Introduzione: perché occorre reagire immediatamente
Negli ultimi anni l’attività di influencer è diventata una professione a tutti gli effetti. Dal 1° gennaio 2025 l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha inserito nel sistema di classificazione economica ATECO il codice 73.11.03 – Influencer marketing, riconoscendo la specificità di questa attività . Chi crea contenuti online per promuovere prodotti e servizi è ormai un operatore economico che opera con partita IVA, emette fatture e paga imposte sul reddito (Irpef), sul valore aggiunto (IVA) e, quando l’attività è organizzata in forma d’impresa, sull’imposta sul reddito delle società (Ires). Gli influencer sono soggetti ai controlli dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza, con rischi elevati di accertamenti e sanzioni se non gestiscono correttamente adempimenti e documentazione.
Una notifica di avviso di accertamento o di processo verbale di constatazione (PVC) rappresenta un momento critico: il contribuente dispone di tempi brevi per reagire. L’ordinamento offre strumenti di difesa efficaci – dal contraddittorio preventivo introdotto dallo Statuto dei diritti del contribuente al ricorso davanti al giudice tributario – ma occorre attivarsi subito, perché i termini per impugnare o aderire alle definizioni agevolate sono stringenti. Senza una strategia tempestiva il rischio è subire prelievi forzosi su conti correnti, pignoramenti, fermi amministrativi o ipoteche. È quindi indispensabile rivolgersi a professionisti capaci di analizzare l’atto, valutare eventuali vizi e attivare le procedure più idonee.
Chi può assistervi
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, avvocato cassazionista, guida uno staff multidisciplinare composto da avvocati e commercialisti con pluriennale esperienza in diritto tributario, bancario e della crisi d’impresa. È Gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; professionista fiduciario di un Organismo di composizione della crisi (OCC); e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Coordina professionisti operativi su tutto il territorio nazionale, specializzati nel tutelare contribuenti e imprese contro atti impositivi e procedure esecutive.
Il suo studio offre:
- Analisi preventiva dell’atto: verifica della motivazione, dei presupposti di legge e della validità della notifica;
- Predisposizione di ricorsi davanti alla Corte di giustizia tributaria di primo e secondo grado;
- Richiesta di sospensioni e misure cautelari per bloccare cartelle, pignoramenti, fermi e ipoteche;
- Definizioni agevolate: adesione alle procedure di accertamento con adesione, rottamazione delle cartelle, conciliazioni e accordi con l’Agenzia delle entrate;
- Piani di rientro e ristrutturazione dei debiti: gestione della crisi da sovraindebitamento tramite OCC, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e composizione negoziata;
- Soluzioni stragiudiziali e giudiziali per proteggere il patrimonio personale e professionale.
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Il quadro fiscale dell’attività di influencer
1.1.1 Redditi di lavoro autonomo e d’impresa
L’influencer con partita IVA che presta la propria attività in modo abituale rientra nella categoria dei lavoratori autonomi. L’art. 53 del Tuir (DPR 917/1986) stabilisce che costituiscono redditi di lavoro autonomo quelli derivanti dall’esercizio abituale di arti e professioni, compresi i compensi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno e di diritti di immagine . Nel caso dell’influencer, i compensi ricevuti per pubblicare contenuti, sponsorizzare prodotti o partecipare a eventi rientrano quindi fra i redditi autonomi. Se l’attività è svolta con organizzazione di capitali e lavoro altrui o con la creazione di una struttura imprenditoriale (ad esempio mediante una società o l’assunzione di dipendenti), i proventi possono configurarsi come redditi d’impresa. I proventi occasionali – quando manca l’abitualità – sono invece qualificati come redditi diversi e vanno indicati nel quadro D del modello Redditi.
Dal punto di vista dell’IVA l’influencer è un soggetto passivo. L’art. 21 del DPR 633/1972 obbliga ad emettere fattura per ogni operazione imponibile, indicando numero progressivo, data, dati del cliente, natura, quantità e qualità dei beni o servizi, corrispettivi e aliquote applicate . La fattura deve garantire autenticità dell’origine e integrità dei dati; dal 2019 è obbligatoria la fatturazione elettronica (salvo i regimi forfettari), con trasmissione via Sistema di Interscambio. L’omessa fatturazione o l’emissione di fatture per operazioni inesistenti comportano sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, responsabilità penale.
1.1.2 Inquadramento previdenziale
La sentenza n. 2615/2024 del Tribunale di Roma, sezione lavoro, ha affrontato per la prima volta l’inquadramento previdenziale degli influencer. In un caso specifico relativo alla promozione di integratori alimentari, il tribunale ha qualificato l’attività come agenzia commerciale e ha ritenuto legittima la pretesa contributiva di Enasarco (fondo previdenziale degli agenti di commercio) quando l’influencer promuove stabilmente e con continuità i prodotti di un’azienda . Tuttavia, dottrina e giurisprudenza hanno precisato che tale qualificazione non è automatica: la pubblicazione scientifica di Magliaro e Censi sul caso (Rivista di diritto tributario, 2025) osserva che l’inquadramento come agente di commercio riguarda solo fattispecie in cui l’influencer svolge un’attività di intermediazione continuativa con compenso provvigionale . Molti influencer svolgono invece una mera attività di propaganda, rientrante nel reddito di lavoro autonomo o d’impresa a seconda dell’organizzazione adottata .
1.1.3 Deduzione dei costi: il caso del vestiario
Uno dei temi più dibattuti riguarda la deducibilità delle spese di abbigliamento e accessori per i fashion influencer. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, con la sentenza n. 468/2024, ha riconosciuto che il vestiario costituisce una condizione strettamente collegata alla particolare attività svolta e ne rappresenta un necessario presupposto . Richiamando la Cassazione, la corte ha ribadito che il principio di inerenza esprime la riferibilità dei costi all’attività anche in via indiretta o potenziale: vanno esclusi soltanto i costi che si collocano in una sfera estranea . Nel caso specifico, la deducibilità è stata limitata al 50 % a causa del presumibile uso promiscuo dei capi . Le spese di viaggio e le “pratiche auto” sono state invece ritenute non inerenti perché non riconducibili all’attività . Questa pronuncia costituisce un importante precedente per gli influencer che desiderano dedurre le spese sostenute per mantenere l’immagine, ma evidenzia l’onere probatorio: occorre dimostrare l’uso esclusivo o prevalente dei beni per la professione.
1.2 Procedure e poteri dell’Amministrazione finanziaria
1.2.1 Accertamento d’ufficio e avviso di accertamento
Il DPR 600/1973 detta le regole per l’accertamento delle imposte sui redditi. In assenza di dichiarazione o quando questa è inesistente o nulla, l’ufficio può effettuare l’accertamento d’ufficio, determinando il reddito complessivo sulla base dei dati disponibili e delle presunzioni legali . Per le annualità dichiarate, l’Agenzia delle entrate procede mediante accertamento analitico, induttivo o sintetico (redditometro), utilizzando elementi indicativi di capacità contributiva (spese, investimenti, consistenza patrimoniale) e comparazioni con i dati ricavati dai social network, dalle piattaforme di pagamento o dalle banche.
L’atto conclusivo dell’istruttoria è l’avviso di accertamento, che deve essere emesso entro i termini di decadenza (cinque anni dalla dichiarazione) e indicare l’imponibile, le imposte, gli interessi e le sanzioni. L’art. 42 del DPR 600/1973 ne descrive i requisiti: l’avviso deve essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o da un delegato, indicare i motivi e i riferimenti normativi, nonché allegare gli atti citati . L’inosservanza di tali prescrizioni comporta la nullità dell’atto.
1.2.2 Principio di motivazione e contraddittorio preventivo
Lo Statuto dei diritti del contribuente (Legge 212/2000) tutela il diritto alla trasparenza e al dialogo con l’Amministrazione. L’art. 7 prevede che gli atti dell’Amministrazione finanziaria siano motivati in modo chiaro, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della decisione; se la motivazione rinvia a un atto non conosciuto dal contribuente, l’atto deve essere allegato . L’art. 7 obbliga anche a indicare l’ufficio competente e l’autorità cui è possibile presentare reclamo.
L’art. 6-bis, introdotto nel 2023 e poi modificato dal D.Lgs. 219/2023, generalizza il principio di contraddittorio preventivo: l’Amministrazione deve invitare il contribuente ad un confronto anticipato, trasmettendo lo schema di atto e concedendo almeno sessanta giorni per presentare osservazioni . L’atto finale deve tenere conto delle deduzioni presentate; la violazione del contraddittorio comporta l’annullabilità dell’atto. Il decreto legislativo 219/2023 ha ulteriormente rafforzato il principio, estendendolo a tutti gli atti autonomamente impugnabili, salvo quelli automatizzati o di pronto recupero . Inoltre, ha introdotto nuovi articoli che disciplinano la nullità degli atti in caso di violazione della motivazione e del contraddittorio.
Una recente ordinanza della Cassazione (n. 287/2025) ha chiarito che, se durante il contraddittorio emergono ulteriori contestazioni o elementi diversi da quelli riportati nel verbale di constatazione, il termine di sessanta giorni decorre dalla comunicazione delle nuove contestazioni, non dal verbale originario . Questo arresto riafferma il diritto del contribuente a un confronto effettivo e consapevole.
1.2.3 Principio di cassa e documentazione extracontabile
Per i lavoratori autonomi il reddito è determinato secondo il principio di cassa: concorrono a formare il reddito solo i compensi percepiti nel periodo d’imposta. L’ordinanza n. 24725/2024 della Corte di cassazione ha ribadito che eventuali discrepanze tra i compensi indicati nei modelli 770 dei clienti e la contabilità del professionista costituiscono un indizio di contabilità parallela; tali divergenze non possono essere giustificate con l’incasso ritardato delle fatture, poiché il compenso si considera percepito quando il professionista riceve l’accredito . La Cassazione ha cassato la sentenza di merito che aveva giustificato le differenze con il principio di cassa, confermando la validità dell’accertamento.
1.3 Strumenti deflattivi e definizioni agevolate
1.3.1 Accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997) e riforme del 2024
L’accertamento con adesione è una procedura deflattiva che consente al contribuente di chiudere la controversia con l’Agenzia delle entrate prima di adire il giudice, con la riduzione delle sanzioni a un terzo e la possibilità di rateizzare il dovuto. L’istanza può essere presentata dopo la notifica dell’invito al contraddittorio o dell’avviso di accertamento.
Il D.Lgs. 13/2024, entrato in vigore il 30 aprile 2024, ha riformato l’istituto per coordinarlo con il nuovo contraddittorio preventivo. Secondo l’Accademia tributaria, se l’avviso è escluso dal contraddittorio, il contribuente può presentare l’istanza di adesione entro il termine per il ricorso . Se l’avviso è soggetto al contraddittorio e il contribuente non presenta osservazioni, l’istanza deve essere presentata entro 30 giorni dalla comunicazione dello schema di provvedimento . Quando il contribuente ha già presentato osservazioni, può proporre l’istanza entro 15 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento . L’ufficio non è tenuto a considerare elementi di fatto diversi da quelli addotti durante il contraddittorio .
1.3.2 Abrogazione del reclamo-mediazione
Il reclamo e mediazione di cui all’art. 17-bis del D.Lgs. 546/1992, che imponeva per le controversie di valore non superiore a 50 000 euro un reclamo obbligatorio prima del ricorso, è stato abrogato dal D.Lgs. 30 dicembre 2023 n. 220. Pertanto, per i ricorsi notificati dal 4 gennaio 2024 non si applica più la procedura del reclamo-mediazione ; nei procedimenti pendenti alla data dell’abrogazione continuano a trovare applicazione le regole previgenti. La soppressione mira a semplificare il contenzioso e a evitare il sovrapporsi di termini.
1.3.3 Rottamazione “quater” e riammissione 2025
L’art. 1, commi 231‑252, della legge 197/2022 (Legge di bilancio 2023) ha introdotto la rottamazione “quater” delle cartelle esattoriali affidate all’Agente della riscossione, permettendo di estinguere i carichi pagando solo capitale e interessi, senza sanzioni. I contribuenti dovevano presentare domanda entro il 30 giugno 2023 e pagare le somme in unica soluzione (31 ottobre 2023) o in rate fino a 18 mesi. Molti, tuttavia, sono decaduti perché non hanno pagato entro il 31 dicembre 2024.
Il decreto milleproroghe (D.L. 202/2024, convertito in legge 15/2025) ha riaperto i termini consentendo la riammissione dei decaduti. Secondo il documento di ricerca del Consiglio nazionale dei commercialisti, la riammissione riguarda i contribuenti che avevano presentato domanda entro il 30 giugno 2023, ricevuto la comunicazione delle somme dovute entro il 30 settembre 2023 e non avevano versato le rate dovute entro il 31 dicembre 2024 . La domanda di riammissione deve essere presentata entro il 30 aprile 2025 esclusivamente in via telematica , optando per il pagamento in unica soluzione (31 luglio 2025) o in dieci rate mensili . I contribuenti riammessi usufruiscono delle stesse tutele previste dalla rottamazione originaria: sospensione dei termini di prescrizione e decadenza, blocco dei fermi amministrativi e delle ipoteche, e sostituzione del piano di rateazione precedente , .
1.4 Le tutele del contribuente nel processo tributario
1.4.1 Ricorso e termini
L’art. 21 del D.Lgs. 546/1992 stabilisce che il ricorso contro l’avviso di accertamento o contro la cartella deve essere notificato all’Amministrazione entro 60 giorni dalla notifica dell’atto; il termine decorre dalla data in cui il contribuente riceve la notifica . Se l’atto è notificato tramite posta elettronica certificata (PEC), il termine decorre dal giorno successivo alla ricezione. In presenza di istanza di accertamento con adesione, il termine è sospeso per 90 giorni. Dopo la notifica del ricorso, il contribuente deve costituirsi in giudizio entro 30 giorni mediante deposito telematico del ricorso e dei documenti.
1.4.2 Sospensione degli effetti dell’atto
Il contribuente può chiedere la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato (ex art. 47 D.Lgs. 546/1992) se l’esecuzione immediata può arrecare un danno grave e irreparabile. La richiesta va proposta con il ricorso o in separata istanza e deve indicare le ragioni di fondatezza dell’opposizione e le conseguenze pregiudizievoli. La commissione può sospendere l’atto, subordinando la sospensione al rilascio di garanzie o al versamento di una parte del tributo.
1.5 Altre sanzioni e profili penali
L’omesso versamento dell’IVA e delle ritenute superiori alle soglie previste dal D.Lgs. 74/2000 integra reato penale; analoghe conseguenze derivano dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’influencer che svolge attività commerciale occulta per conto di società estere può incorrere nell’accertamento di stabile organizzazione occulta e rispondere sia fiscalmente che penalmente. Sentenze recenti hanno confermato l’importanza delle prove raccolte attraverso i social network e i pagamenti digitali.
2. Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto
Quando l’influencer riceve un processo verbale di constatazione o un avviso di accertamento, deve agire con tempestività e metodo. Di seguito si descrivono le principali fasi.
2.1 Ricezione del processo verbale di constatazione (PVC)
Il PVC è il documento con cui la Guardia di finanza o l’Agenzia delle entrate comunica le violazioni riscontrate dopo un accesso, un’ispezione o una verifica. Contiene le risultanze dell’attività ispettiva, indica le irregolarità commesse e avvisa il contribuente che l’Amministrazione provvederà all’accertamento. Se il PVC riguarda tributi per i quali è previsto il contraddittorio preventivo, l’ufficio trasmette lo schema di atto e concede 60 giorni per la presentazione di osservazioni . In questa fase è fondamentale:
- Esaminare il verbale con un professionista per verificare la correttezza delle contestazioni e l’eventuale presenza di vizi formali (omessa indicazione della norma violata, documenti non allegati). La mancanza di firma o l’indicazione generica dei presupposti può rendere invalido il successivo avviso.
- Raccogliere la documentazione (contratti, fatture, estratti conto, screenshot di campagne social, mailing con gli sponsor) per dimostrare l’esattezza dei ricavi dichiarati e l’inerenza dei costi.
- Preparare osservazioni puntuali da inviare all’ufficio nei termini, al fine di far valere motivazioni difensive e correggere eventuali errori di fatto.
2.2 Notifica dell’avviso di accertamento
Una volta scaduto il termine per il contraddittorio, l’Agenzia delle entrate può emettere l’avviso di accertamento. L’atto deve essere notificato tramite ufficiale giudiziario, posta elettronica certificata o raccomandata con ricevuta di ritorno. Come richiamato, l’avviso deve contenere la motivazione e gli elementi richiesti dall’art. 42 del DPR 600/1973 . Eventuali carenze possono essere fatte valere nel ricorso.
Il contribuente deve:
- Verificare la data di notifica (PEC o raccomandata) per calcolare i termini di impugnazione;
- Esaminare la motivazione e verificare se l’ufficio ha tenuto conto delle osservazioni presentate;
- Verificare la corretta applicazione della normativa: ad esempio, se l’accertamento induttivo è basato su presunzioni gravi, precise e concordanti; se sono state comparate le movimentazioni bancarie; se sono stati richiesti i corrispettivi delle piattaforme social o dei marketplace;
- Decidere se presentare ricorso o adesione: la scelta dipende dalla solidità delle motivazioni, dall’entità del tributo e dalla possibilità di ottenere uno sconto sulle sanzioni.
2.3 Scelta tra adesione e ricorso
2.3.1 Accertamento con adesione
Se l’avviso è escluso dal contraddittorio (ad esempio avvisi per recupero di crediti di imposta o altre ipotesi automatizzate) o se il contribuente non ha presentato osservazioni, è possibile chiedere l’accertamento con adesione. La richiesta deve essere presentata entro il termine per il ricorso o, se ci sono osservazioni, entro 30 giorni dalla comunicazione dello schema di provvedimento o 15 giorni dalla notifica dell’avviso . Con l’adesione:
- le sanzioni sono ridotte a un terzo;
- è possibile ottenere la rateizzazione fino a 8 rate trimestrali (16 se l’imposta è superiore a 50 000 euro);
- il termine di impugnazione è sospeso durante le trattative.
L’accordo raggiunto ha natura di atto amministrativo e non può essere impugnato, salvo che per errori di calcolo o per vizi del consenso.
2.3.2 Ricorso in giudizio
Se il contribuente ritiene infondato l’accertamento o se l’Agenzia non accoglie le osservazioni, può proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni . Il ricorso deve essere depositato telematicamente con firma digitale, contenere i motivi di diritto e di fatto, l’indicazione delle prove e la richiesta di sospensione dell’atto. La costituzione in giudizio avviene entro 30 giorni dalla notificazione del ricorso. Nel processo tributario vige il principio dispositivo: occorre introdurre tutte le eccezioni e i mezzi di prova già nei primi atti per evitare decadenze.
Durante il giudizio è possibile giungere a una conciliazione giudiziale (art. 48 del D.Lgs. 546/1992), che comporta la riduzione delle sanzioni al 40 %. In appello, la riduzione scende al 50 %.
2.4 Dopo il ricorso: esecuzione e riscossione
Se non viene presentato ricorso o se l’accertamento diventa definitivo, l’Agenzia emette il ruolo e affida la riscossione all’Agente nazionale (Ader). La cartella di pagamento deve essere notificata entro il termine di decadenza di un anno. In caso di inadempienza, Ader può attivare pignoramenti di conti correnti, stipendi, pensioni o eseguire fermi e ipoteche. Dal 1° gennaio 2025, il D.Lgs. 110/2024 prevede che l’Agente notifichi la cartella entro nove mesi dall’affidamento del carico ; la violazione del termine comporta l’annullabilità della cartella. È sempre possibile chiedere una rateazione dei ruoli ordinari (fino a 72 rate) o una rottamazione se i carichi rientrano nelle definizioni agevolate.
3. Difese e strategie legali per gli influencer
3.1 Contestazione della qualificazione reddituale
Nel definire i ricavi, l’Agenzia delle entrate può riqualificare i compensi degli influencer come redditi d’impresa anziché di lavoro autonomo, con l’applicazione dell’Irap e l’obbligo di tenuta di scritture contabili. La giurisprudenza e la dottrina richiedono un’attenta valutazione caso per caso. La sentenza n. 2615/2024 del Tribunale di Roma ha evidenziato che l’attività dell’influencer può assumere tre diverse forme :
- Propaganda semplice: l’influencer si limita a pubblicizzare un prodotto in cambio di un compenso fisso. In assenza di intermediazione, il reddito è di lavoro autonomo.
- Promozione occasionale: l’influencer percepisce un compenso provvigionale sulle vendite generate ma l’attività manca di continuità e stabilità; può configurarsi come procacciatore d’affari con reddito d’impresa occasionale.
- Promozione stabile e continuativa: l’influencer svolge un’attività organizzata con obblighi di promozione e retribuzione provvigionale; ricorrono gli elementi del contratto di agenzia e l’inquadramento come agente di commercio .
Il contribuente può contestare la riqualificazione producendo contratti, fatture e documentazione che dimostrano l’assenza di obblighi continuativi, la prevalenza della creatività e dell’autonomia professionale e la mancanza di una struttura organizzata. In caso di contestazione di reddito d’impresa, è utile far valere il principio di personalità dell’attività artistica, richiamando l’art. 53 Tuir e la giurisprudenza sulle attività intellettuali.
3.2 Dimostrazione della congruità e dell’inerenza dei costi
Le spese deducibili devono essere inerenti all’attività e documentate. È consigliabile:
- Conservare fatture e scontrini relativi a vestiario, accessori, make‑up, servizi fotografici, spese di viaggio e ospitalità, assicurandosi che riportino i dati fiscali dell’influencer;
- Annotare il collegamento tra la spesa e l’attività (es. nome dell’evento o del brand, link al post pubblicato), per dimostrare l’inerenza in caso di verifica;
- Emettere regolari fatture per le collaborazioni e richiedere a propria volta fatture per le spese, evitando pagamenti in contanti che non consentono la tracciabilità.
In sede di accertamento è possibile presentare perizie e perizia contabile che attestino il ruolo dell’immagine e del brand personale come asset produttivo, nonché i parametri di mercato della remunerazione. Nel contenzioso, la pronuncia della CGT Lombardia n. 468/2024 potrà essere richiamata come precedente favorevole per sostenere la deducibilità (almeno al 50 %) del vestiario .
3.3 Eccezioni di nullità formale
Le eccezioni formali rappresentano spesso la prima linea di difesa. Fra le principali:
- Motivazione insufficiente: se l’avviso non espone adeguatamente i presupposti di fatto e di diritto o se rinvia a documenti non allegati, è nullo ai sensi dell’art. 7 dello Statuto .
- Violazione del contraddittorio: l’omessa o tardiva attivazione del contraddittorio o la mancata considerazione delle osservazioni comportano annullabilità dell’atto . È possibile chiedere al giudice l’annullamento totale o parziale.
- Errata notifica: la notifica effettuata a un indirizzo PEC errato o oltre i termini di decadenza rende l’avviso nullo.
- Vizio di sottoscrizione: l’avviso deve essere firmato dal capo dell’ufficio o da persona delegata, altrimenti è invalido .
3.4 Principio di cassa e presunzioni induttive
Per contestare le presunzioni dell’Agenzia sulle movimentazioni bancarie o sui dati forniti dalle piattaforme social è necessario dimostrare che i compensi incassati rientrano nell’anno di riferimento. L’ordinanza 24725/2024 della Cassazione sottolinea che divergenze tra i modelli 770 dei clienti e la contabilità costituiscono indizio di contabilità in nero . L’influencer può difendersi provando che i compensi indicati dai terzi si riferiscono a fatture emesse e incassate in periodi diversi, allegando i contratti e gli estratti conto.
3.5 Tutela del patrimonio personale
Per gli influencer l’esercizio dell’attività può comportare rischi patrimoniali. È consigliabile:
- Valutare la costituzione di una società di capitali (es. s.r.l.) per separare il patrimonio personale da quello professionale;
- Stipulare polizze assicurative professionali per coprire eventuali richieste di risarcimento per danni a terzi o per inadempimenti contrattuali;
- Pianificare la protezione del patrimonio mediante trust o fondi patrimoniali, laddove compatibili con la normativa antifrode.
3.6 Procedure concorsuali per la persona fisica (sovraindebitamento)
Molti influencer operano come persone fisiche e possono trovarsi in difficoltà nel pagamento di imposte, contributi e debiti commerciali. La Legge 3/2012 (ora confluita nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza – CCII, D.Lgs. 14/2019) definisce il sovraindebitamento come la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile . Il CCII, in vigore dal 15 luglio 2022, offre tre procedure principali :
- Accordo di ristrutturazione dei debiti (artt. 48‑64 CCII): rivolto a imprenditori minori e professionisti; richiede l’approvazione dei creditori rappresentanti almeno il 60 % dei crediti;
- Piano del consumatore (artt. 65‑73 CCII): destinato a debitori non imprenditori; prevede l’omologazione del piano da parte del giudice senza voto dei creditori e può ridurre o ristrutturare il debito preservando i beni essenziali;
- Liquidazione controllata (artt. 268‑277 CCII): prevede la vendita dei beni del debitore sotto controllo del tribunale; al termine è possibile ottenere l’esdebitazione ovvero la cancellazione dei debiti residui.
L’accesso a tali procedure richiede la nomina di un gestore della crisi attraverso un Organismo di composizione della crisi (OCC). L’Avv. Monardo è gestore iscritto presso l’OCC e può assistere il cliente nella predisposizione dell’istanza, nella negoziazione con i creditori e nella presentazione del piano al tribunale.
3.7 Composizione negoziata e concordato preventivo per le PMI
Per gli influencer che esercitano l’attività in forma di impresa, la gestione della crisi può passare tramite la composizione negoziata della crisi introdotta dal D.L. 118/2021 (ora nel CCII). Si tratta di una procedura volontaria e riservata volta a favorire il risanamento delle imprese in difficoltà. Il DL 118/2021 consente all’imprenditore di richiedere alla Camera di commercio la nomina di un esperto negoziatore che lo assiste nelle trattative con i creditori e individua le soluzioni per superare la crisi . Durante la composizione, l’imprenditore mantiene la gestione ma può beneficiare di misure protettive contro le azioni esecutive e cautelari . Il CCII ha assorbito e rafforzato la disciplina, mentre il D.Lgs. 136/2024 ha semplificato l’accesso e le procedure .
Per le imprese soggette a tassazione ordinaria, il concordato preventivo biennale introdotto dal D.Lgs. 13/2024 offre la possibilità di predeterminare il reddito e l’Iva per due anni sulla base di indicatori di affidabilità fiscale (ISA) e di procedere ai pagamenti concordati, evitando accertamenti. Tale istituto però non si applica ai regimi forfettari.
3.8 Strategie nelle trattative con l’Agenzia
La gestione del contenzioso richiede spesso negoziazioni con l’Agenzia delle entrate. Alcune strategie utili:
- Dimostrare la buona fede: fornire tempestivamente documenti e spiegazioni prova la volontà collaborativa e può favorire la riduzione delle sanzioni;
- Proporre un piano di rateizzazione: in presenza di debiti ingenti, è possibile ottenere rate fino a 120 rate mensili; il D.Lgs. 110/2024 estende la possibilità di dilazione fino a dieci anni, prevedendo piani flessibili ;
- Valutare la definizione agevolata: aderire alla rottamazione quater o alle definizioni speciali può consentire di risparmiare su sanzioni e interessi; per il 2025 è aperta la riammissione ;
- Richiedere la sospensione delle attività esecutive in pendenza di ricorso o adesione, allegando copia dell’istanza e i motivi di fondatezza.
4. Strumenti alternativi e definizioni agevolate
4.1 Tabelle riepilogative delle principali procedure
| Procedura | Normativa di riferimento | Chi può utilizzarla | Termini/benefici principali |
|---|---|---|---|
| Accertamento con adesione | D.Lgs. 218/1997, come modificato dal D.Lgs. 13/2024 | Contribuenti destinatari di avvisi di accertamento | L’istanza va presentata entro il termine per il ricorso (o entro 30 giorni dalla comunicazione dello schema di atto/15 giorni dall’avviso). Riduce le sanzioni a 1/3 e consente la rateizzazione. |
| Ricorso tributario | D.Lgs. 546/1992 | Tutti i contribuenti | Va notificato entro 60 giorni dalla notifica dell’atto . Può essere accompagnato da richiesta di sospensione. |
| Rottamazione quater (riammissione 2025) | L. 197/2022, art. 1 commi 231‑252; D.L. 202/2024 convertito in L. 15/2025 | Contribuenti decaduti dalla rottamazione per mancato pagamento entro il 31 dicembre 2024 | Domanda entro 30 aprile 2025 . Pagamento in unica soluzione (31 luglio 2025) o in 10 rate . Sospensione di termini e misure cautelari , . |
| Piano del consumatore | CCII (artt. 65‑73) | Persone fisiche non imprenditori | Piano proposto al tribunale senza voto dei creditori; permette la ristrutturazione dei debiti e la conservazione dei beni essenziali . |
| Accordo di ristrutturazione dei debiti | CCII (artt. 48‑64) | Professionisti e imprenditori minori | Necessario l’accordo del 60 % dei creditori. |
| Liquidazione controllata ed esdebitazione | CCII (artt. 268‑277) | Debitori incapienti | Vendita dei beni per soddisfare i creditori; al termine esdebitazione . |
| Composizione negoziata della crisi | D.L. 118/2021; CCII; D.Lgs. 136/2024 | Imprese in difficoltà (anche PMI) | Nomina di un esperto negoziatore, assistenza nelle trattative, misure protettive . |
4.2 Domande frequenti (FAQ)
- Sono un influencer con regime forfettario: devo emettere fattura elettronica?
Dal 1° luglio 2022 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari che nell’anno precedente hanno superato 25 000 euro di ricavi. Tuttavia, l’obbligo è generalizzato dal 2024. È comunque consigliabile adottare la fatturazione elettronica per garantire tracciabilità e ridurre i controlli. - L’agenzia mi ha contestato compensi incassati su PayPal e piattaforme estere: come posso difendermi?
Occorre dimostrare che i compensi sono stati dichiarati e fatturati nell’anno di incasso, allegando estratti conto, fatture e report delle piattaforme. Se i pagamenti sono avvenuti tramite conti esteri, bisogna dimostrare che non erano occultati ma ricollegabili all’attività, richiamando il principio di cassa e la normativa sul transfer pricing. - L’Agenzia può utilizzare i miei post sui social come prova?
Sì. Le autorità possono acquisire screenshot dei post, dati pubblici dei follower e dei codici sconto per ricostruire i compensi percepiti o la continuità dell’attività. È quindi importante conservare la documentazione contrattuale e fiscale e mantenere coerenza tra le pubblicazioni e le fatture emesse. - Le spese per viaggi e cene con altri influencer sono deducibili?
Solo se strettamente inerenti all’attività professionale e supportate da documenti che provino la finalità di promozione o collaborazione. Le spese di rappresentanza sono deducibili entro i limiti fissati dal Tuir (1 % dei ricavi per i professionisti). Senza prova dell’inerenza, la deduzione può essere negata. - Posso dedurre integralmente l’abbigliamento?
Secondo la CGT Lombardia n. 468/2024, il vestiario è inerente ma, in mancanza di prova dell’uso esclusivo, la deducibilità è limitata al 50 % . È possibile sostenere una percentuale maggiore solo con documentazione che dimostri l’uso professionale (contratti con brand, abiti personalizzati non utilizzabili nella vita quotidiana). - Ho ricevuto un avviso di accertamento per omessa fatturazione: posso ottenere la riduzione delle sanzioni?
È possibile presentare un’istanza di accertamento con adesione entro i termini; l’accordo prevede la riduzione delle sanzioni a un terzo. In alternativa, la conciliazione giudiziale riduce le sanzioni al 40 % in primo grado. - Che differenza c’è tra l’accertamento con adesione e il ricorso?
L’adesione è una procedura consensuale con l’Agenzia che evita il contenzioso; consente sconti sulle sanzioni ma richiede il pagamento del tributo accertato. Il ricorso si propone al giudice e può portare all’annullamento totale dell’atto ma comporta costi e tempi maggiori. - Se non pago le rate della rottamazione quater riammessa, cosa succede?
Il mancato pagamento anche di una rata comporta la decadenza dal beneficio; si perde l’agevolazione e le sanzioni e gli interessi vengono ripristinati. Non sono ammesse ulteriori riammissioni per le stesse cartelle. - Posso fare domanda di rottamazione mentre è pendente un ricorso?
Sì, la domanda di definizione agevolata può riguardare anche carichi oggetto di contenzioso; tuttavia, l’accordo comporta la rinuncia al ricorso. È quindi necessario valutare con il proprio consulente quale via sia più conveniente. - Posso continuare a lavorare come influencer durante la procedura di sovraindebitamento?
Sì. Le procedure di sovraindebitamento non impediscono di proseguire l’attività, anzi è richiesto che il debitore mantenga o recuperi la capacità di produrre reddito. Il piano del consumatore o l’accordo di ristrutturazione possono prevedere il pagamento dei debiti mediante i futuri introiti derivanti dalle collaborazioni. - Che ruolo ha l’OCC nel piano del consumatore?
L’Organismo di composizione della crisi nomina un gestore (professionista) che assiste il debitore nella redazione del piano, verifica la veridicità dei dati e svolge funzioni di supervisione. L’OCC è un organo imparziale che garantisce trasparenza e tutela di tutte le parti coinvolte. - Posso chiedere un concordato preventivo biennale se sono un influencer in regime forfettario?
No. Il concordato preventivo biennale riguarda le imprese in regime semplificato o ordinario soggette agli indicatori ISA. I contribuenti forfettari sono esclusi, poiché il reddito è determinato in misura forfettaria. - Se pubblico contenuti per un brand straniero, devo pagare l’IVA in Italia?
Le prestazioni di servizi rese a committenti esteri possono essere non imponibili in Italia se il committente agisce come soggetto passivo stabilito in altro Paese UE o extra‑UE e si applicano le regole sulla territorialità dell’IVA. Occorre verificare il luogo di stabilimento del cliente e l’eventuale applicazione del reverse charge. - Quali sono le responsabilità penali dell’influencer?
Oltre ai reati fiscali di omesso versamento di ritenute e IVA, l’influencer può rispondere di dichiarazione infedele, emissione di fatture false o occultamento di proventi. Le pene comprendono multe e reclusione. È fondamentale tenere una contabilità corretta e consultare un professionista. - L’Agenzia può utilizzare i dati degli sponsor ottenuti dai social network?
Sì. In caso di accertamento, l’Agenzia può richiedere alle piattaforme social e ai marketplace i dati relativi ai pagamenti effettuati agli influencer; tali dati rientrano nella cooperazione internazionale e nel monitoraggio dei flussi finanziari. È quindi consigliabile dichiarare tutti i compensi, anche quelli ricevuti tramite carte prepagate o criptovalute. - Esistono sanatorie specifiche per le criptovalute?
La legge di bilancio 2023 ha introdotto la possibilità di regolarizzare le cripto‑attività pagando una imposta sostitutiva sul valore al 1° gennaio 2023 e un’aliquota ridotta sulle plusvalenze. Tuttavia, tali misure non sono permanentemente disponibili; occorre verificare annualmente eventuali proroghe. - Cosa succede se l’avviso di accertamento è notificato dopo il termine?
L’avviso notificato oltre i termini di decadenza è annullabile. È necessario eccepire la decadenza nel ricorso allegando la prova della data di ricezione. - È possibile chiedere la rateizzazione del debito in pendenza di ricorso?
Sì. Presentando domanda all’Agente della riscossione si può ottenere un piano di dilazione, purché non sia stata notificata già un’ipoteca o un pignoramento. L’accettazione della rateazione comporta la rinuncia a contestare le somme iscritte nel ruolo.
5. Simulazioni pratiche e casi reali
5.1 Esempio 1 – Fashion influencer con spese di abbigliamento
Scenario: Maria è una fashion influencer che nel 2024 ha fatturato 200 000 € (regime ordinario). La Guardia di finanza esegue una verifica e contesta l’indebita deduzione di 100 000 € per l’acquisto di abiti e accessori, considerati spese personali.
Analisi:
- Maria produce fatture intestate alla propria partita IVA, con indicazione del nome dell’evento e del brand per cui ha indossato i capi. Raccoglie screenshot dei post relativi ai vestiti e contratti che dimostrano l’obbligo di acquisto. Cita la sentenza CGT Lombardia n. 468/2024 che riconosce l’inerenza del vestiario . Tuttavia, ammette l’uso promiscuo.
- L’Agenzia si mostra disponibile all’adesione: propone di dedurre solo il 50 % dei costi, riducendo le sanzioni. Maria accetta l’accertamento con adesione, evitando il giudizio.
- Benefici: Maria paga 15 000 € di tributi aggiuntivi (anziché 25 000 €), sanzioni ridotte a un terzo e rateizzazione in 8 rate.
5.2 Esempio 2 – YouTuber con conti esteri
Scenario: Luca, un gamer su YouTube, riceve un avviso di accertamento per l’anno 2022. L’Agenzia contesta compensi per 150 000 € basandosi sui dati ricevuti dalla piattaforma e da PayPal; Luca aveva dichiarato solo 80 000 €.
Analisi:
- L’Agenzia produce documenti che dimostrano pagamenti accreditati su conti esteri. Luca sostiene che i restanti 70 000 € sono stati incassati l’anno successivo (2023) e che, secondo il principio di cassa, non vanno imputati al 2022. Alle istanze di contraddittorio, l’Agenzia aggiunge ulteriori contestazioni.
- Luca cita l’ordinanza Cassazione n. 287/2025 per ottenere ulteriori 60 giorni di tempo per replicare alle nuove contestazioni .
- Riesce a dimostrare con estratti conto che i pagamenti sono stati accreditati a gennaio 2023. La commissione accoglie parzialmente il ricorso: riduce i compensi imponibili del 2022 a 100 000 €, riconosce l’indebita imputazione e annulla le sanzioni. Luca paga la differenza e ottiene la rateizzazione.
5.3 Esempio 3 – Influencer aziendale e agenzia di commercio
Scenario: Un influencer stipula un contratto con una società di integratori che prevede la promozione stabile dei prodotti tramite i social, l’indicazione di un codice sconto personalizzato e un corrispettivo del 10 % sugli ordini procurati, oltre a 100 € per ogni contenuto pubblicato. Il contratto è a tempo indeterminato con preavviso di 15 giorni .
Analisi:
- L’Ispettorato del lavoro effettua un accertamento e, sulla base della sentenza del Tribunale di Roma n. 2615/2024, qualifica l’influencer come agente di commercio. Le prove indicano stabilità, continuità, remunerazione provvigionale e l’esistenza di un “territorio” rappresentato dalla comunità dei follower .
- L’influencer deve iscriversi all’Enasarco e versare i contributi previdenziali. La qualifica comporta l’applicazione delle norme sul rapporto di agenzia e la possibile trasformazione dei redditi da lavoro autonomo in redditi d’impresa.
- L’avvocato valuta se vi siano elementi per contestare l’inquadramento (assenza di obbligo di attività minima, autonomia nell’organizzazione, mancanza di esclusiva). Se le prove sono deboli, propone un accordo con l’Ente per regolarizzare la posizione e definire le contribuzioni.
6. Errori comuni e consigli pratici
- Non aprire la partita IVA quando i compensi diventano abituali. Operare come privato in presenza di ricavi significativi espone a recuperi di imposta e sanzioni fino al 120 % delle somme non dichiarate. Prima di raggiungere i 5 000 € annui di compensi occasionali è opportuno valutare l’apertura della partita IVA.
- Emettere fatture con dati errati (mancanza di natura e qualità dei servizi, numero progressivo non coerente). L’art. 21 del DPR 633/1972 impone requisiti specifici ; errori frequenti sono la mancata indicazione della ritenuta d’acconto o l’omessa indicazione del regime fiscale (forfettario o ordinario).
- Usare conti personali per incassare compensi. È essenziale avere un conto dedicato all’attività professionale per garantire la tracciabilità. I versamenti dai conti personali possono essere considerati ricavi non dichiarati se non giustificati.
- Confondere la promozione con l’intermediazione. Alcuni contratti includono clausole tipiche dell’agenzia commerciale (provvigioni, obblighi di promozione stabile, durata indeterminata). Una verifica legale evita sorprese previdenziali come l’obbligo di iscrizione all’Enasarco.
- Ignorare la notifica PEC. Molti atti sono notificati via PEC; la mancata consultazione equivale alla notifica perfezionata. È consigliabile impostare avvisi automatici o delegare la gestione della PEC a un professionista.
- Sottovalutare la prova della deducibilità dei costi. È necessario dimostrare l’inerenza e la congruità delle spese. Annotare su ogni fattura l’evento o la campagna di riferimento e conservare le prove (foto, video, accordi) aiuta a difendersi.
- Non partecipare al contraddittorio. Ignorare l’invito a presentare osservazioni impedisce di far valere le proprie ragioni e potrebbe pregiudicare la successiva difesa.
- Ricorrere senza chiedere la sospensione. Senza la sospensione, l’Agenzia può procedere alla riscossione nonostante il ricorso pendente. È importante presentare contestualmente l’istanza di sospensione.
- Affidarsi a consulenti non specializzati. L’attività di influencer presenta peculiarità fiscali e contrattuali; un’assistenza generica può portare a errori. È preferibile rivolgersi a professionisti con esperienza specifica nel settore digitale.
- Ignorare le opportunità di sanatoria. Periodicamente il legislatore introduce definizioni agevolate (rottamazioni, condoni, sanatorie per crypto). Parteciparvi può ridurre drasticamente i debiti e chiudere le pendenze.
7. Conclusione
L’attività di influencer richiede non solo creatività e capacità comunicativa ma anche una corretta gestione fiscale e previdenziale. La normativa italiana, in continua evoluzione, prevede obblighi specifici in materia di fatturazione, dichiarazioni e adempimenti contributivi. Gli accertamenti fiscali nei confronti degli influencer sono sempre più frequenti: l’Agenzia delle entrate utilizza le informazioni provenienti dai social network, dalle piattaforme di pagamento e dai modelli 770 dei clienti per rilevare eventuali omissioni. Le recenti pronunce giurisprudenziali mostrano una crescente attenzione alle peculiarità del settore, riconoscendo l’inerenza delle spese per il vestiario , il principio di cassa nella determinazione dei redditi e la distinzione tra attività di propaganda e agenzia commerciale .
Davanti a un avviso di accertamento, agire tempestivamente è fondamentale: esaminare l’atto, partecipare al contraddittorio preventivo, valutare la possibilità di accertamento con adesione o di definizioni agevolate e, se necessario, presentare ricorso. Le misure introdotte dalla riforma fiscale 2023‑2024 – come l’estensione del contraddittorio obbligatorio, la riforma dell’accertamento con adesione e la riapertura della rottamazione “quater” – offrono nuove opportunità di difesa e di regolarizzazione.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff di avvocati e commercialisti offrono un’assistenza completa e personalizzata: dall’analisi dell’atto alla predisposizione delle osservazioni, dalla negoziazione con l’Agenzia alla difesa in giudizio, fino alla gestione delle procedure di sovraindebitamento e composizione negoziata. La loro esperienza pluriennale nel diritto tributario e bancario e le qualifiche – avvocato cassazionista, gestore della crisi da sovraindebitamento, professionista fiduciario di un OCC ed esperto negoziatore della crisi d’impresa – garantiscono un approccio professionale e risolutivo.
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