Accertamento fiscale a un noleggio macchine movimento terra: come difendersi subito e bene

Introduzione

Gestire un’azienda di noleggio di macchine movimento terra espone a investimenti iniziali importanti (escavatori, pale gommate, gru e piattaforme) e a costi fissi elevati. Per competere nel settore edile è necessario l’acquisto o il leasing di mezzi costosi, la manutenzione periodica, la copertura assicurativa e il rispetto di normative ambientali e di sicurezza. I ricavi, invece, dipendono dall’andamento dei cantieri e vengono spesso incassati con ritardi significativi. Questo squilibrio tra costi e incassi può indurre l’imprenditore a rinviare il pagamento di imposte e contributi, esponendo l’azienda a controlli e sanzioni. L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno poteri ispettivi molto ampi. In presenza di scritture contabili inattendibili possono procedere ad accertamenti induttivi e recuperare a tassazione ricavi non dichiarati. Negli ultimi anni la giurisprudenza della Corte di cassazione ha confermato che, quando le scritture sono inaffidabili, l’ufficio può ricorrere a presunzioni semplici per ricostruire i ricavi .

Per il titolare di un’impresa di noleggio macchine movimento terra un avviso di accertamento può comportare richieste ingenti di imposte, sanzioni ed interessi e può sfociare in pignoramenti, fermi amministrativi o ipoteche. È quindi indispensabile conoscere quali sono le regole che disciplinano i controlli fiscali, i diritti del contribuente e le strategie difensive per fermare o annullare la pretesa. La legge n. 212/2000 (cosiddetto Statuto dei diritti del contribuente) stabilisce che accessi, ispezioni e verifiche fiscali devono avvenire durante l’orario ordinario di esercizio e con modalità che arrechino la minor turbativa possibile . L’ispettore è obbligato a informare il contribuente dei motivi del controllo e del diritto di farsi assistere da un professionista . Se l’accesso avviene presso il domicilio è necessaria un’autorizzazione del procuratore della Repubblica . La stessa norma prevede che la permanenza dei verificatori non può superare trenta giorni lavorativi, prorogabili in casi complessi .

Lo scopo di questo articolo è fornire una guida completa e aggiornata (dicembre 2025) sul tema dell’accertamento fiscale a un noleggio di macchine movimento terra, con un taglio giuridico e pratico. Verranno analizzati gli strumenti normativi e giurisprudenziali che regolano i controlli, le procedure da seguire dopo la notifica dell’atto, le difese possibili e le soluzioni alternative per definire o annullare il debito. Il punto di vista sarà sempre quello del contribuente, evidenziando gli errori da evitare e i diritti da far valere.

Chi è l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e come può aiutarti

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma ed è abilitato al patrocinio innanzi alla Corte di cassazione. Dirige un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti specializzati in diritto bancario, tributario e in crisi d’impresa. È gestore della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012, iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia, professionista fiduciario di un organismo di composizione della crisi (OCC) e esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021. Il suo staff segue contribuenti di ogni parte d’Italia, fornendo assistenza nella fase contenziosa e in quella stragiudiziale.

In caso di accertamento fiscale, l’Avv. Monardo offre:

  • analisi preliminare dell’atto e verifica dei vizi formali o sostanziali;
  • presentazione di istanze di autotutela per ottenere l’annullamento in via amministrativa;
  • assistenza nel contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate o nella procedura di accertamento con adesione;
  • predisposizione di ricorsi alla Corte di Giustizia tributaria (ex Commissioni tributarie) e richiesta di sospensione immediata della riscossione;
  • trattative con l’Agente della Riscossione per rateazioni, definizioni agevolate e rottamazioni;
  • redazione di piani di ristrutturazione o di esdebitazione nell’ambito delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione e liquidazione controllata.

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Contesto normativo e giurisprudenziale

In questa sezione vengono illustrate le principali norme e sentenze che disciplinano l’accertamento fiscale e i diritti del contribuente in Italia, con particolare riguardo al settore del noleggio macchine movimento terra.

I poteri di accertamento dell’Amministrazione finanziaria

L’accertamento tributario è l’attività con cui l’Amministrazione finanziaria verifica la corretta determinazione delle imposte. Nel settore delle imposte sui redditi le norme di riferimento sono contenute nel D.P.R. 600/1973. L’articolo 39 disciplina la rettifica delle dichiarazioni e distingue tre tipologie di accertamento:

TipologiaNormativa (DPR 600/1973)Presupposti
Accertamento analiticoArt. 39, comma 1, lett. a) e b)Utilizza i dati della contabilità del contribuente. La rettifica riguarda singole poste di ricavo o costo.
Accertamento analitico‑presuntivo (o analitico‑induttivo)Art. 39, comma 1, lett. d)Quando le scritture contabili presentano irregolarità non gravi, l’Ufficio può utilizzare presunzioni gravi, precise e concordanti per stimare maggiori ricavi.
Accertamento induttivo puroArt. 39, comma 2Quando le scritture sono inattendibili nel loro complesso, l’Ufficio può prescindere da esse e determinare il reddito anche sulla base di semplici indizi .

La Corte di cassazione ha ribadito che, in caso di inattendibilità globale delle scritture contabili, l’amministrazione è autorizzata ad utilizzare presunzioni anche semplici per ricostruire il reddito: se le irregolarità sono numerose e gravi, l’adozione del metodo induttivo è legittima . In tali casi l’onere della prova si inverte e grava sul contribuente dimostrare l’esattezza delle proprie scritture .

Nel settore dell’IVA, l’art. 54 del D.P.R. 633/1972 prevede che, in presenza di gravi irregolarità, l’Amministrazione possa procedere a rettifica delle dichiarazioni anche con dati e presunzioni. La Cassazione ha chiarito che per operazioni inesistenti l’onere di provare la non veridicità delle fatture spetta all’amministrazione; una volta che l’Ufficio fornisce elementi idonei, spetta al contribuente dimostrare l’esistenza delle operazioni . Nel caso Corte di Cassazione n. 15395/2008, riguardante il noleggio a freddo di macchine per il movimento terra, l’Amministrazione aveva contestato la falsità di alcune fatture, deducendo che i pagamenti effettivi erano inferiori agli importi fatturati. La Cassazione ha riconosciuto la legittimità dell’accertamento quando sussistono elementi gravi (mancato pagamento, genericità delle fatture, utilizzo di macchinari propri ecc.) e ha stabilito che l’onere della prova può essere invertito . Tuttavia ha anche affermato che la mancata corresponsione del corrispettivo è solo un indizio e che la valutazione della effettiva esistenza delle operazioni spetta al giudice di merito .

