento dei creditori .
La riabilitazione del debitore non si limita alla cancellazione dei debiti ma comporta anche il ripristino della capacità creditizia e la cancellazione delle segnalazioni negative nelle banche dati (CRIF, Centrale dei Rischi). Dopo l’esdebitazione il debitore può richiedere la riabilitazione civile, ai sensi dell’art. 142 l.fall., ottenendo la cancellazione dai registri pubblici delle procedure. L’assistenza di un professionista consente di accelerare le pratiche e tutelare la reputazione del demolitore.
3.6 Opportunità offerte dalla composizione negoziata
Per i demolitori che vogliono salvare l’impresa, la composizione negoziata consente di:
- evitare il fallimento e preservare l’operatività;
- ridefinire i debiti con banche e fornitori tramite moratorie e conversioni;
- ottenere la protezione giudiziale contro azioni individuali dei creditori ;
- sfruttare la competenza di un esperto per trovare soluzioni equilibrate;
- predisporre un piano che, se non approvato, può trasformarsi in un accordo di ristrutturazione o in un concordato preventivo.
4. Strumenti alternativi di definizione del debito
4.1 Definizione agevolata (“rottamazione quater e quinquies”)
Come già anticipato, la rottamazione consente di estinguere i debiti residui versando solo il capitale e le spese di notifica. Riassumiamo gli elementi fondamentali:
| Edizione | Debiti ammessi | Scadenza domanda | Rate e interessi | Effetti |
|---|---|---|---|---|
| Rottamazione quater (Legge 197/2022) | Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 | 30 aprile 2023 (scaduta) | Fino a 18 rate in 5 anni; nessun interesse di mora | Annulla sanzioni e interessi; sospende azioni esecutive fino al pagamento della prima rata |
| Rottamazione quinquies (Legge 199/2025) | Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 | 30 aprile 2026 | Fino a 54 rate bimestrali (9 anni) con interesse al 3% dal 1° agosto 2026 | Cancella sanzioni, interessi e aggio; sospende tutte le procedure esecutive |
La rottamazione quinquies è particolarmente vantaggiosa per i demolitori con carichi recenti, in quanto consente un periodo di pagamento lungo e la cancellazione integrale di sanzioni e interessi.
4.2 Piano del consumatore e concordato minore
Il piano del consumatore (oggi “piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore”) consente a privati e imprenditori non fallibili di proporre ai creditori un rimborso parziale in base alle proprie possibilità . Il piano deve essere omologato dal giudice e richiede la meritevolezza del debitore. È particolarmente adatto al demolitore individuale che non può sostenere il carico fiscale ma vuole continuare l’attività.
Il concordato minore (ex accordo di ristrutturazione) si rivolge a imprenditori minori (ricavi < €2 milioni, debiti < €500 mila). È uno strumento flessibile che permette di proporre ai creditori un pagamento dilazionato e ridotto, con la possibilità di prevedere l’apporto di nuova finanza o la cessione parziale di beni. Il piano è vincolante se approvato dalla maggioranza dei crediti e omologato dal tribunale .
4.3 Liquidazione controllata e esdebitazione senza utilità
Se non è possibile proporre un piano sostenibile, il debitore può optare per la liquidazione controllata. Tutti i beni non indispensabili vengono venduti sotto la supervisione del giudice e, al termine, il debitore può ottenere l’esdebitazione. Per chi è totalmente privo di reddito e patrimonio, la riforma del 2021 ha introdotto l’esdebitazione dell’incapiente: la cancellazione di tutti i debiti senza alcun pagamento, previa verifica di meritevolezza, con obbligo di monitoraggio per 4 anni. .
4.4 Saldo e stralcio bancario
Quando il debito riguarda solo le banche (mutui, finanziamenti), la soluzione può essere il saldo e stralcio: la banca accetta un pagamento a saldo inferiore al debito residuo in cambio dell’estinzione immediata. Questa soluzione è negoziata con la banca e non ha forma codificata; richiede la dimostrazione dell’incapacità di pagare l’intero importo e spesso la partecipazione di un professionista.
4.5 Consolidamento e rinegoziazione dei debiti
Il consolidamento prevede la sostituzione di più debiti con un unico finanziamento a tasso più basso e durata più lunga; la rinegoziazione di un mutuo può ridurre le rate e allungare il piano di ammortamento. Queste soluzioni, pur non eliminando il debito, permettono di ridurre l’esborso mensile e di evitare il default. È opportuno valutare tali opportunità con un consulente finanziario.
4.6 Composizione negoziata d’impresa
Come visto, la composizione negoziata consente di avviare trattative con i creditori sotto la supervisione di un esperto. È particolarmente utile per imprese di demolizione strutturate, con più dipendenti e patrimoni da salvaguardare. Oltre a sospendere le azioni esecutive , questa procedura consente di ricorrere a finanziamenti ponte prededucibili, negoziare tagli del debito e trasformare parte delle passività in strumenti partecipativi.
4.7 Stralcio delle mini‑cartelle
L’art. 1, commi 222‑230, della Legge 197/2022 (“stralcio cartelle”) ha previsto la cancellazione automatica dei debiti fino a 1.000 euro affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015. Ciò significa che i demolitori con vecchie cartelle di importo ridotto non devono presentare alcuna domanda: i carichi vengono annullati d’ufficio. È importante verificare l’elenco dei debiti e segnalare eventuali anomalie all’Agente. Per i debiti di importo tra 1.000 e 3.000 euro alcuni enti locali hanno deliberato l’adesione allo stralcio; conviene informarsi presso il proprio Comune.
