Introduzione
Ricevere una lettera di sollecito di pagamento da parte di società di recupero crediti come Advancing Trade S.p.A. può mettere in ansia qualsiasi imprenditore, professionista o privato. Le società cessionarie dei crediti, infatti, procedono con solleciti sempre più pressanti fino ad arrivare alle azioni giudiziali o esecutive (pignoramenti, ipoteche, fermi). Molti debitori non sanno come reagire: c’è chi non risponde per timore, chi paga senza verificare, chi attende che la prescrizione maturi senza sapere se il debito sia effettivamente prescritto. La gestione improvvisata può avere conseguenze gravi: se il termine per impugnare l’atto scade, il debito diventa definitivo; se si perde un termine di rottamazione o saldo e stralcio, non sarà più possibile accedere alle agevolazioni.
L’obiettivo di questo articolo è fornire un vademecum operativo per chi ha ricevuto un sollecito da Advancing Trade o da altri intermediari e vuole:
- Capire quali sono i propri diritti e i margini di contestazione. Le norme che regolano la riscossione, il recupero crediti e le procedure di sovraindebitamento sono numerose e spesso derogatorie; conoscere bene termini, prescrizioni e atti impugnabili consente di evitare errori irreparabili. Ad esempio, l’art. 50 del d.P.R. 602/1973 stabilisce che il concessionario può procedere all’espropriazione forzata solo dopo 60 giorni dalla notifica della cartella e, se non procede entro un anno, deve notificare un avviso di intimazione che perde efficacia dopo un ulteriore anno . L’art. 19 del d.lgs. 546/1992 (abrogato dal 2026 ma ancora applicabile ai ricorsi proposti fino al 31 dicembre 2025) indica esattamente quali atti possono essere impugnati (avvisi di accertamento e liquidazione, ruoli, cartelle, avvisi di mora, iscrizioni ipotecarie, fermi amministrativi, rifiuto di autotutela, diniego di agevolazioni ecc.) , escludendo altri atti come la semplice intimazione, che potrà essere contestata solo insieme ad altri vizi.
- Valutare se aderire a rottamazioni, saldo e stralcio o definizioni agevolate. La Legge 197/2022 (legge di bilancio 2023) ha introdotto la rottamazione quater (definizione agevolata dei carichi affidati dal 1º gennaio 2000 al 30 giugno 2022): permette di estinguere i debiti pagando solo il capitale e le spese di notifica, senza sanzioni né interessi, con rate fino a 18 trimestri . Al contempo, ai commi 222‑230 la stessa legge prevede lo stralcio automatico dei debiti residui fino a 1.000 euro affidati entro il 31 dicembre 2015 . Con il decreto Milleproroghe 2025 (d.l. 202/2024, conv. l. 15/2025) è stata introdotta la riammissione alla rottamazione per chi è decaduto dai benefici .
- Sapere come tutelarsi con le procedure di sovraindebitamento. La Legge 3/2012 e il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 14/2019) definiscono lo stato di sovraindebitamento come la condizione del consumatore, professionista o piccolo imprenditore che non riesce a soddisfare regolarmente le obbligazioni . Queste norme prevedono strumenti come l’accordo con i creditori, il piano del consumatore e la liquidazione controllata, che consentono di ottenere forti riduzioni del debito e la successiva esdebitazione .
L’avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare vi accompagnano nell’intero percorso. Cassazionista esperto di diritto bancario e tributario, Monardo è gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del d.l. 118/2021. Coordina avvocati e commercialisti presenti su tutto il territorio nazionale, pronti ad analizzare atti, predisporre ricorsi, ottenere sospensioni, avviare trattative e proporre piani di rientro o soluzioni giudiziali e stragiudiziali. Se avete ricevuto un sollecito, contattate subito l’avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata: troverete i recapiti in fondo a questo articolo.
1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Riscossione e tutela del contribuente
Atti impugnabili e termini per il ricorso
Per difendersi efficacemente da solleciti e cartelle bisogna sapere quali atti possono essere impugnati e quali termini rispettare. L’art. 19 del d.lgs. 546/1992 (processo tributario) prevede che il ricorso si può proporre contro:
- avvisi di accertamento o liquidazione del tributo;
- provvedimenti che irrogano sanzioni;
- ruoli e cartelle di pagamento;
- avvisi di mora (intimazione al pagamento);
- atti di iscrizione ipotecaria e fermi di beni mobili (artt. 77 e 86 d.P.R. 602/1973);
- atti catastali, dinieghi di restituzione di tributi o dinieghi di autotutela;
- diniego o revoca di agevolazioni e definizioni agevolate .
