Introduzione
La figura del freelance nella pubblicità e nelle relazioni pubbliche (PR) è sempre più diffusa in Italia. Molti professionisti lavorano come consulenti indipendenti, spesso senza una struttura aziendale alle spalle. Questa autonomia può rivelarsi un’arma a doppio taglio: da un lato consente di gestire con flessibilità i propri clienti, dall’altro espone a rischi maggiori in caso di ritardi nei pagamenti, controversie con i committenti o semplici errori nella pianificazione finanziaria. Un debito che appare gestibile all’inizio può trasformarsi rapidamente in una valanga di cartelle esattoriali, pignoramenti su conti e beni, o addirittura ipoteche sull’unico immobile di proprietà.
Nel 2026 l’Italia ha riformato in maniera profonda la disciplina dei pagamenti e della riscossione. Il decreto legislativo 24 marzo 2025 n. 33, entrato pienamente in vigore il 1° gennaio 2026, ha riordinato le norme in materia di versamenti e riscossione, mentre la legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025 n. 199) ha introdotto la rottamazione‑quinquies delle cartelle esattoriali. Accanto a queste novità restano vigenti l’ordinamento del sovraindebitamento del consumatore e del professionista (legge 3/2012) e la disciplina della composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021). Il quadro normativo è complesso e in continua evoluzione.
In questo articolo approfondiamo con taglio pratico e orientato alla difesa del debitore tutte le soluzioni disponibili per i freelance della comunicazione che hanno accumulato debiti verso il fisco o le banche. Vedremo:
- Le norme di riferimento: articoli del codice di procedura civile e del testo unico sulla riscossione; sentenze più recenti della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale; circolari dell’Agenzia delle Entrate e provvedimenti di ADER (Agenzia Entrate‑Riscossione).
- Le procedure dopo la notifica: come leggere una cartella di pagamento, quali sono i termini per il ricorso e quali diritti ha il contribuente.
- Le strategie difensive: impugnazioni, sospensioni, opposizioni, piani di rientro e transazioni stragiudiziali.
- Gli strumenti alternativi: rottamazioni e definizioni agevolate (quater e quinquies), rateizzazioni ordinarie, piani del consumatore, esdebitazione, accordi di ristrutturazione dei debiti.
- Gli errori da evitare e consigli pratici per comunicare con il fisco e con gli istituti di credito.
- FAQ e simulazioni numeriche per chiarire dubbi frequenti e comprendere l’impatto finanziario delle diverse opzioni.
L’aiuto di un professionista specializzato
Gestire un debito fiscale o bancario richiede competenze specialistiche. L’avvocato Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti hanno maturato anni di esperienza nella difesa dei contribuenti. L’Avv. Monardo:
- È cassazionista, quindi abilitato a patrocinare anche dinanzi alla Corte di Cassazione e al Consiglio di Stato.
- Coordina un team nazionale di professionisti esperti in diritto bancario e tributario.
- È Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto nell’elenco del Ministero della Giustizia ai sensi della legge 3/2012.
- È professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC), istituzione prevista dalla legge per assistere i debitori nel processo di sovraindebitamento.
- Ha ottenuto il titolo di esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, norma che affida a professionisti qualificati il compito di assistere imprenditori e liberi professionisti nella ristrutturazione del debito.
Con il supporto dell’Avv. Monardo è possibile:
- Analizzare in dettaglio gli atti ricevuti (cartelle esattoriali, avvisi di accertamento, pignoramenti o comunicazioni bancarie).
- Individuare vizi di forma (mancanza di motivazione, notifica irregolare) che rendano l’atto impugnabile.
- Presentare ricorsi dinanzi alle commissioni tributarie o ai tribunali, sfruttando le pronunce più recenti della giurisprudenza.
- Ottenere la sospensione delle procedure esecutive e cautelari.
- Negoziare con fisco e banche piani di rientro sostenibili, anche mediante l’uso della composizione negoziata o dei piani del consumatore.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
La normativa che regola la riscossione, le opposizioni e le tutele del contribuente è molto articolata. Di seguito analizziamo le disposizioni principali e le sentenze di maggiore rilievo, aggiornate al gennaio 2026, con riferimenti alle fonti ufficiali.
1. Pignoramento dei crediti e tutela del debitore
1.1 Art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 (pignoramento presso terzi)
Fino al 31 dicembre 2025 la riscossione coattiva a mezzo ruolo è stata disciplinata dagli articoli 72 e seguenti del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602. L’art. 72‑bis consentiva all’agente della riscossione di procedere al pignoramento presso terzi senza l’intervento del giudice. L’ordine di pagamento poteva essere notificato direttamente alla banca o al cliente del debitore; il terzo era tenuto a versare all’Agente le somme dovute al debitore entro 60 giorni per i crediti già maturati e alle rispettive scadenze per i crediti futuri .
L’articolo stabiliva che:
- L’atto di pignoramento può contenere l’ordine al terzo di pagare direttamente al concessionario le somme dovute al debitore.
- Il terzo deve versare entro 60 giorni le somme già maturate alla data della notifica e alle scadenze future le somme che maturano successivamente .
- In caso di inottemperanza all’ordine, si applicano le disposizioni dell’art. 72 (pignoramento di fitti o pigioni) e dell’art. 545 c.p.c. .
La norma rimandava ai limiti di impignorabilità previsti dall’art. 545 c.p.c.; pertanto stipendio, pensione e altre somme a carattere alimentare sono assoggettabili al pignoramento solo entro certe percentuali.
Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 24 marzo 2025 n. 33 – Testo unico versamenti e riscossione, l’art. 72‑bis è stato abrogato e sostituito dagli articoli 169 e seguenti del nuovo testo unico. Le nuove norme confermano sostanzialmente la disciplina precedente ma la inseriscono in un corpo normativo unitario. In particolare l’art. 169 continua a consentire il pignoramento presso terzi con ordine di pagamento diretto e prevede l’obbligo per il terzo di pagare le somme già scadute entro 60 giorni e le somme future alle scadenze previste. Per ragioni di brevità si rinvia al testo del decreto, che costituisce la fonte primaria.
1.2 Art. 545 Codice di procedura civile: limiti al pignoramento
L’art. 545 c.p.c. stabilisce i limiti di impignorabilità per stipendi, pensioni e altre entrate a carattere alimentare. I commi quarto, quinto e sesto prevedono che:
- Stipendi, salari e altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorati nella misura massima di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, salvo che per alimenti, nel qual caso il limite è aumentato .
- Pensioni e assegni di quiescenza non possono essere pignorati per un importo superiore alla metà della parte eccedente il doppio dell’assegno sociale; se sono accreditati su conto corrente, la parte non pignorabile è pari al triplo dell’assegno sociale .
- Sono impignorabili totalmente le somme dovute a titolo di alimenti, sussidi di maternità, invalidità o sostentamento .
Questi limiti operano anche nel pignoramento esattoriale; quindi l’Agente della Riscossione non può superare le percentuali previste.
1.3 Sentenza Corte di Cassazione n. 28520/2025
La sentenza 27 ottobre 2025 n. 28520 della Corte di Cassazione (sezione III) ha fornito un’importante interpretazione dell’art. 72‑bis, confermata poi nelle norme del Testo unico 2025. La Corte ha stabilito che, nel pignoramento presso terzi di un conto corrente, il saldo attivo maturato dopo la notifica del pignoramento resta soggetto al vincolo, almeno per i crediti maturati nel periodo di sessanta giorni previsto dalla norma . La banca deve trasferire al concessionario sia le somme giacenti al momento dell’atto sia quelle affluite successivamente nel conto entro il periodo di 60 giorni .
La motivazione della Corte è basata sul testo dell’art. 72‑bis e sul fatto che il pignoramento esattoriale è un procedimento esecutivo speciale: l’agente della riscossione può ordinare al terzo di pagare immediatamente le somme senza passare per il giudice. La pronuncia chiarisce che la disciplina si applica anche ai saldi successivi, rafforzando la tutela del creditore pubblico ma imponendo alle banche un ruolo attivo nella custodia delle somme.
1.4 Corte costituzionale, sentenza n. 114/2018
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 114/2018, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 57, comma 1, lettera a), del D.P.R. 602/1973 nella parte in cui escludeva la possibilità di proporre opposizione ex art. 615 c.p.c. avverso gli atti della procedura esecutiva esattoriale. Secondo la Corte, tale esclusione violava il principio di difesa e il diritto di accesso alla giustizia, perché impediva al debitore di far valere in sede giudiziale l’eventuale estinzione del debito o vizi della cartella .
La pronuncia ha un impatto rilevante: oggi il debitore può proporre opposizione all’esecuzione anche nel pignoramento esattoriale, ad esempio per eccepire la prescrizione del debito o l’inefficacia della notifica.
1.5 Art. 7 Legge 212/2000 (Statuto del contribuente)
L’art. 7 della Legge 212/2000, nota come Statuto dei diritti del contribuente, impone che gli atti della pubblica amministrazione siano motivati e che indichino il funzionario responsabile e l’ufficio competente. La legge prescrive che la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione; se l’atto fa riferimento ad altri documenti, questi devono essere allegati o resi accessibili . Inoltre l’atto deve indicare chiaramente l’organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere e i termini per impugnare .
La violazione di queste prescrizioni può rendere nullo il provvedimento o quantomeno consentire al contribuente di ottenere la sua annullabilità.
1.6 Legge 3/2012 e la crisi da sovraindebitamento
La legge 27 gennaio 2012 n. 3 ha introdotto nell’ordinamento italiano la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, che consente ai debitori civili, ai professionisti e ai piccoli imprenditori non soggetti a fallimento di accedere a piani di ristrutturazione e di liberarsi dai debiti. L’art. 6 definisce sovraindebitamento come la situazione di perdurante squilibrio tra obbligazioni assunte e patrimonio prontamente liquidabile, tale da rendere probabile l’insolvenza . L’art. 7 prevede che il debitore possa proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione o un piano del consumatore per ristrutturare il debito e ottenere l’esdebitazione . Il piano va depositato presso l’OCC e deve indicare le cause dell’indebitamento, la documentazione sui redditi e la previsione dei tempi e delle modalità di pagamento.
1.7 D.L. 118/2021 e composizione negoziata della crisi d’impresa
Il decreto-legge 24 agosto 2021 n. 118, convertito con modifiche, ha introdotto la composizione negoziata della crisi. L’art. 2 dispone che l’imprenditore commerciale o agricolo, quando si trovi in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario e ritenga ragionevolmente perseguibile il risanamento dell’impresa, possa chiedere al segretario della Camera di commercio di nominare un esperto indipendente. Quest’ultimo ha il compito di agevolare le trattative con i creditori e trovare soluzioni utili per il risanamento .
La norma prevede l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale gestita dal sistema camerale per la presentazione delle istanze e il caricamento dei dati necessari . La composizione negoziata può sfociare in accordi con i creditori, cessioni di beni, ristrutturazioni del debito o accesso a procedure giudiziali minori.
