Pensione per animali con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

La gestione dei debiti è sempre un tema delicato per famiglie, imprenditori e professionisti. Lo diventa ancor di più quando in gioco ci sono gli animali affidati a pensioni o centri di accoglienza. Spesso chi porta il proprio cane o cavallo in pensione per periodi di vacanza o per necessità si trova a dover fronteggiare difficoltà economiche che coinvolgono non solo le banche e l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, ma anche il gestore della pensione. Non conoscere le regole giuridiche può condurre a errori gravi: perdere la proprietà del proprio animale, pagare interessi usurari, subire pignoramenti o ipoteche sul patrimonio.

Questo articolo analizza in modo completo e aggiornato (gennaio 2026) tutte le questioni giuridiche legate alla pensione per animali in presenza di debiti fiscali o bancari, con particolare attenzione alla tutela del debitore e al punto di vista di chi cerca di difendere il proprio amico a quattro zampe. Verranno esaminate le norme civili (artt. 1766 ss. c.c. sul deposito, artt. 2756, 2760 e 2797 c.c. sui privilegi e sulla vendita dei beni), la legge 28 dicembre 2015 n. 221 che ha reso impignorabili gli animali d’affezione o da compagnia attraverso l’introduzione dei nuovi numeri 6‑bis e 6‑ter nell’art. 514 c.p.c. (beni assolutamente impignorabili) , la normativa sulla crisi da sovraindebitamento (legge 3/2012, oggi confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza), le sentenze più recenti della Corte di cassazione sulla moratoria nei piani del consumatore e sull’anatocismo nei contratti bancari , e le procedure di definizione agevolata (rottamazione‑quater e rottamazione‑quinquies) introdotte dalle leggi di bilancio 2023 e 2026 .

Affronteremo anche i principali strumenti difensivi: opposizioni, ricorsi, sospensioni, trattative con le banche, piani di rientro e soluzioni stragiudiziali. Saranno evidenziati gli errori da evitare e forniti consigli pratici per agire tempestivamente.

Chi è l’avvocato Giuseppe Angelo Monardo

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista, con vastissima esperienza in diritto bancario, tributario e procedure concorsuali. Coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti operanti a livello nazionale e offre assistenza specialistica nelle crisi debitorie. È Gestore della crisi da sovraindebitamento (legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC (Organismo di Composizione della Crisi) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 convertito in L. 147/2021. Grazie a queste qualifiche, l’Avv. Monardo può assistere i debitori nell’analisi degli atti, nella redazione di ricorsi e opposizioni, nella negoziazione con banche e agenti della riscossione, nell’elaborazione di piani del consumatore, accordi di ristrutturazione o nella liquidazione controllata, garantendo un approccio integrato e soluzioni concrete.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

1. Il deposito degli animali: natura giuridica

Quando si affida un animale a una pensione, si conclude un contratto di deposito ai sensi dell’art. 1766 c.c., con cui il depositario riceve un bene mobile altrui (in questo caso un animale) impegnandosi a custodirlo e restituirlo al depositante alla scadenza concordata. Il deposito può essere oneroso, ossia dietro pagamento di un corrispettivo; l’obbligazione del depositante è dunque il pagamento della retta di pensione. La giurisprudenza qualifica questa fattispecie come deposito irregolare, in quanto il depositario ha anche l’obbligo di nutrire, curare e mantenere in buona salute l’animale.

L’omesso pagamento della retta integra un’inadempienza contrattuale; la pensione può agire per il recupero del credito e, nei limiti consentiti dalla legge, esercitare il diritto di ritenzione sull’animale. Tale diritto trova fondamento negli artt. 2756 e 2760 c.c.

  • Art. 2756 c.c. – Crediti per la conservazione e il miglioramento di beni mobili: attribuisce al prestatore di opera che ha provveduto alla riparazione, manutenzione o custodia di un bene mobile un privilegio sul bene stesso finché lo possiede. Il creditore può trattenerlo fino al pagamento e, in difetto, procedere alla vendita secondo le regole del pegno .
  • Art. 2760 c.c. – Crediti dell’albergatore: riconosce al gestore di un albergo, pensione o struttura simile un privilegio sui beni portati dagli ospiti (compresi gli animali) per i crediti derivanti dalla fornitura dell’alloggio e dei servizi accessori . Il privilegio sussiste anche nei confronti di terzi se l’albergatore non era a conoscenza dei diritti di costoro.
  • Art. 2797 c.c. – Vendita dei beni in pegno: prima di procedere alla vendita del bene detenuto a garanzia del credito, il creditore deve notificare al debitore, tramite ufficiale giudiziario, l’intimazione di pagamento. Il debitore può opporsi entro cinque giorni. Decorso il termine senza pagamento né opposizione, il bene può essere venduto all’asta o, se ha un prezzo corrente, a tale prezzo .

Il diritto di ritenzione attribuito dall’art. 2756 c.c. è particolarmente rilevante per i gestori di pensioni per animali: in caso di insolvenza del proprietario, la struttura può trattenere l’animale finché non viene saldato il debito o finché non avviene la vendita legittima. La vendita deve seguire le regole del pegno, con comunicazione e termine di cinque giorni per l’opposizione. La dottrina evidenzia che, durante il periodo di trattenimento, il depositario non può utilizzare l’animale per fini propri. La Corte di Cassazione penale ha considerato appropriazione indebita l’uso del cavallo affidato in pensione da parte del gestore (Cass. pen. 17 maggio 2011 n. 17295), a conferma che il depositario deve limitarsi alla custodia .

2. L’impignorabilità degli animali d’affezione e di terapia

La legge 28 dicembre 2015 n. 221 ha introdotto nell’art. 514 c.p.c., tra i beni assolutamente impignorabili, i seguenti:

NumeroBene impignorabileNormativa
6-bisAnimali di affezione o di compagnia detenuti presso l’abitazione del debitore o nei luoghi a lui appartenenti senza scopo produttivo o commercialeArt. 77 L. 221/2015 che ha modificato l’art. 514 c.p.c. aggiungendo il n. 6‑bis
6-terAnimali utilizzati a fini terapeutici o di assistenza per il debitore o la sua famigliaArt. 77 L. 221/2015, stesso riferimento

Grazie a questa riforma, dal 2 febbraio 2016 gli animali di affezione non possono essere pignorati durante l’esecuzione forzata per debiti. L’obiettivo è tutelare il legame affettivo e impedire che il pignoramento degli animali sia usato come forma di pressione. Le norme escludono invece gli animali destinati a produzione o commercio, che restano pignorabili .

Questa impignorabilità, tuttavia, non impedisce al gestore della pensione di esercitare la ritenzione prevista dagli artt. 2756 e 2760 c.c. e di vendere l’animale se il proprietario non paga: tale vendita non configura un pignoramento giudiziario, bensì l’esercizio di un diritto reale di garanzia. Occorre però rispettare la procedura dell’art. 2797 c.c. per non incorrere in responsabilità penale.

3. Normativa tributaria: cartelle esattoriali, opposizioni e termini

Il recupero dei tributi avviene tramite cartelle di pagamento emesse dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (AdER) sulla base dei ruoli iscritti. Una volta notificata la cartella, il debitore ha 60 giorni per:

  1. Pagare in unica soluzione o chiedere una dilazione ai sensi dell’art. 19 DPR 602/1973;
  2. Presentare domanda di definizione agevolata (rottamazione) qualora sia aperta la finestra prevista dalle leggi di bilancio;
  3. Impugnare la cartella dinanzi alla Corte di giustizia tributaria competente, per vizi propri della cartella (omessa notifica, difetto di motivazione, prescrizione) o vizi del titolo (avviso di accertamento) entro 60 giorni (per tributi) o 40 giorni (per sanzioni amministrative) dall’avvenuta notifica;
  4. Proporre ricorso in autotutela, richiedendo all’ente impositore l’annullamento o lo sgravio della cartella.

La notifica della cartella può essere sospesa in caso di:

  • Istanza di sospensione amministrativa prevista dall’art. 5 del D.L. 193/2016, se si ravvisano errori nell’iscrizione a ruolo (ad esempio, pagamento già effettuato);
  • Ricorso giurisdizionale con istanza cautelare ex art. 47 D.Lgs. 546/1992 (in giudizio tributario);
  • Presentazione della domanda di definizione agevolata, che comporta la sospensione delle azioni esecutive sui carichi inclusi.

4. Definizione agevolata: rottamazione‑quater (2023‑2025)

La legge di bilancio 2023 (L. 197/2022) ha introdotto la rottamazione‑quater (art. 1, commi 231‑252), che permette di estinguere i debiti affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo la somma capitale, le spese di notifica e le spese per le procedure esecutive, mentre vengono condonati gli interessi, le sanzioni e l’aggio. L’articolo 3 della legge 15/2025 ha riaperto i termini per chi era decaduto dal beneficio, consentendo la riammissione fino al 30 aprile 2025 .

Le principali caratteristiche della rottamazione‑quater sono:

  • Ambito temporale: riguarda i carichi affidati all’AdER dal 2000 al 30 giugno 2022.
  • Benefici: il debitore paga solo il capitale e le spese; sono annullati interessi, sanzioni e aggio. Per le sanzioni amministrative (multe stradali) va pagata solo la somma originaria .
  • Modalità di pagamento: è possibile versare in un’unica soluzione o in un massimo di 18 rate (5 anni).
  • Decadenza: in caso di mancato pagamento di una rata, si perde il beneficio e si riattivano i carichi originari.

