Esperto efficienza energetica con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

Gli ultimi anni hanno visto la crescita delle imprese e dei professionisti dell’efficienza energetica, grazie alla spinta degli incentivi fiscali come Superbonus ed Ecobonus. La massiccia diffusione di questi incentivi ha tuttavia aperto la strada a controlli intensi da parte dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di Finanza, con l’effetto che molte aziende e consulenti si trovano oggi a fronteggiare accertamenti fiscali, contestazioni sulla cessione del credito, recuperi di incentivi ritenuti indebitamente fruiti e persino procedimenti penali per fatture false. A ciò si aggiungono i debiti bancari contratti per anticipare i crediti d’imposta e la tensione di una congiuntura economica che rende difficile restare solventi.

In questo contesto, l’esperto di efficienza energetica con debiti rischia di trovarsi assediato da cartelle esattoriali, pignoramenti, ipoteche e richieste di rientro da parte delle banche. Senza una corretta assistenza legale e fiscale, il rischio è di compromettere l’attività imprenditoriale e il proprio patrimonio personale. Questo articolo offre una guida completa e aggiornata a gennaio 2026 per difendersi da fisco e banche, analizzando:

  • le norme principali in materia di riscossione, insolvenza e incentivi energetici;
  • le sentenze più recenti della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale;
  • una procedura passo‑passo per reagire alla notifica di un atto di accertamento o un pignoramento;
  • le strategie difensive per impugnare, sospendere o trattare i debiti;
  • gli strumenti alternativi come rottamazioni, definizioni agevolate, piani del consumatore e procedure di esdebitazione;
  • gli errori da evitare e i consigli pratici per imprenditori, tecnici e professionisti dell’efficienza energetica.

La competenza dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

Per affrontare la complessità di norme e giurisprudenza in materia tributaria e bancaria serve una guida esperta. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti attivi a livello nazionale. Egli è:

  • Cassazionista con comprovata esperienza nel patrocinare cause innanzi alla Corte di Cassazione;
  • Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia (Legge 3/2012);
  • Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), abilitato a seguire procedure di accordo e piano del consumatore;
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa, ai sensi del D.L. 118/2021, con esperienza nella trattativa con banche e creditori;
  • Coordinatore di professionisti esperti in diritto bancario, societario e tributario.

Il suo studio offre analisi degli atti, ricorsi tributari, sospensioni giudiziali, trattative stragiudiziali con le banche, elaborazione di piani di rientro, procedure concorsuali (accordi e piani del consumatore) e soluzioni di esdebitazione. Grazie alla sinergia tra avvocati, commercialisti e consulenti tecnici, ogni pratica viene affrontata con competenza legale e fiscale.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

1. Normativa sull’insolvenza e la crisi da sovraindebitamento

1.1 Legge 3/2012 (procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento)

La Legge 3/2012 introduce una serie di strumenti per le persone fisiche e le imprese non fallibili (professionisti, start‑up, artigiani) che si trovano in crisi da sovraindebitamento. Tra i principali strumenti:

  • Accordo del debitore e piano del consumatore: il debitore può proporre ai creditori un piano di ristrutturazione dei debiti, con la possibilità di falcidiare le somme e di ottenere una moratoria sui pagamenti. L’art. 8 stabilisce che il piano può prevedere, quando il pagamento dei creditori privilegiati è garantito da pegno o ipoteca, una moratoria non superiore a un anno dal momento dell’omologazione . La Cassazione ha chiarito che questa moratoria posticipa l’inizio dei pagamenti ma non la data finale .
  • Esdebitazione: l’art. 14 terdecies prevede la possibilità per il debitore “meritevole” di ottenere la liberazione dai debiti residui una volta eseguito il piano. Tuttavia l’esdebitazione non opera per i debiti derivanti da obblighi di mantenimento, risarcimento da fatto illecito e talune imposte ed accessori . Nel settore dell’efficienza energetica ciò significa che, qualora parte del debito derivi da sanzioni tributarie o penali, questi importi non potranno essere cancellati completamente.

1.2 Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs 14/2019)

Il D.Lgs 14/2019 ha riordinato la normativa sulle procedure concorsuali, introducendo anche l’istituto del concordato minore destinato ai debitori civili e alle imprese sotto soglia. L’art. 67 consente al consumatore di proporre un piano di ristrutturazione dei debiti, con l’assistenza dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Il piano deve indicare i creditori, l’ammontare dei debiti e il valore dei beni del debitore, nonché le modalità di soddisfazione, eventualmente parziale, dei creditori . Può essere previsto il pagamento integrale dei creditori privilegiati con un differimento non superiore a due anni .

L’art. 88 disciplina l’accordo di ristrutturazione dei debiti tributari, stabilendo che le somme dovute a titolo di imposta e contributi previdenziali possono essere falcidiate o rateizzate solo se la proposta offre un trattamento non inferiore a quello che i creditori fiscali otterrebbero in caso di liquidazione . Questo punto è decisivo: le imprese dell’efficienza energetica spesso maturano debiti IVA e ritenute; la falcidia deve essere approvata dall’Agenzia delle Entrate secondo la procedura.

1.3 Decreto‑legge 118/2021 e ruolo dell’esperto negoziatore

Per prevenire l’insolvenza delle imprese, il D.L. 118/2021 ha introdotto la composizione negoziata della crisi. Gli imprenditori in squilibrio possono chiedere al segretario della Camera di Commercio la nomina di un esperto indipendente che li assista nella rinegoziazione dei debiti con i creditori . L’art. 3 dello stesso decreto istituisce un elenco nazionale degli esperti e stabilisce requisiti stringenti: devono essere avvocati, commercialisti o manager con comprovata esperienza in ristrutturazioni aziendali . L’Avv. Monardo, esperto negoziatore, può essere nominato per affiancare l’imprenditore nell’elaborazione di un piano sostenibile che eviti l’apertura di una procedura concorsuale.

2. Normativa sugli incentivi fiscali per l’efficienza energetica

2.1 Decreto‑legge 34/2020 (Superbonus 110 %)

L’art. 119 del D.L. 34/2020, convertito con modificazioni dalla L. 77/2020, ha introdotto la detrazione del 110 % per interventi di riqualificazione energetica. La norma elenca gli interventi trainanti (isolamento termico, sostituzione impianti di climatizzazione, riduzione del rischio sismico) e i limiti di spesa per abitazione . La detrazione è distribuita in cinque quote annuali, ma il comma 8 consente di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito (v. art. 121).

L’incentivo ha subito diverse modifiche: la Circolare 23/E/2022 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito le condizioni per accedere al Superbonus, la definizione di edificio “unifamiliare”, i massimali di spesa e la percentuale di detrazione, che scende al 70 % per le spese sostenute nel 2024 e al 65 % nel 2025 .

2.2 Cessione del credito e sconto in fattura (art. 121)

L’art. 121 consente ai beneficiari dei bonus edilizi di optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura in luogo della fruizione diretta della detrazione. Chi sostiene spese dal 2020 al 2024 può cedervi il credito a fornitori o istituti finanziari. La cessione è soggetta a limitazioni: il credito può essere ceduto solo una prima volta e successivamente altre tre volte esclusivamente a banche, intermediari finanziari, società appartenenti a gruppi bancari e imprese di assicurazione . È obbligatorio acquisire un visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese .

Dal 2023 in poi sono stati introdotti forti vincoli per contrastare le frodi:

  • il D.L. 11/2023 ha bloccato la cessione del credito per la maggior parte dei bonus edilizi;
  • il D.L. 39/2024 (c.d. “decreto taglia crediti”), convertito nella L. 67/2024, ha previsto che, per continuare a cedere il credito o scontarlo in fattura, al 30 marzo 2024 dovevano essere già state sostenute spese documentate da fatture ;
  • la stessa legge ha eliminato la possibilità di cedere le rate residue delle detrazioni ancora da utilizzare dopo il 29 maggio 2024 .

Queste restrizioni hanno colpito duramente le imprese dell’efficienza energetica che avevano costruito il proprio business model sull’anticipo dei crediti d’imposta. La difficoltà di monetizzare i crediti ha generato insolvenze verso fornitori e banche e ha moltiplicato i contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.

2.3 Obblighi di comunicazione e controlli

Per monitorare la spesa e prevenire le frodi, le norme prevedono vari obblighi di comunicazione:

  • la comunicazione all’ENEA delle spese e del risparmio energetico con l’APE (attestato di prestazione energetica);
  • la trasmissione all’Agenzia delle Entrate delle opzioni di cessione del credito e sconto, con visto di conformità;
  • il controllo preventivo introdotto dall’art. 122‑bis del D.L. 34/2020, che consente all’Agenzia di sospendere per 30 giorni le comunicazioni considerate a rischio .

