Accertamento fiscale a un autotrasportatore conto terzi: come difendersi subito e bene (guida 2025)

Introduzione

Essere autotrasportatori di cose per conto terzi significa svolgere un’attività ad alto rischio di verifica: si movimentano merci, si utilizzano veicoli commerciali spesso intestati all’impresa individuale o alla società e si sostengono costi elevati per carburanti, pedaggi, manutenzione e personale. Questi elementi vengono sistematicamente monitorati dall’Agenzia delle Entrate, dalla Guardia di Finanza e, per gli aspetti contributivi, dagli enti previdenziali. Se arriva un avviso di accertamento o un processo verbale di constatazione (PVC), il tempo per reagire è molto breve (solitamente sessanta giorni dalla notifica) . Trascorso quel termine l’atto diventa definitivo, gli importi contestati maturano interessi e la riscossione coattiva può portare al blocco del veicolo, al pignoramento di conti o alla perdita dell’azienda.

Perché scrivere una guida tanto dettagliata? Perché difendersi subito e bene richiede conoscenze normative, competenze procedurali e una strategia costruita sulle esigenze del singolo autotrasportatore. Il legislatore, la giurisprudenza di legittimità e costituzionale, le circolari dell’Agenzia delle Entrate e della Riscossione cambiano di continuo. La recente riforma dello Statuto dei diritti del contribuente (d.lgs. 219/2023) ha introdotto l’obbligo di contraddittorio preventivo con un termine di almeno 60 giorni , mentre la riforma della giustizia tributaria (l. 130/2022 e d.lgs. 220/2023) ha riscritto le regole del processo. Anche sul piano sostanziale, la Cassazione ha chiarito più volte come debbano essere documentati i costi per carburanti, pedaggi e manutenzione; dal 2006 gli autotrasportatori conto terzi possono dimostrare i rifornimenti anche con la sola fattura senza scheda carburante , ma la prova dell’effettiva inerenza resta a loro carico .

Presentazione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo

Questa guida è stata redatta con la supervisione dell’Avv. Giuseppe Angelo Monardo, cassazionista con pluriennale esperienza in materia bancaria e tributaria. L’Avvocato coordina un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti che operano su tutto il territorio nazionale. Fra le sue qualifiche ricordiamo:

  • Cassazionista iscritto all’albo speciale;
  • Coordinatore di professionisti esperti in diritto bancario e tributario a livello nazionale;
  • Gestore della crisi da sovraindebitamento (legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia e professionista fiduciario di un OCC (Organismo di composizione della crisi);
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del d.l. 118/2021.

Il suo studio offre assistenza concreta e personalizzata agli autotrasportatori che ricevono un avviso di accertamento o che sono oggetto di verifiche fiscali: analisi degli atti, presentazione di memorie e ricorsi, sospensione dell’esecutività, trattative con gli uffici, piani di rientro, difese giudiziali e soluzioni stragiudiziali come il piano del consumatore o gli accordi di ristrutturazione. Ogni caso viene valutato da un team di avvocati e commercialisti, con lo scopo di preservare la continuità dell’impresa e proteggere il patrimonio del contribuente.

📩 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata.

1. Contesto normativo e giurisprudenziale

1.1 Fonti normative di riferimento

Un accertamento fiscale nei confronti di un autotrasportatore si fonda su una serie di normative distinte che disciplinano l’obbligo di tenuta della contabilità, la documentazione dei costi, l’effettuazione dei controlli e i diritti del contribuente. Di seguito ne riassumiamo le principali.

Leggi tributarie sul procedimento di accertamento

D.P.R. 600/1973 – contiene le regole generali per la determinazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e giuridiche. Gli articoli 32 e 38 delineano i poteri di accertamento analitico, induttivo e analitico‑induttivo. L’ente impositore può utilizzare dati bancari, informazioni da terzi e presunzioni semplici purché gravi e concordanti. In caso di accertamento induttivo, l’amministrazione deve dimostrare l’esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi dichiarati e quelli effettivi .

D.P.R. 633/1972 – disciplina l’IVA. L’art. 54 consente l’accertamento dell’imposta in base a dati e notizie raccolti o a presunzioni semplici. Gli art. 38 e seguenti disciplinano l’accertamento anche nei confronti dei professionisti e imprese individuali.

Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) – l’art. 164 permette la deduzione al 100 % dei costi relativi a autocarri e veicoli industriali utilizzati per l’attività di trasporto merci , ma richiede che tali costi siano provati e inerenti all’attività.

D.P.R. 444/1997 e Legge 266/2005 – prima della riforma del 2019, la deducibilità dell’IVA e dei costi per carburante era subordinata alla compilazione della scheda carburante. Con la legge finanziaria 2006 (art. 1, comma 109, legge 266/2005) il legislatore ha aggiunto alla lista dei soggetti esonerati dalla scheda carburante gli autotrasportatori di cose per conto terzi, consentendo loro di provare i rifornimenti tramite fattura . Dal 2019 l’obbligo di scheda è stato abolito per tutti e l’acquisto di carburante dev’essere pagato con strumenti tracciabili (carte di pagamento, bonifici, ecc.) per consentire la deducibilità.

Legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente) – riconosce il diritto di essere informato, di partecipare al procedimento e di difendersi. Il nuovo art. 6‑bis introdotto dal d.lgs. 219/2023 prevede che ogni atto impositivo debba essere preceduto da un contraddittorio preventivo, con la consegna di uno schema di atto e l’assegnazione di almeno 60 giorni per presentare memorie . La norma abroga l’art. 12, comma 7, del precedente Statuto e impone che il mancato rispetto del contraddittorio comporti l’annullabilità dell’atto.

Legge 130/2022 e d.lgs. 220/2023 – riformano la giustizia tributaria: istituzione delle Corti di Giustizia tributaria, giudice monocratico per cause di valore inferiore a 5.000 euro, possibilità di udienze da remoto, eliminazione della mediazione obbligatoria per i tributi erariali. L’art. 21 del d.lgs. 546/1992 continua a fissare in 60 giorni il termine per impugnare un avviso di accertamento .

