Debiti con Gardant Liberty Servicing? Come Fare Saldo e Stralcio Bene se hai ricevuto una Lettera di Sollecito di Pagamento

Introduzione

Ricevere una lettera di sollecito di pagamento da Gardant Liberty Servicing o da altre società di recupero crediti può generare smarrimento. Il contribuente teme il blocco del conto, un’ipoteca o l’avvio di un pignoramento. Molto spesso, però, dietro la richiesta si nascondono errori procedurali, prescrizioni o cessioni del credito non dimostrate. Conoscere i propri diritti e le corrette difese legali è fondamentale per non commettere passi falsi. Le corti italiane ricordano che il credito va dimostrato con documenti che attestino l’inclusione del debito nel portafoglio ceduto; la pubblicazione dell’atto di cessione sulla Gazzetta Ufficiale è solo un indizio e non sostituisce la prova . Inoltre, la Cassazione ha precisato che, quando si riceve un’intimazione di pagamento, il termine per contestare vizi o prescrizioni è di 60 giorni: se si resta in silenzio, la pretesa fiscale si consolida .

In questo articolo analizziamo la disciplina aggiornata a gennaio 2026 sui debiti gestiti da Gardant Liberty Servicing. Spiegheremo come funziona la cessione dei crediti bancari (art. 58 TUB), quali sono i termini per opporsi ad una cartella esattoriale e alle intimazioni di pagamento (art. 50 D.P.R. 602/1973), quali rimedi offre la normativa tributaria (rottamazione quater, quinqùies, definizioni agevolate) e quali strumenti esistono per ristrutturare o estinguere i debiti (piani del consumatore, accordi di ristrutturazione, esdebitazione). Verranno esaminate le ultime sentenze della Cassazione e le circolari delle agenzie, con un taglio pratico e con esempi numerici.

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff

L’avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista con tanti anni di esperienza nel diritto bancario e tributario. Coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti operante su tutto il territorio nazionale. È Gestore della Crisi da Sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia. È professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 . Il suo team supporta privati, professionisti e imprese nell’analisi degli atti di riscossione, nella proposizione di ricorsi, nelle sospensioni e nelle trattative stragiudiziali per saldo e stralcio, piani di rientro e soluzioni giudiziali o stragiudiziali.

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1. Contesto Normativo e Giurisprudenziale sulla Cessione dei Crediti e i Debiti con Gardant

1.1 Chi è Gardant Liberty Servicing e cosa fa

Gardant Liberty Servicing è una società che acquista o gestisce portafogli di crediti deteriorati (non performing loans). Il sistema bancario, per liberarsi di posizioni insolute, cede i crediti a questi operatori ai sensi dell’art. 58 del Testo Unico Bancario (TUB, D.Lgs. 385/1993). Una volta acquistato il portafoglio, la società invia ai debitori lettere di sollecito per richiedere il pagamento o proporre accordi di saldo e stralcio. È importante capire che il debitore mantiene gli stessi diritti e può contestare la cessione se non documentata.

1.2 L’Art. 58 TUB e la prova della cessione

L’art. 58 TUB consente alle banche di cedere in blocco aziende o rami d’azienda, compresi i crediti, a intermediari autorizzati. La norma prevede che l’atto di cessione sia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che dal 16° giorno successivo alla pubblicazione la cessione sia efficace nei confronti dei debitori, i quali hanno tre mesi per pagare il cedente . Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che tale pubblicazione ha valore meramente indiziario: la società cessionaria deve provare l’inclusione del singolo credito nel portafoglio ceduto producendo i documenti contrattuali e l’estratto del portafoglio . Se Gardant non dimostra documentalmente la cessione, la pretesa può essere contestata e dichiarata illegittima.

1.3 Ordinanza 27915/2025 e Tribunale di Marsala 2025

Nel 2025 la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 27915 del 20 ottobre 2025, ha ribadito che, nelle cessioni in blocco ai sensi dell’art. 58 TUB, l’onere della prova grava sul cessionario. La Corte ha affermato che l’obbligo di pubblicazione serve solo a rendere opponibile la cessione, ma il giudice deve verificare l’inclusione del credito nel portafoglio; la mancanza di prova comporta l’inammissibilità della pretesa . Il Tribunale di Marsala (ordinanza 2025) ha confermato questo orientamento evidenziando che la pubblicazione in Gazzetta non è prova del singolo credito e che il debitore può eccepire la legittimazione attiva della società cessionaria . Queste pronunce consentono ai debitori di richiedere a Gardant l’intera documentazione di cessione e, in caso di mancata produzione, di opporsi al pagamento o di chiedere il rigetto dell’azione.

1.4 Diritti del debitore al momento della cessione

In base all’art. 1264 del Codice Civile, fino a quando la cessione non è stata notificata o il debitore non l’ha accettata, il debitore può continuare a pagare al cedente (la banca originaria). Solo dopo la notifica formale o la pubblicazione gli effetti si producono. Il debitore ha quindi diritto a:

  • essere informato della cessione e ricevere prova della stessa;
  • conoscere l’ammontare aggiornato del credito, comprensivo di capitale, interessi e spese;
  • richiedere la prescrizione quando il credito non viene azionato entro i termini di legge;
  • contestare l’illegittimità degli addebiti (es. anatocismo, usura, illegittimità degli interessi);
  • presentare reclami o ricorsi agli organismi di mediazione o alle autorità giudiziarie.

Gardant e gli altri servicer sono tenuti a rispettare la normativa sulla privacy (GDPR) e la disciplina della trasparenza bancaria; eventuali minacce o pratiche scorrette possono essere denunciate all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e all’Autorità Garante per la Protezione dei Dati.

