Debiti con Cerved Credit Collection? Come fare saldo e stralcio bene se hai ricevuto una lettera di sollecito di pagamento

Introduzione

Negli ultimi anni sempre più cittadini e imprenditori italiani si trovano a fronteggiare lettere di sollecito di pagamento inviate da Cerved Credit Collection S.p.A. (o da sue controllate). Si tratta di una società autorizzata alla gestione e al recupero di crediti deteriorati (NPL) per conto di banche e finanziarie, oppure in qualità di cessionaria nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione. Ricevere un sollecito provoca spesso ansia: molti temono che l’azienda possa procedere immediatamente a pignoramenti o a ipoteche. In realtà il recupero stragiudiziale ha confini precisi e il debitore conserva numerosi diritti.

L’argomento è di grande importanza per due ragioni:

  1. Evitare errori irreparabili. Ogni pagamento spontaneo, ammissione del debito o firma di moduli di riconoscimento interrompe la prescrizione. In caso di contatto telefonico o visite domiciliari di recuperatori, la mancanza di consapevolezza può portare a rinunciare a diritti o a riconoscere somme prescritte.
  2. Strumenti difensivi e agevolazioni. Le norme italiane e la giurisprudenza offrono un ventaglio di strumenti per tutelare il debitore: eccezione di prescrizione, contestazione della legittimazione attiva del cessionario, opposizione a decreto ingiuntivo, saldo e stralcio e altre definizioni agevolate, piani del consumatore, esdebitazione e procedure di composizione della crisi.

In questo articolo, aggiornato a gennaio 2026, analizzeremo con taglio pratico e professionale come gestire i debiti affidati a Cerved e, in particolare, come procedere ad una proposta di saldo e stralcio quando si riceve una lettera di sollecito. Illustreremo le leggi applicabili, le sentenze più recenti della Corte di cassazione e del giudice tributario, le tempistiche, le strategie difensive e gli errori da evitare.

Chi siamo e come possiamo aiutarti

L’articolo è redatto dall’avv. Giuseppe Angelo Monardo con la collaborazione del suo staff di avvocati e commercialisti. L’avvocato Monardo è:

  • Cassazionista: abilitato al patrocinio dinanzi alla Corte di cassazione e alle giurisdizioni superiori;
  • Coordinatore di un team multidisciplinare operante in tutta Italia, specializzato in diritto bancario, tributario e della crisi di impresa;
  • Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, ai sensi della Legge 3/2012, e professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) ;
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa in base al D.L. 118/2021, selezionato dall’ordine professionale per assistere le imprese nelle trattative con i creditori .

Il nostro studio analizza gli atti notificati, verifica la legittimità della cessione del credito, redige ricorsi, ottiene sospensioni di pagamenti o di pignoramenti, conduce trattative di saldo e stralcio, predispone piani di rientro e rappresenta i clienti davanti alle autorità giudiziarie e agli organismi di composizione. Se hai ricevuto una lettera da Cerved o da un’altra società di recupero crediti, non sottovalutare la situazione: contattaci subito per una valutazione personalizzata.

📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale immediata.

Contesto normativo e giurisprudenziale

1. Ruolo di Cerved e cessione dei crediti

Le società di recupero crediti operano in due modalità principali:

  1. Mandato per conto del creditore originario: la banca o la finanziaria incarica Cerved di gestire gli incassi. In questo caso Cerved agisce come mandatario e deve dimostrare di avere ricevuto regolare mandato e di trattare i dati nel rispetto del GDPR.
  2. Cessione del credito: il credito viene venduto a Cerved (o a una società veicolo in un’operazione di cartolarizzazione). Il Codice civile stabilisce che la cessione del credito è efficace nei confronti del debitore solo dopo che questi ne abbia avuto notizia o l’abbia accettata (art. 1264 c.c.), salvo che il cedente non abbia garantito la solvenza del debitore. Tuttavia, per le operazioni di cartolarizzazione o cessioni in blocco regolate dall’art. 58 del Testo Unico Bancario (TUB) e dalla Legge n. 130/1999, la notifica individuale non è necessaria: la cessione è valida per tutti i debitori per effetto della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e dell’iscrizione nel registro delle imprese . Ciò facilita le banche nel trasferire pacchetti di crediti deteriorati ma rende più difficile, per il debitore, conoscere i propri nuovi interlocutori.

Una recente ordinanza della Corte di cassazione ha chiarito che la mancata iscrizione del servicer nel registro degli intermediari finanziari ai sensi dell’art. 106 TUB non comporta l’invalidità degli atti di recupero: la norma ha funzione amministrativa e non prevede nullità del contratto . Dunque l’eccezione di nullità del contratto per mancanza di iscrizione è infondata, anche se rimangono possibili contestazioni sulla legittimazione, ad esempio se il cessionario non prova l’inclusione specifica del credito nella cessione.

In un’altra ordinanza del 2024 la Cassazione ha ribadito che, quando un credito viene ceduto nell’ambito di una cartolarizzazione, il cessionario deve dimostrare che il singolo credito sia compreso nel portafoglio ceduto. Non basta allegare la pubblicazione in Gazzetta ufficiale; occorre produrre il contratto di cessione o altra documentazione idonea . In mancanza di tale prova, l’azione giudiziaria del cessionario è inammissibile.