Il D.L. 200/2025 ha prorogato al 2026 l’obbligo di comunicare all’ENEA e al Portale nazionale delle classificazioni sismiche l’ammontare delle spese relative agli interventi di ricostruzione post‑sisma, a condizione che i lavori siano stati avviati entro il 31 dicembre 2023 . Questa proroga interessa gli operatori che lavorano su immobili danneggiati dai sismi del 2009 e del 2016 .

3. Giurisprudenza rilevante (2019‑2026)

3.1 Cassazione sulla moratoria nei piani del consumatore

Nel 2025 la Corte di Cassazione ha confermato l’orientamento secondo cui, nell’ambito della legge 3/2012, la moratoria per i creditori privilegiati prevista dall’art. 8 differisce il momento in cui il debitore deve iniziare a pagare ma non sposta la scadenza finale. Le Sezioni Unite hanno affermato che la moratoria costituisce un periodo di tolleranza che non può essere somministrato più volte . La decisione è rilevante per i tecnici che chiedono un piano del consumatore: non si possono dilazionare indefinitamente i debiti privilegiati (ad esempio, mutui ipotecari concessi per l’acquisto dei macchinari).

3.2 Cassazione penale su crediti d’imposta fittizi (ord. 17 novembre 2025)

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione, con le ordinanze n. 37421 e n. 37423 del 17 novembre 2025, ha rimesso alle Sezioni Unite la questione della qualificazione penale della creazione e cessione di crediti d’imposta fittizi da Superbonus. La Corte ha evidenziato che il fatto può essere inquadrato come truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640‑bis c.p.) o come indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316‑ter c.p.) . La scelta incide sulla misura della pena e sull’applicabilità del sequestro preventivo. La Cassazione ha sottolineato che l’introduzione dell’art. 122‑bis (controllo preventivo) consente all’Agenzia delle Entrate di bloccare la cessione dei crediti sospetti, trasformando la condotta in una vera e propria truffa . La questione, in fase di decisione nel 2026, rende fondamentale per i professionisti dell’efficienza energetica verificare la genuinità di fatture, SAL (stati di avanzamento lavori) e asseverazioni per evitare imputazioni penali.

3.3 Cassazione civile sul pignoramento dei conti correnti (sent. 27 ottobre 2025 n. 28520)

Con la sentenza n. 28520/2025 la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha definito il regime del pignoramento esattoriale sui conti correnti ai sensi degli artt. 72 e 72‑bis del D.P.R. 602/1973. La Corte ha stabilito che, quando l’Agente della Riscossione notifica alla banca l’atto di pignoramento, quest’ultima deve versare all’Agenzia non solo il saldo attivo esistente alla data del pignoramento, ma anche gli accrediti successivi maturati entro 60 giorni . La decisione chiarisce che l’obbligo di versamento riguarda anche i conti che al momento del pignoramento presentano un saldo negativo . La Cassazione richiama l’interpretazione secondo cui il pignoramento esattoriale costituisce un vero processo esecutivo e permane per 60 giorni . Questa pronuncia è fondamentale per chi opera con più conti correnti: dopo la notifica, ogni incasso (pagamenti dai clienti, erogazioni di finanziamenti) può essere immediatamente girato all’Agente della Riscossione, impedendo di proseguire l’attività se non ci si attiva per ottenere la sospensione.

3.4 Altre sentenze rilevanti

  • Cassazione, Sez. 6‑3, ord. 26549/2021: ha chiarito che il pignoramento esattoriale di crediti verso terzi è una procedura esecutiva a tutti gli effetti, sebbene avviata senza il giudice; di conseguenza si applicano i limiti di pignorabilità e le norme sulla custodia .
  • Cassazione, Sez. 3, sent. 2857/2015 e 26830/2017: ricordate dalla sentenza 28520/2025, stabiliscono che l’ordine di pagamento dell’Agente della Riscossione implica l’assegnazione dei crediti maturati entro 60 giorni .
  • Tribunale di Monza, sentenza n. 21/2025 (civile): ha affermato la responsabilità dell’amministratore di condominio che non attiva in tempo le procedure per il Superbonus, causando la perdita dell’incentivo; i condòmini hanno diritto al risarcimento.
  • Corte costituzionale: alcune sentenze del 2024 hanno confermato la legittimità della rimodulazione del Superbonus (da 110 % a 70 %), ritenendola non retroattiva in violazione dell’affidamento.

Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto

Ogni imprenditore o professionista dell’efficienza energetica che riceva un avviso di accertamento, una cartella di pagamento o un atto di pignoramento deve seguire una procedura rigorosa. L’omissione di anche un solo passo può rendere irrevocabile l’atto o pregiudicare la difesa.

1. Verifica formale e sostanziale dell’atto

  1. Identificazione dell’atto: distinguere tra avviso di accertamento, avviso di addebito Inps, cartella di pagamento, intimazione di pagamento, preavviso di fermo amministrativo o iscrizione ipotecaria e atto di pignoramento (pressi terzi o immobiliare).
  2. Controllo dei termini: verificare la data di notifica e calcolare il termine per l’impugnazione. Ad esempio, il ricorso contro un avviso di accertamento tributario va presentato entro 60 giorni dalla notifica (art. 21 D.Lgs 546/1992). Per una cartella di pagamento non preceduta da avviso, il termine si riduce a 30 giorni per chiedere la sospensione.
  3. Esame della motivazione: l’atto deve indicare le norme violate, gli imponibili accertati e i calcoli delle sanzioni. Vizi come la carenza di motivazione, l’inesatta indicazione del contribuente o la mancata allegazione degli atti presupposti possono rendere l’atto annullabile.
  4. Verifica della legittimazione dell’ente: controllare se la pretesa è prescritta (in genere il diritto alla riscossione delle imposte dirette si prescrive in 10 anni, quello dell’IVA in 8 anni) o se l’Agente della Riscossione ha rispettato il termine biennale per notificare la cartella dopo l’iscrizione a ruolo.

2. Contestazione o definizione dell’atto

  1. Presentazione del ricorso: una volta verificati i vizi, si può presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria. Il ricorso deve contenere i motivi specifici, la copia dell’atto impugnato e la prova della notifica. È fondamentale allegare perizie tecniche (ad esempio, per contestare la mancata congruità dei lavori energetici) e documentazione fiscale.
  2. Istanza di sospensione: contestualmente al ricorso è consigliabile presentare un’istanza di sospensione dell’atto ex art. 47 del D.Lgs 546/1992. Il giudice può sospendere l’efficacia della cartella se ricorrono gravi e fondati motivi (per esempio, la mancanza di prova dei lavori, l’errata qualificazione come “operazioni inesistenti”). Per i pignoramenti esattoriali, l’istanza di sospensione può evitare che la banca versi gli accrediti successivi.
  3. Definizione agevolata: se l’atto deriva da una cartella rientrante nel periodo 2000–2022, è possibile valutare l’adesione alla rottamazione‑quater (definizione agevolata). La L. 197/2022 e successive modifiche consentono di pagare solo l’imposta e le spese di notifica, senza sanzioni né interessi. Le rate sono fino a 18 in 5 anni; con la L. 18/2024 (conversione del D.L. 215/2023) il mancato pagamento delle prime tre rate è stato sanato purché il pagamento sia avvenuto entro il 15 marzo 2024 . Il D.Lgs 108/2024 ha posticipato al 15 settembre 2024 il termine per pagare la quinta rata, con tolleranza fino al 23 settembre.
  4. Accertamento con adesione: prima di ricorrere si può proporre l’accertamento con adesione (D.Lgs 218/1997) per ridurre le sanzioni a 1/3 e pagare in rate fino a 12 mesi (48 mesi per il 2023). È utile quando sussistono errori nella quantificazione dell’imponibile o errori di calcolo.

3. Trattative stragiudiziali e ristrutturazione del debito

  1. Negoziazione con l’Agenzia delle Entrate: per i debiti fiscalmente rilevanti, è possibile richiedere la dilazione con l’Agente della Riscossione fino a 72 rate (rateizzazione ordinaria) o fino a 120 rate se si dimostra uno stato di temporanea difficoltà.
  2. Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021): l’imprenditore può attivare l’esperto negoziatore per rinegoziare con banche e fornitori. Il professionista convoca i creditori, verifica la fattibilità del piano e propone soluzioni come la moratoria dei finanziamenti o la ristrutturazione del portafoglio crediti. È possibile chiedere al tribunale misure protettive (sospensione delle azioni esecutive) e misure cautelari.
  3. Accordi di ristrutturazione e concordato minore (D.Lgs 14/2019): nelle situazioni in cui i debiti superano la capacità di rimborso ma l’azienda ha un futuro economico, si può proporre un accordo ai creditori (senza o con transazione fiscale) o un concordato minore, che prevede un piano di rientro, la vendita di beni non essenziali e la continuità aziendale.

