Introduzione
Negli ultimi anni la professione dell’influencer e del content creator è diventata un fenomeno di massa. Migliaia di persone si guadagnano da vivere condividendo contenuti su piattaforme social, consigliando prodotti e lanciando campagne di marketing. Con l’espansione di queste attività è aumentata anche l’attenzione del fisco e delle banche: l’Agenzia delle Entrate utilizza l’analisi dei dati e i poteri ispettivi per ricostruire i redditi, mentre gli istituti di credito richiedono garanzie e possono agire con pignoramenti in caso di insolvenza. La situazione diventa ancora più delicata quando l’influencer accumula debiti fiscali o bancari e rischia esecuzioni forzate sul proprio conto corrente, la perdita dei contratti di sponsorizzazione o la segnalazione in centrale rischi.
L’articolo fornisce una guida completa e aggiornata (gennaio 2026) per gli influencer indebitati che vogliono difendersi da cartelle esattoriali, accertamenti e pignoramenti. Dopo aver illustrato il quadro normativo e giurisprudenziale più recente, saranno descritte in modo pratico tutte le procedure per impugnare gli atti del fisco, sospendere le esecuzioni e negoziare soluzioni legali efficaci. Non mancheranno le novità introdotte dall’INPS con la circolare n. 44/2025, le nuove definizioni agevolate delle cartelle (rottamazioni quater e quinquies), le ultime sentenze della Corte di Cassazione sul pignoramento di conti correnti e le opportunità offerte dalla Legge 3/2012 (piano del consumatore e accordi di ristrutturazione) e dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (composizione negoziata e misure protettive).
Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo
Affrontare il fisco e gli istituti di credito richiede competenze specialistiche e una strategia tempestiva. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, avvocato cassazionista e gestore della crisi da sovraindebitamento, coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti con esperienza nazionale in diritto bancario e tributario. È iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia come Gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) e ricopre il ruolo di professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Inoltre, è Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021 e del D.Lgs. 14/2019.
Grazie a queste qualifiche, l’Avv. Monardo e il suo staff possono assistere gli influencer nella preparazione dell’atto di ricorso, nell’impugnazione di cartelle di pagamento, nella presentazione di istanze di sospensione e nella gestione di trattative con l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione o con le banche. Lo studio è in grado di predisporre piani di rientro personalizzati e soluzioni giudiziali e stragiudiziali, includendo la composizione negoziata della crisi, i piani del consumatore e le procedure di esdebitazione.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 La qualificazione dei redditi degli influencer
Fino al 2024 non esisteva in Italia una disciplina specifica per i redditi degli influencer. L’Agenzia delle Entrate, nel corso degli accertamenti, classificava i compensi ottenuti attraverso piattaforme come YouTube, Instagram, Twitch o OnlyFans in base alle regole generali del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi):
- Reddito di lavoro autonomo: se l’attività è svolta abitualmente e professionalmente, rientra nella categoria del lavoro autonomo ex art. 53 TUIR. La circolare INPS n. 44/2025 sottolinea che l’attività professionale di influencer è abituale quando ricorrono elementi come la partita IVA, l’iscrizione a un codice ATECO, la fatturazione e la dichiarazione abituale dei redditi .
- Reddito d’impresa: quando l’attività richiede l’organizzazione di mezzi di produzione, come la gestione di banner pubblicitari o la vendita di video, scatta l’obbligo di esercizio in forma di impresa con iscrizione alla Camera di Commercio e codici ATECO appropriati. In questo caso i redditi rientrano nell’art. 55 TUIR .
- Redditi diversi: se l’attività è occasionale e priva di professionalità, i compensi possono rientrare tra i redditi diversi ex art. 67 TUIR.
Con la circolare INPS n. 44 del 19 febbraio 2025 l’Istituto ha chiarito l’inquadramento previdenziale dei content creator. La circolare definisce l’attività di creazione di contenuti digitali come l’elaborazione di testi, immagini o video messi a disposizione del pubblico tramite piattaforme digitali . Essa distingue varie figure (youtuber, streamer, podcaster, instagrammer, tiktoker, blogger, pro‑gamer) e ricorda che dal 1° gennaio 2025 è stato istituito il nuovo codice ATECO 73.11.03 “attività di influencer marketing” . Gli influencer sono considerati lavoratori autonomi quando l’attività non è svolta sotto un vincolo di subordinazione, con obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS se il reddito deriva da prestazione libero‑professionale . In caso di attività artistica assimilabile allo spettacolo (attore, regista, fotomodello), l’inquadramento avviene nel Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) .
La circolare richiama anche la sentenza n. 219/2023 della Corte di Giustizia Tributaria del Piemonte, secondo cui l’attività di influencer – consistente nella gestione abituale della propria immagine e della propria popolarità – non può essere qualificata come semplice cessione del diritto di immagine, bensì come lavoro autonomo abituale . Pertanto la determinazione del reddito segue le regole ordinarie del lavoro autonomo e non si applicano le agevolazioni previste per le cessioni di diritti d’autore.
1.2 Obblighi di trasparenza delle piattaforme digitali (DAC7 e successive novità)
La Direttiva UE 2021/514 (DAC7) è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 32/2023, che impone ai gestori di piattaforme digitali l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati fiscali degli utenti che vendono beni o erogano servizi tramite l’interfaccia elettronica. Secondo la relazione illustrativa del D.Lgs. 186/2025, che ha abrogato l’obbligo parallelo introdotto dalla Legge di Bilancio 2023, la DAC7 è pienamente operativa dal 2023 e richiede alle piattaforme di:
- raccogliere i dati anagrafici e fiscali dei venditori;
- verificare la coerenza delle informazioni;
- trasmettere annualmente un report all’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio dell’anno successivo;
- escludere dalla piattaforma i venditori inadempienti .
La normativa europea si applica anche alle piattaforme non italiane che facilitano transazioni con venditori residenti nell’UE. Nel dicembre 2025 il D.Lgs. 186/2025 ha eliminato un ulteriore obbligo di comunicazione previsto dalla Legge di Bilancio 2023 per i marketplace, ritenuto ridondante rispetto al regime DAC7 .
1.3 Statuto del contribuente e garanzie durante le ispezioni
La difesa dell’influencer inizia dal rispetto delle garanzie previste dallo Statuto del Contribuente (Legge 212/2000). L’art. 12 stabilisce che l’accesso dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza presso i locali del contribuente deve avvenire durante l’orario di esercizio, con preavviso e motivazione, e che il contribuente può farsi assistere da un professionista . Al termine della verifica viene rilasciato un processo verbale di constatazione; prima di emettere l’avviso di accertamento, l’ufficio deve attendere 60 giorni per consentire al contribuente di presentare osservazioni e richieste di chiarimenti .
La riforma del 2023 ha introdotto nell’art. 6‑bis dello Statuto il principio del contraddittorio preventivo generalizzato: tutti gli atti autonomamente impugnabili (salvo gli atti automatizzati o gli atti di recupero d’aiuti di Stato) devono essere preceduti da un contraddittorio con il contribuente. L’amministrazione deve inviare lo schema di atto e attendere almeno 60 giorni per ricevere le osservazioni. Se il termine di decadenza per l’accertamento è imminente, esso viene prorogato di 120 giorni . La mancata attivazione del contraddittorio comporta l’annullabilità dell’atto.
1.4 Strumenti deflattivi: accertamento con adesione e conciliazione
Nel corso del procedimento di accertamento il contribuente può ricorrere a strumenti deflattivi che consentono di ridurre sanzioni e interessi ed evitare il contenzioso:
- Accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997) – Il contribuente che riceve un processo verbale di constatazione o un avviso di accertamento può chiedere all’ufficio l’accertamento con adesione entro il termine per proporre ricorso (60 giorni). La richiesta sospende i termini del contenzioso per 90 giorni e consente di definire l’accertamento con riduzione delle sanzioni a un terzo .
- Autotutela – Strumento informale con cui il contribuente segnala errori di calcolo o vizi di notifica chiedendo all’Agenzia delle Entrate l’annullamento o la rettifica dell’atto. Non sospende i termini per impugnare ma, se accolto, consente di annullare la pretesa.
- Conciliazione giudiziale (D.Lgs. 546/1992) – Durante il giudizio dinanzi alle corti tributarie le parti possono raggiungere un accordo con riduzione delle sanzioni.
1.5 Termini di impugnazione e sospensione feriale
L’avviso di accertamento e la cartella di pagamento devono essere impugnati entro 60 giorni dalla notifica dinanzi alle Corti di Giustizia tributaria. Se viene presentata istanza di accertamento con adesione, il termine è sospeso per 90 giorni . Ogni anno i termini processuali sono sospesi dal 1° al 31 agosto (Legge 7 ottobre 1969 n. 742) ; se il termine scade in quel periodo, la scadenza è prorogata al primo giorno lavorativo successivo.
1.6 La riscossione e il pignoramento presso terzi
Decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella senza pagamento, l’Agente della Riscossione può avviare l’azione esecutiva (art. 50 D.P.R. 602/1973). Se non procede entro un anno dalla notifica, deve inviare una nuova intimazione a pagare cinque giorni prima dell’esecuzione . L’azione tipica nei confronti degli influencer è il pignoramento dei crediti verso terzi (artt. 72‑bis e 72‑ter D.P.R. 602/1973). Ai sensi dell’art. 72‑bis, l’Agente può ordinare alla banca o al soggetto terzo di versare le somme dovute al debitore entro 60 giorni per i crediti già scaduti e al momento del pagamento per i crediti futuri . La peculiarità è che l’atto di pignoramento è redatto da funzionari della riscossione senza l’intervento del giudice e produce un vincolo immediato.
L’art. 72‑ter prevede limiti alla pignorabilità di stipendi, pensioni e altre indennità: per debiti fiscali può essere trattenuto 1/10 delle somme fino a 2.500 €, 1/7 tra 2.500 € e 5.000 € e 1/5 oltre questa soglia . Quando lo stipendio è già accreditato su conto corrente, si applica l’art. 545 c.p.c., secondo cui è impignorabile la parte di saldo equivalente al triplo dell’assegno sociale (circa 1.500 €), mentre il resto è pignorabile nella misura di 1/5 .
1.7 La sentenza della Cassazione n. 28520/2025 sul “periodo di cattura”
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 28520 del 27 ottobre 2025, ha stabilito che i 60 giorni concessi alla banca dopo la notifica dell’ordine di pagamento ex art. 72‑bis non sono un semplice periodo di attesa, ma un vero e proprio periodo di cattura. La banca, in qualità di terzo pignorato, deve bloccare non solo il saldo presente ma anche tutte le somme che arriveranno sul conto nelle 60 giornate successive. Il vincolo si estende quindi ai crediti futuri ed eventuali: anche se il conto è in rosso al momento della notifica, ogni bonifico, stipendio o pagamento che vi affluisce è “catturato” e trasferito all’Agente della Riscossione . La Cassazione chiarisce che la banca non ha alcuna discrezionalità; se non versa le somme è responsabile ai sensi dell’art. 546 c.p.c. . Questa interpretazione ha amplificato l’efficacia del pignoramento esattoriale e comporta la necessità di attivarsi tempestivamente per evitare il blocco completo delle entrate.
1.8 Procedure di sovraindebitamento (Legge 3/2012)
Per le persone fisiche che non possono accedere al fallimento, la Legge 3/2012 offre tre principali procedure:
- Accordo di ristrutturazione dei debiti – Riservato ai debitori con una prevalenza di debiti non contratti per scopi professionali. Il piano prevede il pagamento parziale dei crediti e deve essere approvato dai creditori.
- Piano del consumatore – Destinato ai debitori che hanno contratto debiti per scopi personali o familiari. L’omologazione avviene con provvedimento del giudice senza voto dei creditori. L’art. 12‑bis stabilisce che il giudice verifica la fattibilità del piano e, accertata l’assenza di frode, fissa l’udienza e può sospendere le procedure esecutive fino alla decisione. L’omologazione deve avvenire entro 6 mesi dal deposito e il decreto è equiparato all’atto di pignoramento . Ai sensi dell’art. 12‑ter, dalla data di omologazione i creditori anteriori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive individuali; il piano è obbligatorio per tutti i creditori e protegge i beni oggetto del piano .
- Liquidazione dei beni – Quando non è possibile un accordo o un piano, il debitore può chiedere la liquidazione controllata dei propri beni (artt. 14‑ter e ss.), con esdebitazione finale.
La Legge 3/2012 consente anche l’esdebitazione per le persone fisiche meritevoli (art. 14‑terdecies): al termine della procedura il debitore è liberato dai debiti residui.
1.9 Composizione negoziata della crisi d’impresa
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), modificato dal D.Lgs. 83/2022, introduce la composizione negoziata: l’imprenditore in crisi può chiedere la nomina di un esperto indipendente presso la Camera di commercio per avviare trattative con i creditori. L’art. 12 prevede che l’esperto faciliti le trattative senza essere soggetto a responsabilità ex art. 38 . L’art. 18 consente al debitore di chiedere al tribunale misure protettive: dalla pubblicazione dell’istanza i creditori non possono acquisire diritti di prelazione o iniziare azioni esecutive; i contratti in corso non possono essere risolti per inadempimenti pregressi . L’art. 19 stabilisce la procedura per confermare le misure protettive e richiede la presentazione di un piano economico e finanziario .
1.10 Definizioni agevolate e rottamazioni
Negli ultimi anni il legislatore ha varato diverse misure di pace fiscale (rottamazione, saldo e stralcio, definizione agevolata). La Legge 197/2022 ha introdotto la rottamazione‑quater, consentendo di estinguere i carichi affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 pagando solo l’imposta, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e le spese di notifica, senza sanzioni né interessi di mora. Il pagamento poteva avvenire in un’unica soluzione o fino a 18 rate, con interessi al 2% . Per aderire era necessario presentare una dichiarazione telematica entro il 30 aprile 2023, indicando l’eventuale pendenza di giudizi; durante la procedura i giudizi erano sospesi e, in caso di perfezionamento, si estinguevano .
Con la Legge di Bilancio 2026 (art. 23 del D.L. n. 207/2025, convertito), il Governo ha introdotto la rottamazione‑quinquies. Secondo il portale Altroconsumo, la definizione agevolata comprende i carichi affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023; consente di pagare solo il capitale e le spese esecutive, mentre sono cancellati interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio . Sono esclusi gli aiuti di Stato recuperati, i crediti da sentenze della Corte dei conti, le sanzioni penali e i tributi non affidati alla riscossione . La domanda di adesione va presentata online entro il 30 aprile 2026; il contribuente può scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o rateizzare fino a 54 rate bimestrali (9 anni) con interessi al 4% . Il mancato pagamento dell’unica rata o di due rate comporta la decadenza dal beneficio, con ripresa dell’esecuzione e imputazione dei pagamenti a titolo di acconto . Inoltre, Regioni ed enti locali possono introdurre definizioni agevolate per i tributi di loro competenza .
2. Procedura passo‑passo: dal controllo fiscale al pignoramento
2.1 Ricezione del questionario o del verbale di verifica
La maggior parte delle indagini sugli influencer inizia con un questionario inviato dall’Agenzia delle Entrate o con una visita ispettiva della Guardia di Finanza. Dal 2024 i questionari includono domande sulle piattaforme utilizzate, sui contratti di sponsorizzazione, sui compensi percepiti e sulle collaborazioni con agenzie di marketing. È fondamentale rispondere nei termini indicati (generalmente 15 giorni) per evitare l’irrogazione di sanzioni. L’influencer ha diritto di essere assistito da un professionista durante gli accessi e di far annotare eventuali rilievi sul verbale.
2.2 Processo verbale di constatazione e contraddittorio
Al termine della verifica, i funzionari redigono un processo verbale di constatazione (PVC). L’atto deve essere consegnato al contribuente e deve indicare le irregolarità riscontrate. A seguito della consegna decorre il termine di 60 giorni previsto dall’art. 12 dello Statuto del Contribuente, durante il quale il contribuente può presentare memorie difensive e documenti. Con l’entrata in vigore dell’art. 6‑bis, questo termine costituisce un vero e proprio contraddittorio obbligatorio: l’Amministrazione deve valutare le osservazioni prima di emettere l’atto definitivo . Una risposta tempestiva e motivata può evitare l’accertamento o ridurre l’eventuale maggiore imposta.
2.3 Avviso di accertamento e strumenti deflattivi
Se la fase istruttoria non si chiude con l’annullamento, l’ufficio emette un avviso di accertamento con la determinazione delle imposte, sanzioni e interessi. Dal 2024 l’avviso deve specificare se è stato preceduto dal contraddittorio e in che modo sono state valutate le osservazioni del contribuente. Ricevuto l’avviso, il contribuente può:
- Accettare e pagare: pagando entro 60 giorni beneficia della riduzione delle sanzioni a un terzo.
- Richiedere l’accertamento con adesione: entro 60 giorni può presentare istanza all’ufficio. Il termine per il ricorso si sospende per 90 giorni . Se l’accordo si raggiunge, le sanzioni sono ridotte a un terzo e l’importo può essere rateizzato.
- Impugnare dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria: entro 60 giorni dalla notifica (90 se vi è istanza di adesione). È consigliabile depositare il ricorso tramite un avvocato o un commercialista abilitato. Il ricorso può essere accompagnato da istanza cautelare per sospendere la riscossione.
- Proporre istanza di autotutela: anche se non sospende i termini, l’istanza consente di segnalare errori senza costi. L’ufficio può annullare o ridurre l’atto.
2.4 Notifica della cartella di pagamento
Se l’accertamento diventa definitivo (perché non impugnato o perché la sentenza è passata in giudicato), l’Agenzia delle Entrate trasmette i ruoli all’Agente della Riscossione, che notifica la cartella di pagamento. La cartella deve indicare l’imposta, gli interessi, le sanzioni, l’aggio e le spese; è impugnabile per difetti di notifica, prescrizione o illegittimità entro 60 giorni davanti alla Corte di Giustizia Tributaria. L’influencer può chiedere un piano di rateazione fino a 72 rate mensili (120 in caso di comprovata difficoltà), ma la rateizzazione non sospende gli interessi di mora.
2.5 Intimazione di pagamento e pignoramento
Dopo la cartella, se il debitore non paga entro 60 giorni l’Agente può notificare l’intimazione di pagamento e avviare l’espropriazione. L’intimazione deve essere notificata entro un anno dall’iscrizione a ruolo; in caso contrario occorre un nuovo preavviso . L’agente può scegliere diverse forme di espropriazione, tra cui:
- Fermo amministrativo dei beni mobili registrati (fermo auto) – È un atto amministrativo che impedisce la circolazione del veicolo fino al pagamento.
- Ipoteche sugli immobili – È iscritta sui beni immobili e impedisce la loro alienazione.
- Pignoramento presso terzi – La forma più frequente contro gli influencer. L’Agente ordina alla banca di versare le somme dovute. Come visto, il pignoramento ex art. 72‑bis copre sia i saldi presenti sia le somme future entro 60 giorni . In caso di credito verso un committente (ad esempio un’agenzia di marketing), il pignoramento può colpire i compensi non ancora corrisposti. L’atto impone al terzo di pagare entro 60 giorni per le somme già scadute e alle rispettive scadenze per i futuri crediti .
2.6 Impugnazione del pignoramento e tutela dei crediti impignorabili
Il debitore può opporsi al pignoramento con opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. o opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. Le motivazioni possono essere la nullità dell’atto, l’incompetenza dell’Agente, l’errata indicazione del credito, l’esenzione per impignorabilità. Ad esempio:
- Se l’atto colpisce somme impignorabili (stipendi, pensioni, indennità) oltre i limiti previsti dall’art. 72‑ter e dall’art. 545 c.p.c., il pignoramento è illegittimo. Lo stipendio accreditato sul conto è pignorabile solo per la parte eccedente il triplo dell’assegno sociale .
- Se la banca trattiene somme oltre il limite del debito, può essere citata per responsabilità.
- Nel caso di comunicazione avvenuta mediante PEC a indirizzo non valido, la notifica è inesistente e l’atto può essere annullato.
È consigliabile presentare anche istanza di sospensione al giudice dell’esecuzione per congelare l’azione in attesa della decisione. L’assistenza di un avvocato esperto consente di verificare la correttezza dell’atto e, se del caso, di negoziare con l’Agente della Riscossione piani di rientro o di adesione alle definizioni agevolate.
2.7 Rottamazione e definizione agevolata
Quando il debito è già a ruolo, aderire alla rottamazione o alla definizione agevolata può essere conveniente. Dal 2023 la rottamazione‑quater permette di estinguere i carichi affidati fino al 30 giugno 2022 pagando solo il capitale e le spese . Dal 2026 la rottamazione‑quinquies estende la possibilità ai carichi affidati entro il 31 dicembre 2023, con rate fino a 54 bimestri . È importante rispettare i termini di presentazione dell’istanza (30 aprile 2026) e le scadenze delle rate; in caso di decadenza i versamenti effettuati restano acquisiti a titolo di acconto e riprendono le azioni esecutive .
2.8 Accesso alle procedure di sovraindebitamento
Se l’influencer si trova in una situazione di insolvenza grave, con un elevato indebitamento nei confronti del fisco, delle banche o dei fornitori, può valutare l’accesso alle procedure della Legge 3/2012. La procedura inizia con il deposito dell’istanza presso l’OCC competente e la nomina di un gestore della crisi che assiste il debitore nella redazione del piano e nella trattativa con i creditori. Dopo il deposito:
- In caso di accordo di ristrutturazione, i creditori votano sul piano. Se la maggioranza approva, il piano è omologato.
- Nel piano del consumatore, l’approvazione avviene per decreto del giudice senza voto dei creditori. L’art. 12‑bis consente al giudice di sospendere le esecuzioni fino all’omologazione , e l’art. 12‑ter preclude azioni esecutive individuali dopo l’omologazione .
- Se nessun piano è percorribile, il debitore può chiedere la liquidazione dei beni, con esdebitazione finale.
L’avvocato gestore verifica la meritevolezza del debitore, la consistenza dei beni e le cause del sovraindebitamento. È fondamentale presentare documenti contabili, estratti conto, contratti, cartelle esattoriali e qualsiasi prova dei debiti.
2.9 Composizione negoziata per influencer‑imprenditori
Gli influencer che operano tramite società o hanno un’attività imprenditoriale possono accedere alla composizione negoziata prevista dal Codice della crisi d’impresa. L’istanza si presenta telematicamente sulla piattaforma della Camera di commercio; un esperto negoziatore (come l’Avv. Monardo) viene nominato per facilitare le trattative con creditori e istituti di credito. Dalla pubblicazione dell’istanza scattano le misure protettive che bloccano nuove azioni esecutive e impediscono ai creditori di recedere dai contratti . Il tribunale può confermare o modificare le misure entro 30 giorni .
3. Difese e strategie legali
3.1 Verifica della legittimità degli atti
Prima di pagare o sottoscrivere rateazioni, il debitore deve sempre verificare la legittimità dell’atto ricevuto. Un legale esperto analizzerà:
- Vizi di notifica: ad esempio, notifica a indirizzo errato, tramite PEC non appartenente all’elenco ufficiale o oltre i termini di decadenza. Un atto notificato a un indirizzo PEC non registrato è inesistente e può essere annullato.
- Vizi di motivazione: l’avviso deve indicare dettagliatamente le violazioni contestate e le prove raccolte. In mancanza di motivazione l’atto è nullo.
- Mancata convocazione al contraddittorio: la riforma del 2023 impone l’invio della bozza dell’atto e la concessione di 60 giorni di tempo per le osservazioni. La violazione comporta l’annullamento .
- Prescrizione e decadenza: le imposte dirette si prescrivono in 5 anni; l’IVA in 8 anni; la notifica della cartella oltre i termini determina la nullità.
- Incompetenza dell’ufficio: l’accertamento deve essere emesso dall’ufficio territorialmente competente; in caso contrario è invalido.
3.2 Sospensione delle esecuzioni e tutela cautelare
Quando è stato notificato un preavviso di fermo, un’ipoteca o un pignoramento, è possibile chiedere la sospensione al giudice competente. La sospensione può essere basata su:
- Fumus boni iuris (probabilità di successo del ricorso), ad esempio per violazione del contraddittorio, nullità della notifica o prescrizione.
- Periculum in mora (danno grave e irreparabile), come l’impossibilità di sostenere le spese quotidiane o di continuare l’attività lavorativa.
Nel caso di pignoramento presso terzi, l’istanza di sospensione deve essere presentata al giudice dell’esecuzione. Per le cartelle ancora impugnabili è possibile chiedere la sospensione all’ufficio della Riscossione presentando domanda di rateizzazione o di autotutela; in tal caso l’ufficio può sospendere la procedura in attesa della decisione.
3.3 Transazioni con il fisco e con le banche
L’esperienza insegna che un approccio dialogante, supportato da documenti e argomentazioni giuridiche, consente spesso di ottenere soluzioni vantaggiose:
- Rateizzazioni: con l’Agente della Riscossione è possibile rateizzare fino a 120 rate mensili in caso di comprovata difficoltà. Con le banche si possono rinegoziare i mutui e i prestiti, riducendo il tasso di interesse o la durata.
- Definizione agevolata: aderire alla rottamazione (quater o quinquies) consente di stralciare sanzioni e interessi. È importante verificare se i carichi rientrano nei periodi ammessi .
- Accordo di ristrutturazione o piano del consumatore: con l’assistenza di un OCC e del giudice si possono ridurre sensibilmente i debiti e proteggere i beni necessari al sostentamento.
- Conciliazione giudiziale: durante il processo tributario è possibile chiudere il contenzioso con sconti sulle sanzioni.
3.4 Eccezioni e contestazioni nei rapporti bancari
Gli influencer spesso finanziano l’attività con prestiti o anticipi bancari. Se il debito bancario cresce e il conto viene pignorato, occorre valutare:
- Usura e anatocismo: verificare il tasso effettivo globale d’interesse (TEG) e la presenza di interessi usurari o anatocistici (capitalizzazione di interessi) nei contratti di affidamento, fido o carta di credito. La giurisprudenza riconosce la nullità delle clausole usurarie con restituzione degli interessi illegittimi.
- Patto commissorio: è nullo il patto che consente alla banca di appropriarsi del bene dato in garanzia senza passare per l’esecuzione giudiziaria.
- Segnalazione in centrale rischi: la banca deve avvertire il cliente prima di segnalare un ritardo in centrale rischi. Una segnalazione illegittima può essere impugnata per danno all’immagine e perdita di opportunità.
3.5 Ricorso contro la segnalazione come “rischio fiscale”
Le normative antiriciclaggio e i sistemi di monitoraggio bancario prevedono la segnalazione di operazioni sospette. Se l’influencer viene segnalato per rischio fiscale o reputational risk, la banca può decidere di chiudere il conto o rifiutare l’apertura di un nuovo rapporto. In tali casi occorre:
- Chiedere copia della documentazione relativa alla segnalazione e verificare la legittimità delle valutazioni.
- Presentare reclamo all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) e, se necessario, azione giudiziale per discriminazione o violazione della normativa bancaria.
4. Strumenti alternativi e piani di rientro
4.1 Rottamazione‑quater e rottamazione‑quinquies
Le definizioni agevolate offrono ai debitori l’opportunità di azzerare sanzioni e interessi pagando solo le imposte e le spese di riscossione. Occorre comparare i due regimi vigenti:
| Misura agevolativa | Periodo di carichi ammessi | Numero massimo di rate | Aliquota interessi | Termini adesione |
|---|---|---|---|---|
| Rottamazione quater | Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 | 18 rate trimestrali | 2% annuo | Domande entro 30 aprile 2023 |
| Rottamazione quinquies | Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 | 54 rate bimestrali | 4% annuo | Domande entro 30 aprile 2026 |
Per entrambe le rottamazioni i debitori decaduti da precedenti definizioni (rottamazione ter o quater) possono aderire nuovamente se i carichi rientrano nei periodi ammessi . È essenziale monitorare l’esito della domanda e il piano di pagamenti comunicato dall’Agente della Riscossione entro il 30 giugno 2026.
4.2 Saldo e stralcio e stralcio dei mini‑ruoli
Oltre alla rottamazione, dal 2018 il legislatore ha introdotto misure di saldo e stralcio per i contribuenti in grave difficoltà economica e l’annullamento automatico delle mini‑cartelle di importo residuo inferiore a 1.000 € (affidate fino al 2010). Sebbene queste misure non siano replicate nella manovra 2026, resta valida l’esperienza pregressa: è opportuno verificare se i carichi contestati rientrano negli stralci precedenti per evitare pagamenti non dovuti.
4.3 Piano del consumatore e accordo di ristrutturazione (Legge 3/2012)
Per i debitori non fallibili (privati, professionisti, imprenditori agricoli o piccoli imprenditori) la Legge 3/2012 consente di ridurre i debiti e ottenere protezione dalle azioni esecutive. La procedura richiede l’intervento di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e di un gestore che valuta il piano. Alcune caratteristiche:
- Piano del consumatore – Non richiede l’approvazione dei creditori ma solo l’omologazione del giudice. Il piano può prevedere la falcidia dei debiti, la dilazione nel tempo e la cessione del quinto dello stipendio. L’art. 12‑bis impone al giudice di verificare la fattibilità e la meritevolezza del debitore; se approvato, la sua efficacia è equiparata a un atto di pignoramento . Dopo l’omologazione, i creditori non possono agire individualmente .
- Accordo di ristrutturazione dei debiti – Richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori. È più adatto quando una parte dei creditori è favorevole e si desidera coinvolgere banche e fisco.
- Liquidazione controllata dei beni – Prevede la vendita del patrimonio del debitore sotto controllo giudiziale e l’esdebitazione finale.
Il gestore della crisi verifica la meritevolezza del debitore (assenza di colpa grave nell’indebitamento) e la fattibilità economica del piano. Una volta depositato l’atto, il giudice può sospendere i pignoramenti pendenti e, se il piano è omologato, i creditori non possono più agire. Nel caso di influencer con debiti fiscali, è possibile includere le cartelle esattoriali all’interno del piano; l’adesione della stessa Agenzia delle Entrate è spesso subordinata alla presentazione di una proposta equa e sostenibile.
4.4 Composizione negoziata per imprenditori
Se l’influencer svolge l’attività in forma societaria o attraverso una ditta individuale, può attivare la composizione negoziata prevista dal D.Lgs. 14/2019. Questa procedura è finalizzata alla ristrutturazione dell’impresa prima che si manifesti l’insolvenza. L’imprenditore deve compilare un test pratico per valutare la sostenibilità dell’impresa e presentare la richiesta tramite la piattaforma della Camera di commercio. Un esperto nominato facilita le trattative con banche, fornitori e Erario. Durante la procedura è possibile chiedere misure protettive che sospendono le azioni esecutive ; il tribunale valuterà la congruità delle misure e potrà prorogarle . La composizione negoziata può sfociare in vari esiti: accordi di ristrutturazione, convenzioni di moratoria, piani di risanamento attestati o ricorso alla liquidazione giudiziale.
4.5 Piani di rientro e rinegoziazione con le banche
La difesa dell’influencer passa anche attraverso la trattativa con le banche creditrici. Alcune strategie includono:
- Rinegoziazione del mutuo o del prestito – Prolungamento della durata, riduzione del tasso di interesse, sospensione temporanea delle rate. L’accordo deve essere formalizzato e, se approvato dalla banca, comporta l’aggiornamento dei piani di ammortamento.
- Consolidamento dei debiti – Unifica diversi finanziamenti in un unico prestito con rata più bassa. Può comportare costi iniziali ma semplifica la gestione.
- Accordi di transazione a saldo e stralcio – Previsti per i debiti deteriorati; la banca accetta un pagamento inferiore al capitale residuo in cambio dell’estinzione della posizione. È necessario negoziare dimostrando l’incapacità di pagare integralmente e presentando un piano realistico.
- Opposizione a usura e anatocismo – Se l’analisi del piano di ammortamento evidenzia tassi usurari o interessi illegittimi, è possibile agire giudizialmente per la nullità delle clausole e la restituzione degli interessi.
5. Errori comuni e consigli pratici
5.1 Ignorare le comunicazioni ufficiali
Molti influencer trascurano i messaggi PEC e le raccomandate da parte del fisco o delle banche. È un errore fatale: la notifica si considera perfezionata anche se non si apre la PEC, e le scadenze decorrono comunque. È importante controllare regolarmente la propria casella PEC e, se si riceve un atto, contattare subito un professionista per evitare decadenze.
5.2 Rispondere al questionario senza preparazione
Il questionario dell’Agenzia delle Entrate è una fase delicata: le risposte fornite saranno utilizzate per formulare l’accertamento. È consigliabile preparare le risposte con l’assistenza di un commercialista, verificando la documentazione e fornendo solo le informazioni richieste. Risposte incomplete o contraddittorie possono aggravare la posizione del contribuente.
5.3 Confondere l’attività occasionale con quella abituale
Molti creatori di contenuti ritengono erroneamente di poter operare senza partita IVA poiché l’attività sarebbe “occasionalmente remunerata”. Tuttavia, la circolare INPS n. 44/2025 chiarisce che, anche in assenza di contratti continuativi, l’abitualità può desumersi dalla ripetizione degli incassi e dall’organizzazione dell’attività . Se l’attività è abituale occorre aprire la partita IVA, scegliere il regime fiscale adeguato (forfettario o ordinario) e versare i contributi alla Gestione separata o alla Gestione commercianti.
5.4 Accettare piani di rientro non sostenibili
Sottoscrivere un piano di rateizzazione con l’Agente della Riscossione o con la banca senza valutare la sostenibilità può condurre alla decadenza e alla ripresa delle azioni esecutive. Prima di aderire, è necessario analizzare il proprio flusso di cassa, eventuali entrate future e i limiti di pignorabilità. In alcuni casi, è preferibile chiedere la sospensione e procedere con un piano del consumatore o un accordo di ristrutturazione, che permettono una falcidia dei debiti.
5.5 Affidarsi a soluzioni “fai da te”
Il web è pieno di consigli fuorvianti e promesse di annullamento facile delle cartelle. Affidarsi a professionisti non qualificati o a soluzioni standardizzate può peggiorare la situazione. Ogni caso è diverso: le contestazioni devono essere costruite sul singolo atto, sulla documentazione disponibile e sulla normativa applicabile. Una strategia vincente passa per la consulenza di un avvocato e di un commercialista esperti in materia.
6. Domande frequenti (FAQ)
1. Un influencer deve sempre aprire la partita IVA?
L’apertura della partita IVA è obbligatoria quando l’attività è abituale e organizzata. La circolare INPS n. 44/2025 spiega che anche la gestione abituale della propria immagine, con contratti di sponsorizzazione e pubblicazione di contenuti remunerati, rientra nella sfera del lavoro autonomo . Se l’attività è occasionale e produce redditi inferiori a 5.000 € annui, può essere considerata prestazione occasionale.
2. Quale codice ATECO deve utilizzare un influencer?
Dal 1° gennaio 2025 è stato introdotto il codice ATECO 73.11.03 “attività di influencer marketing” . In precedenza si usavano codici come 74.90.99 o 70.22.09. È importante aggiornare la posizione fiscale per evitare contestazioni.
3. Quando scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS?
L’obbligo sorge quando l’attività è svolta in forma professionale, con prevalenza dell’opera personale e intellettuale, e non in forma di impresa. L’iscrizione alla Gestione separata è dovuta per redditi da lavoro autonomo abituale e anche per prestazioni occasionali superiori a 5.000 € .
4. Come viene tassato il reddito di un content creator?
Il reddito è tassato come lavoro autonomo (art. 53 TUIR) se l’attività è abituale; come reddito d’impresa se è organizzata; come reddito diverso se occasionale. I compensi includono sponsorizzazioni, donazioni dei follower, vendite di merchandising e ricavi pubblicitari .
5. Che cosa è il contraddittorio preventivo obbligatorio?
È il principio introdotto dall’art. 6‑bis dello Statuto del Contribuente secondo cui ogni atto impugnabile deve essere preceduto da un confronto con il contribuente. L’ufficio invia lo schema di atto e concede almeno 60 giorni per le osservazioni . L’atto emesso senza contraddittorio è annullabile.
6. Qual è il termine per impugnare la cartella di pagamento?
La cartella deve essere impugnata entro 60 giorni dalla notifica. Se si presenta istanza di accertamento con adesione, il termine è sospeso per 90 giorni . Nei mesi di agosto i termini sono sospesi .
7. La banca può pignorare lo stipendio accreditato sul conto?
Lo stipendio è pignorabile nei limiti fissati dalla legge: 1/10 o 1/5 a seconda dell’importo . Una volta accreditato sul conto, si applica l’art. 545 c.p.c.: è impignorabile la somma equivalente al triplo dell’assegno sociale (circa 1.500 €), mentre l’eccedenza è pignorabile nei limiti di un quinto .
8. Cosa succede se il conto corrente è in rosso al momento del pignoramento?
La Cassazione ha stabilito che il pignoramento ex art. 72‑bis produce un vincolo anche sui crediti futuri: la banca deve versare tutte le somme che arrivano nei 60 giorni successivi . Pertanto, anche se il conto è a zero o in negativo, ogni bonifico ricevuto sarà girato all’Agente della Riscossione fino a copertura del debito.
9. Posso aderire alla rottamazione se ho già aderito a una precedente definizione agevolata?
Sì. La rottamazione‑quinquies consente anche ai contribuenti decaduti dalle precedenti definizioni (ter o quater) di aderire per i medesimi debiti, purché rientrino nel periodo ammesso .
10. Cos’è e come funziona il piano del consumatore?
È una procedura di sovraindebitamento rivolta alle persone fisiche. Il debitore, assistito da un OCC, presenta un piano al giudice. Se il giudice lo ritiene fattibile e meritevole, lo omologa; l’omologazione blocca tutte le azioni esecutive e rende il piano obbligatorio per tutti i creditori . La durata del piano può arrivare a 5–6 anni e al termine, se le scadenze sono rispettate, il debitore è esdebitato.
11. È possibile inserire le cartelle esattoriali nel piano del consumatore?
Sì. Le cartelle esattoriali possono essere incluse nel piano. L’Agente della Riscossione vota nel caso di accordo di ristrutturazione o partecipa come creditore nel piano del consumatore. In molti casi l’Agenzia accetta piani che garantiscono il pagamento di almeno una parte del capitale.
12. Qual è la differenza tra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione?
Nel piano del consumatore non si richiede l’approvazione dei creditori; il giudice valuta solo la meritevolezza e la fattibilità. Nell’accordo di ristrutturazione è necessario il voto favorevole dei creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti. Pertanto, il piano del consumatore è più rapido ma richiede la dimostrazione di buona fede e meritevolezza.
13. Cosa sono le misure protettive della composizione negoziata?
Sono provvedimenti che sospendono le azioni esecutive contro l’imprenditore mentre sono in corso le trattative con i creditori. Dalla pubblicazione dell’istanza di composizione negoziata, nessun creditore può iscrivere ipoteche o avviare pignoramenti . Il tribunale valuta la richiesta e può prorogare le misure .
14. È possibile impugnare la segnalazione in centrale rischi?
Sì. La segnalazione deve essere effettuata con preavviso e nel rispetto delle istruzioni di Banca d’Italia. Una segnalazione errata o illegittima può essere contestata dinanzi al giudice e all’Arbitro Bancario Finanziario, chiedendo la cancellazione e il risarcimento dei danni.
15. Posso vendere un immobile durante un pignoramento?
Durante il pignoramento l’immobile è vincolato e ogni atto di alienazione è inefficace. Tuttavia è possibile proporre al giudice dell’esecuzione la sostituzione dell’immobile con una somma o con un piano del consumatore che preveda la vendita volontaria del bene sotto il controllo del liquidatore.
7. Simulazioni pratiche e numeriche
7.1 Caso 1: Influencer con accertamento da 50 000 €
Situazione: Marco è un influencer che nel 2023 ha guadagnato 70 000 € tramite sponsorizzazioni e donazioni su piattaforme social senza dichiarare i redditi. Nel 2025 riceve un processo verbale di constatazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, seguito da un avviso di accertamento con recupero di imposte e sanzioni per un totale di 50 000 €.
Procedura:
- Marco affida l’incarico all’Avv. Monardo che, entro i 60 giorni dalla notifica del PVC, presenta memorie difensive dimostrando che parte dei compensi erano donazioni non imponibili e producendo i costi di produzione dei contenuti.
- Nonostante le osservazioni, l’ufficio emette l’avviso di accertamento. Marco presenta istanza di accertamento con adesione entro 60 giorni.
- Durante il contraddittorio l’avvocato ottiene la riduzione delle sanzioni da 30 000 € a 10 000 €; l’importo complessivo definito è 30 000 €, rateizzato in 8 rate.
- Marco paga la prima rata e, grazie alla procedura, evita il ricorso giudiziale e il rischio di iscrizione a ruolo immediata.
Risultato: Il debito viene ridotto del 40%; le sanzioni scendono da 30 000 € a 10 000 €; Marco regolarizza la propria posizione fiscale e mantiene la sua reputazione.
7.2 Caso 2: Pignoramento del conto per 10 000 €
Situazione: Laura, influencer iscritta al regime forfettario, accumula debiti IVA e INPS per 10 000 €. L’Agente della Riscossione notifica una cartella e, trascorsi 60 giorni senza pagamento, procede al pignoramento del suo conto corrente in banca. Al momento della notifica il conto è a zero.
Procedura:
- L’Avv. Monardo presenta immediatamente opposizione agli atti esecutivi per contestare che la notifica della cartella è stata inviata a un indirizzo PEC errato.
- Chiede al giudice dell’esecuzione la sospensione del pignoramento, evidenziando che la cartella non era diventata definitiva.
- Nel frattempo, la banca blocca le somme accreditate. Due settimane dopo Laura riceve un bonifico da 4 000 € per una sponsorizzazione: la banca lo congela e lo accantona. Un mese dopo riceve lo stipendio del marito di 1 500 € sul medesimo conto; la banca trattiene l’eccedenza rispetto al triplo dell’assegno sociale (circa 1 500 €), versando 500 € all’Agente.
- Il giudice accoglie l’istanza di sospensione e ordina lo sblocco del conto perché la notifica è nulla; l’Agente deve riemettere la cartella.
Risultato: Grazie all’intervento tempestivo, Laura evita il blocco definitivo del conto. La verifica della notifica consente di annullare l’atto. La procedura dimostra l’importanza di controllare ogni aspetto formale e sostanziale.
7.3 Caso 3: Piano del consumatore per debiti bancari e fiscali
Situazione: Francesco è un influencer che ha contratto mutui per finanziare l’acquisto di apparecchiature, leasing per veicoli e ha cartelle esattoriali per 80 000 €. Con un reddito annuo netto di 30 000 € e spese familiari di 20 000 €, non riesce a sostenere le rate. Le banche minacciano di pignorare la casa.
Procedura:
- Francesco si rivolge all’OCC con l’assistenza dell’Avv. Monardo. Vengono raccolti bilanci, estratti conto e contratti.
- Il gestore della crisi elabora un piano del consumatore: propone di pagare 35 000 € in 6 anni, con rate di circa 485 € mensili, utilizzando parte dello stipendio e vendendo un bene non essenziale.
- L’istanza viene depositata in tribunale; il giudice fissa l’udienza ex art. 12‑bis, sospende le procedure esecutive (pignoramenti e ipoteche) e invita i creditori a presentare osservazioni .
- Non essendovi opposizioni rilevanti e verificata la meritevolezza, il giudice omologa il piano. Dalla data di omologazione tutti i creditori anteriori sono vincolati e non possono avviare altre azioni .
- Francesco rispetta le rate per 6 anni e, al termine, ottiene l’esdebitazione per i debiti residui.
Risultato: Francesco salva la casa, riduce i debiti da 80 000 € a 35 000 € e ottiene l’esdebitazione finale. Il piano del consumatore dimostra di essere un valido strumento per debitori onesti ma in difficoltà.
8. Conclusione
La professione di influencer, per quanto affascinante e remunerativa, comporta obblighi fiscali e previdenziali complessi. Ignorare tali obblighi o sottovalutare i poteri del fisco e delle banche può portare a cartelle salate, pignoramenti e blocchi dei conti correnti. Tuttavia, il panorama normativo offre numerosi strumenti di difesa. I punti chiave da ricordare sono:
- Conoscere la corretta qualificazione fiscale e previdenziale dell’attività (lavoro autonomo, impresa o reddito diverso) e adeguare subito partita IVA e contributi .
- Sfruttare le garanzie dello Statuto del Contribuente: contraddittorio preventivo, diritto alla difesa e termini adeguati .
- Verificare ogni atto ricevuto e impugnarlo nei termini, ricorrendo agli strumenti deflattivi come l’accertamento con adesione .
- Conoscere i limiti di pignorabilità e difendersi dalla trappola dei 60 giorni: il conto corrente pignorato è vincolato anche sui futuri accrediti .
- Valutare l’adesione alle definizioni agevolate (rottamazioni) e alle procedure di sovraindebitamento, che consentono di ridurre o rateizzare i debiti .
- In caso di attività imprenditoriale, ricorrere alla composizione negoziata per negoziare con i creditori e ottenere misure protettive .
Affrontare da soli un accertamento, una cartella o un pignoramento può essere rischioso. Un professionista esperto è in grado di analizzare la situazione, individuare i vizi formali e sostanziali dell’atto, proporre ricorsi efficaci e negoziare con il fisco e le banche. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento e esperto negoziatore della crisi d’impresa. Con il suo team multidisciplinare di avvocati e commercialisti offre assistenza in tutta Italia per:
- Analisi degli atti di accertamento, cartelle e pignoramenti;
- Predisposizione di ricorsi e memorie difensive;
- Richiesta di sospensione e trattative con l’Agente della Riscossione;
- Presentazione di piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e procedure di composizione negoziata;
- Ricorsi contro le banche per usura, anatocismo o segnalazioni illegittime.
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