Legge 3/2012 e Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) – disciplinano le procedure di sovraindebitamento, applicabili anche agli imprenditori individuali del trasporto. Il piano del consumatore consente di ristrutturare i debiti con l’omologazione del tribunale, senza necessità del voto dei creditori . Il Codice è stato modificato nel 2024 (d.lgs. 136/2024) e ha introdotto nuovi strumenti come gli accordi di ristrutturazione e la possibilità di esdebitazione del debitore incapiente .

Decreto legge 202/2024 e legge 15/2025 – riaprono la rottamazione quater per coloro che non hanno versato le rate scadute nel 2024. L’adesione deve avvenire entro il 30 aprile 2025; l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione invierà il nuovo piano entro il 30 giugno 2025 con possibilità di pagamento in un’unica soluzione o in dieci rate con scadenze tra il luglio 2025 e il novembre 2027 . L’istanza sospende gli effetti degli atti esecutivi e impedisce l’iscrizione di fermi amministrativi o pignoramenti .

Normative di settore e responsabilità connesse all’autotrasporto

Oltre alle norme fiscali generali, il settore del trasporto merci è regolato dal Codice della strada e dalle normative europee sui tachigrafi. Regolamento (UE) n. 165/2014 impone l’installazione di tachigrafi digitali su tutti i veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate per registrare tempi di guida e velocità. La violazione comporta sanzioni e, in ambito fiscale, può costituire presunzione di evasione se mancano elementi oggettivi a supporto dei costi. La Cassazione ha ribadito che le imprese devono assicurarsi il corretto funzionamento del tachigrafo e formare i dipendenti, effettuando controlli periodici con report scritti .

1.2 Principali sentenze di Cassazione e orientamenti giurisprudenziali

La giurisprudenza ha fornito numerosi chiarimenti sulla deducibilità dei costi per carburanti, sulla ripartizione dell’onere della prova, sul contraddittorio endoprocedimentale e sulle conseguenze della violazione dei diritti del contribuente. Riassumiamo di seguito le decisioni più rilevanti.

Prova dei costi per carburante e scheda carburante

  • Cass. ord. 22918/2018 (richiamata da ord. 4569/2024): affermò che, per le imprese non esonerate, la deduzione e la detrazione dell’IVA sui carburanti è condizionata alla corretta tenuta della scheda carburante.
  • Cass. ord. 4569/2024: ha confermato che dal 2006 gli autotrasportatori di cose per conto terzi sono esonerati dall’obbligo della scheda carburante grazie all’art. 1, comma 109, legge 266/2005, potendo dimostrare i rifornimenti con le fatture .
  • Cass. ord. 13764/2025: ha stabilito che l’esenzione dalla scheda non esonera il contribuente dall’onere di dimostrare l’inerenza e la certezza del costo; le fatture di carburante devono indicare targa del veicolo, luogo, quantità e periodo di riferimento e devono essere supportate da altri elementi come il tachigrafo .
  • Cass. ord. 1142/2025: ha affermato che, qualora l’amministrazione contesti l’inesistenza di un costo, il contribuente deve provare anche l’inesistenza dei ricavi correlati .

Contraddittorio preventivo e diritti del contribuente

  • Cass. SU 21271/2025: le Sezioni Unite hanno chiarito che la mancanza di contraddittorio non determina l’automatica nullità dell’accertamento; spetta al contribuente dimostrare che la partecipazione avrebbe potuto incidere sull’esito (principio di “prova di resistenza”) .
  • Cass. ord. 287/2025: ha stabilito che, se l’ufficio introduce nuove contestazioni dopo la redazione del PVC, il termine di 60 giorni per le osservazioni decorre dalla notifica di tali contestazioni e non dal primo verbale .
  • Cass. ord. 4905/2025: ha ribadito che nel procedimento di accertamento con adesione il contraddittorio non è obbligatorio; tuttavia la violazione dell’art. 12 della legge 212/2000 (diritti durante l’accesso) può comportare la nullità dell’atto quando l’accesso avviene senza necessità .

Altre pronunce rilevanti

  • Cass. sent. 19827/2025: ha evidenziato che, in un accertamento analitico‑induttivo basato su documentazione extracontabile, l’amministrazione deve fornire elementi seri, precisi e concordanti e che il mancato rispetto della scheda carburante da parte dell’autotrasportatore non viola il principio di eguaglianza, essendo la normativa differenziata ragionevole .
  • Cass. sent. 9549/2025: nel contesto del piano del consumatore, ha chiarito che il termine di due anni previsto dalla l. 3/2012 per il pagamento dei creditori privilegiati rappresenta un termine di moratoria, non di integrale soddisfazione, e che la procedura non richiede il voto dei creditori .
  • Tribunale di Roma, 30 maggio 2025 (decreto n. 492/2025): in tema di piano del consumatore ha precisato che non è richiesta una perfetta proporzione fra debito e reddito; il giudice verifica soltanto la serietà del piano e la meritevolezza (valutata sulla base della diligenza minima) .

Tali pronunce costituiscono la base giurisprudenziale su cui costruire la difesa dell’autotrasportatore. Nel prosieguo vedremo come applicare questi principi nella pratica.

2. Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’atto

Quando l’amministrazione finanziaria notifica un avviso di accertamento o un PVC (processo verbale di constatazione) a un autotrasportatore, il tempo diventa la variabile più importante. Una risposta tardiva rischia di trasformare un errore formale in una debitoria insostenibile. Analizziamo nel dettaglio le fasi del procedimento.

2.1 Ricezione del processo verbale di constatazione (PVC)

La verifica nasce spesso da un accesso degli ispettori o da controlli incrociati tra dati contabili, fatture elettroniche, dichiarazioni dei redditi e tracciati dei tachigrafi. L’Agenzia della Guardia di Finanza redige un PVC che riporta le irregolarità riscontrate e lo notifica all’interessato. Con l’entrata in vigore del d.lgs. 219/2023, l’ufficio deve trasmettere anche uno schema di atto e concedere almeno 60 giorni per presentare memorie difensive . Se il verbale non prevede nuovi rilievi successivi, il termine decorre dalla notifica del PVC; se l’amministrazione formula ulteriori contestazioni successivamente, il termine ricomincia a decorrere da tale momento .

