Debiti Con Joda Spv: Come Difendersi Subito Da Una Richiesta

Introduzione. Molti debitori si trovano oggi a ricevere solleciti di pagamento da Joda SPV S.r.l., società veicolo che acquista pacchetti di crediti bancari deteriorati. Queste richieste sono particolarmente insidiose perché spesso arrivano dopo anni dall’ultimo contatto con la banca, quando il credito è potenzialmente già prescritto o viziato da irregolarità. In questo articolo spieghiamo perché la questione è urgente (in particolare il rischio di errori o pagamenti indebiti) e anticipiamo le principali strategie difensive.

Parliamo inoltre delle soluzioni legali concrete che affronteremo nei paragrafi seguenti: verifica della legittimazione del creditore, analisi della prescrizione, contestazione delle spese non dovute, negoziazione di soluzioni stragiudiziali (come piani di rientro o accordi “saldo e stralcio”) o strumenti formali (ricorsi, opposizioni).

L’autore e il suo team:

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista; coordinatore di uno staff multidisciplinare operante a livello nazionale in diritto bancario e tributario; Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; professionista fiduciario di un OCC; Esperto Negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

Grazie a queste competenze, l’Avv. Monardo coordina un team nazionale di avvocati e commercialisti esperti in materia di crisi da debiti. In particolare, potrà assistervi concretamente con l’analisi dell’atto di Joda SPV, la predisposizione di ricorsi e sospensioni, la negoziazione di piani di rientro e soluzioni deflattive, sia in sede giudiziale sia stragiudiziale.

Se hai ricevuto un sollecito da Joda SPV, non sottovalutare il problema e agisci tempestivamente. Contatta subito qui di seguito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata. Verificheremo la tua posizione e ti indicheremo tutte le strategie difensive concrete.

Contesto normativo e giurisprudenziale

Le richieste di pagamento di Joda SPV riguardano crediti bancari (mutui, prestiti, carte di credito) originariamente vantati da Intesa Sanpaolo o altre banche. Le cessioni in blocco di tali crediti sono regolate dall’art. 58 del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993): in pratica, la banca che vende un pacchetto di prestiti deteriorati (NPL) deve darne notizia con pubblicità nel Registro delle Imprese e sulla Gazzetta Ufficiale . Questa pubblicità sostituisce (ai sensi dell’art. 1264 c.c.) la notifica individuale al debitore: in altri termini, il debitore viene «cassazione e Atto di cessione» e ne prende nota indirettamente . Trascorsi tre mesi dalla pubblicazione, l’assuntore diventa l’unico soggetto titolare del credito e può agire contro il debitore in via esclusiva .

Tuttavia, come sottolinea la Cassazione, la sola pubblicazione in Gazzetta non prova da sola la titolarità del credito specifico e i suoi esatti importi . In diverse pronunce, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’avviso di cessione è un requisito formale di efficacia opposta al debitore, ma non sostituisce la prova materiale dell’esistenza del contratto di cessione e del dettaglio del credito . In altre parole, Joda SPV deve dimostrare concretamente – con atto di cessione e documenti – che il tuo credito (individuo) è stato incluso nel blocco ceduto. In assenza di prova, il debitore può contestare la legittimazione del creditore .

Sul piano civilistico, va inoltre ricordato che l’ordinamento ha uniformato il termine di prescrizione: salvi casi particolari, ogni credito civile si prescrive in 10 anni . Ciò significa che se da oltre dieci anni non ci sono stati atti validi di interruzione della prescrizione (ad esempio messa in mora con richiesta di pagamento effettiva, decreto ingiuntivo, precetto, ecc.), il debito non può più essere legalmente esigibile . (In passato, alcuni crediti bancari si prescrivevano in 5 anni, ma oggi il termine ordinario è decennale .) Peraltro, la Cassazione ha chiarito che la semplice notifica dell’atto di cessione del credito – come quella inviata da Joda SPV – non costituisce una formale intimazione di pagamento e non interrompe la prescrizione . In pratica, la lettera di cessione in sé non configura “atto interruttivo della prescrizione” se non contiene una chiara richiesta di pagamento accompagnata da un’effettiva volontà di far valere il credito .