4. Piani del consumatore ed esdebitazione

I professionisti (ingegneri, architetti, consulenti) che agiscono come persone fisiche o come soci di studi associati possono avvalersi del piano del consumatore previsto dalla L. 3/2012 e dal D.Lgs 14/2019. Questo strumento richiede la redazione di un progetto di rientro che tenga conto del reddito disponibile e consente, a determinate condizioni, di cancellare i debiti residui mediante la procedura di esdebitazione .

Difese e strategie legali

1. Opposizione agli accertamenti fiscali

  1. Vizi formali: errori di notifica, mancanza di motivazione, mancata allegazione degli atti presupposti e violazione del diritto al contraddittorio possono rendere nullo l’accertamento. Ad esempio, se l’Agenzia delle Entrate contesta l’inesistenza dei lavori ma non allega i verbali delle ispezioni o non convoca il contribuente, la difesa può far valere il principio del contraddittorio endoprocedimentale.
  2. Rilevanza del visto di conformità e delle asseverazioni: l’art. 121 impone l’acquisizione del visto di conformità e delle asseverazioni; eventuali errori dell’asseveratore non possono essere addossati al contribuente se questi ha agito con diligenza (come confermato da pronunce di merito 2024–2025). Tuttavia la responsabilità solidale con il fornitore può emergere in caso di concorso nella frode.
  3. Eccezioni su spese e massimali: la Circolare 23/E/2022 chiarisce i massimali per ogni tipologia di intervento; se l’Ufficio contesta la non congruità dei costi, occorre presentare perizie indipendenti di tecnici abilitati, dimostrando l’effettiva realizzazione degli interventi e la corrispondenza ai prezzari.
  4. Ricorso alle sezioni tributarie: la difesa deve argomentare l’inapplicabilità di sanzioni o la loro riduzione (per es. mancata fraudolenza). Per evitare il blocco dei crediti fiscali ceduti, è consigliabile chiedere la sospensione cautelare.

2. Opposizione ai pignoramenti e alle procedure esecutive

  1. Pignoramento presso terzi: alla luce della sentenza 28520/2025, il pignoramento dei saldi futuri implica che entro 60 giorni la banca deve girare ogni somma al concessionario . L’opposizione deve essere tempestiva: si può presentare un’istanza di sospensione al giudice dell’esecuzione o ricorrere al tribunale per eccepire l’illegittimità (ad esempio, per vizi di notifica o per l’esenzione delle somme impignorabili come gli stipendi entro il limite del salario minimo).
  2. Pignoramento immobiliare: in presenza di ipoteche o fermi amministrativi, è possibile chiedere l’estinzione del pignoramento versando il debito entro 120 giorni (art. 585 c.p.c.). Nel caso di prima casa, la legge prevede limiti: non è pignorabile la prima abitazione se è l’unico immobile del debitore e non è di lusso.
  3. Azioni contro usura bancaria: molti operatori hanno contratto prestiti con tassi usurari per anticipare i crediti d’imposta. Si possono eccepire l’usura e l’anatocismo mediante perizie di un consulente tecnico; una sentenza favorevole permette di ottenere la restituzione degli interessi e la ricalcolazione del debito.

3. Strategie nelle procedure di insolvenza

  1. Moratoria e falcidia dei debiti privilegiati: grazie all’art. 8 L. 3/2012 è possibile proporre ai creditori privilegiati un piano che preveda una moratoria fino a un anno ; il D.Lgs 14/2019 porta la moratoria fino a due anni . Questa strategia consente di rinegoziare i mutui ipotecari per gli impianti fotovoltaici, lasciando respirare l’attività.
  2. Transazione fiscale: l’art. 88 del Codice della crisi consente di trattare i debiti fiscali in modo più favorevole, purché l’offerta sia superiore a quanto l’Erario riceverebbe in una liquidazione . È necessaria un’attenta valutazione economica.
  3. Esdebitazione del consumatore: al termine del piano del consumatore, il giudice può dichiarare l’esdebitazione se il debitore ha adempiuto regolarmente. I debiti residui cancellati non comprendono i debiti per sanzioni tributarie e per responsabilità penale .

4. Tutela penale e responsabilità dell’amministratore

Gli esperti dell’efficienza energetica possono essere coinvolti anche in procedimenti penali per frode fiscale, fatture per operazioni inesistenti o truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Le ordinanze n. 37421 e 37423/2025 hanno sottolineato che la creazione di crediti fittizi è punibile ai sensi dell’art. 640‑bis c.p. quando la condotta inganna l’amministrazione . È fondamentale dimostrare l’assenza di dolo, la buona fede nell’esecuzione dei lavori e la corretta conservazione della documentazione tecnica (APE, SAL, asseverazioni).

Il professionista può inoltre incorrere in responsabilità amministrativa della società (D.Lgs 231/2001). Implementare modelli organizzativi e procedure di controllo dei crediti d’imposta riduce il rischio di sanzioni e il sequestro dei conti aziendali.

Strumenti alternativi per la definizione dei debiti

1. Rottamazione‑quater e definizioni agevolate

La rottamazione‑quater (art. 1, commi 231–252, L. 197/2022) consente di estinguere i carichi affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 pagando solo la quota capitale, gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo e le spese esecutive, senza corrispondere sanzioni, interessi di mora né aggio. Le caratteristiche principali:

  • Adesione entro il 30 aprile 2023 (prorogata per alcune zone sismiche al 30 giugno 2023).
  • Piano di pagamento: 18 rate in 5 anni. Le prime due rate pari al 10 % ciascuna da pagare entro il 31 ottobre e il 30 novembre 2023; le successive rate scadono il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ogni anno.
  • Legge 18/2024 (Milleproroghe) ha differito al 15 marzo 2024 il pagamento delle prime tre rate (scadute tra il 2023 e il 2024) .
  • D.Lgs 108/2024 ha posticipato la quinta rata al 15 settembre 2024, con tolleranza fino al 23 settembre. Chi non paga perderà i benefici e le somme versate saranno considerate acconti.

Gli operatori dell’efficienza energetica devono valutare attentamente se la rottamazione è conveniente: in caso di crediti d’imposta non riconosciuti, l’adesione alla definizione agevolata consente di abbattere sanzioni e interessi e di dilazionare il debito residuo.

2. Saldo e stralcio e definizione liti pendenti

Per i contribuenti con ISEE inferiore a 20.000 euro e per i debiti fino a 1.000 euro è prevista la definizione agevolata con il pagamento di una percentuale del debito (dal 16 al 35 %). La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto il saldo e stralcio che rimane applicabile per i carichi 2000–2017.

La definizione delle liti pendenti (art. 1, commi 186–200, L. 197/2022) consente di chiudere i contenziosi pendenti al 1° gennaio 2023 con il pagamento di una parte dell’imposta accertata: 90 % in caso di soccombenza del contribuente in primo grado, 40 % in caso di soccombenza dell’Agenzia e 15 % se si è vinto in appello.

3. Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione

Il piano del consumatore è lo strumento più adatto per i professionisti che, pur avendo contratto debiti personali e bancari (ad esempio per l’acquisto di macchinari o per anticipare i crediti d’imposta), non gestiscono una vera e propria attività d’impresa. Attraverso il piano, redatto con l’aiuto dell’OCC, si può proporre una soddisfazione parziale dei creditori in base al reddito disponibile, mantenendo la proprietà della casa e degli strumenti di lavoro. Il giudice verifica la meritevolezza e può prevedere l’esdebitazione finale .

Gli accordi di ristrutturazione ex art. 57 D.Lgs 14/2019 sono invece rivolti alle imprese: richiedono l’approvazione di almeno il 60 % dei creditori e il parere dell’Agenzia delle Entrate quando sono falcidiati i debiti fiscali. In presenza di debiti energetici, è possibile proporre un concordato in continuità, cedendo i contratti di superbonus in portafoglio o trasformandoli in crediti d’imposta da utilizzare direttamente.

4. Esdebitazione dell’imprenditore individuale sovraindebitato

L’art. 14 terdecies L. 3/2012 e gli artt. 278–282 del Codice della crisi prevedono la esdebitazione del debitore incapiente: se il soggetto non dispone di beni da liquidare e il valore dell’attivo è inferiore a 10.000 euro, può ottenere l’esdebitazione immediata con il solo obbligo di versare una somma simbolica al Fondo di solidarietà. Per i professionisti dell’efficienza energetica che hanno chiuso l’attività e non possiedono più beni, questa procedura consente di ripartire da zero.

