Introduzione
Ricevere una lettera di sollecito di pagamento da Hoist Italia, mandataria di Hoist Finance nella gestione dei crediti in sofferenza, può generare apprensione e confusione. Hoist Italia è uno dei principali operatori del mercato degli NPL (non performing loans) e acquista i crediti deteriorati da banche e finanziarie per tentare di recuperarli . La lettera preannuncia che il creditore ceduto intende recuperare l’intero debito e, se necessario, avviare azioni legali o esecutive come pignoramenti . I rischi principali per il debitore sono l’avvio di una procedura giudiziaria con ulteriori spese, l’iscrizione a ruolo nei tribunali e la compromissione della propria reputazione creditizia. È quindi importante non ignorare la comunicazione e attivarsi immediatamente per analizzare la posizione, verificare la legittimità della cessione del credito e valutare soluzioni legali e negoziali.
Sin dalla prima risposta è possibile negoziare un accordo di saldo e stralcio o di piano di rientro, oppure contestare la legittimazione dell’agenzia di recupero. Il diritto italiano prevede diversi strumenti: la transazione ex art. 1965 c.c., che consente di porre fine a una lite con reciproche concessioni ; la definizione agevolata (saldo e stralcio) introdotta dall’art. 1, commi 184‑199 della legge 145/2018, che permette ai contribuenti in difficoltà di estinguere i carichi affidati all’agente della riscossione con un pagamento ridotto ; le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento ex legge 3/2012, che consentono al consumatore o all’imprenditore sotto soglia di ottenere la ristrutturazione o la liquidazione controllata dei debiti ; la composizione negoziata della crisi d’impresa introdotta dal D.L. 118/2021 ; nonché strumenti amministrativi come la rottamazione dei ruoli e gli annullamenti automatici fino a 5.000 € previsti dal decreto Sostegni .
Chi può aiutarti: Avv. Giuseppe Angelo Monardo
L’avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con lunga esperienza nel diritto bancario e tributario. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati in NPL, sovraindebitamento e negoziazione delle crisi su scala nazionale. È Gestore della Crisi da Sovraindebitamento iscritto negli elenchi tenuti dal Ministero della Giustizia , professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e esperto negoziatore ai sensi del D.L. 118/2021 . Grazie alla doppia competenza legale e fiscale, lui e il suo staff sono in grado di analizzare gli atti provenienti da Hoist Italia, verificare la legittimità della pretesa, predisporre ricorsi o opposizioni, avviare trattative per il saldo e stralcio, sospendere procedure esecutive e, se necessario, presentare piani del consumatore o accordi di ristrutturazione nell’ambito del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. La consulenza personalizzata consente di individuare la soluzione più conveniente e di evitare errori che potrebbero aggravare la posizione debitoria.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
La cessione dei crediti in blocco e la legittimazione di Hoist Italia
Hoist Italia agisce tipicamente come mandataria di società veicolo (SPV) che hanno acquistato pacchetti di crediti deteriorati da istituti di credito. Tali operazioni sono regolate dall’art. 58 del Testo unico bancario (TUB) e dalla legge 130/1999, che consentono la cessione in blocco di crediti individuabili per categorie e la loro cartolarizzazione. La Cassazione ha più volte precisato che, in caso di contestazioni, la semplice pubblicazione dell’avviso di cessione sulla Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del credito, costituendo soltanto un indizio: il giudice deve valutare le altre prove disponibili . Tuttavia la stessa Corte, nelle sentenze n. 21821/2023 e n. 5478/2024, ha affermato che la produzione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale contenente l’indicazione per categorie dei crediti ceduti può essere idonea a dimostrare la legittimazione del cessionario, purché gli elementi comuni consentano di individuare senza incertezze i rapporti oggetto della cessione . La giurisprudenza più recente del Tribunale di Ferrara (2 gennaio 2025) e del Tribunale di Firenze (30 dicembre 2024) richiede comunque che la società cessionaria produca anche il contratto di cessione o un estratto certificato, non essendo sufficiente l’avviso . Per contestare la legittimazione di Hoist Italia sarà quindi necessario richiedere tutta la documentazione (contratto di cessione, quietanza, storico del credito) e verificare se il nominativo del debitore rientra nei criteri di individuazione.
La transazione e il saldo e stralcio
L’art. 1965 del Codice civile definisce la transazione come il contratto con cui le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già iniziata o evitano una lite che potrebbe sorgere . Nel settore del recupero crediti, il saldo e stralcio è una particolare transazione: il debitore versa una somma concordata inferiore al totale dovuto e il creditore rinuncia alla parte residua, estinguendo definitivamente l’obbligazione. Perché l’accordo sia valido, deve essere messo per iscritto, indicare le reciproche concessioni e prevedere l’estinzione delle garanzie (ipoteca, pegno). La transazione ha natura dispositiva, sostituisce il contratto originario e non può essere impugnata se non per errore o dolo.