Per quanto riguarda la fiscalità dei contratti di noleggio (nolo a caldo e nolo a freddo), la Cassazione, con ordinanza n. 4803/2023 (nolo a caldo nel trasporto rifiuti), ha precisato che l’attività di trasporto di rifiuti svolta in forma di nolo a caldo rientra nella gestione dei rifiuti ai fini dell’aliquota IVA agevolata . Ciò significa che la distinzione tra nolo a caldo (fornitura di mezzo e conducente) e nolo a freddo (sola fornitura del mezzo) può avere riflessi fiscali sia sulla detrazione dell’IVA sia sui ricavi, ed è spesso oggetto di contestazione. L’impresa deve quindi tenere una contabilità dettagliata del tipo di contratto, indicare chiaramente nelle fatture la durata del nolo, il numero di mezzi e i relativi corrispettivi, e conservare la documentazione di supporto (contratti, ordini, rapporti di lavoro) per dimostrare l’effettività delle operazioni.

L’accertamento induttivo nei casi di infedeltà dichiarativa

L’Agenzia delle Entrate può ricorrere all’accertamento induttivo anche quando il contribuente non presenta il modello degli studi di settore (ora ISA) o lo compila in modo infedele. La circolare n. 30/E del 11 luglio 2012, emanata dalla Direzione centrale accertamento, ha spiegato che l’articolo 8 del decreto legge n. 16/2012 (che modifica l’art. 39, comma 2, lett. d‑ter, del DPR 600/1973) consente all’Ufficio di procedere in via induttiva qualora:

  • il contribuente ometta di presentare i modelli con i dati rilevanti ai fini degli studi di settore;
  • indichi cause di esclusione o di inapplicabilità non sussistenti;
  • compili il modello con dati infedeli determinando una differenza superiore al 15% o comunque superiore a 50 000 euro tra i ricavi stimati sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati dichiarati .

La circolare precisa che la possibilità di accertamento induttivo si applica agli avvisi notificati dal 2 marzo 2012 in avanti . Per gli anni precedenti, gli uffici potranno ricorrere a metodi induttivi solo se il contribuente non fornisce i dati corretti dopo un invito o se le irregolarità contabili sono tali da rendere la contabilità inattendibile .

I diritti del contribuente durante il controllo

Lo Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000) regola i rapporti tra fisco e cittadino. L’art. 6 stabilisce il principio di collaborazione e buona fede e vieta all’amministrazione di richiedere documenti già in suo possesso . L’articolo 12 disciplina gli accessi, le ispezioni e le verifiche nei locali destinati all’attività economica. Tra le tutele principali:

  • gli accessi devono avvenire durante l’orario ordinario e devono arrecare il minor disturbo possibile ;
  • gli ispettori devono informare il contribuente delle ragioni del controllo e del diritto di farsi assistere da un professionista ;
  • la permanenza presso la sede non può superare trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta nei casi complessi ;
  • l’accesso nel domicilio è consentito solo con autorizzazione del procuratore della Repubblica e in presenza di gravi indizi di violazioni fiscali ;
  • il contribuente può far annotare nel verbale le proprie osservazioni e far esaminare i documenti presso lo studio del professionista .

La violazione di tali garanzie può comportare l’illegittimità dell’accertamento. Nel 2025 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per la mancanza di tutele adeguate in alcuni accessi fiscali, richiamando la necessità di rispettare la privacy e l’inviolabilità del domicilio .

Onere della prova e presunzioni

L’accertamento può essere fondato su presunzioni, ma queste devono essere gravi, precise e concordanti ai sensi dell’art. 2729 c.c. Nel caso di accertamento analitico‑induttivo, la Cassazione ha precisato che gli elementi presuntivi possono essere anche unici purché dotati di sufficiente gravità: nella ordinanza n. 13205/2025 i giudici hanno confermato la legittimità di ricostruire i ricavi di un’impresa di ristorazione sulla base dei consumi di acqua minerale , ribadendo che l’amministrazione può basarsi su un solo indizio e che il contribuente deve fornire la prova contraria .

Nel settore del noleggio macchine movimento terra gli Uffici spesso utilizzano indicatori esterni per stimare i ricavi: chilometri percorsi dai mezzi, ore di utilizzo, consumo di carburante, numero di dipendenti o incassi bancari. È quindi essenziale conservare in modo accurato tutta la documentazione (contratti di nolo, rapporti di lavoro, documenti di trasporto, libretti di circolazione, registri delle ore di utilizzo) per dimostrare l’effettivo svolgimento delle prestazioni e la congruità dei corrispettivi.

Giurisprudenza rilevante per il settore noleggio macchine

  1. Cass. 11 giugno 2008, n. 15395 (Sez. V) – In un caso di noleggio a freddo di macchine operatrici per lavori di movimento terra, la Cassazione ha affermato che l’Amministrazione può procedere a rettifica dell’IVA quando esistono elementi che fanno presumere la falsità delle fatture o la sovra fatturazione. Se l’Ufficio fornisce valide presunzioni (mancato pagamento, genericità delle fatture, utilizzo di macchinari propri), spetta al contribuente dimostrare l’effettività delle operazioni . Tuttavia il mancato pagamento costituisce solo un indizio e non basta a dimostrare la non corrispondenza tra fatture e pagamenti .
  2. Cass. 15 maggio 2025, n. 13017 (Sez. V) – L’ordinanza ha ribadito che, in presenza di scritture contabili globalmente inattendibili, l’Ufficio può ricorrere all’accertamento induttivo puro ai sensi dell’art. 39, comma 2, DPR 600/1973, utilizzando anche semplici indizi . Il contribuente può comunque fornire la prova contraria, ma l’adozione del metodo induttivo è legittima se le irregolarità sono gravi e numerose .
  3. Cass. 19 maggio 2025, n. 13205 (ordinanza) – Riguardo a una ricostruzione presuntiva dei ricavi basata su un singolo elemento (consumo di acqua minerale), la Corte ha confermato che l’accertamento può fondarsi su un solo indizio purché grave, preciso e concordante . La decisione ribadisce che il contribuente deve provare l’inerenza dei costi ai fini IVA .
  4. Cass. 15 febbraio 2023, n. 4803 (ordinanza) – La Corte ha riconosciuto che l’attività di nolo a caldo di automezzi con personale per il trasporto di rifiuti rientra nella gestione dei rifiuti e beneficia dell’aliquota IVA agevolata . Questa pronuncia evidenzia come la qualificazione del contratto di noleggio (a caldo o a freddo) incida sul trattamento fiscale.

Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’avviso di accertamento

Ricevere un avviso di accertamento provoca spesso panico. Comprendere cosa contiene l’atto e quali sono i tempi per reagire è fondamentale per tutelarsi. Di seguito una guida operativa.

1. Lettura dell’atto e verifica dei requisiti formali

L’avviso di accertamento deve contenere:

  • l’indicazione del periodo d’imposta, delle imposte e delle sanzioni richieste;
  • la qualificazione dei fatti contestati e le norme applicate;
  • l’indicazione dell’Ufficio che ha emanato l’atto e del funzionario responsabile;
  • la sottoscrizione dell’atto da parte del dirigente legittimato;
  • la menzione che avverso l’atto è ammesso ricorso entro 60 giorni (o 150 giorni se è stata presentata istanza di accertamento con adesione).

La mancanza di motivazione può determinare l’annullamento dell’atto; è quindi opportuno controllare se le ragioni della rettifica sono esplicitate e se gli elementi presuntivi citati sono gravi, precisi e concordanti.

2. Richiesta di documenti e accesso agli atti

Lo Statuto del contribuente vieta all’Amministrazione di chiedere documenti già in suo possesso , ma consente al contribuente di esaminare l’intero fascicolo relativo all’accertamento. È consigliabile richiedere:

  • copia del processo verbale di constatazione (PVC), se l’accertamento si fonda su una verifica fiscale;
  • copia degli atti istruttori (richieste di informazioni a terzi, questionari, estratti conto bancari);
  • copia delle presunzioni o degli studi di settore che hanno portato alla rettifica.

Analizzare la documentazione permette di individuare errori di calcolo, incongruenze o violazioni delle garanzie e di predisporre una difesa mirata.

3. Valutare l’accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997)

L’accertamento con adesione consente al contribuente di definire l’atto evitando il contenzioso, con la riduzione delle sanzioni a 1/3 e la possibilità di rateizzare il pagamento. La procedura può essere attivata:

  • su invito dell’Ufficio: l’Amministrazione invia un invito a comparire con la proposta di definizione. Il contribuente può aderire o non presentarsi. Se non si presenta, l’Ufficio emetterà l’avviso; l’istanza presentata dopo la notifica non sospende il termine per il ricorso ;
  • su iniziativa del contribuente: entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso, il contribuente può presentare istanza di adesione. In questo caso il termine per impugnare è sospeso per 90 giorni (art. 6, D.Lgs. 218/1997) e riprende a decorrere se non si conclude l’accordo.

Se l’Ufficio e il contribuente raggiungono un accordo, l’atto viene rideterminato e si paga quanto concordato; in caso contrario si potrà presentare ricorso. L’accertamento con adesione è consigliato quando la pretesa è fondata ma si vuole ridurre l’importo o ottenere la rateazione.

4. Reclamo e mediazione (art. 17‑bis, D.Lgs. 546/1992)

Per gli atti di valore non superiore a 50 000 euro, il ricorso deve essere preceduto da un reclamo mediativo. In pratica, il contribuente presenta il ricorso alla Corte di giustizia tributaria, ma questo viene trattato dall’Ufficio che può accogliere, respingere o formulare una proposta di mediazione. Se la proposta non viene accettata, il ricorso prosegue dinanzi al giudice. Il vantaggio del reclamo è la riduzione delle sanzioni del 35% in caso di definizione.

5. Ricorso alla Corte di giustizia tributaria (ex commissione tributaria)

Se non si vuole aderire o se l’adesione non ha esito, il contribuente può impugnare l’atto dinanzi alla Corte di giustizia tributaria di primo grado. Il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso (artt. 21 e 22, D.Lgs. 546/1992). La sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio, 21 gennaio 2013, ha affermato che l’istanza di accertamento con adesione presentata dopo un invito a comparire non sospende il termine di ricorso e che il termine di 60 giorni decorre dalla notifica dell’atto . È quindi fondamentale rispettare la scadenza per non incorrere nell’inammissibilità del ricorso.

Nel ricorso bisogna indicare l’atto impugnato, l’oggetto, i motivi (vizi formali e sostanziali), la prova documentale e le richieste. Contestualmente si può chiedere la sospensione dell’atto (art. 47, D.Lgs. 546/1992) dimostrando il periculum in mora (danno grave e irreparabile). In presenza di gravi vizi formali (mancata motivazione, notifica inesistente) è possibile chiedere l’annullamento totale dell’atto; in caso di contestazione sul merito si può chiedere la rideterminazione dell’imposta.

6. Autotutela e istanze di annullamento

Anche dopo la notifica dell’avviso, l’Agenzia delle Entrate può annullare l’atto in via di autotutela quando è evidente l’illegittimità (errore di persona, doppia imposizione, errore di calcolo, pagamento già avvenuto). È consigliabile presentare un’istanza motivata, allegando i documenti che dimostrano l’errore, per ottenere la cancellazione totale o parziale dell’atto. Sebbene l’autotutela non sospenda i termini per impugnare, in molti casi l’Agenzia annulla l’atto riconoscendo l’errore senza costi per il contribuente.

