Marmista con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

Essere un artigiano del marmo (un marmista) è una professione che richiede talento e investimenti importanti. Tra acquisto di macchinari, locali, materie prime e gestione di dipendenti o collaboratori, le spese iniziali e i costi fissi possono essere elevati. Quando i flussi di cassa diminuiscono a causa di ritardi nei pagamenti dei clienti, crisi di settore o imprevisti (come malattie o sospensioni dei lavori), l’imprenditore può accumulare debiti verso fornitori, banche e Fisco. Spesso le amministrazioni fiscali e gli istituti di credito agiscono con procedure esecutive o tentano di recuperare il credito in modo aggressivo, mettendo a rischio il patrimonio dell’artigiano e, talvolta, la sopravvivenza dell’attività.

In questo articolo completo e aggiornato all’ultima normativa disponibile (Gennaio 2026) analizzeremo come un marmista indebitato può difendersi legalmente. Illustreremo i principali strumenti offerti dall’ordinamento italiano per gestire i debiti verso il Fisco e le banche, comprese le procedure di sovraindebitamento della Legge 3/2012, le novità introdotte dal Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019 e successive modifiche), le pronunce più recenti della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, le definizioni agevolate («rottamazione») e gli istituti di rateizzazione. Forniremo indicazioni pratiche, tabelle riassuntive, domande frequenti e simulazioni numeriche per accompagnare l’imprenditore nella scelta della soluzione più adatta.

Chi può aiutarti

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti sono specializzati in diritto bancario e tributario. Cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto al Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021, l’Avv. Monardo coordina professionisti esperti a livello nazionale. Il suo team può analizzare i singoli atti (cartelle, intimazioni, pignoramenti), predisporre ricorsi, promuovere opposizioni, negoziare con banche e Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER), proporre piani di rientro e attivare soluzioni giudiziali e stragiudiziali per salvaguardare l’attività e i beni del debitore.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

1. Debiti fiscali e agenti della riscossione

L’attività di riscossione dei tributi è disciplinata principalmente dal D.P.R. 602/1973. Dopo l’iscrizione a ruolo, l’Agente della Riscossione notifica la cartella di pagamento, che contiene l’intimazione a pagare entro 60 giorni. Trascorso questo termine, l’agente può procedere con l’esecuzione forzata; qualora l’esecuzione non inizi entro un anno, l’agente deve notificare un’ulteriore intimazione ex art. 50 DPR 602/1973 .

Pignoramenti e limiti di espropriazione

  • Pignoramento presso terzi (conto corrente) – L’art. 72‑bis DPR 602/1973 consente all’agente di richiedere al terzo (es. banca) di pagare direttamente le somme dovute entro 60 giorni per i crediti già maturati e «alle rispettive scadenze» per le somme future . Nel 2025 la Cassazione ha chiarito che nel pignoramento esattoriale del conto corrente il creditore pubblico ha diritto a trattenere anche gli importi che affluiscono sul conto nei 60 giorni successivi alla notifica dell’atto; la banca deve congelare non solo il saldo, ma tutte le somme in entrata . È un aspetto particolarmente insidioso per gli artigiani che incassano pagamenti su conto corrente.
  • Espropriazione immobiliare (prima casa) – L’agente non può procedere alla vendita della prima casa non di lusso se si tratta dell’unico immobile in cui il debitore risiede anagraficamente . L’espropriazione è ammessa solo quando il debito complessivo supera 120 mila euro e sia iscritta ipoteca da almeno sei mesi, con l’esclusione delle abitazioni di lusso e dei beni considerati «strumenti indispensabili» per l’attività (art. 514 c.p.c.).
  • Ipoteca e fermo amministrativo – L’art. 77 DPR 602/1973 autorizza la trascrizione di ipoteca sull’immobile del debitore per un importo fino al doppio del credito; è necessaria la previa comunicazione di preavviso e il debito deve essere superiore a 20 mila euro . L’art. 86 regola il fermo amministrativo sui beni mobili registrati, come autoveicoli: l’agente può ordinare il fermo dopo 60 giorni, dando 30 giorni di preavviso; il debitore può evitare il fermo se dimostra che il bene è indispensabile per l’attività .
  • Pignoramento dello stipendio o pensione – L’art. 72‑ter DPR 602/1973 stabilisce le quote massime pignorabili: 1/10 per somme fino a 2.500 €; 1/7 tra 2.500 e 5.000 €; oltre 5.000 € si applicano i limiti generali dell’art. 545 c.p.c. (1/5) . Le somme già accreditate sul conto non sono pignorabili nel medesimo momento. Dal 2022, inoltre, le pensioni sono impignorabili fino a un importo pari a due volte l’assegno sociale (minimo 1.000 €), tutela estesa anche alle esecuzioni tributarie . La Corte costituzionale ha confermato la legittimità del recupero INPS nei limiti di legge, equilibrando il diritto al minimo vitale con l’interesse alla sostenibilità del sistema pensionistico .

Prescrizione e intimazione di pagamento

Per molti debiti fiscali, il termine di prescrizione è di 10 anni (imposte erariali), 5 anni (tributi locali, contributi previdenziali) o 3 anni (bollo auto). Tuttavia, la prescrizione può essere eccepita solo impugnando tempestivamente l’atto successivo, tipicamente la “intimazione di pagamento”. La Cassazione ha sottolineato che la mancata opposizione entro 60 giorni rende definitivo il debito e preclude la possibilità di contestare vizi precedenti . L’intimazione sintetizza le somme dovute e dà 5 giorni per pagare; se non contestata, cristallizza il ruolo .

