Giornalista freelance indebitato con Stato, Banca, Fornitori ed INPS: difesa e cosa fare con l’Avvocato

Un giornalista freelance può trovarsi presto sommerso da cartelle fiscali, richieste contributive, mutui bancari e fornitori insoluti. Se questo è il tuo caso, è urgente agire subito per evitare pignoramenti, ipoteche o esecuzioni forzate. In questo articolo analizziamo i rischi principali e anticipiamo soluzioni legali concrete: opposizioni agli atti esattoriali, ricorsi tributari, piani di rateizzazione e soluzioni di crisi secondo la legge italiana vigente.

L’autore e il suo team:

L’Avv. Giuseppe Angelo Monardo è avvocato cassazionista; coordinatore di uno staff multidisciplinare operante a livello nazionale in diritto bancario e tributario; Gestore della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012) iscritto negli elenchi del Ministero della Giustizia; professionista fiduciario di un OCC; Esperto Negoziatore della crisi d’impresa ai sensi del D.L. 118/2021.

Monardo e i suoi collaboratori possono aiutarti concretamente con l’analisi degli atti (cartelle, ingiunzioni, decreti ingiuntivi), la preparazione di ricorsi e opposizioni, la sospensione delle procedure esecutive e la negoziazione di piani di rientro personalizzati.

Gli strumenti vanno dalla rateizzazione dei debiti (INPS e Agenzia Entrate), alle rottamazioni e definizioni agevolate per tributi e contributi, fino ai piani di composizione della crisi (piano del consumatore o accordi di ristrutturazione secondo la L.3/2012). In molti casi è possibile bloccare fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti o ridurre significativamente l’esposizione debitoria.

📩 Contatta subito qui di seguito, in fondo all’articolo, l’Avv. Giuseppe Angelo Monardo per una valutazione legale personalizzata e immediata. Lui e il suo team valuteranno rapidamente il tuo caso e ti indicheranno la strategia più efficace.