Coloro che avevano aderito alla rottamazione‑quater ma erano decaduti per mancato pagamento delle rate possono essere riammessi, a condizione di pagare le rate scadute entro i termini fissati (aprile 2025) .

5. Definizione agevolata: rottamazione‑quinquies (2026)

La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto una nuova misura di definizione agevolata denominata rottamazione‑quinquies. Essa rappresenta la quinta edizione della pace fiscale e mira a consentire ai contribuenti di estinguere i debiti fiscali in modo sostenibile, senza interessi né sanzioni. Le regole operative, descritte nei documenti dell’AdER e nelle sintesi delle principali fonti giuridiche, possono essere riassunte come segue:

  • Ambito di applicazione: la rottamazione‑quinquies riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, derivanti da omesso versamento di imposte (artt. 36‑bis e 36‑ter DPR 600/1973; art. 54‑bis e 54‑ter DPR 633/1972) e contributi previdenziali INPS non provenienti da accertamenti . Sono ammessi anche coloro che erano decaduti da precedenti rottamazioni, purché i carichi rientrino nell’ambito temporale .
  • Debiti esclusi: restano esclusi i piani di pagamento della rottamazione‑quater per i quali, al 30 settembre 2025, risultano pagate tutte le rate scadute .
  • Benefici: si pagano solo il capitale e le spese di riscossione; sono cancellati interessi, sanzioni e aggio .
  • Domanda di adesione: deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 con modalità telematiche che saranno attivate dall’AdER entro il 21 gennaio 2026 .
  • Pagamento: il debitore può scegliere di pagare:
  • in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, senza interessi;
  • in 54 rate bimestrali di pari importo (9 anni), con scadenze fisse: le prime tre rate al 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026; dalla quarta alla cinquantunesima rata si paga il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno dal 2027; le ultime tre rate al 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio 2035 . A decorrere dal 1° agosto 2026, le rate sono soggette a interessi al 3% annuo .
  • Sospensioni: con la presentazione della domanda sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza, i pagamenti derivanti da dilazioni in essere, le iscrizioni di nuovi fermi e ipoteche e le azioni esecutive; il debitore non è considerato inadempiente ai fini del DURC .
  • Decadenza: la rottamazione‑quinquies è severa: non è prevista alcuna tolleranza. Il mancato pagamento dell’unica rata o di due rate (anche non consecutive) comporta la decadenza dal beneficio; il debito originario, comprensivo di interessi e sanzioni, torna integralmente esigibile e riprendono le azioni esecutive .

Queste regole rendono la rottamazione‑quinquies un’opportunità preziosa, ma richiedono grande attenzione nel rispettare scadenze e importi: una mancata o tardiva rata comporta la perdita del beneficio e la riattivazione delle procedure esecutive.

6. Crisi da sovraindebitamento e Codice della crisi d’impresa

6.1 Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione

La legge 3/2012 ha introdotto per i soggetti non fallibili (consumatori, professionisti, imprenditori agricoli, start‑up, associazioni) la possibilità di accedere a procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento. Dal 15 luglio 2022 tali procedure sono confluite nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), di cui gli artt. 67 e 71 disciplinano rispettivamente il piano del consumatore e l’accordo di ristrutturazione. Con il D.Lgs. 136/2024, entrato in vigore il 1° luglio 2024, la disciplina è stata ulteriormente modificata, prevedendo una moratoria più lunga.

Secondo l’art. 67 CCI, il consumatore può presentare, con l’assistenza di un organismo di composizione della crisi (OCC), un piano di ristrutturazione dei debiti finalizzato a pagare integralmente i creditori privilegiati e, in misura non inferiore rispetto al valore del bene, quelli ipotecari . Il piano può prevedere:

  • la vendita di beni;
  • la cessione del quinto dello stipendio o della pensione;
  • il mantenimento di beni funzionali alla vita familiare;
  • una moratoria fino a due anni dall’omologazione per iniziare a pagare i creditori privilegiati (prima era un anno). La moratoria decorre dall’omologazione e non rappresenta il termine finale per estinguere i privilegiati .

La Corte di Cassazione, con ordinanza 11 aprile 2025 n. 9549, ha chiarito che la moratoria prevista dall’art. 8, comma 4 della legge 3/2012 (un anno) non costituisce un termine finale di pagamento, ma un dies a quo: dal momento dell’omologazione, il debitore deve iniziare a pagare i creditori privilegiati entro il termine; il pagamento può prolungarsi oltre tale periodo. Il correttivo introdotto dal D.Lgs. 136/2024 estende la moratoria a due anni .

Nell’accordo di ristrutturazione il debitore può trattare anche con i creditori chirografari e ipotecari; l’accordo è vincolante se approvato dai creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti ammessi e omologato dal tribunale.

6.2 Liquidazione controllata e esdebitazione

Se il debitore non può proporre un piano o un accordo, può ricorrere alla liquidazione controllata (artt. 268 ss. CCI), che comporta la vendita di tutti i beni per soddisfare i creditori. Terminata la liquidazione, il debitore può ottenere l’esdebitazione (art. 280 CCI), cioè la liberazione dai debiti residui, purché soddisfi determinati requisiti: non deve essere stato condannato per reati contro il patrimonio, non deve aver provocato dolosamente la crisi, non deve aver beneficiato dell’esdebitazione nei cinque anni precedenti . Per i consumatori, la liberazione può essere totale anche se nessun pagamento è stato eseguito (esdebitazione del meritevole).

7. Contratti bancari: anatocismo, usura e responsabilità della banca

Molti debitori che hanno animali in pensione sono indebitati non solo con il fisco ma anche con banche. È quindi essenziale conoscere i principali profili di nullità o illegittimità dei contratti di mutuo, leasing e conto corrente.

7.1 Divieto di anatocismo

L’art. 1283 c.c. stabilisce che, in mancanza di usi contrari, gli interessi possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, purché siano scaduti da almeno sei mesi . La Cassazione e le Sezioni Unite hanno più volte ribadito il divieto di capitalizzazione trimestrale degli interessi nei contratti bancari, salvo che il contratto preveda la stessa periodicità per gli interessi creditori e debitori (Delibera CICR 9 febbraio 2000 e 3 agosto 2016).

L’ordinanza della Corte di Cassazione, Sez. III, 29 agosto 2025 n. 24197, ha confermato che il piano di ammortamento “alla francese” non integra una forma di anatocismo. Gli interessi compresi in ciascuna rata non sono calcolati su interessi già maturati e non generano ulteriori interessi; pertanto, non vi è capitalizzazione vietata . La Corte ha anche richiamato le Sezioni Unite n. 15130/2024, ribadendo che chi contesta l’usurarietà del tasso o l’erroneità del calcolo deve dimostrare puntualmente l’errore del giudice e produrre i decreti ministeriali sul TEGM (tasso effettivo globale medio) del periodo .

7.2 Usura bancaria e interessi moratori

La legge n. 108/1996 vieta la pattuizione di interessi usurari; il tasso applicato è usurario se supera il limite stabilito trimestralmente dal Ministero dell’economia (tasso soglia). La Cassazione ha affermato che l’interesse a richiedere la dichiarazione di usurarietà degli interessi moratori sussiste anche prima che il debitore sia in mora; occorre confrontare il tasso previsto con il tasso soglia all’epoca della stipula (Cass. SS.UU. n. 19597/2020). La sentenza n. 26525/2024 ha ribadito l’inammissibilità delle contestazioni sull’usura se non vengono prodotti i decreti ministeriali sui tassi medi .

Chi sospetta di aver pagato interessi usurari può chiedere al giudice la riduzione degli interessi al tasso legale e, nei casi più gravi, la restituzione delle somme eccedenti. L’analisi tecnica del piano di ammortamento è indispensabile.

8. Giurisprudenza sulla pensione per animali e sui crediti della pensione

Un’interessante pronuncia del Tribunale di Prato (sentenza 7 giugno 2017) ha applicato l’art. 2954 c.c. (presunzione di prescrizione quinquennale per alberghi) ai crediti di una pensione per cavalli, equiparando la prestazione di alloggio degli animali a quella degli alberghi per persone . La sentenza ha ritenuto che i gestori di pensioni per animali godono della presunzione di adempimento ex art. 2954 c.c. e che devono fornire prova rigorosa del credito residuo. Ciò indica che, nel recupero dei propri crediti, le pensioni per animali devono prestare particolare attenzione alla prescrizione e alla documentazione delle somme dovute.

Altre sentenze della Cassazione hanno confermato il diritto di ritenzione del gestore e la necessità di seguire la procedura di vendita prevista dall’art. 2797 c.c. per non incorrere in appropriazione indebita .

Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica di un atto

1. Notifica di cartella o avviso di accertamento

  1. Ricezione dell’atto – L’atto può essere un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate o una cartella esattoriale emessa dall’AdER. Il plico viene notificato tramite posta raccomandata A/R o PEC. Verifica la data di notifica, che determina i termini per impugnare o aderire alla definizione agevolata.
  2. Controllo formale – Verifica la corretta indicazione del destinatario, la descrizione del tributo, l’anno di imposta, il calcolo degli interessi e delle sanzioni. Eventuali errori possono costituire motivo di annullamento.
  3. Verifica prescrizione – Molti tributi si prescrivono in cinque anni (imposte dirette, IVA, contributi) o in tre anni (bollo auto). Se il periodo tra l’emissione del ruolo e la notifica della cartella supera il termine di legge, è possibile eccepire la prescrizione.
  4. Richiesta documenti – Se la cartella non contiene il dettaglio del calcolo, si può richiedere all’AdER estratti di ruolo e copia degli atti impositivi.
  5. Verifica tutela animale – Se si possiede un animale ospitato in pensione e si teme un pignoramento, occorre sapere che gli animali di affezione sono impignorabili . Tuttavia la struttura può trattenere l’animale per il pagamento delle rette e, in caso estremo, venderlo seguendo la procedura ex art. 2797 c.c.

