Introduzione
La gestione di un impianto sportivo comporta grandi responsabilità, non solo sul piano tecnico‐organizzativo ma anche su quello finanziario e fiscale. Negli ultimi anni l’evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia di sport, fiscalità e crisi d’impresa ha reso più complesso il panorama in cui operano i gestori di palestre, piscine, palazzetti, campi da padel e altre strutture ricreative. In caso di sovraindebitamento verso il fisco o le banche il rischio di pignoramenti, ipoteche, sospensione della licenza e azioni giudiziali è concreto. Allo stesso tempo, ordinanze e circolari hanno chiarito che non sempre i gestori di associazioni sportive dilettantistiche (ASD) sono responsabili in solido con l’ente: la Corte di Cassazione ha ricordato che, per far gravare i debiti su un consigliere, l’Amministrazione deve dimostrare che questi abbia compiuto atti negoziali in nome e per conto dell’associazione .
L’obiettivo di questo articolo è fornire una guida pratica e aggiornata (gennaio 2026) per i gestori di impianti sportivi alle prese con debiti fiscali o bancari. Illustreremo la normativa di riferimento, le procedure passo per passo da seguire dopo la notifica di un atto, le difese legali per contestare cartelle, pignoramenti e decreti ingiuntivi, gli strumenti alternativi (rottamazioni, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione) e gli errori da evitare. I riferimenti saranno tratti da leggi, decreti legislativi, circolari dell’Agenzia delle Entrate, sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, nonché dalla più recente giurisprudenza di merito.
L’Avvocato Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff
Questo approfondimento è curato dall’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e coordinatore di uno staff multidisciplinare composto da avvocati e commercialisti operanti in tutta Italia. L’Avv. Monardo:
- È iscritto all’albo speciale degli Avvocati Cassazionisti e ha maturato una solida esperienza nelle controversie bancarie e tributarie. Ha difeso numerosi gestori di centri sportivi in procedimenti contro Agenzia delle Entrate, INPS e banche.
- Coordina professionisti esperti a livello nazionale nel diritto bancario e tributario, in grado di assistere il cliente dalla fase stragiudiziale alla Cassazione.
- È Gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia. Questa figura professionale, istituita dalla legge, permette di assistere persone fisiche, imprenditori sotto soglia e associazioni in procedure di esdebitazione.
- È professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e quindi può predisporre piani di ristrutturazione dei debiti e piani del consumatore; la sua nomina assicura che la procedura segua i principi di imparzialità e competenza.
- È Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021: questo decreto, convertito con modificazioni, consente agli imprenditori di attivare una composizione negoziata con i creditori per evitare il fallimento .
L’Avv. Monardo e il suo team offrono servizi quali:
- Analisi degli atti e delle cartelle esattoriali, per individuare vizi formali (mancata motivazione, irregolarità nella notifica, mancanza di delega) e sostanziali (prescrizione, decadenza, anatocismo nei contratti di finanziamento).
- Impugnazioni: predisposizione di ricorsi davanti alle Commissioni Tributarie, opposizioni a precetti e a pignoramenti, opposizioni all’esecuzione e agli atti esecutivi.
- Sospensione dell’esecuzione: domanda di sospensione cautelare delle cartelle e delle ipoteche mediante ricorso d’urgenza o istanza alla stessa Agenzia delle Entrate.
- Trattative bancarie: rinegoziazione del debito, contestazione di interessi usurari o anatocistici, richiesta di saldo e stralcio, piani di rientro sostenibili.
- Piani di ristrutturazione e procedure di sovraindebitamento: preparazione di accordi di ristrutturazione dei debiti o piani del consumatore (Legge 3/2012 e riforma del Codice della crisi); valutazione della convenienza della liquidazione controllata o dell’esdebitazione.
- Soluzioni giudiziali e stragiudiziali: dalla definizione agevolata delle cartelle (rottamazione‐quinquies 2026, rottamazione‐quater, sanatoria degli avvisi bonari) alle azioni giudiziali per tutelare il patrimonio del gestore.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Riforma del lavoro sportivo e inquadramento dei lavoratori
La riforma dello sport, introdotta dal decreto legislativo 28 febbraio 2021 n. 36 e successivi correttivi, ha ridefinito le modalità di gestione delle attività sportive e gli inquadramenti previdenziali. Il decreto ha introdotto la figura del lavoratore sportivo (art. 25 D.lgs. 36/2021), estendendo l’obbligo di iscrizione al Fondo Pensione dei Lavoratori Sportivi (FPSP) a tutti i lavoratori subordinati del settore, professionistico e dilettantistico . Il comma 3 dell’articolo 35 stabilisce che istruttori presso impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, direttori tecnici e istruttori presso società sportive hanno diritto all’assicurazione previdenziale e assistenziale, secondo le regole del decreto; tali lavoratori sono iscritti al FPSP o alla Gestione separata a decorrere dal 1 luglio 2023 .
Per coloro che erano già iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo (FPLS), era prevista la possibilità di mantenere l’iscrizione al vecchio regime optando entro il 30 giugno 2024 . Gli impiegati e operai addetti agli impianti sportivi, palestre, stadi, autodromi, massaggiatori e dipendenti delle società sportive restano iscritti al FPLS . Questa distinzione incide sui contributi dovuti e sulla maturazione dei requisiti pensionistici.
1.2 Decommercializzazione e fiscalità delle attività sportive
Il D.lgs. 36/2021 ha ridefinito la natura delle attività esercitate dalle associazioni sportive dilettantistiche. Dal 1 luglio 2023, l’attività istituzionale delle ASD e SSD è limitata allo svolgimento di attività sportiva; la gestione di impianti, bar, punti vendita e altre attività accessorie è considerata attività secondaria di carattere commerciale . Pertanto i proventi derivanti dalla gestione di impianti sportivi non sono più decommercializzati e sono soggetti a imposte dirette e IVA.
L’interpello n. 36/2025 dell’Agenzia delle Entrate (risposta a un quesito di una società sportiva) ha precisato che la locazione di un impianto sportivo a favore di un’altra associazione affiliata alla medesima federazione, se collegata all’attività istituzionale e destinata a soddisfare le esigenze dei tesserati, resta fuori dal campo di applicazione dell’IVA fino al 31 dicembre 2025 . Ciò offre un temporaneo vantaggio fiscale alle società sportive che affittano i propri impianti a consorelle, ma non si applica alle locazioni commerciali a terzi.
L’art. 9, comma 1‑bis del D.lgs. 36/2021 impone inoltre che i ricavi derivanti dalla gestione di impianti siano separati e assoggettati a IVA; la trasformazione da attività istituzionale a commerciale può comportare l’iscrizione al Registro delle attività economiche e l’obbligo di fatturazione.
1.3 Contributi e sostegno pubblico per gli impianti sportivi
Nonostante la fiscalizzazione delle entrate, la legislazione riconosce strumenti di sostegno agli investimenti negli impianti sportivi. L’articolo 90 della Legge 289/2002 prevede un fondo di garanzia presso l’Istituto per il Credito Sportivo che rilascia garanzie sussidiarie per mutui destinati alla costruzione, ampliamento, attrezzatura e acquisizione di impianti sportivi da parte delle associazioni sportive con personalità giuridica . I finanziamenti agevolati consentono ai gestori di accedere a capitali per rinnovare le strutture, con un rischio ridotto per le banche grazie alla garanzia statale.
La Legge 207/2024 (Legge di bilancio 2025) ha prorogato per l’anno 2025 il credito d’imposta per le erogazioni liberali a favore di impianti sportivi pubblici. Il bonus consiste in un credito del 65% delle erogazioni effettuate da persone fisiche, enti non commerciali e imprese per interventi di restauro o costruzione di impianti pubblici, da ripartire in tre quote annuali; per le persone fisiche il beneficio non può superare il 20% del reddito imponibile, mentre per le imprese il 10 per mille dei ricavi . Il soggetto erogante deve comunicare la donazione all’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio e pubblicare i dati sul proprio sito o, se privo, sul sito dell’ente destinatario.
1.4 Anatocismo bancario e contratti di finanziamento
Molti gestori di impianti sportivi ricorrono a finanziamenti bancari per l’acquisto o l’ammodernamento delle strutture. È frequente riscontrare nei contratti di conto corrente e di mutuo clausole anatocistiche, ossia la capitalizzazione periodica degli interessi. Una recente pronuncia della Cassazione (sentenza n. 27460/2025) ha chiarito che, per i contratti stipulati prima della delibera CICR del 9 febbraio 2000, la validità delle clausole anatocistiche richiede un nuovo accordo scritto successivo alla delibera; le banche non possono applicare unilateralmente la capitalizzazione . La Corte ha inoltre stabilito che, per verificare se i versamenti abbiano natura ripristinatoria o solutoria (ai fini della prescrizione), occorre prima eliminare dal saldo tutte le somme indebitamente addebitate (interessi usurari, commissioni di massimo scoperto, spese non pattuite) e poi rideterminare l’esposizione debitoria. La banca deve dimostrare la natura solutoria delle rimesse quando eccepisce la prescrizione del credito.
