Introduzione: perché è fondamentale reagire subito a un accertamento
Il settore delle distillerie è tra i più regolamentati d’Italia. Oltre alle imposte dirette e all’IVA, la produzione e la commercializzazione di alcolici sono soggette alle accise previste dal Testo unico accise (D.Lgs. 504/1995). L’accisa è dovuta in occasione dell’immissione in consumo e si calcola sulla quantità e sulla gradazione alcolica: per i prodotti soggetti si applica l’aliquota fissata per legge e l’imposta deve essere versata il 16 del mese successivo o il 27 dicembre per le immissioni di dicembre . La mancata o tardiva corresponsione delle accise espone il distillatore a pesanti sanzioni amministrative e alla rettifica dell’accertamento.
Le distillerie lavorano spesso in regime di sospensione: i prodotti sono custoditi in un deposito fiscale autorizzato fino a quando non vengono immessi in consumo. Il Testo unico accise consente la sospensione del pagamento dell’imposta, ma impone regole stringenti: è necessario ottenere una licenza di esercizio, prestare una garanzia pari al 10 % dell’accisa dovuta per la massima giacenza di prodotto, tenere contabilità obbligatoria, presentare in qualsiasi momento i prodotti all’autorità e rispettare le condizioni del regime . Un’irregolarità nella gestione del deposito fiscale o la perdita di alcolici senza adeguata giustificazione possono portare a contestazioni per evasione e al recupero dell’imposta con l’aggiunta di sanzioni .
Nel 2025, inoltre, il legislatore è intervenuto profondamente sui poteri di accesso e controllo dell’amministrazione finanziaria. Il decreto‑legge 84/2025 ha modificato l’art. 12 dello Statuto del contribuente stabilendo che l’autorizzazione e il processo verbale di accesso devono indicare e motivare espressamente le circostanze che giustificano l’ispezione . Sempre nel 2025, le Sezioni Unite della Corte di cassazione (sentenza n. 21271/2025) hanno chiarito che il diritto al contraddittorio endoprocedimentale esiste per tutti gli atti impositivi emessi dopo l’entrata in vigore dell’art. 6‑bis dello Statuto del contribuente e che l’atto è annullabile solo se il contribuente dimostra quali argomentazioni avrebbe formulato e se queste non sono manifestamente pretestuose . Queste novità costituiscono un vero e proprio spartiacque nella difesa dei contribuenti.
Chi siamo: Avv. Giuseppe Angelo Monardo e un team multidisciplinare al tuo fianco
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista, coordina uno staff di avvocati e commercialisti specializzati a livello nazionale in diritto bancario e tributario. È Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e professionista fiduciario di un OCC (Organismo di composizione della crisi). Inoltre è Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Grazie a queste competenze trasversali, l’Avv. Monardo è in grado di analizzare gli atti, redigere ricorsi, ottenere sospensioni e condurre trattative con l’Agenzia delle dogane e l’Agenzia delle entrate; per le situazioni più complesse, propone piani di rientro, soluzioni in autotutela, accordi di ristrutturazione, piani del consumatore e altri strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Questo articolo ti spiegherà come mettere subito in sicurezza la tua distilleria.
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Illustrazione simbolica
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1. Contesto normativo e giurisprudenziale
1.1 Excise: regole e adempimenti per le distillerie
1.1.1 Come nascono le accise
Le accise sono imposte indirette che colpiscono la fabbricazione e il consumo di determinati prodotti – tra cui alcol e bevande alcoliche. L’art. 3 del D.Lgs. 504/1995 stabilisce che l’accisa è liquidata applicando l’aliquota prevista alla quantità di prodotto immesso in consumo . Il tributo sorge quando il prodotto lascia il regime di sospensione o è estratto clandestinamente, e deve essere versato entro il 16 del mese successivo (con eccezioni per le immissioni del mese di dicembre che si pagano il 27 dello stesso mese) . Il pagamento tardivo comporta l’applicazione di interessi e sanzioni.
L’art. 4 consente abbuoni (riduzioni) quando i prodotti soggetti ad accisa subiscono perdite per caso fortuito o forza maggiore, a condizione che il depositario fornisca la prova del sinistro. È considerata forza maggiore anche l’evento dovuto a colpa non grave del depositario; per le perdite naturali si applicano i limiti percentuali previsti nel regolamento e le perdite in dogana devono essere certificate . La norma spiega che la distruzione totale si verifica quando il prodotto diventa inutilizzabile.
1.1.2 Il regime del deposito fiscale e la licenza
Le distillerie operano all’interno di depositi fiscali: strutture autorizzate in cui la produzione, trasformazione, lavorazione e detenzione degli alcoli avviene in regime di sospensione dell’accisa. L’art. 5 del TUA precisa che il deposito può essere gestito solo da soggetti muniti di licenza di esercizio rilasciata ai sensi dell’art. 63; il titolare deve prestare una garanzia pari al 10 % dell’accisa dovuta sul quantitativo massimo di prodotto che può essere detenuto . Il depositario è obbligato a:
- tenere una contabilità conforme alle prescrizioni;
- presentare su richiesta i prodotti all’autorità;
- permettere l’apposizione di sigilli e dispositivi di misurazione;
- comunicare ogni variazione rilevante e rispettare le condizioni del regime .
In caso di violazioni, l’amministrazione finanziaria può revocare la licenza, facendo cessare il regime sospensivo . L’art. 63 della stessa legge prevede che la licenza è rilasciata dall’ufficio dell’Agenzia delle Dogane su domanda dell’interessato, ha durata illimitata ma può essere revocata se vengono meno i requisiti o in caso di condanna per evasione; sono previste tariffe annuali di 51,64 € per distillerie e opifici di rettificazione .
1.1.3 Poteri di controllo della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle dogane
Il TUA attribuisce al Fisco poteri penetranti di accertamento. L’art. 18 prevede che gli organi finanziari e la Guardia di finanza possono entrare nei depositi, applicare sigilli, prelevare campioni, richiedere informazioni e esaminare registri . Possono ottenere documenti bancari previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria e svolgere perquisizioni domiciliari quando vi siano indizi di reati fiscali . L’art. 19 stabilisce che la constatazione delle violazioni è compito degli ufficiali della Guardia di finanza e degli agenti dell’Agenzia delle dogane; i processi verbali sono trasmessi all’autorità giudiziaria e all’ufficio competente per la liquidazione delle imposte e delle sanzioni .
