Introduzione
In Italia molti artigiani che producono e installano serramenti vivono un momento delicato. L’aumento dei costi delle materie prime, la flessione degli incentivi edilizi e l’irrigidimento dei controlli fiscali mettono in difficoltà imprese e ditte individuali del settore. Un accertamento dell’Agenzia delle Entrate o una cartella di pagamento dell’Agenzia Entrate‐Riscossione può degenerare in ipoteche sui macchinari, fermi amministrativi dei furgoni, pignoramenti di conti o addirittura nel blocco totale dell’attività. Non meno grave è la posizione di chi, per investire in macchinari e capannoni, ha acceso mutui e finanziamenti bancari e oggi si ritrova con rate impagate, interessi anatocistici o tassi usurari .
L’argomento di questo articolo è quindi cruciale: come può un serramentista con debiti difendersi dal fisco e dalle banche? Affronteremo la questione dal punto di vista del debitore, con un taglio professionale e pratico. Illustreremo le norme rilevanti, le sentenze più recenti, le procedure da seguire dopo la notifica di un atto e le strategie difensive. Esamineremo gli strumenti alternativi (rottamazioni, definizioni agevolate, piani del consumatore, esdebitazione) e forniremo tabelle e simulazioni numeriche utili a comprendere la portata delle soluzioni.
Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff
Per affrontare efficacemente un debito tributario o bancario servono competenze trasversali: diritto tributario, bancario, procedure concorsuali e negoziazioni con creditori. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è l’interlocutore ideale per i serramentisti. È avvocato cassazionista, dunque abilitato al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori. Coordina uno staff multidisciplinare di avvocati e commercialisti con competenze nazionali in diritto bancario e tributario.
Lo Studio Monardo si distingue perché l’avvocato è:
- Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC);
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del decreto‑legge 118/2021 (Composizione negoziata);
- coordinatore di una rete di professionisti in grado di analizzare la documentazione contabile, individuare vizi negli atti impositivi, predisporre memorie difensive, presentare ricorsi, chiedere sospensioni, trattare con le banche e proporre piani del consumatore o accordi di ristrutturazione .
Il nostro approccio è difensivo e proattivo: verifichiamo la legittimità degli atti, contestiamo le pretese infondate, richiediamo la sospensione delle esecuzioni, negoziamo rateizzazioni e rottamazioni, predisponiamo piani del consumatore e, quando necessario, promuoviamo azioni giudiziali per bloccare pignoramenti e vendite.
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1 Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Principali fonti normative
Le difese contro il fisco e le banche si fondano su norme complesse che negli ultimi anni hanno subito numerosi aggiornamenti. Qui riassumiamo le principali:
| Norma | Oggetto | Cenni e riferimenti |
|---|---|---|
| D.P.R. 600/1973 e D.P.R. 633/1972 | Disciplinano l’accertamento delle imposte dirette (DPR 600) e dell’IVA (DPR 633). L’art. 36‑bis e 36‑ter regolano i controlli automatizzati e formali; l’art. 57 DPR 633/72 impone il contraddittorio per accertamenti basati su presunzioni. | La Cassazione ha ribadito che l’amministrazione può emettere un accertamento integrativo solo in presenza di elementi nuovi . |
| D.Lgs. 218/1997 | Introduce l’accertamento con adesione e la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione (PVC). Il decreto legislativo 13/2024 ha riformato la procedura, imponendo la riduzione delle sanzioni a 1/6 per chi aderisce integralmente ai rilievi . | I contribuenti possono aderire al PVC con sanzioni ridotte, o impugnare entro 60 giorni. |
| Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000) | Carta dei diritti del contribuente: l’art. 6‑bis (introdotto dal D.Lgs. 219/2023) obbliga l’amministrazione a notificare uno schema di avviso e a instaurare un contraddittorio preventivo di almeno 60 giorni ; l’art. 7, comma 1‑bis (Legge di bilancio 2023) vieta integrazioni postume della motivazione. L’art. 12, comma 7 impone un termine dilatorio di 60 giorni tra il PVC e l’emissione dell’avviso . | L’omessa motivazione o la violazione dei termini rende nullo l’atto . |
| D.P.R. 602/1973 | Regola la riscossione coattiva. L’art. 72‑bis consente il pignoramento presso terzi (stipendi, conti, crediti) e stabilisce che, se il terzo non paga entro 60 giorni, il pignoramento perde efficacia . L’art. 76 limita l’espropriazione della prima casa: il pignoramento dell’unico immobile del debitore è vietato per i soli debiti tributari; tale limite non opera per altri creditori . | Norme frequentemente contestate nei ricorsi, soprattutto in caso di notifiche irregolari o importi inesatti. |
| Legge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII, D.Lgs. 14/2019) | La “legge salva‑suicidi” (L. 3/2012) consentiva al debitore non fallibile di proporre un piano del consumatore, un accordo con i creditori o la liquidazione dei beni. Dal 15 luglio 2022 queste procedure sono confluite negli articoli 65–83 e 268–283 del CCII . | Nel CCII sono previsti piani del consumatore, concordati minori, liquidazioni controllate ed esdebitazione; i giudici possono sospendere azioni esecutive per 120 giorni . |
| Decreto legislativo 219/2023 e D.Lgs. 13/2024 (Riforma dell’accertamento) | Hanno introdotto il contraddittorio preventivo: l’Amministrazione deve inviare al contribuente uno schema di avviso e concedere almeno 60 giorni per presentare osservazioni . Il termine di decadenza per notificare l’avviso è prorogato di 120 giorni se il contraddittorio viene effettivamente svolto . | L’omissione del contraddittorio comporta la nullità dell’avviso . |
| Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) | Ha introdotto la rottamazione‑quinquies: definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. È possibile pagare il capitale e le spese in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali con interesse al 3% . L’applicazione va presentata entro il 30 aprile 2026. | La legge riduce al 3% il tasso di interesse per le rate; la manovra prevede anche la riduzione della seconda aliquota IRPEF al 33% e il “pignoramento sprint”, meccanismo che consente alla riscossione di bloccare pagamenti da clienti terzi usando la fatturazione elettronica . |
| Codice civile e T.U.B. | L’art. 644 c.p. punisce l’usura; l’art. 1815, comma 2 c.c., annulla la clausola di interessi usurari con conseguente gratuità del prestito . Le norme bancarie (art. 117 TUB) richiedono la forma scritta delle condizioni e il rispetto delle delibere CICR. | La Cassazione ha ribadito che tutti i costi (compresi premi assicurativi) rientrano nel tasso effettivo globale , e che la capitalizzazione degli interessi su conti correnti ante 2000 è valida solo se espressamente pattuita e con periodicità pari . |
1.2 Giurisprudenza recente
Per predisporre una difesa efficace è indispensabile conoscere gli orientamenti più recenti della Corte di Cassazione e dei tribunali tributari. Di seguito riportiamo alcune pronunce emblematiche:
- Cassazione civ., sez. tributaria, 28 luglio 2025, n. 21875 – motivazione degli avvisi. La Corte ha ribadito che l’avviso di accertamento deve contenere sin da subito le ragioni di fatto e di diritto della pretesa; la motivazione postuma è vietata dall’art. 7, comma 1‑bis dello Statuto dei diritti del contribuente . È ammessa la motivazione per relationem solo se gli atti richiamati sono integralmente messi a disposizione del contribuente .