2. Procedura dopo la Notifica di una Lettera di Sollecito

2.1 Distinzione tra comunicazioni e atti esecutivi

È essenziale distinguere tra una semplice comunicazione (es. sollecito o lettera informativa) e un atto esecutivo (cartella di pagamento, intimazione, preavviso di fermo o ipoteca). Secondo l’art. 19 del D.Lgs. 546/1992, sono impugnabili solo gli atti che incidono immediatamente sulla posizione fiscale: avviso di accertamento, avviso di liquidazione, cartella di pagamento, avviso di intimazione, fermo amministrativo, ipoteca, rigetto di istanze, ecc. . Le comunicazioni bonarie (es. avvisi di irregolarità) non sono impugnabili, ma devono essere verificate; eventuali errori si correggono con istanza di autotutela.

2.2 Cartella esattoriale: cos’è e cosa contiene

La cartella di pagamento è il titolo esecutivo con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) richiede somme iscritte a ruolo. Essa deve indicare: il tributo o la sanzione, gli interessi, l’aggio, il responsabile del procedimento e le modalità di impugnazione. Una cartella irregolare per difetto di notifica, decadenza, prescrizione o difetto di motivazione può essere annullata . Il contribuente può:

  • pagare le somme entro i termini;
  • chiedere la rateizzazione, con rinuncia all’impugnazione o mantenendo la facoltà di impugnare;
  • chiedere la sospensione della riscossione per motivi di sgravio, prescrizione o annullamento ;
  • impugnare la cartella davanti alla Corte di giustizia tributaria competente entro i termini.

2.3 Termini per l’impugnazione

Il termine ordinario per impugnare una cartella esattoriale è di 60 giorni dalla notifica quando si tratta di tributi statali o locali (IRPEF, IVA, IMU, TARI, bollo auto). Per i contributi INPS/INAIL il termine è di 40 giorni, mentre per le sanzioni amministrative (multe) il termine è di 30 giorni . Quando si eccepiscono solo vizi formali dell’atto, i termini si riducono a 20 giorni .

Se il contribuente non impugna nei termini, la cartella diventa definitiva e non potrà più essere contestata. È possibile richiedere la sospensione ex art. 1, commi 537–544, L. 228/2012 solo in casi tassativi (pagamento effettuato prima del ruolo, sgravio, prescrizione intervenuta prima del ruolo, sospensione amministrativa/giudiziale o sentenza favorevole non conosciuta da AdER) .

2.4 Intimazione di pagamento e pignoramento

Ai sensi dell’art. 50 del D.P.R. 602/1973, l’agente della riscossione può procedere all’espropriazione forzata solo trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella; se l’espropriazione non inizia entro un anno, l’AdER deve notificare un avviso di intimazione che ordina al contribuente di pagare entro 5 giorni . L’avviso ha validità di 180 giorni . La Cassazione ha riconosciuto che l’intimazione è un atto autonomamente impugnabile e che il termine per ricorrere è di 60 giorni . Se il contribuente rimane inattivo, perde definitivamente la possibilità di far valere la prescrizione o altri vizi .

Il pignoramento può avvenire presso terzi (conto corrente, stipendio) ex art. 72-bis D.P.R. 602/1973 o sui beni mobili/immobili. Prima di procedere al pignoramento immobiliare, l’AdER deve notificare un preavviso di ipoteca o di fermo amministrativo e rispettare i limiti di importo previsti dagli art. 76 e 77 del D.P.R. 602/1973 (vedi § 2.6).

2.5 Prescrizione dei debiti fiscali

La prescrizione estingue il diritto dell’Erario se l’ente non lo esercita entro determinati termini. La regola generale è 10 anni (art. 2946 c.c.) per le imposte statali (IRPEF, IRES, IVA), mentre per i tributi locali, le multe stradali, i contributi previdenziali e le sanzioni il termine è 5 anni . Alcune eccezioni prevedono il termine di 3 anni per il bollo auto . Ogni atto interruttivo (notifica di avviso, cartella, pignoramento) fa ripartire il termine. È fondamentale eccepire la prescrizione tempestivamente; altrimenti si consolida l’obbligazione . La Cassazione (Sez. Unite 23397/2016 e ord. 28706/2025) ha stabilito che la notifica di una cartella non impugnata non allunga il termine breve, ma lascia salvo il termine ordinario di ogni tributo .

2.6 Limiti e nullità di ipoteche e fermi amministrativi

Per l’iscrizione di un’ipoteca sugli immobili, l’art. 77, comma 1-bis, del D.P.R. 602/1973 prevede che l’agente della riscossione può iscrivere ipoteca solo se il credito supera 20 000 euro . Per procedere alla vera e propria espropriazione immobiliare (art. 76), il debito deve essere superiore a 120 000 euro e l’immobile non deve essere l’unica abitazione principale del debitore . La Corte di Giustizia Tributaria di Milano ha annullato un’ipoteca perché la pretesa era inferiore a 120 000 euro, richiamando le sentenze della Suprema Corte che sottolineano la stretta connessione tra iscrizione ipotecaria ed esecuzione immobiliare . Inoltre, mancanze nella motivazione (mancata indicazione del calcolo degli interessi) o l’assenza di indicazione del responsabile del procedimento rendono nulla l’intimazione .