Infine, va fatto un cenno alle normative di settore in materia di crisi da indebitamento. Se il tuo debito con Joda SPV è associato ad altre passività (bancarie, finanziarie, fiscali), potresti valutare strumenti di composizione della crisi. Ad esempio, la Legge 3/2012 sulla composizione delle crisi da sovraindebitamento (come modificata dal Codice della crisi d’impresa – D.Lgs. 14/2019 – e dalla Legge 132/2015) prevede procedure come il piano del consumatore e l’accordo di ristrutturazione dei debiti, con possibilità finale di esdebitazione (cancellazione dei debiti residui) . Il D.L. 118/2021 ha poi introdotto la figura dell’esperto negoziatore della crisi d’impresa . Questi strumenti, gestiti dagli Organismi di composizione della crisi (OCC) e dai loro gestori (come l’Avv. Monardo), consentono di trattare con tutti i creditori in modo coordinato .

Procedura passo-passo dopo la notifica

  1. Verifica del sollecito. Innanzitutto bisogna distinguere cosa ha inviato Joda SPV. Nella gran parte dei casi si tratta di un sollecito stragiudiziale (lettera o e-mail) che invita a pagare. Questa comunicazione non è un titolo esecutivo (non è una cartella esattoriale del Fisco né un decreto ingiuntivo del Tribunale). Pertanto, al momento non scattano automaticamente pignoramenti o ipoteche. È però un atto formale cui prestare attenzione. Controlla la data e la forma (PEC, raccomandata con ricevuta, posta ordinaria). Una PEC o raccomandata confermano la data certa di notifica; una semplice e-mail (o chiamata telefonica) potrebbe non avere valore legale. Accertati anche della ragione sociale del cessionario (Joda SPV) e di eventuali mandatari: spesso la lettera è inviata da Intrum Italy quale mandataria della SPV.
  2. Richiesta di documentazione (entro 30 giorni). Subito dopo aver ricevuto il sollecito, richiedi per iscritto (PEC o raccomandata) tutta la documentazione comprovante il credito. In particolare devi ottenere il contratto originario di finanziamento, il piano di ammortamento e gli estratti conto, l’atto di cessione del credito e l’avviso di pubblicazione (art. 58 TUB) con l’elenco dei crediti ceduti . La SPV deve dimostrare di essere legittimata a esigere quel credito: la sola pubblicazione in Gazzetta (art.58 TUB) serve a rendere opponibile la cessione, ma non prova l’ammontare del tuo debito o che esso rientri nel blocco ceduto . Se non ricevi i documenti o sono incompleti, è un segnale che la richiesta potrebbe essere infondata. In tal caso puoi contestare formalmente la legittimazione del creditore (ad esempio diffidando la SPV dal proseguire il recupero e segnalando eventualmente il caso all’Autorità Garante della Privacy se i tuoi dati vengono trattati indebitamente). Ricorda: l’onere di provare l’esistenza e l’entità del credito spetta al creditore (in sede giudiziaria, il giudice chiederà a Joda SPV di esibire gli atti).
  3. Controllo dei termini e prescrizione. Verifica quando è nato il tuo debito e quando è stata fatta l’ultima comunicazione utile (ultimo pagamento, sollecito, ecc.). Se da molto tempo (in genere oltre 10 anni) non ci sono stati atti di interruzione della prescrizione, il credito potrebbe essere ormai prescritto . In passato si parlava di 5 anni per prestiti e 10 per mutui, ma oggi il termine ordinario è quello decennale . La Cassazione ricorda che la sola notifica della cessione non interrompe la prescrizione ; quindi, se il debito è antico, valuta immediatamente questa difesa (esercitarla correttamente può condurre all’archiviazione del caso senza pagare nulla ).
  4. Analisi sostanziale del credito. Chiedi il conteggio analitico aggiornato: capitale residuo, interessi, spese. Verifica se risultano addebiti ingiustificati (commissioni fantasma, spese di recupero non dovute, anatocismo non autorizzato). Controlla soprattutto gli interessi applicati: se superano il tasso soglia legale (usura, art. 1815 c.c. e legge 108/96), il credito è nullo. Anche l’eventuale capitalizzazione degli interessi deve essere consentita da contratto (art. 1283 c.c.). In molti casi, le SPV cercano di contabilizzare interessi di mora e spese eccessive; questi vanno contestati.
  5. Evita di firmare proposte affrettate. Spesso i creditori propongono di “chiudere con un accordo” (saldo e stralcio o piano di rientro). Occhio: qualsiasi accordo scritto firmato può interrompere la prescrizione e vincolarti. Non accettare nulla senza prima farlo visionare da un avvocato: il tuo difensore potrà negoziare termini più favorevoli (ad esempio rateazioni sostenibili) o persino chiedere uno sconto sul debito residuo.
  6. Eventuale azione giudiziale. Se la trattativa stragiudiziale fallisce, Joda SPV potrebbe rivolgersi al Tribunale (decreto ingiuntivo o citazione ordinaria). In caso di decreto ingiuntivo notificato, ricorda che hai 40 giorni di tempo per presentare opposizione (art. 645 c.p.c.). In questa fase il debito diventa procedimento giudiziario e sarà fondamentale sostenere le eccezioni raccolte (prescrizione, inesistenza del titolo, ecc.). In ogni caso, fino a quando non c’è un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo non opposto o sentenza definitiva), nessun pignoramento può essere eseguito. Le SPV non hanno poteri speciali: non possono iscrivere ipoteche o fermi auto senza prima aver ottenuto dal giudice un provvedimento esecutivo .

