Debiti con doValue? Come fare saldo e stralcio bene se hai ricevuto una lettera di sollecito di pagamento

Introduzione

Gestire un debito ceduto a doValue S.p.A. può diventare un percorso a ostacoli per il debitore. Quando arriva una lettera di sollecito da parte di una società di recupero crediti, ignorarla o accettare la prima offerta di pagamento può essere pericoloso. La prima opzione espone a pignoramenti, fermi, ipoteche; la seconda rischia di portare a concessioni eccessive rispetto ai propri diritti. Il recupero dei crediti deteriorati (NPL) coinvolge banche, veicoli di cartolarizzazione, cessionari, servicer e una giurisprudenza in continua evoluzione. Solo conoscendo gli strumenti legali e le tempistiche si può ottenere un esito favorevole.

Perché questo tema è urgente? Molti ricevono la lettera di doValue quando la situazione è ormai grave: il credito è stato ceduto e cartolarizzato; i termini per contestare la cessione o impugnare l’esecuzione sono stretti; l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione può avviare azioni. Agire in ritardo può comportare la perdita di strumenti come la sospensione del pignoramento o la definizione agevolata.

Questa guida adotta il punto di vista del debitore e illustra come ottenere il miglior risultato possibile con un approccio giuridico‑difensivo. Include l’esperienza professionale dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un OCC e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. L’Avv. Monardo coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti con competenza nazionale in diritto bancario, tributario e fallimentare. Lo studio offre analisi degli atti, ricorsi contro cartelle e intimazioni, sospensioni dell’esecutività, trattative, piani di rientro, soluzioni giudiziali e stragiudiziali.

Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione personalizzata. Un intervento tempestivo può fare la differenza tra salvaguardare il patrimonio e subire un’azione esecutiva.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Cessione dei crediti bancari e cartolarizzazione

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 841 del 13 gennaio 2025, ha stabilito che nelle cessioni in blocco ex art. 58 TUB (D.Lgs. 385/1993) la semplice pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale non basta a dimostrare la titolarità del credito; il cessionario deve provare che il credito ceduto è incluso nel portafoglio . Negli avvisi pubblicati ai sensi della Legge 130/1999 si precisa che i debitori devono pagare al veicolo di cartolarizzazione e che Italfondiario/doValue è incaricata del recupero . Tuttavia, come ricordato, la pubblicazione non esonera dall’onere probatorio.

1.2 Saldo e stralcio: disciplina contrattuale

Il saldo e stralcio è un accordo transattivo disciplinato dall’art. 1965 c.c. (transazione), secondo cui le parti, tramite reciproche concessioni, pongono fine a una controversia . Se la prestazione originaria viene sostituita con un’altra, si configura la novazione oggettiva ex art. 1230 c.c., che estingue l’obbligazione solo se la volontà di sostituire è chiara e inequivoca . Per evitare contestazioni, la transazione deve essere scritta e prevedere la rinuncia a ogni ulteriore pretesa.

1.3 Definizioni agevolate: rottamazione quater e quinquies

La Legge 197/2022 ha introdotto la rottamazione‑quater, che consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo versando solo il capitale e le spese. La riapertura della misura con la Legge 15/2025 ha permesso a chi era decaduto di rientrare . La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la rottamazione‑quinquies, estendendo l’ambito temporale ai carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e fissando la scadenza della prima rata (o dell’unico pagamento) al 31 luglio 2026 , con domanda da presentare entro il 30 aprile 2026 e interessi al 3% .

1.4 Procedure di sovraindebitamento

La Legge 3/2012 e il D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) hanno introdotto procedure come la ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore, la liquidazione controllata e l’esdebitazione del debitore incapiente. La guida della Camera Arbitrale di Milano riassume che il concordato minore richiede il voto del 50% dei crediti; il piano del consumatore non richiede voto; la liquidazione comporta la vendita dei beni; l’esdebitazione cancella i debiti senza pagare . I requisiti soggettivi prevedono limiti di patrimonio (attivo fino a 300 mila €) e la meritevolezza; chi ha già beneficiato di una procedura nei cinque anni precedenti non può accedervi .

Il Decreto Ministeriale n. 202/2014 ha istituito gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) e stabilito che il debitore deve essere assistito da un OCC per presentare accordi o piani .

Per i debiti professionali o aziendali è disponibile anche l’accordo di ristrutturazione (artt. 57–61 CCII), che richiede l’adesione del 60% dei crediti nella versione ordinaria, del 30% in quella agevolata e del 75% per l’accordo ad efficacia estesa .