Il contribuente dispone di 60 giorni dalla notifica dell’atto per proporre ricorso. Gli atti diversi da quelli indicati non sono impugnabili autonomamente: la semplice intimazione di pagamento notificata dopo la cartella serve a far ripartire il termine annuale per l’esecuzione ma non è un atto autonomo . L’art. 50 del d.P.R. 602/1973 dispone che l’agente della riscossione può procedere all’espropriazione forzata solo dopo 60 giorni dalla notifica della cartella; se l’espropriazione non è iniziata entro un anno, deve notificare un avviso con intimazione a pagare entro cinque giorni e tale avviso perde efficacia trascorso un anno . Conoscere questi termini è fondamentale: trascorsi i 60 giorni senza ricorso, la cartella diviene definitiva; trascorso l’anno senza azione esecutiva, l’intimazione può essere contestata per inefficacia.
Prescrizione dei debiti
Non tutti i debiti durano in eterno. Il codice civile stabilisce che, salvo casi particolari, i diritti si prescrivono in dieci anni . Vi sono però prescrizioni più brevi: l’art. 2948 c.c. prevede che si prescrivono in cinque anni le rendite, le pensioni, gli interessi e in generale le prestazioni periodiche . Alcuni crediti commerciali (canoni, forniture) possono prescriversi in cinque anni o anche in un anno. Per i debiti bancari o telefonici ceduti a società come Advancing Trade occorre verificare la natura del credito (ad esempio, bollette telefoniche: prescrizione a cinque anni; mutui e prestiti: dieci anni). Inoltre, la notifica di un atto interruttivo (messa in mora, decreto ingiuntivo, cartella) fa ripartire la prescrizione. Il debitore deve quindi valutare se il sollecito è tempestivo o se il debito si è estinto per prescrizione e può essere opposto.
Sovraindebitamento: definizioni e soggetti
La Legge 3/2012 e il Codice della crisi (d.lgs. 14/2019) definiscono lo stato di sovraindebitamento come la situazione di crisi o insolvenza del consumatore, del professionista, del piccolo imprenditore, dell’imprenditore agricolo o delle start‑up innovative che non sono assoggettabili alla liquidazione giudiziale . La norma chiarisce quali sono i debitori che possono accedere alle procedure di composizione della crisi: imprese con attivo inferiore a 300.000 euro, ricavi inferiori a 200.000 euro e debiti inferiori a 500.000 euro rientrano nell’impresa minore . Le procedure previste sono l’accordo di ristrutturazione dei debiti, il piano del consumatore e la liquidazione controllata (oltre alla composizione negoziata per l’imprenditore introdotta dal d.l. 118/2021). Con l’omologazione del piano e la sua esecuzione è possibile ottenere l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui.
Misure di tregua fiscale e saldo e stralcio
Negli ultimi anni il legislatore ha varato numerosi strumenti per definire i debiti con l’Erario o con l’agente della riscossione. Ecco i principali:
| Norma | Oggetto | Beneficio | Limiti |
|---|---|---|---|
| d.l. 119/2018, art. 4 | Stralcio automatico dei debiti residui fino a 1.000 € affidati dal 2000 al 2010 | Cancellazione d’ufficio di capitale, interessi e sanzioni; l’agente comunica gli importi annullati . | Non si applica a risorse proprie UE, IVA all’importazione, multe penali ; stralcio avvenuto il 31 dicembre 2018. |
| d.l. 41/2021 (decreto Sostegni), art. 4 co. 4‑9 | Stralcio dei debiti fino a 5.000 € per carichi affidati 2000‑2010 per soggetti con reddito 2019 ≤ 30.000 € | Annullamento automatico comprensivo di capitale, interessi e sanzioni . | Si applica solo a carichi erariali e non a IVA e risorse UE . |
| Legge 197/2022, commi 222‑230 | Stralcio automatico dei debiti residui fino a 1.000 € affidati 2000‑2015 | Annullamento di capitale, interessi e sanzioni dal 31 marzo 2023; comunicazione delle quote annullate entro il 30 giugno 2023 . | Esclusi aiuti di Stato, sentenze Corte dei conti, sanzioni penali, risorse UE e IVA . |