1.8 Rottamazione-quater (legge 197/2022) e rottamazione-quinquies (legge 199/2025)
Con l’art. 1, commi 231‑240, della legge 29 dicembre 2022 n. 197 (legge di bilancio 2023) il legislatore ha introdotto la rottamazione-quater. La definizione agevolata permetteva di estinguere i debiti iscritti a ruolo dal 2000 al 30 giugno 2022 versando soltanto l’imposta e le spese di notifica e di esecuzione, senza interessi, sanzioni e aggio. Il pagamento poteva avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2023 o in un massimo di 18 rate; la presentazione della domanda comportava la sospensione delle procedure esecutive . I commi indicavano anche l’applicazione di interessi del 2% annuo sulle rate, la decadenza in caso di mancato pagamento e altre condizioni .
La legge 30 dicembre 2025 n. 199 (legge di bilancio 2026) ha introdotto la rottamazione-quinquies, disciplinata ai commi 82‑101 dell’art. 1. Questa quinta edizione della definizione agevolata consente ai contribuenti di chiudere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 pagando soltanto il tributo e le spese di notifica ed esecuzione; sono esclusi interessi, sanzioni, interessi di mora, somme aggiuntive sui contributi previdenziali e aggio di riscossione. Il pagamento può essere rateizzato fino a 54 rate bimestrali nell’arco di nove anni, con interessi al 4% annuo a partire da agosto 2026. La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026 e il mancato pagamento di due rate consecutive comporta la decadenza dalla definizione. Non rientrano nella rottamazione-quinquies i debiti derivanti da avvisi di accertamento, i tributi locali salvo adesione del Comune, i contributi dovuti alle casse professionali e altri carichi particolari. Per ragioni di spazio non si riportano integralmente i commi, ma le disposizioni normative sono consultabili sul sito della Gazzetta Ufficiale.
2. Procedura dopo la notifica di un atto di riscossione
Ricevere una cartella di pagamento, un avviso di accertamento o un atto di pignoramento può generare ansia e confusione. Ecco una guida passo‑passo su cosa succede e come comportarsi.
2.1 Tipologie di atti
- Avviso di accertamento: è un atto dell’Agenzia delle Entrate che contiene la pretesa tributaria (imposta, sanzioni e interessi) a seguito di un controllo formale o sostanziale. Può essere impugnato entro 60 giorni dalla notifica davanti alla commissione tributaria provinciale.
- Cartella di pagamento: emessa da ADER, notifica l’iscrizione a ruolo dei tributi non pagati; contiene importo, interessi, sanzioni e aggio. Può essere impugnata entro 60 giorni per motivi che riguardano la legittimità del ruolo (prescrizione, difetto di motivazione, errata intestazione, inesistenza della notifica del precedente avviso di accertamento). Durante la fase di impugnazione è possibile chiedere la sospensione al giudice.
- Intimazione di pagamento: atto con cui ADER intima di pagare entro cinque giorni somme già iscritte a ruolo (la cartella notifica non è stata pagata). Presuppone che la precedente cartella sia stata notificata e non sia stata impugnata. L’intimazione è spesso preludio al pignoramento.
- Pignoramento presso terzi o mobiliare: segue il mancato pagamento e consiste nell’espropriazione dei crediti (conti correnti, stipendi, pensioni, crediti verso clienti) o dei beni del debitore. Può essere impugnato con opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. (per far valere la prescrizione o l’inesistenza del debito) o con opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. (vizi di forma dell’atto).
2.2 Termini per il ricorso e decadenza
| Atto notificato | Autorità competente | Termine per l’impugnazione | Effetto della mancata impugnazione |
|---|---|---|---|
| Avviso di accertamento | Commissione tributaria provinciale | 60 giorni dalla notifica | L’atto diventa definitivo; l’imposta è iscritta a ruolo e si procede alla riscossione |
| Cartella di pagamento | Giudice tributario (solo se vizi del ruolo) | 60 giorni dalla notifica | Decadenza del diritto di contestare il ruolo; la cartella diventa esecutiva |
| Intimazione di pagamento | Giudice ordinario (art. 615 o 617 c.p.c.) | 20 giorni per opposizione | Si procede al pignoramento |
| Pignoramento presso terzi | Giudice ordinario – tribunale competente | 20 giorni (opposizione atti) | Si consolida l’esecuzione; il terzo paga al concessionario |
NB. Il termine per proporre la sospensione dei pagamenti in caso di rottamazione o istanza di composizione negoziata è disciplinato dalle relative norme; l’istanza può essere presentata anche dopo l’inizio della procedura esecutiva, ma prima che le somme siano assegnate definitivamente.
2.3 Diritti del contribuente durante la riscossione
Oltre ai limiti al pignoramento visti sopra, il contribuente ha diritto a:
- Ricevere atti motivati: gli atti devono indicare i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche, l’ufficio responsabile e la possibilità di ricorrere .
- Accedere agli atti: può richiedere a ADER e all’Agenzia delle Entrate copia degli atti presupposti (ruoli, verbali di accertamento, notifiche). La mancata allegazione di tali atti può rendere nullo il provvedimento.
- Impugnare la notifica irregolare: la notifica deve essere effettuata nel domicilio fiscale del contribuente, con raccomandata A/R o tramite PEC. La notifica effettuata a un indirizzo errato o senza relata di notifica può essere contestata.
- Eccepire la prescrizione: i tributi erariali si prescrivono in 10 anni, quelli locali e contributivi in 5 anni salvo interruzioni. Se la cartella è stata notificata oltre i termini, il debito è prescritto e non può essere riscossa.
- Richiedere la rateizzazione: il contribuente può chiedere ad ADER una rateizzazione ordinaria fino a 72 rate mensili (o 120 rate per comprovata difficoltà economica). È possibile presentare domanda anche dopo aver impugnato l’atto.
