Tecnico prevenzione incendi con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

Nel contesto italiano la figura del tecnico di prevenzione incendi (o professionista antincendio) ricopre un ruolo essenziale per la sicurezza di aziende, enti pubblici e privati. Questa figura, infatti, è incaricata di progettare e certificare gli impianti antincendio, eseguire verifiche periodiche e rilasciare attestazioni di conformità secondo le norme tecniche previste dal Codice di prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015) e dai provvedimenti successivi. In base al decreto, il progettista e il professionista antincendio devono essere tecnici abilitati iscritti a un ordine professionale e, per esercitare le attività di prevenzione incendi, devono essere iscritti negli elenchi speciali del Ministero dell’Interno . Il professionista si occupa di progettazione, certificazione, redazione della documentazione, controllo dell’esecuzione e formazione ; per entrare negli elenchi è necessario superare specifici corsi e rispettare i requisiti previsti dalla legge 818/1984 .

Tuttavia la specializzazione tecnica non mette al riparo da problemi finanziari. Molti professionisti antincendio, soprattutto quelli che operano come liberi professionisti o all’interno di piccole società, devono confrontarsi con la crisi di liquidità derivante da ritardi nei pagamenti, investimenti in attrezzature e formazione, o da problemi personali. In questo scenario capita spesso che un tecnico, iscritto a un albo professionale, si ritrovi con debiti fiscali o debiti bancari che possono culminare in cartelle esattoriali o addirittura in pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Le normative fiscali e bancarie italiane sono complesse e subiscono continue modifiche. Recentemente il legislatore ha introdotto numerose misure per agevolare la definizione dei debiti (rottamazioni e rateizzazioni), ma anche procedure più severe per il recupero coattivo del credito, come il pignoramento ex art. 72‑bis del DPR 602/1973. Nel 2025 la Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di pignoramento del conto corrente, la banca è tenuta a bloccare le somme presenti e quelle che saranno versate nei successivi 60 giorni e a riversarle all’agente della riscossione . Questa decisione rappresenta una nuova sfida per i contribuenti, perché impedisce l’utilizzo di fondi necessari alla vita quotidiana e allo svolgimento dell’attività professionale.

L’obiettivo di questa guida è fornire un approfondimento legale completo e aggiornato al 16 gennaio 2026 su come un tecnico prevenzione incendi con debiti può difendersi da fisco e banche, sfruttando tutte le tutele previste dall’ordinamento. Verranno analizzate le normative vigenti (DPR 602/1973, CCII – Codice della Crisi e dell’Insolvenza, Legge 3/2012, D.Lgs. 139/2006 e DM 1 settembre 2021 sulle nuove qualifiche dei manutentori antincendio ) e i principali orientamenti giurisprudenziali, con particolare attenzione alle sentenze della Corte di Cassazione e agli interventi del legislatore. La guida contiene tabelle riepilogative, esempi pratici, FAQ e consigli operativi, oltre a simulazioni numeriche per comprendere meglio le conseguenze economiche delle diverse scelte.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff

L’articolo è curato dall’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, avvocato cassazionista con pluriennale esperienza in diritto bancario e tributario. L’avvocato coordina un team multidisciplinare composto da avvocati, commercialisti e consulenti finanziari, in grado di fornire assistenza a livello nazionale su ricorsi contro cartelle esattoriali, opposizioni a pignoramenti, trattative con gli istituti bancari e redazione di piani di rientro del debito.

L’Avv. Monardo è:

  • Cassazionista e patrocinante davanti alle giurisdizioni superiori;
  • Gestore della Crisi da Sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
  • Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), attraverso il quale assiste debitori nel percorso di risanamento;
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa, figura prevista dal D.L. 118/2021 che consente di avviare procedure di trattativa protetta con i creditori.

Grazie a queste competenze l’avvocato e il suo staff possono analizzare l’atto ricevuto, predisporre ricorsi e opposizioni contro l’Agenzia delle Entrate Riscossione, ottenere sospensioni di cartelle e pignoramenti, trattare con le banche per concordare piani di rientro sostenibili e proporre soluzioni giudiziali e stragiudiziali nell’ambito del Codice della crisi e dell’insolvenza.

Al termine di questa guida troverete una call to action per contattare direttamente l’Avv. Monardo e ottenere una valutazione personalizzata del vostro caso.

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1. Contesto normativo e giurisprudenziale

In questa sezione esamineremo il quadro normativo e le principali sentenze che riguardano i tecnici di prevenzione incendi e le procedure di riscossione dei debiti fiscali e bancari. Il nostro obiettivo è comprendere quali sono le fonti legali su cui basare le difese, quali obblighi sono in capo al professionista antincendio e quali diritti può far valere contro il fisco e le banche.

1.1. Definizione di tecnico di prevenzione incendi e requisiti professionali

Il professionista antincendio è disciplinato dal Codice di prevenzione incendi, allegato al DM 3 agosto 2015 e integrato da numerosi decreti e circolari del Ministero dell’Interno. Il codice definisce:

  • Progettista: professionista, tecnico abilitato o responsabile di funzione pubblica che svolge la progettazione della sicurezza antincendio ;
  • Tecnico abilitato: professionista iscritto al rispettivo ordine (ingegneri, architetti, periti industriali, geometri) che esercita funzioni di progettista e certificatore ;
  • Professionista antincendio: tecnico iscritto negli elenchi del Ministero dell’Interno ai sensi dell’art. 16 del D.lgs. 8 marzo 2006 n. 139. Egli è abilitato a svolgere attività di prevenzione incendi, certificazione, consulenza e formazione .

Le principali attività del professionista antincendio comprendono:

  1. Progettazione e consulenza: redazione di progetti antincendio, calcolo delle prestazioni, scelta dei materiali e delle soluzioni progettuali secondo le norme tecniche;
  2. Certificazione e verifica: rilascio di certificazioni di resistenza al fuoco, prove di funzionalità e dichiarazioni di conformità; redazione della relazione tecnica al progetto ;
  3. Documentazione: predisposizione della SCIA antincendio (segnalazione certificata di inizio attività) e dei piani di emergenza;
  4. Controllo e manutenzione: verifica dell’esecuzione dei lavori, controllo del funzionamento degli impianti e aggiornamento del registro antincendio;
  5. Formazione e divulgazione: organizzazione di corsi e attività formative per i lavoratori, i datori di lavoro e i dirigenti .