Difese e strategie legali

  • Eccezione di prescrizione. Come detto, se il credito è prescritto non va pagato. Per essere efficace, l’eccezione va sollevata subito (ad esempio in opposizione a ingiunzione o nella difesa giudiziale). La Cassazione conferma che dopo 10 anni il diritto si estingue definitivamente , salvo che sia stato interrotto. Controlla però tutti i possibili atti interruttivi: a volte pagamenti parziali o azioni giudiziarie (anche contro altri coobbligati) possono aver riavviato il conteggio. Un avvocato esperto può ricostruire la tempistica e individuarne eventuali omissioni.
  • Contestazione della legittimazione. Se Joda SPV non fornisce copia del contratto di cessione o se quello pubblicato in Gazzetta non elenca chiaramente il tuo rapporto, puoi sollevare l’incertezza. In giurisprudenza si afferma che in caso di contestazione specifica della titolarità da parte del debitore, la SPV deve produrre l’atto di cessione e dimostrare che quel credito era incluso . In mancanza, l’ingiunzione potrebbe essere revocata.
  • Difese contrattuali. Verifica se nel contratto originario di mutuo/prestito vi siano clausole abusive o inique (tassi retroattivi, anatocismo illegittimo, spese di conteggio irragionevoli). Se il mutuo era garantito da ipoteca, controlla anche la regolarità dell’iscrizione ipotecaria iniziale e se la segnalazione nei vostri confronti è stata gestita correttamente (gli errori formali potrebbero rendere inefficace parte della procedura esecutiva).
  • Opposizione all’ingiunzione/ai precetti. In un eventuale contenzioso (es. decreto ingiuntivo), il debitore può far valere le precedenti eccezioni (prescrizione, nullità del contratto, anatocismo, ecc.). Anche a questo scopo è strategico che l’azione sia seguita sin dall’inizio da un legale, che potrà presentare le difese in forma puntuale.
  • Trattative mirate. In alternativa al giudizio, può essere conveniente negoziare direttamente con Joda SPV. Spesso si ottengono sconti sul debito residuo (ad esempio saldo e stralcio con riduzioni fino al 70-80% sui crediti deteriorati ) o piani di rientro rateali senza interessi aggiuntivi. Il successo dipende da diversi fattori: ammontare del debito, documentazione a disposizione (es. provare difficoltà economiche), tempistica e stato patrimoniale. Un professionista può condurre le trattative in modo formale, valutare offerte e proporre soluzioni equilibrate.
  • Ristrutturazione/Composizione. Se hai più debiti (banche, finanziarie, fiscali), valuta una procedura coordinata: concordato o piano del consumatore per non fallibili (articoli 6 e 7 L.3/2012) o accordo di ristrutturazione; o, se sei consumatore senza partita IVA, il piano del consumatore (L.3/2012) . Queste procedure – gestite da un OCC – permettono di proporre a tutti i creditori un piano di rientro sostenibile e, alla fine, ottenere l’esdebitazione (cancellazione dei debiti residui) . Ad esempio, anche i crediti di Joda SPV verrebbero trattati in un’unica composizione della crisi, sospendendo ipoteche/pignoramenti e prevedendo soluzioni globali. L’Avv. Monardo, esperto negoziatore della crisi d’impresa, può assisterti nella predisposizione e negoziazione di tali piani.