Rateizzazione e definizione agevolata

Chi non riesce a pagare in un’unica soluzione può chiedere la rateizzazione. Dal 2025, i piani sono più lunghi: per debiti fino a 120 mila euro si può rateizzare fino a 84 mensilità (2025–2026) crescendo a 96 (2027–2028) e 108 dal 2029; per debiti superiori o in presenza di comprovata difficoltà, è possibile ottenere fino a 120 rate .

Il Governo ha varato anche numerose rottamazioni o definizioni agevolate. La “rottamazione‑quinquies” introdotta dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) consente di estinguere debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023 pagando solo capitale e rimborso spese, senza interessi e sanzioni. Possono aderire anche i contribuenti che avevano aderito alla rottamazione precedente e sono decaduti; il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali con un interesse del 3% .

2. Procedure di sovraindebitamento e Codice della crisi

Legge 3/2012 e Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019)

La Legge 3/2012 ha introdotto per i debitori «non fallibili» (come consumatori, professionisti, piccoli imprenditori o imprenditori agricoli) la possibilità di accedere a procedure di composizione della crisi. Dal 2022 queste procedure sono confluite nel Codice della crisi e dell’insolvenza (CCII) di cui al D.Lgs. 14/2019, applicabile anche ai debitori civili (consumatori, imprenditori minori) e continuamente aggiornato dal D.Lgs. 83/2022 e dal correttivo D.Lgs. 136/2024.

Il CCII stabilisce che il debitore in stato di sovraindebitamento può ricorrere ad un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) per elaborare una proposta ai creditori. L’art. 65 CCII precisa che i debitori rientranti nell’art. 2, comma 1, lettera c (consumatori, imprenditori minori, professionisti, start‑up innovative) possono accedere alle procedure; l’OCC sostituisce le figure di commissario e liquidatore, e può accedere ai dati fiscali e creditizi .

Ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 67 CCII)

Il piano del consumatore permette a chi ha debiti verso banche, finanziarie e Fisco (senza comportamenti in malafede) di proporre un piano di rimborso equo e sostenibile. L’art. 67 CCII prevede che la domanda debba contenere l’elenco dei creditori, l’indicazione di beni e atti, le dichiarazioni fiscali e i redditi. Il piano può prevedere una moratoria fino a due anni per i creditori privilegiati, il pagamento parziale dei privilegiati purché ricevano almeno quanto otterrebbero in caso di liquidazione e il mantenimento della casa di abitazione se il pagamento offerto è superiore a quello liquidatorio . Il piano non richiede il voto dei creditori, ma è soggetto all’omologazione del tribunale.

Concordato minore e liquidazione controllata

Oltre al piano del consumatore, il CCII prevede il concordato minore (art. 74 CCII) e la liquidazione controllata (art. 268 CCII). Il concordato minore è un accordo con i creditori che consente all’imprenditore minore di continuare l’attività o di cederla, prevedendo pagamenti in percentuale. La liquidazione controllata permette al debitore sovraindebitato di ottenere la liquidazione dei propri beni sotto la supervisione del tribunale, con l’esclusione dei beni impignorabili, dei crediti alimentari e di beni strumentali all’attività. L’istanza di apertura può essere presentata anche dai creditori, purché l’ammontare dei debiti non sia inferiore a 50 mila euro .

La presentazione della domanda sospende il maturare degli interessi salvo quelli garantiti da privilegio; inoltre, la liquidazione non coinvolge la casa di abitazione se il ricavato è indispensabile per il soddisfacimento dei bisogni familiari e se il valore non eccede quello definito dalla legge .

Esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII)

Nel caso in cui il debitore non disponga di beni utilmente liquidabili, l’esdebitazione del sovraindebitato incapiente (art. 283 CCII) permette, in presenza di meritevolezza, di ottenere la cancellazione dei debiti una sola volta nella vita. Il debitore deve dimostrare che il suo reddito, al netto delle spese di vita, non supera una volta e mezza l’assegno sociale. La domanda, presentata tramite l’OCC, deve indicare creditori, redditi e cause del sovraindebitamento; il giudice, verificata la meritevolezza, emette il decreto e dispone obblighi di informazione e di destinazione ai creditori di eventuali sopravvenienze attive per tre anni . Le modifiche introdotte dal D.Lgs. 136/2024 hanno reso la procedura più accessibile, consentendo la liquidazione anche di beni futuri e semplificando gli adempimenti .

Cassazione e giurisprudenza recente

Le pronunce più recenti della Corte di Cassazione orientano l’interpretazione delle norme su usura, anatocismo, esecuzioni e sovraindebitamento:

  • Anatocismo bancario: la Cassazione, con sentenza n. 21344/2024, ha affermato che l’art. 120, comma 2 del Testo Unico Bancario (TUB) vieta la capitalizzazione degli interessi a partire dal 1º gennaio 2014; la norma è immediatamente applicabile e non subordinata ad una delibera del CICR. La finalità è evitare la maturazione di interessi su interessi e il cliente può ottenere la restituzione delle somme pagate indebitamente .
  • Mutuo solutorio: nel 2025 le Sezioni Unite hanno chiarito che il mutuo con erogazione diretta su conto corrente scoperto (mutuo solutorio) è valido; il correntista mantiene comunque la disponibilità delle somme e la banca dispone di un titolo esecutivo per il recupero .
  • Usura e TEGM: la sentenza n. 31422/2025 ha riconosciuto che i decreti ministeriali che fissano i tassi effettivi globali medi (TEGM) integrano la legge sull’usura 108/1996 e l’art. 644 c.p., avendo natura normativa; quindi il giudice deve conoscerli d’ufficio e confrontarli con i tassi applicati .
  • Usura penale: l’art. 644 c.p. punisce chi percepisce o promette interessi usurari; il reato sussiste anche se gli interessi non superano la soglia legale, ma sono sproporzionati rispetto alla prestazione e alle condizioni del debitore in difficoltà . Il Tribunale può confiscare le somme percepite a titolo di usura.
  • Pignoramento e conti correnti: la Cassazione n. 28520/2025 ha ritenuto legittimo il pignoramento esattoriale che impone alla banca di bloccare e versare all’agente della riscossione le somme accreditate nel conto entro 60 giorni dalla notifica .
  • Intimazione di pagamento: l’ordinanza n. 35019/2025 (e altre ordinanze tra cui la n. 28706/2025) hanno ribadito che l’atto di intimazione di pagamento non è una semplice sollecitazione, ma un atto autonomo che deve essere impugnato entro 60 giorni; in mancanza, il debito diventa definitivo .
  • Garnizioni su pensioni: la Corte costituzionale (sentenza n. 216/2025) ha confermato la possibilità per l’INPS di trattenere una parte di pensione per recuperare crediti previdenziali, purché siano rispettate le soglie minime di impignorabilità .
  • Casi di liquidazione inammissibile: la Cassazione n. 11448/2025 ha stabilito che il decreto che dichiara inammissibile la liquidazione (ad esempio per mancanza di documentazione completa) non ha natura decisoria definitiva e quindi non è impugnabile, ma consente al debitore di presentare una nuova domanda .

3. Norme bancarie e tutela del debitore contro banche e finanziarie

Oltre ai debiti fiscali, molti marmisti si indebitano con banche e istituti finanziari per acquistare macchinari o consolidare debiti. È fondamentale conoscere i principali strumenti di tutela:

  • Testo Unico Bancario (TUB) – L’art. 120 TUB, come modificato dalla legge di stabilità 2014, vieta l’anatocismo; le banche non possono calcolare gli interessi sugli interessi a partire dal 1º gennaio 2014 . In caso di violazione, il cliente può chiedere la restituzione delle somme indebitamente addebitate e la rideterminazione del saldo.
  • Usura – La legge 108/1996 e l’art. 644 c.p. puniscono chi applica tassi usurari. I decreti ministeriali sui TEGM sono parte integrante del quadro normativo e il giudice deve confrontare il tasso contrattuale con la soglia . Se il tasso convenuto supera la soglia, la clausola è nulla e il debitore deve restituire solo il capitale, senza interessi né spese; in presenza di usura penale, il creditore può essere perseguito .
  • Fideiussioni nulle – Molti contratti di fideiussione riproducono lo schema ABI del 2003 contenente clausole abusive. Secondo la giurisprudenza, tali contratti sono nulli nella parte che prevede la solidarietà illimitata e la rinuncia ai termini di cui agli articoli 1957 e 1956 c.c.; il debitore garante può eccepire la nullità parziale e chiedere la riduzione della garanzia.
  • Vizi contrattuali e anatocismo – Grazie alle pronunce della Cassazione 21344/2024 e 31422/2025, si può chiedere la ripetizione delle somme pagate a titolo di interessi anatocistici o usurari e la riduzione del saldo. Le banche devono dimostrare la correttezza dei conteggi; in caso contrario, l’addebito è inefficace.
  • Mutuo solutorio – Nel caso di contratti di “mutuo per rientro scoperti”, la banca può agire esecutivamente; tuttavia il mutuatario può contestare eventuali pratiche scorrette, quali l’imposizione di tassi usurari o la mancanza di trasparenza. La Cassazione ha affermato la validità del mutuo solutorio purché il correntista mantenga la disponibilità delle somme .

4. Altri debiti: contributi, tasse di esercizio e fornitori

I marmisti sono soggetti anche a contributi previdenziali (INPS artigiani e commercianti), contributi alle Casse di appartenenza e imposte locali (IMU/TASI, Tari, ecc.). Possono nascere contenziosi con i fornitori o con i clienti. È possibile rateizzare o transare questi debiti, ma occorre analizzare ogni posizione separatamente. Spesso il sovraindebitamento deriva dall’accumulo di diverse posizioni: per questo le procedure di sovraindebitamento consentono di gestire congiuntamente debiti fiscali, bancari e commerciali.

Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto

Ricevere una cartella esattoriale o un atto di pignoramento può generare paura e disorientamento. Tuttavia, conoscere i passi da compiere è fondamentale per non perdere diritti importanti. Di seguito una guida pratica su cosa fare.

1. Verificare la regolarità dell’atto

  1. Controllo formale: verificare che l’atto sia intestato correttamente, riporti gli estremi del ruolo, l’ente creditore e la motivazione. Deve indicare la somma dovuta (imposta, interessi, sanzioni, spese) e il termine per pagare. Gli errori di forma possono comportare l’annullamento.
  2. Verifica della notifica: la notifica deve rispettare i requisiti di legge (PEC o messo notificatore). Occorre accertare la data di ricezione perché da questa decorre il termine per impugnare.
  3. Prescrizione: confrontare la data dell’atto con l’ultimo atto precedente (es. accertamento, cartella precedente) per verificare la prescrizione. Ricordiamo che l’intimazione di pagamento deve essere contestata entro 60 giorni, altrimenti il debito si consolida .
  4. Debiti già pagati: in caso di pagamento parziale o totale, allegare le ricevute; spesso l’Agente della Riscossione non aggiorna il ruolo e richiede somme non dovute.