| Legge 197/2022, commi 231‑252 (rottamazione quater) | Definizione agevolata dei carichi affidati dal 1º gennaio 2000 al 30 giugno 2022 | Si paga solo il capitale e le spese di notifica; non sono dovuti interessi, sanzioni e aggio; rate fino a 18 trimestri; domanda entro 30 aprile 2023 . | Necessario rinunciare ai giudizi pendenti; esclusi i debiti per risorse UE e IVA importazioni; eventuali importi versati non sono rimborsabili. |
| Legge 145/2018 (legge di bilancio 2019), commi 184‑199 | Saldo e stralcio per persone fisiche in grave e comprovata difficoltà con ISEE ≤ 20.000 € | Possibilità di pagare solo una percentuale del capitale e interessi (16 % se ISEE ≤ 8.500 €; 20 % tra 8.500 € e 12.500 €; 35 % tra 12.500 € e 20.000 €) . | Non applicabile a debiti derivanti da avvisi di accertamento; domanda entro 30 aprile 2019; non più attiva ma utile per analizzare posizioni pregresse . |
| Decreto Milleproroghe 2024/2025 (d.l. 202/2024, art. 3‑bis) | Riammissione alla rottamazione quater per chi è decaduto | Presentazione di una nuova dichiarazione entro 30 aprile 2025; pagamento in unica soluzione entro 31 luglio 2025 o in dieci rate con scadenze 2025‑2027 . | Applicazione delle stesse regole della rottamazione quater; sospensione dei giudizi dal 31 luglio 2025 . |
| Legge 108/2025, art. 12‑bis | Interpretazione autentica sull’estinzione del giudizio in caso di definizione agevolata | Stabilisce che il giudizio si estingue con il pagamento della prima rata e con il deposito della documentazione; il pagamento integrale non è necessario . | Normativa in vigore dal 1º agosto 2025; restano efficaci gli effetti dell’estinzione anche per i debiti non tributari su cui il legislatore interverrà. |
Giurisprudenza recente
La Corte di cassazione ha più volte interpretato le norme sullo stralcio e sulla definizione agevolata:
- Stralcio fino a 1.000 € (d.l. 119/2018) – Con la sentenza 13 ottobre 2020 n. 22018 la Cassazione ha precisato che il limite di 1.000 euro deve riferirsi a ciascun carico (ruolo) e non all’intera cartella, quindi in una cartella contenente più ruoli alcuni debiti inferiori a 1.000 € devono essere cancellati .
- Definizione agevolata (rottamazione quater) – L’ordinanza 3 aprile 2024 n. 8784 ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente che aveva presentato istanza di estinzione del giudizio per adesione alla rottamazione: la Corte ha rilevato che l’istanza non poteva essere accolta perché l’estinzione presuppone l’integrale pagamento della definizione, ma ha osservato che la semplice adesione rivela l’assenza di interesse a proseguire il giudizio .
- Orientamento 2024‑2025 sulle rottamazioni – Con l’ordinanza n. 24428/2024 dell’11 settembre 2024 (e successivamente con la legge 108/2025), la Corte ha mutato orientamento affermando che l’estinzione del giudizio in caso di rottamazione si perfeziona con la presentazione della domanda e la documentazione dei pagamenti già effettuati, senza attendere l’integrale pagamento delle rate . Il legislatore ha recepito questa interpretazione con l’art. 12‑bis della legge 108/2025 .
1.2 Composizione della crisi e strumenti negoziati
Oltre alla tregua fiscale, il diritto italiano offre procedure di composizione della crisi per chi è insolvente verso banche, finanziarie o fornitori. La Legge 3/2012 ha introdotto tre procedure: accordo con i creditori, piano del consumatore e liquidazione dei beni . Il nuovo Codice della crisi (d.lgs. 14/2019) ha aggiornato questi istituti, prevedendo la figura del gestore della crisi iscritto negli elenchi del Ministero. In caso di omologazione, il debitore ottiene l’esdebitazione e la cancellazione dei debiti residui .