1.1.4 Il deposito e il controllo dei prodotti alcolici
Le distillerie possono custodire alcolici in sospensione solo all’interno di un deposito fiscale o di strutture equiparate. L’art. 28 del TUA elenca i depositi autorizzati: stabilimenti di produzione, opifici di rettificazione, depositi di condizionamento, depositi doganali privati, magazzini di invecchiamento e depositi per imbottigliamento . Nello stesso articolo è specificato che nei depositi fiscali non possono essere tenuti prodotti con accisa già assolta (salvo per i beni destinati a usi propri dell’azienda) e che il titolare deve prestare una garanzia per i prodotti in sospensione .
1.2 Procedure di accertamento delle imposte: DPR 600/1973 e DPR 633/1972
1.2.1 Termini per la notifica degli avvisi di accertamento
Le regole sulla prescrizione degli accertamenti sono fondamentali per la difesa. L’art. 43 del DPR 600/1973 dispone che l’avviso di accertamento per le imposte sui redditi deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. In caso di dichiarazione omessa o nulla, il termine si allunga al 31 dicembre del settimo anno . Per gli accertamenti concernenti aiuti di Stato recuperabili si applica un termine di otto anni. La norma consente inoltre l’emissione di nuovi avvisi quando emergono nuovi elementi: questi devono essere indicati specificamente nell’atto, pena la nullità .
Per l’IVA si applica l’art. 57 del DPR 633/1972: l’atto di rettifica o accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Se la dichiarazione è omessa o nulla, il termine è di sette anni . Anche per l’IVA è possibile integrare l’avviso con nuovi elementi, che devono essere dettagliati nell’atto .
1.2.2 Poteri di accesso e verifiche fiscali
Il DPR 600/1973 (art. 33) e il DPR 633/1972 (art. 52) disciplinano i poteri di accesso. Secondo l’art. 33, le disposizioni in materia di accertamento delle imposte dirette rinviano integralmente all’art. 52 per le modalità di accesso . Gli uffici possono disporre l’accesso presso pubbliche amministrazioni, enti e operatori finanziari per acquisire dati e notizie, muniti di autorizzazione . La Guardia di finanza coopera con gli uffici delle imposte, acquisisce elementi utili ai fini dell’accertamento e può, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria, utilizzare documenti e notizie raccolti anche da altre forze di polizia . L’accesso agli operatori finanziari richiede un’autorizzazione del direttore centrale dell’Agenzia delle entrate o del comandante regionale della Guardia di finanza, deve avvenire in orari diversi da quelli di sportello e alla presenza del responsabile dell’ufficio .
L’art. 52 del DPR 633/1972 regola dettagliatamente gli accessi IVA: gli ispettori devono esibire un ordine di servizio e un’autorizzazione; nei locali adibiti ad abitazione occorre l’autorizzazione del Pubblico Ministero; le ispezioni devono essere documentate in un verbale che va rilasciato in copia al contribuente e in cui vanno indicati i dati e i documenti acquisiti . La norma tutela i professionisti: negli studi professionali l’accesso avviene solo alla presenza del titolare o di un suo delegato e con autorizzazione motivata; gli ispettori non possono esaminare documenti coperti da segreto professionale .
1.2.3 L’evoluzione del contraddittorio preventivo (art. 6‑bis dello Statuto)
L’istituto del contraddittorio endoprocedimentale è stato rafforzato dal D.Lgs. 219/2023, che ha introdotto l’art. 6‑bis nello Statuto dei diritti del contribuente. Oggi l’amministrazione deve comunicare al contribuente lo schema di atto (bozza di avviso) e concedere un termine di almeno 60 giorni per presentare osservazioni. Solo dopo avere valutato le deduzioni del contribuente l’ufficio può emanare l’avviso definitivo. Fanno eccezione gli avvisi relativi a controlli automatizzati, quelli di liquidazione immediata e i casi in cui vi sia un imminente rischio di prescrizione o di danno per l’Erario . La norma prevede espressamente l’annullabilità dell’atto in caso di mancata osservanza del contraddittorio , ma la Cassazione ha stabilito che la violazione è “resistibile”: il contribuente deve dimostrare quali deduzioni concrete avrebbe potuto proporre (prova di resistenza) .
1.2.4 Motivazione degli accessi: le novità 2025
L’attenzione verso le garanzie procedurali si è ulteriormente intensificata con il decreto‑legge 84/2025. L’art. 13‑bis di tale decreto ha modificato l’art. 12 dello Statuto del contribuente imponendo che sia l’atto di autorizzazione all’accesso sia il verbale finale indichino e motivino espressamente le circostanze che hanno giustificato l’ingresso . La norma recepisce i principi della Corte europea dei diritti dell’uomo (caso Italgomme), che richiedono un controllo giurisdizionale effettivo sugli accessi. In altre parole, gli ispettori non possono più presentarsi senza motivazione: devono spiegare le ragioni della verifica, il tipo di irregolarità sospettata e l’urgenza dell’intervento. La mancanza di motivazione può comportare l’inutilizzabilità delle prove raccolte e la nullità dell’avviso di accertamento.
1.3 Giurisprudenza rilevante per le distillerie
1.3.1 Responsabilità del depositario in caso di perdite o furti
In materia di accise, la giurisprudenza conferma la responsabilità oggettiva del depositario. Con l’ordinanza n. 23426/2024, la Corte di cassazione ha ritenuto che il furto di alcolici non costituisce, di per sé, un caso fortuito tale da giustificare l’abbuono dell’imposta; il depositario deve provare l’inesistenza di colpa anche lievissima. Nel caso in esame, un distillatore aveva denunciato un furto e una dispersione di prodotto causata da una perdita accidentale in un silos; la Corte ha rigettato la richiesta di esenzione ribadendo che la responsabilità per l’imposta è indipendente dalla colpa e che l’azienda risponde anche della negligenza dei propri dipendenti .
Nell’ordinanza n. 20935/2024 la Cassazione ha affrontato la tematica dell’assicurazione: una distilleria aveva chiesto alle compagnie coassicuratrici il rimborso dell’accisa pagata e delle sanzioni in seguito a un furto. La Corte ha ricordato che, in regime di coassicurazione, ogni assicuratore risponde pro quota e che le sanzioni e gli interessi non sono indennizzabili; la compagnia risponde solo dell’imposta, mentre le sanzioni restano a carico del contribuente . Questo precedente dimostra la difficoltà di trasferire su terzi i costi connessi alle violazioni fiscali.