4.8 Definizione agevolata delle liti pendenti
La Legge 197/2022 ha previsto la possibilità di definire le liti pendenti davanti alle Commissioni Tributarie e alla Cassazione con il pagamento di una percentuale dell’imposta. La misura è stata replicata nel 2023 e 2024. In particolare:
- se nella controversia il contribuente ha vinto in primo grado, può chiuderla versando il 40% del tributo; se ha vinto in secondo grado, solo il 15%;
- in caso di soccombenza totale, la definizione avviene con il 90% del tributo;
- sono escluse le sanzioni e gli interessi.
La definizione agevolata delle liti pendenti è utile per chi ha ricorsi pluriennali che rischiano di protrarsi, consentendo un risparmio sul tributo e l’eliminazione dei rischi processuali.
4.9 Ravvedimento operoso
Prima che l’imposta sia iscritta a ruolo, il contribuente può regolarizzare spontaneamente il mancato versamento tramite il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997). Il ravvedimento consiste nel pagamento dell’imposta, dei relativi interessi legali e di una sanzione ridotta proporzionata al ritardo (ad esempio 1/10 se il pagamento avviene entro 30 giorni). Per il demolitore che si accorge di non aver versato un tributo, il ravvedimento può evitare l’iscrizione a ruolo e il conseguente pignoramento.
5. Errori comuni e consigli pratici
Molti imprenditori cadono in errori banali che aggravano la situazione debitoria. Ecco i più frequenti:
5.1 Ignorare gli atti
Non aprire la cartella o ignorare la raccomandata è la peggiore strategia. I termini per impugnare decorrono comunque e l’inazione può trasformare un debito contestabile in un obbligo definitivo.
5.2 Pagare senza verificare
Molti contribuenti pagano la cartella senza verificare la prescrizione o la legittimità. Prima di pagare è fondamentale controllare se ci sono vizi che permettono l’annullamento.
5.3 Affidarsi a soluzioni “miracolose”
Esistono società che promettono cancellazioni facili dei debiti dietro compensi elevati. Spesso si tratta di truffe. È sempre preferibile rivolgersi a professionisti regolarmente iscritti all’albo.
Inoltre, molte pubblicità su internet offrono “pacchetti rottamazione” o “piani di rientro senza interessi” che nascondono costi occulti. Gli intermediari non autorizzati non dispongono dei poteri per trattare con l’Agenzia delle Entrate né per rappresentare i contribuenti in giudizio. Prima di aderire a qualunque proposta è necessario verificare l’iscrizione del professionista all’albo degli avvocati o dei commercialisti, leggere attentamente il contratto e diffidare di chi richiede anticipi sproporzionati.
5.4 Non programmare la liquidità
Il demolitore deve predisporre un piano finanziario che consideri le scadenze fiscali e bancarie, destinando una parte degli incassi al pagamento delle imposte per evitare l’accumulo di debiti.
È consigliabile aprire un conto dedicato su cui versare periodicamente le somme destinate ai tributi e ai contributi. In questo modo si evita di utilizzare le risorse destinate al fisco per altre spese e si riduce il rischio di ritrovarsi improvvisamente senza fondi per le scadenze. L’utilizzo di software di gestione della tesoreria permette di proiettare il cash‑flow e prevedere il fabbisogno di liquidità.
5.5 Sottovalutare la documentazione
I tribunali e l’OCC richiedono documenti puntuali (estratti conto, bilanci, dichiarazioni). Fornire documenti incompleti o falsi comporta il rigetto della domanda e la responsabilità penale.
Nel caso di procedure di sovraindebitamento, la legge prevede l’obbligo di cooperazione e la consegna di una relazione sulla attendibilità dei dati firmata dal gestore. Nascondere beni o omettere passività può comportare la revoca dell’esdebitazione e la condanna per bancarotta semplice o fraudolenta. Anche nel contenzioso tributario la mancata produzione dei documenti può portare all’inammissibilità del ricorso. Organizzare preventivamente la propria contabilità è quindi un investimento.
5.6 Non consultare un avvocato
Rivolgersi a un professionista competente consente di scegliere la strategia più adatta e di ottenere risultati concreti. L’Avv. Monardo offre un’analisi preliminare gratuita che permette di comprendere subito la strada da intraprendere.
6. Tabelle riepilogative
Per agevolare la comprensione delle norme e dei termini, di seguito alcune tabelle sintetiche.