2. Legalità della lettera di sollecito e interruzione della prescrizione

La lettera di sollecito inviata da Cerved è un atto stragiudiziale che invita il debitore a pagare entro un certo termine. Essa non è un atto esecutivo (non comporta pignoramento né l’iscrizione ipotecaria) e non rientra fra gli atti impugnabili previsti dall’art. 19 del D.Lgs. 546/1992. Tuttavia, secondo la Corte di cassazione l’avviso di intimazione o sollecito interrompe la prescrizione del debito: con la sentenza n. 16743/2024 la Corte ha affermato che il sollecito di pagamento interrompe il termine prescrizionale ma non è obbligatorio impugnarlo . Ciò significa che, se il credito è prescritto, è comunque possibile eccepire la prescrizione in una fase successiva (ad esempio davanti al giudice) anche se si è ignorato il primo sollecito .

Il debitore deve dunque prestare attenzione: ignorare il sollecito può far ripartire il termine prescrizionale. Se il credito è vicino alla prescrizione, è consigliabile farsi assistere da un avvocato per rispondere formalmente contestando il debito e interrompere l’effetto interruttivo della lettera.

3. Quietanza “a saldo” e transazione

La quietanza liberatoria è la dichiarazione con cui il creditore attesta di aver ricevuto il pagamento. Il Codice civile (art. 1199) stabilisce che il creditore deve rilasciare quietanza a richiesta del debitore . Tuttavia, la quietanza recante la dicitura “a saldo” non comporta automaticamente la rinuncia del creditore ad ulteriori pretese. Con la sentenza n. 17033/2025 la Cassazione ha ribadito che la quietanza “a saldo” è una semplice attestazione di pagamento e non costituisce di per sé una transazione; per estinguere definitivamente il debito è necessario che sia intervenuto un accordo di saldo e stralcio con chiara e univoca volontà di rinunciare al credito . Il debitore deve quindi pretendere che l’accordo di saldo e stralcio sia formalizzato per iscritto e contenga la rinuncia del creditore a ulteriori azioni.

4. Privacy e diritti del debitore nel recupero crediti

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un vademecum (“Privacy e recupero crediti”) che fissa i principi di liceità nel trattamento dei dati durante l’attività di recupero. Il documento, pur risalente al 2016, è ancora un riferimento e sottolinea che:

  • l’attività di recupero deve avvenire nel rispetto della dignità del debitore, evitando comportamenti invasivi come visite a domicilio, contatti con colleghi o familiari, telefonate preregistrate o affissioni di avvisi ;
  • possono essere trattati solo i dati necessari (dati anagrafici, codice fiscale, importo del debito e recapiti) e non è lecito comunicare a terzi informazioni sul mancato pagamento ;
  • sono illecite le prassi consistenti in visite al domicilio con comunicazione della situazione debitoria a soggetti terzi, comunicazioni telefoniche preregistrate, invio di posta con la dicitura “recupero crediti” e affissioni di avvisi sulla porta di casa .

Se Cerved o i suoi incaricati utilizzano modalità aggressive o diffondono dati a terzi, il debitore può presentare reclamo al Garante e segnalare l’illecito all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

5. Stralcio “ex lege” per i debiti tributari di modesto importo

Per completezza occorre ricordare che esiste un stralcio automatico (“saldo e stralcio ex lege”) introdotto dall’art. 4 del D.L. 119/2018 (pace fiscale), che prevede la cancellazione dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate‐Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010 con importo residuo non superiore a 1.000 euro. La Cassazione, con ordinanza n. 15512/2025, ha chiarito che il limite di 1.000 euro deve essere riferito al singolo carico (somma dovuta per imposta, sanzioni e interessi), e non all’intera cartella . Sono esclusi dal computo gli interessi di mora e l’aggio della riscossione . Questa forma di stralcio, tuttavia, si applica solo ai debiti tributari e non alle obbligazioni derivanti da prestiti bancari o finanziamenti ceduti a Cerved.

6. Procedure per la crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012 e Codice della crisi)

Per i debitori non fallibili (consumatori, professionisti, piccoli imprenditori) la Legge 3/2012 e il D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa) offrono tre procedure principali:

  1. Concordato minore – comporta il pagamento parziale dei debiti con un piano attestato e l’approvazione dei creditori.
  2. Ristrutturazione dei debiti del consumatore – consente al consumatore sovraindebitato di presentare un piano, anche senza consenso dei creditori, purché risulti meritevole .
  3. Liquidazione controllata – prevede la liquidazione del patrimonio con conseguente esdebitazione al termine della procedura, liberando il debitore dalle obbligazioni rimaste .
  4. Esdebitazione del debitore incapiente – introdotta nel 2021, consente di ottenere l’esdebitazione immediata a chi non possiede beni né redditi, a determinate condizioni .

Per accedere a queste procedure il debitore deve essere assistito da un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia . L’OCC nomina un gestore che elabora il piano e lo presenta al giudice. L’avv. Monardo è gestore della crisi iscritto all’elenco e può guidare il debitore in tutte le fasi.