2. Attivare le difese

  1. Istanza di sospensione e rateizzazione: se non vi sono vizi formali ma il pagamento immediato è impossibile, occorre presentare all’Agente della Riscossione un’istanza di rateizzazione entro 60 giorni per evitare l’esecuzione. Dal 2025 sono previsti piani fino a 120 rate . Nel frattempo è possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione tramite una domanda motivata (es. carichi inesigibili, cause di gravi difficoltà).
  2. Ricorso alla Commissione tributaria o al giudice ordinario: se si rilevano vizi dell’atto (difetti di notifica, prescrizione, carenza di motivazione, illegittimità di sanzioni) si può impugnare l’atto dinanzi al giudice tributario entro 60 giorni. Nei casi di pignoramento presso terzi, opposizione ex art. 615 c.p.c. può essere proposta per contestare il diritto di agire; l’opposizione ex art. 617 c.p.c. contesta gli atti esecutivi.
  3. Mediazione e transazione: è possibile presentare istanza di mediazione tributaria per debiti fiscali fino a 50 mila euro, che sospende i termini; per i debiti bancari, la conciliazione paritetica con l’Arbitro bancario finanziario (ABF) o la negoziazione assistita può portare a riduzioni consistenti.
  4. Sovraindebitamento: quando i debiti sono insostenibili e l’attività rischia il tracollo, conviene rivolgersi a un OCC per valutare un piano del consumatore, un concordato minore o la liquidazione controllata. Queste procedure consentono di sospendere le azioni esecutive e definire i debiti in modo sostenibile.

3. Cosa accade dopo il deposito del ricorso o dell’istanza

  1. Sospensione dell’esecuzione: in molti casi, l’autorità giudiziaria o l’OCC può disporre la sospensione della riscossione fino alla decisione; ciò impedisce pignoramenti e fermi.
  2. Udienza e discussione: il giudice valuta la sussistenza dei vizi o l’eccesso di potere. Nei ricorsi tributari, la prova della notifica e della legittimità del ruolo spetta all’amministrazione.
  3. Decisione: se il ricorso è accolto, l’atto viene annullato in tutto o in parte; se è rigettato, restano validi gli importi e può essere concessa la rateizzazione.
  4. Esecuzione forzata: qualora non si proponga alcuna opposizione o non si aderisce a una definizione agevolata, l’Agente della Riscossione potrà procedere con pignoramenti di conti, stipendi o immobili nei limiti di legge .

Difese e strategie legali specifiche

Analizziamo ora le principali strategie per difendersi da fisco e banche, con un taglio pratico e professionale.

1. Impugnazione della cartella e dell’intimazione

La cartella di pagamento può essere illegittima per difetti di notifica, prescrizione, decadenza o difetto di motivazione. È fondamentale analizzare attentamente la sequenza degli atti (accertamento, cartella, intimazione) e verificare se i termini sono rispettati. La legge prevede 60 giorni per proporre ricorso avverso la cartella o l’intimazione; la mancata opposizione entro il termine rende il debito definitivo . Tra le eccezioni più frequenti:

  • Vizio di notifica: se la cartella è stata notificata a un indirizzo errato o a un soggetto diverso dal contribuente.
  • Prescrizione: passaggio di tempo superiore ai termini (10/5/3 anni) tra l’atto precedente e quello notificato.
  • Omaggi di pagamento: richieste per somme già pagate o condonate (ad esempio a seguito di una rottamazione precedente).
  • Vizi dell’accertamento: mancanza di motivazione, omessa allegazione degli atti presupposti, carenza di elementi probatori.

La tempestiva impugnazione può comportare l’annullamento totale o parziale del debito e la restituzione di somme indebitamente versate.

2. Opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi

Quando l’Agente della Riscossione avvia l’esecuzione (pignoramento immobiliare o presso terzi), il debitore può opporsi per contestare il diritto dell’ente a procedere (art. 615 c.p.c.), oppure per eccepire irregolarità dell’atto (art. 617 c.p.c.). L’opposizione deve essere proposta entro 20 giorni dalla notifica dell’atto.

Esempi di eccezioni:

  • Mancata notifica della cartella o dell’intimazione.
  • Pignoramento di somme eccedenti i limiti legali (esempio: superamento dei limiti di pignorabilità di stipendi o pensioni ).
  • Espropriazione della prima casa in assenza di debito superiore a 120 mila euro o senza iscrizione ipotecaria da almeno sei mesi .
  • Pignoramento del conto corrente oltre i 60 giorni successivi alla notifica, in violazione dell’art. 72‑bis .

3. Rateizzazione e definizioni agevolate

Per prevenire le azioni esecutive, si può chiedere la rateizzazione del debito. Come visto, le norme hanno esteso la durata delle rate: per debiti fino a 120 mila euro, 84 rate (2025–2026), 96 (2027–2028) e 108 dal 2029; per debiti maggiori o condizioni di difficoltà, fino a 120 rate . La richiesta blocca l’esecuzione.