2. Scadenze e diritti del contribuente

FaseTermineAzione
Impugnazione della cartella60 giorni (o 40 giorni per sanzioni) dal ricevimentoRicorso alla Corte di giustizia tributaria competente; possibilità di chiedere la sospensione cautelare ex art. 47 D.Lgs. 546/1992.
Richiesta di rateizzazioneentro 60 giorni dalla notificaIstanza di dilazione all’AdER ai sensi dell’art. 19 DPR 602/1973 (piano ordinario fino a 72 rate, straordinario fino a 120 rate).
Domanda di definizione agevolata (rottamazione‑quinquies)entro 30 aprile 2026Domanda telematica sul portale AdER; sospensione delle azioni esecutive fino alla scadenza della prima rata .
Pagamento in unica soluzione31 luglio 2026Estinzione del debito senza interessi .
Pagamenti rateali rottamazione‑quinquies54 rate bimestrali (luglio 2026 – maggio 2035)Versamento delle rate alle scadenze prestabilite; interessi del 3% dal 1° agosto 2026 .

3. Procedure in caso di insolvenza con la pensione per animali

Se il debitore non paga la retta della pensione:

  1. Diffida di pagamento – La struttura invia al proprietario una diffida ad adempiere, specificando l’importo dovuto e i termini per il pagamento.
  2. Esercizio del diritto di ritenzione – L’animale viene trattenuto presso la pensione, anche se l’animale è impignorabile, in virtù del privilegio ex artt. 2756 e 2760 c.c.
  3. Notifica di vendita – In difetto di pagamento, la pensione deve notificare al debitore, tramite ufficiale giudiziario, l’intimazione di pagare entro cinque giorni. Decorso tale termine senza pagamento o opposizione, può vendere l’animale secondo le modalità di legge . La vendita può avvenire all’asta o al prezzo corrente.
  4. Tutela del debitore – Il proprietario può opporsi alla vendita entro cinque giorni, presentando opposizione all’esecuzione e sollecitando la sospensione. Inoltre, può evitare la vendita pagando la somma dovuta o proponendo un piano di rientro.

Difese e strategie legali

1. Contestazioni delle cartelle e degli avvisi

Una cartella esattoriale può essere annullata per vari vizi:

  • Nullità della notifica: se non sono state rispettate le modalità di notifica previste dal codice di procedura civile o dal codice dell’amministrazione digitale.
  • Mancata motivazione: la cartella deve indicare il titolo, il tributo, l’anno di imposta e il calcolo di sanzioni e interessi.
  • Prescrizione: se il tributo è prescritto (p. es. oltre cinque anni).
  • Vizi del ruolo: errori nella formazione del ruolo o assenza del provvedimento di iscrizione a ruolo.

In questi casi si può presentare ricorso tributario entro 60 giorni. È opportuno chiedere la sospensione giudiziale per evitare pignoramenti.

2. Sospensione e cancellazione delle ipoteche e dei fermi

Quando l’AdER iscrive ipoteca o fermo amministrativo sul veicolo, il debitore può chiedere la cancellazione:

  • Fermo amministrativo: se si aderisce alla definizione agevolata e si paga la prima rata, l’AdER non può procedere con nuovi fermi ed è tenuta a sospendere quelli in essere .
  • Ipoteca: può essere impugnata se iscritta per un importo inferiore a 20.000 euro (violazione art. 77 DPR 602/1973) o se il credito è prescritto. Con la presentazione della domanda di rottamazione‑quinquies, l’iscrizione di nuove ipoteche è sospesa .

3. Impugnazione degli interessi bancari e usura

Per contestare interessi usurari o anatocistici:

  1. Revisione del contratto – Occorre recuperare il contratto originario di mutuo o di conto corrente e i prospetti di calcolo degli interessi.
  2. Perizia econometrica – Un esperto ricostruisce il piano di ammortamento e verifica se il tasso applicato supera la soglia usura (art. 644 c.p.). È necessario confrontare il tasso corrispettivo, il tasso moratorio e il TEGM del periodo.
  3. Eccezione giudiziale – Nel ricorso contro l’istituto di credito si chiede la riduzione degli interessi al tasso legale e la restituzione degli interessi usurari.
  4. Anatocismo e capitalizzazione – Si verifica se la banca ha capitalizzato gli interessi in violazione dell’art. 1283 c.c.; il piano di ammortamento alla francese non costituisce anatocismo secondo la Cassazione , ma resta vietata la capitalizzazione trimestrale non concordata.

4. Negoziazione e piani di rientro

Spesso le banche sono disposte a rinegoziare i debiti o a stipulare accordi di saldo e stralcio (pagamento di una somma inferiore al dovuto con cancellazione del residuo), specie se il debitore dimostra di trovarsi in uno stato di sovraindebitamento e minaccia di avvalersi delle procedure concorsuali. Un avvocato esperto può contattare l’istituto, presentare una relazione sulla situazione finanziaria e proporre un piano realizzabile.

In alternativa si possono attivare le procedure ADR previste dall’art. 17 bis D.Lgs. 130/2015 (mediazione bancaria) o dall’art. 128 bis TUB (Arbitro bancario finanziario).

5. Procedure di composizione della crisi

Se le esposizioni debitorie sono consistenti, la scelta più efficace può essere accedere alle procedure di sovraindebitamento:

  1. Piano del consumatore – Indicato per privati e professionisti con debiti prevalentemente personali. Prevede la possibilità di falcidiare i debiti chirografari e di non pagare integralmente i creditori privilegiati se la garanzia copre solo in parte il debito. È necessario offrire ai creditori un importo non inferiore al valore del bene ipotecato e prevedere una moratoria fino a due anni .
  2. Accordo di ristrutturazione dei debiti – Prevede la votazione dei creditori (60% dei crediti). È adatto per imprenditori agricoli o professionisti con debiti misti. Offre maggiore flessibilità e può includere la cessione dei beni, la dilazione e lo stralcio.
  3. Liquidazione controllata – Comporta la vendita totale dei beni, ma consente al debitore di ottenere l’esdebitazione finale . È una scelta estrema da valutare quando non vi sono altre prospettive.
  4. Composizione negoziata della crisi d’impresa – Introdotta dal D.L. 118/2021 e ora disciplinata dal Codice della crisi, è rivolta agli imprenditori che, pur trovandosi in difficoltà, hanno concrete possibilità di risanamento. Prevede la nomina di un esperto negoziatore presso la Camera di commercio e consente di avviare trattative con i creditori, ottenere la sospensione delle azioni esecutive e beneficiare di misure premiali .

L’avvocato Monardo, in qualità di gestore della crisi e negoziatore della crisi d’impresa, può guidare i debitori attraverso queste procedure.

Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate, piani del consumatore, esdebitazione

1. Rottamazione‑quater vs rottamazione‑quinquies

CaratteristicaRottamazione‑quater (L. 197/2022 e riaperture 2025)Rottamazione‑quinquies (L. 199/2025)
Carichi interessatiRuoli affidati tra 2000 e 30 giugno 2022Ruoli affidati tra 1° gennaio 2000 e 31 dicembre 2023
BeneficiPagamento di capitale e spese; cancellazione di interessi, sanzioni e aggioIdem (capitale e spese; condono di interessi e sanzioni)
Modalità di pagamentoFino a 18 rate (5 anni)54 rate bimestrali (9 anni) o unica soluzione
Scadenze domandaVari termini, ultimi entro aprile 202530 aprile 2026 per presentare la domanda
DecadenzaDecadono se non si paga la rata; possibilità di riammissione (L. 15/2025)Nessuna tolleranza: decadenza immediata in caso di mancato pagamento di due rate
Interessi sulle rate2% annuo circa3% annuo dal 1° agosto 2026

Entrambe le rottamazioni rappresentano un’opportunità per ridurre l’esposizione fiscale. La rottamazione‑quinquies è più estesa nel tempo e copre un periodo maggiore, ma impone grande puntualità.

2. Rateizzazione ordinaria e straordinaria

Se non è disponibile una rottamazione, è sempre possibile richiedere all’AdER la rateizzazione ordinaria (fino a 72 rate mensili) per importi fino a 120 mila euro o la rateizzazione straordinaria (fino a 120 rate) per chi dimostra una comprovata e grave situazione di difficoltà. La concessione della dilazione comporta la sospensione delle azioni esecutive.

3. Stralcio delle cartelle e saldo e stralcio

In alcune leggi di bilancio precedenti (ad esempio L. 160/2019), il legislatore ha previsto lo stralcio delle mini‑cartelle fino a 1.000 euro e il saldo e stralcio per contribuenti in difficoltà economica con ISEE inferiore a 20.000 euro. In assenza di nuove norme nel 2026, questi istituti non risultano attivi, ma la loro menzione è utile per comprendere l’evoluzione delle misure di pace fiscale.

4. Piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e esdebitazione

I piani del consumatore e gli accordi di ristrutturazione offrono una soluzione definitiva: il giudice omologa un piano in cui i crediti chirografari sono spesso falcidiati, i beni immobili sono venduti o mantenuti, e i creditori privileggiati sono pagati secondo la capienza del bene ipotecato. Al termine del piano, il debitore ottiene l’esdebitazione. Se la situazione è irreversibile, la liquidazione controllata consente comunque la liberazione dai debiti residuali .

5. Composizione negoziata della crisi d’impresa

Gli imprenditori in difficoltà ma con prospettive di continuità possono accedere alla composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021. Presentando istanza tramite la piattaforma telematica della Camera di commercio e allegando documenti contabili, si ottiene la nomina di un esperto negoziatore che assiste nelle trattative con i creditori . Le principali misure:

  • Possibilità di richiedere misure protettive del patrimonio per evitare azioni esecutive;
  • Agevolazioni fiscali e contributive in caso di accordo;
  • Riduzione delle sanzioni e interessi.

L’Avv. Monardo, essendo esperto negoziatore, può assistere gli imprenditori in questa procedura, predisponendo le proposte e dialogando con le banche per la ristrutturazione del debito.

Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare le notifiche – Molti debitori non aprono o non ritirano le raccomandate dell’AdER pensando che l’atto non sarà valido. In realtà la notifica si perfeziona anche con il compimento delle formalità postali; ignorare l’atto fa decorrere i termini senza possibilità di difesa.
  2. Procrastinare il pagamento della pensione per animali – Sottovalutare il debito verso la pensione può portare al trattenimento e alla vendita dell’animale. È preferibile contattare il gestore e concordare un piano di rientro piuttosto che lasciare insoluta la retta.
  3. Non documentare i pagamenti – In assenza di ricevute o bonifici tracciabili, diventa difficile dimostrare l’avvenuto pagamento della pensione o delle cartelle. Conserva sempre la documentazione.
  4. Non verificare l’estratto conto bancario – Le banche possono applicare interessi non dovuti; è opportuno far esaminare i contratti a un professionista.
  5. Confondere l’impignorabilità con l’irritentabilità – Anche se gli animali d’affezione sono impignorabili, la pensione può trattenerli in virtù del privilegio sul bene . Il proprietario deve comprendere questa distinzione per evitare scontri inutili.
  6. Sottovalutare le scadenze della rottamazione‑quinquies – La definizione agevolata non ammette ritardi: anche un solo giorno di ritardo comporta la decadenza e la perdita dei benefici . È essenziale programmare le risorse finanziarie e rispettare le scadenze.
  7. Non ricorrere alla composizione della crisi – Spesso i debitori attendono l’esecuzione forzata senza attivarsi. Le procedure di sovraindebitamento e la composizione negoziata offrono una via d’uscita legale che consente di salvare la propria azienda o la propria casa.
  8. Accettare piani di rientro non sostenibili – Concordare rate troppo elevate con la banca o con l’AdER può portare alla successiva incapacità di pagamento e alla decadenza dai benefici. È preferibile negoziare importi realistici e prevedere un margine per imprevisti.
  9. Agire senza consulenza – Il diritto tributario, bancario e delle procedure concorsuali è complesso e in continua evoluzione. Un avvocato esperto può individuare vizi nascosti, proporre soluzioni e interagire efficacemente con banche e AdER.
  10. Trascurare la tutela degli animali – L’animale è un essere senziente e la sua salute deve essere garantita durante la permanenza in pensione. Il debitore deve vigilare sulle condizioni di custodia e pretendere che la struttura rispetti gli obblighi di cura.

Domande frequenti (FAQ)

1. Gli animali di affezione sono sempre impignorabili?

Sì. Dal 2 febbraio 2016 gli animali di affezione o di compagnia e quelli utilizzati a fini terapeutici sono inclusi tra i beni assolutamente impignorabili ai sensi dell’art. 514 c.p.c. n. 6‑bis e 6‑ter . L’agente della riscossione non può, quindi, pignorare cani, gatti o cavalli tenuti per compagnia.

2. La pensione per animali può trattenere l’animale se non pago la retta?

Sì. Il gestore della pensione vanta un privilegio sul bene in base agli artt. 2756 e 2760 c.c. e può esercitare il diritto di ritenzione trattenendo l’animale fino al pagamento . Tuttavia, deve rispettare la procedura dell’art. 2797 c.c. per la vendita, notificando l’intimazione al proprietario e attendendo cinque giorni prima di vendere .

3. Se la pensione vende l’animale senza seguire la procedura, cosa posso fare?

La vendita in violazione dell’art. 2797 c.c. può integrare il reato di appropriazione indebita. È possibile sporgere querela e chiedere il risarcimento danni. La pensione deve dimostrare di aver notificato l’intimazione e di aver rispettato il termine di cinque giorni.

4. Che differenza c’è tra impignorabilità e diritto di ritenzione?

L’impignorabilità è un limite all’esecuzione forzata da parte dei creditori; riguarda i beni che non possono essere pignorati (animali di affezione). Il diritto di ritenzione è il potere del creditore possessore (come la pensione) di trattenere il bene fino al pagamento; non è un pignoramento ma un mezzo di autotutela riconosciuto dalla legge.

5. Posso aderire alla rottamazione‑quinquies se ho aderito alla rottamazione‑quater e sono decaduto?

Sì. La rottamazione‑quinquies ammette anche chi è decaduto dalle precedenti rottamazioni, purché i carichi rientrino nell’ambito temporale 2000‑2023 . I carichi della rottamazione‑quater regolarmente pagati fino al 30 settembre 2025 restano esclusi .

6. Qual è il termine per presentare la domanda di rottamazione‑quinquies?

La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026 attraverso il portale dell’AdER, che pubblicherà le istruzioni entro il 21 gennaio 2026 .

7. Quando devo pagare la prima rata della rottamazione‑quinquies?

Se opti per il pagamento rateale, la prima rata scade il 31 luglio 2026. Le successive rate bimestrali scadono a settembre e novembre 2026 e poi ogni due mesi dal 2027 fino al 2035 .

8. Esiste una tolleranza per il ritardo nel pagamento delle rate?

No. La rottamazione‑quinquies non prevede margini di tolleranza: il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, o dell’unica rata comporta la decadenza immediata .

9. Posso chiedere la sospensione delle azioni esecutive se presento la domanda di rottamazione?

Sì. Con la presentazione della domanda sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza, i pagamenti delle dilazioni in essere e tutte le nuove procedure esecutive . Tuttavia, se poi si decade dal beneficio, le azioni riprendono immediatamente.

10. Se non riesco a pagare il mutuo per il box in cui tengo l’animale, cosa posso fare?

È possibile rinegoziare il mutuo con la banca, chiedere la sospensione delle rate ai sensi dell’art. 54 D.L. 18/2020 (per eventi eccezionali) o accedere alle procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore). Un avvocato può analizzare il contratto per verificare la presenza di anatocismo o usura e contestare gli interessi illegittimi.

11. È vero che il piano di ammortamento alla francese è sempre illegittimo?

No. La Cassazione ha stabilito che il piano di ammortamento alla francese non configura anatocismo, poiché gli interessi non producono interessi . Restano però vietate la capitalizzazione non pattuita e l’applicazione di tassi usurari.

12. Come posso difendermi se ricevo un pignoramento del conto corrente?

Puoi proporre opposizione all’esecuzione entro 20 giorni, eccependo vizi della cartella o della notifica. Inoltre, se l’importo pignorato comprende somme destinate a stipendio o pensione, è prevista l’impignorabilità parziale. Presentare la domanda di definizione agevolata sospende il pignoramento sui carichi inclusi.

13. Posso includere nel piano del consumatore i debiti verso la pensione per animali?

Sì. Tutti i debiti chirografari possono essere inclusi nel piano. Il gestore della pensione sarà un creditore chirografario e potrà essere soddisfatto in misura ridotta se il piano è approvato. Tuttavia, il privilegio ex art. 2756 c.c. potrebbe elevarne il grado.

14. Quali sono i requisiti per ottenere l’esdebitazione?

Per ottenere l’esdebitazione (liberazione dai debiti residui) occorre: non aver provocato dolosamente o con colpa grave la situazione d’insolvenza, non aver riportato condanne per reati contro il patrimonio, non aver beneficiato dell’esdebitazione nei cinque anni precedenti . Per i consumatori meritevoli, la liberazione può essere concessa anche se non sono stati pagati integralmente i creditori.

15. Che differenza c’è tra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione?

Il piano del consumatore è riservato ai debitori non imprenditori e non richiede il voto dei creditori; il giudice valuta solo la fattibilità e l’idoneità del piano. L’accordo di ristrutturazione richiede invece l’approvazione dei creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti ammessi e consente soluzioni più complesse (es. conversione dei crediti in capitale).

16. Posso mantenere l’animale durante la procedura di sovraindebitamento?

Sì. L’animale di affezione è impignorabile e non fa parte della massa attiva. Tuttavia, se il bene ha un valore economico rilevante (ad esempio cavalli da competizione), il curatore potrebbe chiedere la vendita per soddisfare i creditori. È importante dimostrare che l’animale è tenuto a scopo affettivo e non produttivo.

17. Cosa succede se pago la pensione con ritardo ma ho già avviato la rottamazione?

Il debito verso la pensione non rientra nella rottamazione; è un debito civile. La definizione agevolata sospende le azioni esecutive dei carichi fiscali, ma non incide sui rapporti con la pensione. È quindi indispensabile pagare o negoziare con il gestore della pensione per evitare la vendita dell’animale.

