Tecnico elettrodomestici con debiti: cosa fare per difendersi da fisco e banche

Introduzione

La figura del tecnico elettrodomestici, spesso titolare di una piccola ditta individuale o in forma societaria di dimensioni ridotte, è fra le più esposte al rischio di indebitamento. Le cause sono molteplici: la necessità di investire in attrezzature costose, la concorrenza dei grandi marchi, l’oscillazione dei contratti con i clienti, la pressione fiscale e contributiva e, spesso, l’accesso a prestiti bancari per sostenere l’attività. In un contesto economico caratterizzato da cicli di crisi e da continue riforme legislative in materia di riscossione, i debiti verso il Fisco (Agenzia delle Entrate‑Riscossione) e le banche possono accumularsi rapidamente. Se non si interviene tempestivamente, il rischio è quello di subire cartelle di pagamento, ipoteche, pignoramenti di conto corrente o di crediti verso terzi, con la conseguente paralisi dell’attività e la perdita della serenità familiare.

Questo articolo affronta in modo sistematico e aggiornato alla situazione normativa e giurisprudenziale di gennaio 2026 le principali forme di tutela a disposizione del tecnico elettrodomestici indebitato. L’obiettivo è fornire una guida pratica che, da un lato, spieghi il contesto normativo (fiscale e bancario) e, dall’altro, indichi le strategie difensive e le soluzioni alternative per gestire e superare l’indebitamento. Dalle opposizioni alle cartelle alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, l’articolo descrive passo dopo passo cosa fare, quali termini rispettare, quali errori evitare e come utilizzare gli strumenti offerti dal legislatore per ottenere dilazioni, rottamazioni dei debiti, ristrutturazioni o addirittura l’esdebitazione.

Perché è un tema urgente

  • Rischio di blocco dell’attività: un pignoramento del conto bancario o dei crediti verso clienti può impedire di pagare fornitori e dipendenti, compromettendo la continuità operativa.
  • Sanzioni e interessi: il ritardo nel pagamento delle imposte genera sanzioni e interessi che accrescono il debito; le banche possono avviare azioni giudiziarie per il rientro dei finanziamenti, con costi e spese legali.
  • Perdita della reputazione professionale: un tecnico con debiti e pignoramenti rischia di perdere la fiducia della clientela e dei fornitori.
  • Effetti sulla sfera personale: ipoteche sulla casa di famiglia, fermi amministrativi sui veicoli o trattenute sullo stipendio del coniuge incidono sul benessere familiare.

Di fronte a questi rischi, è fondamentale conoscere le norme vigenti, le sentenze più recenti e gli strumenti di difesa che permettono di reagire in modo tempestivo e organizzato. L’aggiornamento costante è essenziale perché le normative in materia fiscale e di riscossione cambiano con frequenza, come dimostrano il d.lgs. 33/2025 (testo unico per la riscossione), il d.lgs. 110/2024 (riforma riscossione con il “discarico automatico” e la revisione delle rateizzazioni) e la legge 199/2025 sulla rottamazione quinquies. Inoltre, la giurisprudenza della Corte di Cassazione e dei tribunali di merito incide sull’interpretazione di norme come l’art. 72‑bis del d.P.R. 602/1973 (pignoramento presso terzi da parte dell’esattore) e sulla applicazione della legge sul sovraindebitamento (l. 3/2012) e del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (c.c.i.i.).

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff multidisciplinare

Questo articolo è stato curato con la consulenza dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista con pluriennale esperienza nel diritto bancario, tributario e nella tutela dei contribuenti. L’avvocato coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti operanti a livello nazionale e specializzati in:

  • Diritto bancario e contenzioso finanziario;
  • Diritto tributario e riscossione;
  • Gestione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012 e del c.c.i.i.;
  • Negoziazione della crisi d’impresa (esperto negoziatore ex d.l. 118/2021).

L’Avv. Monardo è inoltre:

  1. Cassazionista abilitato a patrocinare dinanzi alle giurisdizioni superiori (Corte di Cassazione e Consiglio di Stato).
  2. Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, e professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Ciò gli consente di assistere i debitori nelle procedure di accordo di composizione, piano del consumatore e liquidazione (l. 3/2012).
  3. Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del d.l. 118/2021 e del c.c.i.i., con funzione di mediatore imparziale tra imprenditore e creditori.

Grazie a queste qualifiche, l’Avv. Monardo e il suo staff sono in grado di:

  • Analizzare gli atti di riscossione (cartelle di pagamento, intimazioni, pignoramenti) verificando la regolarità della notifica, l’esistenza del titolo esecutivo, la prescrizione e le eventuali irregolarità formali;
  • Sospendere o impugnare le cartelle e gli atti esecutivi attraverso ricorsi amministrativi o giudiziari (ricorso in autotutela, ricorso alla Commissione Tributaria, opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi);
  • Trattare con la banca per ottenere rinegoziazioni del mutuo o del prestito, riduzioni del tasso usuraio e cancellazione di clausole abusive;
  • Attivare piani di rientro con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (rateizzazioni ordinarie o straordinarie) e aderire a rottamazioni o definizioni agevolate;
  • Avviare procedure di sovraindebitamento (piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, liquidazioni) che consentono di bloccare le azioni esecutive e di proporre ai creditori un pagamento sostenibile;
  • Avviare procedure giudiziali o stragiudiziali contro gli istituti bancari in caso di anatocismo, usura o contratti di finanziamento irregolari.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

1. La riscossione coattiva: cartelle, intimazioni e pignoramenti

La riscossione coattiva delle imposte è disciplinata principalmente dal d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, modificato nel corso degli anni. L’art. 72‑bis introduce il pignoramento presso terzi da parte dell’Agente della riscossione. In base al testo vigente, l’ordine di pignoramento intimato all’istituto di credito o al datore di lavoro deve contenere l’invito a pagare all’Agente entro 60 giorni le somme maturate prima della notifica e a versare direttamente all’Agente, al momento della scadenza, le somme maturate successivamente . Questa norma, introdotta dal d.l. 262/2006 e da ultimo riformata dall’art. 170 del d.lgs. 33/2025, consente di aggirare il tribunale: l’atto di pignoramento viene emesso direttamente dall’Agenzia Entrate‑Riscossione e notificato al terzo con effetti immediati.