La rottamazione‑quinquies (2026) permette di pagare solo capitale e spese, senza interessi e sanzioni, con pagamento in un’unica soluzione o 54 rate con interesse del 3% . Altre definizioni agevolate potrebbero essere introdotte; è consigliabile monitorare normative e Circolari dell’Agenzia delle Entrate.

4. Piano del consumatore, concordato minore e liquidazione

Quando il debito complessivo non è sostenibile, le procedure di sovraindebitamento offrono soluzioni efficaci:

Piano del consumatore

È una procedura riservata a consumatori e soggetti che hanno contratto debiti senza colpa grave. Con l’assistenza di un OCC, si predispone un piano che consente di pagare i creditori in funzione del reddito disponibile e del valore dei beni. Il tribunale omologa il piano anche senza consenso dei creditori, purché questi ricevano almeno quanto otterrebbero in caso di liquidazione . La legge consente una moratoria fino a due anni per i creditori garantiti e una falcidia dei privilegiati; inoltre, il debitore può mantenere la propria casa se garantisce un valore superiore a quello liquidatorio.

Concordato minore

È rivolto a imprenditori minori, professionisti e start‑up che operano in forma individuale. Permette di proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione, continuando l’attività. Il debito può essere pagato in percentuale, anche con la cessione dei beni futuri. È necessario il voto dei creditori e l’omologazione del tribunale. In presenza di accordo con i principali creditori (75% dei voti), il concordato è omologato. L’Avv. Monardo potrà assistere nella predisposizione dei documenti e nella trattativa.

Liquidazione controllata

Quando non è possibile raggiungere un accordo, il debitore può chiedere la liquidazione controllata dei beni (ex art. 268 CCII). L’OCC verifica la consistenza patrimoniale e redige un inventario. La casa di abitazione può essere esclusa se indispensabile per la famiglia; sono esclusi anche beni impignorabili, crediti alimentari e strumenti essenziali per l’attività . La presentazione della domanda sospende la maturazione degli interessi e delle azioni esecutive. Se l’istanza è inammissibile, il decreto non ha efficacia definitiva e il debitore può ripresentarla .

Esdebitazione del debitore incapiente

Se il debitore non dispone di alcun bene e i creditori non otterrebbero nulla, può accedere all’esdebitazione di cui all’art. 283 CCII. Il giudice verifica la meritevolezza e la correttezza del debitore; in caso positivo, cancella tutti i debiti residui. È un istituto da utilizzare con cautela perché può essere concesso una sola volta .

5. Contenzioso bancario

Il marmista indebitato con la banca deve prestare attenzione alle clausole contrattuali e alla corretta applicazione dei tassi. Le strategie includono:

  1. Verifica del contratto: recuperare il contratto di conto corrente o di mutuo e verificare la presenza di clausole anatocistiche; dopo la sentenza 21344/2024, ogni capitalizzazione degli interessi dopo il 2014 è vietata .
  2. Verifica del TAEG/TEG: confrontare il tasso applicato con il TEGM del trimestre di riferimento; se supera la soglia usura, la clausola è nulla .
  3. Controllo delle spese e delle commissioni: alcune commissioni (es. commissione di istruttoria veloce) devono essere giustificate; la Cassazione considera tutte le remunerazioni nel calcolo dell’usura .
  4. Fideiussioni ABI: se la fideiussione rispecchia lo schema ABI del 2003, il garante può chiedere la nullità delle clausole abusive e ridurre la responsabilità.
  5. Mediazione bancaria e ABF: prima di adire il giudice è possibile ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario o alla mediazione; questi strumenti possono portare ad accordi transattivi e ridurre tempi e costi.

Strumenti alternativi e agevolazioni

1. Rottamazione e stralcio

Le definizioni agevolate sono strumenti straordinari introdotti periodicamente per sanare i debiti fiscali. La rottamazione‑quinquies è l’ultima versione (2026). I debiti affidati ad AdER tra il 2000 e il 2023 possono essere estinti pagando solo imposta e rimborso spese. Sono esclusi i carichi relativi a recupero di aiuti di Stato, dazi europei, multe stradali e sentenze penali. È possibile aderire anche se si è decaduti da precedenti rottamazioni . Il pagamento in un’unica soluzione avviene entro il 31 luglio 2026; in alternativa si possono versare 54 rate bimestrali con un interesse del 3%.

Il condono delle sanzioni e l’annullamento automatico dei ruoli sono altre misure: dal 2025 i ruoli affidati alla riscossione sono scaricati dopo cinque anni se l’agente non li recupera , ma il debito non si estingue. Il contribuente può ottenere un nuovo piano se emergono elementi di recupero; la norma vuole evitare la sovrapposizione di debiti vecchi inesigibili.

2. Rateizzazione lunga e «saldo e stralcio»

L’istituto del «saldo e stralcio» permette di chiudere i debiti con un pagamento concordato in unica soluzione o in poche rate, solitamente ottenuto tramite trattativa con l’Agente della Riscossione o con la banca. È particolarmente utile per chi dispone di una somma immediata (es. aiuto familiare o vendita bene) e vuole liberarsi del fardello. Grazie alle modifiche normative, è possibile ottenere rate fino a 120 rate per i debiti fiscali .