7. Rateizzazione e sospensione della riscossione

Se l’avviso diventa definitivo o se si firma l’atto con adesione, si può chiedere la rateazione del debito all’Agenzia delle Entrate o all’Agente della riscossione. Per gli accertamenti esecutivi, il pagamento può essere diluito fino a 8 rate trimestrali o 12 rate (se importi elevati). Per le somme iscritte a ruolo, l’Agente può concedere fino a 72 rate mensili, elevabili a 120 in caso di comprovata difficoltà. È anche possibile ottenere la sospensione della riscossione in presenza di ricorso pendente, di richiesta di rateazione o di domanda di definizione agevolata.

Difese e strategie legali

Affrontare un accertamento richiede competenze tecniche e capacità negoziali. Di seguito le principali strategie difensive per un’impresa di noleggio di macchine movimento terra.

Controllare la legittimità dell’accesso e della verifica

Uno dei primi aspetti da verificare è se la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate hanno rispettato le garanzie dello Statuto del contribuente durante la verifica.

  • Orario e modalità di accesso: l’accesso deve avvenire durante l’orario ordinario di attività e deve arrecare il minor disturbo possibile . Se i verificatori si presentano all’alba o in orario di chiusura senza urgenza, l’accesso può essere contestato.
  • Autorizzazione del PM per l’accesso al domicilio: se l’impresa svolge l’attività presso un domicilio (es. sede legale in abitazione), l’accesso richiede l’autorizzazione del procuratore della Repubblica e la sussistenza di gravi indizi . In mancanza di autorizzazione, la prova acquisita può essere inutilizzabile.
  • Informazione sui diritti: l’ispettore deve informare il contribuente delle ragioni dell’accesso, dell’oggetto della verifica e del diritto a farsi assistere . Se tale informazione non è stata data, il verbale può essere impugnato.
  • Durata della verifica: la permanenza non può superare trenta giorni lavorativi, prorogabili di altri trenta in casi complessi . Verifiche più lunghe senza proroga motivata sono illegittime.

Se una o più di queste condizioni non sono rispettate, si può richiedere l’annullamento dell’avviso o l’esclusione delle prove raccolte.

Contestare le presunzioni dell’Ufficio

L’Ufficio spesso utilizza indicatori indiretti per ricostruire i ricavi. In particolare nel settore noleggio macchine movimento terra può basarsi su:

  • consumo di carburante;
  • numero di ore di lavoro dei dipendenti;
  • numero di mezzi posseduti e loro capacità;
  • valori medi di mercato per il noleggio.

Per contrastare tali presunzioni occorre dimostrare che i dati utilizzati non sono attendibili o non riguardano l’impresa. Ad esempio:

  • fornire i contratti di noleggio che indicano tariffe specifiche (differenti da quelle medie);
  • dimostrare con i rapporti di lavoro e i libretti di circolazione che parte dei mezzi era ferma o in manutenzione;
  • presentare documentazione che giustifica l’alto consumo di carburante per spostamenti a vuoto o trasferimenti.

È inoltre importante ricordare che la Cassazione ha stabilito che gli elementi presuntivi possono essere anche unici, ma devono essere gravi, precisi e concordanti . Se l’Ufficio utilizza un solo indizio, il difensore deve dimostrare che non è grave né preciso; ad esempio, il consumo di carburante può dipendere da spostamenti non fatturati o da furti di carburante.

Dimostrare l’effettività delle operazioni

Nel caso del noleggio, spesso l’Amministrazione contesta l’esistenza delle operazioni fatturate o la loro corretta qualificazione (nolo a caldo vs nolo a freddo). È quindi fondamentale conservare e produrre:

  • contratti di noleggio con data certa, durata, corrispettivo e condizioni;
  • ordini di lavoro e rapporti giornalieri firmati dal committente;
  • documenti di trasporto (DDT) o rapporti di noleggio giornalieri;
  • fatture con indicazione analitica dei mezzi utilizzati, durata e importo;
  • eventuali autorizzazioni alla circolazione dei mezzi e attestati di formazione degli operatori;
  • prove dei pagamenti (bonifici, assegni, ricevimento di pagamenti in contanti con quietanza), per dimostrare che i corrispettivi sono stati effettivamente incassati.

Nel procedimento n. 15395/2008 la Cassazione ha riconosciuto che l’Ufficio può contestare l’esistenza delle operazioni solo se dispone di elementi concreti e che, in caso di presunzioni, il contribuente può fornire la prova dell’effettività . Pertanto, documentare con precisione ogni nolo (anche con foto o geolocalizzazioni dei mezzi) costituisce la migliore difesa.

Verificare la legittimità delle sanzioni

Le sanzioni amministrative tributarie sono disciplinate dal D.Lgs. 472/1997. La loro misura dipende dalla violazione (omessa dichiarazione, infedele dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti). In sede di ricorso è possibile chiedere:

  • la riduzione o l’annullamento delle sanzioni se si dimostra che l’errore è lieve, non comporta sottrazione d’imposta o dipende da interpretazioni controverse;
  • l’applicazione del cumulo giuridico quando più violazioni sono connesse;
  • la non applicazione delle sanzioni se si aderisce all’accertamento o si definisce la lite mediante conciliazione o rottamazione.

È inoltre opportuno contestare l’eventuale irrogazione di sanzioni penali (D.Lgs. 74/2000) quando l’Amministrazione ritiene che l’omessa registrazione delle operazioni abbia superato la soglia penale. In tali casi occorre valutare se i fatti integrino o meno il reato e difendersi con un penalista.

Valutare i vizi di notifica

Un altro ambito di difesa riguarda la regolarità della notifica dell’atto. Spesso l’avviso è notificato a un indirizzo errato o mediante un servizio postale non autorizzato. È necessario verificare:

  • la correttezza dell’indirizzo e del destinatario;
  • la presenza della relata di notifica completa di data e firma;
  • l’utilizzo di un servizio abilitato (posta, messo comunale, ufficiale giudiziario);
  • la legittimazione del soggetto che ha firmato l’avviso.

Una notifica irregolare può comportare la nullità dell’atto. È tuttavia necessario impugnare l’avviso entro il termine di 60 giorni o, in alternativa, sollevare l’eccezione in via preliminare nel corso del giudizio.