Definizione agevolata e saldo e stralcio fiscale
La Legge 145/2018 (legge di bilancio 2019), art. 1 commi 184‑199, ha introdotto la definizione agevolata (saldo e stralcio) per i debiti iscritti a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. La norma consente ai contribuenti persone fisiche in grave e comprovata difficoltà economica di estinguere i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 derivanti da imposte dovute sulle dichiarazioni annuali e da contributi previdenziali . La legge stabilisce che la situazione di difficoltà sussiste se l’ISEE del nucleo familiare non è superiore a 20 000 € oppure se è stata aperta la procedura di liquidazione dei beni ai sensi dell’art. 14‑ter della legge 3/2012 . In base all’ISEE si paga solo una percentuale del debito (esclusi sanzioni e interessi di mora): 16 % per ISEE fino a 8 500 €, 20 % per ISEE fino a 12 500 € e 35 % per ISEE fino a 20 000 € ; per chi è già in liquidazione il versamento è pari al 10 % . Inoltre vanno pagati gli oneri di riscossione e le spese esecutive . L’istanza di adesione va presentata all’agente della riscossione entro i termini previsti e, in caso di mancato pagamento, la definizione decade e il residuo torna riscuotibile. La stessa legge prevede la possibilità di rateizzare l’importo.
Rottamazione dei ruoli e annullamento automatico
Il D.L. 119/2018 ha introdotto la “rottamazione‑ter” dei ruoli esattoriali, consentendo di pagare i debiti fiscali in forma agevolata senza sanzioni e interessi di mora. L’art. 3 prevede che i contribuenti possano definire i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 pagando solo capitale e interessi di dilazione, con rate fino a cinque anni. Il decreto “Sostegni” (D.L. 41/2021) ha previsto, all’art. 4, l’annullamento automatico dei ruoli fino a 5 000 €: sono automaticamente cancellati i debiti residui affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010 a condizione che il contribuente abbia dichiarato un reddito imponibile non superiore a 30 000 € . Rientrano nell’annullamento anche i debiti già rottamati o oggetto di saldo e stralcio . Non è necessario presentare domanda perché l’annullamento avviene d’ufficio; sono escluse le somme dovute per aiuti di Stato, pronunce della Corte dei conti o sanzioni penali .
Sovraindebitamento e piani del consumatore
La legge 27 gennaio 2012, n. 3 ha introdotto le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento e la liquidazione del patrimonio per i debitori non fallibili. L’art. 6, comma 2, lett. a) definisce “sovraindebitamento” la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile che comporta difficoltà o impossibilità di adempiere regolarmente . La norma richiede che ci sia una sproporzione tra risorse disponibili e impegni e che tale situazione sia durevole e non risolvibile con i mezzi ordinari . L’articolo specifica inoltre che la definizione di consumatore riguarda la persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale . Possono accedere alle procedure anche gli imprenditori commerciali “sotto soglia” che non superano i parametri per la fallibilità (attivo annuo ≤300 000 €, ricavi annui ≤200 000 €, debiti ≤500 000 €) . Le procedure sono tre: accordo di composizione con i creditori, piano del consumatore (omologato dal giudice senza voto dei creditori) e liquidazione del patrimonio con esdebitazione finale. I professionisti chiamati a seguire tali procedure sono gli organismi di composizione della crisi (OCC) istituiti dal Ministero della Giustizia , i quali nominano un gestore che assiste il debitore, valuta la documentazione, redige una relazione sulla condizione patrimoniale e attesta la fattibilità del piano. La legge prevede anche la possibilità di esdebitazione del debitore incapiente, introdotta dal Codice della crisi d’impresa.
Composizione negoziata della crisi d’impresa
Il D.L. 118/2021, convertito nella legge 147/2021, ha introdotto la composizione negoziata della crisi d’impresa, una procedura volontaria che consente all’imprenditore in squilibrio patrimoniale o finanziario di nominare un esperto indipendente presso la Camera di commercio . L’esperto agevola le trattative con i creditori per individuare soluzioni idonee al risanamento, anche mediante trasferimento dell’azienda o di suoi rami . Possono accedervi imprenditori commerciali e agricoli quando la crisi è probabile ma non irreversibile; la nomina dell’esperto è gestita da una piattaforma nazionale e comporta la sospensione temporanea delle azioni esecutive. La procedura si integra con le misure del Codice della crisi e può sfociare in accordi, piani di ristrutturazione o concordati semplificati.
Prescrizione dei crediti e tutele del debitore
Un elemento da verificare quando si riceve una lettera di sollecito è se il credito sia prescritto. In mancanza di atti interruttivi, il diritto del creditore si estingue decorso il termine di prescrizione. La regola generale dell’art. 2946 c.c. stabilisce che i diritti si estinguono con il decorso di dieci anni, salvo casi particolari . Tuttavia l’art. 2948 c.c. prevede che si prescrivono in cinque anni gli interessi e tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi . Molti crediti derivanti da contratti bancari o finanziari (rate di mutui, interessi, canoni) sono soggetti alla prescrizione quinquennale. La Cassazione ha affermato che la produzione di un piano di ammortamento o l’invio di estratti conto può interrompere la prescrizione solo se vi è riconoscimento del debito, altrimenti resta efficace la prescrizione quinquennale. Per questo è fondamentale valutare ogni pagamento o comunicazione inviata al creditore.
