Consulente doganale con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione: importanza del tema e ruolo dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

Il titolo dell’articolo riflette una situazione sempre più frequente nel mondo del commercio internazionale: il consulente doganale con debiti che subisce pressioni da parte del fisco e delle banche. La globalizzazione e l’espansione dell’e-commerce hanno reso fondamentale l’attività dei doganalisti, figure professionali che assistono le imprese nell’espletare le operazioni doganali. Tuttavia, la complessità del diritto doganale e l’interazione con la normativa fiscale comportano rischi notevoli. Errori, ritardi nei pagamenti o comportamenti disattenti possono generare debiti fiscali, multe, sanzioni doganali e perfino procedimenti penali. A ciò si aggiunga l’aggressività delle banche che, in presenza di esposizioni debitorie, possono avviare azioni esecutive su conti e beni aziendali.

Questo articolo vuole fornire un quadro completo e aggiornato (gennaio 2026) su come un consulente doganale indebitato può difendersi efficacemente. Verrà esaminato il contesto normativo e giurisprudenziale più recente, verrà spiegato passo per passo cosa succede dopo la notifica di atti impositivi o esattoriali, quali strategie di difesa e strumenti alternativi utilizzare, quali errori evitare e quali soluzioni pratiche adottare. L’obiettivo è fornire un supporto concreto a professionisti, imprenditori e privati che operano nel settore doganale e che si trovano sommersi dai debiti, sia nei confronti del fisco che delle banche.

Perché rivolgersi all’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con molti anni di esperienza nel diritto bancario, tributario e fallimentare. Dirige un team multidisciplinare di avvocati, commercialisti e consulenti finanziari specializzati nella difesa dei debitori. Lo Studio Monardo opera a livello nazionale ed è riconosciuto per la sua capacità di affrontare casi complessi con un approccio tecnico e strategico. L’Avvocato è:

  1. Cassazionista: abilitato a patrocinare davanti alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori; ciò consente di seguire i clienti in tutte le fasi del giudizio.
  2. Coordinatore di un team nazionale: collabora con professionisti su tutto il territorio, esperti in diritto bancario e tributario, assicurando assistenza qualificata in ogni regione.
  3. Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia (legge 3/2012); ha competenza per assistere persone fisiche, professionisti e imprenditori nella procedura di composizione della crisi.
  4. Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC): lavorare con un OCC permette di attivare procedure di ristrutturazione del debito in via stragiudiziale, negoziata o giudiziale.
  5. Esperto negoziatore della crisi d’impresa (D.L. 118/2021): iscritto al relativo elenco tenuto dal Ministero della Giustizia, gestisce la procedura di composizione negoziata della crisi per imprese in difficoltà.

Grazie a queste qualifiche, l’Avv. Monardo e il suo staff offrono un supporto a 360 gradi al consulente doganale indebitato. L’assistenza comprende:

  • Analisi dell’atto: esame tecnico delle cartelle esattoriali, avvisi di accertamento, intimazioni di pagamento e atti di pignoramento.
  • Redazione di ricorsi: predisposizione di ricorsi contro cartelle, iscrizioni a ruolo, ipoteche e misure cautelari.
  • Sospensione e tutela cautelare: attivazione di procedure di sospensione dell’esecutività di atti fiscali o bancari.
  • Trattative e piani di rientro: negoziazione con Agenzia delle Entrate-Riscossione (AER) e banche per definire piani di rientro sostenibili, rottamazioni e accordi stragiudiziali.
  • Procedure concorsuali e sovraindebitamento: accesso a concordati, piani del consumatore, esdebitazione e composizione negoziata della crisi.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

In questa sezione analizziamo le principali norme e sentenze che riguardano i consulenti doganali e i debitori tributari. Il panorama normativo è in continua evoluzione, soprattutto a seguito della riforma doganale nazionale attuata con il D.Lgs. 141/2024, delle modifiche apportate dal D.L. 118/2021 e del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Inoltre, la giurisprudenza di legittimità offre indicazioni preziose sulla responsabilità del consulente e sulla possibilità di difesa del debitore.

1.1 La riforma doganale nazionale (D.Lgs. 141/2024)

Il decreto legislativo 13 agosto 2024 n. 141 costituisce il nuovo testo di riferimento per il diritto doganale in Italia. È stato adottato per armonizzare la disciplina nazionale con il Codice doganale dell’Unione (CDU) e per riorganizzare il sistema sanzionatorio. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 232 del 3 ottobre 2024 ed è entrato in vigore dal 18 ottobre 2024 . Le finalità principali del decreto sono:

  • Aggiornare la normativa doganale risalente al Testo Unico delle Leggi Doganali (TULD) del 1973, ormai obsoleto. .
  • Digitalizzare le procedure doganali, ridurre la burocrazia e facilitare gli scambi.
  • Migliorare il coordinamento tra controlli doganali, IVA e accise.
  • Riorganizzare il sistema sanzionatorio, introducendo nuove soglie di punibilità e responsabilità anche per le persone giuridiche .

Il decreto abroga il TULD, il R.D. 1896/1896 e il D.Lgs. 374/1990, emanando un nuovo corpus normativo unitario. Tra gli elementi più rilevanti per i doganalisti c’è l’aggiornamento della disciplina del patentino di spedizioniere doganale, regolata dalla legge 25 luglio 2000 n. 213 . Il nuovo decreto:

  • Mette in rilievo che l’esercizio dell’attività di spedizioniere doganale richiede l’iscrizione all’albo professionale, possedendo il patentino rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
  • Prevede requisiti più stringenti per la sospensione e la revoca del patentino in caso di violazioni doganali o fiscali rilevanti .
  • Stabilisce che il doganalista risponde in solido con l’importatore in caso di rappresentanza indiretta, mentre nella rappresentanza diretta il suo obbligo dipende dalla diligenza impiegata (circolare ADM 22/D/2015, vedi § 1.4).