18. Posso dedurre fiscalmente le spese della pensione per animali?

Attualmente la normativa tributaria italiana non prevede la deducibilità delle spese per gli animali d’affezione, salvo per gli allevamenti professionali o per gli animali utilizzati a fini terapeutici certificati. Pertanto non è possibile dedurre la retta della pensione per animali domestici.

19. Se l’AdER mi blocca il conto, posso pagare la pensione?

Il pignoramento del conto corrente impedisce di disporre delle somme eccedenti il triplo dell’assegno sociale. Se hai necessità urgenti (tra cui il pagamento della pensione), puoi chiedere al giudice dell’esecuzione l’autorizzazione a prelevare somme per esigenze alimentari e sanitarie. Nel frattempo valuta la presentazione della domanda di definizione agevolata o di un piano del consumatore per sospendere l’esecuzione.

20. L’Avv. Monardo può assistermi se sono fuori regione?

Sì. Lo studio dell’Avv. Monardo opera in tutta Italia grazie a una rete di professionisti, gestori della crisi e commercialisti. È possibile richiedere consulenza online o in presenza, con analisi personalizzata e predisposizione di ricorsi o piani di rientro.

Simulazioni pratiche

Esempio 1: Debito verso la pensione e cartelle esattoriali

Giulia possiede un cavallo ospitato da anni in una pensione. Per problemi economici non paga la retta da sei mesi (600 euro mensili) e nel frattempo riceve dall’AdER una cartella di 5.000 euro relativa a IRPEF non versata.

Passi consigliati:

  1. Contattare la pensione per spiegare la situazione e proporre un piano di rientro (p.es. pagamento di 200 euro mensili per 18 mesi). Chiedere di non procedere alla vendita.
  2. Verificare la cartella: controllare che la notifica sia regolare, richiedere copia degli atti, verificare la prescrizione. Se ci sono vizi, presentare ricorso entro 60 giorni.
  3. Valutare la definizione agevolata: se la cartella rientra nei ruoli 2000‑2023, Giulia può presentare la domanda di rottamazione‑quinquies entro il 30 aprile 2026, pagando solo il capitale e le spese.
  4. Piano del consumatore: se Giulia ha altri debiti (ad esempio mutuo bancario), può attivare un piano del consumatore che falcidia i creditori chirografari e permette una moratoria di due anni per i crediti privilegiati . L’OCC preparerà il piano e lo sottoporrà al giudice.
  5. Risultato atteso: la trattativa con la pensione evita la vendita del cavallo; la rottamazione riduce l’esposizione fiscale; il piano del consumatore consente di ristrutturare i debiti in modo sostenibile.

Esempio 2: Piano del consumatore con animale di valore

Marco è un professionista che possiede un cavallo da competizione del valore di 40.000 euro. A causa della crisi, non riesce più a pagare il mutuo, le tasse e la pensione del cavallo.

Soluzioni:

  1. Classificare l’animale: il cavallo, pur essendo di compagnia, rappresenta un bene di valore e potrebbe essere considerato bene produttivo. La sua impignorabilità non è scontata.
  2. Piano del consumatore: Marco può proporre di vendere il cavallo all’interno del piano per soddisfare parzialmente i creditori privilegiati e mantenere l’abitazione. La legge permette la vendita di beni purché sia funzionale al soddisfacimento dei creditori .
  3. Moratoria per i creditori privilegiati: Marco può richiedere una moratoria di due anni prima di iniziare a pagare i creditori privilegiati, come previsto dal D.Lgs. 136/2024 .
  4. Esdebitazione finale: una volta completato il piano, Marco ottiene l’esdebitazione dei debiti residui .

Esempio 3: Rottamazione‑quinquies e decadenza

Sara ha un debito fiscale di 20.000 euro relativo a IVA e IRPEF e aderisce alla rottamazione‑quinquies nel febbraio 2026. Opta per 54 rate bimestrali da circa 400 euro. Dopo due anni, a causa di un imprevisto, salta due rate consecutive.

Conseguenze:

  1. Decadenza: con il mancato pagamento di due rate, Sara perde il beneficio e l’intero debito (comprensivo di sanzioni e interessi) torna esigibile .
  2. Riattivazione delle procedure: l’AdER riavvia i pignoramenti e le ipoteche sospese.
  3. Possibile soluzione: Sara può tentare di proporre un piano del consumatore o di rinegoziare con l’AdER un piano di rateizzazione ordinaria. In alternativa, può chiedere la riammissione solo se il legislatore introdurrà una nuova sanatoria (ad esempio rottamazione‑sexies), ma al momento non esiste questa previsione.

Esempio 4: Contestazione degli interessi usurari

Luca ha sottoscritto un mutuo ipotecario con un tasso nominale del 7% e un tasso di mora del 12%. I tassi soglia del trimestre erano rispettivamente 9% e 10%. In caso di inadempimento, la banca chiede l’intero debito residuo e applica gli interessi di mora.

Passi difensivi:

  1. Verificare il tasso moratorio: se supera il tasso soglia (10%), l’interesse di mora è usurario.
  2. Chiedere la riduzione: il giudice può ridurre gli interessi moratori al tasso legale e condannare la banca alla restituzione della parte eccedente.
  3. Analizzare la clausola di anatocismo: se il contratto prevede la capitalizzazione trimestrale degli interessi, la clausola è nulla; l’ordinanza n. 24197/2025 chiarisce che il piano alla francese non è anatocistico , ma bisogna verificare le singole clausole.
  4. Includere il debito nel piano del consumatore: se Luca è sovraindebitato, può proporre un piano che riduce la quota da pagare alla banca.

Esempio 5: Imprenditore agricolo e composizione negoziata

Francesco gestisce un agriturismo e ospita animali da compagnia per i clienti. A causa della pandemia ha accumulato 200.000 euro di debiti verso fornitori, 80.000 euro di IVA e contributi e 50.000 euro di rate di mutuo.

Procedura consigliata:

  1. Composizione negoziata – Francesco può chiedere l’attivazione della composizione negoziata della crisi tramite la piattaforma della Camera di commercio, presentando i bilanci, l’elenco dei debiti e un piano di risanamento .
  2. Nomina dell’esperto – Un esperto nominato dalla commissione (magistrato, membro camerale, rappresentante del prefetto) assisterà nelle trattative con banche e fornitori per ottenere la sospensione dei pagamenti e proporre un accordo di ristrutturazione.
  3. Benefici fiscali – Il decreto prevede la riduzione delle sanzioni fiscali e contributive e la non applicabilità di alcune cause di scioglimento societario.
  4. Evitare la vendita degli animali – Durante la procedura, gli animali dell’agriturismo destinati alla compagnia dei clienti sono impignorabili; quelli destinati alla produzione restano pignorabili, ma la struttura potrà proporre un accordo per evitare la liquidazione.

11. Impugnazione delle cartelle esattoriali e ricorsi

Ricevere una cartella esattoriale può generare panico, ma non sempre il debito è dovuto. Le cartelle sono atti di riscossione che intimano il pagamento di imposte, sanzioni o contributi e costituiscono titolo esecutivo. Se ritieni che l’importo richiesto sia errato o prescritto, hai il diritto di contestarlo. Ecco come procedere:

  1. Verificare la regolarità della notifica e la prescrizione – Le cartelle devono essere notificate entro determinati termini (es. 5 anni per imposte dirette, 10 anni per le accise) e devono essere recapitate al contribuente con raccomandata o via PEC. La mancata consegna, la notifica a indirizzi errati o l’omessa firma possono invalidare l’atto. La giurisprudenza ribadisce che in caso di omessa notifica, le successive intimazioni sono nulle; è quindi opportuno richiedere a AdER la prova della notifica.
  2. Analizzare i vizi di merito – Molte cartelle derivano da atti presupposti (avvisi di accertamento, liquidazioni) non notificati. In assenza di notifica, il debito non è dovuto. È possibile contestare anche la sussistenza stessa del tributo, la legittimità della sanzione, la duplicazione dell’imposta o la mancanza di motivazione.
  3. Termine per il ricorso – Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla notifica della cartella (30 giorni per sanzioni disciplinate dal codice della strada). Ci si rivolge alla Corte di giustizia tributaria (ex Commissione tributaria) territorialmente competente secondo le regole del D.Lgs. 546/1992. Il ricorso deve contenere l’indicazione dell’atto impugnato, i motivi, la richiesta di sospensione e i documenti probatori; la firma può essere apposta dal contribuente o dal difensore munito di procura.
  4. Richiesta di sospensione – Con il ricorso si può chiedere la sospensione dell’esecuzione. Il giudice decide entro 180 giorni. Nel frattempo, se pende un’istanza di definizione agevolata, l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione sospende le procedure cautelari e esecutive fino alla scadenza della prima rata . Presentando il ricorso insieme alla domanda di sospensione, si può bloccare il pignoramento del conto corrente, l’ipoteca o il fermo amministrativo.
  5. Motivi di impugnazione più frequentiVizi di notifica; prescrizione del credito; omessa motivazione; errata intestazione del ruolo; mancata indicazione delle somme già pagate; anatocismo o interessi usurari nelle iscrizioni ipotecarie; violazione del divieto di doppia imposizione; mancanza dell’atto presupposto; difetto di legittimazione attiva dell’ente riscossore. Ognuno di questi vizi va documentato con ricevute, estratti conto e certificazioni.
    Ad esempio, se la cartella include interessi su interessi, si può invocare l’art. 1283 c.c., che vieta l’anatocismo salvo che gli interessi siano dovuti per almeno sei mesi e che vi sia una domanda giudiziale o un accordo successivo .
  6. Opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. – Se la cartella diventa titolo esecutivo e l’ente procede con il pignoramento, il debitore può opporsi all’esecuzione con ricorso al giudice dell’esecuzione. Questa opposizione, da farsi entro 20 giorni dalla notifica del primo atto esecutivo, contesta l’esistenza del diritto di procedere all’esecuzione. Il ricorso si basa sugli stessi vizi sopra elencati, ma si discute davanti al giudice civile.
  7. Esecuzione e tutela dell’animale – Se il debitore possiede animali, l’esecuzione non potrà colpirli se rientrano nelle categorie impignorabili (animali d’affezione e di terapia ). Tuttavia, l’AdER può pignorare altri beni mobili, immobili e crediti (es. conto corrente). Per questo è fondamentale presentare ricorso e sospensione tempestivamente per evitare la vendita forzata.
  8. Costi e spese – Il ricorso tributario prevede il pagamento del contributo unificato in base al valore della controversia. Se il giudice accoglie il ricorso, le spese di giudizio sono poste a carico dell’ente impositore. È consigliabile farsi assistere da un avvocato o da un commercialista iscritto all’albo.