La composizione negoziata, introdotta dal D.L. 118/2021, consente all’imprenditore in crisi di nominare un esperto indipendente che lo aiuti a raggiungere un accordo con i creditori .

1.5 Altre pronunce rilevanti

Alcune pronunce recenti chiariscono aspetti procedurali: la Cassazione n. 9549/2025 ha stabilito che la moratoria annuale per i creditori privilegiati decorre dall’omologazione del piano del consumatore ; la stessa sentenza esclude l’estensione analogica delle regole del concordato preventivo al piano del consumatore . La Corte d’Appello di Firenze (20 settembre 2024) ha confermato la validità della procura a un subservicer non iscritto all’albo 106 TUB .

2. Procedura passo‑passo dopo la lettera di sollecito

Ricevere una lettera di sollecito da doValue non deve generare panico ma una risposta consapevole. Segui questi passaggi pratici per tutelarti:

  1. Non ignorare la comunicazione. La lettera (o PEC) rappresenta una diffida formale: se ignorata, il creditore può richiedere un decreto ingiuntivo e avviare pignoramenti. La comunicazione interrompe la prescrizione.
  2. Verifica la legittimazione di doValue. Richiedi copia del contratto di cessione e dell’elenco dei crediti ceduti. La Cassazione ha precisato che l’avviso in Gazzetta non basta a dimostrare la titolarità ; senza prova, puoi contestare la legittimazione in giudizio.
  3. Controlla la prescrizione. Se sono trascorsi più di dieci anni dall’ultima interruzione, il credito potrebbe essere prescritto. Valuta se la lettera sia la prima comunicazione dopo anni e conserva la busta per attestare la data di ricezione.
  4. Analizza il contratto originario. Verifica eventuali vizi (usura, tassi non trasparenti, clausole abusive). Se il contratto è nullo o l’entità del debito è contestabile, il saldo effettivo può ridursi notevolmente.
  5. Presenta un reclamo o una diffida motivata. Se ritieni illegittime le richieste, invia un reclamo scritto a doValue (PEC o raccomandata) e chiedi la sospensione delle iniziative. Questa azione dimostra la tua diligenza .
  6. Valuta la negoziazione di un saldo e stralcio. Non accettare la prima offerta; con l’aiuto di un professionista puoi proporre un importo inferiore motivando l’offerta e chiedendo la rinuncia a future pretese. Ricorda che la transazione deve contenere clausole di novazione e quietanza.
  7. Considera le procedure di sovraindebitamento. Se il debito con doValue è solo una parte delle tue esposizioni, può convenire avviare un piano del consumatore, un concordato minore o un accordo di ristrutturazione. L’assistenza di un OCC è obbligatoria .
  8. Verifica l’adesione alle definizioni agevolate. Se hai cartelle esattoriali, verifica se rientrano nella rottamazione‑quinquies: domanda entro il 30 aprile 2026 e prima rata il 31 luglio 2026 .
  9. Segui le scadenze processuali. In caso di decreto ingiuntivo, l’opposizione va proposta entro 40 giorni (20 in caso di ricorso monitorio); l’opposizione al pignoramento va presentata entro 20 giorni dall’ultima notifica. Non attendere la scadenza.

3. Difese e strategie legali

3.1 Contestare la legittimazione di doValue

La prima linea di difesa consiste nel contestare la titolarità del credito. Produci in giudizio una richiesta di esibizione dell’atto di cessione e dell’elenco dei crediti ceduti. Se doValue non li fornisce, il giudice potrebbe rigettare la domanda. Ricorda che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale costituisce solo un indizio .

3.2 Eccezioni sul contratto originario

Analizza il contratto originario per individuare:

  • Usura e anatocismo: tassi oltre la soglia legale rendono nullo l’obbligo di pagare gli interessi e possono portare alla restituzione degli interessi versati.
  • Vizi formali: mancata indicazione del TAEG, clausole vessatorie o difetto di forma (ad esempio contratto non sottoscritto). Un contratto nullo o annullabile non può essere validamente ceduto.

3.3 Prescrizione e decadenza

Solleva l’eccezione di prescrizione se sono trascorsi oltre dieci anni dalla scadenza dell’ultima rata o dall’ultima richiesta di pagamento. La decadenza può riguardare la perdita di interessi di mora; verificala nei contratti e nelle leggi speciali.