La giurisprudenza ha chiarito che l’atto non necessita di autorizzazione del giudice dell’esecuzione e che la banca o il terzo devono adempiere all’ordine, altrimenti rispondono in proprio del debito. La Corte di Cassazione nel 2025 ha ribadito che questo ordine ha effetto “cattura” per 60 giorni: la banca deve trasferire all’erario non solo le somme presenti sul conto al momento della notifica, ma anche i bonifici accreditati entro 60 giorni . Come precisato da un’altra sentenza, tale periodo non è sospensivo ma consente al debitore di proporre opposizione o di chiedere la rateizzazione . Inoltre, l’art. 171 del d.lgs. 33/2025 limita la pignorabilità di stipendi, pensioni e altre indennità: è impignorabile un decimo delle somme fino a 2.500 euro e un settimo delle somme fino a 5.000 euro; inoltre non possono essere pignorati gli importi relativi all’ultima mensilità accreditata sul conto .

L’art. 170 del d.lgs. 33/2025 (che ha riformato l’art. 72‑bis del d.P.R. 602/1973) conferma l’obbligo per il terzo di pagare entro 60 giorni le somme maturate e precisa che l’atto può essere redatto da funzionari dell’Agenzia. Se il terzo non ottempera, si applicano le disposizioni sulla responsabilità del debitore . Tale modifica entra in vigore per i ruoli notificati dal 1 luglio 2025 e rientra nella più ampia riforma della riscossione.

Un ulteriore profilo giurisprudenziale riguarda l’“intimazione di pagamento” emessa dall’Agenzia prima del pignoramento. La Cassazione n. 20476/2025 ha stabilito che se il contribuente non impugna tempestivamente l’intimazione (entro il termine perentorio di 60 giorni), l’atto diventa definitivo e non è più possibile eccepire la prescrizione della cartella . Pertanto, il tecnico elettrodomestici deve reagire subito alla ricezione di un’intimazione o di una cartella.

2. La riforma della riscossione (d.lgs. 110/2024) e il “discarico automatico”

Il decreto legislativo 26 giugno 2024, n. 110, entrato in vigore il 1° gennaio 2025, ha introdotto una profonda riforma del sistema di riscossione. Le novità principali sono:

  1. Discarico automatico dei ruoli dopo 5 anni: l’Agente della riscossione deve eliminare dai propri archivi i carichi affidati che non sono stati recuperati entro 5 anni, salvo che il debitore sia oggetto di procedura esecutiva, concorsuale o di ristrutturazione . Ciò non significa estinzione del debito: il creditore (Stato o ente locale) può riaffidare la riscossione ad AdER se emergono nuovi beni o crediti .
  2. Verifica delle attività esecutive: l’art. 6 del decreto introduce controlli sulla sussistenza di atti di recupero e consente di contestare l’inerzia di AdER .
  3. Revisione delle rateizzazioni: l’art. 13 aumenta il numero di rate concedibili per i debiti fino a 120.000 euro (fino a 120 rate mensili anziché 72). Per le persone in difficoltà è possibile ottenere piani più lunghi presentando documentazione sulla temporanea carenza di liquidità .
  4. Maggiore tutela per il debitore: l’art. 4 esclude dal discarico automatico le posizioni relative a debitori sospesi (ad esempio per malattia o calamità) o sottoposti a procedure di sovraindebitamento .
  5. Re-introduzione della rateizzazione dopo la decadenza: il decreto consente a chi è decaduto da un piano di rateizzazione di chiederne uno nuovo, purché corrisponda un acconto del 20% del debito e dimostri la propria difficoltà.

La riforma rappresenta un cambio di paradigma: da un lato, l’Agenzia deve rinunciare ai crediti inesigibili e alleggerire i propri carichi amministrativi; dall’altro, i contribuenti hanno più possibilità di rateizzare e regolarizzare la propria posizione, ma devono rispettare termini e condizioni. Il tecnico elettrodomestici deve monitorare attentamente le scadenze per non perdere i benefici.

3. Le definizioni agevolate e le rottamazioni

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto molteplici procedure di definizione agevolata dei debiti fiscali (c.d. rottamazioni), destinate a favorire la regolarizzazione della posizione debitoria mediante il pagamento dell’imposta e degli interessi legali, con abbattimento di sanzioni e aggio. Le principali misure ancora attive o recentemente concluse sono:

Rottamazione quater (legge 197/2022 e proroghe)

Introdotta con la legge di bilancio 2023, ha consentito di regolarizzare le cartelle affidate ad AdER fino al 30 giugno 2022, pagando l’imposta e gli interessi senza sanzioni né aggio. Il piano prevedeva fino a 18 rate in cinque anni. Nel 2025 il d.l. 202/2024 convertito in legge 15/2025 ha riaperto i termini per chi era decaduto alla data del 31 dicembre 2024. Secondo l’art. 3‑bis, tali contribuenti possono presentare domanda entro il 30 aprile 2025, scegliendo il pagamento in un’unica soluzione (31 luglio 2025) o in 10 rate (31 luglio e 30 novembre 2025; dal 2026 al 2027 due rate all’anno) . La domanda sospende le azioni esecutive fino alla prima rata .

Rottamazione quinquies (legge 199/2025)

Con la legge 199/2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale di fine 2025, è stata introdotta la rottamazione quinquies. Il beneficio permette di estinguere i debiti affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 pagando solo l’imposta e gli interessi legali al 3% annuo, senza aggio né sanzioni, con un piano di pagamento fino a 9 anni (54 rate bimestrali). Le domande vanno presentate entro il 30 aprile 2026 e la prima rata (o l’unica soluzione) va versata entro il 31 luglio 2026 . Per essere ammessi occorre:

  • non avere debiti regolarizzati con la rottamazione quater (chi è in regola non può accedere);
  • aver affidato il carico ad AdER entro il 2023;
  • accettare che il mancato pagamento di due rate anche non consecutive comporta la decadenza dal beneficio e il ripristino delle sanzioni .