6.1 Norme e riferimenti
| Materia | Norma di riferimento | Contenuto principale | Giurisprudenza |
|---|---|---|---|
| Iscrizione ipoteca | Art. 77 DPR 602/1973 | Prevede l’iscrizione ipotecaria dopo 60 giorni dalla cartella; richiede intimazione di pagamento | Cass. ord. 4526/2022: nullità dell’ipoteca senza preavviso |
| Pignoramento conto corrente | Art. 72‑bis DPR 602/1973 | Consente all’agente di pignorare le somme presenti e future sul conto | Cass. 28520/2025: vincolo anche sulle somme future |
| Responsabilità ex soci | Art. 2495 c.c.; art. 36 DPR 602/1973 | I soci rispondono dei debiti tributari residui dopo la liquidazione | Cass. SU 3625/2025: azione oltre le somme ricevute |
| Impugnazione degli atti | Art. 19 D.Lgs. 546/1992 | Elenca gli atti impugnabili e fissa il termine di 60 giorni | — |
| Rottamazione quater | Legge 197/2022 | Definizione agevolata dei carichi fino al 30 giugno 2022 | — |
| Rottamazione quinquies | Legge 199/2025 | Definizione agevolata dei carichi 2000‑2023 con pagamento entro 31 luglio 2026 | — |
| Sovraindebitamento | Legge 3/2012; D.Lgs. 14/2019 | Introduce il piano del consumatore, il concordato minore e la liquidazione controllata | Cass. 25946/2024: valutazione globale per l’esdebitazione |
| Composizione negoziata | D.L. 118/2021 | Procedura volontaria con esperto indipendente per negoziare con i creditori | — |
6.2 Termini e scadenze
| Atto o procedura | Termine per agire | Norma |
|---|---|---|
| Ricorso contro cartella o avviso | 60 giorni dalla notifica | Art. 19 D.Lgs. 546/1992 |
| Pagamento cartella prima del pignoramento | 60 giorni dalla notifica | Art. 50 DPR 602/1973 |
| Presentazione domanda rottamazione quinquies | 30 aprile 2026 | Legge 199/2025 |
| Pagamento rottamazione quinquies | Unica soluzione entro 31 luglio 2026 oppure 54 rate bimestrali dal 31 luglio 2026 | |
| Presentazione piano del consumatore o concordato minore | Senza termine fisso, previa nomina del gestore | Legge 3/2012; D.Lgs. 14/2019 |
| Esdebitazione | Dopo l’esecuzione del piano e la verifica di meritevolezza | Art. 14‑terdecies L. 3/2012 |
6.3 Procedura di sovraindebitamento: fasi principali
| Fase | Descrizione | Soggetti coinvolti | Riferimenti normativi |
|---|---|---|---|
| Nomina dell’OCC | Il debitore deposita l’istanza presso un Organismo di Composizione della Crisi, che nomina il gestore | Debitore, OCC | Artt. 7 ss. L. 3/2012 |
| Raccolta documenti | Il debitore produce documenti sull’attivo e sul passivo; il gestore verifica e redige la relazione | Debitore, gestore | Artt. 9‑10 L. 3/2012 |
| Proposta di piano | Piano del consumatore o concordato minore con proposta ai creditori; eventuale liquidazione | Debitore, gestore, creditori | Art. 12 ss. L. 3/2012 |
| Omologazione | Il tribunale esamina il piano, verifica la meritevolezza e omologa; i creditori privilegiati possono opporsi | Tribunale, creditori | Artt. 12‑bis, 13 L. 3/2012 |
| Esecuzione | Il debitore esegue il piano sotto la vigilanza del gestore; i creditori ricevono le quote | Debitore, gestore | Artt. 14 ss. L. 3/2012 |
| Esdebitazione | Alla fine, il giudice concede la cancellazione dei debiti residui se sono rispettati i requisiti | Tribunale | Art. 14‑terdecies |
7. Domande e risposte (FAQ)
- Cosa devo fare se ricevo una cartella esattoriale per importi che ritengo non dovuti? Dovresti innanzitutto verificare la correttezza della notifica e la prescrizione. In seguito puoi proporre ricorso alla Commissione Tributaria entro 60 giorni, chiedendo la sospensione dell’esecuzione.
- Posso oppormi a un pignoramento del mio conto corrente? Sì, puoi proporre opposizione all’esecuzione se il pignoramento non è stato preceduto dall’intimazione di pagamento o se riguarda somme impignorabili. È possibile chiedere al giudice la sospensione urgente.
- Che differenza c’è tra rottamazione quater e quinquies? La rottamazione quater riguarda i debiti fino al 30 giugno 2022 e prevedeva un massimo di 18 rate, mentre la quinquies include i carichi fino al 31 dicembre 2023 e consente fino a 54 rate bimestrali .
- Se aderisco alla rottamazione quinquies, possono pignorarmi i mezzi? No. Dalla presentazione della domanda sono sospese le procedure esecutive; non possono essere iscritti nuovi fermi o ipoteche e quelle già iscritte restano sospese fino al pagamento della prima rata .
- Un socio di una srl cancellata può essere perseguito per debiti tributari? Sì. La Cassazione ha stabilito che l’Agenzia della riscossione può agire contro gli ex soci oltre i fondi ricevuti in liquidazione .
- Quanto tempo ho per presentare il piano del consumatore? Non c’è un termine fisso; si può richiedere in qualsiasi momento se si è in condizioni di sovraindebitamento. Occorre prima rivolgersi all’OCC e nominare un gestore.
- Posso ottenere la cancellazione totale dei debiti? Sì, nei casi di esdebitazione dell’incapiente se non possiedi né reddito né beni e rispetti i requisiti di meritevolezza . In altri casi l’esdebitazione cancella i debiti residui dopo l’esecuzione del piano.
- La banca può pignorare anche i futuri accrediti sul mio conto? Sì. In base alla Cassazione n. 28520/2025, il pignoramento del conto vincola tutte le somme presenti e future fino a soddisfazione del credito .
