Accertamento fiscale a un ostello: come difendersi subito e bene

Introduzione

Gestire un ostello significa ospitare turisti, studenti e viaggiatori, riscuotere il pagamento delle tariffe e della imposta di soggiorno e adempiere a numerosi obblighi fiscali. I controlli dell’Agenzia delle Entrate e dei Comuni si sono intensificati negli ultimi anni e le verifiche incrociate tra banche dati (es. portali di prenotazione, comunicazioni alloggiati, flussi bancari) portano sempre più spesso alla notifica di avvisi di accertamento o richieste di pagamento. Per il gestore è fondamentale conoscere i propri diritti e adottare immediatamente le strategie di difesa più efficaci per evitare sanzioni sproporzionate, interessi, iscrizioni a ruolo, pignoramenti o procedimenti penali.

In questo articolo trovate una guida completa e aggiornata a dicembre 2025 su come difendersi da un accertamento fiscale relativo a una struttura ricettiva extralberghiera (ostello, B&B, affittacamere). Verranno analizzati i profili normativi e giurisprudenziali più recenti, spiegate le procedure passo‑passo dopo la notifica dell’atto, illustrate le difese e le strategie legali e presentati gli strumenti alternativi per definire il debito (rottamazioni, piani del consumatore, esdebitazione, accordi di ristrutturazione). Troverete anche tabelle riepilogative, simulazioni pratiche e oltre 15 FAQ con risposte chiare.

Chi siamo – l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è un avvocato cassazionista con esperienza nel diritto tributario, bancario e nella crisi d’impresa. Coordina uno studio multidisciplinare con sede in Calabria e professionisti su tutto il territorio nazionale. Il team riunisce avvocati, commercialisti e consulenti esperti in:

  • difesa nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e dei Comuni per accertamenti fiscali e dell’imposta di soggiorno;
  • contenzioso tributario davanti alle Corti di Giustizia tributaria di primo e secondo grado e in Cassazione;
  • negoziazione e ristrutturazione dei debiti aziendali;
  • procedure di sovraindebitamento e composizione negoziata.

L’avvocato Monardo è inoltre:

  • Gestore della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia;
  • Professionista fiduciario di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC);
  • Esperto negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021, che assiste le imprese nella composizione negoziata prevista dal Codice della Crisi.

Il team può analizzare immediatamente l’atto notificato, verificare i vizi di legittimità, impugnare l’avviso di accertamento, richiedere sospensioni, avviare trattative con l’ente impositore, predisporre piani di rientro o ricorsi giudiziali e stragiudiziali. L’approccio è personalizzato e mirato a risolvere il problema con rapidità e competenza.

📩 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo tramite il modulo in fondo a questa guida per una valutazione legale immediata e senza impegno.

1 – Quadro normativo e giurisprudenza recente

1.1 Obblighi del gestore di un ostello e imposta di soggiorno

L’imposta di soggiorno è un tributo locale previsto dall’art. 4 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23. I Comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni e i comuni inseriti negli elenchi delle località turistiche possono istituirla con deliberazione del consiglio. L’imposta è a carico degli ospiti che alloggiano nelle strutture ricettive, è proporzionata al prezzo e può arrivare fino a 5 euro per notte di soggiorno. Il gettito finanzia interventi in materia di turismo e il sostegno delle strutture ricettive . Nei Comuni capoluogo in cui le presenze turistiche superano quelle dei residenti, l’imposta può essere applicata in misura più elevata (art. 4, comma 1‑bis D.Lgs. 23/2011) .

Per effetto delle modifiche introdotte dall’art. 180 del D.L. 34/2020 e dall’art. 5‑quinquies del D.L. 146/2021, il gestore dell’ostello non è più un mero sostituto d’imposta ma diventa responsabile d’imposta: dopo avere incassato l’imposta dagli ospiti, deve versarla al Comune; l’omesso riversamento è un’inadempienza di natura amministrativa e comporta l’applicazione di sanzioni tributarie.

Le Sezioni Unite della Cassazione (ordinanza n. 14028/2024) hanno chiarito che tra il gestore e il Comune si instaura un rapporto di servizio comportante il maneggio di denaro pubblico. Ciò determina la giurisdizione della Corte dei Conti sulle azioni di responsabilità per il mancato versamento, mentre la giurisdizione tributaria riguarda le sanzioni . L’ordinanza sottolinea che il comma 1‑ter dell’art. 4, introdotto dal D.L. 34/2020, ha natura sostanziale e si applica anche ai periodi antecedenti al 19 maggio 2020 .

Obblighi pratici del gestore:

  • Riscossione dell’imposta al momento del check‑in o dell’addebito della camera.
  • Emissione della ricevuta/fattura che evidenzi l’importo riscosso a titolo di imposta di soggiorno.
  • Versamento periodico (mensile, trimestrale o secondo il regolamento comunale) delle somme riscosse.
  • Presentazione della dichiarazione annuale entro il 30 giugno dell’anno successivo (art. 4, comma 1‑ter, D.Lgs. 23/2011).
  • Conservazione della documentazione (registro dei pernottamenti, ricevute di imposta, versamenti) per almeno cinque anni.
  • Comunicazione degli ospiti alla questura (portale “alloggiati”), distinta dall’imposta ma spesso utilizzata nei controlli.

1.2 Controlli e accertamenti fiscali: normativa generale

I controlli fiscali nei confronti delle strutture ricettive possono riguardare l’IVA (D.P.R. 633/1972), l’IRPEF/IRES (D.P.R. 600/1973), l’imposta di soggiorno e gli altri tributi locali (TARI, IMU). Le forme di accertamento sono disciplinate da varie norme:

  • Accertamento analitico‑induttivo: l’art. 39, comma 1, lettera d) del D.P.R. 600/1973 consente all’Agenzia delle Entrate di rettificare il reddito d’impresa anche in presenza di scritture contabili formalmente regolari se risultano inattendibili; l’art. 55 del D.P.R. 633/1972 consente simili rettifiche in materia di IVA.
  • Presunzioni: per l’accertamento presuntivo valgono le regole dell’art. 2729 c.c. e dell’art. 38, comma 4, D.P.R. 600/1973; gli elementi devono essere gravi, precisi e concordanti.
  • Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000): l’art. 12 prevede che gli accessi e le verifiche nei locali dell’impresa siano effettuati per esigenze effettive di indagine, durino al massimo trenta giorni prorogabili , e che il contribuente sia informato delle ragioni del controllo e possa farsi assistere da un professionista . Sempre l’art. 12 riconosce il diritto a rilasciare osservazioni che devono essere riportate nel processo verbale .
  • Processo tributario (D.Lgs. 546/1992): l’art. 21 stabilisce che il ricorso contro un avviso di accertamento deve essere proposto a pena di inammissibilità entro 60 giorni dalla notifica ; l’atto va depositato entro 30 giorni e la controparte ha 60 giorni per costituirsi . L’art. 47 consente di chiedere la sospensione dell’atto impugnato.