Questa definizione agevolata è particolarmente conveniente per i tecnici elettrodomestici che hanno cartelle per contributi previdenziali (Inps e Inail) o Iva non versata; consente un risparmio significativo rispetto alla rateizzazione ordinaria e dà la possibilità di diluire il pagamento su nove anni.

4. La legge sul sovraindebitamento e il Codice della crisi

Per chi svolge un’attività imprenditoriale o professionale in forma individuale e non è assoggettabile a fallimento (come il tecnico elettrodomestici), la legge 3/2012 (c.d. legge “salva suicidi”) e il successivo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza offrono tre procedure paraconcorsuali per ristrutturare o liquidare i debiti con effetti liberatori:

  1. Piano del consumatore: destinato a persone fisiche consumatrici e, dopo le riforme, anche a imprenditori minori e professionisti non fallibili. Il piano consente di proporre ai creditori un pagamento parziale del debito, rateizzato nel tempo, sulla base del proprio reddito disponibile. La Cassazione (ordinanza 9549/2025) ha chiarito che la moratoria annuale prevista dall’art. 8, comma 4 della legge 3/2012 per i creditori privilegiati è solo un punto di partenza: i pagamenti possono essere posticipati anche oltre un anno, purché il piano garantisca un trattamento non peggiore della liquidazione . Di conseguenza, il tecnico elettrodomestici può predisporre un piano di durata superiore ai cinque anni, modulato sulle effettive entrate e sulle esigenze familiari . La Corte ha inoltre precisato che i creditori privilegiati non hanno diritto di voto nella procedura; possono soltanto contestare la convenienza del piano .
  2. Accordo di composizione della crisi: applicabile anche agli imprenditori minori e ai professionisti, comporta una proposta ai creditori con eventuale falcidia dei crediti. È necessaria l’adesione della maggioranza dei crediti e l’omologazione del tribunale. Dopo l’entrata in vigore del c.c.i.i., la procedura prevede la nomina di un gestore che assiste il debitore nella redazione e negoziazione del piano e nella certificazione della fattibilità. La fase di omologazione comporta una sospensione delle azioni esecutive.
  3. Liquidazione controllata: in presenza di patrimonio insufficiente o di debiti eccessivi, il debitore può chiedere la liquidazione dei propri beni sotto il controllo del tribunale. La procedura dura sino alla vendita dei beni; eventuali crediti residui possono essere cancellati attraverso l’esdebitazione.

L’art. 278 del c.c.i.i. definisce l’esdebitazione come liberazione dai debiti insoddisfatti nel corso della procedura; essa comporta l’inesigibilità dei crediti rimasti insoluti e la rimozione di cause di ineleggibilità e decadenza . L’art. 279 dispone che il debitore ha diritto all’esdebitazione dopo tre anni dall’apertura della procedura o alla sua chiusura se avvenuta prima . I crediti da mantenimento, le sanzioni penali e le obbligazioni da illecito extracontrattuale restano esclusi . Questo strumento è particolarmente rilevante per chi non dispone di beni mobili o immobili: dopo la liquidazione, il residuo debito verso il fisco e le banche viene estinto.

5. La composizione negoziata della crisi d’impresa

Introdotta dal d.l. 118/2021 e oggi disciplinata dagli artt. 13‑21 del c.c.i.i., la composizione negoziata è uno strumento volontario a cui l’imprenditore in crisi può accedere tramite una piattaforma telematica gestita dalla Camera di Commercio. Un esperto indipendente affianca l’imprenditore per analizzare la situazione e negoziare con i creditori un accordo di ristrutturazione o altre soluzioni. La norma mira a prevenire l’insolvenza e favorire la continuità aziendale . L’esperto assiste l’imprenditore nell’elaborazione di un piano di risanamento, nella gestione dei rapporti con i creditori e nel reperimento di nuova finanza, senza poteri coercitivi . Per il tecnico elettrodomestici che opera in forma societaria o come imprenditore minore, la composizione negoziata consente di sospendere temporaneamente le azioni esecutive e di proporre alle banche e all’AdER un accordo di rientro sostenibile.

6. Tutele bancarie: usura, anatocismo e rinegoziazione

Oltre ai debiti fiscali, molti tecnici elettrodomestici hanno contratto mutui o prestiti bancari. In diversi casi tali contratti contengono clausole vessatorie, tassi di interesse usurari o anatocistici (capitalizzazione trimestrale degli interessi). La giurisprudenza italiana tutela il consumatore e il piccolo imprenditore attraverso l’art. 644 c.p. (usura), l’art. 128 del TUB e la legge antiusura; se il tasso pattuito supera il “tasso soglia” stabilito trimestralmente dal Ministero dell’Economia e della Banca d’Italia, il contratto può essere dichiarato nullo o i tassi possono essere ridotti. Inoltre, l’anatocismo bancario è stato limitato dalla delibera CICR 4/2016: nei contratti di conto corrente, la capitalizzazione degli interessi debitori è ammessa solo su base annua, purché reciproca (anche per interessi creditori). In caso di irregolarità, l’imprenditore può chiedere la restituzione degli interessi indebitamente pagati e ottenere la rinegoziazione del prestito.

Procedura passo‑passo: cosa succede dopo la notifica di un atto di riscossione

La notifica di una cartella esattoriale o di un pignoramento è un momento cruciale. Di seguito viene illustrato un percorso per affrontare le diverse fasi della riscossione, con indicazione dei termini e dei diritti del contribuente.