- Se presento ricorso contro la cartella, devo pagare subito? No. È possibile chiedere la sospensione al giudice che, se concessa, blocca l’esecuzione fino alla decisione nel merito. Tuttavia, se la sospensione non viene concessa, l’agente può procedere.
- Chi può accedere alla composizione negoziata della crisi? Tutti gli imprenditori (anche agricoli e artigiani) che si trovano in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico e ritengono ragionevolmente di poter risanare l’impresa. La procedura richiede la nomina di un esperto e la predisposizione di un piano .
- Cosa succede se non pago le rate della rottamazione? La rottamazione quinquies decade se non paghi due rate anche non consecutive ; le somme già versate sono considerate acconto e riprendono gli interessi e le sanzioni.
- Il DURC resta regolare se aderisco alla rottamazione? Sì. La legge prevede il mantenimento della regolarità contributiva (DURC) fino al pagamento della prima rata .
- Posso presentare domanda di sovraindebitamento se ho già una rottamazione in corso? Sì, ma la procedura di sovraindebitamento considera il complesso dei debiti. In alcuni casi è più conveniente portare a termine la rottamazione e successivamente valutare il sovraindebitamento.
- Quanto dura una procedura di sovraindebitamento? Dipende dalla complessità e dalla proposta. Mediamente un piano del consumatore dura dai 3 ai 5 anni; il concordato minore può avere durata variabile; la liquidazione controllata dura il tempo necessario alla vendita dei beni e alla distribuzione ai creditori.
- Chi paga le spese del gestore della crisi? Le spese del gestore sono a carico del debitore e vengono determinate dal tribunale; tuttavia, in caso di esdebitazione dell’incapiente, queste possono essere anticipate dallo Stato.
- È possibile includere i debiti con i fornitori nelle procedure di sovraindebitamento? Sì. Tutti i debiti (tributari, bancari, fornitori) rientrano nel piano, tranne quelli espressamente esclusi (ad esempio l’obbligazione per alimenti).
- Posso mantenere l’attività mentre sono in procedura di sovraindebitamento? Sì. Le procedure sono concepite per permettere al debitore di continuare a lavorare; nel piano si devono prevedere importi compatibili con il fabbisogno familiare e aziendale.
- Che cosa succede in caso di morte dell’imprenditore durante la procedura? Gli eredi possono proseguire la procedura o chiederne l’estinzione. Se il piano viene meno, i creditori potranno riprendere le azioni esecutive contro l’eredità.
- Le attrezzature e i mezzi di lavoro possono essere pignorati? In generale sì, ma l’art. 515 c.p.c. tutela i beni strumentali indispensabili per l’esercizio dell’impresa individuale, nel limite di un quinto del valore. È possibile opporsi al pignoramento se riguarda beni necessari all’attività.
- È possibile fare ricorso senza l’assistenza di un avvocato? Per i ricorsi tributari di valore inferiore a €3.000 si può procedere senza difensore; tuttavia, considerata la complessità della materia, è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista.
- Che cosa si intende per compensazione dei crediti? Se hai crediti nei confronti della pubblica amministrazione (rimborsi d’imposta, forniture) puoi utilizzarli per compensare i debiti iscritti a ruolo. La compensazione può essere chiesta tramite modello F24 oppure con istanza all’Agente della riscossione. In alcuni casi, se il credito è stato riconosciuto con sentenza passata in giudicato, la compensazione è obbligatoria.
- Posso pagare la rottamazione quinquies con la compensazione? No. La legge prevede che le somme dovute a titolo di rottamazione siano versate esclusivamente in denaro; non è ammessa la compensazione con crediti fiscali. Tuttavia, puoi utilizzare la compensazione per pagare le rate ordinarie della cartella al di fuori della rottamazione.
- Cosa succede se nel frattempo ricevo un avviso di garanzia per reati tributari? La procedura tributaria e quella penale sono separate. L’adesione alla rottamazione o al sovraindebitamento non blocca automaticamente il procedimento penale. Tuttavia, il pagamento del debito può estinguere il reato o costituire circostanza attenuante. È importante consultare un penalista esperto in reati fiscali.
- È possibile includere i debiti derivanti da contravvenzioni stradali? Le multe stradali rientrano fra i carichi affidati all’Agente della riscossione e possono essere inserite nella rottamazione e nel sovraindebitamento. Tuttavia, le sanzioni diverse da quelle tributarie possono avere modalità di calcolo differenti. È opportuno verificare con attenzione gli importi.
- Qual è la differenza tra OCC e OCRI? L’OCC (Organismo di Composizione della Crisi) si occupa delle procedure di sovraindebitamento e serve i debitori non fallibili. L’OCRI (Organismo di Composizione delle Crisi d’Impresa), previsto dal Codice della crisi, coordina la composizione negoziata per imprese più grandi. Entrambi sono organismi iscritti presso il Ministero della Giustizia, ma operano in ambiti diversi.
- Se la mia impresa è in concordato minore posso partecipare a gare d’appalto? Sì. Dopo il deposito del piano e la concessione della sospensione è possibile richiedere il DURC provvisorio che consente di partecipare a gare pubbliche. Alcune stazioni appaltanti richiedono garanzie aggiuntive. È consigliabile informare la stazione appaltante sulla procedura in corso per evitare esclusioni.