7. Composizione negoziata per le imprese (D.L. 118/2021)

Per le imprese che attraversano difficoltà finanziarie ma desiderano continuare l’attività esiste la composizione negoziata della crisi, introdotta dal D.L. 118/2021 e ora disciplinata dal Codice della crisi. L’imprenditore può presentare istanza tramite la piattaforma della Camera di commercio e ottenere la nomina di un esperto indipendente che lo aiuterà a negoziare con i creditori e a trovare soluzioni per la continuità aziendale . L’istante deve essere un imprenditore commerciale non assoggettabile al fallimento oppure, per le imprese più grandi, un imprenditore che vuole prevenire la crisi. L’avv. Monardo è iscritto negli elenchi degli esperti ed è quindi abilitato a seguire tali procedure .

8. Definizione agevolata e rottamazione-quater (Legge 108/2025)

Le definizioni agevolate consentono di estinguere debiti fiscali pagando solo l’imposta e riducendo sanzioni e interessi. La Legge 108/2025 (conversione del decreto-legge 34/2025, c.d. “rottamazione quater”) ha stabilito che la definizione agevolata si perfeziona con il pagamento della prima o unica rata e che il giudice deve dichiarare estinto il processo dopo la prova del pagamento. Il pagamento non è rimborsabile e gli importi versati restano acquisiti . Inoltre, la legge prevede scadenze dilazionate e consente il pagamento tardivo entro cinque giorni (“periodo di tolleranza”) senza decadenza . Tali misure riguardano i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate‐Riscossione; non si applicano ai crediti bancari ceduti a Cerved ma possono essere utili per eventuali cartelle esattoriali accumulate parallelamente ai debiti finanziari.

Procedura passo‑passo dopo la notifica del sollecito

1. Verifica della legittimazione e richiesta di documentazione

Quando ricevi una lettera di sollecito da Cerved, non pagare immediatamente e non firmare documenti. Per prima cosa:

  1. Richiedi la documentazione. Invia (preferibilmente tramite PEC o raccomandata) una richiesta formale chiedendo copia del contratto originario, del piano di ammortamento, dell’eventuale cessione del credito e di ogni atto interruttivo della prescrizione. È tuo diritto ricevere queste informazioni per valutare la fondatezza del debito e la legittimità del cessionario.
  2. Controlla la cessione. Chiedi a Cerved di dimostrare la titolarità del credito. Come ricordato dalla Cassazione, la pubblicazione della cessione in Gazzetta ufficiale non basta; occorre provare che il tuo debito era compreso nell’operazione .
  3. Verifica la prescrizione. Calcola da quando decorre il termine prescrizionale (di solito 10 anni per i finanziamenti bancari; 5 anni per le rate di leasing o le quote condominiali; termini diversi per altre obbligazioni). Se non sono stati compiuti atti interruttivi validi e non hai riconosciuto il debito negli ultimi anni, potresti eccepire la prescrizione. Ricorda che la lettera di sollecito interrompe il termine , quindi è importante reagire tempestivamente.

2. Valutazione tecnica e strategie

Dopo aver ottenuto la documentazione occorre analizzare con attenzione:

  • Esattezza degli importi: confronta i calcoli degli interessi, verifica l’eventuale applicazione di tassi usurari o di costi non pattuiti. Se il contratto è affetto da usura o da vizi di forma (ad esempio, mancanza dell’indicazione del TAEG), potresti chiedere la rideterminazione del debito o la nullità delle clausole.
  • Vizi della cessione: se la cessione è nulla o non è provata, puoi contestare la legittimazione attiva di Cerved e chiedere il rigetto di eventuali azioni esecutive.
  • Modalità di notifica: accertati che le notifiche di eventuali decreti ingiuntivi siano state eseguite correttamente; in caso contrario potresti sollevare l’eccezione di nullità.

Una volta compreso il quadro, puoi scegliere tra diverse strategie:

  1. Eccezione di prescrizione o decadenza. Se il credito è prescritto, invia diffida a Cerved contestando l’esigibilità e chiedendo la cancellazione della posizione. Se la società insiste, potrai eccepire la prescrizione nell’eventuale giudizio.
  2. Opposizione a decreto ingiuntivo. Se Cerved ottiene un decreto ingiuntivo (titolo esecutivo che impone il pagamento), hai 40 giorni dalla notifica per proporre opposizione e far valere tutte le tue difese (prescrizione, carenza di titolarità, usura, vizi del contratto). In difetto, il decreto diventa definitivo e può essere azionato.
  3. Richiesta di sospensione dell’esecuzione. Se è stato notificato un precetto o è iniziato un pignoramento, puoi chiedere al giudice la sospensione, ad esempio invocando la pendenza di una procedura di definizione agevolata o un piano del consumatore.
  4. Saldo e stralcio o rateazione. Se il debito è fondato ma non puoi saldarlo interamente, è possibile trattare una chiusura a saldo e stralcio pagando una percentuale (sovente dal 20 al 50 % del dovuto) in un’unica soluzione. In alternativa potresti ottenere una rateazione che eviti l’avvio di azioni esecutive. In ogni caso la proposta va gestita da un professionista che garantisca l’ottenimento di una liberatoria valida .
  5. Procedura di sovraindebitamento. Se hai più debiti e non riesci a far fronte con il tuo reddito, valuteremo l’accesso a una delle procedure previste dalla Legge 3/2012 o dal Codice della crisi (piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata, esdebitazione). Queste procedure consentono di bloccare pignoramenti e interessi e di chiudere i debiti con un pagamento sostenibile .