Cosa fare:

  1. Leggere attentamente il verbale: verificare l’anno oggetto di accertamento, la tipologia di contestazioni (omessa fatturazione, costi indeducibili, compensazioni indebite, mancate annotazioni, uso improprio del tachigrafo). Fare attenzione a eventuali contestazioni “induttive” basate su presunzioni o su medie di consumo.
  2. Raccogliere la documentazione: contratti di trasporto, fatture di carburante con pagamento tracciabile, estratti conto, registrazioni del tachigrafo, schede di manutenzione, pedaggi, prove di rifornimento presso depositi privati. È essenziale ricostruire un nesso tra i costi sostenuti e i ricavi ottenuti.
  3. Valutare la forma di difesa: presentare osservazioni scritte all’ufficio (entro 60 giorni), richiedere l’accesso agli atti per verificare la documentazione in possesso dell’amministrazione, avviare un contraddittorio strutturato.

2.2 Avviso di accertamento o di rettifica

Dopo la fase istruttoria, l’ufficio emette l’avviso di accertamento (imposte dirette) o l’avviso di rettifica e liquidazione (IVA e registro). Con l’avviso vengono determinate le maggiori imposte, le sanzioni e gli interessi. L’atto è immediatamente esecutivo e può essere impugnato.

L’art. 21 del d.lgs. 546/1992 prevede un termine di 60 giorni dalla notifica per presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria . Trascorso il termine, l’atto diventa definitivo e può essere iscritto a ruolo. Non esiste più la mediazione obbligatoria per i tributi erariali; il contribuente può scegliere se:

  1. Presentare un’istanza di accertamento con adesione presso l’ufficio, ottenendo la sospensione del termine di impugnazione e la riduzione delle sanzioni a 1/3.
  2. Presentare ricorso direttamente al giudice tributario.
  3. Acquiescenza: pagare le somme richieste, usufruendo della riduzione delle sanzioni a 1/3.
  4. Istanza in autotutela: chiedere all’ufficio l’annullamento totale o parziale dell’atto per errori materiali o di diritto (non sospende i termini di impugnazione salvo che l’atto non sia palesemente illegittimo).

2.3 Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria

Il ricorso deve contenere l’indicazione del giudice competente, del ricorrente e del suo difensore, dell’atto impugnato, dell’oggetto della domanda e dei motivi, nonché la prova della notifica all’ufficio e l’attestazione del versamento del contributo unificato . Deve essere notificato entro 60 giorni e depositato presso la Corte entro 30 giorni dalla notifica. Dal 2023 è possibile la difesa personale per cause di valore fino a 3.000 euro, ma nei casi di accertamenti per importi superiori è obbligatorio l’assistenza di un difensore abilitato.

L’eliminazione del reclamo/mediasione obbligatoria e l’introduzione del giudice monocratico per cause sotto i 5.000 euro hanno semplificato la procedura. Il giudizio può essere svolto anche da remoto; le prove sono costituite principalmente da documenti e presunzioni. È fondamentale depositare tutta la documentazione a supporto (fatture, ricevute, rapporti tachigrafici, relazioni peritali).

2.4 Conseguenze in caso di mancata impugnazione

Se il contribuente non presenta opposizione entro i termini, l’avviso diventa definitivo. Le somme accertate vengono iscritte a ruolo e il concessionario della riscossione (Agenzia Entrate‑Riscossione) può procedere a:

  • Iscrizione di fermo amministrativo sul veicolo;
  • Pignoramento di beni mobili o immobili;
  • Iscrizione di ipoteca;
  • Pignoramento presso terzi (conti correnti, crediti verso committenti, rimborsi fiscali).

Agire tempestivamente è quindi fondamentale per evitare la paralisi dell’attività di trasporto.

3. Difese e strategie legali

L’autotrasportatore che subisce un accertamento dispone di diverse strategie difensive. La scelta dipende dal contenuto dell’atto, dalla documentazione disponibile e dagli obiettivi dell’imprenditore (continuare l’attività, ridurre le sanzioni, rateizzare il debito, definire in via agevolata). Vediamo le principali.

3.1 Dimostrare l’inerenza dei costi: come documentare carburanti e spese

Il punto critico per gli autotrasportatori è la prova dei costi di carburante e delle spese di esercizio. Dal 2006 i soggetti conto terzi possono utilizzare le fatture come prova senza compilare la scheda carburante . Tuttavia la Corte di Cassazione ha ribadito che:

  • Le fatture devono riportare dati completi (targa del veicolo, data, quantità, prezzo e distributore). L’indicazione della targa permette di associare il rifornimento al mezzo aziendale. .
  • Il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico) per assicurare la deducibilità dell’IVA e dei costi.
  • Il contribuente deve poter correlare i chilometri percorsi e il carburante utilizzato con i servizi fatturati ai clienti, mediante i dati del tachigrafo e le bolle di consegna. .
  • L’impresa deve conservare documentazione integrativa: registri di manutenzione, contratti di noleggio con conducente, pagamenti dei pedaggi, assicurazioni, eventuali rimborsi spese ai dipendenti. La mancanza di tali elementi può generare presunzioni gravi di non inerenza e legittimare un accertamento induttivo.

In alcuni casi l’ufficio contesta consumi anomali rispetto alle medie, ricostruendo i costi su base forfettaria. In tali circostanze è utile predisporre una perizia di parte per dimostrare che i consumi derivano da carichi pesanti, percorsi accidentati o viaggi a vuoto e presentare documentazione come ordini di trasporto e pesature.

3.2 Contestare la ricostruzione induttiva: presunzioni e onere della prova

L’amministrazione può ricorrere all’accertamento induttivo quando la contabilità è inattendibile o mancante. In tal caso utilizza presunzioni semplici basate su medie di percorrenza, consumi per tonnellata/km, costi standard, o confronti con banche dati (Studi di settore e ISA). La Cassazione ha più volte precisato che l’uso di presunzioni deve poggiare su indizi gravi, precisi e concordanti . Se l’ufficio si limita a rilevare incongruenze generiche, l’accertamento può essere annullato.