1.3 Giurisprudenza recente sul settore ricettivo

La Cassazione e i giudici di merito hanno emanato negli ultimi anni numerose sentenze in tema di accertamenti sulle strutture ricettive:

  • Presunzioni sulla base di consumi e materiali – Con ordinanza n. 13205/2025 la sezione tributaria ha ribadito che l’Amministrazione può fondare l’accertamento anche su un unico elemento presuntivo, purché grave, preciso e concordante . Nel caso concreto veniva ricostruito il fatturato di un’impresa di ristorazione in base al consumo di acqua minerale . La giurisprudenza precedente aveva già ritenuto legittimo l’accertamento di un albergo‑motel calcolato sul numero di asciugamani lavati , presupponendo che ogni cliente utilizzi un determinato numero di asciugamani al giorno.
  • Imposta di soggiorno e giurisdizione – Le Sezioni Unite 2024 hanno affermato che il rapporto tra gestore e Comune configura un maneggio di denaro pubblico; pertanto le azioni di responsabilità per l’omesso versamento rientrano nella giurisdizione contabile, mentre le sanzioni tributarie restano di competenza del giudice tributario .
  • Durata delle verifiche – La Cassazione ha più volte annullato avvisi di accertamento emessi dopo accessi prolungati oltre il termine di 30 giorni senza adeguata motivazione, richiamando l’art. 12 dello Statuto del contribuente .
  • Contraddittorio preventivo – La giurisprudenza nazionale e della Corte di Giustizia UE riconosce l’obbligo dell’Amministrazione di instaurare un contraddittorio con il contribuente prima dell’emissione dell’atto, salvo che l’atto sia urgente o vi siano rischi di inadempienza. La mancata instaurazione può determinare l’annullamento dell’accertamento.
  • Responsabilità penale – Le sezioni penali della Cassazione hanno affermato che, a seguito dell’introduzione del comma 1‑ter dell’art. 4 D.Lgs. 23/2011, l’omesso versamento dell’imposta di soggiorno non integra più il reato di peculato ma una violazione amministrativa. Restano punibili i comportamenti fraudolenti (ad esempio appropriazione dei corrispettivi o falsificazione dei registri).

1.4 Strumenti di definizione e agevolazioni

In risposta all’emergenza economica e alla pandemia, il legislatore ha introdotto diverse misure di definizione agevolata dei debiti fiscali:

  • Rottamazione‑quater (Legge di bilancio 2023 e successive modifiche) – consente di estinguere i carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo le imposte e le spese di notifica, senza sanzioni né interessi. La nona rata (o la prima rata per i contribuenti riammessi) scade il 31 luglio 2025; i versamenti effettuati entro il 5 agosto sono considerati tempestivi . Il mancato o tardivo pagamento comporta la decadenza dal beneficio e il recupero integrale del debito .
  • Riammissione alla rottamazione‑quater – La Legge 15/2025 (conversione del decreto Milleproroghe 2024) ha consentito a chi era decaduto di presentare domanda entro il 30 aprile 2025 e di pagare il dovuto in un’unica soluzione o in dieci rate entro il 31 luglio 2025 .
  • Saldo e stralcio e stralcio automatico – In passato (Legge 145/2018, D.L. 119/2018) sono stati previsti condoni per i debiti inferiori a 1.000 euro e per persone fisiche con ISEE modesto; a dicembre 2025 non sono in vigore nuovi condoni, ma è possibile che il legislatore introduca ulteriori sanatorie.
  • Transazione fiscale e accertamento con adesione – Procedure che consentono di definire l’accertamento prima del giudizio con riduzione delle sanzioni (2/3 delle sanzioni irrogate) e pagamento rateale.

1.5 Crisi d’impresa e sovraindebitamento

Quando l’accertamento fiscale è elevato e il debito supera le capacità di pagamento dell’ostello, è possibile ricorrere alle procedure di composizione della crisi:

  • Legge 3/2012 sul sovraindebitamento – consente a imprenditori commerciali minori, start‑up, agricoltori e consumatori di accedere a tre procedure: piano del consumatore, accordo di ristrutturazione dei debiti e liquidazione controllata. Il piano del consumatore permette di ristrutturare i debiti pagando in proporzione alle proprie capacità; l’accordo di ristrutturazione richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori; la liquidazione consente di liquidare i beni e ottenere l’esdebitazione.
  • Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019) – in vigore dal 15 luglio 2022, ha sostituito la L. 3/2012 per molte procedure e ha introdotto la composizione negoziata. Dal 15 novembre 2021, l’imprenditore in difficoltà può chiedere la nomina di un esperto alla camera di commercio competente per territorio; l’esperto assiste le trattative con i creditori al fine di individuare una soluzione per il risanamento . La procedura è stata introdotta dal D.L. 118/2021, convertito dalla L. 147/2021, ed è ora integrata nel Codice della crisi.

I gestori di ostelli (in genere imprese individuali o società di persone) possono accedere a queste procedure per bloccare le azioni esecutive, ottenere la sospensione dei pagamenti e presentare un piano che soddisfi i creditori secondo le proprie possibilità.