1.2 Legge 25 luglio 2000 n. 213 e abilitazione professionale

La legge 213/2000 disciplina i requisiti di accesso e l’esercizio della professione di spedizioniere doganale. Essa richiede:

  • Possesso del patentino di spedizioniere doganale, valido a tempo indeterminato, rilasciato dall’ADM previo superamento di un esame di Stato .
  • Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’UE (o stato con reciprocità). Bisogna essere maggiorenni, in possesso dei diritti civili e politici, e non avere condanne penali o violazioni doganali gravi .
  • Iscrizione all’albo professionale istituito dalla legge n. 1612/1960 .

La legge 213/2000 prevede inoltre la sospensione o revoca del patentino in caso di violazioni gravi. Queste disposizioni sono integrate dal D.Lgs. 141/2024 e dalle successive determinazioni ADM. La determinazione ADM n. 506849/2025 ha reso operativo il nuovo sistema di abilitazione e controlli sul numero di dichiarazioni doganali che il professionista deve presentare (almeno 100 all’anno) nonché l’obbligo di formazione continua di 30 ore annue . La mancata osservanza può comportare sospensione o revoca .

1.3 Responsabilità del consulente doganale e del contribuente nelle rappresentanze diretta e indiretta

Un nodo centrale per il consulente doganale indebitato è la responsabilità per l’IVA e i dazi. La circolare ADM n. 22/D del 2015 (oggi richiamata dalle normative vigenti) distingue tra rappresentanza diretta e indiretta:

  • Rappresentanza indiretta: il dichiarante (spedizioniere doganale) diventa coobbligato con l’importatore per il pagamento dei diritti doganali e dell’IVA . In pratica, se l’importatore non paga, l’ADM può richiedere il pagamento al doganalista. Questa situazione espone il professionista a rischi elevati, soprattutto se il cliente è insolvente.
  • Rappresentanza diretta: il doganalista agisce in nome e per conto del cliente; non è coobbligato, a meno che non abbia agito con dolo o colpa grave, cioè se sapeva o avrebbe dovuto sapere che i dati forniti erano falsi . Il professionista deve quindi dimostrare di aver adottato tutte le cautele e le verifiche ragionevoli per evitare la responsabilità .

Nel caso in cui il doganalista abbia adottato le procedure interne di controllo e la diligenza professionale richiesta, l’ADM può escluderlo dalla responsabilità e rivolgersi direttamente al cliente. Tuttavia, se la colpa è accertata, il professionista sarà obbligato in solido.

1.4 Giurisprudenza di legittimità in materia doganale e fiscale

La Corte di Cassazione ha affrontato diversi casi riguardanti la responsabilità del consulente doganale e del professionista in ambito tributario. Riassumiamo le decisioni più rilevanti.

1.4.1 Cass. Civ. 6153/2024: responsabilità dell’importatore per inadempienza del consulente

Secondo l’ordinanza n. 6153/2024, quando un importatore utilizza un doganalista che aderisce al pagamento differito delle bollette doganali e quest’ultimo non versa i diritti, l’importatore rimane obbligato a pagare nuovamente i dazi all’ADM se era consapevole del differimento. La Cassazione ha sancito che la conoscenza del pagamento differito implica l’accettazione del rischio e l’obbligo di adempiere . Questa pronuncia rimarca che il professionista deve informare chiaramente il cliente delle modalità di pagamento e dei rischi connessi.

1.4.2 Cass. Civ. 7948/2025: sanzioni tributarie e responsabilità del consulente

La sentenza n. 7948/2025 riguarda un commercialista coinvolto in violazioni fiscali di una società. La Corte ha affermato che la responsabilità per la concorrenza nell’illecito tributario non richiede che il professionista tragga un vantaggio economico; è sufficiente il concorso nella condotta illecita . L’articolo 7 del DL 269/2003 prevede che le sanzioni a carico di persone giuridiche siano a carico dell’ente, ma ciò non esclude la responsabilità personale del professionista se si dimostra il suo contributo all’illecito .

1.4.3 Cass. Civ. 22476/2025: sanzioni non trasmissibili agli eredi

L’ordinanza n. 22476/2025 ribadisce il principio per cui le sanzioni amministrative tributarie sono personali e non si trasmettono agli eredi (art. 8 D.Lgs. 472/1997). La Corte ha chiarito che, in caso di morte del contribuente, l’obbligazione sanzionatoria si estingue, mentre rimane dovuto il tributo . Questo principio tutela gli eredi da richieste illegittime dell’erario.

1.4.4 Cass. Civ. 24900/2025: prescrizione e impugnabilità degli atti

La sentenza n. 24900/2025 chiarisce i termini di prescrizione delle sanzioni tributarie: 10 anni se fondate su sentenza passata in giudicato, altrimenti 5 anni . Inoltre, la Corte afferma che l’estratto di ruolo (il documento che riepiloga i debiti iscritto a ruolo) non è un atto impugnabile perché non produce effetti autonomi; quindi non può essere fatto ricorso autonomo contro di esso . Il contribuente dovrà attendere la notifica dell’atto esecutivo (es. intimazione di pagamento) per poter agire.

1.5 Circolare ADM 22/D/2015 e determinazione 506849/2025: requisiti di diligenza e sospensioni del patentino

La circolare ADM 22/D fornisce istruzioni operative sulla responsabilità del doganalista nelle diverse modalità di rappresentanza. Essa chiarisce che:

  • Nella rappresentanza indiretta il dichiaratore è coobbligato con l’importatore .
  • Nella rappresentanza diretta il doganalista è responsabile solo in caso di dolo o colpa grave .
  • Per evitare la responsabilità il professionista deve adottare procedure di controllo, conservare la documentazione e dimostrare di aver operato con la diligenza richiesta .

La determinazione ADM n. 506849/2025, pubblicata nel 2025, stabilisce i nuovi requisiti per l’abilitazione e la permanenza nell’albo. Tra questi:

  • Obbligo di presentare almeno 100 dichiarazioni doganali l’anno e almeno 300 nei tre anni precedenti .
  • Obbligo di formazione professionale continua di almeno 30 ore l’anno .
  • Previsione di sospensione del patentino in caso di violazioni, con possibilità di ricorso amministrativo; revoca in caso di ripetute infrazioni .