1.3.2 Contraddittorio e prova di resistenza
Come anticipato, le Sezioni Unite (sentenza 21271/2025) hanno chiarito che, per gli atti anteriori all’art. 6‑bis, il contraddittorio endoprocedimentale era obbligatorio solo per le imposte armonizzate (IVA e accise). La sentenza afferma che l’eventuale violazione comporta l’annullamento dell’avviso solo se il contribuente dimostra che avrebbe potuto fornire elementi idonei a modificare la decisione e che la mancata partecipazione non è stata pretestuosa . Questa pronuncia rende ancora più importante preparare difese solide e documentate durante la fase istruttoria.
1.3.3 Segreto professionale e accesso negli studi dei consulenti
Un’altra sentenza (Cass. n. 17228/2025) ha affermato che il segreto professionale prevale sui poteri di ispezione: se la Guardia di finanza accede a uno studio professionale senza rispettare le garanzie dell’art. 12 Statuto del contribuente e dell’art. 52 DPR 633/1972 (ad esempio senza autorizzazione motivata o senza garantire la presenza del professionista), la documentazione acquisita è inutilizzabile e l’accertamento può essere annullato . È un importante richiamo alla necessità di un controllo puntuale sui poteri ispettivi.
2. Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto
Un avviso di accertamento è un atto invasivo che impone reazioni tempestive. Vediamo nel dettaglio come comportarsi, dalla notifica al possibile accordo con l’amministrazione.
2.1 Notifica del processo verbale e fase ispettiva
- Ricezione del processo verbale (PVC) – Al termine della verifica, gli ispettori redigono un processo verbale di constatazione. Dal 2023 in poi, l’amministrazione deve trasmettere al contribuente una bozza di atto (schema di avviso) con l’indicazione delle violazioni contestate e concedere 60 giorni per presentare osservazioni . L’assenza di questo contraddittorio o la carenza di motivazione nell’autorizzazione all’accesso comportano la nullità dell’accertamento .
- Accesso ai locali della distilleria – L’accesso dei verificatori in azienda deve avvenire nel rispetto dell’art. 52 DPR 633/1972 e dell’art. 12 Statuto: gli ispettori devono mostrare l’autorizzazione motivata; se i locali includono abitazioni, è necessaria l’autorizzazione del Pubblico Ministero; la verifica avviene alla presenza del titolare o di un suo delegato e deve essere verbalizzata . In caso di distillerie, la Guardia di finanza può accedere anche per verificare i sigilli e l’integrità dei contatori di misurazione .
- Obbligo di cooperazione – Il depositario deve esibire registri, fatture, licenze e i dispositivi di misurazione. In caso di rifiuto o di impedimento ingiustificato, l’amministrazione può procedere con l’accertamento induttivo; inoltre la mancata esibizione di documenti non consente successivamente al contribuente di farli valere a proprio favore .
2.2 Dal processo verbale all’avviso di accertamento
- Osservazioni del contribuente – Ricevuto il PVC e lo schema di atto, il contribuente può inviare deduzioni e documenti entro 60 giorni. È fondamentale indicare nel dettaglio le circostanze che smentiscono le violazioni contestate o che attenuano la responsabilità. La Cassazione richiede che tali argomentazioni siano non pretestuose: devono essere precise e riferite alle singole contestazioni .
- Emissione dell’avviso di accertamento – Dopo aver valutato le osservazioni, l’Agenzia delle Entrate o l’Agenzia delle Dogane emette l’avviso. L’atto deve riportare la motivazione, i riferimenti normativi, l’indicazione degli importi dovuti per imposte, sanzioni e interessi e la menzione degli elementi sopravvenuti che hanno giustificato il nuovo avviso . Per l’IVA e l’IRPEF valgono i termini quinquennali e settennali sopra ricordati .
- Notifica – L’avviso è notificato al contribuente tramite pec o messo notificatore. Da questo momento decorrono 60 giorni per presentare ricorso. In determinate circostanze (ferie, sospensione feriale, proroghe legislative), il termine può essere più lungo. Nel caso di distillerie, è importante verificare che l’avviso sia stato notificato anche al depositario e non solo al titolare dell’azienda.
2.3 Ricorso e sospensione dell’esecutività
- Presentazione del ricorso – Il ricorso va presentato alla Corte di giustizia tributaria di primo grado entro 60 giorni. Il ricorrente deve allegare copia dell’atto impugnato, eventuali documenti non presentati in sede di contraddittorio, motivi di illegittimità (ad esempio violazione del contraddittorio, mancanza di motivazione, decadenza dei termini, violazione di norme sull’accisa). È consigliabile, già in questa fase, chiedere la sospensione dell’esecutività.
- Istanza cautelare – La richiesta di sospensione (art. 47 D.Lgs. 546/1992) consente di bloccare la riscossione fino alla decisione del giudice. Per ottenere la sospensione occorre dimostrare sia il fumus boni iuris (probabile fondatezza del ricorso) sia il periculum in mora (danno grave e irreparabile), ad esempio il rischio di pignoramenti o ipoteche sull’azienda.
- Udienza e decisione – Dopo la costituzione delle parti, il giudice fissa l’udienza. Se l’istanza cautelare viene accolta, l’esecutività dell’avviso è sospesa. È possibile proporre mediazione tributaria per importi fino a 50.000 € o ricorrere alla conciliazione giudiziale (art. 48 D.Lgs. 546/1992), che consente di chiudere la lite con uno sconto sulle sanzioni.
2.4 Rimedi alternativi: accertamento con adesione e definizione agevolata
2.4.1 Accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997)
L’accertamento con adesione è una procedura deflattiva che consente di evitare il contenzioso. Può essere attivato d’ufficio o su istanza del contribuente. Le fasi fondamentali sono:
- Invito a comparire – L’ufficio invia un invito in cui precisa i periodi d’imposta oggetto di verifica, il giorno e il luogo dell’incontro, le maggiori imposte, ritenute, contributi, sanzioni e interessi e i motivi della rettifica. Il contribuente può aderire anche tramite comunicazione e versamento delle somme dovute entro quindici giorni antecedenti alla data dell’incontro.
- Incontro e definizione – Durante l’incontro, le parti discutono i rilievi. Se si trova un accordo, si redige l’atto di accertamento con adesione, che deve essere sottoscritto dal contribuente e dal capo dell’ufficio e indicare gli elementi e la motivazione su cui si fonda, nonché l’importo delle imposte, sanzioni e interessi dovuti. Il contribuente può farsi rappresentare da un procuratore munito di procura speciale.