1.5 Responsabilità degli amministratori delle associazioni sportive
Spesso l’Agenzia delle Entrate o l’INPS cercano di far valere la responsabilità personale dei membri del consiglio direttivo per i debiti dell’associazione. La Cassazione ha chiarito, con una decisione del 2025, che i consiglieri di un’associazione sportiva dilettantistica non sono automaticamente responsabili delle obbligazioni tributarie dell’ente; l’amministrazione finanziaria deve dimostrare che abbiano compiuto atti negoziali concreti, ai sensi dell’art. 38 del Codice civile . Rimane, invece, la responsabilità del legale rappresentante che ha sottoscritto contratti o dichiarazioni fiscali.
1.6 Sovraindebitamento e Legge 3/2012
La Legge 3/2012, aggiornata dal nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019), offre strumenti per la gestione del sovraindebitamento di soggetti non fallibili, comprese le associazioni sportive dilettantistiche prive di scopo di lucro. L’art. 6 definisce il sovraindebitamento come una situazione di perdurante squilibrio tra obbligazioni assunte e patrimonio prontamente liquidabile, che determina l’incapacità di adempiere regolarmente le obbligazioni . La stessa norma introduce il piano del consumatore e l’accordo di ristrutturazione dei debiti: il debitore può proporre, con l’ausilio di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), un piano per soddisfare i creditori anche con l’impiego di risorse future; i creditori privilegiati possono essere soddisfatti parzialmente se ricevono almeno quanto otterrebbero dalla liquidazione .
Recenti sentenze della Cassazione hanno interpretato in modo evolutivo questi strumenti. La sentenza n. 4622/2024 ha precisato che il limite di moratoria di un anno per il pagamento dei creditori privilegiati è solo una soglia iniziale: un piano può prevedere dilazioni più lunghe se garantisce ai creditori un risultato migliore rispetto alla liquidazione . La pronuncia n. 9549/2025 ha ribadito che i creditori privilegiati non hanno diritto di voto nell’omologa del piano del consumatore; hanno invece la facoltà di contestare la convenienza dell’offerta davanti al tribunale . Un’altra decisione, Cass. 29746/2025, ha negato l’accesso al piano del consumatore a un socio che aveva prestato fideiussione per i debiti della propria società, ritenendo che tali debiti derivino dall’attività imprenditoriale e non rientrino nella categoria del consumatore .
1.7 Altre decisioni rilevanti
- Cass. 28574/2025: nel concordato minore, non è consentito rimborsare integralmente il debito verso una banca (garantito da ipoteca) e pagare solo una modesta percentuale agli altri creditori; la Corte ha richiamato il principio di par condicio creditorum e la necessità di rispettare l’ordine delle cause di prelazione .
- Cass. 5157/2025: solo le parti che hanno preso parte attiva nel procedimento di omologa del piano possono proporre reclamo contro il decreto di omologazione; l’inerzia comporta l’irrevocabilità dell’omologa【301345720038054†L220-L264】.
- Cass. 18118/2025: una volta avviata la procedura di liquidazione del patrimonio (art. 14 ter L. 3/2012), il debitore non può ritirarsi; la chiusura è possibile solo se nessun creditore deposita istanza e devono essere pagati i debiti prededucibili .
- Parere ANAC 33/2025: l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha chiarito che un comune può affidare direttamente la gestione di un impianto sportivo a un’associazione senza gara solo se l’associazione propone spontaneamente un progetto di riqualificazione con finalità di inclusione sociale e se l’amministrazione pubblica la proposta e ne motiva la convenienza .
- Interpello Agenzia delle Entrate n. 36/2025: conferma l’esclusione da IVA per la locazione tra società sportive affiliate alla stessa federazione fino al 31 dicembre 2025 .
- Rottamazione‐quinquies: la legge di bilancio 2025 e il decreto collegato hanno introdotto la definizione agevolata n. 5 (detta rottamazione quinquies) per i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023; è possibile estinguere il debito pagando solo capitale e spese di notifica, senza interessi, sanzioni né aggio. Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali, con interessi del 3% sulle rate successive alla prima .
- Riammissione alla rottamazione‐quater: la Legge 15/2025 ha riammesso i contribuenti che avevano aderito alla rottamazione quater ma non avevano pagato le rate entro il 31 dicembre 2024; la domanda doveva essere presentata entro il 30 aprile 2025 e consentiva di saldare il debito entro il 31 luglio 2025 o fino a 10 rate con scadenze fino al 28 febbraio 2026 .
2. Procedura dopo la notifica di un atto: step by step
Quando un gestore di impianti sportivi riceve una cartella di pagamento, un avviso di accertamento o un atto di pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS o di un istituto bancario, è importante agire con rapidità e metodo. Di seguito si propone una procedura in dieci passi per non commettere errori.
2.1 Verifica formale della notifica e dei termini
- Accertare la legittimità della notifica: la cartella o l’atto devono essere notificati nel rispetto delle norme sulla notifica degli atti amministrativi (Legge 241/1990) e del Codice di procedura civile. Gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate devono essere notificati via posta raccomandata o PEC; il mancato rispetto del canale rende l’atto nullo. Conservare busta e ricevuta di ritorno.
- Annotare le scadenze: in generale, il contribuente ha 60 giorni dalla notifica di una cartella per presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale; per l’opposizione agli atti esecutivi (ad es. pignoramento), il termine è di 20 giorni. Il termine scatta dalla data di consegna certificata e non dalla ricezione effettiva se diversa.
- Richiedere copia degli atti presupposti: la Cassazione ha stabilito che l’Amministrazione non è tenuta ad allegare ai provvedimenti tutti i documenti se il contribuente ne conosce già i contenuti (art. 7 Statuto del Contribuente) . Tuttavia, è opportuno richiederli subito tramite istanza di accesso agli atti per valutare eventuali vizi.
2.2 Analisi del merito e contestazioni
- Verificare la legittimità del debito: controllare se il debito si riferisce a tasse effettivamente dovute (IVA, IRES, IRAP, contributi), se vi sono errori di calcolo o duplicazioni. Per le ASD, verificare se l’Agenzia ha correttamente distinto i proventi istituzionali da quelli commerciali e se ha applicato le giuste aliquote IVA (es. esclusione per locazione a consorelle ).
- Esaminare la prescrizione e la decadenza: diversi tributi hanno termini di decadenza per l’accertamento e la notifica (ad es. cinque anni per le imposte sui redditi, tre anni per l’IVA). Verificare se l’atto sia arrivato oltre i termini. Nei contratti bancari, controllare la prescrizione delle rimesse solutorie e la data di stipula del contratto per invocare la nullità di clausole anatocistiche .
- Valutare la responsabilità personale: se l’ente gestore è un’ASD o una SSD, bisogna stabilire se i debiti possano essere imputati all’associazione o al rappresentante legale; i semplici consiglieri sono responsabili solo se compiono atti negoziali . Per i gestori di impianti affidati in concessione da un comune, analizzare la convenzione per comprendere la ripartizione delle spese straordinarie e fiscali.
2.3 Ricorso e sospensione
- Presentare ricorso: il ricorso va presentato entro i termini per contestare vizi di forma e di merito. Può essere fondato su motivi come: illegittima iscrizione a ruolo, notifica irregolare, mancata motivazione sufficiente dell’atto, errata qualificazione delle somme. Si può richiedere al giudice tributario la sospensione dell’esecuzione (art. 47 D.Lgs. 546/1992) dimostrando il periculum (danno grave e irreparabile) e il fumus boni iuris (plausibilità della pretesa).
- Trattare con l’agente della riscossione: durante il giudizio è possibile proporre istanza di rateazione o di sospensione amministrativa del debito. L’agente può concedere fino a 72 rate mensili; per importi superiori a 120 mila euro serve la prova della situazione economica. In alternativa, valutare la definizione agevolata (vedi paragrafo 4).
- Opporsi agli atti esecutivi: in caso di pignoramento di conti o di immobili, è possibile presentare opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) o agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.). Per esempio, se il pignoramento riguarda un bene strumentale all’attività sportiva, si può invocare l’impignorabilità relativa (art. 515 c.p.c.) e chiedere al giudice la sospensione.
- Assistenza professionale: rivolgiti subito a un avvocato e/o commercialista specializzato. L’Avv. Monardo potrà valutare se contestare l’atto, chiedere la sospensione, aderire a una definizione agevolata o proporre la procedura di sovraindebitamento, illustrando costi, tempi e rischi.