1. Notifica della cartella esattoriale

La cartella esattoriale è l’atto con cui l’Agente della riscossione richiede il pagamento di imposte, contributi e altre entrate. Deve essere notificata entro i termini di decadenza previsti dalle singole leggi (ad esempio, 31 dicembre del terzo anno successivo per l’Irpef). L’avviso deve contenere l’indicazione del tributo, degli interessi, delle sanzioni e dell’agente di riscossione. Dopo la notifica, il debitore ha 60 giorni per pagare o contestare.

Azioni possibili entro 60 giorni:

  1. Verifica degli estremi: controllare l’esattezza dei dati, la notifica della cartella e l’esistenza del titolo (avviso di accertamento o avviso di addebito Inps). Se il titolo non è stato notificato, si può presentare ricorso alla Commissione Tributaria entro 60 giorni.
  2. Istanza di rateizzazione: è possibile chiedere a AdER un piano di pagamento ordinario (fino a 72 rate) o straordinario (fino a 120 rate) dimostrando la temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Con la riforma del 2024, i debiti fino a 120.000 euro possono essere rateizzati fino a 120 rate .
  3. Rottamazione o definizione agevolata: se sono aperti i termini per una rottamazione, il debitore può presentare domanda e sospendere le azioni di riscossione.
  4. Istanza in autotutela: per errori di calcolo, doppia imposizione o somme prescritte, è possibile presentare all’ente creditore un’istanza per l’annullamento della cartella. L’istanza non sospende i termini di pagamento, ma in caso di accoglimento estingue il debito.
  5. Preparazione di un ricorso giudiziario: se ci sono vizi gravi (mancata notifica del titolo, prescrizione, decadenza, violazione del diritto di difesa), è necessario redigere un ricorso e depositarlo presso la Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni. L’assistenza di un avvocato esperto è fondamentale per individuare i motivi.

2. Ricezione dell’intimazione di pagamento

Dopo la cartella, l’Agenzia invia talvolta un’intimazione di pagamento per accelerare la riscossione. La Cassazione ha precisato che si tratta di un atto autonomo che deve essere impugnato entro 60 giorni; in mancanza, il debito diventa definitivo . Il tecnico elettrodomestici che riceve l’intimazione deve:

  • Verificare la data di notifica e calcolare i 60 giorni;
  • Valutare se la cartella sottostante è prescritta (in tal caso può eccepire la prescrizione);
  • Preparare un ricorso per opporsi all’intimazione, contestando l’assenza del titolo o la notifica irregolare;
  • In parallelo, valutare una rateizzazione o la definizione agevolata.

3. Pignoramento presso terzi ex art. 72‑bis d.P.R. 602/1973

Se il debito non viene saldato o contestato, AdER può notificare un atto di pignoramento presso terzi. L’atto arriva al terzo (banca, datore di lavoro, committente) e per conoscenza al debitore. Con la riforma del 2025 (art. 170 d.lgs. 33/2025), l’ordine obbliga il terzo a pagare entro 60 giorni le somme maturate prima della notifica e, successivamente, a versare al Fisco le somme che maturano . La Cassazione ha chiarito che la banca deve trasferire anche le somme che affluiscono sul conto entro 60 giorni ; la pignorabilità è limitata al decimo o settimo dello stipendio e non riguarda l’ultima mensilità accreditata .

Cosa può fare il debitore:

  1. Opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi: l’opposizione deve essere proposta al giudice ordinario (tribunale) entro 20 giorni dalla notifica dell’atto per far valere vizi formali, mancanza del titolo esecutivo, prescrizione o violazione dei limiti di pignorabilità.
  2. Opposizione di terzo: se il pignoramento colpisce beni di proprietà di terzi (ad esempio il conto cointestato con il coniuge o i crediti verso un cliente), i terzi legittimati possono proporre opposizione.
  3. Istanza di sospensione: contestualmente all’opposizione si può chiedere la sospensione dell’esecuzione, dimostrando la gravità e irreparabilità del pregiudizio. In molti casi i giudici sospendono l’efficacia del pignoramento in attesa della decisione.
  4. Rateizzazione o definizione agevolata: prima del versamento da parte del terzo, il debitore può presentare un’istanza di rateizzazione; se il piano viene accolto e viene pagata la prima rata, l’atto di pignoramento si estingue e le somme restano disponibili .

4. Pignoramento mobiliare, immobiliare e presso la residenza

Se non vengono recuperate somme mediante il pignoramento presso terzi, l’Agente può procedere al pignoramento mobiliare (beni mobili del debitore) e immobiliare (casa, magazzini, terreni). In questo caso si applicano le norme del codice di procedura civile (artt. 483 ss.), ma con alcune peculiarità: l’Agente può pignorare l’abitazione principale solo per debiti superiori a 120.000 euro e non relativi a tributi locali; per le case destinate a prima abitazione vi sono limiti all’espropriazione introdotti dal d.l. 70/2013. Il pignoramento mobiliare richiede la presenza dell’Ufficiale della riscossione che redige verbale. Anche in questi casi è possibile proporre opposizione per far valere nullità o vizi dell’atto.

5. Termini di prescrizione

I tributi si prescrivono in tempi diversi (Irpef 10 anni, Iva e ritenute 8 anni, contributi previdenziali 5 anni). La prescrizione può essere interrotta dalla notifica di una cartella o di un atto esecutivo, ma se la notifica è irregolare, è possibile eccepire la prescrizione in giudizio. Il tecnico elettrodomestici deve conservare copia delle notifiche per dimostrare l’eventuale decorso del termine.

Difese e strategie legali

Affrontare il debito richiede una strategia personalizzata che tenga conto della tipologia di debito, della situazione patrimoniale e reddituale e degli obiettivi del debitore. Di seguito sono illustrate le principali difese.