Per accedere al ruolo di professionista antincendio è necessario:

  • essere iscritti all’albo professionale di riferimento;
  • possedere i requisiti previsti dalla legge 818/1984, secondo cui i professionisti devono essere inseriti in appositi elenchi pubblici aggiornati periodicamente ;
  • superare i corsi di formazione organizzati dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco;
  • rispettare gli obblighi di aggiornamento professionale.

1.2. Nuovi obblighi per manutentori e sanzioni

Le norme sulla prevenzione incendi non riguardano solo la progettazione, ma anche la manutenzione degli impianti. Il DM 1 settembre 2021 ha introdotto un nuovo sistema di qualificazione dei manutentori antincendio: le imprese e i lavoratori autonomi che effettuano la manutenzione e il controllo degli impianti devono essere iscritti in un registro e devono dimostrare competenze specifiche tramite corsi di formazione . Il decreto, emanato in attuazione dell’art. 37 del D.lgs. 81/2008 e dell’art. 46 dello stesso decreto, prevede che:

  • le attività soggette a controllo (magazzini, impianti industriali, autorimesse, alberghi e altre attività ricettive) sono tenute a garantire la manutenzione degli impianti da parte di personale qualificato ;
  • il datore di lavoro deve mantenere aggiornato un registro dei controlli e usare solo manutentori iscritti negli elenchi ;
  • in caso di inadempienza sono previste sanzioni penali: arresto fino a 4 mesi e ammende da 1.708 a 7.403 euro, ai sensi dell’art. 46 del D.lgs. 81/2008 ; inoltre, la mancata presentazione della SCIA antincendio è sanzionata con ammenda da 2.000 a 10.000 euro .

Con il DM 15 luglio 2025 il Ministero dell’Interno ha prorogato l’obbligo di qualificazione dei manutentori al 25 settembre 2026 , concedendo più tempo alle imprese per adeguarsi.

1.3. Normativa sulle cartelle esattoriali e sul pignoramento del conto corrente

1.3.1. La rateizzazione secondo l’art. 19 del DPR 602/1973

L’art. 19 del DPR 602/1973 disciplina la rateizzazione dei debiti iscritti a ruolo. Secondo questa norma, il contribuente che si trova in difficoltà economica può chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione di suddividere il debito in rate mensili o bimestrali. Il numero massimo di rate dipende dall’ammontare del debito:

  • fino a 120.000 €, si può chiedere la ripartizione in un massimo di 84 rate;
  • tra 120.000 e 500.000 €, le rate possono essere 96;
  • oltre i 500.000 €, il numero massimo sale a 120 rate .

Il contribuente deve dimostrare lo stato di difficoltà tramite una dichiarazione sulla situazione economico‑finanziaria e può usufruire di piani a rata crescente. Durante la rateizzazione:

  • il pagamento della prima rata comporta la sospensione della prescrizione e impedisce all’Agenzia di avviare o proseguire fermi amministrativi, ipoteche e altre misure cautelari ;
  • la decadenza dal beneficio avviene solo dopo 8 rate non pagate anche non consecutive ;
  • in caso di decadenza l’Agenzia può riprendere le azioni esecutive per l’intero importo residuo.

1.3.2. Il pignoramento del conto corrente (art. 72‑bis DPR 602/1973)

L’art. 72‑bis del DPR 602/1973 consente all’Agenzia delle Entrate Riscossione di procedere al pignoramento presso terzi dei crediti del debitore. La norma dispone che, in caso di pignoramento del conto corrente:

  • la banca deve bloccare immediatamente le somme disponibili e quelle che matureranno nei successivi 60 giorni ;
  • entro lo stesso termine deve versare all’Agente della riscossione le somme spettanti al debitore ;
  • il blocco riguarda anche gli accrediti futuri; se il conto presenta saldo negativo, qualsiasi versamento verrà trattenuto .

Nel 2025 la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28520/2025, ha chiarito che il termine di 60 giorni non è un periodo “di attesa” in cui il debitore può sottrarre le somme, ma una “gabbia fiscale”: la banca deve trasferire immediatamente all’Agenzia le somme presenti e quelle maturate nel periodo . Questa pronuncia ha confermato l’interpretazione restrittiva del pignoramento, rafforzando la tutela del credito erariale e imponendo severe limitazioni al contribuente.

1.3.3. Effetti del pagamento e della rateizzazione

Il pagamento della prima rata di una rateizzazione o di una rottamazione comporta la sospensione delle procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche). Secondo le norme, l’Agenzia delle Entrate deve comunicare la sospensione all’ufficiale giudiziario e all’istituto bancario . È tuttavia fondamentale che il debitore invii copia della domanda di rateizzazione o rottamazione alla banca per ottenere l’immediato sblocco del conto . In caso di mancato invio, la banca potrebbe non sospendere l’esecuzione.

1.4. Definizione agevolata (rottamazione) delle cartelle

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse definizioni agevolate (cd. rottamazioni) per permettere ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione pagando solo il capitale e una parte degli interessi, senza sanzioni e con aggio ridotto. Le due misure attualmente rilevanti sono la rottamazione quater (introdotta nel 2023) e la rottamazione quinquies (introdotta dalla Legge di Bilancio 2026).

1.4.1. Rottamazione quater

La rottamazione quater è stata prevista dalla legge di conversione del Decreto Aiuti‑bis e consente di definire i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Il contribuente può pagare solo l’imposta e le spese di notifica, senza interessi e sanzioni, in un’unica soluzione o in massimo 18 rate: la prima scadenza era fissata per il 31 ottobre 2023, con un interesse del 2% annuo sulle rate successive . Chi non ha rispettato i versamenti del 2023 poteva rientrare entro il 30 aprile 2025. Per i tecnici antincendio indebitati, questa misura rappresenta una possibilità di regolarizzazione dei debiti pregressi.

1.4.2. Rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge 213/2025) e si applica ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Le caratteristiche principali sono le seguenti:

  • Ambito soggettivo: possono aderire solo i contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni fiscali e hanno carichi iscritti a ruolo; restano escluse le sanzioni comminate da sentenze penali e i debiti da condanne per danno erariale ;
  • Domanda telematica: la domanda deve essere presentata esclusivamente online dal 1° marzo al 30 aprile 2026; la procedura sospende il termine di prescrizione e impedisce nuove azioni esecutive ;
  • Pagamento: i debiti possono essere saldati in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in 54 rate bimestrali; il piano prevede il pagamento di tre rate nel 2026, sei rate all’anno dal 2027 al 2034 e tre rate finali nel 2035 ;
  • Interessi e decadenza: sugli importi rateizzati si applica un interesse del 3%; il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, comporta la decadenza e la ripresa delle azioni esecutive .

È fondamentale che il contribuente, una volta presentata la domanda di rottamazione quinquies, comunichi la domanda all’istituto di credito affinché sospenda il pignoramento sul conto . In caso contrario, la banca potrebbe continuare a bloccare i fondi.

1.5. Il Codice della Crisi e l’ex Legge 3/2012

La Legge 3/2012, nota come “Legge sul sovraindebitamento”, è stata incorporata nel Codice della Crisi e dell’Insolvenza (CCII). Essa offre una seconda opportunità a chi non è in grado di pagare i propri debiti, permettendo di ristrutturarli o cancellarli attraverso diversi strumenti. Possono accedervi consumatori, professionisti, imprenditori minori, start‑up innovative e altre categorie che non rientrano nelle procedure concorsuali ordinarie .

La legge promuove la buona fede e la meritevolezza del debitore. I principali strumenti sono:

  1. Piano del consumatore: riservato ai debitori persone fisiche con debiti di natura non professionale. Il piano, omologato dal tribunale, prevede il pagamento parziale dei debiti in base alle risorse disponibili. Una recente pronuncia della Cassazione (ordinanza n. 29746/2025) ha stabilito che il garante di un debito aziendale non può accedere al piano del consumatore, perché il debito garantito è di natura imprenditoriale .
  2. Accordo di ristrutturazione dei debiti: è un accordo tra il debitore e i creditori che consente di soddisfare i debiti con modalità e tempi differenti da quelli originariamente previsti. Deve essere approvato dalla maggioranza dei creditori e dal tribunale.
  3. Concordato minore: applicabile a imprenditori minori e professionisti. Consente di proporre ai creditori un piano di pagamento con eventuale falcidia; la Cassazione (sentenza n. 28574/2025) ha affermato che il piano deve rispettare l’ordine di prelazione tra i creditori e non può prevedere il pagamento integrale di creditori chirografari a scapito di quelli privilegiati .
  4. Liquidazione controllata: consente di vendere i beni del debitore sotto la supervisione di un liquidatore; al termine, dopo tre anni, il debitore meritevole può ottenere l’esdebitazione.
  5. Esdebitazione: permette di liberarsi dai debiti residui dopo l’esecuzione di una procedura di sovraindebitamento; è prevista anche un’esdebitazione “immediata” per chi non possiede alcun patrimonio.

Queste procedure sono gestite da un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) che assiste il debitore e redige la relazione iniziale. L’Avv. Monardo, quale professionista fiduciario di un OCC, può guidare i tecnici antincendio nell’accesso a tali strumenti.

1.6. Altre sentenze rilevanti

Oltre alle pronunce già citate, meritano attenzione:

  • Sentenza Cass. n. 28520/2025: ha confermato che, in caso di pignoramento ex art. 72‑bis, la banca deve trasferire le somme al fisco entro 60 giorni e che il saldo negativo non impedisce il pignoramento delle somme future .
  • Sentenza Cass. n. 28574/2025: ha ribadito l’obbligo di rispettare l’ordine di prelazione nel concordato minore .
  • Ordinanza Cass. n. 29746/2025: ha escluso la qualifica di “consumatore” per il garante che ha rilasciato fideiussione per debiti aziendali, impedendogli di accedere al piano del consumatore .
  • Decisione Tribunale di Napoli n. 11763/2025: ha chiarito che l’abuso di concessione del credito da parte della banca non può essere invocato dal debitore come causa di nullità del contratto per sottrarsi al pagamento; tale violazione tutela i creditori e non il debitore .

Queste decisioni, unitamente alle norme appena illustrate, costituiscono la cornice legale entro la quale il tecnico antincendio deve muoversi per difendersi efficacemente.

2. Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto di riscossione

La notifica di una cartella esattoriale, di un avviso di addebito o di un pignoramento sul conto corrente può cogliere di sorpresa il professionista. In questa sezione delineeremo le azioni da intraprendere subito per tutelare i propri diritti e ridurre l’impatto delle misure esecutive.

2.1. Verifica della notifica e dei termini

La prima verifica riguarda la regolarità della notifica. L’atto può essere invalido se:

  1. è stato notificato a un indirizzo errato o a un soggetto privo di legittimazione;
  2. manca la relazione di notifica o vi sono errori nella relata;
  3. è stato notificato oltre i termini previsti dalla legge per la decadenza della cartella.

In questi casi è possibile proporre ricorso o opposizione, contestando l’irregolarità della notifica. È consigliabile rivolgersi tempestivamente a un professionista per verificare la validità della notifica e decidere l’azione da intraprendere.

2.2. Analisi dell’atto ricevuto e del carico fiscale

Ricevuta la cartella o l’avviso di addebito, occorre esaminare:

  • Tipologia del carico (imposte, contributi previdenziali, multe, sanzioni);
  • Anno di riferimento e data di affidamento all’Agente della riscossione (per valutare se rientra nelle definizioni agevolate);
  • Importo originario, interessi, sanzioni e aggio;
  • Eventuali raddoppi o duplicazioni di addebiti;
  • Scadenza dei termini di pagamento.

Qualora il carico riguardi debiti professionali (ad esempio contributi Inarcassa, imposte relative alla libera professione), è possibile valutare l’accesso alla rottamazione quater o quinquies oppure alla rateizzazione. Se invece il carico riguarda l’ambito personale (multe, tasse locali) si può ricorrere anche al piano del consumatore.