12. Tutela del patrimonio immobiliare e dei conti correnti

Il pignoramento dei beni è l’atto più temuto dal debitore. Comprendere quali beni possono essere aggrediti e quali tutele esistono è fondamentale per proteggere la propria casa, il proprio conto e gli animali.

  1. Pignoramento immobiliare – Gli immobili possono essere pignorati solo dopo che la cartella è divenuta definitiva. Tuttavia, per i debiti tributari inferiori a 120.000 euro l’AdER non può procedere al pignoramento della prima casa del debitore se vi risiede e se non si tratta di abitazione di lusso. Questo divieto è stato introdotto dal D.L. 69/2013 e ribadito dall’art. 76 del DPR 602/1973. Per gli immobili diversi dalla prima casa o per debiti superiori, l’ente può iscrivere ipoteca e poi procedere alla vendita. L’iscrizione di ipoteca deve essere preceduta da un preavviso di 30 giorni, impugnabile per vizi procedurali.
  2. Fermo amministrativo e ipoteca – Il fermo sul veicolo è disposto dopo un preavviso; il debitore può estinguere il debito o chiedere la rateizzazione per evitarlo. L’ipoteca può essere iscritta su beni immobili o mobili registrati (come barche) a garanzia del credito. Entrambi gli atti sono impugnabili davanti al giudice tributario entro 60 giorni; in caso di illegittimità (per esempio, per mancanza del preavviso, per prescrizione del credito o per importi inferiori ai limiti di legge), possono essere annullati.
  3. Pignoramento del conto corrente – L’AdER può pignorare il saldo presente sul conto, ma non può toccare i depositi su cui è accreditato lo stipendio o la pensione se non nella misura di un quinto. Inoltre, lo stipendio e la pensione sono impignorabili per la parte minima vitale (circa 1.000 euro mensili) ai sensi dell’art. 545 c.p.c. e delle normative sul pignoramento presso terzi. È sempre consigliato domiciliare lo stipendio su un conto separato per evitare il blocco totale dei fondi.
  4. Rateizzazione e definizione agevolata – Per evitare il pignoramento, è possibile chiedere la rateizzazione del debito ai sensi dell’art. 19 DPR 602/1973. L’articolo prevede che per carichi fino a 120.000 euro l’AdER possa concedere fino a 84 rate mensili per le domande presentate nel 2025‑26, fino a 96 rate per il biennio 2027‑28 e fino a 108 rate per gli anni successivi . Per importi superiori, il piano può arrivare a 120 rate mensili; la richiesta sospende gli atti esecutivi e, se accolta, blocca fermi, ipoteche e pignoramenti . Il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio e l’immediata ripresa delle azioni esecutive . La rateizzazione può essere cumulata con la definizione agevolata (rottamazione), ma se il contribuente decade, non potrà più usufruire della rottamazione.
  5. Strategie per difendere la casa e il conto – Oltre alle opposizioni e alla rateizzazione, è possibile avvalersi dei piani del consumatore e degli accordi di ristrutturazione per “cristallizzare” il debito e bloccare le azioni. In caso di ipoteca illegittima, si può chiedere la sua cancellazione. È importante monitorare costantemente l’estratto di ruolo e presentare ricorsi tempestivi per evitare l’iscrizione.
  6. L’intervento dell’Avv. Monardo – Lo studio offre assistenza nella verifica dei presupposti per impugnare l’ipoteca o il pignoramento, predisporre ricorsi e ricercare soluzioni alternative con banche e fisco, come la transazione ex art. 7 c. 3 del D.Lgs. 546/1992. Grazie alla conoscenza delle norme e delle più recenti sentenze, lo studio individua la strategia più efficace per proteggere il patrimonio.

13. Anatocismo, usura bancaria e difese

I debitori che hanno contratto finanziamenti o mutui per sostenere la pensione o l’attività agricola si trovano spesso a pagare interessi elevatissimi. Vediamo come difendersi.

  1. Anatocismo – L’art. 1283 c.c. stabilisce che gli interessi non producono altri interessi se non dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza e purché siano dovuti da almeno sei mesi . Le clausole che prevedono la capitalizzazione trimestrale o mensile degli interessi (piano “alla francese”) sono nulle; gli interessi anatocistici possono essere recuperati. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno più volte ribadito la nullità delle clausole anatocistiche antecedenti al 2000 e, dopo la riforma bancaria, solo se non rispettano le condizioni indicate. Verifica i contratti: se la banca ti ha applicato interessi capitalizzati ogni trimestre senza accordo successivo, puoi chiedere la restituzione delle somme.
  2. Usura bancaria – L’usura si verifica quando il tasso applicato supera il tasso soglia stabilito trimestralmente dal Ministero dell’Economia. La L. 108/1996 punisce l’usura anche se il tasso è usuraio ab origine o sopravvenuto: il contratto di mutuo o finanziamento è nullo nella parte relativa agli interessi usurari e il cliente deve restituire solo il capitale. La Cassazione ha precisato che, per valutare il superamento del tasso soglia, occorre considerare tutte le commissioni e oneri connessi al credito. Se nel contratto sono previste commissioni di istruttoria e spese incasso elevate, è probabile che il tasso effettivo superi la soglia; è quindi opportuno far analizzare i rapporti con un consulente finanziario.
  3. Eccezioni e strumenti di tutela – In giudizio è possibile opporre l’usura non solo penale ma anche civilistica. La civile consente di ottenere l’invalidità del patto e la restituzione degli interessi pagati; la penale comporta l’applicazione di sanzioni e la confisca degli interessi illeciti. Per far valere queste eccezioni è necessario allegare i contratti, i prospetti di calcolo e i valori dei tassi soglia pubblicati nei decreti ministeriali. Lo studio dell’Avv. Monardo dispone di software specializzati per la verifica dell’usura e dell’anatocismo e può redigere perizie da depositare in giudizio.
  4. Transazione e rinegoziazione – Di fronte a un credito viziato da anatocismo o usura, la banca spesso preferisce transigere piuttosto che affrontare un processo con rischio di soccombenza. È possibile proporre la rinegoziazione del debito, trasformando il finanziamento a tasso fisso in uno a tasso variabile più basso o estinguendo anticipatamente. Grazie alla procedura di composizione negoziata e alla possibilità di accedere al piano del consumatore, il debitore può presentare una proposta di pagamento ridotta ai sensi dell’art. 67 del Codice della crisi , assicurando alla banca una soddisfazione maggiore rispetto alla liquidazione.
  5. Esempio pratico – Daniela ha contratto un mutuo a tasso variabile con un TAN del 7% e una commissione di istruttoria pari a 2.500 euro. Verificando il bollettino del MEF, il tasso soglia per quel trimestre era del 6,5%: pertanto il tasso effettivo, comprensivo delle commissioni, risulta usuraio. Daniela si rivolge all’Avv. Monardo: viene avviata la contestazione giudiziale, la banca è costretta a restituire gli interessi già versati e a ridurre il piano di ammortamento. Daniela riesce così a pagare un importo mensile sostenibile e a evitare l’escussione delle garanzie.
  6. Collaborazione con il consulente del debitore – La lotta contro anatocismo e usura richiede un team multidisciplinare. Oltre agli avvocati, l’Avv. Monardo collabora con commercialisti e consulenti tecnici che analizzano i conti, ricalcolano gli interessi e redigono perizie giurate. Queste perizie sono fondamentali per convincere la banca ad accettare la transazione e per supportare eventuali opposizioni al decreto ingiuntivo.

Conclusione

Gestire i debiti quando si possiedono animali affidati a una pensione richiede competenza giuridica e tempestività. La normativa italiana offre diversi strumenti per difendersi: l’impignorabilità degli animali di affezione impedisce ai creditori di aggredire direttamente i nostri amici a quattro zampe , ma il gestore della pensione può trattenere l’animale in caso di mancato pagamento, esercitando il diritto di ritenzione . Le cartelle esattoriali possono essere contestate per vizi o annullate tramite la rottamazione‑quater e la nuova rottamazione‑quinquies, che consente di estinguere i debiti fiscali pagando solo il capitale . Tuttavia, la rottamazione‑quinquies richiede massima puntualità, pena la decadenza .