2 – Procedura passo‑passo dopo la notifica dell’avviso di accertamento

2.1 Verifica dell’atto

Non tutti gli avvisi di accertamento sono validi; molti vengono annullati per vizi di notifica, mancanza di motivazione o violazione delle garanzie del contribuente. Quando si riceve un avviso occorre:

  1. Controllare la data di notificazione e verificare che sia avvenuta con modalità corrette (raccomandata A/R, PEC valida, ufficiale giudiziario). Se la notifica è nulla o inesistente, il termine per impugnare non decorre.
  2. Esaminare il contenuto dell’atto: deve indicare l’ufficio emittente, il responsabile del procedimento, i fatti contestati, le norme applicate e le ragioni che hanno determinato la pretesa. Una motivazione generica o “per relationem” a un atto non conosciuto è illegittima.
  3. Verificare l’esistenza del contraddittorio: se prima dell’avviso si è svolta una verifica presso la struttura, l’Ufficio deve invitare il contribuente a fornire osservazioni (30 giorni). La mancata instaurazione del contraddittorio può comportare l’annullamento.
  4. Riscontrare i termini di decadenza: per imposte sui redditi e IVA l’avviso va notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (ottavo anno in caso di omessa dichiarazione o reati); per l’imposta di soggiorno i termini sono stabiliti dal regolamento comunale (in genere 5 anni dall’omissione).

2.2 Scelta della strategia difensiva

Entro i 60 giorni dalla notifica (termine perentorio previsto dall’art. 21 del D.Lgs. 546/1992 ) occorre decidere se:

  • Presentare un’istanza di autotutela chiedendo l’annullamento o la rettifica dell’atto all’ufficio emittente quando il vizio è evidente (errore di persona, doppia imposizione, omessa considerazione di documenti). L’istanza non sospende i termini di impugnazione; quindi deve essere affiancata da altre azioni.
  • Accedere all’accertamento con adesione (D.Lgs. 218/1997) presentando un’istanza all’Ufficio. L’istanza sospende per 90 giorni il termine per il ricorso. L’Agenzia convoca il contribuente per un contraddittorio e può concedere la riduzione delle sanzioni a 1/3. Dopo la sottoscrizione dell’accordo, il pagamento può essere rateizzato.
  • Reclamo‑mediazione: per gli atti di valore fino a 50.000 euro (esclusi interessi e sanzioni), il ricorso deve essere preceduto da un reclamo che può contenere una proposta di mediazione. Se l’Agenzia non risponde o respinge la proposta entro 90 giorni, il ricorso si intende respinto e può essere riproposto.
  • Ricorso alla Corte di Giustizia tributaria: se si ritiene l’accertamento illegittimo, si prepara un ricorso motivato da depositare presso la Corte di Giustizia tributaria di primo grado entro 60 giorni . È possibile richiedere la sospensione dell’esecuzione dell’atto (art. 47 D.Lgs. 546/1992) dimostrando il fumus boni iuris (ragioni fondate) e il periculum in mora (danno grave e irreparabile). In caso di rigetto, la riscossione prosegue.
  • Pagamento e definizione agevolata: se l’atto è corretto ma il contribuente vuole evitare il contenzioso, può optare per il pagamento (anche rateale) e beneficiare della riduzione delle sanzioni (2/3 per l’accertamento con adesione, 1/3 per conciliazione giudiziale). In alternativa può valutare la rottamazione‑quater per i carichi già iscritti a ruolo.

2.3 Tempistiche principali

FaseNormativa e termini
Verifica, accesso e rilievidurante l’accesso i verificatori devono concludere le operazioni entro 30 giorni lavorativi, prorogabili per altri 30 con motivazione (art. 12, L. 212/2000) .
Invito a comparire / PVCdopo il processo verbale di constatazione, il contribuente ha 60 giorni per presentare osservazioni che l’Ufficio deve valutare.
Notifica avviso di accertamentoentro il 31 dicembre del 5° anno (8° se omessa dichiarazione) per imposte dirette; entro 5 anni per imposta di soggiorno (regolamenti comunali).
Ricorsodeve essere notificato all’ente impositore entro 60 giorni . Il deposito in Corte di Giustizia tributaria deve avvenire entro 30 giorni dalla notifica .
Accertamento con adesionel’istanza sospende per 90 giorni il termine di ricorso.
Reclamo‑mediazioneper avvisi fino a 50.000 € obbligatorio; l’Ufficio deve rispondere entro 90 giorni.
Conciliazione giudizialepuò essere proposta fino alla discussione di primo grado (art. 48 D.Lgs. 546/1992).
Rottamazione‑quater 2025nona rata o rata unica: scadenza 31 luglio 2025 (tolleranza 5 agosto) ; riammissione per chi ha presentato domanda entro il 30 aprile 2025 con saldo al 31 luglio 2025 .

3 – Difese e strategie legali efficaci

3.1 Contestare i vizi di forma e di notifica

Un avviso di accertamento può essere annullato se sussistono vizi formali:

  1. Notifica nulla o inesistente – L’atto deve essere notificato da un messo notificatore abilitato, via PEC all’indirizzo risultante da INI‑PEC o via raccomandata A/R. Notifiche presso indirizzi errati o recapiti non attivi sono nulle; in tali casi il termine per impugnare non decorre e il contribuente può eccepire la decadenza.
  2. Motivazione insufficiente – La motivazione deve indicare chiaramente i fatti accertati, le prove utilizzate, le disposizioni di legge applicate e il calcolo delle maggiori imposte. La Cassazione ha più volte annullato avvisi fondati su medie di settore o su indici generici senza spiegare come siano state applicate le presunzioni.
  3. Mancata allegazione di documenti richiamati. Se l’avviso fa riferimento a un processo verbale di constatazione, un atto di rettifica o un parere, tali documenti devono essere allegati o almeno messi a disposizione del contribuente.
  4. Violazione del contraddittorio – Il contribuente deve essere coinvolto prima dell’emissione dell’atto, salvo casi urgenti. La mancata osservazione di questo principio (ormai generalizzato dalla giurisprudenza) è causa di nullità.
  5. Decadenza dei termini – Occorre verificare che l’accertamento sia stato notificato entro il termine quinquennale o ottennale previsto per le varie imposte; per l’imposta di soggiorno si applicano i regolamenti comunali.

3.2 Contestare le presunzioni e l’antieconomicità

Le presunzioni utilizzate dall’Amministrazione devono essere gravi, precise e concordanti. La Cassazione ha ribadito nel 2025 che il consumo di acqua minerale può essere un valido indicatore dei ricavi solo se supportato da ulteriori elementi . Per le strutture ricettive la giurisprudenza ha utilizzato, tra gli altri, il numero di asciugamani lavati , il consumo di energia elettrica, l’acqua, i prodotti per la pulizia e i dati di Booking/Airbnb.