2.3. Opzioni immediate

Opposizione giudiziale

Qualora sussistano vizi nella notifica o nel merito (prescrizione, decadenza, errata iscrizione a ruolo), il contribuente può proporre opposizione all’esecuzione o ricorso tributario. Nel pignoramento presso terzi, l’opposizione va proposta al giudice dell’esecuzione entro 30 giorni. Si possono eccepire la prescrizione del credito tributario (spesso 10 anni), la decadenza dell’iscrizione a ruolo o l’inefficacia degli interessi.

Sospensione amministrativa

È possibile chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione una sospensione amministrativa del carico se sussistono cause di inesigibilità (ad esempio perché il debito è stato già pagato o annullato). La domanda va presentata entro 60 giorni dalla notifica della cartella; in attesa dell’esito, le procedure esecutive vengono sospese.

Richiesta di rateizzazione

Come illustrato, l’art. 19 del DPR 602/1973 consente di chiedere la rateizzazione fino a 84, 96 o 120 rate a seconda dell’importo . La domanda può essere presentata anche online sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Il pagamento della prima rata sospende gli atti esecutivi , ma è fondamentale inviare copia della domanda alla banca per lo sblocco del conto .

Domanda di definizione agevolata (rottamazione)

Se il carico rientra nelle annualità previste, è possibile aderire alla rottamazione quater (per debiti fino al 30 giugno 2022) o alla rottamazione quinquies (per debiti fino al 31 dicembre 2023) secondo le modalità illustrate sopra. La domanda va inoltrata entro i termini stabiliti; per la quinquies è necessario agire telematicamente tra il 1° marzo e il 30 aprile 2026 .

Procedure di sovraindebitamento

Qualora i debiti siano insostenibili e non sia possibile farvi fronte con rate o rottamazione, il tecnico antincendio può valutare l’accesso a uno degli strumenti previsti dalla Legge 3/2012 e dal CCII: piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, concordato minore, liquidazione. Tali procedure consentono di proporre ai creditori un piano commisurato alle reali capacità di pagamento, con eventuale falcidia o esdebitazione finale.

2.4. Comunicazione con la banca e la cassa previdenziale

In caso di pignoramento del conto corrente è importante:

  1. Verificare l’importo pignorato e richiedere alla banca la documentazione relativa al pignoramento.
  2. Inviare tempestivamente la domanda di rateizzazione o rottamazione per ottenere la sospensione dell’esecuzione ; la prova dell’invio deve essere trasmessa alla banca.
  3. Richiedere lo sblocco delle somme eccedenti il debito (ad esempio, somme accreditate dopo il sessantesimo giorno o somme relative a pensioni e stipendi con limiti di pignorabilità).
  4. Verificare la posizione previdenziale presso la cassa professionale (Inarcassa) e, in caso di contributi non versati, valutarne l’inclusione in una rateizzazione o rottamazione.

3. Difese e strategie legali

L’articolo analizza ora le principali strategie legali e i rimedi a disposizione del tecnico prevenzione incendi indebitato. Le difese dipendono dalla natura del debito (fiscale, previdenziale, bancario), dall’entità dell’esposizione e dalla capacità di pagamento del professionista. Ricorreremo a esempi pratici, tabelle e riferimenti normativi.

3.1. Contestazione e opposizione agli atti della riscossione

Opposizione a cartella esattoriale: se la cartella presenta vizi di notifica o errori nel merito (prescrizione, infondatezza della pretesa), si può proporre ricorso dinanzi alla Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni. Le eccezioni più frequenti riguardano:

  • Prescrizione decennale o quinquennale del credito tributario;
  • Mancata notifica del preavviso di iscrizione ipotecaria;
  • Errata determinazione di interessi e sanzioni;
  • Violazione del diritto al contraddittorio.

Opposizione a pignoramento ex art. 72‑bis: il debitore può rivolgersi al giudice dell’esecuzione entro 30 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento per eccepire l’illegittimità del pignoramento o la pignorabilità limitata dei crediti (ad esempio, importi relativi a pensioni, stipendi o somme necessarie alla sopravvivenza). L’Art. 545 c.p.c. stabilisce limiti al pignoramento di salari e stipendi; il giudice può disporre la riduzione del pignoramento.

Eccezioni di nullità: si può eccepire la nullità dell’atto se, ad esempio, è stato emesso senza il preventivo invio di un preavviso (art. 50 DPR 602/1973) o se difetta la motivazione della cartella.

3.2. Rateizzazione: vantaggi e requisiti

L’istanza di rateizzazione è uno strumento flessibile che consente di dilazionare il pagamento del debito. I vantaggi principali sono:

  1. Sospensione delle azioni esecutive: con il pagamento della prima rata, l’Agenzia delle Entrate Riscossione sospende fermi, ipoteche e pignoramenti ;
  2. Riduzione della misura del pignoramento: l’art. 19 consente al debitore di proporre un pagamento rateale con rata crescente, adattata alle proprie disponibilità;
  3. Decadenza solo dopo 8 rate non pagate: permette una certa flessibilità, in particolare per i professionisti che hanno entrate irregolari ;
  4. Possibilità di rientrare dopo la decadenza: la legge consente, in alcuni casi, di presentare una nuova richiesta di rateizzazione dopo il pagamento di un certo numero di rate.

Per accedere alla rateizzazione occorre presentare una domanda motivata; per debiti fino a 120.000 € non è necessario allegare documentazione reddituale, mentre per importi superiori è richiesta la prova di temporanea difficoltà. Le rate sono soggette a un interesse annuo pari al tasso legale (1,6% dal 1° gennaio 2026 ) maggiorato di 4,5 punti percentuali. In caso di rateizzazione decaduta si può aderire alla rottamazione, se prevista.

