Accertamento fiscale a una sala slot: come difendersi subito e bene

Introduzione

L’attenzione del Fisco verso le sale slot, sale VLT (video lottery terminals) e sale giochi è in continuo aumento. Questi esercizi, in quanto luoghi in cui vengono offerti giochi a vincita in denaro, ricadono nella riserva statale e sono soggetti a un regime fiscale e autorizzatorio peculiare. Oltre alle imposte ordinarie sui redditi e sull’IVA (per le operazioni che non rientrano nell’esenzione), le sale slot devono versare il prelievo erariale unico (PREU) disciplinato dagli artt. 39 e 39‑quater del D.L. 269/2003 e s.m.i., un tributo calcolato sulle somme giocate e destinato alle casse dello Stato.

Quando l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) o l’Agenzia delle Entrate riscontrano anomalie nei dati trasmessi dalle macchine, discordanze nei conti o irregolarità nella contabilità, possono notificare un avviso di accertamento per recuperare le imposte e il PREU ritenuti evasi. Negli ultimi anni i controlli sono aumentati e la giurisprudenza di legittimità ha affinato i criteri per valutare la legittimità delle pretese erariali. Ad esempio, la Corte di cassazione ha chiarito che, nel calcolo del PREU, non è ammessa una presunzione assoluta (“iuris et de iure”) delle giocate: il concessionario o l’esercente possono dimostrare che le slot erano chiuse e non generavano ricavi nei giorni contestati .

Le conseguenze di un accertamento possono essere pesanti: oltre al recupero del tributo si applicano sanzioni e interessi e, se l’atto non viene impugnato o definito in tempo, l’importo diventa definitivo e la riscossione coattiva può portare a pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche o chiusura dell’attività. Per questo è fondamentale conoscere i propri diritti e le strategie difensive offerte dall’ordinamento.

In questa guida, aggiornata a dicembre 2025, troverai una panoramica completa sul regime fiscale delle sale slot e sulle procedure di accertamento, con un focus pratico su come difendersi efficacemente. Verranno analizzati le norme più rilevanti (dalle leggi sul PREU al D.P.R. 600/1973 e al D.P.R. 633/1972), le pronunce più recenti di Cassazione, Corte costituzionale e Commissioni tributarie, e gli strumenti deflattivi del contenzioso (adesione, rottamazione, accordi di ristrutturazione dei debiti, piano del consumatore, esdebitazione).

Presentazione dell’avv. Giuseppe Angelo Monardo e del suo staff

L’avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista e Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia. Dirige uno studio multidisciplinare composto da avvocati e commercialisti esperti in diritto tributario e bancario, che seguono i clienti su tutto il territorio nazionale. L’avv. Monardo:

  • coordina professionisti con competenze specifiche nella difesa da accertamenti fiscali, contenzioso tributario e procedure esecutive;
  • è fiduciario di un OCC – Organismo di composizione della crisi e Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, con esperienza nella gestione di piani di risanamento e accordi di ristrutturazione;
  • offre consulenze personalizzate per analizzare gli avvisi di accertamento, predisporre ricorsi, chiedere sospensioni giudiziali, avviare trattative con l’Amministrazione finanziaria e predisporre piani di rientro o procedure di sovraindebitamento.

Grazie alla sinergia tra avvocati tributaristi, commercialisti ed esperti del settore dei giochi, lo studio offre un’assistenza completa agli esercenti di sale slot, dalle verifiche preliminari fino alla difesa in giudizio o alla negoziazione di soluzioni stragiudiziali.

Contatta subito l’avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata sulle tue problematiche fiscali.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 La disciplina delle sale slot e il prelievo erariale unico (PREU)

L’organizzazione e l’esercizio dei giochi pubblici, comprese slot machine (AWP) e videolottery (VLT), sono riservati allo Stato. La Corte costituzionale ha ribadito che la riserva statale trova fondamento nell’esigenza di tutelare l’ordine pubblico e prevenire il gioco patologico; tale riserva è esercitata mediante concessioni rilasciate dall’ADM . La principale fonte normativa per il tributo dovuto sulle giocate è l’art. 39 del D.L. 269/2003:

  • Art. 39, comma 13, D.L. 269/2003 istituisce il prelievo erariale unico (PREU) sulle somme giocate con gli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, T.U.L.P.S.. Le aliquote sono state progressivamente aumentate (13,5% in origine; 19,6% dal 1° gennaio 2023 per le AWP e 6,6% per le VLT) .
  • Art. 39-quater, D.L. 269/2003, introdotto nel 2009, regola la responsabilità per il mancato versamento del PREU. Secondo la versione vigente, il principale obbligato è l’autore della violazione (chi manipola le macchine o sottrae le somme); concessionari, gestori, esercenti e proprietari delle sale rispondono solidalmente solo se l’autore non è identificabile .
  • Nel 2021 le Sezioni Unite penali della Cassazione hanno qualificato il PREU come un tributo sul consumo. Il concessionario è “agente contabile” per conto dello Stato: se trattiene le somme commette il reato di peculato .
  • La Corte costituzionale, con sentenza 104/2025, ha dichiarato l’incostituzionalità del divieto (art. 7, comma 3‑quater, D.L. 158/2012) che vietava di mettere a disposizione nei pubblici esercizi computer collegati a piattaforme di gioco online, ritenendolo sproporzionato e lesivo della libertà d’impresa . La decisione incide sul quadro regolatorio delle sale giochi, confermando la necessità di bilanciare tutela della salute e libertà economica.

Inoltre, il D.P.R. 633/1972 prevede l’esenzione dall’IVA per le operazioni relative all’esercizio di lotterie, giochi e altre scommesse autorizzate. La Cassazione ha stabilito che questa esenzione si applica anche alle relazioni tra concessionario e gestori di AWP/VLT per la raccolta delle giocate, ma non alle prestazioni che esulano dalla raccolta (es. locazione degli spazi), che restano assoggettate all’IVA .

1.2 Le norme generali sull’accertamento tributario

Le imposte sui redditi e l’IVA dovute dalle sale slot, così come il PREU, sono accertate secondo le regole generali dei D.P.R. 600/1973 (imposte sui redditi) e D.P.R. 633/1972 (IVA). Le principali disposizioni da considerare sono:

NormaOggettoPrincipi chiave
Art. 32 D.P.R. 600/1973Potere dell’Ufficio di richiedere dati, notizie e chiarimenti e di utilizzare i risultati di indagini bancarieSe il contribuente non produce la documentazione richiesta, gli elementi sono utilizzabili solo se erano stati richiesti con invito; la Corte costituzionale ha sollevato questioni di legittimità sulla preclusione assoluta della prova tardiva .
Art. 39 D.P.R. 600/1973Accertamento induttivoConsente all’Ufficio di determinare induttivamente i redditi quando il contribuente non tiene o non esibisce le scritture contabili. Nel caso degli apparecchi da gioco, l’ADM ricostruisce il volume delle giocate sulla base dei dati telematici; tuttavia il contribuente può fornire prove contrarie (es. giorni di chiusura) .
Art. 33 D.P.R. 600/1973Accertamento d’ufficio in caso di omessa dichiarazioneIn caso di mancata dichiarazione, l’Ufficio può procedere senza contraddittorio; l’accertamento è integrativo rispetto al PREU.
Art. 36-ter D.P.R. 600/1973Controlli formaliL’Agenzia può correggere errori materiali nelle dichiarazioni; il contribuente può fornire documenti entro 30 giorni dalla richiesta.
Art. 52 D.P.R. 633/1972Accessi, ispezioni e verifiche per l’IVAStabilisce le modalità e i limiti dei poteri ispettivi.
L. 212/2000 – Statuto del contribuenteDiritti e garanzie del contribuentePrevede il contraddittorio preventivo: l’Ufficio deve concedere 60 giorni al contribuente per presentare osservazioni dopo il verbale di constatazione. La Cassazione ha chiarito nel 2025 che se, durante tale confronto, l’Ufficio formula nuovi rilievi, il termine di 60 giorni decorre da quando il contribuente ne ha conoscenza .

Le norme si coordinano con il D.Lgs. 218/1997 (accertamento con adesione) e il D.Lgs. 546/1992 (processo tributario), che disciplinano le procedure per definire o impugnare gli avvisi. In tema di giochi, l’ADM è competente per i profili amministrativi, ma la riscossione è gestita dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (ADER).

1.3 Giurisprudenza recente su accertamento e sale slot

Oltre alla normativa, la giurisprudenza costituisce una guida preziosa per impostare la difesa. Di seguito le pronunce più significative fino a dicembre 2025:

Corte / AnnoPrincipio espressoRiferimenti
Cass. civ. ord. 23840/2019L’art. 39‑quater D.L. 269/2003 stabilisce che il principale debitore del PREU è l’autore della violazione (es. chi manomette le slot). Concessionari e gestori sono responsabili in solido solo se l’autore è ignoto; diversamente sono condebitori ma non obbligati principali .Cassazione 23840/2019
Cass. Sez. Unite penali 6887/2021Il PREU è un’imposta sul consumo; il concessionario che trattiene le somme commette peculato .Cassazione SU 6887/2021
Cass. 1735/2023 e Cass. 5586/2023 (indagini bancarie)Nel ricostruire ricavi in base a dati bancari ex art. 32 D.P.R. 600/1973, l’Ufficio deve riconoscere una deduzione forfettaria dei costi per rispettare il principio di capacità contributiva .Cassazione 2023
Cass. ord. 287/2025In materia di contraddittorio preventivo ex art. 12, comma 7, L. 212/2000, se l’Ufficio formula nuovi rilievi dopo la comunicazione del verbale di constatazione, il termine di 60 giorni per presentare osservazioni decorre dalla comunicazione dei nuovi rilievi .Cassazione 287/2025
Cass. 9549/2025 (piano del consumatore)L’art. 8, comma 4, L. 3/2012 consente di prevedere nei piani del consumatore una moratoria fino a un anno per i creditori privilegiati; il termine non è finale ma segna l’inizio del periodo di pagamento . La Cassazione ha escluso l’analogia col concordato preventivo e ha ribadito che i creditori non votano il piano .Cassazione 9549/2025
Corte cost. 104/2025Dichiara incostituzionali l’art. 7, comma 3‑quater, D.L. 158/2012 e l’art. 1, comma 923, L. 208/2015 che vietavano ai pubblici esercizi di mettere a disposizione computer connessi alla rete per giochi online; il divieto era sproporzionato e lesivo della libertà d’impresa .Corte cost. 104/2025
Commissione Tributaria regionale Sicilia, sentenza 2024Annulla l’accertamento su ricavi da slot perché l’ADM aveva utilizzato dati statistici senza dimostrare che le macchine funzionavano e non aveva instaurato il contraddittorio; secondo la Commissione, il contribuente ha diritto a contestare i dati e provare la chiusura della sala .CTR Sicilia 2024
Giudice di pace di Frosinone, 2024Riconosce l’esenzione IVA sulle somme riscosse dagli esercenti di sale slot per conto del concessionario, ribadendo che l’attività rientra nella riserva di Stato; la locazione di spazi non rientra invece nell’esenzione .Giudice di pace Frosinone 2024

Questa rassegna mostra come le Corti valorizzino il diritto di difesa del contribuente e la necessità di basare gli accertamenti su dati attendibili. In particolare, la Cassazione ha ribadito che la determinazione del PREU su base induttiva deve ammettere la prova contraria (es. giorni di chiusura) e che il mancato rispetto del contraddittorio può invalidare l’atto.

2. Procedura dell’accertamento fiscale per una sala slot

Ricevere un avviso di accertamento per PREU, IVA o imposte sui redditi è un evento delicato. Conoscere la sequenza procedimentale, i termini e i diritti del contribuente è essenziale per non commettere errori.

2.1 Accessi, ispezioni e verbale di constatazione

  1. Accesso e verifica – L’ADM o l’Agenzia delle Entrate possono eseguire accessi presso la sala slot per controllare le macchine, acquisire i dati delle giocate, verificare le autorizzazioni di pubblica sicurezza (art. 110 T.U.L.P.S.) e prelevare la contabilità. Gli ispettori devono essere muniti di autorizzazione e devono consegnare un ordine di servizio. Per l’IVA, gli accessi sono disciplinati dall’art. 52 D.P.R. 633/1972.
  2. Processo verbale di constatazione (PVC) – Al termine della verifica viene redatto un verbale che descrive le operazioni svolte e i rilievi: ad esempio, mancata trasmissione dei dati telematici, alterazione dei contatori, differenze fra importi inseriti e restituiti, manomissioni. Il verbale va notificato al contribuente. In base all’art. 12, comma 7, L. 212/2000, dalla consegna del PVC decorre un termine di 60 giorni per inviare osservazioni e documenti. Se l’Ufficio formula nuovi rilievi, il termine decorre dalla loro comunicazione .
  3. Contraddittorio – Durante il termine dilatorio il contribuente può fornire documentazione integrativa, spiegare i motivi delle presunte irregolarità (es. slot spente per guasti, chiusura della sala, errori di sistema) e chiedere la rettifica del verbale. La mancata instaurazione del contraddittorio o l’emissione dell’avviso prima del decorso dei 60 giorni può comportare l’illegittimità dell’atto .

2.2 Notifica dell’avviso di accertamento

L’avviso di accertamento contiene gli imponibili recuperati e le sanzioni. Per le sale slot esso può riguardare:

  • Recupero del PREU sulla base di ricostruzioni induttive delle giocate; l’ADM può assumere come base i valori di “pay-out” standard (percentuale minima di restituzione) e i totali incassati. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la ricostruzione induttiva non può diventare una presunzione assoluta: l’esercente può dimostrare, ad esempio, che la sala era chiusa in determinati giorni .
  • IVA su operazioni non esenti: locazione di spazi alla società proprietaria delle macchine, somministrazione di cibo e bevande, vendita di gadget.
  • Imposte sui redditi – Redditi d’impresa ricostruiti tramite indagini bancarie o riscontri contabili. La Cassazione ha affermato che, nelle verifiche basate su movimenti bancari, l’Ufficio deve riconoscere al contribuente una deduzione forfettaria dei costi sostenuti per produrre il reddito .

L’avviso deve essere motivato e indicare le ragioni dell’accertamento, i periodi d’imposta, le norme violate e i criteri di calcolo. È notificato a mezzo posta certificata (PEC) o raccomandata A/R all’indirizzo del contribuente, oppure tramite messo notificatore.

2.3 Termini per impugnare o definire l’avviso

AttoTerminiRiferimento normativo
Avviso di accertamentoIl ricorso va proposto entro 60 giorni dalla notifica all’organo giudiziario tributario competente (Commissione tributaria provinciale). In alternativa, entro lo stesso termine si può aderire alla definizione agevolata prevista dal D.Lgs. 218/1997 o presentare un’istanza di accertamento con adesione.Art. 21 D.Lgs. 546/1992 – Termini per il ricorso
Invito al contraddittorioIl contribuente ha 60 giorni per presentare osservazioni e documenti dopo la notifica del PVC .Art. 12, comma 7, L. 212/2000
Cartella di pagamento (PREU o imposte)Se l’avviso è diventato definitivo o è stato iscritto a ruolo, il termine per proporre ricorso è di 60 giorni dalla notifica della cartella; se la cartella è stata preceduta da accertamento esecutivo (art. 29 D.L. 78/2010), il termine per impugnare coincide con quello dell’avviso esecutivo.Art. 19 D.Lgs. 546/1992
Sospensione dell’esecuzioneIl contribuente può chiedere al giudice tributario la sospensione dell’esecutività dell’atto presentando un’istanza motivata, dimostrando il periculum (danno grave e irreparabile) e il fumus boni iuris.Art. 47 D.Lgs. 546/1992

2.4 Metodi di accertamento nelle sale slot

1. Accertamento analitico – Basato sull’esame dettagliato della contabilità della sala slot: registri IVA, corrispettivi, incassi dei cambiamonete, fatture dei gestori delle macchine, canoni di locazione. Se le scritture sono corrette e attendibili, l’Ufficio può procedere solo con rettifiche specifiche.

2. Accertamento analitico-induttivo – Quando la contabilità presenta irregolarità, l’Ufficio integra i dati con presunzioni semplici (ad esempio, rapporto tra monete inserite e importi restituiti, margine medio delle slot, coefficienti di resa). La Corte di cassazione ha riconosciuto che anche nel cd. “accertamento bancario” basato su versamenti e prelevamenti sul conto occorre riconoscere i costi presunti per rispettare la capacità contributiva .

3. Accertamento induttivo puro – Applicato in casi estremi (omessa o inattendibile contabilità); l’Ufficio ricostruisce il reddito prescindendo dalle scritture, basandosi su elementi esterni (n° slot installate, incasso medio per macchina, orari di apertura). Nel settore dei giochi, l’art. 39‑quater consente di utilizzare dati statistici e parametri di rendimento, ma la Cassazione ha escluso la presunzione assoluta: l’esercente può provare giorni di inattività .

4. Accertamento sintetico – Ricostruisce il reddito sulla base delle spese personali del contribuente (redditometro); difficilmente si applica direttamente alle società che gestiscono sale slot, ma può interessare i soci.

3. Difese e strategie legali: come reagire

Ricevere un avviso di accertamento non significa che la pretesa sia inevitabile. Esistono molteplici strategie difensive per ridurre o annullare gli importi richiesti. Di seguito analizziamo le principali.

3.1 Analisi preliminare dell’atto

Prima di intraprendere qualsiasi azione è necessario analizzare attentamente l’avviso. La verifica comprende:

  • Controllo della notifica: è stata effettuata correttamente via PEC o mediante messo? L’indirizzo è quello dell’esercente? Un vizio di notifica può rendere nullo l’atto.
  • Verifica della motivazione: l’atto deve esplicitare le ragioni, i criteri di calcolo e le prove a supporto. L’assenza di motivazione è causa di nullità.
  • Osservanza del contraddittorio: l’Ufficio ha rispettato il termine di 60 giorni? Se sono stati formulati nuovi rilievi, è stato concesso un nuovo termine? In difetto, la Cassazione ritiene l’avviso illegittimo .
  • Verifica del periodo e della prescrizione: per le imposte sui redditi l’accertamento deve essere notificato, salvo proroghe, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione (ottavo anno in caso di omessa dichiarazione); per il PREU e per l’IVA vigono termini analoghi.

3.2 Prova contraria e documentazione

Nei casi di accertamento induttivo la migliore difesa è fornire prove contrarie che smontino le presunzioni dell’Ufficio. Ciò può includere:

  • Calendario di apertura della sala: registri degli orari, ferie, giorni di chiusura per guasti alle macchine o normative regionali (ad es. limiti orari).
  • Documentazione tecnica: certificazioni di manutenzione, verbali di intervento dei tecnici, documenti che provano la disattivazione degli apparecchi.
  • Conteggi alternativi: analisi dei contatori delle slot e confronto con i dati ADM; rideterminazione del pay-out effettivo; dimostrazione di incassi inferiori.
  • Copia delle comunicazioni con il concessionario o l’operatore telematico; se il malfunzionamento è imputabile al sistema centrale, il soggetto non può essere considerato responsabile principale .
  • Prova dei costi: nel caso di accertamenti fondati su versamenti bancari, occorre documentare le spese sostenute (canoni di noleggio, bollette, stipendi) per ottenere la deduzione forfettaria riconosciuta dalla Cassazione .

3.3 Impugnazione dell’avviso

Se l’avviso presenta vizi o non si condivide la ricostruzione, il contribuente può proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado (CGT) entro 60 giorni. La difesa può eccepire:

  1. Nullità per difetto di motivazione.
  2. Mancato rispetto del contraddittorio.
  3. Errata qualificazione del PREU o applicazione di aliquote sbagliate.
  4. Erronea determinazione dei ricavi e mancata considerazione dei periodi di chiusura.
  5. Errata applicazione dell’IVA: rivendicare l’esenzione per la raccolta delle giocate .
  6. Violazione del principio di capacità contributiva: contestare la mancata deduzione dei costi .

È consigliabile presentare contestualmente un’istanza di sospensione dell’esecutività (art. 47 D.Lgs. 546/1992) allegando documenti che dimostrino il danno grave e irreparabile che deriverebbe dalla riscossione immediata.

3.4 Accertamento con adesione e mediazione

Il D.Lgs. 218/1997 introduce l’istituto dell’accertamento con adesione, che consente al contribuente di definire le controversie con un accordo, beneficiando della riduzione delle sanzioni a un terzo e del pagamento rateale. Nel dettaglio:

  • Proposta – Dopo il contraddittorio, l’Ufficio può inviare un invito a comparire per formulare una proposta di adesione; in alternativa, il contribuente può presentare un’istanza di accertamento con adesione entro il termine di impugnazione.
  • Congruità – In sede di adesione si può discutere i criteri di ricostruzione del reddito, ottenere il riconoscimento di costi, ridurre i periodi di presunzione. È possibile definire il PREU sulla base dei dati effettivi.
  • Rinuncia al contenzioso – Con la sottoscrizione dell’atto di adesione il contribuente rinuncia al ricorso e paga le somme dovute entro 20 giorni (con possibilità di rateazione).

Per gli avvisi con valore non superiore a 50.000 euro è prevista la mediazione tributaria (art. 17-bis D.Lgs. 546/1992). Il ricorso deve essere preceduto da un’istanza di mediazione, che offre ulteriori margini di conciliazione.

3.5 Definizioni agevolate e rottamazioni

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse misure di “pace fiscale”. Al dicembre 2025 sono previste o ancora in corso:

  • Rottamazione quater (Legge 197/2022) – Consente di estinguere i carichi affidati all’ADER fra il 2000 e il 30 giugno 2022 pagando solo imposta e PREU senza sanzioni e interessi di mora. Chi è decaduto dalla rottamazione quater può essere riammesso pagando le rate scadute entro aprile 2025 (rinvio del termine nella legge 15/2025).
  • Rottamazione quinquies (Legge di bilancio 2026) – Annunciata dal governo e prevista per i ruoli dal 2000 al 2023; la domanda dovrà essere presentata entro 30 aprile 2026 e le rate partiranno a luglio 2026 . Non potranno aderire coloro che non hanno rispettato i pagamenti della precedente rottamazione quater .
  • Stralcio dei mini-debiti – Periodicamente sono state introdotte norme per lo stralcio automatico dei carichi fino a 1.000 euro (es. art. 1, comma 222, L. 197/2022), ma al 2025 non sono previste nuove cancellazioni automatiche per il PREU.

Le rottamazioni consentono di chiudere la partita senza contenzioso, ma non sempre convengono: occorre valutare se l’accertamento è infondato e se le sanzioni ridotte sono comunque troppo elevate.

3.6 Piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e esdebitazione (Legge 3/2012 e Codice della Crisi)

Quando l’esercente è una persona fisica o una piccola società e il debito fiscale diventa insostenibile, può accedere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento. La Legge 3/2012 (ora assorbita nel Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza – CCI D.Lgs. 14/2019) offre tre strumenti:

  1. Piano del consumatore – Destinato ai debitori-consumatori che non svolgono attività d’impresa. Consente di proporre ai creditori (compreso il Fisco) un piano di pagamento parziale con eventuale moratoria fino a un anno per i creditori privilegiati. La Cassazione ha affermato nel 2025 che il termine di un anno previsto dall’art. 8, comma 4, L. 3/2012 è l’inizio del periodo di pagamento e non un limite finale ; il creditore privilegiato non vota e può contestare il piano solo se la soddisfazione è inferiore all’alternativa liquidatoria . Con l’entrata in vigore del CCI, il termine massimo di moratoria sale a due anni (art. 67, comma 4, CCI), ma resta identica la disciplina per la mancanza di voto.
  2. Concordato minore (ex accordo di ristrutturazione dei debiti) – Rivolto agli imprenditori commerciali sotto la soglia di fallibilità e ai professionisti. Permette di ottenere la falcidia dei debiti fiscali con l’approvazione dei creditori e la successiva omologa del tribunale. L’eventuale rateazione e riduzione delle imposte richiede il parere dell’ADM.
  3. Liquidazione controllata – Quando il debitore non ha la capacità di proporre un piano, i beni vengono liquidati e il debitore ottiene l’esdebitazione al termine della procedura. La esdebitazione dell’incapiente è concessa se il debitore dimostra di aver cooperato in buona fede e di non possedere beni o redditi sufficienti . La Cassazione ha chiarito che l’esdebitazione non è automatica e va valutata caso per caso .

Le procedure di sovraindebitamento sono complesse; l’avv. Monardo, in qualità di Gestore della crisi e Esperto negoziatore della crisi d’impresa, può assistere i debitori nella redazione della proposta, nella negoziazione con l’ADM e nella rappresentanza in Tribunale.

4. Strumenti alternativi: sospensioni, autotutela, rateazioni

Oltre al ricorso e agli istituti deflattivi, esistono altri strumenti utili a gestire l’accertamento e ridurne gli effetti:

  • Sospensione amministrativa – Il contribuente può chiedere all’ADM la sospensione dell’esecuzione in attesa della decisione sull’istanza di adesione o di annullamento. Tale sospensione è discrezionale.
  • Autotutela – Il contribuente può presentare un’istanza di annullamento in autotutela quando l’avviso è palesemente infondato (es. doppia imposizione, errore materiale). L’Ufficio può annullare o modificare l’atto anche oltre i termini di impugnazione.
  • Rateazione del debito – Sia in fase di accertamento con adesione sia dopo la cartella, è possibile chiedere una rateazione fino a 72 rate (per importi elevati e situazioni di temporanea difficoltà). Il mancato pagamento di 5 rate determina la decadenza.
  • Ravvedimento operoso – Prima della notifica dell’avviso, il contribuente può regolarizzare spontaneamente versando imposta, sanzioni ridotte e interessi. Non applicabile al PREU ma utile per IVA e imposte dirette.

5. Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare il contraddittorio – Molti contribuenti trascurano di inviare osservazioni entro 60 giorni dal PVC. Questo è un grave errore: il contraddittorio è l’occasione per far valere la propria versione e produrre documenti.
  2. Non verificare la notifica – Spesso gli avvisi sono notificati a indirizzi sbagliati o a società cessate. Controllare la regolarità della notifica può essere decisivo per eccepire la nullità.
  3. Sottovalutare l’onere della prova – In caso di accertamento induttivo, l’onere di provare la chiusura della sala o i costi deducibili spetta al contribuente. È essenziale conservare documenti, registri e fatture.
  4. Aderire a occhi chiusi alle rottamazioni – Le definizioni agevolate riducono sanzioni e interessi ma non cancellano l’imposta e il PREU. A volte è più vantaggioso impugnare l’avviso e ottenere l’annullamento totale.
  5. Trascurare le procedure di sovraindebitamento – Per i titolari di sale slot travolti dai debiti, la Legge 3/2012 offre una via d’uscita. Molti non la conoscono o pensano sia riservata ai privati: al contrario può essere applicata anche agli imprenditori sotto soglia.
  6. Affidarsi a consulenti non specializzati – La normativa sui giochi e sul PREU è peculiare; servono professionisti con esperienza in questo settore e conoscenza degli ultimi orientamenti giurisprudenziali. L’avv. Monardo e il suo team seguono costantemente gli aggiornamenti normativi e giurisprudenziali e sono in grado di predisporre strategie su misura.

6. Tabelle riepilogative

6.1 Norme rilevanti per le sale slot e apparecchi da gioco

NormaContenutoPunti chiave
Art. 110 T.U.L.P.S. (R.D. 773/1931)Regola l’installazione e l’uso degli apparecchi da intrattenimento; autorizza le AWP (amusement with prize) e VLT.Le sale devono ottenere licenza di pubblica sicurezza dal Questore; gli apparecchi devono essere collegati alla rete ADM.
Art. 39 e 39‑quater D.L. 269/2003Introduce il PREU sulle somme giocate; fissa le aliquote; definisce i soggetti responsabili e le modalità di riscossione .Aliquote 2025: 19,6% per AWP, 6,6% per VLT; responsabilità primaria dell’autore della violazione .
Art. 10, comma 1, n. 6 D.P.R. 633/1972Esenzione IVA per operazioni relative a lotterie, giochi e scommesse.Applicabile anche ai rapporti tra concessionario e esercente per la raccolta delle giocate; non esenta i servizi accessori (es. locazione spazi) .
Art. 12, comma 7, L. 212/2000Contraddittorio preventivo dopo il PVC: 60 giorni per presentare osservazioni.Il termine decorre dai nuovi rilievi se l’Ufficio modifica le contestazioni .
Art. 32 D.P.R. 600/1973Invito a esibire documenti e accertamento bancario.La preclusione alla prova tardiva è oggetto di scrutinio costituzionale; la Corte cost. ha valutato l’illegittimità parziale del divieto .
L. 3/2012 e D.Lgs. 14/2019 (CCI)Procedure di sovraindebitamento: piano del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata.Consentono di ristrutturare o liquidare il debito, con possibile esdebitazione.

6.2 Termini di decadenza e impugnazione

ProcedimentoTerminiNote
Osservazioni al PVC60 giorni dalla consegna del verbale; se vengono comunicati nuovi rilievi, il termine decorre da questa comunicazione .Obbligatorio per preservare il diritto di difesa.
Ricorso contro l’avviso di accertamento60 giorni dalla notifica (termine prorogato di 90 giorni se è necessario esperire mediazione tributaria).È possibile chiedere sospensione dell’esecutività.
Definizione con adesioneIstanza entro il termine di impugnazione; pagamento entro 20 giorni dall’atto di adesione.Riduzione a un terzo delle sanzioni; rateazione fino a 8 rate trimestrali.
Rottamazione quaterRate in scadenza fino al 30 aprile 2025 per coloro che sono decaduti ma sono stati riammessi .Strumento di definizione dei carichi pre-2022.
Rottamazione quinquiesDomanda entro 30 aprile 2026; prima rata al 31 luglio 2026 e piani fino al 2035 .Non vi possono aderire i decaduti della rottamazione quater .

6.3 Strumenti difensivi e benefici

StrumentoVantaggiSvantaggi
RicorsoPossibilità di ottenere annullamento totale o parziale; sospensione dell’atto; recupero integrale del diritto.Costi legali; durata del contenzioso; rischio soccombenza.
Accertamento con adesioneSanzioni ridotte a 1/3; pagamento rateale; definizione rapida.Rinuncia al contenzioso; accettazione della base imponibile proposta dall’Ufficio.
Mediazione/ConciliazioneSanzioni ridotte; costi contenuti; tempi brevi.Applicabile solo entro 50.000 euro; richiede concessioni reciproche.
RottamazioneEliminazione sanzioni e interessi di mora; rateazioni lunghe.Non annulla l’imposta; preclude il ricorso; può essere esclusa per i decaduti.
Piano del consumatore / accordoRiduzione e falcidia dei debiti; esdebitazione finale; protezione da azioni esecutive.Procedura complessa; necessita dell’assistenza di un Gestore della crisi; possibile opposizione dei creditori.
Esdebitazione dell’incapienteCancella i debiti residui quando il debitore è incapiente .Concessa solo in caso di buona fede e assenza di patrimonio; valutazione discrezionale del giudice .

7. Domande frequenti (FAQ)

  1. Quali sono le imposte specifiche per una sala slot?
    Oltre alle imposte sui redditi (IRES per le società, IRPEF per ditte individuali) e all’IVA sulle operazioni non esenti, le sale slot versano il PREU sulle somme giocate. La Cassazione ha definito il PREU come un’imposta sul consumo .
  2. Il PREU si paga anche nei giorni di chiusura della sala?
    No. Secondo la Cassazione, l’ADM non può presumere che le slot abbiano funzionato nei giorni di chiusura; l’esercente può dimostrare l’assenza di attività producendo calendari e prove .
  3. Le somme ricevute dal concessionario per la raccolta delle giocate sono soggette a IVA?
    No, le operazioni relative all’esercizio dei giochi autorizzati sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 6 D.P.R. 633/1972; l’esenzione si estende ai rapporti tra concessionario e gestore . Sono invece imponibili le prestazioni diverse dalla raccolta (locazione, somministrazione di bevande).
  4. Entro quanto tempo posso presentare ricorso contro l’avviso di accertamento?
    Entro 60 giorni dalla notifica; se è necessario esperire la mediazione tributaria, il termine è sospeso per 90 giorni. La scadenza deve essere rispettata pena l’inammissibilità del ricorso.
  5. Cosa succede se non rispondo al processo verbale di constatazione?
    Perdi l’opportunità di fornire spiegazioni e documenti; l’Ufficio può emettere l’avviso senza considerare la tua versione. Il contraddittorio preventivo è un diritto previsto dall’art. 12 L. 212/2000.
  6. È possibile contestare l’avviso se la notifica è stata effettuata via PEC ma all’indirizzo sbagliato?
    Sì. La notifica via PEC è valida solo se inviata all’indirizzo PEC risultante dai pubblici registri; se l’indirizzo è errato o inattivo, la notifica è nulla.
  7. Posso ottenere la sospensione immediata dell’avviso per evitare pignoramenti?
    È possibile chiedere la sospensione dell’esecutività al giudice tributario (art. 47 D.Lgs. 546/1992) dimostrando che l’atto è illegittimo e che la riscossione causerebbe un danno grave e irreparabile. La sospensione può essere concessa anche in pendenza di accertamento con adesione.
  8. Cosa comporta aderire alla rottamazione quater?
    Si pagano solo l’imposta e il PREU senza sanzioni e interessi; i pagamenti avvengono in 18 rate (proroga al 2025 per i decaduti). Tuttavia si rinuncia a impugnare l’accertamento e l’importo non può essere più contestato.
  9. Cos’è la rottamazione quinquies?
    È una nuova definizione agevolata che partirà nel 2026. Consentirà di regolarizzare i carichi affidati all’ADER fino al 31 dicembre 2023. La domanda dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2026 e le rate si estenderanno fino al 2035 .
  10. Se aderisco all’accertamento con adesione, posso rateizzare l’importo?
    Sì, è possibile rateizzare fino a 8 rate trimestrali (o fino a 12 per importi superiori a 50.000 euro). La prima rata deve essere versata entro 20 giorni dalla firma.
  11. È possibile annullare l’avviso in autotutela?
    L’Ufficio può annullare l’avviso in autotutela in presenza di errori evidenti (es. doppia imposizione, errata identificazione del contribuente). Occorre presentare un’istanza motivata ma non si ha diritto all’accoglimento.
  12. Che differenza c’è tra piano del consumatore e concordato minore?
    Il piano del consumatore è riservato ai debitori non imprenditori; non richiede il voto dei creditori ma consente una moratoria e la falcidia parziale . Il concordato minore (ex accordo di ristrutturazione) si rivolge a imprenditori e professionisti sotto soglia; richiede l’approvazione dei creditori e prevede la votazione. Entrambe le procedure possono portare all’esdebitazione.
  13. Che cos’è l’esdebitazione dell’incapiente?
    È l’istituto che consente al debitore incapiente di ottenere la cancellazione dei debiti residui al termine della liquidazione controllata. La Cassazione ha precisato che è concessa solo se il debitore agisce in buona fede e prova la propria incapienza .
  14. L’avviso di accertamento può essere impugnato anche per vizi penali?
    Se dalle contestazioni emerge un’ipotesi di appropriazione del PREU, il gestore può essere indagato per peculato; tuttavia la procedura fiscale prosegue separatamente. L’avviso può essere contestato in sede tributaria mentre la responsabilità penale sarà valutata in sede penale .
  15. Come documentare i costi quando l’accertamento si basa su movimenti bancari?
    Occorre dimostrare che i prelievi o i versamenti bancari contestati sono utilizzati per pagare fornitori, stipendi, affitti. La Cassazione ha imposto di riconoscere una deduzione forfettaria dei costi anche negli accertamenti bancari ; perciò è importante allegare fatture e contratti.
  16. Posso chiedere il rimborso del PREU versato in eccesso?
    Sì, se si dimostra che l’ammontare versato supera le somme effettivamente dovute (ad esempio per errori nei dati trasmessi o per giorni di chiusura). È necessario presentare istanza entro i termini di decadenza.
  17. Che succede se la sala slot non ha la licenza di pubblica sicurezza?
    L’esercizio di sale slot senza licenza del Questore (art. 110 T.U.L.P.S.) comporta sanzioni amministrative e penali; i proventi possono essere confiscati. Inoltre, l’assenza di licenza espone a contestazioni sul PREU.
  18. È possibile trattare con l’ADM una riduzione del PREU?
    Sì, in sede di adesione si può discutere la base imponibile. L’ADM può accettare la riduzione se il contribuente prova che le somme giocate sono inferiori o se vi sono circostanze attenuanti.
  19. Cosa si intende per solidarietà dei soggetti coinvolti nel PREU?
    Secondo l’art. 39‑quater D.L. 269/2003, se l’autore della violazione è identificabile, è l’unico debitore principale; gli altri soggetti (concessionari, gestori, esercenti) sono condebitori solidali solo se l’autore è ignoto .
  20. Che fare se ricevo un accertamento per ricavi non dichiarati ma la sala è stata chiusa per mesi per ordinanza comunale?
    Documenta l’ordinanza e i mesi di chiusura. La Cassazione ha affermato che la ricostruzione induttiva non può ignorare i giorni di inattività; pertanto l’accertamento può essere contestato .

8. Simulazioni pratiche e casi reali

8.1 Esempio di ricostruzione del PREU

Una sala slot con 10 AWP ha subito una verifica per l’anno 2023. L’ADM contesta che, secondo i dati telematici, la sala ha incassato 500.000 euro, applicando un PREU del 19,6% (aliquota in vigore dal 1° gennaio 2023). Il titolare sostiene che nei mesi di agosto e settembre la sala è stata chiusa per lavori, e che le macchine erano guaste per due settimane.

  1. Calcolo dell’ADM: 500.000 × 19,6% = 98.000 € di PREU dovuto.
  2. Contestazione dell’esercente: documenta la chiusura (delibera comunale e fatture dei lavori) per 60 giorni. Considerando un incasso medio mensile di 41.666 €, propone di ridurre la base imponibile di 83.332 € per i due mesi.
  3. Nuovo calcolo: 500.000 – 83.332 = 416.668 €; PREU = 416.668 × 19,6% = 81.667 €.

In sede di adesione, l’Ufficio potrebbe accettare la riduzione se le prove sono convincenti, con un risparmio di oltre 16.000 €.

8.2 Caso di accertamento bancario

Un imprenditore gestisce una sala VLT e un bar contiguo. L’Agenzia delle Entrate contesta versamenti bancari di 200.000 € sul conto della società, ritenendoli ricavi non dichiarati. Il contribuente dimostra che si tratta di incassi del bar e della sala slot, che sono stati spesi per pagare affitto, personale, bollette (totale costi 160.000 €).

  1. Accertamento: l’Ufficio calcola un reddito non dichiarato di 200.000 € e applica IRES e IVA.
  2. Difesa: presentazione di fatture e contratti; richiesta di riconoscimento della deduzione forfettaria dei costi.
  3. Giurisprudenza di supporto: la Cassazione ha stabilito che, anche negli accertamenti bancari, l’Ufficio deve riconoscere i costi presunti .
  4. Esito: l’Ufficio riduce la base imponibile a 40.000 € (200.000 – 160.000 €), con notevole abbattimento del tributo.

8.3 Simulazione di procedura di sovraindebitamento

Tizio, titolare di una piccola sala slot, ha debiti fiscali per 300.000 € (PREU, IVA, imposte) e debiti con fornitori per 100.000 €. Non possiede immobili e ha un reddito da lavoro dipendente di 1.500 € al mese. Presenta un piano del consumatore:

  • offre il pagamento di 50.000 € in 5 anni (rate mensili), frutto del suo stipendio e di un aiuto familiare; propone una moratoria di un anno sui debiti privilegiati.
  • chiede l’esdebitazione del residuo.

Il giudice, applicando l’art. 8, comma 4, L. 3/2012, omologa il piano; i creditori non votano ma possono contestare la convenienza. Dopo l’esecuzione del piano, il tribunale concede l’esdebitazione. Questo consente a Tizio di liberarsi del debito e ripartire.

Conclusione

L’accertamento fiscale nei confronti di una sala slot è una procedura complessa che coinvolge norme tributarie, regolamentari e di pubblica sicurezza. Il prelievo erariale unico (PREU) rappresenta un tributo specifico, ma la sala è soggetta anche a IVA e imposte sui redditi. Le verifiche dell’ADM possono sfociare in accertamenti induttivi basati sui dati delle macchine e sui movimenti bancari; tuttavia, la giurisprudenza ha costantemente ribadito che il contribuente deve poter fornire prove contrarie (es. periodi di chiusura, costi sostenuti) e che il contraddittorio preventivo è un diritto inviolabile .

Difendersi “subito e bene” significa analizzare l’atto, verificare la notifica e la motivazione, sfruttare il contraddittorio, predisporre documenti per contestare le presunzioni e scegliere lo strumento più adatto: ricorso, accertamento con adesione, mediazione o, in caso di difficoltà economica, le procedure di sovraindebitamento. Le definizioni agevolate (rottamazione quater e quinquies) offrono ulteriori possibilità di chiudere la partita, ma vanno valutate attentamente.

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