Strategie difensive:

  • Dimostrare l’infondatezza delle presunzioni con prove contrarie: ad esempio, giustificare un consumo elevato di acqua per lavori di manutenzione o eventi interni; dimostrare che gli asciugamani sono stati lavati per motivi diversi dagli ospiti; produrre registri di presenze e documentazione contabile precisa.
  • Controdedurre l’antieconomicità: spesso l’Ufficio contesta margini di profitto troppo bassi. È necessario dimostrare che l’ostello ha adottato strategie di prezzo, sconti, investimenti o periodi di bassa occupazione che giustificano la redditività ridotta.
  • Eccepire la mancata prova: se l’accertamento si basa su dati provenienti da portali online (Booking, Airbnb), contestare la loro attendibilità (prenotazioni annullate, no‑show, tariffe scontate) e chiedere la prova delle fonti.

3.3 Richiedere la sospensione e la rateizzazione

Se il pagamento immediato delle somme contestate comporta un grave danno, il contribuente può chiedere:

  • Sospensione giudiziale: in sede di ricorso (art. 47 D.Lgs. 546/1992) depositando un’istanza motivata; il giudice valuta la fondatezza della pretesa e il pregiudizio.
  • Sospensione amministrativa: l’Agenzia delle Entrate può sospendere la riscossione durante l’accertamento con adesione o in autotutela.
  • Rateizzazione: una volta formato il ruolo, l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione può concedere la rateizzazione ordinaria (fino a 72 rate) o straordinaria (fino a 120 rate) in presenza di comprovate difficoltà.

3.4 Conciliazione giudiziale e definizione agevolata

Nel corso del processo tributario, le parti possono raggiungere un accordo che riduce le sanzioni e consente il pagamento rateale:

  • Conciliazione fuori udienza (art. 48 D.Lgs. 546/1992) – può essere proposta dall’Ufficio fino al deposito della sentenza; le sanzioni sono ridotte a 1/3 o a 1/9 in caso di adesione prima dell’udienza.
  • Conciliazione in udienza (art. 48‑bis) – può essere formulata dal giudice nel corso della discussione; consente la riduzione delle sanzioni e la rateizzazione.
  • Definizione agevolata degli atti di accertamento – possibile con l’acquiescenza (art. 15 D.Lgs. 218/1997) o il ravvedimento operoso; in tal caso le sanzioni sono ridotte e si evita il contenzioso.

3.5 Procedura penale e responsabilità erariale

Fino al 2020, l’omesso versamento dell’imposta di soggiorno integrava il reato di peculato; la Cassazione penale ha poi qualificato l’omesso riversamento come illecito amministrativo, affermando che il gestore è responsabile d’imposta e non pubblico ufficiale. Restano tuttavia configurabili reati di appropriazione indebita, frode fiscale o truffa in presenza di condotte fraudolente. Inoltre, a seguito della pronuncia delle Sezioni Unite 2024 , le azioni di responsabilità per danno erariale nei confronti del gestore rientrano nella giurisdizione della Corte dei Conti.

3.6 La prova documentale e l’importanza della contabilità

La miglior difesa consiste in una contabilità precisa e documentata. È consigliabile adottare le seguenti pratiche:

  • Registri delle presenze firmati dagli ospiti, anche in formato digitale, con indicazione di date, importo pagato e imposta riscossa.
  • Ricevute/fatture separate per la quota di alloggio e l’imposta di soggiorno.
  • Conti correnti dedicati alle operazioni dell’ostello, in modo da tracciare i versamenti dell’imposta.
  • Conservazione delle corrispondenze con l’ente impositore, le comunicazioni alloggiati e le prenotazioni dalle piattaforme.
  • Check list per gli adempimenti mensili (versamenti, dichiarazione) e per la trasmissione dei dati alla questura.

In caso di verifica, la produzione tempestiva di tali documenti può evitare accertamenti presuntivi e ridurre il contenzioso.

4 – Strumenti alternativi per definire il debito

4.1 Rottamazioni e definizioni agevolate

La Rottamazione‑quater consente di estinguere i carichi affidati all’agente della riscossione versando solo le imposte e le spese di notifica, senza interessi né sanzioni. Per mantenere i benefici occorre rispettare le scadenze:

  • La nona rata (o la prima rata per i contribuenti riammessi) scade il 31 luglio 2025; i versamenti effettuati entro il 5 agosto 2025 sono considerati tempestivi grazie alla tolleranza di cinque giorni .
  • Chi era decaduto dal piano può essere riammesso presentando domanda entro il 30 aprile 2025 e versando il dovuto in un’unica soluzione o in dieci rate entro il 31 luglio 2025 .

Oltre alla rottamazione, esistono altre forme di definizione agevolata:

  • Stralcio dei debiti fino a 1.000 euro affidati fino al 2015 (previsto nel 2023 per i carichi sotto soglia). Attualmente non sono vigenti nuovi stralci, ma sono possibili nuove norme future.
  • Acquiescenza e ravvedimento operoso per definire gli avvisi con riduzione delle sanzioni (1/3 o 1/6). Il ravvedimento può essere effettuato anche dopo la constatazione di un’irregolarità ma prima della notifica dell’avviso.
  • Transazione fiscale (art. 182‑ter L.Fall.) nell’ambito del concordato preventivo o della liquidazione giudiziale; consente di ridurre l’ammontare delle imposte e di rateizzare il pagamento. È applicabile alle imprese che accedono alla procedura concorsuale.