Errori comuni e consigli pratici

Errori più frequenti

  1. Ignorare la notifica: molti imprenditori sottovalutano una cartella o un avviso di accertamento, pensando che “si risolverà da sé”. In realtà i termini per ricorrere (30 o 60 giorni) decorrono dalla notifica e, una volta scaduti, l’atto diventa definitivo.
  2. Affidarsi a tecnici non abilitati: per il Superbonus è necessario che le asseverazioni e il visto di conformità siano rilasciati da professionisti certificati; affidarsi a soggetti improvvisati può far considerare inesistenti le spese e far scattare la responsabilità penale.
  3. Gestire da soli le trattative con le banche: senza una strategia e un esperto negoziatore, si rischia di firmare accordi capestro con tassi elevati o rientri insostenibili.
  4. Non verificare la prescrizione: alcune cartelle si basano su debiti molto vecchi; controllare i termini di decadenza e prescrizione può portare all’annullamento.
  5. Non conservare la documentazione: in caso di controllo sull’uso del Superbonus, l’Agenzia richiede fatture, APE, SAL, bonifici parlanti e tutte le attestazioni. La perdita di anche un solo documento può determinare la revoca dell’incentivo.
  6. Sottovalutare l’impatto penale: la creazione di crediti fittizi o la cessione di crediti non spettanti può integrare i reati di truffa aggravata, indebita percezione di erogazioni pubbliche, dichiarazione fraudolenta e riciclaggio. Una difesa tempestiva consente di dimostrare l’estraneità del professionista.

Consigli operativi

  1. Richiedere un’analisi preventiva: prima di aderire a un progetto di efficientamento energetico, valutare la sostenibilità fiscale, i massimali e i tempi di recupero del credito. L’avvocato e il commercialista devono redigere una check‑list dei documenti necessari.
  2. Monitorare i crediti ceduti: a causa delle restrizioni introdotte dalla L. 67/2024, è fondamentale tenere traccia di ogni cessione, verificare che i contratti siano stati stipulati prima del 17 febbraio 2023 (per i condomìni) o che siano stati effettuati i SAL entro il 30 marzo 2024 . Mantenere rapporti con le banche cessionarie per eventuali problematiche.
  3. Attivare tempestivamente la procedura di composizione negoziata: se si prevede una crisi di liquidità, l’esperto negoziatore può intervenire prima che scattino i pignoramenti. Grazie alle misure protettive, l’attività continua e si evitano dismissioni forzate.
  4. Prevedere un fondo per il pagamento delle imposte: molti operatori hanno utilizzato integralmente il credito d’imposta per pagare fornitori, dimenticando che l’IVA sui lavori deve essere versata. Inserire una quota del credito in un conto vincolato per le imposte future.
  5. Aggiornarsi sulle novità normative: il settore degli incentivi energetici è in continua evoluzione; aggiornamenti come la L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025) e la L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) possono modificare aliquote e percentuali di detrazione. Un professionista informato può adattare la strategia.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Strumenti normativi per la gestione del debito

StrumentoRiferimento normativoPunti chiave
Accordo del debitore / Piano del consumatoreL. 3/2012, art. 8 e ss.Permette di proporre un piano ai creditori; moratoria fino a 1 anno per privilegiati ; possibile esdebitazione .
Concordato minore / Accordi di ristrutturazioneD.Lgs 14/2019, art. 67 e art. 88Piano di ristrutturazione con OCC; moratoria fino a 2 anni ; trattazione dei debiti fiscali con transazione .
Composizione negoziata della crisiD.L. 118/2021Nomina di un esperto; negoziazione con creditori; misure protettive .
Superbonus 110 % e bonus ediliziD.L. 34/2020 art. 119; Circolare 23/E/2022Detrazione 110 % (70 % nel 2024, 65 % nel 2025) ; interventi trainanti; massimali .
Cessione del credito / sconto in fatturaD.L. 34/2020 art. 121; L. 67/2024Cessione consentita con limiti a tre passaggi ; visto di conformità obbligatorio ; dal 29 maggio 2024 non si possono cedere le rate residue .
Rottamazione‑quaterL. 197/2022 e succ. mod.Definizione agevolata per debiti 2000–2022; pagamento in 18 rate; differimento delle prime rate al 15 marzo 2024 ; quinta rata spostata al 15 settembre 2024.
Testo Unico versamenti e riscossioneD.Lgs 33/2025Riordina la riscossione; pignoramento dei crediti verso terzi disciplinato dagli artt. 169–176 (analogo a 72 bis DPR 602/1973).
Pignoramento esattorialeDPR 602/1973 artt. 72, 72 bis; Cass. 28520/2025L’atto di pignoramento obbliga la banca a versare saldi attivi e crediti maturati entro 60 giorni .

Tabella 2 – Scadenze rilevanti per i debiti fiscali e bancari

Scadenza/TermineDescrizioneRiferimenti
Ricorso tributario60 giorni dalla notifica per avviso di accertamento; 30 giorni per cartelle notificate senza previo avviso.Art. 21 D.Lgs 546/1992
Rata rottamazione‑quater (5ª rata)Scadenza originaria: 31 luglio 2024; proroga: 15 settembre 2024 (pagamento valido fino al 23 settembre).D.Lgs 108/2024
Moratoria privilegiati (piano consumatore)Fino a 1 anno (L. 3/2012); fino a 2 anni nel concordato minore (D.Lgs 14/2019).
Trasmissione spese all’ENEA (aree sismiche)Obbligo prorogato fino al 31 dicembre 2026 per interventi nei crateri sismici del 2009 e 2016 .D.L. 200/2025 art. 1, comma 8
Termine per cessione del creditoPer condomìni con delibera e CILAS ante 17 febbraio 2023, spese documentate entro 30 marzo 2024; dal 29 maggio 2024 non si possono cedere rate residue .L. 67/2024
Periodo di vincolo del pignoramento bancario60 giorni dalla notifica, durante i quali la banca deve versare i saldi successivi .Cass. 28520/2025

Tabella 3 – Massimali e percentuali del Superbonus (Art. 119 D.L. 34/2020)

Tipo di interventoMassimale per unità abitativaPercentuale detrazione
Isolamento termico su superfici opacheFino a 50.000 € per edifici unifamiliari; 40.000 € per unità in condomìni (max 8 unità); 30.000 € oltre 8 unità110 % fino a 31 dicembre 2023; 70 % nel 2024; 65 % nel 2025
Sostituzione impianti di climatizzazione20.000 € per edifici unifamiliari; 15.000 € per condomìni con max 8 unità; 10.000 € oltre 8 unità110 %, poi 70 % nel 2024 e 65 % nel 2025
Interventi antisismici (Sismabonus)96.000 € per unità; maggiorazioni per zone sismiche 1–3Detrazione 110 % fino al 2023, poi percentuali variabili (dal 75 % al 85 %)
Installazione di fotovoltaico48.000 € (2.400 €/kW fino a 20 kW)110 % con obbligo di cessione al GSE