Contesto normativo e giurisprudenziale

  • Debiti tributari (Stato): i debiti fiscali (IRPEF, IVA, addizionali, tributi locali, sanzioni) sono gestiti tramite ruolo esattoriale (Agenzia Entrate-Riscossione) e cartelle di pagamento (DPR n.602/1973). Contro le cartelle si propone opposizione al giudice tributario entro i termini previsti (di norma 60 giorni ). In caso di violazioni del Codice della Strada, il termine può ridursi a 30 giorni, ma in generale è 60 giorni dall’atto notificato. In ogni caso, effettuare il pagamento o avviare una rateazione non esaurisce il diritto di contestare il tributo . La Cassazione (ord. 20962/2020) ha ribadito che «il pagamento come anche la rateizzazione degli importi indicati nella cartella di pagamento non integra acquiescenza alla pretesa tributaria», ossia non preclude la possibilità di impugnarne l’an debeatur . Questo significa che puoi pagare per evitare l’espropriazione, ma restano salvi i vizi formali (es. notifica irregolare) o sostanziali del tributo. Inoltre, le Sezioni Unite (Cass. SU 30666/2022) hanno chiarito che se la cartella era regolarmente notificata ma è divenuta prescritta (decorsi i termini di legge, es. 5 anni per certe imposte), allora la competenza è del giudice ordinario; se invece la notifica è nulla o mancante, resta competenza del giudice tributario .
  • Debiti contributivi (INPS ed enti previdenziali): il giornalista libero professionista versa solitamente contributi alla gestione separata INPS o alla cassa professionale (es. giornalisti). I debiti contributivi vengono attivati con avvisi di addebito e, se non saldati, cartelle esattoriali analoghe a quelle fiscali. Inizialmente si può richiedere la rateizzazione in via amministrativa (INPS fino a 24 rate, prorogabili a 36 o 60 in casi straordinari) . La domanda di rateizzazione, però, comporta la rinuncia del debitore a sollevare eccezioni sull’esistenza del debito o sulla precedente opposizione civile . D’altro canto, la Cassazione ha precisato che ai fini della regolarità contributiva (es. DURC), conta il fatto di aver presentato entro termini l’istanza di rateizzazione. Con l’ord. n.6142/2026 la Corte ha stabilito che anche se l’INPS accoglie la rateizzazione oltre i 15 giorni, la regolarità sussiste in quanto «è l’atto di ammissione alla rateizzazione a determinare la condizione di regolarità contributiva» . In pratica, l’invio tempestivo della richiesta (entro 15 giorni dall’invito di regolarizzazione) è ciò che conta. Dal 2025 è anche disponibile una normativa speciale: la Legge di Bilancio 2025 (L. 203/2024, art.23) ha introdotto la possibilità per INPS e INAIL di consentire fino a 60 rate mensili per i debiti contributivi non affidati alla riscossione coattiva . Questa disposizione è stata recepita da un decreto attuativo del Ministero del Lavoro (DM 24 ott. 2025).
  • Debiti bancari (crediti finanziari): in caso di mutui, prestiti o scoperti di conto, il contratto di credito e il TUB (D.Lgs. n.385/1993) disciplinano interessi, spese e garanzie. Il tasso applicato non può superare il tasso soglia dell’usura (art. 117 TUB e Legge 108/1996); in caso di usura o di anatocismo illegittimo (capitalizzazione degli interessi oltre i termini consentiti), il contratto può essere impugnato. Inoltre, il debitore può eventualmente proporre accordi stragiudiziali o di ristrutturazione con la banca (anche tramite l’Organismo di composizione della crisi). In ogni caso, i debiti bancari entrano tra quelli soddisfatti in procedure di legge o piani di composizione (v. oltre).
  • Debiti commerciali (fornitori): i rapporti con i fornitori si basano sul contratto di fornitura o prestazione professionale. Di norma i fornitori richiedono il saldo delle fatture scadute; in caso di insolvenza del giornalista freelance, non esistono procedure speciali riservate ai soli debiti commerciali, ma tali crediti concorrono nelle eventuali procedure di sovraindebitamento o concordatari. È tuttavia buona prassi negoziare con fornitori un piano di pagamento (anche transattivo) piuttosto che ignorarli, per evitare azioni esecutive separate come il pignoramento presso terzi sul conto professionale.
  • Sovraindebitamento e strumenti di legge 3/2012 – D.Lgs. 14/2019: il giornalista freelance che non è un imprenditore commerciale rientra tra i «debitori non fallibili» (persona fisica che esercita attività professionale). Questi soggetti possono accedere agli strumenti introdotti dalla Legge n.3/2012 (Disposizioni in materia di composizione della crisi da sovraindebitamento). Tali strumenti includono: il piano del consumatore (art. 8 L.3/2012), rivolto ai debitori in difficoltà senza cessione beni (con piano rimborsabile fino a 6 anni); l’accordo di composizione dei debiti (art. 7 L.3/2012), un accordo omologato tra debitore e creditori; e la liquidazione del patrimonio (art. 14 L.3/2012) in caso estremo, con vendita dei beni per soddisfare i creditori e possibile esdebitazione del residuo. Dal 2019 il Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019) ha affinato questi istituti, ma in sostanza il giornalista sovraindebitato può cercare assistenza di un Gestore della crisi o di un OCC per definire un piano sostenibile.