3.3. Definizioni agevolate: rottamazione quater e quinquies

Le rottamazioni rappresentano strumenti straordinari per regolare i debiti. Di seguito le caratteristiche principali e le differenze tra quater e quinquies:

CaratteristicaRottamazione quaterRottamazione quinquies
Carichi ammessiDebiti affidati dal 1/1/2000 al 30/6/2022Debiti affidati dal 1/1/2000 al 31/12/2023
Soggetti ammessiTutti i contribuenti con carichi a ruolo, anche chi non ha presentato dichiarazioneSolo chi ha presentato le dichiarazioni fiscali
Termini di domandaScaduti: inizialmente al 31/10/2023; riaperti al 30/4/20251° marzo – 30 aprile 2026
Numero rateFino a 18 rate (5 anni); interesse 2%54 rate bimestrali; interesse 3%
Importi dovutiCapitale + spese esecutive; senza sanzioni e interessiCapitale + spese; senza sanzioni e interessi
DecadenzaRitardo di 5 giorni è tollerato; decadenza al 3° ritardoDecadenza dopo due rate non pagate
Sospensione azioniDalla presentazione della domanda; sospende fermi e pignoramentiAnalogamente; obbligo di comunicare la domanda alla banca

La scelta tra quater e quinquies dipende dal periodo del debito e dalle proprie risorse. Chi possiede carichi fino al 2022 potrebbe ancora beneficiare della quater se rientra nei termini di riapertura; chi invece ha debiti più recenti (2023) deve attendere l’avvio della quinquies. In entrambi i casi è fondamentale rispettare i termini di domanda e di pagamento.

3.4. Procedure di sovraindebitamento (CCII e Legge 3/2012)

Quando il debito risulta insostenibile, le procedure di sovraindebitamento possono rappresentare l’unica via per salvare la propria attività professionale. Riassumiamo le caratteristiche principali:

ProceduraDestinatariCaratteristiche principaliSentenze rilevanti
Piano del consumatoreDebitori persone fisiche con debiti non professionali (ad es. multe, tasse personali)Omologato dal tribunale; prevede il pagamento proporzionato alle risorse; tutela il patrimonio personaleCass. 29746/2025: il garante di un debito aziendale non può accedere al piano
Accordo di ristrutturazioneProfessionisti, imprenditori minori, titolari di ditteDeve essere approvato dai creditori; offre riduzione del debito e rate in base al reddito
Concordato minoreImprenditori minori e professionisti con debiti professionaliSimile al concordato preventivo; prevede falcidia, cessione di beni e eventuale esdebitazione; deve rispettare l’ordine dei privilegiCass. 28574/2025: illegittimo pagare un creditore chirografario prima di un privilegiato
Liquidazione controllataDebitori senza possibilità di ristrutturareVendita dei beni; nomina di un liquidatore; al termine, dopo 3 anni, il debitore meritevole può ottenere l’esdebitazione
Esdebitazione del debitore incapienteDebitori privi di beni e redditiEsdebitazione immediata senza procedura complessa

L’accesso a queste procedure richiede la nomina di un gestore della crisi all’interno di un OCC. Il gestore redige una relazione sulla situazione patrimoniale e propone ai creditori un piano di rientro. I professionisti antincendio possono integrare i propri debiti fiscali, bancari e previdenziali nel piano. Il tribunale, se accoglie il piano, ne dispone l’omologa e ordina la sospensione delle azioni esecutive.

3.5. Altre strategie: transazioni bancarie e negoziazione della crisi d’impresa

Oltre alle procedure sopra indicate, è possibile valutare strategie negoziali con banche e finanziarie. Tra queste:

  • Accordi transattivi con le banche: il professionista può proporre un saldo e stralcio del debito, offrendo un pagamento ridotto in un’unica soluzione o un piano di rientro più sostenibile.
  • Ristrutturazioni del debito: ai sensi dell’art. 57 del CCII, è possibile stipulare accordi con i creditori bancari per dilazionare il debito al di fuori delle procedure concorsuali.
  • Negoziazione assistita della crisi d’impresa (D.L. 118/2021): consente alle imprese in crisi di avviare una trattativa riservata con i creditori sotto la supervisione di un esperto nominato dalla Camera di Commercio. L’Avv. Monardo, in qualità di esperto negoziatore, può assistere il professionista nella predisposizione del protocollo e nella negoziazione con le banche.

4. Strumenti alternativi di definizione del debito

Oltre alle procedure ordinarie e straordinarie già illustrate, esistono altri strumenti di definizione del debito che meritano di essere considerati. Conoscere tali possibilità permette di scegliere la soluzione più adatta alla propria situazione.

4.1. Definizione delle liti pendenti e conciliazione giudiziale

Il legislatore periodicamente consente di definire le liti pendenti in materia tributaria attraverso il pagamento di una percentuale del valore della lite. Ad esempio, la Legge di bilancio 2023 aveva previsto la possibilità di definire le controversie pendenti in Cassazione pagando il 5% o il 20% del valore. Anche se tale misura non è attualmente attiva, è utile monitorare eventuali riaperture per chi ha un ricorso in corso.

4.2. Definizione agevolata degli avvisi bonari

L’Agenzia delle Entrate consente di definire gli avvisi bonari (comunicazioni di irregolarità a seguito di controllo automatico delle dichiarazioni) pagando solo l’imposta e gli interessi ridotti. Chi ha ricevuto un avviso bonario può richiedere il pagamento rateizzato in quattro rate senza sanzioni. Per i professionisti è un modo per evitare l’iscrizione a ruolo e il successivo pignoramento.

4.3. Transazione fiscale

Nel contesto delle procedure concorsuali e di sovraindebitamento, è possibile proporre all’erario una transazione fiscale: l’agenzia può accettare un pagamento parziale del credito tributario se ciò consente una migliore soddisfazione rispetto alla liquidazione. La Corte costituzionale ha riconosciuto la legittimità della transazione fiscale come strumento di composizione della crisi, purché il piano rispetti la parità di trattamento tra i creditori.

4.4. Composizione negoziata della crisi d’impresa

Introdotta dal D.L. 118/2021, la composizione negoziata consente alle imprese in crisi di avviare un percorso volontario di risanamento con l’assistenza di un esperto negoziatore. Pur essendo pensata per le imprese, può essere adattata anche a studi professionali strutturati come società tra professionisti (STP). Tra i vantaggi vi sono:

  • Protezione dagli atti esecutivi durante la negoziazione;
  • Possibilità di ottenere finanziamenti prededucibili per rilanciare l’attività;
  • Trattativa riservata con banche e creditori fiscali.

L’Avv. Monardo, come esperto negoziatore, accompagna il debitore nella presentazione dell’istanza e nella negoziazione con i creditori.