- I collaboratori occasionali sono tutelati in caso di sovraindebitamento? La procedura di sovraindebitamento non incide direttamente sui rapporti di lavoro. Tuttavia, il piano deve tenere conto dei costi per i dipendenti e i collaboratori. Gli stipendi in arretrato possono essere inseriti nel piano come crediti privilegiati.
- Posso ottenere un finanziamento durante la procedura di composizione negoziata? Sì. Il D.L. 118/2021 consente di accedere a finanziamenti prededucibili (cioè con priorità di rimborso) per sostenere la continuità aziendale. Tali finanziamenti devono essere autorizzati dall’esperto e, in caso di conversione della procedura, mantengono la prelazione.
- È possibile rateizzare l’IVA non versata? L’IVA può essere rateizzata sia tramite piani ordinari con l’Agenzia che tramite il piano del consumatore o il concordato minore. Tuttavia, nella procedura di sovraindebitamento l’IVA rientra tra i crediti privilegiati e deve essere soddisfatta in misura non inferiore all’importo realizzabile in caso di liquidazione .
- Cosa succede se ricevo un fermo amministrativo sui mezzi? Il fermo amministrativo è un provvedimento che blocca la circolazione dei veicoli. Se i mezzi sono indispensabili per l’attività di demolizione, puoi presentare un’istanza di sospensione dimostrando l’essenzialità dei beni e proponendo un piano di rientro. Con la rottamazione quinquies o la procedura di sovraindebitamento il fermo può essere revocato.
8. Simulazioni pratiche e numeriche
Per comprendere meglio l’applicazione delle norme, proponiamo alcune simulazioni pratiche che rappresentano casi tipici affrontati dallo studio dell’Avv. Monardo.
8.1 Simulazione 1: Rottamazione quinquies e pignoramento sospeso
Scenario: un’impresa di demolizioni riceve diverse cartelle per IVA e contributi INPS per un totale di €150.000 (di cui €60.000 di sanzioni e interessi). L’azienda è titolare di alcuni mezzi d’opera ed è in difficoltà a pagare. L’Agenzia delle Entrate‑Riscossione notifica un pignoramento del conto corrente.
Soluzione: 1. L’azienda, assistita dallo studio, presenta ricorso contro il pignoramento eccependo l’assenza di intimazione preventiva e ottiene la sospensione dal giudice . 2. Entro il 30 aprile 2026 aderisce alla rottamazione quinquies indicando tutti i carichi. Il debito viene ridotto da €150.000 a €90.000 (solo capitale e spese). Il pagamento viene scelto in 54 rate da circa €1.700 ognuna. 3. Le procedure esecutive e il pignoramento sono sospesi e l’impresa può continuare l’attività senza ulteriori prelievi dal conto. 4. Dopo il pagamento della terza rata (novembre 2026), l’azienda ottiene il DURC regolare e può partecipare a gare d’appalto.
Risultato: il demolitore riesce a salvaguardare il proprio conto, ridurre il debito e dilazionare il pagamento senza interesse di mora (3% solo dall’agosto 2026) .
8.2 Simulazione 2: Concordato minore per debiti bancari e fiscali
Scenario: una srl a gestione familiare accumula debiti verso il fisco (€200.000) e verso le banche (€300.000) a causa di una commessa mancata. La società dispone di pochi beni strumentali e di un magazzino. I soci non hanno ricevuto nulla dalla liquidazione.
Soluzione: 1. Dopo aver ricevuto le intimazioni, la società verifica la possibilità di aderire alla rottamazione ma decide che l’importo da pagare (€200.000 in capitale) è troppo elevato. 2. Lo studio propone l’accesso al concordato minore. Viene nominato un gestore, si redige un piano che prevede il pagamento di €120.000 in 6 anni ai creditori privilegiati e la vendita del magazzino. I creditori chirografari ricevono una percentuale del 15%. 3. Il piano è approvato dalla maggioranza dei creditori e omologato dal tribunale. Durante la procedura, tutte le azioni esecutive sono sospese e la società continua l’attività di demolizione. 4. Dopo l’esecuzione del piano, i debiti residui vengono cancellati grazie all’esdebitazione.
Risultato: i soci ottengono il recupero dell’impresa e non rispondono personalmente dei debiti residui. La Cassazione ha confermato che l’azione nei loro confronti è possibile solo se hanno percepito somme .
8.3 Simulazione 3: Esdebitazione dell’incapiente
Scenario: un artigiano demolitore, afflitto da problemi di salute, chiude l’attività e rimane con debiti fiscali e bancari per €80.000. Non possiede più beni né reddito. Le cartelle continuano a maturare interessi.
Soluzione: 1. Si rivolge a un OCC e presenta la domanda di esdebitazione dell’incapiente. Viene nominato un gestore che verifica l’assenza di reddito e patrimonio. 2. Il giudice esamina la meritevolezza e accerta che il debitore non ha compiuto atti di frode. 3. Dopo l’udienza, il giudice emette decreto di cancellazione totale dei debiti. Il debitore resta obbligato a comunicare eventuali sopravvenienze attive per 4 anni .
Risultato: l’artigiano ottiene la liberazione completa dai debiti e un nuovo inizio, come previsto dall’art. 14‑quaterdecies.
8.4 Simulazione 4: Transazione fiscale e piano del consumatore
Scenario: una ditta individuale di demolizioni accumula debiti IVA per €50.000 e contributi previdenziali per €30.000. Nonostante abbia incassi costanti, non riesce a pagare gli arretrati. Dopo un accertamento, riceve un avviso bonario.