FAQ – Domande frequenti

  1. Cosa succede se l’Agenzia delle Entrate contesta la cessione del credito Superbonus?
    Se la contestazione riguarda la non congruità delle spese o l’inesistenza dei lavori, l’Agenzia può bloccare il credito e richiedere la restituzione dell’importo maggiorato di sanzioni e interessi. È necessario presentare la documentazione tecnica (APE, SAL, asseverazioni, bonifici parlanti) e, se del caso, ricorrere al giudice tributario per dimostrare la reale esecuzione dei lavori. Le ordinanze della Cassazione del 17 novembre 2025 evidenziano che i crediti fittizi possono integrare reato di truffa ; è dunque essenziale agire con trasparenza.
  2. Entro quanto tempo devo impugnare una cartella esattoriale relativa al Superbonus?
    In generale, la cartella esattoriale può essere impugnata entro 60 giorni dalla notifica se riguarda tributi erariali; entro 40 giorni se riguarda contributi previdenziali INPS; entro 30 giorni se si chiede la sospensione amministrativa. Decorso il termine, l’atto diventa definitivo e può essere contestato solo per vizi gravi (per esempio inesistenza della notifica).
  3. Posso ancora cedere i crediti d’imposta nel 2026?
    Dopo il decreto taglia crediti (D.L. 39/2024, convertito in L. 67/2024) la cessione è consentita solo per interventi che hanno raggiunto uno stato di avanzamento lavori documentato prima del 30 marzo 2024 . Dal 29 maggio 2024 non è più possibile cedere le rate residue delle detrazioni . Nel 2026 rimane possibile cedere crediti relativi a lavori post‑sisma nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria avviati entro il 2023, nei limiti di fondi stanziati .
  4. È vero che la banca può prendere anche gli accrediti futuri dopo un pignoramento?
    Sì. La sentenza Cass. 28520/2025 ha stabilito che, nei pignoramenti speciali esattoriali, la banca deve versare all’Agente della Riscossione non solo il saldo esistente ma anche gli accrediti maturati nei 60 giorni successivi . Ciò significa che l’azienda non può utilizzare gli incassi per pagare dipendenti o fornitori se non ottiene la sospensione del pignoramento.
  5. Quali sono i requisiti per accedere alla rottamazione‑quater?
    Possono aderirvi tutti i contribuenti con cartelle affidate all’Agente della Riscossione dal 2000 al 30 giugno 2022. Occorre presentare la domanda nei termini previsti (scaduti il 30 aprile 2023) e pagare le rate secondo il piano. Chi ha saltato le prime rate può rientrare pagando gli importi dovuti entro il 15 marzo 2024, grazie alla L. 18/2024 .
  6. Esiste un limite ai pignoramenti dell’Agenzia Entrate‑Riscossione?
    Sì. Per i crediti da lavoro dipendente e pensione si applicano i limiti di pignorabilità ex art. 545 c.p.c.: un decimo dello stipendio fino a 2.500 euro, un settimo per importi tra 2.500 e 5.000 euro e un quinto oltre i 5.000 euro. La prima casa non di lusso è impignorabile per debiti fiscali fino a 120.000 euro.
  7. Cosa comporta l’adesione all’accertamento con adesione?
    L’accertamento con adesione consente di definire il debito con una riduzione delle sanzioni a 1/3 e di rateizzare il pagamento. È utile quando si riconoscono parte delle contestazioni (per esempio errori formali nella cessione del credito) e si preferisce evitare il contenzioso.
  8. Come posso tutelarmi dalle accuse di frode sui bonus edilizi?
    È fondamentale predisporre un modello di controllo interno che preveda la verifica della documentazione, la valutazione della congruità dei prezzi e la conservazione di tutte le certificazioni. In caso di controllo, si deve collaborare con l’autorità e dimostrare l’assenza di volontà fraudolenta. La verifica della posizione dei fornitori e la tracciabilità dei flussi finanziari riducono il rischio.
  9. Posso includere i debiti fiscali nel piano del consumatore?
    Sì, i debiti fiscali possono essere inseriti nel piano del consumatore con la transazione fiscale (art. 88 D.Lgs 14/2019). È necessario ottenere il parere dell’Agenzia delle Entrate e garantire il pagamento di una percentuale non inferiore a quanto l’Erario otterrebbe in caso di liquidazione .
  10. L’esdebitazione cancella anche i debiti per sanzioni tributarie?
    No. L’art. 14 terdecies L. 3/2012 esclude dall’esdebitazione le sanzioni derivanti da responsabilità penale e altre categorie di debiti (ad esempio, obblighi di mantenimento) . Pertanto le sanzioni fiscali e penali rimangono dovute.
  11. Cosa succede se la banca chiede il rientro anticipato del prestito ponte Superbonus?
    Molte banche hanno erogato finanziamenti “ponte” anticipando i crediti d’imposta. In caso di blocco della cessione, l’istituto può richiedere il rientro. Occorre negoziare la ristrutturazione del debito, proponendo un piano di rimborso basato sui flussi futuri e sugli eventuali crediti ancora esigibili. La composizione negoziata o l’accordo di ristrutturazione possono tutelare l’attività.
  12. È possibile ottenere la sospensione del pignoramento presentando un piano del consumatore?
    Sì. Una volta depositata la domanda per il piano del consumatore o per il concordato minore, è possibile chiedere al tribunale la sospensione delle azioni esecutive (art. 10 L. 3/2012 e art. 70 D.Lgs 14/2019) fino alla decisione sull’omologazione. Ciò consente di proteggere i conti correnti e gli immobili dalla riscossione.
  13. Come vengono tassati i crediti d’imposta non spettanti?
    Se un credito viene considerato inesistente, l’importo utilizzato in compensazione è recuperato come imposta dovuta con sanzione del 30 % o del 100 % nei casi di frode; il contribuente può subire l’iscrizione a ruolo per il recupero. In caso di crediti solo non spettanti (ma esistenti), si applica la sanzione del 20 %.
  14. Posso richiedere la rateizzazione delle cartelle dopo la decadenza dalla rottamazione?
    Sì. Chi decade dalla rottamazione può chiedere la rateizzazione ordinaria fino a 72 rate, secondo le regole ordinarie. Tuttavia non potrà più beneficiare della cancellazione di sanzioni e interessi.
  15. Un professionista può utilizzare il proprio studio come garanzia per un prestito aziendale?
    Sì, ma occorre tenere presente che, in caso di insolvenza, l’immobile potrebbe essere pignorato. È consigliabile separare il patrimonio personale da quello professionale mediante atti di conferimento o società di capitali.
  16. Le società energetiche possono beneficiare del concordato preventivo?
    Le società con ricavi superiori alle soglie previste dalla legge fallimentare possono accedere al concordato preventivo (oggi denominato concordato in continuità nel Codice della crisi). Per le PMI sotto soglia esiste il concordato minore.
  17. Cosa accade ai crediti d’imposta già ceduti se l’asseverazione risulta errata?
    La banca o il cessionario può richiedere la restituzione delle somme e sospendere l’utilizzo delle rate successive. Il contribuente può agire contro il tecnico asseveratore per il danno subito e, se dimostra la propria buona fede, difendersi dalle sanzioni. È fondamentale stipulare polizze assicurative professionali adeguate.
  18. La riduzione del Superbonus al 70 % nel 2024 e al 65 % nel 2025 si applica anche alle unifamiliari?
    La riduzione riguarda le spese sostenute dal 2024 per i condomìni. Per le abitazioni unifamiliari, il Superbonus è terminato al 30 settembre 2023 salvo completamento del 30 % dei lavori al 30 settembre 2022. È necessario verificare ogni volta la norma vigente.
  19. È possibile cedere i crediti d’imposta ai familiari?
    No. La cessione è ammessa solo verso soggetti qualificati (banche, assicurazioni, società appartenenti a gruppi bancari) e, per un massimo di tre cessioni successive . Non è possibile cedere a privati non rientranti in tali categorie.
  20. Quanto tempo dura la procedura di esdebitazione?
    In media, un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione richiede 6–12 mesi per l’omologazione. Dopo l’esecuzione del piano (che può durare 3–5 anni), il giudice dichiara l’esdebitazione. Esistono procedure semplificate per debitori incapienti, con tempi inferiori.

Simulazioni pratiche e numeriche

Caso 1 – Azienda di efficientamento energetico con contestazioni Superbonus

Situazione: L’azienda “Green Future S.r.l.” ha eseguito interventi di riqualificazione su 10 condomìni nel 2022, usufruendo del Superbonus 110 % e cedendo i crediti a una banca. Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate contesta la non congruità dei prezzi per due cantieri, richiedendo il recupero di 1,2 milioni di euro (imposta + sanzioni 100 %). La banca, a sua volta, chiede il rientro del finanziamento ponte di 500.000 euro.

Azioni consigliate:

  1. Analisi della documentazione: verificare asseverazioni, SAL, APE e confrontare i prezzi con i prezzari regionali.
  2. Impugnazione dell’avviso di accertamento: entro 60 giorni dalla notifica, presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria, chiedendo la sospensione dell’atto per evitare l’iscrizione a ruolo.
  3. Accertamento con adesione: valutare la proposta di riduzione delle sanzioni. Se le contestazioni riguardano solo l’eccedenza di spesa, può essere conveniente accettare la ripresa parziale e rateizzarla.
  4. Negoziazione con la banca: proporre un piano di rientro collegato agli incassi futuri; utilizzare l’esperto negoziatore per convincere la banca a sospendere l’azione esecutiva.
  5. Rottamazione per le cartelle pregresse: se l’azienda ha altre cartelle relative a periodi 2000–2022, aderire alla definizione agevolata per ridurre gli oneri.

Risultato: grazie all’istanza di sospensione, l’azienda ottiene lo stop delle procedure e, con l’adesione parziale, riduce il debito a 600.000 euro. La banca accetta di rimodulare il prestito su 6 anni con tasso agevolato.

Caso 2 – Professionista con conto corrente pignorato

Situazione: L’ingegnere “Marco R.” ha debiti IVA per 80.000 euro relativi al 2021‑2022. Riceve nel 2025 un atto di pignoramento del conto corrente. Il conto è in rosso, ma 20 giorni dopo arrivano 30.000 euro da un cliente. La banca gira immediatamente l’intero importo all’Agente della Riscossione.

Normativa applicata: La Cassazione n. 28520/2025 stabilisce che la banca deve versare anche i saldi successivi al pignoramento entro 60 giorni . L’ingegnere presenta opposizione, sostenendo che il saldo era negativo e che l’accredito successivo non avrebbe dovuto essere pignorato.

Esito: Il giudice rigetta l’opposizione in base alla sentenza Cass. 28520/2025, riconoscendo la legittimità del pignoramento del saldo maturato entro 60 giorni . Tuttavia, grazie alla contestuale presentazione del piano del consumatore, la procedura esecutiva viene sospesa, consentendo a Marco di accantonare il 20 % del reddito per soddisfare i creditori in cinque anni.