Privacy nel recupero crediti e prassi illecite
La protezione dei dati personali è un tema cruciale nel recupero crediti. Il Garante per la privacy ha pubblicato un vademecum che illustra i principi che devono ispirare l’attività di recupero e le garanzie riconosciute al debitore . Secondo il vademecum e gli orientamenti applicativi, è vietato comunicare la situazione debitoria a soggetti terzi (familiari, colleghi, vicini) o affiggere avvisi di mora sulla porta di casa; tali pratiche violano i principi di minimizzazione e riservatezza stabiliti dal GDPR e dal D.Lgs. 196/2003 . Sono altresì illecite le telefonate preregistrate senza operatore, perché non garantiscono che l’informazione sia ricevuta dal solo debitore . Le società di recupero crediti devono inviare comunicazioni in plichi chiusi e neutrali, senza scritte all’esterno che rivelino la natura del contenuto . In presenza di violazioni, il debitore può presentare reclamo al Garante o chiedere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale. Il creditore o la società cessionaria resta titolare o co‑titolare del trattamento e risponde per le condotte del sub‑servicer .
Altre fonti normative e giurisprudenziali
Oltre alle norme principali illustrate, occorre richiamare:
- Art. 4 del D.L. 41/2021 (decreto Sostegni), che ha disposto l’annullamento automatico dei ruoli fino a 5 000 € ;
- Art. 1967 c.c. sulla forma scritta della transazione (ad probationem) e art. 1350 c.c. per la validità nei diritti reali ;
- Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003) per la disciplina dei dati personali ;
- Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), che integra le procedure di sovraindebitamento e introduce i piani di ristrutturazione, il concordato minore e l’esdebitazione del debitore incapiente;
- Sentenze recenti della Corte di Cassazione: n. 17944/2023 (prova della cessione in blocco), n. 21821/2023 e n. 5478/2024 (idoneità dell’avviso in G.U.), n. 13073/2023 sulla responsabilità per violazione della privacy , n. 7243/2024 (legittimità del sub‑servicer non iscritto all’albo) .
Procedura passo per passo dopo la notifica del sollecito
- Analisi della lettera di sollecito
- Verifica chi è il mittente e qual è l’entità che detiene il credito (banca originaria o cessionaria). Spesso nella lettera viene indicata Hoist Italia come mandataria di una società veicolo (Marathon SPV, Marte SPV ecc.) . Richiedi copia del contratto di cessione, dell’avviso pubblicato in G.U. e dell’estratto conto che giustifica il debito.
- Controlla i termini di pagamento richiesti. Se la comunicazione prevede un termine brevissimo (es. 15 giorni) prima di avviare azioni legali , sappi che la legge non impone al creditore di attendere tale termine per chiedere un decreto ingiuntivo, ma la diffida è un requisito di buona fede.
- Verifica se la lettera è redatta in modo conforme alla privacy: deve essere inviata in busta chiusa e non deve contenere all’esterno indicazioni sulla natura del debito .
- Richiesta di documentazione e verifica della legittimazione
- Invia una richiesta scritta (raccomandata o PEC) a Hoist Italia chiedendo la prova della cessione del credito, il titolo (contratto originario), il calcolo dettagliato del capitale, interessi e spese e la certificazione che l’importo indicato è aggiornato.
- Controlla se la cessione è avvenuta ai sensi dell’art. 58 TUB e della legge 130/1999. Se manca l’avviso in Gazzetta Ufficiale o il contratto di cessione non identifica chiaramente il credito, è possibile eccepire la carenza di legittimazione e chiedere al giudice la prova della titolarità .
- Verifica se la società di recupero è iscritta all’albo dei soggetti autorizzati ai sensi dell’art. 106 TUB. La Cassazione ha stabilito che la mancata iscrizione non invalida gli atti di recupero ma può essere contestata per violazioni amministrative .
- Valutazione della prescrizione e degli atti interruttivi
- Ricostruisci la cronologia del debito: contratto originario, date di scadenza delle rate, ultime comunicazioni o pagamenti. Se sono trascorsi più di 10 anni senza atti interruttivi, il credito può essere prescritto in base all’art. 2946 c.c. . Per interessi e rate periodiche la prescrizione è quinquennale .
- Richiedi la copia degli atti giudiziari eventualmente notificati in passato. Se il creditore ha già ottenuto un decreto ingiuntivo o un pignoramento, la prescrizione è interrotta.
- Analisi della sostenibilità finanziaria e scelta della strategia
- Con l’aiuto di un professionista valuta la tua situazione economica e patrimoniale (ISEE, reddito disponibile, altri debiti). Se sei in difficoltà e non puoi pagare l’intero importo, la negoziazione di un saldo e stralcio può essere la soluzione più rapida. In alternativa, un piano di rientro rateale può evitare l’aggressione del patrimonio.
- Se hai più debiti o la situazione è compromessa, considera le procedure di sovraindebitamento (piano del consumatore, accordo di composizione o liquidazione) o la composizione negoziata. Questi strumenti consentono di bloccare le azioni esecutive, ridurre gli interessi e ripartire dopo l’esdebitazione.
- Avvio della trattativa o del procedimento giudiziario
- Se la scelta è il saldo e stralcio, formula una proposta motivata e documentata al creditore. Prevedi l’immediato versamento della somma pattuita, il rilascio di una quietanza liberatoria e l’estinzione di eventuali procedure giudiziarie. L’accordo deve essere sottoscritto da entrambe le parti.