Procedura passo-passo dopo la notifica di un atto

  1. Verifica immediata: all’arrivo di una notifica (cartella di pagamento, avviso INPS, decreto ingiuntivo, etc.), controlla entro pochi giorni la scadenza per agire. Ad esempio, contro una cartella esattoriale tributaria il termine per proporre opposizione è di regola 60 giorni dalla notifica. Se si tratta di contributi INPS, vale solitamente 40 giorni dalla notifica dell’avviso di addebito o della cartella (giudice competente: Commissione tributaria provinciale). 📌 Errore comune: trascurare il termine di impugnazione, che è perentorio.
  2. Richiesta di rateizzazione: se non puoi pagare in un’unica soluzione, valuta subito la rateizzazione. Per i tributi la legge (D.P.R. 602/73) prevede piani di rateizzazione automatica o motivata presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (fino a 120 rate per contributi previdenziali non affidati a riscossione ). Per i contributi INPS, la domanda va presentata online (entro i termini indicati, tipicamente 15 giorni dall’invito a pagare) e può arrivare fino a 24/36 rate . Attenzione: la domanda di rateazione INPS implica la rinuncia alle eccezioni sulla sussistenza del debito , ma come chiarito dalla Cassazione la regolarità contributiva resta acquisita se l’istanza è presentata entro i 15 giorni .
  3. Opposizione agli atti esattoriali: entro il termine utile occorre impugnare la cartella (tributaria o contributiva) innanzi al giudice competente, sollevando tutte le eventuali vizi formali (notifica, sottoscrizione, etc.) e sostanziali (prescrizione, usura, scomputi dovuti, etc.). Contro le cartelle va proposta opposizione seguendo l’iter tributario (art. 24 DPR 602/1973 e art. 19 DPR 602/1973) o civile (in caso di sanzioni stradali con art. 615 c.p.c.) . Se l’opposizione è ammissibile, può sospendere gli effetti dell’esecuzione. NB: esistono prassi semplificate (art. 47 T.U. bancario, commissioni stragiudiziali) per contestare in via amministrativa alcune controversie bancarie o usurarie, ma in ultima analisi il ricorso al giudice rimane sempre disponibile.
  4. Sospensione dell’esecuzione: a seguito dell’opposizione alla cartella o dell’instaurazione del giudizio tributario, l’esecuzione (pignoramenti, blocco iscrizioni pregiudizievoli) si sospende automaticamente. Se invece si ignora l’atto, dopo 60 giorni l’agente della riscossione può avviare l’espropriazione (pignoramenti mobiliari, immobili, presso terzi). In tale fase è fondamentale comunicare all’Avv. Monardo eventuali provvedimenti: insieme potremo proporre opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c. entro 30 giorni dalla notifica del pignoramento) o richiedere al giudice competente misure cautelari (fissare udienza, istituire un terzo pignorato).
  5. Ricorsi e procedure speciali: se i debiti comprendono sanzioni o incarichi autorità, si possono valutare ricorsi amministrativi (es. ricorso a Commissione tributaria) oppure procedure concorsuali personali. Ad esempio, per i contributi sospesi si è introdotto (per determinati soggetti) il Fondo di solidarietà Inps che consente moratorie, o piani di rateizzazione straordinari. Inoltre, potresti accedere al Piano del consumatore (L.3/12) se non hai cessioni dei beni, con cui dilazionare i debiti in modo sostenibile. Il primo obiettivo di Monardo e del suo team è far valere i tuoi diritti di contribuente, bloccando cautelativamente l’esecuzione coattiva e preparando eventuali reclami.