Sospensione e opposizione alla riscossione

Quando si presenta ricorso, è essenziale chiedere la sospensione della riscossione all’Ufficio o al giudice. L’istanza va motivata allegando documenti che dimostrino la gravità e l’irreparabilità del danno (es. blocco dei cantieri, impossibilità di pagare i dipendenti). L’Ufficio può concedere la sospensione amministrativa; in caso di rigetto, il giudice tributario può sospendere l’atto fino alla sentenza.

Se l’accertamento si traduce in fermo amministrativo dei mezzi o in ipoteca sui beni aziendali, è possibile presentare opposizione al giudice dell’esecuzione sostenendo che l’iscrizione è illegittima o sproporzionata rispetto al credito. In particolare, l’art. 86 del DPR 602/1973 prevede che il fermo amministrativo può essere disposto solo per debiti iscritti a ruolo. Se si tratta di un accertamento esecutivo non ancora iscritto a ruolo, il fermo è illegittimo.

Altre strategie

  • Rottamazione e definizione agevolata: se pendono carichi affidati all’agente della riscossione, è possibile aderire alla rottamazione quinquies introdotta dalla legge di bilancio 2026. Questa misura consente di pagare solo le imposte e le spese di notifica, azzerando sanzioni, interessi di mora e aggio . La rottamazione si applica ai debiti affidati dal 2000 al 31 dicembre 2023 e prevede la possibilità di rateizzare. Il pagamento tempestivo delle rate blocca i pignoramenti e i fermi .
  • Accordi con l’Agente della riscossione: è possibile chiedere il piano di rateazione fino a 72 o 120 rate e ottenere la sospensione dei pignoramenti in cambio del versamento della prima rata.
  • Ravvedimento operoso: se l’accertamento non è ancora notificato, l’impresa può regolarizzare la propria posizione versando le imposte dovute e usufruendo di riduzioni significative delle sanzioni. È applicabile anche ai tributi locali e ai contributi previdenziali.
  • Composizione negoziata della crisi d’impresa: introdotta dal D.L. 118/2021 e ora confluita nel Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019), consente alle imprese in squilibrio economico-finanziario di attivare una procedura di trattativa assistita da un esperto. L’imprenditore può richiedere la nomina di un esperto alla Camera di commercio; questi lo assiste nelle trattative con i creditori, e il ricorso può comportare la riduzione delle sanzioni tributarie e degli interessi e la possibilità di ottenere misure protettive del patrimonio . La procedura si avvia tramite piattaforma telematica e richiede la predisposizione di un piano di risanamento .
  • Procedura di sovraindebitamento: per imprese individuali o professionisti non fallibili, il Codice della crisi prevede diverse procedure: piano del consumatore, accordo di composizione, liquidazione controllata ed esdebitazione. La guida aggiornata al 2025 illustra che il piano del consumatore consente di proporre un piano di pagamenti anche senza il consenso dei creditori, mentre l’accordo di composizione richiede la negoziazione con i creditori . La liquidazione controllata comporta la cessione dei beni e, al termine, l’esdebitazione che cancella i debiti residui . L’istanza deve essere presentata tramite un Organismo di composizione della crisi (OCC) .

Strumenti alternativi: rottamazioni, definizioni agevolate e procedure di crisi

Rottamazione Quinquies (pace fiscale 2026)

La rottamazione quinquies, prevista dalla legge di bilancio 2026, rappresenta la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle. La misura consente ai contribuenti di estinguere i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 pagando solo:

  • l’imposta o il contributo originariamente dovuto;
  • le spese di notifica e di esecuzione;
  • le somme maturate a titolo di rimborso spese per procedure esecutive (es. pignoramento).

Sono eliminate le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio di riscossione . Il contribuente può scegliere di pagare in un’unica soluzione o in rate (fino a 18 rate in cinque anni). La presentazione della domanda avviene telematicamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, generalmente entro aprile dell’anno successivo all’entrata in vigore della legge. Il rispetto delle scadenze di pagamento è essenziale: la decadenza comporta la perdita dei benefici e il ripristino del debito integrale .

Definizione agevolata degli avvisi bonari e degli avvisi di accertamento

Le leggi di bilancio degli ultimi anni hanno introdotto varie misure di definizione agevolata per gli avvisi bonari e gli avvisi di accertamento. Ad esempio, la legge di bilancio 2023 (art. 1, commi 153‑159, L. 197/2022) ha previsto la definizione agevolata delle somme dovute a seguito di controllo automatizzato (avvisi bonari) con riduzione delle sanzioni al 3%. È probabile che la finanziaria 2026 riproponga misure simili. Per l’impresa di noleggio vale la pena verificare ogni anno se gli avvisi rientrano in procedure di “tregua fiscale”, che permettono di pagare solo l’imposta con sanzioni ridotte e, in molti casi, con la possibilità di rateizzare.

Accertamento con adesione, conciliazione giudiziale e acquiescenza

Oltre alle definizioni agevolate, esistono strumenti che permettono di evitare il contenzioso o di ridurre le sanzioni:

  • Accertamento con adesione: come visto, consente di definire l’avviso con sanzioni ridotte a 1/3 e rateizzazione. È attivabile anche su iniziativa del contribuente ed è opportuno quando le contestazioni sono fondate.
  • Acquiescenza: il contribuente accetta l’atto senza contestarlo, pagando l’imposta, gli interessi e le sanzioni ridotte di un terzo entro 60 giorni dalla notifica. È utile quando la pretesa è legittima e si vuole evitare ulteriori spese e interessi.
  • Conciliazione giudiziale (art. 48, D.Lgs. 546/92): durante il giudizio le parti possono chiudere la controversia con un accordo. In tal caso le sanzioni sono ridotte al 50% e le spese di giudizio sono compensate.