3.4 Tecniche di negoziazione del saldo e stralcio

Una negoziazione efficace si basa su dati e documenti. Predisponi una proposta che consideri:

  • Importo offerto: calcola quanto il creditore potrebbe recuperare tramite azione giudiziaria al netto dei costi e dei tempi.
  • Modalità di pagamento: spesso il servicer preferisce un pagamento immediato; un’unica soluzione aumenta lo sconto. In alternativa, proponi un pagamento in poche rate con garanzie.
  • Clausole di chiusura: inserisci la rinuncia a ogni ulteriore azione, la cancellazione della segnalazione alla centrale rischi e l’impegno a non cedere il residuo a terzi.

3.5 Rimedi processuali

Se doValue agisce in via giudiziale, puoi:

  • Opporre il decreto ingiuntivo: contestando la legittimazione e la quantificazione del credito.
  • Chiedere la sospensione del pignoramento: mediante ricorso ex art. 624 c.p.c. o avviando una procedura di sovraindebitamento; il giudice sospende le azioni esecutive fino all’esito del piano .
  • Invocare l’estinzione o l’invalidità dell’atto: se il creditore non dimostra la cessione, il giudice può dichiarare l’inesistenza del titolo.

3.6 Strategie fiscali e definizioni agevolate

L’adesione alla rottamazione‑quinquies consente di estinguere i debiti tributari versando solo capitale e spese . Riducendo l’esposizione fiscale, aumenti la tua capacità di negoziare con doValue. Verifica la convenienza in base alla tua situazione finanziaria.

3.7 Esdebitazione del debitore incapiente

Se non possiedi beni e non hai redditi, puoi chiedere l’esdebitazione immediata. La procedura cancella i debiti senza pagamenti , ma è riservata alle persone fisiche meritevoli. Richiede la prova dell’incapienza e si può ottenere una sola volta.

3.8 Composizione negoziata per le imprese

Per i debiti aziendali, valuta la composizione negoziata: con l’assistenza di un esperto indipendente nominat o dalla camera di commercio, puoi ottenere un accordo con i creditori, compreso il servicer .

4. Strumenti alternativi al saldo e stralcio

Il saldo e stralcio è solo una delle possibili soluzioni. L’ordinamento offre diversi strumenti per gestire i debiti e ottenere una riduzione legale delle somme dovute.

4.1 Definizioni agevolate (rottamazione)

La rottamazione consente di estinguere le cartelle esattoriali pagando solo il capitale e le spese. La rottamazione‑quinquies introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda i carichi affidati dal 2000 al 2023 . È possibile pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali ; il tasso di interesse è del 3% annuo ; la domanda va presentata entro il 30 aprile 2026 .

4.2 Ristrutturazione dei debiti del consumatore

Riservata alle persone fisiche con debiti per scopi non imprenditoriali, la ristrutturazione consente di proporre un piano vincolante senza il voto dei creditori. Il giudice, ricevuta la relazione dell’OCC, può sospendere i pignoramenti e consentire una moratoria fino a due anni sui crediti privilegiati . La procedura si conclude con la liberazione dai debiti residui se il piano viene eseguito.

4.3 Concordato minore

Destinato a piccoli imprenditori, professionisti e imprese agricole, richiede il voto favorevole del 50% del passivo . Può prevedere la continuazione dell’attività o la liquidazione del patrimonio; nel secondo caso è necessario un apporto di finanza esterna .

4.4 Accordi di ristrutturazione dei debiti

Previsti dagli artt. 57–61 CCII, gli accordi di ristrutturazione permettono di raggiungere un’intesa con i creditori: 60% dei crediti per l’accordo ordinario, 30% per quello agevolato, 75% per l’accordo ad efficacia estesa . Possono includere la transazione fiscale e si adattano alle imprese con debiti importanti.

4.5 Liquidazione controllata

Prevede la vendita dei beni e la distribuzione ai creditori. È utilizzata quando non è possibile proporre un piano di rientro. Al termine della procedura il debitore ottiene l’esdebitazione.

4.6 Esdebitazione del debitore incapiente

Riservata alle persone fisiche prive di patrimonio e redditi, consente di cancellare tutti i debiti senza pagamenti . È concessa solo una volta nella vita.

4.7 Composizione negoziata

Introdotta dal D.L. 118/2021, consente alle imprese in crisi di nominare un esperto indipendente per negoziare con i creditori senza ricorrere al tribunale . È indicata per le piccole e medie imprese che vogliono evitare la liquidazione giudiziale.