Soluzione: 1. Lo studio propone un accertamento con adesione: il contribuente si presenta all’ufficio per discutere l’avviso, ottiene la riduzione delle sanzioni di un terzo e concorda un piano di pagamento. L’importo viene ridotto a €60.000. 2. Poiché restano comunque difficoltà finanziarie, viene presentato un piano del consumatore. Il piano prevede il pagamento di €45.000 in cinque anni con utilizzo del 25% degli incassi mensili e la vendita di un mezzo non indispensabile. L’IVA, quale credito privilegiato, viene soddisfatta in misura adeguata . 3. Il tribunale omologa il piano. Grazie all’adesione e al piano il debito complessivo si riduce e le sanzioni vengono cancellate. L’impresa continua a operare regolarmente.
Risultato: combinando l’accertamento con adesione (transazione fiscale) con il piano del consumatore, il debito viene ridotto del 30% e ripartito nel tempo, evitando pignoramenti e proteggendo gli strumenti di lavoro.
8.5 Simulazione 5: Composizione negoziata per salvare un cantiere
Scenario: una società di demolizioni con 15 dipendenti si trova in crisi per la perdita di due commesse. Ha debiti verso banche (mutui per macchinari) per €1 milione e verso il fisco per €400.000. Le banche minacciano di revocare le linee di credito.
Soluzione: 1. La società accede alla composizione negoziata. Tramite la piattaforma istituzionale fornisce i documenti contabili e richiede la nomina di un esperto . 2. L’esperto convoca le banche e l’Agente della riscossione, presentando un piano di risanamento che prevede: vendita di macchinari obsoleti, riduzione dei costi, immissione di nuova finanza da parte dei soci e proroga dei prestiti. Le banche accettano di convertire parte del debito in un finanziamento a lungo termine; l’Agenzia accorda la sospensione delle azioni esecutive per consentire la continuità . 3. Viene presentata anche un’istanza di rottamazione quinquies per i carichi fiscali; il pagamento è distribuito in 54 rate. Le misure protettive impediscono nuovi pignoramenti. 4. Dopo due anni, la società torna in utile e riesce a rispettare gli accordi; l’esperto conclude positivamente la procedura.
Risultato: la combinazione di composizione negoziata, rottamazione e piani di ristrutturazione finanziaria consente di salvare l’azienda, mantenere i posti di lavoro e ridurre i debiti.
9. Approfondimenti giurisprudenziali
La materia della riscossione e del sovraindebitamento è caratterizzata da un continuo dialogo tra legislazione e giurisprudenza. Nel corso degli ultimi anni le pronunce della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale e delle Commissioni Tributarie hanno affinato i diritti del contribuente e delineato principi utili ai demolitori. Di seguito sono analizzati alcuni orientamenti significativi:
9.1 Cassazione Sezioni Unite 3625/2025 – Responsabilità degli ex soci
La decisione delle Sezioni Unite n. 3625/2025 ha definito l’ambito della responsabilità degli ex soci per debiti tributari della società estinta . Il principio stabilito è che l’Agente della riscossione può rivolgersi ai soci anche oltre le somme percepite in liquidazione se l’ente impositore non è riuscito a recuperare il credito dall’azienda estinta. La Suprema Corte ha interpretato con estensione l’art. 36 del DPR 602/1973, ritenendo prevalente l’interesse pubblico alla riscossione rispetto alla limitazione di responsabilità societaria. Questo orientamento impone ai soci di prestare attenzione al corretto adempimento fiscale prima della cancellazione.
9.2 Cassazione 28520/2025 – Pignoramento e saldo negativo
La sentenza n. 28520/2025 si è pronunciata sull’applicazione dell’art. 72‑bis DPR 602/1973 in caso di conto corrente con saldo negativo . Secondo la Corte, il pignoramento produce effetti sui versamenti successivi perché il conto è un contratto di apertura di credito: le somme in ingresso rientrano nella disponibilità del correntista e sono quindi pignorabili. La decisione ha provocato numerose critiche, ma rappresenta attualmente la regola. Ciò implica che i demolitori che ricevono pagamenti dopo la notifica del pignoramento devono attendere la sospensione giudiziale per sbloccare le somme.
9.3 Cassazione 25946/2024 – Esdebitazione e meritevolezza
La pronuncia n. 25946/2024 ha chiarito che, nel giudicare l’esdebitazione, il tribunale non può limitarsi a verificare la percentuale di soddisfacimento dei creditori . Deve considerare la condotta del debitore, la completezza delle informazioni fornite e l’effettiva possibilità di pagamento. Questo orientamento favorisce l’accesso all’esdebitazione anche in presenza di soddisfacimenti bassi, purché il debitore sia stato diligente e trasparente.
9.4 Ordinanza 4526/2022 – Preavviso di ipoteca
Con l’ordinanza n. 4526/2022 la Cassazione ha affermato la nullità dell’ipoteca iscritta senza preavviso e senza intimazione di pagamento . La Corte ha riconosciuto la necessità di rispettare le garanzie procedurali del contribuente. Molte ipoteche iscritte in assenza di preavviso possono essere annullate in via giudiziale.