Strumenti alternativi e opportunità

Sebbene Joda SPV non sia un agente della riscossione fiscale, è utile conoscere alcuni istituti di definizione agevolata che pur riguardando carichi tributari possono incidere sulla tua situazione patrimoniale complessiva:

  • Stralcio Debiti Minimi (Decreto Sostegni, D.L. 41/2021): cancella automaticamente i debiti residui fiscali affidati alla riscossione fino a €5.000 nel periodo 2000-2010 . Non riguarda i debiti bancari, ma vale la pena verificare se hai vecchie cartelle esattoriali che rientrano.
  • Rottamazione-Quater e -Quinquies (Legge 197/2022 e Legge di Bilancio 2026): consentono di definire molti carichi affidati fino al 2023 con la cancellazione di sanzioni e interessi . Di nuovo, riguardano il fisco, non Joda SPV, ma la riduzione dei debiti complessivi può alleggerire la pressione sui tuoi bilanci.
  • Saldo e stralcio fiscale (L. 145/2018): riservato a persone fisiche in difficoltà (ISEE basso) e debiti 2000-2017 . Offre una riduzione del debito fiscale fino al 65-84%, ma richiede requisiti stringenti.
  • Piani del consumatore e accordi di composizione. Come visto, la Legge 3/2012 (e il Codice della Crisi) prevede procedure per chi è sovraindebitato: concordato non fallimentare, piano del consumatore, liquidazione del patrimonio del consumatore . Al termine si può ottenere l’esdebitazione dei residui. Questi strumenti possono rappresentare un’alternativa al classico saldo e stralcio e sono pensati per casi di comprovata difficoltà (senza beni immobili di pregio da liquidare).

Ricorda: ogni strumento ha regole precise (scadenze, modulistica, requisiti) e spesso il supporto di un professionista esperto è fondamentale per presentare domanda e gestire le negoziazioni.