1. Verifica preliminare e controllo degli atti

Spesso le cartelle esattoriali contengono errori: mancanza di sottoscrizione dell’ufficiale giudiziario, notifica a indirizzo errato, cumulo di somme prescritte, assenza del titolo esecutivo. La prima azione da compiere è richiedere a AdER copia dei titoli (avviso di accertamento, verbale di sanzione, avviso di addebito Inps) e verificare:

  • La legittimità della notifica: se non vi è prova della notifica regolare del titolo, la cartella è nulla.
  • La decadenza o prescrizione: controllare i termini specifici (ad esempio, la prescrizione quinquennale per contributi Inps); se sono trascorsi, il debito è estinto e la cartella può essere annullata.
  • L’agente della riscossione competente: eventuali errori nell’indicazione dell’ente creditore o nella sede competente possono determinare la nullità dell’atto.

Gli errori di forma devono essere dedotti nel ricorso alla Commissione Tributaria (per cartelle) o nel giudizio di opposizione (per pignoramenti). L’Avv. Monardo analizza gratuitamente le cartelle, verifica la regolarità e consiglia l’azione più efficace.

2. Opposizione alle cartelle e agli atti esecutivi

Il ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria deve essere depositato entro 60 giorni dalla notifica della cartella o dell’intimazione. È consigliabile l’assistenza di un legale: il ricorso deve contenere i motivi di illegittimità e può essere accompagnato da istanza cautelare per sospendere l’esecuzione. In caso di pignoramento, l’opposizione va proposta davanti al tribunale ordinario entro 20 giorni. È opportuno allegare i documenti che dimostrano l’irregolarità e chiedere la sospensione immediata.

3. Ricorsi in autotutela

Se le somme sono state pagate o prescritte, o se vi è errore di persona, si può presentare un’istanza in autotutela all’ente creditore e ad AdER. L’istanza può condurre all’annullamento totale o parziale della cartella senza oneri giudiziari, ma non sospende i termini di impugnazione: conviene pertanto abbinarla a un ricorso giudiziario.

4. Rateizzazione ordinaria e straordinaria

La rateizzazione è uno strumento fondamentale per diluire il debito. Con la riforma del 2024 l’Agente può concedere:

  • Piano ordinario: fino a 72 rate per importi fino a 120.000 euro, senza necessità di documentazione. Il mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive determina la decadenza.
  • Piano straordinario: fino a 120 rate per importi superiori a 120.000 euro o per debitori in comprovata difficoltà economica, dimostrabile tramite l’indicatore ISEE o bilanci. È richiesto il versamento di una rata minima e la decadenza scatta dopo il mancato pagamento di due rate consecutive. Il d.lgs. 110/2024 consente di ottenere un nuovo piano anche dopo la decadenza, previo pagamento del 20% del debito residuo .

5. Definizioni agevolate (rottamazioni)

Quando sono aperti i termini per la rottamazione, è consigliabile presentare domanda. Il vantaggio principale è l’abolizione delle sanzioni e dell’aggio; l’interesse per dilazione è ridotto al 3% (rottamazione quinquies). È importante rispettare le scadenze e pagare puntualmente le rate; in caso di decadenza si perdono i benefici e si ripristinano sanzioni e interessi .

6. Transazione fiscale e accordo di ristrutturazione dei debiti

Nel contesto di un accordo di composizione della crisi o di un piano di concordato minore, è possibile proporre all’Agenzia delle Entrate una transazione fiscale con falcidia del tributo (art. 63 c.c.i.i.). La transazione può prevedere il pagamento parziale delle imposte privilegiando l’IVA e i tributi erariali rispetto a quelli locali, e la rinuncia alle sanzioni. Per i contributi previdenziali l’INPS può aderire alla falcidia in misura limitata. L’accordo deve essere omologato dal tribunale.

7. Azioni contro le banche: anatocismo e usura

I tecnici elettrodomestici con prestiti bancari possono verificare se sono state applicate clausole di anatocismo o interessi usurari. È necessario acquisire i conti scalari e i contratti di mutuo e farli analizzare da un consulente. Se il tasso effettivo supera il tasso soglia usura stabilito dalla Banca d’Italia, il contratto è nullo e gli interessi non sono dovuti. Le banche talvolta calcolano gli interessi su base trimestrale (anatocismo) nonostante la delibera CICR 4/2016 richieda la capitalizzazione annua. In caso di usura o anatocismo, l’azione giudiziaria può portare alla restituzione delle somme pagate in eccesso e alla riduzione o rinegoziazione del debito.

8. Contenzioso penale per reati fiscali e bancari

Se il tecnico elettrodomestici è indagato per reati fiscali (omessa dichiarazione, occultamento di scritture contabili) o bancari (riciclaggio), è essenziale coordinare la difesa tributaria con quella penale. In alcuni casi la definizione del debito attraverso il ravvedimento operoso o la rottamazione può avere effetti premiali in sede penale. L’avvocato cassazionista può richiedere il patteggiamento o l’applicazione della pena su richiesta delle parti evitando la confisca dei beni.

9. Procedure di sovraindebitamento

Se il debito complessivo è insostenibile, il tecnico elettrodomestici può ricorrere alle procedure di sovraindebitamento previste dalla legge 3/2012 e dal c.c.i.i. Il piano del consumatore consente di proporre un pagamento parziale in proporzione al reddito; l’accordo di ristrutturazione richiede il voto favorevole della maggioranza dei crediti. La liquidazione controllata permette di vendere i beni (se presenti) e successivamente ottenere l’esdebitazione. Il gestore dell’OCC assiste nella predisposizione del piano e certifica la veridicità dei dati.

Strumenti alternativi per risolvere i debiti

1. Piano del consumatore e accordo di ristrutturazione (l. 3/2012)

Il piano del consumatore è lo strumento ideale per il tecnico elettrodomestici persona fisica. Consente di:

  • Proporre un piano di rimborso graduale senza necessità del consenso dei creditori; il giudice omologa se il piano è conveniente rispetto alla liquidazione ;
  • Prevedere la falcidia dei debiti e la ristrutturazione dei mutui;
  • Ottenere la sospensione delle azioni esecutive già in corso (pignoramenti, ipoteche, fermi);
  • Mantenere la disponibilità dei beni essenziali (prima casa, strumenti di lavoro);
  • Ottenere l’esdebitazione al termine del piano.

L’accordo di ristrutturazione è simile ma richiede l’approvazione della maggioranza dei crediti. È utile se il tecnico possiede beni da liquidare (ad esempio un laboratorio o un magazzino) e vuole proporre un saldo e stralcio ai creditori.

2. Liquidazione controllata e esdebitazione

Quando il debito è superiore alla capacità di pagamento e non vi sono prospettive di reddito sufficiente, si può scegliere la liquidazione controllata (ex liquidazione del patrimonio). I beni vengono venduti sotto controllo del tribunale e il ricavato viene distribuito ai creditori; le azioni esecutive vengono sospese. Dopo tre anni dall’apertura della procedura o alla chiusura anticipata, il debitore ha diritto all’esdebitazione (art. 279 c.c.i.i.) , che comporta l’inesigibilità dei debiti residui . Restano esclusi i debiti da mantenimento e le sanzioni penali . Questo strumento è particolarmente rilevante per chi non dispone di beni mobili o immobili: dopo la liquidazione, il residuo debito verso il fisco e le banche viene estinto.

3. Composizione negoziata della crisi d’impresa

Per il tecnico elettrodomestici che opera in forma societaria o come imprenditore, la composizione negoziata consente di coinvolgere un esperto iscritto in un elenco nazionale. Tramite la piattaforma della Camera di Commercio, l’imprenditore presenta un programma di risanamento e negozia con i creditori. La procedura non ha carattere contenzioso; l’obiettivo è raggiungere un accordo che eviti il fallimento e salvaguardi l’azienda. L’esperto può proporre la moratoria dei debiti, la riduzione del capitale finanziario, la cessione di rami d’azienda o l’ingresso di un nuovo socio finanziatore . In caso di successo, le banche e AdER accettano un piano di rientro sostenibile; se l’accordo non viene raggiunto, l’imprenditore può accedere alle procedure concorsuali previste dal c.c.i.i.

4. Procedura familiare di sovraindebitamento

Per le famiglie del tecnico indebitato (ad esempio con un coniuge e figli a carico), il c.c.i.i. prevede la procedura familiare (art. 67 c.c.i.i.) che consente di presentare un unico piano per i debiti di più membri della stessa famiglia. È utile se esistono debiti congiunti (mutui cointestati) o se la famiglia desidera salvare la casa. Il piano deve essere approvato da tutti i membri maggiorenni della famiglia e può prevedere la falcidia anche dei debiti di natura bancaria.

5. Stralcio per crediti inesigibili

La legge prevede la possibilità per l’ente creditore di disporre lo stralcio dei crediti definiti inesigibili (ad esempio per decesso del debitore o incapienza). Con la riforma del 2024 è stato istituito il discarico automatico dei ruoli decorsi 5 anni. Tuttavia, lo stralcio totale richiede l’adozione di un’apposita delibera dell’ente creditore; per i tributi locali, il Comune può stralciare i crediti fino a 1.000 euro. Per importi superiori, il debitore può chiedere al Comune o alla Regione di procedere allo stralcio se dimostra l’incapienza.

Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare le notifiche: molti contribuenti non ritirano le raccomandate pensando di guadagnare tempo. In realtà, la notifica è valida anche se l’atto non viene ritirato (compiuta giacenza). Non ritirare la cartella significa perdere il termine per impugnare.
  2. Pagare subito senza verificare: spesso le cartelle contengono errori o somme prescritte. Pagare senza controllare può comportare la perdita del diritto di opposizione.
  3. Non rispettare le scadenze: le rateizzazioni e le rottamazioni prevedono decadenza automatica anche per una sola rata. È necessario predisporre un calendario e verificare che i versamenti siano puntuali.
  4. Rivolgersi a consulenti improvvisati: solo professionisti iscritti (avvocati, commercialisti, gestori della crisi) sono autorizzati a presentare piani di sovraindebitamento. Diffidate da intermediari che promettono la cancellazione dei debiti senza procedure legali.
  5. Trascurare i debiti bancari: la ristrutturazione fiscale deve essere coordinata con quella bancaria. Una banca può escutere ipoteche o garanzie se non viene coinvolta nelle trattative.
  6. Non considerare l’esdebitazione: molti debitori temono la liquidazione dei beni, ma l’esdebitazione offre la possibilità di ripartire senza debiti. Valutare con il professionista se la liquidazione è conveniente rispetto alla permanenza del debito.

Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Termini di difesa e prescrizione

SituazioneTermine per agireRiferimento normativoNote
Ricorso contro cartella o intimazione60 giorni dalla notificad.P.R. 602/1973, art. 26 e 50; giurisprudenza Cass. 20476/2025Presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria; richiedere sospensione
Opposizione a pignoramento presso terzi20 giorni dalla notificaart. 615 c.p.c. (opposizione all’esecuzione)Possibile chiedere sospensione immediata
Rateizzazione ordinariaDomanda entro 60 giorni dalla cartella; fino a 72 rateart. 19 d.P.R. 602/1973; art. 13 d.lgs. 110/2024Decadenza con 5 rate non pagate
Rateizzazione straordinariaDomanda entro 60 giorni; fino a 120 rateart. 19 d.P.R. 602/1973; modifiche d.lgs. 110/2024Richiede documentazione economica; decadenza con 2 rate
Rottamazione quaterDomanda entro 30 aprile 2025art. 1, commi 231‑252 l. 197/2022; art. 3‑bis d.l. 202/2024Prima rata 31 luglio 2025; decadenza con 2 rate non pagate
Rottamazione quinquiesDomanda entro 30 aprile 2026l. 199/2025Prima rata 31 luglio 2026; massimo 54 rate bimestrali
Esdebitazione dopo liquidazione3 anni dall’apertura o alla chiusura della proceduraart. 279 c.c.i.i.Esclude debiti alimentari e sanzioni