3. Fondi e misure di sostegno per artigiani

Oltre alle soluzioni difensive, esistono strumenti di sostegno: bandi di finanziamento agevolato per l’acquisto di macchinari, garanzie del Fondo centrale PMI, contributi regionali per artigiani. Questi interventi possono aiutare a ristrutturare l’attività e a generare liquidità per rimborsare i debiti. È opportuno consultare periodicamente i portali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle Regioni.

4. Piani del consumatore e procedure familiari

Se il marmista ha contratto debiti anche personali (mutui casa, prestiti al consumo), può proporre un unico piano che includa debiti professionali e familiari. Grazie all’art. 67 CCII, il piano del consumatore può prevedere la salvaguardia dell’abitazione e una moratoria dei crediti ipotecari fino a due anni .

Errori comuni da evitare

  1. Ignorare gli atti: non aprire le raccomandate o le PEC non evita il problema. I termini decorrono dalla notifica; non impugnare l’intimazione entro 60 giorni comporta la decadenza del diritto .
  2. Pagare senza verificare: molti contribuenti pagano cartelle già prescritte o contenenti debiti condonati. Una verifica professionale consente di risparmiare.
  3. Ricorrere a professionisti improvvisati: le procedure di sovraindebitamento richiedono l’assistenza di un OCC qualificato e di avvocati esperti; errori nell’elaborazione del piano possono comportare l’inammissibilità dell’istanza .
  4. Sottovalutare le banche: le clausole anatocistiche e usurarie possono gonfiare il debito; una perizia econometrica è indispensabile per contestarle .
  5. Affidarsi alle voci: ogni caso è unico; le definizioni agevolate cambiano nel tempo. È fondamentale informarsi sulle norme vigenti (ad esempio rottamazione‑quinquies) e non basarsi su esperienze altrui.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Termini di prescrizione e impugnazione

Tipologia di debitoTermine di prescrizione (decorre dall’atto precedente)Termine per impugnare l’atto successivoNorme di riferimento
Imposte erariali (Irpef, Iva)10 anniRicorso entro 60 giorni dalla cartella o intimazioneArt. 50 DPR 602/73
Tributi locali, contributi previdenziali5 anniRicorso entro 60 giorniCassazione 28706/2025
Bollo auto3 anniRicorso entro 60 giorniArt. 2948 c.c. e giurisprudenza
Intimazione di pagamento60 giorni per impugnare pena definitivitàArt. 50 DPR 602/73

Tabella 2 – Limiti di pignorabilità

Bene o redditoPercentuale pignorabileNorme
PensioneImpignorabile fino a 2× assegno sociale (min. 1.000 €); oltre, pignorabile nei limiti di 1/5Art. 545 c.p.c., Art. 72‑ter DPR 602/73
Stipendio < 2.500 €1/10Art. 72‑ter DPR 602/73
Stipendio 2.500–5.000 €1/7Art. 72‑ter DPR 602/73
Stipendio > 5.000 €1/5 (regola generale)Art. 545 c.p.c.
Prima casa non di lussoInespropriabile salvo debito > 120 mila €, ipoteca iscritta da 6 mesiArt. 76 DPR 602/73
Conto correnteSaldo e somme in entrata nei 60 giorni successivi al pignoramentoArt. 72‑bis DPR 602/73

Tabella 3 – Procedura sovraindebitamento (schematica)

ProceduraDestinatariPrincipali caratteristicheVantaggi
Piano del consumatoreConsumatori, debitori civili senza colpa gravePiano di rimborso elaborato con OCC, approvato dal tribunale senza voto dei creditori; può prevedere moratoria di 2 anni e falcidia dei privilegiatiMantenimento della casa, sospensione esecuzioni, pagamento sostenibile
Concordato minoreImprenditori minori, professionistiNecessario voto dei creditori; può prevedere continuità aziendale; pagamento parziale con cessione di beni presenti e futuriPermette di proseguire l’attività; riduzione debito
Liquidazione controllataConsumatori e imprenditori in stato di insolvenzaLiquidazione del patrimonio sotto supervisione del tribunale e dell’OCC; esclusi beni impignorabiliLiberazione dai debiti, sospensione degli interessi
Esdebitazione incapienteDebitori senza beni e redditi significativiCancella debiti se il reddito non supera 1,5× l’assegno sociale; concessa una sola voltaAzzeramento totale dei debiti, possibilità di ripartire

Tabella 4 – Definizioni agevolate (rottamazione quinquies)

Carichi ammessiCondizioniScadenzeVantaggi
Debiti affidati ad AdER 2000–2023Pagamento di imposta e spese senza interessi e sanzioniAdesione entro 30 aprile 2026; pagamento unica soluzione entro 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali (prime 48 rate da luglio 2026 con interesse 3%)Considerevole riduzione del carico, nessuna sanzione, possibilità di rateizzazione lunga
Debiti su cui è già intervenuta rottamazione precedente ma decadutiPossono essere riammessiStesse condizioni di cui sopraPermette di riattivare definizioni decadute
Debiti esclusiRecupero aiuti di Stato, sentenze penali, sanzioni per violazioni doganali, multe stradaliNecessità di altre procedure o pagamento integrale

Domande frequenti (FAQ)

1. Ho ricevuto una cartella di pagamento per debiti dell’azienda e personali: posso unificarli in un unico procedimento?

Sì. Le procedure di sovraindebitamento consentono di gestire insieme debiti professionali e personali. Con l’aiuto dell’Avv. Monardo si può predisporre un piano del consumatore o un concordato minore includendo tutte le posizioni, anche fiscali e bancarie, con un’unica proposta ai creditori.