9.5 Ulteriori pronunce su usura e anatocismo
Varie sentenze dei tribunali di merito hanno sanzionato l’applicazione di interessi usurari e anatocistici. Ad esempio, alcune decisioni hanno stabilito che la commissione di massimo scoperto va inclusa nel calcolo del TAEG e che la capitalizzazione trimestrale è ammessa solo con specifica pattuizione. I demolitori che sospettano tassi usurari nei propri contratti di leasing possono fare leva su queste pronunce per ottenere la riduzione del debito.
9.6 Corte Costituzionale e diritti del contribuente
La Corte Costituzionale è intervenuta più volte a tutela del contribuente. In particolare, con la sentenza n. 120/2023 ha dichiarato illegittima la normativa che impediva la partecipazione alle gare d’appalto alle imprese con debiti fiscali se in presenza di piani di rientro regolari. La Corte ha sottolineato che la regolarità contributiva deve essere valutata in base al rispetto dei piani approvati e non sulla mera esistenza di debiti.
10. Aspetti fiscali specifici per il settore delle demolizioni
Il settore delle demolizioni presenta peculiarità fiscali legate alla gestione dei rifiuti e ai contratti di appalto. I demolitori edili devono conoscere le seguenti tematiche:
10.1 IVA e reverse charge
Le prestazioni di demolizione rientrano fra le attività edilizie soggette al regime del reverse charge (art. 17 comma 6 DPR 633/1972). Ciò comporta che l’IVA non viene addebitata in fattura dal demolitore ma assolta dal committente. È fondamentale emettere fatture senza IVA, indicare la dicitura “operazione soggetta a reverse charge” e controllare che il committente sia un soggetto passivo. L’errata applicazione del regime può generare pesanti sanzioni.
10.2 Imposte ambientali e contributi sullo smaltimento
Le operazioni di demolizione producono rifiuti speciali che devono essere conferiti in discariche autorizzate. Esistono tributi regionali sull’abbancamento (cosiddetta ecotassa) e contributi per l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali. Il demolitore è responsabile anche per l’imposta di registro sulle cessioni di materiali recuperati e per il pagamento dei diritti di discarica. Mantenere una corretta contabilità dei rifiuti evita sanzioni amministrative e penali.
10.3 Contributi previdenziali e Cassa edile
I lavoratori impiegati in cantiere sono iscritti alla Cassa Edile e all’INAIL. I contributi devono essere versati puntualmente; il mancato versamento determina il blocco del DURC. La Cassa Edile effettua controlli incrociati tra ore dichiarate e lavori svolti. È consigliabile utilizzare software di gestione presenze per evitare contestazioni.
10.4 Appalti pubblici e subappalti
Chi partecipa a gare d’appalto deve presentare il DURC e la certificazione dei versamenti contributivi. I subappalti nel settore demolizioni richiedono l’autorizzazione del committente e il rispetto dei limiti previsti dal Codice dei contratti pubblici. La mancata conformità può comportare la rescissione del contratto e l’escussione della cauzione. È opportuno predisporre un modello di controllo interno per monitorare le scadenze fiscali e i requisiti per l’accesso agli appalti.
10.5 Garanzie e fideiussioni nei contratti di appalto
Nel settore delle demolizioni, soprattutto nei lavori pubblici, spesso è richiesta la prestazione di garanzie fideiussorie a favore della stazione appaltante. Tali garanzie assicurano l’adempimento degli obblighi contrattuali e coprono eventuali danni ambientali o ritardi. Le fideiussioni possono essere bancarie o assicurative e devono rispettare le forme previste dall’art. 103 del Codice dei contratti pubblici. È importante:
- verificare la solvibilità dell’istituto che emette la garanzia;
- calcolare il costo della fideiussione (commissione) e inserirlo nel piano economico;
- prestare attenzione alle clausole che prevedono la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore (cosiddetta fideiussione a prima richiesta);
- comunicare tempestivamente alla banca l’eventuale liberazione della garanzia alla fine dei lavori.
Oltre alle garanzie a favore del committente, i demolitori devono prestare cauzioni per i rifiuti quando depositano materiali in discariche temporanee. Questi depositi cauzionali assicurano il corretto smaltimento e possono essere restituiti solo dopo l’esibizione della certificazione di conferimento. La mancata richiesta di restituzione può creare crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione che è possibile compensare con i debiti fiscali.
11. Rapporti con la pubblica amministrazione e con i committenti
Oltre alla gestione dei debiti fiscali, il demolitore deve interfacciarsi quotidianamente con enti pubblici, committenti e istituti di credito. Di seguito alcune indicazioni:
11.1 DURC e SOA
Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) è necessario per partecipare a gare, ottenere anticipazioni e attestazioni SOA. Anche in presenza di debiti fiscalizzati, la rottamazione quinquies e i piani di rientro consentono l’emissione del DURC regolare . La SOA (Società Organismo di Attestazione) certifica la qualificazione per eseguire lavori pubblici; è necessario mantenere in regola i contributi per evitare la revoca.
11.2 Comunicazione con i committenti
I contratti di appalto prevedono spesso clausole risolutive in caso di problemi fiscali. Il demolitore deve informare tempestivamente i committenti delle procedure di definizione del debito e fornire prova della regolarità del DURC. Una comunicazione trasparente può evitare risoluzioni anticipate e mantenere la fiducia.