Caso 3 – Esdebitazione di un consulente energetico

Situazione: La consulente “Sara L.”, che operava come ditta individuale, ha accumulato 50.000 euro di debiti, tra cui 30.000 euro per un finanziamento bancario ottenuto per anticipare crediti d’imposta e 20.000 euro di cartelle esattoriali. L’attività è cessata nel 2024. Sara non possiede immobili e vive in affitto.

Soluzione: Con l’aiuto dell’OCC, presenta un piano del consumatore che prevede il pagamento di 5.000 euro in tre anni (pari al 15 % dei suoi redditi) e la cancellazione del restante debito. Il giudice omologa il piano e, al termine, dichiara l’esdebitazione. Sara riparte senza debiti e torna a lavorare come dipendente.

Conclusione

Le imprese e i professionisti dell’efficienza energetica si muovono in un contesto normativo complesso e in continua evoluzione. Le modifiche agli incentivi fiscali, la stretta sulla cessione dei crediti e l’inasprimento dei controlli hanno generato un’ondata di accertamenti e contenziosi. Allo stesso tempo, il legislatore ha approntato strumenti di tutela come la rottamazione, i piani del consumatore, gli accordi di ristrutturazione e la composizione negoziata della crisi. La giurisprudenza più recente, soprattutto della Corte di Cassazione, fornisce indicazioni su come interpretare i diritti dei debitori e i poteri dell’Agente della Riscossione .

Per chi opera nell’efficienza energetica e si trova in difficoltà, è essenziale agire tempestivamente: verificare ogni atto, impugnare le pretese illegittime, negoziare con i creditori, proporre un piano sostenibile e adottare un modello di conformità che eviti contestazioni penali. L’assistenza di professionisti specializzati in diritto bancario e tributario consente di evitare errori e di sfruttare le opportunità offerte dalla normativa.

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Appendice – Approfondimenti normativi e giurisprudenziali

L’attualità normativa e giurisprudenziale è in continua evoluzione. In questa appendice vengono approfonditi ulteriori temi che, sebbene non sempre al centro dell’attenzione mediatica, incidono significativamente sulla posizione dei professionisti dell’efficienza energetica con debiti.

A. Diritti del contribuente durante le verifiche fiscali

Il diritto al contraddittorio e alla corretta motivazione degli atti è uno dei cardini dell’ordinamento tributario. L’art. 12 dello Statuto del contribuente prevede che le verifiche fiscali presso i locali dell’azienda non possano eccedere 30 giorni (prorogabili motivatamente a 60) e che l’organo verificatore debba indicare le ragioni e la durata dell’intervento . Il contribuente ha facoltà di chiedere la presenza del proprio consulente e di presentare osservazioni che devono essere valutate. La violazione di questi diritti può condurre all’annullamento dell’atto.

Allo stesso modo, il diritto di accesso agli atti consente al contribuente di ottenere copia di tutti i documenti su cui si fonda la pretesa tributaria. Nei contenziosi sul Superbonus, è consigliabile richiedere formalmente all’Agenzia delle Entrate l’accesso ai fascicoli per verificare eventuali errori di calcolo o incongruenze nelle perizie.

B. Evoluzione della disciplina sulla cessione del credito

Dal 2020 al 2025 la disciplina del Superbonus e della cessione del credito ha subito modifiche profonde. La fase iniziale, caratterizzata dalla libertà di cedere i crediti d’imposta, ha favorito la nascita di un mercato fiorente che consentiva alle imprese di autofinanziarsi. Tuttavia, le frodi emerse hanno spinto il legislatore a intervenire con il decreto antifrodi e, successivamente, con il cosiddetto decreto taglia crediti. Quest’ultimo ha ridotto drasticamente le possibilità di cessione, imponendo che le spese fossero sostenute entro il 30 marzo 2024 e vietando la cessione delle rate residue dal 29 maggio 2024 . Anche gli istituti di credito hanno introdotto procedure di compliance più rigorose, richiedendo ai clienti dossier completi e polizze assicurative per mitigare il rischio di contestazioni.

C. Procedura di riscossione secondo il D.Lgs 33/2025

Il nuovo Testo Unico versamenti e riscossione ha unificato e semplificato le norme in materia di riscossione. In particolare, ha introdotto l’ingiunzione fiscale come titolo esecutivo e ha disciplinato dettagliatamente il pignoramento presso terzi. Quest’ultimo prevede che la banca debba trattenere e versare all’Agente della Riscossione non solo il saldo esistente, ma anche gli importi accreditati nei 60 giorni successivi , operando al contempo la ritenuta d’imposta del 20 % . Questa regola, confermata dalla Cassazione, è destinata a continuare sotto il nuovo regime. Il contribuente deve inoltre essere informato dell’iscrizione di ipoteca con un preavviso di 30 giorni e può impugnare l’atto dinanzi al giudice competente.

D. Strumenti deflativi e transazione fiscale

Per evitare contenziosi lunghi e costosi, il legislatore ha previsto vari strumenti deflativi come l’accertamento con adesione, la conciliazione giudiziale e la mediazione tributaria. Attraverso l’adesione si possono ridurre le sanzioni e ottenere una rateizzazione agevolata; mediante la conciliazione si può chiudere il giudizio con riduzione del 50 % delle sanzioni; con la mediazione, obbligatoria per le cause sotto i 50.000 euro, si può ottenere una riduzione delle sanzioni al 35 %. Inoltre, l’art. 88 del D.Lgs 14/2019 consente la transazione fiscale: i debiti fiscali e contributivi possono essere trattati nella procedura concorsuale purché il trattamento non sia peggiore di quello che l’Erario otterrebbe in caso di liquidazione .

E. Giurisprudenza costituzionale e di legittimità

La Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione hanno progressivamente delineato i confini della tutela del contribuente. La Corte Costituzionale, con la sentenza 68/2023, ha esteso il diritto al contraddittorio anche ai controlli automatizzati, mentre la Cassazione, con la sentenza 9549/2025, ha interpretato in senso restrittivo la moratoria nel piano del consumatore . La decisione 28520/2025 ha confermato l’obbligo della banca di trattenere i saldi futuri in caso di pignoramento , rafforzando il potere dell’Agente della Riscossione ma fornendo al contempo certezze sulla durata del pignoramento.

F. Ulteriori FAQ e consigli pratici

Per ampliare ulteriormente le risposte alle domande frequenti, ecco altri quesiti che emergono spesso:

  1. Qual è la differenza tra credito “non spettante” e credito “inesistente”?
    Un credito non spettante deriva da un errore nella determinazione della detrazione (ad esempio, mancato rispetto dei requisiti tecnici), mentre un credito inesistente è frutto di un’operazione oggettivamente inesistente. Nel primo caso la sanzione è del 20 %, nel secondo può arrivare al 100 % e vi è il rischio di reato. La difesa deve dimostrare l’effettività dei lavori e la buona fede.
  2. Cosa succede ai contratti di superbonus in corso se l’impresa fallisce?
    I contratti possono essere ceduti o trasferiti nell’ambito della procedura concorsuale. Nel concordato minore in continuità o nel concordato preventivo, il commissario può proseguire i lavori e cedere i crediti maturandi a terzi per finanziare la procedura, previa autorizzazione del giudice.
  3. Il professionista responsabile dei lavori può essere chiamato a rispondere insieme al committente?
    Sì. Se l’asseveratore o il direttore dei lavori concorre con il committente alla frode, l’Agenzia delle Entrate può agire in via solidale. Tuttavia, se il committente ha scelto il professionista in base alle qualifiche e ha verificato la correttezza formale, può invocare l’esimente della buona fede.
  4. Le polizze assicurative coprono i rischi di contestazione del superbonus?
    Molti operatori stipulano polizze “asseverazioni” che coprono eventuali richieste di restituzione del credito; tuttavia, le assicurazioni escludono la copertura per dolo o colpa grave. È importante leggere attentamente le condizioni e assicurarsi che la copertura sia adeguata ai valori in gioco.
  5. Come gestire la crisi di liquidità causata dal blocco delle cessioni?
    È consigliabile rinegoziare i finanziamenti con le banche, valutare la cessione pro-soluto dei crediti ancora trasferibili, utilizzare gli strumenti di composizione negoziata per ottenere moratorie e sviluppare un business plan che riduca la dipendenza da incentivi. La diversificazione dei servizi (es. manutenzione impianti, progettazione) consente di sostenere i flussi di cassa.
  6. Quali sono le responsabilità degli intermediari finanziari nella verifica dei crediti?
    Le banche devono effettuare una due diligence sui crediti acquistati, verificando la documentazione tecnica e fiscale. Se acquistano crediti inesistenti con colpa grave, possono essere sanzionate e obbligate a restituire l’imposta all’Erario. È quindi interesse degli intermediari richiedere ai clienti dossier completi.
  7. Posso utilizzare la compensazione volontaria per estinguere debiti fiscali con crediti d’imposta diversi dal Superbonus?
    Sì, i crediti derivanti da bonus minori (eco‑bonus, bonus facciate, bonus casa) possono essere utilizzati in compensazione con debiti fiscali e contributivi tramite il modello F24, salvo specifici divieti introdotti dai decreti antifrodi. È opportuno verificare i codici tributo e le scadenze.
  8. Come si calcola l’IVA nei lavori di efficientamento energetico?
    Le prestazioni di servizi per interventi di recupero edilizio e riqualificazione energetica godono dell’aliquota ridotta al 10 %; i beni significativi (caldaie, infissi, sistemi fotovoltaici) sono tassati al 10 % fino a concorrenza del valore della manodopera, eccedendo al 22 % per la parte residua. Un calcolo errato dell’IVA può comportare recupero d’imposta e sanzioni.
  9. Quali controlli effettua ENEA sulle asseverazioni?
    ENEA verifica la congruità tecnica delle asseverazioni, l’attendibilità dei risparmi energetici dichiarati e la corrispondenza alle normative vigenti. In caso di discordanze, trasmette i rilievi all’Agenzia delle Entrate che può procedere al recupero del beneficio. È quindi fondamentale che il tecnico asseveratore utilizzi software aggiornati e rispetti le norme UNI/CTI.
  10. Cosa cambia per le zone terremotate con il D.L. 200/2025?
    L’obbligo di trasmettere dati a ENEA e al portale della classificazione sismica è stato prorogato al 31 dicembre 2026 per gli edifici danneggiati dai terremoti del 2009 e del 2016 . Ciò consente una maggiore flessibilità nella realizzazione dei lavori e nell’accesso al Superbonus, anche con aliquote ridotte, e tutela le imprese impegnate nelle ricostruzioni.