4.2 Piani di ristrutturazione e sovraindebitamento

Quando il debito è ingente e non può essere sostenuto, i gestori di ostelli (che spesso sono imprese individuali o società di persone) possono ricorrere alle procedure di sovraindebitamento o di composizione della crisi d’impresa:

  • Piano del consumatore: riservato alle persone fisiche (anche imprenditori agricoli o professionisti) che hanno debiti personali. Consiste nella presentazione al giudice di un piano di pagamento proporzionato alle entrate, con falcidia dei debiti. È necessario dimostrare la meritevolezza e che la causa del sovraindebitamento non derivi da colpa grave o dolo.
  • Accordo di ristrutturazione dei debiti: prevede l’approvazione dei creditori rappresentanti almeno il 60 % dei debiti e la possibilità di stralciare parte del debito. La procedura è assistita da un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e consente di sospendere le azioni esecutive.
  • Liquidazione controllata dei beni: il debitore mette a disposizione il proprio patrimonio per soddisfare i creditori e, al termine, può ottenere l’esdebitazione (liberazione dai debiti residui). Con il Codice della crisi d’impresa, l’esdebitazione è automatica dopo tre anni per il debitore incapiente.
  • Composizione negoziata (D.L. 118/2021): per le imprese in crisi ma potenzialmente risanabili; l’imprenditore chiede la nomina di un esperto presso la camera di commercio. L’esperto assiste le trattative con i creditori e può proporre moratorie, ristrutturazioni del debito o l’ingresso di nuovi finanziatori . L’accesso alla composizione negoziata non comporta la perdita dell’azienda e può evitare il fallimento.

L’Avv. Monardo, in qualità di gestore della crisi e professionista fiduciario di un OCC, può analizzare la situazione debitoria dell’ostello, predisporre la documentazione, presentare l’istanza presso il tribunale o la camera di commercio e accompagnare l’imprenditore fino alla omologazione del piano o alla ristrutturazione. Questo consente di bloccare pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche e trattenute.

4.3 Accordi stragiudiziali con il Comune o l’Agenzia

In molti casi, soprattutto per l’imposta di soggiorno, è possibile raggiungere un accordo transattivo con il Comune prima del contenzioso. Si può proporre il pagamento del tributo dovuto senza sanzioni o con la riduzione delle stesse, soprattutto se si dimostra la buona fede e l’assenza di dolo. L’ente può essere interessato a incassare rapidamente piuttosto che intraprendere un lungo giudizio.

Analogamente, con l’Agenzia delle Entrate è possibile negoziare una definizione anticipata o presentare un’istanza di autotutela per ottenere l’annullamento totale o parziale dell’atto in presenza di evidenti errori. L’autotutela non è un diritto ma la prassi dimostra che, con l’assistenza di un professionista e la presentazione di documenti esaustivi, gli Uffici sono disponibili a correggere errori manifesti.

5 – Errori comuni e consigli pratici

  1. Ignorare l’avviso di accertamento pensando che si possa sistemare più tardi. Il termine di 60 giorni decorre dalla notifica ; oltre, il ricorso è inammissibile.
  2. Pagare immediatamente senza controllare la legittimità dell’atto. Spesso gli avvisi contengono errori o presunzioni facilmente contestabili.
  3. Non conservare documenti: ricevute di imposta, registri ospiti, comunicazioni alloggiati. L’assenza di documentazione rende difficile dimostrare l’infondatezza delle presunzioni.
  4. Trascurare il contraddittorio: non rispondere al processo verbale di constatazione significa perdere l’opportunità di chiarire i fatti e ridurre l’atto. Inviare osservazioni è un diritto riconosciuto dallo Statuto del contribuente .
  5. Confondere l’imposta di soggiorno con l’IVA: l’imposta di soggiorno non è un ricavo dell’ostello ma deve essere riversata al Comune; trattenere l’imposta per coprire i propri costi non è consentito e può portare a sanzioni e azioni della Corte dei Conti.
  6. Utilizzare conti personali per l’attività dell’ostello: i movimenti bancari confusi favoriscono accertamenti presuntivi. Meglio separare i flussi finanziari.
  7. Non affidarsi a un professionista: il contenzioso tributario richiede competenze specifiche. Un avvocato esperto può individuare vizi che sfuggono ai non addetti ai lavori.

Consiglio pratico: predisponete un fascicolo con tutti i documenti relativi all’attività (dichiarazioni fiscali, registri, ricevute, comunicazioni con il Comune e l’Agenzia). Questo fascicolo sarà utile in caso di verifiche e per il professionista che vi assisterà.

6 – Tabelle riepilogative

6.1 Principali norme di riferimento

NormaAmbitoContenuto sintetico
D.Lgs. 23/2011, art. 4Imposta di soggiornoI Comuni possono istituire l’imposta di soggiorno fino a 5 €/notte; il gettito finanzia interventi turistici . Il gestore è responsabile d’imposta e deve riscuotere, dichiarare e riversare l’imposta.
L. 212/2000, art. 12Statuto del contribuenteRegola accessi, ispezioni e verifiche: massimo 30 giorni (prorogabili), diritto del contribuente a essere informato e ad assistere alle operazioni .
D.P.R. 600/1973, art. 39Imposte diretteAccertamento analitico‑induttivo del reddito d’impresa: l’Ufficio può rettificare i ricavi anche in presenza di contabilità regolare se risulta inattendibile.
D.P.R. 633/1972, art. 55IVAAccertamento induttivo in materia di IVA.
D.Lgs. 546/1992, art. 21Processo tributarioIl ricorso contro l’avviso di accertamento deve essere proposto entro 60 giorni dalla notifica .
D.Lgs. 546/1992, art. 47SospensioneConsente di richiedere la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato in presenza di gravi motivi.
D.Lgs. 218/1997Accertamento con adesioneRegola la definizione concordata dell’accertamento e la riduzione delle sanzioni.
Legge 3/2012 e D.Lgs. 14/2019Sovraindebitamento e crisiPrevedono piano del consumatore, accordi di ristrutturazione, esdebitazione e liquidazione controllata per debitori non fallibili.
D.L. 118/2021Composizione negoziataIntroduce l’esperto negoziatore per aiutare l’imprenditore a superare lo squilibrio patrimoniale .
Legge 15/2025Riammissione rottamazione‑quaterConsente la riammissione alla definizione agevolata per chi è decaduto, con pagamento entro il 31 luglio 2025 .
Cassazione, ord. 13205/2025Accertamento presuntivoRiconosce la legittimità dell’accertamento basato su un solo elemento presuntivo (acqua minerale) purché grave, preciso e concordante .
Cassazione, SU n. 14028/2024Imposta di soggiornoStabilisce che l’omesso versamento comporta la giurisdizione della Corte dei Conti per la responsabilità erariale, mentre le sanzioni tributarie restano di competenza delle corti di giustizia tributaria .