Difese e strategie legali

  • Impugnazione carte e atti amministrativi: ogni cartella o ingiunzione può essere impugnata nel merito o nella forma. Si potrà contestare la mancata notifica (Cass. SU 30666/2022), la nullità per difetto di motivazione o firma, l’erronea quantificazione del debito, la prescrizione dei tributi (termine ordinario 5 anni per certi tributi, 10 anni per Irpef) o dei contributi. Se la cartella deriva da un precedente atto (accertamento fiscale, contabile INPS), va verificato anche quest’ultimo. Ad esempio, se non ti è stato notificato un verbale di accertamento, l’opposizione alla cartella si fonda sul principio che il termine di impugnazione è di 60 giorni . In sintesi: diffida del contribuente + verifica formale + ricorso in commissione/CTP in tempi brevi.
  • Rateizzazione e dilazione: l’istanza tempestiva di rateizzazione contribuisce a «fermare l’orologio» e ad evitare incridazioni aggiuntive, come confermato dalla Cassazione . Per i tributi, le richieste vanno fatte tramite i moduli online di Agenzia Entrate-Riscossione (o accordi con l’ente impositore per le pretese internazionali). Attenzione: accettare un piano di dilazione comporta generalmente il pagamento di interessi di dilazione (circa 3-5% annuo) e, per l’INPS, la perdita di eventuali rateazioni già in corso.
  • Contestazione dei tassi bancari: se hai un mutuo o un finanziamento, va verificata la legittimità degli interessi applicati. L’art. 128 TUB e 1815 c.c. vietano l’anatocismo non autorizzato e l’usura. Se emergessero tassi oltre soglia o spese illecite, puoi rivolgere un reclamo formale alla banca o proporre una causa civile per ottenere la riduzione dell’interesse e la restituzione dell’usura. In alcuni casi, la banca può essere chiamata in conciliazione o mediazione bancaria (art. 5 D.Lgs. 28/2010) per rinegoziare il debito.
  • Ricorsi esecutivi: contro il pignoramento di auto, immobili o salario puoi opporre l’opposizione esecutiva (art. 615 c.p.c. entro 30 giorni). Nel caso di pignoramento presso terzi (stipendio, conto corrente), si notificherà il terzo, che può a sua volta proporre opposizione per difetto di titolo del creditore pignorante. A tal proposito la Cassazione ha precisato che un pignoramento presso terzi non invalida di per sé un’espropriazione già in corso, finché non vi sia stata ordinanza di assegnazione . Tuttavia, il debitore può chiedere al giudice dell’esecuzione (una volta notificatogli la procedura) di accertare il sovraffollamento pignoramenti o impugnare l’atto iniziale.
  • Accordi transattivi con l’Erario o l’INPS: in presenza di vari debiti pubblici, in certi casi è possibile chiedere una composizione agevolata. Ad esempio, ex art. 2, D.L. 119/2018 è stata data facoltà ai Comuni e altri enti di ridurre debiti residui (saldo e stralcio). Per l’INPS e i fondi pensionistici nazionali possono essere disposte dilazioni speciali. Vale la pena valutare eventuali rateazioni straordinarie (es. piani decennali per covid o crisi aziendale) o definizioni agevolate contributive (Legge 178/2020 ha introdotto una speciale definizione agevolata per alcuni contributi previdenziali).
  • Accordi di negoziazione per imprese/professionisti: dal D.Lgs. 118/2021 e con la recente riforma della crisi d’impresa, un professionista in crisi può avvalersi di una «negoziazione assistita» per ristrutturare i debiti con tutti i creditori, sotto la guida di un negoziatore qualificato (come avv. Monardo). Inoltre, è possibile valutare il concordato liquidatorio in bianco (previa istanza al tribunale per chiedere la ristrutturazione del debito senza presentare subito il piano).

Strumenti alternativi di composizione della crisi

  • Rottamazioni e definizioni agevolate tributarie: in anni recenti la normativa italiana ha offerto varie “rottamazioni” dei debiti fiscali accumulati. Ad esempio la rottamazione-ter (L. 119/2018) e successive rottamazioni/quater (L.178/2020, L.197/2022, etc.) hanno consentito di cancellare sanzioni e interessi su tributi non pagati fino a certe annualità. La più recente “rottamazione-quinquies” (2025) amplia il periodo agevolabile includendo ruoli fino al 2023. In pratica, si paga solo il capitale dei debiti iscritti a ruolo, dilazionato in 5-6 anni senza penalità aggiuntive. Nel caso del debito contributivo, esiste una definizione agevolata (legge di bilancio 2021 e 2022) che consente di versare il 100% del solo capitale (e solo parte degli interessi) riducendo sanzioni al 0%. Monardo può verificare la tua platea di debiti e consigliarti se aderire a queste sanatorie entro i termini stabiliti.
  • Piano del consumatore e accordo di ristrutturazione (L.3/2012): se sei dichiaratamente sovraindebitato e il tuo reddito non ti permette di saldare i debiti ordinari, la legge 3/2012 prevede piani di composizione. Il piano del consumatore (art. 8 L.3/2012) è destinato a privati non fallibili e consente di rateizzare anche per 6 anni i debiti verso qualunque creditore senza liquidare i beni (massimo un’abitazione e beni mobili essenziali), pagando con i propri redditi residui. L’accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 7 L.3/2012) può essere usato anche dai piccoli imprenditori/professionisti: prevede un accordo omologato dal tribunale con il 60% dei creditori che accettano un piano (anche liquidatorio) per estinguere i debiti. Sia il piano che l’accordo si concludono con l’esdebitazione finale: terminato il piano, il debitore rimane libero dai residui creditori.
  • Altri strumenti: in casi estremi si può chiedere il concordato preventivo (per i professionisti quotati come imprese con obbligo di fallimento) o il concordato in bianco per imprenditori. Esistono infine provvedimenti di sospensione dell’esecuzione (es. art. 47 co.3 D.P.R. 602/1973 sospende le ipoteche da cartella) o azioni cautelari (ad es. il sequestro conservativo di beni del debitore prima dell’espropriazione). L’Avv. Monardo valuta anche la possibilità di istanze d’urgenza al giudice del lavoro (per contributi INPS) o al tribunale ordinario per bloccare pignoramenti imminenti.