- Versamento – Il pagamento deve avvenire entro 20 giorni dalla sottoscrizione; è possibile rateizzare in massimo otto rate trimestrali (o sedici se l’importo supera 50.000 €). Il perfezionamento avviene con il versamento dell’intero importo o della prima rata. In cambio, le sanzioni sono ridotte a un terzo.
Per le distillerie, l’accertamento con adesione è particolarmente utile quando vi sono dubbi sulla quantificazione delle perdite o sull’applicazione delle sanzioni. Tuttavia occorre valutare con attenzione la convenienza dell’accordo e la sostenibilità dei pagamenti.
2.4.2 Definizione agevolata e rottamazioni
Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto varie definizioni agevolate (rottamazioni) per i carichi affidati all’agente della riscossione. L’ultima in ordine di tempo è la Rottamazione Quinquies (art. 1, commi 239‑251 L. 197/2022) prorogata per il 2026, che consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 versando solo l’imposta e le spese di notifica, senza interessi e sanzioni. È possibile pagare in un’unica soluzione o in 54 rate bimestrali con interesse annuo del 4 % a partire dalla terza rata . Sono esclusi dalla rottamazione i debiti derivanti da dazi doganali, recupero di aiuti di Stato e sanzioni penali. L’istanza va presentata entro il 30 aprile 2026 con risposta dell’agente della riscossione entro il 30 giugno 2026 .
Queste misure possono rappresentare un’importante opportunità per le distillerie che abbiano ricevuto cartelle esattoriali derivanti da accertamenti definitivi. L’Avv. Monardo segue l’intera procedura, verifica l’esistenza di requisiti ed effettua la domanda nei termini.
2.5 Procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento
Se l’impresa è ormai schiacciata dai debiti tributari e commerciali, può valutare le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019). L’art. 2, comma 1, lettera c) definisce il sovraindebitamento come lo stato di crisi o insolvenza del consumatore, del professionista, dell’imprenditore minore o dell’imprenditore agricolo che non possono accedere alla liquidazione giudiziale . L’art. 65 consente a questi soggetti di proporre soluzioni della crisi secondo le norme della sezione dedicata .
Tra gli strumenti più utili troviamo:
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore (art. 67) – Il consumatore sovraindebitato, con l’assistenza dell’OCC (Organismo di composizione della crisi), può proporre ai creditori un piano che indichi tempi e modalità per superare la crisi; la proposta può prevedere anche la falcidia (riduzione) dei debiti e la ristrutturazione dei mutui . La domanda deve includere l’elenco dei creditori, la composizione del patrimonio, gli ultimi atti di amministrazione, le dichiarazioni dei redditi e le entrate familiari .
- Accordi di ristrutturazione o liquidazione controllata – Per gli imprenditori minori o per le imprese agricole, sono previste procedure analoghe che permettono di negoziare con i creditori o di liquidare il patrimonio sotto la supervisione del tribunale, ottenendo l’esdebitazione residua al termine. In caso di impresa, il piano può prevedere la prosecuzione dell’attività con mantenimento del marchio e degli asset strategici.
- Composizione negoziata della crisi (D.L. 118/2021) – L’imprenditore in squilibrio economico-finanziario può chiedere al segretario generale della Camera di commercio la nomina di un esperto indipendente che faciliti le trattative con i creditori per il risanamento . La procedura si attiva mediante una piattaforma telematica nazionale e mira ad anticipare la soluzione della crisi prima che sfoci nell’insolvenza . L’esperto propone soluzioni (cessione d’azienda, ristrutturazione del debito, accordi con i creditori) e vigila sul rispetto degli impegni. Nel frattempo il debitore può chiedere misure protettive che congelano le azioni esecutive.
3. Difese e strategie legali per contestare l’accertamento
3.1 Verificare la legittimità degli atti
La prima difesa consiste nell’analizzare l’atto con attenzione. L’avviso può essere impugnato per:
- Vizi formali – Mancanza di motivazione, assenza del riferimento alle norme applicate o agli elementi di fatto; violazione del contraddittorio (art. 6‑bis Statuto) o dell’obbligo di motivazione dell’autorizzazione all’accesso ; mancanza della firma del dirigente competente; notifica irregolare.
- Vizi sostanziali – Errata qualificazione delle operazioni; errata misurazione delle quantità di alcol; applicazione di aliquote errate; mancata considerazione di perdite naturali certificate; mancata detrazione di perdite riportate (per esempio nel caso di accertamento con adesione il contribuente può chiedere che siano compensate le perdite fiscali non utilizzate).
- Decadenza dei termini – Verificare se l’avviso è stato notificato oltre il quinto o settimo anno previsto dagli artt. 43 DPR 600/1973 e 57 DPR 633/1972 .
- Mancata prova – L’amministrazione deve dimostrare le irregolarità. Nel caso di distillerie, è frequente che la Guardia di finanza contesti differenze di resa tra l’alcol prodotto e quello dichiarato; in questi casi occorre fornire controprove (registri di produzione, certificati di laboratorio, giustificazioni delle perdite). Se l’ispezione è stata condotta senza la presenza del contribuente o del professionista e senza motivazione, le prove raccolte potrebbero essere inutilizzabili .
3.2 Richiedere la sospensione dell’esecutività e l’autotutela
Nel ricorso è consigliabile formulare istanza cautelare (art. 47 D.Lgs. 546/1992) e contestualmente chiedere all’amministrazione la sospensione in autotutela. L’ufficio, in presenza di vizi evidenti o di impossibilità di riscossione (ad esempio impresa decotta), può annullare o ridurre l’atto senza necessità di giudizio. L’Avv. Monardo presenta istanza motivata allegando tutti gli elementi che dimostrano l’illegittimità dell’avviso.
3.3 Negoziare con l’amministrazione: adesione, mediazione e conciliazione
Adesione – Come visto, consente di chiudere la vertenza con sanzioni ridotte. È utile quando le prove dell’ufficio sono solide ma si desidera evitare la riscossione immediata e ottenere la rateizzazione.
Mediazione tributaria – Per gli atti di valore fino a 50.000 € occorre presentare un reclamo-mediazione prima del ricorso: l’ufficio ha 90 giorni per rispondere, trascorsi i quali la mediazione si considera respinta. Durante tale fase si possono proporre riduzioni delle sanzioni (fino al 40 %) e definire l’avviso.