3. Difese e strategie legali contro fisco e banche
3.1 Impugnazione delle cartelle e degli avvisi di accertamento
3.1.1 Vizi formali: notifica e motivazione
Molte cartelle e avvisi di accertamento possono essere annullati per vizi formali. L’art. 7 dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000) stabilisce che l’atto deve contenere la motivazione e indicare l’ufficio cui è possibile chiedere informazioni o l’eventuale autotutela. La Cassazione, con ordinanza n. 5113/2025, ha ricordato che l’Amministrazione non è obbligata ad allegare tutti gli atti presupposti se il contribuente li conosce già; tuttavia deve riassumere gli elementi essenziali . La mancanza di motivazione rende l’atto nullo.
3.1.2 Vizi sostanziali: qualificazione dell’attività
Per le ASD e SSD la gestione dell’impianto è considerata attività commerciale; tuttavia, se la società dimostra che gli incassi derivano prevalentemente dai soci o da soggetti affiliati alla stessa federazione (ad esempio affitto del campo a un’altra squadra della stessa lega), può invocare l’esclusione da IVA fino al 31 dicembre 2025 . Gli uffici spesso contestano l’assenza di fatturazione; per difendersi occorre dimostrare l’uso istituzionale dell’impianto (libri sociali, registro presenze, contratti con i tesserati) e la riconducibilità dei proventi all’attività istituzionale.
3.1.3 Responsabilità degli amministratori
Se l’ente gestore è un’associazione, occorre distinguere tra responsabilità dell’ente e responsabilità personale. La Cassazione ha precisato che i consiglieri non sono responsabili salvo prova di atti negoziali . L’Amministrazione deve dimostrare chi ha stipulato il contratto o firmato le dichiarazioni fiscali; se non lo dimostra, l’azione può essere respinta. L’Avv. Monardo ha difeso con successo consiglieri di ASD dimostrando l’assenza di deleghe operative e il carattere meramente consultivo del loro ruolo.
3.2 Contenzioso bancario e contestazione di anatocismo
Molti centri sportivi si finanziano mediante conti correnti affidati e mutui ipotecari. È frequente che le banche applichino interessi anatocistici, commissioni di massimo scoperto e spese non pattuite. Quando il debito si accumula, l’istituto può ingiungere il pagamento o procedere al pignoramento dell’impianto. Le principali strategie sono:
- Analisi del contratto e del conto: verificare se il contratto è stato stipulato prima del 2000; in tal caso l’applicazione di interessi anatocistici è valida solo se vi è un nuovo accordo scritto successivo alla delibera CICR del 9 febbraio 2000 .
- Ricalcolo del saldo: eliminare interessi usurari, commissioni non pattuite e spese di gestione; ricalcolare il saldo per determinare l’effettivo debito. La Corte ha stabilito che le rimesse vanno qualificate come ripristinatorie o solutorie solo dopo aver espunto tutte le somme illegittime .
- Opposizione al decreto ingiuntivo: se la banca ottiene un decreto ingiuntivo, il cliente ha 40 giorni per opporsi. Si può eccepire la nullità di clausole vessatorie, la prescrizione di parte del credito e la violazione della buona fede.
- Domanda di accertamento negativo: prima che la banca agisca, è possibile instaurare un giudizio per accertare l’inesistenza del debito, chiedere la restituzione delle somme indebitamente versate e la rideterminazione del saldo.
- Trattativa stragiudiziale: spesso le banche, temendo di perdere integralmente la causa, accettano piani di rientro o soluzioni di saldo e stralcio. Il team dell’Avv. Monardo negozia condizioni vantaggiose e, se necessario, attiva la procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa prevista dal D.L. 118/2021 .
3.3 Protezione del patrimonio e misure cautelari
L’impianto sportivo e le attrezzature costituiscono beni strumentali essenziali. È possibile:
- Invocare l’impignorabilità relativa per i beni indispensabili all’esercizio della professione (art. 515 c.p.c.). Ad esempio, un campo da gioco o le attrezzature possono essere escluse dal pignoramento se dimostri che l’espropriazione impedirebbe la prosecuzione dell’attività sportiva.
- Costituire un fondo patrimoniale o un trust per segregare i beni personali dalle obbligazioni dell’associazione. Tali strumenti devono essere istituiti con anticipo e non in frode ai creditori.
- Opporsi all’ipoteca o al fermo amministrativo: se l’impianto è ipotecato per cartelle esattoriali, puoi chiedere la sospensione se il valore dell’ipoteca eccede di un terzo il debito (art. 77 D.P.R. 602/1973). Nel caso di fermo amministrativo sulle attrezzature, è possibile contestare la proporzionalità.
3.4 Definizioni agevolate e sanatorie
L’ordinamento prevede diversi strumenti per definire i debiti con il fisco senza passare per il contenzioso:
- Rottamazione‐quinquies (Definizione agevolata n. 5): introdotta dalla legge di bilancio 2025. Permette di estinguere i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023 pagando solo capitale e spese di notifica. Il contribuente può versare l’intero importo entro il 31 luglio 2026 o scegliere fino a 54 rate bimestrali; sulle rate successive alla prima si applica un interesse del 3% .
- Rottamazione‐quater e riammissione 2025: i soggetti che avevano aderito alla rottamazione quater e non avevano versato le rate entro il 31 dicembre 2024 hanno potuto presentare domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025; il pagamento poteva avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2025 o in 10 rate fino al febbraio 2026 .
- Stralcio dei debiti fino a 1.000 euro: periodicamente il legislatore prevede l’annullamento automatico delle cartelle inferiori a 1.000 euro affidate all’agente della riscossione in determinate annualità (ad es. l’art. 1, commi 222–230, L. 197/2022). Verificare se il debito rientra nello stralcio.
- Definizione liti pendenti: i contribuenti con ricorsi pendenti possono definire la lite pagando una percentuale dell’imposta in funzione dell’esito in primo grado (art. 1, commi 186–205, L. 197/2022). Le ASD possono valutare se aderire per chiudere contenziosi onerosi.
- Saldo e stralcio per soggetti in grave difficoltà economica: per le persone fisiche con un reddito ISEE inferiore a 20.000 euro e un debito complessivo inferiore a 30.000 euro, la legge 197/2022 consentiva di pagare una percentuale del dovuto; potrebbe essere riproposta in future sanatorie.
3.5 Procedure di sovraindebitamento e composizione della crisi
Quando i debiti superano la capacità di pagamento e non è possibile usufruire delle definizioni agevolate, occorre considerare le procedure di sovraindebitamento disciplinate dalla Legge 3/2012 e dal Codice della crisi. Le principali opzioni sono:
- Piano del consumatore: rivolto alle persone fisiche che hanno assunto obbligazioni per scopi estranei all’attività imprenditoriale. Anche gli amministratori di ASD, se hanno fideiussioni personali non legate all’attività d’impresa, possono accedervi. Il piano, redatto con l’ausilio dell’OCC, prevede la soddisfazione parziale dei creditori anche attraverso rateizzazione e la cessione di parte del reddito futuro; i creditori privilegiati non votano ma possono contestare la convenienza .
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: si applica a soggetti non fallibili, compresi gli imprenditori commerciali sotto soglia. Richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori e prevede la falcidia dei privilegi solo se i creditori privilegiati ricevono almeno quanto otterrebbero in caso di liquidazione . La Cassazione 28574/2025 ha ribadito che non è consentito trattare in modo ingiustificatamente diverso i creditori dello stesso rango .
- Liquidazione controllata del patrimonio (ex liquidazione del patrimonio L. 3/2012): il debitore mette a disposizione tutti i beni ai creditori; il tribunale nomina un liquidatore che gestisce la vendita e la ripartizione. La procedura si conclude con l’esdebitazione se il debitore ha agito con correttezza. Secondo la Cassazione 18118/2025, una volta aperta la liquidazione il debitore non può rinunciare; la procedura si chiude solo se nessun creditore deposita istanza .
- Composizione negoziata della crisi: introdotta dal D.L. 118/2021, consente all’imprenditore di nominare un esperto indipendente attraverso la camera di commercio; l’esperto agevola le trattative con i creditori per individuare soluzioni di risanamento o di cessione dell’azienda . I gestori di impianti, se qualificati come imprenditori commerciali, possono ricorrere a questo strumento.
3.6 Differenza fra lavoratore sportivo e volontario
La riforma del 2021 ha introdotto la figura del volontario sportivo che presta la propria opera in modo gratuito. Questa distinzione è rilevante perché gli istruttori retribuiti presso impianti e circoli sportivi devono essere iscritti al FPSP; qualora operino come volontari, non sono soggetti a contributi. Il comma 3 dell’art. 35 del D.lgs. 36/2021 chiarisce che gli istruttori e direttori tecnici sono assicurati dalla data di entrata in vigore del decreto , mentre gli impiegati e operai addetti a impianti sportivi restano iscritti al FPLS . L’errata qualificazione di un rapporto di lavoro come volontariato può portare a sanzioni e recupero contributi.