Per le imprese in difficoltà ma ancora in attività, il decreto‑legge 24 agosto 2021 n. 118 ha introdotto la composizione negoziata della crisi: un percorso volontario assistito da un esperto nominato dalla camera di commercio per favorire la ristrutturazione e negoziare moratorie con creditori e fisco. Il decreto prevede anche una convenzione di moratoria (art. 62 cod. crisi) per sospendere le pretese dei creditori e un accordo di ristrutturazione dei debiti (artt. 57 e 60 cod. crisi) che può essere omologato con l’adesione del 60 % dei creditori o, nella versione “agevolata”, del 30 % . Tali accordi possono includere transazioni fiscali e anche il pagamento dilazionato o lo stralcio parziale dei debiti tributari .
2. Procedura passo‑passo dopo una lettera di sollecito
Ricevere una lettera di sollecito da Advancing Trade significa che la società sta iniziando o proseguendo il recupero di un credito acquistato dal creditore originario (banca, finanziaria, operatore telefonico). La stessa Advancing Trade spiega che la procedura di recupero prevede una sequenza di fasi: sollecito, richiesta formale di pagamento con interessi e costi, secondo avviso, citazione in giudizio e, infine, pignoramento . Ecco come procedere quando si riceve la prima comunicazione.
- Non ignorare il sollecito ma verificare la legittimità del credito. Chiedere ad Advancing Trade copia del contratto originario, dell’atto di cessione e della documentazione che dimostri l’esigibilità del credito. In molti casi, i crediti ceduti sono prescritti o non comprovati. Se la società non fornisce la documentazione, potete inviare una diffida a mezzo PEC o raccomandata chiedendo prova del credito: se la diffida resta senza risposta, la pretesa può essere contestata. Diverse associazioni dei consumatori consigliano di non limitarsi a telefonate ma di formalizzare la richiesta per iscritto .
- Verificare la prescrizione e i termini. Calcolate quando è stato interrotto l’ultimo termine di prescrizione e qual è la durata applicabile (cinque o dieci anni). Se ricevete un sollecito su una bolletta o un abbonamento scaduto da più di cinque anni e non vi sono altri atti interruttivi, potete eccepire la prescrizione in via stragiudiziale o in sede di giudizio.
- Analizzare l’atto e i vizi formali. Se ricevete una cartella o un avviso di mora, verificate la correttezza della notifica, l’indicazione del responsabile del procedimento, la data e l’importo. Un avviso mal notificato o privo dei requisiti può essere annullato. Ricordate che gli atti impugnabili devono indicare il termine per proporre ricorso e l’autorità competente .
- In caso di cartella esattoriale o ruolo tributario, valutare il ricorso entro 60 giorni. Se contestate il debito, depositate ricorso presso la corte di giustizia tributaria di primo grado, allegando la documentazione e chiedendo la sospensione dell’esecuzione. Il pagamento dell’intera somma non è obbligatorio per presentare il ricorso; potete pagare solo la tassa di iscrizione a ruolo.
- Se l’agente della riscossione avvia procedure esecutive. Dopo 60 giorni dalla cartella, l’agente può procedere al pignoramento . Se l’esecuzione non parte entro un anno, deve notificare un’avviso di intimazione che perde efficacia dopo un anno . È possibile chiedere la sospensione in caso di ricorso o di adesione a una definizione agevolata.
- Valutare la definizione agevolata o il saldo e stralcio. Prima di avviare un contenzioso, è opportuno analizzare se aderire alla rottamazione quater o ad altri strumenti fiscali può ridurre l’importo dovuto. Presentare la domanda di definizione agevolata sospende i termini di prescrizione e impedisce l’iscrizione di ipoteche o fermi .
- Rivolgersi a un professionista per soluzioni giudiziali e stragiudiziali. L’avv. Monardo e il suo team possono assistervi nell’analisi degli atti, nella predisposizione del ricorso tributario, nella negoziazione con l’agente della riscossione o nella presentazione di un piano del consumatore presso l’OCC.
3. Difese e strategie legali
3.1 Eccepire la prescrizione
La prescrizione è uno strumento di difesa potente ma deve essere eccepita dal debitore. Se il credito riguarda forniture periodiche (ad esempio, bollette telefoniche, canoni, interessi), la prescrizione è quinquennale ; per contratti di mutuo, finanziamenti o prestiti bancari si applica la prescrizione decennale . La prescrizione decorre dall’ultimo pagamento o dall’ultimo atto interruttivo valido. Occorre verificare che l’atto di sollecito sia idoneo a interromperla: un semplice sollecito telefonico non lo è.