3. Tempi e scadenze

La seguente tabella riassume i principali atti e scadenze della procedura di recupero:

AttoDescrizioneTermini per reagire
Lettera di sollecito (intimazione)Richiesta stragiudiziale di pagamento che interrompe la prescrizioneNessun termine per impugnare; conviene rispondere subito per contestare o richiedere documenti
Decreto ingiuntivoTitolo emesso dal giudice su istanza del creditore che ordina il pagamento40 giorni dalla notifica per fare opposizione; in mancanza diventa esecutivo
PrecettoIntimazione di pagamento emessa sulla base di un titolo esecutivoIl creditore deve attendere almeno 10 giorni prima di iniziare il pignoramento
PignoramentoAtto esecutivo che aggredisce beni, conto corrente o stipendioPuò essere contestato con opposizione agli atti esecutivi; nei casi di sovraindebitamento è possibile chiedere la sospensione

4. Pignoramento dello stipendio e limiti di pignorabilità

Il pignoramento del salario è una delle forme più frequenti di esecuzione. Il Codice di procedura civile (art. 545 c.p.c.) stabilisce che il salario e lo stipendio sono pignorabili nei limiti di un quinto (20 %) del netto mensile. Per l’Agenzia delle Entrate‐Riscossione sono previste percentuali decrescenti in base al reddito: 10 % per stipendi fino a 2.500 €/mese, 14,2 % per stipendi tra 2.500 e 5.000 €, 20 % oltre 5.000 €. Laddove l’esecutato abbia già in corso altri pignoramenti (ad esempio assegni di mantenimento), la quota pignorabile complessiva non può superare la metà del reddito netto.

Le società di recupero crediti come Cerved non possono autonomamente procedere al pignoramento: necessitano di un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo o sentenza) e dell’intervento di un ufficiale giudiziario. Non credere a minacce telefoniche prive di fondamento.

Difese e strategie legali

1. Eccezione di prescrizione e di decadenza

Una delle difese più efficaci è l’eccezione di prescrizione. La prescrizione ordinaria per i crediti derivanti da contratti di finanziamento e mutui è di 10 anni (art. 2946 c.c.), salvo che non sia previsto un termine più breve. Per le rate di canoni, affitti o altre prestazioni periodiche la prescrizione è 5 anni (art. 2948 c.c.). Un atto idoneo a interrompere la prescrizione (come il sollecito di pagamento , l’atto di costituzione in mora o la notifica di un decreto ingiuntivo) fa decorrere un nuovo termine. Tuttavia, se dopo il sollecito il creditore rimane nuovamente inattivo, la prescrizione ricomincia a decorrere. L’eccezione deve essere sollevata in giudizio dal debitore (art. 2938 c.c.).

Attenzione a non “riconoscere” il debito: il pagamento anche parziale o la firma su una proposta di saldo e stralcio possono costituire riconoscimento e fanno decorrere un nuovo termine di prescrizione.

2. Contestazione della legittimazione del cessionario

Se il credito è stato ceduto, il debitore può chiedere che Cerved dimostri la propria legittimazione attiva. Come ricordato, la Cassazione richiede prova dell’inclusione del singolo credito nell’operazione di cessione . La mancanza di tale prova comporta l’inammissibilità dell’azione giudiziaria del cessionario. È possibile, inoltre, eccepire la nullità della cessione se mancano i requisiti formali o se la società non è stata autorizzata. Non è invece fondata l’eccezione di invalidità per mancanza di iscrizione dell’intermediario all’albo ex art. 106 TUB, perché si tratta di una norma amministrativa .

3. Verifica di usura e anatocismo

L’analisi del contratto originario può rivelare l’applicazione di interessi usurari (superiori ai tassi soglia fissati trimestralmente dal MEF) o di pratiche di anatocismo (capitalizzazione illegittima degli interessi). In tali casi è possibile chiedere la rideterminazione del debito e, in caso di usura, la gratuità del finanziamento (art. 1815 c.c.). Queste eccezioni devono essere supportate da perizie contabili e devono essere proposte in sede di opposizione al decreto ingiuntivo o nel giudizio di merito.

4. Opposizione a decreto ingiuntivo e sospensione

In caso di notificazione di un decreto ingiuntivo da parte di Cerved, è fondamentale presentare opposizione entro 40 giorni per evitare la definitività. L’opposizione consente di dedurre tutte le eccezioni (prescrizione, nullità del contratto, mancata prova della cessione, interessi usurari) e di chiedere la sospensione della provvisoria esecuzione. Se nel frattempo è stato notificato un precetto, l’opposizione può essere estesa agli atti esecutivi. Un’eventuale pignoramento può essere sospeso se il giudice riconosce la fondatezza delle contestazioni o se è stata presentata domanda di sovraindebitamento o definizione agevolata.

5. Trattativa per saldo e stralcio

Quando il debito è fondato ma non sostenibile nella sua interezza, la soluzione più conveniente può essere la transazione a saldo e stralcio. Consiste nel pagamento di una somma inferiore rispetto al dovuto, in un’unica soluzione, con liberatoria piena del creditore. Per giungere ad un accordo vantaggioso occorre:

  1. Verificare la solvibilità del debitore e la percentuale realistica di recupero per il creditore. Spesso Cerved acquista i crediti deteriorati a un valore molto ridotto (talvolta il 10–20 % del nominale) e può essere disposta a chiudere con un pagamento del 30–50 %.
  2. Negoziare per iscritto. Pretendere la sottoscrizione di un accordo che specifichi l’importo, la rinuncia del creditore a ulteriori pretese, la cancellazione delle segnalazioni in centrale rischi e la cancellazione di eventuali ipoteche o pignoramenti.
  3. Evitare riconoscimenti impliciti. Inviare la proposta tramite un avvocato che, in caso di mancato accordo, formuli la proposta “senza riconoscimento del debito” per non interrompere la prescrizione.
  4. Verificare la quietanza liberatoria. Assicurarsi che la quietanza rilasciata a seguito del pagamento contenga l’espressa rinuncia a qualsiasi ulteriore richiesta, poiché la semplice dicitura “quietanza a saldo” non basta .

6. Piani di rientro e rateazioni

Se non è possibile pagare in un’unica soluzione, si può concordare un piano di rientro a rate. Tale soluzione non garantisce il condono di una parte del debito ma evita l’avvio delle procedure esecutive. La rateazione può essere di tipo extragiudiziale (accordo con Cerved) oppure giudiziale nell’ambito di un piano del consumatore o di un concordato. Anche in questo caso è opportuno formalizzare per iscritto l’accordo e verificare che il creditore rinunci ad interessi moratori e spese accessorie.

7. Procedure di sovraindebitamento

Se la posizione debitoria è complessa (più finanziamenti, cartelle esattoriali, debiti di varia natura) e non è sostenibile con gli strumenti ordinari, conviene valutare l’accesso alla procedura di sovraindebitamento prevista dalla Legge 3/2012 e dal Codice della crisi. Con l’assistenza di un OCC si può presentare un piano del consumatore o un concordato minore che prevede il pagamento parziale dei debiti in base alle risorse disponibili e porta all’esdebitazione finale, cioè alla cancellazione del debito residuo .

Per i debitori senza beni né redditi è possibile chiedere l’esdebitazione del debitore incapiente senza dover versare nulla . Il vantaggio di queste procedure è che sospendono le azioni esecutive e consentono di ripartire senza il peso dei debiti.

8. Composizione negoziata per le imprese

Le imprese in crisi (anche quelle con debiti nei confronti di Cerved) possono accedere alla composizione negoziata prevista dal D.L. 118/2021. Presentando istanza alla Camera di commercio, viene nominato un esperto indipendente che assiste l’imprenditore nella negoziazione con i creditori e nella predisposizione di un piano di risanamento . Durante la composizione negoziata l’imprenditore può chiedere misure protettive (sospensione delle azioni esecutive) e, se l’accordo fallisce, accedere a strumenti più incisivi come il concordato o la liquidazione controllata.

Errori comuni da evitare e consigli pratici

  1. Pagare senza controllare. Mai effettuare pagamenti immediati. Richiedi sempre la documentazione per verificare l’esistenza e l’importo del debito.
  2. Ignorare la lettera di sollecito. Anche se il sollecito non è un atto esecutivo, ignorarlo può far ripartire la prescrizione .
  3. Riconoscere il debito telefonicamente. Evita di confermare l’esistenza del debito per telefono o via e-mail senza l’assistenza di un professionista; ogni riconoscimento può interrompere la prescrizione.
  4. Non verificare la cessione. Pretendi la prova dell’inclusione del tuo credito nell’operazione di cessione .
  5. Firmare proposte di saldo e stralcio predisposte dalla controparte. Spesso contengono clausole vessatorie e mancano della rinuncia alle azioni future. Fatti assistere per redigere l’accordo.
  6. Non eccepire la prescrizione nel giudizio. La prescrizione deve essere eccepita dal debitore; il giudice non la rileva d’ufficio (art. 2938 c.c.).
  7. Confondere la società di recupero con l’Autorità. Cerved non è l’Agenzia delle Entrate, non può iscrivere ipoteche né emanare cartelle di pagamento; ogni minaccia va valutata.
  8. Trascurare la privacy. Se la società diffonde dati a terzi o attua prassi invasive (visite a domicilio, telefonate preregistrate), invia un reclamo al Garante .
  9. Aspettare l’arrivo del pignoramento. Intervenire prima è sempre più efficace: la negoziazione è più semplice quando non c’è ancora un titolo esecutivo.
  10. Fidarsi di informazioni non ufficiali. Basati sempre su leggi e sentenze: ad esempio, la mancata iscrizione all’albo del servicer non invalida gli atti ; la quietanza a saldo non estingue il debito se manca un accordo .

Tabelle riepilogative

Principali norme e sentenze citate

Norma/SentenzaContenuto essenzialeRiferimento
Art. 1264 c.c.La cessione del credito è efficace verso il debitore solo dopo l’accettazione o la notifica; per le cessioni in blocco ex art. 58 TUB la pubblicazione in G.U. sostituisce la notifica .Codice civile, Testo Unico Bancario
Art. 58 TUB – Legge 130/1999Le cessioni di portafogli crediti (cartolarizzazioni) sono efficaci senza notifica individuale; necessaria la pubblicazione in Gazzetta ufficiale .Testo Unico Bancario
Cass., ord. 7243/2024La mancata iscrizione del servicer all’albo ex art. 106 TUB non determina la nullità degli atti di recupero crediti .Corte di cassazione
Cass., ord. 7866/2024Il cessionario deve dimostrare che il singolo credito è compreso nella cessione; la sola pubblicazione non basta .Corte di cassazione
Cass., ord. 16743/2024Il sollecito di pagamento non è un atto da impugnare ma interrompe la prescrizione del credito .Corte di cassazione
Cass., sent. 17033/2025La quietanza “a saldo” è mera attestazione di pagamento e non comporta rinuncia; la liberatoria deve essere espressa .Corte di cassazione
Cass., ord. 15512/2025Lo stralcio ex lege dei debiti tributari riguarda il singolo carico fino a 1.000 € e non la cartella complessiva .Corte di cassazione
Vademecum Garante privacyIl recupero crediti deve rispettare la dignità del debitore; sono illecite prassi invasive come visite a domicilio, telefonate preregistrate, divulgazione a terzi .Garante per la protezione dei dati personali
Legge 3/2012 e Codice della crisiPrevedono procedure di concordato minore, ristrutturazione dei debiti del consumatore, liquidazione controllata ed esdebitazione ; accessibili tramite OCC .Legge 3/2012, D.Lgs. 14/2019
D.L. 118/2021 – Composizione negoziataPrevede la nomina di un esperto indipendente per negoziare con i creditori e salvare l’impresa .Decreto legge 118/2021
Legge 108/2025Definizione agevolata (rottamazione quater) perfezionata con la prima rata; pagamento non rimborsabile ; possibilità di tolleranza di 5 giorni .Legge 108/2025

Termini di prescrizione di alcuni debiti comuni

Tipo di creditoTermine di prescrizione ordinarioNote
Mutui e finanziamenti bancari10 anni (art. 2946 c.c.)Può essere interrotto da atti di costituzione in mora, solleciti o decreti ingiuntivi; riparte dal momento dell’atto interruttivo
Rate di leasing, canoni di locazione, servizi periodici5 anni (art. 2948 c.c.)Ogni rata ha prescrizione autonoma; eventuali rate prescritte non sono più esigibili
Cambiali e assegni3 anni (cambiale tratta) o 1 anno (pagherò cambiario)Dopo tali termini il creditore perde la possibilità di agire in via cambiaria ma conserva l’azione causale decennale
Debiti tributari iscritti a ruolo10 anni (art. 2953 c.c. – actio iudicati), ridotti a 5 anni per la maggior parte delle imposte se non c’è titolo giudiziarioOgni cartella contiene più carichi; lo stralcio automatico si applica ai carichi fino a 1.000 €
Interessi e spese accessorieSeguono il termine del credito principaleLa prescrizione degli interessi decorre separatamente se non sono stati richiesti

Domande frequenti (FAQ)

1. Cerved può pignorare i miei beni solo con la lettera di sollecito?

No. La lettera di sollecito non è un titolo esecutivo. Per procedere al pignoramento occorre un decreto ingiuntivo o una sentenza definitiva, seguito da un precetto e da un atto di pignoramento. Fino a quel momento Cerved può solo invitare al pagamento.

2. La lettera di sollecito va impugnata?

Non è un atto impugnabile ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 546/1992. Tuttavia interrompe la prescrizione . È consigliabile rispondere per contestare il debito o richiedere la documentazione.

3. Cosa devo fare se Cerved non dimostra la cessione del mio credito?

Puoi contestare la legittimazione della società chiedendo al giudice il rigetto della domanda di pagamento. La Cassazione ha stabilito che il cessionario deve provare l’inclusione del singolo credito nella cessione .

4. Il mancato pagamento di una rata può far dichiarare il mutuo decaduto e immediatamente esigibile?

I contratti di finanziamento contengono spesso clausole risolutive che consentono alla banca di dichiarare la decadenza dal beneficio del termine. Tuttavia la decadenza deve essere comunicata al debitore e l’intermediario deve rispettare i requisiti del codice del consumo (artt. 40 e 41 del D.Lgs. 206/2005).

5. È vero che le società di recupero crediti non possono telefonare la sera o nei festivi?

Le norme sul telemarketing e sul trattamento dei dati personali impongono limiti di orario (generalmente dalle 9 alle 21 nei giorni feriali). Chiamate ripetute nei festivi o in orari inusuali possono essere considerate molestie e vanno segnalate al Garante.

6. Che cosa comporta la proposta di saldo e stralcio?

È un accordo transattivo in cui il creditore accetta un pagamento ridotto in un’unica soluzione. Deve essere formalizzato per iscritto e deve contenere la rinuncia del creditore a ulteriori pretese. La semplice quietanza “a saldo” non basta .

7. Posso proporre una rateizzazione al posto del saldo e stralcio?

Sì. La rateizzazione non comporta remissione del debito ma permette di evitarne l’esecuzione. Deve essere concordata per iscritto e può prevedere la rinuncia agli interessi moratori. In caso di morosità la rateazione può decadere.

8. Che differenza c’è fra sollecito di pagamento e precetto?

Il sollecito è un invito stragiudiziale, mentre il precetto è l’atto con cui il creditore, munito di titolo esecutivo, intima al debitore di pagare entro 10 giorni. Il precetto è il presupposto per iniziare il pignoramento.

9. Cosa succede se ignoro un decreto ingiuntivo?

Se non presenti opposizione entro 40 giorni dalla notifica, il decreto diventa definitivo e Cerved potrà procedere al pignoramento. In caso di notifica a mezzo PEC la scadenza decorre dalla data di ricezione.

10. Posso eccepire la prescrizione anche dopo la notifica del precetto?

Sì. L’eccezione di prescrizione può essere sollevata in sede di opposizione agli atti esecutivi purché il credito risulti effettivamente prescritto; la notifica del precetto non fa rivivere un credito prescritto.

11. Quali sono i comportamenti illeciti delle società di recupero crediti?

Secondo il Garante privacy sono illeciti: visite domiciliari o sul luogo di lavoro che rendano nota la morosità; comunicazioni telefoniche preregistrate; plichi con la dicitura “recupero crediti”; affissioni di avvisi di mora . Tali condotte possono essere denunciate.

12. Se pago una rata, il termine di prescrizione riparte?

Sì. Ogni pagamento, anche minimo, costituisce riconoscimento del debito e fa decorrere un nuovo termine di prescrizione. Bisogna quindi valutare attentamente prima di versare acconti.

13. La società può comunicare il mio debito ai miei familiari o al datore di lavoro?

No. Può contattare il datore di lavoro solo nel caso di pignoramento dello stipendio, previa autorizzazione del giudice. Ogni comunicazione indiscriminata a terzi viola le norme sulla privacy e può essere sanzionata .

14. Cos’è l’esdebitazione del debitore incapiente?

È una procedura prevista dal Codice della crisi che consente al debitore persona fisica che non ha beni né redditi sufficienti di ottenere la cancellazione dei debiti senza pagare nulla, a condizione di aver agito con diligenza e di non aver commesso colpa grave o dolo .

15. Cosa succede se usufruisco della definizione agevolata ma poi non pago le rate?

La decadenza è immediata: gli importi versati sono considerati acconto e l’Agenzia delle Entrate‐Riscossione riprende le procedure esecutive. Con la rottamazione quater la legge consente un periodo di tolleranza di 5 giorni per ogni scadenza .

16. Le procedure di sovraindebitamento bloccano i pignoramenti in corso?

Sì. Con il deposito della domanda e l’ammissione alla procedura, il giudice può disporre la sospensione delle azioni esecutive e cautelari, consentendo di lavorare al piano senza subire pignoramenti .

17. È possibile chiedere un saldo e stralcio dopo aver ricevuto un pignoramento?

Sì. Anche in fase esecutiva è possibile negoziare una transazione con il creditore, magari mediante conversione del pignoramento (art. 495 c.p.c.), che consente di sostituire i beni pignorati con una somma da versare in unica soluzione o in rate.

18. Quanto offre di solito Cerved per chiudere un debito?

Non esiste una percentuale fissa. Dipende da vari fattori: valore nominale del credito, tempo trascorso, possibilità di recupero coattivo, importo pagato da Cerved per acquistare il credito. In genere le società sono disponibili a chiudere a percentuali comprese tra il 20 e il 50 %, ma è indispensabile una trattativa professionale.

19. Posso essere segnalato come cattivo pagatore se il debito è stato ceduto?

Sì. La cessione del credito non comporta la cancellazione automatica della segnalazione in centrale rischi. Per ottenere la cancellazione occorre estinguere il debito o dimostrarne l’insussistenza.

20. Qual è il vantaggio di rivolgersi a un avvocato cassazionista?

Un avvocato cassazionista, come l’avv. Monardo, può assisterti in ogni grado di giudizio, presentare ricorsi per cassazione e coordinare azioni complesse su tutto il territorio nazionale. Grazie alla collaborazione con commercialisti e consulenti, lo studio offre una strategia integrata che va dalla contestazione del debito alle trattative di saldo e stralcio fino alla gestione della crisi di impresa.

Simulazioni pratiche e esempi

Simulazione 1 – Debito bancario ceduto a Cerved

Situazione:

  • Il sig. Marco nel 2015 stipula un prestito personale di 20.000 € con una finanziaria. Nel 2018 smette di pagare le rate per difficoltà economiche. La finanziaria cede il credito in blocco a una società veicolo di cartolarizzazione e Cerved è nominata servicer per il recupero. Nel 2025 Marco riceve un sollecito da Cerved con richiesta di pagamento di 32.000 € (capitale, interessi e spese).