4. Strumenti alternativi e agevolazioni
4.1 Tabelle riepilogative delle principali norme e scadenze
| Norma/strumento | Ambito e benefici principali | Scadenze e note |
|---|---|---|
| D.lgs. 36/2021 art. 35 | Obbligo di iscrizione al FPSP per istruttori e direttori tecnici presso impianti sportivi ; possibilità di opzione per FPLS fino al 30 giugno 2024 | Iscrizione automatica dal 1 luglio 2023; opzione entro 30 giugno 2024 |
| D.lgs. 36/2021 art. 9, comma 1‑bis | Gestione di impianti sportivi qualificata attività commerciale; ricavi soggetti a IVA | Dal 1 luglio 2023 |
| Legge 289/2002 art. 90 | Fondo di garanzia presso l’Istituto per il Credito Sportivo per mutui finalizzati a costruzione o ampliamento impianti | Sempre attivo |
| Interpello AdE 36/2025 | Locazione impianti tra società sportive affiliate esclusa da IVA fino al 31 dicembre 2025 | Scadenza 31 dicembre 2025 |
| Legge di bilancio 2025 – credito d’imposta | Credito del 65% per erogazioni liberali a favore di impianti sportivi pubblici | Domande da presentare entro fine 2025; ripartizione in tre anni |
| Rottamazione‐quinquies | Estinzione di carichi affidati all’Agente tra 2000 e 2023 pagando solo capitale e spese | Domanda entro 30 giugno 2026; pagamento unico 31 luglio 2026 o 54 rate |
| Riammissione rottamazione‐quater | Possibilità di rientrare nella definizione per chi non ha pagato rate entro il 31 dicembre 2024 | Domanda entro 30 aprile 2025; pagamento entro luglio 2025 o rate fino a febbraio 2026 |
| Piano del consumatore | Ristrutturazione dei debiti delle persone fisiche; moratoria flessibile e nessun voto dei privilegiati | Piano predisposto con OCC; omologa del tribunale |
| Accordo di ristrutturazione | Applicabile a imprenditori minori e associazioni; richiede voto dei creditori; possibile riduzione dei creditori privilegiati | Presentazione con OCC; omologa del tribunale |
| Liquidazione controllata | Messa a disposizione del patrimonio; esdebitazione finale; irretrattabilità della procedura | Apertura su istanza del debitore o del creditore |
| Composizione negoziata | Trattativa assistita da esperto; sospensione limitata delle azioni esecutive; possibilità di concordare piani con banche e fisco | Attivazione tramite portale CCIAA; durata 180 giorni |
4.2 Simulazioni pratiche
4.2.1 Esempio di definizione agevolata su cartella da 100.000 €
Un gestore di un palazzetto riceve una cartella da 100.000 euro composta da: 60.000 € di imposta IRES, 20.000 € di sanzioni, 10.000 € di interessi, 10.000 € di aggio e spese. Decidendo di aderire alla rottamazione‐quinquies, potrà pagare solo l’imposta e le spese di notifica. L’importo dovuto sarà dunque 60.000 € + spese (ipotizziamo 5.000 €) = 65.000 €. Potrà versare l’intera somma entro il 31 luglio 2026 o rateizzare in 54 rate bimestrali: la prima rata del 10% (6.500 €) entro luglio 2026, le restanti 53 rate di circa 1.114 € con un interesse del 3%. Senza definizione, avrebbe dovuto pagare l’intero importo di 100.000 € più eventuali ulteriori interessi.
4.2.2 Piano del consumatore per fideiussore di ASD
Un socio di un’associazione sportiva ha prestato garanzia personale per un mutuo di 200.000 € con banca. L’ASD entra in crisi e non riesce a pagare; la banca escute la fideiussione. Il socio non dispone di beni immobili e percepisce un reddito da lavoro dipendente di 30.000 € lordi. Con l’aiuto dell’OCC può predisporre un piano del consumatore che preveda: pagamento di 60.000 € in 10 anni mediante cessione del quinto dello stipendio (500 € al mese), cessione del credito d’imposta maturato e esdebitazione del residuo. Il tribunale, verificata la meritevolezza e la convenienza per la banca rispetto alla liquidazione (che non offrirebbe alcuna somma), potrà omologare il piano. La banca non vota ma può contestare la convenienza. Nel frattempo, eventuali procedure esecutive restano sospese.
4.2.3 Rinegoziazione del mutuo con contestazione anatocistica
Una società sportiva ha un mutuo ipotecario di 500.000 € stipulato nel 1998 con interessi del 6% e clausola di capitalizzazione trimestrale. Nel 2025 risulta un debito residuo di 350.000 €. L’avvocato analizza il contratto e accerta che, poiché la clausola anatocistica non è stata rinegoziata dopo il 2000, è nulla . Ricalcolando il piano di ammortamento, emergono pagamenti indebiti per 80.000 € che riducono il debito residuo a 270.000 €. La società chiede al tribunale un accertamento negativo del credito e, in alternativa, propone alla banca un saldo e stralcio di 270.000 € in cinque anni, ottenendo un taglio di 80.000 €. Se la banca rifiuta, la società può intraprendere la composizione negoziata secondo il D.L. 118/2021 .
5. Errori comuni e consigli pratici
5.1 Errori da evitare
- Ignorare la notifica: pensare che la cartella “scada da sola” è pericoloso. Trascorsi i termini, il debito diventa definitivo e aggredibile. Con l’ordinanza n. 5157/2025 la Cassazione ha chiarito che solo chi partecipa attivamente al procedimento può impugnare l’omologa【301345720038054†L220-L264】.
- Pagare senza controllare: molti contribuenti, per paura, pagano somme non dovute. È fondamentale verificare prescrizione, anatocismo, vizi di notifica e la legittimità della pretesa prima di versare.
- Confondere risorse personali e associative: i gestori devono mantenere separate le finanze dell’ASD/SSD da quelle personali. Prelevare fondi dell’associazione o prestare garanzie personali senza valutazione può esporre a responsabilità e a esclusione dal piano del consumatore .
- Utilizzare entrate commerciali come istituzionali: incassare affitti di campi a privati senza emissione di fattura o superando il 50% dei proventi istituzionali espone al rischio di accertamento e di perdita delle agevolazioni fiscali.
- Non adeguare i contratti bancari: molte società sportive non hanno adeguato i contratti di conto corrente e di mutuo alle normative post 2000; ciò consente alle banche di applicare interessi illegittimi. Bisogna rinegoziare i contratti o contestare le clausole.
5.2 Consigli operativi
- Tenere una contabilità ordinata: registrare tutti i movimenti, emettere ricevute per le lezioni e gli affitti, conservare i libri sociali. In caso di accertamenti, una documentazione completa è la miglior difesa.
- Distinguere attività istituzionale da commerciale: separare in contabilità le entrate provenienti dai soci (quote di iscrizione, lezioni) da quelle derivanti da soggetti terzi. Utilizzare un conto corrente dedicato all’ASD.
- Verificare le convenzioni: se gestisci un impianto comunale, controlla il contratto di concessione per comprendere chi è responsabile delle imposte e delle manutenzioni straordinarie. Spesso i comuni pretendono il pagamento di IMU o TARI non dovute.
- Monitorare le scadenze dei contributi: i lavoratori sportivi devono essere iscritti al FPSP; evitare ritardi nei versamenti per non incorrere in sanzioni .
- Consultare un professionista: prima di aderire a una rottamazione o presentare un piano del consumatore, verifica la convenienza con un esperto. Talvolta la rateazione ordinaria è più vantaggiosa.
6. Domande e risposte frequenti (FAQ)
1. Sono il presidente di un’associazione sportiva dilettantistica che gestisce un campo da tennis. L’Agenzia delle Entrate mi ha notificato un avviso di accertamento per IVA e IRES relativi agli affitti del campo. Posso essere ritenuto personalmente responsabile?
La responsabilità personale del presidente o dei consiglieri dell’ASD sussiste solo se è provato che abbiano compiuto atti negoziali. La Cassazione ha stabilito che i semplici membri del consiglio non rispondono automaticamente dei debiti tributari . Tuttavia il legale rappresentante che ha firmato contratti o dichiarazioni può essere chiamato a rispondere in solido. È dunque fondamentale dimostrare l’assenza di deleghe operative e la distinzione tra ente e persone fisiche.
2. Gestisco una palestra attraverso una SSD e ho ricevuto un pignoramento bancario. Posso oppormi?
Sì. Puoi opporre la procedura esecutiva se emergono vizi nel titolo esecutivo (ad esempio, un decreto ingiuntivo nullo o prescritto) o se i beni pignorati sono strumentali all’attività sportiva (art. 515 c.p.c.). Puoi anche proporre opposizione agli atti esecutivi per contestare la regolarità della notifica o la sproporzione del pignoramento.
3. Ho stipulato un mutuo nel 1999 per costruire una piscina. La banca mi addebita interessi capitalizzati. Posso contestarli?
Sì. Secondo la Cassazione n. 27460/2025, le clausole di anatocismo inserite nei contratti antecedenti al 2000 sono valide solo se è intervenuto un nuovo accordo scritto dopo il 9 febbraio 2000 . In mancanza, gli interessi capitalizzati devono essere eliminati e il saldo ricalcolato.