Procedure di sovraindebitamento e composizione della crisi d’impresa

Quando i debiti superano la capacità di rimborso e l’impresa rischia di non poter proseguire l’attività, è opportuno valutare le procedure di composizione della crisi:

  • Composizione negoziata della crisi d’impresa: introdotta dal D.L. 118/2021, permette all’imprenditore commerciale o agricolo in difficoltà di farsi affiancare da un esperto nominato dalla Camera di commercio. L’esperto valuta la possibilità di risanamento e conduce le trattative con i creditori; nel frattempo l’imprenditore può chiedere misure protettive del patrimonio (sospensione delle azioni esecutive) e misure premiali (riduzione di sanzioni e interessi) . La procedura si attiva tramite la piattaforma telematica e richiede un test sulla sostenibilità del piano .
  • Piano del consumatore: destinato alle persone fisiche che hanno contratto debiti per esigenze non imprenditoriali. Consente di proporre un piano di rimborso con taglio delle somme dovute, anche senza l’approvazione dei creditori . È ideale per soci o amministratori di società che hanno rilasciato garanzie personali e non possono far fronte alle obbligazioni.
  • Accordo di composizione: rivolto a professionisti, imprenditori minori e imprese sotto soglia. Prevede la rinegoziazione dei debiti con l’approvazione dei creditori e comporta la sospensione delle azioni esecutive .
  • Liquidazione controllata del sovraindebitato: riguarda chi non può proporre un piano. I beni vengono liquidati sotto il controllo di un liquidatore nominato dal giudice e, al termine, il debitore ottiene l’esdebitazione .
  • Esdebitazione del debitore incapiente: consente a chi non possiede beni né redditi aggredibili di ottenere la cancellazione dei debiti residui dopo un periodo di osservazione .

Errori comuni e consigli pratici

Molti contribuenti commettono errori che compromettono la difesa o aggravano la situazione. Ecco quelli più frequenti e come evitarli:

  1. Ignorare l’avviso: spesso gli imprenditori ritengono che l’avviso sia un semplice pro memoria. In realtà l’avviso di accertamento è un atto impositivo che può diventare esecutivo. È essenziale leggerlo attentamente, rivolgersi a un professionista e decidere subito la strategia.
  2. Non rispettare i termini: il ricorso va presentato entro 60 giorni. Molti perdono la scadenza sperando di risolvere tramite telefonate all’Ufficio. Trascorso il termine l’atto diventa definitivo.
  3. Richiedere l’adesione fuori tempo: come ricordato, l’istanza di adesione presentata dopo l’invito non sospende il termine . Occorre monitorare le comunicazioni e presentare l’istanza tempestivamente.
  4. Sottovalutare le presunzioni: l’Ufficio può basare l’accertamento su presunzioni uniche se gravi e precise . Non è sufficiente contestare genericamente; bisogna fornire prove contrarie.
  5. Trascurare la documentazione: contratti incompleti, fatture generiche e pagamenti non tracciati rendono difficile la difesa. È fondamentale predisporre una contabilità ordinata e documentata.
  6. Non coinvolgere un professionista: l’assistenza di un avvocato e di un commercialista esperti in diritto tributario è decisiva per individuare vizi e definire la strategia. L’Avv. Monardo coordina un team multidisciplinare in grado di affrontare ogni aspetto fiscale, civilistico e contabile.
  7. Trascurare le soluzioni di composizione della crisi: quando i debiti sono insostenibili, è opportuno valutare la composizione negoziata o le procedure di sovraindebitamento, che consentono la protezione del patrimonio e la cancellazione dei debiti residui. Ignorarle può portare a esecuzioni forzate.

Tabelle riepilogative

Tipi di accertamento e condizioni di legittimità

Tipo di accertamentoNormativaCondizioni per l’usoNote pratiche
AnaliticoD.P.R. 600/73, art. 39, c.1, lett. a)La contabilità è formalmente regolare; l’Ufficio rettifica singole voci utilizzando i dati contabili.Il contribuente può provare la correttezza con documenti contabili.
Analitico‑presuntivoD.P.R. 600/73, art. 39, c.1, lett. d)Scritture irregolari o incomplete ma non gravi. L’Ufficio usa presunzioni gravi, precise e concordanti.Il contribuente deve contrastare le presunzioni con prove contrarie.
Induttivo puroD.P.R. 600/73, art. 39, c.2Scritture globalmente inattendibili; Ufficio può prescindere dalle scritture e usare anche semplici indizi.L’onere della prova passa al contribuente; è legittimo solo se l’inattendibilità è grave.
Rettifica IVAD.P.R. 633/72, art. 54L’Ufficio può rettificare la dichiarazione IVA se ci sono fatture per operazioni inesistenti o se i corrispettivi non risultano pagati .L’onere della prova dell’inesistenza è a carico dell’amministrazione, ma può passare al contribuente con presunzioni idonee .

Strumenti difensivi e benefici

StrumentoNormativaBeneficiQuando usarlo
Accertamento con adesioneD.Lgs. 218/1997Riduzione sanzioni a 1/3, rateizzazione, nessun contenzioso.Quando la pretesa è plausibile ma si vuole ridurre l’importo e ottenere rate.
Reclamo/mediazioneD.Lgs. 546/1992, art. 17‑bisRiduzione sanzioni al 35% in caso di accordo, chiusura anticipata della lite.Per avvisi fino a 50 000 euro.
Ricorso tributarioD.Lgs. 546/1992Possibilità di annullamento totale o parziale dell’atto, sospensione della riscossione.Quando l’atto è illegittimo o infondato.
Rottamazione quinquiesL. bilancio 2026Cancellazione di sanzioni, interessi e aggio; pagamento solo del tributo .Per debiti iscritti a ruolo dal 2000 al 31 dicembre 2023.
Definizioni agevolate avvisiL. 197/2022 e successiveSanzioni ridotte (3% o 15%) per avvisi bonari; possibilità di rateazione.Per carichi da controlli automatizzati o avvisi di accertamento esecutivi.
Procedura di sovraindebitamentoD.Lgs. 14/2019 e L. 3/2012Protezione del patrimonio, sospensione delle azioni esecutive, esdebitazione .Per soggetti non fallibili con debiti insostenibili.
Composizione negoziataD.L. 118/2021Riduzione sanzioni, misure protettive, assistenza di un esperto, possibilità di ristrutturazione.Per imprese commerciali o agricole in squilibrio patrimoniale che vogliono ristrutturarsi.
AutotutelaArt. 2‑quater, D.L. 564/1994Annullamento totale o parziale dell’atto senza costi.Quando l’atto presenta errori evidenti (errore di persona, doppia imposizione, pagamento già avvenuto).