Per contrastare un accertamento induttivo occorre:

  1. Dimostrare l’attendibilità della contabilità attraverso registri, fatture, contratti e bilanci.
  2. Fornire prove contrarie alle presunzioni, ad esempio documentando percorsi lunghi con tempi di attesa non retribuiti, viaggi a vuoto, manutenzioni straordinarie che aumentano i costi.
  3. Evidenziare errori metodologici nelle ricostruzioni (ad es. l’ufficio ha considerato veicoli non utilizzati o ha sommato i consumi di più autisti). In mancanza di gravi indizi, l’avviso può essere annullato.
  4. Sfruttare il principio della prova di resistenza: se il contraddittorio non è stato rispettato, occorre dimostrare che partecipando si sarebbe potuto presentare documentazione idonea a modificare la ricostruzione .

3.3 Istanza in autotutela

L’autotutela consente all’amministrazione di annullare o correggere i propri atti senza ricorso al giudice quando emergono errori evidenti (doppie imposizioni, errori di persona, calcoli errati, mancanza di motivazione). La richiesta può essere presentata anche oltre i termini di impugnazione ma non sospende l’esecutività dell’atto, salvo che l’errore sia così palese da rendere l’atto radicalmente nullo. È uno strumento utile per correggere vizi formali o ottenere lo sgravio parziale prima di procedere con un ricorso più oneroso.

3.4 Accertamento con adesione

L’accertamento con adesione (d.lgs. 218/1997) è una procedura conciliativa che permette al contribuente di raggiungere un accordo con l’ufficio, con riduzione delle sanzioni a 1/3 e pagamento rateale delle somme dovute. L’istanza può essere presentata entro 30 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento; la presentazione sospende i termini di impugnazione per 90 giorni. Anche se non vi è obbligo di convocazione, un confronto con i funzionari può portare a una definizione meno onerosa. Bisogna prepararsi con documenti probatori e, se possibile, proporre una transazione sull’imponibile.

3.5 Il ricorso e il processo tributario

Se non si raggiunge l’adesione, la strada maestra è il ricorso. Come anticipato, l’impugnazione deve avvenire entro 60 giorni e contenere precisi elementi . Ecco alcuni aspetti da tenere a mente:

  • Legittimazione: l’autotrasportatore può essere una ditta individuale o una società. Se si tratta di società di persone, la notifica deve essere effettuata anche ai soci, pena la nullità.
  • Motivazione del ricorso: occorre contestare ogni punto dell’avviso, allegando documenti e perizie. Le eccezioni processuali (decadenza, difetto di motivazione, violazione del contraddittorio) vanno sollevate subito.
  • Contributo unificato: l’importo varia in base al valore della controversia (fino a 50.000 euro sono previsti scaglioni che vanno da circa 30 euro a 500 euro) .
  • Udienze: con la riforma è possibile l’udienza telematica. È opportuno richiedere l’escussione dei testimoni (ad esempio il responsabile dell’officina che ha eseguito la manutenzione o il fornitore di carburante) e depositare eventuali c.t.u.

3.6 Principio del contraddittorio e prova di resistenza

Il contraddittorio preventivo non è soltanto un adempimento formale: consente al contribuente di essere parte attiva nella ricostruzione dell’imponibile. L’art. 6‑bis dello Statuto rafforza questo diritto , tuttavia la Cassazione ha introdotto la prova di resistenza: anche se l’amministrazione viola il contraddittorio, l’atto non può essere annullato se il contribuente non dimostra che, potendo partecipare, il risultato sarebbe stato diverso . Ciò implica che è sempre opportuno depositare, già in fase amministrativa, la documentazione che dimostra la corretta contabilizzazione dei costi; in sede di ricorso bisognerà evidenziare quale documentazione non è stata considerata e come avrebbe influenzato l’accertamento.

3.7 Responsabilità per tachigrafo e formazione dei dipendenti

La Corte di Cassazione ha chiarito che l’impresa di trasporto ha l’obbligo di installare e mantenere in perfetta efficienza i tachigrafi digitali, nonché di formare e controllare i dipendenti. In caso di violazioni (manomissioni, mancato inserimento della tessera, eccesso dei tempi di guida) il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile se non dimostra di aver predisposto adeguati controlli e istruzioni . In fase di accertamento tributario l’uso irregolare del tachigrafo può determinare la presunzione di costi indeducibili (es. consumi gonfiati) o di redditi non dichiarati (per corse non fatturate). È dunque consigliabile istituire un protocollo interno: verifiche periodiche ogni 90 giorni con relazione scritta, formazione del personale, sostituzione dei dispositivi difettosi. Tali documenti potranno essere esibiti in sede di difesa.

4. Strumenti alternativi: rottamazione, definizione agevolata e soluzioni per la crisi

Nei casi in cui l’accertamento generi un debito non sostenibile o comprometta la continuità dell’impresa, esistono strumenti alternativi che consentono di diluire o ridurre la somma dovuta e, nei casi più gravi, di ristrutturare integralmente i debiti.

4.1 Rottamazione quater e riammissione 2025

La rottamazione quater (definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione) introdotta dal d.l. 34/2023 è stata riaperta dalla legge 15/2025. Possono beneficiare del nuovo termine soltanto i contribuenti che avevano presentato la domanda nel 2023 e non avevano pagato le rate scadute entro il 31 dicembre 2024. L’istanza deve essere presentata entro il 30 aprile 2025. L’Agenzia Entrate‑Riscossione trasmetterà il nuovo piano entro il 30 giugno 2025; sarà possibile scegliere:

  • Pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025;
  • Pagamento rateale in massimo dieci rate: le prime due con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre 2025; le restanti otto ogni tre mesi fino al novembre 2027 . Sugli importi si applicano gli interessi al 2 % annuo.

La presentazione dell’istanza sospende i termini di prescrizione e decadenza, ferma gli atti esecutivi e impedisce l’iscrizione di fermi e ipoteche . Se il contribuente paga la prima rata, eventuali pignoramenti in corso vengono estinti . Per gli autotrasportatori che hanno debiti iscritti a ruolo derivanti anche da accertamenti, la rottamazione può rappresentare un’opportunità per diluire il carico fiscale e mantenere la regolarità con la pubblica amministrazione (necessaria, ad esempio, per ottenere la certificazione DURC).