2. La cartella esattoriale è prescritta dopo 10 anni?

Dipende dal tipo di debito. Le imposte erariali si prescrivono in 10 anni, i tributi locali in 5 e il bollo auto in 3. Tuttavia, per far valere la prescrizione occorre impugnare l’intimazione di pagamento entro 60 giorni .

3. Posso fermare il pignoramento del conto corrente?

Se il pignoramento è già stato notificato, è possibile impugnare l’atto entro 20 giorni contestando eventuali vizi (mancata notifica della cartella, prescrizione, eccesso di somme). Ricorda che la banca deve versare anche le somme accreditate nei 60 giorni successivi ; è quindi essenziale agire subito e valutare la rateizzazione o il ricorso.

4. L’Agenzia può pignorare la mia prima casa?

No, se si tratta dell’unica abitazione non di lusso e vi risiedi anagraficamente, salvo che il debito superi 120 mila euro e sia stata iscritta ipoteca da almeno sei mesi . In caso contrario, si può opporre l’espropriazione.

5. Quali beni sono esclusi dalla liquidazione controllata?

Sono esclusi i beni impignorabili ai sensi dell’art. 514 c.p.c. (vestiti, mobilio indispensabile, utensili del mestiere), i crediti alimentari e i beni destinati alla famiglia o all’attività. Inoltre, la casa di abitazione può essere preservata se il suo valore non supera determinati limiti .

6. Posso aderire alla rottamazione se ho aderito in passato ma non ho pagato tutte le rate?

La rottamazione‑quinquies consente di rientrare anche a chi è decaduto da precedenti definizioni agevolate . Dovrai tuttavia pagare le rate future e non saranno restituiti gli importi già versati.

7. I finanziamenti bancari possono essere annullati per usura?

Se il tasso effettivo applicato supera la soglia usuraria fissata dai decreti ministeriali, la clausola è nulla e il debitore deve restituire solo il capitale. Tutte le commissioni e spese vanno incluse nel calcolo dell’usura .

8. Cosa succede se la banca ha capitalizzato gli interessi?

Dal 1º gennaio 2014 l’anatocismo è vietato; quindi, l’addebito di interessi su interessi è illegittimo . Puoi chiedere la restituzione delle somme pagate in eccedenza e la rideterminazione del debito. È necessario esaminare gli estratti conto con un tecnico esperto.

9. Cos’è il mutuo solutorio?

È un prestito concesso dalla banca per chiudere uno scoperto di conto. Le Sezioni Unite hanno ritenuto valido questo contratto purché il correntista abbia la disponibilità delle somme . Tuttavia, se il tasso è usurario o l’anatocismo è presente, puoi contestarlo.

10. Posso vendere un bene mentre sono in liquidazione controllata?

No, i beni rientrano nella massa liquidatoria e la loro gestione spetta al liquidatore nominato dal tribunale. Eventuali vendite senza autorizzazione sono nulle e possono comportare la revoca della procedura.

11. Ho un’autovettura utilizzata per l’attività: rischia il fermo amministrativo?

L’agente può iscrivere il fermo dopo 60 giorni dalla cartella, ma il bene può essere escluso se dimostri che è strumentale all’attività . È necessario presentare un’istanza motivata allegando la documentazione.

12. Cosa succede se non rispetto le rate del piano del consumatore?

Il mancato pagamento determina la risoluzione della procedura e i creditori possono riprendere l’esecuzione. È pertanto fondamentale predisporre un piano sostenibile e rispettare le scadenze.

13. Può l’INPS trattenere d’ufficio una parte della mia pensione?

Sì, la Corte costituzionale ha confermato la legittimità delle trattenute su pensione per recuperare crediti previdenziali entro i limiti di 1/5 e salvaguardando il minimo vitale .

14. Qual è la differenza tra concordato minore e liquidazione controllata?

Nel concordato minore si propone ai creditori un accordo di ristrutturazione e si ottiene il voto; l’attività può proseguire. Nella liquidazione controllata i beni vengono venduti per soddisfare i creditori e non è previsto il voto. È una procedura più drastica ma consente di liberarsi da debiti insostenibili .

15. È possibile riaprire una nuova procedura di sovraindebitamento se quella precedente è stata dichiarata inammissibile?

Sì. La Cassazione ha stabilito che il decreto che dichiara l’inammissibilità di una liquidazione non ha natura decisoria definitiva e non è impugnabile; il debitore può ripresentare la domanda una volta corretti i vizi .

16. È necessario l’accordo di tutti i creditori per il piano del consumatore?

No. Il piano del consumatore non richiede il voto dei creditori: il tribunale lo omologa se ritiene la proposta meritevole e se i creditori ricevono almeno quanto avrebbero ricevuto nella liquidazione .

17. Ho debiti verso i fornitori: rientrano nella procedura di sovraindebitamento?

Sì, le procedure consentono di includere debiti commerciali. I fornitori partecipano come creditori chirografari e possono essere soddisfatti con percentuali diverse, subordinate alle disponibilità e ai valori di liquidazione.

18. Cosa succede se supero le soglie di pignorabilità del conto corrente?

Se l’agente pignora importi superiori o non rispetta i 60 giorni previsti, puoi impugnare l’atto. La banca deve congelare e versare le somme nei limiti di legge ; eventuali eccessi sono contestabili tramite opposizione.