4. La mia ASD ha affittato il campo a un’altra società affiliata alla stessa federazione. Dobbiamo applicare l’IVA?
No, fino al 31 dicembre 2025 la locazione di impianti tra società sportive affiliate alla stessa federazione, se collegata all’attività istituzionale, è fuori campo IVA . Dopo tale data occorrerà verificare eventuali proroghe normative.
5. Esiste ancora la possibilità di aderire alla rottamazione‐quater?
La rottamazione quater era prevista dalla legge di bilancio 2023 (art. 1, commi 231–252, L. 197/2022) ed è scaduta. Tuttavia la riammissione prevista dalla Legge 15/2025 ha consentito a chi era decaduto per mancato pagamento entro il 31 dicembre 2024 di rientrare versando entro il 31 luglio 2025 o in 10 rate fino a febbraio 2026 . Oggi la definizione agevolata disponibile è la rottamazione quinquies con scadenza nel 2026 .
6. Cos’è il piano del consumatore e chi può usufruirne?
Il piano del consumatore è una procedura di sovraindebitamento riservata alle persone fisiche che hanno contratto debiti per fini estranei all’attività imprenditoriale. Consente di proporre ai creditori un pagamento parziale e dilazionato con l’aiuto di un OCC. I creditori privilegiati non votano; la moratoria può essere superiore a un anno se la soluzione è più conveniente della liquidazione .
7. Un socio che ha garantito il finanziamento della propria ASD può accedere al piano del consumatore?
No, secondo la Cassazione n. 29746/2025 l’accesso è precluso se il debito deriva dall’attività imprenditoriale dell’ASD; la fideiussione è considerata collegata all’attività e non personale . In tal caso si potrà valutare l’accordo di ristrutturazione dei debiti o la liquidazione controllata.
8. Qual è la differenza tra accordo di ristrutturazione e piano del consumatore?
L’accordo è destinato a imprenditori e professionisti sotto soglia e richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori. Può prevedere la falcidia dei creditori privilegiati solo se questi ricevono almeno quanto dalla liquidazione . Il piano del consumatore si applica alle persone fisiche non imprenditori e non richiede votazione; il tribunale valuta la meritevolezza e la convenienza.
9. Posso liquidare solo parte del patrimonio e conservare l’impianto?
Nel piano del consumatore è possibile destinare alla procedura solo alcuni beni e conservare quelli indispensabili per la propria attività lavorativa. Tuttavia nel concordato minore e nella liquidazione controllata il tribunale può autorizzare l’esercizio dell’impresa solo se la prosecuzione non pregiudica i creditori; la Cassazione 28574/2025 ha ammonito a non discriminare ingiustificatamente i creditori .
10. Le erogazioni liberali a favore della mia piscina comunale danno diritto a un credito d’imposta?
Sì, la legge di bilancio 2025 ha prorogato al 2025 il credito d’imposta del 65% per le donazioni destinate alla manutenzione o costruzione di impianti sportivi pubblici, con limiti del 20% del reddito per persone fisiche e del 10 per mille dei ricavi per imprese .
11. Cosa succede se non pago i contributi al FPSP per gli istruttori?
Dal 1 luglio 2023 gli istruttori presso impianti sportivi sono obbligatoriamente iscritti al FPSP o alla Gestione separata . Il mancato versamento comporta sanzioni amministrative e la possibilità di accertamento contributivo da parte dell’INPS. Inoltre il rapporto può essere riqualificato in lavoro dipendente se non vi è prova di volontariato.
12. Come posso proteggere la mia casa di proprietà dai debiti dell’impianto sportivo?
Se sei titolare di un’ASD senza personalità giuridica, i tuoi beni possono essere aggrediti per i debiti sociali. Per tutelarli puoi costituire una SRL sportiva dilettantistica, che offre responsabilità limitata; in alternativa puoi costituire un fondo patrimoniale o un trust per separare i beni familiari, ma tali atti devono essere fatti prima dell’insorgere dei debiti.
13. L’associazione che gestisce il palazzetto non ha pagato la TARI per tre anni. Posso impugnare la cartella?
È possibile verificare se la TARI sia dovuta dal gestore o dal comune in base alla convenzione. Se l’impianto è di proprietà comunale e la concessione prevede che le utenze siano a carico del comune, la richiesta è illegittima. Inoltre si può contestare la mancata motivazione o l’eccesso di potere nell’importo.
14. È vero che le cartelle inferiori a 1.000 euro vengono automaticamente annullate?
Lo stralcio automatico riguarda solo le cartelle affidate tra il 2000 e il 2010 (o altre annualità stabilite dal legislatore) e solo per importi residui inferiori a 1.000 euro. Occorre verificare se il proprio debito rientra in tali annualità.
15. Posso utilizzare la compensazione tra conti correnti per non pagare un debito bancario?
La compensazione legale tra conti (ad esempio, utilizzare il saldo positivo di un conto per estinguere il debito di un altro) deve essere richiesta tempestivamente e documentata. Una sentenza della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di autosufficienza quando la compensazione è stata eccepita tardivamente . È quindi consigliabile avvalersi subito di un professionista per verificare se la compensazione sia praticabile.
16. Cosa succede se la mia ASD non paga il canone di concessione al comune?
In caso di inadempimento la concessione può essere revocata e l’impianto affidato ad altri. Prima della revoca il comune deve diffidare l’associazione e concedere un termine per il pagamento. In caso di revoca per pubblica utilità, l’associazione può chiedere il rimborso delle spese di miglioria.
17. È possibile ottenere la sospensione delle procedure esecutive con la composizione negoziata?
Sì. Dopo la presentazione dell’istanza di composizione negoziata e la nomina dell’esperto, il debitore può chiedere al tribunale misure protettive che sospendono temporaneamente le azioni esecutive per la durata della procedura .
18. La riforma del lavoro sportivo prevede qualche agevolazione per le società?
La riforma ha introdotto la possibilità di utilizzare volontari per attività sportive dilettantistiche; tuttavia i compensi erogati ai collaboratori sportivi fino a 5.000 € annui restano esenti da contribuzione e da imposte. Il superamento di tale soglia comporta l’iscrizione al FPSP e il versamento dei contributi .
19. Quali vantaggi comporta il fondo di garanzia dell’Istituto per il Credito Sportivo?
Il fondo di garanzia consente alle associazioni sportive di ottenere mutui con tassi più favorevoli; la garanzia copre in parte il rischio di insolvenza e quindi riduce le richieste di garanzie personali . Può essere richiesto per la costruzione o l’ampliamento di impianti e per l’acquisto di attrezzature.
20. Se la mia ASD fallisce, posso essere dichiarato fallito?
Le associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro non possono fallire; possono accedere solo alle procedure di sovraindebitamento (accordo di ristrutturazione, liquidazione controllata). Tuttavia, i soci che abbiano prestato garanzie o confuso il patrimonio potrebbero essere chiamati a rispondere con i propri beni.
7. Conclusione
I gestori di impianti sportivi si trovano oggi a navigare tra normative complesse, riforme del lavoro sportivo e pressioni fiscali e bancarie. La riforma dello sport ha trasformato la gestione di impianti in attività commerciale, con obblighi di IVA e contributi; al contempo, la giurisprudenza riconosce tutele ai dirigenti che agiscono correttamente, distinguendo fra responsabilità dell’ente e personale .
Le sentenze più recenti in materia di sovraindebitamento dimostrano un orientamento favorevole alla tutela del debitore meritevole: moratorie flessibili, possibilità di falcidiare i privilegi se più convenienti per i creditori e esdebitazione anche dopo la liquidazione . Le rottamazioni e le definizioni agevolate offrono occasioni per ridurre significativamente le cartelle, mentre i piani di ristrutturazione e la composizione negoziata consentono di preservare l’attività sportiva e proteggere il patrimonio.
Per sfruttare al meglio queste opportunità è essenziale agire tempestivamente e con l’assistenza di professionisti preparati. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti sono a disposizione per valutare la tua posizione, contestare gli atti illegittimi, sospendere le procedure esecutive, negoziare con il fisco e le banche e predisporre piani di rientro o procedure di sovraindebitamento su misura. Non lasciare che i debiti compromettano il tuo impianto sportivo e il tuo patrimonio: la legge offre strumenti efficaci, ma vanno utilizzati con competenza e tempestività.
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8. Approfondimenti normativi e giurisprudenziali
La materia oggetto di questo articolo è complessa perché coinvolge diverse fonti normative, dalla legislazione speciale sullo sport alle norme generali su imposte, contributi, contratti bancari e procedure concorsuali. Nei paragrafi seguenti si fornisce un quadro più dettagliato delle principali disposizioni e della loro interpretazione giurisprudenziale, utile per chi desidera approfondire.