Errori comuni e consigli pratici

  • Non leggere l’atto o rimandare: in molti casi la difesa salta perché si aprono i plichi con ritardo. Il nostro consiglio è di contattare subito un professionista alla notifica di qualsiasi atto. Un avvocato esperto come Monardo individuerà in pochi minuti le scadenze da rispettare.
  • Pagare tutto senza contestare: sebbene comune, questo è un errore grave. Come visto, il pagamento o la rateizzazione non bloccano la contestabilità del debito . Pagare può fermare l’azione esecutiva ma non toglie il diritto di far valere i propri vizi nel merito (ad es. prescrizione o mancata notifica). Invece di considerarlo inamissibile, usa il pagamento come leva: puoi sempre chiedere rimborso in sede giudiziaria se l’azione si dimostra viziata .
  • Trascurare le agevolazioni previste: a volte conviene aderire ai programmi di definizione agevolata perché riducono il debito. Non valutare quelle opportunità è un grosso sbaglio. Rivolgiti subito ad un esperto per sapere se hai diritto a rottamazione tributi o contributiva, saldo e stralcio, definizione agevolata INPS, ecc.
  • Scartare subito l’ipotesi di un piano di composizione: molti debitori pensano di non poterselo permettere oppure non sanno dell’esistenza. Al contrario, per un freelance in crisi questa può essere una soluzione risolutiva. Non fare da solo: l’assistenza di un Gestore della crisi (come Monardo) è fondamentale per predisporre un piano credibile e negoziarlo con i creditori.
  • Non aggiornarsi sulle ultime sentenze: la giurisprudenza cambia. Ad esempio, è di pochi mesi fa la Cassazione (aprile 2024) sul principio che “il pagamento coatto non estingue il contenzioso”. Vale sempre affidarsi a professionisti che conoscono le ultime novità e le interpretazioni delle corti.

Tabelle riepilogative

Strumento / AttoTermine per impugnazioneGiudice competenteOsservazioni
Cartella di pagamento (tributi)60 giorniGiudice tributario (CTP)Termine ridotto a 30 gg per multe CDS
Cartella contributiva INPS40 giorni (circa)Giudice TributarioInclude contributi IVS e sanzioni INPS
Decreto ingiuntivo tributario40 giorniGiudice tributarioE’ titolo esecutivo in mancanza di ruolo
Opposizione esecuzione30 giorni dall’iscrizione a ruoloGiudice esecuzioneArt. 615 c.p.c., entro 30 gg dalla notifica
Pignoramento presso terzi (conto)40 giorni dall’avviso al terzoGiudice esecuzioneTerzo pignorato (banca) può eccepire (art. 547 c.p.c.)
Strumento DifensivoNorma di riferimentoVantaggiSvantaggi / Note
Opposizione cartella/ingiunzioneDPR 602/1973, art.24-25Sospende riscossione, esamina difeseDecadenza entro 60 gg, può essere respinta
Richiesta rateizzazione tributiDPR 602/1973, art.50 e ss.Dilazione fino a 120 rate (fiscali)Implica rinuncia a certi vizi (controproducenti)
Richiesta rateizzazione contributivaLegge 388/2000 art.116Fino a 24 rate (36/60 in casi straord.)Rinuncia a eccezioni, tassi di dilazione applicati
Rottamazione cartelleLegge 197/2022 e succ.Cancella sanzioni/interessi residuiScadenza adesione, riguarda cartelle ante 2018
Definizione agevolata contributivaLegge 178/2020, 197/2022Esonero sanzioni + 66% interessiDebiti INPS/INAIL 2017-2021, adesione onerosa
Piano del consumatore (L.3/2012)Legge 3/2012, art.8Rate fino 6 anni, nessuna cessione forzataRichiede assenza di beni immobili da cedere
Accordo di composizione dei debitiLegge 3/2012, art.7Omologazione giudice con 60% creditoriPresentazione in Tribunale, complesso

Domande e risposte (FAQ)