3.2 Impugnare la cartella o l’avviso di mora
Se il sollecito è seguito da una cartella esattoriale o da un avviso di mora, potete presentare ricorso entro 60 giorni. Le cause di impugnazione possono riguardare la legittimazione dell’agente (mancanza di provvedimento di cessione), l’inesistenza del titolo (mancanza di contratto originale), la prescrizione, l’indebita iscrizione di sanzioni e interessi o l’inesistenza della notifica. In tal caso è consigliabile chiedere contestualmente la sospensione cautelare per evitare azioni esecutive.
3.3 Contestare il mandato di cessione e il calcolo degli interessi
Le società come Advancing Trade acquistano crediti in blocco; non sempre dispongono di una prova specifica del singolo credito. Potete chiedere copia del mandato di cessione ex art. 58 TUB e verificare se la cessione è stata comunicata al debitore. Inoltre, potrete contestare l’anatocismo (interessi su interessi) o la clausola di interessi usurari. Nel caso di debiti bancari, la contestazione dell’usura può portare alla nullità degli interessi e alla rideterminazione del saldo.
3.4 Aderire alla rottamazione quater
La definizione agevolata introdotta dalla legge 197/2022 consente di estinguere i carichi pagando solo il capitale e le spese. La domanda doveva essere presentata entro il 30 aprile 2023; chi ha aderito paga 18 rate trimestrali con interesse annuo del 2 % . Con il decreto Milleproroghe 2025 (art. 3‑bis d.l. 202/2024) si può presentare una nuova dichiarazione entro il 30 aprile 2025 se si è decaduti . La presentazione della domanda sospende i termini e impedisce l’avvio di nuove procedure esecutive . Se il giudizio è pendente, la domanda comporta la rinuncia al ricorso: l’estinzione del giudizio si perfeziona con la prima rata .
3.5 Valutare il saldo e stralcio 2019 o altre definizioni
Se il vostro debito deriva da imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi o da contributi previdenziali e siete in grave difficoltà economica con ISEE fino a 20.000 €, potreste avere aderito al saldo e stralcio della legge 145/2018, con pagamento del 16–35 % del capitale . Anche se la procedura non è più attiva, è utile verificare se il piano è stato rispettato; in caso di decadenza si può valutare l’adesione alla rottamazione quater o alla riammissione.
3.6 Avviare la procedura di sovraindebitamento
Chi non riesce a far fronte ai debiti può ricorrere alle procedure di sovraindebitamento previste dalla Legge 3/2012 e dal Codice della crisi. Le tre principali procedure sono:
- Piano del consumatore: riservato ai consumatori; il gestore della crisi propone un piano che può prevedere pagamenti parziali ai creditori e lo stralcio del residuo. È sufficiente l’approvazione del giudice; i creditori non votano.
- Accordo di composizione della crisi: il debitore (anche imprenditore minore) propone ai creditori un pagamento dilazionato o ridotto; l’accordo è approvato se raggiunge la maggioranza prevista (60 % o 30 % nella versione agevolata) . Può essere abbinato a transazioni fiscali.
- Liquidazione controllata (ex liquidazione del patrimonio): prevede la vendita del patrimonio per soddisfare i creditori e consente l’esdebitazione; è l’ultima ratio quando non vi sono risorse per proporre un piano.
Per le imprese in esercizio è possibile attivare la composizione negoziata introdotta dal d.l. 118/2021, con la nomina di un esperto che favorisce accordi e moratorie .
3.7 Errori da evitare
- Ignorare il sollecito o pagare subito senza verificare. Prima di pagare occorre controllare prescrizione, contratti, interessi e spese.
- Tralasciare i termini di ricorso. Trascorsi i 60 giorni dalla notifica, l’atto diventa definitivo .
- Non formalizzare le richieste. Le telefonate con i recuperatori non hanno valore legale: le contestazioni devono essere inviate per iscritto .
- Confondere intimazione e cartella. L’intimazione prevista dall’art. 50 d.P.R. 602/1973 non è un atto autonomo impugnabile .
- Perdere le scadenze delle rottamazioni. Le definizioni agevolate hanno termini perentori: 30 aprile 2023 per la rottamazione quater e 30 aprile 2025 per la riammissione .
- Non valutare la procedura di sovraindebitamento. Molti debitori potrebbero ottenere l’esdebitazione ma non conoscono la Legge 3/2012 .