Conciliazione giudiziale – In udienza è possibile proporre una conciliazione parziale o totale: l’accordo è sottoscritto davanti al giudice e comporta la riduzione delle sanzioni e degli interessi. È particolarmente utile nei procedimenti complessi, per definire in via globale diverse annualità di imposta.
3.4 Rottamazione e definizioni agevolate
Le distillerie che non hanno impugnato l’avviso o che hanno già una cartella esattoriale possono aderire alle rottamazioni. Oltre alla Rottamazione Quinquies 2026, possono essere disponibili definizioni agevolate di processi verbali di constatazione, definizioni agevolate delle liti pendenti e definizioni delle sanzioni per violazioni formali (D.L. 119/2018 e successive leggi di bilancio). Ogni misura ha condizioni, scadenze e percentuali diverse: è essenziale verificare l’esistenza di ruoli affidati all’agente della riscossione e la tipologia dei debiti (tributari, doganali, previdenziali). L’Avv. Monardo monitora l’evoluzione normativa e, quando le misure sono attive, presenta le istanze entro i termini.
3.5 Strumenti per la gestione della crisi d’impresa
Se i debiti fiscali risultano insostenibili, la distilleria può ricorrere agli strumenti del Codice della crisi. Il piano di ristrutturazione del consumatore (art. 67) consente di rateizzare i debiti e ridurre l’importo dovuto con l’assenso della maggioranza dei creditori . Per le imprese minori esistono procedure equivalenti, come l’accordo di ristrutturazione e la liquidazione controllata. In tutti i casi l’intervento dell’OCC o del gestore della crisi è obbligatorio; l’Avv. Monardo, in qualità di gestore iscritto al Ministero della Giustizia, assiste il debitore nella predisposizione dell’istanza e nei rapporti con il giudice.
La composizione negoziata della crisi introdotta dal D.L. 118/2021 è un’ulteriore opzione. L’imprenditore può chiedere la nomina di un esperto che favorisca le trattative con i creditori; durante la procedura possono essere adottate misure protettive che inibiscono l’inizio o la prosecuzione di azioni esecutive . Questa via è consigliabile quando la distilleria è ancora in grado di generare flussi di cassa ma necessita di un piano di ristrutturazione condiviso.
4. Strumenti alternativi e tutele specifiche per le distillerie
Le distillerie, oltre alle difese generali, possono sfruttare strumenti mirati per la propria attività. Di seguito i principali.
4.1 Abbuoni per perdite e distruzioni di alcolici
L’art. 4 del TUA consente di ottenere l’abbuono dell’accisa per perdite dovute a caso fortuito o forza maggiore . È fondamentale:
- Dimostrare l’evento con prove documentali (denunce, perizie, foto, certificazioni del sinistro). Per esempio, una perdita derivante da rottura di una cisterna deve essere attestata da una relazione tecnica.
- Dimostrare la mancanza di colpa grave: se il sinistro è dovuto a negligenza del personale, non si configura la forza maggiore. La Cassazione esclude l’abbuono per furto se non si prova l’inevitabilità dell’evento .
- Notificare l’evento all’Agenzia delle Dogane entro i termini previsti e richiedere l’intervento di verifica. La mancata notifica comporta la perdita del diritto all’abbuono.
4.2 Tenuta del deposito fiscale e gestione dei registri
Le verifiche spesso contestano irregolarità nella gestione dei registri (difformità tra le giacenze contabili e quelle reali) o nella movimentazione dei prodotti in sospensione. Per prevenire contestazioni:
- Aggiornare quotidianamente i registri; utilizzare software certificati e conservare copie di sicurezza.
- Verificare le misure di sicurezza: i serbatoi devono essere sigillati e dotati di misuratori omologati; eventuali interventi di manutenzione vanno comunicati all’autorità.
- Gestire correttamente le immissioni in consumo: tutte le uscite di prodotto devono essere accompagnate da documenti di trasporto e denunce di immissione in consumo.
- Calcolare e versare l’accisa entro i termini per evitare sanzioni di mora .
4.3 Assicurazione e responsabilità civile
Le polizze assicurative possono coprire la perdita del prodotto (danni materiali), ma non le sanzioni e gli interessi. La Cassazione ha ribadito che in caso di coassicurazione ciascun assicuratore risponde solo pro quota e che le sanzioni e gli interessi per l’omesso pagamento dell’accisa non sono risarcibili . È quindi utile stipulare coperture adeguate per furto, incendio e perdite accidentali, ma è necessario affrontare le conseguenze fiscali con gli strumenti difensivi visti.
4.4 Piani di rientro e accordi con i creditori
Quando la distilleria accumula debiti, può negoziare piani di rientro con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (rateazione ordinaria fino a 72 rate o straordinaria fino a 120 rate) e con i creditori privati. L’Avv. Monardo elabora proposte sostenibili, in linea con i flussi di cassa dell’azienda, e valuta la convenienza di avvalersi delle procedure di sovraindebitamento per azzerare il debito residuo.
5. Errori comuni e consigli pratici
Errori da evitare:
- Ignorare la notifica – Non leggere la pec o ignorare l’avviso di accertamento espone a pignoramenti immediati. È fondamentale affidare subito l’atto a un professionista.
- Non partecipare al contraddittorio – Non inviare osservazioni entro 60 giorni significa rinunciare a difendersi e perdere la possibilità di far valere documenti .
- Rifiutare l’accesso – Ostacolare gli ispettori può portare a un accertamento d’ufficio e a sanzioni. È meglio collaborare ma pretendere il rispetto delle garanzie formali (autorizzazione, verbale, orari).
- Mantenere registri incompleti – La mancanza di registri e di documentazione contabile consente al Fisco di ricostruire i ricavi in modo induttivo. È essenziale avere contabilità aggiornata.
- Confondere l’assicurazione con la copertura fiscale – Le polizze non coprono sanzioni e interessi ; occorre attivarsi con i rimedi fiscali.
- Rinviare la soluzione – Aspettare la cartella esattoriale peggiora la posizione: le sanzioni aumentano e si riducono le possibilità di adesione e definizione agevolata.
Consigli pratici:
- Contatta subito un avvocato specializzato: un professionista può analizzare l’atto, verificare i termini, redigere le osservazioni e costruire la strategia difensiva.