6.2 Termini e scadenze principali

EventoTermineRiferimento
Presentazione osservazioni al PVC60 giorni dal processo verbale di constatazioneart. 12 L. 212/2000
Impugnazione avviso di accertamento60 giorni dalla notificaart. 21 D.Lgs. 546/1992
Deposito ricorso in Corte30 giorni dalla notifica del ricorsoart. 22 D.Lgs. 546/1992
Costituzione parte resistente60 giorni dalla notificaart. 23 D.Lgs. 546/1992
Invio dichiarazione annuale imposta di soggiorno30 giugno dell’anno successivoart. 4 D.Lgs. 23/2011
Versamento periodico imposta di soggiornosecondo il regolamento comunale (mensile/trimestrale)regolamenti comunali
Istanza accertamento con adesioneentro 60 giorni dalla notifica (sospende per 90 giorni)D.Lgs. 218/1997
Reclamo‑mediazioneobbligatorio per atti fino a 50.000 €; l’Ufficio risponde entro 90 giorniart. 17‑bis D.Lgs. 546/1992
Rottamazione‑quater 2025: nona rata (o rata unica)31 luglio 2025 (tolleranza 5 agosto)Legge di bilancio 2023, modificata
Riammissione rottamazione‑quaterdomanda entro 30 aprile 2025, pagamento entro 31 luglio 2025Legge 15/2025
Domanda composizione negoziatain qualsiasi momento di squilibrio patrimoniale, nominando l’espertoD.L. 118/2021

6.3 Strumenti difensivi e vantaggi

StrumentoCaratteristicheVantaggi
AutotutelaIstanza all’Ufficio per annullamento o rettificaCorregge errori evidenti, nessun costo, ma discrezionale
Accertamento con adesioneContraddittorio con l’Ufficio; riduzione sanzioni a 1/3; rateizzazioneEvita contenzioso, sospende termini, pagamento dilazionato
Reclamo‑mediazioneObbligatorio < 50k €; proposta di mediazioneRiduce sanzioni, possibile accordo prima del giudizio
Ricorso e sospensioneAzione giudiziale presso la Corte; possibile sospensione dell’attoTutela piena dei diritti, annullamento dell’avviso
Rottamazione‑quaterDefinizione dei carichi affidati pagando solo imposte e speseCancella sanzioni e interessi; pagamenti rateali
Piano del consumatore/accordo di ristrutturazioneProcedure di sovraindebitamento con OCCBlocca azioni esecutive, ristruttura i debiti, consente esdebitazione
Composizione negoziataNomina di un esperto; trattative con i creditoriRisanamento dell’impresa senza procedure concorsuali
Conciliazione giudizialeAccordo in giudizio con riduzione sanzioniTermina il contenzioso rapidamente, sanzioni al 1/3

6.4 Giurisprudenza significativa per le strutture ricettive

Sentenza / OrdinanzaPrincipioFonte
Cass., Sez. V, 19 febbraio 2010 n. 4017È legittimo l’accertamento che ricostruisce i ricavi di un albergo in base al numero di asciugamani lavati .Corte di Cassazione
Cass., Sez. V, 23 luglio 2010 n. 17408La ricostruzione dei ricavi di una pizzeria/ristorante sulla base del consumo di acqua minerale è legittima se l’elemento è fondamentale .Corte di Cassazione
Cass., ord. 13205/2025Un solo elemento presuntivo può fondare l’accertamento se grave, preciso e concordante; confermata la ricostruzione basata sull’acqua minerale .Corte di Cassazione
Cass., SU n. 14028/2024L’omesso versamento dell’imposta di soggiorno configura un rapporto di servizio con giurisdizione della Corte dei Conti; le sanzioni restano tributarie .Corte di Cassazione, Sezioni Unite
Cass., Sez. VI penale, n. 30227/2020 e n. 36317/2020L’omesso versamento dell’imposta di soggiorno dopo l’introduzione del comma 1‑ter non integra più il reato di peculato; la condotta rileva solo in sede amministrativa.Corte di Cassazione penale

7 – Domande frequenti (FAQ)