- Se opti per l’impugnazione, puoi proporre opposizione al decreto ingiuntivo entro 40 giorni o ricorso ex art. 615 c.p.c. contro l’esecuzione. Argomenti tipici sono la carenza di legittimazione, l’inesistenza del credito, la prescrizione e l’invalidità del contratto originario (es. clausole vessatorie, usura). Puoi anche chiedere la sospensione della provvisoria esecutività.
- Se subisci un pignoramento, verifica la pignorabilità dei beni: per lo stipendio esiste un limite massimo di un quinto; la casa di abitazione è pignorabile ma con tutele per il fondo patrimoniale; i beni mobili essenziali non possono essere sequestrati.
- Conclusione della procedura e cancellazione del debito
- Dopo il pagamento del saldo e stralcio o l’omologa del piano del consumatore, il creditore deve rilasciare la quietanza e cancellare eventuali segnalazioni nelle banche dati (CRIF, Experian). In assenza di cancellazione spontanea, è possibile chiedere l’intervento del Garante per la Privacy.
- Conserva tutta la documentazione (contratto, quietanza, sentenze) poiché potrebbe essere necessaria per dimostrare l’estinzione del debito.
Difese e strategie legali
Eccezioni di carenza di legittimazione e prova del credito
Quando la società di recupero è un cessionario o un servicer, la prima linea di difesa consiste nel contestare la legittimazione attiva. La giurisprudenza richiede che il cessionario provi la cessione non solo con l’avviso in G.U. ma anche con il contratto di cessione o un certificato rilasciato dal notaio o dal servicer . Se il creditore non produce tali documenti, il giudice può dichiarare la domanda inammissibile. È opportuno inoltre verificare se la cessione rientra nei requisiti dell’art. 58 TUB (crediti individuabili in blocco) e se il debitore è stato informato. La mancanza di informativa può costituire inadempimento contrattuale.
Prescrizione e decadenza delle azioni
Se sono trascorsi 5 anni dalla scadenza delle rate senza atti interruttivi, il debitore può eccepire la prescrizione quinquennale per interessi e rate periodiche . Per i mutui e i prestiti personali la prescrizione è di 10 anni . Occorre però tenere conto di eventuali notifiche di decreti ingiuntivi o atti di precetto che interrompono il termine. La Corte di Cassazione ha chiarito che i versamenti spontanei effettuati dal debitore non interrompono la prescrizione se non sono accompagnati da un riconoscimento esplicito del debito. L’eccezione di prescrizione può essere sollevata anche in sede esecutiva.
Vizi del contratto originario: usura, anatocismo e clausole vessatorie
In molti casi i debiti ceduti a Hoist Italia derivano da mutui, aperture di credito o carte revolving caratterizzati da tassi usurari, anatocismo o clausole abusive. È possibile far valere questi vizi per ridurre l’importo dovuto o ottenere la nullità delle clausole. L’usura si verifica quando il tasso praticato supera il tasso soglia stabilito trimestralmente dalla Banca d’Italia; la Corte di Cassazione riconosce la nullità della clausola e la restituzione degli interessi. L’anatocismo consiste nel calcolo di interessi su interessi; dopo il D.Lgs. 342/1999 e la delibera CICR del 2000, l’anatocismo sui conti correnti è vietato salvo determinate condizioni. Le clausole vessatorie che prevedono penali eccessive possono essere dichiarate inefficaci. L’analisi richiede una perizia econometrica, strumento tecnico che avvocati e consulenti utilizzano per quantificare le somme indebitamente percepite.
Tutela della privacy e risarcimento del danno
In caso di prassi illecite nel recupero crediti – telefonate minacciose, comunicazioni ai familiari, affissione di avvisi – il debitore può presentare un reclamo al Garante per la Privacy o proporre azione in sede civile per il risarcimento. Il Garante considera illegittime le comunicazioni preregistrate e l’invio di posta con scritte “avviso di mora” . Il GDPR prevede che il titolare del trattamento è responsabile per danni causati da trattamenti illeciti e deve dimostrare di aver adottato adeguate misure (art. 82, par. 3). La Cassazione, con l’ordinanza n. 13073/2023, ha stabilito che il debitore può ottenere il risarcimento anche per il danno morale, purché dimostri il nesso causale . Tali violazioni possono costituire anche reato di molestia o disturbo (art. 660 c.p.).
Strumenti giudiziali: opposizione a decreto ingiuntivo, ricorso ex art. 615 c.p.c. e sospensione dell’esecuzione
Se la società di recupero ottiene un decreto ingiuntivo contro il debitore, quest’ultimo può proporre opposizione entro 40 giorni dalla notifica depositando ricorso presso il tribunale. L’opposizione consente di far valere tutte le eccezioni sopra illustrate: carenza di legittimazione, prescrizione, vizi del contratto, usura. Può essere chiesta la sospensione della provvisoria esecutività se sussistono gravi motivi. In fase esecutiva, il debitore può presentare opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. o opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., contestando la validità del precetto o del pignoramento. In alcuni casi è possibile proporre istanza di sospensione al giudice dell’esecuzione per cercare un accordo transattivo. Le opposizioni richiedono assistenza legale qualificata.