- Partecipa attivamente all’ispezione: esigi che sia redatto il verbale, firmalo “con riserva” e annota eventuali violazioni. Conserva tutte le comunicazioni.
- Prepara una memoria difensiva dettagliata: spiega la provenienza del prodotto, la metodologia di produzione, le perdite fisiologiche e la conformità dei dispositivi. Allega perizie tecniche.
- Valuta l’adesione e le definizioni agevolate: confronta i costi (imposta, interessi, sanzioni) con i benefici delle procedure deflative. Spesso chiudere la lite con adesione o rottamazione conviene.
- Considera la gestione della crisi: se i debiti sono insostenibili, valuta gli strumenti di composizione della crisi (piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, composizione negoziata). Queste procedure consentono di ripartire liberandosi del debito residuo.
6. Tabelle riepilogative
6.1 Norme principali
| Norma | Contenuto sintetico | Citazione |
|---|---|---|
| D.Lgs. 504/1995, art. 3 | Definisce la base imponibile e i termini di pagamento delle accise su alcolici; l’imposta è dovuta alla immissione in consumo e deve essere versata entro il 16 del mese successivo o il 27 dicembre . | |
| D.Lgs. 504/1995, art. 4 | Abbuono dell’accisa per perdite dovute a caso fortuito o forza maggiore; definizione di perdita naturale e requisiti di prova . | |
| D.Lgs. 504/1995, art. 5 e art. 63 | Regime del deposito fiscale: licenza obbligatoria, garanzia pari al 10 % dell’accisa, obblighi di contabilità, revoca della licenza; art. 63 fissa tariffe e condizioni per il rilascio . | |
| DPR 600/1973, art. 43 | Termini per notificare gli avvisi di accertamento delle imposte sui redditi (5 anni dalla dichiarazione, 7 anni se dichiarazione omessa; possibilità di nuovi avvisi con indicazione di nuovi elementi) . | |
| DPR 633/1972, art. 52 | Regola gli accessi IVA: autorizzazione motivata, accesso nei locali adibiti ad abitazione solo con autorizzazione del PM, obbligo di redigere il verbale e consegnarlo al contribuente . | |
| DPR 633/1972, art. 57 | Termini per notificare gli avvisi di accertamento IVA (5 o 7 anni) . | |
| DPR 600/1973, art. 33 | Poteri di accesso: rinvio all’art. 52 per le modalità; possibilità di accesso agli operatori finanziari con autorizzazione; collaborazione della Guardia di finanza . | |
| L. 212/2000, art. 6‑bis | Obliga l’amministrazione a inviare lo schema di avviso e a concedere almeno 60 giorni per le osservazioni; l’atto è annullabile se manca il contraddittorio . | |
| D.L. 84/2025, art. 13‑bis | Richiede che autorizzazione e verbale di accesso siano motivati, indicando le circostanze che giustificano l’ingresso . | |
| D.Lgs. 218/1997, art. 5 | L’invito a comparire nell’accertamento con adesione deve indicare periodi d’imposta, luogo, imposte, sanzioni e interessi, e le motivazioni. | |
| D.Lgs. 218/1997, art. 7 | L’atto di accertamento con adesione deve essere firmato da entrambe le parti, indicare motivazioni e importi dovuti, e può prevedere la rappresentanza tramite procura. | |
| D.Lgs. 218/1997, art. 8 | Il versamento deve avvenire entro 20 giorni e può essere rateizzato fino a otto o sedici rate; la definizione si perfeziona con il pagamento. | |
| D.Lgs. 14/2019, art. 2 | Definisce il sovraindebitamento e identifica i soggetti ammessi alle procedure (consumatori, professionisti, imprenditori minori, imprese agricole) . | |
| D.Lgs. 14/2019, art. 65 e 67 | L’art. 65 stabilisce l’applicabilità delle procedure di sovraindebitamento ai debitori ex art. 2; l’art. 67 consente al consumatore di proporre un piano di ristrutturazione dei debiti con l’assistenza dell’OCC . | |
| D.L. 118/2021, art. 2 | L’imprenditore in squilibrio può chiedere al segretario della camera di commercio la nomina di un esperto che faciliti la composizione negoziata della crisi; l’esperto agevola le trattative con i creditori . |
6.2 Termini e scadenze principali
| Evento | Termine/Scadenza | Riferimento |
|---|---|---|
| Notifica avviso di accertamento (imposte sui redditi) | 31 dicembre del quinto anno (o del settimo se dichiarazione omessa) | Art. 43 DPR 600/1973 |
| Notifica avviso di accertamento IVA | 31 dicembre del quinto anno (o del settimo se dichiarazione omessa) | Art. 57 DPR 633/1972 |
| Presentazione ricorso avverso avviso | 60 giorni dalla notifica | D.Lgs. 546/1992 |
| Invio osservazioni su bozza di atto (contraddittorio) | Almeno 60 giorni dal ricevimento | Art. 6‑bis L. 212/2000 |
| Pagamento accisa per immissioni in consumo | 16 del mese successivo (27 dicembre per dicembre) | Art. 3 TUA |
| Invito accertamento con adesione | Termine indicato nell’invito (con possibilità di aderire entro 15 giorni prima) | Art. 5 D.Lgs. 218/1997 |
| Pagamento atto di adesione | 20 giorni dalla sottoscrizione, con possibilità di rateizzazione | Art. 8 D.Lgs. 218/1997 |
| Rottamazione Quinquies 2026 | Istanza entro 30 aprile 2026, comunicazione entro 30 giugno 2026, pagamento prima rata entro 31 luglio 2026 | L. 197/2022, art. 1 commi 239‑251 |
6.3 Strumenti difensivi e soluzioni
| Strumento | Descrizione | Vantaggi |
|---|---|---|
| Ricorso tributario | Impugnazione dell’avviso davanti alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni. | Consente di contestare vizi formali e sostanziali; possibile sospensione dell’esecutività. |
| Accertamento con adesione | Procedura che permette di definire l’accertamento con l’ufficio versando le imposte concordate e riducendo le sanzioni a un terzo. | Evita il contenzioso, consente la rateizzazione fino a otto/sedici rate. |
| Mediazione e conciliazione | Istituti deflattivi che si attivano prima o durante il giudizio; prevedono riduzioni delle sanzioni e definizione della lite. | Riduce tempi e costi; nessuna iscrizione a ruolo immediata. |
| Rottamazione Quinquies | Definizione agevolata dei carichi affidati al riscossore: pagamento di imposta e spese di notifica senza sanzioni e interessi . | Forte risparmio, possibilità di rateizzare fino a 54 rate. |
| Piani di rientro con Agenzia Riscossione | Rateazione ordinaria (72 rate) o straordinaria (120 rate) delle cartelle esattoriali. | Diluisce il carico finanziario nel tempo. |
| Procedure di sovraindebitamento | Piano del consumatore, accordo di ristrutturazione, liquidazione controllata . | Possibile esdebitazione integrale, protezione del patrimonio, stop alle azioni esecutive. |
| Composizione negoziata | Nomina di un esperto indipendente che assiste l’imprenditore nelle trattative con i creditori . | Soluzione flessibile, evita la liquidazione giudiziale, sospende le azioni esecutive. |