Errori comuni e consigli pratici

  • Non ignorare il sollecito. Ignorare la comunicazione non risolve il problema e può impedire di tutelarti nei termini. Rispondi sempre entro i termini (ad esempio entro 30 giorni) per richiedere chiarimenti.
  • Non pagare subito nulla senza controllo. Pagare istintivamente la SPV potrebbe farti perdere la possibilità di far valere eccezioni (ad esempio, interromperebbe la prescrizione ). Prima di saldare, verifica con un avvocato ogni voce di debito.
  • Evita approcci informali. Qualsiasi accordo (telefonico o scritto) concluso “a voce” può essere inefficace. Pretendi sempre un’offerta formale (meglio se scritta).
  • Tieni traccia di tutta la corrispondenza. Conserva raccomandate, ricevute, email e qualsiasi comunicazione con Joda SPV o Intrum. Questi documenti sono essenziali sia per la verifica della prescrizione sia per eventuali azioni legali.
  • Attenzione alle telefonate non autorizzate. Fino a pochi anni fa il Codice del Consumo vietava ai recuperatori di contattare il domicilio (o via fax/PEC) senza consenso del consumatore. Oggi la normativa è stata allentata (legge 5/2018): in ogni caso, sei sempre titolare dei tuoi dati personali. Se una SPV ti molesta, puoi diffidarla e segnalare violazioni alla privacy (ad es. numero circolare AEPD) o al Garante dei Consumatori.
  • Non rinunciare per paura. Non farti intimidire da linguaggio aggressivo. Ricorda che nessuna procedura esecutiva è in corso finché non esiste un titolo giudiziale. Agisci anziché subire: una rapida consulenza legale può spesso scongiurare pignoramenti imminenti.

Tabella riepilogativa (esempi)

Situazione ricevutaAzioni consigliatePossibili soluzioni
Lettera di sollecito di Joda SPVRichiedere documenti (contratto, cessione, conteggi); verificare prescrizioneImpugnazione della richiesta; accordo saldo/stralcio; eccezione di prescrizione
Decreti ingiuntivi o precettiFarli esaminare da avvocato e opporsi in 40 giorniAnnullamento o riduzione debito in giudizio
Molteplici debiti (banche, fisco)Valutare composizione sovraindebitamentoPiano collettivo di rientro, accordo con OCC, esdebitazione finale

(Fonte: elaborazione su normative e prassi attuali)

Domande frequenti (FAQ)