4.2 Definizioni agevolate e conciliazioni

Oltre alla rottamazione quater, la normativa prevede ulteriori strumenti di definizione agevolata:

  1. Definizione delle liti pendenti: consente di chiudere le controversie tributarie entro certi importi con il pagamento di una percentuale ridotta dell’imposta. Occorre monitorare le leggi finanziarie di fine anno che spesso riaprono questa facoltà.
  2. Regolarizzazione delle violazioni formali: permette di sanare omissioni o errori formali (ad es. tardiva conservazione dei registri) con il pagamento di una somma ridotta.
  3. Ravvedimento operoso: entro determinate scadenze si possono versare spontaneamente le imposte dovute con sanzioni ridotte.
  4. Accordi transattivi con l’Agenzia nell’ambito del processo tributario: le parti possono concludere una conciliazione giudiziale con riduzione delle sanzioni e interessi.

4.3 Piani del consumatore e sovraindebitamento

Se l’autotrasportatore opera come ditta individuale e la somma oggetto di accertamento, sommata ai debiti bancari e ai debiti verso fornitori, rende impossibile il pagamento regolare, si può ricorrere alle procedure di sovraindebitamento disciplinate dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Le principali sono:

  • Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche non imprenditori. Permette di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione che può prevedere falcidie del debito e la dilazione dei pagamenti fino a dieci anni. Il piano non richiede il voto dei creditori; il tribunale lo omologa se ritiene più conveniente la proposta rispetto alla liquidazione del patrimonio . La Cassazione ha precisato che la moratoria di due anni per i creditori privilegiati è un termine per iniziare il pagamento, non per assolverlo integralmente .
  • Accordo di composizione della crisi (accordo di ristrutturazione): rivolto a imprenditori commerciali sotto la soglia di fallibilità e professionisti. Richiede l’assenso della maggioranza dei creditori. È stato modificato dal d.lgs. 136/2024 e consente varianti “speciali” per la continuità aziendale .
  • Liquidazione controllata del sovraindebitato: simile al fallimento ma dedicata ai piccoli imprenditori. Porta alla liquidazione del patrimonio con liberazione dei debiti residui. La nuova disciplina introduce l’esdebitazione del debitore incapiente: chi non ha redditi né patrimonio può chiedere l’esdebitazione immediata per debiti non superiori a una certa soglia .

4.4 Esdebitazione e riabilitazione del debitore onesto

L’esdebitazione consente al debitore persona fisica che ha svolto la procedura di liquidazione di liberarsi dei debiti residui ed ottenere un “fresh start”. Il d.lgs. 136/2024 ha semplificato la procedura allineandola alla direttiva UE 2019/1023. Il Tribunale di Arezzo, con ordinanza del 25 giugno 2025, ha sollevato la questione di costituzionalità del requisito della “contestualità” della domanda di esdebitazione alla chiusura della liquidazione , segnale del vivace dibattito sul tema. Per l’autotrasportatore sovraindebitato questa procedura può rappresentare l’ultima chance per ripartire senza debiti.

4.5 Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 57 CCII

Gli accordi di ristrutturazione disciplinati dall’art. 57 CCII permettono all’imprenditore (anche individuale) di rinegoziare i propri debiti con l’assenso del 60 % dei creditori. La normativa distingue tra accordi “ordinari” e “speciali” (questi ultimi finalizzati alla continuità aziendale e rivolti alle PMI con almeno tre bilanci depositati). Dopo il d.lgs. 136/2024, tali accordi sono stati razionalizzati e integrati con gli strumenti di allerta della crisi . Per l’autotrasportatore che supera le soglie di accesso al piano del consumatore, l’accordo di ristrutturazione può evitare il fallimento e permettere la continuità dell’impresa.

5. Errori comuni e consigli pratici

Errori da evitare

  1. Pagare il carburante in contanti: dal 2019 la detrazione dell’IVA è ammessa solo se il pagamento avviene con strumenti tracciabili. Il pagamento in contanti rende il costo indeducibile.
  2. Omettere la registrazione della targa nelle fatture: le fatture devono indicare la targa del veicolo per poter associare il rifornimento a un determinato mezzo .
  3. Non conservare i dati del tachigrafo: i dati di viaggio sono fondamentali per dimostrare l’inerenza dei costi e la congruità dei consumi. La mancanza può generare presunzioni sfavorevoli.
  4. Ignorare l’arrivo del PVC o dell’avviso: trascorsi i 60 giorni l’atto diventa definitivo .
  5. Non richiedere il contraddittorio: il nuovo art. 6‑bis impone all’ufficio di comunicare lo schema di atto e concedere un termine per le osservazioni. Se il contribuente non chiede o non sfrutta questo diritto, sarà più difficile invocare la violazione del contraddittorio .
  6. Non farsi assistere da un professionista: la complessità delle norme e la necessità di presentare prove tecniche (perizie, analisi dei consumi) rendono sconsigliabile il fai‑da‑te.

Consigli operativi

  • Predisporre un fascicolo fiscale in cui raccogliere fatture, report del tachigrafo, contratti, documenti di trasporto, schede di manutenzione e pagamenti. Un ordine cronologico facilita la difesa.
  • Eseguire controlli interni: verificare mensilmente la congruità tra chilometri percorsi, carburante acquistato e fatturato ai clienti; redigere report firmati. In caso di ispezione, tali report potranno essere esibiti come prova dell’attenzione aziendale.
  • Aggiornare la formazione dei dipendenti sul corretto uso del tachigrafo, sui tempi di guida e sulle sanzioni per la mancata registrazione .
  • Richiedere consulenza preventiva prima di compiere operazioni straordinarie (es. acquisto di nuovi veicoli, affitto di azienda, cessione di ramo d’azienda) per valutare l’impatto fiscale e i rischi di contestazioni.

6. Tabelle riepilogative

Per una consultazione rapida, riportiamo alcune tabelle di sintesi con norme, termini e strumenti difensivi. Le tabelle non sostituiscono la consulenza professionale ma consentono di orientarsi tra gli adempimenti.