7. Domande frequenti (FAQ)
1. Cos’è una distilleria autorizzata e perché occorre una licenza?
La distilleria è uno stabilimento dove si distilla e rettifica alcol. Per operare in regime di sospensione occorre una licenza di esercizio rilasciata dall’Agenzia delle Dogane; la licenza è necessaria per produrre, detenere e movimentare prodotti soggetti ad accisa . Senza licenza, la produzione è considerata clandestina e comporta la chiusura dell’impianto e pesanti sanzioni.
2. Qual è il termine per contestare un avviso di accertamento?
Hai 60 giorni dalla notifica per presentare ricorso alla Corte di giustizia tributaria. È consigliabile, prima del ricorso, valutare l’adesione o la mediazione per ridurre sanzioni e interessi.
3. L’Agenzia delle Dogane può entrare in distilleria senza preavviso?
Sì, ma solo nel rispetto delle norme: l’accesso deve essere autorizzato e motivato, l’ispezione deve avvenire durante l’orario di lavoro e in presenza del titolare o di un suo delegato . Se l’accesso riguarda locali adibiti ad abitazione, occorre l’autorizzazione del PM.
4. Cosa devo fare se ricevo un processo verbale?
Leggi attentamente il PVC e verifica se contiene irregolarità procedurali. Entro 60 giorni puoi presentare osservazioni e documenti per correggere eventuali errori dell’amministrazione . La mancata risposta non preclude il ricorso, ma riduce le possibilità di definire l’accertamento in via bonaria.
5. Le perdite per furto o guasti danno diritto all’abbuono dell’accisa?
Solo se si dimostra la forza maggiore o la assenza di colpa grave. La Cassazione ha escluso l’abbuono quando il furto è avvenuto per negligenza del personale . È necessario presentare denunce, perizie e prove che attestino l’inevitabilità dell’evento.
6. Posso impugnare l’avviso per mancanza del contraddittorio?
Sì. L’omissione dell’art. 6‑bis Statuto rende l’atto annullabile, ma dovrai dimostrare che avresti potuto fornire argomenti in grado di incidere sull’esito (prova di resistenza) . È quindi fondamentale preparare osservazioni puntuali.
7. In quanto tempo l’amministrazione deve notificare l’avviso?
Per le imposte sui redditi e per l’IVA il termine è il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione (settimo anno se la dichiarazione è omessa) . Decorso tale termine, l’atto è nullo.
8. Cos’è l’accertamento con adesione?
È una procedura di confronto con l’ufficio in cui si concordano le imposte dovute. L’ufficio invia un invito con l’indicazione dei tributi e delle sanzioni; se le parti raggiungono un accordo, si firma l’atto e le sanzioni sono ridotte. Il pagamento avviene in 20 giorni, anche rateizzabile.
9. Se aderisco all’accertamento, devo rinunciare al ricorso?
La definizione con adesione comporta la rinuncia all’impugnazione dell’avviso. L’accordo è irrevocabile e non può essere impugnato successivamente. Pertanto, prima di aderire è bene valutare se convenga contestare l’atto in giudizio.
10. Posso pagare l’accisa con una polizza assicurativa?
No. Le polizze coprono soltanto il danno patrimoniale (furto, incendio) e non gli obblighi fiscali. Le sanzioni e gli interessi restano a carico del contribuente .
11. Cosa succede se non pago l’accertamento?
Se non impugni e non paghi, l’atto diventa definitivo; l’Agenzia delle Entrate-Riscossione iscriverà a ruolo le somme e potrà procedere con pignoramenti, ipoteche o fermi amministrativi. È quindi opportuno agire tempestivamente.
12. Le definizioni agevolate riguardano anche le accise?
Le rottamazioni si applicano ai carichi affidati all’agente della riscossione, inclusi quelli derivanti da imposte, accise e dazi doganali, salvo specifiche esclusioni (aiuti di Stato, sanzioni penali). Le accise possono quindi rientrare nella definizione agevolata se il carico è iscritto a ruolo .
13. Cos’è la procedura di sovraindebitamento?
È una procedura che consente a consumatori, professionisti e piccoli imprenditori in crisi di ristrutturare i debiti o liquidare il patrimonio ottenendo l’esdebitazione. Il piano di ristrutturazione può prevedere pagamenti parziali e tempi lunghi . L’istanza va presentata con l’assistenza di un OCC.
14. Posso salvare la distilleria con la composizione negoziata?
Sì. Se l’impresa è ancora in attività ma in difficoltà, può chiedere al segretario della Camera di commercio la nomina di un esperto che assisterà nelle trattative con i creditori . Questa procedura evita il fallimento e consente di preservare la continuità aziendale.
15. Chi paga le spese di un eventuale OCC?
Le spese dell’Organismo di composizione sono a carico del debitore ma vengono ripartite in base all’entità dei debiti e possono essere inserite nel piano . In alcuni casi la legge prevede contributi pubblici a favore dei debitori in stato di particolare difficoltà.
16. Il segreto professionale può bloccare il controllo fiscale?
Sì. Se l’accesso avviene in uno studio professionale senza rispettare l’art. 52 DPR 633/1972 e l’art. 12 Statuto, la documentazione acquisita è inutilizzabile . È quindi consigliabile far assistere la distilleria da un professionista che eserciti il segreto professionale.
17. Quali sono le conseguenze penali dell’evasione delle accise?
L’evasione delle accise può integrare il reato di fabbricazione clandestina o contrabbando (art. penali del TUA). Tali reati comportano la confisca degli impianti e la reclusione; è quindi essenziale regolarizzare la posizione con le procedure di definizione e rientro.
