Introduzione: perché questo tema è cruciale per i professionisti CRM indebitati
Chi svolge attività nel campo della Customer Relationship Management (CRM) opera in un contesto competitivo, dove rapporti continuativi con clienti e fornitori sono essenziali. Tuttavia, l’elevata complessità fiscale e bancaria italiana rende facile incorrere in debiti tributari o bancari che, se non gestiti con tempestività, possono sfociare in procedure esecutive e mettere a rischio la continuità aziendale. Le recenti modifiche normative – come il Testo unico in materia di versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025) che entrerà in vigore dal 1º gennaio 2026 , le nuove definizioni agevolate introdotte dalla legge di bilancio 2026 (Legge 199/2025) e la riforma del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) – impongono al professionista debitore di conoscere sia i propri diritti di difesa sia le strategie legali per evitare sanzioni, interessi, pignoramenti e ipoteche.
Il pericolo maggiore deriva dall’inerzia. Ricevere una cartella di pagamento, un preavviso di iscrizione ipotecaria o un pignoramento del conto corrente senza reagire entro i termini di legge significa rendere definitivo il debito . La Corte di Cassazione ha chiarito che l’intimazione di pagamento è un atto autonomamente impugnabile; se non viene contestato entro 60 giorni, la pretesa fiscale diventa definitiva e non è più possibile eccepire la prescrizione . Inoltre, con il pignoramento esattoriale, la banca è obbligata a trasferire all’agente della riscossione tutto il saldo presente e gli accrediti successivi fino a 60 giorni , e se il terzo non paga entro quel termine il vincolo decade e l’agente dovrà avviare un pignoramento ordinario .
Nel contesto bancario, la contestazione di tassi usurari o anatocistici è complessa. La Cassazione ha ribadito che il piano di ammortamento “alla francese” non comporta anatocismo perché gli interessi sono calcolati sul capitale residuo e si estinguono ad ogni rata . Per verificare l’usura occorre confrontare i tassi con il valore soglia previsto dalla legge 108/1996, valutando separatamente interessi corrispettivi e moratori .
Queste criticità richiedono competenze multidisciplinari: conoscenza delle leggi tributarie, esperienza nel diritto bancario, capacità di negoziare con l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) e con gli istituti di credito, e, spesso, accesso a procedure paraconcorsuali (ad esempio concordato minore, ristrutturazione dei debiti del consumatore, liquidazione controllata ed esdebitazione ).
Chi siamo: l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con molti anni di esperienza nella tutela dei debitori. Coordina un team nazionale di avvocati e commercialisti specializzati nel diritto bancario e tributario, affiancando professionisti e imprese nella gestione di debiti fiscali, bancari e societari. È Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi tenuti dal Ministero della Giustizia, come previsto dalla legge 3/2012 e dal regolamento attuativo D.M. 202/2014 , e professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC). Inoltre è esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 (convertito con modificazioni nella L. 147/2021), che affianca l’imprenditore in percorsi di composizione negoziata .
Grazie alla sua esperienza, l’Avv. Monardo offre un’assistenza completa:
- Analisi preliminare degli atti per verificare la legittimità delle pretese fiscali o bancarie e individuare vizi formali (omessa notifica, difetto di motivazione, prescrizione, ecc.).
- Ricorsi tributari e opposizioni esecutive per contestare cartelle, intimazioni, preavvisi di ipoteca o di fermo, pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi.
- Sospensioni della riscossione: presentazione delle istanze di sospensione legale (art. 1, commi 537-544, L. 228/2012) che sospendono la riscossione in presenza di errori, pagamenti già effettuati, prescrizione o annullamento del tributo .
- Trattative stragiudiziali con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e con gli istituti bancari per piani di rientro, transazioni fiscali, saldi e stralci e definizioni agevolate (rottamazioni, saldo e stralcio).
- Accesso agli strumenti di composizione della crisi, come il concordato minore e la ristrutturazione dei debiti del consumatore , e assistenza per la preparazione del piano e l’omologa giudiziale.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
Il quadro normativo che disciplina la riscossione fiscale, le procedure esecutive e la tutela del debitore è articolato. Di seguito vengono richiamate le principali norme e recenti pronunce giurisprudenziali che un professionista CRM indebitato deve conoscere.
1. Il Testo unico versamenti e riscossioni (D.Lgs. 33/2025)
Dal 1º gennaio 2026 entrerà in vigore il Testo unico in materia di versamenti e di riscossione (D.Lgs. 33/2025), che riordina in un testo organico la disciplina dei versamenti e della riscossione . Secondo l’analisi di Quotidianopiù, il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2025 e suddivide la materia in tredici titoli: raccolta dei versamenti (F24 e F23), norme particolari per le singole imposte (reddito, IVA, registro, ipotecaria, successioni) e rimborsi . Lo scopo è coordinare la frammentata normativa previgente e sostituirà parti del D.P.R. 602/1973 in materia di riscossione coattiva.
2. Le norme sulla riscossione coattiva e il pignoramento esattoriale
La riscossione coattiva delle imposte è attualmente disciplinata dal D.P.R. 602/1973, i cui articoli 72 e 72-bis regolano il pignoramento presso terzi (es. conti correnti). L’art. 72-bis dispone che, notificato l’ordine di pagamento, il terzo (banca) deve versare all’agente della riscossione la somma dovuta entro 60 giorni; la banca è considerata custode e responsabile del credito . In caso di pignoramento del conto corrente, la Corte di Cassazione ha affermato che la banca deve trasferire non solo il saldo esistente alla data di notifica ma anche gli accrediti ricevuti nei 60 giorni successivi . Se il terzo non paga entro tale termine, il vincolo perde efficacia e l’agente deve procedere con un pignoramento ordinario ex art. 543 c.p.c. .
Con il D.Lgs. 33/2025 molte di queste norme saranno riformulate, ma la Corte ha precisato che la nuova disciplina mantiene sostanzialmente invariata la portata dell’attuale art. 72-bis . Pertanto, le regole sui 60 giorni e sulla responsabilità del terzo restano un riferimento per la gestione del conto corrente pignorato.
3. Limiti alla pignorabilità di stipendi e pensioni
L’art. 545 c.p.c. prevede che stipendi e pensioni siano pignorabili entro limiti percentuali e con una soglia di impignorabilità. La Corte Costituzionale, esaminando l’art. 69 della L. 153/1969 (recupero indebiti previdenziali), ha ricordato che la norma generale garantisce una fascia di impignorabilità pari al doppio dell’assegno sociale o comunque non inferiore a €1.000, e la pignorabilità si applica solo sulla parte eccedente . Anche se la decisione riguardava i crediti INPS, tale pronuncia conferma che per i debiti comuni (fisco e banche) la pensione può essere pignorata solo entro i limiti del quinto sulla parte eccedente la soglia, mentre la parte minima è intangibile .
4. Prescrizione e decadenza delle cartelle: la Cassazione del 2025
L’Ordinanza n. 28706/2025 della Cassazione ha stabilito che il debito fiscale non si prescrive automaticamente; occorre contestare l’intimazione di pagamento entro 60 giorni dalla notifica. Se il contribuente non solleva l’eccezione di prescrizione in sede di ricorso, il credito diventa definitivo e non potrà più essere impugnato . La sentenza ricorda inoltre i diversi termini di prescrizione: 10 anni per le imposte erariali, 5 anni per tributi locali e contributi previdenziali, 3 anni per il bollo auto .
5. Preavviso di ipoteca e fermo amministrativo
L’art. 77, comma 2-bis, D.P.R. 602/1973 impone all’agente della riscossione di notificare un preavviso di iscrizione ipotecaria prima di iscrivere l’ipoteca. La Cassazione (ordinanza n. 25456/2025) ha precisato che questo preavviso è un mero atto informativo: deve indicare il titolo e l’importo del debito, ma non è necessario specificare il bene che sarà ipotecato . Per i veicoli, il preavviso di fermo è impugnabile davanti al giudice tributario. L’ordinanza n. 7156/2025 afferma che il preavviso di fermo è autonomamente impugnabile e non presuppone la notifica di un’intimazione, ma il contribuente può eccepire la strumentalità del veicolo; spetta a lui provare che il mezzo è strumentale all’attività per evitare il fermo .
6. Sanzioni tributarie e successione
In tema di sanzioni, la Cassazione (ordinanza n. 22476/2025) ha ribadito che le sanzioni tributarie sono personali e non si trasmettono agli eredi. Ai sensi degli artt. 2 e 8 del D.Lgs. 472/1997, con la morte del contribuente le sanzioni si estinguono e non possono essere richieste agli eredi .
7. Usura e anatocismo bancario
Per quanto riguarda i debiti bancari, la giurisprudenza del 2025 ha fornito importanti chiarimenti. L’ordinanza n. 7382/2025 della Cassazione, commentata su Cammino Diritto, conferma che il piano di ammortamento “alla francese” è legittimo: gli interessi sono calcolati sul capitale residuo e non vi è capitalizzazione composta . Di conseguenza, il metodo non costituisce anatocismo. Inoltre, ai fini dell’usura si devono considerare separatamente gli interessi corrispettivi e moratori, confrontandoli con il tasso soglia previsto dalla L. 108/1996 . La contestazione di tassi usurari richiede quindi un’analisi tecnica delle condizioni contrattuali e dei decreti ministeriali sui tassi effettivi globali medi.
8. Pignoramento esattoriale e durata del vincolo
L’ordinanza n. 30214/2025 ha chiarito che il pignoramento esattoriale ex art. 72-bis perde efficacia se il terzo pignorato non paga entro 60 giorni. La Cassazione ha affermato che il vincolo è una fase prodromica all’espropriazione e non può prolungarsi sine die; pertanto l’agente della riscossione, trascorsi 60 giorni senza pagamento, deve procedere con il pignoramento ordinario . La decisione rafforza la tutela del contribuente, che potrà riutilizzare il conto se l’agente non agisce tempestivamente.
9. Riforma del Codice della crisi e procedure di sovraindebitamento
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), entrato in vigore il 15 luglio 2022 e modificato dal D.Lgs. 136/2024, ha sostituito la legge 3/2012 e ha introdotto diverse procedure per i soggetti sovraindebitati. La riforma consente a consumatori, lavoratori autonomi, agricoltori, start-up innovative e imprenditori sotto soglia (imprese con ricavi inferiori a 200.000 euro, attivo inferiore a 300.000 euro e debiti inferiori a 500.000 euro ) di accedere a quattro strumenti principali :
- Concordato minore – l’imprenditore o il professionista propone ai creditori un piano di pagamento parziale dei debiti; è necessario l’assenso dei creditori che rappresentano almeno il 50 % dei crediti ammessi. Il D.Lgs. 136/2024 ha inserito il nuovo comma II-bis dell’art. 75 CCII, consentendo al debitore persona fisica di continuare a pagare le rate del mutuo sull’abitazione principale se ha adempiuto le proprie obbligazioni o il giudice lo autorizza .
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore – rivolta a persone fisiche che non esercitano attività d’impresa; non richiede l’approvazione dei creditori. È possibile includere il pagamento delle rate del mutuo ipotecario sulla casa principale .
- Liquidazione controllata – il patrimonio del debitore è venduto per soddisfare i creditori. Una volta conclusa, il debitore può ottenere l’esdebitazione.
- Esdebitazione del debitore incapiente – per chi non ha beni né redditi sufficienti; consente di liberarsi dai debiti residui dopo un periodo di osservazione.
L’accesso a queste procedure richiede l’assistenza di un Organismo di composizione della crisi (OCC). La legge 3/2012 e il D.M. 202/2014 hanno istituito un Registro presso il Ministero della Giustizia e previsto che il debitore sia affiancato da un gestore della crisi . Gli OCC svolgono un ruolo cruciale: analizzano la situazione economica, redigono la relazione del gestore, assistono nella predisposizione del piano e vigilano sull’esecuzione.
Con il D.L. 118/2021, convertito nella L. 147/2021, è stata introdotta la composizione negoziata della crisi d’impresa. L’imprenditore in squilibrio può chiedere alla Camera di Commercio di nominare un esperto indipendente che faciliti le trattative con i creditori. La relazione illustrativa definisce l’esperto come “un soggetto dotato di competenze specifiche, terzo e indipendente, incaricato di agevolare le trattative necessarie per il risanamento dell’impresa” . L’albo degli esperti è tenuto presso le Camere di Commercio e l’incarico è attribuito da una commissione che può selezionare anche professionisti di altre regioni .
10. Rottamazione “quinquies” (Legge 199/2025)
La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto la rottamazione quinquies, una nuova definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. La norma (art. 1, commi 82-110) prevede che i debiti per omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni o dagli accertamenti ex art. 36-bis e 36-ter possano essere saldati senza pagare sanzioni, interessi di mora e aggio , versando solo capitale e spese di notifica. Le somme possono essere pagate in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o fino a 54 rate bimestrali di pari importo . In caso di rateizzazione, dal 1º agosto 2026 si applica un interesse del 3% annuo .
Per aderire, il contribuente deve presentare domanda entro il 30 aprile 2026 in modalità telematica . La presentazione sospende i termini di prescrizione e decadenza e blocca le procedure esecutive: non possono essere iscritti nuovi fermi o ipoteche, né avviate o proseguite procedure esecutive . L’adesione comporta l’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti sui carichi inclusi, che vengono sospesi e poi estinti con il pagamento della prima rata .
La rottamazione quinquies rappresenta una possibilità concreta per estinguere debiti fiscali risparmiando fino al 60% del totale , ma richiede una valutazione attenta dei carichi e della capacità di pagamento.
11. Altre definizioni agevolate e istituti alternativi
Oltre alla rottamazione quinquies, esistono altri strumenti per ridurre o rateizzare i debiti fiscali:
- Rateizzazione amministrativa (art. 19 D.P.R. 602/1973): consente di frazionare i debiti fino a 120 rate mensili; per importi fino a 120 000 euro è possibile richiedere la rateizzazione online. In caso di temporanea difficoltà, l’AdER può concedere una dilazione fino a 10 anni .
- Sospensione legale della riscossione (L. 228/2012): entro 60 giorni dalla notifica della cartella si può chiedere la sospensione allegando la prova di pagamento, la sussistenza di un provvedimento di sgravio, la prescrizione o decadenza del credito, una sospensione amministrativa o giudiziale, o una sentenza che annulla il debito .
- Transazione fiscale nell’ambito di concordati preventivi o accordi di ristrutturazione dei debiti: prevede la possibilità di ridurre imposte e contributi previa accettazione dell’Agenzia delle Entrate.
- Saldo e stralcio: lo stralcio dei debiti previsto in precedenti leggi di bilancio per i contribuenti con ISEE basso; attualmente i residui stralci sono disciplinati per specifiche annualità.
Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto
Quando l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione o la banca notifica un atto (cartella, intimazione, pignoramento o ipoteca), il tempo è fondamentale. Di seguito una procedura operativa per il professionista CRM indebitato.
1. Verifica formale dell’atto
Appena ricevuto l’atto, occorre verificare:
- La regolarità della notifica: la cartella deve essere notificata tramite PEC o raccomandata AR. Se la notifica è nulla o manca, l’atto può essere annullato.
- Il titolo e la motivazione: la cartella deve indicare la natura del debito, l’imposta, l’anno e la somma richiesta. In caso di cartelle successive all’accertamento con adesione, la Cassazione ha affermato che è sufficiente il richiamo al provvedimento originario , ma bisogna controllare che l’atto non contenga errori di calcolo o duplicazioni.
- La decadenza o prescrizione: verificare il tempo trascorso dalla formazione del titolo esecutivo. Se il termine di 5 o 10 anni (a seconda del tributo) è trascorso, eccepire la prescrizione immediatamente nel ricorso .
2. Calcolo del debito e analisi economica
Prima di decidere come agire, è fondamentale calcolare l’importo esatto del debito e verificare la propria capacità finanziaria. In particolare:
- Valutare se il debito è riferito a sole imposte (niente sanzioni) o comprende sanzioni e interessi. La rottamazione quinquies consente di eliminare sanzioni, interessi di mora e aggio .
- Controllare eventuali pregresse rateizzazioni: la presentazione dell’istanza di rottamazione sospende i pagamenti già in corso .
- Analizzare la propria liquidità e le entrate future per decidere se pagare in un’unica soluzione, rateizzare o avviare una procedura concorsuale.
3. Scelta del rimedio
Dopo la verifica, il professionista, con l’assistenza dell’Avv. Monardo e del suo team, può intraprendere diverse strade:
- Pagamento integrale o rateizzato: se il debito è corretto e la disponibilità economica lo permette, si può pagare entro 60 giorni per evitare ulteriori interessi . In alternativa, richiedere la rateizzazione fino a 120 rate; i carichi affidati dal 2000 al 2023 possono essere inseriti nella rottamazione quinquies per beneficiare delle agevolazioni .
- Impugnazione: quando vi sono vizi formali (mancata motivazione, notifica irregolare) o sostanziali (prescrizione, difetto di prova, infondatezza del tributo), l’atto può essere impugnato presso la Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni. La stessa possibilità sussiste per l’opposizione a preavvisi di ipoteca o fermo . Nelle controversie bancarie, occorre depositare ricorso in tribunale chiedendo la nullità delle clausole usurarie o anatocistiche.
- Sospensione della riscossione: in attesa della decisione sul ricorso, si può chiedere al giudice la sospensione degli effetti dell’atto, dimostrando il periculum in mora (ad esempio, l’impossibilità di continuare l’attività senza accesso al conto corrente).
- Rottamazione quinquies o altre definizioni agevolate: se il debito rientra nella definizione agevolata, presentare l’istanza entro il 30 aprile 2026 . Tale scelta sospende le procedure e consente di pagare solo il capitale e le spese .
- Procedure di sovraindebitamento: quando il debito è insostenibile o l’attività è in crisi, valutare il concordato minore, la ristrutturazione dei debiti del consumatore o la liquidazione controllata . L’accesso richiede l’assistenza di un OCC e l’intervento del gestore della crisi.
4. Redazione del ricorso o del piano
Una volta scelto il rimedio:
- Ricorso tributario: deve indicare l’atto impugnato, i motivi (vizi di notifica, prescrizione, violazione di legge), le prove, l’eventuale richiesta di sospensione e la quantificazione del valore di lite. È essenziale allegare la documentazione (cartelle, avvisi, estratti di ruolo) e le sentenze di riferimento.
- Ricorso bancario: nelle cause per usura o anatocismo, allegare copia del contratto di mutuo, estratti conto, calcoli comparativi dei tassi e i decreti ministeriali sul TEGM. È necessario dimostrare che i tassi pattuiti superano il tasso soglia e formulare un piano alternativo di ammortamento.
- Domanda di composizione negoziata: si presenta alla Camera di Commercio e deve contenere i dati patrimoniali dell’impresa, l’indicazione delle cause della crisi, le misure che si intendono adottare e la richiesta di nomina di un esperto. L’esperto indipendente coadiuva l’imprenditore e redige una relazione sulle trattative . Se le trattative hanno esito positivo, l’accordo può essere omologato dal tribunale; in caso contrario si può accedere a una procedura concorsuale.
- Domanda di sovraindebitamento: presentata al tribunale competente tramite l’OCC, deve includere elenco dei creditori, inventario dei beni, certificato ISEE, attestazione del gestore e proposta di piano o liquidazione.
5. Udienza e decisione
Nei ricorsi tributari, dopo lo scambio di memorie, il giudice fissa l’udienza di discussione. È possibile che la decisione intervenga diversi mesi dopo la notifica; durante tale periodo, se è stata concessa la sospensione, le procedure esecutive restano sospese. Nelle controversie bancarie, il procedimento può essere più lungo e richiede consulenze tecniche per calcolare i tassi effettivi.
Per le procedure concorsuali, il tribunale valuta la fattibilità del piano, l’attestazione del gestore e l’eventuale consenso dei creditori; in caso di omologa, il piano diventa vincolante per tutti i creditori.
Difese e strategie legali
Affrontare il fisco e le banche richiede un mix di strategie difensive e soluzioni proattive. Di seguito le principali.
Contestazione della cartella e dell’intimazione
- Difetto di notifica: se l’atto non è stato notificato correttamente (ad esempio tramite PEC non valida o non consegnata), il ricorso può chiederne l’annullamento. La Cassazione ha riconosciuto la nullità della cartella non notificata o notificata a soggetto diverso dal contribuente.
- Vizi di motivazione: la cartella deve indicare i presupposti del debito; tuttavia, dopo la riforma, la Cassazione ha stabilito che, per le cartelle emesse a seguito di un accertamento con adesione, è sufficiente richiamare il provvedimento originario . Nonostante ciò, è opportuno verificare che il contenuto dell’accertamento sia effettivamente noto al contribuente e che non vi siano errori.
- Prescrizione e decadenza: come illustrato, l’intimazione è l’atto conclusivo che consente di eccepire la prescrizione . Il ricorso deve contenere esplicitamente l’eccezione, indicando il termine applicabile (3, 5 o 10 anni) e allegando documenti che provino la data di notifica dell’ultimo atto.
- Difesa da preavvisi di ipoteca e fermo: impugnare il preavviso quando l’importo è inferiore alla soglia di esenzione (3.000 euro per ipoteca, 800 euro per fermo), quando sono trascorsi più di un anno dall’ultima notifica valida o quando il bene è strumentale all’attività (ad es. veicolo necessario per l’attività di consulenza CRM). Il contribuente deve dimostrarne l’uso strumentale .
- Opposizione al pignoramento: nel pignoramento presso terzi, il contribuente può eccepire la nullità per mancato rispetto dei limiti di pignorabilità (stipendi, pensioni), la mancata notifica dell’atto presupposto o la violazione dei 60 giorni. Può inoltre chiedere al giudice l’assegnazione delle somme pignorate nei limiti consentiti o la riduzione del prelievo per esigenze familiari.
Strategie nei debiti bancari
- Contestazione del tasso di interesse: per i mutui a tasso fisso o variabile con ammortamento “alla francese”, la Cassazione ha escluso l’anatocismo . Tuttavia, se il tasso applicato supera il tasso soglia dell’usura, si può chiedere la nullità parziale del contratto e la restituzione degli interessi pagati in eccesso. È necessario un consulente tecnico che effettui il calcolo del TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) e lo confronti con i decreti ministeriali.
- Verifica della trasparenza contrattuale: la banca deve consegnare al cliente il contratto e i documenti informativi. La mancata indicazione del TAEG o l’inserimento di clausole vessatorie (ad esempio capitalizzazione di interessi non pattuita) possono determinare la nullità di tali clausole.
- Rinegoziazione o saldo e stralcio: spesso la banca è disponibile a rinegoziare il debito o a concedere uno sconto a saldo e stralcio se il debitore dimostra difficoltà oggettive. L’Avv. Monardo può avviare trattative utilizzando la documentazione reddituale e patrimoniale del cliente e dimostrando che una soluzione stragiudiziale è più conveniente rispetto alla causa.
- Azioni giudiziarie per usura e anatocismo: se la banca non accetta la rinegoziazione, si può agire in giudizio per far dichiarare l’usura o l’illegittima capitalizzazione. Attenzione: la Cassazione richiede di proporre un calcolo alternativo e di indicare espressamente le norme violate; motivi generici sono considerati inammissibili .
Utilizzo degli strumenti concorsuali e della composizione negoziata
- Concordato minore: consente di proporre ai creditori un pagamento parziale, spesso con un taglio importante del debito e un piano di rientro sostenibile. Il tribunale nomina un giudice delegato e un OCC; se i creditori rappresentanti almeno il 50 % votano a favore, il piano viene omologato. Grazie al correttivo 2024, il debitore persona fisica può conservare la casa pagando le rate del mutuo alla scadenza .
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore: non richiede il voto dei creditori e permette di pianificare un rimborso parziale proporzionato al reddito del consumatore. È adatta per liberi professionisti o privati senza attività imprenditoriale.
- Liquidazione controllata: è indicata quando il patrimonio è modesto. Il liquidatore vende i beni del debitore e ripartisce il ricavato. Dopo la procedura, il debitore può ottenere l’esdebitazione e ripartire senza debiti.
- Esdebitazione del debitore incapiente: è possibile solo se il debitore non possiede beni o redditi rilevanti. Dopo quattro anni di osservazione, il tribunale può esdebitare i debiti residui, tranne quelli non esdebitabili (obbligazioni alimentari, multe penali, risarcimenti da dolo).
- Composizione negoziata della crisi d’impresa: lo strumento introdotto dal D.L. 118/2021 prevede la nomina di un esperto indipendente che assiste l’imprenditore nella negoziazione con i creditori. È un processo stragiudiziale che può sfociare in accordi di ristrutturazione o piani attestati. L’esperto deve essere terzo e indipendente; è nominato dalla Camera di Commercio e scelto da una commissione tra professionisti iscritti in un apposito elenco .
Tabelle riepilogative
| Norma o istituto | Contenuto e funzione | Riferimento normativo/giurisprudenziale |
|---|---|---|
| Pignoramento presso terzi (60 giorni) | La banca deve versare all’agente il saldo del conto e gli accrediti successivi entro 60 giorni; se non lo fa il vincolo perde efficacia e l’agente deve procedere con pignoramento ordinario | Cass. n. 28520/2025 |
| Prescrizione cartelle | Il debitore deve eccepire la prescrizione impugnando l’intimazione entro 60 giorni; altrimenti il debito diventa definitivo | Cass. ord. 28706/2025 |
| Soglia impignorabilità pensioni | Impignorabile il doppio dell’assegno sociale (min. €1.000); pignoramento solo sulla parte eccedente | Corte Cost. sent. 216/2025 |
| Rottamazione quinquies | Definizione agevolata dei carichi 2000‑2023: pagamento del solo capitale e spese, in unica soluzione o 54 rate bimestrali; sospensione delle procedure | L. 199/2025, commi 82‑110 |
| Concordato minore | Procedura di sovraindebitamento che richiede il voto dei creditori; il nuovo art. 75 comma II-bis CCII permette di conservare la casa pagando le rate del mutuo | D.Lgs. 14/2019, art. 75, comma II-bis, introdotto dal D.Lgs. 136/2024 |
| Ristrutturazione debiti consumatore | Piano per consumatori senza impresa; non richiede approvazione dei creditori; permette di continuare a pagare il mutuo sulla casa | D.Lgs. 14/2019, art. 67 (richiamato) |
| Composizione negoziata | Procedura stragiudiziale con nomina di un esperto indipendente per ristrutturare l’impresa | D.L. 118/2021 e L. 147/2021 |
| Organismi di composizione della crisi (OCC) | Registro tenuto dal Ministero della Giustizia; assistenza obbligatoria nelle procedure; istituito dalla L. 3/2012 e dal D.M. 202/2014 | Ministero della Giustizia |
| Sospensione legale della riscossione | Possibilità di sospendere la cartella entro 60 giorni se si prova il pagamento, lo sgravio, la prescrizione o la sentenza favorevole | L. 228/2012, art. 1, commi 537‑544 |
Domande frequenti (FAQ)
1. Ho ricevuto una cartella di pagamento per un debito del 2015. Posso eccepire la prescrizione?
Sì, ma solo se presenti un ricorso entro 60 giorni dalla notifica dell’intimazione di pagamento. La Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei debiti fiscali non è rilevabile d’ufficio e deve essere eccepita impugnando l’intimazione . Se non agisci, il debito diventa definitivo. I termini: 10 anni per tributi erariali, 5 anni per tributi locali e contributi previdenziali, 3 anni per il bollo auto.
2. Il preavviso di fermo amministrativo è impugnabile?
Sì. L’ordinanza n. 7156/2025 della Cassazione ha riconosciuto che il preavviso di fermo è autonomamente impugnabile e non richiede la notifica di un’intimazione precedente . Puoi contestare la legittimità del fermo o dimostrare che il veicolo è strumentale alla tua attività.
3. Quanto tempo rimane bloccato un conto pignorato dall’AdER?
In un pignoramento esattoriale, la banca deve versare all’AdER tutto il saldo presente e gli accrediti successivi entro 60 giorni . Se non lo fa, il pignoramento perde efficacia e l’agente deve procedere con pignoramento ordinario . Durante i 60 giorni il conto è bloccato; trascorso il termine senza pagamento, la banca può sbloccare il conto.
4. Posso aderire alla rottamazione quinquies se ho già un piano di rateizzo in corso?
Sì. La presentazione della domanda di rottamazione sospende i pagamenti dovuti per le dilazioni in corso . Tuttavia, devi dichiarare nell’istanza eventuali giudizi pendenti sui carichi e rinunciarvi . Se non paghi due rate, anche non consecutive, perdi i benefici .
5. I debiti bancari possono essere stralciati come quelli fiscali?
Le banche non sono obbligate a concedere stralci; tuttavia è possibile negoziare saldi e stralci quando il debitore dimostra una situazione di difficoltà reale. In caso di usura o anatocismo, il giudice può dichiarare la nullità delle clausole e ridurre il debito. La Cassazione ha chiarito che nel piano “alla francese” non c’è anatocismo ; per usura si devono considerare separatamente interessi corrispettivi e moratori .
6. Che differenza c’è tra concordato minore e ristrutturazione del debito del consumatore?
Il concordato minore è rivolto a imprenditori, professionisti e imprenditori sotto soglia e richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori; consente di mantenere l’abitazione principale pagando il mutuo . La ristrutturazione del debito del consumatore è riservata a persone fisiche non imprenditori; non richiede il voto dei creditori e consente un piano personalizzato . Entrambe richiedono l’assistenza di un OCC e l’omologa del tribunale.
7. Cosa succede se perdo il processo tributario?
Se il giudice rigetta il ricorso, la cartella diventa definitiva e devi pagare entro i termini fissati, salvo rateizzare. Potresti essere condannato alle spese di giudizio. In caso di gravi vizi, è possibile impugnare in appello entro 60 giorni e successivamente in Cassazione.
8. L’Agenzia delle Entrate può iscrivere ipoteca sulla mia casa senza avvisarmi?
No. L’art. 77 D.P.R. 602/1973 prevede l’obbligo di notifica del preavviso di iscrizione ipotecaria con un termine di 30 giorni per pagare o ricorrere. Il preavviso deve indicare il titolo e l’importo ma non il bene da ipotecare . Senza preavviso, l’ipoteca è nulla.
9. Come si calcola la fascia impignorabile della pensione?
Secondo la Corte Costituzionale, la parte impignorabile è pari al doppio dell’assegno sociale (circa 600 euro x 2) e comunque non inferiore a 1.000 euro . Il pignoramento può colpire solo la parte eccedente, nel limite del quinto. Per i crediti INPS da indebiti previdenziali, l’art. 69 L. 153/1969 consente di trattenere un quinto dell’intera pensione; la Corte ha ritenuto legittima la norma poiché tutela la sostenibilità del sistema .
10. Il prelievo forzoso sul conto è legale?
Sì, nei limiti previsti dal D.P.R. 602/1973. Il pignoramento presso terzi permette all’AdER di bloccare il conto e prelevare le somme dovute, ma deve rispettare la soglia impignorabile e i termini procedurali. Se la banca trasferisce somme oltre il dovuto o prima dei 60 giorni, può essere citata in giudizio per danni.
11. Posso ottenere la sospensione del pignoramento se avvio una procedura concorsuale?
Sì. Con la domanda di concordato minore o di ristrutturazione dei debiti del consumatore, il tribunale può sospendere le procedure esecutive fino all’omologa del piano. Anche la presentazione dell’istanza di rottamazione quinquies sospende le esecuzioni .
12. Se la banca applica un tasso usurario, il contratto è nullo?
L’usura determina la nullità della clausola relativa agli interessi e l’applicazione del tasso legale. Tuttavia, occorre dimostrare con perizia che il tasso applicato supera il tasso soglia. La Cassazione impone la separata valutazione di interessi corrispettivi e moratori e ha rigettato ricorsi generici .
13. Cosa succede se non pago due rate della rottamazione quinquies?
Decadi dalla rottamazione. La legge prevede una decadenza rigida: il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, comporta la perdita dei benefici e il ripristino delle somme originarie .
14. Le sanzioni fiscali si trasmettono agli eredi?
No. Le sanzioni tributarie hanno natura personale e si estinguono con la morte del contribuente. La Cassazione ha confermato che gli eredi non sono tenuti al pagamento delle sanzioni . Gli eredi rispondono solo delle imposte dovute nel limite dell’eredità.
15. Posso difendermi da un pignoramento se il debito è contestato?
Sì. Puoi proporre opposizione all’esecuzione o opposizione agli atti esecutivi davanti al giudice dell’esecuzione. Devi dimostrare l’inesistenza del debito o la nullità dell’atto. È consigliabile chiedere la sospensione dell’esecuzione e allegare copia del ricorso tributario o della causa bancaria in corso.
16. È possibile estinguere i debiti senza vendere la casa?
Sì, nel concordato minore e nella ristrutturazione dei debiti del consumatore è possibile prevedere il mantenimento della casa se il debitore ha adempiuto o se il giudice lo autorizza, come previsto dal nuovo art. 75 comma II-bis CCII . Anche con la composizione negoziata si può negoziare con i creditori la conservazione dell’abitazione principale.
17. Se l’AdER non agisce dopo 60 giorni, posso utilizzare il mio conto?
Sì. La Cassazione ha chiarito che il vincolo del pignoramento esattoriale non può durare oltre 60 giorni. Se la banca non riceve ordine di pagamento o pignoramento ordinario, può sbloccare il conto .
18. Devo rivolgermi ad un avvocato o posso gestire da solo il ricorso?
La materia tributaria e bancaria è complessa e richiede competenze tecniche. Un avvocato esperto può individuare vizi formali, calcolare la prescrizione, negoziare con l’AdER e preparare ricorsi efficaci. Nel caso delle procedure di sovraindebitamento, la legge impone l’assistenza di un OCC .
19. Cosa succede se aderisco alla rottamazione quinquies e poi non pago?
In caso di decadenza, l’AdER recupera le somme non pagate, comprese sanzioni, interessi e aggio, e riprende le procedure esecutive. Potrai comunque chiedere la rateizzazione ordinaria, ma perderai lo sconto previsto dalla definizione.
20. Posso accedere alla composizione negoziata se sono un professionista?
Sì. Il D.L. 118/2021 prevede che imprenditori commerciali, artigiani, professionisti e società possano richiedere la composizione negoziata. Il requisito principale è la probabile crisi o insolvenza; non è necessario essere già insolventi. La procedura si apre con la nomina di un esperto indipendente .
Esempi pratici e simulazioni numeriche
1. Simulazione di rottamazione quinquies
Scenario: una società di consulenza CRM ha ricevuto cartelle per debiti IVA e IRPEF riferiti agli anni 2015‑2018 per un totale di 100.000 euro, di cui 60.000 capitale e 40.000 tra sanzioni, interessi e aggio. Le cartelle rientrano nel periodo 2000‑2023 e sono affidate all’AdER.
Analisi:
- Verifica dei requisiti: i debiti derivano da omesso versamento delle imposte dichiarate (art. 36‑bis), quindi rientrano nella rottamazione quinquies .
- Scegliere il numero di rate: la rottamazione prevede un massimo di 54 rate bimestrali. Per un debito di 60.000 euro (solo capitale), la rata minima di 100 euro permetterebbe di utilizzare tutte le 54 rate.
Calcolo delle rate:
- Pagamento in unica soluzione: 60.000 euro entro il 31 luglio 2026.
- Rate bimestrali (54 rate): 60.000 / 54 = circa 1.111,11 euro per rata. Dal 1º agosto 2026 si applica il 3% annuo, che genererà un interesse complessivo di circa 5.400 euro (simulazione con interessi semplici); la rata aumenta a circa 1.211 euro.
Vantaggi: risparmio di 40.000 euro tra sanzioni, interessi e aggio.
Svantaggi: decadenza immediata se non si pagano due rate; obbligo di rinunciare ai giudizi pendenti .
2. Contestazione di un pignoramento del conto corrente
Scenario: un consulente CRM riceve un pignoramento esattoriale il 1º novembre 2025 per un debito di 20.000 euro. Sul conto sono presenti 2.000 euro e nei due mesi successivi riceverà accrediti mensili di 3.000 euro (stipendio).
Procedura:
- Dal momento della notifica, la banca deve bloccare il conto e versare all’AdER sia il saldo di 2.000 euro sia gli accrediti ricevuti entro 60 giorni . Pertanto, entro il 31 dicembre 2025 la banca deve trasferire 2.000 + 6.000 = 8.000 euro.
- Se l’AdER non richiede il pagamento o se la banca non versa entro 60 giorni, il pignoramento si estingue .
- Il professionista può impugnare il pignoramento se ritiene il debito prescritto o se la notifica è viziata. In attesa del giudizio, può chiedere la sospensione dell’esecuzione.
Valutazione: se il debito deriva da una cartella notificata nel 2013, la prescrizione decennale potrebbe essere maturata nel 2023; tuttavia, per eccepirla è necessario impugnare l’intimazione entro 60 giorni .
3. Concordato minore per un professionista con debiti bancari e fiscali
Scenario: un professionista CRM ha debiti bancari per 150.000 euro (mutuo ipotecario sulla prima casa e credito rotativo) e debiti fiscali per 50.000 euro. Il reddito annuo è di 40.000 euro; l’attivo patrimoniale consiste nella casa di abitazione (valore 200.000 euro, residuo mutuo 140.000 euro) e in un’automobile (valore 10.000 euro).
Proposta di concordato minore:
- Conservazione della casa: grazie al nuovo comma II-bis dell’art. 75 CCII, il professionista può continuare a pagare le rate del mutuo alla scadenza .
- Offerta ai creditori: proporre il pagamento di 30.000 euro ai creditori fiscali (pari al 60% del debito) e 60.000 euro ai creditori bancari (40% del debito), in 5 anni, attraverso versamenti annuali di 18.000 euro (15.000 da reddito + 3.000 dalla vendita dell’auto).
- Esdebitazione del residuo: al termine del piano, i creditori non soddisfatti vengono esdebitati e il professionista riparte.
Vantaggi: il professionista conserva la casa, i creditori ottengono una percentuale superiore alla liquidazione; i debiti residui vengono cancellati.
Criticità: occorre l’approvazione dei creditori che rappresentano il 50% dei crediti ammessi e la relazione dell’OCC che attesti la fattibilità.
4. Procedura di ristrutturazione del debito del consumatore
Scenario: un lavoratore autonomo con debiti fiscali e bancari per 80.000 euro, senza patrimonio immobiliare, con un reddito annuo di 30.000 euro e un figlio a carico.
Proposta: presentare un piano di ristrutturazione pagando 25.000 euro in 5 anni (rate annuali di 5.000 euro), con l’abbattimento del 69% del debito. L’assenza di patrimonio facilita l’approvazione; il giudice valuta la sostenibilità in base al reddito e ai carichi familiari.
Vantaggi: non è necessario il voto dei creditori; il debitore mantiene i beni strumentali all’attività.
Esdebitazione incapiente: se, dopo l’esecuzione del piano, residuano debiti non soddisfatti e il debitore non possiede ulteriori beni, può chiedere l’esdebitazione.
Errori comuni da evitare
- Ignorare gli atti: non aprire una cartella o un preavviso non ferma l’azione esecutiva. I termini decorrono dalla data di notifica, quindi l’inerzia comporta la definitività del debito.
- Affidarsi a soluzioni “fai da te”: la materia fiscale e bancaria è complessa. Spesso i contribuenti presentano ricorsi generici che vengono dichiarati inammissibili perché non indicano specificamente le norme violate o i calcoli corretti .
- Rinunciare alla rottamazione senza valutazione: molte persone temono di non riuscire a pagare le rate e non aderiscono alla rottamazione quinquies. Tuttavia, la definizione consente un risparmio significativo e un piano fino a 9 anni . Il trucco è suddividere i carichi in più rottamazioni per gestire meglio il pagamento .
- Non tenere traccia delle prescrizioni: non ricordare le date di notifica e i termini di prescrizione porta a perdere eccezioni fondamentali. Una gestione professionale del fascicolo consente di individuare tempestivamente le eccezioni.
- Trascurare gli OCC e l’esperto negoziatore: molti professionisti non conoscono gli strumenti di sovraindebitamento e di composizione negoziata. Accedervi tempestivamente può evitare il fallimento o la chiusura dell’attività.
- Sottovalutare i limiti di pignorabilità: banche e AdER possono prelevare solo entro specifici limiti; se prelevano oltre, il debitore può agire per il rimborso. È essenziale monitorare il conto e contestare eventuali eccessi.
Conclusione
Il professionista che opera nel settore CRM, così come ogni imprenditore o privato debitore, si trova ad affrontare un labirinto normativo dove la tempestività e la strategia fanno la differenza tra salvezza e dissesto. La riforma della riscossione con il Testo unico (D.Lgs. 33/2025) , la rottamazione quinquies e le modifiche al Codice della crisi offrono nuove opportunità per estinguere o ristrutturare i debiti, ma richiedono competenze professionali per essere sfruttate al meglio.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare sono pronti ad affiancarti con un approccio pratico e difensivo, dalla verifica degli atti alla presentazione di ricorsi, dalla negoziazione con l’AdER e le banche alla predisposizione di piani di rientro e all’accesso alle procedure di sovraindebitamento. La loro esperienza in materia tributaria e bancaria, unita alla qualifica di Gestore della crisi , professionista fiduciario di un OCC e esperto negoziatore , garantisce un’assistenza efficace e personalizzata.
Agire tempestivamente è fondamentale: contestare una cartella, aderire alla rottamazione, richiedere la sospensione o proporre un piano ai creditori può fermare pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e salvare la tua attività. Non aspettare che il problema si aggravi.
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