6.1 Norme e obblighi principali per gli autotrasportatori

Norma / fonteAmbitoPunti chiave
D.P.R. 444/1997 – scheda carburanteDocumentazione dei rifornimentiObbligo (oggi abolito) di compilare la scheda carburante per dedurre costi e IVA. Esclusione per autotrasportatori conto terzi dal 2006 .
Legge 266/2005, art. 1 comma 109Esclusione scheda carburanteHa aggiunto gli autotrasportatori di cose per conto terzi ai soggetti esonerati dalla scheda; la prova avviene tramite fattura .
Legge 212/2000 – art. 6‑bis (d.lgs. 219/2023)Diritti del contribuenteContraddittorio preventivo obbligatorio con notifica di uno schema di atto e termine di almeno 60 giorni per osservazioni .
D.lgs. 546/1992, art. 21Processo tributarioIl ricorso contro l’avviso va presentato entro 60 giorni .
Regolamento (UE) 165/2014TachigrafoObbligo di installazione, corretto uso e conservazione dati; responsabilità dell’impresa nel formare e controllare i dipendenti .

6.2 Scadenze e strumenti di difesa

Atto / faseTermineStrumento difensivoVantaggi
PVC / schema di atto60 giorni dalla notificaPresentare memorie difensive all’ufficio; chiedere accesso agli attiPossibilità di chiarire e correggere i rilievi prima dell’emissione dell’avviso .
Avviso di accertamento/rettifica60 giorni per presentare ricorsoAccertamento con adesione (sospende i termini); ricorso; autotutelaRiduzione sanzioni a 1/3 con adesione; possibilità di difendersi in giudizio.
Rottamazione quaterDomanda entro 30 aprile 2025Riammissione ai benefici; pagamento in 1 o 10 rateSospensione dell’esecutività, azzeramento sanzioni e interessi di mora, fermo dei pignoramenti .
Piano del consumatorePresentazione al tribunale (senza scadenze stringenti)Procedura ex l. 3/2012; omologazione tribunaleRiduzione dei debiti, nessun voto dei creditori, protezione del patrimonio familiare .

6.3 Strumenti alternativi e requisiti

StrumentoRequisiti principaliEffetti
Accertamento con adesionePresentazione istanza entro 30 giorni dall’avviso; deposito di documenti giustificativiRiduzione sanzioni a 1/3; pagamento rateale; sospensione termini ricorso.
Definizioni agevolate (rottamazione quater)Solo debiti affidati entro 30 giugno 2023 e domanda presentata nel 2023; riammissione per rate non pagate entro 31 dicembre 2024Azzeramento sanzioni e interessi, pagamento in 1 o 10 rate .
Piano del consumatorePersona fisica non soggetta a fallimento; situazione di sovraindebitamento; meritevolezzaOmologazione senza voto creditori; eventuale moratoria di 2 anni per privilegiati .
Accordi di ristrutturazione (art. 57 CCII)Impresa con 60 % creditori favorevoli; relazione di attestazione; continuità aziendaleRistrutturazione complessiva dei debiti; protezione dai creditori; possibile riduzione dell’esposizione .
Esdebitazione del debitore incapienteConclusa la liquidazione; assenza di patrimonio; buona fedeCancellazione dei debiti residui; possibilità di ripartire .

7. Domande frequenti (FAQ)

Di seguito rispondiamo ai quesiti più comuni che gli autotrasportatori ci pongono quando ricevono un accertamento fiscale.

1. Quali sono le principali cause di accertamento per gli autotrasportatori?

Le cause più frequenti sono: presunta mancata fatturazione dei servizi, deduzione di costi non documentati (carburante, pedaggi, manutenzione), indicazione di percentuali di ammortamento errate per gli automezzi, utilizzo non congruo del tachigrafo, scostamento dagli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e discrepanze tra fatture elettroniche e dichiarazioni.

2. È ancora obbligatoria la scheda carburante?

No. Dal 2019 la scheda carburante è stata abolita per tutti. Tuttavia, per gli autotrasportatori di cose per conto terzi l’esenzione era già prevista dal 2006 . È comunque necessario conservare le fatture e pagare con strumenti tracciabili per dedurre i costi.

3. Cosa devo fare se le fatture di carburante non riportano la targa del veicolo?

Le fatture prive di targa possono essere contestate. La Cassazione ha affermato che il contribuente deve dimostrare l’inerenza e la certezza del costo , quindi, se mancano elementi essenziali, è opportuno reperire documenti integrativi (contratti di noleggio, report tachigrafici) o chiedere al fornitore l’emissione di fattura integrativa.

4. Posso dedurre i costi del carburante pagato in contanti?

No. Dal 2019 la legge consente la deduzione e la detrazione dell’IVA solo se il pagamento avviene con strumenti tracciabili (carte, bonifici). Il pagamento in contanti rende la spesa indeducibile.

5. Come funziona il contraddittorio preventivo?

L’ufficio, prima di emettere l’avviso di accertamento, deve notificare un schema di atto con l’indicazione delle contestazioni e concedere almeno 60 giorni per presentare memorie . La violazione di questo diritto comporta l’annullabilità dell’atto, ma il contribuente deve dimostrare che le proprie osservazioni avrebbero influito sull’esito (principio di prova di resistenza) .

6. In cosa consiste l’accertamento con adesione e conviene aderire?

L’accertamento con adesione è una procedura conciliativa che permette di ridurre le sanzioni a 1/3. La convenienza dipende dalla fondatezza delle contestazioni e dalla disponibilità di risorse finanziarie. Se la posizione è difendibile e si dispone di prove solide, può essere più conveniente impugnare l’atto; se invece le contestazioni sono difficilmente confutabili, l’adesione consente un risparmio e la rateizzazione.

7. Qual è il termine per presentare ricorso contro l’avviso di accertamento?

Il termine è di 60 giorni dalla notifica . Non sono più previsti ulteriori 90 giorni per la mediazione nei tributi erariali. È possibile chiedere sospensione del termine con l’istanza di accertamento con adesione.

8. Cosa succede se non impugno l’avviso entro 60 giorni?

L’avviso diventa definitivo e l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione può iscrivere a ruolo le somme e procedere con pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche. Si potrà poi intervenire solo con la rottamazione o con strumenti di sovraindebitamento.

9. Posso presentare un’istanza in autotutela dopo la scadenza del termine di ricorso?

Sì, l’autotutela può essere attivata anche dopo la scadenza, ma non sospende la riscossione. È quindi consigliabile presentare contestualmente il ricorso o, se i termini sono scaduti, valutare la rottamazione quater.