4. Strumenti alternativi alla riscossione coattiva
4.1 Rottamazione quater e riammissione
La rottamazione quater consente di definire i carichi affidati dal 1º gennaio 2000 al 30 giugno 2022. I contribuenti pagano solo il capitale e le spese di notifica; gli interessi e le sanzioni sono cancellati . Le rate (massimo 18) scadono nei mesi di febbraio, maggio, luglio e novembre; la prima rata (10 % del dovuto) scadeva il 31 luglio 2023 . La richiesta doveva essere presentata online entro il 30 aprile 2023. Chi è decaduto può aderire alla riammissione con dichiarazione entro il 30 aprile 2025: in tal caso si paga in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025 o in dieci rate fino al 2027 . L’estinzione del giudizio, come chiarito dalla legge 108/2025, si produce con il pagamento della prima rata .
4.2 Saldo e stralcio per contribuenti in difficoltà
La legge 145/2018 ha introdotto il saldo e stralcio per persone fisiche con ISEE fino a 20.000 € e debiti per imposte dichiarate e contributi previdenziali. Il pagamento avviene in misura ridotta: 16 % per ISEE fino a 8.500 €, 20 % per ISEE 8.500–12.500 €, 35 % per ISEE 12.500–20.000 € . L’agevolazione non è più attiva, ma chi aveva aderito e poi è decaduto può utilizzare la rottamazione per sanare il residuo.
4.3 Stralcio automatico dei mini‑debiti
Gli stralci automatici previsti dal d.l. 119/2018 e dalla legge 197/2022 eliminano d’ufficio i debiti residui fino a 1.000 €. Sono inclusi capitale, interessi e sanzioni; restano esclusi i debiti per aiuti di Stato, IVA all’importazione e risorse UE . L’annullamento opera di diritto e non richiede domande: l’agente della riscossione comunica agli enti le quote annullate .
4.4 Composizione negoziata e accordi di ristrutturazione
Per gli imprenditori in temporanea difficoltà è disponibile la composizione negoziata (d.l. 118/2021), un procedimento volontario in cui un esperto nominato dalla Camera di commercio assiste l’imprenditore nella negoziazione con banche e creditori. Tra gli strumenti possibili vi sono:
- Convenzione di moratoria: sospende temporaneamente i pagamenti e consente al debitore di ottenere respiro finanziario .
- Accordo di ristrutturazione (artt. 57 e 60 cod. crisi): permette il pagamento parziale dei debiti con l’approvazione di una maggioranza di creditori (60 % o 30 % nella versione agevolata) . Può comprendere transazioni fiscali e consente di chiedere l’omologazione al tribunale per rendere l’accordo efficace anche nei confronti dei dissenzienti .
- Piano attestato di risanamento (art. 56 cod. crisi): se un professionista indipendente certifica la fattibilità, consente di evitare la procedura concorsuale.
4.5 Piano del consumatore e accordo con i creditori
I piani del consumatore e gli accordi di composizione previsti dalla Legge 3/2012 e dal Codice della crisi sono rivolti a consumatori, professionisti e piccoli imprenditori. Il piano del consumatore necessita solo dell’omologazione del tribunale e non richiede il voto dei creditori; l’accordo di composizione richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori. In entrambi i casi è prevista l’esdebitazione finale, cioè la cancellazione del debito residuo .
5. Simulazioni pratiche
5.1 Esempio di rottamazione quater
Il sig. Marco ha ricevuto nel 2021 quattro cartelle per un importo complessivo (capitale + sanzioni + interessi) di 20.000 €. Esaminando le cartelle nota che il capitale ammonta a 12.000 €, le spese di notifica a 400 €, mentre sanzioni e interessi ammontano a 7.600 €. Aderendo alla rottamazione quater entro il 30 aprile 2023, Marco può estinguere il debito pagando solo 12.400 € (capitale + spese), mentre i 7.600 € vengono condonati. L’importo potrà essere versato in un massimo di 18 rate trimestrali: le prime due rate (10 % ciascuna) scadono il 31 luglio e il 30 novembre 2023; le restanti 16 rate sono di pari importo con interessi al 2 % annuo .
5.2 Esempio di saldo e stralcio
La signora Paola è una libera professionista con ISEE 2019 di 10.000 € e debiti erariali (Irpef e Irap) dichiarati per 15.000 €. Nel 2019 aderisce al saldo e stralcio della legge 145/2018. Secondo le aliquote previste (20 % per ISEE 8.500–12.500 €), Paola paga 3.000 € (20 % di 15.000 €) oltre ad aggio e spese di notifica. Le restanti sanzioni e interessi vengono cancellati. Se Paola aveva rateizzato e poi è decaduta, potrà valutare la rottamazione quater o la riammissione.
5.3 Esempio di piano del consumatore
Il sig. Luca è un dipendente pubblico con debiti complessivi per 50.000 € (35.000 € di prestiti bancari, 10.000 € di carte di credito e 5.000 € di bollette arretrate). I suoi redditi netti sono 1.800 € mensili, mentre non possiede immobili né altri beni. Presenta un piano del consumatore presso un Organismo di composizione della crisi (OCC) con l’assistenza dell’avv. Monardo. Il piano propone di pagare 300 € al mese per 5 anni, destinando ai creditori circa 18.000 € (incluse spese di procedura), ottenendo lo stralcio del restante 32.000 € e la cancellazione di ogni procedura esecutiva. Il tribunale omologa il piano considerando la sostenibilità dei pagamenti; al termine, Luca ottiene l’esdebitazione e riparte da zero.
6. Domande frequenti (FAQ)
- Che cos’è una lettera di sollecito di pagamento di Advancing Trade?
È una comunicazione inviata dalla società di recupero crediti che invita il debitore a pagare entro un certo termine, generalmente con l’indicazione del contratto ceduto e dell’importo dovuto. Il sollecito non è un atto giudiziario ma può preludere ad azioni più incisive. - Devo rispondere a un sollecito telefonico o via e‑mail?
È consigliabile non dare informazioni o riconoscere il debito verbalmente. Inviate invece una richiesta formale per iscritto (PEC o raccomandata) chiedendo copia del contratto e della cessione; le telefonate non interrompono la prescrizione. - Che differenza c’è tra sollecito, intimazione di pagamento e cartella?
Il sollecito è una lettera informale; l’intimazione di pagamento prevista dall’art. 50 d.P.R. 602/1973 viene notificata dall’agente della riscossione dopo la cartella per avviare l’esecuzione; la cartella di pagamento è un atto esecutivo che può essere impugnato entro 60 giorni . - Quando un debito è prescritto?
In generale, i debiti si prescrivono in dieci anni , ma quelli relativi a prestazioni periodiche (interessi, canoni) si prescrivono in cinque anni . Bisogna verificare se vi sono atti interruttivi. - Il sollecito interrompe la prescrizione?
Solo se è inviato dal creditore originario o dall’agente della riscossione con raccomandata e contiene la volontà di interrompere la prescrizione. Un semplice sollecito telefonico non è sufficiente. - Cosa succede se non rispondo alla lettera di sollecito?
La società di recupero può continuare con una richiesta formale di pagamento e poi con la citazione in giudizio o con il pignoramento . Se il debito è legittimo, ignorare può portare a costi maggiori. - Posso ottenere lo stralcio automatico del debito?
Se il debito residuo è inferiore a 1.000 € e rientra nei carichi affidati entro il 31 dicembre 2015, lo stralcio automatico previsto dalla legge 197/2022 potrebbe cancellarlo . - Quando conviene aderire alla rottamazione quater?
Quando il debito comprende sanzioni e interessi elevati. Pagando solo il capitale e le spese potrete risparmiare cifre rilevanti. Occorre tuttavia rinunciare ai giudizi in corso e rispettare le scadenze . - Che succede se non pago una rata della rottamazione?
Il mancato pagamento di una rata comporta la decadenza dalla definizione; i versamenti fatti sono trattenuti a titolo di acconto e l’agente della riscossione riprende la riscossione con sanzioni e interessi. Il decreto Milleproroghe 2025 consente una riammissione presentando domanda entro il 30 aprile 2025 . - La rottamazione quater vale anche per i debiti non fiscali (es. multe stradali o rate del mutuo)?
La definizione agevolata riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione e, quindi, comprende multe stradali (con cancellazione degli interessi) ma non i debiti privati verso banche o finanziarie. Per questi ultimi occorre utilizzare strumenti come la composizione della crisi o accordi di ristrutturazione. - Posso chiedere la sospensione dell’esecuzione se aderisco alla rottamazione?
Sì. La presentazione della domanda sospende i termini di prescrizione e impedisce l’iscrizione di nuovi fermi amministrativi o ipoteche . - Se un coobbligato aderisce alla rottamazione, libera gli altri coobbligati?
