Introduzione
Essere un event planner in Italia è un mestiere che richiede creatività e organizzazione, ma quando ci si trova ad affrontare debiti con il fisco o con le banche la situazione può diventare complessa e rischiosa. Molti professionisti operano con margini di capitale ridotti, contano su anticipi per organizzare matrimoni, fiere e congressi e subiscono spesso ritardi nei pagamenti. La crisi economica post‑pandemia, l’aumento dei costi di allestimento e la morsa della fiscalità locale possono portare a sovraindebitamento. Per di più, le normative fiscali e bancarie si sono susseguite in modo serrato, con riforme che impongono adempimenti rigorosi e tempi stretti per opporsi agli atti esattoriali.
In questa guida pratica – aggiornata a gennaio 2026 e basata su norme e sentenze ufficiali – illustreremo cosa fare quando arriva un preavviso di pignoramento, una cartella di pagamento o un decreto ingiuntivo. Analizzeremo le leggi di riferimento (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, Legge 3/2012, D.Lgs. 136/2024, D.L. 118/2021, DPR 602/1973 ecc.), le pronunce di Cassazione e dei tribunali tributari, e spiegheremo passo per passo quali difese mettere in campo, quali strumenti alternativi utilizzare (rottamazioni, piani del consumatore, esdebitazione) e quali errori evitare.
Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e perché può aiutarti
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è l’autore di questo articolo. Avvocato cassazionista, esercita in tutta Italia coordinando un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati in diritto bancario e tributario. Tra i suoi titoli professionali più rilevanti:
- È Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della Legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia.
- È professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), struttura prevista dalla legge per assistere cittadini e imprese nella ristrutturazione dei debiti.
- Riveste il ruolo di Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa ai sensi del D.L. 118/2021, normativa che ha introdotto la composizione negoziata.
- È cassazionista, quindi può proporre ricorsi in Cassazione e affrontare contenziosi bancari e fiscali anche nei gradi più elevati.
L’avvocato Monardo e il suo staff offrono analisi personalizzate di atti esattoriali e bancari, predisposizione di ricorsi (contro cartelle, pignoramenti, decreti ingiuntivi, revocatorie), sospensioni e trattative stragiudiziali con l’Agenzia delle Entrate e le banche, piani di rientro e soluzioni giudiziali e negoziate. Sanno come bloccare pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche e agiscono rapidamente per sfruttare le scadenze e le sospensioni previste dalla legge.
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Contesto normativo e giurisprudenziale
Legge 3/2012 e Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII)
La Legge 3/2012 ha introdotto per la prima volta in Italia procedure dedicate ai soggetti sovraindebitati non fallibili (consumatori, professionisti, imprese sotto soglia). Questa legge permetteva di proporre un piano del consumatore, un accordo di ristrutturazione dei debiti o una liquidazione del patrimonio per estinguere o ridurre i debiti insostenibili. Dal 15 luglio 2022, le disposizioni della Legge 3/2012 sono state incorporate nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII). Secondo alcune guide, il CCII mantiene gli strumenti per i soggetti sovraindebitati, consentendo a chi non è soggetto a fallimento di proporre un piano e ottenere la esdebitazione . Il termine sovraindebitamento indica la situazione in cui il debitore non è in grado di soddisfare regolarmente i propri debiti con i beni e le entrate di cui dispone . Il fine delle procedure è consentire il pagamento di quanto il debitore è realisticamente in grado di sostenere e liberarlo dal restante debito.
Il D.Lgs. 136/2024 (cosiddetto correttivo ter del CCII) ha introdotto importanti modifiche alla disciplina. Secondo l’ordinanza Cassazione 34133/2024, le nuove norme si applicano anche ai procedimenti pendenti al 25 dicembre 2020, ma la possibilità di presentare una nuova proposta di accordo o un nuovo piano del consumatore è consentita solo fino all’udienza fissata ex art. 10 . La Cassazione ha precisato che i provvedimenti di inammissibilità di un piano non sono qualificabili come definitivi e quindi non ne impediscono la riproposizione . Questa giurisprudenza consente ai debitori di proporre nuovamente un piano con dati aggiornati.
Un’altra pronuncia recente, Cassazione 22914/2024, ha affrontato il rapporto tra i creditori privilegiati e la procedura di liquidazione controllata: in presenza di un credito fondiario privilegiato, il giudice può autorizzare la vendita anche se il bene ha un valore inferiore al debito privilegiato . Ciò avviene perché l’interesse dei creditori ipotecari è maggiormente tutelato rispetto a quello del debitore, ma la procedura consente comunque al debitore di liberarsi del debito residuo.
Infine, il correttivo ter ha modificato gli articoli del CCII relativi alle transazioni fiscali e contributive, ampliando l’ambito di applicazione alle società agricole e prevedendo la possibilità di proporre una transazione con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione anche nella composizione negoziata .