5. Errori comuni e consigli pratici

  • Ignorare la lettera di doValue: non rispondere significa perdere la possibilità di contestare la legittimazione o di negoziare; può portare a decreti ingiuntivi e pignoramenti.
  • Accettare offerte svantaggiose: molte persone accettano piani di pagamento onerosi pur di evitare la causa. È meglio valutare con calma i documenti e proporre un saldo e stralcio più vantaggioso.
  • Non richiedere la prova della cessione: l’onere della prova grava sul creditore; chiedere l’atto di cessione può far emergere irregolarità .
  • Pagare senza quietanza: ogni versamento deve essere documentato da quietanza liberatoria; senza, il creditore potrebbe pretendere ulteriori somme.
  • Rinviare la procedura di sovraindebitamento: la presentazione tempestiva del piano del consumatore o del concordato minore consente di sospendere le azioni esecutive . Rimandare significa rischiare pignoramenti o ipoteche.
  • Confondere i ruoli: solo un Gestore della crisi iscritto può assistere nella procedura ; rivolgersi a soggetti non abilitati può rendere la domanda inammissibile.
  • Trascurare l’impatto fiscale: il saldo e stralcio potrebbe generare un reddito imponibile; verifica con un commercialista.
  • Non coordinare rottamazione e saldo e stralcio: aderire alla rottamazione senza un piano di insieme può lasciare scoperti altri creditori. È necessario valutare la strategia complessiva.

6. Tabelle riepilogative

Tabella 1 – Principali norme citate

Normativa/ArticoloContenuto essenzialeFonte
Art. 58 TUBCessioni in blocco: avviso in G.U. non sufficiente a provare la titolaritàCass. 841/2025
Legge 130/1999Cartolarizzazione: avviso in G.U., pagamento al veicoloG.U.
Art. 1965 c.c.Transazione: accordo con reciproche concessioniBrocardi
Art. 1230 c.c.Novazione: sostituzione della prestazione estingue l’obbligazioneToga
Legge 197/2022 – L. 15/2025Rottamazione‑quater e riapertura terminiINRL
Legge di Bilancio 2026Rottamazione‑quinquies: carichi 2000‑2023; rate e interessiWST
D.Lgs. 14/2019 (CCII)Procedure di sovraindebitamento: piano del consumatore, concordato minore ecc.Camera Arbitrale
Art. 57–61 CCIIAccordi di ristrutturazione (60%–30%–75%)Addiopignoramenti
Art. 8 L. 3/2012Moratoria per crediti privilegiatiCass. 9549/2025
D.M. 202/2014OCC e requisitiMin. Giustizia

Tabella 2 – Principali strumenti di soluzione

StrumentoSoggetti ammessiCaratteristicheVoto creditori
Rottamazione‑quinquiesContribuenti con cartelle (carichi 2000–2023)Pagamento capitale + spese; tasso 3%; domanda entro 30/04/2026Non serve
Ristrutturazione del consumatorePersone fisiche per debiti non professionaliPiano senza voto; sospende pignoramenti; moratoria fino a due anniNessun voto
Concordato minorePiccole imprese e professionistiPiano in continuità o liquidatorio; richiede finanza esterna se liquidatorio50% del passivo
Accordi di ristrutturazioneImprese di ogni dimensioneVariante ordinaria (60%), agevolata (30%) o estesa (75%)Vedi soglia
Liquidazione controllataDebitori non fallibiliVendita beni; esdebitazione finaleNon serve
Esdebitazione incapientePersone fisiche senza beniCancella debiti senza pagare; una sola voltaNon serve
Composizione negoziataImprese in crisiTrattativa extragiudiziale con esperto indipendenteNon previsto

7. Domande frequenti (FAQ)

1. Perché ho ricevuto una lettera da doValue?
Perché la banca ha ceduto il tuo credito a un veicolo di cartolarizzazione che ha incaricato doValue di recuperarlo. La cessione va pubblicata in Gazzetta Ufficiale ma il servicer deve comunque dimostrare la titolarità .

2. Cosa posso fare se non sono convinto della legittimità del credito?
Chiedi a doValue l’atto di cessione e l’estratto del tuo credito. Se non li fornisce, puoi contestare la legittimazione in giudizio.

3. Come funziona il saldo e stralcio?
È una transazione (art. 1965 c.c.) che prevede il pagamento di una somma inferiore al debito in cambio della rinuncia del creditore al residuo. Deve essere scritta e contenere la quietanza .

4. Posso ottenere uno sconto consistente?
Sì, se dimostri difficoltà economiche o se il creditore non ha prova piena della cessione. Normalmente gli sconti variano dal 30% al 70% ma ogni caso è diverso.