Difese e strategie legali
1. Analisi dell’atto e vizi formali
La prima linea di difesa consiste nell’esaminare attentamente la cartella o il pignoramento. Tra i vizi più comuni:
- Mancanza di motivazione: se la cartella non indica gli estremi dell’atto presupposto (avviso di accertamento, ingiunzione), viola l’art. 7 della Legge 212/2000 e può essere annullata .
- Notifica irregolare: notifica a indirizzo errato, notifica non perfezionata con deposito presso l’ufficio postale senza avviso. Il vizio deve essere eccepito entro i termini.
- Prescrizione: se il tributo è prescritto, anche la cartella e l’intimazione devono essere annullate. È necessario verificare se ci sono stati atti interruttivi (come la notifica di un sollecito o l’iscrizione di un’ipoteca).
- Duplicazione del debito: talvolta viene iscritta a ruolo due volte la stessa imposta per errori di aggiornamento; il contribuente può chiederne l’annullamento.
- Calcolo errato degli interessi e sanzioni: i tassi applicati devono essere conformi alla legge; eventuali aggravi non dovuti possono essere contestati.
2. Impugnazioni e opposizioni
2.1 Ricorso davanti alla commissione tributaria
L’avviso di accertamento e la cartella di pagamento possono essere impugnati dinanzi alla commissione tributaria. È necessario depositare il ricorso presso la Corte di giustizia tributaria di primo grado (ex commissione tributaria provinciale). Il ricorso deve contenere:
- i dati del contribuente e dell’atto impugnato;
- i motivi di illegittimità (vizi di notifica, mancanza di motivazione, errori di calcolo, prescrizione, incompetenza dell’ufficio);
- la richiesta di sospensione dell’esecuzione, se vi è pericolo di danno grave e irreparabile.
La Corte può concedere la sospensione cautelare e fissare l’udienza. Se il ricorso viene accolto, l’atto impugnato viene annullato e l’Agente non può procedere alla riscossione. In caso di rigetto, il contribuente può appellare alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado e successivamente alla Corte di cassazione per motivi di diritto.
2.2 Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.)
Ai sensi dell’art. 615 c.p.c. il debitore può opporsi all’esecuzione se contesta l’esistenza del credito o se ritiene che l’obbligazione sia estinta (ad esempio per prescrizione o pagamento). La Corte costituzionale ha chiarito che questa opposizione è ammissibile anche nel pignoramento esattoriale . L’opposizione va proposta entro 20 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento o dell’intimazione di pagamento e si propone davanti al tribunale ordinario.
2.3 Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.)
Quando il vizio riguarda solo la forma dell’atto (mancata sottoscrizione, notifica irregolare, omessa indicazione dell’importo), il rimedio è l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. anche questa si propone davanti al tribunale entro 20 giorni.
2.4 Ricorso per Cassazione
Se la commissione tributaria di secondo grado conferma la legittimità della cartella o dell’avviso, il contribuente può ricorrere per cassazione per violazione di legge. È importante che l’avvocato sia cassazionista; l’Avv. Monardo può assistere anche in questa fase.
3. Sospensione e trattativa con l’Agente della Riscossione
Quando un debito è certo ma il contribuente non ha la liquidità per pagare, è possibile richiedere una sospensione o rateizzazione.
3.1 Sospensione amministrativa
ADER può concedere una sospensione di 120 giorni in attesa dell’esito di un ricorso o di un’istanza di autotutela. La richiesta deve essere motivata e supportata da documentazione (ad esempio per contestare un’errata iscrizione a ruolo). Se la sospensione viene accordata, l’Agente sospende le procedure esecutive.
3.2 Rateizzazione ordinaria e straordinaria
Il contribuente può chiedere una rateizzazione ordinaria fino a 72 rate mensili. Se il debito supera €120.000 o la situazione finanziaria è particolarmente grave, si può richiedere una rateizzazione straordinaria fino a 120 rate. La domanda deve essere presentata tramite il portale di ADER e deve contenere l’attestazione ISEE o la documentazione reddituale. Durante la rateizzazione l’Agente non può procedere a pignoramenti, ma l’ipoteca sull’immobile è comunque possibile se il debito supera €20.000.
3.3 Transazione fiscale e accordo transattivo
Per le imprese e i professionisti soggetti a procedure concorsuali (concordato preventivo, accordo di ristrutturazione), l’art. 182‑ter della legge fallimentare (ora sostituito dagli artt. 63 e ss. del Codice della crisi d’impresa) consente la transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate. Il debitore propone un piano di pagamento parziale dei tributi, che può prevedere il pagamento dell’imposta senza sanzioni e interessi. L’accordo deve essere approvato dal giudice.
4. Strategie difensive contro il pignoramento
4.1 Pignoramento dei conti correnti
L’ordine di pagamento diretto ex art. 72‑bis comporta che la banca congeli il saldo e lo versi ad ADER. Alla luce della sentenza 28520/2025, la banca deve trasferire anche le somme future affluite nel conto entro 60 giorni . Le difese possibili sono:
- Controllare la notifica: se la notifica è irregolare o mancante, il pignoramento è nullo.
- Eccepire la prescrizione del credito: se il debito è prescritto o decaduto, il pignoramento non può essere eseguito.
- Rivendicare la natura alimentare delle somme: se sul conto confluiscono pensioni o stipendi, vale la tutela dell’art. 545 c.p.c.; il debitore può chiedere al giudice di sbloccare la parte impignorabile.
- Opposizione all’esecuzione: per far valere vizi sostanziali (prescrizione, inesistenza del debito) entro 20 giorni.
- Accedere alla rottamazione o alla rateizzazione: la presentazione della domanda sospende l’esecuzione e consente di evitare la perdita del saldo.