- Cassazione civ., sez. tributaria, 7 agosto 2025, n. 22825 – integrazione dell’accertamento. L’integrazione di un accertamento mediante ulteriori atti è consentita solo se emergono nuovi elementi non conosciuti dall’Ufficio . Ogni rivalutazione del materiale probatorio già acquisito è illegittima.
- Cassazione civ., sez. trib., 29 luglio 2025, n. 21875 – contraddittorio preventivo. Oltre a ribadire l’obbligo motivazionale, la Corte ha richiamato il nuovo art. 6‑bis dello Statuto, vietando qualsiasi modifica o integrazione dei fatti a sostegno dell’atto dopo la sua emissione .
- Sezioni Unite, Cassazione civ. 2015, n. 24823 – contraddittorio obbligatorio. Le Sezioni Unite hanno stabilito che l’assenza di contraddittorio endoprocedimentale rende nullo l’avviso emesso su presunzioni o stime . Questo principio è stato confermato da numerose sentenze successive.
- Cassazione civ., sez. I, 11 novembre 2025, n. 29746 – consumatore e piano del consumatore. Ha chiarito che il fideiussore di una società non è considerato consumatore e non può proporre un piano del consumatore; occorre ricorrere al concordato minore .
- Cassazione civ., sez. III, 14 ottobre 2025, n. 27460 – anatocismo bancario. In tema di conti correnti aperti prima della delibera CICR 9 febbraio 2000, la Corte ha affermato che la capitalizzazione degli interessi è valida solo se è stata pattuita per iscritto e con periodicità di pari durata per interessi debitori e creditori .
- Cassazione civ., sez. III, 29 agosto 2025, n. 24197 – ammortamento “alla francese”. Richiamando le Sezioni Unite 2024, la Corte ha ribadito che il piano di ammortamento alla francese non integra anatocismo .
- Cassazione civ., sez. III, 6 giugno 2025, n. 15114 – usura e costi accessori. Ha stabilito che, per valutare se un tasso supera la soglia usuraria, devono essere inclusi tutti i costi connessi al finanziamento, comprese polizze assicurative e commissioni .
- Cassazione civ., sez. trib., 2025, n. 20476 – intimazione di pagamento. La Corte ha precisato che, per eccepire la prescrizione della cartella, occorre impugnare l’atto di intimazione entro il termine di 60 giorni .
- Cassazione civ., sez. trib., 2025, n. 1668 – competenza territoriale. Le cartelle emesse da un agente della riscossione incompetente territorialmente sono nulle .
- Commissione Giustizia Tributaria di Roma, 2025, n. 15671 – decadenza dalla rateizzazione. Ha riconosciuto che il contribuente non decade dal piano di rateizzazione se la mancata corresponsione delle rate è dovuta a forza maggiore .
- Cassazione penale, 2025, n. 34485 – pignoramento della casa. Ha stabilito che l’art. 76 DPR 602/1973 tutela soltanto l’unico immobile del debitore per i debiti fiscali; la protezione non si estende ai pignoramenti eseguiti da altri creditori né alle confische penali .
- Cassazione civ., sez. III, 4 novembre 2025, n. 15130 (SS.UU. 2024) – usura e ammortamento. Ha richiamato i precedenti su usura sopravvenuta e ha sottolineato che l’usura si valuta al momento della stipula del contratto .
- Sentenze tributarie locali sul termine di 60 giorni. Varie decisioni hanno annullato avvisi perché emessi prima dello scadere dei 60 giorni successivi al PVC; l’Ufficio deve motivare l’urgenza nel derogare a tale termine .
Queste pronunce offrono spunti fondamentali per la costruzione della difesa: motivazione dell’atto, contraddittorio, termine dilatorio, competenza territoriale e legittimità della capitalizzazione degli interessi sono i principali punti da verificare in ogni atto notificato.
2 Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto
Quando il serramentista riceve un avviso di accertamento, una cartella esattoriale o un atto di pignoramento, non deve lasciarsi prendere dal panico. È essenziale seguire una procedura ordinata, rispettare i termini e agire tempestivamente.
2.1 Tipologie di atti e loro effetti
- Avviso di accertamento: è l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate rettifica i redditi o l’IVA. Può essere analitico (basato sui documenti), induttivo (quando la contabilità è inattendibile) o sintetico (redditometro) . Negli accertamenti basati su presunzioni, l’Amministrazione deve rispettare il contraddittorio preventivo di almeno 60 giorni .
- Processi verbali di constatazione (PVC): redatti dagli ispettori dopo accessi e verifiche in azienda. Il contribuente ha 60 giorni per presentare memorie difensive , chiedere l’adesione (con sanzioni ridotte) o domandare l’annullamento in autotutela.
- Cartella di pagamento: è emessa dall’Agenzia Entrate‑Riscossione dopo l’iscrizione a ruolo. Deve indicare tributi, sanzioni e interessi; si impugna entro 60 giorni dinanzi alla Corte di giustizia tributaria (CGT).
- Intimazione di pagamento: è un sollecito che precede l’avvio dell’espropriazione. Per contestare la prescrizione è necessario impugnare l’intimazione entro 60 giorni .
- Pignoramento presso terzi: ai sensi dell’art. 72‑bis DPR 602/1973 l’Agente della Riscossione può ordinare al datore di lavoro, alla banca o al cliente di versare direttamente le somme dovute. Se il terzo non versa entro 60 giorni, il pignoramento perde efficacia .
- Pignoramento immobiliare: l’agente può iscrivere ipoteca o procedere al pignoramento dell’unico immobile solo se il debito supera 120.000 € e non si tratta di prima casa . Altri creditori possono agire senza tale limite.
- Pignoramento “sprint” e notifiche digitali: la Legge di bilancio 2026 ha previsto la possibilità per l’Agenzia di individuare in tempo reale i crediti verso clienti tramite fatturazione elettronica, bloccando i pagamenti prima che entrino sul conto del debitore . Anche piccoli debiti (sotto i 5.000 €) possono comportare il blocco dei pagamenti.
2.2 Fasi del procedimento
- Verifica dell’atto: appena ricevuto l’atto occorre controllare i dati anagrafici, la descrizione dei fatti, la motivazione, le normative richiamate e le scadenze. Bisogna anche verificare la corretta notifica (PEC, raccomandata, posta locale). Eventuali errori rendono nullo l’atto.
- Consultazione con un professionista: è consigliabile rivolgersi subito a un avvocato esperto per esaminare l’atto e valutare se è opportuno aderire o presentare ricorso. Lo studio dell’Avv. Monardo offre un check-up gratuito dell’atto per individuare vizi formali e sostanziali.
- Memorie difensive e contraddittorio: nel caso di PVC o schema di avviso, si possono presentare memorie scritte, allegare documenti (contratti di subappalto, certificazioni materiali, prove di pagamento) e chiedere incontri con i funzionari . Questa fase è fondamentale per convincere l’Ufficio a rivedere la pretesa.
- Accertamento con adesione: quando l’accertamento non è preceduto dal contraddittorio preventivo (o se il contribuente non ha presentato osservazioni), si può chiedere l’adesione entro 30 giorni dalla notifica . Si definiscono tutte le imposte con sanzioni ridotte a 1/3.
- Ricorso alla Corte di giustizia tributaria: se l’avviso è illegittimo o infondato, entro 60 giorni si può presentare ricorso alla CGT . Il ricorso va depositato telematicamente tramite il Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT) con firma digitale e pagamento del contributo unificato. È possibile chiedere la sospensione dell’esecutività dell’atto dimostrando il pericolo di danno grave.
- Rateizzazione e definizione agevolata: entro i termini di proposizione del ricorso il contribuente può:
- versare l’imposta con sanzioni ridotte (acquiescenza);
- aderire all’accertamento con adesione;
- presentare domanda di rottamazione (quater o quinquies) per pagare solo il capitale e le spese ;
- chiedere la rateizzazione delle somme fino a 10 anni (120 rate) se l’importo lo consente .
- Opposizione agli atti esecutivi: per contestare un pignoramento o un’ipoteca si presenta opposizione ex art. 617 c.p.c. (per vizi formali) o art. 615 c.p.c. (per vizi sostanziali). È possibile chiedere la sospensione urgente del pignoramento, soprattutto se la notifica è viziata o il debito è prescritto.
2.3 Termini di decadenza e prescrizione
Conoscere i termini entro cui l’Amministrazione può emettere l’atto o iscrivere a ruolo il tributo è essenziale:
- Imposte dirette e IVA: l’avviso va notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (settimo anno in caso di dichiarazione omessa) . Se viene attivato il contraddittorio preventivo, il termine è prorogato di 120 giorni.
- Imposte locali (IMU, TARI): il termine è di cinque anni dalla data di presentazione o dall’omissione.
- Sanzioni: si prescrivono in cinque anni dall’infrazione (art. 20 D.Lgs. 472/1997) .
- Cartelle e ruoli: la prescrizione dei tributi iscritti a ruolo varia da 3 a 10 anni secondo la natura del tributo; occorre verificare se l’intimazione di pagamento è stata notificata entro l’ultimo atto interruttivo.
- Obbligazioni bancarie: i mutui ipotecari si prescrivono in dieci anni; i contratti di conto corrente in dieci anni per interessi e in cinque anni per spese periodiche; l’azione di ripetizione dell’indebito decorre dalla chiusura del conto.
3 Difese e strategie legali
Affrontare un debito non vuol dire evadere le imposte ma far valere i propri diritti. È fondamentale analizzare la legittimità dell’atto, contestare vizi formali e di merito, e valutare le opportunità offerte dalla normativa.
3.1 Verifica della legittimità dell’atto
- Motivazione completa. L’avviso deve indicare gli elementi di fatto e di diritto su cui si fonda; la motivazione per relationem è ammessa solo se gli atti richiamati sono integralmente comunicati . Una motivazione generica o postuma comporta la nullità.
- Regolarità della notifica. La notifica deve essere effettuata nei tempi e con le modalità prescritte (PEC o raccomandata). Notifiche a indirizzi errati, a soggetti diversi o tramite PEC non valida sono contestabili .
- Competenza territoriale. L’avviso deve essere emesso dall’ufficio competente in base al domicilio fiscale. Un atto proveniente da un ufficio incompetente è nullo .
- Decadenza e prescrizione. Occorre verificare che l’avviso o la cartella siano stati notificati entro i termini di legge; se tardivi, la pretesa è nulla .
- Contraddittorio obbligatorio. In presenza di accertamenti basati su presunzioni o stime, la mancata instaurazione del contraddittorio rende l’atto nullo .
- Nuovi elementi. Se l’Ufficio emette più avvisi per lo stesso periodo d’imposta, deve indicare i nuovi elementi che giustificano l’integrazione; in mancanza, l’atto è illegittimo .
- Vizi nella cartella o intimazione. L’intimazione deve essere motivata; la sua omessa contestazione entro 60 giorni preclude l’eccezione di prescrizione .
3.2 Contestazione del merito
Oltre ai vizi formali, è possibile contestare la fondatezza della pretesa. Ad esempio:
- Errata ricostruzione dei ricavi. Negli accertamenti induttivi basati su consumi di materie prime, la controparte deve dimostrare che il metodo usato non tiene conto delle particolarità dell’azienda (scarti, rimanenze, resi). In caso di presunzioni su versamenti e prelievi bancari, l’art. 32 DPR 600/1973 e l’art. 51 DPR 633/1972 ammettono la possibilità per il contribuente di provare che le somme sono state già tassate o non hanno rilevanza fiscale .
- Costo deducibile e neutralità IVA. La Cassazione ha confermato che, in assenza di giustificazione, i costi devono essere integralmente deducibili se risultano strettamente legati all’attività. È onere dell’Ufficio dimostrare il contrario.
- Applicazione errata delle aliquote. Spesso l’Amministrazione calcola erroneamente le sanzioni o applica aliquote non più in vigore. È opportuno confrontare l’atto con le norme vigenti all’epoca dei fatti.
- Deduzioni e detrazioni edilizie. L’Agenzia può contestare l’utilizzo di bonus edilizi (ecobonus, bonus infissi) se ritiene che i requisiti tecnici non siano stati rispettati. È utile fornire tutta la documentazione tecnica (certificazioni di efficienza energetica, fatture, pagamenti tracciabili).
- Verifica dei tassi d’interesse nei mutui. Se i tassi applicati dalla banca superano la soglia di usura (fissata trimestralmente dalla Banca d’Italia), la clausola è nulla e il contratto diventa gratuito . Bisogna includere nel calcolo il costo delle polizze assicurative e le commissioni .
- Anatocismo e capitalizzazione degli interessi. Per i conti correnti aperti prima del 9 febbraio 2000 la capitalizzazione è valida solo se espressamente pattuita e con pari periodicità . Il piano di ammortamento alla francese non costituisce anatocismo .
3.3 Istanze di autotutela e sospensione
Quando l’atto presenta errori evidenti o è palesemente illegittimo (es. importi duplicati, importi pagati, notifica ad altra persona), si può presentare istanza di annullamento in autotutela all’Ufficio. L’Amministrazione ha il potere di correggere o annullare in tutto o in parte l’atto senza necessità di ricorso. Anche durante il contenzioso è possibile chiedere la sospensione dell’esecuzione, dimostrando il pericolo di danno grave (pignoramenti, blocco dell’attività).
3.4 Definizione agevolata e rateizzazione
Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse sanatorie e definizioni agevolate (rottamazione‑ter, quater e oggi quinquies). Per i serramentisti con debiti iscritti a ruolo al 31 dicembre 2023 la rottamazione‑quinquies consente di pagare solo il capitale e le spese di notifica, senza sanzioni né interessi di mora. La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026; il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in 54 rate bimestrali (9 anni) con tasso di interesse al 3% .
Chi non rientra nella rottamazione può comunque chiedere la rateizzazione del debito:
- Importi fino a 120.000 €: rate fino a 72 mesi;
- Importi fino a 500.000 €: rate fino a 120 mesi;
- Importi superiori: possibilità di piani eccezionali previo deposito di documentazione reddituale e patrimoniale.
3.5 Transazione fiscale e accordi con i creditori
Per debiti elevati è possibile proporre una transazione fiscale nel contesto di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione (art. 182‑ter L.F., ora art. 63 CCII). Il debitore offre una somma inferiore a quella dovuta in cambio della rinuncia a sanzioni e interessi. Occorre però dimostrare che la transazione conviene al fisco rispetto all’alternativa liquidatoria.
3.6 Procedure concorsuali per i non fallibili
I serramentisti persone fisiche o ditte individuali spesso non possono accedere al concordato preventivo perché non sono imprenditori commerciali. In questi casi è possibile attivare le procedure di sovraindebitamento previste dal CCII:
- Piano del consumatore: rivolto a consumatori e lavoratori autonomi. Il debitore propone ai creditori un piano di pagamento che può prevedere anche la falcidia di alcuni tributi (IVA e ritenute incluse). Il giudice può sospendere per 120 giorni le azioni esecutive .
- Concordato minore: sostituisce il precedente “accordo di composizione”. È destinato ai professionisti e piccoli imprenditori. Richiede il voto favorevole della maggioranza dei creditori; consente di mantenere l’attività e ristrutturare i debiti.
- Liquidazione controllata: analoga alla vecchia liquidazione dei beni. Il patrimonio del debitore viene liquidato sotto la supervisione di un commissario e il ricavato distribuito ai creditori. Al termine, il giudice può concedere l’esdebitazione cancellando i debiti residui.
- Esdebitazione del debitore incapiente: introdotta dal D.L. 137/2020 e confluita nell’art. 283 CCII. Consente al debitore privo di patrimonio e redditi di ottenere il “fresh start” senza alcun pagamento, a condizione di essere meritevole e che il suo stato di incapacità sia destinato a durare nel tempo . È possibile ottenere al massimo due esdebitazioni nell’arco della vita, con almeno cinque anni di intervallo .
Queste procedure richiedono l’intervento di un Gestore della crisi (come l’Avv. Monardo), iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, che assiste il debitore nella predisposizione del piano e media tra le parti.
4 Strumenti alternativi e focus su banche e finanziarie
4.1 Contestazione di interessi usurari e anatocistici
Un serramentista che abbia sottoscritto un mutuo o un finanziamento per acquistare macchinari o un capannone può trovarsi a pagare interessi troppo elevati. Secondo l’art. 644 c.p. un interesse è usurario quando supera il tasso soglia o è sproporzionato rispetto alla situazione del debitore. La Cassazione ha ribadito che nel calcolo devono essere inclusi tutti i costi (commissioni, premi assicurativi, spese di istruttoria) . Se il tasso effettivo globale supera la soglia, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi (art. 1815 c.c.).
L’Avv. Monardo esegue perizie per verificare il TAEG/TEG dei contratti bancari e confrontarlo con i Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) pubblicati trimestralmente dal Ministero dell’Economia. In caso di superamento, è possibile agire giudizialmente per chiedere la restituzione degli interessi o la rideterminazione del debito.
4.2 Anatocismo: piani di ammortamento e capitalizzazione
Molti conti correnti e contratti di finanziamento prevedono la capitalizzazione degli interessi (anatocismo). Dopo l’abrogazione dell’art. 25 D.Lgs. 342/1999, la delibera CICR 9 febbraio 2000 ha consentito la capitalizzazione solo a certe condizioni: parità di periodicità tra interessi debitori e creditori e pattuizione espressa. La Cassazione 2025 ha affermato che, per i conti correnti ante 2000, l’anatocismo è valido solo se c’è una clausola scritta conforme alla delibera . Se tale clausola manca, gli interessi anatocistici sono nulli e devono essere restituiti.
Spesso le banche applicano il piano di ammortamento alla francese, che comporta la quota capitale crescente e gli interessi decrescenti nel tempo. Alcuni debitori lo contestano ritenendolo anatocistico. La Cassazione ha stabilito che questo piano non configura anatocismo e quindi è lecito . Tuttavia, il debitore può contestare eventuali spese occulte o la mancata indicazione del piano nel contratto.
4.3 Sospensione e riduzione delle rate
In caso di difficoltà temporanea è possibile chiedere alla banca la sospensione delle rate del mutuo (moratoria) in base agli accordi ABI‑associazioni dei consumatori o ai provvedimenti emergenziali (ad esempio per calamità naturali). Un’altra strategia è la rinegoziazione del mutuo: si chiede di allungare la durata o di abbassare il tasso, allegando documenti che attestano la riduzione del fatturato. Se la banca rifiuta, si può ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) o al Tribunale.
4.4 Trattative stragiudiziali con l’Agente della riscossione
L’Agenzia Entrate‑Riscossione gestisce miliardi di crediti difficilmente esigibili; per questo è sempre più favorevole a piani di rientro. È possibile negoziare piani personalizzati, anche oltre i dieci anni, dimostrando la capacità di rientro e offrendo garanzie. In presenza di gravi difficoltà economiche si può chiedere la sospensione amministrativa se l’atto è stato impugnato o se la Commissione tributaria provinciale ha sospeso l’esecuzione.
4.5 Compensazioni e crediti d’imposta
La manovra 2026 ha eliminato il divieto (proposto nel DdL bilancio) di compensare crediti d’imposta con debiti contributivi verso INPS e INAIL. Grazie a un emendamento approvato in Senato, i professionisti possono utilizzare i crediti maturati (ad esempio per bonus edilizi) per pagare i contributi previdenziali . Questo ripristina un fondamentale strumento di liquidità per gli artigiani del settore serramenti.
5 Errori comuni e consigli pratici
Di seguito una lista di errori ricorrenti commessi dai contribuenti e i consigli per evitarli:
- Ignorare l’atto. Molti contribuenti lasciano trascorrere i termini senza fare nulla. Questo è l’errore più grave: dopo 60 giorni l’atto diviene definitivo e non si possono più eccepire vizi o prescrizione.
- Non controllare la notifica. Spesso la cartella è notificata a un indirizzo errato o a persona diversa dal destinatario; se non viene verificata, si perde l’occasione di annullarla.
- Affidarsi a soluzioni fai‑da‑te. Ricorsi generici o basati su moduli standard spesso vengono rigettati. È necessario un’analisi personalizzata, considerando le norme e la giurisprudenza più recente.
- Trascurare la documentazione. Per contestare un accertamento induttivo occorre conservare fatture, contratti, pagamenti, certificazioni; senza prova documentale è difficile convincere il giudice.
- Sottovalutare i termini. La mancata presentazione delle memorie nel contraddittorio o della domanda di adesione entro 30 giorni comporta la perdita del beneficio delle sanzioni ridotte.
- Non valutare gli strumenti concorsuali. Molti artigiani tentano di pagare tutti i debiti con piani di rientro insostenibili, quando potrebbero accedere a procedure di sovraindebitamento che azzerano i debiti residui.
- Firmare piani bancari senza verifica. Prima di aderire a una proposta di rinegoziazione o saldo e stralcio è consigliabile farla esaminare da un esperto per valutare se gli interessi sono corretti.
- Dimenticare le rottamazioni. Le finestre temporali per la presentazione delle domande di rottamazione sono perentorie. Non perdere la scadenza del 30 aprile 2026 per la rottamazione‑quinquies.
6 Tabelle riepilogative
6.1 Norme e termini principali
| Atto o procedura | Termine per agire | Fonte normativa | Note |
|---|---|---|---|
| Presentazione delle memorie dopo il PVC | 60 giorni dal rilascio del verbale | Art. 12, comma 7 Statuto del contribuente | La Pubblica Amministrazione non può emettere l’avviso prima dello scadere di tale termine . |
| Contraddittorio preventivo sullo schema di avviso | 60 giorni dalla notifica dello schema | Art. 6‑bis Statuto del contribuente | Introdotto dal D.Lgs. 219/2023; l’Amministrazione deve notificare uno schema con i motivi della pretesa . |
| Ricorso alla CGT contro un avviso o una cartella | 60 giorni dalla notifica | Art. 20 D.Lgs. 546/1992 | Il ricorso va depositato telematicamente. |
| Adesione al PVC o accertamento con adesione | 30 giorni (avvisi senza contraddittorio) | D.Lgs. 218/1997 | Consente la riduzione delle sanzioni a 1/6 o 1/3. |
| Domanda rottamazione‑quinquies | Entro il 30 aprile 2026 | Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) | Definizione dei debiti dal 2000 al 2023 ; pagamento in unica soluzione o in 54 rate bimestrali con tasso 3%. |
| Pagamento rottamazione‑quinquies | Unica soluzione: 31 luglio 2026; rate: 54 rate bimestrali | L. 199/2025 | Il mancato pagamento di una rata comporta la perdita dei benefici. |
| Prescrizione avviso imposte dirette/IVA | 31 dicembre del 5° anno successivo alla dichiarazione (7° per omessa dichiarazione) | Art. 43 DPR 600/1973 | Prorogato di 120 giorni in caso di contraddittorio preventivo. |
| Esdebitazione del debitore incapiente | Può essere richiesta una volta ogni 5 anni (massimo due volte) | Art. 283 CCII | Prevede la cancellazione dei debiti senza pagamento se il debitore è privo di patrimonio e redditi. |
6.2 Strumenti difensivi a confronto
| Strumento | Chi può utilizzarlo | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|
| Ricorso alla CGT | Chiunque riceva avvisi di accertamento o cartelle | Consente l’annullamento totale o parziale dell’atto; possibilità di sospensione; decisioni relativamente rapide (da 6 mesi a 2 anni) | Occorre anticipare il contributo unificato; richiede assistenza tecnica; in caso di rigetto, possibile condanna alle spese |
| Accertamento con adesione | Contribuenti che ricevono avvisi senza contraddittorio o che non hanno presentato osservazioni | Riduzione delle sanzioni; evita il contenzioso; rateizzazione fino a 8 rate | Occorre accettare integralmente l’imponibile; non sono ammesse ulteriori contestazioni |
| Rottamazione‑quinquies | Contribuenti con debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 2023 | Paga solo capitale e spese; tasso 3%; possibilità di 54 rate bimestrali | Perde efficacia se si salta anche solo una rata; non consente la falcidia integrale di tutti i tributi (es. IVA e ritenute) |
| Piano del consumatore | Consumatori e lavoratori autonomi non fallibili | Struttura i debiti in un piano sostenibile; prevede falcidia dei tributi; sospende le azioni esecutive per 120 giorni | Richiede requisiti di meritevolezza; deve essere omologato dal giudice; coinvolge un gestore |
| Concordato minore | Piccoli imprenditori, società di persone, professionisti | Consente di continuare l’attività; può includere l’esdebitazione; falcidia i tributi | Richiede il voto favorevole della maggioranza dei creditori; costi di procedura elevati |
| Liquidazione controllata | Persone fisiche e imprese non fallibili con patrimonio da liquidare | Cancella i debiti residui con l’esdebitazione; distribuisce equamente il patrimonio | Il debitore perde i beni e non può svolgere attività d’impresa per cinque anni; procedura lunga |
| Esdebitazione del debitore incapiente | Debitori privi di patrimonio e redditi | Cancella integralmente i debiti senza pagamento | Ammissibile solo due volte nella vita con un intervallo di 5 anni; occorre dimostrare la permanenza dello stato di indigenza |
6.3 Sanzioni fiscali e agevolazioni
| Violazione | Sanzione ordinaria | Sanzione in caso di acquiescenza/adesione | Riduzione nella rottamazione |
|---|---|---|---|
| Omessa o infedele dichiarazione redditi/IVA | Dal 90% al 180% dell’imposta evasa | 1/3 del minimo (30%) se si paga entro 15 giorni dalla notifica dell’avviso; 1/6 se si aderisce al PVC | Con la rottamazione si pagano solo capitale e spese; le sanzioni sono condonate |
| Omesso versamento ritenute/IVA | Dal 30% al 50% dell’imposta omessa | 20% in caso di pagamento tempestivo | Idem come sopra (sanzioni condonate) |
| Violazioni formali (omessa o tardiva fatturazione, mancata comunicazione corrispettivi) | 250 € – 2.000 € | 1/3 in caso di ravvedimento operoso | N/A (violazioni formali non rientrano nella rottamazione) |
7 Domande frequenti (FAQ)
1. Ho ricevuto un avviso di accertamento per IVA e IRPEF: devo pagare subito?
No. L’avviso non è immediatamente esecutivo: hai 60 giorni per presentare ricorso alla CGT o aderire. Se scegli l’acquiescenza (pagare subito), le sanzioni si riducono a un terzo. Se ritieni l’atto infondato o viziato, è meglio presentare ricorso.
2. Cosa succede se ignoro l’avviso?
Dopo 60 giorni l’avviso diventa definitivo e l’Agente della riscossione può iscrivere a ruolo il debito e procedere con pignoramenti e ipoteche. Perdi la possibilità di contestare vizi e prescrizioni.
3. Cos’è lo schema di avviso e perché è importante?
Lo schema di avviso è un documento introdotto dal D.Lgs. 219/2023 che precede l’avviso di accertamento. Contiene gli elementi essenziali della pretesa e consente al contribuente di presentare osservazioni entro 60 giorni . Il mancato invio dello schema o il mancato rispetto del termine rende nullo l’avviso.
4. Posso pagare a rate le somme indicate nell’avviso?
Durante il termine per il ricorso puoi chiedere la rateizzazione fino a un massimo di 8, 16, 20 o 120 rate mensili in base all’importo . Se l’atto è già iscritto a ruolo, puoi accedere alla rottamazione o alla rateizzazione presso l’Agente della riscossione.
5. Cos’è la rottamazione‑quinquies?
È la nuova definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026 che consente di pagare solo il capitale e le spese per le cartelle affidate tra il 2000 e il 2023. Puoi saldare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o in 54 rate bimestrali con interesse al 3% .
6. Se salto una rata della rottamazione perdo tutti i benefici?
In base alle precedenti edizioni, il mancato pagamento anche di una sola rata comporta la decadenza e la ripresa della riscossione con sanzioni e interessi.
7. Cosa posso fare contro un pignoramento presso terzi?
Puoi presentare opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.) per vizi formali o opposizione di terzo (art. 619 c.p.c.) se ritieni che le somme pignorate non siano dovute. È possibile chiedere la sospensione d’urgenza, soprattutto se la notifica è irregolare o il debito è prescritto.
8. L’Agente può pignorare la mia prima casa?
Per i debiti fiscali, l’art. 76 DPR 602/1973 vieta l’espropriazione dell’unico immobile adibito ad abitazione principale, salvo che il debito superi 120.000 € e l’immobile non sia di lusso. Questo limite non vale per i creditori privati e le confische penali .
9. Cosa succede se il terzo (datore di lavoro, banca) non versa le somme dopo il pignoramento?
Secondo l’art. 72‑bis DPR 602/1973 il pignoramento perde efficacia se il terzo non versa entro 60 giorni . In tal caso il creditore deve notificare un nuovo atto.
10. Posso includere l’IVA e le ritenute nel piano del consumatore?
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto di falcidia dell’IVA; oggi le procedure di sovraindebitamento consentono di ridurre anche l’IVA e le ritenute. Tuttavia, occorre presentare un piano credibile che offra ai creditori più di quanto otterrebbero dalla liquidazione .
11. Quando conviene il piano del consumatore rispetto al concordato minore?
Il piano del consumatore non richiede il voto dei creditori e può essere omologato se il giudice ritiene che il debitore sia meritevole e che il piano sia sostenibile. Il concordato minore, invece, richiede il voto e si applica agli imprenditori. La scelta dipende dalla qualifica del debitore e dalla struttura dei debiti.
12. Cosa succede dopo la liquidazione controllata?
Al termine della liquidazione, dopo aver distribuito il ricavato ai creditori, il debitore può ottenere l’esdebitazione e ripartire senza debiti residui. Durante la procedura il debitore non può svolgere attività imprenditoriale, ma può ricominciare dopo il rilascio del decreto di esdebitazione.
13. Se ho già ottenuto un’esdebitazione posso chiederne un’altra?
La legge consente al massimo due esdebitazioni nel corso della vita e solo dopo cinque anni dalla precedente . Le liquidazioni senza esdebitazione non si computano ai fini del limite.
14. Le banche possono applicare interessi di mora oltre il tasso soglia?
No. Tutti gli interessi (corrispettivi e di mora) devono essere confrontati con i TEGM e non devono superare il tasso soglia. Eventuali interessi di mora usurari sono nulli e non dovuti.
15. Il piano di ammortamento alla francese è sempre legittimo?
La Cassazione ha stabilito che il piano di ammortamento alla francese non costituisce anatocismo . Tuttavia, occorre verificare che tutte le spese e commissioni siano state chiaramente indicate nel contratto; in caso contrario si possono contestare i costi occulti.
16. Posso compensare crediti d’imposta con debiti previdenziali?
Grazie a un emendamento alla manovra 2026, è stato eliminato il divieto di compensazione tra crediti fiscali e debiti contributivi, salvaguardando la liquidità degli studi tecnici e dei serramentisti . È quindi possibile utilizzare i crediti maturati (anche per bonus edilizi) per pagare i contributi INPS/INAIL.
17. Quali sono i rischi del pignoramento “sprint”?
Il pignoramento sprint consente alla riscossione di bloccare i pagamenti in arrivo dai clienti attraverso la fatturazione elettronica . Ciò può ridurre improvvisamente la liquidità dell’azienda. È importante tenere sotto controllo le cartelle e presentare domanda di definizione agevolata o di sospensione per evitare che il pignoramento sia eseguito.
18. È possibile impugnare un avviso per vizi di competenza territoriale?
Sì. La Cassazione n. 1668/2025 ha dichiarato nulle le cartelle emesse da un agente territorialmente incompetente . Se l’ufficio non ha competenza sul domicilio fiscale del contribuente, l’atto è annullabile.
19. Se la mia azienda è in crisi posso continuare l’attività durante il concordato minore?
Il concordato minore consente di proseguire l’attività con la supervisione del commissario giudiziale. Durante la procedura sono sospese le azioni esecutive e i creditori sono vincolati al piano.
20. Come posso recuperare gli interessi anatocistici illegittimi?
È necessario depositare una domanda di accertamento e ripetizione di indebito dinanzi al Tribunale ordinario, allegando i contratti di conto corrente e una perizia econometrica che dimostri la capitalizzazione illegittima. Se la clausola anatocistica è nulla, la banca deve restituire gli interessi indebitamente percepiti .
8 Simulazioni pratiche
Per comprendere meglio l’impatto delle strategie difensive presentate, proponiamo tre simulazioni numeriche. I valori sono indicativi e servono solo a illustrare il meccanismo.
8.1 Rottamazione‑quinquies per un serramentista
Scenario: un serramentista ha debiti iscritti a ruolo dal 2018 al 2023 per un totale di 30.000 € (capitale 20.000 €, sanzioni 8.000 €, interessi e aggio 2.000 €).
Senza rottamazione: dovrebbe versare 30.000 € più interessi di mora maturandi. Se non paga, rischia pignoramenti sui conti, ipoteche sui macchinari e fermi sui veicoli.
Con rottamazione‑quinquies:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Capitale | 20.000 € |
| Spese esecutive e di notifica | 500 € (5% stimato) |
| Totale da pagare | 20.500 € |
| Pagamento in unica soluzione | 31 luglio 2026 |
| Pagamento rateale | 54 rate bimestrali da 380 € circa (interesse 3%) |
Risultato: il serramentista risparmia 9.500 € di sanzioni e interessi. Deve però rispettare la scadenza del 30 aprile 2026 per presentare la domanda e pagare tutte le rate puntualmente per non decadere dai benefici.
8.2 Piano del consumatore
Scenario: titolare di una ditta individuale di serramenti con debiti totali di 150.000 € (70.000 € verso banche, 50.000 € verso l’Erario, 30.000 € verso fornitori). Il patrimonio consiste nella casa (valore 100.000 €, ipotecata), macchinari (valore 40.000 €) e un reddito mensile di 1.800 €.
Soluzione proposta: piano del consumatore con durata di 6 anni.
| Fonte | Trattamento |
|---|---|
| Debito bancario (70.000 €) | Rinegoziazione del mutuo, abbassamento del tasso e allungamento a 20 anni; rata mensile 350 €. |
| Debito fiscale (50.000 €) | Falcdia al 40% (20.000 €) da pagare in 72 rate mensili (277 €). Sospensione delle azioni esecutive per 120 giorni . |
| Debito verso fornitori (30.000 €) | Pagamento del 40% (12.000 €) in 72 rate (166 €); residuo falcidiato. |
| Contributo mensile | 350 € + 277 € + 166 € = 793 € (circa 44% del reddito) |
| Durata del piano | 6 anni |
| Esdebitazione finale | Dopo il pagamento delle rate, il debitore è liberato dai debiti residui. |
Risultato: il serramentista paga circa 52.000 € invece di 150.000 €; mantiene la casa (ipotecata) e i macchinari; protegge il reddito da pignoramenti; a fine piano ottiene l’esdebitazione. L’intervento del gestore e l’omologa del tribunale garantiscono la legittimità della procedura.
8.3 Contestazione del tasso usurario
Scenario: la ditta ha stipulato nel 2021 un mutuo di 100.000 € con tasso nominale del 6% e spese annuali per polizza assicurativa (600 €) e commissioni di istruttoria (1.000 €). Il TEG calcolato dalla banca era del 7%. Nel trimestre in cui è stato firmato il contratto, il tasso soglia pubblicato dalla Banca d’Italia era del 6,8%.
Analisi: sommando polizza e commissioni al tasso nominale, il TEG effettivo supera il 7,4% e quindi la soglia del 6,8%. Inoltre la banca non ha conteggiato l’assicurazione nella TEG, violando l’obbligo di onnicomprensività .
Azione: presentare ricorso al Tribunale per declaratoria di usura; chiedere la nullità della clausola di interessi e la restituzione di quanto versato oltre la sorte capitale.
Risultato: se il giudice accoglie la domanda, il mutuo diventa gratuito (si pagherà solo il capitale residuo), con notevole riduzione dell’esposizione debitoria.
9 Sentenze e fonti istituzionali (aggiornamento al gennaio 2026)
Prima della conclusione riportiamo un elenco ragionato delle principali fonti normative e sentenze menzionate, con indicazione dell’ente o della corte che le ha emesse. Queste fonti possono essere consultate dagli operatori del diritto per un approfondimento:
| Data e n. sentenza/atto | Autorità | Oggetto | Passaggio rilevante |
|---|---|---|---|
| 28 luglio 2025 n. 21875 | Cassazione civ., sez. tributaria | Obbligo di motivazione e divieto di integrazione postuma dell’avviso | Richiamo all’art. 7 Statuto del contribuente; motivazione immediata |
| 7 agosto 2025 n. 22825 | Cassazione civ., sez. tributaria | Integrazione dell’accertamento | Ammessa solo se emergono nuovi elementi non conosciuti |
| 11 novembre 2025 n. 29746 | Cassazione civ., sez. I | Nozione di consumatore nel piano del consumatore | Il fideiussore di società non è consumatore |
| 29 agosto 2025 n. 24197 | Cassazione civ., sez. III | Ammortamento “alla francese” e anatocismo | Piano alla francese non integra anatocismo |
| 14 ottobre 2025 n. 27460 | Cassazione civ., sez. III | Anatocismo bancario | Capitalizzazione valida solo con pattuizione scritta e pari periodicità |
| 6 giugno 2025 n. 15114 | Cassazione civ., sez. III | Usura e costi accessori | Tutti i costi (compresi premi assicurativi) rientrano nel TEG |
| 27 febbraio 2025 n. 5157 | Cassazione civ., sez. I | Concordato minore e impugnazioni | Legittimazione al reclamo limitata a parti formali soccombenti |
| 28 ottobre 2025 n. 28574 | Cassazione civ., sez. I | Concordato minore: ordine delle cause di prelazione | Divieto di alterare l’ordine delle cause di prelazione tra creditori privilegiati |
| 29 luglio 2025 n. 21875 | Cassazione civ., sez. trib. | Contraddittorio preventivo | Il contraddittorio è obbligatorio; atti integrativi non ammessi |
| 20476/2025 | Cassazione civ., sez. trib. | Intimazione di pagamento | Il termine di 60 giorni è perentorio per eccepire la prescrizione |
| 1668/2025 | Cassazione civ., sez. trib. | Competenza territoriale | Cartelle emesse da un agente incompetente sono nulle |
| 15671/2025 | CGT Roma | Decadenza dalla rateizzazione | La decadenza non scatta se la mancata rata è dovuta a forza maggiore |
| 34485/2025 | Cassazione penale | Pignoramento della casa | L’art. 76 DPR 602/1973 tutela solo l’unico immobile del debitore per debiti fiscali |
| D.Lgs. 219/2023 e D.Lgs. 13/2024 | Parlamento italiano | Riforma dell’accertamento | Introduzione del contraddittorio preventivo e proroga dei termini |
| Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) | Parlamento italiano | Rottamazione‑quinquies | Definizione agevolata, pagamento in 54 rate al 3% |
| Delibera CICR 9 febbraio 2000 | Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio | Capitalizzazione degli interessi | Anatocismo valido solo con pattuizione scritta e periodicità paritaria |
| D.Lgs. 14/2019 (CCII) – Artt. 65–83, 268–283 | Parlamento italiano | Procedure di sovraindebitamento e esdebitazione | Sistematizza le procedure di composizione della crisi; consente la sospensione delle esecuzioni per 120 giorni |
Conclusione
Un serramentista che si trova a fronteggiare debiti con il fisco e con le banche non è destinato a soccombere. La normativa italiana offre molteplici strumenti per difendersi: dal contraddittorio preventivo che impone all’Agenzia delle Entrate di dialogare con il contribuente, alla rottamazione‑quinquies che condona sanzioni e interessi, sino alle procedure di sovraindebitamento che cancellano i debiti residui. La giurisprudenza più recente rafforza la tutela del contribuente, imponendo motivazioni complete, invalidando gli atti emessi senza contraddittorio e limitando le pretese delle banche su interessi anatocistici e usurari .
Agire tempestivamente è però fondamentale. Ogni atto contiene termini perentori; lasciarli scadere significa rinunciare ai propri diritti. Ecco perché è importante affidarsi a professionisti esperti che sappiano leggere gli atti, individuare i vizi, costruire ricorsi mirati e negoziare con l’Amministrazione e gli istituti di credito.
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