Questi requisiti impongono al consulente doganale di mantenere uno standard elevato di aggiornamento professionale e di attenersi alle procedure di diligenza per evitare responsabilità e sanzioni.

1.6 Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento e negoziazione assistita

Per i debiti personali o aziendali, la normativa italiana offre procedure di gestione della crisi che consentono di bloccare le azioni esecutive e di ristrutturare i debiti in modo sostenibile. Le principali sono:

  1. Procedura di sovraindebitamento (Legge 3/2012): la legge consente a persone fisiche, professionisti e imprenditori non fallibili di accedere a un accordo con i creditori, un piano del consumatore o alla liquidazione dei beni. La norma richiede l’assistenza di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), istituito con il DM 24 settembre 2014 n. 202, che verifica la fattibilità del piano e assiste il debitore . Il gestore della crisi segue la procedura e garantisce la trasparenza; l’Avv. Monardo è iscritto nel relativo elenco e funge da professionista fiduciario di un OCC.
  2. Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021): introdotta in via emergenziale e poi integrata nel Codice della crisi, consente all’imprenditore in squilibrio finanziario di domandare alla Camera di Commercio la nomina di un esperto negoziatore che lo assista nelle trattative con i creditori. L’esperto, indipendente e iscritto all’albo ministeriale, aiuta a trovare un accordo per continuare l’attività . È uno strumento adatto a imprese in crisi ma ancora potenzialmente risanabili; richiede un piano industriale credibile e la collaborazione dei creditori.
  3. Codice della crisi e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019): entrato pienamente in vigore nel 2022, contiene procedure come il concordato preventivo, gli accordi di ristrutturazione e i piani di rientro. Per i consumatori prevede il piano del consumatore e la esdebitazione del sovraindebitato (liberazione dai debiti residui a determinate condizioni), la cui disciplina è stata riformata nel 2023 .

1.7 Rottamazioni e definizioni agevolate (2026)

Per i contribuenti e professionisti con debiti fiscali, lo Stato ha introdotto, negli ultimi anni, misure di definizione agevolata delle cartelle. La rottamazione quinquies 2026 permette di saldare i debiti iscritti a ruolo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 versando solo il capitale e i contributi, senza sanzioni né interessi, in un massimo di 54 rate bimestrali (durata fino a 9 anni) . Sono esclusi i debiti relativi a risorse proprie dell’UE (IVA all’importazione, dazi doganali), multe penali, IMU e tributi locali . La definizione agevolata è stata prorogata per consentire ai contribuenti che non hanno completato pagamenti precedenti di aderire nuovamente . Le istanze devono essere presentate telematicamente entro il termine fissato dalla normativa (di solito 30 aprile o 31 maggio) e il mancato versamento di una rata comporta la decadenza dal beneficio.

2. Procedura dopo la notifica dell’atto: passi da seguire

Quando il consulente doganale riceve una cartella esattoriale, un avviso di accertamento o un atto di intimazione di pagamento, è essenziale rispettare precisi termini e seguire una procedura rigorosa per non perdere i propri diritti. Vediamo passo per passo cosa occorre fare.

2.1 Ricezione della cartella o dell’avviso di accertamento

La cartella di pagamento, emessa dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, contiene l’ammontare del tributo, delle sanzioni e degli interessi. Può derivare da un avviso di accertamento divenuto definitivo o da altre pretese (multe, contributi). L’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate indica l’imposta ritenuta dovuta e i termini per il pagamento o per l’impugnazione.

Passi iniziali:

  1. Verifica dei dati: controllare che il destinatario, l’indirizzo e l’ammontare siano corretti; un errore può comportare nullità.
  2. Controllo dei termini: la cartella deve essere notificata entro i termini di decadenza previsti dal DPR 602/1973 (2 anni per le imposte dirette rettificate e 3 anni per IVA). Se è notificata tardivamente, può essere impugnata.
  3. Valutazione della prescrizione: in base alla giurisprudenza, il tributo si prescrive in 10 anni se fondato su giudicato, altrimenti in 5 anni ; è quindi necessario controllare la data di accertamento.
  4. Verifica della notifica: il mancato rispetto delle formalità (mancata consegna al destinatario, indirizzo errato, mancata PEC) rende l’atto impugnabile.
  5. Valutazione dell’estratto di ruolo: se non è stato notificato alcun atto, l’estratto di ruolo non è impugnabile ; si dovrà attendere la notifica dell’intimazione o del pignoramento per poter fare ricorso.

2.2 Sospensione e ricorso: termini e competenze

Una volta ricevuta la cartella o l’avviso di accertamento, il consulente doganale ha due strade: pagare o contestare. La contestazione può avvenire tramite ricorso giudiziale o istanza in autotutela.

2.2.1 Istanza di sospensione e autotutela

È possibile chiedere all’Agenzia delle Entrate-Riscossione di sospendere la cartella se si rilevano vizi (es.: annullamento dell’atto presupposto, prescrizione, pagamento già effettuato). L’istanza, da presentare entro 60 giorni dalla notifica della cartella, deve essere motivata e accompagnata da documentazione. L’Agenzia ha 220 giorni per rispondere, decorso il termine il contribuente può agire in giudizio.

2.2.2 Ricorso dinanzi al giudice tributario

Il ricorso contro la cartella o l’avviso di accertamento va presentato entro 60 giorni dalla notifica dell’atto. Dal 2023, con la riforma della giustizia tributaria, il ricorso deve essere depositato telematicamente sul portale del processo tributario telematico. È possibile richiedere la sospensione dell’esecutività dell’atto se l’esecuzione può arrecare danno grave e irreparabile. In caso di rigetto, si può presentare reclamo in appello.

Il consulente doganale dovrebbe avvalersi di un avvocato esperto, soprattutto quando la controversia riguarda importi elevati o questioni complesse, come l’applicazione delle sanzioni in solido con l’importatore.

2.2.3 Pagamento in forma ridotta e definizione agevolata

Per le sanzioni tributarie, l’art. 17 del D.Lgs. 472/1997 prevede la possibilità di un pagamento in forma ridotta: se il contribuente versa un terzo della sanzione entro 30 giorni dalla notifica dell’atto, la sanzione è ridotta. Inoltre, l’adesione alla rottamazione quinquies permette di estinguere le cartelle senza interessi né sanzioni, versando il solo capitale . Valutare se conviene rottamare o ricorrere è una scelta strategica da fare con il professionista.

2.3 Pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi

Se il debitore non paga né presenta ricorso, la procedura esecutiva può progredire. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dopo la notifica della cartella, invia una intimazione di pagamento; trascorsi 5 giorni senza pagamento, può procedere con pignoramento di beni mobili, immobili, stipendio o conto corrente. Per i pignoramenti mobiliari la competenza è dell’ufficiale giudiziario; per i pignoramenti presso terzi l’Agenzia invia un atto ai terzi (es. banca). È importante sapere che:

  • Ipoteche e fermi amministrativi: l’AER può iscrivere ipoteca sugli immobili o fermo amministrativo sui veicoli. Il fermo è impugnabile se non c’è notifica di cartella; se l’iscrizione avviene per debiti inferiori a 1.000 euro è illegittima.
  • Conto corrente: il pignoramento su conto corrente può essere evitato se si dimostra che le somme sono destinate a salari o pensioni fino al triplo dell’assegno sociale, tutelati dalla legge.
  • Termini: l’intimazione di pagamento deve essere notificata almeno 5 giorni prima dell’azione esecutiva; in caso contrario, il pignoramento è nullo .

2.4 Rapporti con le banche: revoca degli affidamenti e procedure esecutive bancarie

Il consulente doganale indebitato spesso ha esposizioni bancarie (mutui, anticipi su bollette doganali, fidi). Le banche, in caso di ritardo nei pagamenti, possono revocare l’affidamento e richiedere immediatamente il rientro del debito. In caso di mancato rientro, possono iscrivere ipoteca e procedere con il pignoramento.

È possibile opporsi? Sì, ma bisogna agire tempestivamente. È consigliabile:

  • Analizzare il contratto di apertura di credito: verificare clausole vessatorie, tassi usurari o anatocistici. Eventuali vizi contrattuali possono ridurre o annullare il debito.
  • Chiedere la rinegoziazione: in presenza di difficoltà temporanee, si può chiedere alla banca di ristrutturare il debito, allungando la scadenza o riducendo il tasso.
  • Valutare la procedura di saldo e stralcio: tramite la composizione negoziata o il sovraindebitamento, si può proporre un saldo a stralcio (pagamento di una percentuale del debito) con cancellazione del residuo.
  • Ricorrere al giudice: se la banca avvia l’esecuzione immobiliare, è possibile opporsi all’esecuzione entro 20 giorni dalla notifica dell’atto di precetto, contestando i vizi del titolo o la mancata prova del credito.

3. Difese e strategie legali per consulenti doganali indebitati

In questa sezione vengono illustrate le principali strategie di difesa che il consulente doganale può adottare per contrastare le pretese del fisco e delle banche. L’approccio deve essere personalizzato e basato su un’analisi accurata della situazione finanziaria e degli atti ricevuti.

3.1 Impugnazione dell’atto per vizi formali e sostanziali

Molti atti esattoriali contengono vizi formali (es. notifica irregolare, carenza di motivazione) o vizi sostanziali (es. decadenza, prescrizione, inesistenza del debito). Le principali contestazioni sono:

  1. Notifica irregolare: la cartella deve essere notificata al contribuente con raccomandata o PEC; la consegna a un indirizzo errato o a un familiare non autorizzato può renderla nulla.
  2. Carente motivazione: l’atto deve contenere gli estremi dell’accertamento, l’ammontare del tributo e delle sanzioni; l’assenza di riferimenti rende l’atto nullo.
  3. Decadenza: l’ufficio può iscrivere a ruolo l’imposta entro termini perentori (art. 25 DPR 602/1973). L’iscrizione oltre i termini rende la cartella impugnabile.
  4. Prescrizione: trascorso il termine quinquennale o decennale (in base alla presenza di giudicato) , il debito non può più essere riscosso.
  5. Nullità degli interessi o sanzioni: talvolta le sanzioni sono applicate in modo erroneo (es. cumulo giuridico errato) o sono non dovute (ad esempio, in caso di definizione agevolata). In materia doganale, se il consulente dimostra di aver operato con diligenza, può escludere la responsabilità .

3.2 Eccezione di inesigibilità e sospensione dell’atto

È possibile eccepire l’inesigibilità del credito quando il tributo è stato annullato con un precedente provvedimento, oppure quando l’atto presupposto (avviso di accertamento) è stato annullato in giudizio. In questi casi, l’estratto di ruolo è privo di fondamento e l’atto può essere impugnato.

In parallelo, si può chiedere la sospensione giudiziale dell’esecutività della cartella se l’atto appare manifestamente illegittimo o se l’esecuzione comporterebbe danno grave e irreparabile (es. blocco dell’attività). La sospensione può essere concessa dal giudice tributario o dall’autorità giudiziaria ordinaria (in caso di pignoramenti).

3.3 Azione di rivalsa verso il cliente e altri soggetti

Nel caso in cui il consulente doganale debba pagare dazi o IVA per conto del cliente (rappresentanza indiretta), ha diritto di esercitare una azione di rivalsa verso il committente. La legge prevede che l’importatore rimanga il debitore principale e quindi deve rimborsare il professionista. Tuttavia, ciò richiede procedimenti civili ordinari e può implicare l’escussione di garanzie (es. fideiussioni). L’azione di rivalsa deve essere esercitata tempestivamente per non incorrere nella prescrizione.