  1. Cos’è l’avviso di accertamento per un ostello?
    È l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate o il Comune comunica al gestore l’esito della verifica e la pretesa di imposte, sanzioni e interessi. Deve contenere i fatti contestati, le norme applicate e le somme dovute.
  2. Entro quanto tempo devo impugnare l’avviso?
    Il ricorso va notificato entro 60 giorni dalla data di notifica dell’avviso . Il termine è perentorio; se scade in agosto si applica la sospensione feriale (1° agosto – 31 agosto) che dilata il termine.
  3. Posso chiedere la sospensione del pagamento?
    Sì. Contestualmente al ricorso si può chiedere al giudice la sospensione dell’esecuzione dell’atto (art. 47 D.Lgs. 546/1992) dimostrando che l’atto è illegittimo e che il pagamento immediato causa danno grave.
  4. È obbligatorio tentare la mediazione?
    Per gli avvisi di valore fino a 50.000 euro (imposte e interessi) la procedura di reclamo‑mediazione è obbligatoria. Si presenta un reclamo all’Ufficio che può accettare, modificare o respingere la proposta entro 90 giorni. Solo dopo si può fare ricorso.
  5. Se aderisco all’accertamento con adesione pago meno?
    Sì. L’accertamento con adesione comporta la riduzione delle sanzioni a 1/3 e consente il pagamento rateale. È una buona soluzione quando la pretesa è fondata ma si vuole evitare il contenzioso.
  6. Cosa succede se non verso l’imposta di soggiorno?
    Il gestore è responsabile d’imposta: l’omesso versamento comporta sanzioni amministrative e interessi. Secondo le Sezioni Unite 2024, la responsabilità per danno erariale è della Corte dei Conti . Non si configura più il reato di peculato salvo condotte fraudolente.
  7. Come vengono calcolati i ricavi presunti di un ostello?
    L’Amministrazione può utilizzare indici come il numero di posti letto, i consumi di acqua/energia, gli ordini di biancheria, i dati dei portali online. La Cassazione ha ritenuto legittimo l’accertamento basato sul numero di asciugamani o sul consumo di acqua minerale se l’elemento è grave, preciso e concordante .
  8. Le presunzioni dell’Ufficio sono sempre valide?
    No. Il contribuente può dimostrare che le presunzioni non rispecchiano la realtà (ad esempio, asciugamani usati per altre attività, camere inutilizzate, tariffe promozionali). Le presunzioni devono essere supportate da più elementi e risultare logiche.
  9. Cosa fare se la verifica dura troppo?
    L’art. 12 della L. 212/2000 prevede che le verifiche nei locali dell’azienda non possano durare più di 30 giorni lavorativi prorogabili per altri 30 . Se i verificatori restano oltre i termini senza motivazione, l’avviso di accertamento può essere impugnato per violazione di legge.
  10. È possibile rateizzare il debito?
    Sì. Dopo l’iscrizione a ruolo si può chiedere la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (piano ordinario fino a 72 rate; straordinario fino a 120 rate). In alternativa, con l’accertamento con adesione o la conciliazione si ottengono rateazioni.
  11. Cos’è la rottamazione‑quater e conviene aderirvi?
    La rottamazione‑quater è una definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione. Permette di pagare solo imposte e spese, eliminando sanzioni e interessi. Conviene se il carico è elevato e si riesce a sostenere le rate. Attenzione alle scadenze: la nona rata scade il 31 luglio 2025 .
  12. Posso essere riammesso se sono decaduto dalla rottamazione?
    Sì. La Legge 15/2025 consente la riammissione per chi non ha pagato le rate, presentando domanda entro il 30 aprile 2025 e pagando il dovuto entro il 31 luglio 2025 .
  13. Cos’è il piano del consumatore e chi può usarlo?
    È una procedura prevista dalla Legge 3/2012 (ora Codice della crisi) per persone fisiche sovraindebitate che non possono fallire. Consente di proporre al giudice un piano di pagamento parziale dei debiti in base alle proprie possibilità, con falcidia del debito residuo e protezione dai creditori.
  14. Che differenza c’è tra piano del consumatore e accordo di ristrutturazione?
    Nel piano del consumatore non occorre l’approvazione dei creditori; è sufficiente l’omologazione del giudice se il piano è fattibile. L’accordo di ristrutturazione, invece, richiede il voto favorevole della maggioranza dei creditori (60 %).
  15. Cos’è la composizione negoziata?
    È una procedura introdotta dal D.L. 118/2021: l’imprenditore in crisi nomina un esperto presso la camera di commercio per negoziare con i creditori soluzioni di risanamento . È volontaria e consente di evitare il fallimento.
  16. L’omesso versamento dell’imposta di soggiorno è ancora reato?
    No. Dopo le modifiche del 2020 l’omesso versamento non costituisce più peculato. Permangono reati di appropriazione indebita o frode se vi è dolo. Le responsabilità contabili restano, come affermato dalle Sezioni Unite 2024 .
  17. Cosa succede se ricevo un avviso di accertamento per anni già prescritti?
    Si può eccepire la decadenza: gli avvisi per imposte sui redditi devono essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo (ottavo in caso di omessa dichiarazione). Per l’imposta di soggiorno i regolamenti comunali prevedono di solito cinque anni.
  18. Posso compensare il debito con crediti nei confronti del Comune?
    In via generale, i tributi locali non possono essere compensati con crediti verso il Comune, salvo specifiche norme. Tuttavia, in sede di accordo transattivo l’ente può accettare la compensazione.
  19. Posso chiedere il rimborso dell’imposta di soggiorno versata in eccesso?
    Sì. L’istanza di rimborso va presentata al Comune secondo le modalità previste dal regolamento entro il termine di prescrizione (spesso cinque anni). In caso di silenzio o rifiuto, si può proporre ricorso (art. 21 D.Lgs. 546/1992) .
  20. Come mi può aiutare l’Avv. Monardo?
    Lo studio esamina l’avviso, verifica i vizi, predispone ricorsi e istanze di sospensione, partecipa ai contraddittori e propone accordi. Inoltre assiste nella rottamazione, nei piani del consumatore e nella composizione negoziata grazie alla qualifica di gestore della crisi e di esperto negoziatore.

8 – Simulazioni pratiche e numeriche

8.1 Calcolo dell’imposta di soggiorno dovuta da un ostello

Supponiamo che l’Ostello “BellaVista” nel Comune X abbia 40 posti letto e applichi una tariffa di imposta di soggiorno pari a 2 € per notte. Nel 2024 ha registrato 10.000 pernottamenti (dati verificati dal registro e dalle piattaforme di prenotazione). L’imposta riscossa dagli ospiti è:

10 000 pernottamenti × 2 €/notte = 20 000 €

Il gestore deve versare al Comune 20.000 € entro le scadenze (ad esempio versamenti trimestrali da 5.000 €). Se versa solo 15.000 €, l’ufficio comunale può notificare un avviso per il saldo di 5.000 € più sanzioni (spesso pari al 30 % dell’imposta non versata) e interessi. In caso di ricorso, il gestore dovrà dimostrare che alcuni pernottamenti erano esenti (minori, studenti, personale) o che l’imposta era già stata versata.

8.2 Accertamento presuntivo basato sui consumi

L’Agenzia delle Entrate contesta all’Ostello “SoleMare” ricavi non dichiarati per l’anno 2023 stimati attraverso il consumo di energia elettrica. L’ufficio rileva un consumo di 50.000 kWh e assume che ogni ospite consuma in media 2,5 kWh al giorno. Calcola quindi 20.000 presenze (50.000 / 2,5) e, moltiplicando per la tariffa media di 25 € per pernottamento, stima ricavi per 500.000 €. Dalla dichiarazione emergono solo 350.000 € di ricavi: il maggiore imponibile è 150.000 €.

Il gestore può difendersi dimostrando che:

  • il consumo è stato influenzato da lavori di ristrutturazione (ciò spiega 10.000 kWh in più);
  • la tariffa media è inferiore (20 € invece di 25 €) a causa di sconti stagionali;
  • alcune camere sono state affittate a lungo termine a studenti con tariffe diverse e consumi energetici superiori.

Se riesce a dimostrare tali circostanze con documenti (fatture lavori, contratti di affitto, registri prenotazioni), l’ufficio dovrà rideterminare l’imponibile. In mancanza di prova, la presunzione dell’Ufficio potrebbe essere confermata, poiché la Cassazione ritiene legittime le presunzioni basate su elementi oggettivi .