19. Posso ottenere la sospensione del fermo amministrativo se rateizzo?

Sì. La presentazione di un’istanza di rateizzazione regolarmente accolta sospende il fermo; tuttavia, se non si pagano le rate, il fermo viene ripristinato.

20. Sono un artigiano e devo acquistare nuovi macchinari: è meglio contrarre un nuovo mutuo o cercare alternative?

Il nuovo debito deve essere ponderato. Se hai già debiti in essere, potresti aggravare la tua posizione. Valuta soluzioni alternative: leasing strumentale, contributi a fondo perduto, o bandi regionali. Se decidi per un mutuo, verifica attentamente i tassi, le clausole di anatocismo o usura e tutela la tua impresa con la consulenza dell’Avv. Monardo.

Simulazioni pratiche e casi reali

Simulazione 1 – Rateizzazione e rottamazione

Scenario: Un marmista ha ricevuto cartelle per Iva non versata (70 mila €), contributi INPS (20 mila €) e sanzioni per ritardato versamento (10 mila €). Non può pagare in un’unica soluzione.

Soluzione: Verifica la legittimità delle cartelle e la notifica. In mancanza di vizi, presenta un’istanza di rateizzazione. Dal 2025 può richiedere fino a 84 rate (7 anni) . Rate mensili = 100.000 € / 84 ≈ 1.190 € + interessi ridotti. Se disponibili liquidità, si può attendere l’apertura della rottamazione‑quinquies; aderendo, pagherebbe solo 90 mila € (capitale e spese), senza sanzioni. Il pagamento potrebbe essere in 54 rate bimestrali: 90.000 € / 54 ≈ 1.667 € ogni due mesi più 3% di interessi .

Simulazione 2 – Piano del consumatore con mantenimento della casa

Scenario: Un artigiano ha debiti bancari per 150 mila € (mutuo ipotecario e scoperti di conto), debiti fiscali per 50 mila € e un immobile adibito ad abitazione del valore di 200 mila €. Il reddito familiare è sufficiente a pagare 1.200 € al mese.

Soluzione: Presentare un piano del consumatore tramite OCC. Nel piano si propone: pagamento integrale del mutuo ipotecario con moratoria di 2 anni (consentita dall’art. 67 CCII) , pagamento parziale dei chirografari in percentuale (ad esempio 30 %) utilizzando il reddito mensile e destinando eventuali plusvalenze future. L’immobile può essere mantenuto perché la somma offerta ai creditori è superiore al valore che otterrebbero in liquidazione. La procedura sospende le esecuzioni e consente di uscire dalla crisi.

Simulazione 3 – Liquidazione controllata e esdebitazione incapiente

Scenario: Un marmista ha cessato l’attività, non possiede beni, vive in affitto e percepisce un reddito di 700 € al mese. I debiti ammontano a 80 mila €. Non può proporre un piano di rientro.

Soluzione: Si chiede la liquidazione controllata e contestualmente l’esdebitazione per incapienza. L’OCC attesta l’assenza di beni e la meritevolezza. Il giudice, accertato che il reddito al netto delle spese è inferiore a 1,5× l’assegno sociale, concede l’esdebitazione . Il debitore è liberato da tutti i debiti e può ripartire.

Simulazione 4 – Opposizione al pignoramento illegittimo

Scenario: La banca, su richiesta di AdER, ha pignorato l’intero saldo del conto corrente (4.000 €) e trattiene ogni incasso derivante dalle fatture nei successivi due mesi. Il debitore ritiene che non sia stato rispettato il termine di preavviso.

Soluzione: Presentare opposizione ex art. 615 c.p.c. contestando la mancata notifica dell’intimazione di pagamento e il superamento dei limiti temporali. L’art. 72‑bis prevede che la banca versi le somme entro 60 giorni ; eventuali somme incassate oltre tale termine non sono pignorabili. Chiedere la restituzione e la sospensione del pignoramento.

Conclusione

Il mestiere del marmista è fatto di creatività e fatica quotidiana, ma può essere messo a rischio dai debiti e dalle procedure aggressive di Fisco e banche. Come abbiamo visto, l’ordinamento giuridico offre numerosi strumenti di difesa: dalla contestazione delle cartelle e delle intimazioni, alla rateizzazione, alle definizioni agevolate, fino alle sofisticate procedure di sovraindebitamento introdotte dal Codice della crisi. La giurisprudenza recente – dalla Cassazione all’interpretazione dei tassi usurari – dà nuova forza ai debitori, vietando anatocismo e imponendo alle banche trasparenza e correttezza .

Le tabelle e le simulazioni proposte dimostrano che, con un’assistenza professionale adeguata, è possibile riconquistare il controllo della propria attività e proteggere la propria casa. Tuttavia, è fondamentale agire tempestivamente: la mancata impugnazione di un’intimazione di pagamento o l’inerzia davanti a un pignoramento possono rendere definitivo il debito . Non bisogna cadere nell’errore di ignorare gli atti o affidarsi a soluzioni improvvisate.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team rappresentano un punto di riferimento per gli artigiani e i professionisti in crisi. Con competenza multidisciplinare e un approccio personalizzato, possono analizzare ogni singolo caso, individuare i vizi degli atti, proporre opposizioni efficaci e attivare procedure di sovraindebitamento o definizioni agevolate. Essendo cassazionista, gestore della crisi, professionista fiduciario di un OCC e esperto negoziatore della crisi d’impresa, l’Avv. Monardo garantisce assistenza di alto livello su tutto il territorio nazionale.

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