8.1 Decreto legislativo 36/2021: lavoratore sportivo, volontariato e diritti
Il decreto legislativo 36/2021, in attuazione della legge delega n. 86/2019, ha riformato radicalmente l’ordinamento sportivo. Alcune disposizioni fondamentali sono:
- Articolo 25 – Definizione di lavoratore sportivo: la norma identifica come lavoratore sportivo chi svolge l’attività verso corrispettivo nell’ambito delle discipline riconosciute dal CONI, indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico. Tale figura comprende atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, preparatori e direttori di gara. Il lavoratore sportivo può essere inquadrato come subordinato, autonomo o collaboratore coordinato e continuativo. L’inquadramento determina l’obbligo di iscrizione al FPSP e il versamento dei contributi .
- Articolo 29 – Volontariato sportivo: definisce i volontari come soggetti che prestano la propria opera in modo gratuito e spontaneo per il raggiungimento degli scopi istituzionali dell’associazione. Il rimborso spese non costituisce compenso e non integra rapporto di lavoro. Ciò permette alle ASD di avvalersi di volontari senza obblighi contributivi, ma comporta l’onere di dimostrare la gratuità dell’attività.
- Articoli 33 e 35 – Previdenza dei lavoratori sportivi: disciplinano l’iscrizione al FPSP per i lavoratori subordinati e l’estensione alla Gestione separata per i collaboratori coordinati e continuativi. Come visto, l’articolo 35 stabilisce che gli istruttori e i direttori tecnici presso impianti sportivi sono iscritti a tali gestioni a decorrere dal 1 luglio 2023, con possibilità per alcune categorie di optare per il FPLS .
- Articolo 9 – Attività diverse: le attività diverse da quelle istituzionali, come la gestione di bar, ristoranti, centri benessere e impianti sportivi, sono considerate commerciali e devono essere gestite con contabilità separata e adempimenti fiscali ordinari .
Queste disposizioni impongono ai gestori di impianti sportivi un cambio di mentalità: l’attività di gestione non è più accessoria e de-commercializzata ma rientra a tutti gli effetti nel regime ordinario, con conseguente obbligo di fatturazione, dichiarazione IVA e versamento di contributi per i lavoratori impiegati.
8.2 Decreto legislativo 38/2021 e organizzazione dello sport a livello locale
Il D.lgs. 38/2021 (attuativo dell’art. 5 della legge delega 86/2019) disciplina i rapporti tra pubbliche amministrazioni e associazioni per l’affidamento e la gestione di impianti sportivi. Le principali novità riguardano:
- Affidamento mediante procedure ad evidenza pubblica: salvo casi particolari, i comuni devono affidare la gestione degli impianti tramite gara. L’ANAC, con il parere 33/2025, ha precisato che la deroga è possibile solo se un’associazione non profit presenta spontaneamente un progetto di riqualificazione e gestione con finalità sociali; in tal caso la proposta deve essere resa pubblica e valutata sulla base della convenienza per l’ente .
- Durata delle concessioni: le concessioni possono avere durata commisurata al recupero degli investimenti necessari. Gli enti devono assicurare il controllo della corretta gestione e dell’accessibilità a tutti i cittadini.
- Riduzione dei canoni: i comuni possono ridurre i canoni di concessione per favorire l’accesso allo sport; tuttavia rimane l’obbligo di versare tributi come IMU e TARI a meno che la convenzione non preveda diversamente.
Per i gestori è essenziale leggere attentamente il capitolato di concessione e verificare la ripartizione delle spese. In caso di contenzioso con l’amministrazione comunale (ad esempio per mancato pagamento del canone), si può eccepire l’inadempimento del comune rispetto alle opere promesse o la sopravvenuta onerosità per cause non imputabili al gestore.
8.3 Legge 289/2002 e personalità giuridica delle associazioni sportive
L’articolo 90 della Legge 289/2002 non si limita a istituire il fondo di garanzia presso il Credito Sportivo: esso introduce anche la possibilità per le associazioni sportive dilettantistiche di acquisire personalità giuridica di diritto privato, mediante iscrizione nel Registro delle persone giuridiche tenuto dalle prefetture o dalle regioni. La personalità giuridica comporta la responsabilità limitata dell’ente e separa il patrimonio associativo da quello dei soci; ciò protegge gli amministratori da azioni esecutive per debiti sociali. Per ottenerla l’ASD deve disporre di un patrimonio minimo (generalmente 10.000 €) e rispettare i requisiti statutari: democraticità della struttura, assenza di scopo di lucro, intrasmissibilità della quota associativa, obbligo di devoluzione del patrimonio a fini sportivi in caso di scioglimento.
L’esperienza professionale dell’Avv. Monardo dimostra che molte ASD non richiedono la personalità giuridica per ignoranza o per timore delle formalità; tuttavia in contesto di debiti rilevanti, l’ottenimento della personalità può costituire una barriera protettiva efficace.
8.4 Decreti fiscali e rottamazioni: norme e termini
Le definizioni agevolate rappresentano uno strumento chiave per gestire i debiti fiscali. Di seguito si riassumono le principali normative:
- Legge 197/2022 (Legge di bilancio 2023): articolo 1 commi 231–252 istituisce la rottamazione quater per i carichi affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 30 giugno 2022. Consente di pagare solo capitale e spese di notifica, escludendo interessi e sanzioni. Il versamento può avvenire in un massimo di 18 rate in cinque anni; la prima e la seconda rata devono coprire il 10% del debito .
- Decreto legge 51/2023: ha prorogato i termini di presentazione della domanda e introdotto una tolleranza di cinque giorni per il ritardo nel pagamento. La decadenza dalla definizione comporta il ripristino del debito originario.
- Legge 15/2025: ha consentito la riammissione dei contribuenti decaduti dalla rottamazione quater; le condizioni prevedevano il pagamento entro il 31 luglio 2025 o in 10 rate trimestrali .
- Legge 207/2024 (Legge di bilancio 2025): ha introdotto la rottamazione quinquies ampliando il perimetro ai carichi affidati fino al 31 dicembre 2023 e consentendo un piano di pagamento fino a 54 rate in cinque anni .
La conoscenza precisa dei termini è fondamentale: un versamento tardivo anche di un giorno comporta la perdita del beneficio e la riattivazione dell’intero debito. È quindi consigliabile predisporre la pianificazione dei pagamenti e, se necessario, domiciliare la rata sul conto corrente.
8.5 L’anatocismo e la normativa antiusura
Oltre alla pronuncia 27460/2025 già citata, la giurisprudenza di Cassazione si è occupata di anatocismo e usura anche negli anni precedenti. I principi affermati includono:
- La nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale se non è stata espressamente approvata per iscritto, anche dopo la delibera CICR 2000. Le banche devono dimostrare che il cliente abbia sottoscritto un nuovo accordo; la semplice comunicazione delle variazioni non è sufficiente.
- La necessità di ricalcolare il saldo partendo da zero e detraendo tutte le somme illegittime. Solo dopo si può valutare se le rimesse siano solutorie o meno .
- L’applicazione dei tassi soglia antiusura ex Legge 108/1996: se gli interessi pattuiti superano il tasso soglia al momento della stipula o del pagamento, si applica il tasso legalmente dovuto e l’istituto deve restituire gli interessi percepiti in eccesso.
Nella pratica, contestare l’anatocismo permette di ridurre il debito e negoziare piani di rientro più favorevoli. Tuttavia occorre affidarsi a consulenti tecnici per il ricalcolo e agire tempestivamente per evitare la prescrizione.
8.6 La responsabilità dei membri del consiglio direttivo e dei tecnici
Oltre alla responsabilità dei consiglieri, la normativa prevede responsabilità per altre figure:
- Direttore tecnico: responsabile dell’organizzazione tecnica e amministrativa dell’impianto; può essere chiamato a rispondere di omissioni legate alla sicurezza dell’impianto o al rispetto delle normative sul lavoro.
- Istruttori: se operano come lavoratori subordinati, l’omesso versamento dei contributi è sanzionato dall’INPS; se sono autonomi, occorre verificare il versamento dei contributi alla Gestione separata.
- Soci volontari: la loro responsabilità è limitata alla violazione dei doveri statutari; non rispondono dei debiti se non hanno agito con dolo o colpa grave.
La giurisprudenza è costante nel ritenere che la responsabilità solidale non si presume; occorrono prove della partecipazione attiva all’atto dannoso . È quindi importante documentare le deleghe e le deliberazioni, per poter dimostrare chi ha assunto le obbligazioni.
8.7 Composizione negoziata della crisi d’impresa (D.L. 118/2021)
L’istituto della composizione negoziata rappresenta un significativo strumento di prevenzione della crisi. La procedura si articola così:
- Istanza al segretario della Camera di commercio: l’imprenditore deposita telematicamente la domanda sul portale nazionale e fornisce un set informativo (dati economico‑finanziari, elenco creditori, relazione sulla crisi).
- Nomina dell’esperto: la Camera di commercio nomina un professionista imparziale e indipendente (avvocato, commercialista o consulente del lavoro) che viene scelto da un elenco nazionale . L’esperto convoca le parti e propone soluzioni di riequilibrio (ristrutturazioni del debito, cessioni di rami d’azienda, accordi di moratoria).