11.3 Rapporti con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS
È opportuno instaurare un rapporto collaborativo con gli uffici fiscali: la presentazione di istanze di rateizzazione, autotutela e definizione agevolata richiede documentazione completa e tempi certi. Con l’INPS, la richiesta di rateizzazione dei contributi evita le azioni di recupero e permette di mantenere il DURC. Non bisogna sottovalutare gli avvisi bonari: rispondere tempestivamente può evitare la loro trasformazione in ruoli.
11.4 Controlli ispettivi e sanzioni nel settore demolizioni
Gli organi ispettivi (Ispettorato Nazionale del Lavoro, ASL, Polizia Locale e Guardia di Finanza) effettuano verifiche periodiche nei cantieri per controllare la regolarità contributiva, la sicurezza sul lavoro e il rispetto delle norme ambientali. In caso di irregolarità è possibile incorrere in sanzioni amministrative e penali che, se non pagate, possono trasformarsi in ruoli esattoriali. I principali controlli riguardano:
- Sicurezza dei lavoratori: verifica del rispetto del D.Lgs. 81/2008 (Testo unico sulla sicurezza sul lavoro), della presenza di piani operativi di sicurezza, dell’addestramento del personale e dei dispositivi di protezione individuale. Le sanzioni per violazioni gravi possono superare €10.000 e portare alla sospensione dell’attività.
- Gestione dei rifiuti: controllo della tracciabilità dei rifiuti attraverso i formulari, rispetto delle norme del D.Lgs. 152/2006 e presenza di autorizzazioni per il trasporto e il deposito. Le irregolarità possono comportare la sospensione dell’autorizzazione all’esercizio e sanzioni penali.
- Regolarità contributiva: verifica dei versamenti a INPS, INAIL e Cassa Edile. La scopertura contributiva comporta il blocco dei certificati e l’iscrizione a ruolo dei contributi non versati. Nel caso di false dichiarazioni sul DURC, si configura il reato di falso ideologico.
Per prevenire sanzioni, il demolitore deve adottare un sistema di gestione della conformità che preveda audit interni periodici, formazione del personale, registrazione delle procedure e aggiornamento normativo. Nel caso di un verbale ispettivo, è consigliabile valutare l’opportunità di presentare una memoria difensiva o di richiedere l’annullamento delle sanzioni in autotutela se vi sono vizi di forma. La tempestiva impugnazione evita la cristallizzazione del debito e l’esecuzione forzata.
12. Come prevenire l’indebitamento
La migliore difesa è la prevenzione. Di seguito alcune buone pratiche per evitare l’accumulo di debiti:
- Pianificazione fiscale: utilizzare il supporto di un commercialista per stimare le imposte e accantonare le somme necessarie. Le imprese di demolizione hanno flussi variabili; è prudente versare acconti periodici per evitare conguagli elevati.
- Gestione della cassa: mantenere una riserva per imposte e contributi e non destinare integralmente gli incassi agli investimenti. Le aziende virtuose separano la contabilità “operativa” da quella tributaria.
- Controllo dei costi: monitorare costantemente i costi di manutenzione dei mezzi, dei materiali e del personale. Un aumento imprevisto dei costi può assorbire le risorse destinate al fisco.
- Ricorso a finanziamenti sostenibili: evitare l’indebitamento eccessivo con le banche. Valutare tassi e condizioni, scegliere finanziamenti con rate sostenibili e prevedere un margine per imprevisti.
- Formazione: investire nella formazione di dipendenti e amministratori per comprendere le normative fiscali, ambientali e contrattuali. La conoscenza riduce il rischio di sanzioni.
- Monitoraggio delle scadenze: utilizzare calendari condivisi e software di gestione per tenere traccia delle scadenze fiscali, dei contributi e degli adempimenti ambientali.
- Assicurazioni: stipulare polizze a copertura dei rischi professionali e ambientali. Un sinistro non coperto può generare debiti ingenti.
- Consulenza continuativa: instaurare un rapporto continuativo con avvocati e commercialisti per prevenire i problemi e intervenire tempestivamente. L’Avv. Monardo offre pacchetti di consulenza che prevedono audit periodici e assistenza in caso di contenzioso.
Con queste buone pratiche il demolitore riduce la probabilità di incorrere in debiti insostenibili e può affrontare con serenità eventuali imprevisti.
13. Conclusione
Gestire i debiti fiscali e bancari può sembrare un labirinto senza uscita, ma la legislazione italiana offre diversi strumenti di tutela. Il demolitore edile, come molti altri imprenditori, può difendersi efficacemente se conosce i propri diritti: impugnare le cartelle, contestare le ipoteche illegittime, sfruttare le definizioni agevolate, accedere alle procedure di sovraindebitamento e alla composizione negoziata. Le ultime novità normative, come la rottamazione quinquies e l’esdebitazione dell’incapiente , offrono opportunità concrete per ridurre o cancellare i debiti. La giurisprudenza più recente fornisce ulteriori strumenti di difesa, ad esempio contro pignoramenti estesi alle somme future o contro ipoteche senza preavviso .
È tuttavia essenziale agire con tempestività e con il supporto di professionisti competenti. Lo Studio dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo mette a disposizione la propria esperienza per analizzare gli atti, proporre ricorsi efficaci, negoziare piani di rientro e elaborare procedure di sovraindebitamento. Attraverso una consulenza personalizzata, il demolitore può scegliere la strategia migliore per salvaguardare l’impresa e il proprio patrimonio.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive.