Accertamento fiscale a una software house: come difendersi subito e bene

Introduzione

L’accertamento fiscale è un procedimento con cui l’Agenzia delle Entrate controlla che le dichiarazioni presentate dai contribuenti siano corrette. Nel settore delle software house il rischio di incorrere in verifiche dell’amministrazione finanziaria è particolarmente elevato: i costi per licenze, sviluppo e ricerca, l’utilizzo di intangible assets, le operazioni con l’estero e la gestione di banche dati rendono complessa la determinazione del reddito. L’esperienza dimostra che molti avvisi di accertamento contestano la mancanza di inerenza delle spese per software e servizi digitali o si fondano su ricostruzioni statistiche e algoritmiche che non considerano la realtà aziendale. Ne derivano spesso riprese a tassazione per importi rilevanti e l’applicazione di sanzioni e interessi.

Affrontare un accertamento fiscale in modo superficiale può avere conseguenze gravi: l’iscrizione a ruolo del tributo contestato, il blocco dei conti bancari, l’iscrizione di ipoteche sui beni aziendali o dei soci, l’avvio di procedure esecutive da parte dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione. Per evitare danni irreversibili è fondamentale agire tempestivamente: verificare la legittimità dell’atto, contestarne i vizi, avviare un contraddittorio con l’amministrazione e, se necessario, difendere i propri diritti davanti al giudice tributario. L’ordinamento offre numerosi strumenti per ridurre o annullare le pretese fiscali: dall’accertamento con adesione alle definizioni agevolate, dalle procedure di composizione delle crisi all’esdebitazione.

In questo contesto assume un ruolo centrale l’assistenza di professionisti specializzati. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti che operano a livello nazionale nel diritto bancario e tributario. È gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Grazie a queste competenze fornisce assistenza personalizzata alle software house: analizza l’atto di accertamento per individuare le illegittimità, redige ricorsi e istanze di autotutela, richiede la sospensione dell’esecutività, avvia trattative con l’Agenzia delle Entrate, propone piani di rientro o, se necessario, attiva soluzioni giudiziali e stragiudiziali per eliminare i debiti.

Se hai ricevuto un avviso di accertamento o sospetti di essere sottoposto a verifica, non aspettare oltre: potrai difenderti solo rispettando termini molto stringenti. Il presente articolo, aggiornato a dicembre 2025 e basato su norme e sentenze italiane, ti fornisce una guida completa per comprendere la procedura, individuare gli errori dell’amministrazione e sfruttare tutti gli strumenti difensivi. Alla fine troverai una sezione di FAQ con le risposte ai dubbi più frequenti e simulazioni numeriche che mostrano concretamente i vantaggi di una difesa tempestiva.

📩 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

In questa sezione vengono analizzate le norme e le principali pronunce giurisprudenziali che disciplinano l’accertamento fiscale, con particolare attenzione ai profili di interesse per le software house. Le fonti normative citate provengono da leggi, decreti legislativi e decreti del Presidente della Repubblica, mentre le sentenze richiamate sono emesse dalla Corte di Cassazione, dalla Corte costituzionale e dagli organi giudiziari di merito. L’obiettivo è evidenziare i diritti del contribuente e le garanzie procedurali che possono essere invocate per difendersi.

1.1 Statuto dei diritti del contribuente e contraddittorio anticipato

Lo Statuto dei diritti del contribuente (Legge 27 luglio 2000, n. 212) contiene i principi fondamentali in materia di rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria. Nel 2024 il legislatore ha introdotto il nuovo articolo 6‑bis, dedicato al principio del contraddittorio. Secondo il comma 1:

  • «tutti gli atti autonomamente impugnabili dinanzi agli organi della giurisdizione tributaria sono preceduti, a pena di annullabilità, da un contraddittorio informato ed effettivo» . Ciò significa che prima di emettere un avviso di accertamento l’amministrazione deve notificare al contribuente uno schema di atto e concedere almeno 60 giorni per presentare controdeduzioni o chiedere l’accesso al fascicolo .
  • Il comma 2 esclude tale diritto per gli atti automatizzati, sostanzialmente automatizzati, di pronta liquidazione e di controllo formale individuati con decreto ministeriale, nonché per i casi motivati di fondato pericolo per la riscossione . Con il DM 24 aprile 2024 sono stati definiti gli atti esclusi dal contraddittorio, tra cui i controlli automatici ex artt. 36‑bis e 36‑ter D.P.R. 600/1973 e 54‑bis D.P.R. 633/1972 .
  • Il comma 3 disciplina le modalità: l’amministrazione deve comunicare lo schema di atto, concedere almeno 60 giorni per le osservazioni e posticipare i termini di decadenza di 120 giorni se necessario . Il comma 4 impone che l’atto definitivo motivi in modo specifico le ragioni per cui non accoglie le osservazioni del contribuente .

Il D.L. 29 marzo 2024, n. 39 (convertito dalla L. 67/2024) ha precisato tramite norma di interpretazione autentica che il contraddittorio preventivo si applica esclusivamente agli atti recanti una pretesa impositiva autonomamente impugnabile, ma non agli atti per i quali la normativa prevede specifiche forme di interlocuzione né agli atti di recupero di crediti d’imposta inesistenti . Inoltre, ha chiarito che tra gli atti esclusi rientrano i dinieghi di rimborso .

Queste previsioni rafforzano notevolmente la posizione del contribuente, poiché l’omessa instaurazione del contraddittorio comporta l’annullabilità dell’atto. Nella prassi, molte software house ricevono accertamenti basati su elaborazioni automatiche o su dati provenienti da algoritmi. Se l’atto non rientra tra quelli esclusi, il contribuente può eccepirne l’annullabilità per violazione dell’art. 6‑bis.

1.2 Modifiche all’accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997) e alla procedura di prevenzione

L’accertamento con adesione è disciplinato dal D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218. Nel 2024 la riforma fiscale attuata con il D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13 ha modificato radicalmente l’istituto inserendo il nuovo articolo 5‑quater e rivedendo gli articoli 5, 6, 7, 8, 11 e 12 del decreto.

Le novità principali sono:

  • Invito a presentare osservazioni: l’amministrazione notifica al contribuente un progetto di atto e lo invita a comparire per fornire chiarimenti. Tale invito contiene anche la proposta di accertamento con adesione .
  • Adesione al verbale di constatazione: l’art. 5‑quater consente al contribuente di aderire al verbale di constatazione o al processo verbale di constatazione, manifestando l’intenzione entro 30 giorni e versando un acconto del tributo; è possibile condizionare l’adesione alla correzione di errori manifesti . In caso di adesione le sanzioni si riducono della metà.
  • Termini e sospensioni: la richiesta di adesione sospende per 30 giorni il termine per impugnare l’atto e per emettere l’accertamento . L’amministrazione deve convocare il contribuente entro 90 giorni; in caso contrario l’atto è inefficace.
  • Limitazione dell’ambito: l’art. 7 è stato integrato con il comma 1‑quater che dispone che, dopo il contraddittorio preventivo, l’atto definitivo non possa contenere elementi nuovi diversi da quelli contestati nella bozza .
  • Divieto di rateazione: l’art. 8 stabilisce che nei casi di recupero di crediti d’imposta o somme indebitamente compensate non è ammessa la rateazione . In generale, la definizione con adesione prevede il pagamento in unica soluzione o in un massimo di otto rate trimestrali.
  • Nuovo art. 38‑bis D.P.R. 600/1973: introdotto per disciplinare il recupero dei crediti d’imposta non spettanti o inesistenti, con termine di decadenza di otto anni dal loro utilizzo .
  • Notifiche digitali: sono regolati l’utilizzo del domicilio digitale del contribuente e le notifiche mediante PEC o piattaforma digitale .

Le software house possono sfruttare l’adesione per ridurre le sanzioni e ottenere una definizione rapida, ma l’adesione deve essere valutata attentamente: può precludere la possibilità di far valere vizi dell’atto in giudizio. Inoltre, l’art. 5‑quater consente di aderire solo in parte, proponendo la correzione di errori, il che può essere utile quando l’amministrazione ha commesso evidenti imprecisioni.

1.3 Potere di accertamento e limiti: DPR 600/1973 e 633/1972

Gli accertamenti delle imposte dirette e dell’IVA sono disciplinati dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Tali norme attribuiscono all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza poteri investigativi (ispezioni, verifiche, accessi) e stabiliscono le garanzie a tutela del contribuente.

L’art. 52 D.P.R. 633/1972 regola gli accessi e le ispezioni nei locali in cui si esercita l’attività. La recente ordinanza della Cassazione n. 16795/2025 ha ribadito che, se durante l’accesso il professionista eccepisce il segreto professionale, i verificatori devono munirsi di una specifica autorizzazione del Procuratore della Repubblica che espliciti le ragioni per cui è necessario esaminare i documenti secretati . L’autorizzazione non può essere rilasciata in via preventiva, ma soltanto dopo l’eccezione di segreto . La Corte richiama il contenuto dell’art. 52, secondo cui l’accesso nei locali professionali deve avvenire alla presenza del titolare o di un delegato e, per esaminare documenti coperti da segreto, è sempre necessaria l’autorizzazione giudiziaria .

L’art. 32 D.P.R. 600/1973 consente all’amministrazione di richiedere dati e chiarimenti al contribuente e di effettuare presunzioni in caso di omissioni. Tuttavia la giurisprudenza impone che le presunzioni siano gravi, precise e concordanti: i dati elaborati da un software gestionale non integrato con la contabilità obbligatoria non bastano a giustificare un accertamento. La Cassazione, con sentenza n. 13728/2016, ha affermato che le rilevazioni di un programma gestionale «non correlato alle scritture contabili obbligatorie e privo di registrazioni manuali o di scarto» non sono sufficienti per fondare un accertamento . In sostanza, l’agenzia non può basare la ripresa d’imposta esclusivamente su report informatici interni alla software house senza riscontri esterni o contabili.

1.4 Inerenza delle spese e prova del contribuente

Uno dei temi più controversi nelle software house riguarda la deducibilità dei costi per licenze, sviluppo software, consulenze informatiche e sponsorizzazioni. La Corte di Cassazione ha fissato alcuni principi:

  • Onere della prova: con la sentenza n. 6927/2024 la Suprema Corte ha ribadito che il contribuente che intende dedurre un costo deve provarne l’effettiva esistenza e l’inerenza all’attività, non essendo sufficiente esibire la fattura . È necessario dimostrare la funzionalità della spesa alla produzione dei ricavi, mediante contratti, documentazione, report e risultati ottenuti.
  • Elasticità del concetto di inerenza: l’ordinanza n. 8739/2024 ha precisato che una spesa è inerente anche se destinata potenzialmente a generare profitto, non dovendo essere limitata alle attività espressamente previste nello statuto societario . Ciò è particolarmente rilevante per le software house che investono in ricerca e sviluppo o in nuove tecnologie: la deducibilità non può essere negata solo perché l’attività non è strettamente ricompresa nell’oggetto sociale.
  • Presunzione di inerenza per sponsorizzazioni sportive: l’ordinanza n. 3470/2024, richiamando l’art. 90, comma 8, della Legge 289/2002, ha stabilito che le spese di sponsorizzazione di società sportive dilettantistiche godono di una presunzione di inerenza e congruità. L’amministrazione non può disconoscerle sulla base di una presunta sproporzione tra investimento e utilità perché la legge riconosce la piena deducibilità . Nel caso specifico, la Cassazione ha cassato l’avviso con cui l’Agenzia aveva contestato una sponsorizzazione ritenuta eccessiva rispetto alla dimensione della società informatica .

Queste pronunce dimostrano che l’inerenza non è un concetto rigido: spese di marketing, sponsorizzazioni, licenze e ricerca possono essere dedotte se potenzialmente finalizzate alla crescita dell’impresa. Per difendersi occorre però documentare in modo accurato le ragioni economiche e i benefici attesi.

1.5 Procedimenti di composizione della crisi e tutela del patrimonio

Le software house che affrontano accertamenti di importi rilevanti possono trovarsi in una situazione di crisi di liquidità. In tali casi è utile conoscere le procedure di composizione della crisi e di esdebitazione previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) e dalle normative sul sovraindebitamento.

1.5.1 Ristrutturazione dei debiti del consumatore

Per i soci o titolari di software house individuali che rientrano nella nozione di consumatore (non imprenditori commerciali), il Codice della crisi prevede la procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 67). Il consumatore sovraindebitato può, con l’aiuto di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), proporre ai creditori un piano di ristrutturazione che stabilisca tempi e modalità per superare la crisi. La proposta può prevedere il soddisfacimento anche parziale e differenziato dei crediti . È richiesta la presentazione di un elenco di tutti i creditori, delle somme dovute, della consistenza patrimoniale e delle entrate familiari . La proposta può prevedere una falcidia dei crediti privilegiati e una moratoria fino a due anni per i crediti ipotecari . Il procedimento si svolge davanti al tribunale e, una volta omologato, consente al consumatore di ottenere una ristrutturazione sostenibile.

1.5.2 Esdebitazione

Per chi ha già subito una procedura liquidatoria, l’art. 278 del Codice della crisi consente di ottenere l’esdebitazione. Secondo la norma, l’esdebitazione consiste nella liberazione dai debiti rimasti insoddisfatti nell’ambito di una procedura di liquidazione giudiziale o controllata . La liberazione comporta l’inesigibilità dei crediti non soddisfatti e fa venir meno le cause di ineleggibilità e di decadenza collegate alla procedura . Possono accedere all’esdebitazione tutti i debitori a cui il Codice si applica, comprese le società, a condizione che siano rispettate le condizioni dell’art. 280 .

È importante sottolineare che l’esdebitazione non riguarda i debiti per mantenimento, risarcimento danni extracontrattuali e le sanzioni penali o amministrative che non siano accessorie a debiti estinti . Pertanto i debiti tributari oggetto di accertamento possono essere cancellati se rientrano nella procedura e non sono esclusi dalla legge. L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi, può assistere il contribuente nella predisposizione del piano e nella richiesta di esdebitazione.

1.6 Rottamazione e definizioni agevolate

La Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio 2023) ha introdotto la definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione (cosiddetta rottamazione-quater) per i debiti maturati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. I contribuenti possono estinguere i debiti versando solo l’imposta e il contributo, senza sanzioni né interessi di mora. La rottamazione prevede la possibilità di pagamento in un’unica soluzione o fino a 18 rate (4 rate il primo anno e 14 rate in tre anni). Le prime due rate scadevano il 31 ottobre e il 30 novembre 2023, ma la normativa è stata più volte prorogata e nel 2025 sono ancora pendenti rate aggiuntive. La Legge 18/2024 ha differito il pagamento di alcune rate al 15 marzo 2024 e successivi provvedimenti hanno spostato ulteriormente le scadenze.

Tra i benefici della rottamazione vi sono:

  • Azzeramento di sanzioni e interessi (incluso l’aggio della riscossione);
  • Rateizzazione fino a 5 anni con applicazione di un interesse annuo del 2% sulle rate successive alla prima;
  • Sospensione delle procedure esecutive per i debiti inclusi nella domanda, sino al pagamento dell’ultima rata;
  • Cancellazione automatica dei debiti inferiori a 1.000 euro relativi al periodo 2000‑2015 (prevista dai commi 222‑230 della L. 197/2022).

Nel 2023 sono state introdotte altre definizioni: la chiusura delle liti pendenti, la rinuncia agevolata in Cassazione e il ravvedimento speciale. È fondamentale verificare se l’avviso di accertamento rientra tra gli atti definibili con queste misure e se convenga aderirvi. L’adesione comporta la rinuncia ai ricorsi pendenti, pertanto occorre valutare i vizi dell’atto prima di scegliere.

1.7 Quadro europeo e internazionale per le software house

Molte software house operano a livello internazionale e svolgono attività di ricerca e sviluppo, licensing e cessione di diritti d’autore. Le normative nazionali devono essere coordinate con le convenzioni contro le doppie imposizioni (ad esempio la Convenzione Italia‑USA) e con la disciplina europea degli aiuti di Stato. La Cassazione, con la sentenza n. 2465/2024 (caso Terex Italia), ha esaminato la natura dei pagamenti per l’usufrutto di un marchio, distinguendo tra trasferimento di proprietà e licenza (royalty). La Corte ha ribadito che occorre valutare la sostanza economica dell’operazione e, in mancanza di trasferimento definitivo, i compensi vanno qualificati come royalties soggette a ritenuta . Queste questioni sono particolarmente rilevanti per le software house che concedono l’uso di programmi o marchi a società estere: un’errata qualificazione può determinare contestazioni su transfer pricing e su ritenute alla fonte.

2. Procedura passo‑passo: cosa accade dopo la notifica dell’atto

Ricevere un avviso di accertamento o un invito al contraddittorio non significa essere condannati a pagare: la legge prevede fasi precise che consentono di contestare l’atto o di definire il debito con modalità vantaggiose. Di seguito viene illustrato l’iter procedurale tipico per le imposte dirette e l’IVA, con indicazione dei termini e dei diritti del contribuente.

2.1 Invito al contraddittorio e bozza di atto

Grazie all’art. 6‑bis dello Statuto, l’accertamento è preceduto dal contraddittorio anticipato. La procedura si sviluppa così:

  1. Notifica dello schema di atto: l’Agenzia delle Entrate invia al contribuente un documento che riporta le motivazioni della pretesa fiscale. Tale documento può essere una bozza di avviso di accertamento o un processo verbale di constatazione (PVC). La notifica avviene tramite PEC o raccomandata al domicilio digitale.
  2. Termine di 60 giorni: il contribuente ha almeno 60 giorni per presentare osservazioni o chiedere di accedere al fascicolo . Se la scadenza coincide con un termine di decadenza (per esempio il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione), quest’ultimo è prorogato di 120 giorni .
  3. Contraddittorio: durante questo periodo si possono inviare memorie scritte, documenti e chiedere un incontro con l’Ufficio. È fondamentale utilizzare questa fase per contestare le presunzioni, fornire prove dell’inerenza e segnalare eventuali errori di calcolo.
  4. Valutazione dell’Ufficio: l’amministrazione deve esaminare le osservazioni e motivare le eventuali ragioni di rigetto . In caso di motivazione carente, l’atto può essere annullato.

Nel 2024 l’introduzione dell’art. 6‑bis ha consolidato l’obbligo di contraddittorio come principio generale; tuttavia l’omesso contraddittorio comporta l’annullabilità solo per gli atti emessi dopo l’entrata in vigore della norma (18 gennaio 2024) e solo se l’atto è autonomamente impugnabile. È quindi fondamentale verificare la data dell’atto e la tipologia di procedimento.

2.2 Emanazione dell’avviso di accertamento e termini per impugnare

Se l’Ufficio ritiene di confermare la pretesa, emette l’avviso di accertamento. Questo deve essere motivato e indicare le norme violate, i fatti contestati e il metodo di determinazione dell’imposta. La motivazione deve richiamare le osservazioni eventualmente presentate dal contribuente e spiegare perché non sono state accolte . In difetto, l’atto può essere annullato per violazione del diritto di difesa.

I termini per impugnare sono i seguenti:

  • 60 giorni dalla notifica per proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado (ex Commissione tributaria). Il termine decorre dalla data di ricezione via PEC o raccomandata.
  • 30 giorni se l’avviso non è preceduto dal contraddittorio (ad esempio nelle ipotesi di omessa dichiarazione). In questo caso il contribuente può chiedere la sospensione del termine per avviare l’adesione (vedi oltre).
  • Termini ridotti in caso di atti collegati a procedimenti penali.

È essenziale calcolare correttamente i termini: un ricorso tardivo comporta l’inammissibilità dell’impugnazione.

2.3 Accertamento con adesione (art. 5‑quater e ss. D.Lgs. 218/1997)

L’adesione consente di definire l’accertamento prima dell’impugnazione, riducendo le sanzioni e sospendendo le procedure di riscossione. La procedura si articola in:

  1. Richiesta del contribuente: dopo aver ricevuto la bozza o l’avviso, il contribuente può presentare all’Ufficio una istanza di accertamento con adesione entro 30 giorni . La richiesta sospende per 30 giorni i termini per impugnare e per notificare l’atto definitivo.
  2. Convocazione: l’amministrazione deve fissare l’incontro entro 90 giorni. Le parti discutono i punti di disaccordo e possono concordare una rideterminazione dell’imposta.
  3. Redazione dell’atto di adesione: se si raggiunge un accordo, si sottoscrive un verbale con l’indicazione delle somme dovute. Le sanzioni sono ridotte a un terzo o alla metà, secondo la tipologia di violazione.
  4. Pagamento: il contribuente deve versare le somme in unica soluzione o in massimo otto rate trimestrali. Il pagamento della prima rata deve avvenire entro 20 giorni dalla sottoscrizione.

La novità del 2024 consiste nella possibilità di aderire al verbale di constatazione (art. 5‑quater), versando un acconto ed eventualmente subordinando l’adesione alla correzione degli errori manifesti . In tale caso l’Ufficio emette un atto di definizione entro 30 giorni.

2.4 Ricorso alla Corte di giustizia tributaria

Se il contribuente ritiene l’avviso illegittimo o non concorda con l’adesione, può presentare ricorso. La procedura è la seguente:

  1. Presentazione del ricorso: il ricorso va notificato all’Ufficio tramite PEC e depositato presso la Corte di giustizia tributaria competente entro 30 giorni dalla notifica (o 60 giorni nelle ipotesi ordinarie). Deve contenere i motivi di diritto e di fatto, le prove, i documenti e l’eventuale domanda di sospensione.
  2. Deposito del fascicolo: occorre depositare copia dell’atto impugnato, delle notifiche e dell’istanza di contraddittorio.
  3. Udienza e decisione: dopo la fase di trattazione scritta, la Corte fissa l’udienza. In caso di evidente fondatezza o infondatezza può decidere in camera di consiglio. La sentenza può essere impugnata in appello e successivamente in Cassazione.

L’assistenza di un professionista esperto è fondamentale per individuare i vizi dell’atto: mancanza di motivazione, violazione del contraddittorio, incompetenza dell’Ufficio, illegittima acquisizione di prove, errori nel calcolo dell’imposta, prescrizione.

2.5 Riscossione e azioni esecutive

L’avviso di accertamento è esecutivo trascorsi 60 giorni dalla notifica, salvo che venga presentato ricorso con richiesta di sospensione. In tal caso l’esecutività è sospesa fino alla decisione sulla sospensione. Se l’atto diventa definitivo, l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione può procedere con:

  • Iscrizione a ruolo e notifica della cartella di pagamento;
  • Fermo amministrativo di veicoli;
  • Iscrizione di ipoteca sui beni immobili;
  • Pignoramento presso terzi o del conto corrente;
  • Sequestro conservativo.

La tempestiva presentazione di ricorso, istanza di sospensione e adesione può bloccare o ritardare queste misure, consentendo di reperire le risorse per il pagamento o di utilizzare strumenti alternativi (rottamazione, piani del consumatore).

3. Difese e strategie legali: come impugnare, sospendere e definire il debito

Affrontare un accertamento fiscale richiede un’analisi tecnico‑giuridica delle contestazioni e l’individuazione della strategia più efficace. Di seguito vengono esaminate le principali difese e strategie a disposizione delle software house.

3.1 Verifica della procedura e dei vizi formali

La prima linea di difesa consiste nel verificare la legittimità procedurale dell’accertamento. La normativa prevede numerosi adempimenti a carico dell’amministrazione; la loro violazione comporta l’annullabilità dell’atto:

  • Contraddittorio obbligatorio: se l’atto è stato emesso senza rispettare l’art. 6‑bis (mancata notifica della bozza o termine inferiore a 60 giorni), è affetto da vizio che può essere eccepito in giudizio .
  • Motivazione insufficiente: l’avviso deve indicare le ragioni della pretesa e rispondere alle osservazioni del contribuente . La motivazione per relationem è ammessa solo se viene allegato integralmente il processo verbale o la relazione su cui l’atto si fonda.
  • Competenza dell’ufficio: l’avviso deve essere emesso dall’Ufficio territorialmente competente e firmato dal dirigente responsabile.
  • Prescrizione e decadenza: il termine per notificare l’accertamento è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (ottavo anno per reati penali). In caso di dichiarazione omessa, il termine è il 31 dicembre del settimo anno. Atti notificati tardivamente sono nulli.
  • Notifica irregolare: la notifica deve avvenire tramite PEC o raccomandata; l’atto notificato a un indirizzo errato o a persona diversa dal legale rappresentante è inesistente.

3.2 Contestazione del metodo di accertamento e dell’inerenza

Molti accertamenti per software house si basano su ricostruzioni presuntive, algoritmi o analisi comparative con i dati di settore. È possibile contestare tali metodi se mancano i requisiti di gravità, precisione e concordanza:

  • Dati di software non affidabili: come visto, la Cassazione ha giudicato insufficiente fondare un accertamento su un software gestionale non integrato con la contabilità obbligatoria . Il contribuente può dimostrare che i file interni sono incompleti o non rappresentativi delle transazioni effettive.
  • Presunzioni basate su algoritmi: i sistemi di data mining segnalano anomalie statistiche ma non costituiscono prova. La difesa deve verificare le banche dati utilizzate, contestare eventuali errori nell’incrocio dei dati e dimostrare che le anomalie sono giustificate (es. investimenti straordinari, variazioni di fatturato dovute a commesse occasionali). Un algoritmo non può sostituire l’indagine individuale.
  • Spese non inerenti: la deduzione di costi per software, licenze, consulenze, sponsorizzazioni deve essere giustificata con documentazione contrattuale, report di progetto, risultati ottenuti. È utile predisporre un dossier di inerenza che illustri la funzione della spesa nell’ambito della strategia aziendale. Le pronunce n. 6927/2024 e n. 8739/2024 aiutano a sostenere che l’inerenza comprende anche le spese potenzialmente destinate a generare profitti .
  • Rapporti con l’estero: se l’accertamento contesta royalties o canoni per licenze, occorre verificare la corretta applicazione delle convenzioni contro le doppie imposizioni e la natura del pagamento. La sentenza Terex Italia ricorda che occorre distinguere tra trasferimento del marchio e usufrutto, applicando la ritenuta sulle royalties .

3.3 Segreto professionale e acquisizione della prova

Nel caso in cui l’accertamento derivi da un accesso presso lo studio del professionista o della software house, è fondamentale valutare la legittimità dell’acquisizione della documentazione. L’ordinanza n. 16795/2025 ha sancito che, in presenza di segreto professionale (ad esempio nei rapporti con consulenti legali), l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica deve essere specifica e successiva all’opposizione del segreto . Se l’autorizzazione è generica o preventiva, la prova acquisita è inutilizzabile . È quindi possibile eccepire l’inutilizzabilità dei documenti e chiedere l’annullamento dell’atto.

3.4 Istanza di autotutela e sospensione della riscossione

In presenza di evidenti errori di calcolo o vizi dell’atto, è consigliabile presentare una istanza di autotutela all’Agenzia delle Entrate, chiedendo l’annullamento o la rettifica dell’accertamento. L’amministrazione può correggere l’atto in qualsiasi momento, anche dopo la notifica del ricorso, se riconosce l’errore. Contestualmente si può chiedere la sospensione della riscossione ai sensi dell’art. 39 D.Lgs. 112/1999: ciò evita l’avvio di procedure esecutive durante la pendenza del giudizio.

3.5 Adesione e accordi transattivi

L’adesione può essere uno strumento utile se l’accertamento è fondato ma le sanzioni sono eccessive. Grazie alle modifiche introdotte dal D.Lgs. 13/2024:

  • È possibile aderire al verbale di constatazione con riduzione delle sanzioni del 50% .
  • Il contribuente può subordinare l’adesione alla correzione di errori evidenti, evitando di accettare integralmente la pretesa .
  • L’adesione sospende i termini per l’impugnazione e consente di pagare in rate trimestrali fino a otto rate.

Prima di aderire è opportuno calcolare l’imposta realmente dovuta e verificare se vi sono profili di illegittimità che conviene far valere in giudizio. In alcuni casi è possibile proporre un accordo transattivo anche dopo la notifica del ricorso: l’amministrazione può rinunciare parzialmente al proprio credito per chiudere la controversia.

3.6 Accesso alle definizioni agevolate e rottamazione

Se l’accertamento riguarda periodi compresi tra il 2000 e il 2022 e le somme sono affidate all’Agente della riscossione, è possibile aderire alle definizioni agevolate previste dalla L. 197/2022. La rottamazione consente di versare solo l’imposta, con azzeramento di sanzioni e interessi. Occorre tuttavia:

  • Verificare che il carico sia stato iscritto a ruolo entro il 30 giugno 2022;
  • Presentare la domanda entro i termini previsti (le ultime proroghe hanno spostato le scadenze al 2024-2025);
  • Essere in regola con i pagamenti delle rate precedenti, pena l’inefficacia della rottamazione.

La definizione agevolata è incompatibile con il contenzioso: aderendo si rinuncia al ricorso. È quindi necessario valutare l’opportunità di rottamare tenendo conto dei vizi dell’atto.

3.7 Procedure di composizione della crisi e esdebitazione

Quando il debito fiscale mette in pericolo la continuazione dell’attività, soprattutto per le startup del settore software che dispongono di pochi asset, è possibile ricorrere alle procedure di composizione della crisi:

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 67 D.Lgs. 14/2019): consente al debitore non imprenditore (o al socio) di proporre un piano di ristrutturazione che preveda la falcidia dei debiti e la moratoria dei crediti ipotecari . È necessario rivolgersi a un OCC e predisporre un piano dettagliato; se il tribunale lo omologa, i debiti tributari inclusi nel piano vengono trattati come gli altri crediti chirografari.
  • Esdebitazione (art. 278 D.Lgs. 14/2019): dopo la liquidazione dei beni, l’imprenditore persona fisica o la società può ottenere la liberazione dai debiti residui . L’esdebitazione è un istituto ancora poco utilizzato ma molto efficace: consente di ripartire senza il peso di debiti fiscali insostenibili. Sono esclusi solo i debiti per sanzioni penali e alcune obbligazioni specifiche .
  • Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021): l’imprenditore in squilibrio patrimoniale può nominare un esperto negoziatore per facilitare le trattative con i creditori. Questo strumento mira a prevenire l’insolvenza e permette di proporre accordi stragiudiziali con l’Agenzia delle Entrate, banche e fornitori. L’Avv. Monardo, essendo esperto negoziatore iscritto negli elenchi ministeriali, può assistere l’impresa in questa procedura e negoziare un piano che soddisfi i creditori e consenta di continuare l’attività.

3.8 Strategia difensiva integrata: il ruolo del professionista

Una difesa efficace non si limita a contestare l’atto ma richiede una strategia integrata che valuti contemporaneamente:

  • La fondatezza della pretesa e l’eventuale convenienza della definizione agevolata;
  • La sostenibilità finanziaria dell’impresa e la necessità di ristrutturare il debito;
  • La protezione del patrimonio personale dei soci e degli amministratori;
  • Gli effetti delle procedure di composizione della crisi sul piano familiare e professionale.

L’Avv. Monardo e il suo team, grazie all’esperienza in diritto bancario e tributario e alla qualifica di gestore della crisi, sono in grado di proporre soluzioni personalizzate: dalla predisposizione di piani di rientro al ricorso agli accordi di ristrutturazione o alla liquidazione controllata. La multidisciplinarietà del team consente di coprire gli aspetti legali, fiscali, contabili e finanziari.

4. Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate, piani del consumatore e accordi

Oltre alle difese giudiziali, l’ordinamento prevede una serie di strumenti deflattivi e agevolativi che permettono di definire il debito in modo più favorevole. Questa sezione analizza le principali procedure alternative.

4.1 Definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento

La legge di bilancio 2023 ha introdotto la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento (commi 179‑185 della L. 197/2022). Essa consente di definire in via agevolata gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2023 (inviti al contraddittorio, avvisi bonari, PVC) pagando solo le imposte e le sanzioni ridotte a 1/18 del minimo edittale. Questa misura era temporanea ma è stata replicata con successive leggi di bilancio.

Per aderire occorre presentare domanda entro il termine stabilito e versare il dovuto in un’unica soluzione o in un massimo di 20 rate trimestrali. La definizione agevolata comporta la rinuncia al contenzioso e la revoca degli eventuali ricorsi. Le software house che hanno ricevuto un PVC entro la data prevista possono valutare questa soluzione per ridurre le sanzioni e chiudere la partita in tempi rapidi.

4.2 Stralcio dei debiti fino a 1.000 euro

I commi 222‑230 della L. 197/2022 hanno disposto lo stralcio automatico dei debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015 e di importo residuo fino a 1.000 euro. L’annullamento riguarda le cartelle affidate all’Agente ma non ancora riscosse. Questo stralcio è particolarmente utile per le software house che hanno accumulato piccoli debiti relativi a multe o imposte minori: consente di liberare il codice fiscale da posizioni che potrebbero impedire la partecipazione a bandi pubblici o l’ottenimento di finanziamenti.

4.3 Definizione agevolata delle liti pendenti

Un altro istituto introdotto con la legge di bilancio 2023 è la definizione agevolata delle liti pendenti. Prevede la possibilità di estinguere i giudizi tributari in corso versando una percentuale del valore della controversia in base al grado di giudizio:

  • 90% per i ricorsi pendenti in primo grado;
  • 40% per quelli pendenti in secondo grado;
  • 15% per i giudizi pendenti in Cassazione se l’Agenzia ha perso nei precedenti gradi;
  • 5% per le controversie di valore fino a 100 euro.

L’adesione cancella le sanzioni e gli interessi. È una soluzione interessante quando il contenzioso è incerto e di importo non elevato.

4.4 Piani del consumatore e ristrutturazione dei debiti

La ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 67 D.Lgs. 14/2019) rappresenta una valida alternativa per gli imprenditori individuali e i soci di società di persone. Il piano, elaborato con l’OCC, permette di proporre ai creditori – compreso il Fisco – un soddisfacimento parziale dei debiti. Il tribunale può autorizzare la falcidia anche dei crediti privilegiati (ad esempio ipoteche) garantendo tuttavia ai titolari di privilegio una soddisfazione pari a quella che otterrebbero in caso di liquidazione . La procedura consente di salvaguardare l’abitazione principale prevedendo il pagamento integrale delle rate di mutuo in scadenza .

4.5 Accordi di ristrutturazione dei debiti e transazioni fiscali

Le società di capitali e le imprese individuali possono ricorrere agli accordi di ristrutturazione dei debiti e ai piani di risanamento previsti dal Codice della crisi. Tali strumenti consentono di definire l’esposizione con i creditori, inclusi gli enti fiscali, attraverso un accordo omologato dal tribunale. La normativa consente di proporre una transazione fiscale: l’impresa offre il pagamento parziale dell’imposta e la rinuncia alle sanzioni in cambio dell’estinzione del debito tributario. Questa forma di transazione è disciplinata dall’art. 182‑ter della Legge fallimentare e, nel Codice della crisi, dagli artt. 63 e ss. L’esperienza dimostra che l’Agenzia delle Entrate accetta la proposta se dimostra di ottenere un recupero maggiore rispetto allo scenario di liquidazione.

4.6 Benefici della composizione negoziata (D.L. 118/2021)

La composizione negoziata è un istituto introdotto nel 2021 per favorire il risanamento delle imprese. L’imprenditore che si trovi in squilibrio patrimoniale o economico può presentare istanza alla Camera di Commercio per ottenere la nomina di un esperto che faciliti le trattative con i creditori. Tra i vantaggi:

  • Possibilità di negoziare con l’Agenzia delle Entrate la dilazione o la riduzione del debito;
  • Protezione temporanea dalle azioni esecutive, purché l’imprenditore mantenga una condotta collaborativa;
  • Accordo stragiudiziale con i creditori che consenta di evitare l’insolvenza e mantenere la continuità aziendale.

L’Avv. Monardo, come esperto negoziatore, è in grado di assistere l’imprenditore in tutte le fasi: predisposizione della domanda, gestione delle trattative, redazione dell’accordo. Questa procedura è particolarmente adatta alle software house giovani che hanno investito ingenti risorse in ricerca e sviluppo e necessitano di un periodo di respiro per ripagare i debiti fiscali.

5. Errori comuni e consigli pratici

La gestione di un accertamento fiscale richiede attenzione ai dettagli e rispetto dei termini. Di seguito sono riassunti gli errori più frequenti commessi dalle software house e i consigli per evitarli.

5.1 Errori comuni

  • Ignorare l’avviso: molte imprese trascurano l’avviso di accertamento, convinte di poterlo gestire successivamente. In realtà i termini per il contraddittorio e il ricorso sono perentori.
  • Pagare senza verificare: alcuni contribuenti preferiscono pagare subito per evitare problemi. Questo può portare a versare somme non dovute e impedire di far valere i propri diritti.
  • Affidarsi a consulenti non specializzati: le questioni fiscali di una software house sono complesse e richiedono competenze tributarie, contabili e bancarie integrate.
  • Trascurare la documentazione: la mancanza di documenti che attestino l’inerenza delle spese è la principale causa di riprese fiscali. Occorre conservare contratti, report, mail e analisi di mercato.
  • Non sfruttare le definizioni agevolate: spesso si ignorano le possibilità offerte da rottamazioni, definizioni agevolate e procedure di composizione della crisi, perdendo opportunità di ridurre il debito.

5.2 Consigli pratici

  • Organizza la documentazione: tieni in ordine i contratti di licenza, i progetti di sviluppo, le fatture per consulenze e sponsorizzazioni. Prepara un dossier che dimostri la finalità produttiva di ogni spesa.
  • Monitora le scadenze: annota la data di notifica della bozza e dell’avviso per calcolare i termini del contraddittorio e del ricorso. Attiva subito l’assistenza legale per non perdere giorni preziosi.
  • Non sottovalutare l’adesione: valuta con il tuo professionista se aderire al verbale di constatazione o all’avviso può essere vantaggioso. A volte l’adesione consente di risolvere il contenzioso a costi ridotti.
  • Verifica l’algoritmo: se l’accertamento si basa su presunzioni digitali, chiedi quali dati sono stati utilizzati e contesta eventuali errori. L’esperienza dimostra che molte segnalazioni sono infondate.
  • Mantieni un atteggiamento collaborativo: presentare osservazioni puntuali e partecipare al contraddittorio dimostra la buona fede del contribuente e può evitare la contestazione di ulteriori violazioni.
  • Valuta la ristrutturazione: se l’importo è elevato e mette a rischio l’azienda, considera la composizione negoziata, la ristrutturazione dei debiti o l’esdebitazione. In questo modo potrai salvaguardare l’attività e ripartire.

6. Tabelle riepilogative

ArgomentoNorma/sentenzaSintesi
Contraddittorio preventivoArt. 6‑bis L. 212/2000Prevede che tutti gli atti autonomamente impugnabili siano preceduti da un contraddittorio informato con termine di almeno 60 giorni; l’omissione comporta annullabilità.
Adesione al PVCArt. 5‑quater D.Lgs. 218/1997, introdotto dal D.Lgs. 13/2024Consente al contribuente di aderire al processo verbale di constatazione entro 30 giorni, versando un acconto e riducendo le sanzioni; è possibile subordinare l’adesione alla correzione degli errori.
Presunzione di inerenzaCass. ord. n. 3470/2024Le spese di sponsorizzazione a favore di società sportive dilettantistiche godono di presunzione di inerenza e congruità; la deducibilità non può essere negata per sproporzione.
Onere della provaCass. sent. n. 6927/2024Il contribuente deve provare l’esistenza e l’inerenza della spesa; la semplice esibizione della fattura non basta.
Inerenza potenzialeCass. ord. n. 8739/2024Una spesa è inerente se potenzialmente destinata a generare profitto, anche se non collegata direttamente all’oggetto sociale.
Software gestionaleCass. sent. n. 13728/2016Un accertamento basato solo su dati di software gestionale non collegato alla contabilità obbligatoria è illegittimo.
Segreto professionaleCass. ord. n. 16795/2025L’autorizzazione del Procuratore per l’esame di documenti coperti da segreto professionale deve essere specifica e successiva all’eccezione; altrimenti la prova è inutilizzabile.
Ristrutturazione debiti consumatoreArt. 67 D.Lgs. 14/2019Il consumatore sovraindebitato, con l’OCC, può proporre un piano di ristrutturazione che prevede il soddisfacimento anche parziale dei crediti e una moratoria per quelli ipotecari.
EsdebitazioneArt. 278 D.Lgs. 14/2019Consiste nella liberazione dai debiti residui a seguito di liquidazione; sono esclusi i debiti per mantenimento e le sanzioni penali.

7. FAQ – Domande frequenti

  1. Ho ricevuto un invito al contraddittorio: cosa devo fare?
    Devi esaminare attentamente la bozza di accertamento e raccogliere la documentazione utile. Hai almeno 60 giorni per presentare controdeduzioni . È consigliabile farsi assistere da un professionista per contestare eventuali presunzioni e proporre prove dell’inerenza delle spese.
  2. Posso ignorare la bozza e aspettare l’avviso definitivo?
    No. Ignorare la bozza comporta la perdita dell’opportunità di correggere l’atto prima della sua emissione. Inoltre, un eventuale ricorso potrebbe essere più complesso perché non avrai sollevato le eccezioni nel contraddittorio.
  3. Qual è il vantaggio dell’accertamento con adesione?
    L’adesione consente di ottenere una riduzione delle sanzioni fino al 50% e di pagare in rate trimestrali. Inoltre sospende i termini per impugnare e blocca la riscossione. Tuttavia comporta la rinuncia a contestare l’atto in giudizio.
  4. Ho una società di software che sponsorizza una squadra sportiva: posso dedurre le spese?
    Sì, se la sponsorizzazione riguarda una società sportiva dilettantistica, la legge prevede una presunzione di inerenza e congruità . L’Amministrazione non può disconoscere il costo per sproporzione salvo prova contraria.
  5. Cosa devo fare se l’accertamento si basa su dati del mio software gestionale?
    Verifica se il software è integrato con la contabilità obbligatoria. Se è solo un gestionale interno, i suoi dati non sono sufficienti per l’accertamento . Presenta prove alternative (registri contabili, fatture) e contesta la presunzione.
  6. Quando posso opporre il segreto professionale?
    Se durante un accesso o ispezione ti vengono richiesti documenti che contengono informazioni riservate (es. dati di clienti o consulenti), puoi eccepire il segreto professionale. L’Agenzia può acquisire tali documenti solo con un’autorizzazione specifica del Procuratore della Repubblica rilasciata dopo la tua eccezione .
  7. Le spese di ricerca e sviluppo sono deducibili?
    In linea di principio sì, se sono funzionali all’attività e documentate. La giurisprudenza considera inerenti anche le spese potenzialmente finalizzate a generare profitti . È essenziale conservare contratti con i ricercatori, report dei progetti e brevetti.
  8. Posso rateizzare il pagamento dopo l’adesione?
    Sì. L’atto di adesione consente il pagamento in un massimo di otto rate trimestrali . Tuttavia per gli atti di recupero di crediti d’imposta indebitamente compensati non è possibile rateizzare .
  9. Cosa succede se non pago una rata della rottamazione?
    La normativa prevede un breve periodo di tolleranza (cinque giorni). Trascorso tale termine senza pagamento, la rottamazione diventa inefficace e si ripristinano sanzioni e interessi. È quindi fondamentale rispettare le scadenze.
  10. È possibile annullare totalmente il debito con l’esdebitazione?
    Sì, ma solo dopo una procedura di liquidazione in cui i beni vengono venduti. L’esdebitazione cancella i debiti residui , ma non si applica alle sanzioni penali e ai debiti per mantenimento .
  11. La mia società opera anche negli USA: quali accorgimenti devo adottare?
    Devi verificare le convenzioni contro le doppie imposizioni e la corretta qualificazione dei pagamenti (royalties, interessi, servizi). La Cassazione ha ricordato che il corrispettivo per l’usufrutto di un marchio può essere considerato royalty se non vi è trasferimento definitivo .
  12. Posso chiedere la sospensione dell’esecutività mentre impugno l’atto?
    Sì. Puoi presentare istanza di sospensione all’Ufficio e successivamente al giudice. Dovrai dimostrare il fumus boni iuris (probabile illegittimità dell’atto) e il periculum in mora (danno grave dall’esecuzione). In caso di accoglimento, la riscossione è sospesa.
  13. La procedura di composizione negoziata è applicabile alle start‑up?
    Sì. Tutte le imprese, incluse le start‑up innovative, possono accedere alla composizione negoziata se si trovano in squilibrio patrimoniale. L’esperto negoziatore aiuta a trovare un accordo con i creditori e a evitare l’insolvenza.
  14. Cosa succede se l’Agenzia non risponde alla mia istanza di autotutela?
    L’istanza di autotutela non sospende automaticamente i termini di impugnazione. Se l’Agenzia non risponde, devi comunque presentare ricorso entro i termini o aderire all’accertamento. L’eventuale accoglimento dell’autotutela potrà avvenire anche in pendenza di giudizio.
  15. In quali casi conviene aderire al verbale di constatazione?
    Quando l’accertamento riguarda errori oggettivi riconosciuti e la pretesa è quasi certa. L’adesione consente di ridurre le sanzioni e di evitare un giudizio. Tuttavia, se l’atto presenta vizi formali o presunzioni deboli, può essere più conveniente impugnare per ottenere l’annullamento.
  16. Se aderisco alla ristrutturazione dei debiti del consumatore posso continuare a lavorare?
    Sì. La procedura di ristrutturazione permette di conservare i beni essenziali e di continuare la propria attività lavorativa. Prevede il pagamento rateale del debito nei limiti delle proprie possibilità .
  17. Come posso tutelarmi dai controlli basati su algoritmi?
    Verifica sempre quali dati sono stati utilizzati per l’elaborazione e richiedi l’accesso agli atti. Contesta le anomalie che non rispecchiano la tua realtà aziendale e fornisci prove contrarie (contratti, documenti bancari, analisi). Ricorda che un algoritmo segnala soltanto una anomalia e non costituisce prova di evasione .
  18. Quali costi per software sono deducibili?
    Sono deducibili i costi per licenze d’uso, canoni di manutenzione, sviluppo di programmi proprietari e acquisizione di know‑how se sono funzionali all’attività. È opportuno stipulare contratti dettagliati che specifichino l’oggetto, la durata, le modalità di pagamento e i risultati attesi. La deduzione può essere ripartita in più esercizi in base alla durata dell’utilizzo del software.
  19. Posso evitare il pignoramento del conto?
    Sì, presentando ricorso con richiesta di sospensione o aderendo alla definizione agevolata. Inoltre, se attivi una procedura di composizione della crisi o un piano del consumatore, le azioni esecutive possono essere sospese.
  20. È possibile contestare un accertamento dopo aver pagato?
    In generale no. Il pagamento integra acquiescenza e preclude l’impugnazione, salvo che il pagamento sia avvenuto in pendenza di giudizio per evitare l’esecuzione. È quindi fondamentale valutare attentamente la scelta di pagare.

8. Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio come le strategie difensive possano incidere sulla posizione della software house, proponiamo alcune simulazioni basate su casi ricorrenti. Le cifre sono ipotetiche ma rappresentative.

8.1 Contestazione di spese per licenze software

Una software house acquista licenze di sviluppo per 500.000 € e deduce integralmente il costo nell’esercizio 2022. Nel 2025 riceve un avviso di accertamento in cui l’Agenzia delle Entrate contesta la mancata inerenza e disconosce la deduzione, recuperando imposte per 150.000 € oltre a sanzioni del 100% (150.000 €) e interessi per 20.000 €, per un totale di 320.000 €.

La società, assistita dall’Avv. Monardo, dimostra che le licenze sono state utilizzate per sviluppare un nuovo prodotto commercializzato nel 2023. Presenta i contratti con il fornitore, le specifiche tecniche, i report di progetto e i ricavi generati. Nel contraddittorio l’Ufficio riconosce l’inerenza parziale ma pretende comunque il recupero di 50.000 €.

Scenari:

ScenarioImposta dovutaSanzioniInteressiTotale
Pagare senza contestare150.000 €150.000 €20.000 €320.000 €
Contraddittorio e adesione parziale50.000 €25.000 € (sanzioni 50%)5.000 €80.000 €
Ricorso e annullamento totale0 €0 €0 €0 €

Nel primo caso la società paga integralmente, con grave impatto sulla liquidità. Nel secondo caso, grazie al contraddittorio e all’adesione al PVC, il recupero è ridotto a un terzo. Nel terzo caso il ricorso è accolto perché la spesa è ritenuta totalmente inerente: la società risparmia 320.000 €. Questo esempio dimostra l’importanza di documentare le spese e contestare le pretese infondate.

8.2 Accertamento basato su algoritmo e presunzioni bancarie

Una start‑up del settore gaming, con ricavi variabili, subisce un controllo automatizzato che confronta i pagamenti ricevuti tramite carte di credito con i ricavi dichiarati. L’algoritmo evidenzia un’anomalia di 200.000 € e l’Agenzia emette un avviso di accertamento in cui presume ricavi non dichiarati per tale importo, applicando un’imposta IRPEG di 48.000 € (24%) e sanzioni del 50%.

La società dimostra che i pagamenti in questione si riferivano a anticipi ricevuti per futuri servizi e a rimborsi di costi di marketing sostenuti dai partner. Fornisce contratti, estratti conto dettagliati e note di accredito. In contraddittorio l’Ufficio accetta le giustificazioni per 150.000 € e conferma la ripresa su 50.000 €.

VoceImporto (prima della difesa)Importo (dopo la difesa)
Ricavi presunti200.000 €50.000 €
Imposta (24%)48.000 €12.000 €
Sanzioni (50%)24.000 €6.000 €
Totale72.000 €18.000 €

L’azienda ha risparmiato 54.000 € grazie alla contestazione dei dati algoritmici, dimostrando la necessità di non accettare acriticamente le presunzioni statistiche.

8.3 Ristrutturazione dei debiti del consumatore

Un socio programmatore ha accumulato debiti fiscali per 120.000 € derivanti da accertamenti e cartelle di pagamento. Non ha beni immobili e possiede un reddito mensile di 1.800 €. Decide di ricorrere alla ristrutturazione dei debiti del consumatore. Con l’aiuto di un OCC predispone un piano di cinque anni in cui si impegna a versare 300 € al mese (18.000 € in totale) ai creditori chirografari, mentre chiede la falcidia totale del resto. Il tribunale omologa il piano.

Risultato: il Fisco, in qualità di creditore chirografario, accetta 18.000 € in 60 rate. Al termine del piano il debitore ottiene l’esdebitazione del residuo di 102.000 €. Senza la procedura il socio avrebbe rischiato il pignoramento dello stipendio e un debito insostenibile per decenni.

8.4 Esdebitazione dopo liquidazione controllata

Una software house decide di cessare l’attività a causa di ingenti debiti fiscali (400.000 €). Viene avviata la liquidazione controllata e si procede alla vendita dei pochi beni aziendali, ricavando 50.000 €. Dopo la liquidazione, i soci chiedono l’esdebitazione ai sensi dell’art. 278. Il tribunale accoglie l’istanza: i debiti residui (350.000 €) vengono dichiarati inesigibili . I soci possono così ripartire senza il peso dei debiti fiscali, pur avendo perso l’investimento nella società.

9. Conclusione

L’accertamento fiscale può trasformarsi in un incubo per una software house, ma con la giusta strategia è possibile difendersi in modo efficace. La normativa vigente, aggiornata a dicembre 2025, offre al contribuente importanti garanzie: il contraddittorio preventivo obbligatorio , la possibilità di ridurre le pretese con l’accertamento con adesione , le definizioni agevolate, le procedure di rottamazione e gli strumenti di composizione della crisi. La giurisprudenza recente riconosce l’elasticità del concetto di inerenza , censura gli accertamenti basati su software non affidabili e tutela il segreto professionale .

Per sfruttare appieno queste opportunità è indispensabile agire tempestivamente e affidarsi a professionisti esperti. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare offrono un servizio completo: analisi dell’atto, individuazione dei vizi, predisposizione di ricorsi, gestione del contraddittorio, trattative con l’Agenzia delle Entrate, accesso alle definizioni agevolate e alle procedure di composizione della crisi. La loro esperienza nel diritto bancario e tributario e nelle crisi d’impresa permette di costruire strategie personalizzate e orientate al risultato.

Se hai ricevuto un avviso di accertamento o vuoi prevenire problemi futuri, non aspettare: la tempestività è la chiave per tutelare la tua azienda. Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: insieme al suo staff saprà valutare la tua posizione, individuare le soluzioni più efficaci e difenderti da accertamenti, pignoramenti, ipoteche e fermo amministrativo. La tua software house merita di crescere senza l’ombra di debiti ingiustificati; affidati a chi ha l’esperienza e le competenze per proteggere il tuo lavoro.

📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!