5. Errori comuni e consigli pratici

Molti debitori commettono errori che aggravano la situazione. Di seguito alcuni errori da evitare e consigli pratici utili ai tecnici prevenzione incendi:

  1. Ignorare l’atto ricevuto: non rispondere a una cartella o a un pignoramento porta al blocco dei conti e all’aumento degli interessi. Anche se l’importo è errato, bisogna agire subito.
  2. Pagare senza verificare: versare somme senza controllare la legittimità dell’atto può far decadere alcune tutele. È necessario analizzare la prescrizione, la decadenza e la correttezza degli importi.
  3. Aspettare l’ultimo giorno: i termini per ricorso (30 o 60 giorni) sono tassativi. Ritardare può precludere le difese.
  4. Non informare la banca della rottamazione: per sospendere il pignoramento occorre inviare la prova della domanda . Molti contribuenti si limitano a presentare la domanda all’Agenzia e trascurano di informare la banca.
  5. Omettere la dichiarazione dei redditi: chi non presenta la dichiarazione non può aderire alla rottamazione quinquies .
  6. Sottovalutare i nuovi obblighi antincendio: non adeguarsi al DM 1 settembre 2021 comporta sanzioni penali e rischia di aggravare la situazione economica con multe consistenti.
  7. Confondere le procedure: il piano del consumatore non è applicabile ai debiti professionali; per questi occorre ricorrere al concordato minore o all’accordo di ristrutturazione .
  8. Trascurare la cassa previdenziale: i contributi non versati a Inarcassa possono essere rateizzati o inclusi nella rottamazione; è importante verificare la posizione per evitare la sospensione dell’abilitazione professionale.
  9. Non chiedere assistenza professionale: la normativa è complessa e in continua evoluzione; un professionista può individuare vizi formali e sostanziali che consentono di annullare o ridurre il debito.

Seguire questi consigli consente di prevenire problemi e di affrontare con maggiore consapevolezza l’iter di riscossione.

6. Domande frequenti (FAQ)

Di seguito una raccolta di 20 domande che i tecnici prevenzione incendi con debiti si pongono frequentemente, con relative risposte e riferimenti normativi.

1. Cosa devo fare quando ricevo una cartella esattoriale?

Verifica subito la data di notifica e il contenuto della cartella. Controlla che la notifica sia regolare e che il debito non sia prescritto. Se ritieni che l’atto sia infondato, rivolgiti a un professionista per presentare un ricorso entro 60 giorni. Se il debito è corretto ma non hai liquidità, valuta la rateizzazione o la rottamazione.

2. Entro quanti giorni devo impugnare un avviso di addebito Inps o Inarcassa?

Gli avvisi di addebito devono essere impugnati entro 40 giorni dalla notifica davanti al giudice del lavoro. Per i contributi dovuti alla cassa professionale, il termine può variare; è consigliabile agire entro 30 giorni per evitare decadenza.

3. Che cos’è il pignoramento presso terzi e quali somme possono essere pignorate?

È la procedura con cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione ordina a un terzo (ad esempio la banca) di bloccare e versare le somme dovute al debitore. Le somme presenti sul conto e quelle maturate nei 60 giorni successivi sono integralmente pignorate . Per stipendi e pensioni esistono limiti di pignorabilità.

4. Posso usare i soldi che mi accreditano durante il periodo di pignoramento?

No. La Cassazione ha stabilito che il blocco riguarda anche i crediti futuri: la banca deve trasferire all’Agente della riscossione ogni somma accreditata nei 60 giorni . Eventuali somme eccedenti il debito possono essere chieste in restituzione solo dopo l’estinzione del pignoramento.

5. Quanto dura la sospensione del pignoramento se chiedo la rateizzazione?

Il pagamento della prima rata sospende le azioni esecutive. La sospensione dura fintanto che il debitore paga regolarmente le rate. In caso di mancato pagamento di 8 rate non consecutive, la rateizzazione decade e la riscossione riprende.

6. Se aderisco alla rottamazione, il pignoramento viene cancellato?

La presentazione della domanda sospende la procedura esecutiva, ma è necessario inviare la comunicazione alla banca . Dopo il pagamento della prima rata o dell’unica rata, il pignoramento viene revocato. Se non rispetti le scadenze, la sospensione viene meno.

7. Posso aderire alla rottamazione quinquies se non ho presentato la dichiarazione dei redditi?

No. La rottamazione quinquies prevede come requisito l’aver presentato le dichiarazioni relative ai periodi di imposta; in caso contrario la domanda viene rigettata .

8. La rottamazione quater è ancora attiva?

Le scadenze per presentare la domanda di rottamazione quater sono scadute, ma i contribuenti decaduti potevano rientrare pagando le rate arretrate entro il 30 aprile 2025 . Attualmente è attiva solo la quinquies.

9. Quali sono gli interessi nella rottamazione quinquies?

Le rate bimestrali sono soggette a un interesse del 3% annuo . L’interesse si applica a partire dalla data di accoglimento della domanda sulle rate successive alla prima.

10. Cosa accade se salto due rate nella rottamazione quinquies?

Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dal beneficio . In questo caso le somme residue diventano immediatamente esigibili e riprendono fermi e pignoramenti.

11. Posso salvare la casa dall’ipoteca o dal pignoramento?

La casa di abitazione non è pignorabile dall’Agente della riscossione se il debitore vi risiede anagraficamente e se è l’unico immobile di proprietà. Tuttavia, l’ipoteca può essere iscritta se il debito supera 20.000 €. È fondamentale agire per tempo con rateizzazione o rottamazione per evitare la vendita.

12. Cosa fare se i contributi a Inarcassa non sono stati versati?

È possibile chiedere la rateizzazione degli omessi versamenti direttamente alla cassa e, in alcuni casi, aderire alla definizione agevolata se prevista da normative specifiche. Le sanzioni per omesso versamento possono essere ridotte se si provvede tempestivamente.

13. Qual è la differenza tra piano del consumatore e concordato minore?

Il piano del consumatore è riservato a debitori persone fisiche con debiti non professionali; il concordato minore si applica a imprenditori minori e professionisti. Nel concordato minore si devono rispettare le precedenze tra creditori, come ribadito dalla Cassazione , mentre nel piano del consumatore è centrale la tutela del patrimonio del debitore.