3.4 Accordi con l’Agenzia delle Entrate e definizioni agevolate

Spesso, anziché affrontare un lungo contenzioso, conviene valutare le definizioni agevolate o gli accordi di dilazione offerti dall’Agenzia delle Entrate:

  • Rottamazione e saldo e stralcio: come visto, consentono di estinguere il debito pagando solo il tributo senza sanzioni . Il consulente doganale può accedere alla definizione per debiti personali o societari. È importante verificare se i debiti derivano da IVA all’importazione (esclusi) .
  • Rateazione ordinaria: la legge consente di dilazionare il debito fino a 72 rate mensili per importi ordinari; con la riforma del 2025 è possibile estendere a 84, 96, 108 o 120 rate per importi oltre 120.000 euro . Il mancato pagamento di 5 rate (anche non consecutive) comporta la decadenza dalla rateazione .
  • Dilazione per crisi di impresa: con la procedura di composizione negoziata, l’esperto negoziatore può proporre ai creditori un piano di ristrutturazione che preveda sospensioni e dilazioni; l’Agenzia può aderire in base al principio del miglior soddisfacimento rispetto all’alternativa liquidatoria.

3.5 Procedure concorsuali e sovraindebitamento

Se il volume dei debiti è tale da compromettere la continuità dell’attività, il consulente doganale può ricorrere alle procedure concorsuali. Ricordiamo le principali:

  • Accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 57 Codice della crisi): prevede un accordo omologato dal tribunale con la maggioranza dei creditori che rappresentino il 60 % dei crediti. Permette di ridurre l’esposizione e dilazionare i pagamenti.
  • Concordato preventivo: consente al debitore di proporre un piano di soddisfacimento dei creditori e, una volta omologato, sospende le azioni esecutive e cautelari.
  • Piano di rientro del consumatore: destinato alle persone fisiche, consente di proporre un piano di pagamento in proporzione alle proprie capacità. Il giudice verifica la meritevolezza del debitore e, una volta omologato, il piano esclude eventuali debiti residui .
  • Esdebitazione e liquidazione controllata: la liquidazione controllata dei beni del debitore, con un periodo di liquidazione di 3 anni, può condurre alla liberazione dai debiti residui, permettendo un «fresh start».

3.6 Composizione negoziata della crisi d’impresa

Per imprese e liberi professionisti in crisi, il D.L. 118/2021 offre la procedura di composizione negoziata. I passi sono:

  1. Domanda alla Camera di Commercio: l’imprenditore deposita un’istanza telematica descrivendo le cause della crisi. Il segretario generale nomina un esperto negoziatore entro 5 giorni .
  2. Nomina dell’esperto: viene selezionato da un elenco di professionisti con competenze in diritto commerciale e crisi d’impresa (fra cui avvocati, commercialisti con almeno 5 anni di esperienza). L’Avv. Monardo è iscritto a tale elenco.
  3. Elaborazione del piano: l’imprenditore, assistito dall’esperto, predispone un piano di risanamento e lo presenta ai creditori. Si prevedono misure di ristrutturazione, conversione del debito, moratoria.
  4. Negoziazione con i creditori: l’esperto facilita le trattative, cercando una soluzione condivisa. Se i creditori non aderiscono, l’impresa può accedere ad altre procedure concorsuali.
  5. Misure di protezione: durante la procedura, il debitore può chiedere misure protettive (sospensione delle azioni esecutive) che il giudice concede se ritiene che la continuità aziendale sia realisticamente perseguibile.

La composizione negoziata è uno strumento efficace per evitare l’insolvenza irreversibile e mantenere l’operatività dell’impresa; è particolarmente adatta ai consulenti doganali che operano come società di servizi o studi associati.

4. Strumenti alternativi per risolvere i debiti

Oltre alle procedure giudiziali, esistono strumenti alternativi e soluzioni pratiche che il consulente doganale indebitato può adottare. Di seguito ne analizziamo alcuni.

4.1 Transazioni stragiudiziali con le banche

Le banche sono interessate a recuperare i propri crediti evitando lunghe procedure giudiziarie. Un professionista assistito dall’avvocato può proporre:

  • Saldo e stralcio: offerta di pagamento immediato di una parte del debito in cambio della rinuncia al saldo residuo. Può essere accettabile se il creditore percepisce che il recupero giudiziale sarebbe difficile o costoso.
  • Rinegoziazione dei tassi: modifica delle condizioni contrattuali, abbassando i tassi di interesse e allungando la durata del finanziamento. L’analisi del piano ammortamento può evidenziare elementi di usura o anatocismo.
  • Frazionamento del debito: divisione in tranche per consentire pagamenti più sostenibili.

4.2 Cessioni di credito e factoring

Il doganalista può disporre di crediti verso i propri clienti (es. compensi per dichiarazioni doganali). Per generare liquidità immediata, può cedere questi crediti a società di factoring. Tuttavia, bisogna valutare i costi, l’eventuale garanzia di solvibilità e le implicazioni fiscali.

4.3 Richiesta di contributi e agevolazioni

Lo Stato e l’UE offrono finanziamenti e contributi per la digitalizzazione e l’internazionalizzazione delle imprese. Partecipando a bandi, il consulente può ottenere fondi a fondo perduto o tassi agevolati. È consigliabile rivolgersi a un commercialista per analizzare l’ammissibilità.

4.4 Assicurazione del credito e fideiussioni

Per prevenire il rischio di insolvenza dei clienti, il doganalista può stipulare una polizza di assicurazione del credito. Inoltre, può richiedere garanzie fideiussorie ai clienti per coprire l’eventuale responsabilità in rappresentanza indiretta.