Queste ulteriori risposte completano il quadro delle problematiche che gli esperti dell’efficienza energetica possono incontrare quando si trovano a gestire debiti e contenziosi fiscali.

G. Problemi con le banche: anatocismo, usura e tutela del professionista

Molti operatori dell’efficienza energetica hanno finanziato i loro cantieri tramite prestiti ponte e anticipazioni sui crediti d’imposta. In numerosi casi, però, i rapporti con le banche si sono deteriorati a causa di tassi d’interesse elevati, commissioni esose e clausole poco trasparenti. Due concetti sono particolarmente rilevanti:

  • Anatocismo: è il calcolo di interessi sugli interessi maturati, vietato dall’art. 1283 c.c. salvo che vi sia un accordo posteriore alla scadenza e che gli interessi siano esigibili per almeno sei mesi. La giurisprudenza ha più volte sanzionato l’anatocismo praticato dalle banche nei contratti di conto corrente e mutuo, riconoscendo ai clienti il diritto al rimborso degli interessi illegittimamente capitalizzati.
  • Usura: la Legge 108/1996 stabilisce il tasso soglia oltre il quale gli interessi sono considerati usurari. Se il tasso pattuito supera il limite, il creditore perde il diritto agli interessi e il debitore deve restituire solo il capitale. È essenziale affidarsi a un consulente che calcoli il TEG (tasso effettivo globale) applicato e lo confronti con i tassi soglia pubblicati trimestralmente dal Ministero dell’Economia.

Gli esperti dell’efficienza energetica che si trovano in situazioni di usura o anatocismo possono:

  1. Richiedere un’analisi econometrica del contratto di mutuo o del conto corrente per verificare l’usurarietà dei tassi e l’applicazione di anatocismo. Se risultano illeciti, il debitore può chiedere la restituzione delle somme versate in eccesso e la rideterminazione del debito residuo.
  2. Avviare la procedura di mediazione bancaria obbligatoria prima di agire in giudizio contro gli istituti di credito. Questa procedura, prevista dal D.Lgs 28/2010, permette di raggiungere un accordo con la banca senza le spese di un processo.
  3. Presentare opposizione al decreto ingiuntivo eventualmente ottenuto dalla banca per il rientro del finanziamento. Il giudice può sospendere l’esecutività se vi è la prova della usurarietà.
  4. Richiedere la sospensione ex art. 47 del D.Lgs 346/1990 nel caso di leasing o finanziamenti ipotecari se si dimostra l’usura o la nullità di clausole abusive.

Inoltre, i professionisti possono tutelarsi stipulando contratti di finanziamento con tassi variabili indicizzati e negoziando clausole di early exit che permettano di estinguere il prestito con l’incasso del credito d’imposta. Un’adeguata due diligence finanziaria, supportata da un avvocato bancario, è indispensabile per evitare costi esorbitanti.

H. Glossario e check‑list documentale

Una corretta comprensione delle procedure richiede familiarità con diversi termini tecnici e una rigorosa organizzazione dei documenti. Di seguito un glossario essenziale e una check‑list per imprenditori e professionisti.

Glossario:

  • APE (Attestato di Prestazione Energetica): documento che certifica la classe energetica dell’edificio prima e dopo l’intervento.
  • Asseverazione: dichiarazione del tecnico abilitato che attesta la conformità dei lavori eseguiti ai requisiti normativi e la congruità delle spese.
  • CILAS (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata): pratica edilizia necessaria per avviare i lavori ammessi al Superbonus e altri bonus.
  • Credito pro-soluto: cessione del credito con trasferimento del rischio; il cessionario assume il rischio di inadempimento del debitore ceduto.
  • Fondo di garanzia: fondo statale che assicura i finanziamenti per ristrutturazioni e interventi energetici, mitigando il rischio per le banche.
  • OCC (Organismo di Composizione della Crisi): ente istituito presso gli Ordini professionali o le Camere di commercio per assistere i debitori nella crisi da sovraindebitamento.
  • SAL (Stato Avanzamento Lavori): documento che attesta l’avanzamento percentuale dei lavori e consente la maturazione della corrispondente quota di detrazione.
  • TEG (Tasso Effettivo Globale): misura del costo complessivo del finanziamento, comprensivo di interessi e spese; è confrontato con i tassi soglia antiusura.
  • Visto di conformità: attestazione di un professionista (commercialista o CAF) che certifica la sussistenza dei requisiti per fruire del bonus.
  • Sanzione proporzionale: sanzione calcolata in percentuale sull’imposta o sul credito, in contrapposizione alle sanzioni fisse.

Check‑list documentale:

  1. Titoli abilitativi: CILAS, permesso di costruire o SCIA a seconda del tipo di intervento.
  2. Contratti: appalto con l’impresa, incarico al progettista e all’asseveratore.
  3. Fatture e pagamenti: fatture elettroniche, bonifici parlanti con indicazione della norma di riferimento, estratti conto.
  4. Asseverazioni e APE: per ogni SAL e fine lavori.
  5. Visti di conformità: con identificazione del professionista e polizza assicurativa.
  6. Comunicazioni ENEA: inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
  7. Documentazione fotografica: stato dei luoghi ante e post intervento.
  8. Polizze assicurative: coperture per asseveratore e impresa.
  9. Contratti di cessione del credito: con data certa e clausole di garanzia.
  10. Analisi dei tassi bancari: prospetto del TEG applicato e confronto con tassi soglia.

Seguire questa check‑list aiuta a prevenire contestazioni e a presentare una difesa solida in caso di verifiche.

I. Nuove simulazioni pratiche

Per comprendere meglio l’applicazione delle norme, si presentano due ulteriori casi di studio simulati.

Caso 4 – Contestazione tardiva e prescrizione del credito d’imposta

Situazione: “Energia Pulita Snc” ha realizzato lavori su quattro villette nel 2021, con SAL al 60 %. Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate invia un avviso di recupero per presunta mancanza del visto di conformità. L’impresa ritiene il credito prescritto.

Analisi: La notifica dell’avviso avviene oltre il termine quinquennale dall’anno della detrazione; tuttavia, poiché il credito è definito come “non spettante”, la prescrizione è di otto anni. La società deve dimostrare che il visto di conformità era stato rilasciato, ma il professionista che lo ha firmato è deceduto. In sede di ricorso, l’impresa produce copia dell’incarico e dei bonifici pagati al professionista.

Soluzione: Il giudice accoglie parzialmente il ricorso, riconoscendo la presenza del visto sebbene non allegato alla pratica e riducendo la sanzione al 20 %. L’Agenzia accetta di applicare il ravvedimento operoso con pagamento dilazionato. La società evita il recupero integrale e può proseguire l’attività.

Caso 5 – Usura bancaria su finanziamento ponte

Situazione: “Ecoooo Techd S.r.l.” ha stipulato nel 2022 un finanziamento ponte di 1 milione di euro con un istituto bancario a un tasso nominale del 7 %, più una commissione di 30.000 euro per la cessione del credito. Nel 2025, dopo il blocco delle cessioni, la banca richiede il rientro integrale e notifica un decreto ingiuntivo.