Tabella 2 – Strumenti di gestione dei debiti

StrumentoDestinatariDurataVantaggiCriticità
Rateizzazione ordinariaContribuenti con debiti fino a 120.000 €Fino a 72 rate (6 anni)Diluizione del debito senza documentazioneDecadenza con 5 rate non pagate
Rateizzazione straordinariaDebitori in grave difficoltà o debiti > 120.000 €Fino a 120 rate (10 anni)Maggior respiro nei pagamentiRichiede documentazione economica; decadenza con 2 rate
Rottamazione quaterDebiti affidati entro giugno 2022; decaduti entro 2024Fino a 10 rateAbolizione sanzioni e aggioDecadenza con 2 rate
Rottamazione quinquiesDebiti affidati 2000‑2023; domanda entro aprile 2026Fino a 54 rate bimestrali (9 anni)Interessi al 3%; no sanzioniDecadenza con 2 rate non consecutive
Piano del consumatorePersone fisiche e professionisti non fallibiliVariabile (anche >5 anni)Pagamento proporzionato al reddito; sospensione pignoramentiRichiede attestazione OCC; giudice valuta convenienza
Accordo di ristrutturazioneImprenditori minori, professionistiVariabileRichiede consenso creditori; possibile falcidiaProcedura complessa; costi per gestore
Liquidazione controllata + esdebitazioneDebitori incapienti3 anni fino a chiusuraCancellazione completa dei debitiPerdita dei beni; esclusi debiti penali
Composizione negoziataImprenditori commercialiVariabilePossibile continuità aziendale; accordo flessibileNecessita esperto; richiede cooperazione creditori

Domande frequenti (FAQ)

1. Cosa devo fare se ricevo una cartella dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione?

Devi verificare immediatamente la data di notifica e calcolare il termine di 60 giorni per proporre ricorso. Controlla se l’imposta e il titolo (avviso di accertamento) sono stati notificati regolarmente. Se ravvisi vizi, presenta ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria o un’istanza in autotutela. Contemporaneamente valuta la rateizzazione o la rottamazione.

2. È vero che la banca può pignorare il mio stipendio anche se il conto è in rosso?

Sì. L’art. 72‑bis d.P.R. 602/1973 consente all’Agente di pignorare i crediti futuri. La Cassazione ha stabilito che la banca deve bloccare e versare al Fisco anche le somme che arrivano entro 60 giorni dalla notifica . Tuttavia, esistono limiti di pignorabilità: un decimo per somme fino a 2.500 € e un settimo fino a 5.000 € .

3. Cosa succede se non pago una rata della rottamazione?

Il mancato pagamento di due rate anche non consecutive comporta la decadenza dal beneficio, con ripristino di sanzioni e interessi . È quindi fondamentale pianificare i versamenti.

4. Posso chiedere la rateizzazione se ho già una procedura di sovraindebitamento?

Sì, il d.lgs. 110/2024 consente di sospendere il discarico e di rateizzare i debiti anche durante le procedure di sovraindebitamento , ma è consigliabile coordinare la rateizzazione con il piano presentato all’OCC per evitare sovrapposizioni.

5. In quali casi conviene aderire al piano del consumatore?

Se sei una persona fisica (o un imprenditore minore) con un reddito stabile ma non sufficiente a pagare tutti i debiti, il piano del consumatore ti permette di proporre un pagamento parziale dei debiti in base al tuo reddito. È utile quando i beni da liquidare sono limitati e vuoi evitare la vendita della casa o dei beni strumentali. Il giudice valuta solo la convenienza rispetto alla liquidazione .

6. E se non ho beni da liquidare?

In assenza di beni rilevanti, la liquidazione controllata permette di ottenere l’esdebitazione dopo 3 anni , cancellando tutti i debiti residui . Dovrai comunque versare ai creditori quanto ricavato da eventuali beni mobili e dalle somme accantonate durante la procedura.

7. Quali sono i costi per avviare una procedura di sovraindebitamento?

Le spese comprendono il compenso per il gestore della crisi nominato dall’OCC, le spese di giustizia e le competenze del legale. Il contributo unificato per l’opposizione ai pignoramenti ex art. 72‑bis è di 98 € . Tuttavia, i costi sono spesso inferiori ai benefici ottenuti con la cancellazione dei debiti.

8. Posso includere i debiti bancari nel piano del consumatore?

Sì, il piano può comprendere mutui e prestiti bancari. La banca partecipa come creditore e può contestare la convenienza ma non ha diritto di veto . In alcuni casi si può ottenere la rinegoziazione del tasso o la falcidia del capitale.

9. Cosa succede se ho un mutuo ipotecario sulla casa?

Il mutuo ipotecario non impedisce la presentazione del piano; tuttavia, il creditore ipotecario ha un privilegio e deve essere soddisfatto almeno in parte. Se il valore della casa è inferiore al debito, il piano può prevedere la rinegoziazione del mutuo o la vendita del bene con liberazione del residuo. È necessario valutare la convenienza.

10. È possibile sospendere un pignoramento con l’istanza di rateizzazione?

In molti casi sì. L’Agente sospende il pignoramento se il debitore presenta un’istanza di rateizzazione e versa la prima rata prima che il terzo (banca o datore di lavoro) abbia effettuato il pagamento . È quindi fondamentale agire rapidamente.

11. È possibile che la cartella venga annullata dopo 5 anni con il discarico automatico?

No. Il discarico automatico di cui al d.lgs. 110/2024 non estingue il debito; l’ente creditore può affidare nuovamente la riscossione se emergono beni o crediti . Pertanto, conviene definire la posizione tramite rateizzazione o rottamazione prima della scadenza.

12. Se ho più di un debito, posso aderire contemporaneamente alla rottamazione e al piano del consumatore?

Dipende dalla strategia. In genere i debiti fiscali inseriti nel piano del consumatore non possono essere oggetto di rottamazione. Tuttavia, se alcuni carichi non rientrano nel piano, puoi chiedere la definizione agevolata per essi. È consigliabile coordinare le due procedure con il supporto di un professionista.