Quando i debiti sono ingenti, le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, liquidazione controllata) e la composizione negoziata della crisi d’impresa offrono la possibilità di ristrutturare o azzerare i debiti, salvaguardando il patrimonio e la continuità dell’attività . È possibile contestare gli interessi usurari e le clausole anatocistiche e ottenere la restituzione di quanto indebitamente pagato .

L’esperienza dimostra che il successo di queste strategie dipende dalla rapidità con cui ci si attiva e dalla qualità dell’assistenza professionale. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff di avvocati e commercialisti sono pronti ad aiutarti a: analizzare gli atti, individuare i vizi delle cartelle o dei contratti bancari, sospendere le azioni esecutive, negoziare con banche e fisco, predisporre piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e liquidazioni controllate.

Non aspettare che la pensione venda il tuo animale o che l’AdER pignori il tuo conto: la consulenza di un professionista può fare la differenza.

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Approfondimenti normativi aggiuntivi

A. Rateizzazione ordinaria e straordinaria ex art. 19 DPR 602/1973

Oltre alle definizioni agevolate, la normativa sulla riscossione prevede la possibilità di dilazionare i debiti iscritti a ruolo attraverso la rateizzazione disciplinata dall’art. 19 del DPR 29 settembre 1973 n. 602. L’articolo è stato modificato dalla legge di bilancio 2025 e dalle successive riforme, introducendo scaglioni più lunghi in funzione dell’anno di presentazione della richiesta. La disposizione aggiornata (gennaio 2026) stabilisce che:

  • Su semplice richiesta del contribuente che dichiara una temporanea difficoltà economica, l’AdER può concedere la rateizzazione dei carichi fino a 120.000 euro in massimo 84 rate mensili per le domande presentate nel 2025 e 2026, 96 rate per quelle presentate nel 2027‑2028 e 108 rate per quelle successive . Il debitore non deve allegare documenti, ma deve attestare la propria situazione in un’autocertificazione.
  • Se la richiesta riguarda importi superiori a 120.000 euro, la dilazione può arrivare fino a 120 rate mensili, indipendentemente dall’anno . Per importi inferiori a 120.000 euro, ma con documentazione idonea a provare lo stato di difficoltà, l’AdER può concedere dilazioni da 85 fino a 120 rate (domande 2025‑2026), da 97 a 120 rate (domande 2027‑2028) o da 109 a 120 rate (domande dal 2029 in poi) .
  • La valutazione della difficoltà economica avviene sulla base dell’ISEE per persone fisiche o dell’indice di liquidità per le imprese. Il contribuente deve fornire la documentazione richiesta e dichiarare l’entità del debito già rateizzato e residuo .
  • Con la presentazione della richiesta di dilazione sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza, non possono essere iscritti nuovi fermi o ipoteche e non possono essere avviate nuove procedure esecutive fino al rigetto della domanda o all’eventuale decadenza .
  • Il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dalla dilazione: l’intero importo residuo torna immediatamente esigibile e non può essere nuovamente rateizzato . Tuttavia, la decadenza di alcuni carichi non preclude la possibilità di rateizzare altri carichi diversi .
  • La dilazione può essere prorogata una sola volta se sopravviene un peggioramento della situazione economica, purché il debitore non sia decaduto . È inoltre possibile richiedere rate a importo crescente (rate variabili), per modulare l’ammortamento .

Questa disciplina è particolarmente utile per chi, pur non potendo aderire alla rottamazione, necessita di un piano a lungo termine. Bisogna ricordare che la rateizzazione comporta l’applicazione degli interessi di dilazione (tasso legale maggiorato), mentre le rottamazioni azzerano gli interessi e le sanzioni.

B. Obblighi del depositario e responsabilità

Come visto, il contratto tra proprietario dell’animale e pensione è un deposito. Il Codice civile prevede specifici obblighi a carico del depositario:

  • Art. 1770 c.c. – Modalità della custodia: il depositario non può servirsi della cosa depositata né darla in deposito ad altri senza il consenso del depositante; deve custodirla secondo l’accordo e informare il depositante se circostanze urgenti richiedono modalità diverse . La violazione legittima il proprietario a chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni.
  • Art. 1768 c.c. – Diligenza del depositario: il depositario è tenuto ad usare nell’adempimento l’ordinaria diligenza del buon padre di famiglia. In ambito animale questo significa fornire cibo adeguato, cure veterinarie e condizioni igieniche idonee.
  • Art. 1777 c.c. – Responsabilità per colpa: il depositario risponde dei danni cagionati per colpa o dolo. In caso di perdita o morte dell’animale, spetta al depositario provare di aver adottato tutte le misure necessarie e che il danno non dipende da sua negligenza .

La giurisprudenza conferma tali principi. La Corte di Cassazione, con ordinanza 15 luglio 2025 n. 19497, ha definito la pensione per animali come un deposito atipico: il depositario deve osservare la diligenza del buon padre di famiglia ex art. 1768 c.c. e, in caso di danno, ha l’onere di dimostrare di aver adottato tutte le cure necessarie . La responsabilità è esclusa solo se il depositario prova che il danno deriva da causa imprevedibile o non imputabile (esempio: repentina malattia dell’animale) .

Oltre agli obblighi, il depositario gode, come visto, del diritto di ritenzione e del privilegio sui beni depositati per il pagamento delle somme dovute . Tuttavia, questo diritto non legittima l’uso dell’animale per fini personali; l’uso senza consenso costituisce appropriazione indebita (Cass. pen. 17 maggio 2011 n. 17295) .

C. Preavviso di fermo, ipoteca e pignoramento

L’AdER dispone di vari strumenti esecutivi per recuperare i crediti:

  1. Fermo amministrativo: previsto dall’art. 86 DPR 602/1973, consiste nel blocco del veicolo intestato al debitore. Prima del fermo viene notificato un preavviso; il debitore può pagare o chiedere la rateizzazione. Una volta iscritto, il fermo impedisce la circolazione; in caso di pagamento della prima rata della rateizzazione, il fermo è sospeso e può essere cancellato .
  2. Ipoteca legale: ai sensi dell’art. 77 DPR 602/1973, l’AdER può iscrivere ipoteca su beni immobili per crediti superiori a 20.000 euro. L’ipoteca è illegittima se il credito è inferiore o se non è stato notificato il preavviso di iscrizione. La Corte di Cassazione ha più volte annullato ipoteche iscritte senza previa comunicazione al contribuente.
  3. Pignoramento presso terzi: l’art. 72‑bis DPR 602/1973 consente all’AdER di pignorare somme presso terzi (es. stipendi, pensioni) tramite una procedura semplificata. Sono impignorabili fino a un quinto dello stipendio e fino a tre volte l’assegno sociale. Il debitore può opporsi per vizi formali o per eccessivo prelievo.

Con la presentazione della domanda di rottamazione o di rateizzazione, queste procedure vengono sospese fino al pagamento della prima rata .

D. Responsabilità fiscale dell’OCC e ruolo del gestore della crisi

Nei piani del consumatore e negli accordi di ristrutturazione, il gestore della crisi (professionista incaricato dall’OCC) ha la funzione di assistere il debitore nella predisposizione del piano, attestare la veridicità dei dati e valutare la fattibilità. La sua relazione accompagna la proposta al tribunale. La legge attribuisce al gestore la responsabilità penale e civile se attesta il falso o omette informazioni rilevanti. Per questo è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati e iscritti negli elenchi del Ministero della Giustizia, come l’Avv. Monardo.

La remunerazione dell’OCC e del gestore è fissata dal decreto ministeriale 2021/2022 in percentuale sul valore dell’attivo; le spese sono a carico del debitore ma possono essere incluse nel piano.

E. Rapporto tra esdebitazione e animali di valore

Nei casi di liquidazione controllata, l’animale di affezione in teoria rimane escluso dalla massa, ma se il suo valore economico è elevato (cavalli da corsa, animali da allevamento), il liquidatore può proporne la vendita per soddisfare i creditori. La giurisprudenza non è uniforme: alcune decisioni ritengono che l’impignorabilità ex art. 514 c.p.c. riguardi solo animali di compagnia privi di scopo produttivo . In ogni caso, il giudice valuterà l’interesse del debitore a mantenere l’animale e l’interesse dei creditori. Un avvocato può argomentare la natura affettiva per evitare la vendita.

F. Paralleli internazionali

In altri ordinamenti europei (Francia, Germania) non esistono norme specifiche sull’impignorabilità degli animali di compagnia; la tutela deriva dal riconoscimento degli animali come esseri senzienti e dall’adozione di codici etici. In Italia, la legge 221/2015 rappresenta un’innovazione in Europa e testimonia una crescente attenzione alla tutela degli animali.

Ulteriori simulazioni pratiche

Esempio 6: Rateizzazione ordinaria con preavviso di fermo

Paolo ha ricevuto una cartella di 15.000 euro per tasse non pagate e, pochi giorni dopo, un preavviso di fermo sulla sua auto. Non rientra nella rottamazione‑quinquies perché i carichi sono successivi al 2023.

Soluzione:

  1. Richiesta di rateizzazione: Paolo può presentare all’AdER una domanda di rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973, scegliendo tra 84 rate mensili (domande 2025‑2026) o, se dimostra difficoltà documentata, fino a 120 rate .
  2. Sospensione del fermo: con la presentazione della domanda sono sospesi i termini e il fermo non può essere iscritto; se il fermo è già iscritto, il pagamento della prima rata consente la cancellazione .
  3. Attenzione alla decadenza: se Paolo salta otto rate, la dilazione decade e il debito torna integralmente esigibile . È quindi consigliabile scegliere un numero di rate sostenibile.

Esempio 7: Responsabilità della pensione per danni all’animale

Laura affida il suo cane a una pensione. Alla riconsegna, scopre che l’animale ha riportato una frattura a una zampa. La pensione afferma che il cane si è ferito giocando.

Analisi:

  • Il rapporto è un contratto di deposito; il gestore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia (art. 1768 c.c.).
  • In caso di danno, l’onere della prova è a carico della pensione: deve dimostrare di aver adottato tutte le cure necessarie e che l’evento dannoso non è imputabile a sua negligenza .
  • Se la pensione non fornisce tale prova, Laura può chiedere il risarcimento dei danni per le spese veterinarie e il danno non patrimoniale (sofferenza dell’animale).
  • Se la pensione prova che l’incidente è dovuto a causa fortuita o imprevedibile, la responsabilità è esclusa .

Esempio 8: Contestazione dell’ipoteca illegittima

Giorgio scopre che l’AdER ha iscritto un’ipoteca sulla sua casa per un debito di 18.000 euro. Non aveva ricevuto alcun preavviso.

Passi da seguire:

  1. Verificare l’importo: L’ipoteca è illegittima poiché l’importo è inferiore a 20.000 euro (art. 77 DPR 602/1973).
  2. Ricorso: Giorgio può proporre ricorso al giudice ordinario (opposizione agli atti esecutivi) per chiedere la cancellazione dell’ipoteca per violazione di legge.
  3. Ottenere sospensione: In via cautelare, può chiedere la sospensione dell’esecuzione e la cancellazione provvisoria dell’ipoteca.

Esempio 9: Liquidazione controllata con animale di alto valore

Anna, allevatrice di cavalli da salto, entra in procedura di liquidazione controllata per debiti bancari e fiscali. Ha un cavallo valutato 80.000 euro, utilizzato per competizioni e riproduzione.

Questioni:

  • Il cavallo non è un semplice animale di affezione, ma un bene produttivo. Non gode dell’impignorabilità di cui all’art. 514 c.p.c.
  • Il liquidatore può proporre la vendita per massimizzare l’attivo. Anna può chiedere di mantenere il cavallo offrendo una somma equivalente ai creditori o dimostrando che la vendita comprometterebbe l’attività allevatoriale e ridurrebbe la capacità di soddisfare i creditori nel lungo periodo.
  • L’esito dipenderà dalla valutazione del giudice sul bilanciamento degli interessi.

Esempio 10: Piano del consumatore con tutela dell’animale

Claudia, con un reddito da lavoro dipendente e un cane che considera un membro della famiglia, ha debiti per 50.000 euro con banche e per 5.000 euro con il fisco. Vuole evitare la vendita della sua casa e assicurarsi che il cane resti con lei.

Strategia:

  1. Piano del consumatore: Claudia può proporre un piano del consumatore che prevede il pagamento ai creditori in proporzione al valore della casa, con un’eventuale moratoria di due anni per i crediti privilegiati .
  2. Esclusione dell’animale: Il cane è impignorabile e non entra nella massa attiva . Il piano non prevede la vendita dell’animale.
  3. Salvaguardia dell’abitazione: Claudia potrà continuare a vivere nella casa se dimostra che la sua vendita ridurrebbe le possibilità di soddisfacimento dei creditori (valore abitativo).
  4. Esdebitazione finale: al termine del piano, Claudia potrà ottenere l’esdebitazione e ripartire senza debiti .

FAQ aggiuntive

21. Cosa succede se presento una domanda di rateizzazione e poi voglio aderire alla rottamazione?

È possibile presentare sia la domanda di rateizzazione sia la domanda di rottamazione. Se la rottamazione viene accolta, la rateizzazione ordinaria cessa di avere effetto per i carichi inclusi; le somme pagate in rateizzazione sono imputate ai debiti definibili. La domanda di rottamazione sospende le rate dovute fino alla scadenza della prima rata .

22. Se chiedo la rateizzazione e non pago otto rate, posso fare un’altra domanda?

No, per i carichi per cui è intervenuta la decadenza non è possibile ottenere una nuova dilazione . Tuttavia, è possibile rateizzare altri debiti diversi .

23. Come funziona il preavviso di fermo amministrativo?

Prima di iscrivere il fermo sul veicolo, l’AdER invia un preavviso con cui concede al debitore 30 giorni per regolarizzare la posizione. Se il debitore paga o presenta domanda di rateizzazione o rottamazione, il fermo non sarà iscritto. Se il fermo viene iscritto e successivamente si aderisce alla rottamazione, il fermo può essere sospeso fino al pagamento della prima rata .

24. Che succede alle rate della rottamazione se apro una procedura di sovraindebitamento?

Le somme da versare con la rottamazione possono essere inserite nel piano del consumatore o nell’accordo di ristrutturazione e assumono carattere prededucibile (vengono pagate con priorità) . Il piano deve prevedere il pagamento entro i termini stabiliti dalla rottamazione; diversamente, si rischia la decadenza.

25. Gli animali utilizzati per terapia sono impignorabili anche se costosi?

Sì. L’art. 514 c.p.c. n. 6‑ter rende impignorabili gli animali utilizzati per terapia o assistenza al debitore o alla sua famiglia . Se un animale ha un valore economico elevato ma è certificato come animale terapeutico, non può essere pignorato né venduto nel corso dell’esecuzione.

26. Posso detrarre l’IVA sulle spese veterinarie per il mio cane in pensione?

No. Le spese veterinarie per animali d’affezione sono detraibili ai fini IRPEF solo per la parte eccedente 129,11 euro e fino a un massimo di 550 euro annui, ma solo se sostenute per cure mediche (art. 15, comma 1, lett. c-bis TUIR). Le spese di pensione non rientrano tra gli oneri detraibili.

27. Se la pensione fallisce, perdo il mio animale?

In caso di fallimento o liquidazione della pensione, gli animali affidati devono essere restituiti ai proprietari. Gli animali non entrano nella massa fallimentare e non possono essere venduti per soddisfare i creditori della pensione. La retta dovuta costituisce un credito prededucibile e può essere richiesto al proprietario in sede separata.

28. Posso contestare la validità di un atto di precetto emesso dall’AdER?

Sì. Il precetto deve contenere l’indicazione del titolo esecutivo, del creditore, del debitore e dell’importo dovuto; deve essere notificato almeno 10 giorni prima del pignoramento. Eventuali omissioni o errori possono essere eccepite con opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 615 c.p.c.

29. È possibile negoziare un saldo e stralcio con l’AdER?

Attualmente la legge non prevede il saldo e stralcio generalizzato, ma l’AdER può accettare transazioni su debiti di difficile esigibilità, soprattutto se il debitore ha situazioni personali particolarmente gravi (disabilità, disoccupazione). È consigliabile rivolgersi a un professionista per presentare un’istanza motivata.

30. Gli interessi di mora della banca sono sempre usurari?

No. Gli interessi di mora sono usurari solo se superano il tasso soglia relativo al periodo di riferimento. La Cassazione ha chiarito che l’interesse a contestare la clausola moratoria sussiste anche prima della mora (Cass. SS.UU. n. 19597/2020). Tuttavia, occorre confrontare il tasso pattuito con il tasso soglia e, in caso di superamento, chiedere la riduzione.

31. Come agisce l’Avv. Monardo per difendere i debitori con animali?

L’Avv. Monardo procede a una analisi preliminare gratuita della posizione, raccoglie tutta la documentazione (cartelle, contratti bancari, contratti di pensione), verifica i vizi degli atti e la prescrizione. Prepara quindi un piano strategico che può includere la presentazione della domanda di rottamazione, l’impugnazione degli atti, la richiesta di rateizzazione, la negoziazione con banche e pensioni, e l’accesso alle procedure di sovraindebitamento. Grazie alla sua qualifica di gestore della crisi e di esperto negoziatore, può assistere anche in sede giudiziale.

32. Se l’animale è deceduto in pensione, posso chiedere il risarcimento?

Sì. Il gestore risponde per inadempimento se non prova di aver adottato la diligenza richiesta e che il decesso è dovuto a causa non imputabile . Il risarcimento può riguardare le spese veterinarie, il valore di acquisto dell’animale (se commerciale) e il danno morale derivante dalla perdita dell’animale, secondo l’orientamento giurisprudenziale in materia di danno non patrimoniale per perdita dell’animale d’affezione.

33. È possibile ottenere la restituzione degli interessi anatocistici pagati in passato?

Sì, se si dimostra che la banca ha applicato la capitalizzazione trimestrale degli interessi in violazione dell’art. 1283 c.c. e delle delibere CICR. Occorre presentare un’azione di ripetizione dell’indebito entro 10 anni dalla chiusura del conto. La Cassazione ha stabilito che il piano alla francese non costituisce anatocismo , ma altre forme di capitalizzazione possono essere illegittime.

34. Cosa sono i costi di procedura esecutiva inclusi nella rottamazione?

Nei piani di rottamazione sono escluse le sanzioni, gli interessi e l’aggio, ma restano dovute le spese di notifica e le spese di procedura esecutiva (p.es. spese di pignoramento, custodia e vendita). Queste spese devono essere pagate integralmente e sono generalmente di importo modesto rispetto al capitale.

35. Le multe stradali possono essere rottamate?

Sì, ma solo per la parte accessoria (interessi e maggiorazioni). La rottamazione non estingue la sanzione principale, che deve essere pagata integralmente. La rottamazione‑quinquies mantiene questo principio .

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