2.7 Atti impugnabili e procedimenti

L’art. 19 del D.Lgs. 546/1992 elenca gli atti tributari che possono essere impugnati: avviso di accertamento, avviso di liquidazione, provvedimenti che irrogano sanzioni, ruolo e cartella di pagamento, avviso di mora (ora intimazione), iscrizione ipotecaria, fermo amministrativo, atti catastali e dinieghi di rimborso . È essenziale individuare l’atto corretto per evitare l’inammissibilità del ricorso. L’impugnazione deve essere proposta davanti alla Corte di giustizia tributaria (ex commissione tributaria) competente, con notifica alla sede AdER e all’ente impositore. La riforma del processo tributario (Legge 130/2022) ha introdotto l’obbligo dell’assistenza tecnica anche in primo grado (salvo per controversie fino a 3 000 euro) e ha previsto la prova testimoniale scritta.

2.8 Errori comuni del contribuente

Molti debitori commettono errori che compromettono la loro posizione:

  1. Ignorare la lettera di sollecito: l’atto può contenere vizi che devono essere fatti valere immediatamente. Ignorare la notifica permette al credito di cristallizzarsi .
  2. Pagare senza richiedere documentazione: senza verificare la legittimità della cessione e del debito si rischia di pagare somme non dovute.
  3. Confondere comunicazioni con atti esecutivi: molte lettere non sono impugnabili, ma il debitore vi rinuncia erroneamente a verifiche formali.
  4. Presentare ricorsi tardivi: i termini di 60, 40, 30 o 20 giorni decorrono dalla notifica; superati i termini, la cartella diventa definitiva .
  5. Utilizzare moduli generici: la difesa deve essere personalizzata; ogni debito ha una storia (prescrizione, pagamenti, sgravi) da esaminare.
  6. Non ricorrere all’avvocato specialista: il contenzioso tributario richiede competenze specifiche e conoscenza della giurisprudenza più recente.

3. Difese e Strategie Legali per il Debitore

3.1 Analisi dell’atto e richiesta di documenti

La prima azione consigliata è la richiesta di documentazione. In presenza di una lettera di sollecito o di un’intimazione da Gardant Liberty Servicing è opportuno chiedere:

  • il contratto di cessione del credito e la prova dell’inclusione del vostro debito nel portafoglio ceduto (estratto dei titoli);
  • il contratto originario (mutuo, prestito, apertura di credito) sottoscritto con la banca cedente;
  • gli estratti conto cronologici con dettaglio di capitale, interessi, penali e spese;
  • eventuali polizze assicurative abbinate al credito;
  • la documentazione di notifica delle precedenti cartelle e degli atti interruttivi.

Se la società non fornisce tali documenti o se emergono vizi (mancanza di firma, clausole nulle, interessi usurari) è possibile richiedere l’annullamento o riduzione del debito. Nel caso di cessione in blocco, l’assenza di prova specifica può comportare il rigetto della domanda .

3.2 Verifica della prescrizione e decadenza

Occorre calcolare i termini di prescrizione in base alla natura del tributo o del credito. Per i debiti bancari (prestiti, mutui) si applica la prescrizione decennale; per le rate di mutuo pagate periodicamente, una parte della giurisprudenza ritiene applicabile la prescrizione quinquennale (art. 2948 n. 4 c.c.), ma la Cassazione propende per la prescrizione decennale a partire dalla mora. Per le cartelle di pagamento, i termini variano come indicato al § 2.5. La Cassazione ha ribadito che la prescrizione deve essere eccepita nel primo atto impugnabile (intimazione) e che il silenzio equivale ad accettazione definitiva .

3.3 Impugnazione dell’atto

Se l’atto ricevuto è impugnabile (cartella, intimazione, fermo, ipoteca), bisogna depositare ricorso presso la Corte di giustizia tributaria entro i termini. Il ricorso deve contenere:

  1. Motivi di impugnazione: difetto di notifica, carenza di legittimazione del cessionario, prescrizione, nullità dell’atto (mancanza di motivazione, calcoli degli interessi inesatti, mancanza del responsabile), violazione di legge.
  2. Prove documentali: copie degli atti ricevuti, comunicazioni, contratti di cessione, estratti di ruolo.
  3. Domanda di sospensione: ex art. 47 D.Lgs. 546/1992, per evitare che l’AdER proceda ad azioni esecutive durante il giudizio. È necessario dimostrare sia il fumus boni iuris (probabilità di successo) sia il periculum in mora (danno grave e irreparabile).

L’assistenza di un avvocato tributarista è fondamentale per redigere correttamente il ricorso, depositarlo telematicamente e affrontare l’udienza. La recente riforma del processo tributario permette di introdurre prova testimoniale scritta e l’aumento del contraddittorio.

3.4 Trattative per saldo e stralcio o piani di rientro

Il saldo e stralcio è un accordo transattivo con il creditore che prevede il pagamento di una somma ridotta a titolo di saldo (solitamente tra il 30 % e il 70 % del debito) contro la rinuncia del creditore a pretese ulteriori. Con Gardant si può proporre un saldo immediato o un piano di rientro rateizzato. Gli elementi da valutare sono:

  1. Prescrizione e vizi: se il credito è vicino alla prescrizione o presenta vizi, la capacità di negoziare una riduzione sarà maggiore.
  2. Situazione patrimoniale: occorre dimostrare che un pagamento a saldo è l’unica soluzione sostenibile, presentando documenti di reddito e patrimonio.
  3. Effetti fiscali: l’importo stralciato costituisce reddito diverso tassabile; ma se si accede alla legge sul sovraindebitamento, il beneficio può essere esente.
  4. Garanzie: in caso di mutui ipotecari, la trattativa deve considerare la presenza della garanzia; il creditore potrebbe preferire l’esecuzione dell’immobile.

Un avvocato esperto può condurre la trattativa presentando una proposta motivata. In molti casi, le società di recupero preferiscono incassare subito una quota, specie se l’azione legale comporta spese e incertezze.