5. Se ignoro la lettera il debito si prescrive?
No. La lettera interrompe la prescrizione; ignorarla aumenta il rischio di decreto ingiuntivo e pignoramento.

6. Quando conviene avviare un piano del consumatore?
Quando hai più debiti e non riesci a pagarli. La procedura sospende le azioni esecutive e permette una moratoria sui crediti privilegiati . È riservata alle persone fisiche e non richiede il voto dei creditori.

7. Il concordato minore vale anche per chi ha debiti misti?
Sì. Dopo la riforma del 2024, il concordato minore può comprendere sia debiti personali sia professionali , purché il debitore sia “sotto soglia”. Richiede l’approvazione del 50% dei crediti .

8. Cosa succede se non pago la rata della rottamazione?
Decadi dal beneficio e il debito viene ripristinato integralmente. È importante assicurarsi di poter sostenere le rate prima di aderire.

9. Come si attiva l’esdebitazione del debitore incapiente?
Occorre presentare domanda con l’assistenza di un OCC, dimostrare di non possedere beni né redditi e avere condotta meritevole . Il tribunale, se accoglie, cancella tutti i debiti.

10. Che cos’è la composizione negoziata?
È una procedura extragiudiziale per le imprese in crisi che consente di nominare un esperto indipendente per negoziare con i creditori , evitando la liquidazione giudiziale.

8. Simulazioni pratiche

Caso A: Saldo e stralcio su debito di € 20 000

Una consumatrice riceve una richiesta di pagamento di € 20 000 relativa a un vecchio prestito. Il credito è stato ceduto e gestito da doValue. L’analisi del contratto evidenzia clausole abusive e dubbi sulla legittimità della cessione. Con l’assistenza dell’Avv. Monardo, la consumatrice propone un saldo e stralcio del 40% (€ 8 000) in un’unica soluzione. La proposta viene accettata; l’accordo prevede la rinuncia a ulteriori pretese e la cancellazione dalla centrale rischi.

Caso B: Piano del consumatore per debiti multipli

Un lavoratore autonomo ha debiti: € 12 000 con doValue, € 18 000 con una banca e € 6 000 di cartelle esattoriali. Non possiede beni immobili. Con il supporto di un OCC, presenta un piano del consumatore di durata 6 anni con rate mensili di € 400. Il giudice sospende i pignoramenti e omologa il piano. Al termine, il debitore avrà versato € 28 800 e ottenuto l’esdebitazione del residuo. Le cartelle vengono inserite nel piano anziché aderire alla rottamazione.

Caso C: Accordo di ristrutturazione per impresa

Una piccola impresa con debiti per € 150 000, di cui € 60 000 ceduti a un veicolo gestito da doValue, attiva la composizione negoziata. Con l’aiuto di un esperto, negozia un accordo di ristrutturazione agevolato ex art. 60 CCII, con pagamento del 30% dei debiti in 4 anni. I creditori aderenti rappresentano oltre il 30% dei crediti; l’accordo viene omologato e vincola i restanti creditori. L’impresa paga € 45 000 e continua l’attività.

Conclusione

La gestione dei debiti ceduti a doValue richiede un approccio tempestivo e consapevole. Le pronunce più recenti della Cassazione hanno rafforzato la tutela dei debitori imponendo al cessionario l’onere di dimostrare la titolarità del credito . Al contempo, il legislatore ha arricchito la cassetta degli attrezzi con strumenti come la rottamazione‑quinquies, le procedure di sovraindebitamento e la composizione negoziata. Queste misure consentono di rimodulare o cancellare i debiti in modo legale e sostenibile.

Il saldo e stralcio rimane un’arma efficace ma va negoziato con cautela: deve essere formalizzato per iscritto, contenere clausole di rinuncia e quietanza e tener conto di eventuali conseguenze fiscali. Alternativamente, il piano del consumatore, il concordato minore e gli accordi di ristrutturazione offrono soluzioni strutturate che sospendono le azioni esecutive e consentono dilazioni o riduzioni significative. Nei casi più gravi, la esdebitazione del debitore incapiente consente di ripartire da zero.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti sono in grado di analizzare la tua posizione debitoria, contestare le pretese illegittime, avviare ricorsi, predisporre piani di sovraindebitamento e negoziare saldi e stralci efficaci. Affidarsi a professionisti esperti permette di evitare errori, rispettare le scadenze e ottenere il massimo vantaggio dalle normative vigenti.

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