  • 1. Chi è Joda SPV e cosa vuole? Joda SPV S.r.l. è una società veicolo (SPV) costituita per acquistare portafogli di crediti deteriorati da Intesa Sanpaolo e altre banche. Quando Joda SPV ti scrive, sta chiedendo il pagamento di un credito bancario (mutuo, prestito, carta) che in passato era gestito da una banca. Tuttavia Joda non è un’agenzia delle entrate e non ti può inviare una cartella esattoriale: si tratta di un sollecito privato di pagamento.
  • 2. Posso ignorare la richiesta? No. Anche se Joda non ha ancora fatto procedimenti giudiziari, il sollecito dev’essere considerato serio. Ignorarlo potrebbe farti perdere l’opportunità di difenderti (ad esempio, finché non paghi o firmi nulla, potrai far valere eccezioni come la prescrizione). È meglio rispondere rapidamente, chiedendo documentazione e informazioni dettagliate.
  • 3. Quanto tempo ho per reagire? Formalmente non esiste un termine di legge per rispondere a una lettera di sollecito, ma di fatto è prudente farlo entro 30 giorni dall’avviso. Se Joda successivamente dovesse chiedere un decreto ingiuntivo, ricordati che in quel caso hai 40 giorni di tempo dalla notifica del provvedimento per opporre opposizione (CPC, art. 645).
  • 4. E se pago subito? Pagare subito evita addebiti ulteriori ma può essere rischioso. Potresti pagare somme non dovute e perdere ogni difesa (anche la prescrizione) . Se decidi di pagare parte del debito, fallo soltanto dopo aver negoziato tutti i termini (ad esempio attraverso un accordo formale di saldo e stralcio) con l’assistenza legale.
  • 5. Joda SPV ha mandato la cessione in Gazzetta Ufficiale: significa che devo pagare? No, l’iscrizione in G.U. (ex art. 58 TUB ) serve solo a rendere efficace la cessione nei tuoi confronti, ma non prova né il contenuto del contratto originario né l’ammontare esatto del tuo debito. In effetti la Cassazione conferma che la pubblicazione in G.U. non fa prova dell’esistenza del contratto di cessione se non specifica i crediti ceduti . Tu puoi dunque chiedere copia della cessione e confrontarla con i tuoi dati.
  • 6. Quali dati devo controllare nella richiesta? Verifica nome e indirizzo del cessionario (Joda SPV), il numero del contratto originario, il capitale residuo reclamato, gli interessi e le spese. Chiedi un rendiconto analitico dettagliato. Controlla anche le modalità di invio: preferisci comunicazioni con data certa (PEC, raccomandata), perché eventualmente servono come prova del sollecito.
  • 7. Cosa devo chiedere per il contratto di cessione? Chiedi la copia dell’atto notarile (o dell’atto pubblico) con cui la banca ha ceduto i crediti a Joda SPV. L’atto dovrebbe contenere l’elenco o i criteri di selezione dei crediti ceduti . Se l’atto non è esibito o è generico, ne va segnalata l’assenza.
  • 8. Joda SPV può farmi causa? Sì: se non accetti un accordo, Joda SPV può adire le vie legali, chiedendo al tribunale un decreto ingiuntivo o una causa ordinaria per far riconoscere il credito. Tuttavia, per ottenere esecuzione (pignoramenti, ipoteche) serve che tale titolo sia diventato definitivo (cioè non più impugnabile). Fino ad allora, la procedura di esecuzione non può partire.
  • 9. Come funziona l’opposizione a decreto ingiuntivo? Se il tribunale ti ingiunge il pagamento e ti notifica un decreto ingiuntivo, hai 40 giorni dalla notifica per proporre opposizione. In tale opposizione potrai eccepire prescrizione del debito o altre nullità/irregolarità. Durante i 40 giorni il pagamento non è dovuto. Se trascorsi senza opposizione, il decreto diventa esecutivo (ti pignorano).
  • 10. Posso rateizzare con Joda SPV? Sì, è possibile chiedere un piano di rientro rateale. In genere le SPV sono disposte a trattare condizioni più flessibili rispetto alla banca originaria: possono concedere piani fino a 60 mesi, con tassi ridotti o nulli . Tali accordi andrebbero comunque formalizzati per iscritto. Fatti assistere per negoziare rate e importi sostenibili.
  • 11. Esiste il reato di evasione con simili crediti? No, non sei perseguibile penalmente per questo tipo di debito bancario. Non ignorare semplicemente il debitore, però: lui può agire civilmente contro di te. In pratica, i rischi sono di natura civile (pignoramenti, danni da contenzioso) non penale.
  • 12. Posso chiedere a Joda SPV la cancellazione dell’ipoteca? Se sul tuo immobile è stata iscritta un’ipoteca derivante dal mutuo (assorbita da Joda), solo il giudice può autorizzarne la cancellazione, generalmente al termine del pagamento del debito o per decreto di consenso. Non puoi cancellarla unilateralmente: dovrai portare avanti un negoziato o attendere l’adempimento.
  • 13. Se non pago e non reagisco, cosa succede? Se non rispondi né paghi, il creditore può chiedere al tribunale l’emissione di un decreto ingiuntivo e, in seguito, l’espropriazione forzata sui tuoi beni. Per evitarlo, è fondamentale almeno presentare opposizione (se arriva l’ingiunzione) o sospendere ogni attività con solleciti legali (es. diffida a non procedere nei tuoi confronti).
  • 14. Joda SPV può attaccare i miei beni con una semplice lettera? No. La SPV non ha poteri di pubblico ufficiale: nessuna azione esecutiva è possibile senza un titolo (decreto ingiuntivo/sentenza) che un giudice ha emesso. Fino a quell’atto, le richieste di pagamento sono solo minacce; se dovessero arrivare ingiunzioni, avrai tutti i mezzi di legge (opposizione) per difenderti.
  • 15. Ho debiti anche con il Fisco o altri creditori. Cosa fare? In presenza di vari debiti, può essere utile una soluzione integrata. Si può valutare la composizione della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) . Attraverso un OCC e un piano unico, si sospendono gli atti esecutivi e si propone un piano di rientro condiviso per tutti i creditori (bancari, fiscali, ecc.), mantenendo le garanzie essenziali come casa e stipendio . Una volta raggiunto l’accordo, si ottiene l’esdebitazione.