Domande frequenti (FAQ)

1. Ho ricevuto un avviso di accertamento per la mia impresa di noleggio: quanto tempo ho per impugnarlo?
Il ricorso alla Corte di giustizia tributaria va presentato entro 60 giorni dalla notifica. Se si presenta istanza di accertamento con adesione entro tale termine, il ricorso è sospeso per 90 giorni. Se l’avviso è preceduto da un invito a comparire e si presenta l’istanza dopo la notifica, il termine non è sospeso e resta di 60 giorni .

2. Cos’è l’accertamento analitico‑presuntivo e quando può essere applicato?
È la rettifica prevista dall’art. 39, comma 1, lett. d) del DPR 600/1973. Si applica quando le scritture sono irregolari ma non completamente inattendibili. L’Ufficio può desumere maggiori ricavi da presunzioni gravi, precise e concordanti; il contribuente deve fornire la prova contraria.

3. Cosa succede se la contabilità è completamente inattendibile?
In caso di inattendibilità globale delle scritture, l’Ufficio può ricorrere all’accertamento induttivo puro (art. 39, comma 2, DPR 600/1973), prescindendo dalle scritture e utilizzando anche semplici indizi . L’onere della prova passa al contribuente.

4. In un contratto di noleggio a caldo posso applicare l’IVA ridotta?
Sì, la Cassazione ha stabilito che l’attività di nolo a caldo con automezzi e personale per il trasporto di rifiuti rientra nella gestione dei rifiuti e beneficia dell’aliquota IVA agevolata . È necessario, però, dimostrare che l’attività comprende la gestione del servizio e non solo la messa a disposizione del mezzo.

5. Le fatture per il noleggio di macchine sono contestate come false: chi deve provare cosa?
Secondo la Cassazione, in presenza di contestazioni di fatture per operazioni inesistenti l’onere di provare la falsità grava sull’amministrazione; se questa fornisce presunzioni idonee (ad esempio mancato pagamento, genericità delle fatture, uso di macchinari propri), l’onere si inverte e il contribuente deve dimostrare l’effettività delle operazioni .

6. È possibile contestare un avviso di accertamento se l’accesso è stato fatto senza autorizzazione del procuratore?
Sì. L’accesso al domicilio richiede l’autorizzazione del procuratore della Repubblica e gravi indizi di violazioni fiscali . In assenza di autorizzazione, le prove raccolte possono essere inutilizzabili e l’avviso può essere annullato.

7. Cosa posso fare se ricevo un fermo amministrativo sui miei escavatori?
Il fermo amministrativo può essere disposto solo per debiti iscritti a ruolo (art. 86, DPR 602/1973). Se è stato applicato in base a un accertamento esecutivo non ancora iscritto, è illegittimo. È possibile presentare opposizione e chiedere la revoca; intanto, la rottamazione o la rateizzazione sospendono il fermo.

8. L’adesione all’accertamento mi obbliga a rinunciare al ricorso?
Sì. Se si sottoscrive l’accertamento con adesione e si paga quanto concordato, non si può più proporre ricorso. Per questo occorre valutare attentamente con il proprio professionista se la pretesa è corretta e se conviene aderire.

9. Cosa succede se non pago la rateizzazione della rottamazione?
Il mancato pagamento di una rata entro la scadenza comporta la perdita dei benefici. Le somme residue tornano dovute per intero con sanzioni e interessi e riprendono le azioni esecutive .

10. Posso proporre un piano del consumatore se ho debiti aziendali?
Il piano del consumatore è riservato alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi personali. Se i debiti derivano dall’attività d’impresa, è necessario ricorrere all’accordo di composizione o alla liquidazione controllata .

11. Devo pagare l’imposta di bollo per chiedere la composizione negoziata?
Sì. L’istanza da presentare tramite la piattaforma telematica richiede il pagamento del diritto di segreteria (circa 252 euro) e dell’imposta di bollo telematica .

12. La richiesta di documentazione bancaria comporta una violazione della privacy?
No. L’Agenzia delle Entrate può chiedere alle banche le movimentazioni dei conti. Tuttavia l’uso dei dati deve essere proporzionato e finalizzato all’accertamento. Se i dati non sono pertinenti, si può contestare l’utilizzo.

13. Se non rispondo al questionario dell’Agenzia delle Entrate, cosa accade?
La mancata risposta ai questionari e la mancata esibizione dei documenti possono comportare l’irrogazione di una sanzione e la presunzione che i fatti contestati siano veri. Rispondere con precisione e nei termini è essenziale.

14. Posso chiedere la sospensione della riscossione anche se non ho ancora presentato ricorso?
Sì. È possibile chiedere la sospensione amministrativa all’Ufficio sulla base di gravi motivi; se l’Ufficio non decide o rigetta, è comunque consigliabile presentare ricorso con istanza di sospensione al giudice.

15. Se la mia società è in perdita posso evitare l’accertamento?
Le perdite fiscali non escludono i controlli. Anzi, un bilancio in perdita può essere considerato segnale di incongruenza se le presunzioni indicano ricavi non dichiarati. Tuttavia, documentare le ragioni delle perdite (investimenti, calo del mercato, insolvenze dei clienti) può aiutare a superare la presunzione di evasione.

16. Come si distingue il nolo a freddo dal nolo a caldo?
Nel nolo a freddo l’impresa fornisce esclusivamente il macchinario; l’utilizzatore impiega il proprio personale e sopporta il rischio. Nel nolo a caldo l’impresa fornisce il mezzo e il personale specializzato, assumendo parte del rischio d’impresa. Questa distinzione incide sull’aliquota IVA e sulla qualificazione del ricavo .

17. La presenza di un socio lavoratore può influire sull’accertamento?
Sì. In presenza di soci lavoratori o di dipendenti che utilizzano i mezzi, l’Ufficio può stimare i ricavi in base alle ore di lavoro. È quindi importante documentare le mansioni dei soci e dei dipendenti e i costi relativi.

18. Quali elementi devo conservare per difendermi in un contenzioso fiscale?
Contratti di noleggio, ordini di lavoro, rapporti giornalieri, libretti di circolazione e manutenzione, fatture dettagliate, ricevute dei pagamenti, registri delle ore di utilizzo, documenti di trasporto, eventuali autorizzazioni, corrispondenza con i clienti, estratti conto bancari. Più documenti si hanno, più facile sarà smontare le presunzioni dell’Ufficio.