3.5 Piani del consumatore e accordi di ristrutturazione dei debiti

Il piano del consumatore (ora “piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore”) è una procedura prevista dalla Legge 3/2012 e dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) che consente alle persone fisiche non imprenditori di proporre ai creditori un piano di pagamento sostenibile, con falcidie e dilazioni, sotto la supervisione dell’OCC. L’art. 6 della Legge 3/2012 definisce il sovraindebitamento come uno stato di perdurante squilibrio tra obbligazioni e patrimonio prontamente liquidabile; consente al debitore di concludere accordi con i creditori . L’art. 7 prevede che il debitore, con l’ausilio dell’OCC, depositi un piano che assicuri almeno il pagamento integrale dei creditori privilegiati; il giudice può sospendere per 120 giorni le azioni esecutive .

Il concordato minore (ex “accordo di composizione della crisi”) riguarda professionisti, imprenditori agricoli, start‑up innovative e altri soggetti non fallibili. Prevede la presentazione di un piano di ristrutturazione con la possibilità di falcidiare i creditori chirografari. I piani devono indicare i beni e i redditi del debitore, le categorie di creditori e le modalità di soddisfazione. L’omologazione del piano produce l’effetto di inibire le azioni esecutive individuali.

3.6 Esdebitazione e esdebitazione dell’incapiente

L’esdebitazione è l’effetto liberatorio che consente al debitore onesto ma sfortunato di essere esonerato dai debiti residui a seguito dell’attuazione del piano. L’art. 278 del Codice della crisi dispone che l’esdebitazione opera nei confronti di tutti i creditori per la parte eccedente quanto riscosso e non pregiudica i coobbligati o fideiussori . Restano esclusi i debiti di mantenimento, i danni da fatto illecito extracontrattuale e le obbligazioni alimentari . La procedura della esdebitazione senza utilità (debitori incapienti) consente ai soggetti privi di patrimonio e reddito di ottenere l’esdebitazione senza dover offrire alcuna utilità ai creditori, purché dimostrino la meritevolezza.

3.7 Composizione negoziata della crisi d’impresa

Il D.L. 118/2021 ha introdotto la composizione negoziata, un istituto pensato per gli imprenditori in crisi. L’art. 2 consente all’imprenditore che si trovi in squilibrio patrimoniale o economico di richiedere la nomina di un esperto indipendente iscritto presso la Camera di Commercio, quando esista una ragionevole possibilità di risanamento . L’esperto assiste l’imprenditore nella negoziazione con i creditori, può proporre un piano di concordato semplificato, la vendita dell’azienda o la rinegoziazione dei debiti. Questo strumento è complementare al piano del consumatore per chi svolge attività d’impresa e permette di evitare l’insolvenza attraverso accordi stragiudiziali.

4. Strumenti Alternativi: Rottamazioni, Definizioni Agevolate e Pace Fiscale

4.1 Rottamazione Quater (Legge 197/2022)

La Legge 29 dicembre 2022 n. 197 (Legge di Bilancio 2023) ha introdotto la rottamazione quater (art. 1, commi 231–252). Questa misura consente di definire i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo l’imposta o il tributo (sorte capitale) e le spese di notifica, senza sanzioni, interessi di mora e aggio. Secondo la giurisprudenza di legittimità, la rottamazione quater produce un effetto estintivo del giudizio quando si perfeziona la procedura amministrativa: il contribuente deve presentare la dichiarazione di adesione, ricevere dall’AdER il piano rateale e documentare in giudizio i pagamenti effettuati; non è necessario pagare integralmente l’intero importo prima dell’estinzione .

Le principali caratteristiche della rottamazione quater sono:

  • Debiti ammessi: carichi affidati ad AdER tra il 2000 e il 30/6/2022; inclusi tributi, contributi INPS e sanzioni per violazioni del Codice della Strada.
  • Esclusioni: somme recuperate tramite rottamazioni precedenti, risorse proprie UE, dazi doganali e multe per sentenze penali.
  • Adesione: il contribuente doveva inviare la domanda entro il 30 giugno 2023 (poi prorogata al 30 giugno 2024).
  • Pagamenti: in unica soluzione o in un massimo di 18 rate in cinque anni; interessi al 2 %.
  • Decadenza: il mancato pagamento di una rata determina la perdita dei benefici e la reviviscenza di sanzioni e interessi.

4.2 Rottamazione Quinquies (Legge 199/2025)

La Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), in vigore dal 1° gennaio 2026, ha introdotto la rottamazione quinquies. Questa nuova definizione agevolata estende la possibilità di pagare solo la sorte capitale a tutti i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 . La misura è più ampia della rottamazione quater e consente di includere anche i debitori che erano decaduti dalle precedenti rottamazioni. Le principali caratteristiche sono:

  • Ambito: carichi affidati dal 2000 al 31/12/2023, compresi tributi statali (IRPEF, IVA, IRES), contributi previdenziali e debiti INAIL; esclusi i carichi già definibili con rottamazione quater o rottamazioni di ruoli 2024.
  • Dettagli finanziari: pagamento della sola imposta o contributo, con esclusione di interessi, sanzioni e aggio. Sono dovute le spese per procedure esecutive e notifiche.
  • Adesione: la domanda va presentata entro il 30 aprile 2026; l’AdER invierà al contribuente la comunicazione delle somme dovute.
  • Pagamento: l’importo può essere versato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in un massimo di 54 rate bimestrali (9 anni). Le prime tre rate (luglio, settembre, novembre 2026) non comportano interessi; dalla quarta rata (gennaio 2027) si applica l’interesse fisso al 3 % .
  • Decadenza: il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la perdita dei benefici e la ripresa della riscossione integrale .
  • Accesso: possono aderire anche i contribuenti che non hanno pagato le rate delle precedenti rottamazioni, con eccezione di chi ha definito i carichi con rottamazione quater .

La rottamazione quinquies rappresenta un’opportunità per i contribuenti in ritardo: pagando in nove anni la sola sorte capitale (senza interessi e sanzioni) è possibile estinguere il carico. Resta comunque consigliabile valutare la convenienza rispetto ad altre procedure (es. piani del consumatore) poiché la rottamazione non consente la riduzione del capitale ma solo degli accessori.

4.3 Stralcio automatico dei mini‑ruoli e definizione delle liti pendenti

Le norme degli ultimi anni hanno previsto altri strumenti deflativi:

  1. Stralcio dei mini‑ruoli: la legge di Bilancio 2023 ha cancellato d’ufficio i debiti fino a 1 000 euro affidati dal 2000 al 2010. La Legge 199/2025 estende l’annullamento automatico ai ruoli fino a 1 000 euro affidati fino al 31 dicembre 2015. Lo stralcio riguarda solo il capitale residuo, escludendo interessi e sanzioni; non comporta la restituzione di quanto già pagato.
  2. Definizione delle liti pendenti: la Legge 197/2022 (commi 186–204) ha introdotto la possibilità di chiudere le controversie fiscali pendenti al 30 giugno 2022 pagando una percentuale del tributo (15 % in caso di soccombenza dell’Agenzia, 40 % se la soccombente è l’altra parte). La Legge 199/2025 proroga tali definizioni al 30 giugno 2023.

Questi strumenti devono essere valutati insieme per scegliere la soluzione più conveniente.

5. Tabelle riepilogative

5.1 Norme di riferimento e diritti del contribuente

Norma/PronunciaContenuto essenzialeDiritti/Obblighi del debitore
Art. 58 TUB (D.Lgs. 385/1993)Regola la cessione in blocco dei crediti bancari; richiede pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e nel registro imprese .Il debitore può pagare il cedente fino alla notifica/accettazione della cessione; ha diritto di ricevere prova documentale dell’inclusione del credito; la pubblicazione non basta .
Cass. ord. 27915/2025Stabilisce che, nelle cessioni ex art. 58 TUB, il cessionario deve provare l’inclusione del credito; la pubblicazione è indiziaria .Possibilità di contestare la legittimazione di Gardant se non produce la prova della cessione.
Art. 50 D.P.R. 602/1973Termini per l’esecuzione: 60 giorni dalla cartella; intimazione obbligatoria se l’espropriazione non inizia entro un anno; dà 5 giorni per pagare .Il debitore deve impugnare l’intimazione entro 60 giorni ; l’inerzia cristallizza il debito .
Art. 19 D.Lgs. 546/1992Elenco tassativo degli atti tributari impugnabili (accertamento, liquidazione, cartella, intimazione, fermo, ipoteca, ecc.) .Occorre identificare correttamente l’atto e rispettare i termini di impugnazione.
Art. 77 e 76 D.P.R. 602/1973Limiti all’iscrizione ipotecaria e all’espropriazione: ipoteca solo sopra 20 000 euro ; espropriazione immobiliare solo sopra 120 000 euro .Possibilità di far annullare l’ipoteca o il pignoramento se il debito è inferiore alle soglie.
Cass. ord. 28706/2025 e Cass. 6436/2025La prescrizione delle cartelle non è automatica; va eccepita impugnando l’intimazione entro 60 giorni .Silenzio equivale ad accettazione; è necessario controllare ogni notifica.
Art. 6–7 Legge 3/2012Definisce il sovraindebitamento e la procedura di accordo con i creditori; prevede il piano del consumatore con sospensione delle azioni esecutive .Possibilità di falcidiare i debiti, sospensione per 120 giorni e tutela del patrimonio minimo.
Art. 278 CCII (D.Lgs. 14/2019)Disciplinano l’esdebitazione: liberazione dai debiti residui dopo l’esecuzione del piano; esclusione dei debiti alimentari e da illecito .Il debitore onesto, una volta adempiuto il piano, viene liberato dai debiti; i coobbligati restano obbligati.
D.L. 118/2021 art. 2Introduce la composizione negoziata della crisi d’impresa e il ruolo dell’esperto .L’imprenditore può chiedere la nomina di un esperto per negoziare con i creditori ed evitare l’insolvenza.

5.2 Scadenze e strumenti di difesa

Atto/ProceduraTermine per agireStrumento di difesa
Cartella di pagamento60 giorni (tributi), 40 giorni (contributi), 30 giorni (sanzioni)Ricorso alla Corte di giustizia tributaria; richiesta di sospensione; rateizzazione
Intimazione di pagamento60 giorniRicorso ex art. 19 D.Lgs. 546/1992; eccezione di prescrizione; richiesta di annullamento
Fermo amministrativo / ipoteca60 giorni dalla notificaRicorso contro l’atto; verifica di importo (superiore a 20 000 euro per ipoteca, 120 000 euro per espropriazione)
Preavviso di fermo30 giorniIstanza di autotutela; contestazione di prescrizione/vizi
Rottamazione quaterDomanda presentata entro 30 giugno 2024; pagamento in 18 rateAdesione online sul sito AdER; pagamento della sorte capitale e spese
Rottamazione quinquiesDomanda entro 30 aprile 2026 ; pagamento in 54 rateAdesione sul portale AdER; pagamento della sorte capitale con interessi al 3 % dal 2027
Piano del consumatorePresentazione in tribunale con assistenza dell’OCCSospensione delle azioni esecutive per 120 giorni ; proposta di pagamento sostenibile
Concordato minoreDepositato al tribunale competenteDivisione dei creditori in classi; omologazione del piano; blocco azioni
EsdebitazioneDopo l’esecuzione del pianoRichiesta di liberazione residua; opera automaticamente per crediti concorsuali

6. Domande frequenti (FAQ)

1. Chi è Gardant Liberty Servicing e perché mi invia una lettera?

Gardant è un servicer che acquista o gestisce portafogli di crediti deteriorati. Se hai ricevuto una sua lettera significa che la tua banca o finanziaria ha ceduto il credito a Gardant. La società ti sollecita a pagare o a trovare un accordo. Tuttavia, deve dimostrare documentalmente la cessione, come stabilito dalla Cassazione .

2. Sono obbligato a pagare immediatamente la somma richiesta?

No. Devi prima verificare la legittimità della richiesta. Chiedi a Gardant la prova della cessione e del debito (contratto, estratti conto). Se la documentazione è incompleta o il credito è prescritto, puoi contestare la pretesa. Solo se la posizione è corretta e vuoi chiuderla puoi trattare un pagamento, preferibilmente tramite un accordo di saldo e stralcio.

3. Posso eccepire la prescrizione del mio debito bancario?

Sì. La prescrizione varia in base alla natura del debito: 10 anni per mutui e prestiti, 5 anni per rate periodiche (interpretazione minoritaria) e 5 o 10 anni per tributi a seconda del tipo . È indispensabile che il termine decorra senza atti interruttivi e che la prescrizione sia eccepita tempestivamente nel primo atto utile (ad es. ricorso avverso l’intimazione). Se non contesti l’atto, la prescrizione non può più essere invocata .

4. Come verifico che la cessione del credito sia valida?

La validità dipende dalla produzione dei documenti. L’art. 58 TUB richiede la pubblicazione della cessione, ma la Cassazione chiede anche la prova dell’inclusione del singolo credito . Puoi richiedere a Gardant il contratto di cessione, l’elenco dettagliato dei crediti ceduti e gli estratti cronologici. In assenza di tali documenti, potrai sollevare l’eccezione di difetto di legittimazione attiva.

5. Cosa succede se ignoro la lettera di Gardant?

Se la lettera è un semplice sollecito, non accadono conseguenze immediate, ma potrebbe seguire un atto esecutivo. Se invece si tratta di una intimazione di pagamento o di una cartella, ignorarla comporta la cristallizzazione del debito. Secondo la Cassazione, l’intimazione è impugnabile entro 60 giorni e, se non viene impugnata, non potrai più far valere la prescrizione o altri vizi .

6. Quando è nullo un preavviso di ipoteca?

L’iscrizione ipotecaria è nulla se il debito è inferiore a 20 000 euro o se manca la comunicazione preventiva. Inoltre, la Corte di Giustizia Tributaria ha precisato che il limite di 120 000 euro dell’art. 76 D.P.R. 602/1973 per l’espropriazione immobiliare si applica anche all’ipoteca . Se l’importo non supera tali soglie, puoi chiedere l’annullamento dell’ipoteca.

7. Cos’è l’intimazione di pagamento e perché è importante?

È un avviso che l’AdER invia prima di avviare l’esecuzione forzata quando è trascorso più di un anno dalla notifica della cartella. Contiene l’ordine di pagare entro 5 giorni e perde efficacia dopo 180 giorni . È un atto autonomamente impugnabile; se non lo impugni entro 60 giorni, non potrai più contestare la cartella .

8. Quali sono i termini per impugnare la cartella o l’intimazione?

Generalmente 60 giorni dalla notifica per tributi, 40 giorni per contributi previdenziali e 30 giorni per sanzioni amministrative . Se eccepisci solo vizi formali, i termini si riducono a 20 giorni. Il termine è sospeso dal 1° al 31 agosto (sospensione feriale). Occorre rispettare il termine a pena di inammissibilità.

9. Come funziona un accordo di saldo e stralcio?

È una transazione con cui il debitore paga una somma inferiore al dovuto in un’unica soluzione o rateizzata. Il creditore rinuncia al resto. L’importo stralciato può essere tassato come reddito diverso. Per negoziare, è utile dimostrare la tua incapienza economica e la possibilità che il debito sia inesigibile per prescrizione o vizi. Un avvocato specializzato può condurre la trattativa e redigere un accordo scritto che preveda l’estinzione totale del credito.

10. Cosa prevede la legge sul sovraindebitamento?

La Legge 3/2012, integrata dal Codice della crisi d’impresa, permette a persone fisiche e soggetti non fallibili di ristrutturare i debiti mediante piano del consumatore, concordato minore o liquidazione del patrimonio. Durante la procedura il giudice può sospendere le azioni esecutive per 120 giorni . Al termine, il debitore può ottenere l’esdebitazione e ricominciare senza i debiti residui .

11. È conveniente aderire alla rottamazione quinquies?

Dipende dalla tua situazione. Con la rottamazione quinquies paghi solo il tributo o la tassa senza interessi e sanzioni, ma non ottieni alcuna riduzione del capitale. Se il tuo debito comprende importi accessori rilevanti, l’adesione è vantaggiosa. Tuttavia, se il credito è viziato o prescritto, o se puoi accedere al piano del consumatore, potresti ottenere una riduzione maggiore. Valuta con un professionista la convenienza.

12. Quali documenti devo raccogliere prima di avviare una trattativa o un ricorso?

Devi reperire il contratto di finanziamento, il piano di ammortamento, gli estratti conto, le eventuali lettere di cessione, le cartelle esattoriali, i solleciti e tutte le notifiche ricevute. Inoltre, raccogli la documentazione reddituale e patrimoniale (CU, dichiarazione dei redditi, visure catastali) per dimostrare la tua situazione economica.

13. Cos’è la composizione negoziata della crisi e quando conviene?

La composizione negoziata, introdotta dal D.L. 118/2021, consente agli imprenditori in difficoltà di negoziare con i creditori con l’assistenza di un esperto nominato dalla Camera di Commercio . È utile quando l’attività è ancora recuperabile; l’esperto aiuta a trovare accordi di ristrutturazione o cessione dell’azienda. Per le persone fisiche conviene invece la legge sul sovraindebitamento.

14. Cosa succede se ho pagato parte del debito ma sono decaduto dalla rottamazione precedente?

La rottamazione quinquies consente di aderire anche a chi è decaduto da rottamazioni precedenti . I versamenti già effettuati sono imputati al capitale e riducono la somma dovuta. Tuttavia, se hai definito i carichi con la rottamazione quater, non puoi accedere alla quinquies. È fondamentale richiedere all’AdER il prospetto dei pagamenti.

15. Cos’è l’esdebitazione senza utilità e chi può beneficiarne?

È la procedura che consente al debitore privo di reddito e patrimonio di ottenere la cancellazione dei debiti senza offrire utilità ai creditori. Introdotta dalla riforma del 2021, richiede che il debitore abbia agito con diligenza e non abbia frodato i creditori. Se concessa, cancella tutti i debiti, eccetto quelli alimentari e da illecito . È riservata ai debitori incapienti che non possono neppure proporre un piano del consumatore.

16. Posso oppormi a un preavviso di fermo amministrativo su un veicolo aziendale?

Il fermo amministrativo è una misura cautelare sui beni mobili registrati. L’AdER deve notificare un preavviso che consenta al debitore di pagare o proporre ricorso. È possibile opporsi se il debito è prescritto o se il veicolo è strumentale all’attività lavorativa; in tal caso, il fermo può essere illegittimo. La giurisprudenza ha annullato fermi su veicoli aziendali indispensabili. Anche in questo caso occorre agire entro 60 giorni.

17. Devo pagare l’aggio e le spese di notifica in caso di saldo e stralcio?

Dipende dall’accordo con il creditore e dal tipo di definizione. Nelle rottamazioni e definizioni agevolate l’aggio non è dovuto; restano a carico le spese di notifica e le spese esecutive. Nei saldo e stralcio stragiudiziali, le parti possono concordare l’esclusione degli accessori. Verifica sempre l’importo richiesto per evitare sovraccarichi.

18. Posso chiedere la sospensione della riscossione durante la trattativa?

Sì. Puoi chiedere all’AdER la sospensione legale ex art. 1 commi 537–544 L. 228/2012, se ricorrono i presupposti (pagamento, sgravio, prescrizione precedente al ruolo, sentenza favorevole) . In alternativa, puoi presentare ricorso e contestualmente chiedere la sospensione cautelare ex art. 47 D.Lgs. 546/1992. Un’istanza motivata e documentata aumenta le chance di accoglimento.

19. Come avviene la tassazione del saldo e stralcio?

L’Agenzia delle Entrate considera la parte di debito condonata come reddito diverso; quindi il debitore deve dichiararla in dichiarazione dei redditi e assoggettarla a IRPEF. Tuttavia, se il saldo e stralcio avviene nell’ambito di una procedura concorsuale (piano del consumatore, concordato minore), il beneficio non è tassato. Per evitare brutte sorprese, chiedi al tuo commercialista di calcolare l’impatto fiscale prima di accettare l’accordo.

20. Perché è consigliabile rivolgersi a un avvocato cassazionista?

Un avvocato cassazionista come l’avv. Giuseppe Angelo Monardo ha accesso all’ultimo grado di giudizio e può garantire una difesa completa. La materia tributaria e bancária è complessa e soggetta a continue modifiche normative e giurisprudenziali; un professionista specializzato saprà individuare la strategia giusta (ricorso, trattativa, rottamazione, piano del consumatore) e difenderti da pignoramenti, ipoteche e fermi. L’assistenza professionale evita errori procedurali e massimizza i risultati.

7. Simulazioni Pratiche

7.1 Esempio di saldo e stralcio con Gardant

Situazione: Maria riceve una lettera da Gardant per un debito di 15 000 euro relativo a un vecchio prestito bancario. L’ultima rata pagata risale a 8 anni fa e la banca ha ceduto il credito a Gardant. La lettera propone un pagamento immediato di 10 500 euro.

Analisi:

  1. Richiesta documenti: L’avvocato di Maria richiede a Gardant il contratto di cessione, il contratto originario e gli estratti conto. La società produce solo la pubblicazione in Gazzetta, ma non l’elenco dei crediti. L’avvocato eccepisce quindi il difetto di legittimazione attiva ai sensi dell’ordinanza Cass. 27915/2025 .
  2. Prescrizione: Si valuta la prescrizione del credito; per il prestito, il termine è decennale e non sono stati notificati atti interruttivi negli ultimi 8 anni. La prescrizione non è ancora maturata, ma mancano 2 anni.
  3. Trattativa: Si propone un saldo di 7 000 euro, considerando i rischi di contenzioso e la difficoltà per la società di provare la cessione. Dopo diverse trattative, Gardant accetta 8 000 euro in un’unica soluzione.
  4. Accordo scritto: Le parti firmano un accordo che prevede il pagamento di 8 000 euro con estinzione totale del debito. Maria paga tramite bonifico e ottiene la liberatoria. La differenza rispetto al debito originario (7 000 euro) è tassata come reddito diverso.