  1. Mi è arrivata una cartella esattoriale: cosa devo fare per non perdere i miei diritti?
    Devi immediatamente verificare la scadenza di impugnazione (di norma 60 giorni ) e valutare le ragioni per contestarla. Anche dopo averla pagata puoi impugnarla (Cass. 20962/2020) . Consigliamo di far esaminare subito la cartella da un avvocato per decidere se fare opposizione alla CTP o ricorrere ad altre soluzioni (rateizzazione, rottamazione, ecc.).
  2. Ho pagato parte del debito richiestomi in cartella: posso ancora contestare il resto?
    Sì. La Corte di Cassazione ha stabilito che né il pagamento né una rateizzazione degli importi comportano automaticamente acquiescenza alla cartella . Se hai pagato solo per evitare il pignoramento, puoi comunque presentare opposizione al giudice ed eventualmente chiedere il rimborso del versato se il debito risulta illegittimo.
  3. Quali termini ho per presentare opposizione alla cartella?
    Se la cartella riguarda tributi o contributi, il termine ordinario è di 60 giorni dalla notifica . Contro ingiunzione fiscale o iscrizione a ruolo non impugnata, l’opposizione va proposta in 40 giorni. Attenzione: per multe o sanzioni stradali il termine può scendere a 30 giorni se la cartella rappresenta la prima conoscenza del debito .
  4. Cosa significa ‘durc negativo’ e come si riallinea con la rateizzazione?
    Il DURC negativo significa mancata regolarità contributiva. L’ordinanza Cass. 6142/2026 ha chiarito che, se presenti in tempo domanda di rateizzazione all’INPS (anche accolta tardivamente), il tuo DURC viene considerato valido . In pratica, rispondere subito alla richiesta INPS interrompe l’irregolarità.
  5. Quanto tempo ho per rispondere all’invito INPS di pagare?
    L’INPS di solito concede 15 giorni dall’invito a regolarizzare per inviare la domanda di rateizzazione. Se la presenti nei 15 giorni, rimani in regola anche se poi l’INPS valida la domanda oltre il termine . Superati i 15 giorni senza richiedere la dilazione, l’INPS può procedere d’ufficio con cartella.
  6. Cosa succede se ignoro una cartella o un pignoramento?
    Se non ti opponi nei termini, il debito diventa esecutivo: l’Agente riscossore potrà pignorare beni mobili, immobili o presso terzi. Ad esempio, sull’immobile può iscrivere ipoteca a 90 giorni dalla cartella; sui conti correnti o stipendi può pignorare fino a 1/5 dello stipendio (art. 545 c.p.c.) o del conto (art. 548 c.p.c.). È fondamentale evitare questa situazione: un avvocato può chiedere la sospensione o proporre opposizione contro i singoli atti esecutivi (blocco del pignoramento) prima che si perfezioni.
  7. Quali alternative ho se non posso ripagare subito il debito?
    Puoi chiedere una rateazione (vedi sopra), o valutare soluzioni alternative: l’adesione a rottamazioni/definizioni agevolate (che eliminano sanzioni o interessi), un accordo con i creditori (transazione stragiudiziale), oppure attivare una procedura di sovraindebitamento (piano del consumatore o accordo di composizione). In casi urgenti è utile anche richiedere una verifica di usura bancaria o mediazione con la banca/suppliers.
  8. Che differenza c’è tra rottamazione delle cartelle e saldo e stralcio?
    La rottamazione (L.197/2022 e succ.) riguarda le cartelle esattoriali e consente di pagare solo i principali debiti, cancellando interessi e sanzioni residui. Il saldo e stralcio (L.145/2018 e succ.) si applica solo a debiti fiscali per contribuenti in difficoltà (in base al reddito familiare) e prevede un’ulteriore riduzione, fino al 35% del capitale residuo. In entrambi i casi bisogna fare domanda entro termini precisi e rispettare i piani di pagamento accordati.
  9. Cos’è il piano del consumatore (L.3/2012) e chi può farlo?
    È uno strumento rivolto ai debitori non fallibili (ad es. professionisti, lavoratori autonomi, piccoli imprenditori) senza eccessivi beni da liquidare. Con il piano del consumatore si negozia un piano di rientro pluriannuale (fino a 6 anni) che rimborsa i creditori con parte dei redditi futuri, mentre beni personali essenziali e una casa (entro certi limiti) restano al debitore. Il piano deve essere redatto da un gestore della crisi (come Monardo) e depositato in tribunale. Se approvato e portato a termine, spiana la strada all’esdebitazione, cioè alla cancellazione del residuo del debito.
  10. Come funziona l’«accordo di composizione dei debiti»?
    È un accordo extragiudiziale omologato dal tribunale tra debitore e creditori, previsto dall’art. 7 L.3/2012. Richiede il consenso dei creditori che rappresentino almeno il 60% del passivo complessivo. In pratica si propone un piano (anche liquidatorio) che verrà valutato dal tribunale: se omologato, blocca eventuali azioni esecutive e consente di rinegoziare rate e sconti. È una procedura più complessa, ma può essere adatta se hai crediti elevati con diversi creditori.
  11. Se ho ipotecato la casa per il mutuo, come posso tutelarmi?