Normativa fiscale e pignoramenti
L’attività dell’evento planner spesso comporta il pagamento di imposte (IVA, Irpef, contributi Inps, tributi locali). In caso di mancato pagamento, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avvia la procedura di riscossione coattiva. La norma di riferimento è il DPR 602/1973. L’art. 72-bis di tale decreto disciplina il pignoramento presso terzi dei crediti verso banche: l’Agente della Riscossione può eseguire il pignoramento senza preventiva autorizzazione giudiziaria e può contare su un procedimento accelerato . Tuttavia il debitore ha diritto di opporsi ed è previsto che, entro sessanta giorni, possa estinguere il debito o chiedere la rateizzazione; la presentazione della domanda di dilazione sospende gli effetti del pignoramento . Se il debitore paga la prima rata nei termini, il pignoramento deve essere revocato e l’Agente della Riscossione invia una comunicazione alla banca . Questa norma è particolarmente utile per l’evento planner che si vede bloccare i fondi sul conto corrente: con una strategia tempestiva è possibile evitare che la banca versi le somme all’erario.
Rottamazioni e definizioni agevolate
Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto varie forme di definizione agevolata delle cartelle: la rottamazione quater (Legge 197/2022) e la riapertura della rottamazione quater disciplinata dal D.Lgs. 136/2024. Per i contribuenti decaduti dalla definizione agevolata a causa di mancati pagamenti, il correttivo ter consente di essere riammessi a condizione di presentare domanda entro il 30 aprile 2025 e versare le somme in una nuova scadenza entro il 31 luglio 2025 . La definizione agevolata consente di pagare l’importo dovuto senza sanzioni né interessi di mora; restano escluse le somme relativi a diritti di notifica e spese legali . Sono ammessi i carichi affidati all’agente fino al 30 giugno 2022 .
Esdebitazione dell’incapiente
L’esdebitazione è l’effetto liberatorio per il debitore che ha completato la procedura di liquidazione e ha dimostrato di non avere capacità di pagamento. L’art. 283 del CCII consente al debitore incapiente, in buona fede e cooperante, di liberarsi dei debiti residui una volta chiuso il procedimento . La giurisprudenza ha specificato che l’esdebitazione non è automatica: il giudice valuta la situazione e l’eventuale miglioramento nel triennio successivo . Recenti sentenze (Cassazione 5678/2024, tribunali di Torino e Napoli) hanno confermato che l’esdebitazione può essere concessa anche in presenza di un residuo minimo patrimonio, purché ci sia buona fede e collaborazione .
Composizione negoziata e negoziazione della crisi
L’art. 2 del D.L. 118/2021 ha introdotto la composizione negoziata della crisi d’impresa, uno strumento volontario per imprenditori in difficoltà volto a evitare la liquidazione giudiziale. La procedura prevede la nomina di un esperto negoziatore che assiste l’imprenditore nelle trattative con i creditori. Le modifiche apportate dal correttivo ter (D.Lgs. 136/2024) hanno ampliato la platea di soggetti ammessi e migliorato la disciplina delle transazioni fiscali e del trattamento dei crediti pubblici .
Tra i vantaggi della composizione negoziata ci sono la protezione dalle azioni esecutive (il giudice può disporre misure protettive su istanza dell’imprenditore), la possibilità di ottenere finanziamenti ponte per proseguire l’attività e la chance di raggiungere un accordo con il fisco con riduzione dei debiti . Questa procedura è particolarmente utile per gli event planner con partita IVA che gestiscono imprese di piccole dimensioni.
L’Avv. Monardo è Esperto Negoziatore della Crisi d’Impresa e come tale può assistere nella composizione negoziata, negoziare con banche e fornitori, analizzare i bilanci e proporre soluzioni per evitare la liquidazione . La sua esperienza con il diritto bancario consente di analizzare contratti di mutuo o conti correnti per verificare la presenza di usura e anatocismo.
Procedura passo‑passo dopo la notifica di un atto
Quando un event planner riceve un atto di accertamento o una cartella di pagamento, è fondamentale agire subito. La procedura varia a seconda del tipo di atto e del creditore (fisco o banca), ma in generale si possono individuare alcune fasi comuni:
1. Verifica della notifica
- Controlla la correttezza della notifica. L’atto deve essere inviato tramite PEC o raccomandata al domicilio fiscale indicato. Se la notifica è nulla (es. indirizzo errato, mancata indicazione dell’ufficio che emette l’atto), il contribuente può chiederne l’annullamento. È fondamentale verificare date, ricevute di ritorno e i nominativi indicati.
- In ambito bancario, il pignoramento presso terzi deve essere notificato al debitore e alla banca; la mancata notifica determina nullità.
- Conserva sempre le buste e le ricevute: saranno utili per il ricorso.
2. Calcolo dei termini per impugnare
- Per gli atti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il termine per proporre ricorso tributario è solitamente di 60 giorni dalla notifica (30 giorni per atti relativi al rifiuto della definizione agevolata). Esistono eccezioni, come gli estratti di ruolo, per cui vale il termine annuale.
- Per i decreti ingiuntivi richiesti dalle banche, il termine è di 40 giorni per proporre opposizione ex art. 645 c.p.c. La decorrenza parte dalla notifica.
- Nel pignoramento presso terzi, entro 20 giorni dalla notifica si può proporre opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) o opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.).
- Per contestare un avviso di addebito Inps o cartelle contributive, il termine è di 40 giorni dinanzi al giudice del lavoro.