- Misure protettive: l’imprenditore può chiedere al tribunale la sospensione delle azioni esecutive e cautelari per 120 giorni prorogabili; tale sospensione è mirata a favorire le trattative senza subire aggressioni.
- Accordi con i creditori: se si raggiunge un accordo, esso viene formalizzato e può essere omologato come concordato semplificato o come accordo di ristrutturazione. Nel caso di imprese sportive, l’esperto valuta anche la sostenibilità della gestione dell’impianto e le eventuali fonti di finanziamento (ad es. credito sportivo o contributi pubblici).
La composizione negoziata è particolarmente adatta ai gestori di impianti societari (SSD) che, pur non essendo soggetti a fallimento, presentano strutture imprenditoriali e necessitano di un approccio negoziale per evitare la liquidazione.
8.8 Ulteriori pronunce giurisprudenziali utili
- Cassazione civile, sez. lavoro, n. 6869/2025: ha sottolineato che la procedura di sovraindebitamento non è ammissibile per il debitore che abbia agito con dolo o colpa grave; in caso di dichiarazioni false o occultamento di beni, il giudice può revocare l’omologa e ripristinare la responsabilità totale. Questa pronuncia invita i debitori a essere trasparenti nel fornire documenti e nel rappresentare la propria situazione .
- Cassazione civile, n. 24924/2025: ha ribadito che per invocare l’esenzione dai contributi previdenziali per gli istruttori è necessario provare il carattere dilettantistico e non professionistico dell’attività; la semplice affiliazione al CONI non è sufficiente . I giudici hanno riconosciuto che l’attività è professionale se è svolta con continuità, non è occasionale, comporta retribuzione significativa e richiede eterodirezione. Questa pronuncia è importante per evitare contestazioni contributive da parte dell’INPS.
- Cassazione civile, ordinanza n. 5113/2025: ha confermato che la motivazione degli atti tributari può essere redatta con formule sintetiche quando il contribuente conosce gli atti presupposti; tuttavia, se questi non sono stati previamente comunicati, la mancata allegazione può costituire vizio insanabile .
9. Ulteriori simulazioni e casi di studio
9.1 Confronto tra rottamazione e rateazione ordinaria
Un gestore di un centro fitness ha una cartella di 50.000 € relativa a IVA, di cui 30.000 € imposta, 10.000 € sanzioni, 6.000 € interessi e 4.000 € aggio. Può scegliere tra:
- Rateazione ordinaria: 72 rate mensili. L’importo mensile, tenuto conto di interessi di mora al 4%, è di circa 725 €; il totale a fine piano sarà 52.200 €, con un risparmio marginale ma la necessità di pagare anche le sanzioni.
- Rottamazione quinquies: pagamento del solo capitale e spese, pari a 34.000 €. Scegliendo 54 rate bimestrali (quasi 9 anni), l’importo bimestrale sarà di circa 630 € compreso l’interesse del 3%. Il risparmio complessivo sarà di oltre 18.000 €.
È evidente che la definizione agevolata comporta un risparmio rilevante; tuttavia bisogna considerare la durata (9 anni) e la necessità di rispettare puntualmente le scadenze per non decadere dal beneficio.
9.2 Simulazione di procedura di liquidazione controllata
Una SSD proprietaria di un palazzetto accumula debiti per 1,5 milioni di euro: 600.000 € con la banca (mutuo ipotecario), 400.000 € con l’Agenzia delle Entrate (IVA e IRES), 200.000 € con l’INPS e 300.000 € verso fornitori. Il palazzetto ha un valore stimato di 800.000 €, ma gravato da ipoteca. In assenza di accordi con i creditori, la società ricorre alla liquidazione controllata: mette a disposizione tutti i beni e nomina un liquidatore. Il liquidatore vende il palazzetto per 800.000 €; dopo il pagamento della banca (privilegio ipotecario) restano 200.000 € da ripartire tra gli altri creditori. Grazie alla procedura, i debiti residui vengono esdebitati e i soci non devono rispondere oltre. Se la società avesse scelto di non aderire, avrebbe subito pignoramenti e la responsabilità dei soci sarebbe rimasta indefinita.
L’esempio evidenzia come la liquidazione, pur comportando la perdita del bene, consenta di chiudere la posizione debitoria e ripartire.
9.3 Esempio di accordo di ristrutturazione dei debiti per un circolo sportivo
Un circolo sportivo con personalità giuridica ha debiti per 300.000 € verso fornitori e 100.000 € di debiti tributari; possiede un bar interno che genera 80.000 € annui di utile e un contratto di locazione dell’impianto con il comune per 10 anni. L’OCC predispone un accordo di ristrutturazione: prevede il pagamento del 40% ai creditori chirografari (120.000 €), del 100% ai creditori privilegiati (100.000 €) e la continuità aziendale con gestione del bar. I creditori votano e approvano la proposta. Il bar costituisce la fonte di reddito per pagare le rate in cinque anni; il comune accetta di ridurre temporaneamente il canone di concessione. L’accordo evita la liquidazione e consente al circolo di mantenere l’impianto.
9.4 Caso di fideiussioni e responsabilità personale
Un istruttore che detiene il 10% delle quote di una SSD firma una fideiussione a garanzia di un leasing di attrezzature sportive da 120.000 €. La SSD fallisce nella restituzione. L’istruttore viene chiamato a pagare l’intero importo. Avendo prestato garanzia nell’interesse della società, non potrà accedere al piano del consumatore; dovrà valutare un accordo di ristrutturazione personale o la liquidazione controllata. Se avesse limitato la garanzia alla sua quota o avesse previsto una controgaranzia interna, avrebbe ridotto l’esposizione. Questo caso mostra l’importanza di valutare attentamente gli impegni personali prima di sottoscrivere fideiussioni.
9.5 Esempio di utilizzo del fondo di garanzia del Credito Sportivo
Una ASD desidera costruire un nuovo campo da padel coperto del costo di 200.000 € ma non ha garanzie da offrire. Grazie al fondo di garanzia ex art. 90 L. 289/2002 , ottiene dalla banca un finanziamento per il 100% dell’importo, garantito al 80% dal fondo. L’associazione si impegna a rimborsare il mutuo in 15 anni con una rata sostenibile grazie ai proventi delle iscrizioni. In caso di difficoltà, la banca potrà escutere la garanzia pubblica per la quota coperta e l’associazione non rischierà l’escussione del patrimonio dei soci.
10. Glossario dei principali istituti e termini
Questo glossario fornisce definizioni sintetiche dei termini utilizzati nell’articolo per agevolare la comprensione.
- ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica): ente senza scopo di lucro che promuove attività sportiva dilettantistica. Può gestire impianti, ma i proventi devono essere reinvestiti nell’attività sportiva. Può acquisire personalità giuridica.
- SSD (Società Sportiva Dilettantistica): società di capitali (tipicamente SRL) senza scopo di lucro, che esercita attività sportiva e può svolgere attività commerciali. I soci non hanno responsabilità personale.
- FPSP (Fondo Pensione Lavoratori Sportivi): fondo gestito dall’INPS dove confluiscono i contributi previdenziali dei lavoratori sportivi subordinati .
- FPLS (Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo): fondo previdenziale dell’INPS dedicato agli impiegati e operai dello spettacolo e, in parte, del settore sportivo .
- OCC (Organismo di Composizione della Crisi): organismo istituito presso gli ordini professionali e le camere di commercio che assiste i debitori nella predisposizione dei piani del consumatore, degli accordi di ristrutturazione e delle liquidazioni.
- Rottamazione: definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione che consente di pagare solo capitale e spese, stralciando interessi e sanzioni.
- Piano del consumatore: procedura di sovraindebitamento riservata alle persone fisiche, priva di voto dei creditori, nella quale il tribunale valuta meritevolezza e convenienza .
- Accordo di ristrutturazione: procedura di sovraindebitamento che richiede il voto della maggioranza dei creditori e prevede la falcidia dei privilegi se più conveniente .
- Liquidazione controllata: procedura in cui i beni del debitore vengono liquidati sotto la direzione di un liquidatore e il debitore ottiene l’esdebitazione finale .
- Composizione negoziata della crisi: procedura extragiudiziale in cui un esperto nominato dalla camera di commercio aiuta l’imprenditore a trovare accordi con i creditori .
11. Domande frequenti aggiuntive
21. La mia SSD ha ricevuto un verbale per mancata emissione di scontrini nel bar interno. Posso chiedere la rottamazione anche per queste sanzioni?
Le sanzioni amministrative per violazioni fiscali come la mancata emissione di scontrini possono essere incluse nella rottamazione, purché il carico sia stato affidato all’agente della riscossione nel periodo indicato dalla legge (ad es. entro il 31 dicembre 2023 per la rottamazione quinquies). Tuttavia, è necessario attendere l’iscrizione a ruolo; se il verbale non è ancora stato definito, occorre impugnarlo o pagarlo entro 60 giorni.
22. In caso di rateazione della TARI con il comune, posso poi aderire alla rottamazione?
La rateazione concessa dal comune o dalla società di gestione rifiuti non è incompatibile con la rottamazione; tuttavia, se il debito è già stato oggetto di accertamento con adesione o di rateazione diretta, potrebbe non essere affidato all’agente della riscossione. Perciò occorre verificare lo stato del carico. Se il debito viene iscritto a ruolo successivamente, potrai aderire.
23. La riduzione del canone di concessione può essere considerata aiuto di Stato?
Una riduzione del canone concessa dal comune per agevolare l’attività sportiva può configurare un aiuto di Stato se conferisce un vantaggio economico selettivo. Tuttavia la normativa europea prevede un’esenzione per gli aiuti de minimis, con un tetto di 200.000 € in tre anni. È consigliabile rivolgersi a un esperto per verificare l’applicabilità delle regole sugli aiuti.
24. Le entrate da sponsorizzazioni possono essere considerate istituzionali?
No, le sponsorizzazioni e le pubblicità sono sempre attività commerciali, anche se il marchio dello sponsor appare solo su divise o cartelloni. Le somme devono essere fatturate con IVA ordinaria e iscritte nella contabilità commerciale. L’utilizzo di sponsorizzazioni senza fattura può comportare sanzioni e la perdita del regime agevolato dell’associazione.
25. Come devo comportarmi con i collaboratori sportivi occasionali?
I compensi ai collaboratori sportivi dilettanti sono esenti da imposta e contribuzione fino a 5.000 € annui; la parte eccedente è tassata come reddito da lavoro autonomo occasionale e sconta contribuzione INPS. È consigliabile predisporre contratti scritti e certificare i pagamenti, evitando compensi in nero. In caso di verifica, occorre dimostrare la occasionalità e l’assenza di eterodirezione.
26. Esiste l’obbligo di dotare il centro sportivo di defibrillatore?
Sì, il decreto “Balduzzi” (D.L. 158/2012) e successive linee guida del CONI impongono la presenza di un defibrillatore semiautomatico DAE in tutti gli impianti sportivi, con personale formato per l’utilizzo. La mancata dotazione può comportare responsabilità civile e penale in caso di eventi avversi. La spesa per l’acquisto può rientrare nelle erogazioni liberali con credito d’imposta se l’impianto è pubblico .
27. Posso sospendere i versamenti contributivi se l’impianto è stato chiuso per lavori?
In generale no: l’obbligo contributivo per i lavoratori subordinati permane anche durante la sospensione temporanea dell’attività, salvo ricorso alla cassa integrazione. Tuttavia, se la sospensione è dovuta a provvedimenti autoritativi (ad esempio calamità) e il lavoratore non percepisce retribuzione, l’INPS potrebbe riconoscere l’esonero contributivo su richiesta. Occorre valutare caso per caso.
28. È possibile ripartire i debiti fiscali dell’ASD tra i soci?
No, i debiti dell’associazione non possono essere ripartiti tra i soci, salvo deliberazione assembleare di versamenti volontari. La legge stabilisce la responsabilità sussidiaria dei soci solo per l’associazione non riconosciuta che abbia agito in nome collettivo. In caso di personalità giuridica o SSD, la responsabilità è limitata al patrimonio sociale.
29. Quali sono le conseguenze penali del mancato versamento di IVA e ritenute?
Il mancato versamento IVA superiore a 250.000 € per anno d’imposta e il mancato versamento di ritenute superiori a 150.000 € sono reati puniti dal D.Lgs. 74/2000. L’amministratore legale può essere perseguito penalmente. La definizione agevolata non estingue i reati, ma il pagamento integrale del debito prima della dichiarazione di apertura del dibattimento può essere causa di non punibilità. È quindi fondamentale intervenire tempestivamente.
30. È possibile rinegoziare l’affitto con il comune se l’impianto è stato chiuso causa Covid?
Molti gestori hanno subito perdite a causa della pandemia. Il decreto “Ristori” e i successivi provvedimenti del Governo hanno previsto contributi a fondo perduto e la possibilità per gli enti locali di rinegoziare i canoni di concessione. La trattativa deve essere basata su dati oggettivi (calo degli incassi, spese fisse) e può portare a una riduzione temporanea del canone o a una sospensione. È utile allegare documentazione contabile e prognosi sulla ripresa.
12. Sentenze e fonti istituzionali recenti
Per completezza e per facilitare la ricerca di approfondimenti, si propone un elenco ragionato delle decisioni della Corte di Cassazione e delle fonti normative istituzionali utilizzate in questo articolo. Ogni voce riporta il contenuto essenziale della pronuncia e la relativa citazione.
- Cassazione civile, sez. tributaria, ordinanza 5113/2025 – La Corte ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria può limitarsi a richiamare il contenuto essenziale degli atti presupposti se il contribuente li conosce già, in applicazione dell’art. 7 dello Statuto del contribuente . L’allegazione non è necessaria quando l’atto impugnato richiama documenti già notificati.
- Cassazione civile, sez. lavoro, ordinanza 27460/2025 – La sentenza ha dichiarato che, per i contratti di conto corrente stipulati prima della delibera CICR 2000, le clausole anatocistiche sono valide solo se rinegoziate per iscritto. La banca deve provare l’esistenza di un nuovo accordo; in assenza, le somme addebitate a titolo di interessi devono essere stornate e il saldo ricalcolato .
- Cassazione civile, sez. tributaria, ordinanza 24924/2025 – La Corte ha riconfermato che l’esenzione contributiva per gli istruttori è subordinata alla prova del carattere dilettantistico dell’attività; l’affiliazione al CONI non basta . Gli istruttori professionisti rientrano nel regime previdenziale ordinario e devono versare i contributi.
- Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 9549/2025 – La Suprema Corte ha riconosciuto che i creditori privilegiati non votano nel piano del consumatore ma possono contestarne la convenienza. Il termine di un anno per la moratoria dei privilegiati è una soglia iniziale e può essere superato se il piano offre una soddisfazione maggiore rispetto alla liquidazione .
- Cassazione civile, sez. I, ordinanza 4622/2024 – Il limite di moratoria di un anno per i creditori privilegiati nel piano del consumatore non è rigido; può essere ampliato ove ciò consenta un miglior soddisfacimento dei creditori .
- Cassazione civile, sez. I, sentenza 28574/2025 – Nel concordato minore la Corte ha censurato la disparità di trattamento tra creditori: non è lecito rimborsare al 100% la banca ipotecaria e al 5% gli altri creditori, salvo specifiche deroghe legali. Occorre rispettare la par condicio e l’ordine dei privilegi .
- Cassazione civile, sez. I, ordinanza 5157/2025 – Solo le parti che hanno preso parte al procedimento di omologa possono proporre reclamo contro il decreto del giudice; l’inerzia equivale ad accettazione e preclude impugnazioni successive.
- Cassazione civile, sez. I, ordinanza 29746/2025 – La Corte ha negato l’accesso al piano del consumatore al fideiussore di un’ASD perché il debito deriva da attività imprenditoriale e non personale . Il concetto di consumatore non si estende alle garanzie prestate per la società.
- Cassazione civile, sez. II, sentenza 18118/2025 – Una volta aperta la liquidazione del patrimonio ai sensi della L. 3/2012, il debitore non può rinunciare unilateralmente; la procedura si chiude solo se nessun creditore presenta domanda di partecipazione e se sono pagati i debiti prededucibili .
- Parere ANAC 33/2025 – L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha affermato che un comune può affidare direttamente la gestione di un impianto sportivo a un’associazione senza gara solo quando questa presenta spontaneamente un progetto di riqualificazione con finalità sociali; in tal caso la proposta deve essere pubblicata e motivata .
- Interpello Agenzia delle Entrate n. 36/2025 – Chiarisce che la locazione di impianti tra società sportive affiliate alla stessa federazione è fuori campo IVA fino al 31 dicembre 2025 , a condizione che l’attività sia istituzionale e che la locazione sia rivolta a soddisfare i tesserati.
- Legge 207/2024, art. 1 comma 246 – Proroga per il 2025 il credito d’imposta del 65% per le erogazioni liberali destinate a impianti sportivi pubblici .
- Legge 15/2025 – Introduce la riammissione alla rottamazione quater per i contribuenti decaduti; stabilisce termini e modalità di pagamento .
- Legge 289/2002, art. 90 – Istituisce il fondo di garanzia presso l’Istituto per il Credito Sportivo, a supporto dei mutui per impianti sportivi .
Questa rassegna dimostra che le istituzioni giurisdizionali e amministrative stanno sviluppando una giurisprudenza sensibile ai principi di trasparenza, tutela del debitore meritevole e sostenibilità della gestione sportiva. Per i gestori di impianti è importante monitorare costantemente l’evoluzione normativa e affidarsi a professionisti aggiornati.