(Per ulteriori quesiti pratici puoi contattare l’Avv. Monardo)

Conclusioni

In sintesi, ricevere una richiesta di pagamento da Joda SPV richiede prontezza e strategia. Nel presente articolo abbiamo visto che non bisogna mai agire d’impulso: verificare subito documenti e termini (ad esempio chiedendo il contratto di cessione, come previsto dall’art. 58 TUB , e il piano di ammortamento originario), calcolare eventuali prescrizioni e valutare ogni irregolarità. Le difese possibili – dalla contestazione della titolarità del credito alla eccezione di prescrizione, fino alle vere e proprie opposizioni giudiziali – possono annullare o ridurre sensibilmente il debito.

È fondamentale non sottovalutare i termini legali: ad esempio, un decreto ingiuntivo ti concede solo 40 giorni per reagire. L’intervento tempestivo di un professionista esperto può bloccare per tempo azioni esecutive (pignoramenti di stipendio, ipoteche, fermi amministrativi) e costruire la difesa migliore.

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo e il suo team sanno come affrontare queste situazioni delicate. Grazie alla loro competenza in diritto bancario, concorsuale e tributario – e al loro ruolo di gestori e negoziatori di crisi da sovraindebitamento – possono analizzare l’atto di Joda SPV, predisporre impugnazioni, negoziare piani di rientro o accordi di saldo e stralcio, e in generale bloccare qualsiasi tentativo di esecuzione illegittima.

📞 Contatta subito l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una consulenza personalizzata: lui e il suo staff di avvocati e commercialisti sapranno valutare la tua situazione e difenderti con strategie legali concrete e tempestive. Non aspettare che la situazione degeneri – agire con competenza ti permetterà di risolvere il problema nel modo più vantaggioso possibile.

Fonti: normativa vigente (art. 58 TUB , Codice Civile sulla prescrizione , Legge 3/2012 e D.Lgs. 14/2019 sulle crisi ) e giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenze recenti sulla prova della cessione e sulla prescrizione del credito ). I riferimenti legislativi e i principi giurisprudenziali citati aiutano a comprendere i propri diritti e doveri di fronte a richieste indebite.

Leggi con attenzione: se in questo momento ti trovi in difficoltà con il Fisco ed hai la necessità di una veloce valutazione sulle tue cartelle esattoriali e sui debiti, non esitare a contattarci. Ti aiuteremo subito. Scrivici ora. Ti ricontattiamo immediatamente con un messaggio e ti aiutiamo subito.

Leggi qui perché è molto importante: Studio Monardo e addiopignoramenti.it operano in tutta Italia e lo fanno attraverso due modalità. La prima modalità è la consulenza digitale che avviene esclusivamente a livello telefonico e successiva interlocuzione digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata. In questo caso, la prima valutazione esclusivamente digitale (telefonica) è totalmente gratuita ed avviene nell’arco di massimo 72 ore, sarà della durata di circa 15 minuti. Consulenze di durata maggiore sono a pagamento secondo la tariffa oraria di categoria.
 
La seconda modalità è la consulenza fisica che è sempre a pagamento, compreso il primo consulto il cui costo parte da 500€+iva da saldare in anticipo. Questo tipo di consulenza si svolge tramite appuntamenti nella sede fisica locale Italiana specifica deputata alla prima consulenza e successive (azienda del cliente, ufficio del cliente, domicilio del cliente, studi locali con cui collaboriamo in partnership, uffici e sedi temporanee) e successiva interlocuzione anche digitale tramite posta elettronica e posta elettronica certificata.
 

La consulenza fisica, a differenza da quella esclusivamente digitale, avviene sempre a partire da due settimane dal primo contatto.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Torna in alto

Abbiamo Notato Che Stai Leggendo L’Articolo. Desideri Una Prima Consulenza Gratuita A Riguardo? Clicca Qui e Prenotala Subito!