    In caso di mancato pagamento di un mutuo ipotecario, la banca può chiedere esproprio dell’immobile dopo 270 giorni di protesti. Tuttavia, puoi cercare soluzioni alternative: negoziare un riallineamento o nuovo piano col creditore, chiedere un mutuo sostitutivo (surroga) per rate più basse, oppure vendere autonomamente l’immobile e chiedere cancellazione dell’ipoteca (mutuo residuo). In caso di pignoramento in corso, valuta con l’avvocato la possibilità di un concordato preventivo liquidatorio (per imprenditori) o piani di rientro che prevedano la rinuncia all’abitazione (in cambio dell’esdebitazione), a seconda della fattibilità.
  12. Esistono sanzioni penali se non pago i contributi o i tributi?
    In generale, il mancato pagamento di imposte o contributi entro i termini stabiliti è illecito amministrativo (sanzioni pecuniarie e procedure esecutive), non penale, a meno che non emerga la frode (false dichiarazioni, occultamento, ecc.). Ogni controversia rimane quindi civile/tributaria. In ogni caso, è sempre meglio cercare un accordo o un piano di rateizzazione prima che la questione finisca in valutazioni penali (frode fiscale) che possono essere mosse in situazioni estreme. Monardo può assisterti anche in sede penale-tributaria se necessario.
  13. Quali informazioni devo fornire all’avvocato per un primo consulto?
    Preparati con copia di tutte le cartelle, ingiunzioni e notifiche ricevute, estratto conto dei debiti (ruoli tributari, avvisi INPS, estratto conto bancario), e documentazione reddituale (dichiarazioni dei redditi, buste paga/cedolini, estratto conto bancario). L’Avv. Monardo analizzerà la tua posizione complessiva e potrà stimare subito l’ordine di grandezza del debito, individuando la strategia giusta (ricorsi, rateizzazioni, concordato).
  14. Le cartelle vanno pagate subito?
    Non necessariamente. È vero che la cartella concede un breve termine (30-60 giorni) per pagare senza decorsi ritardi ulteriori , ma è un atto esecutivo che non richiede un controllo preventivo del giudice. Se ricevi una cartella, puoi anche richiedere il pagamento rateale e contestare parallelamente il debito (Cassazione 20962/2020) . L’importante è non dimenticare il termine per l’opposizione: anche se scegli di pagare per sicurezza, preserva il diritto di far valere ricorso contro le somme dovute.
  15. Se sono interessato a definire i debiti attraverso la legge sul sovraindebitamento, da dove comincio?
    Puoi iniziare con un colloquio con un Professionista Gestore della Crisi (come l’Avv. Monardo). Si valuterà se rientri nei requisiti (debiti eccessivi rispetto ai redditi) e quale strumento scegliere (piano, accordo o liquidazione). Monardo, iscritto all’elenco del Ministero della Giustizia, può redigere il piano, convocare creditori e seguire la procedura fino all’esdebitazione finale.
  16. Come vengono calcolati gli interessi sulle rate?
    Gli interessi di dilazione li applica l’INPS in base alle normative interne (circa 3-5% annuo). Per i tributi, il tasso di dilazione è pari al 3% annuo (art. 21 D.Lgs. 241/1997) nei piani fiscali. In ogni caso, l’importo residuo (senza sanzioni) viene suddiviso in base al numero di rate concordate. Noi forniamo sempre un calcolo chiaro della rata mensile/annua prima di accettare il piano.
  17. Posso rateizzare debiti con diversi creditori contemporaneamente?
    Sì. Puoi presentare domande di rateizzazione distinte a ciascun ente (Agenzia Entrate, INPS, banche, fornitori) nello stesso periodo. Ricorda solo di mantenere regolari i pagamenti una volta ottenute le dilazioni. Dal lato pratico, è cruciale coordinare tutte le dilazioni (anche tramite un legale) per evitare che il pagamento puntuale di alcune rate dipenda da altre che potresti perdere.
  18. Cosa cambia se pago con ritardo una rata accordata?
    La legge di solito prevede che la rateazione vada revocata in caso di mancato pagamento di una rata (o di due mensilità). Ad esempio, l’INPS revoca la dilazione se non paghi la rata entro la fine di ciascun trimestre . Per questo è essenziale rispettare il piano di pagamento e informare subito l’avvocato se temi di non poter onorare la rata, in modo da chiedere proroghe o soluzioni alternative.
  19. Posso escludere dalle rate i debiti con i fornitori?
    Se intendi attivare una procedura di composizione della crisi (piano del consumatore o accordo), devi indicare tutti i debiti e i creditori. I debiti con fornitori sono parte del passivo e vanno considerati nel piano. Se invece si tratta di un riavvio normale, puoi provare a rinegoziare privatamente con alcuni fornitori separatamente (ad es. chiedendo scadenze più lunghe) ma non esistono benefici pubblici analoghi alla rottamazione per i fornitori. Rimane tuttavia valida la strategia di cercare un accordo transattivo con essi per rateizzare anche quei debiti, parallelamente alla gestione di quelli pubblici.
  20. È vero che se pago anche una sola rata di un debito ho perso il diritto di oppormi?
    No. Come ricordato, pagare o iniziare un piano di pagamento non è ritenuto “acquiescenza” (Cass. 20962/2020) . Puoi sempre impugnare l’atto di riscossione (e chiedere rimborso di quanto versato in eccesso) purché l’opposizione avvenga entro i termini previsti. Il principio generale è che il ravvedimento operoso (pagare per regolarizzare) non ti toglie la possibilità di far valere vizi della procedura.