4.2 Pignoramento dello stipendio o pensione
Il datore di lavoro o l’INPS ricevono dall’Agente un atto di pignoramento e devono trattenere una quota dello stipendio o della pensione. Come evidenziato dall’art. 545 c.p.c.:
- Per debiti tributari, la quota pignorabile non può superare un quinto dello stipendio netto .
- Per le pensioni, la trattenuta opera solo sulla parte eccedente il doppio dell’assegno sociale (oggi circa €1.115 mensili); la parte impignorabile su conto corrente è pari a tre volte l’assegno sociale .
Se la trattenuta supera questi limiti o se il debitore percepisce solo assegni di invalidità o altre indennità impignorabili, è possibile fare opposizione e ottenere la restituzione delle somme indebite.
4.3 Pignoramento presso terzi di crediti professionali
Per i freelance della comunicazione, il credito principale è costituito dalle fatture emesse ai clienti. L’Agente può notificare un ordine di pagamento diretto al cliente (committente) imponendogli di versare il corrispettivo all’Erario. Le difese possibili:
- Verificare la maturazione del credito: se la fattura non è ancora esigibile (ad esempio perché il lavoro non è stato completato), il pignoramento è inefficace.
- Controllare i termini: la banca deve versare solo le somme maturate al momento e quelle che maturano entro 60 giorni .
- Opposizione: presentare opposizione ex art. 615 c.p.c. per eccepire la nullità dell’ordine.
- Piano di pagamento: presentare istanza di rateizzazione o rottamazione per sospendere l’ordine e liberare il credito.
5. Strumenti alternativi
5.1 Rottamazione-Quater (2023) e Rottamazione-Quinquies (2026)
Le definizioni agevolate rappresentano uno strumento importante per regolarizzare la propria posizione con il fisco.
Rottamazione-quater (legge 197/2022): consente di estinguere i debiti affidati dal 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo l’imposta e le spese di notifica, con possibilità di rateazione in 18 rate e interessi al 2% . La domanda doveva essere presentata entro aprile 2023; tuttavia, molte rate sono ancora in pagamento nel 2026. Il contribuente decaduto per mancato pagamento può essere riammesso in rottamazione-quinquies.
Rottamazione‑quinquies (legge 199/2025): introdotta a fine 2025, riguarda i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. È possibile estinguere i debiti pagando solo il capitale e le spese; sono esclusi interessi, sanzioni, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio. La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026; la prima rata scade il 31 luglio 2026. Il pagamento può essere rateizzato fino a 54 rate bimestrali con interessi al 4%. Sono esclusi i debiti derivanti da avvisi di accertamento, i tributi locali se il Comune non aderisce, i contributi dovuti alle casse professionali, l’IVA doganale e le risorse proprie dell’UE.
La domanda si presenta esclusivamente online sul portale di ADER e comporta la sospensione delle procedure esecutive. Il mancato pagamento di due rate determina la decadenza, con perdita dei benefici e riattivazione integrale del debito.
5.2 Saldo e stralcio delle sanzioni
Nel 2019 il legislatore aveva introdotto il saldo e stralcio delle cartelle per contribuenti in difficoltà economica (ISEE inferiore a €20.000). Questa misura è stata riproposta in forma limitata con la legge di bilancio 2023 e permette di pagare una percentuale del debito in base alla propria fascia di reddito. Nel 2026 non esistono nuovi saldi e stralci, ma chi ha aderito a precedenti edizioni può continuare a pagare le rate rimanenti.
5.3 Rateizzazione ordinaria e straordinaria
Come visto, la rateizzazione fino a 72 o 120 rate è uno strumento utile se non si rientra nelle definizioni agevolate. Conviene richiederla prima della notifica del pignoramento, ma può essere concessa anche dopo se il debitore dimostra di poter pagare le rate. Una volta ottenuta, il pignoramento si sospende e l’Agente revoca eventuali fermi amministrativi.
5.4 Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione dei debiti
La legge 3/2012 consente ai consumatori e ai professionisti (compresi i freelance) di presentare tre tipi di procedure:
- Piano del consumatore: destinato a persone fisiche non imprenditori; prevede il pagamento parziale dei debiti in base alla capacità finanziaria del debitore, con falcidia anche dei debiti fiscali e contributivi. Non richiede l’accordo dei creditori ma deve essere omologato dal giudice.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: può essere proposto da professionisti e piccoli imprenditori; richiede il consenso della maggioranza dei creditori e prevede un pagamento, anche parziale, con falcidia dell’IVA e dell’imposta dovuta. Il piano è sottoposto al vaglio dell’OCC e del giudice.
- Liquidazione del patrimonio: se il debitore non è in grado di proporre un piano sostenibile, può optare per la liquidazione dei propri beni; dopo tre anni e dopo aver pagato il massimo possibile, ottiene l’esdebitazione e viene liberato dai debiti residui.
Queste procedure, seguite da un gestore della crisi (come l’Avv. Monardo), permettono di azzerare sanzioni e interessi, bloccare le azioni esecutive e ripartire.
5.5 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Per i freelance che svolgono attività qualificabili come impresa (ad esempio, con partita IVA e dipendenti) o che superano le soglie di fatturato previste dal Codice della crisi, la composizione negoziata offre la possibilità di trattare con i creditori sotto la supervisione di un esperto. Il decreto legge 118/2021 prevede una piattaforma telematica gestita dalle Camere di commercio; l’imprenditore può richiedere la nomina di un esperto e beneficiare di misure protettive del patrimonio durante le trattative . Se l’accordo riesce, il debito può essere ridotto e dilazionato.
6. Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare l’atto ricevuto: molti contribuenti lasciano scadere i termini per il ricorso. È essenziale verificare la data di notifica e rivolgersi subito a un professionista.
- Non controllare la motivazione: la cartella o l’intimazione devono indicare l’atto presupposto e le ragioni della pretesa . In caso contrario, l’atto può essere impugnato.