La questione è oggetto di contrasto giurisprudenziale. Nel 2025 la terza sezione civile ha rimesso alle Sezioni Unite la questione dell’estensione agli altri coobbligati; in attesa di pronuncia, si consiglia di presentare domanda di definizione per tutti i coobbligati . - È possibile impugnare un’ipoteca o un fermo amministrativo iscritto dall’agente?
Sì. L’art. 19 del d.lgs. 546/1992 consente di impugnare l’iscrizione ipotecaria e il fermo amministrativo entro 60 giorni. Spesso tali atti possono essere annullati se il debito è prescritto o se mancano i requisiti di legge. - Cosa sono le procedure di sovraindebitamento e chi può accedervi?
Sono procedure giudiziarie che consentono a consumatori, professionisti e piccoli imprenditori in crisi di ridurre o estinguere i debiti. Prevedono l’intervento di un OCC e l’omologazione del piano dal giudice . Anche i debitori con debiti verso banche o finanziarie possono accedervi. - Quanto costa presentare un piano del consumatore?
Le spese variano a seconda della complessità, ma sono generalmente inferiori alle somme che si risparmiano con lo stralcio del debito. Inoltre, le spese procedurali sono incluse nel piano e vengono ripartite tra i creditori. - Le telefonate continue di recupero crediti sono legittime?
No. Le società di recupero crediti non possono molestare il debitore; se ricevete telefonate insistenti, potete inviare un reclamo al garante della privacy e alle associazioni dei consumatori. È consigliabile comunicare solo per iscritto . - Posso chiudere un debito con un saldo e stralcio privato?
Sì. In alcuni casi, specialmente per debiti bancari o finanziari, è possibile concordare con la società cessionaria un saldo e stralcio versando una somma inferiore al dovuto. È importante farsi assistere da un avvocato per formalizzare l’accordo e ottenere la rinuncia a ogni pretesa. - L’adesione alla rottamazione incide sulla responsabilità penale?
Per alcuni reati tributari, il d.l. 34/2023 (conv. l. 56/2023) prevede la non punibilità se si definiscono i debiti tramite rottamazione e si pagano le somme prima della sentenza . Tuttavia, la Cassazione ha precisato che la causa non si applica se non vi è un contenzioso pendente. - Cosa succede ai debiti dopo l’esdebitazione?
Con l’esdebitazione, il debitore è liberato dai debiti residui non soddisfatti dal piano. I creditori non possono più agire e eventuali ipoteche vengono cancellate. - Quando è opportuno rivolgersi a un avvocato?
Subito dopo aver ricevuto il sollecito. Un avvocato esperto può verificare la legittimità del credito, valutare prescrizione e vizi, consigliare se impugnare o aderire a definizioni agevolate e assistere nella procedura di sovraindebitamento. Il supporto professionale evita errori e consente di risparmiare tempo e denaro.
Conclusione
Affrontare un debito con Advancing Trade o con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione richiede competenze giuridiche e conoscenza delle numerose norme che regolano la riscossione, la prescrizione e le definizioni agevolate. Questo articolo ha illustrato l’importanza di conoscere gli atti impugnabili (art. 19 d.lgs. 546/1992) e i termini per il ricorso, di verificare la prescrizione (artt. 2946 e 2948 c.c.), di distinguere tra sollecito, intimazione e cartella e di usare a proprio vantaggio gli strumenti offerti dal legislatore: stralci automatici, rottamazione quater, saldo e stralcio, composizione negoziata, piani del consumatore e accordi di ristrutturazione. La giurisprudenza più recente conferma che la definizione agevolata produce effetti estintivi anche con il pagamento della prima rata e che lo stralcio dei mini‑debiti si applica per ciascun carico .
Agire tempestivamente è fondamentale: perdere un termine può far cristallizzare il debito o farvi decadere dalla rottamazione. Con l’assistenza dell’avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff (composto da avvocati cassazionisti, commercialisti e gestori della crisi) potrete:
- Analizzare la lettera di sollecito e la documentazione del credito;
- Impugnare cartelle o avvisi di mora e ottenere la sospensione delle esecuzioni;
- Valutare la prescrizione e la possibilità di stralcio o rottamazione;
- Negoziare un saldo e stralcio privato con la società cessionaria;
- Presentare un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione tramite l’OCC;
- Bloccare pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi e ottenere l’esdebitazione.
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