Simulazioni pratiche ed esempi numerici

  • Esempio 1 – Debiti fiscali: un giornalista deve 50.000€ di IVA (capitale) + 15.000€ di sanzioni/interessi. Con la rottamazione-ter (o definizione agevolata corrente) si potrebbe pagare solo 50.000€ (sgravando i 15.000€ aggiuntivi). Se ne rateizzi il debito in 5 anni a tasso 3%, la rata annua sarebbe circa 11.600€ invece dei 13.000€ con il debito pieno. Se non si rottama, il debito a fine piano sarebbe intorno ai 55.000€ per interessi.
  • Esempio 2 – Debiti contributivi: poniamo di avere 20.000€ di contributi INPS in ritardo. Con la definizione agevolata contributiva (Legge 178/2020) si pagherebbe il 100% del capitale (20.000€) e solo il 34% degli interessi residui (circa 1.700€ su 5.000€ di interessi). Rispetto ai 25.000€ totali, si risparmiano quindi 3.300€.
  • Esempio 3 – Piano del consumatore: se un giornalista ha debiti complessivi di 100.000€ e un reddito netto di 18.000€ all’anno, un piano del consumatore di 6 anni potrebbe stabilire rate annuali di 15.000€, lasciando un margine per le spese essenziali. Alla fine del piano, i creditori verrebbero pagati con l’85% dei 108.000€ complessivi (6 anni x 18.000€), mentre il residuo tornerebbe esdebitato, azzerando il debito oltre quanto restituito.
  • Esempio 4 – Pignoramento stipendio: un freelance con collaborazioni ha un reddito lordo medio di 2.500€ mensili. L’art.545 c.p.c. permette il pignoramento di 1/5 (500€) salvo deroghe. Se un debitore gli pignora 8.000€, l’INPS potrebbe ottenere fino a 500€ al mese. Sarebbero necessari circa 16 mesi per estinguere quel debito, salvo riallineamenti o rescissioni di rapporti che riducano il reddito disponibile pignorabile.

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