Strumenti stragiudiziali: negoziazione assistita e mediazione
La negoziazione assistita e la mediazione civile sono strumenti che consentono di risolvere la controversia senza ricorrere al giudice. Nel recupero crediti sono facoltative ma utili per raggiungere un accordo di saldo e stralcio con la partecipazione di un mediatore o degli avvocati. Un protocollo ben strutturato evita sorprese e consente di definire modalità di pagamento, rinuncia agli interessi, cancellazione del debito e rimozione delle segnalazioni. La negoziazione assistita è obbligatoria per le controversie inferiori a 50 000 € in ambito assicurativo e condominiale, mentre nel settore bancario è raccomandata per dimostrare buona fede.
Piani di rientro e consolidamento del debito
Il piano di rientro consiste nell’accordo tra debitore e creditore per pagare il debito in più rate, generalmente senza riduzione dell’importo. Può essere una soluzione quando il debito non è contestabile e il debitore dispone di un reddito costante. Per maggiore tutela, il piano va formalizzato in un atto scritto che preveda l’estinzione delle garanzie dopo l’ultimo pagamento. L’alternativa è il consolidamento: il debitore ottiene un prestito da un altro istituto per estinguere i debiti con Hoist Italia; tuttavia ciò comporta costi e richiede affidabilità creditizia.
Procedure di sovraindebitamento: accordo, piano e liquidazione
La legge 3/2012 offre tre procedure per i soggetti non fallibili:
- Accordo di composizione della crisi: richiede l’adesione della maggioranza dei creditori e l’omologazione del tribunale; consente la sospensione delle azioni esecutive e la falcidia dei debiti chirografari. Il piano deve essere attestato da un gestore della crisi e approvato dai creditori.
- Piano del consumatore: destinato alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale ; non richiede l’approvazione dei creditori ma l’omologazione del giudice; può prevedere la falcidia e la ristrutturazione dei debiti e dura di norma fino a 5 anni.
- Liquidazione controllata del patrimonio: comporta la vendita di tutti i beni del debitore, il riparto tra i creditori e l’esdebitazione dopo tre anni per la persona fisica; può essere scelta quando il debitore non ha reddito sufficiente per sostenere un piano.
Grazie alla riforma del Codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019), dal 2022 è prevista anche l’esdebitazione del debitore incapiente, che consente a chi non può offrire nessuna utilità ai creditori di ottenere la liberazione dai debiti una sola volta nella vita.
Composizione negoziata della crisi d’impresa
Per gli imprenditori in difficoltà, la composizione negoziata introdotta dal D.L. 118/2021 consente di evitare l’insolvenza attraverso l’assistenza di un esperto nominato dalla Camera di commercio . La procedura prevede:
- Presentazione dell’istanza tramite la piattaforma camerale.
- Nomina dell’esperto e predisposizione di un test per verificare la perseguibilità del risanamento .
- Sospensione temporanea delle azioni esecutive e delle ipoteche.
- Negoziazione con i creditori per ridurre i debiti, allungare le scadenze o trasferire l’azienda.
- Possibilità di concludere con un accordo di ristrutturazione, un piano attestato o, in mancanza, con un concordato semplificato.
L’avv. Monardo, in qualità di esperto negoziatore, può guidare l’imprenditore nella procedura e negoziare con Hoist Italia e gli altri creditori un accordo sostenibile.
Strumenti alternativi e agevolazioni
Annullamento automatico e rottamazione-quater
Nel 2021 il D.L. 41/2021 ha disposto l’annullamento automatico dei ruoli fino a 5 000 € per i debiti affidati dal 2000 al 2010 . Nel 2025 la legge di bilancio ha prorogato la rottamazione‑quater per i debiti affidati dal 2000 al 2022, con versamento in 18 rate. I contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni possono rientrare versando le rate arretrate. Queste sanatorie riguardano solo i carichi fiscali e non si applicano ai debiti bancari ceduti a Hoist Italia, ma rappresentano un’importante opportunità per chi ha anche cartelle esattoriali.
Legge Salva‑Suicidi (L. 3/2012) e misure di solidarietà
La legge 3/2012 è nota anche come “legge salva‑suicidi” perché offre una via d’uscita ai consumatori sommersi dai debiti. Oltre alle procedure di sovraindebitamento, la riforma del 2021 ha introdotto il piano di rientro per il debitore incapiente, che consente di estinguere i debiti versando una somma simbolica e di ripartire da zero. Per accedere a queste misure occorre dimostrare l’impossibilità di pagare, l’assenza di atti in frode ai creditori e la buona fede.
Fondo di prevenzione usura e microcredito
I debitori che rischiano di cadere nella trappola dell’usura possono accedere al Fondo di prevenzione usura gestito dal Ministero dell’Economia, che concede garanzie per ottenere nuovi finanziamenti a tassi agevolati. Esistono anche fondi regionali per il microcredito destinati ai soggetti esclusi dal sistema bancario. Il gestore della crisi può indirizzare il debitore verso questi strumenti.
Errori comuni e consigli pratici
- Ignorare le comunicazioni. Non rispondere alle lettere di Hoist Italia o agli atti giudiziari può portare all’emissione di un decreto ingiuntivo e all’avvio di un pignoramento.
- Pagare senza una quietanza liberatoria. Alcuni debitori versano somme alla società di recupero senza ricevere un documento che attesti l’estinzione del debito. Ciò può comportare la successiva richiesta del saldo residuo. È fondamentale sottoscrivere un accordo scritto.