3. Analisi dell’atto e delle motivazioni
- L’avvocato o il commercialista deve esaminare l’atto per individuare eventuali vizi formali (mancata motivazione, difetto di competenza, errori di calcolo) e vizi sostanziali (prescrizione, decadenza, errata applicazione di norme). Ad esempio, per le cartelle con ruoli inferiori a 1.000 €, può essere richiesta la cancellazione automatica o la definizione agevolata.
- Nei contratti bancari, si analizzano clausole di anatocismo (capitalizzazione degli interessi), interessi usurari o costi non concordati. In caso di irregolarità, il debitore può opporsi chiedendo la rideterminazione del saldo e contestando il decreto ingiuntivo.
4. Scelta della difesa: ricorso, sospensione o definizione
- Ricorso tributario: si redige un atto con cui si impugna la cartella o l’avviso di accertamento dinanzi alla Commissione Tributaria (ora Corte di Giustizia Tributaria). Bisogna indicare con precisione i vizi riscontrati e allegare documenti. L’event planner può richiedere la sospensione dell’atto per evitare il pagamento fino alla sentenza. L’assistenza di un avvocato cassazionista aumenta la probabilità di successo.
- Opposizione esecutiva: per fermare un pignoramento bancario o immobiliare occorre proporre ricorso al giudice dell’esecuzione. Se il pignoramento è basato su un titolo nullo, il giudice può sospendere l’esecuzione. In caso di pignoramento presso terzi ex art. 72-bis DPR 602/1973, la domanda di rateizzazione sospende gli effetti e, dopo il pagamento della prima rata, il pignoramento è revocato .
- Transazione fiscale e definizione agevolata: se il debito è di natura fiscale, l’evento planner può aderire alla rottamazione o proporre una transazione nel contesto di un piano di ristrutturazione. Occorre però rispettare le scadenze (per la riapertura della rottamazione quater, la domanda va presentata entro il 30 aprile 2025 ). La definizione agevolata comporta il pagamento del capitale e dell’aggio, escludendo sanzioni e interessi .
- Composizione negoziata: se l’evento planner gestisce un’impresa (anche ditta individuale) in crisi, può avviare la composizione negoziata con l’assistenza di un esperto. Si ottengono misure protettive e si negozia con i creditori per salvare l’azienda .
- Accordo di ristrutturazione o piano del consumatore: per persone fisiche o piccoli imprenditori non fallibili, il piano del consumatore consente di ridurre i debiti in base alla capacità di pagamento, con l’omologazione del giudice. È possibile proporre un nuovo piano anche dopo l’inammissibilità di uno precedente, come chiarito dalla Cassazione .
5. Deposito del ricorso e udienza
- Dopo la redazione del ricorso, occorre depositarlo telematicamente nel rispetto dei termini. Per i procedimenti tributari si usa il portale della Giustizia Tributaria. Per i ricorsi esecutivi o bancari si utilizza il processo civile telematico.
- Nel ricorso bisogna documentare i fatti, elencare i motivi e chiedere al giudice la sospensione. L’avvocato può depositare note difensive integrative.
- Durante l’udienza, il giudice valuta la sussistenza dei presupposti per sospendere o annullare l’atto. È importante essere rappresentati da un professionista esperto, soprattutto se il creditore è una banca con un importante pool di legali.
6. Esecuzione della sentenza e strumenti successivi
- Se il giudice accoglie il ricorso, l’atto viene annullato e il debitore non dovrà pagare. In alcuni casi il giudice ridetermina l’ammontare del debito (es. ricalcolo degli interessi). Il creditore può ricorrere in appello o in Cassazione, ma l’atto rimane sospeso.
- Se il ricorso viene respinto, è possibile proporre appello entro 30 giorni o ricorso in Cassazione per motivi di diritto. In ambito tributario, l’appello è presentato alla Corte di giustizia tributaria regionale.
- Anche dopo una sentenza sfavorevole, restano attivabili strumenti alternativi come la rottamazione, la composizione negoziata o la liquidazione controllata (per ottenere l’esdebitazione). L’Avv. Monardo potrà consigliare la migliore strategia.
Difese e strategie legali
Controllo dei vizi formali
Molti atti esattoriali e bancari sono viziati da errori procedurali. Tra i vizi più ricorrenti:
- Notifica nulla o inesistente: la mancata notifica o la notifica a un indirizzo errato rende l’atto inesistente. In tal caso il debitore può opporsi in ogni momento perché il termine per impugnare non decorre.
- Mancanza di motivazione: il provvedimento deve indicare le ragioni di fatto e di diritto. Un avviso di accertamento che si limita a richiamare un’indagine della Guardia di Finanza senza specificare le operazioni contestate è nullo.
- Decadenza e prescrizione: i tributi devono essere richiesti entro termini specifici (di norma 5 anni per le imposte dirette e l’IVA; 3 anni per contravvenzioni stradali). Se l’ente emette l’atto oltre questi termini, si può eccepire la prescrizione.
- Difetto di competenza: l’atto deve essere emanato dall’ufficio territorialmente competente. Se l’evento planner ha sede in Calabria e riceve un accertamento dell’ufficio di Milano senza delega, l’atto è nullo.
Difesa nei confronti delle banche
Oltre ai debiti fiscali, molti event planner contraggono finanziamenti con banche per anticipare le spese degli eventi. Il rapporto con le banche è disciplinato dal Testo Unico Bancario (TUB) e dal codice civile, ma spesso si riscontrano pratiche abusive:
- Usura: gli interessi pattuiti possono essere usurari se superano il tasso soglia stabilito trimestralmente da Banca d’Italia. In tal caso, il contratto è nullo per la parte relativa agli interessi e il cliente deve pagare solo il capitale.
- Anatocismo: la capitalizzazione trimestrale degli interessi sui conti correnti è vietata se non prevista in modo chiaro. La Cassazione ha più volte censurato la capitalizzazione illegittima. È possibile richiedere la restituzione degli interessi anatocistici indebitamente versati.
- Commissioni e spese non pattuite: numerose sentenze hanno annullato gli addebiti per commissione di massimo scoperto e spese per incassi SDD se non specificate in contratto.
In caso di decreto ingiuntivo da parte della banca, l’evento planner può opporsi chiedendo la revisione del contratto e il ricalcolo del debito. Se il decreto è basato su un estratto conto non certificato, può essere annullato. È consigliabile incaricare un consulente tecnico per rielaborare il saldo.
Sospensione del pignoramento e rateizzazione
Come già evidenziato, l’art. 72-bis DPR 602/1973 consente al debitore di sospendere il pignoramento presso terzi presentando domanda di rateizzazione entro 60 giorni . Una volta pagata la prima rata, il pignoramento è revocato . La strategia migliore prevede:
- Presentare tempestivamente la richiesta di rateizzazione tramite il portale dell’Agente della Riscossione.
- Versare subito la prima rata per ottenere la revoca.
- Verificare che la banca sblocchi effettivamente i fondi e, in caso contrario, proporre un reclamo formale.
Anche le banche concedono piani di rientro e rinegoziazioni del mutuo; il cliente può chiedere la moratoria dei finanziamenti, la sospensione delle rate o la loro ristrutturazione. Durante la fase di composizione negoziata, l’esperto negoziatore potrà proporre ai creditori finanziari un accordo con ristrutturazione del debito e misure protettive.
Procedure concorsuali e liquidazione del patrimonio
Se il debito è insostenibile e non si riesce a trovare un accordo con i creditori, restano le procedure concorsuali:
- Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche che non esercitano attività d’impresa. Il piano prevede un pagamento delle somme che il debitore può sostenere con il proprio reddito. Il giudice omologa il piano e, se l’esecuzione va a buon fine, dispone l’esdebitazione.
- Accordo di ristrutturazione dei debiti: rivolto a imprenditori minori, professionisti o società semplici. Richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori e il parere dell’OCC. Il piano può prevedere falcidia e moratoria.
- Liquidazione del patrimonio: implica la vendita di tutti i beni del debitore. Una volta chiusa la liquidazione, il debitore incapiente può chiedere la esdebitazione se ricorrono le condizioni di incapienza e buona fede . Il correttivo ter ha inserito la possibilità di proporre un esdebitazione immediata per i debitori incapienti con patrimonio esiguo, valutando la prospettiva di miglioramento .
- Composizione negoziata: già esaminata, è uno strumento stragiudiziale per evitare la crisi. In caso di esito negativo si può accedere alla liquidazione giudiziale o alla liquidazione controllata per le imprese minori.
Transazioni fiscali e accordi con l’erario
Il correttivo ter ha allargato il campo delle transazioni fiscali. Le imprese agricole, ad esempio, possono proporre all’Agenzia delle Entrate di pagare il 20 % del debito fiscale in tre anni. La transazione deve essere omologata dal giudice e prevede la falcidia di sanzioni e interessi. Anche nella composizione negoziata l’imprenditore può formulare proposte di transazione . L’evento planner può quindi ridurre i propri debiti tributari con un accordo giudiziale o stragiudiziale.
Verifica di legittimità degli atti bancari
Quando si ricevono richieste da parte di banche o società di recupero crediti, è opportuno verificare la legittimazione del creditore. Spesso i crediti vengono ceduti a fondi speculativi: in tal caso la società cessionaria deve provare la cessione e il debitore può esigere la prova dell’esistenza del credito. Gli avvocati dello studio Monardo hanno maturato esperienza nella contestazione delle cessioni di NPL (Non Performing Loans) e nella richiesta di documenti come la notifica di cessione o l’estratto notarile.
Strumenti alternativi
Il legislatore ha predisposto diversi strumenti per ridurre o estinguere i debiti, molti dei quali non richiedono l’apertura di contenziosi. Analizziamoli in dettaglio.
Rottamazione quater e riaperture 2024–2025
La rottamazione quater, introdotta con la Legge 197/2022, ha consentito di saldare le cartelle affidate all’Agente della Riscossione fino al 30 giugno 2022 pagando solo il tributo senza sanzioni né interessi. Il correttivo ter ha riaperto i termini per i contribuenti decaduti: occorre presentare la domanda entro il 30 aprile 2025 e pagare la prima rata entro il 31 luglio 2025 . Per gli importi fino a 1.000 € affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, è prevista la cancellazione automatica. La definizione agevolata riguarda solo i carichi fiscali; non rientrano le somme derivanti da sentenze di condanna della Corte dei Conti e le sanzioni per violazioni penali tributarie .
Stralcio dei mini debiti e saldo e stralcio
Il saldo e stralcio introdotto nel 2019 permette ai contribuenti con ISEE sotto i 20.000 € e con gravi difficoltà economiche di pagare una percentuale del debito (10 % – 35 %). Lo stralcio dei debiti fino a 1.000 € affidati dal 2000 al 2010 è stato introdotto dalla Legge 145/2018 e confermato da normative successive. Gli event planner possono verificare se rientrano nei requisiti per ridurre i propri debiti tramite questo strumento.
Piano del consumatore e accordo di ristrutturazione
Il piano del consumatore richiede la predisposizione di un progetto di rimborso con la supervisione di un OCC. Prevede il pagamento nei limiti della capacità reddituale del debitore. È necessario dimostrare che i debiti siano stati contratti in buona fede e che si sia collaborato con i creditori.
L’accordo di ristrutturazione è più complesso e necessita dell’approvazione dei creditori rappresentanti il 60 % del debito. Il piano può prevedere cessioni di beni, rinegoziazione di mutui, conversione del debito in strumenti partecipativi e transazioni fiscali.
Esdebitazione dell’incapiente
Come visto, l’esdebitazione consente al debitore incapiente di cancellare il residuo debito dopo la liquidazione . Per ottenere questa misura occorre dimostrare buona fede, mancanza di colpa grave nell’aggravamento del debito e collaborazione con l’OCC. La giurisprudenza richiede che non vi siano prospettive di miglioramento nel triennio successivo . In pratica il giudice valuta la situazione economica attuale e futura del debitore.
Composizione negoziata
La composizione negoziata si attiva tramite il portale dedicato delle Camere di Commercio. L’imprenditore presenta un’istanza e viene nominato un esperto negoziatore. La procedura prevede:
- L’elaborazione di un piano di risanamento con misure idonee a superare la crisi.
- L’adozione di misure protettive concesse dal tribunale per sospendere le azioni esecutive.
- La negoziazione con i creditori per ottenere rinunce parziali, allungamenti dei termini, transazioni fiscali.
- La possibilità di concludere l’accordo con l’omologazione del giudice e l’eventuale conversione in concordato semplificato in caso di insuccesso.
L’Avv. Monardo, essendo esperto negoziatore della crisi, segue personalmente le procedure di composizione negoziata e collabora con consulenti aziendali per predisporre business plan sostenibili .
Procedure giudiziali alternative
Per completezza, citiamo altri istituti:
- Concordato preventivo minore: procedura riservata alle imprese minori in stato di crisi che permette di proporre ai creditori un concordato liquidatorio o in continuità aziendale. Richiede l’approvazione dei creditori e l’omologazione del tribunale.
- Liquidazione controllata: introdotta dal CCII, sostituisce la vecchia liquidazione coatta amministrativa e riguarda imprenditori minori e non fallibili. Consente di vendere l’attivo sotto la supervisione del giudice e dell’esperto, con possibili tutele per la prima casa.
- Accordo di composizione della crisi per la persona fisica: uno strumento ibrido tra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione, rivolto al debitore persona fisica con attività d’impresa cessata.
Errori comuni e consigli pratici
Molti professionisti commettono errori che compromettono la possibilità di difendersi. Ecco i più frequenti:
- Ignorare gli atti ricevuti: attendere la scadenza senza agire può portare a pignoramenti e ipoteche. Occorre invece contattare subito un esperto per analizzare l’atto.
- Pagare senza verificare: spesso i debiti contengono somme prescritte o calcolate erroneamente. Pagare integralmente senza analisi può comportare esborsi ingiustificati.
- Affidarsi a consulenti non specializzati: l’assistenza di professionisti non esperti di diritto bancario e tributario può peggiorare la situazione. È fondamentale rivolgersi a un cassazionista con esperienza nel settore.
- Trascurare la rateizzazione: la domanda di dilazione nel pignoramento presso terzi sospende l’azione . Non richiederla è un errore grave.
- Non considerare gli strumenti alternativi: rottamazione, composizione negoziata, piani del consumatore e transazioni fiscali possono ridurre notevolmente il debito. Spesso non sono utilizzati perché non se ne conoscono i requisiti.
- Non tenere la contabilità aggiornata: per accedere alla composizione negoziata e ai piani del consumatore occorre dimostrare la propria situazione economico‑finanziaria con documenti aggiornati.
- Vizi di forma nei ricorsi: errori nella notifica o nella sottoscrizione del ricorso possono renderlo improcedibile. Occorre affidarsi a un professionista.
Tabelle riepilogative
Tabelle norme e sentenze principali
| Normativa/Sentenza | Oggetto sintetico | Elemento chiave |
|---|---|---|
| Legge 3/2012 / CCII | Sovraindebitamento e procedure per consumatori e imprese non fallibili | Introduce piano del consumatore, accordo di ristrutturazione e liquidazione del patrimonio |
| D.Lgs. 136/2024 (correttivo ter) | Modifiche al CCII | Applicabile ai procedimenti pendenti; nuova possibilità di proporre piani fino all’udienza ex art. 10 ; transazioni fiscali ampliate |
| Cassazione 34133/2024 | Inammissibilità delle proposte | Provvedimenti non decisori; è possibile riproporre un piano |
| Cassazione 22914/2024 | Liquidazione e crediti privilegiati | Autorizza vendita del bene anche se di valore inferiore al credito ipotecario |
| DPR 602/1973 art. 72-bis | Pignoramento presso terzi | Debitore può sospendere il pignoramento richiedendo la rateizzazione e l’Agente revoca il pignoramento dopo la prima rata |
| Rottamazione quater | Definizione agevolata | Riammissione dei decaduti con domanda entro il 30 aprile 2025 e pagamento entro il 31 luglio 2025 |
| Esdebitazione art. 283 CCII | Liberazione dai debiti residui | Necessaria incapienza e buona fede ; valutazione del giudice sulla prospettiva di miglioramento |
| Composizione negoziata (D.L. 118/2021) | Procedura volontaria per imprese | Introduce esperto negoziatore, misure protettive e trattative |
Tabelle strumenti difensivi e scadenze
| Strumento | Destinatari | Scadenze/Termini | Vantaggi |
|---|---|---|---|
| Ricorso tributario | Contribuenti che ricevono cartelle/avvisi | 60 giorni dalla notifica (30 per alcuni atti) | Possibilità di annullare il debito; sospensione fino alla sentenza |
| Opposizione a decreto ingiuntivo | Debitori bancari | 40 giorni dalla notifica | Contestazione delle somme e sospensione dell’esecuzione |
| Rateizzazione art. 72-bis | Debitori sottoposti a pignoramento presso terzi | Presentare domanda entro 60 giorni dal pignoramento | Sospensione immediata e revoca dopo la prima rata |
| Rottamazione quater (riapertura) | Contribuenti decaduti | Domanda entro 30 aprile 2025; pagamento entro 31 luglio 2025 | Pagamento senza sanzioni e interessi; rateizzazione fino a 18 rate |
| Piano del consumatore | Persone fisiche sovraindebitate | Presentazione di un piano con OCC; durata variabile (2–5 anni) | Riduzione del debito proporzionale al reddito; esdebitazione finale |
| Accordo di ristrutturazione | Imprenditori minori/professionisti | Richiede maggioranza dei creditori; durata negoziata | Possibilità di falcidiare i debiti e continuare l’attività |
| Composizione negoziata | Imprese in difficoltà | Attivabile in qualsiasi momento; misure protettive disposte dal tribunale | Protegge l’azienda; negoziazione assistita da esperto |
FAQ – Domande frequenti
1. Sono un event planner con partita IVA: quando posso dire di essere sovraindebitato?
Si parla di sovraindebitamento quando non si è più in grado di pagare i propri debiti in modo regolare e definitivo con i beni e i redditi disponibili . È uno stato di crisi economica non occasionale che deve essere attestato da documenti contabili e reddituali. Se non riesci a coprire imposte, contributi, fornitori e rate dei finanziamenti, puoi accedere alle procedure del CCII.
2. Che differenza c’è tra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione?
Il piano del consumatore riguarda persone fisiche (privati, professionisti) e non richiede l’approvazione dei creditori: il giudice valuta la fattibilità e omologa. L’accordo di ristrutturazione invece richiede il voto favorevole della maggioranza dei creditori (60 %), ed è usato da imprenditori minori e professionisti con debiti verso più creditori. Entrambi permettono la riduzione dei debiti ma hanno presupposti diversi.
3. Posso proporre un nuovo piano del consumatore se il precedente è stato dichiarato inammissibile?
Sì. La Cassazione ha chiarito che il provvedimento di inammissibilità non ha natura decisoria e quindi il debitore può presentare una nuova proposta finché non si svolge l’udienza ex art. 10 . È quindi consigliabile aggiornare i dati e riproporre il piano.
4. La rottamazione quater è stata riaperta: quali sono i requisiti?
La riapertura (correttivo ter) consente ai contribuenti decaduti di presentare domanda entro il 30 aprile 2025 e pagare la prima rata entro il 31 luglio 2025 . Sono ammessi i carichi affidati fino al 30 giugno 2022; si pagano solo le somme capitali e l’aggio, senza sanzioni né interessi .
5. Cosa succede se non pago una cartella esattoriale?
Dopo la scadenza senza pagamento, l’Agente della Riscossione può iscrivere un fermo amministrativo sui veicoli, un’ipoteca sugli immobili o procedere al pignoramento presso terzi (banca, committenti). È quindi essenziale attivarsi prima che scadano i termini per opporsi.
6. Se ricevo un pignoramento presso terzi, come posso difendermi?
Puoi depositare un’opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.) per contestare il titolo, oppure presentare domanda di rateizzazione entro 60 giorni per sospendere il pignoramento . Pagando la prima rata, il pignoramento viene revocato .
7. Quali beni possono essere pignorati dall’Agenzia delle Entrate?
L’Agente può pignorare i saldi di conto corrente, le somme dovute dai clienti all’evento planner, i veicoli (fermo amministrativo) e gli immobili (ipoteca). Non può però pignorare i beni strumentali necessari all’attività professionale entro un certo valore e l’unica abitazione principale (entro certi limiti) se non di lusso.
8. La composizione negoziata è utile anche per i liberi professionisti?
Sì. Il correttivo ter ha esteso la composizione negoziata anche agli imprenditori agricoli e ai professionisti in forma individuale. È un percorso volontario che consente di trattare con tutti i creditori e di ottenere misure protettive .
9. Che cos’è la transazione fiscale?
È un accordo con l’Agenzia delle Entrate che permette di pagare una parte del debito fiscale in misura ridotta, spesso in rate pluriennali. Può essere inserita nel piano del consumatore, nell’accordo di ristrutturazione o nella composizione negoziata .
10. Se un decreto ingiuntivo è basato su interessi usurari, cosa posso fare?
Puoi proporre opposizione al decreto ingiuntivo contestando l’usurarietà. Se il tasso supera il tasso soglia, gli interessi sono nulli e potrai pagare solo il capitale. È necessario allegare una perizia bancaria.
11. Quanto costa intraprendere un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione?
Il costo dipende dalla complessità della procedura, dalle spese dell’OCC e dagli onorari del professionista. Spesso i costi vengono inseriti nel piano stesso e spalmati sulle rate. Rivolgendoti allo studio Monardo potrai avere un preventivo personalizzato.
12. Posso salvare la mia abitazione principale in caso di liquidazione?
La legge prevede la possibilità di escludere la prima casa dalla liquidazione se il giudice ritiene che sia necessaria per il sostentamento del nucleo familiare. In alternativa, è possibile vendere la casa e destinare una parte del ricavato all’acquisto di un nuovo immobile più economico.
13. Cosa significa esdebitazione dell’incapiente?
È l’istituto che consente al debitore senza patrimonio sufficiente di cancellare i debiti residui dopo la chiusura della liquidazione . Occorre dimostrare che il patrimonio è incapiente e che non vi sono prospettive di miglioramento nel triennio .
14. Se ho debiti con fornitori e banche, posso unificare le procedure?
Attraverso l’accordo di ristrutturazione o la composizione negoziata puoi coinvolgere tutti i creditori (fisco, banche, fornitori) in un unico procedimento, proponendo un piano complessivo. Sarà l’OCC o l’esperto a gestire la trattativa.
15. Posso accedere alla rottamazione se ho già un piano del consumatore?
Dipende dalla fase in cui ti trovi. Se il piano del consumatore non è ancora stato omologato o non prevede il pagamento integrale del debito erariale, potresti chiedere l’estinzione parziale tramite rottamazione. È necessario valutare la convenienza con il tuo avvocato.
16. Che succede se non rispetto le rate del piano del consumatore?
Il mancato pagamento delle rate comporta la risoluzione del piano e la perdita dei benefici, compresa l’esdebitazione. È quindi essenziale prevedere rate sostenibili e rispettare i pagamenti.
17. Posso cambiare banca durante una procedura?
Sì, ma occorre considerare che la nuova banca potrebbe chiedere garanzie più elevate. Inoltre, se c’è un pignoramento sul vecchio conto, trasferire i fondi potrebbe essere considerato atto fraudolento. È necessario consultare l’avvocato prima di ogni movimento.
18. Come si accede alla composizione negoziata?
Occorre compilare una domanda online sul portale delle Camere di Commercio, allegando un test pratico di autovalutazione, documenti contabili e un progetto di risanamento. Il segretario della Commissione nomina un esperto che contatterà l’imprenditore. L’Avv. Monardo può assisterti nella predisposizione della domanda.
19. Quali sono le conseguenze di un pignoramento immobiliare?
Il creditore promuove l’asta giudiziaria. Se l’immobile viene venduto, il ricavato viene distribuito tra i creditori. Il debitore può chiedere la conversione del pignoramento (art. 495 c.p.c.) offrendo una somma per liberare l’immobile o proporre un concordato. In molti casi conviene trattare con il creditore per sospendere la procedura.
20. Che vantaggi ho nel rivolgermi allo studio Monardo?
Lo studio unisce competenze in diritto bancario, tributario e commerciale, dispone di specialisti in contratti bancari e procedure concorsuali e collabora con commercialisti per la predisposizione di piani economici. Inoltre l’avvocato Monardo è cassazionista e può seguire la causa in tutti i gradi di giudizio. Offrono un’assistenza completa, dall’analisi degli atti alla difesa in giudizio, dalle trattative stragiudiziali alla gestione della composizione negoziata.
Simulazioni pratiche e numeriche
Per comprendere meglio l’efficacia delle strategie illustrate, ecco alcune simulazioni basate su casi reali (i nomi sono di fantasia).
Caso 1 – Debiti fiscali e rottamazione
Situazione: Maria è una wedding planner di Reggio Calabria. Ha debiti fiscali per 30.000 € (IVA e Irpef) affidati all’Agente della Riscossione nel 2020. Ha ricevuto un preavviso di fermo amministrativo e teme il pignoramento del suo furgone. Maria rientrava nella rottamazione quater del 2023, ma è decaduta perché non ha pagato due rate.
Soluzione:
- Grazie alla riapertura della rottamazione (correttivo ter), Maria può presentare la domanda entro il 30 aprile 2025 .
- La rateizzazione prevede 18 rate in 5 anni; il debito di 30.000 € verrà ridotto a 25.000 € (capitalizzazione meno interessi e sanzioni). Maria verserà quindi circa 1.388 € ogni semestre.
- Contestualmente il nostro studio richiede la sospensione del fermo amministrativo. Una volta pagata la prima rata, il fermo sarà revocato.
Risultato: Maria salva il proprio furgone, regolarizza la sua posizione fiscale e ha una rateazione sostenibile.
Caso 2 – Pignoramento del conto corrente e rateizzazione ex art. 72-bis
Situazione: Luca, event planner freelance, riceve un pignoramento presso terzi da 60.000 € sui pagamenti che deve ricevere da un cliente aziendale. L’Agente della Riscossione ha bloccato i fondi sul conto corrente. Luca ha ricevuto la notifica venerdì e teme di non poter pagare i fornitori.
Soluzione:
- Entro 5 giorni, Luca si rivolge allo studio Monardo che presenta domanda di rateizzazione per 60.000 € ai sensi dell’art. 72-bis .
- L’Agente della Riscossione sospende il pignoramento. Luca versa la prima rata di 3.000 € e il pignoramento viene revocato .
- Grazie alla sospensione, il cliente aziendale paga le fatture a Luca, che può saldare i fornitori. Luca continua a pagare le rate restanti (57.000 €) in 120 rate mensili da 475 €.
Risultato: l’attività prosegue senza blocchi, Luca evita un danno reputazionale e il pignoramento viene annullato dopo la prima rata.
Caso 3 – Piano del consumatore con esdebitazione finale
Situazione: Elisa, organizzatrice di eventi, ha accumulato debiti per 80.000 € tra finanziamenti bancari, fornitori e imposte. Il fatturato si è ridotto a causa della pandemia. Non possiede immobili, vive in affitto e ha un reddito mensile di 1.500 €.
Soluzione:
- Tramite l’OCC, lo studio Monardo prepara un piano del consumatore della durata di 5 anni, prevedendo il pagamento di 250 € al mese (15.000 € in totale). Il resto viene falcidiato.
- Il giudice omologa il piano; Elisa rispetta le rate e fornisce annualmente la documentazione dei suoi redditi.
- Al termine del piano, Elisa ottiene l’esdebitazione (art. 283 CCII) perché incapiente . I debiti residui vengono cancellati definitivamente.
Risultato: Elisa paga solo il 19 % del debito originario, torna a investire nella sua attività e riparte senza debiti.
Caso 4 – Composizione negoziata per impresa di eventi
Situazione: La società “Eventi S.r.l.”, attiva nell’organizzazione di fiere, ha un debito di 500.000 € con le banche e 150.000 € con il fisco. Dopo la pandemia e l’aumento dei costi energetici, la società rischia la liquidazione. Tuttavia possiede attrezzature e contratti futuri che genereranno utili.
Soluzione:
- L’Avv. Monardo, in qualità di esperto negoziatore, deposita l’istanza di composizione negoziata .
- Il tribunale concede le misure protettive; i creditori non possono intraprendere azioni esecutive per 6 mesi.
- Con l’aiuto di un commercialista, viene elaborato un piano di risanamento che prevede la cessione di alcuni asset non strategici (valore 100.000 €), l’ingresso di un socio finanziatore, e la proposta di transazione fiscale con pagamento del 30 % del debito tributario in 6 anni .
- Le banche accettano di trasformare una parte dei crediti in strumenti partecipativi e di concedere un periodo di preammortamento di due anni. L’accordo viene omologato dal tribunale.
Risultato: “Eventi S.r.l.” evita la liquidazione e ristruttura il debito, mantenendo attiva l’attività e salvando i posti di lavoro.
Conclusione
Le difficoltà economiche possono colpire anche i professionisti più esperti, e gli event planner sono particolarmente esposti a debiti fiscali e bancari a causa della natura stagionale dell’attività e dei ritardi nei pagamenti. Tuttavia la normativa italiana mette a disposizione numerose difese e strumenti alternativi per gestire e ridurre i debiti. Dalla rottamazione e rateizzazione ex art. 72-bis , passando per i piani del consumatore e le composizioni negoziate , fino all’esdebitazione dell’incapiente , le opportunità per ripartire non mancano. Le sentenze della Cassazione hanno rafforzato il diritto dei debitori a riproporre piani in caso di inammissibilità e a vedere tutelato il proprio patrimonio anche quando i creditori privilegiati chiedono la liquidazione .
È fondamentale agire tempestivamente, affidarsi a professionisti esperti e valutare la soluzione più adatta al proprio caso. Un avvocato cassazionista con esperienza in diritto bancario e tributario può individuare vizi negli atti, negoziare con le banche, attivare le procedure di sovraindebitamento e gestire le transazioni fiscali. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team offrono un’assistenza completa e coordinata: analizzano gli atti, propongono ricorsi, gestiscono le trattative con l’Agente della Riscossione e le banche, redigono piani del consumatore e accordi di ristrutturazione e, se necessario, avviano la composizione negoziata .
Per difendersi da fisco e banche occorre conoscere le norme, sfruttare i termini di impugnazione e utilizzare gli strumenti previsti dalla legge. Grazie a questa guida, l’event planner con debiti può comprendere le proprie opzioni legali, evitare gli errori più comuni e pianificare una strategia efficace. Il supporto professionale è la chiave per trasformare una crisi in un’opportunità di rilancio.
📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive.