Introduzione
L’attività del copywriter, ovvero del professionista che si occupa della scrittura di testi creativi e promozionali per il web, i social media e la pubblicità, è diventata sempre più centrale nella comunicazione digitale. Come per ogni altra professione, anche per i copywriter il rispetto degli obblighi fiscali è fondamentale. Tuttavia, trattandosi di un lavoro immateriale svolto spesso da liberi professionisti o in regime forfettario, la sua gestione contabile può presentare criticità che espongono al rischio di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Un accertamento fiscale è un procedimento con cui l’amministrazione finanziaria verifica la corretta applicazione delle imposte e può sfociare nell’emissione di un avviso di accertamento con richiesta di imposte, sanzioni e interessi.
Per un copywriter l’accertamento comporta diversi rischi: contestazioni sull’inquadramento del reddito (prestazione occasionale, lavoro autonomo abituale, attività d’impresa), ricostruzione induttiva dei ricavi sulla base dei movimenti bancari, disconoscimento dei costi dedotti o forfettariamente deducibili, contestazione del regime fiscale applicato (es. regime forfettario) o della configurazione contrattuale con i committenti. Le conseguenze economiche possono essere pesanti e, in assenza di una reazione tempestiva e corretta, l’accertamento può sfociare in cartelle esattoriali o pignoramenti.
L’obiettivo di questo articolo è fornire un’analisi completa e aggiornata al 23 dicembre 2025 di tutte le norme, le prassi e la giurisprudenza rilevanti per chi, come copywriter, riceva un avviso di accertamento o una richiesta di documenti da parte del fisco italiano. L’articolo integra fonti normative (d.lgs., leggi, decreti‑legge), prassi dell’amministrazione finanziaria (circolari e risoluzioni), massime e sentenze della Corte di Cassazione, pronunciamenti della Corte costituzionale e altre decisioni della giustizia tributaria. La trattazione adotta un taglio pratico, con esempi, simulazioni e FAQ, e tiene conto delle più recenti riforme fiscali, inclusa l’entrata in vigore del D.Lgs. 219/2023 sul contraddittorio preventivo, del D.Lgs. 13/2024 sull’accertamento tributario e del D.Lgs. 81/2025 che modifica il concordato preventivo biennale.
Perché questo tema è importante
- Rischi economici e reputazionali – Un accertamento può sfociare in ingenti richieste di imposte e sanzioni. In caso di inerzia, l’avviso di accertamento diventa definitivo e può essere riscossione coattiva. Per un copywriter, spesso professionista individuale, ciò comporta pignoramenti di conti correnti, ipoteche o addirittura la vendita forzata di beni.
- Errori da evitare – Molti copywriter adottano prassi scorrette (assenza di fatture, utilizzo improprio del regime forfettario, commistione tra conti personali e professionali) che rendono facile la ricostruzione induttiva dei ricavi. Altri errori comuni riguardano la mancata opposizione all’avviso di accertamento nei termini o la sottovalutazione della fase di contraddittorio.
- Urgenze procedurali – Le scadenze per reagire a un avviso di accertamento sono stringenti: il contribuente ha 60 giorni dalla notifica per presentare ricorso, e spesso la difesa efficace richiede di contestare immediatamente vizi procedurali (ad esempio l’assenza di una valida autorizzazione a perquisire documenti protetti da segreto professionale ) o di chiedere la sospensione.
Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un professionista cassazionista con una pluriennale esperienza nel diritto bancario e tributario. Coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti con competenze distribuite a livello nazionale. La sua attività è caratterizzata da un approccio integrato, capace di coniugare difesa giudiziale e consulenza fiscale preventiva.
Qualifiche principali dell’Avv. Monardo:
- Cassazionista – Abilitato al patrocinio innanzi alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori, rappresenta i suoi assistiti anche nella fase finale della tutela processuale.
- Coordinatore di professionisti esperti a livello nazionale – Dirige un network di avvocati e commercialisti che operano in tutta Italia nel settore del diritto bancario e tributario.
- Gestore della crisi da sovraindebitamento – È iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e svolge la funzione di Gestore della crisi ai sensi della L. 3/2012 (ora integrata nel Codice della crisi e dell’insolvenza, D.Lgs. 14/2019). In tale veste assiste debitori in difficoltà nella predisposizione di piani del consumatore, concordati minori e liquidazioni controllate .
- Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) – Collabora con un OCC autorizzato dal Ministero della Giustizia per assistere i debitori nella procedura di esdebitazione.
- Esperto negoziatore della crisi d’impresa – Ai sensi del D.L. 118/2021 (misure urgenti in materia di crisi d’impresa), è qualificato per assistere le imprese nella negoziazione assistita con i creditori.
Grazie a questa combinazione di competenze, l’Avv. Monardo può offrire al copywriter una difesa completa e personalizzata, che va dall’analisi dell’atto di accertamento alla predisposizione di ricorsi e istanze di sospensione, dalla negoziazione con l’Agenzia delle Entrate alla redazione di piani di rientro o di composizione della crisi. Il suo staff si avvale anche di dottori commercialisti esperti di fiscalità digitale per valutare l’attività del copywriter in rapporto alla normativa sul lavoro autonomo, sul regime forfettario e sulle operazioni di e‑commerce.
📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata. Non attendere che l’accertamento diventi definitivo: una tempestiva consulenza può fare la differenza tra la semplice definizione della pretesa e la messa a rischio del tuo patrimonio.
1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Norme generali sull’accertamento tributario
La disciplina dell’accertamento delle imposte sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) è contenuta in diversi testi normativi. I principali sono:
- D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 – Regolamenta l’accertamento delle imposte sui redditi (IRPEF, IRES). L’art. 32 consente agli uffici delle imposte di utilizzare i dati dei conti bancari e di operare presunzioni su versamenti e prelevamenti non giustificati. L’art. 41 bis disciplina l’accertamento parziale in base a elementi segnalati da terzi.
- D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 – Istanzia e disciplina l’IVA. L’art. 52 stabilisce i poteri degli organi verificatori in materia di accessi, ispezioni e verifiche presso i contribuenti e garantisce il rispetto del seguito professionale: quando i verificatori vogliono acquisire documenti in possesso di professionisti, occorre la previa autorizzazione del procuratore della Repubblica ed è vietato l’accesso a documenti coperti dal segreto .
- D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218 – Prevede l’accertamento con adesione, un accordo tra contribuente e fisco che consente di chiudere una verifica con una riduzione delle sanzioni al terzo in cambio del pagamento delle imposte concordate. La procedura è facoltativa ma costituisce un’importante via deflattiva.
- Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) – Contiene i principi fondamentali della potestà tributaria. Il nuovo art. 6‑bis, introdotto dal D.Lgs. 219/2023, impone agli uffici di attivare un contraddittorio preventivo con il contribuente prima di emettere atti impositivi autonomamente impugnabili . In particolare, gli uffici devono comunicare la proposta di accertamento e concedere almeno 60 giorni per presentare osservazioni, pena la nullità dell’atto.
- D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 219 – Attua la delega fiscale (L. 111/2023) in materia di procedimento accertativo. Oltre a introdurre l’art. 6‑bis nello Statuto del contribuente, estende il diritto al contraddittorio a tutte le tipologie di accertamento (salvo eccezioni), fissa termini certi per la conclusione della verifica e prevede che la violazione comporti l’invalidità dell’atto .
- D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13 – Riforma l’accertamento tributario e introduce il concordato preventivo biennale (CPB), un accordo con l’Agenzia delle Entrate per stabilire il reddito imponibile di due anni sulla base degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Il decreto è stato poi integrato dal D.Lgs. 81/2025, che ha introdotto ulteriori cause di esclusione dal CPB per mancanza di coerenza tra professionisti e strutture associate .
- Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di bilancio 2023) – Ai commi 231‑252 dell’art. 1 istituisce la Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 (“rottamazione‑quater”). Questa misura consente di estinguere i debiti pagando solo capitale e spese di riscossione, con azzeramento di interessi e sanzioni . La norma è stata modificata dalle leggi successive e dal D.Lgs. 108/2024, che hanno riaperto i termini e rideterminato le scadenze .
- D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) – Contiene le procedure di composizione della crisi per i debitori non fallibili: ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata e esdebitazione del debitore incapiente .
1.2 Giurisprudenza di riferimento
Le pronunce della Corte di Cassazione svolgono un ruolo centrale nell’interpretazione delle norme tributarie. Si segnalano di seguito le decisioni più rilevanti per il copywriter.
1.2.1 Tutela del segreto professionale e limiti agli accessi
La Cassazione ha più volte ribadito che l’acquisizione di documenti presso lo studio di un professionista non può avvenire in modo indiscriminato. La ordinanza n. 16795/2025 ha stabilito che l’autorizzazione del pubblico ministero prevista dall’art. 52 del D.P.R. 633/1972 non può essere generica o preventiva. Essa deve essere rilasciata dopo che il professionista abbia eccepito il segreto e deve indicare specificamente i documenti da acquisire, motivando i motivi per cui il segreto deve cedere . Una pronuncia analoga è la ordinanza n. 17228/2025, la quale ha ritenuto illegittima l’autorizzazione rilasciata prima dell’eccezione di segreto, ribadendo che occorre una valutazione comparativa tra le ragioni del professionista e quelle dell’amministrazione .
Queste decisioni rafforzano il diritto del copywriter, in quanto professionista soggetto al segreto professionale (ad esempio quando gestisce campagne per clienti con clausole di riservatezza), a opporsi a richieste di consegna di email, contratti o bozze creative. In caso di accessi presso la propria sede o abitazione, è fondamentale verificare l’esistenza e la validità dell’autorizzazione giudiziaria.
1.2.2 Accertamenti analitico‑induttivi e presunzione di costi
In presenza di incongruenze tra i ricavi dichiarati e i flussi finanziari, l’amministrazione può ricorrere a metodi induttivi o analitico‑induttivi. La giurisprudenza ha progressivamente riconosciuto al contribuente la possibilità di opporre una deduzione forfettaria dei costi. La ordinanza n. 15982/2025 ha affermato che, anche nel caso di accertamenti analitico‑induttivi, il contribuente può dedurre un importo forfettario dei costi dall’ammontare dei ricavi presunti, richiamandosi alla sentenza n. 10/2023 della Corte costituzionale . L’ordinanza n. 19574/2025 (massima del Ministero dell’economia) precisa che la possibilità di detrarre costi presunti deriva dai principi di equità e non può essere esclusa per il solo fatto che l’accertamento si fonda su presunzioni .
Nel caso concreto del copywriter, spesso oggetto di accertamenti in cui vengono presi a riferimento i movimenti bancari, tali pronunce consentono di contrastare le rettifiche proponendo costi indiretti (abbonamenti software, servizi di hosting, consulenze) anche quando non documentati, ricostruendoli attraverso coefficienti di redditività.
1.2.3 Accertamento con adesione e legittimo affidamento
La sentenza n. 166/2025 della Corte di Cassazione ha chiarito che l’adesione a un accertamento con adesione per un determinato periodo d’imposta non vincola l’Agenzia delle Entrate per gli anni successivi. La Corte ha affermato che l’accertamento con adesione è uno strumento transattivo finalizzato alla riduzione del contenzioso e non genera legittimo affidamento su periodi d’imposta non inclusi nell’accordo . Pertanto, un copywriter che definisca un anno in adesione non potrà invocare l’accordo per escludere controlli negli anni successivi.
1.2.4 Concordato preventivo biennale e coerenza professionale
Il D.Lgs. 13/2024 ha introdotto il concordato preventivo biennale (CPB), strumento che consente a imprenditori e professionisti titolari di partita IVA (compresi i copywriter) di concordare con l’Agenzia delle Entrate, in base agli Indici sintetici di affidabilità (ISA), il reddito da dichiarare per due anni. L’adesione garantisce certezza dell’imposizione ma richiede il rispetto di requisiti di affidabilità e regolarità contributiva. Il D.Lgs. 81/2025 ha reso più rigide le regole per evitare adesioni parziali: l’art. 11 del D.Lgs. 13/2024 è stato modificato introducendo nuove cause di esclusione (lettere b‑quinquies e b‑sexies), in base alle quali un professionista non può aderire se non lo fa anche la struttura (associazione professionale, STP o società tra avvocati) di cui fa parte, e viceversa . Le nuove regole si applicano alle opzioni esercitate dal 13 giugno 2025 e rafforzano la coerenza fiscale all’interno degli studi associati.
1.2.5 Definizione agevolata (rottamazione‑quater) e riapertura 2025
La Legge n. 197/2022 ha introdotto la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022, consentendo ai contribuenti di estinguere i debiti pagando solo il capitale e le spese di notifica ed esecuzione, con esclusione di interessi e sanzioni . La misura, nota come rottamazione‑quater, prevedeva inizialmente il termine di adesione al 30 aprile 2023 e un piano di pagamento in 18 rate (prime due rate entro ottobre e novembre 2023). Successivamente la norma è stata modificata dalla Legge n. 100/2023, dalla Legge n. 18/2024 e dal D.Lgs. 108/2024, che hanno differito le scadenze e introdotto la tolleranza di 5 giorni per i pagamenti . Nel febbraio 2025, l’ultima proroga prevista dal decreto Milleproroghe ha riaperto i termini per i contribuenti decaduti, consentendo la riammissione entro il 30 aprile 2025 .
1.2.6 Procedure di sovraindebitamento e esdebitazione
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), in vigore dal 15 luglio 2022, disciplina anche le crisi dei consumatori, dei professionisti e delle piccole imprese. Sono previste quattro procedure chiave :
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore – riservata alle persone fisiche che non sono fallibili e che non hanno già ottenuto l’esdebitazione nei cinque anni precedenti; consente di proporre ai creditori un piano che prevede il pagamento, anche parziale, dei debiti.
- Concordato minore – destinato all’imprenditore minore, all’imprenditore agricolo, al professionista e alle start‑up innovative; permette di continuare l’attività se la proposta consente la prosecuzione o se prevede un apporto esterno di risorse.
- Liquidazione controllata dei beni – procedura residuale per chi non può accedere alle prime due; comporta la liquidazione dell’intero patrimonio sotto il controllo del tribunale.
- Esdebitazione del debitore incapiente – destinata al consumatore che non dispone di alcun bene né reddito; consente la cancellazione dei debiti una sola volta nella vita, a condizione che sopravvengano utilità rilevanti entro quattro anni .
Queste procedure, attivate tramite gli Organismi di composizione della crisi (OCC), rappresentano uno strumento fondamentale per il copywriter che, a seguito di un accertamento fiscale e della successiva riscossione, si ritrovi in una situazione di sovraindebitamento. L’Avv. Monardo, come Gestore della crisi iscritto agli elenchi ministeriali e professionista fiduciario di un OCC, può assistere i debitori in tutte le fasi della procedura.
2. Procedura passo‑passo in caso di accertamento
Per difendersi in modo efficace, il copywriter deve conoscere la sequenza degli atti e le relative scadenze. Di seguito viene illustrato il percorso tipico di un accertamento fiscale e i rimedi a disposizione.
2.1 Avvio della verifica: accesso, ispezione e richiesta documenti
L’accertamento può essere preceduto da:
- Accesso e ispezione presso lo studio o l’abitazione del copywriter da parte della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Entrate. L’art. 52 del D.P.R. 633/1972 consente l’accesso ai locali per verificare la regolarità IVA, ma impone limiti precisi quando si tratta di locali ad uso promiscuo (es. home office) e quando sono presenti documenti coperti da segreto professionale . Se l’accesso avviene presso lo studio di un professionista, occorre la specifica autorizzazione del procuratore della Repubblica; l’assenza o genericità dell’autorizzazione rende nullo l’accertamento .
- Invito a comparire o invito al contraddittorio (art. 5, D.Lgs. 218/1997) – L’ufficio invita il contribuente a presentarsi per fornire chiarimenti. L’invito può essere anche telematico. Con il D.Lgs. 219/2023 è diventato obbligatorio il contraddittorio preventivo per tutti gli atti impugnabili: l’ufficio deve inviare una comunicazione di revisione contenente i rilievi e concedere almeno 60 giorni per presentare osservazioni .
- Questionario e richiesta di documenti – L’ufficio può inviare questionari o richiedere documenti bancari. Ai sensi dell’art. 32 del D.P.R. 600/1973, i prelevamenti bancari non giustificati sono considerati ricavi, a meno che il professionista dimostri la loro inerenza all’attività o la provenienza da fonti non tassabili (es. prestiti familiari).
In questa fase è fondamentale:
- Tenere la documentazione ordinata – Contratti con i committenti, fatture, estratti conto, corrispondenza e-mail, brief creativi e copie dei lavori. Una corretta archiviazione permette di giustificare la provenienza dei ricavi.
- Invocare il segreto professionale – Se vengono richiesti file o e‑mail contenenti dati riservati dei clienti, il copywriter può opporsi chiedendo l’autorizzazione del PM, come previsto dall’art. 52 del D.P.R. 633/1972 e confermato dalla Cassazione .
- Richiedere un contraddittorio – Se l’ufficio non ha attivato il contraddittorio preventivo, si può sollevare l’eccezione di nullità dell’atto, come previsto dal nuovo art. 6‑bis dello Statuto del contribuente . L’Avv. Monardo è in grado di valutare se la comunicazione ricevuta rispetta i requisiti di legge (indicazione dei rilievi, termini, avvertimenti).
2.2 Processo verbale di constatazione (PVC) e contraddittorio preventivo
Al termine dell’ispezione o della verifica, i funzionari redigono un Processo Verbale di Constatazione (PVC) in cui riportano le irregolarità riscontrate. Il PVC viene consegnato o notificato al contribuente che, a partire dal 2024, deve essere invitato a formulare osservazioni e controdeduzioni entro 60 giorni. Il D.Lgs. 219/2023 prevede che l’ufficio non possa emettere l’atto impositivo prima dello spirare di tale termine. Una pronuncia del 2024 (Cass. n. 23991/2024, richiamata da Studio Cerbone) ha precisato che la mancata concessione del contraddittorio comporta la nullità dell’accertamento .
In particolare:
- Il contraddittorio è obbligatorio per tutti gli atti che costituiscono esercizio di potestà impositiva (avvisi di accertamento, avvisi bonari, accertamenti esecutivi) tranne poche eccezioni (atti di mera liquidazione o automatismi). La sua omissione comporta la nullità relativa da far valere in giudizio .
- Il contribuente deve presentare per iscritto le proprie osservazioni e può allegare documenti e memorie. È consigliabile farsi assistere da un professionista che individui eventuali errori di calcolo o vizi formali (es. mancata motivazione, carenza di prove, violazione del segreto professionale, illegittimità dell’accesso).
- L’ufficio deve rispondere alle osservazioni con provvedimento motivato. Se accoglie le osservazioni, rettifica o archivia il rilievo; altrimenti emette l’avviso di accertamento.
2.3 Avviso di accertamento
L’avviso di accertamento è l’atto attraverso cui l’Agenzia delle Entrate o l’ente locale richiede il pagamento di maggiori imposte, interessi e sanzioni. Esso deve contenere:
- i motivi della pretesa e gli elementi probatori;
- l’indicazione delle sanzioni irrogate e della loro misura;
- l’invito al pagamento e l’indicazione della scadenza (entro 60 giorni dalla notifica) per presentare ricorso;
- l’avvertenza sulla possibilità di definizione agevolata (pagamento entro 60 giorni con sanzioni ridotte a 1/3) o di accertamento con adesione (se applicabile).
L’avviso di accertamento deve essere notificato secondo le regole del codice civile. I termini di decadenza variano a seconda del tributo e dell’anno d’imposta (in genere il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della dichiarazione, esteso a sette anni in caso di omessa dichiarazione). È essenziale verificare il rispetto dei termini di decadenza e la corretta sottoscrizione dell’atto (deve provenire dal funzionario competente).
Rimedi a disposizione del copywriter:
- Definizione agevolata dell’accertamento (ex art. 2, D.Lgs. 218/1997) – Consiste nel pagamento entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso di accertamento (nelle more del termine per il ricorso) di imposte e sanzioni ridotte a un terzo. È vantaggioso quando la pretesa è fondata e si vuole evitare il contenzioso.
- Accertamento con adesione – Il contribuente può presentare istanza di adesione entro 30 giorni dalla notifica dell’avviso. La presentazione sospende i termini per impugnare e consente di negoziare la base imponibile. La sanzione scende a un terzo. Tuttavia, come ricordato dalla Cassazione, l’adesione non preclude controlli successivi .
- Ricorso alla Corte di giustizia tributaria (ex Commissione tributaria) – Deve essere depositato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso. In esso si possono eccepire violazioni di legge (es. mancato contraddittorio, nullità dell’atto, vizi di motivazione) e contestare la ricostruzione dei redditi.
2.4 Iscrizione a ruolo e riscossione
Se l’accertamento diventa definitivo (per mancata impugnazione o sentenza negativa) o se il contribuente aderisce all’accertamento con adesione, l’importo dovuto viene iscritto a ruolo e gestito dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. Il ruolo può sfociare in cartelle di pagamento, avvisi di intimazione, fermi amministrativi e ipoteche. Per evitare la riscossione coattiva, il contribuente può:
- Pagare o rateizzare – È possibile richiedere la rateizzazione ordinaria (72 rate) o straordinaria (120 rate) in presenza di comprovata difficoltà economica.
- Definizione agevolata (rottamazione‑quater) – Se il debito rientra nei carichi affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2022, il contribuente può estinguerlo pagando solo il capitale e le spese esecutive. La Legge n. 197/2022 consente questo beneficio , mentre le norme successive hanno riaperto i termini fino al 30 aprile 2025 .
- Sospensione giudiziale o amministrativa – In caso di ricorso, si può chiedere al giudice la sospensione dell’atto. In alternativa, per motivi di gravi condizioni personali, si può presentare istanza di sospensione amministrativa.
- Procedure di sovraindebitamento – Quando il debito fiscale è insostenibile, il copywriter può ricorrere a un Organismo di composizione della crisi e proporre un piano di ristrutturazione o un concordato minore .
2.5 Termini procedurali principali
Per evitare di perdere la possibilità di difesa, è fondamentale rispettare le scadenze. La tabella seguente riassume i principali termini.
| Fase | Termine | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Invio di osservazioni al PVC (contraddittorio) | 60 giorni dalla ricezione della comunicazione | Art. 6‑bis Statuto del contribuente, D.Lgs. 219/2023 |
| Istanza di accertamento con adesione | 30 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento | Art. 6 D.Lgs. 218/1997 |
| Pagamento per definizione agevolata (accertamento) | 30 giorni dalla notifica dell’avviso | Art. 2 D.Lgs. 218/1997 |
| Ricorso alla Corte di giustizia tributaria | 60 giorni dalla notifica dell’avviso | Art. 21 D.Lgs. 546/1992 |
| Adesione alla rottamazione‑quater | Termine riaperto al 30 aprile 2025 per i decaduti | Legge n. 197/2022 e modifiche |
| Rateizzazione della cartella | Inizio entro 60 giorni dalla notifica della cartella (richiesta online) | Art. 19 D.P.R. 602/1973 |
3. Difese e strategie legali per il copywriter
Affrontare un accertamento richiede un approccio strategico che coniughi conoscenza normativa, capacità di produrre prove e uso di strumenti deflattivi. In questa sezione vengono illustrate le principali difese a disposizione di un copywriter.
3.1 Verifica della legittimità della verifica e degli atti
Una delle prime linee difensive consiste nel verificare la regolarità formale di ogni atto ricevuto. Gli elementi da controllare includono:
- Competenza dell’ufficio e del funzionario – L’avviso deve essere firmato dal dirigente competente. La delega di firma irregolare comporta la nullità.
- Motivazione dell’atto – Deve essere chiara e specifica. Una motivazione “per relationem” è ammessa solo se il PVC o altri atti sono allegati o resi conoscibili. In mancanza di motivazione, l’atto è nullo.
- Rispetto del contraddittorio – Come visto, l’omissione del contraddittorio previo alla notifica dell’avviso, quando dovuto, comporta la nullità relativa . È fondamentale verificare se la comunicazione di invito conteneva i rilievi e se è stato concesso il termine di 60 giorni.
- Autorizzazione all’accesso presso professionisti – Se l’ispezione è avvenuta senza valida autorizzazione della procura, è possibile eccepire la violazione del segreto professionale e l’irrilevanza delle prove raccolte .
- Termini di decadenza – Gli avvisi relativi al 2019 devono essere notificati entro il 31 dicembre 2025 (5 anni). Termini più lunghi si applicano per reati tributari o omessa dichiarazione.
L’Avv. Monardo, con il suo staff, effettua un’analisi preventiva dell’atto per individuare vizi formali e procedurali che potrebbero condurre all’annullamento in autotutela o in sede giudiziale.
3.2 Contestazione del metodo di accertamento e onere della prova
Nel merito, il contribuente può contestare i presupposti dell’accertamento. Per i copywriter, l’amministrazione ricorre frequentemente al metodo induttivo: sulla base dei prelievi e versamenti bancari non giustificati viene ricostruito il reddito presunto. La difesa si articola su tre livelli:
- Dimostrazione della provenienza delle somme – Presentare documenti che provino che i prelevamenti o versamenti derivano da fonti esenti o non imponibili (prestiti, rimborsi spese, regali di famiglia). La Cassazione riconosce che i prelevamenti non giustificati costituiscono ricavi solo se il contribuente non dimostra la loro estraneità all’attività.
- Deduzione forfettaria dei costi – In base all’ordinanza n. 15982/2025 e alla sentenza n. 10/2023 della Corte costituzionale, anche nel metodo analitico‑induttivo il contribuente può chiedere una deduzione forfettaria dei costi sostenuti per produrre i ricavi presunti . Questo principio si applica ai professionisti come i copywriter, che spesso non conservano tutte le fatture dei servizi (es. abbonamenti software, spese di marketing). La deduzione può essere calcolata sulla base del coefficiente di redditività previsto per il regime forfettario (78 % per le altre attività professionali), oppure in misura congrua rispetto ai costi dimostrati.
- Contestazione del margine di ricarico – Se l’ufficio applica margini standard non idonei alla professione creativa, è possibile provare che il settore del copywriting presenta costi elevati (software, corsi di formazione, servizio di gestione dei social) e margini contenuti. La Cassazione ha ribadito che il fisco non può fissare ricavi presunti senza considerare la specificità dell’attività e deve motivare i criteri applicati.
3.3 Utilizzo del contraddittorio preventivo
Sfruttare il contraddittorio è fondamentale per evitare l’emissione di un avviso basato su errori. Durante i 60 giorni concessi dall’ufficio, il copywriter può:
- Presentare memorie difensive con documenti giustificativi. È consigliabile allegare estratti conto, fatture, contratti, screenshot di piattaforme di pagamento (es. PayPal, Stripe), contratti di collaborazione e corrispondenza con i clienti.
- Richiedere l’annullamento dei rilievi illegittimi – Ad esempio, se l’ufficio considera ricavi dei versamenti provenienti da un cliente estero, si può dimostrare che sono stati già tassati alla fonte o che rientrano nell’esercizio di un’attività occasionalmente esente.
- Negoziare una definizione in adesione – Se i rilievi sono fondati ma vi sono margini per ridurre la base imponibile, l’adesione consente di ottenere la riduzione delle sanzioni e la rateizzazione.
L’Avv. Monardo assiste nella stesura delle memorie, nella raccolta dei documenti e nella redazione di perizie tecniche che dimostrino la peculiarità della professione di copywriter.
3.4 Difesa giudiziale: ricorso alla Corte di giustizia tributaria
Se l’avviso non viene annullato, il ricorso in giudizio è lo strumento principale per far valere le proprie ragioni. Davanti alla Corte di giustizia tributaria di primo e di secondo grado è possibile dedurre:
- Vizi procedurali – Mancanza di contraddittorio, nullità dell’accesso, difetto di motivazione, mancata sottoscrizione.
- Vizi di merito – Erroneità del metodo induttivo, mancata considerazione delle deduzioni, irrilevanza di alcune prove, violazione del principio di proporzionalità e dell’art. 2697 c.c. sull’onere della prova. La sentenza n. 166/2025 ricorda che l’adesione precedente non crea vincoli per anni successivi .
- Richiesta di sospensione – In presenza di danno grave e irreparabile (es. rischio di perdita dell’abitazione), il contribuente può ottenere la sospensione dell’atto fino alla decisione di merito.
L’assistenza di un avvocato cassazionista consente di predisporre un ricorso completo, con eccezioni preliminari, richieste di prova e citazioni giurisprudenziali. In sede di appello e in Cassazione è possibile far valere anche ulteriori motivi.
3.5 Strumenti alternativi e deflattivi
Oltre all’accertamento con adesione, esistono diversi istituti che consentono di definire le controversie o gestire i debiti fiscali:
- Definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione (rottamazione‑quater) – Come già illustrato, consente di pagare i debiti rimanendo esenti da sanzioni e interessi . Il pagamento può avvenire in unica soluzione o in un massimo di 18 rate, con scadenze periodiche che sono state più volte prorogate . Chi non è riuscito a pagare le rate può presentare domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025 .
- Definizione agevolata delle liti pendenti – La legge di bilancio 2023 (art. 1, commi 186‑205, L. 197/2022) ha previsto la possibilità di chiudere i giudizi tributari pendenti versando una percentuale dell’importo contestato (15 % in primo grado, 40 % in secondo grado, 5 % in Cassazione). Anche questa misura ha subìto proroghe e riaperture.
- Concordato preventivo biennale (CPB) – Rappresenta una forma di pre‑definizione del reddito basata sugli ISA. Consente di pianificare l’imposizione per due anni, con rate mensili o trimestrali. Tuttavia, la riforma del 2025 (D.Lgs. 81/2025) impone la coerenza tra il professionista e la struttura di cui fa parte e prevede cause di esclusione e cessazione .
- Procedura di collaborazione volontaria e ravvedimento operoso – Per errori in dichiarazioni recenti è possibile correggere spontaneamente versando sanzioni ridotte e interessi.
- Crisi da sovraindebitamento – Se l’accertamento genera un debito insostenibile, il copywriter può accedere alle procedure del Codice della crisi: ristrutturazione del debito, concordato minore, liquidazione controllata o esdebitazione . L’Avv. Monardo, come Gestore della crisi, affianca il debitore nella predisposizione delle domande.
3.6 Errori comuni da evitare
- Ignorare le comunicazioni dell’Agenzia – Non rispondere ai questionari o agli inviti è considerato comportamento non collaborativo e può portare ad accertamenti più severi. È sempre preferibile interloquire con l’ufficio.
- Usare conti bancari promiscui – Confondere movimenti personali e professionali rende difficile giustificare le presunzioni. È consigliabile utilizzare un conto dedicato all’attività.
- Non conservare le prove – Contratti, email, ordini di lavoro e file digitali vanno archiviati. In sede di contraddittorio o giudizio sarà necessario produrli.
- Sottovalutare i vizi formali – I controlli devono rispettare requisiti di forma: l’assenza di autorizzazione o di contraddittorio è una difesa potente che deve essere sollevata in tempi utili.
- Accettare proposte “fai da te” – Scegliere di difendersi senza assistenza può portare a errori procedurali irreparabili. Un professionista esperto, come l’Avv. Monardo, conosce le strategie più efficaci.
4. Strumenti alternativi e soluzioni per ridurre il debito
4.1 Definizione agevolata e rottamazione‑quater
Il copywriter destinatario di cartelle esattoriali può valutare la rottamazione‑quater introdotta dalla Legge n. 197/2022. L’istituto consente di saldare i debiti affidati all’Agenzia della riscossione tra il 2000 e il 30 giugno 2022 pagando solo il capitale e le spese di notifica ed esecuzione . Non sono dovuti gli interessi, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio. Le caratteristiche principali sono:
- Domanda di adesione – Va presentata online sul portale dell’Agenzia Entrate Riscossione. Per i decaduti dalle rate, i termini sono stati riaperti al 30 aprile 2025 .
- Modalità di pagamento – In unica soluzione entro il 31 ottobre 2023 (scadenza originaria) oppure in 18 rate: le prime due di importo superiore (entro il 31 ottobre e il 30 novembre 2023) e le altre 16 con scadenze trimestrali fino al 30 giugno 2027. Le leggi successive hanno prorogato alcune scadenze: ad esempio, la Legge n. 18/2024 ha differito al 15 marzo 2024 il termine per le prime tre rate . Esiste una tolleranza di cinque giorni di ritardo.
- Perdita dei benefici – Il mancato pagamento di una rata comporta l’inefficacia della definizione e la ripresa della riscossione per l’intero debito. Tuttavia, il contribuente decaduto può essere riammesso presentando una nuova domanda entro il 30 aprile 2025 .
Per un copywriter con debiti pregressi, la definizione agevolata rappresenta un’occasione per ottenere uno sconto rilevante. È consigliabile verificare quali cartelle rientrano nell’ambito oggettivo (solo carichi affidati fino al 30 giugno 2022) e valutare se il debito residuo sia sostenibile.
4.2 Definizione delle liti pendenti e conciliazione giudiziale
La Legge n. 197/2022 ha previsto anche la definizione delle liti pendenti, cioè la possibilità di chiudere i processi tributari in corso. Il contribuente può versare una percentuale dell’imposta contestata (15 % se la sentenza di primo grado è favorevole al contribuente, 40 % se è favorevole al fisco, 5 % in Cassazione) e ottenere l’estinzione del giudizio. Anche questa misura è stata prorogata sino al 30 aprile 2025 per i giudizi pendenti.
Un’alternativa è la conciliazione giudiziale: in ogni grado di giudizio il contribuente e l’amministrazione possono accordarsi su un importo ridotto. La sanzione viene ridotta alla metà e gli interessi vengono ridotti.
4.3 Concordato preventivo biennale (CPB) e regole 2025
Per i copywriter che applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), il concordato preventivo biennale può offrire una pianificazione dell’imposta e ridurre i rischi di accertamento. Il meccanismo funziona così:
- Proposta dell’Agenzia delle Entrate – Il contribuente riceve una proposta di reddito imponibile biennale basata sui dati dichiarati e sugli ISA. Se accetta, versa un acconto in luglio e un saldo a novembre per ciascun anno.
- Effetti – L’amministrazione non può effettuare accertamenti se i ricavi dichiarati coincidono con quelli concordati, salvo casi di frode.
- Obblighi – Il professionista deve mantenere un comportamento coerente e presentare la dichiarazione. Se non rispetta il pagamento di due rate o presenta dichiarazione omessa, decade dal regime.
La riforma introdotta dal D.Lgs. 81/2025 ha introdotto due cause di esclusione: a) disallineamento tra professionista e struttura – un copywriter che partecipa a uno studio associato non può aderire al CPB se la struttura non aderisce ; b) disallineamento dell’ente per mancata adesione dei soci – l’associazione non può aderire se tutti i professionisti non aderiscono . Analoghe regole si applicano alle cause di cessazione.
Per un copywriter che lavora da solo, il CPB può essere conveniente se l’ISA della propria attività (es. codice BK28U o DK05U per attività creative) attribuisce un punteggio elevato. In caso di attività svolta in un’agenzia o in una società tra professionisti, occorre una decisione coordinata con gli altri soci.
4.4 Crisi da sovraindebitamento: piani del consumatore e concordato minore
Quando i debiti, anche fiscali, superano la capacità di pagamento, è possibile attivare le procedure di sovraindebitamento, che rappresentano un’alternativa alla via giudiziale e consentono di ottenere l’esdebitazione:
- Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore – Riservato a persone fisiche non fallibili (professionisti e lavoratori autonomi). Il debitore, con l’ausilio del Gestore della crisi nominato dall’OCC, presenta un piano che prevede il pagamento di una percentuale dei debiti e la continuazione dell’attività. Possono essere previste rate fino a 5 anni e la vendita di alcuni beni non essenziali. Il giudice omologa il piano se ritiene garantito il soddisfacimento dei creditori .
- Concordato minore – Per imprenditori minori, professionisti e start‑up. Permette la continuazione dell’attività solo se il piano assicura la sostenibilità. In caso contrario, l’omologa presuppone l’apporto di risorse esterne .
- Liquidazione controllata – Procedura residuale che comporta la liquidazione del patrimonio del debitore. Il liquidatore distribuisce il ricavato ai creditori secondo l’ordine di prelazione .
- Esdebitazione del debitore incapiente – Destinata alle persone prive di beni e redditi; consente la cancellazione totale dei debiti una sola volta nella vita. Se nei quattro anni successivi sopravviene un patrimonio significativo (eredità, vincite), occorre pagare almeno il 10 % ai creditori .
L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi, supporta il debitore nella scelta della procedura più adatta, redige l’istanza e cura il rapporto con l’OCC. Tali procedure consentono anche di sospendere le azioni esecutive e i pignoramenti in corso.
5. Tabelle riepilogative
Per facilitare la consultazione, si propongono alcune tabelle riepilogative di norme, termini e strumenti difensivi.
5.1 Norme principali e relative disposizioni
| Norma | Oggetto | Punto chiave |
|---|---|---|
| D.P.R. 633/1972, art. 52 | Accessi e ispezioni | Limita l’accesso presso studi professionali, richiede autorizzazione del PM e tutela il segreto |
| D.P.R. 600/1973, art. 32 | Presunzione sui conti bancari | Prevede che i prelevamenti non giustificati siano considerati ricavi, salvo prova contraria |
| D.Lgs. 218/1997 | Accertamento con adesione | Consente di concordare la pretesa con riduzione delle sanzioni; non vincola l’amministrazione per anni successivi |
| Legge 212/2000, art. 6‑bis | Contraddittorio preventivo | Impone all’ufficio l’invio di una comunicazione e la concessione di 60 giorni prima di emettere atti impositivi |
| D.Lgs. 219/2023 | Procedimento accertativo | Estende il contraddittorio a tutti gli atti impugnabili; la violazione comporta nullità |
| D.Lgs. 13/2024 e D.Lgs. 81/2025 | Concordato preventivo biennale | Introducono il CPB e fissano requisiti di coerenza tra professionisti e strutture |
| Legge 197/2022, commi 231‑252 | Definizione agevolata (rottamazione‑quater) | Consente di pagare solo capitale e spese per i carichi affidati all’agente dal 2000 al 30 giu 2022 |
| Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) | Sovraindebitamento | Regola le procedure di ristrutturazione del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata e esdebitazione |
5.2 Strumenti difensivi e benefici
| Strumento | Descrizione | Benefici |
|---|---|---|
| Accertamento con adesione | Procedura di negoziazione della base imponibile; riduzione sanzioni a un terzo | Evita contenzioso, permette rateizzazione; non preclude controlli futuri |
| Definizione agevolata (accertamento) | Pagamento entro 30 giorni delle somme richieste con sanzioni ridotte a 1/3 | Rapida chiusura, riduzione sanzioni |
| Ricorso tributario | Impugnazione dell’atto innanzi alla Corte di giustizia tributaria | Possibilità di annullare l’atto per vizi formali e sostanziali |
| Definizione agevolata dei carichi (rottamazione‑quater) | Estinzione dei debiti del periodo 2000‑2022 pagando solo capitale e spese | Azzeramento di sanzioni e interessi; rateizzazione fino a 18 rate |
| Concordato preventivo biennale | Pre‑determinazione del reddito per due anni basata su ISA | Certezza fiscale; riduzione degli accertamenti |
| Ristrutturazione del debito del consumatore | Piano di pagamento rateale omologato dal giudice | Sospensione delle azioni esecutive; cancellazione del debito residuo |
| Concordato minore | Accordo con i creditori per continuare l’attività | Permette la prosecuzione dell’attività con apporto esterno |
| Liquidazione controllata | Liquidazione di tutto il patrimonio sotto controllo del tribunale | Libera il debitore da tutti i debiti non soddisfatti |
| Esdebitazione del debitore incapiente | Cancellazione totale dei debiti per il debitore privo di beni e redditi | Seconda opportunità; una sola volta nella vita |
6. FAQ – Domande e risposte per copywriter
Questa sezione raccoglie le domande più frequenti che i copywriter rivolgono ai professionisti in materia di accertamenti fiscali. Le risposte forniscono indicazioni pratiche e riferimenti normativi.
- Cosa devo fare se ricevo una richiesta di documenti dall’Agenzia delle Entrate?
Risposta: Verifica sempre l’identità dei funzionari, la motivazione della richiesta e i riferimenti normativi. Se i documenti richiesti sono coperti da segreto professionale (es. bozze creative, strategie di marketing dei clienti), chiedi che venga fornita l’autorizzazione del procuratore della Repubblica, come previsto dall’art. 52 del D.P.R. 633/1972 . Rispondi entro i termini indicati e, se necessario, richiedi l’assistenza di un professionista.
- I prelevamenti dal mio conto personale possono essere considerati ricavi?
Risposta: Sì, ai sensi dell’art. 32 del D.P.R. 600/1973, i prelevamenti bancari non giustificati dai documenti contabili possono essere presunti come ricavi. Tuttavia, puoi dimostrare che derivano da fonti non imponibili (prestiti, restituzioni) o che sono somme già tassate. Inoltre, secondo la giurisprudenza più recente, puoi chiedere la deduzione forfettaria dei costi anche negli accertamenti analitico‑induttivi .
- Sono in regime forfettario: l’accertamento può contestare la mia qualificazione?
Risposta: Sì, l’amministrazione può contestare l’applicazione del regime forfettario se ritiene che i requisiti non siano rispettati (es. superamento del limite di 85 000 €, partecipazione a società, svolgimento di attività escluse). È fondamentale conservare una documentazione che provi il volume dei ricavi e l’assenza di cause di esclusione. L’eventuale disconoscimento del regime comporta l’applicazione dell’imposta ordinaria e delle sanzioni.
- Cos’è il contraddittorio preventivo e perché è importante?
Risposta: È il confronto obbligatorio tra ufficio e contribuente introdotto dall’art. 6‑bis dello Statuto del contribuente. Prima di emettere un atto impositivo, l’ufficio deve comunicare i rilievi e concedere almeno 60 giorni per presentare osservazioni . La mancata attivazione del contraddittorio comporta la nullità dell’atto .
- Posso aderire al concordato preventivo biennale come copywriter?
Risposta: Se sei soggetto agli ISA, puoi aderire al CPB per pianificare il reddito dei prossimi due anni. Tuttavia, se operi all’interno di uno studio associato o di una STP, tutti i soci devono aderire contemporaneamente . Valuta con il tuo commercialista l’affidabilità del tuo ISA e le eventuali cause di esclusione.
- Cosa succede se non rispondo al PVC?
Risposta: La mancata risposta non implica la rinuncia alla difesa ma fa presumere la non contestazione dei rilievi. L’ufficio potrà emettere l’avviso di accertamento. È quindi consigliabile inviare osservazioni, anche solo per segnalare la necessità di ulteriori indagini o per chiedere la proroga del termine.
- Quali costi posso dedurre se l’accertamento è induttivo?
Risposta: Oltre ai costi documentati (es. affitto dello studio, abbonamenti software, spese di formazione e consulenza), puoi richiedere una deduzione forfettaria dei costi basata sui coefficienti di redditività utilizzati nel regime forfettario. La Cassazione ha riconosciuto questa possibilità anche negli accertamenti induttivi .
- Devo partecipare al contraddittorio di persona?
Risposta: Non necessariamente. Puoi farti rappresentare da un avvocato o da un commercialista mediante procura. Tuttavia, la tua presenza può essere utile per fornire chiarimenti immediati sulle peculiarità della tua attività (per esempio, flussi provenienti da piattaforme estere, collaborazioni occasionali). Il confronto può svolgersi anche in modalità telematica.
- Se ho aderito all’accertamento per un anno, posso evitare accertamenti futuri?
Risposta: No. Come chiarito dalla Cassazione, l’adesione ha effetto solo per l’anno oggetto dell’accordo e non costituisce novazione del rapporto tributario per gli anni successivi . Tuttavia, la buona fede dimostrata può attenuare le sanzioni in successivi controlli.
- Come posso rateizzare il debito risultante dalla cartella?
Risposta: Puoi chiedere la rateizzazione ordinaria (72 rate mensili) o straordinaria (120 rate), presentando istanza all’Agenzia delle Entrate Riscossione entro 60 giorni dalla notifica della cartella. È necessario dimostrare la difficoltà economica. In caso di importi elevati e gravi situazioni, potresti accedere alle procedure di sovraindebitamento.
- La rottamazione‑quater riguarda anche le multe stradali?
Risposta: No, la definizione agevolata si applica solo ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione. Le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada sono escluse, così come i debiti relativi a risorse proprie dell’Unione europea e all’IVA riscossa all’importazione.
- Posso sospendere un pignoramento avviato dopo l’accertamento?
Risposta: Sì. Presentando ricorso al giudice dell’esecuzione o chiedendo la sospensione al presidente della Corte di giustizia tributaria, dimostrando la fondatezza del ricorso e il danno grave e irreparabile. È possibile anche chiedere la sospensione amministrativa per gravi ragioni.
- In cosa consiste la “esdebitazione del debitore incapiente”?
Risposta: È una procedura speciale prevista dal Codice della crisi che consente al debitore privo di reddito e beni di ottenere la cancellazione totale dei debiti . Può essere utilizzata anche per i debiti fiscali. È concessa una sola volta nella vita e prevede l’obbligo di pagare i creditori entro quattro anni se sopravvengono utilità rilevanti.
- Cosa devo fare se l’Agenzia rifiuta le mie osservazioni?
Risposta: Puoi presentare un’istanza di annullamento in autotutela, ma l’unico rimedio efficace è il ricorso. È importante predisporre un fascicolo completo con la prova della violazione del contraddittorio o degli altri vizi.
- Quanto tempo dura una procedura di sovraindebitamento?
Risposta: La durata varia a seconda della procedura. Un piano di ristrutturazione può durare da 3 a 5 anni. La liquidazione controllata può durare fino a 3 anni, salvo proroghe. L’esdebitazione del debitore incapiente è immediata ma resta la possibilità di recupero per 4 anni .
- Posso accedere alla rottamazione‑quater se ho un contenzioso pendente?
Risposta: Sì, la definizione agevolata riguarda i carichi affidati alla riscossione e non dipende dalla pendenza di liti. Tuttavia, l’eventuale definizione agevolata dei carichi comporta la rinuncia alle impugnazioni relative ai carichi stessi. È quindi opportuno coordinare le scelte con un professionista.
- Che succede se non rispetto le rate della rottamazione?
Risposta: Il mancato pagamento della rata comporta la decadenza dal beneficio e la ripresa della riscossione. Tuttavia, le norme emanate nel 2024‑2025 consentono ai decaduti di essere riammessi presentando una nuova domanda entro il 30 aprile 2025 .
- È possibile impugnare la comunicazione di irregolarità (avviso bonario)?
Risposta: L’avviso bonario non è un atto impugnabile autonomamente, ma può essere contestato in sede di ricorso contro la successiva cartella o avviso di accertamento. Tuttavia, la recente riforma prevede il contraddittorio anche per gli avvisi bonari significativi; se non viene concesso, si può sollevare la nullità dell’atto conseguente.
- Come scegliere tra accertamento con adesione e ricorso?
Risposta: Dipende dalla fondatezza del rilievo e dalla documentazione disponibile. L’adesione è conveniente quando l’accertamento appare motivato e si desidera ridurre le sanzioni. Il ricorso è consigliato in presenza di vizi formali o quando la ricostruzione dei ricavi è errata. L’Avv. Monardo può valutare la strategia più opportuna.
- Quali sono i vantaggi del piano del consumatore rispetto al concordato minore?