10. Cos’è la prova di resistenza e perché è importante?

La prova di resistenza è il principio stabilito dalla Cassazione secondo cui la violazione del contraddittorio comporta l’annullamento dell’atto solo se il contribuente dimostra che, partecipando, avrebbe potuto fornire elementi idonei a modificare la decisione . È quindi fondamentale indicare in sede di ricorso quali documenti si sarebbero prodotti in contraddittorio e come avrebbero inciso sull’atto.

11. Posso rateizzare le somme dovute dopo l’accertamento?

Sì. Oltre all’accertamento con adesione (che consente la rateizzazione), è possibile chiedere un piano di rateizzazione con l’Agenzia Entrate‑Riscossione dopo l’iscrizione a ruolo. Esistono piani fino a 72 rate (e, in casi di grave difficoltà, 120 rate) con garanzie ridotte per debiti inferiori a 120.000 euro.

12. Cos’è la rottamazione quater e a chi si rivolge?

È una definizione agevolata dei ruoli che consente di pagare le somme affidate alla riscossione (imposte e contributi) senza sanzioni né interessi di mora. La legge 15/2025 ha riaperto l’accesso per chi non ha pagato le rate scadute nel 2024 . Occorre presentare domanda entro il 30 aprile 2025 e pagare in un’unica soluzione o fino a 10 rate.

13. Quali sono le soluzioni se ho debiti personali e professionali che non riesco a pagare?

Se il debito complessivo supera la capacità di rimborso, è possibile attivare le procedure di sovraindebitamento: piano del consumatore (per persone fisiche), accordo di composizione della crisi (per imprenditori sotto soglia) o liquidazione controllata con esdebitazione. Queste procedure consentono la riduzione e la dilazione del debito e, al termine, la liberazione dal residuo .

14. Cosa prevede la recente riforma del Contraddittorio (d.lgs. 219/2023)?

Il d.lgs. 219/2023 introduce il contraddittorio generalizzato: l’amministrazione deve comunicare lo schema di atto e concedere almeno 60 giorni per osservazioni. La violazione comporta l’annullabilità dell’atto . Nei casi urgenti (ad esempio, prima della decadenza del termine di accertamento) l’amministrazione può ridurre il termine, ma deve motivarlo.

15. Il tachigrafo influisce sulla fiscalità?

Sì. I dati del tachigrafo sono utilizzati per determinare i chilometri percorsi e quindi i consumi. L’uso scorretto o la manomissione possono generare sanzioni amministrative e supportare una ricostruzione induttiva dei costi. L’impresa deve formare i dipendenti e effettuare controlli periodici .

16. Posso cumulare più strumenti di difesa?

In molti casi è opportuno adottare un percorso integrato: presentare osservazioni in contraddittorio, valutare l’accertamento con adesione, e, in caso di insuccesso, presentare ricorso. Successivamente, se si genera un debito residuo, ci si può avvalere della rottamazione o di un piano del consumatore. Una consulenza legale permette di coordinare i vari strumenti.

17. Come posso proteggere il mio veicolo da un eventuale fermo amministrativo?

Pagando le somme dovute o aderendo alla rottamazione quater. In alternativa, nel caso di esecuzione imminente, si può presentare un’istanza di sospensione al giudice dell’esecuzione o richiedere il pignoramento di altri beni meno indispensabili.

18. Se la mia azienda di autotrasporto è una società di capitali, i soci rispondono con il loro patrimonio?

No, le società di capitali offrono responsabilità limitata. Tuttavia, l’amministrazione può rivalersi sui soci per gli utili distribuiti nell’anno dell’accertamento se si accerta un illecito fiscale. Inoltre, i soci e gli amministratori potrebbero rispondere penalmente in caso di frodi gravi.

19. I contributi previdenziali possono essere inclusi nella rottamazione quater?

Sì. I ruoli emessi dagli enti previdenziali (INPS) affidati alla riscossione rientrano nella definizione agevolata, con l’eccezione dei debiti da cartelle già dichiarate inesigibili o derivanti da condanne penali.

20. Cosa succede se non rispetto le rate della rottamazione quater?

In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento (oltre 5 giorni di tolleranza) di una rata, l’agevolazione perde efficacia e riprendono a decorrere sanzioni e interessi; gli importi residui non possono essere rateizzati in forma ordinaria. È quindi fondamentale rispettare le scadenze.

8. Simulazioni pratiche e numeriche

Per comprendere meglio l’impatto delle norme e la convenienza delle diverse soluzioni, presentiamo tre esempi pratici. I dati sono ipotetici e hanno valore meramente illustrativo.

8.1 Caso A – Accertamento per costi di carburante non documentati

Scenario: Una ditta individuale di autotrasporto riceve un avviso di accertamento per l’anno 2022 in cui l’Agenzia contesta la deducibilità di 25.000 euro di carburante perché le fatture non riportano la targa e i pagamenti sono avvenuti in contanti. Sono inoltre applicate sanzioni del 90 % e interessi. Il contribuente dispone comunque dei tracciati tachigrafici e delle liste di carico che dimostrano i percorsi effettuati.

Calcolo dell’imposta:

  • Imposta evasa (IRPEF e addizionali) su 25.000 euro: 9.250 euro.
  • Sanzioni (90 %): 8.325 euro.
  • Interessi: 1.200 euro.

Totale richiesto: 18.775 euro.

Strategia di difesa:

  1. Presentare osservazioni nel contraddittorio entro 60 giorni, producendo i tracciati tachigrafici, le liste di carico e le dichiarazioni dei fornitori per dimostrare l’effettivo rifornimento.
  2. Se l’ufficio non accoglie le osservazioni, valutare l’accertamento con adesione, proponendo un abbattimento dell’imposta o la qualificazione di parte dei costi come deducibili (ad es. 50 %).
  3. In alternativa, presentare ricorso evidenziando la violazione dell’art. 6‑bis (per mancata comunicazione dello schema di atto) e la prova dell’effettiva inerenza dei costi.

Esito possibile: Se il contribuente riesce a dimostrare almeno il 50 % dei costi, l’imposta evasa si riduce a 4.625 euro, con sanzioni e interessi proporzionati. In sede di adesione le sanzioni possono essere ridotte a un terzo (1.390 euro). In totale, potrebbe pagare circa 6.015 euro invece di 18.775 euro. In caso di rottamazione successiva, le sanzioni residue verrebbero azzerate.