14. Posso includere i debiti bancari in una procedura di sovraindebitamento?

Sì. I debiti verso banche e finanziarie possono essere inclusi nel piano del consumatore o nel concordato minore, insieme ai debiti fiscali e previdenziali. In tal modo si ottiene una ristrutturazione complessiva.

15. La garanzia rilasciata per un mutuo aziendale è trattata come debito personale?

No. La Cassazione ha chiarito che il garante di un debito aziendale non può accedere al piano del consumatore . La garanzia deve essere trattata come debito professionale e può essere inserita nel concordato minore o nell’accordo di ristrutturazione.

16. Devo per forza rivolgermi a un OCC per le procedure di sovraindebitamento?

Sì. L’accesso alle procedure è subordinato alla nomina di un gestore della crisi presso un Organismo di Composizione della Crisi. L’OCC assiste nella redazione del piano e nella interlocuzione con i creditori.

17. I redditi futuri derivanti da incarichi professionali sono pignorabili?

Sì, i crediti futuri sono pignorabili dal momento in cui sono esigibili. Se il professionista emette una fattura per un lavoro eseguito, il relativo credito può essere pignorato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione presso il committente. È importante segnalare tempestivamente l’adesione alla rottamazione o alla rateizzazione per bloccare i pignoramenti.

18. Come vengono trattati i beni strumentali in una procedura di liquidazione controllata?

Nella liquidazione controllata tutti i beni del debitore, compresi quelli strumentali, vengono liquidati per soddisfare i creditori. Tuttavia, il giudice può autorizzare l’uso temporaneo di beni indispensabili per permettere al professionista di continuare l’attività, aumentando le chance di rientro.

19. Quali sono le sanzioni se non mi adeguo ai nuovi obblighi di manutenzione antincendio?

Il DM 1 settembre 2021 prevede l’iscrizione obbligatoria degli addetti alla manutenzione in un registro e l’obbligo di formazione. La mancata osservanza può comportare l’arresto fino a 4 mesi e ammende fino a 7.403 € , oltre alle sanzioni amministrative per l’omessa SCIA.

20. Come posso contattare l’Avv. Monardo per una consulenza?

Al termine di questa guida troverete una call to action con i recapiti. Potete compilare il form di contatto o telefonare per fissare un appuntamento. Lo staff dell’avvocato valuterà la vostra situazione e proporrà la strategia più adatta.

7. Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio l’impatto economico delle scelte, proponiamo tre casi pratici con dati numerici ipotetici. I dati sono rappresentativi e non sostituiscono una consulenza personalizzata.

Caso A: Pignoramento del conto corrente e adesione alla rottamazione quinquies

Scenario: l’ing. Mario, tecnico prevenzione incendi, riceve una cartella per 45.000 € (capitale 35.000 €, interessi e sanzioni 10.000 €) per imposte non versate dal 2019 al 2021. Non avendo pagato, l’Agenzia procede al pignoramento del conto corrente; la banca blocca 15.000 € presenti sul conto e tutte le somme versate nei successivi 60 giorni. L’ing. Mario vuole aderire alla rottamazione quinquies.

Passaggi:

  1. Verifica la regolarità della notifica del pignoramento e presenta, se necessario, opposizione al giudice dell’esecuzione.
  2. Dal 1° marzo 2026 presenta online la domanda di rottamazione quinquies, indicando tutti i carichi iscritti a ruolo fino al 31 dicembre 2023.
  3. Invia immediatamente copia della domanda alla banca con richiesta di sospensione del pignoramento .
  4. Calcola l’importo dovuto senza sanzioni e interessi: 35.000 € + spese = 36.000 € circa. Dividendo in 54 rate bimestrali l’importo, le prime tre rate del 2026 saranno di circa 2.000 € ciascuna (calcolate su 36.000 € / 54 = 666 € per rata + 3% di interessi pro rata). Dalla quarta rata pagherà circa 666 € ogni due mesi, maggiorata del 3% annuo.
  5. Paga regolarmente le rate per mantenere la sospensione del pignoramento. In caso di due rate non pagate, riprenderà l’esecuzione .

Caso B: Garanzia per debiti aziendali e concordato minore

Scenario: l’arch. Luisa ha sottoscritto una fideiussione per un mutuo di 200.000 € erogato alla società di ingegneria in cui è socio. La società entra in crisi, non paga il mutuo e la banca chiede a Luisa il pagamento della fideiussione. La professionista, con un reddito annuo di 40.000 €, non riesce a far fronte al debito e riceve una cartella per 100.000 € (escussione della garanzia).

Soluzione:

  • Poiché il debito deriva da attività professionale, Luisa non può accedere al piano del consumatore .
  • Con l’assistenza dell’Avv. Monardo, avvia la procedura di concordato minore. Viene predisposto un piano in cui si offre alla banca il pagamento del 25% del debito (25.000 €) in 5 anni, attingendo a risparmi personali e agli utili futuri.
  • Si propone ai creditori privilegiati (ad esempio, Inarcassa per 5.000 € di contributi arretrati) il pagamento integrale per rispettare l’ordine di prelazione .
  • Il tribunale omologa il piano; le azioni esecutive vengono sospese e, dopo 5 anni, con il pagamento delle somme offerte, Luisa ottiene l’esdebitazione del residuo.

Caso C: Inadempienza agli obblighi di manutenzione antincendio e sanzioni penali

Scenario: l’ing. Paolo, titolare di una società che gestisce un deposito di materiali, non ha aggiornato il registro antincendio e non ha affidato la manutenzione degli estintori a un tecnico qualificato. Durante un controllo dei Vigili del Fuoco emerge la violazione. L’ing. Paolo è già in difficoltà economiche a causa di debiti con le banche e con l’erario.

Conseguenze e rimedi:

  • Le violazioni al DM 1 settembre 2021 comportano sanzioni penali (arresto 2‑4 mesi e ammenda 1.708‑7.403 €) . Inoltre, l’assenza della SCIA comporta un’ammenda di 2.000‑10.000 € . Queste somme si aggiungono ai debiti esistenti.
  • Paolo può evitare l’arresto procedendo alla regolarizzazione immediata: iscrive l’azienda nel registro dei manutentori, nomina un tecnico antincendio qualificato, effettua gli interventi di manutenzione e presenta la SCIA. Può chiedere la sospensione del procedimento penale dimostrando l’adempimento.
  • Per i debiti fiscali e bancari, valuta l’adesione alla rottamazione quinquies e la presentazione di un concordato minore, eventualmente combinando la procedura di composizione della crisi d’impresa (D.L. 118/2021) per negoziare con le banche.

8. Tabelle riepilogative

Per facilitare la consultazione, riassumiamo le principali normative, procedure e termini in alcune tabelle.

8.1. Tabelle normative e termini essenziali

Norma / IstitutoOggettoContenuto chiaveRiferimenti
DM 3 agosto 2015 – Codice di prevenzione incendiDefinisce ruoli di progettista, tecnico abilitato e professionista antincendioStabilisce requisiti professionali, iscrizione negli elenchi del MinisteroMin. Interno
Legge 818/1984 e D.lgs. 139/2006 art. 16Regolamenta l’iscrizione negli elenchi dei professionisti antincendioRichiede superamento di corsi e aggiornamenti periodiciMin. Interno
DM 1 settembre 2021Nuovo sistema di qualificazione per manutentori antincendioObbligo di registro, manutentori qualificati; sanzioni penali e amministrativeMin. Interno
DM 15 luglio 2025Proroga qualificazione manutentoriPosticipa l’obbligo di qualificazione al 25/9/2026Min. Interno
DPR 602/1973 art. 19Rateizzazione dei debiti iscritti a ruoloPrevede rate fino a 84/96/120 rate, sospensione delle azioni con pagamento della prima rataAgenzia Entrate Riscossione
DPR 602/1973 art. 72‑bisPignoramento presso terziPrevede il blocco e trasferimento delle somme presenti e future sul contoAgenzia Entrate Riscossione
Rottamazione quaterDefinizione agevolata carichi 2000‑2022Permette pagamento del solo capitale + spese in 18 rate con interesse 2%Legge 2023
Rottamazione quinquiesDefinizione agevolata carichi 2000‑2023Pagamento in 54 rate bimestrali con interesse 3%; applicabile solo a chi ha presentato dichiarazioniLegge 213/2025
CCII/Legge 3/2012SovraindebitamentoPrevede piano del consumatore, accordo, concordato minore, liquidazione, esdebitazioneCodice della Crisi

8.2. Tabella comparativa tra procedura di rateizzazione e rottamazione

CaratteristicaRateizzazione (art. 19)Rottamazione
Importi dovutiImposta + interessi di mora + sanzioni + aggioSolo imposta + spese esecutive (no sanzioni)
Interesse applicatoTasso legale (1,6% dal 2026) + 4,5 punti percentuali2% (quater) o 3% (quinquies)
Durata massima84/96/120 rate mensili18 rate (quater) o 54 rate bimestrali (quinquies)
RequisitiStato di difficoltà economica; non occorre aver presentato dichiarazioniOccorre aver presentato dichiarazioni (quinquies)
Effetti su fermi e ipotecheSospensione con pagamento della prima rataSospensione con presentazione della domanda e pagamento prima rata
Decadenza8 rate non pagate2 rate non pagate (quinquies)

8.3. Tabella delle principali procedure di sovraindebitamento

ProceduraDestinatariDurataBenefici
Piano del consumatorePersone fisiche con debiti non professionaliVaria; rate determinata in base al redditoRiduzione del debito; esdebitazione dopo il piano
Accordo di ristrutturazioneProfessionisti e imprese minoriFino a 5 anniPagamento concordato con i creditori; sospensione azioni
Concordato minoreImprenditori minori e professionisti3‑5 anniFalciamento del debito; rispetto dei privilegi; esdebitazione
Liquidazione controllataDebitori senza prospettiva di ristrutturazione3 anniVendita dei beni; esdebitazione finale
Esdebitazione del debitore incapienteDebitori senza beniIstantaneaCancellazione totale del debito

9. Conclusione

Il tecnico di prevenzione incendi svolge un ruolo cruciale nella tutela della sicurezza pubblica, ma non è immune da problemi finanziari. Cartelle esattoriali, debiti bancari e pignoramenti possono gravare pesantemente sull’attività professionale e sulla vita personale. Questa guida ha illustrato un percorso completo e aggiornato per difendersi efficacemente, analizzando le normative più recenti, le sentenze di Cassazione e le opportunità offerte dalle procedure di rateizzazione, rottamazione e sovraindebitamento.

Il contesto normativo è in continua evoluzione: il DM 1 settembre 2021 ha introdotto nuovi obblighi per i manutentori antincendio e sanzioni severe , mentre i decreti del 2023‑2025 hanno istituito le rottamazioni quater e quinquies che consentono di pagare solo il capitale dovuto . Parallelamente, il CCII e la Legge 3/2012 offrono procedure di sovraindebitamento che permettono al professionista di ridurre o cancellare i debiti, nel rispetto della meritevolezza e della par condicio tra i creditori .

È emerso che:

  • il pignoramento del conto corrente è uno strumento particolarmente invasivo, perché blocca tutte le somme presenti e future ;
  • la rateizzazione prevista dall’art. 19 DPR 602/1973 consente di dilazionare il debito e sospende le azioni esecutive, ma la decadenza scatta solo dopo 8 rate non pagate ;
  • la rottamazione quinquies offre la possibilità di definire i carichi fino al 2023 pagando in 54 rate bimestrali con interessi ridotti ;
  • per chi non riesce a rientrare nemmeno con la rottamazione, le procedure di sovraindebitamento rappresentano un’opportunità di “seconda chance”.

Rivolgersi a professionisti esperti è fondamentale per evitare errori. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare offrono un’assistenza completa: dall’analisi dell’atto alla predisposizione di ricorsi, dalle trattative con le banche alla presentazione di domande di rottamazione, rateizzazione o procedure di sovraindebitamento. Il loro intervento può fare la differenza tra una situazione che appare disperata e una soluzione sostenibile.

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