8.3 Simulazione di rottamazione‑quater

L’Ostello “LunaPiena” ha debiti iscritti a ruolo per 120.000 € (di cui 80.000 € di imposte e 40.000 € tra interessi e sanzioni). Presenta domanda di rottamazione‑quater e riceve la comunicazione delle somme dovute: deve pagare solo 80.000 € più 2.000 € di spese di notifica, eliminando 40.000 € di sanzioni/interessi.

Il piano prevede 18 rate: le prime due rate (10 % ciascuna) sono state pagate nel 2023. Restano 16 rate semestrali dal 2024 al 2028 (5.125 € cadauna). Nel 2025 scade la nona rata (5.125 €) il 31 luglio 2025; grazie alla tolleranza di cinque giorni è valida se versata entro il 5 agosto 2025 . Il mancato pagamento di una rata determina la decadenza: torneranno dovuti i 120.000 € interi e gli importi già versati saranno considerati acconto.

8.4 Esempio di piano del consumatore

Il titolare dell’Ostello “ViaRoma” è un imprenditore individuale che ha accumulato debiti per 250.000 € (100.000 € con l’Agenzia delle Entrate, 80.000 € con l’INPS, 70.000 € con banche). I ricavi degli ultimi anni sono diminuiti e non riesce a pagare. Può presentare un piano del consumatore con le seguenti proposte:

  • versare il 20 % dei debiti tributari (20.000 €) in 5 anni;
  • versare il 10 % dei debiti previdenziali (8.000 €) in 5 anni;
  • saldare i debiti bancari con cessione di un immobile valutato 50.000 € e versamento di ulteriori 5.000 €.

Il giudice verifica la meritevolezza (assenza di dolo), la fattibilità e la convenienza per i creditori rispetto alla liquidazione e, se non vi sono opposizioni fondate, omologa il piano. Una volta eseguito, l’imprenditore ottiene la esdebitazione e può continuare l’attività con un carico sostenibile.

8.5 Applicazione della composizione negoziata

Una società che gestisce due ostelli registra perdite a causa della pandemia ma possiede un patrimonio immobiliare e un marchio di valore. Temendo un’azione dell’Agenzia delle Entrate per debiti IVA, richiede la composizione negoziata (D.L. 118/2021). Viene nominato un esperto dalla camera di commercio. L’esperto analizza i dati, convoca l’Agenzia e le banche e propone:

  • la sospensione dei pagamenti fiscali per 12 mesi;
  • la cessione di un ostello non redditizio e la destinazione del ricavato ai creditori;
  • un nuovo finanziamento garantito da un investitore per rilanciare l’attività.

Le parti sottoscrivono un accordo; l’impresa evita la liquidazione giudiziale. Questa procedura, grazie alla figura dell’esperto negoziatore, consente di salvaguardare il valore aziendale e pagare i debiti in modo sostenibile .

9 – Sentenze recenti e fonti istituzionali (sezione bibliografica)

Le decisioni più recenti e i documenti istituzionali utili (con link e riferimenti) sono riepilogati qui. Le pronunce si trovano sui siti istituzionali (Corte di Cassazione, Corte dei Conti, Ministero dell’Economia e delle Finanze) e sugli archivi giuridici.

  • Corte di Cassazione, Sez. V, 19 febbraio 2010, n. 4017 – accertamento basato sui tovaglioli per stimare gli ospiti .
  • Corte di Cassazione, Sez. V, 23 luglio 2010, n. 17408 – accertamento fondato sul consumo di acqua minerale .
  • Corte di Cassazione, Sez. V, ordinanza n. 13205 del 19 maggio 2025 – legittimità del metodo presuntivo basato su un unico elemento .
  • Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ordinanza n. 14028 del 21 maggio 2024 – imposta di soggiorno: rapporto di servizio con giurisdizione della Corte dei Conti .
  • Corte di Cassazione penale, Sez. VI, sent. n. 30227 del 30 ottobre 2020 e n. 36317 del 17 dicembre 2020 – omesso versamento dell’imposta di soggiorno non è più peculato.
  • D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 4 – disciplina dell’imposta di soggiorno .
  • L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 12 – Statuto del contribuente, diritti nelle verifiche .
  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 21 – termine per il ricorso .
  • D.L. 118/2021, convertito dalla L. 147/2021 – composizione negoziata e nomina dell’esperto .
  • Legge 15/2025 di conversione del Milleproroghe 2024 – riammissione alla rottamazione‑quater .

Conclusione

L’accertamento fiscale nei confronti di un ostello rappresenta un momento delicato che può mettere seriamente in difficoltà l’attività ricettiva. Il quadro normativo è complesso e in continua evoluzione: l’imposta di soggiorno è stata ridisegnata dal D.L. 34/2020, la giurisprudenza ha ampliato le garanzie del contraddittorio e allo stesso tempo ha legittimato l’uso di presunzioni (consumo di acqua minerale, uso di asciugamani) . Le Sezioni Unite 2024 hanno chiarito la giurisdizione, distinguendo tra responsabilità erariale e sanzioni . La normativa prevede tempi perentori (60 giorni per impugnare ) e possibilità di definizione agevolata (accertamento con adesione, mediazione, rottamazione‑quater ). Esistono procedure di sovraindebitamento e composizione negoziata per chi non riesce a sostenere il debito .

Per difendersi efficacemente occorrono tempestività, competenza e documentazione. È fondamentale controllare ogni aspetto dell’avviso (notifica, motivazione, contraddittorio), contestare le presunzioni con prove contrarie, attivare gli strumenti di definizione e, se necessario, ricorrere ai piani di ristrutturazione. Ignorare l’atto o pagare senza verifiche può portare a conseguenze gravi.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo staff multidisciplinare sono pronti ad assistere gestori di ostelli, B&B e strutture extralberghiere in ogni fase: dalla valutazione immediata dell’accertamento, alla presentazione di ricorsi e sospensioni, fino alle trattative con l’Agenzia delle Entrate o il Comune e alla predisposizione di piani di rientro o di sovraindebitamento. La sua esperienza di cassazionista e di gestore della crisi (Legge 3/2012) consente di individuare soluzioni concrete e tempestive che salvaguardano il patrimonio e l’attività.

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