8.2 Caso B – Riammissione alla rottamazione quater

Scenario: Una piccola impresa di autotrasporto ha aderito alla rottamazione quater nel 2023 per cartelle relative a IVA e contributi INPS per un importo complessivo di 60.000 euro. Non ha però versato le rate di novembre 2023 e marzo 2024 per difficoltà economica. Nel 2025 può richiedere la riammissione.

Condizioni:

  • Presentare domanda entro il 30 aprile 2025;
  • Ricevere il nuovo piano dall’AdER entro il 30 giugno 2025;
  • Scegliere pagamento in 10 rate. L’importo di 60.000 euro verrà ripartito in:
  • 31 luglio 2025: 6.000 euro;
  • 30 novembre 2025: 6.000 euro;
  • 28 febbraio 2026: 6.000 euro;
  • 31 maggio 2026: 6.000 euro;
  • 31 luglio 2026: 6.000 euro;
  • 30 novembre 2026: 6.000 euro;
  • 28 febbraio 2027: 6.000 euro;
  • 31 maggio 2027: 6.000 euro;
  • 31 luglio 2027: 6.000 euro;
  • 30 novembre 2027: saldo e interessi 2 % (circa 1.200 euro).

Vantaggi:

  • La presentazione della domanda sospende immediatamente le azioni esecutive e gli interessi di mora .
  • L’impresa evita l’iscrizione del fermo amministrativo e mantiene la possibilità di lavorare.
  • Al pagamento della prima rata si estinguono eventuali pignoramenti .
  • Le sanzioni sono integralmente cancellate; restano da pagare solo imposta e interessi al 2 %.

8.3 Caso C – Piano del consumatore per un autotrasportatore sovraindebitato

Scenario: Mario, autotrasportatore individuale, ha accumulato debiti per 150.000 euro: 50.000 euro verso l’Agenzia delle Entrate (accertamento per IVA), 50.000 euro verso la banca (mutuo per l’acquisto di un autocarro) e 50.000 euro verso fornitori. Il reddito familiare netto è di 2.000 euro mensili e possiede una casa con ipoteca. Non può pagare integralmente i debiti.

Soluzione: propone un piano del consumatore. L’OCC redige la proposta prevedendo:

  • Pagamento integrale del debito ipotecario (mutuo) nei termini di contratto;
  • Soddisfazione del credito fiscale e dei fornitori nella misura del 30 % in 8 anni (rate annuali di circa 1.875 euro);
  • Moratoria di 24 mesi per i creditori privilegiati.

Il tribunale omologa il piano perché garantisce ai creditori più di quanto otterrebbero in caso di liquidazione e perché la famiglia conserva l’abitazione . Mario continua la sua attività di trasportatore e, al termine degli 8 anni, viene liberato dai debiti residui.

9. Sentenze più aggiornate dalle fonti istituzionali

Per i professionisti e gli studiosi che desiderano consultare direttamente le pronunce citate, riportiamo un elenco delle sentenze e ordinanze più recenti pubblicate dalle fonti ufficiali (Corte di Cassazione, Corte Costituzionale, tribunali). Si raccomanda di verificare eventuali successive modifiche o evoluzioni giurisprudenziali.

AnnoGiudiceNumero decisioneOggetto
2025Cassazione – Sezioni UniteSentenza 21271Contraddittorio preventivo e prova di resistenza .
2025Cassazione – Sez. VOrdinanza 13764Inerenza dei costi di carburante e onere della prova .
2025Cassazione – Sez. VOrdinanza 1142Onere di provare l’inesistenza dei ricavi correlati in caso di costi contestati .
2025Cassazione – Sez. VOrdinanza 4905Contraddittorio nell’accertamento con adesione .
2025Cassazione – Sez. VOrdinanza 287Decorrenza del termine di 60 giorni quando l’ufficio formula nuove contestazioni .
2025Cassazione – Sez. VSentenza 19827Accertamento analitico‑induttivo e necessità di elementi seri e concordanti; legittimità dell’esclusione della scheda carburante per autotrasportatori .
2025Cassazione – Sez. ISentenza 9549Moratoria nel piano del consumatore e irrilevanza del voto dei creditori .
2025Tribunale di RomaDecreto 492Omologa di piano del consumatore; meritevolezza e responsabilità degli intermediari .
2024Cassazione – Sez. VOrdinanza 4569Esclusione della scheda carburante per autotrasportatori; applicazione dal 2006 .

Conclusione

L’accertamento fiscale è un passaggio temuto da ogni imprenditore, ma per chi opera nel settore dell’autotrasporto i rischi sono ancora maggiori: costi elevati, margini ridotti, controlli incrociati tra diverse banche dati, normative in continua evoluzione. Difendersi subito e bene significa conoscere i propri diritti e doveri, raccogliere la documentazione e costruire una strategia. Il contraddittorio preventivo introdotto dal d.lgs. 219/2023 offre la possibilità di dialogare con l’amministrazione e di evitare l’accertamento, ma richiede tempestività e preparazione. La giurisprudenza di Cassazione ha delineato con precisione l’onere della prova per i costi di carburante, l’irrilevanza della mancanza della scheda per gli autotrasportatori e l’importanza dei dati del tachigrafo. Le soluzioni alternative – accertamento con adesione, rottamazione quater, piani del consumatore, accordi di ristrutturazione – rappresentano vie d’uscita che possono salvare l’impresa.

Affrontare un accertamento senza l’assistenza di un professionista aumenta il rischio di errori, decadenze e costi più elevati. L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team di avvocati e commercialisti offrono un supporto personalizzato: analizzano gli atti, valutano la difesa più efficace, predispongono ricorsi e memorie, assistono nelle trattative con l’ufficio e nelle procedure di sovraindebitamento. Con il suo ruolo di cassazionista e gestore della crisi, l’Avvocato Monardo coordina soluzioni integrate che spaziano dalla difesa tributaria alla ristrutturazione dei debiti, garantendo al cliente un interlocutore unico per tutti gli aspetti del contenzioso e della crisi.

📞 Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive, bloccando sul nascere azioni esecutive, pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi e cartelle. Non aspettare che sia troppo tardi: ogni giorno conta.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!