13. Cosa comporta il mancato pagamento delle imposte per l’attività?

Oltre alle sanzioni fiscali e penali, il mancato pagamento comporta la possibile iscrizione di ipoteca sugli immobili dell’impresa, il fermo amministrativo dei veicoli e la sospensione delle certificazioni DURC (documento unico di regolarità contributiva), con conseguente impossibilità di partecipare a gare e appalti.

14. I miei beni personali sono a rischio se opero tramite una società?

Se la società è a responsabilità limitata (Srl) e i capitali sono separati, in linea di principio rispondi solo con il capitale sociale. Tuttavia, le banche spesso richiedono fideiussioni personali e, in caso di insolvenza, possono aggredire i tuoi beni personali. In ambito fiscale, se la società non paga l’IVA o i contributi, l’amministratore può essere responsabile penalmente. Valuta con il legale la possibilità di utilizzare la composizione negoziata o un accordo di ristrutturazione per la società.

15. Cosa accade ai debiti dopo l’esdebitazione?

Con l’esdebitazione i crediti rimasti insoddisfatti diventano inesigibili . Ciò significa che non possono più essere richiesti al debitore, ma non si tratta di una cancellazione civilistica: i coobbligati e i garanti restano obbligati . Pertanto, se hai prestato fideiussioni per altri, i debiti potrebbero ricadere sui garanti.

16. Perché rivolgersi a un professionista come l’Avv. Monardo?

Le norme fiscali e bancarie sono complesse e in continua evoluzione. Un avvocato cassazionista esperto in diritto bancario e tributario è in grado di:

  • Individuare vizi formali e sostanziali negli atti di riscossione;
  • Presentare ricorsi e ottenere sospensioni;
  • Negoziare con banche e Fisco piani di rientro sostenibili;
  • Attivare procedure di sovraindebitamento e ottenere l’esdebitazione.

Il team multidisciplinare (avvocati, commercialisti e gestori della crisi) guidato dall’Avv. Monardo garantisce una visione integrata e una difesa a 360 gradi.

Simulazioni pratiche

Esempio 1: rateizzazione e rottamazione

Il Sig. Mario, tecnico elettrodomestici titolare di una ditta individuale a Mirto (Calabria), riceve nel febbraio 2025 una cartella da 30.000 € per IVA non versata riferita al 2019. Dopo aver verificato la regolarità della notifica, decide di richiedere la rateizzazione. Con la riforma del 2024 può ottenere fino a 72 rate (6 anni), con una rata mensile di circa 430 €. Successivamente il governo introduce la rottamazione quinquies; Mario presenta domanda entro il 30 aprile 2026 e sceglie il pagamento in 9 anni (54 rate bimestrali). Il debito viene ridotto a 30.000 € + interessi al 3%, senza sanzioni. Mario versa la prima rata a luglio 2026 e sospende tutte le azioni di riscossione.

Esempio 2: piano del consumatore e esdebitazione

La Sig.ra Luisa, tecnico che lavora come consulente per diverse aziende, accumula debiti per 120.000 € (50.000 € con il Fisco, 40.000 € con la banca e 30.000 € con fornitori). Non ha immobili ma percepisce un reddito netto di 1.800 € al mese. Con l’aiuto dell’Avv. Monardo si rivolge all’OCC e prepara un piano del consumatore. Il piano prevede il versamento di 400 € al mese per 8 anni (pari a circa il 35% del reddito disponibile) e il pagamento integrale dei crediti privilegiati (Iva), mentre i crediti chirografari vengono soddisfatti al 20%. Il tribunale omologa il piano poiché garantisce ai creditori una soddisfazione superiore a quella ottenibile dalla liquidazione (che sarebbe nulla). Durante la procedura Luisa mantiene il proprio stipendio e, al termine, ottiene l’esdebitazione per le somme residue.

Esempio 3: composizione negoziata per una Srl

La Tecnodomestici Srl, con tre dipendenti, affronta un calo degli ordini e non riesce a pagare un debito di 80.000 € verso AdER e 120.000 € verso la banca. L’amministratore attiva la composizione negoziata tramite la Camera di Commercio; viene nominato un esperto. Dopo l’analisi, si propone un accordo di rientro: AdER accetta il pagamento di 40.000 € in 5 anni rinunciando alle sanzioni, la banca rinegozia il prestito e riduce il tasso dal 6% al 3%, con moratoria di un anno. L’azienda cede un ramo secondario per 50.000 € e trova un socio finanziatore che apporta 30.000 €. Grazie a questa operazione la Srl evita il fallimento e continua a operare.

Conclusione

Il tecnico elettrodomestici con debiti non è privo di strumenti per difendersi da Fisco e banche. Conoscere il quadro normativo, monitorare le scadenze e attivarsi tempestivamente consente di evitare pignoramenti e ipoteche. La recente riforma della riscossione (d.lgs. 110/2024) ha introdotto il discarico automatico e piani di rateizzazione più lunghi; la rottamazione quinquies consente di estinguere i debiti fiscali in 9 anni con abbattimento delle sanzioni. Le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, liquidazione controllata) permettono di sospendere le azioni esecutive e, in alcuni casi, di cancellare integralmente i debiti mediante l’esdebitazione . La composizione negoziata offre una via stragiudiziale per le imprese, mentre l’azione contro le banche per tassi usurari o anatocistici può ridurre notevolmente l’esposizione debitoria.

Non bisogna mai sottovalutare i termini: un’intimazione di pagamento non impugnata entro 60 giorni diventa definitiva , e il pignoramento presso terzi consente all’Agente di catturare le somme future sul conto . Per questo è fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista e gestore della crisi da sovraindebitamento, insieme al suo team di avvocati e commercialisti, offre consulenze personalizzate per esaminare la posizione debitoria, individuare vizi formali, proporre ricorsi, negoziare piani di rientro e attivare procedure di sovraindebitamento.

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