- Accettare piani di rientro insostenibili. Le rate troppo elevate portano al default e alla perdita dei benefici. È preferibile negoziare rate compatibili con il proprio reddito.
- Fornire dati sensibili al telefono. Le società di recupero chiedono informazioni sulla situazione finanziaria; conviene rispondere solo per iscritto, tutelando la privacy.
- Firmare contratti senza leggere le clausole. Le proposte transattive contengono clausole su garanzie, cessioni del quinto, spese legali; è opportuno farle analizzare da un professionista.
- Non verificare la prescrizione. Molti debiti sono prescritti; pagare senza controllare comporta la perdita del diritto di far valere la prescrizione.
- Confondere debiti fiscali e bancari. Le rottamazioni e il saldo e stralcio fiscale riguardano solo i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione; non si applicano ai crediti ceduti a Hoist Italia.
- Non proteggere i beni essenziali. Alcuni beni sono impignorabili (vestiti, letto, fornelli), mentre lo stipendio ha limiti; un avvocato può aiutare a opporsi a pignoramenti sproporzionati.
- Sottovalutare la procedura di sovraindebitamento. Molti debitori ignorano che il piano del consumatore può ridurre notevolmente il debito e sospendere le azioni esecutive.
- Non valutare la composizione negoziata se si è imprenditori. Un intervento tempestivo dell’esperto può salvare l’impresa.
Tabelle riepilogative
Tabella 1 – Percentuali di pagamento nel saldo e stralcio fiscale (L. 145/2018)
| Fascia ISEE | Percentuale sul debito (capitale e interessi) | Note |
|---|---|---|
| Fino a 8 500 € | 16 % | Si pagano solo capitale e interessi per ritardata iscrizione |
| 8 500–12 500 € | 20 % | Necessario ISEE ≤ 12 500 € |
| 12 500–20 000 € | 35 % | Valido per ISEE fino a 20 000 € |
| Procedura di liquidazione (art. 14‑ter L. 3/2012) | 10 % | Riservato a debitori in liquidazione |
Tabella 2 – Termini di prescrizione dei crediti
| Tipo di credito | Normativa | Termine di prescrizione |
|---|---|---|
| Mutui e prestiti personali | Art. 2946 c.c. | 10 anni dalla scadenza |
| Rate periodiche, interessi, canoni | Art. 2948 c.c. | 5 anni |
| Cartelle esattoriali tributarie | Art. 2953 c.c. e leggi speciali | 10 anni salvo notifiche di atti interruttivi |
| Contributi previdenziali | Norme previdenziali | 5 anni (10 anni se non è stato notificato l’avviso di pagamento) |
Tabella 3 – Confronto tra strumenti di soluzione del debito
| Strumento | Destinatari | Vantaggi principali | Normativa |
|---|---|---|---|
| Saldo e stralcio privato | Debitori bancari/finanziari | Estinzione rapida del debito con pagamento ridotto; accordo transattivo | Art. 1965 c.c., art. 58 TUB |
| Definizione agevolata (saldo e stralcio fiscale) | Persone fisiche con ISEE ≤ 20 000 € | Riduzione del debito tributario senza sanzioni e interessi | Legge 145/2018, art. 1 commi 184‑199 |
| Rottamazione‑ter/quater | Contribuenti con debiti fiscali | Pagamento del solo capitale e interessi dilazionato; evita azioni esecutive | D.L. 119/2018, D.L. 41/2021 |
| Accordo di composizione | Debitori sovraindebitati (imprese e consumatori) | Sospensione delle azioni esecutive; falcidia del debito chirografario | Legge 3/2012 |
| Piano del consumatore | Persone fisiche | Omologa giudiziale senza voto dei creditori; protezione del patrimonio | Legge 3/2012 |
| Liquidazione del patrimonio | Persone fisiche e imprenditori sotto soglia | Esdebitazione dopo tre anni; soddisfa i creditori secondo i beni disponibili | Legge 3/2012, Codice crisi |
| Composizione negoziata della crisi | Imprenditori commerciali/agricoli | Nomina di un esperto; negoziazione con i creditori; evita la crisi | D.L. 118/2021 |
Domande frequenti (FAQ)
- Chi è Hoist Italia e perché mi ha inviato una lettera di sollecito? Hoist Italia è una società di recupero crediti che agisce come mandataria di società veicolo che acquistano crediti deteriorati da banche e finanziarie . Quando ricevi una lettera significa che il tuo debito è stato ceduto e l’azienda intende recuperarlo.
- Sono obbligato a pagare subito l’importo richiesto? No. Prima di pagare devi richiedere la documentazione che prova la cessione e verificare la legittimità del credito. Potrai negoziare un saldo e stralcio o un piano di rientro.
- Come posso verificare se il mio debito è stato ceduto correttamente? Chiedi a Hoist Italia di inviarti copia dell’avviso di cessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale e del contratto di cessione; verifica che il tuo nome rientri nei criteri e che la cessione sia avvenuta ai sensi dell’art. 58 TUB .
- Cosa succede se la società non produce il contratto di cessione? Puoi eccepire la carenza di legittimazione e chiedere al giudice il rigetto della domanda. La Cassazione richiede prove ulteriori oltre all’avviso .