5. Errori comuni e consigli pratici

Molti debitori commettono errori che aggravano la loro situazione. Ecco i più frequenti e i consigli per evitarli:

  1. Ignorare gli atti: non leggere o non conservare le notifiche. È fondamentale prendere visione degli atti e agire entro i termini. Ignorare una cartella può portare a pignoramenti.
  2. Pagare senza valutare: versare subito per paura, senza verificare eventuali vizi; potrebbe essere stata notificata una cartella prescritta o non dovuta.
  3. Rivolgersi a professionisti non specializzati: i casi di diritto doganale e tributario richiedono competenze tecniche. Un avvocato cassazionista con esperienza in diritto bancario e doganale offre garanzie di successo.
  4. Non documentare la propria diligenza: per evitare responsabilità in rappresentanza diretta, il doganalista deve conservare tutta la documentazione che dimostri l’adempimento degli obblighi .
  5. Procrastinare la soluzione: rimandare l’analisi del debito peggiora la situazione. È opportuno affrontare il problema subito, negoziando con fisco e banche.
  6. Sottovalutare la procedura di sovraindebitamento: molti professionisti credono che sia destinata solo ai privati; invece anche le imprese minori e i professionisti possono accedervi .

6. Tabelle riepilogative

Per facilitare la consultazione, presentiamo alcune tabelle sintetiche che riassumono i termini, le norme e gli strumenti difensivi. Le tabelle servono come rapido riferimento ma non sostituiscono l’analisi dettagliata.

6.1 Termini di impugnazione e prescrizione

Tipo di attoTermine per ricorsoPrescrizione del debitoRiferimenti
Avviso di accertamento60 giorni5 anni (10 se c’è sentenza)D.Lgs. 472/1997
Cartella di pagamento60 giorni5 anni / 10 anni se giudicato definitivoDPR 602/1973
Intimazione di pagamento20 giorniCome l’atto presupposto
Pignoramento20 giorniNACod. Proc. Civ.
Notifica ipoteca/fermo60 giorniNADPR 602/1973

6.2 Strumenti difensivi disponibili

StrumentoDescrizioneVantaggiLimiti
Ricorso tributarioOpposizione davanti alla giustizia tributariaPossibilità di annullamento dell’atto, sospensione dell’esecutivitàCosti e tempi del giudizio
AutotutelaRichiesta di annullamento all’agenziaGratuita, tempi rapidi se accoltoNon obbliga l’amministrazione
Rottamazione quinquiesDefinizione agevolata del 2026Pagamento solo del capitale, no sanzioniEscluse IVA dogana e dazi
Rateazione AERDilazione fino a 120 rateRiduce l’ammontare delle rate mensiliDecadenza con 5 rate non pagate
Sovraindebitamento (Legge 3/2012)Procedura con OCC per privati e professionistiPossibile abbattimento del debito e liberazione residuaNecessita requisiti di meritevolezza
Composizione negoziataNegoziazione assistita con espertoMantenimento della continuità aziendale, sospensione delle azioni esecutiveRichiede piano di risanamento credibile

7. FAQ – Domande frequenti

Di seguito rispondiamo alle domande più ricorrenti che i consulenti doganali in difficoltà si pongono. Questa sezione raccoglie almeno 20 domande pratiche.

7.1 Un consulente doganale è responsabile dei dazi non pagati dal cliente?

Dipende dalla modalità di rappresentanza. In rappresentanza indiretta, il doganalista è coobbligato . In rappresentanza diretta, risponde solo se agisce con dolo o colpa grave .

7.2 Posso essere costretto a pagare due volte i dazi se il mio cliente è insolvente?

Se il cliente utilizza il pagamento differito e poi non paga, la Cassazione ha stabilito che l’importatore deve versare nuovamente i dazi se consapevole della modalità . Il doganalista dovrà rivalersi sul cliente.

7.3 Che cos’è la rottamazione quinquies e come posso aderirvi?

È una definizione agevolata che consente di saldare i debiti iscritti a ruolo pagando solo il tributo senza sanzioni né interessi . Si presenta telematicamente entro la data fissata (di solito aprile). Sono esclusi i dazi e l’IVA all’importazione .

7.4 Le cartelle per diritti doganali possono essere rottamate?

No. Le cartelle relative a dazi doganali e IVA all’importazione sono escluse dalla rottamazione perché rientrano nelle risorse proprie dell’UE.

7.5 Se non pago un avviso di accertamento, cosa può succedere?

L’avviso diventa definitivo trascorsi 60 giorni. L’agenzia può iscrivere a ruolo il tributo, emettere cartella e avviare la riscossione. È meglio impugnare se vi sono vizi.

7.6 Il fisco può iscrivere ipoteca sulla mia casa?

Sì, se il debito supera 20.000 euro, l’AER può iscrivere ipoteca dopo la notifica dell’intimazione. Se l’ipoteca è iscritta per debiti inferiori, è impugnabile.

7.7 Posso chiedere la rateizzazione di un debito con l’ADM?

Per i dazi e l’IVA all’importazione la rateizzazione è prevista dal TULD e dal CDU. È necessario presentare garanzie; la procedura è diversa dalla rateazione delle imposte interne.

7.8 Quali sono i requisiti per accedere al sovraindebitamento?

Bisogna essere persona fisica, professionista o imprenditore non fallibile, non aver usufruito della procedura nei 5 anni precedenti e essere meritevoli (nessun comportamento fraudolento) .

7.9 Le sanzioni tributarie si trasmettono agli eredi?

No, sono personali e si estinguono con la morte del contribuente . Gli eredi devono pagare solo il tributo.

7.10 Posso impugnare un estratto di ruolo?

No, l’estratto di ruolo non è un atto autonomo e non è impugnabile . Occorre attendere la notifica di un atto esecutivo.

7.11 Quanto dura la prescrizione delle cartelle?

La prescrizione è di 5 anni, o di 10 se l’imposta è fondata su una sentenza definitiva .

7.12 Posso dedurre dalle tasse le sanzioni pagate?

No, le sanzioni amministrative non sono deducibili dal reddito. Solo le spese legali possono essere dedotte se inerenti all’attività.

7.13 Che cosa comporta la sospensione del patentino di spedizioniere doganale?

La sospensione impedisce di operare come doganalista per un periodo determinato. È prevista in caso di violazioni gravi e reiterate . L’interessato può presentare ricorso amministrativo.

7.14 È obbligatorio rivolgersi a un avvocato per il ricorso?

Dal 2023 l’assistenza tecnica è obbligatoria per i ricorsi di valore superiore a 3.000 euro. Inoltre, l’avvocato garantisce una difesa professionale e una corretta gestione processuale.

7.15 Posso rateizzare il debito con la banca?

La banca può concedere una rinegoziazione o un piano di rientro. È consigliabile farsi assistere da un professionista per proporre un accordo che eviti l’esecuzione.

7.16 In caso di pignoramento dello stipendio, cosa posso fare?

È possibile opporsi se il pignoramento supera la quota legale (un quinto del salario). Nel sovraindebitamento si può ottenere la sospensione.

7.17 L’esperto nella composizione negoziata può essere sostituito?

Se non svolge correttamente il proprio ruolo o non è imparziale, i creditori o l’imprenditore possono chiedere al Tribunale la sostituzione.

7.18 Che differenza c’è tra OCC e composizione negoziata?

L’OCC assiste nei procedimenti di sovraindebitamento per consumatori e piccoli imprenditori . La composizione negoziata si applica agli imprenditori commerciali e agricoli in crisi ed è gestita da un esperto nominato dal Ministero .

7.19 Cosa succede se non rispetto le 30 ore di formazione obbligatoria?

La determinazione ADM 506849/2025 prevede la sospensione del patentino se non si adempie all’obbligo formativo . La revoca avviene in caso di reiterazione.

7.20 Il piano del consumatore permette di salvare la prima casa?

In molti casi sì. La giurisprudenza ammette che la residenza principale possa essere salvata se il piano prevede il pagamento ai creditori privilegiati e le esigenze abitative sono tutelate .

7.21 Posso includere i debiti fiscali nel piano di ristrutturazione?

Sì, i debiti fiscali possono essere inclusi; l’Agenzia partecipa al piano come creditore e può votare. Occorre prevedere il pagamento integrale dell’IVA e delle ritenute, mentre altre imposte possono essere falcidiate se il piano ne prevede la soddisfazione in misura inferiore.

7.22 Se la banca rifiuta il saldo e stralcio, ho altre opzioni?

È possibile tentare un accordo di ristrutturazione del debito o ricorrere alla procedura di sovraindebitamento, che consente di imporre il piano ai creditori dissenzienti se approvato dal giudice.

7.23 Quanto tempo ci vuole per ottenere l’esdebitazione?

Nel sovraindebitamento, la liquidazione controllata dura circa 3 anni. La liberazione dai debiti residui avviene dopo l’esecuzione del programma e il pagamento nella misura prevista .

7.24 Posso partecipare alla composizione negoziata se ho già avviato il sovraindebitamento?

Le due procedure sono alternative. È possibile passare da una all’altra previa revoca della precedente e se persistono i presupposti.

8. Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio le implicazioni delle norme e delle soluzioni proposte, presentiamo alcune simulazioni pratiche riguardanti un consulente doganale con debiti verso il fisco e le banche.

8.1 Caso A: debito IVA all’importazione e dazi

Scenario: Un doganalista Tizio ha agito in rappresentanza diretta per conto della società Alfa, importando merce per un valore imponibile di 100.000 euro. L’Agenzia delle Dogane accerta una differenza di imponibile e richiede 20.000 euro tra dazi e IVA, oltre sanzioni. La società è insolvente.

Analisi: Poiché la rappresentanza è diretta, il doganalista risponde solo per dolo o colpa grave . Tizio può difendersi dimostrando di aver verificato i documenti, che gli errori sono imputabili al cliente e che non poteva accorgersi della frode. La responsabilità per i dazi ricade sulla società; la sanzione può essere contestata impugnando l’atto. Tuttavia, i dazi e l’IVA all’importazione non possono essere rottamati , quindi la società dovrà pagare o rateizzare presso l’ADM.

Soluzione: Il doganalista deposita ricorso alla Commissione Tributaria, chiedendo la sospensione della cartella. Nel frattempo, si attiva per recuperare la somma dalla società tramite azione civile di rivalsa. Valuta con l’avvocato la possibilità di avviare procedura concorsuale per la società.

8.2 Caso B: cartelle esattoriali per IRPEF e IVA senza correzione nei termini

Scenario: Il doganalista Caio riceve tre cartelle per IRPEF e IVA per un totale di 60.000 euro, relative agli anni 2017-2018. Caio ha difficoltà finanziarie e non può pagare l’intera somma.

Analisi: Verifica innanzitutto i termini di prescrizione. Se l’iscrizione a ruolo è avvenuta nel 2019 e le cartelle sono notificate nel 2024, può eccepire la prescrizione quinquennale . Valuta la possibilità di rottamare i debiti tramite definizione agevolata, salvo quelli per IVA intracomunitaria. In alternativa, può richiedere una rateazione.

Soluzione: Caio presenta ricorso per prescrizione e, in parallelo, aderisce alla rottamazione quinquies per evitare interessi e sanzioni. Propone un piano di pagamento in 54 rate. Se le rate sono troppo onerose, valuta la procedura di sovraindebitamento con l’OCC, per ridurre i debiti e arrivare alla liberazione residua.

8.3 Caso C: Revoca dell’affidamento bancario e pignoramento

Scenario: La banca revoca l’affidamento di 80.000 euro a un doganalista a causa di ritardi nei pagamenti e iscrive ipoteca sull’immobile. Dopo tre mesi, avvia pignoramento dell’immobile.

Analisi: Occorre verificare la legittimità della revoca (esistenza di clausole contrattuali) e analizzare gli interessi applicati. Se emergono tassi usurari, è possibile richiedere la nullità degli interessi e ridurre il debito. Il pignoramento può essere sospeso con ricorso al giudice, evidenziando l’illegittimità della revoca o l’usurarietà.

Soluzione: L’avvocato propone alla banca un saldo e stralcio, offrendo 40.000 euro (ottenuti tramite finanziamento garantito). In caso di rifiuto, presenta opposizione all’esecuzione e chiede la nomina di un CTU per verificare i tassi. Nel frattempo, avvia la procedura di composizione negoziata per trovare un accordo con tutti i creditori.

8.4 Caso D: Procedura di composizione negoziata

Scenario: Un consulente doganale opera come SRL con 10 dipendenti. A causa di un forte calo di fatturato e di multe doganali, non riesce a pagare le banche e il fisco. Il debito totale è di 200.000 euro; l’attività è ancora potenzialmente redditizia.

Analisi: La SRL ricorre alla composizione negoziata. Presenta domanda alla Camera di Commercio e viene nominato un esperto negoziatore . Si redige un piano che prevede la sospensione delle azioni esecutive e la ristrutturazione del debito. La società propone il pagamento del 50 % in 5 anni ai creditori, l’iniezione di capitale da parte dei soci e la conversione di parte del debito in strumenti partecipativi.

Soluzione: L’esperto negoziatore convoca i creditori; la banca aderisce, riconoscendo che la procedura offre un miglior recupero rispetto alla liquidazione. L’Agenzia delle Entrate accetta la proposta di rateizzare i tributi in misura proporzionale. Al termine, la società ritorna alla solvibilità e prosegue l’attività.

8.5 Caso E: Sovraindebitamento del professionista

Scenario: Un doganalista individuale ha 150.000 euro di debiti fiscali, 50.000 di debiti bancari e possiede solo un piccolo appartamento adibito a prima casa. Ha un reddito di 1.200 euro al mese.

Analisi: Può accedere alla procedura di piano del consumatore. Presenta istanza all’OCC; il gestore formula un piano quinquennale in cui il debitore versa 300 euro al mese ai creditori, mentre la prima casa non viene venduta . I creditori chirografari ricevono una percentuale minima, mentre i privilegiati sono soddisfatti per intero; al termine, i debiti residui vengono estinti.

Soluzione: Il giudice omologa il piano. La procedura consente al professionista di saldare il debito in maniera sostenibile, salvando l’abitazione e liberandosi dai debiti residui.

9. Elenco delle principali sentenze e provvedimenti (fino a gennaio 2026)

Prima della conclusione, forniamo un riepilogo delle sentenze e dei provvedimenti normativi menzionati, con indicazione dell’ente/corte che li ha emanati. Questo elenco è utile per chi desidera approfondire ulteriormente.

AnnoProvvedimentoAutorità/EnteContenuto essenzialeCitazione
2024D.Lgs. 141/2024Governo italianoRiforma doganale nazionale, abrogazione TULD, nuove sanzioniG.U. n. 232 del 03.10.2024
2025Determinazione ADM 506849/2025Agenzia delle Dogane e dei MonopoliRequisiti per abilitazione, 100 dichiarazioni/anno, formazione 30 oreADM
2024Circolare ADM 22/D/2015 (richiamata)ADMResponsabilità del doganalista in rappresentanza diretta e indirettaADM
2024Ordinanza Cass. n. 6153/2024Corte di CassazioneImportatore paga di nuovo i dazi se consapevole del pagamento differitoCorte Suprema
2025Sentenza Cass. n. 7948/2025Corte di CassazioneResponsabilità del consulente per concorso in violazioni tributarieCorte Suprema
2025Ordinanza Cass. n. 22476/2025Corte di CassazioneSanzioni non trasmissibili agli erediCorte Suprema
2025Sentenza Cass. n. 24900/2025Corte di CassazionePrescrizione decennale o quinquennale, estratto di ruolo non impugnabileCorte Suprema
2012-2024Legge 3/2012 e DM 202/2014Parlamento e Ministero GiustiziaProcedure di sovraindebitamento, istituzione OCCParlamento
2021D.L. 118/2021Governo italianoIntroduzione composizione negoziata della crisiG.U. n. 202 del 24.08.2021
2019-2023D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi)ParlamentoProcedure concorsuali, piano del consumatore e esdebitazioneParlamento
2026Rottamazione quinquiesLegge finanziaria 2025-2026Definizione agevolata delle cartelle con pagamento solo del capitaleLegge finanziaria

Conclusione

Essere un consulente doganale indebitato può sembrare un vicolo cieco: da un lato, l’Agenzia delle Dogane e il fisco possono pretendere il pagamento di dazi, IVA e sanzioni, avviando azioni esecutive; dall’altro, le banche possono revocare gli affidamenti e pignorare beni. Tuttavia, le normative vigenti e la giurisprudenza offrono numerosi strumenti di difesa. Il segreto è agire tempestivamente, non ignorare gli atti, verificare la legittimità delle pretese e valutare tutte le opzioni: ricorsi, rateazioni, rottamazioni, composizione negoziata, sovraindebitamento.

Ricordiamo alcuni punti chiave:

  • La riforma doganale ha introdotto nuovi obblighi per i doganalisti e ha previsto la coobbligazione nella rappresentanza indiretta. La diligenza professionale e la corretta tenuta della documentazione sono fondamentali .
  • Le sanzioni tributarie sono personali; il professionista può essere responsabile per concorso ma solo se ha partecipato all’illecito . Le sanzioni non si trasmettono agli eredi .
  • I termini di prescrizione e decadenza vanno attentamente verificati, poiché la cartella può essere annullata per tardività .
  • Gli strumenti di definizione agevolata e rateazione permettono di ridurre l’esposizione; tuttavia dazi e IVA all’importazione non rientrano nella rottamazione .
  • Le procedure di sovraindebitamento e di composizione negoziata offrono soluzioni strutturali per uscire dalla crisi, con il supporto di OCC e esperti negoziatori .

Per affrontare efficacemente la situazione è indispensabile affidarsi a un professionista qualificato. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare offrono un’assistenza completa: analisi degli atti, ricorsi, trattative con fisco e banche, predisposizione di piani di rientro e accesso alle procedure concorsuali. La loro esperienza in diritto bancario, tributario e fallimentare, unita alla qualifica di gestore della crisi da sovraindebitamento e esperto negoziatore, rappresenta una garanzia per il consulente doganale in difficoltà.

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