18. Posso contestare la misura dell’accisa applicata?
Sì. Le aliquote sono fissate dalla legge e variano in base al tipo di prodotto e alla gradazione. Se l’ufficio ha applicato un’aliquota errata o non ha considerato i benefici previsti (es. riduzioni per utilizzo energetico), è possibile contestare il calcolo dell’imposta.
19. È possibile ottenere un rimborso delle accise versate in eccesso?
Il rimborso è ammesso se si dimostra che il prodotto non è stato immesso in consumo (es. distruzione totale documentata, esportazione) o se è stato pagato due volte. Occorre presentare istanza all’Agenzia delle Dogane entro il termine decadenziale (generalmente due anni).
20. Chi può assistermi nella gestione del contenzioso?
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff di avvocati e commercialisti offrono consulenza specializzata: analizzano l’atto, valutano i vizi, presentano ricorsi, trattano con l’amministrazione e, se necessario, attivano le procedure di sovraindebitamento o di composizione negoziata. Contatta subito lo studio per tutelare la tua distilleria.
8. Simulazioni pratiche e calcoli
Per comprendere meglio l’impatto di un accertamento sulle accise e i vantaggi delle diverse soluzioni, proponiamo alcune simulazioni.
8.1 Calcolo dell’accisa dovuta e adesione
Scenario: Una distilleria produce 10.000 litri di alcol etilico denaturato con gradazione 95°, che immette in consumo il 15 novembre 2025. L’aliquota di accisa per l’alcol etilico è pari a 0,94 € per ettogrado. L’azienda dichiara l’immissione in consumo il 15 dicembre ma versa l’accisa il 20 gennaio 2026.
Calcolo dell’imposta:
- Quantità in ettogradi = 10.000 litri × 95° = 950.000 ettogradi.
- Accisa dovuta = 950.000 × 0,94 € = 893.000 €.
Poiché l’imposta doveva essere versata entro il 16 dicembre 2025 ma il pagamento avviene il 20 gennaio 2026, l’Agenzia addebita:
- Interessi di mora (0,5 % mensile); per un mese di ritardo: 4.465 €.
- Sanzione: il D.Lgs. 471/1997 prevede una sanzione dal 30 % al 60 % dell’imposta per tardivo versamento. L’ufficio applica il 30 %: 267.900 €.
Avviso di accertamento: L’ufficio emette avviso per un totale di 1.165.365 € (imposta + sanzione + interessi). La distilleria decide di attivare l’accertamento con adesione.
Accertamento con adesione: Durante l’incontro l’Avv. Monardo dimostra che il versamento è stato ritardato per problemi bancari non imputabili alla società e ottiene la riduzione della sanzione al 10 %. Si concorda l’imposta dovuta (893.000 €) e una sanzione di 89.300 €, oltre agli interessi. L’accordo prevede una rateizzazione in otto rate trimestrali.
Risultato: grazie all’adesione la distilleria risparmia 178.600 € di sanzioni e paga l’imposta in due anni, preservando la liquidità.
8.2 Utilizzo della rottamazione per cartelle esattoriali
Scenario: A seguito di vari avvisi d’accertamento, una distilleria riceve cartelle esattoriali per un totale di 150.000 € (imposta 100.000 €, sanzioni 40.000 €, interessi 10.000 €). Nel 2026 decide di aderire alla Rottamazione Quinquies.
Calcolo con rottamazione: La definizione agevolata consente di pagare solo l’imposta (100.000 €) e le spese di notifica (supponiamo 600 €). L’importo è suddiviso in 18 rate bimestrali. Il tasso di interesse annuo è del 4 %. Le prime tre rate coprono 100.600 €; le successive 15 rate includono interessi per 2.000 € totali. L’importo complessivo da versare è quindi 102.600 € contro i 150.000 € originari .
Risparmio: la distilleria risparmia 47.400 € (sanzioni e interessi) e diluisce il pagamento su tre anni. Una volta concluso il piano, gli importi residui vengono stralciati e non sono più esigibili.
8.3 Piano del consumatore per ex distillatore
Scenario: Il titolare di una piccola distilleria individuale cessa l’attività e rimane con debiti fiscali per 80.000 € e debiti bancari per 120.000 €. Non riesce a pagare e teme il pignoramento della casa. Si rivolge all’Avv. Monardo per avviare una procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore.
Procedura: Il debitore, con l’assistenza dell’OCC, redige un piano che prevede:
- Pagamento del 30 % del debito fiscale (24.000 €) e del 20 % del debito bancario (24.000 €) in 6 anni.
- Cessione ai creditori del 50 % di un immobile commerciale di valore 80.000 €.
- Mantimento di un minimo vitale per il debitore e la sua famiglia.
Il piano viene approvato dal tribunale e omologato. Tutte le azioni esecutive vengono sospese; al termine del piano, il debitore ottiene l’esdebitazione e la cancellazione del debito residuo .
Risultato: L’ex distillatore salva l’abitazione principale e riprende a lavorare come dipendente, liberandosi dei debiti in maniera sostenibile.
9. Conclusione: agire subito è la miglior difesa
L’accertamento fiscale nei confronti di una distilleria è un procedimento complesso che richiede competenze specialistiche. Le norme sulle accise, i poteri della Guardia di finanza, le regole procedurali del DPR 600/1973 e del DPR 633/1972, l’obbligo di contraddittorio e le recenti riforme introdotte dal D.L. 84/2025 rendono il campo minato. Tuttavia, come abbiamo visto, esistono numerosi strumenti di difesa:
- verificare la legittimità dell’atto e contestarne i vizi formali e sostanziali;
- partecipare al contraddittorio presentando osservazioni puntuali e documentate;
- impugnare l’avviso chiedendo la sospensione dell’esecutività;
- negoziare con l’amministrazione attraverso l’accertamento con adesione, la mediazione o la conciliazione giudiziale;
- sfruttare le definizioni agevolate come la rottamazione per abbattere sanzioni e interessi;
- ricorrere alle procedure di sovraindebitamento o alla composizione negoziata per gestire la crisi e ripartire.
L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team hanno maturato una vasta esperienza nella difesa di distillerie e aziende alimentari. Con competenze in diritto tributario, bancario e nella gestione della crisi, sono in grado di bloccare pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e cartelle esattoriali, redigere ricorsi efficaci e proporre piani di rientro e ristrutturazione su misura.
📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione, difenderti con strategie legali concrete e tempestive e salvaguardare la tua distilleria.