- Il mio debito potrebbe essere prescritto? Sì. I mutui e i prestiti personali si prescrivono in 10 anni , mentre rate e interessi periodici in 5 anni . Se non ci sono atti interruttivi, puoi eccepire la prescrizione e non pagare.
- Posso pagare solo una parte del debito tramite saldo e stralcio? Sì. Il saldo e stralcio è una transazione in cui paghi una somma inferiore all’importo originario e il creditore rinuncia al residuo . L’accordo deve essere scritto e sottoscritto da entrambe le parti.
- Ho un ISEE inferiore a 20 000 €. Posso accedere al saldo e stralcio fiscale? Se il debito riguarda cartelle esattoriali affidate all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione tra il 2000 e il 2017, puoi estinguerle pagando solo una percentuale del debito in base all’ISEE .
- Il saldo e stralcio fiscale vale anche per i debiti con Hoist Italia? No. La definizione agevolata ex legge 145/2018 riguarda solo i carichi fiscali. I debiti con Hoist Italia devono essere negoziati privatamente.
- Che cosa succede se non pago e non reagisco? Hoist Italia può richiedere un decreto ingiuntivo e procedere con il pignoramento dello stipendio, del conto corrente o della casa . È importante agire prima che venga avviata l’esecuzione.
- I miei familiari possono essere contattati dalla società di recupero? No. È vietato comunicare a soggetti terzi la situazione debitoria; tali pratiche costituiscono violazioni della privacy e possono essere sanzionate .
- Posso richiedere il risarcimento per telefonate minacciose o comunicazioni invasive? Sì. Puoi segnalare la condotta al Garante per la Privacy e, se hai subito un danno, chiedere il risarcimento in sede civile .
- Se ho altri debiti, posso accedere alla procedura di sovraindebitamento? Se sei un consumatore o un imprenditore sotto soglia e versi in condizione di sovraindebitamento, puoi accedere all’accordo, al piano del consumatore o alla liquidazione del patrimonio . Ciò comporta la sospensione delle azioni esecutive e la possibilità di ridurre i debiti.
- Cosa prevede la composizione negoziata della crisi per le imprese? Il D.L. 118/2021 consente agli imprenditori in difficoltà di nominare un esperto che faciliti le trattative con i creditori per evitare l’insolvenza . Durante la procedura sono sospese alcune azioni esecutive.
- Un piano di rientro può essere vantaggioso? Il piano di rientro consente di ripagare il debito in rate più sostenibili. È utile quando non si può accedere al saldo e stralcio e si desidera evitare l’esecuzione. Va però formalizzato con una quietanza finale.
- Come posso evitare l’usura quando rinegozio un prestito? Occorre controllare i tassi applicati e confrontarli con il tasso soglia pubblicato trimestralmente. Un avvocato può calcolare se il TAEG supera il limite e, in caso positivo, chiedere la restituzione degli interessi usurari.
- Posso continuare a vivere nella mia casa se aderisco alla liquidazione controllata? In alcuni casi è possibile salvaguardare l’abitazione principale se il valore eccede il debito ipotecario; tuttavia la casa può essere venduta se necessario per soddisfare i creditori. Il piano del consumatore offre maggiore tutela.
- I piani del consumatore prevedono la cancellazione totale dei debiti? Non necessariamente. Il piano può ridurre o rimodulare i debiti e prevedere un periodo di pagamento (di solito 3‑5 anni). Solo l’esdebitazione del debitore incapiente consente la cancellazione totale senza pagamento.
- Cosa significa essere segnalato alla Centrale dei rischi? La segnalazione avviene quando il debitore è in ritardo di oltre 90 giorni nei pagamenti. Dopo il saldo o l’esdebitazione, il creditore deve richiedere la cancellazione. In caso di mancata cancellazione, il debitore può agire in giudizio.
- È possibile coinvolgere un garante o un coobbligato nel saldo e stralcio? Sì. Il creditore può pretendere il pagamento anche dai garanti. Un accordo di saldo e stralcio deve prevedere la liberazione del garante per evitare ulteriori azioni.
- Qual è il ruolo dell’OCC e del gestore della crisi? L’organismo di composizione della crisi nominato dal Tribunale o dalla Camera di commercio assiste il debitore nelle procedure di sovraindebitamento. Il gestore redige una relazione sui debiti, verifica i requisiti, attesta la fattibilità del piano e sorveglia l’esecuzione .
Simulazioni pratiche e numeriche
Esempio 1 – Saldo e stralcio privato con Hoist Italia
Scenario: Mario ha un debito di 20 000 € ceduto dalla banca a Hoist Italia. La lettera di sollecito richiede il pagamento immediato dell’intero importo con minaccia di decreto ingiuntivo. Mario si rivolge all’avv. Monardo, il quale richiede la documentazione e scopre che il debito deriva da una carta revolving con tassi usurari. Dopo aver eccepito l’usura e la carenza di prova della cessione, le parti si accordano per un saldo e stralcio del 35 % del capitale (7 000 €) con pagamento immediato e rinuncia al residuo. Mario risparmia 13 000 € e ottiene la cancellazione del debito. Senza consulenza avrebbe rischiato di pagare l’intero importo.