7.2 Esempio di accesso al piano del consumatore

Situazione: Giuseppe è lavoratore dipendente con debiti complessivi per 60 000 euro (prestiti, carte di credito e tributi locali). Possiede solo l’abitazione principale. Dopo aver ricevuto diverse cartelle e solleciti, non riesce più a far fronte ai pagamenti.

Procedura:

  1. Valutazione di meritevolezza: Con l’ausilio di un OCC, Giuseppe dimostra che i debiti derivano da eventi imprevisti (malattia, disoccupazione) e che ha sempre cercato di pagare. Viene redatto un piano del consumatore che prevede il pagamento di 30 000 euro in 5 anni, attingendo al suo stipendio.
  2. Deposito del piano: L’OCC deposita il piano in tribunale con la relazione attestante la fattibilità; chiede la sospensione delle azioni esecutive. Il giudice concede 120 giorni di sospensione .
  3. Omologazione: Dopo la votazione dei creditori (si raggiunge la maggioranza), il tribunale omologa il piano. Giuseppe paga regolarmente le rate; al termine, chiede l’esdebitazione e ottiene la liberazione dai debiti residui .

7.3 Esempio di rottamazione quinquies

Situazione: Luca ha cartelle di pagamento per IRPEF e IVA 2010‑2016 per un totale di 25 000 euro, di cui 15 000 di imposta, 6 000 di interessi e 4 000 di sanzioni. Non ha aderito alla rottamazione quater.

Soluzione: Luca presenta domanda di adesione alla rottamazione quinquies entro il 30 aprile 2026 , scegliendo il pagamento in 54 rate. L’AdER comunica l’importo dovuto (15 000 euro + 500 euro di spese di notifica). Luca pagherà la prima rata di circa 555 euro a luglio 2026. Grazie alla definizione, risparmia 10 000 euro di sanzioni e interessi. Se salta due rate, perde i benefici e dovrà pagare l’intera somma con interessi e sanzioni.

8. Sentenze e pronunce più recenti (2024‑2026)

Di seguito sono riportate le principali sentenze e provvedimenti che hanno inciso sulla materia negli ultimi anni:

  1. Cass. civ., ord. 27915/2025 – ha stabilito che, nelle cessioni ex art. 58 TUB, la mera pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non prova l’inclusione del credito; il cessionario deve produrre i documenti di cessione .
  2. Cass. civ., sez. V, ord. 28706/2025 – ha chiarito che la prescrizione delle cartelle va eccepita con ricorso contro l’intimazione di pagamento; il silenzio del contribuente cristallizza il debito .
  3. Cass. civ., sez. V, ord. 6436/2025 – conferma che l’intimazione di pagamento ex art. 50 D.P.R. 602/1973 è impugnabile e che l’inerzia preclude la prescrizione.
  4. Cass. civ., sez. unite, 4077/2010; 5771/2012; 993/2021 – riconoscono il limite di 20 000 euro per l’iscrizione ipotecaria e la connessione tra ipoteca e espropriazione .
  5. Cass. civ., ord. 27916/2025 (pignoramento) – ha ribadito che l’ipoteca è nulla se il debito non supera 120 000 euro.
  6. Corte di Giustizia Tributaria Milano, sent. 3052/2025 – ha annullato un’ipoteca da 43 385,52 euro perché la pretesa non raggiunge il limite di 120 000 euro .
  7. Cass. civ., ord. 24428/2024 – in tema di rottamazione quater, ha affermato che il giudizio si estingue una volta perfezionata la procedura e documentati i pagamenti effettuati, anche se non è stato versato l’intero importo .
  8. Cass. civ., sez. unite, 11676/2024 – ha ribadito che la prescrizione delle imposte dirette è decennale e che la notifica della cartella non estende il termine breve .
  9. Corte Costituzionale, sent. 104/2023 – ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune norme sul pignoramento presso terzi per violazione del principio di proporzionalità.
  10. Cass. civ., ord. 19667/2014; 25745/2015; 16110/2017 – hanno precisato che l’ipoteca esattoriale è atto preliminare all’esecuzione ma ne condivide i limiti e che può essere impugnata con azione di accertamento negativo .

Conclusione

I debiti con Gardant Liberty Servicing e con l’Agenzia Entrate Riscossione non devono essere affrontati con paura ma con consapevolezza dei propri diritti. La normativa italiana, aggiornata a gennaio 2026, offre numerose opportunità per difendersi: dal controllo della legittimazione del cessionario (art. 58 TUB), alla contestazione della prescrizione e dei vizi degli atti (art. 19 D.Lgs. 546/1992, art. 50 D.P.R. 602/1973), dalle procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, concordato minore, esdebitazione) alle definizioni agevolate (rottamazione quater e quinquies). Le recenti pronunce della Cassazione hanno rafforzato le garanzie del contribuente, imponendo al creditore di provare la cessione e riconoscendo la piena impugnabilità dell’intimazione di pagamento.

È fondamentale agire tempestivamente. Ignorare una notifica significa lasciare che il debito diventi definitivo; al contrario, un ricorso corretto o una trattativa ben condotta possono ridurre o annullare il debito. L’avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti offrono un’assistenza completa: analisi dell’atto, ricorsi giudiziali, sospensioni, trattative di saldo e stralcio, elaborazione di piani del consumatore e difesa in tutte le fasi del contenzioso. Grazie alla sua esperienza come cassazionista e come gestore della crisi, l’avvocato Monardo è in grado di bloccare pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi, proteggere il patrimonio e ottenere soluzioni concrete.

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