Analisi: L’azienda calcola il TEG del finanziamento includendo la commissione di 30.000 euro, che porta il tasso effettivo oltre il limite antiusura stabilito per i finanziamenti a medio termine. Inoltre, il contratto prevede la capitalizzazione trimestrale degli interessi. La società, con l’assistenza di un consulente bancario e dell’Avv. Monardo, oppone il decreto ingiuntivo e chiede la declaratoria di usurarietà.

Esito: Il tribunale sospende l’esecutività del decreto, ritenendo verosimile il superamento del tasso soglia. In sede di mediazione, la banca accetta di ricalcolare il debito, eliminare la capitalizzazione degli interessi e ridurre il tasso al di sotto del limite. L’azienda ottiene una dilazione di cinque anni e risparmia 150.000 euro di interessi.

J. FAQ supplementari

  1. Quali sono i tempi di conservazione della documentazione fiscale relativa al Superbonus?
    La documentazione deve essere conservata fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui si è usufruito dell’ultima rata di detrazione. Nel caso di cessioni, è opportuno conservare i documenti per almeno dieci anni, considerando i termini di prescrizione più lunghi per i crediti inesistenti.
  2. Se l’agenzia revoca il Superbonus, la banca può rivalersi immediatamente?
    In genere i contratti di finanziamento prevedono l’obbligo di rimborso immediato in caso di revoca del bonus. Tuttavia, si può negoziare una dilazione invocando la responsabilità dell’asseveratore e dimostrando la buona fede. La banca può essere interessata a evitare un contenzioso se vi sono prospettive di recupero.
  3. È possibile chiedere l’esdebitazione dopo aver aderito alla rottamazione?
    Sì, la rottamazione estingue i carichi affidati all’Agente della Riscossione, ma restano i debiti non rientranti nella definizione. Dopo aver pagato le rate rottamazione, il debitore può proporre un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione per i debiti residui e ottenere l’esdebitazione finale.
  4. Cosa succede se durante il piano del consumatore l’imprenditore riceve nuovi accertamenti?
    I debiti sorti successivamente all’omologazione non sono coperti dal piano e devono essere pagati regolarmente; tuttavia, se compromettono l’equilibrio, è possibile chiedere una modifica del piano o intraprendere una nuova procedura. In caso di emergenza, le misure protettive possono essere estese.
  5. Quali spese rientrano nella procedura di esdebitazione del debitore incapiente?
    Per il debitore incapiente (attivo inferiore a 10.000 euro) la legge prevede il versamento di un importo simbolico al Fondo di solidarietà per i debitori civili. Restano esclusi i debiti per obblighi alimentari, risarcimento danni extracontrattuali e sanzioni penali e amministrative .

K. Il ruolo dell’OCC e la tecnica di negoziazione

L’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) è la struttura incaricata di assistere i debitori nella gestione della crisi da sovraindebitamento. Gli OCC sono istituiti presso gli Ordini professionali (avvocati, commercialisti, notai) o le Camere di Commercio e sono composti da professionisti iscritti negli elenchi del Ministero della Giustizia. Il debitore che si trova in difficoltà presenta all’OCC una domanda corredatta da documenti reddituali, patrimoniali e dall’elenco dei creditori; l’OCC nomina un gestore che elabora, insieme al debitore, una proposta di piano o accordo da sottoporre ai creditori e al tribunale.

Il gestore verifica la fattibilità del piano, convoca le assemblee dei creditori e redige una relazione di fattibilità. Il suo ruolo è terzo e imparziale: deve valutare gli interessi dei creditori ma anche la possibilità di risanamento del debitore. Per gli esperti dell’efficienza energetica, il gestore può proporre soluzioni personalizzate, come la cessione dei contratti di superbonus a un investitore terzo o la trasformazione dei crediti in equity in una nuova società.

La tecnica di negoziazione con i creditori si basa su alcuni passaggi fondamentali:

  1. Raccolta e analisi dei dati: definire con precisione l’entità dei debiti, distinguendo tra quelli fiscali, bancari e commerciali.
  2. Preparazione del business plan: dimostrare che l’attività ha prospettive di continuità, calcolando flussi di cassa futuri e margini. Nel settore energetico, questo include la stima dei crediti fiscali incassabili.
  3. Proposta di riparto: stabilire percentuali di pagamento differenziate per i creditori privilegiati e chirografari, proponendo eventuali garanzie (pegno su macchinari, ipoteca su immobili secondari).
  4. Negoziazione: incontrare i creditori, illustrare il piano e recepire le loro osservazioni. È fondamentale trasmettere trasparenza e affidabilità.
  5. Formalizzazione: redigere l’accordo o il piano e sottoporlo all’omologazione del tribunale. Durante questa fase, è possibile richiedere misure protettive che sospendano azioni esecutive.

Una negoziazione efficace può evitare la chiusura dell’attività e creare valore per tutte le parti coinvolte.

L. Prospettive normative future e transizione ecologica

Guardando al futuro, la disciplina degli incentivi per l’efficienza energetica e le procedure di riscossione continua a evolversi. Il governo ha annunciato che, a partire dal 2027, i bonus edilizi saranno integrati in un “Superbonus verde” legato agli obiettivi del Green Deal europeo. Tale bonus prevede una detrazione del 50 % per gli interventi di efficientamento combinati con la riduzione delle emissioni di CO₂ e con l’installazione di sistemi di accumulo. È in discussione l’introduzione di un credito d’imposta modulato sulla base delle classi energetiche raggiunte, con percentuali più alte per le classi A e B. La Legge di Bilancio 2026 prevede inoltre incentivi specifici per la sostituzione delle caldaie tradizionali con pompe di calore, finanziati tramite il nuovo Fondo per la Transizione Energetica.

Nell’ambito della riscossione, si preannuncia l’adozione di un portale unico digitale che consentirà ai contribuenti di visualizzare in tempo reale la propria posizione debitoria, richiedere rateizzazioni e inviare istanze di autotutela direttamente online. Si punta così a ridurre i costi e a migliorare la trasparenza.

Sul fronte penale, sono allo studio misure per aumentare le sanzioni nei confronti degli asseveratori che rilasciano certificazioni false, con previsione di interdizione dalla professione. È probabile l’introduzione di un albo nazionale degli asseveratori con requisiti di formazione continua.

Per i professionisti dell’efficienza energetica, questi cambiamenti implicano l’esigenza di aggiornarsi costantemente, predisporre sistemi di compliance e partecipare ai tavoli di consultazione per influenzare la normativa in fase di elaborazione.

M. Linee guida per prevenire il sovraindebitamento

Oltre a reagire una volta che i debiti sono sorti, è fondamentale adottare strategie preventive per evitare il sovraindebitamento. Di seguito alcune linee guida:

  1. Pianificazione finanziaria: creare un budget realistico per ogni commessa, includendo margini di sicurezza per eventuali ritardi nella cessione del credito. È importante non basare la liquidità esclusivamente sui crediti d’imposta ma diversificare le fonti di finanziamento.
  2. Separatezza dei patrimoni: per i professionisti, utilizzare società di capitali o trust permette di proteggere il patrimonio personale dagli imprevisti dell’attività. In tal modo, eventuali pignoramenti non coinvolgono i beni familiari.
  3. Monitoraggio normativo: seguire costantemente gli aggiornamenti di leggi, circolari e sentenze. L’adesione a newsletter specializzate e la consulenza con professionisti aggiornati aiutano a prevenire errori nella scelta delle procedure.
  4. Assicurazioni: stipulare polizze di responsabilità civile professionale e polizze a copertura delle asseverazioni consente di trasferire parte del rischio. È consigliabile anche una copertura per la responsabilità patrimoniale degli amministratori (D&O).
  5. Controllo della documentazione: mantenere un archivio digitale e cartaceo di tutte le pratiche consente di rispondere rapidamente a eventuali controlli. Utilizzare software gestionali certificati aiuta a non perdere scadenze e ad avere report aggiornati.
  6. Rapporto con le banche: instaurare un rapporto di fiducia con l’istituto di credito, illustrando i progetti e chiedendo linee di credito flessibili. È preferibile avere più banche partner per ridurre la dipendenza da un unico finanziatore.
  7. Formazione del personale: aggiornare il team sulle norme fiscali e finanziarie riduce il rischio di errori procedurali. Investire in corsi di formazione e seminari su Superbonus, cessione del credito e normativa bancaria è un investimento che si ripaga nel lungo periodo.

Applicare queste linee guida consente di ridurre drasticamente il rischio di incorrere in sanzioni, contenziosi e insolvenze, preservando la solidità dell’attività di efficientamento energetico.

In conclusione, il panorama normativo del settore energetico rimane in costante movimento: la capacità di adattarsi rapidamente, pianificare con lungimiranza e farsi assistere da professionisti qualificati rappresenta la chiave per trasformare le sfide in opportunità. Solo con una strategia multidisciplinare e una continua formazione si può sperare di navigare con successo tra detrazioni, controlli e riforme.

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