Esempio 2 – Definizione agevolata ex L. 145/2018
Scenario: Anna, dipendente con ISEE di 9 000 €, ha cartelle esattoriali per un totale di 8 800 € di imposte non versate tra il 2002 e il 2015. Presenta domanda di saldo e stralcio fiscale ai sensi dell’art. 1 comma 184 della L. 145/2018. La percentuale dovuta è del 20 % (ISEE tra 8 500 e 12 500 €) . Anna versa dunque 1 760 € più aggio e spese (circa 200 €) in cinque rate. Al termine la sua posizione con il Fisco è estinta e le sono annullati 7 040 € di debiti.
Esempio 3 – Piano del consumatore
Scenario: Luca è un dipendente con uno stipendio di 1 500 € e debiti complessivi per 60 000 € (mutuo arretrato, prestiti personali, finanziamenti per auto e carta). Dopo la cessione del mutuo a Hoist Italia, riceve un precetto. Con l’assistenza dell’OCC e dell’avv. Monardo, presenta un piano del consumatore basato sul pagamento di 300 € al mese per 5 anni (18 000 € complessivi), con falcidia del 70 % dei debiti. Il tribunale omologa il piano e sospende i pignoramenti. Al termine, Luca ottiene la esdebitazione per la parte residua e riparte con un bilancio risanato.
Esempio 4 – Composizione negoziata della crisi d’impresa
Scenario: La ditta individuale “Artigiana Srl” versa in crisi di liquidità per la pandemia. Ha debiti bancari per 500 000 €, di cui 120 000 € ceduti a Hoist Italia, e non riesce a pagare i fornitori. Il titolare chiede l’accesso alla composizione negoziata. La Camera di commercio nomina un esperto che, insieme all’avv. Monardo, analizza il piano. Viene proposto ai creditori un accordo che prevede il pagamento integrale dei debiti privilegiati (fornitori) in 5 anni, la riduzione del 50 % dei debiti ceduti (60 000 € a Hoist) e l’ingresso di un nuovo socio. I creditori approvano l’accordo e la ditta evita il fallimento.
Sentenze recenti e fonti istituzionali
Prima della conclusione è utile richiamare alcune sentenze e provvedimenti recenti che rafforzano la tutela del debitore:
- Cass. civ., sez. VI, ord. n. 17944/2023 – In tema di cessione di crediti in blocco ex art. 58 TUB la notifica dell’avviso in Gazzetta Ufficiale non basta a provare la titolarità del credito; il giudice deve valutare complessivamente le risultanze di fatto .
- Cass. civ., sez. III, ord. n. 21821/2023 – È sufficiente l’avviso in G.U. con indicazione per categorie, purché gli elementi comuni consentano di individuare i crediti ceduti .
- Cass. civ., sez. I, ord. n. 5478/2024 – La pubblicità notizia in G.U. non ha effetto costitutivo ma costituisce indizio idoneo a provare la cessione, integrabile con altri elementi .
- Cass. civ., sez. I, ord. n. 7243/2024 – L’incarico di recupero dei crediti cartolarizzati conferito a un soggetto non iscritto all’albo ex art. 106 TUB non invalida gli atti di riscossione, trattandosi di violazione amministrativa .
- Cass. civ., sez. I, ord. n. 13073/2023 – In materia di privacy e recupero crediti, la mera violazione del GDPR non comporta di per sé il diritto al risarcimento; il debitore deve provare il danno, ma il creditore risponde salvo provi che l’evento non gli è imputabile .
- Vademecum del Garante della Privacy “Privacy e recupero crediti” (18 aprile 2016) – Illustra le pratiche lecite e illecite in materia di recupero crediti e i diritti del debitore .
- Legge 3/2012 – Definisce il sovraindebitamento e disciplina le procedure di accordo di composizione, piano del consumatore e liquidazione .
- Legge 145/2018, art. 1 commi 184‑199 – Istituisce il saldo e stralcio fiscale per i contribuenti con ISEE ridotto .
- Decreto Sostegni (D.L. 41/2021) – Prevede l’annullamento automatico dei ruoli fino a 5 000 € .
- Decreto 118/2021 – Introduce la composizione negoziata della crisi d’impresa con nomina di un esperto .
Conclusione
Affrontare un sollecito di pagamento da Hoist Italia richiede competenze giuridiche e fiscali, lucidità e tempestività. L’analisi del credito, la verifica della cessione, la valutazione della prescrizione e l’attenzione alle norme sulla privacy sono passaggi fondamentali per costruire una difesa efficace. Il diritto offre molteplici strumenti per definire il debito: accordi di saldo e stralcio, piani di rientro, procedure di sovraindebitamento e composizione negoziata per le imprese. Le recenti sentenze della Cassazione hanno posto paletti più severi alla legittimazione del cessionario e tutelano i debitori dalle pratiche aggressive, mentre il Garante per la Privacy vigila sulle modalità di sollecito.
Rivolgersi tempestivamente a professionisti qualificati consente di evitare l’aggravamento della posizione e di scegliere la strategia più adatta. L’avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare sono pronti ad assisterti in tutte le fasi: analisi degli atti, redazione di opposizioni, trattative per il saldo e stralcio, presentazione di ricorsi, preparazione di piani del consumatore, negoziazioni con i creditori e tutela della privacy. Grazie all’esperienza maturata come avvocato cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento e esperto negoziatore, Monardo può bloccare le azioni esecutive, impedire pignoramenti, salvaguardare il patrimonio e ottenere per te la migliore soluzione.
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