Risposta: Il piano del consumatore è riservato a persone fisiche non fallibili e richiede meno formalità; i creditori non votano e il giudice decide in base alla meritevolezza. Il concordato minore, invece, prevede la votazione dei creditori e può essere presentato da imprenditori minori, professionisti e start‑up; consente la continuità dell’attività solo se sostenibile .
7. Simulazioni pratiche
Per rendere concreti i concetti esposti, riportiamo alcune simulazioni numeriche.
7.1 Accertamento analitico‑induttivo con prelevamenti non giustificati
Scenario: Il copywriter Tizio ha un conto corrente personale sul quale l’Agenzia delle Entrate rileva, per l’anno 2023, prelevamenti per 30 000 € e versamenti per 50 000 €. Tizio ha dichiarato ricavi per 40 000 € nel regime forfettario (coefficiente di redditività 78 %). L’ufficio presume che i 30 000 € di prelevamenti siano ricavi non dichiarati.
Calcolo dell’imposta presunta:
- Ricavi presunti: 30 000 € (prelevamenti) + 40 000 € (ricavi dichiarati) = 70 000 €.
- Deduzione forfettaria dei costi (coefficiente 22 %): 70 000 € × 22 % = 15 400 €.
- Reddito imponibile presunto: 70 000 € – 15 400 € = 54 600 €.
- Imposte dovute: applicazione dell’aliquota IRPEF progressiva + addizionali + IVA presunta (per semplificazione, si può ipotizzare un’aliquota del 15 % forfettaria). Il calcolo finale sarà di circa 8 190 €.
Difesa: Tizio può contestare l’inclusione dei prelevamenti dimostrando che 15 000 € riguardano un prestito familiare e 5 000 € sono stati usati per una vacanza privata. Può inoltre chiedere la deduzione forfettaria dei costi facendo valere la giurisprudenza recente . Se riesce a documentare costi aggiuntivi (abbonamenti a software di editing, corsi di formazione), può ridurre ulteriormente la base imponibile.
7.2 Definizione agevolata di una cartella
Scenario: Caio, copywriter, ha ricevuto nel 2022 una cartella esattoriale di 10 000 € relativa a imposte e sanzioni del 2018. Nel 2023 ha aderito alla rottamazione‑quater, ma non ha pagato le prime due rate. Nel 2025 desidera rientrare.
Ricalcolo con la riammissione 2025:
- Debito originario: 10 000 € (di cui 6 000 € capitale, 2 000 € sanzioni, 2 000 € interessi e aggio).
- Importo definizione agevolata: solo capitale e spese = 6 000 € + (ipotesi spese 300 €) = 6 300 €.
- Numero di rate residue: 18 rate. Riammissione 2025: Caio presenta domanda entro il 30 aprile 2025 e versa la prima rata (10 %) il 31 maggio 2025.
- Importo delle rate: 6 300 € ÷ 18 ≈ 350 € a rata. Le rate sono trimestrali. Caio dovrà rispettare le scadenze, altrimenti decadrà.
Vantaggio: Risparmio di sanzioni e interessi pari a 3 700 €. Inoltre, la riammissione consente di evitare pignoramenti e ipoteche.
7.3 Concordato preventivo biennale per un copywriter associato
Scenario: Sempronio è socio di una società tra professionisti (STP) che fornisce servizi di marketing. La STP e i soci valutano l’adesione al CPB per i periodi 2025‑2026. L’ISA della STP attribuisce un punteggio elevato e prevede ricavi ordinari pari a 100 000 € per la quota di Sempronio.
Scelte:
- Se tutti i soci aderiscono, l’Agenzia propone un reddito concordato di 100 000 € per Sempronio. Sempronio accetta e versa acconti e saldi concordati. Per due anni la STP e i soci non saranno accertati, salvo casi di frode.
- Se Sempronio non aderisce, la STP non può accedere al CPB, poiché la riforma 2025 prevede l’esclusione per disallineamento .
- Se un altro socio non aderisce, la STP decadrà dal CPB per tutti.
In questo scenario, la scelta del CPB deve essere condivisa da tutti i soci. Un copywriter associato deve coordinarsi con l’agenzia per valutare i vantaggi (certezza del reddito e sconti sulle sanzioni in caso di controllo) e gli svantaggi (obbligo di rispettare le rate e impossibilità di modificare il reddito concordato).
8. Conclusione
L’accertamento fiscale nei confronti di un copywriter non è un evento raro: la digitalizzazione dell’economia e la facilità con cui i compensi vengono accreditati su piattaforme estere o conti personali rendono questa categoria particolarmente esposta ai controlli. Tuttavia, l’ordinamento mette a disposizione numerosi strumenti per difendersi in modo efficace. Le recenti riforme hanno rafforzato i diritti del contribuente: il contraddittorio preventivo è ormai obbligatorio e la sua violazione può comportare la nullità dell’atto ; la giurisprudenza ha riconosciuto la possibilità di dedurre costi forfettari anche negli accertamenti induttivi ; il segreto professionale è tutelato al punto che l’accesso ai documenti presso lo studio del professionista richiede un’autorizzazione specifica . Inoltre, gli strumenti deflattivi come l’accertamento con adesione, la rottamazione‑quater e il concordato preventivo biennale consentono di ridurre il contenzioso e programmare la propria posizione fiscale.
Riassumendo:
- Tempestività e strategia – Agire rapidamente è fondamentale. Occorre rispondere ai questionari, partecipare al contraddittorio, presentare ricorso entro i termini e valutare l’adesione agli istituti deflattivi.
- Analisi tecnica – Una difesa efficace richiede la verifica dei vizi formali (contraddittorio, autorizzazioni, motivazione) e la contestazione del merito (presunzioni bancarie, coerenza dei margini, deduzioni forfettarie). La presenza di vizi può portare all’annullamento dell’atto o alla sua riduzione.
- Pianificazione del rischio – Strumenti come il concordato preventivo biennale e il regime forfettario richiedono attenzione: è necessario monitorare i requisiti, coordinarsi con eventuali strutture professionali e valutare l’impatto degli ISA. Per i debiti pregressi, la definizione agevolata offre un’occasione di risparmio, ma bisogna rispettare le scadenze.
- Soluzioni di ultima istanza – Quando il debito è insostenibile, le procedure di sovraindebitamento consentono di negoziare con i creditori o addirittura ottenere l’esdebitazione . Tali soluzioni richiedono l’assistenza di un Gestore della crisi.
In conclusione, il copywriter deve considerare l’accertamento non come una minaccia insormontabile, ma come un procedimento da gestire con competenza. Con l’aiuto dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo team multidisciplinare, è possibile analizzare l’atto, verificare la legittimità della procedura, presentare ricorsi efficaci, attivare sospensioni e definire piani di rientro o soluzioni negoziali. L’intervento di professionisti esperti consente di bloccare o ridurre le richieste dell’amministrazione, evitare pignoramenti e ipoteche e, se necessario, attivare le procedure di sovraindebitamento.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive. Non lasciare che un accertamento rovini la tua carriera di copywriter: agisci ora con il supporto dei migliori professionisti.