- Pagare senza verificare la prescrizione: in alcuni casi il debito è già prescritto; pagare significa rinunciare a un importante diritto.
- Accettare rateizzazioni troppo onerose: una rateizzazione eccessiva può portare comunque al pignoramento in caso di una sola rata non pagata. Occorre valutare la capacità finanziaria e considerare la composizione della crisi.
- Trascurare i limiti di pignorabilità: se la banca o l’INPS trattengono più del dovuto, è possibile opporsi e recuperare le somme.
- Non usare la PEC o il domicilio digitale: molti atti oggi vengono notificati via PEC. È fondamentale avere un domicilio digitale attivo e controllarlo regolarmente.
7. Tabelle di sintesi
Tabella 1 – Limiti di pignoramento
| Tipo di reddito/credito | Percentuale pignorabile | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Stipendi, salari, emolumenti | Massimo 1/5 (20%) per debiti fiscali | Art. 545 c.p.c., commi 4‑6 |
| Pensioni | Solo sulla parte eccedente il doppio dell’assegno sociale; massimo 1/5 | Art. 545 c.p.c., commi 4‑6 |
| Pensione accreditata su conto | Impignorabile fino al triplo dell’assegno sociale; trattenuta sulla parte eccedente | Art. 545 c.p.c., comma 7 |
| Somme alimentari, assegni di maternità, invalidità | Impignorabili | Art. 545 c.p.c., commi 8‑9 |
| Crediti professionali | Pignoramento integrale ma soggetto a opposizione se non ancora esigibili | Art. 72‑bis D.P.R. 602/1973 |
Tabella 2 – Strumenti per la definizione dei debiti
| Strumento | Requisiti e vantaggi | Limiti |
|---|---|---|
| Rottamazione-quater (2023) | Debiti affidati tra 2000 e 30/6/2022; pagamento solo del capitale; rate fino a 18; interessi 2% | Richiesta entro aprile 2023; decadenza per due rate non pagate. |
| Rottamazione-quinquies (2026) | Debiti affidati tra 2000 e 31/12/2023; pagamento del capitale; rate fino a 54; interessi 4%; domanda entro 30/4/2026 | Esclusi tributi locali non aderenti, avvisi di accertamento, contributi casse professionali. |
| Rateizzazione ordinaria | Fino a 72 rate mensili; sospende i pignoramenti | Interessi di mora; decadenza in caso di due rate non pagate. |
| Rateizzazione straordinaria | Fino a 120 rate; per debiti >€120.000 o grave situazione economica | Occorre documentare la difficoltà economica. |
| Piano del consumatore | Per persone fisiche non imprenditori; pagamento parziale dei debiti; falcidia di imposte e sanzioni | Richiede approvazione del giudice; dura 3‑5 anni. |
| Accordo di ristrutturazione | Per professionisti e piccoli imprenditori; richiede il consenso dei creditori | Necessita l’accordo della maggioranza dei creditori. |
| Liquidazione del patrimonio | Vendita dei beni e liberazione dai debiti residui dopo 3 anni | Perdita del patrimonio; richiede tempo. |
| Composizione negoziata (D.L. 118/2021) | Nomina di un esperto; trattativa protetta con i creditori; tutela del patrimonio | Non sempre viene accettata dai creditori; applicabile a imprese o professionisti con parametri d’impresa. |
FAQ – Domande frequenti
- Cosa devo fare se ricevo una cartella di pagamento? È necessario verificare subito la data di notifica, l’importo richiesto e l’atto presupposto. Se la cartella non contiene la motivazione o se il debito è prescritto, puoi presentare ricorso entro 60 giorni. Rivolgiti a un professionista per esaminare i vizi e valutare l’opportunità di una sospensione.
- Quali sono i termini per impugnare un avviso di accertamento? Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla notifica presso la Corte di giustizia tributaria di primo grado. La mancata impugnazione rende definitiva la pretesa e comporta l’iscrizione a ruolo del tributo.
- Posso rateizzare i debiti se non posso pagare subito? Sì. Puoi chiedere ad ADER una rateizzazione fino a 72 rate mensili o fino a 120 in casi particolari. La richiesta deve essere motivata e comporta la sospensione delle procedure esecutive finché paghi regolarmente le rate.
- Cos’è la rottamazione-quinquies e a chi conviene? È la definizione agevolata introdotta dalla legge di bilancio 2026. Consente di estinguere i debiti affidati dal 2000 al 2023 pagando solo il capitale e le spese, senza sanzioni né interessi. Conviene se non si dispone della liquidità immediata per pagare l’intero debito e si vuole evitare il pignoramento, ma occorre rispettare le scadenze.
- Se aderisco alla rottamazione, vengono sospesi i pignoramenti? Sì. La presentazione della domanda sospende le procedure esecutive fino al pagamento della prima o unica rata. Tuttavia, se non rispetti le scadenze, la procedura riprende e perdi i benefici.
- Le somme sul mio conto corrente sono completamente pignorabili? No. Le somme derivanti da stipendi o pensioni sono pignorabili solo nei limiti previsti dall’art. 545 c.p.c. (un quinto o oltre il doppio/triplo dell’assegno sociale) . Grazie alla sentenza Cass. 28520/2025, la banca deve trattenere anche gli accrediti successivi entro 60 giorni, ma è possibile chiedere l’esclusione della parte impignorabile .
- Posso contestare un pignoramento se il debito è già prescritto? Sì. L’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. è lo strumento adatto. La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’art. 57 del D.P.R. 602/1973 che impediva questa possibilità .
- Cosa succede se non pago le rate della rottamazione-quinquies? Il mancato pagamento di due rate comporta la decadenza dalla definizione: tornerai a dover pagare l’intero debito comprensivo di sanzioni e interessi. Inoltre riprenderanno le azioni esecutive.
- La rateizzazione ordinaria è compatibile con la rottamazione? No, devi scegliere una sola misura per lo stesso debito. Se hai già una rateizzazione e aderisci alla rottamazione, la rateizzazione si estingue.
- Cosa succede se il mio cliente riceve un ordine di pagamento diretto sui crediti che mi deve? Il cliente deve versare le somme a ADER entro 60 giorni per i crediti maturati e alle scadenze per quelli futuri . Puoi fare opposizione se ritieni che l’ordine sia illegittimo o se il debito è prescritto.
- Se sono un libero professionista, posso accedere al piano del consumatore? Sì, se non sei considerato imprenditore commerciale. In caso contrario puoi proporre un accordo di ristrutturazione dei debiti o la composizione negoziata. L’Avv. Monardo saprà indicarti la procedura più adatta.
- Cosa devo fare se la cartella non indica l’ufficio competente? La mancanza di indicazioni sull’ufficio o sul responsabile viola l’art. 7 dello Statuto del contribuente . Puoi contestare l’atto per difetto di motivazione.
- Le banche possono segnalarmi alla Centrale Rischi se il conto viene pignorato? No. La Cassazione ha censurato la segnalazione di sofferenza in caso di saldo negativo dovuto al pignoramento esattoriale; la banca risponde per i danni se segnala indebitamente il cliente .
- Posso chiedere di pagare la cartella solo in parte? Sì, con la rottamazione o con il piano del consumatore puoi ridurre l’importo e pagare solo una parte del debito. Tuttavia il risultato dipende dalla normativa vigente e dalla capacità economica. Per i debiti bancari, è possibile negoziare un saldo e stralcio con l’istituto di credito, spesso con il supporto di un professionista.
- Quanto dura la procedura di sovraindebitamento? La durata varia: il piano del consumatore in genere dura 3‑5 anni, l’accordo di ristrutturazione può estendersi fino a 5 anni, la liquidazione del patrimonio dura almeno 3 anni. Al termine, se il debitore ha adempiuto, ottiene l’esdebitazione e viene liberato dai debiti residui .
- Posso includere anche i debiti con le banche nel piano del consumatore? Sì. Tutti i debiti (bancari, fiscali, contributivi, privati) possono essere compresi. Le banche partecipano come creditori e hanno diritto alla loro quota del rimborso in base alle risorse disponibili.
- Qual è la differenza tra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione? Il piano del consumatore non richiede l’approvazione dei creditori ed è riservato alle persone fisiche non imprenditori. L’accordo di ristrutturazione, invece, è rivolto a professionisti e piccoli imprenditori e richiede il consenso della maggioranza dei creditori. Entrambi devono essere omologati dal giudice e prevedono l’esdebitazione.
- Cosa succede se l’Agenzia delle Entrate non risponde alla mia istanza di autotutela? L’inerzia dell’amministrazione non implica l’accoglimento della richiesta. Puoi proporre ricorso nel termine ordinario e depositare l’istanza come prova del tentativo di conciliazione. In alcuni casi è possibile impugnare il silenzio-rifiuto.
- Come posso proteggere la mia abitazione principale? Se l’immobile è l’unica casa di proprietà e vi risiedi, ADER non può procedere al pignoramento per debiti tributari inferiori a €120.000. Tuttavia può iscrivere ipoteca. Con il piano del consumatore o la composizione negoziata puoi chiedere la sospensione dell’ipoteca e l’esdebitazione.
- Il pignoramento esattoriale richiede l’intervento del giudice? No. Il pignoramento ex art. 72‑bis è un procedimento stragiudiziale; tuttavia le opposizioni possono essere proposte al giudice ordinario. Dal 2026 il Testo unico (artt. 169 ss.) mantiene la procedura speciale ma colloca le norme in un contesto sistematico.
Simulazioni pratiche
Di seguito proponiamo alcune simulazioni numeriche che mostrano come diverse strategie possono incidere sul debito di un freelance PR. Le cifre sono a titolo esemplificativo e non costituiscono parere professionale.
Simulazione 1 – Debito fiscale di €30.000 con rottamazione-quater
Scenario: un professionista ha ricevuto cartelle relative a imposte non versate fra il 2018 e il 2021 per un ammontare di €30.000, comprensivo di imposta (€20.000), sanzioni e interessi (€10.000). Decide di aderire alla rottamazione-quater (legge 197/2022).
- Capitale dovuto: €20.000 (imposta).
- Sanzioni e interessi condonati: €10.000.
- Spese di notifica/esecuzione: €400.
- Importo totale da pagare: €20.400.
- Rateizzazione: fino a 18 rate (max 5 anni) con interessi al 2% annuo. Supponendo 18 rate bimestrali, l’interesse complessivo è di circa €612. Il totale dovuto sale a €21.012.
- Importo rata: €21.012 ÷ 18 ≈ €1.167 ogni due mesi.
Risultato: rispetto ai €30.000 originari, il risparmio è di circa €8.988. Il professionista deve però rispettare tutte le rate; in caso di mancato pagamento di due rate consecutive, perde i benefici e l’intero debito torna esigibile.
Simulazione 2 – Debito fiscale di €50.000 con rottamazione-quinquies
Scenario: un freelance ha cartelle per €50.000, di cui €32.000 di imposta, €15.000 di sanzioni e interessi e €3.000 di aggio e spese. Vuole aderire alla rottamazione‑quinquies 2026.
- Capitale dovuto: €32.000.
- Sanzioni, interessi e aggio condonati: €18.000.
- Spese di notifica/esecuzione: supponiamo €600.
- Importo totale da pagare: €32.600.
- Rateizzazione: fino a 54 rate bimestrali (9 anni) con interessi al 4% annuo a partire da agosto 2026. L’interesse complessivo su un capitale di €32.600 in 9 anni al 4% è circa €6.000. Totale: €38.600.
- Importo rata: €38.600 ÷ 54 ≈ €715 ogni due mesi.
Risultato: la definizione consente un risparmio di €18.000 sulle sanzioni e l’aggio, diluendo il pagamento in 9 anni. Tuttavia l’interesse al 4% incide sull’importo finale. Occorre valutare se il pagamento in unica soluzione (€32.600) sia fattibile per risparmiare sugli interessi.
Simulazione 3 – Piano del consumatore per debito complessivo di €100.000
Scenario: un PR freelance ha debiti con l’Agenzia delle Entrate (€40.000), l’INPS (€20.000), una banca per un mutuo residuo (€30.000) e fornitori vari (€10.000). Il totale è €100.000. Il reddito medio annuo è €25.000. Il professionista non possiede beni immobili; vive in un appartamento in affitto e ha un’autovettura del valore di €5.000.
Procedura:
- Si presenta domanda di piano del consumatore presso l’OCC. Il piano prevede il pagamento del 40% dei debiti fiscali e contributivi e del 50% dei debiti bancari e commerciali, per un totale di €42.000.
- La durata del piano è 5 anni; il debitore versa €8.400 l’anno (circa €700 al mese). L’OCC verifica la sostenibilità in base al reddito disponibile (25.000 – 18.000 di spese vive = 7.000 annui). Il piano è comunque approvato perché parte del debito sarà garantita da un parente che versa €1.400 all’anno.
- Alla fine dei 5 anni, il professionista ottiene l’esdebitazione: il residuo (€58.000) è cancellato.
Risultato: il pagamento complessivo è 42% del debito e permette al professionista di ripartire. Durante il piano, le procedure esecutive sono sospese.
Simulazione 4 – Pignoramento del conto corrente e opposizione
Scenario: un freelance con debito fiscale di €10.000 si vede pignorare il conto corrente con saldo di €5.000. La banca riceve l’ordine di pagamento ex art. 72‑bis il 1° giugno e blocca il saldo. Il 1° luglio vengono accreditati €2.000 di compensi. L’Agente chiede alla banca di versare anche le somme accreditate a luglio.
Applicazione della Cassazione n. 28520/2025:
- La banca deve versare immediatamente a ADER i €5.000 esistenti al 1° giugno .
- Deve inoltre versare i €2.000 accreditati entro i successivi 60 giorni (entro il 31 luglio), perché rientrano nello spatium deliberandi .
- Il professionista può presentare opposizione all’esecuzione eccependo che il credito è prescritto o contestando la notifica. Se l’azione è fondata, il giudice sospende l’assegnazione delle somme e la banca non deve versarle.
Risultato: se l’opposizione è accolta, il debitore recupera le somme; se respinta, perde sia il saldo sia gli accrediti successivi. È quindi essenziale agire tempestivamente con l’assistenza di un avvocato.
Simulazione 5 – Rateizzazione straordinaria di €150.000
Scenario: un’agenzia di PR, titolare di partita IVA con fatturato di €300.000, accumula debiti tributari e contributivi per €150.000. Non può aderire alla rottamazione-quinquies perché molti debiti derivano da avvisi di accertamento. Decide di richiedere la rateizzazione straordinaria.
Calcolo:
- Importo dovuto: €150.000.
- Numero massimo di rate: 120 (10 anni).
- Interesse di rateizzazione (al tasso legale maggiorato): supponiamo 3% annuo; interesse totale circa €23.000.
- Totale: €173.000.
- Rata mensile: €173.000 ÷ 120 ≈ €1.442.
L’impresa deve dimostrare la propria difficoltà economica tramite bilanci e indicatori; la capacità di pagamento mensile (ad esempio €1.500) rientra nei parametri.
Risultato: la rateizzazione evita il pignoramento e l’ipoteca; tuttavia, in caso di due rate non pagate, la rateizzazione decade e si riattiva l’esecuzione.
Conclusione
La gestione dei debiti fiscali e bancari è una materia complessa, soprattutto per i freelance delle PR che spesso lavorano senza una struttura amministrativa. La normativa italiana prevede numerosi strumenti per difendere il debitore e per regolare i pagamenti in maniera sostenibile. È fondamentale:
- Conoscere i propri diritti: gli atti devono essere motivati e notificati regolarmente ; i limiti di pignorabilità proteggono stipendi e pensioni ; è sempre possibile contestare la prescrizione.
- Agire tempestivamente: i termini per il ricorso sono brevi (20 o 60 giorni). Ritardare significa perdere la possibilità di difendersi.
- Utilizzare gli strumenti di definizione: le rottamazioni (quater e quinquies), le rateizzazioni, i piani del consumatore e le composizioni negoziate permettono di ridurre o dilazionare il debito. È necessario valutare se conviene pagare subito per evitare gli interessi o dilazionare per mantenere liquidità.
- Affidarsi a professionisti esperti: la materia tributaria è in continua evoluzione. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare sono in grado di analizzare gli atti, proporre ricorsi mirati, ottenere sospensioni, negoziare piani di rientro e accompagnare i clienti nelle procedure di sovraindebitamento o di composizione della crisi.
In una materia dove la forma è sostanza, un errore procedurale può fare la differenza tra l’annullamento della cartella e il pignoramento dei beni. Agire da soli può essere rischioso; per questo è consigliabile rivolgersi a chi conosce la giurisprudenza più recente e le novità legislative – dal nuovo Testo unico sulla riscossione alle ultime sentenze della Cassazione.
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