Analisi:

  1. Verifica cessione: Marco, assistito dall’avvocato, chiede a Cerved la prova dell’inclusione del suo contratto nel portafoglio ceduto. La società esibisce il contratto di cessione e l’elenco dei crediti con l’indicazione del numero pratica.
  2. Prescrizione: L’ultima rata scaduta risale al 2018; il sollecito del 2025 interrompe il termine prescrizionale. La prescrizione decennale scadrebbe dunque nel 2028. Non è possibile eccepirla ora, ma si può contestare la legittimità degli interessi applicati.
  3. Calcolo interessi: Dalla verifica emerge che sono stati applicati interessi di mora usurari e commissioni non pattuite. Il legale contesta tali voci e chiede la rideterminazione del saldo a 12.000 €.
  4. Saldo e stralcio: Dopo una trattativa serrata, Cerved accetta di chiudere il debito con il pagamento di 8.000 € (40 % del capitale originario), in un’unica soluzione, a condizione di estinguere entro 60 giorni. L’accordo viene formalizzato per iscritto; la quietanza liberatoria contiene la rinuncia a ogni ulteriore pretesa e l’impegno a cancellare la segnalazione in centrale rischi.

Risultato: Marco paga 8.000 €, ottiene la liberatoria e chiude definitivamente la posizione.

Simulazione 2 – Debito prescritto

Situazione:

  • La sig.ra Lucia stipula nel 2012 un contratto di fornitura telefonica con una società poi fallita. Nel 2013 riceve una fattura insoluta di 400 €; la società non invia ulteriori solleciti. Nel 2025 riceve una lettera da Cerved che richiede 1.200 € per la fattura più interessi.

Analisi:

  1. Termine di prescrizione: Le fatture per servizi di telecomunicazione si prescrivono in 5 anni. Non risultano atti interruttivi dal 2013 al 2025. Il debito è quindi prescritto.
  2. Risposta al sollecito: Assistita dall’avvocato, Lucia invia una diffida contestando la prescrizione e chiedendo la cancellazione della posizione. Cerved, dopo aver verificato l’assenza di atti interruttivi, chiude la pratica.

Risultato: Lucia non paga nulla e ottiene la cancellazione della pratica senza dover affrontare cause.

Simulazione 3 – Procedura di sovraindebitamento

Situazione:

  • Il sig. Antonio, artigiano, ha accumulato debiti per 100.000 € tra finanziamenti bancari (ceduti a Cerved), tasse arretrate e contributi Inps. Le sue entrate mensili sono di 1.800 € e possiede una casa con ipoteca. Riceve diversi solleciti e precetti.

Analisi:

  1. Verifica delle posizioni: Il legale verifica che parte dei crediti bancari sono stati ceduti a Cerved e che le cartelle esattoriali possono essere definibili mediante rottamazione.
  2. Preparazione del piano del consumatore: Con l’OCC viene redatto un piano di ristrutturazione che prevede la liquidazione della casa ipotecata (valore 80.000 €), il pagamento del 30 % dei debiti chirografari tramite il ricavato e la dilazione del saldo restante su cinque anni.
  3. Omologazione: Il tribunale omologa il piano; le azioni esecutive vengono sospese. Al termine del pagamento, Antonio ottiene l’esdebitazione del debito residuo .

Risultato: Antonio paga circa 30.000 € e ottiene la liberazione da 100.000 € di debiti, riprendendo la sua attività senza pressioni.

Conclusione

Ricevere una lettera di sollecito da Cerved Credit Collection non significa essere già condannati a pagare integralmente il debito o subire un pignoramento. Come abbiamo visto, le norme italiane e la giurisprudenza riconoscono al debitore numerosi diritti e strumenti di tutela: dalla richiesta di documentazione alla contestazione della cessione, dalla eccezione di prescrizione alle opposizioni giudiziarie. La Corte di cassazione ha ricordato che l’iscrizione del servicer all’albo non incide sulla validità degli atti , che l’avviso di intimazione interrompe la prescrizione senza obbligo di impugnazione , e che la quietanza a saldo non comporta rinuncia se manca un accordo espresso . Il Garante privacy, dal canto suo, ha fissato regole per impedire prassi vessatorie nel recupero crediti .

Quando il debito è fondato ma insostenibile, la negoziazione di un saldo e stralcio o la rateazione possono offrire una via d’uscita conveniente. In alternativa, le procedure di sovraindebitamento e la composizione negoziata della crisi consentono di chiudere i debiti con pagamenti proporzionati alle reali capacità. È fondamentale, però, agire tempestivamente: ogni atto può interrompere la prescrizione o aggravare la situazione.

Lo Studio Legale Monardo mette a disposizione competenze trasversali in diritto bancario, tributario e della crisi di impresa. Grazie alla qualifica di avvocato cassazionista, di gestore della crisi da sovraindebitamento e di esperto negoziatore, l’avv. Giuseppe Angelo Monardo può assisterti in ogni fase: dall’analisi della documentazione alla contestazione giudiziaria, dalla trattativa con Cerved alla predisposizione di un piano di rientro o di un accordo di composizione. Non aspettare che la situazione precipiti: la tempestività è la migliore difesa.

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