19. Qual è la differenza tra rateazione amministrativa e rateazione concessa dal giudice?
La rateazione amministrativa viene concessa dall’Agenzia o dall’Agente della riscossione; il giudice tributario può concedere la sospensione del pagamento ma non può imporre un piano di rateazione. Se il giudice sospende, il debito resta ma non sono dovute le somme fino alla pronuncia di merito.

20. È possibile chiedere il patrocinio a spese dello Stato in un contenzioso tributario?
Sì. Il contribuente con reddito non superiore ai limiti previsti può chiedere il gratuito patrocinio dinanzi alla Corte di giustizia tributaria. Occorre presentare apposita istanza con i documenti reddituali.

Simulazioni pratiche e calcoli

Esempio 1: Presunzione basata sulle ore di utilizzo dei mezzi

Scenario: L’Agenzia delle Entrate contesta che l’impresa Noleggi Escavatori SRL, proprietaria di 10 escavatori, ha dichiarato ricavi per 500 000 euro nel 2024. L’Ufficio ritiene che i mezzi abbiano lavorato più ore di quanto fatturato e ricostruisce i ricavi in via induttiva.

  • Dati in possesso dell’Ufficio: consumo medio di carburante per escavatore 12 l/ora; acquisti di gasolio 150 000 litri; costo unitario del nolo 80 euro/ora.
  • Calcolo dell’Ufficio: 150 000 litri ÷ 12 l/ora = 12 500 ore di lavoro; 12 500 ore × 80 €/ora = 1 000 000 euro di ricavi presunti.
  • Differenza rispetto al dichiarato: 1 000 000 − 500 000 = 500 000 euro.

Difesa: L’impresa contesta la presunzione dimostrando che:

  • 30 000 litri di gasolio sono stati utilizzati per trasferimenti non fatturabili (spostamento dei mezzi da un cantiere all’altro);
  • 20 000 litri sono stati venduti ai dipendenti per uso privato e regolarmente fatturati;
  • 2 escavatori sono stati inattivi per 2 mesi per manutenzione straordinaria (documenti di officina allegati);
  • 1 escavatore è stato noleggiato a caldo, con consumi più elevati dovuti al riscaldamento della cabina durante l’inverno.

Fornendo queste prove, l’impresa riduce le ore effettive di lavoro e dimostra l’inesattezza della presunzione. Se l’Ufficio non dispone di ulteriori elementi, il giudice può annullare l’accertamento o ridurne l’importo.

Esempio 2: Calcolo dei risparmi con la rottamazione quinquies

Debito originario

DescrizioneImporto
Imposte (IVA, IRES)€ 80 000
Sanzioni€ 25 000
Interessi di mora€ 10 000
Agio e spese di riscossione€ 5 000
Totale in cartella€ 120 000

Adesione alla rottamazione quinquies

Con la rottamazione quinquies, il contribuente paga solo le imposte e le spese di notifica/esecuzione . Le sanzioni, gli interessi e l’aggio sono azzerati.

ElementoImporto da pagare
Imposte€ 80 000
Spese di notifica/esecuzione€ 5 000
Totale dovuto€ 85 000

Risparmio rispetto al totale in cartella: € 120 000 − € 85 000 = € 35 000 (circa il 29%). Inoltre, è possibile rateizzare l’importo in 18 rate e ottenere la sospensione dei pignoramenti e dei fermi sui mezzi durante il pagamento .

Esempio 3: Utilizzo delle procedure di sovraindebitamento

Situazione: La ditta individuale TerraMovimento ha debiti fiscali e bancari per 600 000 euro. L’imprenditore non può accedere al fallimento ma non riesce a pagare.

Procedura proposta: Accordo di composizione della crisi con l’assistenza di un Gestore della crisi (OCC). L’imprenditore presenta all’OCC tutta la documentazione e propone ai creditori un piano di pagamento in 6 anni con una percentuale del 40% sul debito (240 000 euro). Durante la procedura ottiene la sospensione di pignoramenti e ipoteche, continua a svolgere l’attività e, una volta eseguito il piano, ottiene l’esdebitazione del residuo 60% (360 000 euro) .

Per attivare la procedura, l’imprenditore paga l’OCC e presenta l’istanza al tribunale competente. L’Avv. Monardo, in qualità di gestore o professionista fiduciario, redige il piano, negozia con i creditori e assiste nella redazione di eventuali transazioni fiscali con l’Agenzia delle Entrate.

Conclusione

Gestire un’impresa di noleggio di macchine movimento terra richiede una programmazione accurata e il rispetto delle norme fiscali. La complessità del settore, i costi elevati dei mezzi e l’oscillazione dei ricavi espongono le imprese a rischi di errori contabili e di contestazioni da parte del fisco. La Corte di cassazione ha chiarito che, quando le scritture sono inattendibili, l’Amministrazione può ricorrere a metodi induttivi e basarsi anche su presunzioni semplici ; tuttavia il contribuente conserva il diritto di difesa e può dimostrare l’esattezza delle operazioni con documenti e testimonianze . Lo Statuto del contribuente garantisce che le verifiche siano svolte con modalità rispettose dei diritti e che il contribuente sia informato dell’oggetto del controllo .

Il modo migliore per affrontare un avviso di accertamento è agire tempestivamente: leggere l’atto, raccogliere la documentazione, verificare i vizi formali e sostanziali, valutare l’opportunità di definizioni agevolate o dell’accertamento con adesione, ed eventualmente impugnare davanti al giudice. Nel contempo è utile considerare strumenti alternativi come la rottamazione quinquies , le procedure di composizione della crisi e la composizione negoziata , che possono alleggerire o cancellare i debiti residui.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team multidisciplinare di avvocati e commercialisti sono pronti ad assisterti in ogni fase: dall’analisi del PVC alla stesura del ricorso, dalla negoziazione con l’Agenzia delle Entrate alla predisposizione di piani di rientro e di esdebitazione. La sua esperienza da cassazionista e la qualifica di gestore della crisi da sovraindebitamento garantiscono una visione integrata tra diritto tributario, bancario e concorsuale.

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